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L’EDITORIALE

Donato Capece Direttore Responsabile Segretario Generale del Sappe capece@sappe.it

A chi danno fastidio i servizi di polizia stradale della Polizia Penitenziaria?

I

l drammatico incidente del pullman ungherese sulla A4 a Verona del 20 gennaio scorso con 16 giovanissime vittime costituisce un eccezione in quanto a numero di morti e gravità. Ma gli incidenti cosiddetti plurimortali non sono invece altrettanto rari. Nel 2016 l’Osservatorio ASAPS (acronimo di Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) - Il Centauro ne ha registrati 125 nei quali hanno perso la vita 278 persone e 137 sono rimaste ferite negli stessi schianti.

Nella foto: Agenti della Polizia Penitenziaria in servizio di polizia stradale

E l’Osservatorio prende in considerazione solo i sinistri con 2 o più morti nell’immediatezza dell’evento e non i plurimortali diventati tali per decessi avvenuti nei giorni successivi a quello del ricovero dopo il sinistro. In particolare gli incidenti con due vittime mortali sono stati 104, quelli con tre morti sono stati 17, sono stati invece 3 quelli con quattro vittime, uno solo l’incidente con più di 4 morti. 86 plurimortali con 189 morti si sono verificati lungo strade statali e provinciali, 20 plurimortali con 48 morti sulle autostrade o raccordi, 19 incidenti con più vittime e 41 morti in totale, si sono verificati in strade urbane.

E’ quindi evidente che la sicurezza stradale è un impegno prioritario per tutti coloro che quotidianamente svolgono compiti e funzioni di polizia stradale, servizio cui sono chiamati anche gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Ciò detto, risulta davvero incomprensibile constatare come vi sia, da taluni settori del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, una serie continua di atti e provvedimenti che tendono a smantellare l’identità di Forza dell’Ordine al Corpo di Polizia Penitenziaria. L’ultimo incredibile esempio è l’inaccettabile sospensione delle attività di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada da parte del personale di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato sulle strade ed autostrade del Paese prevalentemente nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti. Alla fine dello scorso mese di dicembre, infatti, il DAP ha comunicato la sospensione del servizio di polizia stradale a causa del mancato rinnovo del contratto con la ditta fornitrice del programma informatico che gestisce il predetto servizio. Tutto questo ci appare troppo inverosimile, anche perché il contratto con la ditta che presta la propria opera anche con la Polizia di Stato risulta già scaduto dallo scorso 31 dicembre 2015, ovvero da un anno, periodo che avrebbe consentito a chiunque di sistemare tale attività senza interrompere un servizio che, tra l’altro come risulta, ha fatto incassare allo Stato Italiano più di 600.000,00 (seicentomila) euro per le violazioni accertate dalla Polizia Penitenziaria. Violazioni che, di fatto, hanno consentito al Corpo di partecipare ad

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elevare la sicurezza stradale, nonché a garantire la sicurezza dei siti sensibili dell’Amministrazione presidiati dal personale del Corpo. Premesso quanto sopra, certi che questa procedura di sospensione rasenta a dir poco profili omissivi, poiché si tratta pur sempre di una limitazione dell’attività di polizia amministrativa che è demandata comunque anche alla Polizia Penitenziaria, seppur in via sussidiaria, auspichiamo che i vertici del Ministero della Giustizia intevengano nell’immediatezza per assicurare il rinnovo del contratto scaduto già nel 2015 con la MData System per assicurare così il ripristino dell’attività sospesa in tempi brevissimi, al fine di evitare ogni ulteriore nocumento e/o mancato introito per le casse dello Stato italiano, con conseguenti responsabilità contabili. La gestione di un Corpo di polizia merita certamente una maggiore attenzione e programmazione delle necessità per adempiere ai propri compiti: questo si aspettano i cittadini e questo deve essere fatto, a garanzia anche della sicurezza stradale, cui il Corpo, fin dall’avvio del servizio, partecipa attivamente sanzionando, in particolare, quasi sempre comportamenti di guida pericolosi per gli utenti della strada. In virtù del decreto interministeriale sottoscritto anche dall’On.le Ministro della Giustizia lo scorso 20 dicembre 2016, relativo all’aggiornamento delle sanzioni amministrative per le infrazioni al Codice della Strada il SAPPE si è immediatamente attivato con il Ministro Guardasigilli, auspicando un suo tempestivo ed autorevole intervento per riattivare l’attività sanzionatoria ed evitare un danno economico e di immagine per l’intero Corpo. F

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