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Alessandra Greco

La memoria dell'acqua GrĂŠsil sur l'eau pour faire des ronds

Opera Prima 2014


Autore: Alessandra Greco Titolo: La memoria dell'acqua_GrÊsil sur l'eau pour faire des ronds Anno: 2014 A cura di Poesia 2.0 Copertina: adattamento di una scultura di Roberto Almagno Questo e-book rappresenta una delle cinque raccolte poetiche risultate finaliste alla edizione 2014 del progetto editoriale Opera Prima, ideato da Ida Travi e diretto da Flavio Ermini. Il presente documento è da intendersi a scopo illustrativo e senza fini di lucro. Tutti i diritti riservati all’autore.

2014


Alessandra Greco La memoria dell'acqua GrĂŠsil sur l'eau pour faire des ronds Opera Prima 2014


Nota dell'autore La silloge La memoria dell'acqua_Grésil sur l'eau pour faire des ronds fa parte di uno studio inedito sull'acqua intesa nella sua accezione più ampia come elemento legato alle emozioni e all'origine. L'uso della lingua francese (dove ad es. la parola mer mare, e la parola mère madre, sono così vicine, quasi un unico suono nella pronuncia) vorrebbe accostare il carattere sonoro proprio di questa lingua all'elemento liquido, alla mobilità e alla duttilità proprie dei suoni legati alle emozioni e/o ai concetti ivi espressi.


Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo. Eraclito, Frammenti


Crachée dans l'eau pour faire des ronds, vuol dire: oziare Crachée de neige dans l'eau pour faire des ronds, vuol dire: una spruzzata di neve sull'acqua per fare dei cerchi Grésil sur l'eau pour faire des ronds vuol dire: nevischio sull'acqua per fare dei cerchi Ed è questo che intendiamo, qui, qualcosa che resta e non resta.


(Quadro)

ormeggiate ai fari le onde nei cavi di luce il modo di essere come mare che ritrae sullo spazio asciutto dei blocchi il peso bianco della stasi pensare l’ombra nel movimento una genuflessione un rinvio cauto e indisturbato poi dentro ogni sollievo degli organi cede(re) oltre il passo lungo oltre la bellezza del tempo oltre il modo oltre l’intermittenza per questo riflettersi internamente ancorata all’artificio della luce servendo all’occhio solo brevi pasti niente a che fare con la ciclicità dell’attesa in file interminabili non eccezionalmente diritto eseguito accuratamente nel voler controllare per come possibile i percorsi astrarre derivate che non sono geometricamente estensioni di suono in suono entro sono punti di volgimento tridimensionali e ben saldi rendersi conto che il mare l’onda indicano proiezioni sollevate di movimenti piani cui è integrata un’incognita controparte del chiaro nel volgere un andare uno scarto impercettibile un tornare che si apre allo sviluppo un ritrarsi spontaneo sotto un riparo lasciare tracce sedimentare nel tempo presentire il domani oltre la brevità del minuto avvertire un fondale il mare questo lo sa oltre il movimento ricorrente è la luna che lo attrae questa lucentezza del nuoto dei pesci nel liquido sentire dei pesci il loro peculiare mutismo lungimiranza questo vedi estinguere il fuoco col fuoco asciugare l’acqua con acqua e fuoco con fuoco acqua con acqua provocare echi ripetuti per non invecchiare solamente simulando cose buone intanto che si insinua la cosa sconosciuta si chiude la porta al


moltiplicare di simili attività la ricorrenza il voler afferrare ciò che si muove nel quadro del mare come si torna bambini osservando il respiro dell’amato tracciando con la matita storta non eccezionalmente diritta la linea del suo profilo sulla parete bianca con grande delicatezza per non svegliarlo mentre dorme poggiato nella brevità luminosa del cuscino non tutte le specie marine sono private della possibilità di emettere suoni non indirizzato alle linee dell’iride il flash dello scatto sul vetro la luce dentro quella direzione buia lo sguardo incontra l’occhio obliquamente niente più dall’alto misurare orizzonti troppo estesi capita di accorgersi in un attimo breve il bacio caldo il contatto non più umano le mani aperte sollevate comandate tutto in una sola battuta non diretta ad altro suono ad altra luce venite e discutiamo lo scarlatto come neve diverrà candido rossi come la porpora come lana diverranno la verticale del polo celeste ha sede nella caverna del cuore sotto al verde della terra e al nero del vaso è scesa la notte il mare fatto proprio bucato la membrana la linea nera ha battuto la terra riversata nel passaggio dentro del gregge poi è scesa la notte verticale mare sollevato lembo la luce diviene candida come la lana dell’agnello la luce del polo celeste è comunque contenuta all’interno delle orecchie niente più dall’alto coincisa con l’orizzonte l’imposta celeste con la misura del grano la vita nascosta sotto il sasso è intoccabile come il fabbro i fili rossi del destino orditi nel cielo restaurano l’inverno il sole basso all’orizzonte il suono secante meno coeso che a lungo si riflette si baciano nel raggio si ascolta il ticchettio dell’orologio il sangue nascosto nell’accelerazione del polso lo amplifica seduti nel chiostro sviluppa e solleva la voce poi violata rimane come un’impronta nell’aria vacante all’interno del quadro


Il capte le champ magnétique terrestre, ce qui l’aide à s’orienter. lors de sa traversée océanique, il a plongé parfois jusqu’à 740 m de fond, sur des zones des relief sous-marin1

Capta il campo magnetico terrestre che lo aiuta ad orientarsi. All'epoca della traversata oceanica, si è immerso, talvolta fino a 740 m di profondità, su aree di rilievo sottomarino. 1


blanche-neige dormir du sommeil du juste endormi climat glacial ennemi juré mettre une rallonge au fil électrique quand on ne fait rien de mal on n'a rien à craindre exégèse c'est un modèle de bonté l'armée du salut être dans l'exercice de ses fonctions corps mince jambes fluettes voix fluette frêle exiler s'exiler point de conjonction tout vient à point à qui sait attendre à parti pris point de conseil à méchant ouvrier point de bon outil pollen pollen pollen léthargie la position couchée d'un malade il est facile de juger après coup la faim chasse le loup du bois persister jusqu'à la mort to die well2 Biancaneve dormire il sonno del giusto | addormentato | clima glaciale | nemico giurato | fare una giunta al filo elettrico | male non fare paura non avere | esegesi | è un esempio di bontà | l'esercito della salvezza | essere nell'esercizio delle proprie funzioni | corpo esile | gambe esili | voce esile | fragile | esiliare esiliarsi | punto di congiunzione | dai tempo al tempo | risoluto pensier non 2


cercare la chiarezza prima dell’impatto la sua luminosità indagando dall’interno verso l’interno quello che avviene all’esterno e per quanto possibile rimanere vigili derivando le attività funzionali del corpo dall’assunto principale che accumulare energia è la conseguenza di un lavoro prima cammina poggiando a terra tutta la pianta del piede A meno di 200 gradi sotto lo zero l’aria diventa liquida e ha la proprietà di vetrificare tutto ciò che vi viene immerso rapidamente. Se si velocizza il processo di raffreddamento e si usano sostanze antigelo si riesce a realizzare la vetrificazione dell'intero corpo. La temperatura di un corpo è fornita dal moto degli atomi e delle molecole; l'energia cinetica derivante dal movimento è responsabile delle reazioni chimiche che avvengono. Maggiore è la temperatura, maggiore è la velocità delle reazioni. Se pure la temperatura caratterizzata da totale assenza di movimento (zero assoluto) non è fisicamente raggiungibile, il congelamento a temperature molto basse (ottenute utilizzando, ad esempio, l'azoto liquido) consente di minimizzare l'energia del sistema e a raggiungere una condizione in cui le reazioni chimiche sono molto lente. Un sistema di questo tipo può in teoria restare per lunghi periodi sospeso senza modificazioni chimiche sostanziali.3 privo di palpebre squali continuano a nuotare la circolazione del sangue in controcorrente rispetto a quella dell'acqua assorbono una grande quantità di ossigeno disciolto nelle branchie non è possibile capirne a prima vista lo stato dormono di una specie di veglia il cervello è fatto riposare i sensi sono attivi non un sonno reale non scendono in sospensione delle attività continuano a guardare vuol consigli | cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona | polline polline polline | letargo | la giacitura di un ammalato | del senno di poi son piene le fosse | la fame caccia il lupo dal bosco | perdurare | sino alla morte | fare una buona morte 3 rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Ibernazione


Il existe une relation étroite entre la couleur, la forme, l’habitat et le mode de vie d’un requin: il y a celui de couleur sable, si plat qu’il épouse la surface du sol où il passe le plus clair de son temps, il y a celui de couleur eau, à la forme très hydrodynamique et qui ne se pose jamais; et puis, il y a tous les autres.4

Esiste una relazione stretta tra il colore, la forma, l'habitat e il modo di vivere di uno squalo: c'è quello color sabbia, così piatto che sposa il fondale dove trascorre la maggior parte del suo tempo, c'è quello del colore dell'acqua, dalla forma molto idrodinamica e che non si ferma mai; e poi ci sono tutti gli altri. (Serie di fotografie, in sequenza, scattate alla didascalia di una teca nella sezione dedicata agli squali del Seaquarium a Le Grau-du-Roi, Linguadoca-Rossiglione (Francia), durante un viaggio nel 2011, e che ha in seguito ispirato gli studi e la raccolta La memoria dell'acqua_Grésil sur l'eau pour faire des ronds. ) 4


(In Utero) . Phronesis5 in soul6 I primi ricordi erano sogni verdi cetacei il distacco residuo contro le ossa che teneva il Vivo mentre andava via la luce prospettica in sempre più tenue riduzione dentro stava in sequenze in piccolissimi buchi di Sophòs percepire facilmente le ore alla base di questa progressione il tono nei meccanismi il tocco delle ginocchia calde ovalizzato on deep cervical spine7 mantenere questa postura essenziale un raddrizzamento della parte anteriore del corpo una forma elicoidale particolarmente elaborata chiamata ascolto o linguaggio rivela fasce end organs nella parte anteriore del corpo della faccia e delle mani nelle parti interne delle gambe e della pianta dei piedi nella parte terminale dei circuiti iscrizioni regressivo comprensibili maturazioni psicologiche legate al desiderio di inondare gli stadi superiori di ricordi in

Phronesis (φρόνησις) nel greco antico significa "saggezza" o anche "intelligenza". Il termine è qui inteso come realizzazione dell'azione, suo pieno compimento e perfezionamento, e anche forma di conoscenza. 6 Testo ispirato agli studi di Alfred Tomatis (medico e psicologo, Nizza 1920 - Carcassonne 2001), alle sue ricerche sull'udito umano e le relazioni con lo sviluppo fetale. 7 sulla profonda cervicale 5


deep sensitive

skin8

un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade 9 l’opposto di intendere isteria pre verbale i punti di riferimento caratteristici di questa lingua integrati sul complesso del sistema muscolare statica deambulazione equilibrio il corpo immaginato tra le cose possibilità spaziali riflussi di proiezioni cristallizzazioni di tracciati instabili coscienze successive profonde accolta nella sua forma strutturale una discontinuità una volta soppressi i movimenti superflui sensibili più notevoli egli sa distinguerla in maternale bianco sulla carta è corticale distribuite su una linea dominante rotture modulate interruzioni della risonanza originaria alfabeto Morse su carta bianca sollecitazioni generalmente blocchi imprimono tracce indelebili propagano attraverso i tessuti scritture cognitive sonoro in rilievo tra le cose corteccia di pino grattata solchi acustici è l’embrione la parola stessa versetti non verbali in liquido risponde ai suoni con reazioni motorie risponde alle altezze tonali modifica il battito cardiaco latenze estreme nella forma tipica dell’onda tra le cose elementi del cranio con aspetto adulto cavità midollari inclinazione della capsula ottica fluttuante in modo assiale tempo 8 9

nella profondità sensibile della pelle Mark Freier (2006) "Time Measured by Kairos and Kronos"


ecografico il movimento ramifica ancora prima che sia stato il suono nei palchi un’onda il sistema nervoso una distanza fra le orecchie e il gesto attuato tra le cose form10

tutti i segni quieti

breathes an hematopoietic

respira una forma che a voler tornare indietro piĂš io quale meraviglia

non so

fa strade diversissime fra loro

‌ respira una forma ematopoietica. Le cellule staminali ematopoietiche o CSE o HSC (Hematopoietic Stem Cells in inglese) danno origine a tutte le cellule del sangue. 10


Traccia 211

11

ÂŤTraccia 2Âť, fotografia di Riccardo Bachechi, per gentile concessione del fotografo.


(Vedi)12 anche se non piangere pensa a loro certezza i loro sogni

freddo proiettato per superfici e movimenti piani

in caduta costante di bug da boschi fitti radiali la parola trabocca e ritorna annucata al pensiero uscita irrifiutabile in liquido aperto lo sguardo trabocca ritorna annucato uscita irrifiutabile profonda al pensiero aperto -

- in liquido,

sconcertante appena immaginato si muta la natura

vedi,

il suono

l’ingresso al capo dell'emissario13 interni in nero impressionante negli occhi

luci che una volta erano il tempo di una forma

Remake da John Crowley (2007) "Suppose one were a fish." Emissario: dal lat. emissārium (neutro), deriv. di emĭttere (supino emĭssum) “mandare (mĭttere) fuori (ĕx)”. Si intende qui il termine anatomico. Denominazione di vene della testa che hanno la funzione di mettere in comunicazione i seni della dura madre con le vene extracraniche. 12 13

(Dizionario della lingua italiana Rizzoli Larousse)


immissioni di colori

iniettate

in eterni shot di luna un’immagine improvvisa

molto ricettivi che si estende all’indietro senza inizio 14

la chiarezza nel loro inespressivo dire

la torsione in aria

la fusione in un drifting più profondo uditivo parco supponendo questo il tempo presente anche se non piangere

vedi,

rivolta la profondità

in certi punti l’altezza è solcata da penetranti valli un rapporto cognitivo con le cose la natura stellare dei meccanismi

riflette

nello spazio alto vicino inclinato una sfera sul viso tocca una formulazione verbale non ancora elaborata 14

John Crowley, op. cit.


l'occhio anticipa

o crede

impronta su un atto di senso il segno del nome in una muta di stelle iridate pensa


(Photosynthesis_Il Corpo Esposto) il corpo fasciato

esprime la sua natura di pianta

nella sfumatura le spalle distinguo i fianchi

dove ha

mani

nello stacco contro le lastre privo di echi

ginocchia

d’acciaio

privo

piedi di ombra

sul limite in corrispondenza a un intorno una nuance di luce in frammenti ritmati allo scopo di sottrarsi

alla porta

ai colpi del destino

Vivi nascosto è la divisa del saggio poi, procedere a piccoli passi, e pochi per volta. Gli autotrofi più importanti per il ciclo del carbonio sono gli alberi delle foreste captazione dell’energia della luce nelle endomebrane di garza

Lazzaro

bianco

il sole è una sorgente di fotoni a diversa frequenza : diversa energia ha l’acquiescenza la struttura ad anello delle clorofille

simile alle porfirine


cambiare luogo,

spostarsi,

trasmigrare

(nell’emoglobina, nei citocromi) solo una sfumatura ancora umana ( il fitòlo dei sospiri nell’assenza di chi guarda (all’assolto l’assoluto) lungo la catena idrocarburica atomo di Mg++ coordinato nell’anello assorbimento nel visibile dovuto al sistem a dei doppi legami coniugati clorofille:

a, b: piante;

Batterioclorofille

c, d: protisti e cianobatteri.

sull’acciaio

Per i sostituenti sugli anelli

minuto della sfera.

per la posizione dei doppi legami

la luce muta in aria. Attraverso vivere

lui per l’intera durata del mio tempo!)

la luminosa clessidra a piccole curve trasparenti e ordinate affiora unificando quella cordiale forza che lo aveva prima agito


il primo pianto di un neonato nell’intermittenza del neon dall’altra parte morto,

di qua, dove sei

forse nasci. Così il non detto ha creato il nascondiglio. Così nel nascondimento ho rubato. E il nascondimento si è portato via altro, e splendeva agli occhi il segreto girato che possedeva io l’altra metà delle cose e dei fatti. Così potevo rispondere, non me, e completare il non finito. E avevo già fatto qualcosa di più grande, ero involuta. Così, potermi nascondere come si fa un germoglio, non era più possibile questo i tuoi capelli-luce chiusi nella finta pelle nera. Come si spiega gl’iridi a osservarlo che va via, che lascia!


Cerchi, avvolto in un piccolo sonno, le sue bianche reti che scavano confini. L'acido usato nella concia migrerà nella foto prima o poi facendola sbiadire. Solo una lacrima ha un significato, nella semioscurità della palpebra, ma non ho potuto tagliare

aprire

la finta resina della pelle in tanica di poliure tu sei, senza il male esteso, tolto dall’attimo come sono gli occhi di chi non parla complessi centri di reazione fluorescenza nel rosso della clorofilla isolata la maggior parte dei pigmenti funzionano come un’antenna che tiri su un saluto immenso deve tutto gennaio piovere, e la febbre restare nella casa ancora qualche giorno eri, tra le mie dita nella mia stretta forte la corda scioglieva la carne un equilibrista della vita, fino a raggiungere la temperatura del punto di rugiada. Ancora il tuo passo scomposto in particelle temporologiche, nel decadimento dei muoni. L’acqua si condensa in nube, le gocce in sospensione le loro piccole dimensioni. Le particelle di ghiaccio, il progressivo ispessimento dei cristalli; cadono ma si sciolgono prima di toccare il suolo. E’ venuto il tuo ricordo più pacato, la foglia artificiale, i protoni che si formano con l’ossidazione dell’H2O si trovano all’interno del lumen, il peso immateriale gravato sul cuore, compongo il


tuo viso nella nuvola, porta con sé tutto il mio corpo eccetto il cuore, un elettrone innesca un processo ciclico luce-dipendente, si apre lo stoma del fiore è con il cuore così appesantito che resto legata alla vita, altrimenti volerei via con te, e non farei più ritorno a casa. Nell'albero genealogico siamo i figli piccoli, nelle membrane tilacoidali, un giorno saliremo in linfa, per fare l’aria le grandi forme di vita libera. Ventus est fluens aer. – in lucere – Si dice: bere l’aria limpida riuscendo quindi ad attraversare l'atmosfera.

del

mattino


(Continuum) . Prima luce terrena PulÏ i canali e iniziò la separazione delle mani eventualmente a loro volta allo stesso tempo una parte del peso del corpo minima o nulla. L'attenzione visuale. Il corpo continua la rotazione lo spirito visuale parzialmente simultaneamente progressivamente sulla spinta. Fino all'altezza delle sopracciglia vicino all'orecchio allora disse:

Cadi

(che lo rese umano)

tra le mie mani

e

quanti capelli

a mostrare sposta la parola

al lato in ombra


l’altro di sÊ posseduto. In seguito si lega (e quadra) il cerchio. Si comunica il nome. Si infonde altro tempo.


(2012_febbraio_primi giorni_riordinando polaroid) . Memoria La neve come è arrivata, se ne è andata spostato la nuvola.

un largo vento ha

Una sequenza di respiri, uno sguardo, un gesto di chiusura apparente. È sceso un momento nel momento. Incolore sapore memoria. Questa cosa straordinaria che avviso essere nelle mie corde di realtà, è il volto. Il volto di una bambina in primo piano, vediamo il suo viso e lei

è mia madre

come su di me,

ed è

dolce. Una nuvola Madre. Una forma di neve sull'oceano della memoria sorriso soprannaturale.

mi presta un

Madre e figlia grande e piccolo nel quadrato bianco di un fazzoletto. Gesti bianchi nel bianco le mie mani sono le sue, e le sue, di figlia, le mie. Mia madre fa per me una bambola


e io la metto tra le mani di mia figlia e quando apro il gesto il ricordo che avevo cancellato entra nel fazzoletto fa tintinnare i bicchieri

ristorante Marina Nettuno 1973

Un senso di neve sull'oceano della memoria. Una mulattiera che si snoda nell'artificio, cui si offrono alla vista centinaia di piccoli cartelli. Ciascuno aveva un disegno, una foto, un’iscrizione, una vera enciclopedia delle conoscenze umane nell’insieme. 15 Una singola memoria che scompare o che torna accanto a polaroid

distillate

Il momento del sole profondo

si incarna. poco dopo luna piena.

Possiamo guardare ogni singolo istante una sola volta. La terra girò per renderci più vicini, girò su se stessa e su di noi, finché ci riunì in questo sogno.16 Sul confine di un attimo toccò la memoria una visione niente affatto intangibile.

René Daumal, Il Monte Analogo, Adelphi 2010, p. 21 Eugenio Montejo, "La tierra giró para acercarnos" in The Trees, Selected Poems 1967- 2004, introduzione di M. Gomes. 15 16


Lo “Studio dei dieci bambù” 17

era mia madre

les yeux de ma mère 18 tra le canne, tra i mandarini e il cielo. L’ho chiusa come una farfalla -

in libro

-

se apro, lei, se ne vola via nel quadro delle tue foreste bianche nel turchese scintillare delle foglie identiche e io resto qui, cornice delle maree, in una connessione di onde waves

leaves 19

nel quadrato di piombo del mare verticale Les estampes du studio des dix bambous, ed. Liber, Productions Liber sa and Editions Minerva sa, 1979, p. 20 18 … gli occhi di mia madre 17

19

… onde foglie


delle piante. Assomigliandole molto come i frassini il mare resta qui, degli occhi con ali spillate a souhaits 20 di carta di riso ali incoerenti per l’usignolo sul rovo (pensando che arrossirebbe se glielo dicessi, sorridendo). L’impression de la planche n’est pas achevée, les couleurs rouge et jaune des fleurs manquantes 21

auguri La stampa della tavola è incompiuta, / i colori rosso e giallo / dei fiori mancano

20 21


Una neve leggera che dilatano.

posando sull'acqua

fa impercettibili cerchi

Ogni pensiero sorge nella mente, nel suo sorgere mira a passar fuori della mente, nell'atto; proprio come ogni pianta, germinando, cerca di salire alla luce .22

22

R. W. Emerson (1803-1882)


Alessandra Greco è nata a Roma nel 1969. Scrive poesie/prosa per letture o performance dal 1997, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, dove vive e lavora.


Opera prima alessandra greco  
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