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Comitato PORTO LIBERO di TRIESTE

Manifesto

http://www.portoliberotrieste.org


Breve storia del Porto Libero di Trieste

La storia del porto di Trieste ha inizio nel 1719 a seguito dell’emanazione della Patente di Porto Franco da parte dell’allora Imperatore Carlo VI d’Asburgo. Il 27 aprile 1769 Trieste fu dichiarata dall’Imperatrice Maria Teresa “libera città marittima / Freie Hafenstadt” e la libertà doganale del Porto Franco venne estesa a tutta la città. Da quel momento il porto cominciò ad occupare un posto sempre più di rilievo nel crocevia tra i trasporti marittimi e via terra che sfruttavano il corridoio del Mare Adriatico verso l’Impero Asburgico. Nella seconda metà del XIX secolo l’Imperial Regia Privilegiata Società delle Ferrovie Meridionali/Kaiserlich Königliche Privilegierte Südbahngesellschaft nota storicamente come Südbahn completò il collegamento ferroviario tra Trieste/Triest/Trst e Vienna/Wien/Dunaj. Sempre in questo periodo avveniva il completamento dei nuovi magazzini portuali detti Lagerhaeuser siti nell’odierno Porto Vecchio che si trovano oggigiorno in totale stato d’abbandono. L’inaugurazione del Canale di Suez nel 1869 pose il porto di Trieste nella prospettiva necessaria di un ulteriore ampliamento che si concluse verso la metà degli anni ‘20. conosciuto come Porto Nuovo. Con l’annessione di Trieste all’Italia in seguito alla prima guerra mondiale e durante tutto il periodo dell’era fascista, il porto mantenne lo status di extraterritorialità, ma venne fortemente penalizzato a favore dei porti italiani.

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Alla fine del secondo conflitto mondiale che vide l’Italia perdente, le potenze vincitrici stabilirono col Trattato di Pace con l’Italia firmato nel 1947 (Allegato VIII), che il porto di Trieste sarà da quel momento in poi considerato ed amministrato come un territorio internazionale e garantito come un Protettorato delle Nazioni Unite (ONU). La gestione del Porto Libero Internazionale di Trieste era affidato ai cittadini di nazionalità del Territorio Libero di Trieste, ossia ai triestini residenti nel TLT precedentemente al 10 giugno del 1940, i loro discendenti e i nativi dopo questa data ovvero i cittadini di nazionalità triestina, in concomitanza con la Commissione Internazionale che si componeva all’epoca di una rappresentanza 11 stati (oggigiorno probabilmente 17 stati) appartenenti all’ONU. La gestione di nazionalità Triestina e la Commissione Internazionale ha tutt’oggi il diritto e dovere di prendere sede nel interno del territorio del Porto Libero di Trieste. Nel periodo del Territorio Libero di Trieste durato 7 anni (1947-1954), lo stato del Porto Libero di Trieste ebbe un nuovo periodo di fioritura anche grazie ai traffici connessi al Piano Marshall (European Recovery Program) e la ripresa dei commerci diretti verso il centro Europa.

Nei manifesti raffigurati si nota la bandiera del Territorio Libero di Trieste, tra le altre nazioni facenti parte dell’ ONU


Dopo l’inasprirsi della cosiddetta Guerra Fredda e con il Memorandum of Understanding di Londra del 1954 stipulato per attenuare le allora tensioni in Europa, l’Italia e la Jugoslavia riuscirono ad occupare e farsi assegnare provvisoriamente il controllo militare e l’amministrazione del Territorio Libero e Porto Libero di Trieste. Durante la Guerra Fredda i traffici e le attività nel porto diminuirono drammaticamente anche a causa della perdita ai fini commerciali di gran parte dei paesi centro europei serviti precedentemente tramite il porto di Trieste. Tuttavia gli ampliamenti pur molto sostenuti non si fermarono e continuarono anche durante gli anni ‘60 con l’apertura dell’oleodotto transalpino e negli anni ‘70 con il completamento del terminal contenitori. Con la fine della Guerra Fredda convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del Muro di Berlino (1989) avrebbe dovuto vedere il Porto di Trieste riprendere la sua funzione di scalo marittimo naturale per il Centro Europa, ma l’amministrazione italiana continuava a preferire il dirottamento dei traffici marittimi sugli scali nazionali italiani in quanto il porto di Trieste sottostava e sottostà al regime di Porto Internazionale di extraterritorialità e quindi non è di proprietà della Repubblica Italiana.

Con l’Allegato VIII del 1947, il Porto Libero è diventato una realtà giuridica e di fatto!

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Lo Scippo Storico L’Italia, che ormai ha ridotto il porto in uno stato di totale abbandono e per ovviare al nodo legislativo internazionale, sanciva unilateralmente nel marzo 2009 con una sentenza, emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che il porto di Trieste deve essere amministrato con le leggi italiane! Dopo 290 anni di totale sovranità internazionale sopravvissuta al periodo fascista e successivamente a quello nazista, il Porto Internazionale di Trieste passava de jure sotto territorio italiano. Tale sentenza però vìola lo statuto “Allegato VIII ovvero Strumento del Porto Libero di Trieste (PLT)” nei suoi punti fondamentali di sovranità giuridica e territoriale di stato e per ora viene considerato dalla comunità internazionale come un appropriazione indebita di territorio internazionale da parte dell’Italia nei confronti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ovvero un atto di guerra contro tutte le nazioni del mondo incluso quella triestina. Il Porto Libero di Trieste (PLT), considerato erroneamente come Franco, è territorio di appartenenza di tutti gli 192 stati aderenti all’ONU, non è quindi un porto che sottostà né alle leggi italiane né tanto meno europee. Non è un Porto nazionale italiano e non è un porto comunitario europeo. Ai sensi del Trattato di Parigi del 1947 è considerato un porto di extraterritorialità de jure e de facto e al quale sin dal 1947 e per sempre si accederà passando una dogana. Il territorio del Porto Libero di Trieste, nei confini del 1939 (vedi mappa), fa parte integrante delle nazioni registrate nell’ONU e batte la bandiera dello Stato di Trieste (TLT) ovvero l’Alabarda su sfondo rosso insieme con la bandiera delle Nazioni Unite (ONU), globo bianco su sfondo celeste. 5


Il porto di Trieste nei confini del 1939

Il porto vecchio

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Sviluppo preventivo del Porto

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Obiettivi Il Comitato si prefigge di portare il Porto Libero di Trieste all’attenzione dell’ONU, e quindi mondiale, e di riscattare l’orgoglio dei Triestini di tutte le etnie con l’indipendenza da tutti gli stati come sancito 290 anni fa. Il Comitato si prefigge di creare posti di lavoro, ricchezza e futuro principalmente per i cittadini di nazionalità Triestina e di essere d’esempio per la convivenza multietnica e per l’efficienza nel commercio a livello mondiale. Il Comitato si prefigge di creare le fondamenta per la gestione del porto secondo la legislazione vigente internazionale, richiamando i Triestini e l’ONU ad adempiere ai obblighi prestabiliti nella costituzione del PORTO LIBERO di TRIESTE come sancito dal ALLEGATO VIII del Trattato di Pace con l’Italia del 1947.

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La gestione prevede principalmente che: 1. Il territorio del PLT sarà gestito come previsto per legge vigente come un Ente Porto ma con tutti gli attributi di persona giuridica ovvero come stato di proprietà della comunità internazionale indipendente da qualsiasi nazione del mondo intero. 2. Ci sarà un Direttore generale a capo del territorio del PLT che deve essere cittadino triestino originale e che sarà eletto democraticamente dai cittadini triestini originali e nativi, salvo che non venga reinstaurato il Territorio Libero di Trieste, in tal caso il Direttore sarà nominato dal Governatore del TLT. 3. La Direzione Generale e la Commissione Internazionale decideranno, tramite votazione democratica, la gestione del PLT. La commissione Internazionale sarà composta dai rappresentanti dei seguenti Stati: Francia, Gran Bretagna inclusa l’Irlanda del Nord, Russia (per l’ex Unione Sovietica), Stati Uniti d’America, Slovenia e Croazia (per l’ex Jugoslavia), Italia, Cechia e Slovacchia (per l’ex Cecoslovacchia), Polonia, Svizzera, Austria, Ungheria. 4. Per legge a tutte le assunzioni di personale sarà data la preferenza ai cittadini di nazionalità del TLT nel seguente ordine: • Cittadini Triestini originali, ovvero quelli che erano residenti nel TLT precedente alla data 10 giugno 1940 e ai loro discendenti. Cittadini Triestini nativi, ovvero quelli che sono nati dopo questa data nel Territorio Libero di Trieste. • Persone residenti nel TLT di diversa cittadinanza di quella triestina. • Persone non residenti nel TLT di diversa cittadinanza di quella triestina.

Estensione del territorio del PLT 1. L’area include attualmente il territorio del porto di Trieste entro i limiti dei confini del 1939 ovvero da Porto Vecio, Porto Novo, le dighe foranee e la zona del retro porto sito a Fernetti. 2. L’area del PLT sarà per ora estesa, per fini di portualità commerciale, fino a comprendere la zona dell’ex raffineria Aquila (Aquilinia) e per fini di gestione unificata a comprendere tutta la costa del Territorio Libero di Trieste entro 10 metri dalla costa con alta marea ovvero dalle foci del fiume Timavo (comune di Duino/Aurisina) alle foci del fiume Quieto (comune di Cittanova) questo a garanzia del libero accesso alle acque internazionali che sono determinate in 12 miglia nautiche dalla costa.

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Tutta la costa del TLT é considerata territorio di competenza giuridica e di fatto del PLT. Porto Vecio L’area del Porto Vecio sarà riqualificata come Cittadella Porto a tutti gli effetti zona urbana e cuore amministrativo dello stato del PLT. Tutta l’area deve essere restaurata in stile austroungarico del fine 800 (come da Piano Regolatore Portuale del 2008). Gli edifici che sono destinati alla demolizione possono essere sostituiti da altri ma costruiti sempre nello stesso stile. 1. Nell’intera area sarà vietata la circolazione di autoveicoli e motoveicoli (esclusi i fornitori, i taxi e i servizi di pubblica sicurezza e utilitá). 2. L’accesso principale rimarrá quello attuale ovvero sul retro della Stazione delle Corriere e l’accesso secondario sarà posto in Viale Miramare all’altezza del incrocio per Barcola. 3. Lo spostamento all’interno dell’area sarà garantita da 2 linee di tram elettrici pubblici, anche questi in stile austriaco di fine ‘800, che faranno capolinea all’ingresso principale. Una linea sarà estesa fino al terrapieno di Barcola e l’altra farà capolinea nella zona C1 lato Miramare. 4. Il molo IV (erroneamente segnato nel PRP al di fuori del area del Porto Vecio) sarà la stazione marittima per navi passeggeri di linea con destinazione internazionale a breve raggio da e per porti italiani e croati. 5. Le palazzine 2 e 2/a saranno utilizzate come parcheggio silos per auto. 6. Tutta l’area sarà dotata da servizi pubblici, come un Eliporto, un’infermeria, una stazione per la pubblica sicurezza informatizzata con video sorveglianza, una stazione per i vigili del fuoco, un ufficio postale, un asilo per bambini con parco giochi sia per il pubblico in transito sia per i dipendenti che lavorano nella cittadella e altri. 7. Gli edifici che si affacciano sulla strada lato ferrovia saranno utilizzati come uffici per banche, assicurazioni, società armatrici, trader, spedizionieri, redazione del giornale del PLT, sede e studi radiotelevisivi del PLT. 8. Gli edifici che si affacciano sulla strada centrale saranno utilizzati per negozi vari, bar, ristoranti, attività di intrattenimento vari, un ostello per la gioventù, una fiera nautica permanente. 9. Gli edifici che si affacciano sulla strada centrale lato mare saranno utilizzati per botteghe artistiche artigianali, boutique, bar, ristoranti, attività d’intrattenimento vari, teatro, cinema, musei.

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10. Gli edifici che si affacciano sul mare saranno utilizzati come alberghi di lusso. 11. La palazzina n° 26, attualmente sottoposta a restauro, ospitarà il Governo del PLT e la Comissione Internazionale. 12. L’antica centrale Idrodinamica sarà adibita a polo museale. 13. Gli edifici adiacenti alla centrale che sono stati edificati al di fuori del progetto originale nell’era fascista e italiana saranno demoliti ed al loro posto saranno edificati nuovi edifici in stile austro-ungarico del ‘800. Questi edifici saranno adibiti al insediamento dell’International Maritime Organization (IMO), società cassificatrici marittime internazionali (IACS) ed un tribunale internazionale per controversie del settore marittimo. 14. Il grande piazzale nella zona F, che é di dimensioni pari a 10 volte Piazza Grande (Unità), sarà adibito a giardino pubblico con ampio spazio aperto per ospitare concerti e manifestazioni culturali di rilievo. Nel centro del piazza sará costruito il simbolo della rinascita del PLT, un manufatto artistico e imponente, che sarà una grande fontana alimentata da quattro draghi esterni simboleggianti i quattro elementi e una figura centrale che raffigurerà il quinto elemento che definisce lo spirito del PLT nel mondo. 15. La banchina esterna sul lato diga della zona F sarà utilizzata come ormeggio per velieri o navi da crociera di piccole dimensioni (lft. < 100m). 16. Il bacino C2 sarà destinato a marina per megayacht (lft. > 30m), con ormeggio fisso ed il molo 3 lato città come banchina per ormeggio temporaneo. 17. Il bacino C1 sarà destinato a marina per yacht da 15-30m. 18. Tutto il tratto di costa della zona B sarà adibita a spiaggia pubblica e sul lato dove ci sono i binari si prevede una grande piscina pubblica, aperta d’estate e coperta e riscaldata d’inverno. 19. La zona del terrapieno di Barcola sarà adibita a villaggio turistico, costruito come un tipico villaggio di pescatori di stile carsico, come ad esempio S.Croce.

I cittadini sono chiamati ad aggiungere le proprie idee per sviluppare quest’area!

Le idee verranno discusse nelle assemblee.

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Rive e Porto Novo 1. L’edificio del attuale Capitaneria di Porto di Trieste italiana (ex idro scalo) sarà la Capitaneria Generale dell’intero PLT. 2. Tra l’imboccatura e nel Canal Grande (Canale di Ponte Rosso) esteso fino al Molo San Carlo (Molo Audace) troveranno spazio ormeggio, navi d’epoca che faranno riferimento al Museo Marittimo di Trieste che sarà sito in Palazzo Carciotti. 3. La Stazione Marittima sarà utilizzata per ormeggio di navi da crociera. 4. Il Molo Pescheria sarà adibito a stazione marittima per navi passeggeri per il collegamento di cabotaggio nazionale ovvero entro il territorio del PLT (es. Muggia, Duino/ Sistiana, Capodistria, Pirano/Portorose, Umago, Cittanova) 5. L’attuale Acquario sarà ampliato nell’ex Pescheria Grande (oggi chiamato Palazzo degli Incanti). 6. La Sacchetta rimane zona ormeggio delle Marine diportiste. 7. Il Molo Lanterna e Molo Maria Teresa (oggi Molo Fratelli Bandiera) lato mare (attualmente denominato Porto Lido ovvero cantiere Cartubi) diventeranno una Marina per Megayacht con annesso Resort Turistico. 8. Il bagno Lanterna (Pedocin) e Ausonia rimangono bagni pubblici cittadini. 9. La Riva Traiana (Porto Novo) diventa il Terminal per traghetti RO-PAX (automezzi e passeggeri) con destinazione internazionale (extra PLT). 10. Il Molo V e VI (Porto Novo) saranno adibiti allo scarico di Merci Varie e Merci refrigerate. 11. Il Molo VII sarà ampliato e rimane destinato allo scalo contenitori. 12. La zona del Arsenal, ovvero Cantier San Marco (ex Lloyd), rimane adibita alla costruzione e riparazione navale. Negli ex uffici del cantiere (Torre del Lloyd) troveranno spazio l’ufficio tecnico del cantiere ma anche istituti scolastici con indirizzo tecnico navale e facoltà universitarie con indirizzi marittimi e di ricerca per la salvaguardia dei mari.

Porto Commerciale e Retroporto 1. L’area ex Gaslini rimane adibita a mercato ittico. 2. Lo Scalo Legnami rimane porto per lo scarico e stoccaggio di legnami. 3. Il molo VIII (che deve essere ancora costruito) e l’attuale Ferriera saranno adibiti a Piattaforma Logistica ossia per carico/scarico e stoccaggio di contenitori, merci varie e animali vivi.

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Gli operatori marittimi sono chiamati ad aggiungere le proprie idee per sviluppare quest’area! Le idee verranno discusse nelle assemblee.

4. L’ex zona Esso e l’attuale terminal SIOT rimangono zona per stoccaggio temporaneo di merci pericolose liquide e a rinfusa, sebbene il terminal SIOT dovrà essere spostato in futuro al di fuori delle dighe foranee. Impianti di stoccaggio ad alto rischio per la sicurezza del uomo e ambiente come per esempio impianti per la rigassificazione di gas naturale liquido (GNL) non possono essere insediati in quanto vietati dalla legge internazionale e di conseguenza da quella del PLT. 5. L’attuale zona tra l’ex zona Esso e l’inceneritore (oggi in concessione alla Calcestruzzi Srl) rimane area di stoccaggio e riciclaggio di materiale edile residuo inerte. 6. l’inceneritore fa parte del network energetico e sarà utilizzato come centrale elettro termica a pieno regime. 7. Tutta la zona del “Canale Navigabile” sarà adibita a zona industriale con prevalente indirizzo nautico navale e per lo stoccaggio di caffé, tabacchi ecc.. 8. La zona “ex raffineria Aquila” sarà adibita a porto principale per traghetti RO-RO con annesso spazio posteggio per i automezzi e rimorchi. 9. Nella zona del retroporto sito a Fernetti è prevista la stazione del Treno ad Alta Velocità (TAV) che collegherà Venezia – Trieste/Opicina – Lubljiana ecc.. 10. La stazione di Opicina sarà riutilizzata per il traffico ferroviario di merci da e per il centro Europa. 11. L’aeroporto principale del Territorio Libero e Porto Libero di Trieste potrebbe trovare la sua locazione tra Portorose e Sicciole, dove quello attuale verrebbe esteso per accoglire un traffico aereo continentale. 12. Tutta la Nazione Internazionale di Trieste sarà collegata tramite metropolitana leggera tra la stazione della TAV a Opicina/ Fernetti e Cittanova, con fermate principali a Trieste/ Opicina – Trieste/Centrale – Muggia/Dolina – Koper/Capodistria – Izola/Isola – Piran/ Portorose (aeroporto) – Novigrad/Cittanova. 13. Tra i porti commerciali di Trieste e Capodistria sara creato un collegamento ferroviario e la rete ferroviaria esistente per l’Europa Centrale, Orientale e l’Italia sarà ampliata. 14. Un network di fonti di energia rinnovabili alimenterà il territorio del TLT/PLT. Tutti i tetti degli edifici appartenenti al PLT saranno dotati di panelli fotovoltaici e le dighe foranee di impianti eolici, ev. si potrebbe costruire un Parco Eolico nel Golfo di Trieste. 15. Per le zone marittime e terrestri che non sono ancora meglio specificate è in atto l’elaborazione per le destinazioni territoriali per fini commerciali, industriali e turistici.

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La Legge Il Comitato PLT applica la legge vigente internazionale, che impone a tutti gli effetti che il territorio del Porto Libero di Trieste può solo essere aumentato e non ristretto all’interno del Territorio Libero di Trieste. Vedi ALLEGATO VIII, articolo 3.4.: “In caso di necessità di dover incrementare l’area del Porto Libero, tale allargamento può essere fatto su proposta del Direttore del Porto Libero con decisione del Consiglio di Governo e con l’approvazione dell’ Assemblea Popolare”.

Il Comitato PLT agisce per quanto concesso dalla costituzione del PLT (ALLEGATO VIII) nella maniera più democratica possibile, rimanendo aperto ad opinioni e valutazioni del popolo triestino.

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Conclusioni • il Comitato PLT è l’organismo legale ad interim che rappresenta davanti all’ONU i “Cittadini Triestini” , e richiama come presidenza permanente la “Commissione Internazionale”. • I “Cittadini Triestini” insieme alla “Commissione Internazionale” formano il futuro Governo del PLT. • il futuro Governo del PLT è un organismo che sarà per statuto apolitico sia sul territorio del PLT, sia nei rapporti con i paesi del suo hinterland, sia nei rapporti con tutte le nazioni del mondo. • il futuro Governo del PLT è multietnico e rispetta il suo prossimo senza distinzione di cultura colore o religione. • il futuro Governo del PLT rispetta e applica la propria costituzione ovvero l’ALLEGATO VI e VIII nel proprio territorio. • il futuro Governo del PLT farà rispettare sul suo territorio la Carta dei Diritti Umani sancita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). • le lingue ufficiali del Porto Libero di Trieste sono l’italiano ed il triestino italofono, lo sloveno ed il triestino slovenofono, in particolari casi il croato e per la comunicazione internazionale la lingua inglese.

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Iscriviti come Socio Passivo Il comitato ha bisogno del tuo appoggio popolare, perciò iscriviti per manifestare la tua adesione all’iniziativa. Iscriviti come Socio Attivo Il comitato abbisogna delle seguenti figure professionali per avviare l’iter per un amministrazione del Porto di Trieste come previsto per legge vigente: 1. Programmatore/i, per creare un sito WEB interattivo multilingue per la diffusione internazionale per scopi politici, culturali, commerciali, scientifici, turistici ecc. . 2. Giornalista/i, per diffondere su carta stampata e in rete le attività svolte dal Comitato. 3. Tipografo/i, per stampare un giornale d’informazione popolare e manifesti. 4. Traduttori per la traduzione, come per legge, di tutti i documenti ufficiali in sloveno, italiano ed inglese ed eventualmente in croato. Inoltre per la traduzione di articoli giornalistici d’informazione internazionale (diffusione tramite WEB) in croato, tedesco, serbo, greco, ebraico, francese, spagnolo, russo, ceco, slovacco, ungherese, polacco, arabo ecc.. 5. Progettisti, architetti, ingegneri e designer per creare, progettare e sviluppare in modo efficiente il territorio portuale. 6. Commercialisti per gestire la contabilità. 7. Economisti per calcolare in modo efficiente gli investimenti necessari per lo sviluppo del PLT. 8. Legali e avvocati per elaborare nei dettagli la costituzione giuridica dello Stato Porto Libero di Trieste in concomitanza con la costituzione del Territorio Libero di Trieste. 9. Ricercatori per sviluppare piani ambientali per lo smaltimento dei rifiuti dei siti inquinati ed energetici per l’approvvigionamento di energia tramite fonti rinnovabili. 10. Coordinatori per censire la popolazione. 11. Coordinatori per sviluppare un piano per la pubblica sicurezza. 12. Coordinatori per la prevenzione e protezione sanitaria, per sviluppare un piano per la prevenzione anti infortunistica e sanitaria. 13. Organizzatori di eventi, per organizzare eventi e manifestazioni politiche e culturali. 14. Allestitori di eventi, per allestire manifestazioni d’informazione commerciale e culturale. 15. Aiutanti generici, per la raccolta firme d’adesione al comitato e in tutte le funzioni attive del comitato.

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Aiuta economicamente il comitato Il comitato statutariamente non ha fini di lucro, tuttavia la sua attività abbisogna di fondi per poter perseguire lo scopo prefissato. Le donazioni servono per sostenere la fase preparatoria all’attuazione della Nazione Internazionale di Trieste. I fondi sono destinati a coprire i costi per: • L’elaborazione del programma di sviluppo politico/ economico del futuro porto che sarà a gestione internazionale. • Finanziare manifestazioni d’informazione pubblica. • Sostegno spese per viaggi diplomatici. • Costi derivanti da spese di regia derivanti da questo lavoro. Si ricorda che il ComitatoPLT cessa la sua funzione quando avvrà raggiunto lo scopo finale ovvero l’insediamento della legittima Autorità Portuale del PLT e della Commissione Internazionale (costituita da rappresentanti di almeno 17 nazioni) ex legge vigente internazionale per il porto di Trieste. I fondi residui saranno costituzionalmente donati alla legittima gestione del porto. Il Porto Libero di Trieste è un porto internazionale di proprietà di tutti e di nessuno ed e questo che lo fa diventare un tesoro equo di noi tutti.

I contributi possono essere versati in contante agli iscritti al comitato che sono autorizzati e che rilasciano una ricevuta timbrata per l’iscrizione, oppure via c/c:

Kaertner Sparkasse Aktiengesellschaft Neuer Platz, 14 – 9020 Klagenfurt/ Austria intestato a: Marcus Antonio Donato Kontonummer: 04400-562825 EUR Bankleitzahl: 20706

IBAN: AT862070604400562825 BIC: KSPKAT2KXXX

Importante: Specificare la causale con “Sponsorizzazione ComitatoPLT”

Tutti i dati sono riservati e vengono custoditi dal ComitatoPLT che si riserva di contattare direttamente gli iscritti. Il Comitato non è una formazione politica di partito ma l’organizzazione che promuove l’attuazione del Porto Libero di Trieste ex legislazione internazionale ovvero l’unica “Nazione Internazionale” legalmente esistente nel mondo. Il Comitato è registrato unicamente presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e non in Italia o qualsiasi altro stato nel mondo.

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Comitato PORTO LIBERO di TRIESTE

comitatoPLT@gmail.com http://www.portoliberotrieste.org

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Aiutaililtuo tuo porto Aiuta porto cosĂŹ aiuti te stesso e i tuoi figli per un posto di lavoro nel PLT

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Manifesto PLT [ITA]  

Manifesto ufficiale del Comitato per il Porto Libero di Trieste.