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a cura di Giovanni Battista de Blasis

COME SCRIVEVAMO

Carcere & espressività di Francesco Dell’Aira (Direttore della Casa di reclusione di Spoleto)

Più di venti anni di pubblicazioni hanno conferito al mensile Polizia Penitenziaria Società Giustizia & Sicurezza la dignità di qualificata fonte storica, oltre quella di autorevole voce di opinione. La consapevolezza di aver acquisito questo ruolo ci ha convinto dell’opportunità di introdurre una rubrica - Come Scrivevamo che contenga una copia anastatica di un articolo di particolare interesse storico pubblicato tanti anni addietro. A corredo dell’articolo abbiamo ritenuto di riprodurre la copertina, l’indice e la vignetta del numero originale della Rivista nel quale fu pubblicato.

L

a spinta a questo articolo è venuta dalla necessità di rendere completa l’informazione giacchè quella “ufficiale” è sempre estremamente parziale. Né appare superfluo e retorico osservare che fa “notizia” ciò che coinvolge in qualche modo il detenuto ovvero il caso di cronaca che riguarda il personale e mai gli innumerevoli episodi che vedono protagonista, in quest’ultimo, lo spirito di sacrificio, l’abnegazione, la silenziosa costanza nei quotidiani mille compiti che condividono, più che in altri, in un giusto equilibrio fra il corretto adempimento del dovere e le doti morali e di carattere di ognuno, in un continuo flusso di “comunicazioni”. Doverosa premessa per giungere alla notizia che si voleva sottolineare. Nella cornice di internazionalità del Festival dei Due Mondi, è stata finalmente presente anche l’Amministrazione Penitenziaria la cui realtà si intreccia indissolubilmente con il contesto urbano e sociale della città tanto da far apparire addirittura troppo tardiva tale partecipazione. Basti pensare da un lato al fascino e alla presenza della “Rocca” Albornoziana, vecchia sede della Casa di Reclusione, che dall’alto del colle di S. Elia domina la città e la valle spoletana e ricordare, dall’altro, che le quasi quattrocento famiglie dei dipendenti costituiscono una vera e propria comunità all’interno della città. Invero occorre ricordare anche la precedente partecipazione alle manifestazioni culturali spoletine. Si trattò allora del concerto vocalestrumentale della Banda del Corpo della Polizia Penitenziaria, svoltosi l’8 luglio 1992 nello splendido scenario

dell’anfiteatro romano, sempre nel contesto della manifestazione del Festival dei Due Mondi. Anche in quell’occasione grande fu il successo del pubblico ed altrettanto grande la soddisfazione degli organizzatori.

La presenza più recente di cui si parla si è concretizzata in una mostra d’arte e di materiale storico, all’interno degli ampi locali del “Circolo Ricreativo dei Dipendenti Difesa”, in un clima di reciproca collaborazione fra la Direzione della Casa di Reclusione e la Direzione dello Stabilimento Militare del Munizionamento Terrestre di Baiano, altra importante realtà insediata nel territorio comunale.

30 • Polizia Penitenziaria n.245 • dicembre 2016

Inaugurata alle ore 17.00 del 21 giugno alla presenza di Autorità civili e militari, è rimasta aperta al pubblico dal 24 giugno al 16 luglio. Lo sforzo congiunto, contraddistinto in ogni momento dal piacere sottile di

lavorare insieme in perfetta sintonia, con il solo scopo di avere soddisfazione del risultato, mi appare coronato da meritato successo. La manifestazione si è articolata in due settori, schematicamente individuati in una “collettiva d’arte” ed in una mostra di materiale storico. La collettiva comprendeva opere realizzate dai dipendenti del Ministero della Difesa e dai detenuti della Casa di Reclusione. Sono state esposte opere realizzate con le più differenti tecniche.

2016 12 245  
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