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DRACULA 3D Regia di Dario Argento. Con Asia Argento, Rutger Hauer, Thomas Kretschmann. Genere: horror. Produzione: Roma. Jonathan Harker va nel castello del conte Dracula per catalogarne l’antica libreria. Si fosse informato un po’, invece di passare il tempo al circolo del tè a parlar di cricket, saprebbe che il conte è un noto vampiro. Invece lo ignora e, prima di poter dire ahi, si ritrova sul collo due foruncoli che non sono brufoli, ma mozzichi. Seguiranno saccenti professori ammazzavampiri, psicopatici golosi di mosche, porte cigolanti, bare con topastri e fidanzate ben succhiate (ma non da lui, da Dracula: da qui l’incazzatura che lo porterà a dar la caccia al conte). Primo film di Dario Argento girato in 3D. Per realizzarlo si è circondato di una squadra di collaboratori all’ultimo grido, una vera Manna, pare. “Perché il 3D è il futuro,” afferma il regista. In passato, dopo essere stato lavapiatti per i francesi, critico cinematografico per i comunisti di Paese sera e sceneggiatore per Sergio Leone, Argento esordì alla regia con L’uccello dalle piume di cristallo, un giallo che traghettò nel mito il neo sulla guancia di Tony Musante. Da allora fece cose che non somigliavano a nient’altro in Italia, emozionando milioni di spettatori e marchiando l’immaginario di aspiranti cineasti di tutto il mondo. Argento girava con la libertà di un bambino che gioca: piano lungo lì; primo piano qui; un paio di soggettive; dettagli, anzi: carrellate di dettagli; colori inspiegabili, inimitabili; una colonna sonora ipnotica e ossessiva; un doppiaggio felliniano, straniante; un montaggio efficace e ritmato, “ma senza andar troppo per il sottile, eh, che nun c’ho voja,” diceva. “Questo passaggio di sceneggiatura non regge?” e aggiungeva: “E chi se ne frega. Funziona.” Le trame erano un intrico d’idee da B-movie, che la sua visionarietà trasformava in perle di serie A. I suoi tocchi d’umorismo tra fifa e fifa erano un soffio di brezza sulla fronte imperlata dello spettatore. Filmato da Argento, un interno innocuo diventava una stanza di tortura. Gli esterni di Torino, eleganti e lucidi di pioggia, e quelli di Roma, caldi e popolari, divenivano scenari sinistri. Quando i suoi film passavano in tv, l’effetto era “che bello essere qui, ma che brutto essere qui”. Si era grati, sì, grati alla pubblicità, ma neanche l’orsetto Coccolino, la Girella, il fustino del Dash, Ernesto Calindri che si tracannava un Cynar, - neppure la meravigliosa Linea di Cavandoli - potevano niente contro Dario... E poi... e poi… E poi, un brutto giorno, è successo qualcosa... Da Opera in avanti Dario Argento non ci ha più convinto, ma, soprattutto, non ci ha più fatto paura. Vedremo che succederà con questo film. In ogni caso: e chi se ne frega. Non si può essere grandi sempre. Esserlo stati, però, questo sì che è per sempre.

THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN - PARTE 2 Regia di Bill Condon. Genere: sedicente fantastico. Produzione: USA. Bella Swan è a un bivio: entrare nello sconosciuto mondo yepeee ya yè dei vampiri o continuare a essere solo yawnn umana? Da questa scelta dipenderà non solo la sua vita, ma anche l’esito del conflitto tra il clan dei vampiri e quello, pare, dei licantropi! Un ehm dramma sull’amore proibito e una ehm metafora del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Va tuttavia segnalato che il film è scritto dal regista, premio Oscar per la sceneggiatura di Demoni e dei, e da Melissa Rosenberg, una degli aurei autori della prima serie di Dexter (quindi chiaramente un genio).

IL SOLE DENTRO Regia di Paolo Bianchini. Con Angela Finocchiaro, Francesco Salvi, Diego Bianchi. Genere: drammatico. Produzione: Italia. Paolo Bianchini ha gloriosi trascorsi come aiuto regista (Monicelli, Comencini, De Sica, De Filippo, Leone). Come sceneggiatore scrive Grand slam di Giuliano Montaldo, il film con il trailer più spassoso di tutti i tempi. Da regista dirige pellicole da cineteca tarantiniana: Hypnos, Devilman Story, Dio li crea... Io li ammazzo! Ha tra i suoi sceneggiatori Fernando di Leo, a sua volta regista di film cult quali Rose rosse per il führer. Dirige attori con nomi che rotolano in bocca come caramelle: Pietro Martellanza, Rik Battaglia, Raf Baldassarre, Ivan Scatruglia.

Lasciato il cinema, realizza circa duemila spot pubblicitari. Nel 1997 gira La grande quercia, che raccatta premi in tutto il mondo. In seguito, per molti anni, fa film per la tv. Ora torna al cinema con una storia di innocenza in combattimento: due bambini africani si nascondono nel vano del carrello di un aereo diretto a Bruxelles. Hanno in tasca una lettera per i membri del Parlamento europeo, con la quale sperano di ottenere un aiuto per il loro Paese. Iniziano così un lungo viaggio verso Nord, che si incrocerà con quello di Thabo e Rocco, due adolescenti che invece sono diretti a Sud, verso l’Africa, per tornare alla casa dalla quale sono stati allontanati con l’inganno. Paolo Bianchini arriva

nelle sale dopo tre lustri di assenza. Chissà che cosa farà domani. In quanto ambasciatore dell’Unicef, una cosa è certa: continuerà a occuparsi di bambini, unica speranza dell’umanità.

QUELL’ESTATE Regia di Guendalina Zampagni. Con Alessandro Haber, Pamela Villoresi, Diane Fleri. Genere: commedia. Produzione: Italia. La famiglia Rienzi trascorre l’estate nella vecchia casa di campagna in Toscana. Le loro vite si incroceranno et scontreranno fra sogni et speranze. Il quindicenne Matteo, (rimandato in ben tre materie!) scoprirà i palpiti del primo amor, sua sorella Eleonora, (ragazza madre...) dovrà trovar l’Uomo Giusto, mentre i loro genitori cercheranno di

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Il Romoletto 4/5  

Rotocalco di ristoro, diletto e lieto vivere Anno I - Numero 4/5 - Novembre/Dicembre 2012

Il Romoletto 4/5  

Rotocalco di ristoro, diletto e lieto vivere Anno I - Numero 4/5 - Novembre/Dicembre 2012

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