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Anno V n. 38 - 2014

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Adriana Soares e la sua Soul PhotoDigiPainting art Over The Hills le bici entrano in Autodromo ad Imola


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16 Ponte Milvio Anno V n. 38 - 2014 Autorizzazione del tribunale di Roma n.124/2008 del 2-3-2008 n. iscrizione al ROC 17682 del 27-11-08 Editore Immediately s.r.l. sede legale via C. F. di Cambiano 82, Roma uffici via Crescenzio 103, Roma

Direttore responsaabile Giuseppe Costantini immediately@immediately.it

Progetto grafico e impaginazione immediately.advertising@gmail.com

Ufficio commerciale e pubblicità rivista-pontemilvio@tiscali.it cell. 347 5856368

Periodico telematco www.pontemilviomagazine.it

Ideazione e realizzazione www.immediately.it

Chiuso in redazione il 10 Febbraio 2014

La responsabilità degli articoli è dei singoli autori. La collaborazione a questo periodico è del tutto gratuita e non retribuita.

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Krizia; poi in una notte la sua passione per quel lavoro svanisce, sostituita da una passione coltivata ma non esercitata fino a quel momento, la fotografia. Studia all'Istituto Superiore di Fotografia di Roma e inizia una nuova avventura. Dopo aver ritratto anime, volti, corpi e vinto premi come il Valentina a Cosenza nel luglio del 2013, torna ad un'altra ed antica passione, la pittura. Proprio grazie alla fotografia, alla grafica ed alla pittura inventa uno suo stile, una tecnica mista che unita alla sua sensibilità dà vita ad opere uniche.

Soul PhotoDigiPainting art, cosa vuol dire? E' la mia anima e quella dell'universo, tutto ciò che mi circonda che fuoriesce, che cerca un linguaggio per comunicare, che grida ... per questo Soul, anima. PhotoDigitizing, perchè cerco di digitalizzare quell'attimo catturato con lo scatto, il mio scatto, il mio oc-

Adriana, hai un passato da modella; cosa ti è rimasto di quel mondo dorato? “dopo un’adolescenza difficile, è stato il momento più bello e spensierato della mia vita. Mi ha dato la possibilità di girare tutto il mondo e di crescere molto dal punto di vista umano. Dalla Cina all'India, da New York a Parigi... la mia sensibilità particolare e spiccata mi ha permesso di sentire e assimilare gran parte di ciò che mi circondava. Non tutto è stato rose e fiori, ovviamente, ma per questo è stata un’esperienza che ha contribuito a formarmi: le difficoltà forgiano il carattere.”

Adriana Soares L’ex modella e attuale fotografa ci racconta la sua Soul PhotoDigiPainting art 4 pontemilvio

di Wolf

L’

ex modella e attuale fotografa ci racconta la sua Soul PhotoDigiPainting art Adriana Soares, italo brasiliana, è nata come modella calcando le passerelle di mezzo mondo. Ha sfilato per grandi couturier come Gianfranco Ferrè e

Da modella a fotografa. Cosa c’è alla base di questo cambiamento ? E' stato un attimo... un'intuizione, una voce, un sogno...non lo so... fatto sta che mi ricordo anche il giorno, nel mese di settembre 2004. Avevo diversi lavori confermati ed in una notte ho cambiato! mi sono svegliata, ho chiamato mio marito in ufficio e gli ho comunicato che non avrei più continuato a fare la modella e che mi sarei attivata di lì a poco alla ricerca di una scuola di fotografia. In 3 giorni ero iscritta all’ Istituto Superiore di Fotografia a Roma, ho cancellato le sfilate confermate e disdetto il contratto con l'agenzia. C'era una rivoluzione in atto, in me... Cosa provi quando scatti? Meglio la modella o la fotografa? E' un'altra storia, è come dire: "Essere o Apparire?" Uno scambio di energia; è fermare il tempo; donare il sorriso a labbra serrate; autostima a coloro che l'hanno persa o mai avuta. E' incredibile l'evoluzione del soggetto fotografato da quando inizio la sezione fotografica a quando la finisco; sono persone diverse quando se ne vanno. Ora non potrei più fare a meno di questa sensazione, è una droga per me.

chio che sente, vede e congela. La base è data dalle mie fotografie, che cerco di fondere con altre immagini e colori. Una volta preso corpo io firmo il tutto con la pittura, cerco di colorare i miei pensieri. Come dice benissimo il poeta Alessandro Vettori: “E' ciò che sono ora...un'evoluzione, una rivoluzione che parte da lontano.”Vettori Ha scritto di me "La fotografia di Adriana Soares sa di vita. Un percorso che parte dalla bambina, dai piaceri istintivi per la pittura, dal sacrificio, dalla professione di modella che le fa girare il mondo e le fa conoscere la fotografia, la fa innamorare forse proprio perché s'accorge che in una foto, anche se apparentemente statica, può raccontare un'intera vita. Il fermo immagine di un momento che apre la mente ad un prima e un dopo, che porta lo spettatore di fronte a una ricerca e compie quel piccolo miracolo che solo l'arte, quando è tale, può fare: essere da stimolo per la creatività altrui. Momenti di vita per ritrovare, poi, il tassello più importante. La ricerca della bambina che giocava a mescolare i colori improvvisamente

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si compie e quegli stessi colori, con la stessa energia e lo stesso istinto, ma con più consapevolezza, ritornano e si fondono con le opere fotografiche mostrandoci immagini fresche, nuove, che a volte trattengono e altre volte rilasciano una gran quantità d'emozioni. L'unire, o meglio, la fusione tra questi volti apparentemente inquieti con angoli della città, o della natura, appare come una sorta di Dna dell'anima e non solo di chi crea ma soprattutto di chi ne usufruisce. Adriana ha in sé e nelle sue opere, la determinazione di ogni giorno che ha vissuto e che vuole trasmettere agli altri per emozionare come fosse una mano invisibile che ci accompagna per mano. Un cerchio che si chiude, la bambina e l'artista, oggi donna, in uno stesso corpo, in uno stesso nuovo linguaggio." Per le sue opere utilizza tanto colore e accostamenti; c’è un motivo particolare? Per me Il colore da senso e sale alla vita. Cerco con la sua vivacità di dare un senso o un non senso... un pugno; vorrei svegliare chi guarda il mio lavoro. Molti sono in letargo, hanno dimenticato emozioni, sensazioni; la vita è istinto e passione, non solo razionalità e ragionamento. E' interessante ciò che ha scritto su di me, la curatrice d'arte, Rosi Raneri, nella rassegna stampa per la mostra "Inside" al Roa Gallery a Londra dove ho potuto esporre 4 mie opere. La Raneri ha detto che "Le opere fotografiche presentano incessanti ed eterne dualità espressive: rimandi e presenze, viaggi e stasi, dettagli di un ricordo e attuali frammenti di realtà. Il tratto dominante è la bellezza e maestosità del viso che emerge spesso all’interno delle sovrapposizioni offrendo ai suoi lavori  la bellezza e l’eleganza conferitale dalla professione di modella”. Molte sue opere sono volti femminili...perchè? Al momento sono ispirata da loro, e anche da me stessa. Molte dei miei lavori sono autoscatti... e questo per me è strano, perchè ad un certo punto della mia vita ho cercato di stare in ombra ma al tempo stesso ho scoperto che il mio sguardo cela informazioni e sensazioni che neanche io sapevo che esistessero; serve da terapia a me stessa, forse è un modo per esorcizzare anche delle mie paure, come la morte e l'abbandono. Sono prospettive di vite diverse che si intrecciano in un unico miracolo: La

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Vita. I miei ritratti cercano di trasmettere una voce dall'anima che cerca di comunicare con chi li guarda in un silenzioso abbraccio. Iniziate con l'aprire gli occhi e sorprendetevi di avere degli occhi da aprire per ammirare quelle incredibili varietà di colori che viene costantemente offerta per il nostro puro diletto. Questa è la mia fotografia, la Magia. E' eterna perché ciò che vediamo e sentiamo è in grado di emanare e trasmettere energia pura. Fermando quell'attimo che, altrimenti, sarebbe dimenticato o perduto, mutato dal pensiero. Quali opere ha esposto alla Cantina delle Maestranze a Ronciglione ed a Londra? Le opere esposte sono quelle che sto portando avanti in questo momento e che sono state presentate a Londra. andranno all'Expo di Verona, alla Biennale di Bologna, alla Biennale di Genova e successivamente a New York! Sono opere di tecnica mi-

PRESTITI PERSONALI

sta, foto pittoriche in acrilico o ad olio. Come supporto ho scelto il dibond, un metallo. Sono delle proiezioni visionarie, oniriche e surreali, un viaggio. Il mio, il vostro. Un'immagine, un volto riflesso, nascosto, fuso, parte integrante di un tutto. Uno sguardo, una visione...

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Progetti per il futuro? Sono stata selezionata ed invitata a partecipare a delle fiere e manifestazioni prestigiose. Comincia a diventare impegnativo gestire appuntamenti, spedizioni mostre. Non credevo che l'arte fosse una “Signora” così complicata; però è incredibilmente affascinante.

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Impressioni intime a Roma Il Museo dell'Ara Pacis ospita in un'esposizione – evento le Gemme dell'Impressionismo provenienti dalla National Gallery of Art di Washington fino al 23 febbraio 2014. di Alessandra Stoppini

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aul Cézanne: “Voglio stupire Parigi con una mela!”. Paul Gauguin: “Un consiglio. Non dipingete troppo dal vero. L'arte non è che un'astrazione”. Henry de Toulouse Lautrec: “Dipingo le cose come sono. Non aggiungo alcun commento”. Claude Monet: “Un giorno Boudin mi disse: Impara a disegnare e ammira la bellezza del mare, della luce, del cielo blu. Ho seguito il suo consiglio”.

Berthe Morisot: “I veri pittori capiscono con un pennello in mano”. Camille Pisarro: “Beati sono coloro che vedono il bello in posti semplici e umili dove gli altri non vedono nulla”. Pierre Auguste Renoir: “Le due qualità di un'opera d'arte? Deve essere indescrivibile e inimitabile”. Alfred Sisley: “Il cielo è la prima cosa che dipingo”. Vincent van Gogh: “Penso spesso che la notte sia più viva e colorata del giorno”. Antoine Vollon: “Sono innamorato

pazzo della pittura”. I padri dell'Impressionismo, movimento artistico nato a Parigi nella seconda metà del XIX Secolo e durato fino ai primi anni del XX Secolo, si ritrovano raccolti a Roma in una mostra assolutamente imperdibile, affascinante e memorabile. L'esposizione Gemme dell’Impressionismo. Dipinti della National Gallery of Art di Washington. Da Monet a Renoir da Van Gogh a Bonnard contiene nel Museo dell’Ara Pacis una parte dei capolavori della collezione impressionista e post impressionista della

National Gallery of Art di Washington. Per la prima volta la collezione esce dall’ala al piano terra del Palazzo Est del Museo americano, uno dei maggiori al mondo, ideato e creato da Andrew William Mellon (1855 1937) finanziere, banchiere, uomo politico e collezionista d’arte, per sbarcare a Roma unica tappa europea del tour. Le tappe successive saranno il Palazzo della Legione d’Onore del Fine Arts Museums di San Francisco (California), il McNay Art Museum di San Antonio (Texas), il Mitsubishi Ichigokan Museum di Tokyo (Giappone) e il Seattle Art Museum (Stato di Washington). Un prestito di altissimo valore reso possibile grazie ad uno scambio tra Istituzioni all’interno del progetto Dream of Rome. Infatti, la “Rotunda” della stessa National Gallery of Art di Washington ospiterà la splendida e maestosa statua del Galata capitolino dai Musei Capitolini, iniziativa che rientra in 2013 - Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, National Gallery of Art di Washington e organizzata da Zètema Progetto Cultura, è a cura di Mary Morton, responsabile del Dipartimento Pittura Francese della National Gallery con il coordinamento tecnico-scientifico per la Sovrin-

tendenza Capitolina di Federica Pirani. Questa esposizione è frutto del consolidato rapporto di collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina e diversi importanti musei degli Stati Uniti: il Fine Arts Museums/Legion of Honor di San Francisco, il Getty Villa di Malibù, il Museum of Fine Arts di Boston, il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, oltre alla National Gallery of Art di Washington. Un’alleanza strategica e culturale incentrata su progetti scientifici, scambi di opere d’arte ed eventi espositivi. Dagli assolati prati di primavera di Alfred Sisley alle affascinanti nature morte di Edouard Manet e Paul Cézanne, agli interni “Nabis” intensamente composti di Pierre Bonnard (il pittore preferito dai Mellon) e Edouard Vuillard, dalla Normandia nostalgica di Baudin ai colori saturi e vibranti di Pierre-Auguste Renoir, senza dimenticare Argenteuil nell'Ile de France il luogo d'elezione per Monet. La collezione comprende capolavori che raccontano l’ispirata innovazione nel colore, nel tocco e nella composizione, che hanno reso la pittura francese di fine ‘800 uno dei momenti fondamentali della storia dell’arte. Non a caso il titolo americano della rassegna si chiama Intimate Impressionism perché questi dipinti di piccole dimensioni, nascono dalla natura intima delle visioni e delle suggestioni di quei pittori dap-

prima rifiutati che s’inventarono una nuova maniera di esporre. Gemme di pittura dapprima godute privatamente e nell’intimità e poi donate con un grande atto di mecenatismo a un museo per garantirne una pubblica fruizione. Infatti tutte le opere, esposte eccezionalmente per la prima volta in Italia, provengono da collezioni private americane. La maggior parte di esse faceva parte della raccolta di Ailsa Mellon Bruce e Paul Mellon, figli del fondatore della National Gallery of Art, Andrew W. Mellon. Accanto alla collezione della famiglia Mellon, sono esposti i dipinti appartenuti ad altri mecenati come Peter A. B. Widener, Joseph E. Widener, Lessing J. Rosenwald, lo statista W. Averell Harriman, Adele Rosenwald Levy, Benjamin Levy, il compositore Vladimir Horowitz, la pedagogista e filantropa Margaret Seligman Lewisohn e Chester Dale, che donò dei fondi destinati all'acquisizione di altre opere. Eugene Boudin: “Tre colpi di pennello dal vivo valgono più di due giorni di lavoro al cavalletto”. La mostra degli Impressionisti all’Ara Pacis raccoglie 68 opere e ha un percorso suddiviso in cinque sezioni tematiche: En plein air”, Ritratti e autoritratti, Natura morta, Amiche e modelle, Bonnard e Vuillard, L'eredità dell'Impressionismo. Un excursus tematico ma anche temporale, a partire da Boudin, precursore dell’Impressionismo e maestro di Monet,

Claude Monet Argenteuil, c. 1872 olio su tela Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.42

Auguste Renoir Cogliendo fiori 1875, olio su tela collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.61

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Auguste Renoir Madame Monet e suo figlio 1874, olio su tela Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.60

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celebre per aver raccontato la vita mondana dell’epoca, fino all’apertura dell’Impressionismo al nuovo secolo con Bonnard e Vuillard. Visioni intime, evocative, specchio dell'amore tra padri e figli come il suggestivo olio su tela Madame Monet e suo fi-

glio di August Renoir dalla collezione Ailsa Mellon Bruce datato 1874, la stessa data della prima storica mostra dei pittori Impressionisti. Il 15 giugno del 1874 al numero 35 di Boulevard de Capucines a Parigi una mostra collettiva organizzata dalla

Berthe Morisot La sorella dell’artista alla finestra 1869, olio su tela Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.47

Société anonyme des Artistes, Peintres, Sculpteurs, Graveurs alla quale parteciparono trenta artisti, tra cui Claude Monet, Edgar Degas, PierreAuguste Renoir, Camille Pissarro, Berthe Morisot, Eugène Boudin, Alfred Sisley e Giuseppe De Nittis, che esposero centosessantacinque opere avrebbe rivoluzionato la storia dell'arte. L’allestimento dei dipinti nello studio del famoso fotografo Nadar, progettato da Renoir, avrebbe dato il via a quella pittura moderna, innovatrice che avrebbe affascinato e sedotto il mecenate Mellon per sempre. Il titolo di un dipinto di Monet esposto in quella fatidica mostra Impression. Soleil levant (Impressione, sole nascente) dal quale sarebbe nato dapprima in senso dispregiativo il termine “Impressionismo” stava significando modernità, luce, colore. Tutte queste sensazioni sono riconoscibili e palpabili all'interno delle sale del Museo dell'Ara Pacis alla vista di dipinti che lasciano senza parole per la loro struggente e sfolgorante bellezza. Ballerine dietro le quinte di Degas 1876-1883, Natura morta con brocca e frutta di Cézanne (1900), Argenteuil di Monet (1872), Campi di fiori in Olanda di van Gogh (1883), Giovane donna che si pettina di Renoir (1876), Bambina con la sciarpa rossa di Vuillard (1891). Impossibile decidere quale sia la più incantevole delle opere qui esposte, però ci piace citare anche l'olio su tela La Sorella dell’artista alla finestra (1869) di Berthe Morisot, protagonista femminile dell'Impressionismo i cui adepti possedevano il dono della pennellata decisa e ampia. “Sono pittori che amano il loro tempo (…) cercano prima di tutto di penetrare il senso esatto delle cose. Le loro opere sono vive perché le hanno prese nella vita e le hanno dipinte con tutto l'amore che provano per i soggetti moderni”. Emile Zola.

Gemme dell'Impressionismo. Dipinti della National Gallery of Art di Washington. Da Monet a Renoir da van Gogh a Bonnard. Museo dell'Ara Pacis Roma, Lungotevere in Augusta 23 ottobre 2013 - 23 febbraio 2014 Ingresso: € 11 - ridotto € 9,00 Orario: martedì - domenica 9 – 19. L’ingresso è consentito fino alle 18.00; chiuso il lunedì. Info: tel. 060608 www.arapacis.it www.museiincomuneroma.it Catalogo De Luca Editori d'Arte

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Roma news

Roma news

Roberto Re e la sua scuola di formazione a roma Trovare le persone giuste, formarle, motivarle, supportarle per tirare fuori il loro potenziale ... Cosa può contare di più? In Italia, senza ombra di dubbio, il leader dello sviluppo personale è Roberto Re. E questo viene confermato continuamente, ogni volta che si sente dire da qualcuno: "Mai si dai, hai presente Roberto Re, quello che ha scritto Leader di te stesso? Ecco, loro fanno la stessa cosa..." HRD Training Group, la società fondata da Roberto, aiuta da oltre vent’anni persone ed aziende ad ottenere ancor più risultati. Il Programma FLY, diretto a livello nazionale da Daniela Bonetti, rappresenta il più completo ed efficiente programma di crescita personale esistente in Italia. Con 13 Centri di Formazione nelle principali città italiane copre l’intero territorio nazionale ed ogni anno aiuta oltre 2000 persone a migliorare la propria qualità di vita. A Roma il Centro FLY si trova in zona Prati ed è diretto personalmente da Daniela, con il validissimo supporto di Massimiliano Litto, Manager e Coach HRD di grande competenza e professionalità. Il Centro organizza saltuariamente delle serate speciali di

formazione/promozione durante le quali vengono affrontati alcuni degli aspetti più importanti e di immediata applicazione tra tutti quelli trattati durante il percorso FLY. Sono serate esclusive, sempre con un numero di posti limitato, per partecipare alle quali si richiede la prenotazione. Questo garantisce ai partecipanti di ricevere la massima attenzione da parte di Daniela e Massimiliano, come è nella filosofia di HRD. La prima, e per questo più importante, serata speciale in programma per il 2014 avrà luogo lunedì 20 gennaio. E’ una serata calibrata su chi intende migliorare da subito i propri risultati in ambito lavorativo, quindi indicata per imprenditori, commercianti e liberi professionisti. Per ulteriori particolari su questa serata speciale puoi visitare: www.marcopetrella.com. Se vuoi conoscere, per ora virtualmente, Daniela Bonetti, ed avere qualche ulteriore informazione sul Percorso FLY questo è l’indirizzo del suo Blog: www.danielabonetti.it Per informarti su HRD Training Group ti invito a prendere visione del seguente filmato presente nella homepage di Massimiliano: www.massimilianolitto.com

Over The Hills e la Crono Squadre della Versilia Michele Bartoli creano il circuito dei campioni. Bartoli e gli organizzatori di imola insieme per la prima combinata dedicata ai cronomen La Crono Squadre della Versilia organizzata da Michele Bartoli e quella prevista nell’ambito di Over The Hills ad Imola daranno vita al Circuito dei Campioni, la prima combinata per team dedicata ai cronomen. Si comincerà il 30 marzo a Forte dei Marmi, con la già affermata Crono della Versilia, gara che ha riscosso negli anni scorsi il successo che merita ed è divenuta un punto di riferimento in Italia. Il 27 aprile, poi, le squadre si daranno la rivincita .. in autodromo! La novità presentata da Over The Hills, infatti, è rappresentata dalla loca-

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tion assolutamente inedita: le biciclette sfrecceranno infatti sul circuito dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Le due gare avranno ovviamente una classifica ed una premiazione propria. La partecipazione ad entrambe darà invece diritto ad entrare automaticamente nella speciale classifica della Combinata. Le categorie di gara saranno rese omogenee. Per informazioni ed iscrizioni www.cronosquadredellaversilia.it www.overthehills.it

Partita la stagione del Forhans Team Presentazione in Campidoglio e festa per 300 invitati E' partita ufficialmente la nuova stagione del Forhans Team. Venerdì 17 gennaio al Campidoglio, in presenza dell'Assessore allo Sport di Roma Capitale Luca Pancalli, il Presidente del Forhans Team Gianluca Calfapietra ha presentato il team Elite e gli eventi del 2014. A marzo partirà l'undicesima edizione della Forhans Cup (otto gli appuntamenti previsti, da marzo ad ottobre), circuito di gare di triathlon e duathlon; ad aprile ed ottobre si svolgeranno le due mezze maratone organizzate dal team ciano-magenta (Rieti e Lago di Vico); il 29 giugno giugno sarà la volta della 4a edizione della Granfondo Cammino di Francesco (Rieti). Gli eventi del Forhans Team coinvolgeranno anche quest'anno alcune migliaia di appassionati. Sabato 18 gennaio il vernissage è proseguito presso il Circolo Olgiata 20.12. La splendida struttura romana ha ospitato la mattina una sessione di training aperta ad atleti elite ed amatori. La sera, poi, è stata la volta della festa di inizio anno, nell'ambito della quale si sono svolte le premiazioni della Forhans Cup 2013 e

dei trofei sociali. Oltre 300 persone hanno potuto condividere successi ed obiettivi della prossima stagione insieme ad atleti e dirigenti del Forhans Team.

Ritratti di Poesia Edizione VIII- 2014 Roma, 12 febbraio 2014, Tempio di Adriano - Piazza di Pietra. Uno sguardo alla diversità delle voci. L’oralità, la poesia metropolitana. L’irruzione del fumetto e di Twitter. Premiati Giampiero Neri e Adam Zagajewski. Il Tempio di Adriano ospiterà il prossimo mercoledì 12 febbraio l’ottava edizione di «Ritratti di Poesia», progetto nato come osservatorio sulla poesia contemporanea e divenuta negli anni uno dei più rilevanti appuntamenti dedicati a questa espressione artistica. Quest’anno, tra i protagonisti, i candidati al Nobel Adam Zagajewski e Yang Lian. La rassegna, promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con la collaborazione di InventaEventi, è curata da Vincenzo Mascolo. La manifestazione, aperta gratuita-

mente al pubblico, si snoderà nell’arco dell’intera giornata e sarà focalizzata sulla diversità delle espressioni poetiche e sull’importanza dell’oralità. Parteciperanno alla giornata le case editrici Bucefalo e Samuele Editore, nonché le riviste Testo a fronte e Viva (una rivista in carne e ossa). La rassegna sarà trasmessa in diretta in videostreaming su Rai Letteratura (www.letteratura.rai.it). La manifestazione «Ritratti di Poesia» sarà aperta al pubblico dalle ore 9.30 con ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Comunicazione e Relazioni Esterne: Fondazione Roma-Arte-Musei Chiara Perazzoli cperazzoli@fondazioneromamuseo.it tel 06697645208-3384655942 Ufficio stampa web: I nventaEventi S.r.l. carlacaiafa@inventaeventi.com tel. 0698188901 - 3386812902

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Roma news

Roma TI AMO - La Mostra: AS Roma in mostra a Testaccio

La storia dellʼAS Roma in una sensazionale esposizione, che occuperà dal 18 febbraio al 20 luglio 2014 le prestigiose sale di Factory Pelanda, presso lʼex Mattatoio di Testaccio. La mostra, promossa dalla società AS Roma, è organizzata da Arthemisia Group e sostenuta dallʼAssessorato alle politiche giovanili di Roma Capitale. Organizzata da Arthemisia Group, società leader a livello nazionale nellʼorganizzazione e produzione di grandi mostre dʼarte ed eventi culturali, la mostra è sostenuta dallʼassessorato alle Politiche Giovanili di Roma Capitale. Il calcio rappresenta ben più che uno sport per il nostro e altri Paesi: è divenuto uno degli aspetti più discussi dellʼepoca moderna, trasformandosi in cultura, esperienza collettiva, parte integrante dellʼidentità nazionale dei popoli. Da qui nasce lʼidea di dedicare alla storia dellʼAS Roma, uno dei club più storici e amati dʼItalia, unʼesposizione originale e unica. Non una semplice mostra dedicata a una squadra, ma un evento che avrà un altissimo livello culturale e artistico: per la prima volta verranno infatti applicati al calcio i canoni dellʼarte. Questa mostra sarà il punto dʼincontro tra arte e sport nella culla del tifo romanista, Testaccio, e al tempo stesso in un prestigioso luogo per lʼesposizione dʼarte, divenuto ormai un punto di riferimento per la Capitale. “Roma Ti Amo – La Mostra” è il titolo evocativo quanto significativo scelto per lʼesposizione in cui i principali protagonisti, insieme alla squadra, saranno i tifosi: tra le moltissime sale, in uno spazio di oltre 1300 mq, si potranno infatti trovare i volti romanisti, celebri e non, catturati nei mesi precedenti in appositi set fotografici che verranno allestiti allo stadio. Il percorso, davvero unico nel suo genere, si snoderà attraverso installazioni sensazionali, che coniugheranno grandi scenografie con la storia del club. Basti pensare al calcio balilla di 20 metri che i visitatori si troveranno a vivere, con “omìni” alti oltre

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2 metri anziché pochi centimetri, che si sfideranno in due squadre: una indosserà le maglie della rosa attuale, lʼaltra quelle della celebre Hall of Fame, composta dai grandissimi atleti della storia della squadra. Tra questi: Aldair Nascimento Santos, Amedeo Amadei, Fulvio Bernardini, Marcos Evangelista de Moraes ʻCafuʼ, Bruno Conti, Agostino Di Bartolomei, Paulo Roberto Falcao, Giacomo Losi, Roberto Pruzzo, Francesco Rocca, Franco Tancredi, Attilio Ferraris IV, Vincenzo Montella, Sebino Nela e Giuseppe Giannini. Unʼaltra straordinaria possibilità per i visitatori sarà quella di vivere la “Galleria Corriere dello Sport”, nella quale saranno riprodotte centinaia di prime pagine dello storico giornale, partner speciale della mostra che si accinge a compiere a 90 anni, attraverso le quali verranno ripercorsi tutti gli avvenimenti più significativi della storia dellʼAS Roma. Oltre alle molte installazioni, che verranno svelate nei prossimi mesi, saranno esposti tutti i trofei della società, le maglie storiche, i cimeli più importanti, i documenti più significativi e molto altro materiale eccezionale. E ancora, ben cinque sale presenteranno un rigoroso percorso cronologico. La prima verrà interamente dedicata alle tre formazioni (Alba-Audace, Fortitudo-ProRoma e Foot Ball Club di Roma) dalla cui fusione nel 1927 nasce la Associazione Sportiva Roma. Le successive quattro invece ripercorreranno la vita sportiva e non solo della Società giallorossa. Si passerà dai primi trionfi come la coppa Coni e lo scudetto del campionato 1941/42, all'attuale stagione iniziata con un record nazionale, attraversando i successi in Coppa Italia, la vittoria nella Coppa delle Fiere del 1961, quella nel Torneo Anglo-Italiano del 1972, il secondo scudetto del 1983 e il terzo conquistato nel 2001. Ma anche le grandi delusioni, sempre seguite da un immediato riscatto, come l'anno buio della retrocessione in Serie B e le due finali inter-

nazionali perse contro Liverpool e Inter. Le sale verranno suddivise in quattro grandi periodi storici, dalla fondazione all'immediato dopo guerra, dal ʻ48 alla fine degli anni ʻ60, poi ancora dal 1970 al 1991 e infine il passato più recente con il terzo scudetto e i primi mesi della nuova proprietà statunitense. Senza mai dimenticare i grandi volti che hanno fatto la storia della società: il primo capitano Attilio Ferraris IV, il Core de Roma Giacomo Losi, gli oriundi argentini, Piedone Manfredini, il fornaretto Amadei, il divino Falcao, Agostino Di Bartolomei, Bruno Conti, il bomber Pruzzo, fino al capitano degli ultimi vent'anni Francesco Totti. Storia che troverà poi una sorta di sintesi in una grande sala dedicata ai numeri della squadra: dai record più importanti fino a numeri solo apparentemente meno significativi, come quelli contenuti nel primo inventario fatto dalla società all'atto della sua fondazione. Una mostra che avrà unʼottima componente di interattività, con schermi e monitor che trasmetteranno partite storiche, interviste, video inediti, racconti tra i più particolari e suggestivi. Il curatore artistico sarà Nicolas Ballario, che vanta collaborazioni eccellenti del panorama culturale italiano, attualmente responsabile del settore Contemporary di Arthemisia Group e che sarà affiancato per Arthemisia da Andrea De Angelis per il coordinamento scientifico e da Cesare Inzerillo per quello scenografico.

Uffici Stampa AS Roma Camilla Palombo ufficio.stampa@asroma.it T +39 06501911 Arthemisia Group Adele Della Sala ads@arthemisia.it M +39 345 7503572 Anastasia Marsella press@arthemisia.it T +39 06 69380306


arte

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Cézanne genio e maestro Al Complesso del Vittoriano esposte fino al 2 febbraio 2014 le tele dell'artista francese e quelle dei pittori italiani che nella prima metà del Novecento subirono il suo fascino. Paul Cézanne, Frutta, 1879-80 ca, olio su tela, 46,2 x 55.3 cm, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage Fotografia © Museo Statale Ermitage /Vladimir Terebenin, Leonmard Kheifets, Yuri Molodkovets

di Alessandra Stoppini

“C

ézanne, il fenomeno più complesso, straordinario e suggestivo che sia apparso nel cielo dell'arte in Europa”. Il pittore Francesco Trombadori con questa stringata frase d'effetto definì Paul Cézanne (1839 - 1906), uno dei più grandi artisti d'oltralpe del XIX Secolo al quale Roma dedica un'esposizione, Cézanne e gli artisti italiani del '900, dove la sua maestria (sono ventidue i capolavori del Maestro francese) si confronta con le tele dei maggiori pittori italiani del primo Novecento che appresero la sua lezione. L'esposizione che nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, si avvale del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Senato e della Repubblica Italiana, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione e con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Provincia di Roma e della Camera di Commercio di Roma. La rassegna è a cura di Maria Teresa Benedetti, che si è avvalsa di un prestigioso comita-

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to scientifico composto da Denis Coutagne, Rudy Chiappini e Claudio Strinati. Nelle suggestive sale espositive del Vittoriano sono raccolte cento opere (Paul Cézanne, Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi, Giuseppe Capogrossi e numerosi altri) che provengono da numerosi musei di grande prestigio. Hanno collaborato e prestato le loro tele tra gli altri, The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, il Musée d'Orsay di Parigi, il Musée Granet di Aix – en Provence, The Art Gallery of Ontario di Toronto, il Virginia Museum of Fine Arts di Richmond (USA), il Museo Morandi di Bologna, il MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo del Novecento di Milano, i Musei Vaticani, Città del Vaticano, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Filippo de Pisis a Ferrara. L'esposizione permette di rileggere alla luce dell'influsso cézanniano diversi aspetti dell'attività dei protagonisti del Novecento italiano: gli anni

della formazione di Morandi (Cortile di via Fondazza 1958, Museo Morandi, Bologna), la conclusione dell'esperienza futurista di Boccioni (Natura morta di terraglie, posate e frutti, Museo del Novecento, Milano), l'intensità emotiva di Carrà (Meriggio, 1927, Collezione privata Giorgio Pulazza), la precisa attenzione per la costruzione delle nature morte in De Pisis (Natura morta con pane, 1925, Banca d'Italia), lo spazio volumetrico di Sironi (Nudo con fruttiera (Venere), 1923 ca., GAM - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino), lo straordinario lavoro figurativo di Capogrossi (Il Vestibolo, 1932, collezione privata), la ricerca di una drammatica verità di Pirandello (Il bagno, 1934, collezione privata). L'influenza di Cézanne nell'arte italiana novecentesca è stata enorme, nel nostro Paese l'artista da un lato fu visto come un innovatore, padre del cubismo e dell'arte pura, dall'altro lato fu visto come un classico, vicino ai grandi esempi della nostra tradizione. Pensare che il pittore, nato ad Aix – en – Provence da una famiglia agiata e che frequentò le migliori scuole (nel Collège Bourbon il giovane Paul aveva conosciuto Emile Zola), non mise mai piede in

Italia. Eppure l'influsso nell'arte italica di quest’uomo dal carattere difficile, scontroso e contraddittorio che in vita non ebbe il successo che meritava, fu vasto e duplice. Fu, infatti, un influsso stilistico, morale e comportamentale, l'artista come ci ricorda Strinati “era chiuso in se stesso e nello stesso tempo fervido di aspirazioni universali e dotato di un senso altissimo della responsabilità e presenza di sé”. Inoltre il pittore era perfettamente consapevole non solo del suo valore ma soprattutto della “propria funzione profetica visionaria, volto verso un mondo che sarebbe dovuto immancabilmente scaturire dalle sue premesse e che egli stesso era conscio di non poter vedere”. In Italia tutto aveva avuto inizio nel 1907 quando a Parigi, un anno dopo la scomparsa di Cézanne, il Salon d'Automne gli aveva dedicato una grande retrospettiva. Anche il colto pittore Ardengo Soffici si era trovato tra i visitatori subito rapito dalla malia scaturita dai dipinti esposti. Una volta tornato in patria nel 1908 Soffici scrisse un rivoluzionario articolo su Cézanne nella rivista senese Vita d'Arte. Ecco come l'artista italiano aveva visto Cézanne: “Pazzo e primitivo... al modo scontroso dei mistici cristiani, di Jacopone da Todi e di Giotto”. Nel 1910 Soffici avrebbe organizzato la Prima Mostra di Impressionismo Francese, lui che era convinto che Cézanne era riuscito ad andare oltre impressionismo realizzando “quel che non avevano potuto gli impressionisti”. La strada era stata aperta, da quel momento in poi nel nostro Paese Cézanne sarebbe stato l'alfiere di un rinnovamento del linguaggio artistico all'insegna di un accordo fra modernità e tradizione. Su questo solco s’inserisce la mostra aperta al Vittoriano dedicata a questo magico influsso che un grande artista, inventore di un nuovo alfabeto pittorico e di un nuovo linguaggio di pensiero che diventa pittura, seppe idealmente insegnare e trasmettere agli artisti nostrani. In mostra oltre alle opere di Cézanne, i dipinti di 18 pittori italiani divisi per temi: Paesaggi, Nudi, Nature morte e Ritratti per far comprendere la magia e i segreti di un influsso così duraturo. Non a caso in una lettera all'amico Paul Bonnard, un anziano Paul che ormai da anni viveva in un quasi totale e volontario isolamento in Provenza scrisse che “il dovere del pittore sta nel consacrarsi totalmente alla natura e nel darsi il compito

di produrre quadri che siano un insegnamento”. Un convincimento che ha del profetico se pensiamo a quello che è accaduto nel Novecento nella storia dell'Arte, a quanti allievi Cézanne ha avuto e tutti di prima grandezza. Possono imparare questa lezione anche i profani ma amanti delle opere che lasciano un segno nella Storia visitando questa mostra che espone alcuni oli, disegni e stampe del Maestro francese, a iniziare da Frutta, 1879-80 ca., San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage, Ritratto di Victor Chocquet, ca. 1877, Virginia Museum of Fine Arts, Richmond, Collection of Mr. And Mrs. Paul Mellon, Il giardiniere Vallier, 1904 - 1906 ca., Fondazione Collezione E.G. Bührle, Zurigo e Bagnanti, 1892 ca., Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des Beaux-Arts, Lione. “Voglio stupire Parigi con una

mela!” affermava Paul Cézanne, ma il suo genio e la sua potente seduzione artistica possiedono la capacità di stupire per l'eternità. “Ho lavorato tutta la vita per arrivare a guadagnarmi il pane, ma credevo che si potesse fare della buona pittura senza attirare l'attenzione sulla propria vita privata. Certo un artista desidera elevarsi intellettualmente il più possibile, ma l'uomo deve rimanere nell'ombra”. Lettera del 1896 di Paul Cézanne a Joachim Gasquet.

Paul Cézanne, Bagnanti, 1892 ca., olio su tela, 22 x 33 cm, Parigi, Musée d’Orsay, in deposito al Musée des Beaux-Arts, Lione © RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / René-Gabriel Ojéda

Cézanne e gli artisti italiani del '900 Complesso del Vittoriano - Roma Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) 5 ottobre 2013 - 2 febbraio 2014 Ingresso: 12 euro - ridotto 9,00 euro Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.00; domenica 9.30 - 20.30. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura serale. Info: tel. 066780664 www.comunicareorganizzando.it Catalogo Skira euro 35,00

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L’età dell’oro di Augusto Statua loricata di Augusto, cd. Augusto di Prima Porta 20 d.C. Musei Vaticani, Città del Vaticano © Archivio fotografico Musei Vaticani © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano

Alle Scuderie del Quirinale una grande mostra nel bimillenario del primo imperatore romano fino al 9 febbraio 2014.

di Alessandra Stoppini

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19 anni, di mia iniziativa e con spesa privata, misi insieme un esercito, con il quale vendicai la Repubblica oppressa nella libertà dalla dominazione di una fazione”. Con queste parole nelle Res Gestae un anziano Augusto iniziava il racconto della propria ascesa politica. La mostra Augusto che si è aperta nelle sale delle Scuderie del Quirinale, presenta la storia del fondatore dell'Impero Romano, di quelPrinceps che duemila anni fa trasformò Roma da una città di mattoni in una città di marmo come ricorda lo storico Svetlonio.

L'esposizione, ideata dall'archeologo Eugenio La Rocca e curata con Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire, Daniel Roger, nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Ministère de la Culture et de la Communication. La rassegna è organizzata da Azienda Speciale Palaex-

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po e Musei Capitolini in collaborazione conMusée du Louvre, Réunion des Musées Nationaux - Grand Palais con la partecipazione di Electa. Al termine dell'edizione romana divisa in 9 sezioni (Ottaviano e il tramonto della Repubblica romana, Ottaviano conquista il potere assoluto, La costruzione di una nuova classicità, Le forme di celebrazione del principe, Gli dei protettori di Augusto, L'avvento di una nuova età dell'oro, Il lusso nella vita privata come espressione di una aristocrazia al potere, L'eco di Roma nel mondo provinciale, Morte e apotesi: Augusto ascende all'Olimpo), la mostra sbarcherà a Parigi al Grand Palais. Come ha ricordato La Rocca “il supporto dei musei francesi è stato un passo fondamentale, perché in conseguenza a ciò il Louvre ha aperto i suoi forzieri”. Attraverso le raffigurazioni più famose del Divo Augusto (63 a. C. - 14 a. C.), duecento opere tra statue, marmi, ori, argenti, vetri, tripodi, anelli, torsi, crateri o ritratti, bronzi, monete provenienti da alcuni tra i maggiori musei del mondo (British, Metropolitan e Louvre), viene ricostruita l'epoca storica e la personalità di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto a duemila anni dalla morte avvenuta a Nola il 19 agosto all'età di settantasei anni. L'ascesa politica

del nipote di Cesare, figlio della sorella Giulia, nato sul Palatino, era coincisa con l'adozione da parte dello zio prima delle Idi di marzo del 44 a. C. e con la stipulazione di un'alleanza con Marco Antonio e Lepido dal 43 a. C. al 33 a. C. Allo scadere del triumvirato, la contrapposizione ormai insanabile con Marco Antonio avrebbe portato Ottaviano a sconfiggere la sua flotta e quella della regina Cleopatra nella battaglia di Azio del 31 a. C. Da questa fatidica data, la strada sarebbe stata spianata per il combattente Ottaviano, al quale nel 27 a. C. il Senato avrebbe conferito il titolo di Augusto (eccelso), che avrebbe sancito la sua superiorità su tutti gli altri senatori. Augusto ebbe su di sé i più alti poteri, i più altisonanti titoli onorifici e le più insigni cariche istituzionali (Pontefice Massimo nel 12 a. C.) riuscendo laddove aveva fallito persino Cesare, cioè a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana. Grazie al principato di Augusto durato oltre quarant'annil'Impero raggiunse la sua massima espansione estendendosi a tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, al Maghreb, alla Grecia, alla Germania. Il Princeps che lo storico dell'Arte Claudio Strinati definisce come “tra-

sgressivo, ironico, spiritoso e prudente, portato alla battuta aspra e volgare” diede vita a una nuova stagione politica, quell'Impero e quell'”età dell'oro” che questa mostra pone in evidenza con la presentazione di opere memorabili. Un'epoca di pace, prosperità e abbondanza abilmente propagandata e cantata da poeti del calibro di Virgilio e Orazio, e da tutti gli intellettuali radunati nel circolo cosiddetto di Mecenate. “Augusto padre della patria volle che la produzione artistica del suo tempo ambisse a presentarsi come sintesi universale incentrata, appunto, sull'idea del ritorno alle origini riscontrate negli atti di governo e nella politica generale, nell'amministrazione e nella gestione delle risorse, quale si vede nell'Ara Pacis, eretta in suo onore a partire dal 13 a. C.”, ha spiegato Claudio Strinati in un recente articolo apparso sul quotidiano Repubblica. È presente in mostra un Rilievo dell'Ara Pacis proveniente dal Louvre. Il padre della patria, che seppe come non stravolgere lo stato repubblicano diventando però, di fatto, padrone assoluto ammantato già in vita di un'aura di sacralità, è rappresentato nella statua di Augusto di Prima Porta (8 Sec. a. C.) con la corazza da guerriero proveniente dai Musei Vaticani. Di fronte l'Augusto di via Labicana (fine 1 Sec. a. C. - inizio 1 Sec. a. C.) che ha il viso pensoso ed è abbigliato da Pontefice Massimo conservato al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma, opera attribuita al nipote di Augusto, Marcello. Appare il Doriforo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, canone per eccellenza della perfezione scultorea di età classica. Lo scenografico percorso si apre con la colossale Statua marmorea di Augusto, più di due metri di altezza, ritrovata nel Teatro Antico di Arles e accanto una scultura che raffigura l'adorata terza moglie Livia del tipo orante. Proveniente da Atene per la prima volta in Italia si può ammirare parte della statua equestre in bronzo dell'imperatore restituita dal mar Egeo, mentre proviene da Meroe (Nubia, Egitto) lo splendido ritratto bronzeo del British Museum. La Niobide ferita degli Horti Sallustiani romani da Palazzo Massimo è unita per la prima volta ai Niobididi Copenaghen per ricostruire il frontone del tempio greco che probabilmente decoravano. Di grande effetto il marmo Testa di Ulisse, forse pertinente al gruppo dell'accecamento di Polifemo proveniente dal Museo Ar-

Clipeus Virtutis, Scudo votivo di Augusto 26 - a.C. Marmo bianco con venature molto fini Arles, Musée départemental Arles antique © M. Lecanaud

cheologico Nazionale di Sperlonga (LT). La mostra ha il merito di mettere insieme per la prima volta anche i celebri rilievi Grimani divisi tra Palestrina, Vienna e Budapest raffiguranti animali selvatici intenti ad allattare i propri cuccioli. Vi sono oltre a una serie di raffigurazioni che illustrano il processo d’idealizzazione della figura dell'Imperatore, alcuni busti dei numerosi parenti, la moglie Livia, la sorella Ottavia, i nipoti Marcello, Lucio Cesare e Gaio Cesare, adottati per garantire la successione sul trono di Roma ma morti precocemente. C'è anche una testa che potrebbe raffigurare l'acerrima nemica del condottiero Ottaviano prima che diventasse Augusto cioè quella Cleopatra regina d'Egitto che a Roma è protagonista di un'altra mostra evento al Chiostro del Bramante. I due antichi rivali quindi tornano a fronteggiarsi in due esposizioni imperdibili e forse insuperabili. Straordinari sono i gioielli, preziose gemme e cammei che mostrano il Princeps nelle vesti di Mercurio e di Apollo. Splendido e raffinato il Cammeo di Augusto (cd. cammeo Blacas) di età tiberiana, Londra, The British Museum e il Cammeo con l'Imperatrice Livia velata accanto ad un altro personaggio della famiglia imperiale (Augusto?) (1 Sec. a. C.) proveniente dai Musei Capitolini che simboleggiano il potere delle immagini nel mondo antico utilizzati come dono personale da parte dei

membri della famiglia imperiale a influenti personaggi della loro cerchia. Nel periodo augusteo le domus aristocratiche diventarono palcoscenici per esibire il lusso. Ecco quindi eleganti arredi in argento o marmo presenti al secondo piano delle Scuderie come una nutrita selezione del tesoro degli argenti di Boscoreale, villa della Pisanella eccezionalmente prestato dal Museo del Louvre di Parigi (Coppa con scene del trionfo di Tiberio, argento decorato a sbalzi). La mostra termina con il Clipeus Virtutis, lo Scudo votivo di Augusto (26 a. C.) che arriva da Arles in Francia e l'inedita ricostruzione di 11 rilievi della decorazione di un monumento celebrativo (eretto originariamente in Campania), e oggi divisi tra la Spagna e l'Ungheria, dove vi è narrato uno scontro navale della battaglia di Azio, lì dove era tutto iniziato, da dove era partita l'ascesa inarrestabile del Divus.

Augusto Scuderie del Quirinale via XXIV Maggio 16, Roma 18 ottobre 2013 - 9 febbraio 2014 Ingresso: € 12 - ridotto € 9,50 Orario: da domenica a giovedì 1020; venerdì e sabato 10-22.30. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell'orario di chiusura. Info: tel. 06.39967500 Catalogo Electa www.scuderiequirinale.it

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Pontemilvio febbraio 2014