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COME SCRIVEVAMO Nelle foto: la copertina del numero di settembre 1995 a sinistra i visitatori della mostra in basso il momento dell’inaugurazione

Erano presenti pitture ad olio, intarsi, lavori in rame sbalzato, lavori artigianali realizzati con i materiali più diversi, tutti di grande fascino ed apprezzabile qualità. Unanime il consenso e l’apprezzamento dei visitatori. Il settore storico ha suscitato vivo interesse fra i visitatori e gli stessi organizzatori. Il clou sicuramente le divise d’epoca del Corpo di Polizia Penitenziaria, costituenti parte della collezione storica del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. La mirabile collocazione su manichini ha costituito grande fascino per l’attento visitatore e si può affermare che di attenzione ne hanno attirata molta. Ogni uniforme è un pezzo di storia e le didascalie a corredo hanno stimolato

la curiosità di ognuno dispiegando a più ampi orizzonti le conoscenze ed i convincimenti di ciascuno

speranze, grandi aspirazioni, grandi progetti che vedono l’uomo protagonista. F

sull’argomento. Altrettanta attenzione per altri oggetti recuperati dalla Rocca e amorevolmente conservati e restaurati, così un crocifisso ligneo di fine ‘700, un forziere, oggetti sacri, oggetti di arredamento e numerosi vecchi testi giuridici. Tutto ciò per uscire dal guscio, per far conoscere alla “gente” quanto sia veramente sfaccettato l’universo penitenziario, quante diverse professionalità vi operano, con quanto paziente, silenzioso, costante impegno, per far sapere agli altri che il carcere non è solo sofferenza, affievolimento dei diritti e delle libertà, ma può anche essere luogo dove nascono e crescono grandi Polizia Penitenziaria n.245 • dicembre 2016 • 31

nell’altra pagina il programma della mostra di Spoleto

sopra la vignetta a fianco il sommario

2016 12 245  
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