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L’OSSERVATORIO POLITICO

Giovanni Battista Durante Redazione Politica Segretario Generale Aggiunto del Sappe durante@sappe.it

Italicum, Porcellum, Mattarellum e Consultellum

I Nelle foto: il Presidente del Cosiglio Gentiloni e alcuni schemi della legge elettorale

l nuovo Governo Gentiloni si è insediato da poco, con il principale scopo di varare una riforma della Legge elettorale che consenta di andare al voto, senza creare instabilità successive. Questo, però, non è l'obiettivo di tutti i partiti e gli schieramenti politici, soprattutto quelli minoritari, i quali, da un esito elettorale incerto e di equilibrato, sperano di trarne vantaggio facendo l'ago della bilancia:

socialisti. L'esigenza di una riforma della legge elettorale nasce dalla mancata approvazione della riforma costituzionale. L'Italicum è la legge elettorale voluta dal governo Renzi che, con l'abolizione del Senato elettivo, come lo conosciamo oggi, avrebbe dovuto funzionare solo per la Camera dei Deputati. La mancata approvazione, da parte dei

collegi; ad ogni Collegio spetterebbe un determinato numero di seggi, in proporzione ai suoi abitanti. Sono previste delle soglie di sbarramento, in base alla percentuale di voti ottenuti a livello nazionale: 12% se si tratta di una coalizione di liste, 8% se è una lista singola, 4,5% per una lista singola all'interno della coalizione. Ciò che ha fatto maggiormente discutere di questo nuovo sistema

un vecchio sistema, questo, tutto italiano che per tantissimi anni soprattutto nella prima Repubblica ha consentito a piccoli partiti di poter partecipare alla formazione dei vari governi democristiani e anche

cittadini italiani con il referendum del 4 dicembre 2016, della riforma Costituzionale, ha lasciato in eredità due leggi elettorali diverse per Camera e Senato: da una parte l'Italicum e dall'altra il c.d. Consultellum, ciò che rimane del Porcellum (riforma Calderoli), dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 4 dicembre 2013. L'Italicum prevede che dei 630 seggi previsti per la Camera dei Deputati 618 provengano dai voti espressi sul territorio nazionale ed i restanti 12 da quelli degli italiani all'estero. Dalle attuali 27 circoscrizioni si passerebbe a 20, una per ogni regione e le regioni verrebbero divise in

elettorale è il premio di maggioranza, inviso ai partiti minori. In base ai risultati elettorali si potrebbero determinare i seguenti scenari. Intanto bisogna evidenziare che per l'attribuzione del premio di maggioranza bisogna ottenere il 37% dei voti. Se la lista o coalizione di liste non ottiene il 37% si va al ballottaggio tra le due che hanno raggiunto il maggior numero di voti; se ottiene il 37% dei voti, ma meno di 340 seggi, vince e ottiene il premio di maggioranza. Se raggiunge il 37% e 340 seggi vince senza premio di maggioranza. Al Senato si dovrebbe invece andare a

8 • Polizia Penitenziaria n.245 • dicembre 2016

2016 12 245  
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