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Mensile di attualità, economia, informazione e cultura cooperativa

IN QUESTO NUMERO

Economia, la fiducia crea valore La manovra “Salva Italia” e la soglia dei 1.000 euro A Cavriana, sotto il segno delle campane

Anno 10

03 marzo 2012


s om m a r i o

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Diamo a Cesare quel che è di Cesare Incontro con Rudi Dalvai, Presidente Mondiale WFTO

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Caro Luisito, amico mio… La manovra “Salva Italia” e la soglia dei 1.000 euro Incentivi per la sicurezza sul lavoro Fare un oceano con tante gocce di solidarietà A Brescia nasce la campagna Supercent

Popolis, periodico mensile di Cassa Padana autorizzazione del Tribunale di Brescia, n. 43/2000 dell’8 agosto 2000

10-11

Sede, Villa Seccamani, via Garibaldi 25, Leno-Brescia

12-13

Cigole, la vocazione della terra Antichi stampatori della Bassa

Il consorzio Idroelettrico Edolo-Mu: quando lo scambio mutualistico è elettrizzante

Redazione Macri Puricelli, direttore macri.puricelli@popolis.it

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Lidia Sbarbada, coordinamento lidia.sbarbada@cassapadana.it

Villa Giuseppina, una nuova comunità residenziale per anziani nella Bassa Bresciana

Armando Rossi e Debora Zanini, immagini armando.rossi@popolis.it debora.zanini@popolis.it Sede: Villa Seccamani, via Garibaldi 25, Leno-Brescia Tel. 030 9040270 rivista@ popolis.it Comitato di redazione Franco Aliprandi, Stefano Boffini, Andrea Lusenti, Luigi Pettinati, Macri Puricelli, Armando Rossi, Lidia Sbarbada Hanno collaborato a questo numero: Sandra Bassi, Elisabetta Berto, Stefano Boffini, Marco Bortoli, Valerio Gardoni, Domenico Pedroni, Laura Simoncelli, Giusi Tomasoni, Silvano Treccani, Paola Zani Fotografie: Elisabetta Berto, Benedetta Cherubini, Fotostudio Rapuzzi, Valerio Gardoni, Giorgio Porcini, Silvano Treccani In copertina: Campanile di Cavriana (Mn) Stampa: Staged, S. Zeno N. (Bs) Sfoglia questo numero e gli arretrati su: http://issuu.com/popolis www.popolis.it https://www.facebook.com/pages/ Popolis/138224646437 http://twitter.com/popolisweb

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15 A Padernello il primo mercato della terra della Lombardia

16-17

Cavriana: Cassa Padana, Comune e Parrocchia sotto il segno delle campane Itinerario di primavera lungo la strada dei vini e dei sapori dell’alto mantovano

18-19

In Perù, sulle tracce dell’Operazione Mato Grosso

20-21

La mia Brescia ritrovata, fra Moretto e Romanino

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Ag e n da

QRCode contenuti multimediali su Popolis Quando, sfogliando la rivista, trovate un “riquadro” come quello riprodotto qui a lato, avrete scoperto un QRCode (dall’inglese “Quick Response”, risposta rapida) che vi permetterà, grazie al vostro cellulare, di vedere un video, leggere un testo in Internet, sfogliare un sito web. Ma come si fa? Il vostro telefono cellulare o smartphone deve avere un programma gratuito di lettura. I più comuni sono Nokia Reader, QR App e QR Launcher (per Iphone), KaywaReader, Barcode Scanner (per Android). Una volta scaricato il programma, “mostrate” al vostro cellulare, inquadrandolo con la fotocamera, il QRCode. Il gioco è fatto.


ed i t o r i ale

Cari soci, può apparire particolare che nella rivista di una banca si parli di gratuità, di approccio non speculativo che non massimizza l’utile a breve termine, ma tende a costruire rapporti duraturi. In economia in generale, ma a maggior ragione nella finanza, il produttore deve poter avere un giusto prezzo, chi commercializza una giusta remunerazione e il consumatore un prodotto di qualità a un giusto prezzo. Politiche forzate che inducono falsi bisogni o illudono con pratiche in dumping possono forse pagare nel breve periodo, ma poi non reggono nel tempo e sono dannose, sia per chi le fa che per chi le subisce. Impostare relazioni commerciali di lungo periodo significa costruire valore per tutti i contraenti. Per farlo però serve consapevolezza, maturità da parte di tutti, un approccio valoriale ed etico all’economia che è strumento e non fine. È l’approccio che ereditiamo dalla civiltà contadina, dai padri fondatori delle casse rurali. È lo stesso spirito che 120 anni fa ebbero i cittadini di Edolo in Valcamonica, messisi insieme per realizzare una centrale elettrica e soddisfare così un loro bisogno primario; un bell’esempio di cooperazione che viene raccontato in questo numero della rivista.

Vittorio Biemmi Presidente Cassa Padana Bcc

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I N P R I M O P I A NO

Diamo a Cesare quel che è di Cesare di Stefano Boffini | stefano.boffini@cassapadana.it

In economia, rapporti di fiducia duraturi creano valore per tutti. Incontro con Rudi Dalvai, Presidente Mondiale WFTO (World Fair Trade Organization).

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udi Dalvai, fondatore di CTM Altromercato e attuale responsabile dell’unità di cooperazione con i produttori, nel maggio 2011 in Kenia è stato eletto presidente del WFTO (World Fair Trade Organization), l’organizzazione mondiale che raggruppa 400 realtà attive nel settore del commercio equo e solidale. È una vecchia conoscenza di Cassa Padana. Ricordiamo solo che nel 2001 tenne a battesimo in quel di Brescia il progetto Microfinanza campesina sviluppato dalla nostra Bcc in Ecuador.

Rudi, qual è la filosofia, il modo di operare del commercio equo e solidale? E quali sono i numeri raggiunti in Italia e nel mondo? Il commercio equo e solidale parte da una logica di partnership, non di massimizzazione del profitto. Il principio è che il produttore deve avere un giusto prezzo, chi commercializza una giusta remunerazione del servizio che svolge e il consumatore un prodotto di qualità a un giusto prezzo (ndr in Ecuador si parla appunto di “commercio justo”). Così si rispettano le persone e la loro dignità. Non si massimizza l’utile a danno altrui. Il commercio equo e solidale imposta rapporti fiduciari di partnership di lungo periodo con i produttori, costruendo valore vero per tutti. (ndr - dovrebbe essere così anche per il settore della finanza, del risparmio e del credito!). È differente da un approccio speculativo che va ad acquistare dove di volta in volta si spende di meno, con l’unico obiettivo di breve periodo di guadagnare il più possibile. A titolo di esempio cito i produttori Camari e MCCH. Sicuramente li conoscete, li avete incontrati nel progetto di microfinanza in Ecuador. Bene, con loro lavoriamo da oltre 22 anni. Altra caratteristica peculiare è il prefinanziamento al produttore. Nel Sud del mondo l’accesso 4


Il CTM Altromercato ai capitali per i produttori avviene in condizioni difficoltose e spesso proibitive. Il prefinanziamento rende così possibile la produzione e la successiva commercializzazione. Il commercio equo e solidale nel tempo è cresciuto. In Italia vale un fatturato di 150 milioni di euro annui, nel mondo circa 4 miliardi.

Questi numeri importanti, come contrappasso, mi fanno però pensare agli albori, all’origine in Italia di questo movimento.

Fondato nel 1988 Ctm Altromercato è la principale organizzazione di fair trade in Italia. È un corsorzio composto da 125 cooperative che gestiscono 350 botteghe del mondo diffuse su tutto il territorio italiano. Ha rapporti commerciali diretti con 150 organizzazioni, formate da decine di migliaia di artigiani e contadini di 40 Paesi del mondo. Ha sede a Verona ed è cliente di Cassa Padana. Ha collaborato con Cassa Padana nel progetto Microfinanza campesina in Ecuador e ad altri progetti di mutualità internazionale. È socio fondatore della Fondazione Solida Rete, di cui Cassa Padana è partner.

Era il 1987. A Bolzano, in un garage, organizzammo una prima importazione di juta dal Bangladesh per un valore di 6 milioni di lire. Nessuna banca era disposta a farci credito. Un privato, condividendo l’idea, ci prestò 25 milioni di lire senza condizioni. Dopo due anni fummo in grado di restiturli con gli interessi, anche se non li aveva chiesti. La prima forma giuridica fu Snc, poi di cooperativa. Nel 1997 ci trasformammo in consorzio di botteghe del mondo.

Come va il commercio equo e solidale in tempo di crisi? La crisi investe tutti. Il commercio equo e solidale non è diverso dalle altre attività commerciali. Dopo il crack Lehman Brothers abbiamo avuto un boom, forse come reazione istintiva ai disastri di un certo tipo di finanza. È sintomatico. Quella di oggi è una crisi di consumo. Anche le botteghe quindi ne risentono. Il dato 2011 di Ctm Altromercato è comunque un +6% di fatturato.

Quale contributo di idee e soluzioni può portare il commercio equo e solidale al superamento della crisi? La crisi è macro. Le soluzioni devono essere macro. Per sua natura il commercio equo e solidale è micro. Costruisce quindi dignità e cambiamenti nel micro. Il contributo “macro” che il commercio equo e solidale può dare è in termini di formazione del consumatore. Il commercio equo e solidale rappresenta una sorta di educazione generale alla responsabilità e alla consapevolezza. Ogni singolo comportamento posto in essere, non solo di consumo, contribuisce a generare conseguenze su altri e su tutti noi.

cui vengono in contatto ad alzare i propri. Non si può usare il commercio equo a fini commerciali o di immagine. Torniamo quindi ad enfatizzare il ruolo attivo che il consumatore consapevole può avere nell’influenzare e orientare le scelte delle aziende.

E il rapporto con le banche di credito cooperativo? Per il commercio equo e solidale, meglio essere piccoli, duri e puri o aprirsi, contaminare ed essere contaminati? Il commercio equo e solidale non si è mai rinchiuso in una ristretta nicchia. Ctm Altromercato dal 1995 è nella grande distribuzione. Non si torna indietro. Il problema delle organizzazioni di “fair trade” non è di abbassare i propri standard e criteri etici, verso cui la grande distruzione spinge, ma semmai quello di indurre le organizzazioni con

A Bolzano Ethical banking (l’associazione delle Raiffeisen dell’Alto Adige, a cui da diversi anni aderisce anche Cassa Padana) è nata inizialmente per sostenere il commercio equo e solidale, ampliandosi poi in altri segmenti come il biologico, l’energia rinnovabile, la cooperazione sociale, utilizzando strumenti di raccolta e impiego ad hoc dedicati. È un modello che funziona e intermedia sempre più risorse. È una via possibile per tutte le banche di credito cooperativo. ● 5


l a b a n ca a l t u o s e rvi z i o

Caro Luisito, amico mio…

In ricordo del prete operaio di Vescovato

di Luigi Pettinati direttore generale Cassa Padana Bcc

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i ritorno dal funerale di Luisito mi sentivo bene e uno stupendo tramonto di una giornata tersa faceva da sfondo. Della cerimonia mi aveva colpito in particolare l’asinello che l’aveva accompagnato con tenerezza al cimitero di Vescovato. L’ultima volta che lo vidi, Luisito mi propose l’idea di incidere un disco con brani de La Messa dell’uomo disarmato, il suo grande romanzo sulla Resistenza. «Proponilo alle scuole – mi disse – perché saranno i figli della Resistenza a resistere all’oblio del sangue gratuitamente sparso». Ha fatto a tempo ad ascoltare il disco: penso gli sia servito a rivivere per l’ultima volta quel mondo che tanto ha amato. Da anni seguiva con benevolenza quello che facevamo in Italia e all’estero per i più deboli e ci incoraggiava: «Quello che fate mi fa sperare che finché ci sarà gente così un mondo nuovo è sempre possibile». Caro Luisito amico mio, figlio prediletto della nostra terra, non scenderà l’oblio sulla tua “parola“. Il vento la trasporterà tra i campi di grano e nei cuori delle donne e degli uomini che verranno. ●

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l a b a n ca a l t u o s e rvi z i o

1.000 €

La manovra “Salva Italia” e la soglia dei 1.000 euro di Laura Simoncelli |

L’

articolo 12 della cosidetta manovra “salva-Italia” del Governo Monti ha introdotto la soglia di 1.000 euro per il trasferimento di denaro in contante, libretti bancari o postali e titoli al portatore se non esclusivamente per il tramite di Banche, Istituti di moneta elettronica e Poste Italiane Spa. Dal 1° febbraio sono scattate le segnalazioni al MEF e le sanzioni per i trasgressori. A partire dalla stessa data, quindi, ogni trasferimento di denaro contante superiore alla soglia richiede l’utilizzo di uno strumento di pagamento rintracciabile: assegno bancario non trasferibile (gli assegni bancari e postali per importi pari o superiori ai 1.000 euro devono riportare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità), bonifico bancario, carta di credito. Il divieto si estende anche all’effettuazione di più operazioni inferiori alla soglia compiute nell’arco temporale di 7 giorni e artificiosamente frazionate, ma che in realtà sono riconducibili ad un’unica operazione.

I libretti al portatore Entro il 31 marzo 2012 i saldi di ogni libretto dovranno essere inferiori a mille euro. In alternativa dovranno essere estinti o trasformati in libretti nominativi.

Nuove regole sui conti correnti bancari Da quest’anno scompare l’imposta di bollo (attualmente di 34,2 euro) su tutti i conti con giacenza media inferiore ai 5.000 euro. Le famiglie che hanno conti correnti con giacenza superiore ai 5.000 euro continueranno a pagare l’imposta di bollo di 34,2 euro. Si tratta di una tassa in vigore dal 1972 che si applica al rendiconto annuale sia dei conti bancari sia di quelli postali. Per le aziende piccole e grandi si ha, invece, un rincaro su questa imposta: i conti correnti intestati a “soggetti diversi dalle persone fisiche” dal 2012 pagano un bollo annuale di 100 euro, al posto dei 73

laura.simoncelli@popolis.it

euro attuali (applicati fino al 31 dicembre 2011).

Strumenti e prodotti finanziari Dal gennaio 2012 prodotti come fondi, polizze, titoli, buoni postali fruttiferi pagheranno una tassa annuale pari all’1 per mille del loro valore di mercato (in caso non ci sia il valore di mercato, il parametro di riferimento sarà il valore nominale o il valore di rimborso). Nel 2013 la tassa salirà all’1,5 per mille.

Per non sbagliare: quali sono gli strumenti tracciabili che dovranno essere utilizzati per il pagamento di somme superiori ai 1.000 euro? • Bonifici • Carte di credito • Bancomat • Assegni bancari e circolari non trasferibili

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Incentivi per la sicurezza sul lavoro di Marco Bortoli |

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info@gruppoimpresa.it

arte con uno stanziamento di 205 milioni di euro il nuovo bando INAIL per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo è sostenere la realizzazione di nuovi investimenti finalizzati a ridurre, eliminare e/o prevenire le cause di infortuni o di fattori di rischio e l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. I fondi sono ripartiti in budget regionali, le risorse disponibili per la Lombardia ammontano a 35 milioni di euro, 15,5 milioni per l’Emilia Romagna e 14,5 milioni per il Veneto. Il bando è aperto a tutte le imprese – anche quelle individuali – purché abbiano sede in Italia, siano iscritte alla Camera di commercio e non abbiano già beneficiato del contributo INAIL ai sensi del bando 2010. Gli investimenti possono ad esempio riguardare la ristrutturazione e la modifica strutturale o impiantistica degli ambienti di lavoro; l’installazione o sostituzione di macchine, dispositivi

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o attrezzature; le modifiche del layout produttivo; gli interventi relativi alla riduzione o eliminazione di fattori di rischio (quali ad esempio esposizione a sostanza pericolose, agenti cancerogeni, mutageni, fisici ecc). I progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, sono invece relativi a sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) e loro certificazioni, modelli organizzativi e gestionali ex D.Lgs 231/01, sistema certificati SA 8000, rendicontazione sociale asseverata. Tutti gli investimenti dovranno essere realizzati successivamente all’approvazione del progetto da parte dell’INAIL ed entro i 12 mesi successivi. È prevista la concessione di un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili e nel limite di 100 mila euro per impresa. Le imprese interessate dovranno compilare la domanda accedendo alla procedura informatica disponibile sul

sito www.inail.it - Punto Cliente entro il 7 marzo. Tale sistema consentirà inoltre all’imprenditore di effettuare delle simulazioni e verificare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità sulla base delle caratteristiche dell’impresa e del progetto presentato. Le domande inserite dovranno essere successivamente inoltrate on-line secondo i termini di apertura e chiusura dello sportello informatico variabili, su base territoriale da effettuare nei giorni che verranno indicati dopo il 14 marzo. ●

Info Gruppo Impresa Tel 030 23.069.04 info@gruppoimpresa.it www.gruppoimpresa.it

INAIL www.inail.it sezione Finanziamenti alle Imprese


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Fare un oceano con tante gocce di solidarietà A Brescia nasce la campagna Supercent di Stefano Boffini stefano.boffini@cassapadana.it

Le micro erogazioni confluiscono in un fondo denominato “Fondo Supercent”, gestito d’intesa dalla Fondazione Opera Caritas San Martino e dalla Congrega della Carità Apostolica, utilizzato per dare pronta risposta ai casi di bisogno più urgenti. Scopo dell’iniziativa è anche quello di favorire il coinvolgimento della comunità, affinché prenda consapevolmente parte a un più ampio progetto di attenzione alle situazioni di difficoltà. La destinazione delle risorse raccolte e il rendiconto delle erogazioni saranno pubblicati su internet (www.supercent.it) e resi noti sulla stampa.

L’importo delle erogazioni tendenzialmente corrisponde a un centesimo per ogni operazione di conto corrente, ma questo è solo un’indicazione per rendere l’idea che si tratta soprattutto di micro donazioni. Il cliente che intende aderire al progetto darà alla propria banca un ordine di bonifico periodico, avvalendosi del relativo modulo standard. La riuscita del progetto dipende necessariamente da una sua vastissima diffusione e da un rilevante numero di adesioni. Da qui l’avvio di una campagna di comunicazione adeguata, coordinata ed integrata al fine di coinvolgere la provincia di Brescia. ●

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ell’attuale periodo di crisi economica emerge un incremento del disagio, soprattutto nelle famiglie dove è a rischio o è venuta meno la fonte di reddito per la messa in cassa integrazione o la perdita del posto di lavoro di uno o più componenti della famiglia. Caritas Diocesana di Brescia e Congrega della Carità Apostolica hanno unito i loro sforzi e competenze nel progetto Supercent. Si tratta di una raccolta su vasta scala di piccole erogazioni di denaro, effettuate dagli utenti dei servizi bancari e di altri servizi, oppure dagli acquirenti di beni della grande distribuzione o di servizi di larga diffusione. Queste piccole erogazioni da un lato comportano per i singoli un modestissimo sacrificio, dall’altro possono dar luogo, se unite e assommate tra loro, a un’importante risorsa per i casi di povertà più urgenti. Le banche di credito cooperativo della provincia di Brescia hanno aderito al progetto impegnandosi a non far gravare alcun costo sulle operazioni di micro donazione effettuate dai loro clienti.

Come aderire alla campagna:

Le Bcc bresciane hanno aperto un conto corrente presso la Bcc del Garda Iban IT98V0867654780000000012692 Le donazioni effettuate su questo conto sono esenti da spese.

Info www.supercent.it

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l a fi l ia l e

Cigole

la vocazione della terra

di Silvano Treccani |

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silvano.treccani@cassapadana.it

assa bresciana, lungo le rive del Mella. La campagna riposa ancora. I filari di gelsi nascondono le cascine. Siamo a Cigole. Poco più di 1.700 abitanti, un’economia per tradizione basata sull’agricoltura e sull’allevamento, un desiderio costante di fare “cultura” legata alla propria terra. Ne è testimonianza il recupero del cinquecentesco Palazzo Cigola Martinoni (www.palazzocigolamartinoni.it), dal 1984 di proprietà del Comune, e le iniziative che lo animano tutto l’anno. Un tempo classificata “zona depressa”, Cigole ha visto nascere negli anni piccole attività industriali che hanno occupato soprattutto donne. La crisi economica morde anche qui, ma il paese resiste e guarda avanti. Varie le ipotesi sulle origini del nome 10

di Cigole. Si dice che derivi dalla contrazione latina di Ceolae in Cellulae, nel significato di celle monastiche visto che in età medievale i monasteri possedevano qui vastissimi territori. Ma potrebbe derivare anche dal dialettale “sighole” (cipolle) o “zigol” (giunco). A Cigole Cassa Padana è arrivata nel novembre 1986. Era ed è tutt’ora l’unica banca del paese. Giuseppe Ambrosini, 59 anni, è il responsabile della filiale. Abita ad Alfianello, con la moglie e due figli, studente universitario il primo e impiegata la seconda. Ha iniziato a lavorare in banca nel 1973 alla Popolare di Cremona: è stato in filiale a Pralboino per 22 anni di cui 8 da direttore. Nel 1995 è approdato a Cassa Padana, prima alla filiale di Fenili Belasi


Antichi stampatori della Bassa di Valerio Gardoni | valerio.gardoni@popolis.it

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Da sinistra, in piedi, Giancarlo Lucini, Mona Singh e Eugenio Micheletti. Seduto: Giuseppe Ambrosini.

poi a Seniga come direttore. Dal 1998 è alla direzione della filiale di Cigole.

A Cigole che ambiente hai trovato? Parlaci un po’ del territorio e della clientela. A Cigole devo dire che mi trovo molto bene, è un paese di circa 1.700 abitanti e siamo monosportello. Non ci sono altri istituti di credito. Il rapporto con i clienti e gli abitanti è ottimo sotto ogni punto di vista. A Cigole ci sono agricoltori, industrie in parte storiche e in parte di nuovo insediamento, piccole imprese commerciali e negozi. Gestiamo da sempre il servizio di tesoreria comunale e collaboriamo attivamente alle varie iniziative del territorio.

Come ha inciso la crisi nel tessuto economico-sociale di Cigole? Sicuramente la crisi si fa sentire, inutile negarlo. Operai in cassa integrazione ne vediamo anche in aziende a noi vicine, ma non rileviamo al momento gravi problemi.

Qual è il tuo gruppo di lavoro? I miei collaboratori sono il vice Giancarlo Lucini, Eugenio Micheletti e Mona Singh, assunta nel 2010 dopo aver frequentato il Master post diploma in Esperto di Credito Cooperativo Glocale. Lavoriamo insieme da diverso tempo e ci comprendiamo bene a vicenda. Vorrei citare anche le colleghe Maria Angela Breda, da poco trasferita a Manerbio, e Sabrina Conti, ora in maternità, con le quali il rapporto di collaborazione è stato ottimo. ●

e nel lontano Cinquecento vi fosse capitato d’essere a passeggio per le calli di Venezia, a Rialto avreste trovato una grande bottega con le vetrate che inondavano di luce l’interno di una tipografia, ove torchi pigiavano caratteri imprigionando sui libri saggi e testi sacri, rilegati con cura. Era la bottega di “Paganino Paganini de Cegulis, Stampator di Libri” contrassegnata dal simbolo della sirena. Stamperia da poco tempo sbarcata in laguna, ma già conosciuta nella Repubblica. Il proprietario era un certo Paganino Paganini trasferito da Cigole a Venezia per dar vita a quella che diventerà una vera e propria dinastia di stampatori. D’altra parte Venezia era il terreno ideale per lanciarsi in un’attività del tutto nuova per un’epoca storica che soppiantava le miniature dei libri monacali, scritti e dipinti a mano, con una produzione in “serie”. Paganino sbarcò a Venezia attorno al 1480, lasciando a Cigole altri colleghi meno intraprendenti come i Morandi e i Turlini. In pochi anni l’astuto editore già si muoveva con maestria negli ambienti culturali della Serenissima e ben presto la sua bottega acquistò un notevole prestigio, specialmente dopo lo strategico matrimonio con Cristina, vedova di un noto libraio veneto e figlia dello stampatore tedesco Franz Renner meglio noto come Francesco Fontana. Nel giro di pochi anni lo “Stampator di libri” Paganino mise la firma a centinaia di edizioni di Cicerone, Virgilio, Dante, Petrarca, Boccaccio e altre. Non disdegnò i contratti con la Chiesa per la stampa della Bibbia e di numerosi testi sacri. Paganino si stabilì in calle Balotte a San Salvador e, come ogni editore di rispetto, diversificò i suoi caratteri di stampa attraverso proprie matrici, che venivano fuse nelle officine delle valli bresciane. Fu il primo a proporre ai salotti veneziani dei volumi dal formato tascabile, ma il suo capolavoro resta il “Libro dei Ricami”, manuale del ricamo con descrizioni e tavole prospettiche di come ricamare stoffe, guarnire camicie e trasferire disegni con putti, mascheroni, animali, figure geometriche, con tanto di gradi di difficoltà. Una novità assoluta. Un esemplare del “Libro dei Ricami” è conservato in ottimo stato alla biblioteca Queriniana di Brescia. Dalla bottega dei Paganini uscì persino un’accurata edizione del Corano, stampata in caratteri arabi, data dispersa per secoli ma poi ritrovata nella biblioteca di San Michele a Venezia. Il figlio Alessandro seguì le orme paterne, come il padre suggellò un matrimonio di convenienza con la figlia del famoso stampatore milanese Rusconi e tramandò a figli e nipoti i segreti dell’editoria. ●

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2012 anno della cooperazione i n va l l e cam o n ica

Il consorzio Idroelettrico

Edolo-Mu

Quando lo scambio mutualistico è elettrizzante

di Sandra Bassi | sandra.bassi@cassapadana.it

I

l Consorzio nasce nel 1897, per iniziativa di un gruppo di cittadini e artigiani di Edolo che si sono costituiti in cooperativa con lo scopo di fornire energia alle proprie officine e l’illuminazione pubblica al paese. È stata questa cooperativa una delle poche iniziative non riconducibili ad alcuno dei movimenti attivi in quel periodo storico. Risulta infatti negli archivi di storia della cooperazione come cooperativa, senza riferirsi a movimenti sindacali o politici. Si realizza l’officina elettrica, costruita poco oltre la galleria della piazza sull’attuale via Folonari, un tempo detta contrada Rincalungo, dove si trovava anche la fucina Festa. L’acqua arrivava dall’Oglio, attraverso un lungo canale, con presa nei pressi dell’ultima casa a nord del paese, ora proprietà Perlotti. Si ottiene la concessione per 25 anni, rinnovabili. Vengono emesse 600 quote azionarie del valore di 50 lire cadauna. La cooperativa opera bene, ma col tempo e all’approssimarsi della scadenza della concessione, un gruppo di soci che possiede circa un terzo delle quote azionarie, viene sollecitato dalla Società Elettrica di Valle Camonica (ELVA) di Breno a favorire l’assorbimento della Cooperativa nella ELVA. Questi soci, nell’Assemblea di proroga della cooperativa, fanno mancare il numero legale previsto dallo statuto e dalle leggi: il 15 dicembre 1922 il Tribunale di Breno decreta quindi la messa in liquidazione della Cooperativa Unione Elettrica Edolo-Mu. Ma un’altra parte dei soci (42), prevedendo di non poter ottenere la proroga, il 19 giugno 1921 si erano costituiti in una nuova cooperativa col nome di Consorzio Idroelettrico Edolo-MU. Obiettivo: edificare la nuova cabina elettrica in territorio di Mu. Alla nuova cooperativa viene ceduto, a trattativa privata, il patrimonio immobiliare del’Unione, il valore di ogni nuova azione è di lire 100. Lo scopo sociale, fissato nello statuto, è “… pro12

durre, consumare mutualisticamente fra i soci azionisti e i soci semplicemente cooperativi energia elettrica a scopo di illuminazione pubblica e privata, nonché a scopo industriale”. Nel 1955 la cooperativa modifica lo statuto e rivaluta le quote azionarie a 500 lire ciascuna. La concessione viene rinnovata nel 1951, nel 1981 e sta completando le pratiche per il rinnovo della concessione in scadenza. In questi decenni sono state sistemate le linee di distribuzione dell’energia a Edolo. Si tratta di linee che si sviluppano per circa 5 chilometri e che sono frutto di un accordo con ENEL, dopo la nazionalizzazione dell’Energia elettrica, nel 1960. Viene ricostruita la centralina con rinnovo della presa d’acqua e acquisto di una nuova macchina Turbina Kaplan. Scampato il pericolo di essere assorbita da ENEL, la Cooperativa nel recente passato ha vissuto un altro momento di difficoltà: la liberalizzazione del mercato dell’energia attuato dal decreto del Ministro Bersani nel 1999. Il decreto prevedeva un unico distributore di energia per ogni paese, con la possibilità di essere distributore unico per quelle società che avessero almeno il 30% degli utenti del paese. Anche in questo caso, grazie al collegamento costruito negli ultimi 15 anni con le altre 32 cooperative elettriche dell’arco alpino, il Consorzio ha potuto mantenere la produzione e la distribuzione per i propri soci. L’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas ha inserito una regola di salvaguardia per le cooperative storiche con proprie linee di distribuzione: “..possono continuare a produrre e distribuire energia ai propri soci…”. Per questo motivo, nel 2001 tutti gli utenti sono stati invitati a diventare


soci e il valore di ogni quota azionaria è stato portato a euro 25. Al 31 dicembre 2011 i soci sono 554, dei quali 380 sono utenti, circa 170 sono i soci non utenti, 100 dei quali soci storici. I soci non utenti sono stati inseriti nella categoria dei soci sovventori. Il numero di quote azionarie possedute dai vari soci ammonta a 2.208 al valore di 25 euro ciascuna, pari ad un capitale sociale di 55.200 euro. La cooperativa attualmente distribuisce circa 1.500.000 Kw/ora di energia all’anno in parte prodotta dalla centralina (650.000 Kw/ora), in parte acquistata sul libero mercato dell’energia. Una quota importante dell’energia acquistata viene retribuita dalla EDISON Spa, come risarcimento per il prelievo di acqua dal fiume Oglio effettuato a Temù per la costruzione della Centrale Edison di Sonico. Il consorzio applica ai soci utenti uno sconto sul

costo dell’energia del 30% per utenze domestiche e 25% per le aziende. Con la consapevolezza di aver ricevuto un valore inestimabile da chi ha fondato e fatto crescere il consorzio, sia in impegno (a fine ‘800 non fu certamente facile raccogliere fondi e tecnologie per portare energia ad Edolo), sia in generosità (da sempre gli amministratori operano a titolo gratuito), obiettivo dell’attuale Consiglio di Amministrazione è quello di incrementare sia la produzione di energia (fotovoltaico, costruzione di altra piccola centralina…) sia la sua distribuzione a condizioni migliori rispetto al mercato. È infatti prevista la distribuzione anche ai soci attualmente non utenti e a tutti i cittadini di Edolo che vorranno contribuire a mantenere viva una realtà che, oltre agli ideali di solidarietà, distribuisce ai soci utenti uno sconto complessivo di circa 35 mila euro all’anno. ●

«… Il suo scopo non è quello del lucro, a differenza di tutte le altre società: essa accoglie nel suo seno le persone di condizione Civile, gli Artigiani, i Contadini, tutti. Ed ha perciò disposto di formare tante azioni di sole Lire 50 l’una, onde non precludere a nessuno la via di farne parte, e di facilitare a tutti il mezzo di avere con poca spesa la benefica luce… i sottoscritti danno affidamento al Comune di concedergli una notevole diminuzione del canone che ora paga e fin d’ora si offre gratis la luce nelle due chiese di Edolo e Mu e la Chiesa di S. Giovanni in Edolo».

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I n o stri pr o g e tti a b r e scia

Villa Giuseppina

una nuova comunità residenziale per anziani nella Bassa bresciana

La struttura è riservata ai cittadini dei venti comuni che fanno parte del Distretto sanitario 9 (Bassa Bresciana Centrale) e rappresenta una nuova forma di sperimentazione di “comunità residenziale” su cui Asl di Brescia, Assemblea dei Sindaci dei venti Comuni del Distretto S.S. n. 9, Cassa Padana Bcc, Genesi Impresa Sociale e Associazione Centro italiano per l’assistenza in famiglia hanno deciso di puntare per dare risposte concrete a quello che è stato identificato come il “più complesso problema del welfare lombardo” con cui quotidianamente i servizi socio-assistenziali si scontrano.

Dal 1° febbraio scorso è aperta a Gottolengo, nella Bassa Bresciana, Villa Giuseppina, comunità residenziale per anziani. Ecco le immagini dell’inaugurazione.

Info Genesi - Impresa Sociale - Società Cooperativa Sociale Onlus Via Biline 74/76 - Rodengo Saiano (Bs) Tel. 030 6810926 segreteria@coop-soc-genesi.it

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I n o stri pr o g e tti a b r e scia

A Padernello, il primo mercato della terra della Lombardia di Domenico Pedroni |

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prodotti, i profumi, le fatiche dei contadini, dalla nostra terra giungono al Castello con un carico di gustose sorprese. Creano economia, rapporti, fiducia. Sviluppano in ambito culturale la promozione del territorio. Proteggono il paesaggio e l’ambiente promuovendo la spesa a chilometro zero. Al Castello di Padernello il mercato “Nella corte i prodotti della terra” si evolve nel “I mercati della terra”, registrato da Slow Food, con il gustoso obiettivo di valorizzare i prodotti del territorio, alla riscoperta di tradizioni contadine invariate nel tempo, rispettose dell’ambiente e dai sapori genuini. Si tratta del primo mercato della Terra a marchio Slow Food in Lombardia. Un nuovo significativo successo che dimostra la validità di un progetto che giunge al suo quinto appuntamento annuale. Il progetto eno-gastronomico – promosso nell’ambito del Bando “Padernello museo a cielo aperto” in collaborazione con Cassa Padana e Fondazione Dominato Leonense – da quest’anno è stato concepito dalla Fondazione Castello di Padernello in un percorso di undici appuntamenti. Uno al mese. Partner principale è Slow Food, con la condotta Bassa Bresciana. In questi mercati troverete produttori che vendono solo i loro prodotti. Assumendosi quindi in prima persona la re-

info@castellodipadernello.it

sponsabilità del proprio lavoro. I Mercati della Terra sono luoghi dove si fa la spesa, ma anche occasioni di incontro e di educazione al gusto. I prodotti presentati e venduti sono locali e di stagione, ottenuti con tecniche sostenibili e hanno un prezzo corretto, sia per chi acquista sia per chi vende. Sono prodotti “buoni, puliti e giusti”. La Fondazione Castello di Padernello da sei anni ha avviato un forte progetto per salvare l’antico maniero quattrocentesco, Monumento Nazionale dal 1912, appartenuto alla famiglia Martinengo prima e Salvadego Molin Ugoni poi. L’idea è quella di viaggiare su due binari: da una parte procedere al restauro architettonico, dall’altro riutilizzare il Castello come sistema culturale locale, con eventi e iniziative. Per il maniero, la Fondazione ha steso uno studio di fattibilità, già approvato dalla Soprintendenza, che prevede il riutilizzo del Castello attraverso nove progetti. In sei anni sono stati promossi 215 eventi, per la durata complessiva di 1178 giorni, con la media di circa 200 giorni di manifestazione all’anno. Uno dei nove progetti è appunto quello enogastronomico, ovvero la valorizzazione del territorio attraverso i prodotti bresciani. Nel 2011 i Mercati hanno portato al Castello quasi 22 mila visitatori che nel 2012 diventeranno 25 mila. ●

Gli appuntamenti 18 marzo 2012 15 aprile 2012 20 maggio 2012 17 giugno 2012 14 luglio 2012 16 settembre 2012 21 ottobre 2012 18 novembre 2012 16 dicembre 2012

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I n o stri pr o g e tti a ma n t o va

Cassa Padana, Comune e Parrocchia sotto il segno delle campane di Laura Simoncelli | laura.simoncelli@popolis.it

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gli inizi del secolo scorso la torre angolare del Castello di Cavriana, grazie all’intercessione di Papa Sarto, diviene campanile a disposizione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Nova, in Piazza Castello. La torre, del XVII secolo, è una delle più possenti e antiche dell’area mantovana. Per riportare all’antico splendore il suo ruolo di torre campanaria, Cassa Padana, Comune di Cavriana e Parrocchia di San Biagio, uniscono le forze per raccogliere fondi da destinare al restauro delle sei campane di bronzo. Un restauro Una raccolta fondi per finanziare il restauro “filologico”, teso al recupero originale dell’antico splendore dei bronzi, tutti elegantemente forgiati e finemente incisi. Il progetto di restauro conservativo dei bronzi di Cavriana punta su una ricerca storica documentaria, di analisi materiali e tecniche preindustriali. Una metodologia di restauro conservativo, volta a realizzare interventi di manutenzione con tecniche simili a quelle utilizzate dai costruttori stessi. Ogni cittadino può contribuire alla gara di solidarietà a sostegno del progetto, per far sì che le storiche campane tornino a risuonare per la comunità. Come fare? Basta donare 10 euro sul c/c aperto presso la filiale di Volta Mantovana di Cassa Padana BCC, IBAN intestato alla parrocchia di San Biagio Vescovo Info e Martire di Cavriana: IT 67 T 08340 58050 000000015828. Il valore di ogni offerta Cassa Padana filiale di Volta Mantovana verrà raddoppiato da Cassa Padana BCC (fino ad un massimo di € 10.000,00). La Tel. 0376 812795 raccolta fondi, iniziata il 3 febbraio, si chiuderà il 30 giugno. ● 16


I n o stri pr o g e tti a ma n t o va

Per un pranzetto Ristorante “Alla Vittoria” da Renato Via Ossario 27 a Solferino tel. 0376 854051 0376 893485 info@darenato.it www.darenato.it

Itinerario di primavera

lungo la strada dei vini e dei sapori dell’alto mantovano

Corte Uccellanda, Trattoria la Pesa Via Castello 1, Castellaro Lagusello a Monzambano

di Laura Simoncelli | laura.simoncelli@popolis.it

L’

anfiteatro morenico del Garda, con le sue dolci colline, i colori, i profumi ed i sapori, offre in primavera un paesaggio di incomparabile bellezza. Una pianura fertile e generosa, attraversata da Mincio, Oglio e Chiese, che dona al visitatore paesaggi incantevoli e sapori indelebili al palato. Le fila di vigneti disegnate sulla fascia collinare annunciano la prestigiosa produzione vinicola, protagonista di primo livello al Vinitaly, la più importante rassegna vinicola nazionale. Per guidare al meglio il turista alla scoperta della variegata offerta mantovana l’Associazione “Strada dei vini e dei sapori mantovani” propone percorsi ad hoc per presentare la provincia nelle sue eccellenze agroalimentari, artistiche, storiche, naturalistiche. Punto di partenza per la scoperta dell’Alto mantovano è la “Dispensa dei sapori delle colline moreniche” a Castiglione delle Stiviere che offre al visitatore le linee giuda per scoprire il territorio e fornisce indicazioni sulle cantine attrezzate per visite e degustazioni (tel. 0376 944061). Nelle botteghe del gusto si possono trovare i grandi formaggi Parmigiano Reggiano e Grana Padano, i salami del Consorzio, le zucche, le pere mantovane e le molte mostarde che ben si accompagnano con i formaggi e i vini. Da non perdere a Castiglione la visita al Duomo in cui fu battezzato San Luigi, posto in una straordinaria posizione scenografica, e alla Basilica in Piazza San Luigi, affrescata dall’Anselmi. Altro simbolo della cittadina è lo storico Museo della Croce Rossa

Azienda Agricola Agriturismo Ca’ Roma fondata da Henry Dunant durante le battaglie di Solferino e San Martino. Il tragitto prosegue nelle campagne mantovane fino a giungere all’imponente torre di Solferino, la Spia d’Italia, da dove si gode un panorama che abbraccia l’intera pianura fino a Mantova, il Garda e tutto l’arco collinare, costellato da esempi di architettura medioevale, castelli, mura e borghi fortificati. Tra questi spicca Cavriana, con l’elegante complesso di Villa Mirra, edificata sui resti dell’antica Rocca Gonzaghesca, oggi museo che ospita eventi e mostre. A pochi chilometri la poesia di Castellaro Lagusello, incantevole borgo medioevale dominato dal castello e dalle sue quattro torri merlate. Imperdibile Valeggio sul Mincio, tra i borghi più belli d’Italia, con le sue case costruite a ridosso del fiume, i mulini e il ponte visconteo. Mentre per gli amanti della botanica è d’obbligo una passeggiata nello splendido Parco Sigurtà. Proseguendo verso Monzambano, immerso tra cipressi e ulivi e dominato dall’antico castello e dall’imponente chiesa, si arriva a Ponti sul Mincio, pittoresco borgo medioevale anticamente inserito nel sistema dei fortilizi scaligeri, un luogo magico dove sembra che il tempo si sia fermato. ●

Via Strada dei colli 5/C a Volta Mantovana

Azienda Agrituristica Cascina Boschi Via Boschi 20 a Volta Mantovana

Per una merenda Azienda Agricola Reale Località Reale, a Volta Mantovana tel. 0376 83409 oppure 0376 802603 info@cantinareale.it

Azienda Agricola Bertagna Via Madonna della Porta 14 località Bande a Bande

Info www.mantovastrada.it

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I n o stri pr o g e tti nel mondo

Ritorno al futuro In PerÚ, sulle tracce dell’Operazione Mato Grosso di Elisabetta Berto | elisabetta.berto@cassapadana.it

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Incontrare sul cammino del progetto peruviano Cassa Padana-Fenacrep l’Operazione Mato Grosso è un segno per la banca e per tutta l’attività di mutualità internazionale. Fa capire che il progetto peruviano è diventato maturo.

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ià, ritorno al futuro. È un po’ questa la sensazione che proviamo calpestando le strade di Chacas. Cittadina tra le nubi del Perù, Chacas è il verbo che si è fatto carne, la testimonianza concreta dell’ideale di carità che ha ispirato l’Operazione Mato Grosso (OMG). Chacas è l’OMG e per noi, che grazie ad un uomo del Mato Grosso, Bepi Tonello, iniziammo il lungo cammino di mutualità internazionale, conoscere Chacas è un ritorno alle radici che ci proietta verso il futuro che sarà. Fondata da Padre Ugo De Censi, l’OMG si pone l’obiettivo di educare giovani italiani attraverso il lavoro gratuito in Italia a favore dei più poveri dell’America Latina. Questa doppia anima, che abbina la fatica locale ad una vocazione globale, affida a campi di lavoro e alla raccolta di carta, rottami e altri materiali da macero il compito di insegnare valori fondamentali della vita come la fatica, il dono, la coerenza tra le parole e i fatti, il rispetto e la collaborazione con gli altri, l’attenzione ai problemi dei più poveri, non tralasciando lo sforzo per imparare ad amare le persone. Devoto a San Giovanni Bosco e quindi innamorato dei giovani, Padre Ugo, missionario in Perù, fu folgorato sul come aiutarli celebrando il funerale di un padre di sette figli. Mentre guardava l’altare coloniale della chiesa di Chacas capì che una scuola di intaglio del legno nella quale formarli era la mano tesa contro l’indigenza in cui versavano i ragazzini di quelle montagne. All’ombra del Huascarán, grazie a quell’intuizione, ora si insegnano anche produzione del vetro, restauro, scultura, pittura, falegnameria, tessitura di tappeti, ricamo, oltre a elettromeccanica, guida d’alta montagna e archeologia. Terminati i cinque anni di formazione, ai giovani viene regalato un kit con tutti gli strumenti del mestiere scelto, in modo che ognuno possa decidere se iniziare una propria attività autonoma oppure rimanere a lavorare nelle cooperative dell’OMG.

Qui, tra le montagne della Cordillera Blanca, si respira la serenità di chi sceglie di abbandonare tutto per gli altri e si prodiga in lunghi anni di lavoro volontario a sfamare quotidianamente i tanti campesinos che frequentano le mense dell’OMG, o a gestirne l’ospedale, intitolato a Mama Ashu, Maria Assunta, patrona di Chacas. È la sensazione di aver ricreato lo stile di vita delle prime comunità di cristiani che rende mistica la visita a Chacas, soprattutto nei volti sorridenti ed estasiati dalla fatica di chi ci cucina il pranzo offrendoci tagliatelle fatte in casa. E che ripaga degli sforzi logistici per andarsene, valicando a 5.000 metri un passo frequentato forse solo da Oggetti Volanti Non Identificati. Incontrare sul cammino del progetto peruviano Cassa Padana-Fenacrep l’Operazione Mato Grosso è un segno per la banca e tutta l’attività di mutualità internazionale: fa capire che il progetto peruviano è pronto per una nuova tappa della propria evoluzione, maturo per spiccare il grande salto e diventare un progetto di riferimento, magari proprio di nuovo grazie ad un’alleanza con l’OMG. Per questo, dopo aver visitato le cooperative nate negli ultimi due anni di progetto e conosciuto la filiale della coopac Finansol, aperta proprio di fronte all’OMG a Chacas, la banca e la Federazione Nazionale delle Cooperative di Risparmio e Credito Peruviane hanno deciso di proseguire per altri due anni nel rafforzamento delle istituzioni finanziarie cooperative nate. Non solo: gli orizzonti delle collaborazioni in Perù si arricchiscono di nuove possibilità e controparti. Cassa Padana, infatti, in virtù della partnership con la Fondazione Solidarete, fondata da Ctm Altromercato, Cgm Finance e Focsiv, collabora dal maggio 2011 al progetto “Due sponde”. Il progetto, che vuole sviluppare imprese socialmente sostenibili in Perù, aprendo canali di commercializzazione dei prodotti locali attraverso la rete del commercio equo e solidale in Italia, coinvolge Cassa Padana e Fenacrep nell’analisi di fattibilità e nell’eventuale sperimentazione di una piattaforma di rimesse dall’Italia al Perù. Scopo ultimo del progetto è, infatti, collegare le due sponde dell’Atlantico in modo rinnovato, mettendo l’accento sulle esigenze di risparmio del migrante, tanto in Italia come in patria, in modo tale che si riesca a veicolare la parte di rimesse che non serve per il consumo verso il finanziamento di attività produttive e, possibilmente, di imprese sociali. Dopo aver scoperto la grande importanza dei salesiani per la cultura sudamericana, tanto che la figura di Don Bosco è citata anche in un famoso tango del 1934, ‘Cambalache’, capiamo che non potevamo trovare una guida migliore per il nostro progetto e che tutto è compiuto per seguirla. ●

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iti n e rari a b r e scia

La mia Brescia ritrovata, fra Moretto e Romanino di Giusi Tomasoni | giusi.tomasoni@cassapadana.it

La Cappella del Santissimo Sacramento nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia, con gli affreschi di Girolamo Romanino.

I

bresciani hanno idea del ricco patrimonio artistico e culturale della nostra città? Non credo. Io stessa, convinta di poter approfondire quanto già sapevo, ho partecipato a una visita guidata. E ho scoperto che da anni passo davanti a edifici religiosi e civili ignorando che all’interno custodiscono veri tesori. La “mia terra”, e non mi riferisco solo al centro cittadino, ma anche alla provincia, offre “bellezze” di cui andare fiera. Ma di cui non mi sono mai potuta vantare. Cosa ho scoperto? Forse “scoperte”

Cosa ho scoperto? Forse “scoperte” non è la definizione corretta. I tesori della mia città sono sempre stati lì, a due passi da me, dietro a porte che potevo varcare... ma che non conoscevo. 20


non è la definizione corretta. Sono sempre state lì, a due passi da me, dietro a porte che potevo varcare, perché nella maggior parte dei casi si tratta di edifici aperti al pubblico. La chiesa di S. Giovanni Evangelista è, ad esempio, uno scrigno di autentici gioielli. La prima costruzione risale al V secolo, quando il vescovo Gaudenzio fondò la terza basilica bresciana (Concilium Sanctorum) al fine di custodire le tante reliquie portate dalla Terra Santa. In seguito distrutta dai barbari e da incendi, fu ricostruita ex novo. Rimaneggiata più volte, oggi presenta in facciata un portale di pregio. Ma è all’interno che i nostri occhi possono godere della vista di capolavori di inestimabile valore. La Cappella del Santissimo Sacramento, commissionata da una confraternita con lo stesso nome dopo il 1500, fu decorata a partire dal 1521 e completata solo parecchi anni più tardi. Sull’altare della cappella c’è la Deposizione di Lamberto Zenale che ricorda il Compianto visitabile in S. Maria del Carmine. Le colonne, che fanno da cornice al quadro, bellissime e dorate sono opera del ben noto Stefano Lamberti. Prima del Vasari non esisteva la distinzione fra arti minori e maggiori (pittura, scultura, musica) quindi anche gli “artigiani” che lavoravano agli altari, alle cornici, agli intarsi erano artisti a tutti gli effetti e giustamente famosi. Nella stessa cappella, di fronte gli uni agli altri, ecco i capolavori di due grandi pittori bresciani, Romanino e Moretto. A sinistra le opere del Romanino, più anziano, e a destra quelle del Moretto, all’epoca ventitreenne. Sopra le grandi tele sono posizionate le lunette, antecedenti come datazione e sopra ancora i medaglioni con i cartigli, probabilmente di ispirazione michelangiolesca, che contengono i profeti. Sono opere del Moretto La raccolta della manna (in cui evidenti sono gli influssi del manierismo), Elia confortato dall’angelo, e inoltre gli evangelisti Luca e Marco, nella lunetta L’ultima cena (di chiara ispirazione vinciana) e i sei profe-

Il Polittico Averoldi di Tiziano nella chiesa dei SS. Nazzaro e Celso a Brescia.

ti soprastanti. Capolavori del Romanino, invece, sono La resurrezione di Lazzaro, La cena in casa del fariseo, San Matteo e San Giovanni evangelisti, nella lunetta la Messa di San Gregorio e i sei profeti subito sopra. I bresciani preferirono il Moretto al Romanino forse perché più fine, più classico. Moretto si ispirava al colorismo veneziano. C’è sempre luce nei suoi quadri che talvolta illumina più da un lato che dall’altro. Romanino introdusse elementi quotidiani, reali, qualche volta, a mio avviso, perfino esagerati. I suoi quadri sono sempre molto in ombra. È considerato il pre-Caravaggio. Sulla parte sinistra del battistero, un’altra opera del Romanino, Lo sposalizio della Vergine, ispirato a quello del Perugino – sposalizio non narrato dalle scritture ma spesso ritratto. San Giuseppe è rappresentato anche qui come un vecchio, talvolta dormiente, perché nessuno sia indotto a pensare che possa essere il padre biologico di Gesù. Un cagnolino in primo piano è sempre presente nelle scene dei matrimoni perché simbolo di fedeltà. Ogni tanto si incontrano anche alcuni gatti, simbolo del maligno. Non mancano, ovviamente, i ritratti dei committenti. Romanino fu spesso aiutato da Lattanzio Gambara. Il Gambara, già di gusto e tecnica manierista, fu incaricato di affrescare le case e le botteghe del Corso. Sono ancora visibili alcuni frammenti sbiaditi di affreschi proprio sul fronte della via. Che strano, alzare per la pri-

ma volta gli occhi al cielo e vedere quello che non avevo visto mai. I due artisti, ormai genero e suocero, lavorarono insieme a Palazzo Averoldi, dove è difficile capire quali opere siano dell’uno e quali dell’altro. Per questo luogo non sono valide le mie considerazioni iniziali: essendo proprietà privata, le occasioni di visita sono rare. Entrare è stata per me una magnifica opportunità. Gli affreschi qui non sono di carattere sacro ma profano, segno che i due artisti non si limitarono all’uno o all’altro genere. Romanino e Moretto furono molto prolifici. Le loro opere sono presenti in vari edifici della città (alcune chiese, tra cui il Duomo vecchio, la Pinacoteca e vari palazzi), ma anche nella provincia in pievi talmente piccole che neppure immaginereste decorate. Consiglio una visita anche alla collegiata dei SS. Nazaro e Celso, dove tra i molti dipinti di valore si può ammirare una grande pala di Tiziano: il Polittico Averoldi. L’avreste mai detto? Massimo capolavoro del Moretto è Santa Margherita d’Antiochia tra i santi Girolamo e Francesco del 1530, a Brescia nella chiesa di S. Francesco d’Assisi. Questo ancora mi manca, ma adesso so che mi aspetta, dietro a una porta che posso aprire quando voglio e solo conoscendo, potrò diventare promotrice di arte e di cultura per la mia città. ●

Info S. Giovanni Evangelista Dal lunedì al sabato,15-18, tel . 030 289099 centroculturale@sangiovanniev.it www.sangiovanniev.it

S. Francesco d’Assisi/convento Via S. Francesco, Brescia, tel 030 2926711

SS. Nazaro e Celso Corso Matteotti, Brescia, tel 030 3754387

Chiesa S. Maria del Carmine Vicolo Manzone 7, Brescia, tel 030 40807

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agenda

>IN TV Palazzo Cigola Martinoni a Melaverde Domenica 29 gennaio il programma di Rete 4 Melaverde ha dedicata la sua puntata a Palazzo Cigola Martinoni, al grano monococco e agli antichi mestieri. Ellen Hidding ha aperto la puntata parlando di grano monococco, dalle proprietà nutrizionali alle diverse fasi di lavorazione. Edoardo Raspelli si è poi dedicato agli antichi lavori, dall’intreccio del salice alla lavorazione del ferro. Dalla ceramica alle trottole. La puntata è disponibile online: www.tv.mediaset.it/rete4/ mela_verde/ www.palazzocigolamartinoni.it

>INCONTRI Una casa per l’educazione dei giovani Appuntamento sabato 17 marzo alle 15 a Palazzo Cigola Martinoni a Cigole (Bs) per la presentazione del progetto Una casa per l’educazione dei giovani rivolto ai ragazzi dalla 4a elementare alla 2a superiore. Obiettivi del progetto: facilitare il senso all’“educazione” dei giovani nella maniera più vasta e libera condividendo il nostro tempo con il loro, in modo da favorire la fioritura della loro propria attitudine alla vita. Verranno utilizzati diversi strumenti: teatro, letteratura, arte, natura, cinema, movimento del corpo, gestione del tempo. Al progetto hanno aderito altri piccoli comuni limitrofi a Cigole.

Info Ufficio Progetti Territoriali di Cassa Padana tel. 030 9040210

Apputamenti Lubes Sguardo sulla situazione economica attuale Mercoledì 7 marzo, ore 15 Luigi Pettinati, direttore di Cassa Padana Bcc Villa Badia, Leno (Bs)

>MOSTRE “Arte, luce e trasformazione” Mostra personale di Gianfranco Capillo

24 marzo - 25 aprile Tutti i giorni, 14.30-18.30 (fine settimana anche 20.00-22.30) Oratorio San Luigi via Re Desiderio, 35 Leno (Brescia)

INFO 030 906259, info@oratorioleno.it www.oratorioleno.it e www.fondazionedominatoleonense.it

“Roberto Capucci. Omaggio alla Vittoria alata” Mercoledì 14 marzo Brescia: visita al Museo di Santa Giulia e alla mostra “La messa dell’uomo disarmato”. La resistenza di Luisito Bianchi Mercoledì 21 marzo, ore 15 Mimmo Franzinelli, storico Villa Badia, Leno (Bs) Germogli di speranza Venerdì 23 marzo, ore 20.30 Proiezione del film-documento della vacanza di don Karol Wojtyla a Seniga, ospite di don Francesco Vergine nel luglio del 1947 Regia di Mary Roversi Teatro dell’Oratorio di Leno (Bs) Alimentazione e stile di vita: mangiare meglio per vivere meglio – II parte Mercoledì 28 marzo, ore 15 Associazione LUMEN Villa Badia, Leno (Bs)

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>corsi Villa Badia, Leno (Bs) A cura dell’associazione I Fiori prendono il volo, in collaborazione con la Fondazione Dominato Leonense. I soci della Fondazione Dominato Leonense potranno usufruire dello sconto del 10% sul costo dei singoli corsi. Lingua e cultura spagnola 15 marzo-31 maggio Lingua e cultura rumena 22 marzo-24 maggio Lingua inglese 13 marzo-22 maggio Dizione e lettura espressiva 14 marzo-23 maggio Fotografia (base) 2 marzo-24 maggio Fotografia e Fotoreportage (avanzato) 28 marzo-30 maggio Scrittura giornalistica 28 marzo-6 giugno Linguaggio del corpo 21 marzo-11 aprile

Info e iscrizioni: Alessandra 339 6215157 www.ifioriprendonoilvolo.it Fondazione Dominato Leonense tel. 030 9038463 info@fondazionedominatoleonense.it www.fondazionedominatoleonense.it

Palazzo Cigola Martinoni, Cigole (Bs) Feng-Shui (base) 20 marzo-17 aprile Comicità 13 marzo-22 maggio Per conoscere la Matrix Divina 20 marzo-22 maggio Percorso sensoriale per conoscere il formaggio 13-27 marzo Conoscere il Teatro greco classico 20 marzo-17 aprile Percorso di astronomia 10 aprile-15 maggio Aperatif Time Chatting in English 13 marzo-17 aprile Cucina d'inverno 21 febbraio-13 marzo

Info e prenotazioni: Alessandra 339 6215157 Paola 338 5098504 www.ifioriprendonoilvolo.it


Soggiorni Mare 2012 Minorca (Spagna) Lord Nelson Hotel All Inclusive

in aereo settimane da maggio a fine settembre (Vadus Viaggi - Manerbio)

Izmir (Turchia)

Paradise Friends Yali Hotel & Resort All Inclusive

le iscrizioni si ricevono presso i nostri sportelli

in aereo settimane da maggio a ottobre (Oro & Argento - Bagnolo Mella)

Karpathos (Grecia)

Veraclub Costantinos Palace Pensione Completa + Bevande ai pasti in aereo da maggio a ottobre (Vamos Amigos - Leno)

www.cassapadana.it 23

PINZI LITOGRAFIA - LENO (Bs)


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Popolis - Marzo 2012  

Popolis è l'house organ di Cassa Padana Bcc

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