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The King Of Fighters (qui nell’edizione ‘94) rappresento‘ negli anni novanta uno dei principali rivali della saga Capcom

Chun Li contrasta C.Jack nel tremendo Street Fighter EX

Round III

Gli anni bui e il capolavoro 1996-2008

L

a risposta di Capcom a questa inversione di mercato fu lo sviluppo della serie Street Fighter Alpha (chiamata Zero in Oriente). Promotrice di un marcato cambiamento estetico (adesso incentrato tout-court su uno stile anime) e di una serie di fortunate innovazioni a livello di gameplay (come le Super Combo a tre stadi, le Alpha Counter e la parata aerea), la serie Alpha si pose cronologicamente tra il primo e il secondo capitolo della serie, aggiungendo una pseudo-continuity che contribuì a risolvere parecchie parti della trama sottesa a Street Fighter, finora invero piuttosto fumosa. Lo spin-off ebbe complessivamente un ottimo successo e riuscì - perlomeno temporaneamente - a contenere l’emorragia di interesse (e vendite) che colpì la serie a metà degli anni novanta. Il knock-out fu però solo una ques-

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tione di tempo: nel goffo tentativo di contrastare l’incredibile popolarità dei picchiaduro poligonali in 3D (Tekken e Virtua Fighter in primis), titoli in media ben più poveri ludicamente ma assai più accattivanti e spettacolari esteticamente, Capcom sviluppò insieme ad Arika il pessimo Street Fighter EX, primo episodio della serie con grafica poligonale (ma con meccaniche saldamente ancorate al 2D). L’insuccesso del gioco (e della pletora di seguiti/conversioni che seguì) fu devastante, e fece retrocedere la serie da primadonna assoluta a franchise di terz’ordine. È curioso come proprio in questo medioevo della saga sia stato poi pubblicato quello che rimane, a detta di molti, il vertice qualitativo assoluto della serie Capcom (nonché del picchiaduro 2D a incontri tutto): Street Fighter III Third Strike: Fight For The

Future. Naturale evoluzione dei precedenti episodi di Street Fighter III, New Generation (1997) e Double Impact (1998), Third Strike eleva il picchiaduro a vera e propria opera d’arte, grazie a un roster molto vario, l’ottimizzazione della meccanica di blocking (spesso chiamata impropriamente parry) e un comparto audiovisivo talmente superlativo da non sfigurare nemmeno oggi, a ben tredici anni di distanza. Nonostante tanta abbondanza, Third Strike faticò a imporsi su grandissima scala, principalmente a causa di una curva di apprendimento estremamente ripida e della ricchezza spaesante del combat system. Il roster, composto principalmente da newentries strampalate e decisamente “freak” (con i soli Ryu, Ken e Chun-Li a rappresentare le precedenti versioni del gioco), non aiutò poi certo in questo senso.

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Players 13 (revised)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

Players 13 (revised)  

Players è intrattenimento per menti sveglie e affamate. Con un'attitudine vagamente geek, gusto per il bello e una sincera volontà di propor...

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