Issuu on Google+

a cura di Erremme rivista@sappe.it

LE RECENSIONI Barbara Bellomo

LA LADRA DEI RICORDI SALANI Edizioni pagg. 321 - euro 15,90

C

osa accomuna l’omicidio, ai giorni nostri, di una dolce, vecchia signora dalla vita irreprensibile e i grandi protagonisti dell’età repubblicana – Cesare, Lepido, Cicerone, Marco Antonio, la crudele moglie Fulvia e la piccola Clodia? È quello che dovrà scoprire un terzetto stranamente assortito, chiamato in causa per l’occasione. Isabella De Clio, giovane archeologa siciliana specializzata in arte antica, è bella, volitiva, preparatissima, ma ha un motivo particolare per temere la polizia. E il fatto che l’affascinante Mauro Caccia, l’uomo che la affianca nelle indagini, sia un commissario non l’aiuta più di tanto. Con loro c’è anche Giacomo Nardi, depresso professore di museologia e beni culturali... È l’inizio di una storia che intreccia la Roma del I secolo a.C. e l’Italia contemporanea, gli antichi intrighi politici e i mediocri baroni universitari dei nostri tempi, la violenza che si nasconde tra le mura di casa e la precarietà in cui i ragazzi di oggi, anche i migliori, sono costretti a crescere e a diventare adulti. Un romanzo fresco e ricco d’atmosfera, che si muove con agilità

tra passato e presente, per un esordio che non passa inosservato. Barbara Bellomo, brillante scrittrice catanese, conferma con quest’ultima sua fatica letteraria di essere apprezzata autrice nel panorama letterario nazionale. Al suo terzo romanzo, ha un dottorato di ricerca in storia antica e ha svolto attività di ricerca come assegnista presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente è docente di ruolo di lettere al Nautico di Catania. All’attivo ha diverse pubblicazioni di storia romana, tra cui recensioni, articoli e una monografia dal titolo Le immunità ecclesiastiche. Dinamiche sociali, religiose ed economiche da Costantino a Teodosio II, (Il Cigno, Roma 2006).

Maurizio Esposito

IL DOPPIO FARDELLO. Narrazioni di solitudine e malattia CEDAM Edizioni pagg. 168 - euro 16,00

R

ecenti studi di settore hanno accertato che il 60-80% dei detenuti ospitati presso le carceri italiane presenta almeno una malattia, con prevalenza di malattie infettive (48%), tossicodipendenze (32%) e disturbi psichiatrici (27%%). Le infezioni a maggior valenza in termini di salute pubblica sono rappresentate dal bacillo della tubercolosi (22% dei detenuti), dall’Hiv (4%) e da epatite B (5% con infezione attiva). Le altre patologie ad ampia diffusione sono le malattie osteoarticolari (17%), le malattie cardiovascolari (16%), i problemi metabolici (11%) e le malattie dermatologiche (10%). Alla base di queste cifre ci sono i numerosi fattori, particolarmente radicati nell’ambiente carcerario italiano, che favoriscono il rischio sanitario e che ostacolano l’applicazione di programmi di controllo incentrati su

32 • Polizia Penitenziaria n.245 • dicembre 2016

prevenzione, diagnosi e cura. A ciò si aggiungono i frequenti spostamenti dei carcerati sia all’interno dello stesso istituto che tra strutture differenti. Emerge così una vastissima diffusione di epidemie infettive, sia intramurarie che extramurarie. Alla luce di questi dati oggettivi, assume estrema importanza la lettura del libro di Esposito, che affronta con approccio sociologico il delicato problema della salute in carcere. E lo affronta compiutamente, rappresentando di fatto un atto di accusa esplicito verso il sistema penitenziario attuale. Interessante e consigliato.

Giuseppe Napolitano Fabio Piccioni

DEPENALIZZAZIONE E DECRIMINALIZZAZIONE MAGGIOLI Edizioni pagg. 346 - euro 39,00

C

ome ha esemplarmente spiegato in una nota la Corte di Cassazione – Ufficio del Massimario, Settore Penale - con i decreti legislativi nn. 7 e 8 del 15 gennaio 2016 viene data esecuzione all’art. 2 della legge 28 aprile 2014, n. 67, che ha conferito delega al Governo per la “Riforma della disciplina sanzionatoria” di reati; nel comma 2 e nel comma 3, lettera b), dell’art. 2 della legge delega sono contenuti i criteri e i principi direttivi per la trasformazione di reati in illeciti amministrativi, mentre le restanti disposizioni del comma 3 contengono criteri e principi direttivi per l’abrogazione di alcuni reati, con contestuale previsione, per i fatti corrispondenti, di sanzioni pecuniarie civili aggiuntive rispetto al risarcimento del danno. Con questi interventi il legislatore intende dare concretezza ad una scelta politica volta a deflazionare il sistema penale, sostanziale e processuale, in ossequio ai principi di frammentarietà, offensività e sussidiarietà della sanzione criminale: l’idea condivisa e che una penalizzazione generalizzata,


2016 12 245