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LE RECENSIONI realizzazione di adeguate carceri per detenuti in attesa di giudizio, con differente trattamento rispetto alle carceri che alloggiano detenuti già condannati mentre altre carceri saranno suddivise a seconda della gravità della pena a cui sono condannati i reclusi. Quest'ultimo aspetto non può essere perseguibile, poiché si verrebbe a creare una differenziazione carceraria inammissibile sotto qualsiasi punto di vista. Nel concludere questa esposizione di un'ideaembrione si è sotto certi aspetti perplessi e molti dubbi permangono. Partendo dalla premessa che non può mai avvenire una trasposizione meccanica di esperienze e situazioni esistenti in altri paesi. Ogni legge, ogni ordinamento interno nazionale è la risultante di situazioni, abitudini, usi e costumi peculiari al tempo stesso, che quasi mai si attagliano ad altri sistemi, ad altre culture. Questo su di un piano generale In particolare ai rilievi mossi nel corso di queste esposizioni si possono aggiungere alcune sottolineature o quantomeno alcuni interrogativi che hanno bisogno di risposte pertinenti. Pur riconoscendo che nell'attuale momento, vi è una tendenza alla privatizzazione, rimane da chiarire quali vantaggi concreti lo Stato ricaverebbe conferendo la gestione delle carceri a privati. Si è veramente convinti che una amministrazione privata possa avere dei costi inferiori agli attuali tenuto conto che, in atto, il costo medio per un recluso è di 102.000 lire il giorno? Questo resta da verificare.” F F. P.

Sebastiano Ardita Leonardo degl’Innocenti Francesco Faldi

DIRITTO PENITENZIARIO III edizione

LAURUS ROBUFFO Ed. pagg. 375 - euro 32,00

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n poco tempo si è giunti alla terza edizione di questo prezioso volume di consultazione e preparazione per esami e studi. La ragione è molto semplice. Come è stato ricordato, questi ultimi tre anni hanno visto la politica gestionale dell’Amministrazione penitenziaria italiana impegnata su più fronti in un’ardua sfida finalizzata a risolvere in maniera duratura il problema del sovraffollamento carcerario. Si può sicuramente affermare che grazie ad un programma di interventi legislativi, strutturali ed organizzativi mirati ed al coordinamento ed alla collaborazione sinergica di tutti gli attori coinvolti, sono stati sin qui raggiunti significativi e rilevanti risultati, che ci spingono a continuare con lo stesso impegno sul percorso avviato. Sicuramente, il tema del sovraffollamento ha sempre orientato l’azione di questo Dipartimento ma non si può nascondere che la sentenza pilota Torreggiani più altri c/Italia (divenuta definitiva il 28 maggio 2013) della Corte Europea per i Diritti Umani ha senza dubbio rappresentato un nuovo significativo impulso per l’individuazione e messa in atto delle misure necessarie per risolvere tale criticità. A seguito di tale sentenza, infatti, l’Italia ha intrapreso un complesso,

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vasto programma di interventi finalizzati ad una complessiva rivisitazione del sistema dell’esecuzione della pena e del modo di organizzare la vita intramuraria, al fine di assicurare che lo stato di detenzione sia compatibile con il rispetto della dignità umana e non sottoponga la persona ad uno stato di sconforto che ecceda l’inevitabile livello di sofferenza connessa alla detenzione. Questa terza edizione di questo Diritto Penitenziario illustra la materia alla luce proprio delle intervenute novità legislative, con un approfondimento particolare all’istituto dei rimedi risarcitori previsti dall’articolo 35-ter.

Amelia Baldaro

DALL’ALTRA PARTE DELLE SBARRE APOLLO Edizioni pagg. 105 - euro 10,00

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o conosciuto Amelia nel maggio del 1992, quando arrivai a Genova Marassi. Non poteva non colpirti, intanto perché era una delle poche donne in divisa e poi perché era sempre col sorriso. Matricolista d.o.c., Amelia è una che la galera se l’è fatta davvero, in prima linea, nel tempo delle terroriste e delle rivolte, nel tempo delle vigilatrici penitenziarie e delle suore in carcere. Donna di spiccata sensibilità, non a caso tra le prime Agenti laureate, ha visto e affrontato l’eterogenea umanità che ha affollato il carcere di Marassi durante i suoi lunghi anni di servizio. E in questo libro ci offre, con una scrittura agile e coinvolgente, uno spaccato di quella umanità e di chi con lei ha vissuto il carcere dall’altra parte delle sbarre. Tutte le storie raccontante colpiscono, ma una citazione particolare la devo fare al suo racconto-ricordo di Mariagrazia Casazza, la poliziotta penitenziaria alla memoria della quale sono intitolati i giardini pubblici del carcere genovese che perse la vita a Torino nel salvare alcune detenute

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