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LE RECENSIONI Giuseppe Serra Angelo Abis

NEOFASCISTI. Le origini del Movimento Sociale Italiano in Sardegna PIETRO MACCHIONE Ed. pagg. 195 - euro 20,00

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oi non siamo gli ultimi di ieri ma i primi del domani. Questo vecchio slogan missino esemplifica forse più di tante parole questo agile ed interessante libro di Serra ed Abis sulla nascita del Movimento Sociale Italiano in terra di Sardegna nel Dopoguerra. Questo libro racconta proprio la storia ed il consolidamento dei primi nuclei missini nell’Isola, ma sbaglia chi immagina di leggere nelle quasi 200 pagine un resoconto di fatti di cronaca. Si racconta, al contrario, una realtà umana, una comunità (quella missina, appunto) e le eterogenee figure che l’hanno fatta nascere e crescere: ex combattenti, soprattutto, che senza rinnegare le proprie scelte e le proprie idee non hanno inteso restaurare alcunché ma hanno invece voluto inserire a pieno titolo il partito della Fiamma tricolore nel nuovo contesto democratico e autonomista nato con la fine della guerra. Interessanti anche i capitoli dedicati l’uno alle figure politiche della

Destra sarda e l’altro alla stampa periodica di Area.

G. Barbuto, S. Luerti, V. Pilla, R. Spina

COMPENDIO DI DIRITTO PROCESSUALE PENALE MAGGIOLI Edizioni pagg. 483 - euro 24,00

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om’è noto, il diritto processuale penale è una branca del diritto penale che disciplina l'aspetto processuale. Essa indica quel complesso di norme giuridiche create dal legislatore al fine di regolare e disciplinare le varie fasi del procedimento penale che vede coinvolto un determinato soggetto in ordine a un reato a questi ascritto e con l'osservanza di determinate modalità e garanzie di legge. L’opera, giunta alla VI edizione e aggiornata al 2016, assolve compiutamente alla necessità di conoscere ogni aspetto procedurale ed ogni altra ulteriore informazione supplementare, anche attraverso accorgimenti grafici che aiutano ad evidenziare le parti salienti e fondamentali.

Antonio Di Tullio D’Elisiis

APPLICAZIONE DELLA NON PUNIBILITA’ PER TENUITA’ DEL FATTO MAGGIOLI Edizioni pagg. 336 - euro 34,00

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l Decreto Legislativo 16.3.2015, n. 28, recante “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67”, in vigore dal 2.4.2015, ha introdotto nel codice penale e di procedura penale norme volte ad introdurre nell’ordinamento penale la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Principio ispiratore della nuova causa di non punibilità è che

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“quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale (...) lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile”. La nuova causa di non punibilità è ancorata a precisi e rigorosi presupposti ed è applicata all’esito di un procedimento interamente giurisdizionalizzato in cui è assicurato il contraddittorio con l’indagato/imputato e la persona offesa. I presupposti applicativi per l’operatività dell’istituto sono enunciati dall’articolo stesso e sono tre: il primo si riferisce alla pena edittale (reati puniti con pena detentiva non superiore a cinque anni e/o con la pena pecuniaria), il secondo all’offesa (di particolare tenuità per l’esiguità del danno e del pericolo), il terzo alle modalità della condotta (comportamenti non abituali). L’ottimo volume chiarisce ogni aspetto di questo nuovo strumento giuridico, ne affronta i profili procedurali ed i requisiti applicativi, fornendo anche un utilissimo formulario (su CD).

Angelo Della Bella

IL “CARCERE DURO” TRA ESIGENZE DI PREVENZIONE E TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI GIUFFRE’ Edizioni pagg. 465 - euro 48,00

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ome è noto, il regime detentivo speciale previsto dall'art. 41bis dell'ordinamento penitenziario è stato istituito nel 1992, a cavallo delle stragi mafiose di quell'anno, come strumento per il contrasto alla criminalità organizzata. La detenzione speciale consiste in un catalogo di limitazioni finalizzate a impedire la sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata o eversiva e a evitare che dal carcere si continuino a gestire le attività illecite. Per effetto dell'aumento della popolazione carceraria di provenienza mafiosa, infatti, avvenne, in particolare nel corso degli anni '70 e '80, che in

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