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Anno XI - numero 4 - 23 marzo 2009

Periodico - Organo ufficiale dell’O.S.AP.P.

Registrazione Tribunale di Roma n. 103-99. Spedizione in a.p. -45% Art. 2 comma 20/b Legge 662/96 Filiale di S. Alessio Siculo (Me)

FRAMMENTAZIONE - Arriveremo a nove Sigle rappresentative anche per i Dirigenti Penitenziari?

Avanti e...divisi

di Leo Beneduci Si va avanti e...divisi! Ormai avrò poca fantasia, ma questa è l'unica cosa che mi viene in mente dopo aver letto della nascita di un'altra, l’ennesima, Associazione che rappresenta i Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria. CONTINUA A PAG. 2

BLOCK NOTES

TRADUZIONI

TRATTATIVE

EMENDAMENTI

I SOCIAL NETWORK IN TRIBUNALE

FORNELLI GAS, NUOVI PERICOLI PER IL TRASPORTO

FIRMATO IL CONTRATTO TRA TANTE SOFFERENZE

RIALLINEAMENTO SOLO PER I COMMISSARI.

La 'leggerezza' di Internet potrebbe fare 'vittime' anche nei Tribunali. Dagli USA arriva una notizia che farà riflettere molti. La storia incredibile è accaduta,..

Non si placa il 'polverone' che è stato sollevato qualche mese fa sulla pericolosità delle bombolette di gas che i detenuti hanno nelle celle.

Per la prima volta, dopo anni di militanza sindacale, ho preso parte ai lavori per il rinnovo del contratto e non avendo conoscenza diretta di quanto è accaduto nel passato,

Malgrado alcune recenti dichiarazioni dei Vertici dell’Amministrazione penitenziaria il progetto di legge all’esame del Ministro della Giustizia e che avrebbe già PAG. 7 ottenuto il...

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Numero 4 - Anno XI - Lunedì 23 marzo 2009

in prima

di Leo Beneduci beneduci@osapp.it

Nove Sigle rappresentative anche per i Dirigenti Penitenziari? Si va avanti e...divisi! Ormai avrò poca fantasia, ma questa è l'unica cosa che mi viene in mente dopo aver letto della nascita di un'altra, l’ennesima, Associazione che rappresenta i Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria. Dall'approvazione della Legge Meduri sul riordino della dirigenza penitenziaria il 13 luglio del 2005 non è passato, poi, molto tempo. Ricordo il mio commento di allora: “rispetto ai Direttori Penitenziari che in maniera unitaria hanno lottato e vinto, per la Polizia Penitenziaria, purtroppo, si presenta un fronte sindacale estremamente composito e disunito, 'ricco' di rivalità, di forsennate ed anche 'ben remunerate' acquisizioni di tessere, per alcuni esclusivo momento per il miglioramento delle proprie singole posizioni di carriera e professionali, più che realtà di confronto e di soluzione per il futuro del Corpo perchè rivolto ai progetti e alla crescita di tutti i colleghi”. Mi lamentavo, allora, della frammentazione dei sindacati di Polizia Penitenziaria ed 'esaltavo' l'unità dei direttori penitenziari che tutti insieme avevano ottenuto quel che volevano. A distanza di pochi anni, però, il 'morbo' della frammentazione ha colpito anche loro. Inesorabilmente anche questa idea dell'unità, portata avanti per anni, sembra finita. Leggendo tra gli scopi della nuova associazione si legge che i nuovi soci auspicano di:

Avanti e... divisi

“abbattere barriere culturali, corporative e settoriali, per dare un contributo concreto e innovativo al processo di modernizzazione del sistema Paese in generale e del sistema penitenziario in particolare”. Mi colloco, al momento, quale quell’osservatore estraneo, che in fondo anche sono, rispetto alle vicende di altre Categorie e mi chiedo: ma come si possono abbat-

hanno compreso da tempo. Dico solo che i nostri numeri, quelli di tutti, raccontano fatica, disagio e diritti calpestati. I numeri sono e saranno sempre chiavi di lettura della tensione che caratterizza il pianeta giustizia. L'esperienza insegna che bisogna decodificare in tempo i segni del malessere per evitare che il 'vulcano' si metta ad eruttare. Si badi bene, il mio non è

tere le barriere culturali, corporative e settoriali, dividendosi e rappresentando, per forza di cose, numeri minoritari? Non voglio scendere nei particolari, nei numeri, nelle statistiche che, spesso, descrivono solo realtà virtuali anche se la rappresentatività in seno al Comparto della Dirigenza Penitenziaria, che vedrà la luce forse si e forse no, è questione di qualche decina di tessere come i Sindacati Confederali

un invito all'unità sindacale dei Direttori né, tanto meno un elogio di quel Gruppo che, a quanto risulterebbe, nei Dirigenti penitenziari rappresenta sempre di più il passato, ma cerca di essere un'analisi quanto mai impegnata sulla realtà rappresentativa del mondo penitenziario Ad esempio, a riprova della tesi che Direttori e Poliziotti Penitenziari siano gli estremi opposti e

sostanzialmente contrapposti dello stesso sistema Carcere, rispetto agli ultimi eventi potrei dire che l’evoluzione necessaria della Dirigenza penitenziaria sembra essere quella della frammentazione Sindacale mentre l’evoluzione necessaria, anche se assai lenta, della realtà sindacale della Polizia Penitenziaria si muove verso la progressiva riduzione delle Sigle sindacali rappresentative (malgrado estemporanee e fugaci nascite) e sull’esigenza di unificarne almeno i contenuti rivendicativi nelle vertenze importanti. Peraltro, illustri Esperti del settore ci insegnano che alla base di tutto ci sono due culture sindacali equivalenti ad altrettante esigenze: la rappresentanza generale degli interessi di tutti ed il modello associativo di categoria. Queste due immagini del sindacato potrebbero trovare nei fatti una conciliazione in un modello 'virtualmente unitario' che attribuisca una specifica rilevanza tanto agli iscritti quanto alla generalità e magari , visto il ‘marasma’ attuale dell’Amministrazione, nella conciliazione degli opposti divisione/unità propri delle attuali Categorie penitenziarie potrebbe individuarsi quella soluzione alle troppe patologie del sistema che nessuno sembra trovare. Queste, però, sono soltanto parole, per il resto noi...andiamo avanti.


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Numero 4 - Anno XI - Lunedì 23 marzo 2009

BLOCK NOTES

di

Appunti dal ‘pianeta Giustizia’

Domenico Nicotra nicotra@osapp.it

SORPRESE - Un agente di Polizia americano è stato ‘vittima’ dei propri post scritti con leggerezza su Internet

I Social Network in Tribunale

La 'leggerezza' di Internet potrebbe fare 'vittime' anche nei Tribunali. Dagli USA arriva una notizia che farà riflettere molti. La storia incredibile è accaduta ad un agente americano che dopo un inseguimento aveva arrestato un uomo, trovandolo in possesso di un'arma detenuta illegalmente. Nel processo davanti alla Corte Suprema di New York l'agente è stato accusato dall'imputato che ha accusato la polizia di averlo maltrattato rompendogli tre coste, inventando la storia del ritrovamento della pistola per giustificare il gesto. Per sostenere questa tesi l'avvocato difensore si è basato soprattutto su quello che l'agente ha scritto sui social network. Il poliziotto il giorno prima del processo aveva esposto le sue teorie su come mantenere la legge e l'ordine definendosi “uno che va per la sua strada”. Un’affermazione apparentemente coerente con quanto aveva scritto poche settimane prima su Facebook, sostenendo che stava guardando “Training day” (film con Denzel Washington con protagonista un poliziotto corrotto) “per ripassare le corrette procedure di polizia”. In aula c'è stato spazio per altri commenti come quelli su un video nel quale un poliziotto picchiava un uomo ammanettato: “Se proprio voleva dargli una ripassata, avrebbe dovuto ammanettarlo dopo – ha scritto l'agente – se stai per picchiare un sospetto ammanettato, assicurati che ne valga la pena, perché subirai un disciplinare per questo”. Insomma la tesi difensiva è che anche quando

indossava la divisa il Poliziotto rimaneva lo stesso uomo violento che emergeva dai suoi post. E ha funzionato: l'imputato è stato condannato solo per resistenza all’arresto, una semplice contravvenzione, evitando le accuse più pesanti di detenzione illegale di armi e munizioni. D'ora in poi, quindi, attenti anche a quel che si posta in rete. Una delle frasi che potrebbero tornare di moda è attenzione: “Tutto quello che dirà e posterà su internet potrebbe essere usato nelle aule di Giustizia”.

In crescita la ‘tela’ di Internet La versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete. Il fenomeno delle social network nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l'ambito professionale, quello dell'amicizia e quello delle relazioni amorose. Attualmente, i due social network services più rilevanti per accessi sono attualmente Facebook e Myspace. Le social network e il community networking stanno generando approcci innovativi al lavoro delle organizzazioni della società civile in direzione di uno sviluppo sostenibile.

ANNO XI - n. 4 Lunedì 23 marzo 2009 Roma - Via della Pisana, 228. Tel. 06.61165588 - 06.66154010. Sono sedi di Polizia Penitenziaria Domani tutte le segreterie regionali dell’O.S.A.P.P. Direttore Responsabile Leo Beneduci Direttore Editoriale Domenico Nicotra Vice Direttore Domenico Mastrulli Capi Redattori Canio Colangelo - Pasquale Montesano Gennaro Ricci

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Direttore Organizzativo Luca Cruciani Coordinamento Redazionale Alfio Grasso Stampa Graph snc - S. Alessio Siculo

www.poliziadomani.it - www.osapp.it redazione@osapp.it - rivista@osapp.it - beneduci@osapp.it

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4 TRADUZIONI - Segnalati casi pericolosi di trasporto delle bombolette nei mezzi blindati

Gas, pericolo trasporto

Numero 4 - Anno XI -Lunedì 23 marzo 2009

B

brevi

DUBBI

La Banda si sposta o no? Il trasferimento dopo il tavolo di confronto Dopo le prime notizie incerte sul trasferimento della Banda del Corpo sembra essere confermata la scelta del trasferimento nell'ambito della riorganizzazione degli Uffici e delle Direzioni Generali del Dipartimento. Lasciare la sede storica della Scuola di Portici-Ercolano per la Scuola di Formazione di Roma-via Brava sembra un'operazione inutile e dispendiosa rispetto alle possibili finalità. Si deve tener conto, poi, che lo spostamento riguarda decine di unità del Corpo per la cui mobilità occorrerebbe aprire un tavolo di confronto tra le Parti.

Non si placa il 'polverone' che è stato sollevato qualche mese fa sulla pericolosità delle bombolette di gas che i detenuti hanno nelle celle. Nonostante i pericoli conclamati da questo tipo di materiale non c'è stato nessun divieto e le bombolette continuano ad essere presenti nelle celle di tutti gli Istituti italiani. A questo si aggiunge un nuovo pericolo. I detenuti, in occa-

sione del trasferimento da un Istituto all'altro portano insieme al fornellino anche queste bombolette. La disciplina in materia di trasporto di materiale pericoloso, in cui rientrano a pieno titolo le bombolette a gas, contempla delle esenzioni che si basano sulla natura o scopo del trasporto che non si può estendere anche al trasferimento del detenuto. La presenza di bombolette a

gas sui mezzi oltre a costituire un fattore di rischio legato alla possibile fuoriuscita di gas da quelle parzialmente usate che magari trasformano i mezzi blindati in camere a gas ed espongono il mezzo ed i trasportati a possibili esplosioni in caso di urto. L'Amministrazione dovrebbe procedere all'emanazione di una precisa direttiva che vieti il trasporto sui mezzi.

Dopo infiniti rinvii arriva la nuova convenzione per l’accesso al servizio SMS

Convenzione Tim: un’avventura! In molti avevano applaudito all'iniziativa dell'Amministrazione Penitenziaria che, nonostante il forte ritardo rispetto le altre Forze di Polizia, aveva deciso di firmare una convenzione per la telefonia mobile. Le Sim in alcune regioni quali, ad esempio, il triveneto ed i dipendenti del Provveditorato di Padova non sono ancora arrivate e non si sa quando saranno consegnate. Oraarriva la nuova convenzione per l’attivazione del servizio SMS. I messaggi dovranno essere inviati con il codice 46: è vietata l'attivazione dei servizi SMS interattivi; qualora dovessero essere inviati sms per sbaglio a carico dell'Amministrazione l’ente li fatturerà al dipendente.

INTERPRETAZIONI

Missioni per concorso, una ‘macedonia’ ! Le Direzioni degli Istituti hanno applicato in maniera difforme le disposizioni riguardanti le missioni per il concorso interno per 364 posti da Vice Sovrintendente. La concessione dei 3 giorni (il giorno precedente, il giorno del concorso ed il giorno successivo) e la retribuzione degli anticipi sono stati 'stravolti' dalle Direzioni che hanno 'legiferato' secondo le proprie convinzioni. Il personale del Corpo spera che almeno dalla prossima volta l'Amministrazione disponga l'emanazione di disposizioni univoche che abbiano il necessario carattere di tassatività.

Cassa per il Soccorso e l’assistenza

Non passa giorno che le cronache non raccontino casi di aggressione nei confronti di agenti di Polizia Penitenziaria. L'Amministrazione dovrebbe attivarsi per richiamare le disposizioni di cui all'art. 73 della Legge 354/1975 concernenti la Costituzione della Cassa per il soccorso e l'assistenza alle vittime del delitto.


Numero 4 - Anno XI - Lunedì 23 marzo 2009

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TRATTATIVE - Conclusa la contrattazione si è raggiunto e firmato l’accordo. Diversi i punti di vista in campo

Contratto, quante sofferenze Per la prima volta, dopo anni di militanza sindacale, ho preso parte ai lavori per il rinnovo del contratto e non avendo conoscenza diretta di quanto è accaduto nel passato, mi sono approcciato al tavolo senza “condizionamenti storici”, quasi da spettatore. Tra le altre, la percezione più forte che ho avuto, sin dal primo momento, è stata la “sofferenza” dei vari esponenti sindacali nel rinunciare alle proprie peculiarità di settore per amor di compattezza del comparto e di evidente grande senso di responsabilità del proprio mandato. “Sofferenza” che, ogni tanto, si manifestava con sbuffi di orgoglio, come le sferzate delle onde contro gli scogli per poi riassorbirsi gradualmente, e che ha permesso rivendicazioni e rinunce condivise, ovvero la chiusura in tempi relativamente brevi, del contratto. Tuttavia, chiusa questa fase e, in attesa della riapertura dei tavoli per il biennio economico 2008/2009, tra le maggiori novità, l’accordo contempla lo stanziamento di 500.000 euro quale quota aggiuntiva per il rimborso degli asili nido, l’incremento del fondo FESI, lo stanziamento di fondi a copertura della decurtazione delle malattie( 4,5 milioni di euro), l’aumento di € 1,50 dello straordinario con decorrenza 31-12-2008, l’innalzamento dal 01-01-2009 del buono pasto con corresponsione dei relativi arretrati, l’aumento da 6 a 8 euro del servizio passivo, da 5 a 8 del disagio per mancata fruizione del riposo programmato, l’adeguamento dell’indennità pensionabile di circa 10 euro riferita al 2007, la corresponsione del buono pasto a 8 e 12 ore di servizio. Altre questioni importantissime, invece, sono state

rivisitate e migliorate contrattualmente ovvero disciplinate con apposita circolare, come le 150 ore per motivi di studio, l’elencazione delle assenze giustificate che concorrono al completamento delle

36 ore settimanali, la tutela legale. Tutto questo, se da un lato può lasciare un senso di vuoto, di amarezza, che mi fa chiedere se avessimo potuto pretendere qualcosa in più, dall’altro mi porta a credere

che, tutto sommato e sofferenze a parte, per la situazione economica del paese, forse non avremmo ottenuto di più e possiamo ritenerci soddisfatti. Canio Colangelo

Modifica dell’art. 6, Aumenta il numero delle pronto l’emendamento nuove assunzioni: 370 L’Amministrazione penitenziaria sta predisponendo un emendamento da inserire in uno dei disegni/decreti legge in approvazione dal Parlamento che prevede l’abolizione dell’articolo 6 comma 2 della Legge 395/1990. In particolare qualora la proposta diventasse legge, non sarebbe più obbligatorio che il Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nelle sezioni sia dello stesso sesso dei detenuti ivi ristretti..

Saranno circa 370 le nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria mediante il ricorso alla graduatoria dei VFP1 idonei la precedente concorso per 110 uomini e 109 donne. Alle 294/299 unità previste per il Corpo dal Decreto anti-stupri, vanno infatti aggiunte ulteriori 74 unità per turnover, pari cioè al 10% delle cessazioni dal servizio nel 2008 secondo la vigente normativa di riduzione delle assunzioni nel pubblico impiego. Una novità non molto rilevante, considerati i grossi problemi di organico che si registrano da anni.


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Numero 4 - Anno XI - Luned’ 23 marzo 2009

EMENDAMENTI - Il progetto di Legge riguarderebbe il Ruolo dei Commissari. Esclusi Ispettori e Sovrintendenti

Riallineamento solo per pochi Malgrado alcune recenti dichiarazioni dei Vertici dell’Amministrazione penitenziaria il progetto di legge all’esame del Ministro della Giustizia e che avrebbe già ottenuto il nulla osta degli Uffici Legislativi riguarderebbe il Riallineamento alle altre Forze di Polizia esclusivamente degli appartenenti al Ruolo dei Commissari e non anche degli Ispettori e dei Sovritendenti. Sarebbe, infatti, previsto il graduale avanzamento degli attuali Commissari di Polizia Penitenziaria dei ruoli sia speciale e sia ordinario, a partire dal Commissario Coordinatore. Per gli Ispettori ed i Sovrintendenti non ci sono, al momento, notizie sicure sul un riallineamento tanto atteso e di cui si parla da troppo tempo.

LETTERE

I sindacati dettano le regole a Ionta Le sigle sindacali hanno scritto al capo del DAP Franco Ionta per delineare le linee guida per i rapporti sindacali. I sindacati chiedono di discutere sui criteri e sulle modalità di assegnazione dei 530 e dei successivi 364 neo vice sovrintendenti; sul riassetto organizzativo e gestionale del personale sull’intero territorio nazionale attraverso revisione e piano di rientro dei distacchi disposti dal DAP per ragioni di servizio; revisione piante organiche polizia penitenziaria (con la previsione che gli allievi agenti possano terminare l’iter formativo dopo sei mesi) anche alla luce del piano carceri; definizione degli organici del DAP, del Ministero di Via Arenula, dei PRAP , delle Scuole, degli UEPE; GOM e USPEV: trasparenza nelle assegnazioni/aggregazioni/missioni. Interpelli e corsi di formazione; riattivazione tavolo tecnico per la definizione di un nuovo modello organizzativo per il servizio delle traduzioni; gravi condizioni operative degli istituti femminili; contrattazioni per F.E.S.I. e lavoro straordinario da convocare immediatamente (le cui definizioni debbono affermarsi non oltre il mese di giugno); mobilità nazionale a domanda e l’esigenza di una mobilità certa e puntuale ad ogni interpello; relazioni sindacali con informazione puntuale e pertinente a tutte le organizzazioni sindacali e la preventiva informazione sulle attività dell’Amministrazione in sede centrale e periferica inerente la Polizia Penitenziaria. Convocazione degli incontri periodici previsti da CCNL e AQN. riordino delle carriere e Riallineamento. Stato delle iniziative e partecipazione della Polizia Penitenziaria agli incontri al Ministero degli interni. Necessità di un confronto periodico con le organizzazioni sindacali sull’andamento delle proposte e dei lavori; revisione del Regolamento di Disciplina (D.L.vo 30 ottobre 1992, n.449); problemi alloggi, caserme e mense obbligatorie di servizio; affidamento degli spacci a ditte esterne.


Numero 4 - Anno XI - Lunedì 23 marzo 2009

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zapping

a cura di Giada Ariani

News dal Mondo e dall’Italia

Eversione, terrorismo, criminalità in Italia Il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), un organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri nato nel 2007 con la riforma dei servizi segreti, ha consegnato al Parlamento italiano la relazione 2008 sui rischi legati all’eversione, al terrorismo e alla criminalità organizza in Italia. Nel documento appare evidente come negli anni il panorama italiano sia cambiato. Oggi non si può abbassare la guardia di fronte ad un fenomeno che è sempre in continua evoluzione ed è difficile da controllare: il terrorismo islamico. Già Giuseppe Pisanu nel 2006, nel corso del suo mandato come Ministro degli Interni, aveva sottolineto come la minaccia del terrorismo islamista mettesse a dura prova le democrazie occidentali, le sue caratteristiche organizzative ed operative, per molti aspetti nuove e sfuggenti, rendendo difficoltosa la sua lettura da parte dei nostri sistemi di sicurezza, impegnandone al massimo le capacità di prevenzione. Oggi, a due anni di distanza, nel documento del Dis vengono tracciati i luoghi ad alto rischio militanza islamica: Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna. Anche la relazione annuale del direttore nazionale dell'intelligence americana, Dennis Blair, aggiunge attenzione ad un tema delicato ed al contempo allarmante quale è il terrorismo di matrice integralista/islamista. Blair afferma che la principale minaccia per il Vecchio Continente sono gli estremisti di Al Qaida e le organizzazioni affiliate sunnite. A destare ulteriore preoccupazione, secondo Blair, è la crisi economica che ha investito tutta l’Europa e che se non risolta al più presto potrebbe favorire un terreno fertile per la propaganda e il reclutamento degli estremisti. La crisi economica colpisce tutti, ma in misura maggiore le classi più povere (tra queste

quella musulmana). Disagio, povertà, esclusione sociale ed economica innescano il meccanismo della non integrazione e di conseguenza alimentano sempre più l’odio verso la classe benestante. Un fenomeno da non sottovalutare considerato il fatto che la popolazione musulmana in Europa si aggira intorno ai 20 milioni di persone. Secondo il Dis, oltre ai luoghi di culto, bisogna tenere sotto controllo le carceri poiché in esse è stata rilevata un'insidiosa opera di indottrinamento e reclutamento svolta da parte di 'veterani', condannati per appartenenza a reti terroristiche, nei confronti di connazionali detenuti per spaccio di droga o reati minori. Altro elemento da monitorare costantemente è Internet, attraverso il quale i terroristi

sviluppano la loro organizzazione con l’adesione di nuovi adepti. Per quanto riguarda l’eversione interna, il Dis conferma una “sostanziale stasi operativa” delle organizzazioni di matrice brigatista, tuttavia permangono “progettualità eversive” e “settori di consenso a programmi rivoluzionari che si ispirano alla lotta armata” di matrice brigatista che non permettono di “abbassare il livello di attenzione”. Sulla criminalità organizzata invece il Dis afferma che la crisi economica ha agevolato sempre più la presenza delle organizzazioni criminali sul controllo delle aziende in difficoltà. Per il Dis, resta comunque la ‘ndrangheta “l'espressione delinquenziale più insidiosa e pervasiva”, dal momento che essa “è particolarmente attiva nell'infiltrazione degli appalti pubblici, nello sviluppo

dei rapporti di natura collusiva o intimidatoria con i locali livelli tecnico-amministrativi, nella ricerca di referenti affaristico-imprenditoriali attraverso i quali partecipare occultamente ai progetti di riqualificazione del territorio, nella tessitura di reti transnazionali funzionali soprattutto alla gestione del narcotraffico”. Sia la criminalità organizzata, che il terrorismo di matrice islamica, godono del momento sfavorevole, che l’Italia sta attraversando. Per poter arginare questi fenomeni bisognerà agire sulla crisi economica. Gli impulsi eversivi fermentano nella povertà, nell’oppressione e nell’ignoranza. L’eliminazione di queste condizioni e la promozione attiva di un rispetto universale dei diritti umani devono diventare una priorità.


Polizia Penitenziaria Domani  

N. 4 del 23 marzo 2009

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