INSERTO MONITOR de L'ADIGE - di Giada Vicenzi, domenica 4 luglio 2020

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Incontri

Nelle radure si incontra la comunità L'associazione Valle del Rosspach lancia tre appuntamenti estivi per scoprire e valorizzare il territorio tra Calliano e Folgaria, intrecciando arte, natura e comunicazione

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a tempi immemorabili il territorio bagnato dal rio Cavallo (Rosspach in lingua cimbra), che scorre dall’altopiano di Folgaria toccando Calliano e Besenello per poi gettarsi nell’Adige, è sempre stato oggetto di frequentazioni quotidiane da parte delle comunità locali, che lo percorrevano servendosi di una fitta rete di sentieri. Un sistema viario capillare e complesso, che oggi – dopo essere caduto nel dimenticatoio per qualche decennio – è stato mappato e ripristinato, diventando il fulcro di un progetto di valorizzazione

del territorio e dei suoi manufatti storici. L’iniziativa prende il nome di #Radure: a idearla e portarla avanti è l’associazione Valle del Rosspach, attiva già da qualche anno con iniziative ed eventi di approfondimento a tema storico e agricolo, musica e laboratori creativi che coinvolgono tanto i residenti locali quanto i turisti, per valorizzare questo luogo selvaggio e incontaminato nel modo più semplice ed efficace: tornando a viverlo. È in questo solco e con questi obiettivi che si colloca la proposta di #Radure per l’estate 2020:

tre appuntamenti che fra luglio e agosto porteranno i partecipanti a scoprire, riscoprire, conoscere ed esplorare la natura, il bosco e il fiume nella valle del Rosspach. Catalizzatori saranno l’arte e la musica, con la presenza di artisti e ricercatori che sono anche profondi conoscitori di questi luoghi: Sara Maino, Florian Grott e alcuni operatori del Museo di Arte Contemporanea di Cavalese. “L’iniziativa parte da lontano e ha dietro di sé un grande lavoro preparatorio – racconta Davide Ondertoller, componente dell’associazione Valle del Rosspach e ideatore del festival Portobeseno –. Tutta la valle del Rosspach, fin dai tempi antichi, era percorsa da una fitta rete di sentieri, che servivano agli abitanti del fondovalle e a quelli dell’altipiano per raggiungere i campi e i pascoli, per fare la legna, per frequentare il fiume. Quest’area, infatti, fino agli anni Cinquanta era tutta coltivata. Nei decenni scorsi, come accaduto anche altrove, è andata in disuso; ai campi si è sostituito il bosco e anche i sentieri sono stati poco a poco dimenticati. Ecco perché uno degli obiettivi principali della nostra associazione, assieme ad altre che animano il territorio e alla Consulta di Mezzomonte e Folgaria, è stato quello di recuperare e ripristinare questa antica viabilità, salvarla dalla morte, ridarle un nome e una dignità. Per arrivare poi a portare di nuovo le persone a percorrerla. Un’accurata mappatura e tracciatura tramite Gps ci ha permesso nei mesi scorsi di ricostruire oltre 10 km di antichi sentieri. Il passo successivo è stato quello di ripristinarli e ripulirli. Ora sono di nuovo accessibili e pronti ad ospitare passeggiate ed escursioni. Gli incontri che proponiamo per quest’estate servono proprio a questo: a percorrere i sentieri, trovando in mezzo alle radure spazi per fermarsi a prendere


fiato, per dialogare, per ammirare la bellezza della natura. Così, un passo dopo l’altro, con l’aiuto dell’arte, dei suoni e della scrittura, si torna a vivere e a raccontare il territorio, in modo diverso, in modo nuovo”. Tutte le attività si svolgeranno all’aria aperta, con base agli Stelderi, lungo la strada che collega le frazioni di Guardia e Mezzo-

monte: uno spazio immerso nel verde, dove l’associazione Valle del Rosspach ha la sua sede in un antico casolare. Il primo appuntamento è iniziato venerdì 3 luglio e prosegue anche per le giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio: il laboratorio, intitolato “Suono immagini. E le immagini suonano”, è condotto da Sara Maino, che porterà i partecipanti ad esplora-

re il paesaggio sonoro della valle del Rosspach, per tradurlo poi in narrazioni e immagini. Successivamente, sarà Florian Grott, lo scultore dell’altopiano, a guidare “Immaginario Selvatico”, laboratorio che dal 23 al 25 luglio si svilupperà tra passeggiate ed escursioni, cercando l’ispirazione nella natura, per creare con la terra e il legno un proprio oggetto che sarà ridonato e posizionato su un sentiero. L’ultimo appuntamento, invece, dal 27 al 29 agosto, si sviluppa con la collaborazione del Museo di Arte Contemporanea di Cavalese. Gli operatori del museo condurranno i partecipanti a scoprire le particolarità del giovane bosco del Rosspach, selvaggio e a tratti intricato, dove la natura sembra dar sfogo a tutta la sua primordiale prepotenza. A ben guardare, però, sotto rovi e sterpaglie, riaffiorano vecchi terrazzamenti e una collana di mulini abbandonati percorre il Rio Cavallo, tracce di una valle domata, vissuta, debitamente sfruttata e, infine, lasciata a se stessa. Un incontro che porterà a ragionare

- attraverso gli strumenti del design di informazione - anche sulle possibilità e potenzialità inedite di sviluppo di questi luoghi. “#Radure è il naturale punto di approdo di un lungo lavoro – racconta Silvia Fiabane, presidente dell’associazione Valle del Rosspach –. Da tempo stiamo percorrendo e mappando gli antichi sentieri, per riportarli alla luce e soprattutto renderli percorribili, creando itinerari tematici nei punti salienti del territorio: grotte, caverne, mulini, punti panoramici… ad uso sia delle persone del posto, sia di tutti quanti sono interessati ad esperienze di soggiorno e turismo diverse, lente e profonde. Restituiamo dignità e valore ad un territorio che ha la sua specificità e bellezza, torniamo a percorrerlo, a chiamarlo con nomi nuovi o antichi… è così che, ne siamo convinti, un luogo e una comunità possono tornare a vivere: consapevoli delle loro radici, ma anche carichi di significati e contenuti nuovi”. Giada Vicenzi

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