Issuu on Google+

Periodico - Organo ufficiale dell’O.S.AP.P.

Anno XII - numero 2 - 25 gennaio 2010

Registrazione Tribunale di Roma n. 103-99. Spedizione in a.p. -45% Art. 2 comma 20/b Legge 662/96 Filiale di S. Alessio Siculo (Me)

LE SO TUTTE!


2

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

in prima

di Leo Beneduci

Bisogna individuare funzioni, compiti, metodi e fini

beneduci@osapp.it

Le so tutte! Ricordo a me stesso che il sindacato è l'associazione libera e volontaria dei lavoratori che si organizzano per tutelare i propri (della Categoria, della somma delle Categorie. etc. ) interessi economici, professionali e morali. Ciò nonostante, leggendo qua e là, inizio a pensare che in molti, anche sindacalisti bravi e competenti, stiano perdendo le basi dell'azione sindacale, se poi la parola d'ordine dei nuovi “strumenti di lotta” diventa anticipare tutti per dimostrare di essere i più bravi ed i più forti. Esempio: so che il Presidente della Repubblica parlerà di carceri nel suo discorso di fine anno alla Nazione? Sono tanto bravo o tanto “informato” da poterlo annunciare con due giorni di anticipo, o meglio, posso persino fare finta di chiederlo io stesso Il Capo del DAP ha pronta una Circolare su un fatto di stretta attualità? Lo anticipo di qualche ora e “strappo” agenzie, titoli, commenti e spazi sulla stampa. So che il Direttore Generale del Personale sta preparando una disposizione sulla mobilità, scrivo una lettera in cui chiedo le stesse cose e, quando quello che ho chiesto avviene, me ne vanto: “l’Amministrazione fa quello che dico Io/il mio Sindacato”. Ma è questo che vogliono le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che “affidano” alle sigle sindacali la difesa della loro condizione lavorativa? La definizione di sindacato generalmente accettata è strettamente connessa a quella del lavoratore/i lavoratori che il sindacato rappresenta e tutela. Non esiste sindacato senza lavoratori e senza la costante e persino pedissequa aderenza delle attività del primo con le esigenze/bisogni lavorativi dei secondi. Siamo però, ovviamente, alla pura teoria perché tale assunto contrasta sia con il modo di fare ed esse-

re sindacato nel nostro Paese (a volte il Sindacato compie scelte persino contrarie alle indicazioni della propria base) e sia, nel nostro più specifico ambito, con il fatto che di sindacati la Polizia Penitenziaria ne ha in realtà oltre una decina di cui 8 rappresentativi che, in quanto tutti rappresentanti e tutelanti le esigenze/bisogni dei Poliziotti Penitenziari delle due l’una: o ci sono nel Corpo almeno una decina di esigenze/bisogni diversi che ciascun sindacato rappresenta e tutela singolarmente, o c’è più di qualche duplicato. In realtà, immaginiamo che la soluzione del problema, almeno nella Polizia Penitenziaria sia proprio nel voler ricercare, per almeno un parte del sindacato, la preminenza su tutto, il “so tutto prima degli altri” ad ogni costo che significa; “conto più degli altri” al di là dei concetti e dei contenuti che si esprimono e dei valori di cui si è portatori. Per essere ancora concreti è come il campionato di calcio: l’Inter è

prima, il Milan è secondo e la Roma terza, il Napoli è quarto al momento e questo basta ai sindacalisti/giocatori e deve bastare anche ai tifosi/iscritti in quanto atto di fede (calcistico-sindacale) indipendentemente dalla bontà del gioco espresso/tutela degli interessi-bisogni della Categoria. Da “Bambini” a meno che un genitore, un parente, o l’ambiente in cui viviamo non ci inculchino una fede diversa, siamo tutti tifosi della squadra più forte e più spesso prima in Campionato, per questo ci sono intere generazioni di Interisti e poi generazioni di Milanisti e successive generazioni di Juventini. Saperle tutte, esprimersi nel merito prima degli altri, conoscere prima degli altri gli intenti e le volontà delle Controparti è come essere in testa al Campionato e avere la concreta possibilità di vincerlo il 31 dicembre, mentre la difesa degli interessi economici, professionali, morali dei lavoratori e il promuoverne le crescita ed il benessere lavo-

rativo sono come la maglietta della squadra, magari più bella delle altre, ma in realtà ininfluente sugli esiti delle partite. Solo che il Sindacato non è, ovvero non dovrebbe essere, come una squadra di calcio, perché la vita e il lavoro che prende ed impegna gran parte della nostra vita non sono come il Campionato. Il Sindacato che non resta fedele alle ragioni della propria nascita ed esistenza e che confonde il mezzo, ovvero il Sindacato stesso, con il fine, ovvero la tutela e la promozione degli interessi-bisogni dei propri aderenti, rendendo il primo più importate del secondo, è un sindacato che tradisce perché finge di tutelare coloro che in realtà lascia indifesi e, nella confusione tra mezzo e fine, impedisce ai lavoratori-aderenti di godere pienamente dei frutti del proprio lavoro e, ancora peggio, consente che ne godano altri. Dopodiché se stiamo come stiamo e se a volte andiamo persino peggio, serve a poco lamentarsi.


3

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

BLOCK NOTES

di

Appunti dal ‘pianeta Giustizia’

Domenico Nicotra nicotra@osapp.it

ANALISI E COSTI - Relazione al Senato del Guardasigilli sull’amministrazione e sui problemi giudiziari italiani

8 miliardi l’anno per la Giustizia "La giustizia costa 8 miliardi di euro l'anno, cioè 30 milioni di euro per ogni giornata lavorativa. La giustizia italiana è dunque in crisi". Queste le parole del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel corso del suo intervento al Senato in occasione della relazione sull'amministrazione della giustizia. Ma sono tanti i temi toccati dal ministro nel suo discorso; dal processo breve, alla situazione delle carceri, passando per la riforma del Csm e il decreto intercettazioni. Processo breve - "Il ddl sulla ragionevole durata del processo penale, benche' di iniziativa parlamentare, e' sostenuto dal Governo". Lo afferma in aula al Senato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nella sua relazione sull'amministrazione della giustizia per l'anno 2010. Per Alfano il ddl produrra' "ulteriori risparmi di spesa conseguenti all'azzeramento del rischio della legge Pinto, i cui costi gravano in maniera pesante sul bilancio della giustizia a causa dell'indennizzo dovuto anche per la sola lunghezza del processo". Carceri. Ad oggi sono 645 i detenuti in regime di 41 bis (il cosiddetto carcere duro) di cui 3 sono donne. A renderlo noto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel corso della sua relazione in Senato sull'amministrazione della Giustizia. "Il 14 dicembre 2009 erano stati emessi 112 decreti ministeriali di prima applicazione, a fronte degli 87 emessi nel 2008". Il regime di carcere duro, ha aggiunto Alfano, "ha potuto trarre un notevole rafforzamento anche dalle

novita' introdotte dalla recente legge sulla sicurezza del luglio 2009". "A riprova della funzione strategica che ho inteso attribuire al regime detentivo speciale 41 bis va segnalato che qualche giorno fa in perfetta sincronia con la dda di Caltanissetta ho disposto, nei confronti di 5 pericolosi esponenti della mafia nissena gia' detenuti, l'immediata applicazione del regime speciale, cosi' contribuendo a sventare il progetto di attentato, ordito dagli stessi, contro un magistrato operante nella medesima sede giudiziaria".

Intercettazioni. Il Ministero della Giustizia, nel 2009, grazie anche all'istituzione di un'unità di monitoraggio, è riuscita ad abbattere la spesa delle intercettazioni del 25/30%, "senza incidere sulla qualita"' delle stesse. Il Guardasigilli ha ricordato che il sistema delle intercettazioni fino all'anno scorso era "sostanzialmente fuori controllo" e che ad ottobre 2008 il debito nei confronti delle societa' fornitrici del servizio dal 2006 era "pari quasi a 500 milioni di euro". Riforma del Csm. Per il ministro, "occorre restituire in concreto al Csm

la sua funzione di organo di garanzia superando ogni equivoco su una malintesa sua funzione rappresentativa che non pare coerente neppure con il disegno originario dei nostri padri costituenti e che, invece, si e' insinuata spesso nella prassi consiliare". Inoltre, va garantita "assoluta autonomia, separatezza ed esclusiva natura giurisdizionale, anche riguardo alla sua composizione, alla giustizia disciplinare" in modo da evitare, ha rilevato Alfano, "le negative conseguenze di una giurisdizione domestica".

ANNO XII - n. 2 Lunedì 25 gennaio 2010 Roma - Via della Pisana, 228. Tel. 06.61165588 - 06.66154010. Sono sedi di Polizia Penitenziaria Domani tutte le segreterie regionali dell’O.S.A.P.P. Direttore Responsabile Leo Beneduci Direttore Editoriale Domenico Nicotra Vice Direttore Domenico Mastrulli Capi Redattori Canio Colangelo - Pasquale Montesano Gennaro Ricci

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Direttore Organizzativo Luca Cruciani Coordinamento Redazionale Alfio Grasso Stampa Graph snc - S. Alessio Siculo

www.poliziadomani.it - www.osapp.it redazione@osapp.it - rivista@osapp.it - beneduci@osapp.it

Registrazione Tribunale di Roma n. 103/99. Spedizione in a.p. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di S. Alessio Siculo (Me) DISTRIBUZIONE GRATUITA


4

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

CIRCOLARI - L’Amministrazione chiede moduli per la concessione dei riconoscimenti per anzianità

Il calamaio nell’era dei data-base Con Circolare dell'8 gennaio l'Amministrazione Penitenziaria indica che, stante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del P.C.D. 003851/1.6. del 15 settembre 2009, riguardante i “Nuovi criteri per la concessione dei riconoscimenti per anzianità di servizio ed al merito di servizio per il Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria” e l'entrata in vigore dello stesso in data 1 gennaio 2010, gli aventi titolo potranno presentare domanda entro i 6 mesi successivi, in base ai modelli allegati alla stessa Circolare. E' stato previsto che possa presentare istanza il Personale cessato dal servizio e che anche d'ufficio sia concessa la “medaglia di commiato in argento”. Ma come è possibile che quando si tratta di Polizia Penitenziaria l'informatizzazione dei servizi non esiste e si deve tornare sempre a “penna e calamaio”? Possibile che nel 2010 il CED e la Direzione Generale del Personale non abbiano a disposizione i data-base necessari a conoscere le anzianità, le funzioni, le sanzioni disciplinari ed i procedimenti penali pendenti?

Informazioni frammentarie A febbraio l'Istituto Superiore di Studi Penitenziari dovrebbe ospitare il corso per vice commissari in prova del ruolo ordinario (concorso pubblico per 133 posti) che, prove-

nendo di massima dall'esterno dell'Amministrazione e del Corpo, lasceranno le loro occupazioni per intraprendere la nuova carriera. La data di inizio del corso non è stata

ancora ufficializzata. Così i nuovi colleghi non sanno ancora dove dovranno presentarsi e nemmeno come e se riusciranno a dare i preavvisi previsti dalla

legge e da contratti per i licenziamenti, la cancellazione dagli albi professionali, la rinuncia a mandati vari e la pianificazione degli impegni familiari.


5

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

STRAORDINARI - Le nuove disposizioni previste da Ionta hanno già iniziato a dare i primi frutti amari

Il sogno dell’Amministrazione Farci lavorare di più e gratis! La nuova circolare del 30 dicembre del capo del DAP sugli straordinari dopo la confusione e le polemiche sta dando i suoi frutti. Alcuni PRAP hanno ritenuto la circolare retroattiva ed hanno richiesto al Personale il recupero, non economico ma solo lavorativo delle prestazioni straordinarie già retribuite secondo le precedenti circolari. Così la Polizia Penitenziria arriverà al punto di lavorare di più e gratis!

NOVITA’

Convocati a Roma i 133 Vice Commissari L'ISSPe ha comunicato alla Direzione Generale del Personale e della Formazione che il corso relativo ai vincitori del concorso pubblico per i 133 Vice Commissari avrà inizio presso l'Istituto Superiore di Roma il 22 febbraio . L'arrivo dei candidati in via dei Barellai n.135 è previsto per domenica 21 febbraio.

643 Vice Ispettori, prove pre-selettive 271 POSTI VICE ISPETTORE

Inizia la correzione dei 1000 elaborati La commissione esaminatrice ha iniziato la correzione dei circa 1000 elaborati prodotti dai candidati al concorso pubblico per 271 posti da Vice Ispettore di Polizia Penitenziaria. 219 POSTI ALLIEVO AGENTE

Attese le decisioni del Consiglio di Stato Dopo il Decreto del 14 gennaio 2010 del Presidente della IV sezione del CdS, per ulteriori procedure (giuramento, assegnazioni) il concorso per 219 posti di Allievo Agente di Polizia Penitenziaria, l'Amministrazione attenderà gli esiti dell'Udienza al Consiglio di Stato il 9 febbraio. Gli agenti del 161° corso proseguiranno le attività formative, mentre gli agenti del 160° corso saranno probabilmente inviati negli istituti per un prosieguo dell'on the job.

A quasi due anni dal Bando l'Amministrazione dovrebbe avviare per fine marzo le prove pre-selettive a Roma – Via di Brava del concorso interno per 643 Vice Ispettori di Poli-

zia Penitenziaria (608 uomini e 35 donne). Visti gli oltre 5.700 partecipanti le prove dovrebbero tenersi in circa 7/8 sessioni su 4 giornate.

Si rinnova il sito dell’O.S.A.P.P. Nuova grafica e più interazione Nuova grafica, nuovi contenuti e spazio dedicato agli interventi degli iscritti. Il sito dell’O.S.A.P.P. si è rinnovato e dall’1 gennaio offre ai visitatori uno spazio per intervenire direttamente ed in tempo reale sulle questioni più spinose del Corpo di Polizia Penitenziaria.


6

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

VOCI - Indiscrezioni parlano di nuove idee per risolvere il problema del sovraffollamento negli Isituti italiani

In attesa dello ‘svuota carceri’ Si è in attesa del D.L. “svuota carceri” ma “voci” indicano l'esclusione dalla detenzione domiciliare (un anno di pena residua) e dai lavori socialmente utili (condanna fino a 3 anni) oltre che per i reati di cui all'articolo 4 bis o.p. De detenuti/soggetti recidivi o delinquenti “abituali” per cui il numero dei detenuti in meno potrebbe scendere da 9000 a 2000/3000.

La Polizia Penitenziaria non ha colpe sulle carceri “colabrodo” L’OSAPP dopo che il “reggente” del Clan Aparo, Salvatore Giangravè era stato raggiunto in carcere da un ordine di custodia cautelare perché dal carcere stesso (C.C. di Ancona) aveva impartito ordini sulla gestione di affari di droga e di estorsione, ha scritto che dopo l’abolizione del regime dell’EIV e comunque nel nuovo regime contraddistinto dalle denominazioni AS1, AS2 e AS3, come da circolare del DAP dello scorso aprile, esistono eccessivi promiscuità e contatti tra esponenti di spicco di mafia, camorracasalesi e ‘ngrangheta. Il Capo del DAP Franco Ionta si è affrettato a smentire l’OSAPP, rifacendosi ad un refuso di stampa (6 + 2 colloqui, invece che 4 + 2) ed affermando che non è la circolare indicata che ingenera insicurezza o rischi e che i detenuti introdotti al nuovo regime AS non erano né 41bis né EIV. Il comunicato dell’OSAPP non era specificamente rivolto ad accusare il Dap. Soltanto che alle attuali condizioni i Capi Clan in AS possano continuare ad avere contatti con l’esterno, con relativa possibilità di controllo, è quasi scontato ed è altrettanto pacifico riconoscere che da quando il 41 bis è stato regolamentato per legge spesso in AS ci sono soggetti decisamente più rilevanti che nello stesso 41bis. Non è colpa di Ionta se lo Stato e le leggi vigenti prescrivono che determinati soggetti, notevolmente pericolosi per anni all’esterno del carcere una volta entrati negli istituti penitenziari da un certo punto possano e debbano essere trattati come qualsiasi altro detenuto. Quello che ci interessa è che l’opinione pubblica, la politica e i mass media si rendano conto quali e di che entità-qualità sono i soggetti che quotidianamente, 24 ore su 24 sono gestiti dalla Polizia Penitenziaria nelle carceri. La Polizia Penitenziaria non deve essere tacciata di infedeltà o di incapacità ogni qual volta ci si rende conto che le carceri in queste condizioni sono dei veri e propri “colabrodo”.


7

Numero 2 - Anno XII - Lunedì 25 gennaio 2010

zapping News dal Mondo e dall’Italia

Anche in Francia situazione esplosiva In Francia la situazione delle carceri è drammatica: secondo un rapporto del consiglio d’Europa, la densità di popolazione nelle prigioni del paese è pari al 125 per cento, una delle più alte del continente. Alcuni penitenziari, secondo Newsweek, ospitano il doppio dei detenuti previsti e sette prigionieri su dieci vivono in condizioni di sovraffollamento. Una situazione esplosiva e drammatica che come primo effetto ha visto l’aumento del numero di suicidi: 115 detenuti nel 2009. Sei in più rispetto all’anno precedente. E in molte carceri europee le condizioni di vita continuano a peggiorare. “Il 18 gennaio”, spiega Le Monde, “il ministro della giustizia francese Michèle AlliotMarie ha reso noti i dati sull’aumento del numero di suicidi nelle carceri francesi. Numeri che confermano il rapporto dell’Istituto nazionale di studi demografici, pubblicato a metà dicembre, in cui si spiegava che la Francia detiene tasso di suicidi in carcere più alto d’Europa: venti suicidi ogni diecimila detenuti”. “Il ministro ha anche spiegato che per migliorare una situazione che è diventata drammatica sono state adottate, negli ultimi tempi, delle misure speciali per proteggere i detenuti. Ma secondo gli attivisti dell’Osservatorio internazionale sulle carceri la situazione non cambierà fino a quando non verrà rimesso in discussione l’intero sistema carcerario”. La situazione è la stessa in molti altri paesi europei. In alcuni casi va addirittura peggio, come spiega il blog di Le Monde Veilleur: “Nella Repubblica Ceca una cinquantina di uomini incarcerati per crimini sessuali sono stati sottoposti a castrazione chimica. In Svizzera, per fargli sputare degli stupefacenti che avevano ingerito, alcuni detenuti sono stati strangolati. In alcune prigioni finlandesi si impediva ai carcerati di usare i bagni di notte. Tutti trattamenti che il Comitato per la prevenzione della tortura ha fermamente condannato, definendoli ‘degradanti’ ed ‘eccessivi’”.

Il Governo affida ad un ex detenuto il compito di rendere le Carceri più umane Nuova missione: rendere più umane le prigioni. E chi conosce le carceri meglio di un ex detenuto? È stato scelto, infatti, Pierre Botton, ex uomo d'affari ed ex carcerato. È una decisione della stessa ministra della Giustizia francese, Michele Alliot-Marie, che gli affida l'incarico di guidare questa nuova squadra. Ma la cosa lascia perplessi molti francesi che trovano la scelta un po' avventata. Botton, negli anni '90, ha passato 20 mesi dietro le sbarre in ben sette prigioni diverse, per ricettazione.



Polizia Penitenziaria Domani