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Periodico di inFormazione curato dal collettivo FIM-CISL bticino

Comunicare Informare Interagire

Giugno 2012

(ex pensione di anzianità) La pensione di anzianità è stata abolita dalla manovra economica "Salva Italia" del governo Monti. A seguito di tale riforma, è possibile andare in pensione solo dopo aver maturato i requisiti anagrafici di "vecchiaia", cioè solo dopo aver raggiunto l'età prevista per la pensione di vecchiaia. Al posto della pensione di anzianità c'è ora la pensione anticipata: chi vuole andare in pensione prima dell'età di vecchiaia, può farlo, se ha una certà "anzianità contributiva" (nel 2012, 41 anni e un mese per le donne, 42 anni e un mese per gli uomini). Ma in tal caso subisce una penalizzazione. Le regole precedenti alla riforma suddetta sono rimaste in vigore solo per chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011. Ufficialmente con il decreto emanato nel dicembre 2011, l’Italia è in crisi, e i soldi che servono per uscirne, come al solito si vanno a prendere dai soliti noti (lavoratori dipendenti e pensionati). Anche la terminologia esercita un ruolo importante, “pensione anticipata”, quasi come a dire che se vai in pensione prima dei 65 anni, commetti un furto ai danni della collettività in generale e delle giovani generazioni in particolare. un modo come un altro per far sentire colpevoli chi ha maturato un diritto sacrosanto come il diritto ad andare in pensione avendone i requisiti. Oggi più di prima, il diritto alla pensione è acquisito soltanto quando si può presentare la domanda, e che fino a quel momento è un diritto “teorico”, basato sul fatto che nel frattempo rimangano immutate le condizioni di legge, chi decide per qualunque ragione di lasciare il posto di lavoro prima di quel termine commette un azzardo. L’azzardo sta nel fatto che, dal momento in cui il lavoratore lascia il posto di lavoro fino alla data in cui matura effettivamente il diritto, può soltanto sperare che la normativa durante questo periodo rimanga immutata ( gli esodati insegnano). Quando il presidente della repubblica ha dato mandato al prof. Monti di formare un governo di tecnici, io come tanti ho sperato che finalmente poteva accadere qualcosa di nuovo, come tagliare i costi della politica o introitare nelle casse dello stato una maggiore quantità di soldi evasi e scudati…...ma tutto questo non è avvenuto, il presidente ha chiamato degli emeriti professori per svolgere un compito facile facile (opinione diffusa)…….aumentare le tasse. >>> Segue ultima pag. Per maggiori informazioni Patronato INAS-CISL


L'importo dell'assegno mensile viene calcolato con criteri diversi, a seconda dell'anno d'inizio del lavoroL'importo della pensione viene calcolato in base alla media delle retribuzioni (o dei redditi, per i lavoratori autonomi) degli ultimi anni di lavoro (10 anni per i dipendenti e 15 per gli autonomi). Si calcola il 2 per cento di tale media, per ogni anno di contributi versati (ad esempio: con 40 anni di contributi, si prende l'80 per cento della media dello stipendio degli ultimi 10 anni). È il sistema più vantaggioso per il pensionato, ma dal 1 gennaio 2012 nessuno può più andare in pensione con un calcolo solo retributivo.

Sistema retributivo

Sistema contributivo

Sistema misto

L'importo della pensione viene calcolato in base ai contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa. La somma dei contributi versati ("montante") viene rivalutata, in base ad un indice fornito dall'Istat, basato a sua volta sulle variazioni quinquennali del Pil (prodotto interno lordo). Il risultato viene poi moltiplicato per un "coefficiente di trasformazione", variabile in funzione dell'età del lavoratore, al momento della pensione. Il suo valore varia tra il 4,42 per cento (pensionando di 57 anni) e il 5,62 per cento (pensionando di 65 anni). Dal 2013 i nuovi coefficienti di trasformazioni, sono peggiorativi. L'importo della pensione viene calcolato in parte secondo il sistema retributivo (retribuzione "pensionabile" moltiplicata per l'aliquota di rendimento e per gli anni di contribuzione) e per la restante parte con il sistema contributivo (somma di tutti i contributi versati nel periodo, moltiplicata per l'indice di rivalutazione e poi per il coefficiente di trasformazione).

Come si costruisce una pensione con sistema contributivo ( al solo fine di far comprendere il sistema). Si inizia a costruire il montante, il 33% della tua retribuzione annua, presumendo un incremento di circa 500 euro annuo e un tasso di crescita del 3% di interessi. Cosi facendo si ottiene il montante che moltiplicato per il coefficiente di conversione in base all’età ti da la tua pensione annua lorda / 13 quella mensile anni retribuzione 1 8.000,00 2 8.500,00 3 9.000,00 4 9.500,00 5 10.000,00 6 10.500,00 7 11.000,00 8 11.500,00 9 12.000,00 10 12.500,00 11 13.000,00 12 13.500,00 13 14.000,00 14 14.500,00 15 15.000,00 16 15.500,00 17 16.000,00 18 16.500,00 19 17.000,00 20 17.500,00 21 18.000,00 22 18.500,00 23 19.000,00 24 19.500,00 25 20.000,00 26 20.500,00 27 21.000,00 28 21.500,00 29 22.000,00 30 22.500,00 31 23.000,00 32 23.500,00 33 24.000,00 34 24.500,00 35 25.000,00

33% 2.640,00 2.805,00 2.970,00 3.135,00 3.300,00 3.465,00 3.630,00 3.795,00 3.960,00 4.125,00 4.290,00 4.455,00 4.620,00 4.785,00 4.950,00 5.115,00 5.280,00 5.445,00 5.610,00 5.775,00 5.940,00 6.105,00 6.270,00 6.435,00 6.600,00 6.765,00 6.930,00 7.095,00 7.260,00 7.425,00 7.590,00 7.755,00 7.920,00 8.085,00 8.250,00

Montante 2.719,20 5.689,93 8.919,72 12.416,37 16.187,86 20.242,44 24.588,62 29.235,12 34.190,98 39.465,46 45.068,12 51.008,81 57.297,68 63.945,16 70.962,01 78.359,32 86.148,50 94.341,31 102.949,85 111.986,59 121.464,39 131.396,47 141.796,47 152.678,41 164.056,76 175.946,42 188.362,71 201.321,44 214.838,88 228.931,80 243.617,45 258.913,63 274.838,64 291.411,35

308.651,19

Sistema Misto: Se alla data del 31/12/1995, avevo maturato 10 anni di lavoro, la mia pensione è Mista. Ipotizzando 35 anni di lavoro, 25 si calcoleranno con sistema contributivo e 10 retributivo. Ipotizzando la mia ultima retribuzione di 25.000 euro applicherò il 2% per i 10 anni, pari a circa 5.000 euro di pensione come retributivo, inoltre il montante dato dai 25 anni di contributivo ipoteticamente circa 200.000 euro moltiplicato per il coefficiente di trasformazione es. 65 anni, quindi 5,6% otterrò cosi la mia pensione di 11.500+ 5.000 / 13 = E 1.269 lordi circa. Età 57 58 59 60 61 62 63 64 65

Coefficienti di conversione 0,04419 0,04538 0,04664 0,04798 0,04940 0,05093 0,05257 0,05432 0,05620

La mia pensione sarà: età 57 58 59 60 61 62 63 64 65

Annua 13.639,30 14.006,59 14.395,49 14.809,08 15.247,37 15.719,60 16.225,79 16.765,93 17.346,20

x 13 mensilità 1049,177 1077,430 1107,345 1139,160 1172,875 1209,200 1248,138 1289,687 1334,323

Donne: possibilità di accesso al pensionamento di anzianità a 57/58 anni di età con 35 anni di contribuzione La legge n^ 201/2011 "Riforma Monti -Decreto Salva Italia" ha portato, tra le altre cose, ad un consistente aumento dell'età pensionabile soprattutto per le lavoratrici che, in alcuni casi, si sono viste innalzare l'età pensionabile di parecchi anni. E' quindi tornata prepotentemente in auge la possibilità per le donne di accedere al pensionamento anticipato a 57/58 anni con almeno 35 anni di contribuzione. La norma, contenuta nell'art. 1, comma 9, della legge 243/2004, dà la possibilità, fino al 2015, alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con almeno 35 anni di anzianità contributiva ed un’età di almeno 57 anni, se lavoratrici dipendenti, e 58, se lavoratrici autonome, a condizione che optino per il calcolo della pensione secondo le regole del sistema contributivo.


Tabella comprensiva dell’incremento dell’aspettativa di vita …..

Per maggiori informazioni

Patronato Inas-Cisl Varese via Luini 5 Tel 0332 283654 Bticino: 2° piano mensa 1° porta a sx. Tel. Int. 3515 Tel. 0332 279515

Sono stati introdotti dei disincentivi per chi chiede la pensione anticipata prima dei 62 anni. Infatti, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente al 1° gennaio 2012 è applicata una riduzione pari a 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni; tale riduzione è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni (ovvero rispetto ai 60 anni di età). La riduzione non si applica a chi matura il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, se tale anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di astensione per maternità, per servizio militare, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni.


Segue dalla 1° pagina.

Con l’introduzione delle penalizzazioni, questo governo ha voluto dimostrare tutta la sua pervicacia contro i lavoratori senza esclusione alcuna. Si lavorerà di più per avere una pensione più misera rispetto a colleghi che hanno abbandonato solo qualche mese prime, questa disparità, è stata definita “equa”. In Francia, il primo atto del nuovo governo socialista è stato; annullare l’innalzamento dell’età pensionabile voluta dal governo precedente, non ci resta quindi che aspettare e sperare che anche in italia il futuro governo “politico” possa ripristinare condizioni veramente eque.

Anche sulle pensioni si paga l’irpef, ma non si paga più la ritenuta previdenziale del 9,49%.

cca Pino La Ro

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2012 06 01 InformaFim Giugno 2012