La psicologia ambientale nel Nuovo Ospedale dei Bambini di Parma

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IL NUOVO OSPEDALE DEI BAMBINI DI PARMA PIETRO BARILLA

Policreo s.r.l. Parma



ATTRAVERSO IL DISEGNO ATTENTO DEGLI AMBIENTI, LA QUALITÀ E LA GARANZIA DELLE RELAZIONI, L’APPLICAZIONE DELLE PIÙ AVANZATE TECNOLOGIE CLINICHE E LE MIGLIORI CONDIZIONI DI COMFORT AMBIENTALE E DI STIMOLI SENSORIALI, L’ARCHITETTURA DIVENTA INTERPRETE ATTIVA DI UN GRANDE PROCESSO DI INNOVAZIONE, IN GRADO DI INCIDERE POSITIVAMENTE NEL QUOTIDIANO PERCORSO DI CURA DEL BAMBINO E DELL’ADOLESCENTE MALATI



DOCUMENTO DI PRESENTAZIONE IL NUOVO OSPEDALE DEI BAMBINI DI PARMA PIETRO BARILLA

REDATTO DA:

POLICREO S.R.L.

Documento di presentazione

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Policreo s.r.l. Parma

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LA SOSTENIBILITÀ, L’ETICA ED IL RISPETTO DEL CONTESTO

EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI / IL CANTIERE VERDE SAPER LEGGERE ED INTERPRETARE IL CONTESTO

SODDISFARE I BISOGNI DELLA COLLETTIVITÀ

L’IMPLEMENTAZIONE DELL’OFFERTA DI SERVIZI IL COMFORT AMBIENTALE SOSTENIBILE

COMPETENZA, AFFIDABILITÀ E PROCESSO INTEGRATO

INNOVAZIONE TECNOLOGICA E DEI MATERIALI / L’INTEGRAZIONE FRA LA PROGETTAZIONE E IL PROCESSO COSTRUTTIVO PER IL RISPETTO DEI TEMPI DI COSTRUZIONE E DEL BUDGET

PREMI E RICONOSCIMENTI “LA CERAMICA E IL PROGETTO 2013” VINCITORE NELLA CATEGORIA “ISTITUZIONALE” Il nuovo Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” è stato selezionato quale progetto vincitore per la categoria “Istituzionale” del prestigioso concorso “La Ceramica e il Progetto 2013”, promosso da Confindustria Ceramica

“DIECI ANNI DI ARCHITETTURA: LE CENTO MIGLIORI OPERE REALIZZATE IN ITALIA” PROGETTO SELEZIONATO Il nuovo Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” è stato selezionato ed inserito da “Edilizia e Territorio” del Gruppo Sole 24 Ore nella prestigiosa classifica fra le cento migliori opere di architettura realizzate in Italia negli ultimi dieci anni

“THE PLAN AWARD 2015” FINALISTA NELLA CATEGORIA “HEALTH” Il nuovo Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” è stato selezionato quale progetto finalista per la categoria “Healt” (strutture e complessi sanitari) del prestigioso concorso “The Plan Award 2015”, promosso dalla rivista internazionale “The Plan - Architecture & Tecnologies in Detail”

IL MODELLO PEDIATRICO DI RIFERIMENTO SI RIFERISCE AGLI ODIERNI CRITERI DI ALLEANZA TERAPEUTICA, GRADUALITÀ DELLA CURA E UMANIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI OSPEDALIERI, ASSECONDANDO IL PRINCIPIO SECONDO IL QUALE “NON TUTTO DEL BAMBINO MALATO È MALATO”. 4


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OSPEDALE DEI BAMBINI DI PARMA PIETRO BARILLA COMMITTENTE: FONDAZIONE OSPEDALE DEI BAMBINI DI PARMA onlus per conto di AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI PARMA LOCALITÀ: PARMA ANNO: 2006/2013 IMPORTO DELLE OPERE: € 34.000.000 PRESTAZIONE: CONCEPT, PROGETTAZIONE PRELIMINARE, DEFINITIVA ED ESECUTIVA, DIREZIONE LAVORI STATO DI ATTUAZIONE: REALIZZATO INAUGURAZIONE: GENNAIO 2013 L’Ospedale dei Bambini di Parma “Pietro Barilla”, del quale Policreo s.r.l. ha realizzato concept, progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, direzione lavori e coordinamento di un team multidisciplinare di specialisti, è stato realizzato sulla base di un articolato quadro esigenziale, formulato dall’Azienda Ospedaliero Universitaria, come primo obiettivo funzionale di un più ampio intervento afferente alla realizzazione del Nuovo Polo Materno Infantile; il modello pediatrico di riferimento si riferisce agli odierni criteri di alleanza terapeutica, gradualità della cura e umanizzazione degli ambienti ospedalieri, assecondando il principio secondo il quale “non tutto del bambino malato è malato”. Un ospedale interpretato secondo questa chiave di lettura è chiamato a divenire un luogo estremamente stimolante dal punto di vista percettivo, offrendo opportunità ludiche, di svago e di creatività ai bambini e, al contempo, rispondere alle molteplici esigenze tecniche, funzionali e sanitarie garantendo i più elevati livelli di assistenza clinica, di comfort e qualità degli ambienti. In quest’ottica il Nuovo Ospedale dei Bambini di Parma è la risultante dell’interazione e del dialogo costruttivo fra diverse competenze scientifiche e tecniche specialistiche opportunamente integrate e coordinate (progettisti, pedagogisti, psicologi ambientali e dell’età evolutiva, sound designers, specialisti nella facilitazione dell’accessibilità), supportate dalla puntuale condivisione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria finalizzata ad individuare le soluzioni più efficienti rispetto al quadro esigenziale e al modello sanitario. Tale percorso ha interessato la scala insediativa ed edilizia fino a raggiungere livelli di dettaglio relativi agli arredi e alle finiture interne perseguendo un approccio progettuale organico e integrato, ispirato ai criteri dell’umanizzazione e della psicologia ambientale per le diverse tipologie di ambienti e di utenti.

tecnologie cliniche e le migliori condizioni di comfort ambientale e di stimoli sensoriali, l’architettura diventa interprete attivo di un grande processo di innovazione, in grado di incidere positivamente nel quotidiano percorso di cura del bambino e dell’adolescente malati. Il quadro esigenziale formulato dall’AOU di Parma prevede la riorganizzazione e l’accentramento dell’offerta sanitaria materno-infantile in un nuovo Polo Materno Infantile da realizzarsi con due sequenzialità funzionali e temporali. L’Ospedale dei Bambini accentra le funzioni di area neonatologica e pediatrica, degenza day hospital, area ambulatoriale polispecialistica, di transizione e adolescentologia, diagnostica per immagini, blocco operatorio, astanteria e aree di integrazione socioassistenziale, la distribuzione delle funzioni prevede la connessione e l’integrazione con il futuro Ospedale delle Mamme che comprenderà le funzioni afferenti a ginecologia e ostetricia e area Universitaria per didattica e ricerca. L’Ospedale dei Bambini prevede una dotazione complessiva di 99 posti letto, per una superficie di circa 14000 m2, con un rapporto superficie/posto letto di 141,5 m2; le dotazioni a verde risultano pari a 1800 m2. Sono presenti 28 camere doppie (di cui 3 filtrate) e 14 singole filtrate suddivise fra degenza ordinaria, day hospital, degenza chirurgica e astanteria; gli ambienti di multidegenza sono suddivisi in Osservazione Neonatale (14 culle di cui 2 isolate), Terapia Intensiva Neonatale (6 posti letto isolati), Terapia intensiva pediatrica (4 posti letto isolati), Day Hospital Oncoematologico (5 posti di terapia); diverse camere singole sono state realizzate per consentirne l’ampliamento a degenze doppie.

Particolari approfondimenti hanno riguardato la stanza di degenza, elemento cardine del Nuovo Ospedale dei Bambini, riconoscendo l’importanza di ricreare un luogo il più possibile domestico, accogliente e rassicurante in cui vengano favorite la relazione diretta e intima con il genitore e le opportunità di relazione e di gioco fra bambini, familiari e volontari. Attraverso il disegno attento degli ambienti, la qualità e la garanzia delle relazioni, l’applicazione delle più avanzate 5


1. Prospetto Nord 2. Stanza di degenza a 2 posti letto 3. Pronto soccorso 4. Area di ingresso al piano terra 5. Day Hospital 6. Cavedio centrale

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SCHEDA DI APPROFONDIMENTO DI STUDI SPECIALISTICI

LA PSICOLOGIA AMBIENTALE La Psicologia Ambientale è un campo disciplinare che ha fornito prove empiriche a sostegno della qualità dell’ambiente sulla salute e sul benessere delle persone; essa, sin dalle sue origini, ha manifestato uno spiccato interesse per il miglioramento degli ambienti ospedalieri in una prospettiva centrata sui fruitori del servizio.

temperatura, generalmente valutata negli ospedali come troppo calda (Weinberg, Creed, 2000); infine, appunto, gli odori che rappresentano un ulteriore connotato sensoriale negativamente associato all’ospedale e che può rappresentare come tale uno stimolo stressogeno (Zimring, Reizenstein, Michleson, 1991).

In quest’ottica, anche la Psicologia della Salute sposta il focus del processo terapeutico non solo sulla malattia da curare, ma sull’individuo come portatore di emozioni, esigenze e bisogni unici e particolari. In tale accezione rivestono pertanto notevole importanza le misure organizzative e gestionali atte a migliorare la fruizione del servizio e a rendere meno traumatici i ricoveri ospedalieri.

I principali fattori fisici che possono condizionare il grado di comfort ambientale e la risposta psicologica ad un ambiente sono molteplici e comprendono: •

i suoni;

i colori;

Tornando alla Psicologia Ambientale e ai suoi ambiti di intervento, tale disciplina si delinea alla fine degli anni ’50 partendo da un iniziale interesse sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente (Proshansky,1958) e successivamente si focalizza anche sugli aspetti di interfaccia tra comportamento umano e ambiente socio-fisico (Stokols,1978, Altamn, 1987, Bonnes-Sacchiaroli, 1992, Lewin, Barak…): l’attenzione dunque viene posta al contesto psico-fisico-sociale.

l’illuminazione;

gli odori;

la risposta tattile alle superfici.

le dimensioni fisiche degli spazi;

le forme degli ambienti;

la sistemazione degli arredi.

I contributi empirici della disciplina rintracciabili in letteratura sugli effetti dell’umanizzazione fisico-spaziale sono ad oggi ancora scarsi, mentre sono maggiormente reperibili analisi descrittive e idiografiche o Linee Guida per la progettazione sanitaria.

Ad esempio, la saturazione e la brillantezza determinano la risposta emozionale di una persona al colore; i suoni regolano le nostre emozioni in relazioni alla loro presenza o assenza (silenzio), al ritmo, all’intensità, alla presenza di coloriture tonali, ecc.; gli odori, processati dalla stessa parte dl cervello che regola le emozioni, influenzano in modo rilevante l’umore della persona, la qualità visuale influenza il desiderio di rimanere in un posto; l’illuminazione naturale accresce il benessere, favorisce l’orientamento, stimola i sensi, contribuire ad accrescere la fiducia in se stessi e aiuta nel percorso di cura.

Tali contributi confluiscono in una prospettiva teoricooperativa, condivisa da architetti, ingegneri, medici, infermieri e psicologi, che sottolinea il potenziale salutogenico dell’ambiente ospedaliero che si esplica direttamente nei confronti del paziente che indirettamente sui familiari e lo staff sanitario. Altre fonti di studio hanno dimostrato che la presenza di ambienti multisensoriali all’interno o nelle immediate vicinanze dei reparti nei quali i pazienti vengono sottoposti a procedure diagnostiche e terapeutiche invasive o sgradevoli e in modo frequente, può contribuire a tranquillizzare il paziente riducendo i loro livelli di ansia e di agitazione. Attraverso l’impiego di luci, colori, odori, suoni modulati tra loro, la stanza può assumere così connotazioni sensoriali stimolanti o calmanti, anche su scelta del paziente (R. Del Nord, 2006). In generale, in riferimento alle condizioni sensoriali (R. Del Nord, 2006) quali il rumore, la temperatura, gli odori,ecc., essi possono dunque costituire elementi di discomfort sui quali intervenire: il rumore è un riconosciuto stressor ambientale (Evans, Cohen, 1991) ed è la variabile più frequentemente studiata in relazione ai suoi potenziali effetti negativi sulle persone che permangono all’interno dell’ospedale (Devlin, Arneill, 2003), anche per il personale operante all’interno della struttura (Ulrich et al. 2004). Anche l’illuminazione può assumere una valenza stressogena soprattutto in mancanza o scarsità di luce naturale (Keep, Jamnes, Innan, 1980, Walch et al, 2004), così come la 28

I fattori fisici, sono pertanto da declinare, per favorire la migliore risposta psicologica all’interno dello stesso spazio, utilizzando uno o più fattori determinanti in relazione alla libertà concessa dai vincoli tecnici-funzionali, alla semplicità/ complessità nel poter ottenere l’effetto desiderato, ai costi dell’intervento, ecc.

A Fianco: AREA ACCOGLIENZA, INFORMAZIONE E ATTESA Scheda tipo di analisi psicomedicoantropologica dei vari ambienti con individuazione dei fattori fisici in grado di garantire adeguato comfort ambientale e loro possibile utilizzo funzionale 1. Planimetria del piano terra dell’Ospedale dei Bambini di Parma con individuazione dell’ Area accoglienza, informazione e attesa.


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spontaneo innalzamento del tono della nostra voce. E’ necessario localizzare superfici ad alto fono assorbimento nell’area caffetteria (controsoffitto, poltroncine, arredi)..per evitare che voci e operazioni del bar si propaghino e nell’area dell’attesa. Un trattamento fonoassorbente del controsoffitto deve essere esteso a tutta la sala con particolare attenzione alle aree di contatto tra gli utenti e il personale della reception che devono essere il meno riverberanti possibili. La pavimentazione in materiale smorzante (gomma, …) dell’area di attesa attenua il suono dei passi, per segnalare un confine all’interno del quale l’attesa è “speciale”. Il plastico da quel lato offre una scena interessante che continua girando in tondo

TIPOLOGIA ED INTENSITÀ DI FRUIZIONE /

Ambiente Rilassante alto

medio

suoni

Ambiente Stimolante

basso

medio

alto

(1)

colori

(2)

illuminazione

(5)

odori

(5) (3)

risposta tattile

(4)

risposta visiva

note

basso

(6) 1. Diffusione in zone ristrette o in cuffia solo nell’area d’attesa 2. Tendenza al neutro, con riduzione del senso di affollamento 3. Zona attesa evitando sovrapposizioni odorigene con area cafeteria 4. Sedute morbide area attesa, aree pavimentate in gomma colorata.

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5. Rilassante nella zona attesa, stimolante-intensa nelle aree della comunicazione, della reception, della vetrina espositiva. Luci di transizione giorno/notte all’ingresso, 6. Localizzazione di stimoli visivi ) plastico) nell’area attesa

Colori Non devono incentivare l’aggressività e la vivacità del bambino. Ridurre il senso di affollamento, creare contenuti emozionali riequilibranti con tonalità neutre (verde). Azione di indirizzamento dell’utenza (way finding) e di delimitazione dei percorsi con colori a pavimento Illuminazione Intensa nell’area dei corridoi della comunicazione, della reception, dell’ingresso, della vetrina espositiva, rilassante nell’area riservata ai bambini. Luci al led a colore variabile possono illuminare il plastico. La zona di adattamento visivo della hall è quella in cui avviene il passaggio dalla luce del giorno alla più scura parte interna dell’ospedale di giorno e, viceversa, dal buio dell’esterno a un ambiente illuminato di sera. Per aiutare l’occhio ad abituarsi ai diversi livelli di luminosità, la zona di adattamento deve essere dotata di una illuminazione all’entrata particolarmente chiara di giorno, con un livello di illuminazione interna calante verso la zona di uscita la sera.

AREA ACCOGLIENZA, INFORMAZIONE E ATTESA

Odori 1

AREA ACCOGLIENZA, INFORMAZIONE E ATTESA SCHEDA TIPO DI ANALISI PSICOMEDICOANTROPOLOGICA DEI VARI AMBIENTI CON INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI FISICI IN GRADO DI GARANTIRE ADEGUATO COMFORT AMBIENTALE E LORO POSSIBILE UTILIZZO FUNZIONALE FATTORI FISICI E IL LORO UTILIZZO FUNZIONALE Obiettivi Ridurre l’ansia e lo stress da attesa, ridurre la paura della paura, ridurre la sensazione del tempo di attesa Suoni/Rumori No musica o sonorità diffuse ovunque, meglio campi sonori localizzati nelle sedute dell’area di attesa, ritmi lenti rilassanti, suoni biotici per ridurre la sensazione del tempo di attesa. I rumori degli altri invadono la nostra privacy e ci infastidiscono, nei locali affollati la somma degli effetti delle tanti voci e suoni determina un aumento del rumore di fondo che motiva uno

Evitare sovrapposizioni tra aromi della caffetteria (stimolanti) con altre fragranze. Se adottate potrebbero sottolineare con delicatezza l’area dell’attesa dei bambini piccoli (....talco, vaniglia,....) e fragranze fresche (lavanda, muschio,…) per i più grandi. Risposta tattile Arredi con finiture morbide al tatto, sedute e divani con tessuti morbidi e accoglienti Risposta visiva il plastico ha la funzione di attrarre l’attenzione dei bambini e degli adulti, rompere la tensione suscitando attenzione, permettendo al tempo di trascorrere più rapidamente in attesa della chiamata. Specchi che deformano l’immagine. Luci che muovono la visione statica. Note al lay-out arredi La sala d’attesa può essere articolati in tre aree differenziate( sottolineate da tonalità di colore –intorno al verde-, con forme e disposizione delle sedute: un’area contenitiva-circolare dedicata ai bambini molto piccoli, una centrale per adulti, fanciulli e preadolescenti che “ascoltano suoni della natura” e una terza area audiovisiva (sedute con auricolare o audio vicino al capo), mista per età. Quindi, tre aree distinte per “l’accoglienza multisensoriale”, corrispondenti alle diverse età evolutive e a differenti risposte psicologiche alla tensione dell’attesa: ludico-motoria, uditiva, audiovisiva, tattile, luminosità. 29


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SCHEDA DI APPROFONDIMENTO DI STUDI SPECIALISTICI

LA STANZA INTONATA

All’interno del progetto architettonico e progetto integrato degli arredi predisposto per il Nuovo Ospedale dei Bambini di Parma, gli ambienti di degenza, essendo i luoghi più importanti e al contempo delicati dell’intera struttura, sono stati oggetto di una approfondita analisi multidisciplinare che ha portato alla definizione di un progetto integrato al quale si è dato il nome di “LA STANZA INTONATA”. “LA STANZA INTONATA”, è il luogo in cui l’emotività e la personalità del paziente, le aspettative dei genitori, la professionalità e la dedizione degli operatori sanitari possono trovare un’armoniosa sinergia, una “intonazione”, finalizzata a raggiungere il traguardo della guarigione. Tali obbiettivi sono stati raggiunti mediante un approccio progettuale fortemente supportato da ricerche psicologiche che si traduce in varie linee di intervento che coinvolgono: •

qualità della distribuzione degli spazi e delle funzioni;

qualità dei materiali e dei colori;

qualità della luce ambiente;

qualità dell’ambiente sonoro.

Il progetto architettonico prevedeva la realizzazione di specifici interventi per attuare gli obbiettivi precedentemente descritti; si è operato mediante la colorazione delle pavimentazioni in PVC, delle pareti e dei controsoffitti, nonché l’inserimento di particolari arredi fissi, posti in prossimità dei letti di degenza, per il pernottamento del genitore. E’ stato così possibile caratterizzare l’ambito di ogni singolo paziente, proteggendone le relazioni e l’intimità con il proprio genitore, pur garantendo le necessarie condizioni cliniche di igienicità ed efficienza assistenziale. Nella distribuzione funzionale degli spazi particolare attenzione è stata posta al posizionamento e alla relazione fra il letto e il pertinente divanetto in quanto chiamati a favorire la vicinanza e il continuo contatto fra il bambino e il genitore, che viene preservato anche nei momenti di visita o di medicazione del paziente pediatrico; la colorazione a smalto delle pareti predilige tinte tenui e rilassanti, l’utilizzo di elementi in legno contribuisce a rafforzare l’idea di calore e di intimità all’interno della stanza di degenza. Questa condizione particolare, sospesa tra una importante fase di relazione e condivisione e una altrettanto importante necessità di determinare spazi distinti, ricreando una idea di privacy, è stata affrontata mediante soluzioni percettive come l’utilizzo di colori differenti in corrispondenza dei due letti e l’allestimento di controsoffittature che, oltre a contenere i corpi illuminanti puntuali sulle due postazioni letto, sottolineano, anche sull’elemento di soffitto, una precisa distinzione fra i due spazi. Anche l’illuminazione è appositamente studiata per risultare regolabile autonomamente nelle due postazioni nonché minimamente invasiva nei confronti della postazione adiacente. La disposizione speculare dei divanetti, oltre a garantire la vicinanza e l’intimità individuale fra genitore e paziente, crea uno spazio vuoto fra i due letti: un corridoio che segna un 30

ulteriore confine ma soprattutto un percorso per gli operatori sanitari che non interferisce con lo spazio di contatto fra il bambino e il genitore, aumentando considerevolmente il senso di sicurezza e protezione anche nelle delicate fasi di visita o medicazione. Anche le minime dotazioni tecniche normalmente presenti nelle sale di degenza come le prese di ossigeno, solitamente integrate in una canaletta metallica posta immediatamente sopra le testiere dei letti, possono risultare oggetti invasivi e disturbanti per la paura che possono incutere al bambino; si è optato pertanto per una soluzione che integra tali elementi all’interno di una controparete cablata e rivestita in laminato e che contribuisce a disegnare il layout architettonico della stanza mediante una cornice che maschera i corpi illuminanti. Oltre all’opportuno valore attribuito all’illuminazione naturale mediante le ampie finestrature, per quanto riguarda il tema della Luce ambiente l’obbiettivo è stato la realizzazione di un’illuminazione degli ambienti di degenza realizzata secondo le esigenze emotive e funzionali del paziente in età pediatrica e di chi lo assiste. Infatti, la qualità della luce in ambito ospedaliero, deve essere in grado di assecondare l’intero quadro delle emotività infantili, riducendo lo stress e promuovendo una predisposizione positiva rispetto al luogo di ricovero e di cura. Relativamente alla qualità della luce particolare attenzione è stata posta al controllo della temperatura di colore e dell’indice di resa cromatica. In particolare, per gli spazi di degenza si è fatto riferimento alla indicazione normativa che prevede un indice di resa cromatica 1B o RA compreso tra 80 e 90, valori che consentono di scegliere temperature di colore della luce più basse (intorno ai 3000 gradi Kelvin) in grado di offrire una luce più calda e maggiore comfort ambientale senza ridurre troppo i valori di efficienza (lumen/watt). L’obbiettivo è stato inoltre quello di rendere il bambino attivo nella definizione dello scenario luminoso in cui dovrà vivere la propria esperienza di ricovero, al fine di integrare la percezione visiva nel percorso di cura e, qualora possibile rispetto al quadro clinico del paziente, offrire le migliori condizioni di relazione rispetto ad attività ludiche e formative. L’illuminazione della camera prevede quindi: •

una illuminazione generale dell’ambiente in tutti i toni del bianco e colore che ricrei atmosfere variabili per aiutare il benessere psico-fisico, anche attraverso l’attenzione all’influenza della luce sui ritmi circadiani, e garantisca al tempo stesso il corretto illuminamento per i momenti più operativi e di diagnosi;

uno o più punti di luce bianca che permettano di garantire una corretta illuminazione in tutte le situazioni più personali o operative dando anche la possibilità di ricreare un proprio spazio per svolgere alcune attività senza disturbare le altre persone eventualmente presenti nella stanza.

Riguardo l’ambito sonoro si sottolinea come gli elevati valori di fonoisolamento di facciata imposti agli ospedali

1 e 2. Simulazioni virtuali delle stanze di degenza con indicazione della posa dei pvc e di varie tipologia di tinteggi


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dalle norme e regolamenti nazionali, il controllo dei rumori di origine impiantistica, i materiali dei pavimenti ad alta impedenza (gomma, linoleum, ecc.), determinino, all’interno dell’ospedale, la presenza di un ambiente che può risultare estremamente silenzioso; tale situazione può condizionare lo stato d’animo, l’attenzione verso ciò che succede in prossimità, i sensi diventano più reattivi e rimangono “in ascolto”. Quando lo stato della malattia è critica, l’ambiente sonoro deve essere tale da ridurre il rapporto segnale/ rumore, quando le energie aumentano possono aumentare anche le occasioni di ascolto.

B. PAVIMENTI IN GRES E RIVESTIMENTI IN KERLITE

A. PAVIMENTAZIONI SOLUZIONI DI FINITURA

SOLUZIONI DI FINITURA

A

B

C

SISTEMA FLESSIBILE DEI TAVOLINI COMBINAZIONI POSSIBILI PER FAVORIRE LA SOCIALIZZAZIONE, IL GIOCO E LO STUDIO

RAPPORTO VISIVO DIRETTO CON IL GENITORE FINITURE CROMATICHE DEFINITE IN BASE ALLA PSICOLOGIA DEL COLORE

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C. RIVESTIMENTO PARETI E CABLAGGI DELLE SOLUZIONI IN LEGNO TIPO RIGATINO

AREE DEDICATE AL GIOCO E ALLA RELAZIONE

INTEGRAZIONE LUCE NATURALE-ILLUMINAZIONE PERSONALIZZABILE

ARREDI ED ELEMENTI LUDICI E VIVACI

POSSIBILITA’ DI VISUALE SULL’ESTERNO DAL POSTO LETTO

Ciò premesso, il progetto ha previsto la predisposizione delle stanze di degenza per l’immissione di suoni che potranno essere personalizzati per ogni singolo paziente, mediante la realizzazione di un sistema di diffusione sonora con controllo centralizzato. L’immissione di suoni ambientali sarà caratterizzata da livelli e ritmi dosabili in modo differenziato in base alle prescrizioni e ad un protocollo predisposto sia dagli operatori sanitari, sia sulla base di una fase di screening operata mediante il coinvolgimento di uno psicologo dell’infanzia. La principale finalità è di innalzare il fondo acustico ambientale a valori di comfort psicologico per i degenti: nelle stanze i suoni saranno resi differenziati rispetto ai corridoi ed ai luoghi di passaggio in genere e potranno seguire i ritmi della giornata (mattino - risveglio, pomeriggio sera, notte). Il clima acustico della stanza potrà essere inoltre correlato all’intensità della luce immessa nell’ambiente. La stanza intonata alla soggettività rappresenta la massima espressione di attenzione al paziente in cura. La privacy implica la possibilità di avere preservato un livello di intimità, ovvero devo poter staccare dall’ambiente circostante e poter stabilire un limite. Il limite è la soglia del mio spazio che deve essere preservato e preservabile. Dire che la stanza intonata è un momento privato a tonalità pubblica è riconoscere alla cura la dignità della soggettività personale, in connessione con la dimensione della cura nella sua valenza pubblica. Perché la stanza sia intonata deve prevedere da parte del “gestore” il riconoscimento di un “sistema multiplo di condivisione della soggettività”, ovvero la possibilità che quel luogo diventi, in funzione del benessere, il luogo dei rispecchiamenti di emozioni, azioni, visioni, suoni, imitazioni, empatia e relativo scenario della intersoggettività. La musica, le sonorità, possono segnare come una colonna sonora gli accenti della cura e delle cure, nelle differenti necessità di rilassamento e riattivazione, per riaprire il dialogo tra corpo e mente dalla funzione curativa alla funzione accuditiva e creativo-ricreativa. La sensazione del gestibile, ovvero che la malattia sia gestibile, può necessitare della flessibilità per riconoscersi flessibili partendo dal proprio limite.

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SERGIO BECCARELLI ARCHITETTO

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