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molti istituti penitenziari si creassero cellule organizzate che riproducevano quelle esterne, con le gerarchie, le aggregazioni, i rapporti esistenti all'esterno dell'ambiente carcerario e che quelle cellule servissero per reclutare anche i detenuti comuni. Spesso se ne parla, senza avere, però, la conoscenza tecnica di questo importante e fondamentale istituto giuridico, senza la quale non si possono avere le basi di competenza tali da valutare scientificamente la reale efficacia in materia di contrasto alla criminalità organizzata e, quindi, valutare elementi utili ad una (eventuale) revisione. L’Opera di Angela Della Bella (ricercatrice confermata di diritto penale nel Dipartimento Cesare Beccaria, sezione di scienze penalistiche, dell'Università degli Studi di Milano, titolare della cattedra di diritto penale nel corso di laurea in Scienze dei servizi giuridici e contitolare della cattedra di diritto penale nel corso di laurea magistrale) assolve compiutamente a questa necessità. Il regime detentivo speciale previsto dall'art. 41-bis è esaminato, nelle oltre 440 pagine, in maniera organica: il contesto storico che portò alla sua istituzione, la specificità giuridica e le particolari prescrizioni, le pronunce della Corte costituzionale in materia di 41-bis e tutela dei diritti fondamentali. L’ultima, in ordine di tempo, la pronuncia dell’8 febbraio scorso, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater, lett. a) e lett. c), della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui consente all’Amministrazione penitenziaria, in base a circolari ministeriali del DAP, di adottare, tra le misure di elevata sicurezza interna ed esterna volte a prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di appartenenza, il divieto di ricevere dall’esterno e di spedire all’esterno libri e riviste a stampa. L’Autrice offre interessanti spunti di approfondimento per una rifondazione del regime detentivo speciale. E’ dunque fondamentale la lettura e lo studio dell’Opera di Della Bella non solo a chi

si occupa abitualmente di penitenziario ed esecuzione penale ma anche a tutti coloro che intendono avere la più appropriata conoscenza di questo istituto giuridico, fondamentale per il contrasto alla criminalità organizzata.

L. Degl’Innocenti, F. Faldi

IL IL RIMEDIO RISARCITORIO EX ART.35 O.P. E LA TUTELA DEI DIRITTI DEL DETENUTO GIUFFRE’ Edizioni pagg. 216 - euro 22,00

C

ome è noto, l'8 gennaio del 2013 venne pronunciata la ormai nota sentenza Torreggiani, con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condannò l’Italia per la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), a seguito del ricorso del detenuto Torreggiani e di altri 7 ristretti i quali lamentavano, tra le altre cose, uno spazio vitale all'interno delle loro celle troppo esiguo. La Corte condannò il nostro Paese, attraverso una “sentenza pilota”, con la quale riconobbe il carattere strutturale del sovraffollamento nei nostri penitenziari, intimando all'Italia di adottare provvedimenti utili a risolvere il problema. Il nostro Paese ha avuto un anno di tempo, prorogato di un altro anno in virtù dei progressi compiuti, e nel marzo 2016 il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha chiuso definitivamente il capitolo della sentenza Torreggiani, dichiarandosi soddisfatto del percorso di riforme attuato. L’Opera esamina la disciplina del rimedio risarcitorio, quale strumento nel caso in cui un detenuto abbia subìto un danno derivante da condizioni detentive inumane e degradanti, che può essere corrisposto in forma monetaria o attraverso uno sconto di pena. Un nuovo strumento giuridico, insomma, che deve essere conosciuto bene ed approfonditamente, soprattutto dagli “addetti ai lavori”.

M. Ancillotti, E. Barusso, R.Bertuzzi, A. Del Ferraro, E. Fiore, A. Manzione

L’AGENTE DI POLIZIA MUNICIPALE E PROVINCIALE MAGGIOLI Edizioni pagg. 1.224 - euro 39,00

È

il Manuale ad hoc per la preparazione ai concorsi pubblici e per l’aggiornamento professionale degli Operatori di Polizia Locale. Giunto alla XII edizione, fornisce una preparazione a 360° per coloro che devono affrontare i concorsi per le varie qualifiche dei Corpi di Polizia locale (municipale e provinciale). Ottimo per la consultazione e l’aggiornamento di chi già opera sulla strada, Il piano editoriale è davvero molto ampio: Lineamenti di diritto costituzionale, di diritto regionale, di diritto amministrativo, di diritto degli enti locali, redazione degli atti degli enti locali, la responsabilità, la legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale e Provinciale e la Legge 689/1981 - Modifiche al sistema penale. La seconda parte del Manuale è dedicata elementi di diritto penale, di procedura penale e attività di Polizia Giudiziaria. Si occupa della disciplina del commercio e delle leggi di pubblica sicurezza, del nuovo codice della strada e dell’infortunistica stradale per poi esaminare compiti e funzionari della polizia edilizia, di quella sanitaria e ambientale e di protezione civile. F

Polizia Penitenziaria n.250 • maggio 2017 • 33

a cura di Erremme rivista@sappe.it

2017 05 250  
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