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editorial

I viaggiatori di lusso sono cambiati. Hanno sì ottima capacità di acquisto e scarsa disponibilità di tempo, ma hanno già visitato molti Paesi, e cercano soprattutto nuove esperienze. Esperienza è appunto una delle parole chiave del turismo di lusso oggi. Con tutte le comodità irrinunciabili e immaginabili, il viaggio deve procurare anche una scossa emotiva, risvegliare le parti assopite o poco esplorate della personalità, deve essere unico, indimenticabile, che si tratti del soggiorno in un hotel, capace di trasmettere il sense of place, come il leggendario Ritz di Parigi e l’Edition New York, o di un’avventura estrema che porta davanti alle imponenti cascate di Iguazú. Di esperienza si parla anche quando si va nei luoghi della grande tradizione italiana, dove c’è sempre ancora una Dolce Vita da vivere. Pensiamo a Capri, all’intramontabile Toscana, alle Alpi, alle Dolomiti. Luxury tourism is always thriving. But what are its features? Travellers are often described as those with high spending power and little free time, who have already visited many countries and seek new experiences. In fact, experience is one of the watchwords of modern-day tourism. Besides all of the essential and conceivable comforts, a holiday must also provide an emotional jolt, reawakening the numb or neglected parts of our personality. It must be unique, unforgettable, be it a hotel stay, capable of conveying the sense of a place, like at the legendary Ritz in Paris or the Edition in New York, or an extreme adventure that takes you to the Argentinean Pampas or the Iguazu Falls. Or even to the great traditional Italian destinations, where there are always new chapters to write in the story of La Dolce Vita. Think of Capri, of timeless Tuscany, the Alps and the Dolomites. In short, while terrorism continues to threaten the scope and dreams of international tourism, we are certain that man is a traveller and explorer by nature, and will always find a way to remain so.

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L E CHRONOPASSION

Hand-Painted by Alvaro Soler 88 Pieces WorldWide

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n° 13

winter 2016

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Editorial

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5 questions to Ian Schrager

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Arts

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News

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Weekend

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Spa

28

Luxury rental

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Watches

34

Style

112

Cars

118

Event

resorts 56

Grand Hotel Royal e Golf, Courmayeur

62

Edition New York

68

Grand Hotel De La Poste, Cortina D’Ampezzo

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Mannabay, Cape Town

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Castello di Velona, Tuscany

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JK Capri

in this issue

62

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in this issue

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reportages

22

68 40

40

Hand Made: Objects de Haute Écriture

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Argentina up to IguazĂş

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Private cruise to Galapagos

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Best restaurants in North Italy


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GALAPAGOS 14

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NEW YORK

ARGENTINA

CAPE TOWN CAPE TOWN


CAPRI

VAL D’ORCIA

COURMAYEUR

CORTINA D’AMPEZZO

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5 questions by Sara Magro

to... Ian Schrager

Ian Schrager è un imprenditore newyorkese di alberghi e condomini di lusso, fondatore di Studio 54, locale dei party vip, del Morgans, primo boutique hotel del mondo, e di altri progetti innovativi nel turismo, nell’itrattenimento e nell’architettura Ian Schrager is a developer of hotels and luxury condos, founder of Studio 54, the famous vip club, and Morgans, first boutique hotel of the world, and of many other innovative projects in tourism, entertainment and architecture La sua definizione di hotel. Non considero gli alberghi parte del settore dell’ospitalità, ma dell’intrattenimento. In teoria si dovrebbe andare in hotel e sentirsi bene. Quando si torna a casa, si dovrebbe star meglio di quando si è partiti. Sta proprio lì il nocciolo della questione. L’hotel non è solo un posto dove si va a dormire, dovrebbe offrire agli ospiti l’opportunità di ritemprarsi, divertirsi, risollevare l’animo. Your definition of hotel. I consider hotels not a hospitality business but an entertainment business. You are supposed to go into a hotel to get your spirits lifted and you should feel better going home than when you initially arrived. And that, I think, is the difference. It is not just a place to sleep, it’s an opportunity to make guests feel good and entertain them.

I luoghi influenzano lo stile di vita? L’ambiente ha un forte impatto sulle persone. Se si crea un luogo comodo che favorisce le dinamiche sociali, le persone sono contente di starci. Anzi credo che l’obiettivo del design architettonico negli spazi pubblici e privati sia proprio elevare lo spirito. E lo stesso vale per l’intrattenimento. Personalmente, progetto hotel, appartamenti, locali dove starei e andrei volentieri io stesso. Non cerco di compiacere il gusto degli altri, cerco di fare qualcosa che ritengo perfetto. Do places influence how people act? I definitely think that environment impacts people. If you create a very exciting, dynamic, social, comfortable environment, people feel good and are happy to be there. I think that the whole point of architectural design is to elevate the spirit. It’s the same with entertainment. I create the kind of places, apartments, restaurants and bars I would live in and go to. I don’t try anymore to satisfy different tastes, but to achieve something that I consider great.

Una volta si facevano hotel che sembravano case, oggi si fanno case che sembrano resort. Cosa è cambiato? Le persone oggi sono più sensibili al design. Una volta si diceva sei quello che mangi, sei quello che indossi; ora si dice “sei come la tua casa”. Non è una banale questione di mode, comporta sforzi reali per realizzare i propri desideri. E gli hotel, che negli ultimi anni sono sotto i riflettori, influenzano il gusto e lo stile di vita anche nel privato. Today’s trend is to build houses as if they were resorts, with swimming pools, spas, restaurants. What has changed? I think people have become more sensitive to design than ever before, they seek certain looks, and make a real effort to get them.

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People used to say you are what you wear, you are what you eat, and now they are beginning to say you are where you live and how you live. And I think that has happened with hotels. They receive so much attention, they are so visible, they impact people and impact how people live at home as well. Lei che è l’inventore del boutique hotel, come lo definisce? Un boutique hotel è tale per la sua unicità, il suo carattere, la sua personalità. Ha uno specifico punto di vista, non ha molto a che fare con il design e non vuole piacere a tutti. Si può paragonare a una boutique che basa la sua offerta sulla qualità, diversa da un grande magazzino che, anche se di alto livello, adotta invece una strategia quantitativa. Since you invented the boutique hotel, how do you define it? To me a boutique hotel is not really about design, it has something very specific, an attitude, a certain personality, a very specific point of view. It has more to do with a detailed boutique store compared to a department store which, even when the design is very nice, tries to attract all people. A boutique has a certain attitude, it is unique, it has a specific point of view and it doesn’t try to appeal to everyone.

Chi è la sua fonte d’ispirazione? Mi ispiro molto alla strada, dove la gente vive. E a Steve Jobs. Per lui la priorità era il prodotto. Metteva una tale cura in ogni piccola parte che il risultato era un’alchimia perfetta, dentro e fuori. Io voglio fare esattamente come lui. Ovvio, sono un imprenditore e devo considerare il business. Ma sono seriamente convinto che, quando il prodotto è ottimo, il suo successo economico è una conseguenza naturale. When planning, who or what are you inspired by? I get a lot of inspiration from the street, and in terms of individuals I am very inspired by the work of Steve Jobs. He was a professional, and the only thing that mattered to him was the product, nothing else. Every single detail of that product comes together in perfect alchemy. And even what’s inside, which people can’t see, is perfect. I do the same thing: nothing else matters to me but the product. You made a great product? You did something special? Then, it will be successful. Of course I am a businessman, and so I try to make money. But if concentrate on making a great product, money comes as a natural consequence.


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arts by Beatrice Galbiati

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Helsinki

DEMONSTRATING MINDS: DISAGREEMENTS IN CONTEMPORARY ART

MAKING DESIGN: RECENT ACQUISITIONS Mobili, lampade, gioielli, libri, manifesti, capi d’abbigliamento e recenti acquisizioni, tra cui opere digitali e disegni architettonici: oltre 360 oggetti datati e contemporanei che hanno contribuito alla continuità della storia del design. Una vera biblioteca visiva. Cooper-Hewitt National Design Museum, fino al 30 Maggio 2016 www.cooperhewitt.org

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Colori luminosi e contorni forti per le opere del pittore e scultore Olandese Karl Appel (1921-2006), cresciuto con l’influenza di Picasso, Matisse e Dubuffet. Combinando, poi, arte a oggetti ritrovati, gioca e sperimenta rinnovando sempre il suo lavoro fino a tarda età. Gemeente Museum Den Haag, fino al 16 Maggio 2016 www.gemeentemuseum.nl

Un’espressione d’indignazione, più che un’esposizione: Demostrating Minds è un’analisi vera e propria, da parte di 19 artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo, della società di oggi, evidenziandone dispute e punti di attrito. La mostra trae spunto dalle idee del filosofo francese Jacques Ranciére. Kiasma – Museum of Contemporary Art, fino al 20 Marzo 2016 www.kiasma.fi

Lisbona

New York

KAREL APPEL: A RETROSPECTIVE

L ’ Aja

JOSÈ ESPINHO È la prima grande esposizione dedicata alla vita e alle opere di José Espinho (1925-1973), uno dei pionieri del design portoghese: in mostra circa 90 pezzi tra mobili e oggetti, e una vasta documentazione iconografica. Mude - Museu do Design e da Moda, fino al 17 Aprile 2016 www.mude.pt

Barcellona

MISERACHS BARCELONA Non hanno colore, ma sembrano vive le immagini di Xavier Miserachs Barcelona, la mostra fotografica che ripropone una città in continua trasformazione, l’energia dei suoi abitanti e delle loro esperienze urbane. Macba - Museo d’Art Contemporani, fino al 27 Marzo 2016 www.macba.cat


RINASCIMENTO. ADRIAN VILLAR ROJAS È la prima personale in Italia di Adrian Villar Rojas, l’artista argentino che esplora il potenziale narrativo della scultura includendo rimandi alla storia dell’arte, alla cultura pop, ai fumetti e altro ancora, dando vita a scenari come fossero “film fatti di sculture’. Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, fino al 28 febbraio 2016 www.fsrr.org

Torino

ITA LY

Venezia

SPLENDORI DEL RINASCIMENTO A VENEZIA. ANDREA SCHIAVONE TRA PRAMIGIANINO, TINTORETTO E TIZIANO

Firenze

CARLO PORTELLI. PITTORE ECCENTRICO TRA ROSSO FIORENTINO E VASARI L’ampia rassegna della pittura fiorentina della Maniera presenta un artista noto solo agli esperti, che invece merita di essere apprezzato per fantasia e originalità, come dimostra la monumentale pala con l’Immacolata Concezione datata 1566: un capolavoro. Galleria dell’Accademia, fino al 30 Aprile 2016 www.polomuseale.firenze.it

Milano

Per la prima volta vengono riuniti oltre 80 dipinti, disegni e incisioni di Schiavone, straordinario e discusso artista del Rinascimento veneziano. Museo Correr, fino al 10 Aprile 2016 www.correr.visitmuve.it

GOSHKA MACUGA: TO THE SON OF MAN THAT ATE THE SCROLL

Ecco il culmine di un’approfondita ricerca finalizzata a categorizzare materiali e informazioni su questioni fondamentali come il tempo, l’origine, la fine, il collasso e la rinascita: questo è il progetto ideato da Goshka Macuga. Fondazione Prada, fino al 19 Giugno 2016 www.fondazioneprada.org

Genova

DAGLI IMPRESSIONISTI A PICASSO 52 opere di Van Gogh, Monet, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsy, Cézanne e altri ancora: la mostra è l’unica tappa europea per presentare la collezione straordinaria di capolavori del XIX e XX secolo, provenienti dal Detroit Institute of Arts. Palazzo Ducale, fino al 10 Aprile 2016 www.impressionistipicasso.it

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1. Lo aspettano tutti il Ritz di Parigi. Il leggendario palace di Place

news

Vendôme affiliato ai Leading Hotels of the World riapre a marzo dopo anni di lavori e milioni di euro investiti per restaurare le sontuose

by Sara Magro

suite, i magnifici saloni e l’originale scalone d’onore, l’amatissimo bar

1.

Hemingway e il ristorante Proust, ora affidato allo chef Nicolas Sale. La spa è firmata Chanel, un omaggio a Madame Coco che amava dire: «Le Ritz est ma maison». www.ritzparis.com, it.lhw.com 2. Alla regia Baz Luhrman. Alla scenografia sua moglie, il premio Oscar Catherine Martin. Alla produzione Alan Faena, imprenditore argentino di alta hotellerie. Questo team dalla narrativa hollywoodiana ha ridato vita all’ex Saxony, primo albergo di lusso a Miami negli anni ‘40 e frequentato allora da Frank Sinatra e Marilyn Monroe. Al suo posto è nato il Faena Hotel, set ispiratore per nuove love story e scoop e show. Intanto: asados in cucina, spa sciamanica, un teatro per i cabaret. E intorno: tre condomini firmati da Lord Norman Foster, la marina e il centro culturale di Rem Koohlas. In sintesi, il Faena District, nuovo quartiere nel cuore di Miami. www.faena.com 3. Legendary Expeditions è una compagnia di viaggi di lusso in Tanzania fondata da Dan Friedkin, presidente di Gulf States Toyota Distributors negli Stati Uniti. Il suo progetto è nato per combattere, attraverso il turismo, il bracconaggio, che costa da 7 a 12mila capi

2.

annui solo alla popolazione di elefanti africani. Secondo Friedkin, l’unico modo per frenare la caccia abusiva è infatti proteggere la terra, i suoi confini, i suoi abitanti e gli animali che la attraversano. Ed è ciò che fa con la sua impresa turistica di 10 campi tendati, due lodge di lusso e 4 elicotteri, riuscendo a salvaguardare quasi 4 milioni di ettari di campi agricoli, villaggi e riserve. www.legendaryexpeditions.com 4. Come spiega Thierry Teyssier, proprietario del Relais & Châteaux Maisons des Rêves a Dar Ahlam, in Marocco: «Bisogna sfruttare le scenografie disponibili per creare esperienze di viaggio indimenticabili». Lui lo ha messo in pratica con la “Route du Sud”, un itinerario che in 7 giorni attraversa la provincia di Ouarzazate in fuoristrada con autista, maggiordomo e bauli da viaggio (i trolley vengono sostituiti alla partenza). Ogni giorno il set cambia: dalla tenda alla suite, dal tè nel deserto alla cena gourmet. www.maisondesreves.com 5. Silvia Rico di Enigma Perù, signora dell’alta società peruviana appassionata di viaggi, ha creato una piccola agenzia per far conoscere gli aspetti meno noti della sua cultura. Un esempio è la “Via del pisco”, percorso dedicato all’acquavite locale, che per secoli è stata esclusivo retaggio maschile. Il programma prevede soste nei luoghi di produzione e di consumo, fino alle nuove aziende (spesso gestite da donne) e nei bar dove si beve il miglior “pisco sour”, cocktail nazionale e ora sempre più internazionale. www.enigmaperu.com 6. Sull’altipiano di Avelengo, a 1.400 metri sopra Merano, è nato San Luis Private Retreat Hotel & Lodges con 16 casette sugli alberi e 26 chalet nascosti tra larici e abeti maestosi. Cuore del resort è la clubhouse, con aree dedicate al relax e alla convivialità, dalla lobby al bar, dai ristoranti al cinema, alla cantina di vini e formaggi. Ci sono

3.

anche una piscina coperta con caminetto acceso, una piscina riscaldata esterna, e un idromassaggio “immerso” in mezzo al lago intorno al quale si sviluppa il resort. www.sanluis-hotel.com

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1. Everyone’s waiting for the Paris Ritz. The legendary palace in Place Vendôme, part of Leading Hotels of the World, reopens in March after years and millions of euros invested into restoring

4.

its sumptuous suites, magnificent halls and the original grand staircase, the Hemingway bar and Proust restaurant, now entrusted to chef Nicolas Sale. The Chanel spa is a tribute to Madame Coco who loved to say: “Le Ritz est ma maison”. 2. Baz Luhrman directing, his Oscar-winning wife, Catherine Martin, on set design and in production, Argentinean entrepreneur and hotelier Alan Faena. This Hollywood style team has revived Saxony, the first luxury hotel in Miami in the 1940s, frequented by Frank Sinatra and Marilyn Monroe, creating Faena as a set for new love stories, scoops and exhibitions. Meanwhile, there is Asado cooking in the restaurant, a shaman-inspired spa, surrounded by three condos designed by Lord Norman Foster and a cultural centre by Rem Koohlas. Basically a new district in the heart of Miami. 3. Legendary Expeditions is a luxury travel company in Tanzania, founded by Dan Friedkin, president of Gulf States Toyota

5.

Distributors in the United States. The project was created to fight poaching, which costs just the elephant population between 7 and 12,000 heads per year, through tourism. According to Friedkin, the only way to stop the despicable practice is to safeguard the land, its borders, inhabitants and the animals that cross it. And that is what he does with his tourist venture of 10 safari camps, two luxury lodges and 4 helicopters, succeeding in protecting almost 4 million hectares of farmland, villages and reserves. 4. As Thierry Teyssier, owner of Relais & Châteaux Maisons des Rêves in Dar Ahlam, Morocco explains: “we have to use the available settings to create unforgettable travel experiences”. He put this into practice with the “Route du Sud”, a 7-day itinerary that crosses the province of Ouarzazate in a jeep with driver, butler and travel chests (trolley bags are replaced on departure). The set changes every day: from tent to suite, from tea in the desert to a gourmet dinner. 5. Enigma’s Silvia Rico, a Peruvian high society lady and travel enthusiast, has created a small agency to get to know the less well-known aspects of her culture. One example is the “Pisco trail”,

6.

an itinerary devoted to Peruvian acqua vite, which for centuries was exclusively a male heritage. The programme involves stops at production and consumption sites, new companies run by women and at bars where you can drink the best “pisco sour”, a national and now increasingly international cocktail. 6. Set on the Avelengo plateau, above Merano, at an altitude of 1,400 m, is San Luis Private Retreat Hotel & Lodges, with 16 treehouses and 26 chalets hidden amidst majestic larch and fir trees. The heart of the resort is the clubhouse, with area devoted to relaxation and conviviality, from the lobby to the bar, the restaurants to the cinema and the wine and cheese cellar. There is also an indoor pool with open fire, a heated outdoor pool and a hydromassage “immersed” in the middle of the lake around which the resort is developed.

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weekend by Teresa Cremona

FROM FORENZA TO MATERA La Masseria del Falco a Forenza (www.masseriadelfalco. it), relais di campagna immerso in una natura antica e intatta, è un luogo di semplicità genuina dove un giovane chef fa cucina d’autore. Gianfranco Bruno (www.gianfrancobruno.it) è probabilmente il cuoco migliore della Basilicata, ha talento, tecnica e creatività; la sua è una cucina moderna che racchiude nell’anima sapori antichi. Da Forenza si arriva a Matera, in meno di un’ora. Nei Sassi Caveoso e Barisano rimangono, stupende, le testimonianze di una civiltà antichissima. Scavate nella pietra bionda, chiese rupestri, abitazioni in grotte, scale, vicoli, strade, piazze, slarghi, un labirinto d’incredibile, suggestiva bellezza. Luoghi abitati dalla Preistoria fino a pochi decenni fa. In alto, a dominare la Cavea si affacciano le case dei notabili, la Cattedrale, i palazzi del potere. Fra questi, uno dei più importanti è Palazzo Gattini (www.palazzogattini.it), per secoli dimora della nobile, omonima potente famiglia. Trasformato di recente in albergo, ha 20 camere che l’architetto, interior designer Ettore Mochetti ha arredato con il suo stile inconfondibile.

Masseria del Falco in Forenza (www.masseriadelfalco.it), a rural relais set in ancient, untouched countryside, is a place of authentic simplicity where a young chef offers fine cuisine. Gianfranco Bruno (www.gianfrancobruno.it) is probably the best cook in Basilicata, with talent, technique and creativity; his is a modern cuisine with a heart of ancient flavours. Less than an hour from Forenza is Matera, where Sasso Caveoso and Sasso Barisano preserve the astonishing vestiges of an ancient civilisation. Cut into the blond stone are rupestrian churches, cave dwellings, stairs, alleys, roads and squares, an incredible labyrinth of striking beauty, inhabited from prehistory until a few decades ago. Above, dominating the Caves, are noble residences, the Cathedral, the palaces of power. One of the most important is Palazzo Gattini (www.palazzogattini.it), home of the eponymous, noble and powerful family for centuries. Recently transformed into a hotel, it has 20 rooms which the architect and interior designer Ettore Mochetti has furnished in his unmistakable style.

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4 CHEF @VENISSA …quando Venezia stupisce anche il viaggiatore più esperto e gli offre l’incanto del fuori dal mondo. Mazzorbo è una delle isole meno note della laguna, è collegata a Burano da un ponte in legno, è una minuscola realtà chiusa nelle mura di un ex monastero, dove fino al XVIII secolo si coltivava un orto, una vigna, un frutteto. Poi c’erano la peschiera e i fabbricati per lo stivaggio delle barche e la loro manutenzione. Quei magazzini sono stati restaurati e ospitano le sette camere dell’Ostello Venissa. Camere minimali, sotto tetti a mansarda e travi antiche, arredate dall’architetto Mariano Zanon con stile lineare, e dalle piccole finestre ci si affaccia su un panorama liquido e immoto. È un luogo romantico, realizzato con passione e gusto della famiglia veneta Bisol che da anni è impegnata nel mondo del vino. Nel ristorante gourmet di Venissa è in atto un esperimento unico al mondo, voluto dalla famiglia. Quattro giovani talenti lavorano insieme e recentemente sono stati premiati con una stella Michelin: Sabina Joksimovic (Serbia, 26 anni) agli antipasti, Andrea Asoli (Roma, 25 anni) per i primi piatti, Michelangelo Doria (Martinafranca, 46 anni) per i secondi, Serena Baiano (Napoli, 25 anni) fa i dolci….e non ci si annoia a tavola, sia per gli ottimi vini, sia per i numerosi assaggi. venissa.it …when Venice amazes even the savviest traveller and offers him an out-of-this-world experience. Mazzorbo is one of the lessknown islands in the lagoon. Linked to Burano by a wooden bridge, it is a tiny place surrounded by the walls of a former monastery, where vegetables, vines and fruit trees were cultivated until the 18th century. Then there was fishing, and buildings for laying up and repairing boats. Those storehouses have been restored and are home to the seven rooms of Ostello Venissa (venissa.it). Small rooms, under sloping roofs and ancient beams, furnished in linear style by architect Mariano Zanon and with small windows that look out onto a still, liquid panorama. It is a romantic place, created with the passion and taste of the Venetian Bisol family which has worked for years in the world of wine. Venissa’s gourmet restaurant is the scene of a unique experiment worldwide: four young talents work together and have recently been awarded a Michelin star, Sabina Joksimovic (Serbia, 26) on antipasti, Andrea Asoli (Rome, 25) on first courses, Michelangelo Doria (Martinafranca, 46) on main courses and Serena Baiano (Naples, 25) on desserts….and you’ll never get bored at the table, amidst fine wines and plenty of tasters.

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weekend

BOLOGNA, CITY OF FOOD, MOTORS & CULTURE È la città delle tagliatelle e dei tortellini, ma anche della Lamborghini e della Ducati. Infatti, le ricette e gli atti di nascita di queste famosissime eccellenze italiane sono depositati nella camera di commercio nel trecentesco Palazzo della Mercanzia. È anche la città delle torri medievali che svettano sui palazzi rossi, del centro pedonale e dei portici. Dicono anzi che a Bologna non serva l’ombrello, perché si può passeggiare per 44 km sotto i suoi archi che portano agli antichi caffè, alle salumerie storiche, all’ottocentesca cioccolateria Majani. Sempre al coperto, si fa la spesa al Mercato di Mezzo, recentemente restaurato, e lo shopping chic alla Galleria Cavour, con le gioiellerie e le maison di moda. Bologna però è anche la città della cultura, con una delle più importanti università italiane. C’è sempre una bella mostra da vedere, una rassegna cinematografica, un concerto, e i pub restano aperti fino a tardi. La sua dimensione provinciale e la sua natura intellettuale la rendono affascinanate e amabile. E per tutti questi motivi, è da anni anche sul podio delle Smart City d’Italia. Dove dormire? Associato a Leading Hotels of the World, il Grand Hotel Majestic già Baglioni (grandhotelmajestic. duetorrihotels.com) è l’indirizzo più lussuoso: prima colazione curata, sala da pranzo affrescata dalla scuola dei Fratelli Carracci, magnifiche suite, dalle cui terrazze si vede tutta la città rossa. Per info e itinerari: www.bolognawelcome.com -S.M. It’s the city of tagliatelle and tortellini, as well as Lamborghini and Ducati. In fact, the recipes and birth certs of these famous Italian excellences are filed at the chamber of commerce inside the 14th century Palazzo della Mercanzia. It is also the city of medieval towers that soar above redbrick buildings, the pedestrian centre and the porticoes. They say you don’t need an umbrella in Bologna, because you can walk for 44 km under arches that take you to its old cafés, historical delicatessens and the 19th century Majani chocolate shop. Still sheltered, you can browse around the recently restored Mercato di Mezzo and go shopping at Galleria Cavour, with its jewellery shops and fashion labels. Bologna is also a city of culture, home to one of the most important Italian universities. There is always a nice exhibition to visit, a film series, a high-brow concert, and pubs and restaurants stay open until late. Its provincial size and intellectual nature make it irresistibly lovable. And for all these reasons, it has won the title of Italy’s Smart City. Accommodation? Associated with Leading Hotels of the World and Virtuoso, Grand Hotel Majestic (grandhotelmajestic.duetorrihotels.com) is the most luxurious solution: a fine breakfast, dining room frescoed by the Carracci school, magnificent suites from which you can see almost the entire red city.

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spa by Barbara Del Duca

REMISE EN FORME CON MESSÉGUÉ Il Parkhotel Delta Ascona, circondato dal verde e a pochi chilometri dal Lago Maggiore, ospita da qualche mese la nuova spa di Alain Mességué. Anche qui il famoso medico nutrizionista applica il suo metodo per ritrovare bellezza, armonia e un’ottima forma psico-fisica attraverso il sinergico utilizzo di tecniche e strumenti propri della fitoterapia, della medicina occidentale, dell’estetica e della fisioterapia. La disintossicazione dell’organismo avviene grazie alle virtù scientificamente provate di selezionate erbe medicinali e a un’alimentazione sana ed equilibrata con ingredienti genuini, freschi e a km zero, uniti a trattamenti estetici e rilassanti per ritrovare la “retta via”, lontani dallo stress che caratterizza la quotidianità. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella remise en forme, così i menu sono sempre perfettamente equilibrati per ottenere una corretta dieta senza eliminare i piaceri della tavola. Gli ospiti possono seguire percorsi che vanno da 5 a 10 giorni. www.parkhoteldelta.ch

REMISE EN FORM WITH MESSÉGUÉ The Parkhotel Delta Ascona, surrounded by gardens and just a few kilometres from Lake Maggiore, has recently become home to Alain Mességué’s new spa. Here, the famous doctornutritionist applies his method for regaining beauty, harmony and optimum physical-mental shape through the synergic use of techniques and tools from phytotherapy, eastern medicine, beauty and physiotherapy. Body detox occurs thanks to the scientifically proven virtues of medicinal herbs, a healthy, balanced diet based on wholesome, fresh and local ingredients, combined with beauty and relaxation treatments to get back on the “straight and narrow”, far from everyday stress. Diet plays a fundamental role, so the menus, prepared using fresh, seasonal produce, are always perfectly balanced to achieve a proper diet without sacrificing taste. Guests are offered programmes ranging from 5 to 10 days. 26

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BENESSERE AD ALTA QUOTA Una piacevole scoperta l’Hotel Engel Resort & Spa a Nova Levante, a pochi chilometri da Bolzano, gestito con passione da 150 anni dalla famiglia Kohler. Caratteristiche della struttura sono le grandi vetrate che danno su boschi e montagne, così come la piscina e la zona benessere entrambe con vista sul verde. L’albergo ospita il ristorante gourmet Johannesstube “firmato” dallo chef stellato Theodor Falser. Buonissima anche la cucina del ristorante dell’abergo che propone, oltre ai grandi classici, alternative vegane e menu dietetici, alcalinizzanti e depuranti. Alla spa Vita Sana Energy invece, Claudio Setti ha in serbo per gli ospiti una vasta gamma di trattamenti e pacchetti personalizzati che si basano sul suo metodo ispirato alla Naturopatia, alla Nutrizione orto-molecolare e alla Medicina tradizionale cinese. I programmi per la salute spaziano dai trattamenti beauty e benessere con linee di prodotti di alta qualità e naturali a quelli bioenergetici o ayurvedici. I programmi partono dai 2 giorni alla settimana e particolarmente interessante è il pacchetto con dieta alcalinizzante, per disintossicarsi e recuperare un’ottima forma psico fisica. www.hotel-engel.com

TOP WELLNESS Hotel Engel Resort & Spa in Nova Levante, near Bolzano, run with passion for 150 years by the Kohler family, is a pleasant discovery. The facility’s distinctive features are the large windows looking onto woods and mountains, as well as the pool and wellness area, both with a view of the countryside. The hotel is home to the gourmet restaurant Johannesstube helmed by Michelin-starred chef Theodor Falser, but the hotel’s own restaurant is excellent too, offering vegan alternatives and diet, alkaline and purifying menus besides the great classics. At the Vita Sana Energy spa, Claudio Setti provides guests with a wide range of treatments and personalised packages based on his methods inspired by Naturopathy, Orthomolecular nutrition and traditional Chinese medicine. Health programmes include beauty and wellness treatments using high quality and natural products, bio-energetic or Ayurvedic ones. Programmes range from 2 days to one week and of particular interest is the alkaline diet package, for detoxing and recovering optimum mental and physical shape.

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Luxury

rental

by Sara Magro

Magic Caribbean

Annick Belanger è una creativa. Se le chiedi dove ha comprato l’allegro abito che indossa, risponde: «L’ho fatto io». Con lo stesso stile leggero e colorato, ha arredato la sua villa Sweet Bocas, una moderna magic box in teak sospesa sulle acque calde e trasparenti di Bocas del Toro, arcipelago dei Caraibi davanti a Panama. La casa - che si affitta in toto a settimane - è disposta su due piani e ha 7 camere con mobili fatti a mano e tessuti ricamati da donne peruviane, mentre amache e sedie delle verande sono di artigiani senegalesi. Punto di ritrovo è la grande cucina, dove ogni mattina si sceglie il menu in base al raccolto nell’orto e alla pesca. Per il resto, le giornate in quest’angolo di paradiso si dividono fra mini crociere per avvistare delfini tra le onde e lemuri tra le mangrovie, e il relax con libri, film, musice e giochi in scatola disponibili in villa. www.sweetbocaspanama.com Annick Belanger is an artist. If you ask where she got her cheerful dress, she’ll say “I made it myself!” The same light, colourful style has been used to furnish her villa Sweet Bocas, a modern magic box in teak suspended over the warm, clear waters of Bocas del Toro, an archipelago in the Caribbean off Panama. The two-floor building has 7 rooms with artisanal furniture and fabrics woven by Peruvian women, while its outdoor hammocks and chairs have been woven by Senegalese artists. Everything revolves around the large kitchen, where the menu is set each morning based on the fresh catch and garden harvest. The rest of the time is spent on boat trips spotting dolphins on the waves and lemurs in the mangroves, or relaxing with books, films, music and board games provided at the villa.

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“Sicily at its best” MASSERIA DELLA VOLPE - NOTO - SICILY www.masseriadellavolpe.com — info@masseriadellavolpe.it — +39 0931 856055


Classic WATCHES

by Paolo De Vecchi

Il pregio della manifattura Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time

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La lavorazione in proprio è un valore distintivo che oggi appartiene a un numero di marchi sempre più esiguo Nel variegato mondo dell’orologeria, per quanto riguarda qualità e valore, sia emozionale che economico, la prima grande ed evidente linea di demarcazione tra una maison e l’altra è rappresentata dal concetto di manifattura. Ovvero, dalla capacità di avere al proprio interno l’intero ciclo produttivo, che parte dal progetto e arriva alla realizzazione del prodotto finale, passando per la costruzione di casse e movimenti e le loro innumerevoli finiture. Naturalmente, la moderna industria del tempo ha portato a una serie di ottimizzazioni, per cui non è più immaginabile il tutto fatto in casa al 100%, ma un’alta percentuale di lavorazione in proprio rende orologi e marche più interessanti, di pregio e appetibili per gli appassionati.

Girard Perregaux 1966

Piaget Altiplano

Vacheron Constantin Harmony

Zenith Elite

The value of total production

In-house production is a distinctive value that today belongs to a dwindling number of brands In the varied world of horology, when it comes to quality and value, be it emotional or economical, the first great and evident dividing line between one maison and another is the manufacturing concept. That is, being able to carry out the entire production cycle in-house, from design to the realisation of the end product, moving through the construction of cases and movements and their countless finishes. Of course, modern watchmaking has brought with it a series of optimisations, for which 100% in-house manufacture is no longer conceivable, but a high percentage does make watches and brands more interesting, valuable and attractive to enthusiasts.

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Techno WATCHES

by Paolo De Vecchi

Alta sperimentazione MB&F Legacy Machine Perpetual

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Sempre più numerose le proposte dell’orologeria contemporanea, che va spesso oltre la tradizione senza rinunciare alla meccanica L’orologeria d’alta gamma è il campo privilegiato di continue ricerche sia estetiche sia tecniche, che possono però anche – e fortunatamente – avvenire oltre il solco della più pura tradizione di settore. È il caso di un gruppo di professionisti che, nel corso di questi ultimi anni, hanno fondato marchi a proprio nome distinguendosi per molte innovazioni funzionali e di design. Tra gli esempi, spicca la sigla MB&F (l’orologiaio Max Busser & Friends, ovvero i suoi collaboratori) con il suo Legacy Machine Perpetual, un orologio di grande impatto visivo e dotato di un complesso calendario perpetuo, mentre dietro l’altra sigla HYT c’è un sistema ibrido “meccanico-fluidico” che visualizza l’ora tramite l’espandersi di un liquido colorato.

De Bethune DBS Tourbillon

HYT H1 Azo Project

Richard Mille RM63 Heure Universelle

Roger Dubuis Excalibur Spider

High experimentation Modern watch solutions are increasingly numerous, often going beyond tradition without sacrificing the mechanics High-end horology is a hotbed of ongoing aesthetic and technical research, which – also luckily – can only occur beyond the sector’s purest traditional furrow. This is the case for a group of professionals who, over recent years, have launched their own brands, standing out for their many functional and design innovations. One of these is MB&F (watchmaker Max Busser & Friends) with its Legacy Machine Perpetual, a watch with a high visual impact and complex perpetual calendar, while HYT reveals a hybrid “hydro-mechanical” system that displays the time through an expanding coloured liquid.

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“La moda è un bellissimo mestiere, ma bisogna amarlo fino in fondo, con tutti i sacrifici che comporta.

Al successo si arriva

ma il percorso non è mai facile “. Beppe Modenese

by Antonella Euli Il futuro va preso da lontano. Quello della moda incluso. Senza scomodare i nostri cugini d’Oltralpe, basta dare un’occhiata virtuale a quello che accadeva nella Sala Bianca fiorentina negli anni ’50. Boom economico, voglia di grandi bellezze, soprattutto nel vestire, dopo anni assai bui. Ci pensarono Giovanni Battista Giorgini e i suoi talenti, da Pucci alle sorelle Fontana, da Capucci a Valentino, a tornare a far sognare le donne. E non solo quelle italiane. Il made in Italy divenne nel corso dei decenni seguenti un marchio d’eccellenza, un ombrello sotto il quale stavano in tanti. Sarte, creatori, ricamatrici e tutti coloro che “respiravano” moda. Chi ha avuto modo di sentire quel vento frizzante e irripetibile di creatività all’ennesima potenza che spirava forte nel decennio ’80-’90 non lo dimentica. Anzi, lo ricorda con pura nostalgia. Milano era da bere tutta d’un sorso: frenetica, eccessiva, magica, una città dove tutto poteva accadere. 34

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Soprattutto nella moda. Giovani di ottima matita si facevano largo, pieni di idee innovative, carichi di colore e fantasia. Pochi di questi dai natali meneghini. C’erano Mariuccia Mandelli in arte Krizia (Crazy forever…), bergamasca; Gianfranco Ferré, l’architetto legnanese, Giorgio Armani, il futuro “Re” piacentino, e Gianni Versace, il calabrese geniale. Poi Moschino, Dolce & Gabbana e tanti altri. Stilisti tutti insieme a reinventare il modo di vestire. E grandi fotografi a firmare le loro campagne, e top model a indossare le loro collezioni. Beppe Modenese, presidente onorario della Camera della Moda, in una recente intervista-omaggio a Krizia l’ha definita “un’apripista che ha contribuito a dare forza a Milano, perché credeva nella moda e faceva di tutto per sostenerla. E poi gli anni a seguire sono diventati magici con Versace, Ferré, Armani. Una squadra straordinaria che ha fatto di Milano la capitale della moda”.


Giorgio Armani

Inizia come vetrinista in Rinascente, passa da Nino Cerruti per disegnare Hitman e nell’82, a 7 anni dalla nascita del suo marchio, veste Richard Gere in American Gigolo e, diventa così “Re Giorgio”. Nel 2014 ha festeggiato ottant’anni, 40 dei quali dedicati alla moda, e passerà alla storia per parecchi segni sempre coerenti con la sua eleganza sottintesa fatta da rigore minimale, tessuti e proporzioni perfette, forme sinuose. La sua firma è la giacca che smonta e ricrea per ottenere un capo destrutturato e unisex. E i tailleur fluidi, i pantaloni ampi con le pinces, le bluse morbide e sensuali. Una lista interminabile di bellezza alla quale si aggiunge il “greige”, la somma delle cromie amate e utilizzate da Armani, grigio e beige, che diventano una filosofia di vita. Initially a window dresser at La Rinascente, he moved to Nino Cerruti to design the Hitman range and in ‘82, seven years after the birth of his own brand, dressed Richard Gere in American Gigolo, thus becoming “King Giorgio”. In 2014 he celebrated 80 years, 40 of which devoted to fashion, and will go down in history for his understated elegance made of minimalism, perfect proportions and sculptural forms. His signature is the de-structured jacket, as well as fluid suits, baggy trousers with pleats, and soft, sensual blouses. An endless list of finery joined by greige, the combination of grey and beige, colours loved and used by Armani, which became a life philosophy .

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he future must be guided by the past. Including that of fashion. Without offending our cousins across the Alps, just take a virtual look at what happened in the Florentine Sala Bianca in the ’50s. An economic boom, a desire for beauty, particularly in attire, after years of darkness. Giovanni Battista Giorgini and his talents, from Pucci to the Fontana sisters, from Capucci to Valentino, let women dream again. And not just Italian ones. Over the decades to follow, Made in Italy became a mark of excellence, an umbrella that covered many. Dressmakers, artists, embroiderers and everyone who “lived” fashion. Whoever happened to feel that bracing and unrepeatable creative wind that blew so strong in the ’80s-90s won’t forget it. In fact, they remember it with pure nostalgia. Eighties Milan was frenetic, excessive and magic, a city where anything could happen. Especially in fashion. Young designers were up-and-coming,

bursting with innovative ideas, full of colour and imagination. Few were native Milanese. There was Mariuccia Mandelli, known as Krizia (Crazy forever…), from Bergamo; Gianfranco Ferré, architect from Legnano, Giorgio Armani, the future “King” from Piacenza and Gianni Versace, the genius from Calabria. Then Moschino, Dolce & Gabbana and many others. Designers together reinventing fashion. And leading photographers shooting their adverts, top models wearing their collections. Beppe Modenese, an icon of the fashion world and honorary president of the Chamber of Fashion, in a recent interview-tribute to Krizia defined her as “a pioneer who helped strengthen Milan, because she believed in fashion and did everything to support it. And then the years after were magic with Versace, Ferré, Armani. An extraordinary team that turned Milan in the fashion capital”.

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Krizia

Mariuccia Mandelli non era nata per fare la maestra. E se lo fosse stata non avremmo avuto le sue geniali intuizioni da “apripista”. Diventa Krizia in omaggio a Platone, e il marchio si impone per un’eleganza moderna e coraggiosa. Proprio come lei, che quando erano in voga i colori (1964) usava il bianco e nero, quando gli abiti andavano lunghi (’80) stupiva con gli hot pants, che al posto dei tessuti lisci usava plissè metallizzati per sculture da indossare. E anche, per ridere delle sue paure, imprimeva tigri, leopardi e pantere sulle sue maglie libere. Con animali e fumetti inventa il pop stil novo, e gli americani, impazziti, la battezzano Crazy Krizia per sottolineare le sue rivoluzioni. Non si ferma mai e dispensa il suo talento su diversi fronti: il suo profumo K de Krizia diventa la fragranza degli anni ’80, e con la K marca anche borse, piastrelle, occhiali, cravatte e persino un resort nelle Antille, il suo esclusivo K Club.

SOPRA: I SEGNI DI KRIZIA SOTTO: GIANNI VERSACE E LE SUE TOP MODEL ABOVE: SIGNATURE KRIZIA. BELOW: GIANNI VERSACE AND HIS TOP MODELS

Mariuccia Mandelli wasn’t born to be a teacher. And if she had been, we wouldn’t have had her brilliant pioneering insight. She became Krizia as a tribute to Plato, and her brand made its name for “modern, courageous elegance”. When colours were in vogue (1964) she used black and white, when dresses were worn long (’80) she shocked with hot pants, and instead of smooth fabrics used metallic materials and plissé to create wearable sculptures. She printed tigers, leopards and panthers on sweaters, inventing pop stil novo, and the Americans dubbed her Crazy Krizia for her revolutionary approach. Her talent knew no bounds and covered many different fronts: her “K” de Krizia perfume became the fragrance of the ’80s, and the K marked bags, tiles, glasses, ties and even an island in the Antilles, her exclusive K Club .

Gianni Versace

È cresciuto a Reggio di Calabria tra trine e merletti. Quando i suoi coetanei rincorrevano il pallone, lui si divertiva con ago e forbici nella sartoria della madre. Ancora non lo sapeva questo giovane Dio greco, goloso di arte e di storia, che sarebbe diventato “lo stilista”. Quello da seguire e imitare (anche se inimitabile), quello che ha preso in prestito il passato per ridisegnare il futuro. Arriva a Milano all’inizio degli anni ’70, e conquista la nuova capitale della moda internazionale. Reinventa il modello maschile che diventa sexy e ironico; sveste e riveste una donna che diventa femmina, ammaliante come i suoi abiti. Asimmetrie, stampe barocche, un uso infinito eppure armonico del colore, la maglia di metallo per ricoprire i corpi scultorei delle sue top model. Cindy, Linda, Naomi, Claudia diventano statue da vestire, pantere sinuose che calcano le passerelle e fanno sognare il mondo. Il suo simbolo è la Medusa e anch’essa arriva dalla mitologia greca, sua ispirazione. L’unica delle tre Gorgoni a non essere immortale. Un presagio? No di certo visto che dopo quasi vent’anni senza Gianni, il suo segno inconfondibile continua a incantare le platee. 36

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He was raised in Reggio, Calabria amidst scalloping and lace. While his peers chased a ball, he played with needle and scissors at his mother’s dressmaking shop. She still didn’t know about this young Greek god, greedy for history and art, who would later become “lo stilista”. The one to follow and imitate (although he is inimitable), the one who borrowed the past to create the future. He arrived in Milan in the early ’70s and conquered the new world capital of fashion. He reinvented the male model, who became sexy and ironic while his woman became female, bewitching like her garments. Asymmetries, baroque prints, infinite yet harmonious use of colour, chainmail to cover the sculptural bodies of his top models. Cindy, Linda, Naomi and Claudia became statues to be dressed, sinuous panthers that trod the catwalks and made the world dream. His symbol is the Medusa, from Greek mythology, his inspiration. The only one of the three gorgons who was not immortal. An omen? Not at all, since even after twenty years without Gianni, his unmistakable hallmark still enchants the audience.

SOPRA: LIBRI IN B/N E SFILATE MULTICOLOR PER GIANNI VERSACE SOTTO: LE CAMICIE CANDIDE DELL’ARCHITETTO FERRÉ ABOVE: BOOKS IN B/W AND MULTICOLOURED FASHIONS SHOWS FOR GIANNI VERSACE. BELOW: GIANNI VERSACE AND HIS TOP MODELS

Gianfranco Ferré

Un architetto preso in prestito dalla moda. Eccessi e stravaganze non facevano parte del suo linguaggio che invece diceva rigore, costruzione, perfezione. Un linguaggio anomalo negli opulenti Ottanta. Comunque magnifico e universale. Le sue donne erano silhouette femminili rivestite da tessuti preziosi dai tagli sartoriali. È nei libri di moda per le sue camicie candide, scultoree e costruite a regola d’arte. Sensuali o castigate, in tulle, pizzo e organza: punto di partenza per un’eleganza raffinata, soggetto di studi e grandi mostre. An architect borrowed by fashion. His language spoke of simplicity, construction and perfection, far from the excess and extravagance of the opulent Eighties. Yet magnificent and universal. His women were feminine silhouettes dressed in precious fabrics with tailored cuts. He made fashion history for his white blouses, sculptural and masterfully made. Sensual or demure, in tulle, lace and organza: the starting point for a refined elegance and the subject of studies and major exhibitions.

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A SINISTRA: MOSCHINO, ENFANT TERRIBLE DEGLI ANNI OTTANTA LEFT: MOSCHINO, ENFANT TERRIBLE OF THE EIGHTIES

Moschino

Nel 1983 Franco Moschino decide di sferzare la moda di ironia. Le sue collezioni irriverenti sempre in bilico tra gioco e couture e i suoi abiti che chiacchierano di vita sono pura innovazione. Colore e divertimento diventano la filosofia del marchio, e per Moschino la cosa buffa è “copiare e dissacrare i colleghi che si prendono troppo sul serio e portare scompiglio in percorsi troppo scontati”. Collezionicomics che ci accompagnano da allora, attraversando corsi e ricorsi della moda. In 1983, Franco Moschino decided to challenge fashion with irony. His irreverent collections, balanced between play and couture, and his vibrant garments are both pure innovation. Colour and fun became the brand philosophy, and Moschino enjoyed “copying and mocking my colleagues, who take themselves too seriously, and throwing accepted canons into confusion”. His cartoon collections have accompanied us since then, through the ebb and flow of fashion . Dolce& Gabbana

SOTTO E A DESTRA: DOLCE&GABBANA E LE LORO VISIONI DI DONNA BELOW AND RIGHT: DOLCE&GABBANA AND THEIR VISIONS OF WOMEN

Un siciliano e un milanese alla conquista del mondo. È la storia di Domenico Dolce e Stefano Gabbana: due percorsi differenti ma una comune visione della moda e dell’idea di donna. Debuttano a fine ’85 a Milano Collezioni e i loro capi made in Sicily stupiscono per l’originalità. È fatta, la collezione piace ai famosi e a chi famoso diverrà; le marcate influenze siciliane sono un insieme sensuale tra sacro e profano e il nero impera. L’anno dopo nasce la loro collezione autoprodotta, la prima di una trionfale scalata verso un successo che non ha mai subito arresti. Complici le storiche campagne stampa: conturbanti immagini di femmine mediterranee riprese da fotografi d’eccezione. A Sicilian and a Milanese take over the world. That’s the story of Domenico Dolce and Stefano Gabbana, from two different backgrounds but with a common vision of fashion and of women. Debuting in late ‘85 at Milano Collezioni, their highly original garments made an impact, and the collection won favour among the famous and the almost famous; the marked Sicilian influences are a sensual mix of the sacred and the profane, with black reigning supreme. The following year saw their own, self-produced collection, the first in what would be their triumphant rise to success, accompanied by famous ads with images of sultry Mediterranean women taken by leading photographers.

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Fausto Puglisi

Ci siamo. From Eighties to the future. A raccogliere il testimone dei grandi stilisti anni Ottanta è, ancora una volta, un talento del sud. Fausto Puglisi, messinese, classe 1976. Innamorato del fare di Gianni Versace da sempre. Grato a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per aver creduto in lui. Sfrontato, ispirato, simpatico, timido, talentuoso, divo. E se è vero che i simili si attraggono, non è un caso il sodalizio con le star hollywoodiane, leggi Madonna. Nel recente concerto di Torino lei l’ha voluto sul palco e ha urlato il suo nome. Quando era poco più che un ragazzo, stanco dell’Italia, con coraggio e incoscienza, ha preso una valigia con una mini collezione confezionata da sarte messinesi ed è partito verso il sogno americano. Il suo stile opulento trae ispirazione dal classicismo e dal barocco e si muove trasversale dagli abiti da gran sera al jeans. Bingo! New York, Dallas poi Los Angeles, dritto verso la meta. Il decollo vero è in Italia nel 2010 alla corte di Dolce & Gabbana, dove presenta i suoi capi nel progetto di retail Spiga 2 dedicato ai brand emergenti. Sempre più in alto: nel 2013 debutta a Milano e oggi Fausto Puglisi è venduto in oltre 160 punti vendita in tutto il mondo. E domani? We’re here. From the Eighties to the future. Taking the baton from the great Eighties designers is, once again, a talent from the south. Fausto Puglisi, from Messina, class of 1976. In love with the work of Gianni Versace. Grateful to Domenico (Dolce) and Stefano (Gabbana) for believing in him. Cheeky, inspired, likable, shy, talented, a star. And if it is true that like attracts like, his alliance with Hollywood stars is no accident. At Madonna’s concert in Turin, she took him on stage and shouted his name. I’ve known him since he was no more than a boy and have always admired him. Tired of Italy, he packed his case with a mini collection made up by local dressmakers and he set off, bravely and unaware, towards the American dream. His opulent style draws inspiration from classicism and baroque, ranging from evening gowns to jeans. And then Bingo! New York, Dallas and Los Angeles. His real rise to fame came in Italy in 2010 at Dolce&Gabbana, where he presented his garments at the Spiga 2 retail project devoted to up-and-coming brands. In 2013 he debuted in Milan and today Fausto Puglisi is sold in over 160 stores worldwide. And tomorrow?

UN RITRATTO DI FAUSTO PUGLISI, LA SUA PASSERELLA E SUL PALCO CON MADONNA A PORTRAIT OF FAUSTO PUGLISI, HIS CATWALK AND ON STAGE WITH MADONNA

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HAND MADE

OGGETTI DI HAUTE ÉCRITURE Nell’era della comunicazione via email, il vero lusso è riappropriarsi della scrittura. E farlo attraverso qualcosa di prezioso

by Antonella Euli

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HAND MADE

C IN APERTURA, CARLO E. NALDI E IL FIGLIO SAMUEL, UNA FAMIGLIA DI IMPRENDITORI CON LA PASSIONE PER IL BELLO. IN QUESTE PAGINE ALCUNE PENNE EDELBERG, OGGETTI PREGIATI CHE CELEBRANO L’ARTE DELLA SCRITTURA OPENING PAGE, CARLO E. NALDI AND HIS SON SAMUEL, A FAMILY OF ENTREPRENEURS WITH A PASSION FOR BEAUTY. ON THESE PAGES, SOME EDELBERG PENS, PRECIOUS OBJECTS THAT CELEBRATE THE ART OF WRITING

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hi ha detto che il fatto a mano è solo appannaggio del vestire? Nel segmento lusso tutto, o quasi, è fatto a mano. Prendiamo le penne, per esempio. Le Edelberg, “figlie” di un’idea di Carlo E. Naldi, sono oggetti di culto per gli appassionati della haute écriture. Alta manifattura svizzera a sigillo di qualità, per dare forma al progetto di un imprenditore italiano e collezionista di “cose belle” con il pallino del design. Il quale, con l’aiuto di artigiani ginevrini altamente qualificati, realizza a mano penne di alta gamma impiegando solo materiali pregiati. Già la scelta del nome, Edelberg, è sinonimo di originalità. Lo formano due parole, entrambe un omaggio alla tradizione: Edelweiss (stella alpina) e Gutenberg; l’una simbolo nazionale della Svizzera, l’altra per celebrare Johannes Gutenberg, l’inventore della macchina da stampa meccanica. L’acronimo rispecchia così la naturale bellezza svizzera, l’artigianato di qualità e l’innovazione, tutti valori fondamentali del marchio. Unicità e bellezza sono i segni di questi pregiati strumenti high-tech per la scrittura. Ogni pezzo nasce a tavolino ed è frutto di un gruppo di brillanti creativi; dopo la progettazione c’è la realizzazione, e gli artigiani Edelberg possiedono l’abilità necessaria per fare il meglio. Hanno a disposizione materiali innovativi come fibra di carbonio, resine preziose e componenti fotoluminescenti - SuperLumiNova - che si illuminano al buio, creando un effetto straordinario e mai osato prima negli strumenti di scrittura. Accanto all’innovazione c’è la tradizione che prevede l’utilizzo dei classici oro, acciaio e rodio. E così, fase dopo fase, la penna prende vita. Magnifica, unica, esclusiva. Perché il credo di Edelberg è perfezione. Assoluta.


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HAND MADE

OBJECTS OF HAUTE ÉCRITURE In this age of email correspondence, going back to hand writing is a true luxury. Particularly with something precious

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ho said that handmade only applies to clothing? In the luxury sector everything, almost, is handmade. Take pens, for example. Edelberg, the brainchild of Carlo E. Naldi, is a cult object for fans of haute écriture. Swiss manufacture as a seal of quality, giving shape to design by an Italian entrepreneur and collector of “fine objects” who, with the help of highly qualified Genevan artisans, hand makes high-end pens using precious materials only. Even the choice of name, Edelberg, is synonymous with originality. Formed from two words, Edelweiss and Gutenberg, both are a tribute to tradition. One, the national emblem of Switzerland, the other to celebrate Johannes Gutenberg, inventor of the printing press. The name thus reflects

natural Swiss beauty, quality workmanship and innovation, all basic values of the brand. Uniqueness and beauty mark these fine hightech writing instruments. Each piece is individually conceived, fruit of a group of brilliant artists; design is followed by production, and Edelberg artisans have the skill required to excel, using also innovative materials like carbon fibre, precious resins and luminous components - SuperLumiNova – which glow in the dark, creating an extraordinary effect never before used in writing instruments. Next to innovation is tradition, which sees the use of the classic gold, steel and rhodium. And the pen takes shape, one phase after another. Magnificent, unique, exclusive. Because Edelberg is about absolute perfection.


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S m i l e , sei in Argentina Da Buenos Aires alle cascate di IguazĂş Text by Nastia Filippi, photos by Andrea Ruggeri

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ARGENTINA

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Buenos Aires, ride un po’ sguaiata la statua di Jorge Bergoglio che benedice turisti e ballerini di tango dall’alto di una casetta del Caminito di Boca. Ride a crepapelle il fantino Irineo Leguisamo, “el màs grande jockey de todos los tiempos, 1903-85”, nel busto dedicatogli all’Hipódromo Argentino di Palermo. In Plaza de Mayo ride in cuor suo Mauricio Macri, il nuovo inquilino della Casa Rosada, vincitore a sorpresa delle presidenziali di novembre, quando contro ogni pronostico ha battuto il candidato della presidenta uscente Cristina Kirchner. E ride di gusto anche il re dell’immobiliare, mecenate e collezionista d’arte Eduardo Costantini: il suo Malba, che aprì nel 2001 in piena tragedia economica, oggi è il numero uno fra i musei d’arte contemporanea del Sudamerica. Insomma, si ricreda chi pensa che in Argentina ci sia poco da ridere. Regimi militari e crisi economiche non piegano mai questo popolo indomito, il cui animo battagliero è ben rappresentato dal combattivo Papa Francesco. Qui ognuno sa ridere, ma a modo suo. Perché c’è qualcosa di inclassificabile e di contraddittorio in questa metropoli dove tutti sanno, allo stesso tempo, divertirsi e piangere, mangiare e lamentarsi, dedicarsi alle arti e contestare il potente di turno. Che luogo sarà mai, d’altronde, una città che detiene il record mondiale di possessori di cani (500mila su tre milioni di abitanti!), di pazienti di psicologi nonché di spettatori di teatro? A naso, si direbbe una città insicura, bisognosa di affetto, di compagnia, di certezze, mentre si pone domande 48

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A SINISTRA: BUENOS AIRES, CAPITALE DELL’ARGENTINA, MA ANCHE DEL POLO E DEL TANGO. SOTTO: LA MITICA RUTA 40 ATTRAVERSA ANCHE LA REGIONE DI SALTA PER 165 KM, TRA CAFAYATE E CACHI DEL VALLE; UN VECCHIO PONTE DI FERRO NELL’ARIDA REGIONE DI SALTA. NELLE PAGINE PRECEDENTI: LE CASCATE DI IGUAZÚ, AL CONFINE CON IL BRASILE LEFT: BUENOS AIRES, CAPITAL OF ARGENTINA, AND OF POLO AND THE TANGO. BELOW: RUTA 40, THE LEGENDARY NATIONAL ROAD/STREET, 165 KM ACROSS THE SALTA REGION, BETWEEN CAFAYATE AND CACHI DEL VALLE; AN OLD STEEL BRIDGE IN THE ARID SALTA REGION. ON THE PREVIOUS PAGES: THE IGUAZU FALLS, ON THE BORDER WITH BRAZIL

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LE SALINE DI SALTA, NELL’ARGENTINA DEL NORD. È UN MONDO RURALE E ANTICO, MOLTO DIVERSO DALLA MODERNA BUENOS AIRES. A BARE STRETCH OF LAND IN THE SALTA PROVINCE, IN NORTHERN ARGENTINA. AN OLD, RURAL WORLD, SO DIFFERENT FROM THE MODERN BUENOS AIRES

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ARRIVARE LATAM vola tutti i giorni da Malpensa a Buenos Aires via San Paolo (lan.com, tam.com.br) TOUR OPERATOR Ruta 40 (www.ruta40.it) DORMIRE A Buenos Aires: Recoleta Grand Hotel (www.recoletagrand.com); Hotel Boca (www. hotelbocajuniors.com). A Iguazú: Iguazú Grand resort (www.iguazugrand.com) e da aprile 2016 nuovo eco resort Awasi (http://www.awasi.com/). A Cafayate: Viñas de Cafayate (www.cafayatewineresort.com) e Grace Hotel (www.gracehotels.com). A Salta: Legado Mítico (www.legadomitico.com) MANGIARE A BUENOS AIRES Roux (www.rouxresto. com). Astor Manduque Porteno (www.astorbistro.com). La Mar Cebicheria (www.lamarcebicheria.com.ar) ALTRE INFO www.turismosalta.gov.ar

sull’esistenza e sulla sua precarietà. Del resto nella cosmopolita Buenos Aires tutti hanno radici altrove e quasi tutti hanno sperimentato sulla propria pelle la perfidia della Storia, dalla repressione dei generali alla disfatta nelle Falkland, dall’inflazione perenne alle sconfitte della nazionale albiceleste (l’ultima vittoria nei mondiali di calcio risale al 1986). Sarà per questo che i porteños sono al contempo così retorici e così ironici, così diversi dal resto degli argentini? Per verificarlo, basta prendere un volo interno e fare un salto in altri angoli del Paese, magari quelli più spettacolari e selvaggi, come le cascate di Iguazú o i canyon del Norte, fra Salta e Cafayate: sembrerà di trovarsi in un’altra Argentina, lontana dai luoghi comuni che la associano solo alla pampa e ai gauchos, al tango e al futból, all’asado e al polo… Un’Argentina meno introversa e problematica, dove la potenza della natura lascia senza fiato. Iguazú: due miliardi di litri d’acqua al secondo, il fragore continuo di 275 cascate distribuite su tre chilometri e alte fino a 80 metri, il brivido supremo di spingersi nel cuore della Garganta del Diablo, la “gola del diavolo” dove 14 cascate si uniscono nel salto d’acqua più potente del mondo. Il Norte: gole degne del Gran Canyon, montagne colorate, deserti e laghi salati, bianchi e fruttati vini Torrontés che maturano ai 1700 metri di Cafayate (con il record mondiale del vigneto biodinamico Altura Maxima dell’azienda Bodega Colomé: 3.111 metri di quota!). Una natura estrema, insomma, che restituisce sensazioni estreme. Una natura ridente? Se lo è, di sicuro anch’essa sa ridere a modo suo.

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ARGENTINA

LA ZONA INTORNO ALLA CITTÀ DI CAFAYATE È CONOSCIUTA PER LE VALLI CALCHAQUÍES, E PER LA QUEBRADA NELLA VALLE DEL RIO DE LA CONCHAS, IMPONENTE COME IL GRAND CANYON NEGLI STATI UNITI THE AREA AROUND THE CITY OF CAFAYATE IS FAMOUS FOR THE VALLES CALCHAQUÍES, AND ESPECIALLY FOR THE QUEBRADA IN THE VALLE DEL RIO DE LA CONCHAS, AS IMPRESSIVE AS THE US GRAND CANYON

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SMILE, YOU ARE IN ARGENTINA From Buenos Aires to the Iguazú Falls

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n Buenos Aires, the statue of Jorge Bergoglio almost guffaws as he blesses tourists and tango dancers from the top of a house in Caminito di Boca. The jockey, Irineo Leguisamo, “el màs grande jockey de todos los tiempos, 1903-85”, splits his sides in the bust dedicated to him at the Hipódromo Argentino di Palermo. In Plaza de Mayo, Mauricio Macri, newcomer to the Casa Rosada and surprise winner of November’s presidential elections, laughs to himself, having beaten the outgoing president Cristina Kirchner against all odds. And even the real estate king, patron and art collector Eduardo Costantini can have a right belly laugh: his Malba, which he opened in 2001 at the height of the recession, is the number one contemporary art museum in South America today. In short, whoever thinks there is nothing to smile about in Argentina can think again. Military regimes and economic recessions have never broken this indomitable people, whose fighting spirit is well represented by the pugnacious Pope Francis. Here, everyone smiles, but in their own

way. Because there is something unclassifiable and contradictory in this metropolis where everybody can, at the same time, have fun and yet cry, eat and complain, concentrate on the arts and contest the latest in power. And what kind of place would it be, on the other hand, as holder of the world record for dog ownership (500,000 out of 3 million inhabitants!), for therapy patients as well as for theatre-goers? Off the top of your head, you’d say an insecure city, needing affection, company and certainties, as it wonders about existence and its unpredictability. Then in the cosmopolitan Buenos Aires everyone has roots elsewhere and almost everyone has experienced the treachery of history first hand, from military repression to the defeat at the Falklands, from ongoing inflation to the humiliation of the national football team (the last soccer world cup victory dates back to 1986). Could that be why the porteños are so rhetorical and so ironic at the same time, so different from other Argentineans? To be sure, just take a domestic flight and check out the other corners

of the country, maybe the more spectacular and wild places, like the Iguazu Falls or the canyon in el Norte, between Salta and Cafayate: it is like being in another Argentina, far from the clichés that equate it with the Pampas and the gauchos, tango and football, with Asado and polo… A less introverted and problematic Argentina, where the power of nature takes your breath away. Iguazu: two billion litres of water per second, the constant roar of 275 falls distributed over three kilometres and up to 80 metres high, the supreme thrill of venturing into the heart of the Garganta del Diablo, the Devil’s Throat, where 14 falls merge to make the world’s most powerful cascade. El Norte: gorges to rival the Gran Canyon, coloured mountains, deserts and salt lakes, fruity white Torrontés wines that ripen at the 1,700 metres of Cafayate (with the world record of Bodega Colomé’s biodynamic Altura Maxima vineyard: at 3,111m a.s.l!). An extreme nature, basically, that arouses extreme sensations. A smiling nature? Yes. And one that can smile in its own way.

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ARGENTINA

UNA STRADA ATTRAVERSA I VIGNETI NELLE VALLES CALCHAQUÍES. IL VINO PRODOTTO NELLA REGIONE TRAE BENEFICIO DAL CLIMA MITE E ASCIUTTO DELLE VALLI. IL VINO PIÙ CARATTERISTICO DELLA REGIONE È IL TORRONTÉS COLTIVATO A 1700 METRI A ROAD THROUGH THE VINEYARDS IN THE VALLES CALCHAQUÍES. THE WINE PRODUCED IN THE REGION BENEFITS FROM THE MILD, DRY CLIMATE OF THE VALLEYS. THE MOST REGION’S CHARACTERISTIC WINE IS TORRONTÉS, CULTIVATED AT 1,700 METRES

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ITALIAN style PET DESIGN www.inamorada.com


ROMANTIC COURMAYEUR

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ourmayeur è un luogo votato al “gran turismo” sin dal XVII secolo, periodo in cui era nota come località termale per le sue 4 fonti di acqua solforosa. Il più antico albergo della zona, inaugurato nel 1854, è il Grand Hotel Royal e Golf che ha ospitato da sempre personaggi eccellenti, dalla Regina Margherita a Giosuè Carducci per citarne solo un paio, e ancora oggi è meta di un turismo internazionale d’élite. Claudio Coriasco, General Manager dell’albergo, svela che per accontentare anche gli ospiti più esigenti, il segreto è mantenere sempre molto alto il livello dell’accoglienza e

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by Annalisa Gemmari

dei servizi, cercando di far sentire ciascuno nella sua casa. E che casa! La hall imponente, elegantemente arredata, dove si respira un’atmosfera d’altri tempi, è preludio di raffinate sorprese, come l’aperitivo nel dehors riscaldato dai bracieri, dove vengono offerti champagne Ruinart Rosè, caviale, ostriche e salmone. Il Grand Hotel è il posto ideale per un weekend romantico. Si soggiorna in una delle sontuose suite con i soffitti alti, i bagni in marmo, il room service 24h. Si cena tête-à-tête alla Tour Royal, una dimora medievale di fianco all’albergo dove il tempo pare essersi fermato. Già al piano terra, ingresso


LA PISCINA ESTERNA RISCALDATA E CIRCONDATA DALLA NEVE, DOVE SI PUÒ NUOTARE ANCHE D’INVERNO AN EVOCATIVE PICTURE OF SNOW AROUND THE HEATED OUTDOOR POOL, WHERE GUESTS CAN SWIM IN WINTER

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COURMAYEUR

più recente alla torre, aleggia il profumo del passato: nelle pareti in pietra, nicchie illuminate ospitano bottiglie di Krug e accanto ad arredi d’epoca, decine di candele scaldano l’ambiente. La serata inizia con l’aperitivo: due coppe di bollicine della storica Maison di Reims accompagnate da caviale, salmone, ostriche e fois gras servite al piano di mezzo, mentre la cena è al piano superiore in una sala in puro stile valdostano, con mise en place elegantissime: tovaglie di lino bianco, piatti e bicchieri firmati Hermès, candele. Il menu è preparato da Maura Gosio, chef stellata che cura tutta la ristorazione dell’hotel. Per il brindisi si può scegliere tra 600 etichette conservate nella fornita cantina. Super romantica è infine la Royal Private Spa, una suite dalle pareti di corteccia e luci soffuse, con idromassaggio, bagno turco, sauna e doccia riservati solo alla coppia. Per due sono anche i trattamenti con prodotti a base di pietre preziose, i massaggi e gli intermezzi golosi tra selezioni di petite-patisserie, frutta fresca, champagne ghiacciato, tisane e infusi. I cani sono benvenuti. I proprietari dell’hotel li amano molto. Infatti, basta avvertire, per trovare in camera cuccia e ciotole, menu speciale (anche in caso di diete) e, su richiesta, dog sitting e assistenza veterinaria. Inoltre, per tutto il 2016, nella lobby c’è una vetrina dedicata a Inamorada, maison di haute couture e accessori per cani di ogni taglia e razze. www.hotelroyalegolf.com

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IN QUESTE PAGINE: SCORCI DELLA TOUR ROYAL, LA DIMORA MEDIEVALE ADIACENTE ALL’ALBERGO, TEATRO DI CENE ROMANTICHE ON THESE PAGES: VIEWS OF THE TOUR ROYAL, THE MEDIEVAL TOWER NEXT TO THE HOTEL, A STAGE FOR ROMANTIC DINNERS FOR TWO


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COURMAYEUR

LUXURY EXPERIENCE C

ourmayeur has been a tourist town for the aristocratic élite since the seventeenth century, known at the time as a spa resort thanks to its 4 hot sulphur springs. The oldest hotel in the area is the Grand Hotel Royal e Golf, which opened in 1854 and always hosted the excellence, from Queen Margherita of Savoy to Giosuè Carducci, Nobel Prize in Literature, just to name but a few, and even today it is a tourist destination for the international upper class. Claudio Coriasco, the Grand Hotel General Manager, reveals his secret of success: ‘satisfying even the most demanding guests means being able to maintain the highest level of hospitality and services, so as to make everyone feel at home’. And behold the old-style structure... its impressive lobby is elegantly furnished, pervaded by an atmosphere of times gone by, just a preliminary to fine surprises such as starting off with a rich aperitif, the Ruinart Rosé Champagne with caviar, oysters and salmon appetizers served in the outdoor area heated by braziers. To plan a romantic weekend for two just rely on the enticing proposals of the Grand Hotel, like staying in one of its exclusive suites (24h room service), each suite typically with high ceilings, elegant furnishings and precious details, such as marble bathrooms, adequate to the Grand Hotel reputation. For an unforgettable experience nothing beats a dinner têteà-tête with your partner at the Tour Royal, the Royal Tower, an adjacent medieval mansion where time seems to stand still.. At the entrance to the best renewed Tower, on the ground floor there wafts the scent of

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the past: within the stone walls, well-lit niches host bottles of Krug, while on the antique furniture dozens of candles are placed to create a warm romantic atmosphere. The evening typically starts off with the ritual of the aperitif served on the middle floor: two glasses of champagne from the historical Maison de Reims, accompanied by caviar, salmon, oysters and foie gras, while dinner is provided upstairs in a room decorated with highly refined elegance in pure Aosta Valley style. The table for two is clad with pure white linen, each setting ready with Maison Hermes dishes and glasses, and again the whole picture romantically lit by lamps and candles. As expected, dinner is served and personally signed by Maura Gosio, the starry chef, catering manager at the Grand Hotel. And for their drinks, guests can choose from 600 prestigious labels coming from the rich hotel cellar. Another precious experience to try out for couples is the Royal Private Spa, a private suite with boiserie walls and soft lighting, provided with a Jacuzzi, a Turkish bath, sauna and shower. The rituals for a couple at the Luxury Private Spa include an exclusive range of precious gem-stones products, massages plus delicious interludes such as selections of pastry (petite patisserie), fresh fruit, chilled champagne, herbal or traditional teas. Finally, if you are traveling together with Fido or Fluffy, you won’t be disappointed, because your four-legged friends will be welcome here! Thanks to the special passion and sensitivity of the hotel owners for dogs, the Grand Hotel offers well-equipped rooms with pet beds and


SOPRA: LA TOUR ROYAL VISTA DALL’ESTERNO. A DESTRA: MAURA GOSIO, CHEF DEL GRAND HOTEL ROYAL E GOLF, PREPARA LA CENA TETE-À-TETE. IL MENU LO SCELGONO GLI OSPITI E MAURA LO RIELABORA PER METTERE IN TAVOLA PIATTI “SU MISURA”. A SINISTRA: TRATTAMENTO DI COPPIA NELLA PRIVATE ROYAL SPA ABOVE: THE TOUR ROYAL SEEN FROM OUTSIDE. RIGHT: MAURA GOSIO, CHEF OF THE GRAND HOTEL ROYAL E GOLF, PREPARES THE TETE-À-TETE DINNER. GUESTS CHOOSE THE MENU AND MAURA BRINGS PERSONALISED DISHES TO THE TABLE. LEFT: COUPLE TREATMENTS IN THE PRIVATE ROYAL SPA

bowls, plus some request services, such as dedicated special diet cooking, dog sitting and veterinary care. And.. any other extra for our furry friends? Oh, yes!! In 2016, the Grand Hotel Royal made a one-year agreement, with Inamorada, an Italian fashion house that produces an exclusive Haute Couture line of rich materials and accessories for dogs of all sizes and breeds, dedicating a showcase in the Hall along with other prestigious fashion, textile and home décor companies.

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Extraordinary Edition by Sara Magro

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L’HOTEL EDITION SI TROVA NELLA TORRE DELL’OROLOGIO IN MADISON SQUARE PARK, NEW YORK. IN QUESTA FOTO IL BAR AL SECONDO PIANO EDITION HOTEL INSIDE THE CLOCKTOWER IN MADISON SQUARE PARK, NEW YORK. THIS PHOTO: THE BAR ON THE SECOND FLOOR

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NEW YORK

A

ll’ingresso, un salotto rivestito di boiserie in quercia scura, una scala-scultura color crema in fondo, lo stucco veneziano alle pareti, le poltrone con morbidi plaid appoggiati sopra. Ogni spazio dell’Edition Hotel di New York è studiato, personalizzato, valorizzato, come fosse una casa privata. Ma, sia inteso, non è la solita “casa lontano da casa”. È un hotel che ricerca l’atmosfera e il calore di una casa di città. Quindi niente pezzi in serie, perlopiù pezzi unici, adatti a questo o a quell’angolo, ma non altrove. Il camino in acciaio, forgiato a mano e lungo quasi 10 metri, è simile a quello dell’appartamento di Ian Schragher (vedi pag. 16), che ha creato il brand Edition insieme a Marriott; c’è anche una

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L’EDITION DI NEW YORK PROPONE UNA NUOVA IDEA DI LUSSO, SEMPLICE E SOFISTICATO. CHI VIAGGIA OGGI VUOLE TUTTO A PORTATA DI MANO: SPAZIO PER LAVORARE, PER IL RELAX,

lampada che arriva addirttura dalla sua villa agli Hamptons. Come in una dimora, anche le stanze sono tutte diverse. Non ci si sente mai in albergo, bensì ospiti di un amico dai gusti raffinati. Un amico che vive all’interno dell’iconico edificio della Clocktower, nella centralissima Madison Square Park. Nelle camere predominano le tonalità neutre, bianco, avorio, tortora, poltrone di velluto, librerie all’inglese, luci di design, e il letto, imponente, è al centro, come fosse un talamo. A parte la casa di Schrager, le fonti di ispirazione sono i dorati anni Venti della metropoli: le dimore su Fifth Avenue, le architetture di Stanford White e i club privati dell’epoca. La cui atmosfera si ritrova nell’area aperta al pubblico al secondo piano, dove sono

la sala da biliardo, la biblioteca che serve cocktail, il ristorante diviso in tre sale piccole, per cenare più intimamente o più romanticamente. Alle pareti, tante foto di americani famosi, un libro aperto sulla storia della città. In cucina, Jason Atherton, uno degli chef più promettenti di Londra. Fin qui tutto “comme il faut”. Ma ciò che distingue l’Edition dagli altri hotel di lusso di New York è lo stile di ospitalità pensato per un viaggiatore contemporaneo: lavora con laptop e fa riunioni ovunque, visita la città, dopodiché vuole ritirarsi e divertirsi. Bere un ottimo cocktail, rilassarsi, giocare al biliardo, mangiar divinamente. A zero chilometri, nel posto più cool dei circondario. www.editionhotels.com

PER DIVERTIRSI EDITION HOTEL OFFERS A NEW IDEA OF LUXURY, SIMPLE AND SOPHISTICATED. TODAY’S TRAVELLERS WANT EVERYTHING TO HAND: A PLACE TO WORK, RELAX AND HAVE FUN

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NEW YORK I COLORI NATURALI DELLE STANZE CONTRASTANO CON I VERDI, ROSA, VIOLA E BLU DEL RISTORANTE E DELLA SALA DA BILIARDO, CHE SI ISPIRANO AI CLUB ANNI VENTI THE NATURAL COLOURS OF THE ROOMS CONTRAST WITH THE GREENS, PINK, PURPLE AND BLUE OF THE RESTAURANT AND THE BILLIARDS ROOM, WHICH DRAW INSPIRATION FROM THE TWENTIES

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Extraordinary

Edition

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n the lobby, a room with dark oak panelling, an ivorycoloured sculpture-staircase at the back, Venetian stucco work on the walls. Every area of New York’s Edition Hotel has been designed, personalised and enhanced as if it were a private home. But it doesn’t seek to be a home away from home, mind. It aims to be a hotel with the atmosphere and warmth of a home. So no mass produced furnishings, but unique pieces, suited to this or that corner, and no other. The fireplace in hand-forged steel, almost 10 metres long, for example, is like the one in the home of the hotel’s designer Ian Schragher, and the same goes for a lamp, taken straight from his villa in the Hamptons. The feeling is the same in the rooms, each one different from the other. It is not like staying in a hotel, but as guests in the sophisticated home of a friend. A friend who lives in the iconic Clocktower on Madison Square Park; New York, New York! Neutral hues dominate the 273 bedrooms, white, ivory and dove grey, with velvet armchairs, English-style bookcases, striking lamps, and the bed in the centre, slightly raised, like a in sumptuous bridal chamber. Besides Schrager’s home, sources of inspiration include the city’s golden Twenties: the residences on Fifth Avenue, the architecture of Stanford White and the private clubs of the time. This is the atmosphere in the area open to the public on the second floor: the billiards room, the library that serves cocktails, the restaurant divided into three small rooms, for more intimate or even more romantic dining. Photos of famous American’s hang in gold frames on the walls, like an open book on the city’s history. The restaurant is helmed by Jason Atherton, one of London’s most promising chefs. So far, all “comme il faut”. But what sets Edition apart from other luxury hotels in New York is its style of hospitality, catering for the modern traveller who works everywhere on his computer, has meetings, visits the city, but then wants to sit back and have fun. Drink a fine cocktail, relax, play billiards, dine like a king. At 0 km, in the coolest place in the city has to offer.

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Dino Colli

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Ospitalità per tradizione by Antonella Euli

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ortina non sarebbe la stessa senza lo storico Hotel De La Poste. È un’istituzione fin dai primi anni del Novecento e da allora mantiene inalterato il suo fascino. L’ospitalità è una tradizione per la famiglia Manaigo, e il capostipite di questa dinastia di albergatori probabilmente aveva il senso dell’accoglienza scritto nel dna. La storia narra che già nel 1811 Silvestro Manaigo ottenne dal comune di Cortina la licenza di alloggio, stalla e osteria per “l’albergo” sorto sui ruderi della chiesa di Santa Caterina. Passarono gli anni, e nel 1905 Massimiliano, nipote di Silvestro, trasformò la

locanda in albergo ampliandola e aggiungendovi due piani. Dopo l’interruzione forzata per la Prima Guerra Mondiale, l’Hotel “Posta” riprese l’attività e tra le due guerre l’edificio venne ancora migliorato. Un altro fermo tecnico per la seconda guerra poi, una volta deposte le armi, Giulietta Manaigo trasformò la vecchia osteria nel “Bar” del Posta. Ebbe inizio un periodo d’oro per Cortina e per il Posta che divenne dimora abituale di ospiti illustri, vedi Ernest Hemingway. Il mitico Bar, lanciato da Renato Haussmann, ha consacrato la fama dell’albergo che da allora è “la casa” degli habitué della

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Dino Colli

CORTINA D’AMPEZZO

Perla dolomitica. Ampliato e ristrutturato nel ’56, anno delle Olimpiadi, “il Posta” diventa il luogo dove alloggiano nobili e aristocratici, attori e scrittori. Al suo Bar gestito da Antonio Di Franco (allievo di Haussmann) si incontrano proprio tutti. Negli anni della dolce vita ampezzana in regia c’erano i fratelli Renato e Marisa Manaigo poi, col tempo a Renato sono subentrati i figli, prima Gottardo e ora Gherardo, mentre Marisa, tutt’ora punto di riferimento per la nuova generazione, ha ceduto il testimone alla figlia Michela. Alla nuova generazione chiediamo di illustrare in due battute il futuro del Posta. «È un grande onore gestire uno dei “Locali Storici d’Italia”, appartenuto alla stessa famiglia del fondatore per cinque generazioni ininterrottamente - conclude Gherardo - quindi il nostro compito è rinnovare ma senza mai perdere di vista la nostra tradizione di ospitalità». www.delaposte.it

NELLE SUITE RAFFINATE DEL POSTA CI SI SENTE A CASA, E QUANDO SI HA VOGLIA DI STARE IN COMPAGNIA BASTA SCENDERE AL BAR DOVE SI RESPIRA L’ATMOSFERA DELL’ANTICA STUBE AMPEZZANA, CHE SI TRASFORMA NELL’OTTIMO RISTORANTE DELLO CHEF GIANFRANCO FAUSTINI IN POSTA’S ELEGANT SUITES YOU FEEL AT HOME, AND IF YOU FANCY SOME COMPANY, JUST GO DOWN TO THE BAR WHERE YOU CAN BREATH IN THE ATMOSPHERE OF OLD LOCAL STUBE, WHICH IS TRANSFORMED INTO THE FINE RESTAURANT HELMED BY CHEF GIANFRANCO FAUSTINI

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Hospitality by tradition Cortina wouldn’t be the same without its famous Hotel De La Poste, an institution that has kept its original charm since the early twentieth century. Hospitality is a tradition for the Manaigo family and the progenitor of this dynasty of hoteliers probably had it written in his genes. The story has it that in 1811 Silvestro Manaigo obtained from the municipality of Cortina a licence for lodgings and board for “the hotel” that stood on the ruins of the Church of Santa Caterina. Years passed, and in 1905 Massimiliano, Silvestro’s grandson, transformed the inn into a hotel, expanding it and adding two more floors. After forced closure due to the First World War, Hotel “Posta” reopened and the building was further improved between the two wars. More downtime followed during the Second World War, then, once peace reigned again, Giulietta Manaigo changed the old inn into the Posta “Bar”. A golden age began for Cortina and for Posta, which became a regular haunt for famous guests, like Ernest Hemingway. The legendary Bar, launched by Renato Haussmann, brought fame to the hotel which would henceforth be “home” to regulars at the pearl of the Dolomites. Expanded and renovated in 1956, the year of the Olympics, Posta became the place where the nobility and aristocrats, actors and writers would stay and its bar, run by Antonio Di Franco (Haussmann’s understudy) was where everyone would meet. At the helm of the hotel during the years of the resort’s dolce vita were siblings Renato and Marisa Manaigo, with Renato later succeeded by his sons,

first Gottardo and then Gherardo, while Marisa, still a reference point for the new generation, passed the baton to her daughter Michela. We asked the new generation to express the future of Posta in two sentences. “It is a great honour to run one of “Italy’s Historical Establishments”, belonging to the same family as the founder for five generations without interruption - concludes Gherardo – so our job is to reinvent without ever losing sight of our tradition in hospitality”.

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WONDERFUL G A L A PA G O S Incontri ravvicinati con iguana, leoni marini, squali e tartarughe giganti circondati da una natura spettacolare by Andrea Pezzini

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CRUISE TO GALAPAGOS

È

deciso: dopo anni di convivenza è arrivato il momento di convolare a nozze. E per celebrare questo felice momento vogliamo una luna di miele indimenticabile. MI consulto con la mia futura moglie e optiamo per le Galapagos, una meta diversa dai nostri usuali viaggi. Come sempre incarico la mia agenzia di charter Floating Life (floatinglife.com) per l’organizzazione e scelgo di affittare un catamarano locale già provvisto di licenze per entrare nel parco. Partiamo in serata con un volo di linea per Quito, Equador, e con un secondo volo privato arriviamo a San Cristóbal, dove pernottiamo. Dopo colazione incontriamo la nostra guida, un simpatico e preparato guardia parco e, arrivati al porto, con un piccolo tender raggiungiamo il catamarano. A bordo, il comandante ci presenta l’equipaggio mentre la guida ci illustra il viaggio che si svolgerà nella parte sud dell’arcipelago: poche ore di crociera, visite guidate, snorkeling e tanto relax. Faremo tappa a Kicker Rock, Isla Española, Osborn Islet, Floreana e Champion Islet, luoghi dove la natura è sovrana. Partiamo per la prima destinazione. Durante la navigazione scatto numerose foto a Kicker Rock e, una volta arrivati, facciamo snorkeling tra le pareti scoscese di due isole vicine. L’acqua non è caldissima, e anche se è primavera, la muta è provvidenziale. Nuotiamo spinti anche

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dalla corrente e con maschera, pinne e boccaglio ci avviciniamo alle rocce: sotto di noi deep blue, fondali profondi e una miriade di microrganismi che lasciano solo filtrare la luce. Spinte dalla corrente veloce, vedo scorrere sotto di me una tartaruga marina e nuvole di minuscoli pesci attraversate da due piccoli squali: scendo per filmare da vicino lo spettacolo affascinante. Dopo un’ora di meraviglie rientriamo a bordo dove ci attende un tè bollente, quindi passiamo il resto della giornata al sole aspettando il tramonto - alle 18 spaccate -, e la cena all’ancora. La mattina seguente navighiamo in direzione di Isla Española e in mare aperto troviamo onda e vento, ma il catamarano è veloce e presto ci troviamo a ridosso dell’isola con condizioni ideali. Con il tender ci avviamo verso una piccola spiaggia a Suarez Point e mentre ci avviciniamo al punto di approdo, incontriamo il primo leone marino. Una volta sbarcati camminiamo tra iguana e leoni marini che si muovono lenti o riposano, modelli perfetti per le mie foto. Il tracciato ci porta in una delle zone di cova degli albatros che si muovono goffamente a terra per poi decollare leggeri sulle correnti che si formano lungo le pareti delle scogliere. Siamo circondati da iguana, uccelli marini, piccoli lucertole con la testa rossa e altri animali rari, e io continuo


UN VIAGGIO INCONSUETO E INDIMENTICABILE ALLA SCOPERTA DI UN MICROCOSMO PERFETTO ABITATO DA CREATURE MAGNIFICHE E ARCAICHE AN UNUSUAL AND UNFORGETTABLE VOYAGE ON THE DISCOVERY OF A PERFECT MICROCOSM INHABITED BY MAGNIFICENT AND ANCIENT CREATURES

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CRUISE TO GALAPAGOS

UNA CROCIERA IN CATAMARANO È UN’ESPERIENZA EMOZIONANTE: MENTRE LA BARCA “VOLA” SULL’ACQUA, A BORDO SI VIVONO LUSSI DA HOTEL A 5 STELLE A CRUISE IN A CATAMARAN IS A THRILLING EXPERIENCE: AS THE BOAT “FLIES” OVER THE WATER, ONBOARD IS 5-STAR LUXURY TREATMENT

WONDERFUL GALAPAGOS Close encounters with iguanas, sea lions, sharks and giant turtles surrounded by a natural spectacle

a scattare. Arrivati a Osborn Islet nuotiamo tra i leoni marini. C’è uno squalo Reef che per nostra fortuna passa oltre, e sparisce nel blu. Dopo una visita a Garden Bay, una spiaggia dove vivono solo famiglie di leoni marini, ci spostiamo a Post Office Bay. In una “piazzetta” c’è un palo che regge una cassetta delle lettere arrugginita, da dove la nostra guida estrae un sacchetto con tante cartoline, alcune anche molto vecchie. Ci racconta come i primi marinai sbarcati sulle isole inviavano la corrispondenza: chi era di passaggio lasciava le sue lettere, e in base alla sua prossima destinazione ritirava quelle che avrebbe potuto recapitare. Fedeli alla tradizione, ritiriamo le loro e lasciamo le nostre, e...chissà? Velocissimo, è arrivato il nostro ultimo giorno. Ci congediamo dall’equipaggio, e affidiamo loro i nostri bagagli per portarli in aeroporto. Noi invece ci fermiamo all’isola di Santa Cruz per visitare la stazione “Charles Darwin” con le gigantesche e vecchissime tartarughe che studiava il famoso scienziato inglese della teoria dell’evoluzione della specie. Proseguiamo per Quito, la capitale dell’Ecuador, e finiamo il nostro viaggio di nozze in Patagonia. Al rientro a casa abbiamo spedito le cartoline ritirate al Post Office e, dopo qualche giorno, abbiamo ricevuto le nostre! L’avranno pure inventato un secolo fa, ma funziona ancora. 76

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t’s final: after years of cohabitation it’s time to tie the knot. And to celebrate this happy moment, we want an unforgettable honeymoon. Having consulted my wife-to-be, we opt for the Galapagos, a different destination from our usual travels. As always, I entrust the organisation to my charter agency Floating Life and decide to rent a local catamaran complete with licences to enter the marine reserve. We depart in the evening on a scheduled flight to Quito, Ecuador, then take a private flight to San Cristobal, where we stay the night. After breakfast we meet our guide, a nice, well-prepared park ranger and, once at the port, we reach the catamaran in a small tender. On board, the captain introduces us to the crew, while the guide explains the voyage we’ll be making in the southern part of the archipelago: just a few hours of cruising, guided tours, snorkelling and plenty of relaxation. We will stop off at Kicker Rock, Isla Española, Osborn Islet, Floreana and Champion Islet, places where nature reigns supreme. We set off for the first destination and during the voyage I take lots of photos at Kicker Rock and, once there, we go snorkelling between the walls of the two islands. The water is not so warm even though it’s spring here, so a wetsuit is a godsend. We swim, carried also by the current, and in mask, flippers and snorkel approach the steep rocks. Below us is just deep blue, and a myriad of microorganisms allow the light to only filter through. I see a sea turtle flash by and clouds of tiny fish crossed by two small sharks, so I swim deeper to film the spectacle close up. After an hour of wonders we are greeted back on board by a hot tea. We spend the rest of the day in the sun, waiting for sunset, at 6 on the dot, and then dock for dinner. The following morning we sail for Isla Española,


finding wind and waves on the open sea, but the catamaran is fast and we are soon by the island in ideal conditions. We take the tender to a small beach at Suarez Point and as we approach the landing point, we meet our first sea lion. Then we walk through iguanas and sea lions moving sluggishly or resting: the perfect models for my photos. The trail takes us to a brooding area for albatross, which move clumsily on land before taking flight on the currents that form along the cliff walls. We are surrounded by iguanas, seabirds, little red-headed lizards and other rare animals, and I keep shooting. We leave the island and head for Osborn Islet to swim with the sea lions. There is a Reef shark that luckily passes by the boat and vanishes into the blue. After a visit to Garden Bay, a beach where only families of sea lions live, we move to Post Office Bay. In a “square” is a post supporting a rusty letterbox from which our guide extracts a sack with lots of postcards, some very old, and tells us how the first sailors who landed on the islands sent their correspondence. Whoever passed left their letters there, and based on their next destination, took the ones they could deliver. Faithful to tradition, we take theirs and leave ours, and...who knows? Suddenly, it’s our last day. We say goodbye to the crew, and give them our luggage to bring straight to the airport. We stop off at Santa Cruz island to visit “Charles Darwin” station, with the old, giant turtle once studied by the famous English scientist who formulated the theory of evolution. We continue for Quito, the capital of Ecuador, and conclude our honeymoon in Patagonia. Once home, we take the postcards to the Post Office and, after a few days, receive ours! It might have been invented a century ago, but it still works.

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DI CASA A CAPE TOWN


by Sara Magro

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ome sarà una stanza che, ambiziosamente, hanno chiamato Versailles? Pareti e rivestimenti damascati a contrasti carta da zucchero, bianco e senape, legni dipinti d’argento, pouf di velluto rosa shocking, specchi ovunque. Persino il baldacchino del letto è di specchi. Più che il barocco, nella grande stanza con vestiaire, scrivania e graziosi soprammobili, bagno con vasca, doccia e doppio lavandino, regna l’eclettismo più moderno che si possa immaginare, che provoca abbinando improbabili fantasie e stili inavvicinabili. Bisogna saperlo fare ad arte per non scivolare nel kitsch. E al Mannabay di Cape Town lo sanno fare con risultati sorprendenti. Nel piccolo hotel ricavato in una villa moderna della zona residenziale chic, ci sono solo altre sei camere, e ciascuna ha un tema

diverso che viene interpretato fino in fondo: Black & White, Orchid, Flamingo, Explorer, Persian, Pom Pom. Non bastano due giorni per accorgersi di tutti i particolari. Anche perché è facile distrarsi. Basta aprire le finestre per trovarsi davanti agli occhi la distesa della città sudafricana fino all’Oceano Atlantico. E basta voltarsi, per trovarsi alle spalle la mole imponente della Table Mountain. È proprio lì, sembra di toccarne la roccia con un dito. Per salire sul piatto alotpiano, il sentiero si prende da un cancello sul retro. Il Mannabay è pensato per divertire e intrattenere gli ospiti, come fosse l’ulteriore corredo di una vacanza in un bel posto. L’hotel non è centrale, ma si fanno perdonare la distanza offrendo passaggi gratuiti in auto per andare al ristorante la sera, basta chiedere con un po’ di anticipo. Inoltre, se serve,

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CAPE TOWN

mettono a disposizione un telefonino con sim locale e numeri dell’hotel in memoria. Ma queste non sono che alcune delle tante cortesie. Nel bel salotto o nell’allegra biblioteca piena di cuscini e libri, offrono gratuitamente una bibita a metà mattinata, una tazza di tè nel pomeriggio, un bicchiere di vino all’aperitivo; e sulle scale che portano alle camere c’è un buffet orientale con vasi stracolmi di caramelle colorate, per cui si evita volentieri di salire in ascensore, pur di prenderne una manciata. Si prenota e si paga invece se si vuole una degustazione guidata di vini sudafricani o il tradizionale High Tea pomeridiano con scones, pasticcini e tramezzini. La cucina è a vista, nella sala dove servono i pranzi e le prime colazioni. Al mattino preparano piatti dolci e salati, centrifugati e spremute fresche, uova e bacon, e li portano ai tavoli apparecchiati su una veranda con le pareti di cristallo, dove sembra di essere sospesi sulla città. Un risveglio glorioso che si conclude altrettanto gloriosamente la sera all’Atlas Bar nella terrazza sul tetto per l’ultimo drink guardando la montagna, l’oceano, tutta Cape Town. Nel giardino sul retro della villa ci sono la piscina e una piccola palestra con hammam. www.mannabay.com

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UNA VILLA MODERNISSIMA CON PISCINA, CAMERE ORIGINALI, GIARDINO, BIBLIOTECA, ARREDI DI DESIGN E D’ARTE. TUTTO AL MANNABAY CONCORRE A CREARE UN’ATMOSFERA RESIDENZIALE. LE OPERE ESPOSTE CAMBIANO PERIODICAMENTE: SONO SEMPRE DI ARTISTI SUDAFRICANI SU TEMI SUDAFRICANI AN ULTRA-MODERN VILLA WITH SWIMMING POOL, ORIGINAL BEDROOMS, GARDEN, LIBRARY, ART AND DESIGN FURNISHINGS. EVERYTHING AT MANNABAY CONTRIBUTES TOWARDS CREATING A HOMELY ATMOSPHERE. THE WORKS ON DISPLAY CHANGE REGULARLY: ALWAYS BY SOUTH AFRICAN ARTISTS AND WITH SOUTH AFRICAN SUBJECTS

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CAPE TOWN

AT HOME IN CAPE TOWN What kind of a room would one ambitiously called Versailles be? Contrasting powder blue, white and mustard damask walls and coverings, silver painted wood, shocking pink velvet poufs, mirrors everywhere, even a mirrored four-poster bed. More than baroque, the most modern eclecticism imaginable reigns in this large suite with walk-in wardrobe, study with desk and charming ornaments, bathroom with tub, shower and double washbasins, combining the most improbable patterns and diverse styles for unexpected results. But you need to know how to pull it off. And at Mannabay in Cape Town they do. In the small hotel inside a modern villa in the chic residential area of Cape Town, there are only six other rooms, each one with its own theme, interpreted to the full: Black & White, Orchid, Flamingo, Explorer, Persian and Pom Pom. To the point where two days aren’t enough to take in all the details, and also because it is easy to get distracted. Just open the windows to find the whole South African city stretching out before you, as far as the Atlantic Ocean. Then if you turn around, the impressive mass of Table Mountain is right there, seemingly at arm’s reach. And to climb the flat plateau, you can take a pathway from a gate at the back. Mannabay is designed to entertain and amuse its guests, as if it were the final touch for a holiday in a nice location.

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The hotel is not central, but it makes up for the distance by offering free car rides to the restaurant, just ask a little in advance. Plus, if needed, you can have a mobile phone with a local sim card and the hotel’s numbers in the memory. But these are two of the many courtesies. In the fine living room or the cheerful library full of cushions and books, a beverage of your choice is offered free at mid morning, a cup of tea in the afternoon and a glass of wine before dinner; and on the stairs leading up to the bedrooms, there is an oriental buffet offering dishes full of coloured sweets, a good reason not to take the lift. You need to book and pay if you want a guided tasting of South African wines or the traditional High Tea at five with scones, pastries and salmon sandwiches. There is an open kitchen in the room where lunches and breakfasts are served. In the morning, sweet and savoury dishes, smoothies and juices, bacon and eggs are prepared there and then and served at tables on a veranda with glass walls, overlooking the city. A glorious start to a day which ends just as fittingly with a night cap at the Atlas Bar on the roof terrace, as you contemplate the mountains and the ocean, the whole of Cape Town. In the garden at the back of the villa is a swimming pool and a small gym with hammam.


LA VERANDA E LA SUA MAGNIFICA VISTA. DAVANTI A QUESTO PANORAMA, NEL POMERIGGIO, SI POSSONO ORDINARE TÈ E PASTICCINI THE VERANDA AND ITS MAGNIFICENT VIEW. GUESTS CAN ORDER HIGH TEA FROM 3.30 TO 5 PM, IN FRONT OF THIS PANORAMA!

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E lucean

Il pretesto per questo speciale food arriva dalla classifica Michelin 2016. Dove si scopre che la Lombardia si riconferma la regione dal piÚ alto numero di stelle, con 15 ristoranti superstar a Milano. Parleremo di questi ma anche di chi ancora il fregio non ha e di qualche outsider, con stelle, ma residente altrove‌


le stelle...

by Antonella Euli

The pretext for this article comes from the just revealed Michelin guide 2016, where we discover that Lombardy is once again the region with the highest number of stars, including 15 top restaurants in Milan. We will be looking at these, as well as some without stars, and a few outsiders, with stars but in a different location‌

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RESTAURANTS DALLA TERRAZZA DELLA TRIENNALE SI DOMINA MILANO E NELL’OSTERIA DI CERVENI & CO SI GUSTANO PIATTI DELLA TRADIZIONE ULTRA SEMPLIFICATI A VIEW OF MILAN FROM THE TRIENNALE TERRAZZA; CERVENI’S INN OFFERS ULTRA-SIMPLIFIED TRADITIONAL DISHES

Terrazza Triennale,

OSTERIA CON VISTA Il nuovo regno di Stefano Cerveni, lo chef stellato già patron del ristorante Due Colombe, in Franciacorta, è in uno dei nuovi luoghi magici della città. La sua osteria che abbraccia Milano profuma di verità. La sua verità; quella che si ritrova in una cucina, che rivela immediatamente quel che si mangia. I sapori sono sinceri, gli ingredienti eccellenti e il retrogusto di ogni pietanza rivela il tocco della mano stellata. Figlio d’arte, Stefano cresce accanto ai fornelli, orgoglioso di rubare i segreti del mestiere a papà Giuseppe e nonna Elvira, entrambi osti della Locanda Due Colombe. Prima allievo di Gualtiero Marchesi e ora chef con fregio, che preferisce essere chiamato cuoco e non dimentica le proprie origini, che cucina innanzitutto per piacere e per dar piacere ai suoi ospiti. In Terrazza ha il ruolo di Head Chef ed è affiancato da Fabrizio Ferrari, un “cuciniere” pavese - è quel che sta scritto sul suo biglietto da visita - di gran classe, anch’egli allievo del Maestro Marchesi. Che poesia la loro cucina a quattro mani. Incantevole come la location dalla quale si gode tutta Milano: una serra in vetro circondata da un orto aromatico, e brigata ai fornelli in primo piano, dove prende vita la sua idea di un’osteria di alto livello, dalla gestione “pura”. Una ristorazione di qualità stellata, ma con un servizio easychic e con piatti della tradizione ultra semplificati. www.triennale.org 86

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Milano

INN WITH A VIEW The new kingdom of Stefano Cerveni, starred chef from Due Colombe in Franciacorta, is in one of the city’s magical places. His eatery overlooking Milan is redolent with truth. His truth; found in cuisine that instantly reveals what you are eating. The flavours are honest, the ingredients excellent and the touch of a starred hand comes through in each dish. Stefano grew up in the kitchen, learning the tricks of the trade from his father Giuseppe and grandmother Elvira, both hosts at Due Colombe. A former pupil of Gualtiero Marchesi and now Michelin starred chef, he prefers to be called a cook and never forgets his origins, cooking mainly for pleasure and for that of his guests. Head Chef at Terrazza, he is flanked by Fabrizio Ferrari, another top class “cook” from Pavia and pupil of Marchesi. Their joint culinary skill is pure poetry. Enchanting, like the location, a glasshouse surrounded by an aromatic garden and with a view of the Milanese skyline and an open kitchen where Cerveni’s concept of a high quality inn takes shape. Star quality food, but with easy-chic service and ultra-simplified, traditional dishes.


QUI IL RISOTTO CON L’OSSOBUCO È SACRO Un locale storico nel cuore di Milano molto amato da protagonisti dell’alta finanza, politici, imprenditori, giornalisti e personaggi di spicco che qui si danno appuntamento per un light lunch o per una cena tra amici. Da sempre tempio della cucina tradizionale meneghina, il Don Lisander di via Manzoni 12, vive ora una nuova primavera. Fermo restando il fascino d’antan del locale allestito nell’ex cappella del settecentesco Palazzo Trivulzio, che si amplia d’estate grazie al dehors affacciato sul parco secolare. Il fermento è nella regia, a cura di Stefano Marazzato, già manager nei segmenti lusso e ospitalità, che si è regalato questa chicca milanese con l’idea di riportarla agli antichi splendori. Complice uno chef schietto e di ottima mano, Nicola Germano Fiorello, che ha ringiovanito la carta con una personalissima interpretazione. Restano i piatti della tradizione lombarda e milanese (qui il risotto giallo con l’ossobuco e la cassoeula non si toccano!) ai quali si affiancano, e non in punta di piedi, le creazioni di Fiorello insieme ai salumi della Val Tidone e a pesce “appena pescato”. Grissini, focaccia, e dolci sono peccati di gola rigorosamente fatti in casa, come le paste fresche. Anche la cantina è di gran livello, con circa 500 etichette, alcune delle quali da collezione. www.ristorantedonlisander.it

Don Lisander,

Milano

IL BUON MANGIARE MENEGHINO IN UN PALAZZO DEL ‘700 NEL CUORE DI MILANO. IN CUCINA NICOLA G. FIORELLO, DI MANO LIEVE E SAPIENTE FINE MILANESE FOOD IN AN 18TH CENTURY PALAZZO IN THE HEART OF THE CITY. IN THE KITCHEN, THE LIGHT, MASTERFUL HAND OF NICOLA G. FIORELLO

WHERE RISOTTO WITH OSSOBUCO IS SACRED A historical restaurant in the heart of Milan, favourite haunt of top financiers, politicians, entrepreneurs, journalists and celebrities who come for light lunch or dinner with friends. A long-standing temple of traditional Milanese cuisine, Don Lisander in Via Manzoni 12 is enjoying a new lease of life, despite the bygone charm of its location inside the former chapel of the 18th century Palazzo Trivulzio, expanded in summer thanks to the outdoor area facing the age-old park. The ferment lies in the direction of Stefano Marazzato, former manager in the luxury and hospitality sector, who treated himself to this Milanese gem with the idea of restoring it to its former glory. With the help of a down-to-earth, talented chef, Nicola Germano Fiorello, who has rejuvenated the menu with his own very personal interpretation. The traditional Lombardy and Milanese dishes remain (here, saffron risotto with ossobuco and cassoeula are sacred!) and are joined by Fiorello’s own creations together with Val Tidone charcuterie and “freshly caught” fish. Bread sticks, focaccia and desserts are all strictly home made, as is fresh pasta. Top class wine list too, offering about 500 labels, including collector’s ones.

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Seta,

Milano

NEL MENU, PUGLIA, TOSCANA E FRANCIA A quattro mesi dall’apertura, arriva la meritata stella anche al Seta del Mandarin Oriental Milan, diretto dall’Executive Chef Antonio Guida, affiancato dal suo fedelissimo team: l’Executive Sous Chef Federico Dell’Omarino e il Pastry Chef Nicola Di Lena. Cucina-spettacolo (si vedono i cuochi all’opera) e location anche: il ristorante occupa gli spazi esterni della seconda corte dell’hotel, e l’interno è un unico con l’esterno, grazie alle immense finestre. La carta di Antonio Guida rispecchia la sua filosofia di cucina: un saldo legame alle radici pugliesi con alcune note di Francia e Toscana. Quindi il menu è una sintesi perfetta delle sue conoscenze e mette in scena i piatti della tradizione italiana rielaborati: gli accostamenti equilibrati e sorprendenti sono spesso inediti così ogni proposta è una scoperta che prepara alla successiva. Il viaggio gastronomico si chiude con l’alta pasticceria di Nicola Di Lena: una serie di dolci da dieci con lode armoniosamente integrati alla filosofia culinaria del ristorante. A corredo, una carta dei vini eccezionale con centinaia di etichette in un raffinato mix di vini italiani e champagne provenienti sia da aziende storiche che da produttori di nicchia. www.mandarinoriental.com A TASTE OF PUGLIA, TUSCANY AND FRANCE The well-deserved star came four months after opening for Seta at the Mandarin Oriental Milan, helmed by Executive Chef Antonio Guida and flanked by his faithful team: Executive Sous Chef Federico Dell’Omarino and Pastry Chef Nicola Di Lena. A visible kitchen (you can see the chefs at work) and spectacular location too: the restaurant is in the outdoor part of the hotel’s second courtyard, with huge windows merging the interior with the exterior. Antonio Guida’s menu reflects his culinary philosophy: a firm link with his Apulian roots, with some hints of France and Tuscany. Thus the menu is the perfect synthesis of his expertise, and presents traditional but reinterpreted Italian dishes: the balanced and surprising combinations are often unusual, making each dish a discovery that prepares you for the next. The gastronomic journey concludes with Nicola Di Lena’s exquisite pastry menu: a top class series of desserts harmoniously in tune with the restaurant’s culinary philosophy. Plus an exceptional wine list offering hundreds of labels in a sophisticated mix of Italian wines and champagnes both from leading and niche producers.

ANTONIO GUIDA CONQUISTA LA STELLA MICHELIN CON LA SUA CUCINA CHE RIELABORA I GRANDI CLASSICI ITALIANI. PROFUMI DI PUGLIA E TOSCANA E NOTE FRANCESI ANTONIO GUIDA GETS A MICHELIN STAR FOR HIS CUISINE THAT REINTERPRETS THE GREAT ITALIAN CLASSICS. TUSCAN AND APULIAN AROMAS WITH FRENCH HINTS

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RESTAURANTS ESPLORAZIONI UMAMI Non è più una novità. L’alta ristorazione è approdata anche nei grandi alberghi, vedi l’Armani Hotel di Milano. Al 7° piano c’è il ristorante con vista (mozzafiato), che grazie al talentuoso Filippo Gozzoli conquista la prima stella: un gran ritorno in città dello chef cremonese che coniuga l’eccellenza del gusto italiano con incursioni nelle cucine del mondo. Lo spazio ha la raffinata impronta estetica dello stile Armani e in cucina c’è la mano sapiente di Gozzoli, con una carta rivolta all’esplorazione del quinto gusto, l’Umami, che in giapponese significa saporito. Sperimentazione culinaria e ricerca costante della perfezione sono le regole dello chef che parla di un insieme dei quattro gusti tradizionali - salato e dolce, acido e amaro - da cui si ricava il quinto utilizzando 70 ingredienti base, tra i quali alghe, funghi, carne rossa, parmigiano, alici, kombu, zest di agrumi e relativi succhi, capperi e acciughe. Il copione che identifica l’evoluzione gastronomica dell’Armani/Ristorante prevede grande attenzione ai dettagli, precisione degli equilibri, armonia degli accostamenti, materie prime d’eccellenza e cromatismi da maestro. Completano l’ambiente un’enoteca esclusiva, una sala da pranzo privata e l’Armani/Bamboo Bar. milan.armanihotels.com

LO STILE ARMANI TUTT’INTORNO, E IN CUCINA IL TALENTO DELLO CHEF CREMONSE FILIPPO GOZZOLI, SOSTENITORE DELL’UMAMI, IL “QUINTO GUSTO” GIAPPONESE SURROUNDED BY ARMANI STYLE, AND IN THE KITCHEN THE TALENTED CREMONA-BORN CHEF FILIPPO GOZZOLI, PROPONENT OF UMAMI, THE JAPANESE “5TH TASTE”

Armani/Ristorante,

Milano

UMAMI EXPLORATIONS It is no longer a novelty. Haute cuisine has arrived even in major hotels, like the Armani Hotel in Milan. On the 7th floor is a restaurant with a (breathtaking) view, which thanks to the talented Filippo Gozzoli has obtained its first star: a great return to the city for the Cremona-born chef who combines the excellence of Italian taste with forays into international cuisine. The setting has the elegant aesthetic hallmark of Armani style and in the kitchen there’s the masterful hand of Gozzoli, with a menu that explores the fifth taste, Umami, which means savoury in Japanese. Culinary experimentation and the ongoing search for perfection are the rules of the chef who speaks of a combination of four traditional flavours – sweet and savoury, bitter and sour –from which the fifth is obtained using 70 basic ingredients, including seaweed, mushrooms, red meat, parmigiano, kombu, citrus zest and juice , capers and anchovies. The scenario that identifies the gastronomic evolution of Armani/Ristorante involves careful attention to details, to balance, harmonious combinations, quality raw materials and masterful colour schemes. The environment is completed by an exclusive wine bar, a private dining room and the Armani/Bamboo Bar.

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YOJI TOKUYOSHI È UN GIAPPONESE XXXXXXXXX INNAMORATO DELL’ITALIA. E QUESTO AMORE È TUTTO NEL MENU CHE CONIUGA RICORDI D’INFANZIA ALLE EMOZIONI DI OGGI YOJI TOKUYOSHI IS A JAPANESE CHEF IN LOVE WITH ITALY. AND HIS LOVE IS EXPRESSED IN A MENU THAT COMBINES CHILDHOOD MEMORIES WITH TODAY’S EMOTIONS

Tokuyoshi, Milano

CUCINA ITALIANA CONTAMINATA «Sono venuto in Italia per imparare da un Grande Maestro di cucina, quindi posso dire di essere cresciuto fisicamente di Giappone e mentalmente in Italia». Parola di Yoji Tokuyoshi, prima allievo e poi Sous Chef di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, che conquista la prima stella nel suo ristorante milanese di via San Calocero 3. Centro e cuore del regno di Yoji è il bancone sushi che mette in comunicazione ospiti e cucina. Tutto si basa sulla sua idea di “cucina italiana contaminata”, nulla a che vedere con la consueta fusion, piuttosto una libera interpretazione di ricette, tradizioni e ingredienti italianissimi ai quali applica la sua tecnica e il suo personale punto di vista giapponese. Così a tavola si esplorano esperienze, ricordi, emozioni dell’infanzia passata in Giappone, che si fondono con ciò che ha Yoji ha appreso in Italia. Per esprimersi al meglio unisce le sue capacità, le varietà culinarie dei luoghi che visita e i gusti dei suoi ospiti. Risultato: un menu immediatamente riconoscibile dove si intuisce un grande rispetto per la cucina italiana, che è alla base della filosofia dello chef. www.ristorantetokuyoshi.com 90

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CROSS-POLLINATED ITALIAN CUISINE “I came to Italy to learn from a Great Master, so I can say that I physically grew up in Japan and mentally in Italy”. The words of Yoji Tokuyoshi, first pupil and later Sous Chef to Massimo Bottura at Osteria Francescana, who has clinched his first star in his Milanese restaurant in Via San Calocero 3. The centre and heart of Yoji’s kingdom is the sushi bar, which brings guests and cuisine together. It is all based on the idea of “cross-pollinated Italian cuisine”, nothing to do with fusion, but rather a free interpretation of very Italian recipes, traditions and ingredients to which he applies his Japanese technique and personal point of view. So, at the table diners explore experiences, memories and emotions from his childhood spent in Japan, combined with what Yoji has learned in Italy. He brings together his abilities, the various cuisines of the places he visits and the tastes of his guests. The result? An instantly recognisable menu that expresses great respect for Italian cooking, which forms the basis of the chef’s philosophy.


RESTAURANTS

Osteria del Pomiroeu,

Seregno ( Monza e Brianza)

UNA POESIA CROCCANTE DA MANGIARE Giancarlo Morelli è uno chef stellato ma schietto, come la cucina che lo racconta: dai primi esperimenti ai fornelli, ancora bambino, al successo internazionale. La stella Michelin è solo un fregio ufficiale perché c’è chi nasce con le stelle dentro, e lui è uno dei pochi. Giramondo per anni e poi la sosta che dal 1993 lo lega alla Brianza. In un’antica corte nel centro storico di Seregno apre la sua Osteria del Pomiroeu, pometo in dialetto, che diventa la roccaforte della sua cucina concreta, legata a terra e territorio ma al contempo internazionale. Prendiamo il riso, la sua materia del cuore: assaggiare uno dei suoi risotti è un po’ come fare un viaggio nel tempo e nel mondo. Quindi capirete che un elenco di pietanze non gli rende onore: bisogna assaggiare, una volta e un’altra ancora, e le sorprese non avranno fine. Ogni piatto una scoperta, un’idea di poesia che diventa croccante, vellutata o delicata. www.pomiroeu.com

CRISPY EDIBLE POETRY Giancarlo Morelli is a starred yet straightforward chef, like his own personal cooking: from his first experiments in the kitchen as a child, to international success. The Michelin star is just a formality, since some are born with stars inside, and he is one of those few. After years spent travelling around the world, he settled in Brianza in 1993. He opened his Osteria del Pomiroeu, orchard in local dialect, in an old courtyard in the historical centre of Seregno, which became the stronghold of his solid cuisine, rooted in the area yet at the same time international. Take rice, his favourite raw material: tasting one of his risottos is a little like taking a journey through time and around the world. Only then can you understand that a mere list of dishes does him no justice: you have to taste, again and again, and the surprises will keep on coming. Each dish is a discovery, an idea of poetry that becomes crispy, velvety or delicate.

IL SORRISO DI MORELLI È COME LA SUA CUCINA: SCHIETTA E SINCERA MORELLI’S SMILE IS LIKE HIS CUISINE: HONEST AND DOWN-TO-EARTH


EDOARDO FUMAGALLI È IL GIOVANE E TALENTUOSO CHEF DELLA LOCANDA DEL NOTAIO EDOARDO FUMAGALLI IS THE YOUNG, TALENTED CHEF AT THE LOCANDA DEL NOTAIO

La locanda del Notaio,

Pellio d’Intelvi (Como) MELODIA DI PIATTI D’AUTORE Si va a cena in un ristorante stellato custodito all’interno di un hotel di charme. Dove? A Pellio d’Intelvi, a breve distanza tra i laghi di Como e Lugano. In sala aleggia un’eleganza non formale, le finestre si affacciano su un giardino curatissimo, e in cucina brilla l’estro del giovane e talentuoso Executive Chef Edoardo Fumagalli, classe 1989, che si è formato in ristoranti stellati di Parigi e New York e oggi dirige una brigata eccellente. I suoi piatti curatissimi eppure estremamente semplici e diretti, non distolgono mai dai sapori veri, protagonisti indiscussi della sua cucina. Un risultato che è possibile raggiungere solo grazie alla cura nella scelta delle materie prime e alla sapiente mano che ne regola ad arte le cotture per ottenere da ognuna l’assoluta perfezione. Lo staff di cucina esegue la melodia di piatti d’autore in cui ricerca, tecnica, qualità, innovazione e creatività, esaltano una tradizione solidamente radicata al territorio e alla cultura contadina e il menù varia con il variare delle stagioni, assecondandone sapori e profumi. Non è da meno la cantina, curata da Serena Emanueli, sommelier in questo piccolo gioiello immerso nel verde e nella quiete. www.lalocandadelnotaio.com

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MELODY OF SIGNATURE DISHES Dinner at a starred restaurant inside a boutique hotel. Where? In Pellio d’Intelvi, a short distance between Lake Como An elegant yet informal dining room, with windows looking onto a well-tended garden, and the brilliance of the young and talented Executive Chef Edoardo Fumagalli, class of 1989, who trained in starred restaurants in Paris and New York, shining forth from the kitchen and guiding an outstanding team. His meticulous yet extremely simple and direct dishes never distract from the real flavours, the indisputable protagonists of his cuisine. A result that can be achieved thanks only to attention to the choice of ingredients and to a masterful hand that cooks each one to absolute perfection. The kitchen staff conjures up the melody of original dishes in which research, technique, quality, innovation and creativity exalt a tradition firmly rooted in the local area and in its farming culture, and the menu changes with the seasons, in accordance with their flavours and fragrances. The wine list is just as good, curated by Serena Emanueli, sommelier in this little gem set in the quiet countryside.


RESTAURANTS CREATIVITÀ EMOZIONALE Siamo al Convento dei Cappuccini di Cologne, edificio francescano del ‘500 un tempo ostello dei frati costruito sulle pendici del Monte Orfano, e oggi trasformato in hotel di charme. Un parco secolare con frutteto, orto, vigne e un variopinto roseto, solo 14 stanze, centro benessere con piscina idroterapica e, motivo del nostro essere qui, il ristorante Cucina San Francesco. Affacciato sul chiostro, accogliente e intimo, con grandi camini, candide fiandre, lumi antichi e una cucina griffata Fabrizio Albini, chef bresciano di grande passione da stellare subito. Vera cucina d’autore con pane fatto in casa (c’è anche una pizza al vapore come appetizer) e ricette regionali arricchite dalle erbe dell’orto: i sapori sono netti, sinceri, senza mistificazione. La terra e il territorio sono parte della creatività e, una portata dopo l’altra, si vivono grandi emozioni. Fatte di essenzialità e innovazione, tradizione e ricerca: “il sale” della cucina di Fabrizio che propone la sua cucina cross over e mette in comunicazione stili e gusti diversi. Tutti da scoprire, uno dopo l’altro. www.cappuccini.it

LA CUCINA D’AUTORE DI FABRIZIO ALBINI METTE IN COMUNICAZIONE STILI E GUSTI DIVERSI FABRIZIO ALBINI’S ORIGINAL COOKING BRINGS TOGETHER DIFFERENT TASTES AND STYLES

EMOTIONAL CREATIVITY We are at the Cappuccini Convent in Cologne, a 16th century Franciscan building, once a Capuchin hostel built on the slopes of Mount Orfano, today transformed into a boutique hotel. An age-old park with orchard, vegetable garden, vineyard and colourful rose garden, just 14 rooms, a wellness centre with hydrotherapy pool and, the reason we are here, the Cucina San Francesco restaurant. Facing the cloister, it is intimate and inviting with large fireplaces, white linens, old lamps and cuisine by Fabrizio Albini, Brescia-born chef with a great passion, worthy of a star. Real, original cooking with homemade bread (there’s also steamed pizza as a starter) and regional dishes enriched with herbs from the garden: the flavours are simple, honest, no frills. The land and the local area form part of the creativity and arouse strong emotions, dish after dish. Simplicity and innovation, tradition and research: “the salt” of Fabrizio’s cuisine which offers a cross-over of different styles and flavours. Just waiting to be discovered, one dish after another. Convento dei Cappuccini,

Cologne ( Brescia)

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RESTAURANTS

Ecrudo, Lesa (Novara)

#LEBUONEABITUDINI Le buone abitudini sono l’hashtag di Alessandro Agrati, che le ha messe in pratica nel nuovo ristorante Ecrudo, a Lesa, sul Lago Maggiore. Alessandro però non è lo chef, bensì il direttore artistico di un progetto gastronomico che non vuole vivere della fama di un singolo cuoco star. Ecrudo è invece un modo di “pranzare fuori” che parte dall’atmosfera conviviale e accogliente, con mise en place diverse su ogni tavolo, camini accesi, piccoli altari domestici allestiti qua e là con libri antichi, specchi rétro, candele, verdure di stagione. In questa elegante scenografia, che ammicca tra le tende di lino grezzo al dehors per la stagione calda, l’armonia si raggiunge quando arrivano le portate, preparate per risultare equilibrate, mai grasse e sempre gustosissime: un baccalà mantecato divinamente, una zuppa di legumi pugliesi che rincuora, un ganassino di vitello che si scioglie in bocca, una crema di gianduia come delizia finale. I camerieri, gentilissimi giovani da poco diplomati all’alberghiero, servono dalla pentola, che viene lasciata sul tavolo. Così, se è piaciuto, si può fare il bis. ecrudo.it Le buone abitudini, namely good habits, is in fact the hashtag of Alessandro Agrati, who has put them into practice at his new restaurant Ecrudo, in Lesa, on Lake Maggiore. Alessandro is not the chef, however, but rather the artistic director of a gastronomic project that goes beyond the fame of a star chef. Ecrudo is instead a way of “eating out” that begins with atmosphere, combined with the mise-en-place, lighted fires and little domestic altars arranged here and there with bowls, old books, retro 94

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mirrors, candles, pumpkins and seasonal vegetables. In this elegant setting, amidst raw linen drapes and an outdoor area for summer dining, comfort is complete when the food arrives, prepared to be light and always tasty: a divinely creamed baccalà, a heart-warming soup of Apulian pulses, a veal cheek that melts in your mouth, a chocolate cream as the final delight. The polite waiters, youths just out of catering school, serve from the pot left at the table. For seconds, if desired.

LA SOFISTICATA SCENOGRAFIA CREATA DA ALESSANDRO AGRATI PER ECRUDO, ALL’INTERNO DELLO SPORTING DI LESA, INVITA A PRANZI CONVIVIALI E GUSTOSI THE SOPHISTICATED SETTING CREATED BY ALESSANDRO AGRATI FOR ECRUDO, INSIDE THE SPORTING CLUB IN LESA, LENDS ITSELF TO TASTY, CONVIVIAL DINING


CUCINA DI MONTAGNA Che privilegio sedere alla tavola di Norbert Niederkofler! Vale il viaggio fino a San Cassiano dove l’eclettico chef altoatesino delizia anche raffinatissimi palati al motto di «Le cose migliori sono le cose più semplici. Ma allo stesso tempo le più difficili da realizzare». Il suo palcoscenico è il St Hubertus, l’intimo ristorante dell’Hotel & Spa Rosa Alpina, con una decina di tavoli in sala, uno accanto al camino e il “tavolo dello chef” in un privè con finestra vista brigata. Due stelle Michelin, il garbo e la riservatezza della sua terra e una mano che rivela la sua filosofia di cucina «semplice, chiara e pulita, radicale nella scelta delle materie prime». Semplicemente divina, basata sulla perfezione che si ottiene grazie al rispetto per la natura e la qualità dei prodotti, senza i quali non si può fare nulla di buono. «La varietà sta nel mescolare la semplicità - spiega lo chef - e il prodotto migliore è un presupposto di base. Il mio impegno gastronomico si spiega con il rispetto del prodotto (il più possibile locale) e l’arte di valorizzarlo al massimo usando la cottura giusta. Il risultato deve essere visibile, sia nel sapore, sia nell’estetica: delicato, semplice ma sorprendente. La leggerezza si può vedere e gustare». Non resta che provare e (garantito!) Norbert vi conquisterà! www.rosalpina.it

St Hubertus,

San Cassiano ( Bolzano)

DUE STELLE MICHELIN, GARBO E RISERVATEZZA E UNA MANO CHE RIVELA LA FILOSOFIA DELLA CUCINA CHIARA, PULITA E TERRITORIALE DI NORBERT NIEDERKOFLER TWO MICHELIN STARS, STYLE, RESERVE AND A HAND THAT REVEALS THE PHILOSOPHY OF CLEAR, CLEAN AND LOCAL CUISINE BY NORBERR NIEDERKOFLER

MOUNTAIN CUISINE What a privilege to sit at Norbert Niederkofler’s table! It is worth the trip to San Cassiano, where the eclectic south Tyrolean chef delights even the most refined taste buds with the motto “the best things are the simplest things. But the hardest things to make”. His stage is St Hubertus, the intimate restaurant of the Hotel & Spa Rosa Alpina, with just ten or so tables in the room, one next to the fireplace, and the “chef’s table” in a room with a window on the kitchen. Two Michelin stars, the style and reserve of his land and a hand that reveals his cooking philosophy

“simple, clear and clean, radical in the choice of raw materials”. Simply divine, based on perfection achieved through respect for nature and quality products, without which nothing good can be created. “Variety lies in mixing simplicity – explains the chef – and the best product is a basic. My gastronomic approach involves respect for the product (as local as possible) and the art of enhancing it to the full with the right kind of cooking. The result must be visible, in flavour and in appearance: delicate, simple yet surprising. Lightness can be seen and tasted”. All that is left is to try it and Norbert will (certainly) win you over!

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I

by Sara Magro

l Castello di Velona è di vedetta su un colle, in quella Toscana panoramica che emozionA e stimola l’immaginazione. Era stato costruito lì, nel X secolo, perché nessun movimento sfuggisse alla vista. La strategia militare si è poi convertita in vantaggio contemplativo difficile da eguagliare, con la Val d’Orcia attorno che per bellezza e unicità fa parte dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Anche le possenti strutture della fortezza medievale si adattano alla nuova funzione di ospitalità, il chiostro si trasforma in salotto e sala per le colazioni, la postazione di guardia in romantica suite, un corridoio diventa ritrovo per drink e conversazioni. Infatti il castello medievale è ora un resort dedicato al relax, con 46 camere raffinate, una Spa termale, e una cantina di vini importanti, tra i quali un Brunello della casa premiato tra i 10 migliori del mondo.

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È la Toscana che corona il sogno di una vacanza in Italia, e soddisfa l’idea della “dolce vita”. Molti ospiti sono stranieri, nord e sudamericani, finlandesi e svedesi, russi e i primi, per ora pochissimi, cinesi. Dopo anni di crisi e di assenza, tornano finalmente anche gli italiani, e sono sempre più numerose le famiglie con bambini. Anche se non c’è un mini club, i piccoli ospiti si divertono da pazzi nelle piscine termali, mentre i genitori li tengono d’occhio tra un idromassaggio e una riposino sulla sdraio. Al ristorante, lo chef è felice di accoglierli e di accompagnarli nei primi passi alla gastronomia dei grandi. Non c’è il classico kids’ menu con pasta al pomodoro, petti di pollo e patatine fritte, cose semplici che può sempre preparare all’ultimo momento su richiesta. Anche i bambini solitamente apprezzano i piatti tipici della cucina toscana, e di sicuro gradiscono i sorbetti, i gelati e i fantasiosi dessert dei

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TOSCANA

IN QUESTE PAGINE: UN ANTICO CASTELLO DIVENTA UN RESORT CONTEMPORANEO, CON STANZE ELEGANTI E SCORCI INCANTEVOLI. LE PARTI PIÙ VALORIZZATE SONO GLI ESTERNI, RIVOLTI VERSO UN PAESAGGIO DI RARA BELLEZZA. NELLA PAGINA SUCCESSIVA, LA TERRAZZA DEL RISTORANTE ON THESE PAGES: AN ANCIENT CASTLE BECOMES A CONTEMPORARY RESORT, WITH ELEGANT ROOMS AND ENCHANTING VIEWS. THE MOST ENHANCED PARTS ARE THOSE OUTDOORS, OVERLOOKING A LANDSCAPE OF RARE BEAUTY. NEXT PAGE, THE TERRACE OF THE RESTAURANT

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pasticceri, che sofrnano ogni giorno pane, grissini e dolci per il ristorante e per la prima colazione. Oltre alle torte e ai biscotti fatti in casa, il menu del mattino prevede anche un reparto “senza glutine”. La terrazza dove si cena è rivolta a ovest, cosicché pici al ragù e crostini ai fegatini si gustano assieme al tramonto. A est invece, dove il sole sorge, ci sono gli spazi diurni, la spa, le piscine a sfioro e a strapiombo sulla valle. Il reparto benessere si avvale qui delle risorse del territorio, quindi l’acqua che sgorga alla sorgente a 85 °C, la più calda della Toscana, e le piante aromatiche, lavanda in primis, da cui si estraggono oli ed essenze da usare per massaggi e cure di bellezza. L’esperienza wellness si può fare anche privatamente. Nell’ala nuova - 19 stanze arredate con tessuti pregiati, chandelier di cristallo e mobili d’epoca - quattro suite hanno una cabina per i trattamenti, e bagni spaziosi con rubinetto di acqua termale in doccia e in vasca. Il Castello di Velona è a 12 chilometri da Montalcino, terra di ottimi vini, vicino a Pienza, famosa per un pecorino squisito, e alla monumentale Siena. In un quarto d’ora a piedi si raggiunge l’Abbazia di Sant’Antimo, complesso romanico in una vallata di ulivi e cipressi, dove vive una comunità di monaci, che ogni sera, alla funzione delle 19, canta i vespri, come nel Medioevo. www.castellodivelona.it


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TOSCANA

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astello di Velona is a lookout on a hill, in that panoramic part of Tuscany which arouses emotions and stimulates the imagination. It was built there, in the 10th century, so that no movement could go unnoticed. The military strategy was then turned into a hard-to-rival contemplative dominance, surrounded by the Val d’Orcia, a UNESCO world heritage site for its beauty and uniqueness. Even the mighty structure of the medieval fortress was adapted to its new accommodation function, the cloister turned into a sitting and breakfast room, the watchtower into a romantic suite, a corridor into a place for drinks and conversation. In fact, the medieval castle is now a resort devoted to relaxation, with 46 rooms, a spa and a winery packed with fine wines, including a house Brunello that clinched a place in the world’s top ten. It is the Tuscany that crowns the Italian dream holiday and satisfies the idea of “dolce vita”. Many guests are foreign, North and South Americans, Finnish and Swedish, Russian and the first, albeit now few, Chinese. After years of recession and absence, the Italians are finally returning, and families with children are more and more numerous. And while there isn’t a kids’ club, young guests have a blast in the thermal pools, while parents can keep an eye on them from the whirlpool tub or the loungers. At the restaurant, the chef welcomes and guides them through their first steps towards adult gastronomy. There is no classic kids’ menu, with pasta with tomato sauce, chicken breast and fries, simple things that can nonetheless

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be prepared at the last minute on request. Kids usually like typical Tuscan dishes, and will definitely appreciate the sorbets, ice cream and imaginative desserts by the confectioners who bake bread, breadsticks and cakes everyday for the restaurant and for breakfast. Besides homemade cakes and biscuits, the breakfast menu also includes a gluten-free section. The terrace for dining is west facing, so guests can enjoy their pici pasta with meat sauce and chicken liver crostini while watching the sunset. To the east, where the sun rises, are the daytime areas, the spa and the infinity swimming pools perched over the valley. The wellness centre makes use of local resources, like Tuscany’s hottest spring water, gushing forth at 85 °C, and aromatic plants, particularly lavender, from which oils and essences are extracted for massages and beauty treatments. Guests can also enjoy a private wellness experience. In the new wing - 19 rooms furnished with fine textiles, crystal chandeliers and period furniture – four suites have a cabin for treatments and spacious bathrooms with a spa water tap in the shower and the tub. Velona Castle is 12 kilometres from Montalcino, the land of fine wines, is near Pienza, famous for its exquisite pecorino cheese, as well as the monumental Siena. A fifteen minute walk away is the Abbey of Sant’Antimo, a Romanesque complex set in a valley of olive and cypress trees, home to a community of monks who sing vespers every evening at 7, just like back in the middle ages.


Sognando Capri by Teresa Cremona

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CAPRI

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l J.K. di Capri, in origine, era una residenza privata. Ma fu subito trasformata in albergo. Fu negli anni Continental, Metropole, Palatium, ma pur ampliata, modificata, ingrandita, ha sempre conservato l’aristocratica eleganza della villa ottocentesca. Si affaccia su una piccola spiaggia, poco lontano c’è il porto. Ai suoi piedi rimane il tracciato di una strada romana e le sue fondamenta affondano in cisterne della stessa epoca. JK Capri ha mantenuto il fascino originale, romantico e unico e ha reinventato un suo stile riconoscibile. Gli ambienti accolgono con il calore intimo di una casa, libri, foto, ritratti ad olio, oggetti scelti con unità di stile, e nella luce caprese si amalgamano tante citazioni, da quelle coloniali, e quelle English Style, reinterpretate in una luminosa chiave mediterranea. Il risultato è avvolgente, carezzevole e molto confortevole. La bella terrazza è un palcoscenico sul mare, di sera un luogo che non si dimentica e dove aspira a ritornare. Le camere sono tutte diverse: da quelle sontuose dei piani alti - la penthouse e la master -, a quelle più piccole nel basement. Hanno colori di panna ravvivati da sprazzi di colori marini. L’arredo di design si ispira ai mobili ‘da viaggio’ rinnovati e attualizzati da giochi di specchi. Memorabili sono l’attenzione al servizio di tutto il personale - qui l’ospite è padrone, curato, ascoltato - e le attenzioni dello chef Eduardo Estatico che guida la cucina del ristorante JKitchen. La prima colazione è un piacere per gli occhi per la ricerca estetica nella disposizione del cibo, e una festa per il gusto per la ricerca della qualità dei prodotti e per la cura della preparazione della brigata di Eduardo Estatico. Eduardo, classe 1985, napoletano, trasferisce nei suoi piatti i sapori della cucina tipica della sua città, che però allegerisce e rende moderna, adatta al gusto degli ospiti di un albergo a 5 stelle. Pesce, agrumi, ‘genovese’ ma anche scampi e caviale sono presenti nella sua carta. Eduardo ha temperamento, esperienza e determinazione, ha fatto l’istituto alberghiero, poi l’accademia ALMA di Gualtiero Marchesi. Tale percorso conferma il concetto base di una cucina italiana d’autore, ovvero una cucina semplice e creativa allo stesso tempo, che segue il filo conduttore tra tradizione e innovazione, e che lui stesso ama definire contemporanea. www.jkcapri.com

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JK CAPRI È UN ALBERGO CONCEPITO COME UNA RESIDENZA ELEGANTE. SALOTTI PIENI DI LIBRI E QUADRI, CAMERE DAL GUSTO CLASSICO RALLEGRATE DA AZZURRI CHE RICHIAMANO IL MARE. SI TROVA VICINO AL PORTO E HA UNA MAGNIFICA TERRAZZA PANORAMICA JK CAPRI IS A HOTEL CONCEIVED AS AN ELEGANT RESIDENCE. ROOMS FULL OF BOOKS AND PAINTINGS, BEDROOMS WITH A CLASSIC FEEL ENLIVENED BY BLUES THAT RECALL THE SEA. IT IS NEAR THE HARBOUR AND HAS A MAGNIFICENT PANORAMIC TERRACE

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CAPRI

Dreaming of Capri J.K.

on Capri was once a private residence, then instantly transformed into a hotel. Over the years it has been the Continental, the Metropole, the Palatium, and though it has been expanded and modified, it has always retained the aristocratic elegance of a nineteenth century villa. It faces a small beach, and is not far from the harbour. At its feet is a Roman road and its foundations are built on cisterns from the same era. JK Capri has kept its original, romantic and unique charm, and has reinvented its own signature style. The rooms have all the intimate warmth of a home, with books, photos, oil paintings, objects selected with original style, and in the Capri light many influences merge, from colonial to English Style, reinterpreted with a luminous Mediterranean feel. The result is enveloping, caressing and very comfortable. The fine terrace is a stage overlooking the sea, an unforgettable place in the evening, to which you long to return. The bedrooms are all different: from the sumptuous ones on the upper floors - the penthouse and the master - to the smaller ones in the basement. They are in cream

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enlivened with bursts of marine colours. The design furnishings take inspiration from ‘travel’ furniture, revamped and updated with a play on mirrors. Staff attention is memorable – here the guest is master, is looked after and listened to – as is that of chef Eduardo Estatico, who helms the kitchen of the restaurant JKitchen. Breakfast is a feast for the eyes in its sophisticated arrangement of food, and for the palate in the quality of its ingredients and careful preparation by Eduardo Estatico’s team. Eduardo, Neapolitan and class of 1985, brings the flavours of his city’s traditional cuisine to his dishes, which he lightens and makes modern to suit the tastes of 5-star guests. Fish, citrus fruits and ‘genovese’ but also langoustines and caviar feature on his menu. Eduardo has personality, experience and determination, having attended catering school and later Gualtiero Marchesi’s ALMA academy. His career confirms the basic concept of fine Italian cuisine, namely simple yet at the same time creative, following the thread between tradition and innovation, and which he himself likes to call contemporary.


AL JK CAPRI L’OSPITE È PADRONE, CURATO, ASCOLTATO. MEMORABILI SONO LE ATTENZIONI DELLO CHEF EDUARDO ESTATICO CHE GUIDA LA CUCINA DEL RISTORANTE JKITCHEN AT JK CAPRI THE GUEST IS MASTER, LOOKED AFTER AND LISTENED TO. THE ATTENTIONS OF CHEF EDUARDO ESTATICO ARE MEMORABLE, AT THE HELM OF THE RESTAURANT JKITCHEN


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UNA FLOTTA PRESTIGIOSA

La societĂ di autonoleggio Avis propone, anche in Italia, Prestige, che consente di guidare vetture Mercedes-Benz, presenti da poche settimane sul mercato. CoupĂŠ e sport utility con motori turbodiesel da 170 a 258 Cv, cambio automatico e trazione integrale, anche a sette posti 108

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asseconda le singole esigenze, o semplicemente ci piacerebbe poter guidare, diventa uno degli aspetti fondamentali della proposta Prestige. Non si prenota più una vettura che fa parte di un gruppo, bensì il modello desiderato presente nella gamma. Bianca, nera o grigia, tutte full optional e, nel caso della GL, anche a sette posti. Ma entriamo nello specifico dei modelli Mercedes riassumendone le caratteristiche principali e ricordando che tutte le vetture hanno diesel potenti, dispongono della trazione integrale permanente 4Matic e del cambio automatico a 7 o 9 rapporti. COUPÉ PER I VIAGGI IN FAMIGLIA La CLS Shooting Brake 250D con 204 Cv è un’agile e raffinata coupé cinque porte e cinque posti, adatta a soddisfare sia le esigenze delle famiglie in viaggio sia quelle dei professionisti in trasferta di lavoro. Sì avete letto bene, lunga poco peno di 5 metri ma alta solo 142 cm, è a tutti gli effetti una station wagon dalle forme dinamiche, capiente ma con un baricentro basso a beneficio di una guidabilità sportiva simile alle coupé. Dotata di un grande portellone posteriore, che si apre elettricamente senza impegnare le mani, la CLS Shooting Brake è il veicolo ideale per ogni sorta di viaggiatore che può anche sacrificare le sedute posteriori per caricare oggetti molto ingombranti come gli sci o raggiungere 1.550 litri di spazio utile. Questo modello offre inoltre il meglio della tecnologia del segmento, come il sistema Collision Prevention Assist Plus e il Park Assist.

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l noleggio di una vettura può essere un’esperienza molto gratificante, non solo per gli appassionati di automobili ma anche per chi vuole guidare il meglio della tecnologia moderna, grazie ad Avis. Da poche settimane la compagnia di autonoleggio internazionale propone anche in Italia un’offerta ribattezzata Prestige, composta da un’ampia gamma di modelli Mercedes-Benz che spiccano per prestazioni e confort. La flotta di Avis Prestige è composta da 50 autovetture equamente divisa tra cinque modelli appena arrivati sul mercato: CLS Shooting Brake,

GLC, GLE Coupé, GLE e GL. Vetture raffinate, tecnicamente all’avanguardia e con una dotazione di accessori premium. Hanno tutte motori diesel potenti e con molta coppia, cambi automatici e trazione integrale. Il tutto con optional importanti e pneumatici invernali, altro punto fondamentale per affrontare in sicurezza la stagione fredda. Tutti possono prenotare e scegliere di guidare i cinque modelli Mercedes-Benz proposti da Avis, disponibili per ora negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa e al Marco Polo di Venezia. Proprio l’opportunità di scegliere il modello che meglio

FUORISTRADA DI ULTIMA GENERAZIONE La recente GLC con il motore turbodiesel 2.2 da 170 Cv dispone della trazione integrale permanente, un telaio riprogettato e un modernissimo cambio a nove rapporti, oltre a sospensioni migliorate e a una maneggevolezza senza pari che si combinano con un eccellente dinamismo e un’inconfondibile agilità di guida. Il tutto gestito da una raffinata elettronica di bordo che toglie d’impaccio dal superamento di ogni strada e condizione di aderenza. La GLC dà il meglio di sé in fuoristrada come su strade asfaltate ed è in grado di offrire prestazioni straordinarie con consumi ridotti. All’interno un abitacolo spazioso ed elegante, e nello stesso tempo molto silenzioso, come per tutte le vetture di alta gamma Mercedes-Benz. UN SUV DI LUSSO La GLE è l’erede della ML, la prima Suv di lusso pensata da Mercedes e che ha presto segnato la storia di questo segmento. Anche per questo modello spinto dal compatto 4 cilindri turbodiesel

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WWS PER AVIS BUDGET GROUP 2.2 con 204 Cv troviamo la trazione integrale permanente e il cambio automatico a nove velocità che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in 8,6”. La GLE è un’auto dalla sorprendente capacità di controllo della trazione e dall’ottimale gestione della coppia motrice di ben 500 kgm a soli 1.600 giri. Dotata di proiettori full-LED adattivi, l’imponente Suv è fornito del sistema Collision Prevention Assist Plus e del Park Assist, che renderà la guida ancora più comoda e semplice per tutti.

SETTANT’ANNI ON THE ROAD Avis Budget Group è una società leader nella fornitura di servizi di noleggio a breve termine, nata in America nel 1946 grazie all’intuizione di Warren Avis che aprì il primo “rent a car” all’aeroporto di Detroit. Negli anni si è sviluppata raggiungendo 10 mila uffici di noleggio e 5.750 location in 175 Paesi. La sede italiana di Avis Autonoleggio nasce nel 1957, e oggi dispone di 20.000 vetture equamente divise sul territorio. Nel 1996 nasce il primo sito internet del gruppo, e nel 2009 è stata la prima azienda di noleggio a sviluppare un’app sui servizi e sulla prenotazione in tempi brevissimi. «Avis ha sempre avuto una flotta luxury», ricorda Angelo Brienza, Direttore Marketing di Avis Budget Group EMEA Southern Region «e modelli che noi chiamiamo “fun”, come le spider. Con la proposta Prestige, abbiamo voluto ulteriormente soddisfare i clienti che definiamo “motor enthusiast”, sensibili alle ultime novità. Avis Italia si è avvicinata a Mercedes-Benz perché negli ultimi mesi ha implementato la gamma con vetture, Suv e Crossover a quattro ruote motrici piacevoli da guidare per lavoro o in vacanza con la famiglia. Il cliente di Avis Prestige sceglie il modello e non il settore di appartenenza, dunque noleggia solo ciò che desidera e può guidare tante novità prima degli altri». - a cura di Andrea Nicoli SEVENTY YEARS ON THE ROAD Avis Budget Group is a leading company in short term hire services, founded in America in 1946 by Warren Avis who opened the first “rent a car” at Detroit airport. Over the years it has grown to reach 10,000 rental offices and 5,750 locations in 175 nations. The Italian Avis headquarters opened in 1957, and today offers 20,000 vehicles nationwide. In 1996, the group’s first website was launched, and in 2009 it was the first car hire company to develop an app for rapid services and bookings. “Avis has always had a luxury fleet”, recalls Angelo Brienza, Marketing Manager of Avis Budget Group EMEA Southern Region “and what we call “fun” models, like the spiders. With Prestige, we set out to satisfy even more clients whom we call “motor enthusiasts”, in touch with the latest features. Avis Italia approached Mercedes-Benz because in recent months it has expanded the range with four-wheel drive vehicles, SUVs and Crossovers that are a pleasure to drive whether for work or a family holiday. The Avis Prestige customer picks the model, not the bracket, so he hires only what he wants and can drive lots of new cars before anyone else”. by Andrea Nicoli 110

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DA ZERO A 100 IN SETTE SECONDI La GLE Coupé è un’auto dalla doppia anima, che combina le prestazioni di una sportiva agile e scattante con la solidità di una fuoristrada. Questo modello riesce a far convivere nello stesso tempo il fascino di una coupé dalle dimensioni importanti alla mobilità di un Suv con una notevole altezza minima da terra. Il motore proposto è un V6 diesel di 3.0 litri da 258 Cv con la coppia motrice di 630 kgm, il cambio automatico a 9 rapporti e la trazione integrale permanente. Non lasciatevi ingannare dal motore silenzioso, la GLE Coupé 350d è in grado di passare da 0 a 100 km orari in 7 secondi. Non ultimo, anche viaggiando i cinque, il bagagliaio può contenere 650 litri di carico. UN VIAGGIO SUPER SILENZIOSO La Mercedes-Benz GL 350d 4Matic con 258 Cv stabilisce nuovi standard in termini di confort, dinamica, sicurezza, eleganza ed efficienza. Dotata di sospensioni eccellenti, la GL è super silenziosa, grazie alla cura aerodinamica, ai finestrini all’isolamento acustico, all’impiego di materiali fonoassorbenti e all’ottimizzazione degli interni. Lunga 513 cm ha sette posti comodi ripartiti su tre file di sedili e una capacità di carico che può raggiungere i 2.300 litri. Grazie anche al tettuccio elettrico si può scegliere lo stile di guida preferito. Per prenotare questi modelli disponibili nel nord Italia bisogna farlo con almeno 72 ore di anticipo attraverso un numero dedicato, disporre di due carte di credito e aver compiuto 25 anni. Assieme alle vetture luxury, Avis mette a disposizione dei clienti Prestige un concierge che risponde telefonicamente alle richieste del cliente, consigliandoli al meglio come in un’agenzia di viaggio su misura. Per ulteriori informazioni relative alle caratteristiche tecniche, accessori e dotazioni delle vetture della gamma Avis Prestige si può consultare il sito www.avisautonoleggio.it o chiamare il numero dedicato: +39 331.339.87.80. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 09.30 alle 13.30. (A.N.)


H

iring a car can be a highly satisfying experience, not just for car enthusiasts but also for those who wish to drive the best in modern technology, thanks to Avis. A few weeks ago, the international car hire company launched an offer called Prestige, in Italy too, with a wide range of Mercedes-Benz models that stand out for performance and comfort. The Avis Prestige fleets is made up of 50 cars equally divided between five models just released on the market: CLS Shooting Brake, GLC, GLE Coupé, GLE and GL. Elegant vehicles, technically advanced and with premium accessories. All have powerful diesel engines with lots of torque, automatic transmission and all-wheel drive. All this with outstanding optionals and winter tyres, another essential for facing the season in safety. Anyone can book and decide to drive the five Mercedes-Benz models offered by Avis, available for now at the Milanese airports of Linate and Malpensa and at Venice’s Marco Polo airport. The option of choosing the model best suited to one’s own needs, or one we’d simply like to drive, becomes one of the basic aspects of Prestige. It is no longer a question of hiring a car from a group, but the desired model in the range. White, black or grey, all full optional and, in the case of the GL, with seven seats. But let’s take a closer look at the Mercedes models, summarising their main features and reiterating that all have powerful diesel engines, 4Matic four-wheel drive and 7 or 9 speed automatic transmission.

Mercedes and which soon made history in its sector. Also for this model, propelled by a compact 4 cylinder turbodiesel 2.2 with 204 hp, we have permanent all-wheel drive and nine-speed automatic transmission enabling us to sprint from 0 to 100 kph in 8.6”. The GLE is a car with incredible traction control and excellent torque management of 500 kgm at just 1,600 rpm. With wraparound LED headlamps, this impressive SUV is fitted with Collision Prevention Assist Plus and Park Assist, making driving even more comfortable and simple. FROM NOUGHT TO 100 IN SEVEN SECONDS The GLE Coupé is a car with a dual spirit, combining the performance of an agile, sprinty sports car with the solidity of an SUV. This model manages to bring together the allure of a coupé profile and the mobility of a SUV, with a remarkably low slung roof. The engine is a 3.0 litre V6 diesel producing 258 hp and 630 kgm of torque, 9-speed automatic transmission and permanent all-wheel drive. Do not be fooled by the silent engine, the GLE Coupé 350d can clock 0 to 100 kph in 7 seconds. And by no means least, the boot can carry a 650 litre load even with five passengers.

A PRESTIGIOUS FLEET

COUPÉ FOR FAMILY TRIPS The CLS 250D Shooting Brake with 204 The car hire company Avis offers Prestige, also in Italy, enabling hp is an agile and elegant five-door, customers to drive brand new Mercedes-Benz vehicles on five-seater coupé, meeting the needs the market. Coupés and sport utility vehicles with turbodiesel of travelling families or professionals. engines from 170 to 258 hp, automatic transmission and Yes, you read right, just under 5 metres long but only 142 cm high, it is in every permanent all-wheel drive, even with seven passengers sense a station wagon with dynamic proportions, spacious but with a low barycentre that delivers the sporty handle ULTRA-SILENT TRAVEL of a coupé. With a large rear hatchback, which opens electrically, hands free, the CLS Shooting Brake is the ideal car for all kinds of The Mercedes-Benz GL 350d 4Matic with 258 hp sets new standards traveller and with fold down back seats to accommodate cumbersome in terms of comfort, dynamism, safety, elegance and efficiency. objects like skis or reach a carrying capacity of 1,550 litres. The Complete with outstanding suspension, the GL is ultra-silent, thanks model also offers the best in technology, like Collision Prevention to aerodynamics, soundproof windows, soundproof materials and Assist Plus and Park Assist. optimised interiors. 513 cm long, it carries seven comfortably, divided into three rows of seats and a carrying capacity of up to 2,300 litres. Thanks also to the electric roof, you can choose your LATEST GENERATION OF SUVS preferred driving style. To book this model, available in northern The recent GLC with 2.2 turbodiesel engine providing 170 hp offers Italy, you need to do so at least 72 hours in advance by calling a all-wheel drive, revamped chassis and a highly modern nine-speed special number, have two credit cards and be over 25. transmission, not to mention improved suspension and unrivalled handling combined with excellent dynamism and unmistakable agility, Besides the luxury cars, Avis offers its Prestige customers a concierge all controlled by refined onboard electronics. The GLC gives its best to answers clients’ requests by phone, giving them the best advice on or off-road and can offer outstanding performance with reduced like in a customised travel agency. For more information regarding the technical characteristics and consumption. Inside, a spacious and elegant cabin, and ultra-silent at the same time, like all top-of-the-range Mercedes-Benz cars. options of the cars in the Avis Prestige range, visit the website www. avisautonoleggio.it or call the special number: +39 331.339.87.80. A LUXURY SUV The service is available from Monday to Friday, 9.30 am to 1.30 pm (A.N.) The GLE is the heir of the ML, the first luxury SUV designed by

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AUTO

UNA SFIDA TRA STAR Sei anni e quarantacinque gare nei principali circuiti internazionali. Le Maserati GranTurismo MC Trofeo hanno impegnato 200 piloti in un’appassionante gara. E nel 2016 diventano le vetture da battere nei campionati GT4 by Andrea Nicoli

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a Monza 2010 ad Abu Dhabi 2015, attraverso un viaggio lungo sei anni che ha tenuto impegnate le affascinanti e veloci GranTurismo MC nei trofei Maserati. Vetture da corsa preparate direttamente dalla Casa modenese per i piloti e stars internazionali che hanno voluto mettersi in gioco. La base della vettura racing apprezzata sia dai piloti gentlemen sia dai professionisti è la GranTurismo MC, un’elegante coupé a quattro posti con motore V8 da 4.800 cc da 488 Cv e la trazione posteriore. Poche modifiche ai freni, cambio al volante più rapido, cura aerodinamica e alleggerimento generale per limitare la bilancia a 1.400 kg. In poche parole una vera vettura da corsa con un ottimo telaio e un super motore che permette di raggiungere i 300 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 3 secondi. Una vettura da piloti veri. Il monomarca del Tridente era iniziato con la vittoria di un italiano, Pietro Zumerle, nel 2010, seguito dal connazionale David Baldi (2011), per poi passare per due volte al belga Renaud Kuppens (2012 e 2013) e quindi allo svizzero Mauro Calamia (2014). L’ultima edizione, quest’anno, è stata firmata dal francese Romain Monti. Il pilota Andreas Segler, presenza fissa del Trofeo, può ricordare questo periodo attraverso numeri strabilianti: 45 partecipazioni in 25 circuiti differenti, 14 paesi, 19.000 km di gare e 816 pneumatici da corsa. Circuiti importanti, piloti di 31 nazioni e tanti VIP a offrire spettacolo Il Maserati Trofeo World Series oltre a visitare i tracciati europei più importanti è stato anche oltreoceano, negli Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi e Giappone. Palcoscenici importanti con una media di 21 GranTurismo MC Trofeo schierate per ogni round e 200 piloti in rappresentanza di 31 nazionalità. Il fascino delle Maserati ha attirato piloti di ogni nazione, ma anche personaggi dello spettacolo e del mondo dei motori. Hanno gareggiato ex piloti di Formula 1, come Ivan Capelli e il giapponese Shinji Nakano, ex campioni mondiali GT Maserati come Andrea Bertolini e Michael Bartels e i figli di grandi assi del volante del passato come Derek Hill e Freddie Hunt. Sempre dal motorsport è arrivato il pluridecorato ingegnere di Formula 1 Adrian Newey e dal cinema l’attore Patrick

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Dempsey, accompagnato dallo stuntman Greg Tracy e dal cantante italiano Max Gazzè. Venti vetture modificate continueranno a correre in Europa e negli Stati Uniti Ma se il capitolo del Trofeo si è appena concluso, inizia un nuovo scenario per Maserati. Venti vetture ex Trofeo sono pronte a tornare in pista gestite da team privati, per competere nei campionati internazionali Gran Turismo negli Stati Uniti e in Europa. Piccoli interventi tecnici al motore e all’aerodinamica hanno permesso di adeguare le prestazioni della vettura a quelle delle altre vetture rivali come impone il regolamento tecnico delle nuove sfide. Maserati Corse seguirà da vicino le prestazioni dei team impegnati in Europa e in USA, mettendo in palio un premio speciale per il miglior pilota e il miglior team. «È un incentivo e un riconoscimento per i piloti e per i team – ha recentemente ricordato Roberto Bozzi responsabile di Maserati Corse - che porteranno nuovamente il nostro marchio a gareggiare contro concorrenti blasonati come Porsche, Aston Martin e Chevrolet». Guardando oltre, gli appassionati del marchio sognano anche una nuova coupé da corsa. Alla fine del 2016 arriverà sui mercati l’Alfieri, le cui caratteristiche tecniche sono ancora da scoprire, ma sicuramente anche questa sportiva avrà una meccanica raffinata che potrebbe diventare la base per una velocissima e affidabile auto da corsa, oltre che da viaggio.

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A CHALLENGE AMONG STARS Six years and forty-five races on the world’s leading circuits, the Maserati GranTurismo MC Trofeo has engaged 200 drivers in a thrilling challenge. And in 2016, they’ll be the cars to be beat in the GT4 championships

QUI SOPRA, FREDDIE HUNT, FIGLIO DEL PILOTA DI FORMULA1 JAMES, E A SINISTRA, IN BIANCO SUL PODIO, ROMAN MONTI, LEADER DELL’ULTIMA EDIZIONE DEL TROFEO MASERATI 2015 HERE, ABOVE, FREDDIE HUNT, SON OF THE FORMULA 1 DRIVER JAMES, AND LEFT, IN WHITE ON THE PODIUM, ROMAN MONTI, WINNER OF THE LATEST SERIES, THE TROFEO MASERATI 2015

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rom Monza 2010 to Abu Dhabi 2015, a six year journey has kept the fast and alluring GranTurismo MC busy racing in Trofei Maserati. Racing cars are prepared directly by the Modenabased house for drivers and international stars who want to get involved. The stock of the racing car popular among gentlemen drivers as well as professionals is the GranTurismo MC, an elegant four-seater coupé with 4,800 cc V8 engine producing 488 hp with rear traction. Just a few adjustments to the brakes, faster paddle shifters, aerodynamics and general stripping down to crop the scales to 1,400 kg. In other words, a racing car with an outstanding chassis and a super engine that allows for speeds of 300 kph and sprints from 0 to 100 kph in about 3 seconds. A real racing driver’s car. The singlemake Trident motorsport began with the victory of an Italian, Pietro Zumerle, in 2010, followed by fellow countryman David Baldi (2011), to then go twice to Belgian Renaud Kuppens (2012 and 2013) and later to Swiss Mauro Calamia (2014). The latest series, this year, was won by Frenchman Romain Monti. Racing driver Andreas Segler, an iconic Trofeo presence, has some staggering stats for these past five years: 45 races on 25 different circuits, 14 nations, 19,000 km of racing and 816 racing tyres. IMPORTANT RACE TRACKS, DRIVERS FROM 31 COUNTRIES AND PLENTY OF VIPS CREATE THE SPECTACLE. Besides visiting Europe’s leading circuits, the Trofeo Maserati World Series has also been abroad, to the United States, China, Arab Emirates and Japan. It is a major competition with an average of 21 GranTurismo MC Trofeo cars competing in each round and 200 drivers representing 31 nations. The allure of the Maserati has attracted drivers from all corners of the globe, not to mention also names from show biz and motorsports. Competitors include former Formula 1 drivers, like Ivan Capelli and Japanese Shinji Nakano, ex world Maserati GT champions like Andrea Bertolini and Michael Bartels, and sons of the past racing legends like Derek Hill and Freddie Hunt. Again, from motorsport, there is the multi award-winning Formula 1 engineer Adrian Newey and cinema actor Patrick Dempsey, accompanied by stuntman Greg Tracy and Italian singer Max Gazzè.

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AUTO

NOVITÀ

Alfieri tradizione in chiave moderna Sono passati due anni dalla presentazione dell’Alfieri che festeggiava i 100 anni di Maserati e ora è pronta al debutto. L’Alfieri porta il nome di uno dei fratelli Maserati, il genio dell’ingegneria che fondò le “Officine Alfieri Maserati” a Bologna il secolo scorso. La coupé ha un frontale lungo e basso e rappresenta un’evoluzione stilistica dei modelli in gamma. L’Alfieri è lunga 459 Cm e si basa sul telaio della GranTurismo MC Stradale. Gli interni hanno una configurazione 2+2 e un discreto bagaglio per i fine settimana. I sedili richiamano la forma avvolgente di quelli delle auto da corsa degli anni ‘50. Sotto le eleganti linee troviamo motori V6 turbo 3.0 litri con livelli di potenza da 400 a circa 500 Cv. Assieme alla trazione posteriore dovrebbe essere disponibile anche la trazione integrale. A seguire arriverà anche una versione spider come da tradizione Maserati.

ALFIERI, A MODERN SLANT ON TRADITION Two years have passed since the Alfieri was presented to celebrate Maserati’s 100th anniversary, and now it is ready to make its debut. The Alfieri is named after one of the Maserati brothers, the engineering genius who opened the “Officine Alfieri Maserati” in Bologna last century. The coupé has a long, low nose and is the style evolution of other models in the range. It is 459 cm long and based on the chassis of the GranTurismo MC Stradale. The cabin is 2+2 with a small boot for the weekend. The seats recall the enveloping shapes of racing car seats from the 1950s. Its elegant lines conceal a 3.0 litre V6 turbo engine producing from 400 to about 500 hp. All-wheel drive will be available and a spider version will follow according to Maserati tradition.

Levante per ogni terreno Mancano pochi mesi al debutto della prima SUV 4x4 di Maserati, battezzata Levante. I motori saranno quelli della berlina Ghibli e cioè a benzina V6 e V8 da 350 a 500 Cv assieme al diesel V6 declinato in un paio di potenze da 250 a oltre 300 Cv. Indiscrezioni parlano anche di una motorizzazione ibrida che tanto piace negli USA, ma solo nel 2017. La trazione sarà integrale permanente con largo impiego di elettronica per gestirne la marcia sui fondi con scarsa aderenza e il cambio automatico a otto rapporti. THE ALL-TERRAIN LEVANTE Only a few months left until the debut of Maserati’s first 4x4 SUV, baptised the Levante. The engines will be those of the Ghibli sedan, namely petrol V6 and V8 from 350 to 500 hp and diesel V6 in two states of tune, from 250 to over 300 hp. Rumours speak also of a plug-in hybrid, so popular in the USA, but only in 2017. It will be four-wheel drive using electronic controls on difficult surfaces and eight-speed automatic transmission.

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TWENTY MODIFIED RACING CARS WILL CONTINUE TO RACE IN EUROPE AND THE US While the latest season of the Trofeo has just come to a close, a new chapter has begun for Maserati. Twenty former Trofeo cars managed by private teams are set to return to the track to compete in international GT races in the United States and in Europe. Some adjustments to the engine and aerodynamics have brought the vehicle in line with other rival cars, as dictated by technical regulations. Maserati Corse will be carefully following the teams in Europe and the USA, offering a special prize for best driver and best team. “It’s an incentive and recognition for drivers and teams – says Roberto Bozzi, Manager of Maserati Corse – which will enable our brand to compete against high profile makes like Porsche, Aston Martin and Chevrolet”. Looking beyond, Maserati fans are even dreaming of a new racing coupé. Late 2016 will see the market launch of the Alfieri, whose tech-specs are as yet to be revealed, but it will almost undoubtedly have a sophisticated engine that may well become the stock for a super-fast and reliable racing car besides a road vehicle.


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