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MounTIME

legends

Suplemento di Wonder Cortina winter 2018


ESSENCE OF BEES Discover the beauty secret found in beehives Because beauty is born in nature, L’Elixir des Glacier has accomplished the technical feat of combining the best of the beehive in a unique complex. Essence of Bees offers the regenerative power of royal jelly, the purifying force of propolis and the moisturizing efficiency of honey. With its highly sensory texture and divine application, Essence of Bees is unequalled in holding back the signs of time.

www.evalmont.com


Edito L’evento Comunicare il Tempo, nato a Cortina d’Ampezzo dalla collaborazione tra Platinum Media Lab e Bartorelli Gioiellerie, è al giro di boa della sua terza edizione. E se nel 2015 l’argomento è stato di carattere generale ed ha affrontato (con la mostra lungo il Corso Italia e nelle sale de L’Hotel de la Poste, oltre che con il supporto editoriale di questa pubblicazione) il tema della comunicazione d’orologeria, nel 2016 – noblesse oblige – è stata la volta dei segnatempo femminili, creazioni meravigliose che spesso prendono a pretesto i quadranti per dare libero sfogo alle più svariate e pregiate lavorazioni d’oreficeria. Quest’anno è invece dedicato al tema centrale dell’orologeria d’alta gamma e da collezione, quello dei grandi classici e delle icone di marca. Nelle pagine che seguono, vedremo come ognuna delle storiche maison raccontate sia titolare di un modello emblematico, in grado di condensare quei valori. Un panorama diversificato, ricco e sorprendente, che ancora una volta – per chi già non lo fosse – fa appassionare all’industria del tempo. Non manca naturalmente – e non si potrebbe fare diversamente - un dovuto e gradito accenno anche alle icone provenienti dall’altra metà del firmamento (orologiero).

Wonder Watches suplemento di Wonder Cortina winter 2018 edito da Platinum Media Lab Srl Via San Calimero, 1 - 20122 - Milano Tel. + 39 02 36683420 info@platinummedialab.com www.platinummedialab.com Direttore Barbara del Duca Art Director Laura Larese de Santo A cura di Paolo De Vecchi Consulenza Olivia Azario Copertina Le Sauvage Décorateur Print D’Auria Printing spa Via dell’Aspo, 1 63100 Ascoli Piceno

La nostra copertina: artwork by Le Sauvage Décorateur “La vicenda di Robinson Crusoe è alla base della filosofia di Le Sauvage Décorateur che propone collage unici dove le certezze del mondo occidentale sono contaminate dall’esplosione di colore dei tropici, dove il momento presente è il risultato di un percorso a ritroso attraverso un passato caratterizzato da atmosfere vintage, estremamente rassicuranti.”

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Cortina Suplemento di Wonder

winter 2018

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Sommario MounTIME

legends

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A. Lange & SÖhne

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Audemars Piguet

Il primo modello di Royal Oak, in una pubblicità su carta stampata, in esposizione dal vero e nei disegni originali di Gérald Genta. Lanciato nella versione in acciaio nel 1972, fu un modello rivoluzionario e molto innovativo per la sua epoca

Uno dei modelli più significativi del design orologiero degli anni Settanta, è stato oggi rivisitato in una versione extrapiatta, per quanto riguarda gli spessori, ma molto di sostanza per via della sua realizzazione in oro massiccio

Dopo essere stato arricchita con la poetica combinazione delle fasi di luna, l’iconica collezione Lange 1 della manifattura sassone, viene proposta in nuova veste. E anche in versione femminile

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Breguet

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ggi Breguet è il marchio di punta di Swatch Group, ma tra la fine del 1700 e i primi decenni del secolo successivo, quel nome indicava il costruttore d’origine svizzera, ma francese d’adozione, considerato il più geniale orologiaio di tutti i tempi. A lui si devono invenzioni tecniche e stilistiche, come il regolatore di marcia tourbillon e le lancetta “pomme”, che hanno fatto progredire l’industria del tempo come mai era avvenuto nei secoli precedenti. Abraham-Louis Breguet era all’epoca uno dei personaggi più famosi delle corti europee, con aristocratici, nobildonne, militari d’alto grado e perfino teste coronate, come Napoleone Bonaparte e Carolina Murat, ambivano poter avere una delle sue creazioni. Quella era un’epoca particolare per l’industria del tempo, ancora un territorio misterioso e riservato a pochi e facoltosi estimatori, ma solo meriti alla maestria di Breguet. Buona scelta, dunque, quella della maison che si onora di quel nome, d’intraprendere una produzione d’alta qualità e molto distintiva, rispetto al panorama dell’orologeria da polso contemporanea.

Classicismo e capacità di sviluppare modelli dotati di elaborate meccaniche, sono le qualità della maison che ha ereditato nome e tradizione dall’orologiaio considerato il più geniale di tutti i tempi

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in dal momento del suo rilancio sul mercato, avvenuto nel 1990, il marchio A. Lange & Söhne - che tiene alta, nel settore dell’orologeria, l’ottima reputazione del Made in Germany – aveva puntato sulla particolarità meccanica e stilistica del modello Lange 1. Quadrante decentrato per ore e minuti e grande data a doppia cifra, indicazioni incastonate in un quadrante di raro rigore, donano a questo orologio un aspetto classico, ma decisamente fuori dell’ordinario. Cosa che l’ha fatto diventare una sorta di marchio di fabbrica della manifattura con sede a Glashütte, storico sobborgo industriale nei pressi di Dresda. Dal 2002, questo modello è dotato dell’accattivante indicazione delle fasi di luna, per essere poi oggi migliorato con una rappresentazione del nostro satellite ancora più realistica. La disposizione dell’indicazione è basata su un nuovo concetto: in primo piano una luna in oro massiccio segue la propria orbita, mentre sotto di lei un disco del cielo, anch’esso in oro massiccio, ruota una volta ogni 24 ore e con svariate tonalità di blu, in modo da rappresentate le ore del giorno e della notte.

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orreva l’anno 1972 è dalla matita di Gérald Genta, considerato uno dei massimi stilisti d’orologeria della nostra epoca, nasceva la sagoma spigolosa e massiccia del Royal Oak, destinato a diventare icona di un tipo di strumento del tempo all’epoca inedito. Incrociava infatti la sportività dell’acciaio, con il lusso estetico e il prestigio manifatturiero della marca di provenienza, con una fisionomia mai vista prima, caratterizzata soprattutto dal bracciale integrato e dalla lunetta ottagonale fissata con otto viti a vista. Il quadrante poi, con la sua profonda lavorazione guilloché battezzata Tapisserie, completava questo capolavoro d’inventiva. A cinque anni dal lancio della prima versione in acciaio e prettamente maschile, Audemars Piguet aumentò la posta in gioco con un Royal Oak identico all’originale, ma tutto d’oro. Sono passati 40 anni da quel fecondo anno 1977 per l’orologeria e la maison festeggia questo anniversario con una versione, sempre in oro, ma dotata di movimento automatico ultrapiatto. Un traguardo oggi possibile – e che ne cambia completamente la fisionomia, rendendolo ancora più attuale e contemporaneo - grazie ai progressi tecnologici del settore.

In queste pagine, dettagli del disco delle fasi di luna e, da sinistra, le versioni con cassa in oro bianco con quadrante rodiato, in platino con quadrante nero e in oro rosa con quadrante argentato del Lange 1 Fase Lunare, il diametro è di 38,5 millimetri e il movimento meccanico a carica manuale

Classique Referenza 7147, cassa in oro bianco con quadrante in smalto Grand Feu, movimento automatico con 45 ore di riserva di marcia e piccoli secondi decentrati, cinturino in alligatore

Royal Oak Extrapiatto, cassa con lunetta ottagonale e bracciale in oro giallo con chiusura pieghevole, movimento meccanico a carica automatica con 40 ore di riserva di marcia, due diverse versioni di quadrante con decorazione guilloché “Petite Tapisserie”.

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Bulgari

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inissimo - di nome e di fatto - quella che molto considerano la più sorprendente novità maschile dell’orologeria firmata Bulgari per il 2017. Un record, visto che attualmente è l’orologio a carica automatica più sottile al mondo. Molto audace è certamente il suo design, cui ha però dovuto corrispondere un progetto tecnologico e di fattibilità altrettanto efficace. E se l’estetica gioca la sua parte, grazie alla ripresa della forma ottagonale (da molto tempo ormai adottata anche da Bulgari per differenziare nettamente alcune collezioni dalle altre) e all’utilizzo a tutto campo di modernissimo titanio, molto della partita è giocato dalla costruzione del movimento. La cassa è alta infatti soltanto 5,15 millimetri (uno spessore con effetto ottico ancora più ridotto dal diametro che invece è ampio, raggiungendo i 40 millimetri) e questo lo si deve ad un meccanismo ancora più fine (circa la metà, ovvero 2,23 millimetri). E che deve funzionare alla perfezione, in vista dal fondo in vetro zaffiro, ben sapendo che, in orologeria, più si riducono le dimensioni, meno è garantita l’affidabilità.

Stupisce molto positivamente appassionati e addetti ai lavori, il modernismo di un nuovo maschile, che riprende una classica forma ottagonale adattandola alla ricerca di spessori ultrasottili

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Cartier

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nno di nascita 1917, segno inconfondibile, lo stile. Di gusto molto francese, com’era giustamente nelle corde di Louis Cartier e della maison fondata dal nonno (e suo omonimo) a Parigi verso la metà del 1800. Quando appare sul mercato, si presenta come un modello maschile caratterizzato dalle piccole dimensioni e dagli spessori sottili, che se oggi lo renderebbero esclusività del pubblico femminile, all’epoca corrispondevano perfettamente ai canoni della più classica eleganza da uomo. Una connotazione che, pur adattandosi alle varie evoluzioni del gusto durante questo suo primo secolo di vita, è arrivata fino ai giorni nostri. Colpisce, in un’epoca in cui l’avventura dell’orologeria da polso era appena iniziata, la scommessa di Louis Cartier, difficile, ma che in seguito si è dimostrata un ottimo azzardo: una cassa rettangolare, fortemente sagomata (da cui il nome, che vuole richiamare i cingolati militari di quel periodo, anch’essi una novità nelle caserme come sui campi di battaglia) e che spezzava di netto con tutta la tradizione precedente dei modelli da tasca, orologi tondi per eccellenza.

Compie 100 anni l’orologio che ha portato una ventata di glamour e modernità nell’orologeria da polso, un universo che all’epoca - stava muovendo i primi passi. È stato anche uno dei modelli più amati dal jet-set internazionale

Sopra, ancora un’immagine di Octo Finissimo, dove si evidenziano gli spessori ultrasottili. Sotto, un esploso del suo meccanismo, con micro-rotore in platino e le ridottissime dimensioni (2,23 millimetri di spessore e 36,30 di diametro)

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Hublot

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oncettualmente, questa straordinaria creazione di Hublot vuole onorare tutte le avventure ingegneristiche del Cavallino Rampante. In particolare, la Concept Car denominata FXXK, parte di un programma di ricerca e sviluppo di un motore ibrido ad alte prestazioni, non legato a omologazioni stradali o a vincoli normativi. Conseguentemente, anche l’orologio che ne è derivato, si svincola dal panorama dell’alta orologeria, anche quella più avveniristica, con un progetto che – tra le altre soluzioni – visualizza ore, minuti e riserva di carica su serie di cilindri e dispone il regolatore di marcia tourbillon in verticale. Il tutto animato da un movimento meccanico a carica manuale, con 50 ore di autonomia e formato da ben 637 elementi. Tutti a vista grazie al vetro zaffiro e che nel loro insieme assumono la forma compatta e oblunga di un motore alloggiato dentro un cofano, non di certo quella tonda o rettangolare di movimenti dell’orologeria classica. La corona di carica e regolazione sembra poi scomparsa, è invece alloggiata in maniera ergonomica sotto la carrure, in modo da non disturbare né funzionalmente né esteticamente.

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Omega

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Patek Philippe

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Panerai

nno particolarmente importante per Patek Philippe, quello che sta per concludersi, in particolare per due motivi. È l’anniversario dell’Aquanaut, nato esattamente 20 anni fa e realizzato per l’occasione in serie speciale con cassa in oro bianco e cinturino in materiale tecnico blu, un orologio che fin dal suo lancio si era dimostrato un modello lontano dai consueti standard stilistici della maison, ma che proprio per questo ha avuto grande successo. Ma soprattutto è l’anno in cui Patek Philippe ha rinnovato una delle proprie specialità, il calendario perpetuo, con una versione particolarmente avvincente. Colpisce l’estetica Vintage, ottenuta grazie alle dimensioni contenute della cassa (il diametro è di 40 millimetri), realizzata in oro bianco e con vetro zaffiro bombato, da cui spicca il quadrante laccato color crema su una base d’ottone. Dal fondo in vetro zaffiro si può ammirare il movimento automatico, con una riserva di marcia minima di 35 ore e grande rotore centrale in oro 21 carati a carica unidirezionale.

È

stato al polso degli astronauti della Nasa, in importanti missioni spaziali e si fa spesso vedere in pubblicità, accanto a noti personaggi del cinema, testimonial Omega come George Clooney, Daniel Craig e Eddie Redmayne. Ma è molto amato anche sui circuiti automobilistici. Il cronografo Speedmaster, nato nel 1957 con la denominazione di “Broad Arrow”, si ripropone infatti - a 60 anni dal suo lancio - nella nuova versione Racing. L’essenza del design automobilistico si nota soprattutto osservando i marcatori dei minuti e le lancette arancioni, elementi introdotti appunto da Omega per facilitare ai piloti la lettura del cronografo. Caratteristiche tipiche dello Speedmaster Racing Master Chronometer, il cui standard di precisione, prestazioni e resistenza ai campi magnetici sono ufficialmente certificati dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia.

Forme derivate direttamente dal movimento culturale del Razionalismo Italiano, hanno fatto di una produzione d’origini fiorentine uno dei massimi oggetti di culto della nostra epoca

Patek Philippe Referenza 5320G, movimento meccanico a carica automatica con calendario perpetuo e fasi di luna, cassa in oro bianco con fondo a vista sulla meccanica dotata di rotore centrale di carica in oro 21 carati, fondo intercambiabile in cristallo zaffiro oppure in oro bianco, cinturino in alligatore

Speedmaster Racing Master Chronometer, cassa in acciaio con scala tachimetrica su lunetta in ceramica nera, movimento automatico con cronografo e certificazione di cronometria rilasciata dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia

La più recente novità dell’anno è un orologio complicato, classica rivisitazione di un modello d’epoca, ancora una prova dell’eccellenza estetica e stilistica della storica manifattura

George Clooney è l’attore che da più tempo collabora in veste di testimonial ufficiale con Omega. Al centro, il primo modello di Speedmaster, realizzato nel 1957 e chiamato Broad Arrow per via della particolare forma delle lancette

46 Roger Dubuis Una nuova produzione di forte impatto e tutta giocata su una della carte vincenti della maison, la lavorazione scheletrata, in questo caso portata ai limiti delle possibilità funzionali

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La così detta scheletratura di quadrante e movimento è diventata nel corso del tempo una sorta di marchio di fabbrica per Roger Dubuis. Particolarmente ben riuscita e di grande suggestione, è quella effettuata sul nuovo modello Spider. Si tratta in buona sostanza di alleggerire le parti estetiche e funzionali dalla maggior quantità di materia possibile, fino a limiti che arrivano molto vicini all’ultimo allarme di tolleranza funzionale. In questo caso, è stata scheletrata anche la massa oscillante, il dispositivo addetto alla ricarica automatica, che di norma più è pesante e più riesce a ben caricare e che in questo caso assicurare comunque l’invidiabile quota delle 60 ore di riserva di marcia. L’originale cinturino multi-materiale ha poi base in caucciù nero con inserto in pelle di vitello grigio. Molto interessanti ed accattivanti i contrasti cromatici, ottenuti non solo con la scelta dei materiali, ma anche con l’alternanza di superfici lucidate a specchio e altre spazzolate. La serie è limitata a 88 esemplari.

Vhernier

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È una concezione veramente innovativa quella messa in scena da Vhernier con il proprio orologio One, la stessa che si ritrova con bella soluzione di continuità sui bracciali dell’iconica collezione di gioielleria Sorpresa

Una serie di disegni per la creatività degli orologi battezzati One, firmati Vhernier, ispirati alla collezioni di gioielleria e caratterizzati anche dai raffinati accostamenti di materiali preziosi. In apertura, oro rosa e full pavé di diamanti. Sopra, da sinistra, corallo e oro rosa. Sotto da sinistra, oro bianco, onice, diamanti e corallo e oro rosa

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archio italiano, che nasce nel 1984 a Valenza come laboratorio orafo e che, nel volgere di breve tempo, ha saputo conquistarsi l’attenzione del mercato internazionale, Vhernier ha concezioni innovative in gioielleria. Le stesse che si ritrovano, giustamente e con bella soluzione di continuità, anche sulla collezione segnatempo One. Modelli che incrociano ricercatezza formale e scelta di materiali

preziosi, unita all’esattezza nella misurazione del tempo dovuta all’adozione di un movimento elettronico al quarzo di produzione svizzera. Le anse e lo sblocco del bracciale dalla cassa mettono in mostra pietre e materiali preziosi, mentre le ore e i minuti sono regolabili – in modo da nascondere la corona, che spesso può disturbare la linearità del disegno della cassa – agendo su un sottile e speciale dispositivo posizionato sul fondello.

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toricamente, la proposizione di questo modello da parte di Panerai rappresenta l’attualizzazione del passaggio, avvenuto tra gli anni ’40 e i ’50, dalla cassa Radiomir (più arrotondata e senza proteggi-corona) a quella Luminor (più spigolosa e con proteggi-corona brevettato). Un cambiamento estetico che corrispondeva anche a una miglioria funzionale, visto che la seconda generazione di orologi Panerai era molto più resistente e a tenuta stagna di quella precedente. Una produzione nata da un’officina meccanica di Firenze, specializzata in strumentazione subacquea (dalle pile alle bussole, passando per i profondimetri), cui verso gli anni ’30 venne chiesto dall’ammiragliato italiano lo studio di un orologio d’utilizzo militare, per gli incursori di marina, nello specifico. Era l’epoca del Razionalismo Italiano in architettura (a Firenze ne è esempio la stazione di Santa Maria Novella, mentre a Milano lo è il Palazzo della Triennale), che influenzò tutte le produzioni dell’epoca con la regola secondo la quale “è la funzione a stabilire la forma di un oggetto”. Orologi compresi, a tutto vantaggio di Panerai.

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Riedizione in veste sportiva e motoristica di un storico cronografo nato nel 1957, da allora utilizzato a largo raggio nei più disparati ambienti, dall’astronautica al mondo del cinema e declinato in innumerevoli versioni estetiche e funzionali

Sopra, Excalibur Spider Scheletrato, cassa in titanio e oro rosa con cinturino in pelle e caucciù, movimento automatico con 60 ore di riserva di carica. A destra, altre prospettive di questo modello e il suo meccanismo, con scheletratura anche sul rotore

In apertura e a sinistra, MP-05 “La Ferrari” Sapphire, cassa e fondo in vetro zaffiro lucido con trattamento antiriflesso, meccanismo con indicazione a cilindro di ore, minuti e riserva di carica, tourbillon verticale. Sotto, un disegno tecnico, con lo sviluppo ergonomico del sistema di regolazione dell’ora

Da parte del marchio che sponsorizza in Formula 1 la Scuderia Ferrari, un omaggio ai progetti motoristici delle più famose e ambite automobili del mondo e che rivoluzionato tutti i canoni estetici e meccanico dell’alta orologeria

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A fianco, due versioni del Tank Louis Cartier, a carica manuale, in oro rosa e di misure differenti (in basso la taglia più grande). A fianco l’attore Gary Cooper, che indossava abitualmente il Tank. In apertura, un omaggio all’orologio di Cartier disegnato dallo stilista francese JeanCharles de Castelbajac

Octo Finissimo, cassa in titanio sabbiato e cinturino in alligatore con perno in titanio, quadrante in titanio, movimento meccanico a carica automatica con 60 ore di riserva di carica

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Tradition Referenza 7057, versioni con cassa in oro bianco oppure in rosa con fondo in vetro zaffiro a vista sul meccanismo, movimento a carica manuale con ore e minuti al 12 e indicazione della riserva di marcia

In apertura e in questa pagina, Luminor 1950 3 Days, cassa subacquea in acciaio dal diametro di 47 millimetri e con dispositivo brevettato a leva di protezione della corona, movimento di manifattura a carica manuale visibile dal fondo trasparente e con 3 giorni di riserva di carica

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Da piĂš di 90 anni a Valdobbiadene

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IL TECNICO OROLOGIAIO,

un mestiere per passione Saper accogliere nei migliori dei modi il proprio pubblico di clienti e collezionisti è per Carlo Bartorelli solo l’inizio di quell’esperienza di valorizzazione del prodotto orologio e dei rapporti umani veicolata dal laboratorio d’assistenza

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n laboratorio d’assistenza dedicato all’alta orologeria ha costi elevati e non lo si apre di certo per farci del business, ma solo per la nostra genuina passione per gli strumenti del tempo, per quella visione d’insieme che non esaurisce il nostro compito al momento della vendita, ma vuole seguire ogni singolo orologio e ogni singolo cliente, in una sorta di patto per la vita”. È la convinzione di Carlo Bartorelli in materia, una vera missione e non la parte burocratica che gravita intorno ad un punto vendita d’alta orologeria. Il laboratorio di assistenza e riparazione, fiore all’occhiello della sua attività, nasce circa 6 anni fa, è ubicato al primo piano dello storico negozio di Riccione ed è attualmente in fase di ampliamento. I tecnici sono 3, tutti rigorosamente formati in Svizzera, patria dell’orologeria d’alta gamma e guidati da Angela Cerello, con alle spalle un diploma conseguito a pieni voti e un’importante esperienza all’interno di Patek Philippe Italia. Oltre ai modelli dell’appena citata manifattura ginevrina, noti e amati proprio per la loro complessità meccanica, il laboratorio di Bartorelli Gioiellerie a Riccione è in grado di accogliere – tra le altre - produzioni marcate Iwc, JaegerLeCoultre, Cartier, Panerai, Omega e

Sopra, Carlo Bartorelli, Presidente e Amministratore Delegato di Bartorelli Gioiellerie. Sotto, alcuni dettagli del laboratorio di assistenza e riparazioni all’interno del punto vendita di Riccione

Longines. Presso l’altro negozio di Pesaro, l’assistenza è invece dedicata esclusivamente a Rolex e Tudor, mentre ancora a Riccione c’è un’altra esclusività: la possibilità di dare assistenza a Audemars Piguet, non solo in senso generale, ma in particolare sui calendari perpetui. Data la complessità delle eventuali operazioni d’intervento e gli alti standard qualitativi richiesti dalla maison, questa qualifica è una vera e propria medaglia al valore orologiero. E, giustamente, Carlo Bartorelli ne va molto fiero, aggiungendo: “Viene comunemente accettata l’idea che un’automobile possa guastarsi mentre invece si ha come la pretesa che un orologio funzioni sempre, senza tener conto che la meccanica, quando è in marcia, lavora 24 ore su 24. Questo e molti altri del genere, sono punti di vista che un semplice venditore non ha, semplicemente perché, per entrare nel merito emozionale di un orologio, ci vuole la pazienza e la competenza che solo un tecnico di professione può avere.” A garanzia di tutto questo e per la maggiore soddisfazione del cliente, ogni orologio che esce dal laboratorio di Bartorelli Gioiellerie è accompagnato da un libretto di garanzia che contiene, con testi e fotografie, tutta la sequenza degli interventi. Oltre ad un promemoria per il prossimo controllo.


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In questa pagina, momenti di lavoro sui banchi del laboratorio di assistenza e riparazioni di Riccione, i tecnici specializzati sono 3, guidati da Angela Cerello, diplomata in Svizzera e con una passata esperienza presso Patek Philippe Italia. Sotto, la famiglia Bartorelli, da sinistra Alessandro, Federica, Marco, Carlo, Emanuela


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A. Lange & SÖhne Dopo essere stato arricchita con la poetica combinazione delle fasi di luna, l’iconica collezione Lange 1 della manifattura sassone, viene proposta in nuova veste. E anche in versione femminile

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in dal momento del suo rilancio sul mercato, avvenuto nel 1990, il marchio A. Lange & Söhne - che tiene alta, nel settore dell’orologeria, l’ottima reputazione del Made in Germany – aveva puntato sulla particolarità meccanica e stilistica del modello Lange 1. Quadrante decentrato per ore e minuti e grande data a doppia cifra, indicazioni incastonate in un quadrante di raro rigore, donano a questo orologio un aspetto classico, ma decisamente fuori dell’ordinario. Cosa che l’ha fatto diventare una sorta di marchio di fabbrica della manifattura con sede a Glashütte, storico sobborgo industriale nei pressi di Dresda. Dal 2002, questo modello è dotato dell’accattivante indicazione delle fasi di luna, per essere poi oggi migliorato con una rappresentazione del nostro satellite ancora più realistica. La disposizione dell’indicazione è basata su un nuovo concetto: in primo piano una luna in oro massiccio segue la propria orbita, mentre sotto di lei un disco del cielo, anch’esso in oro massiccio, ruota una volta ogni 24 ore e con svariate tonalità di blu, in modo da rappresentate le ore del giorno e della notte.


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In queste pagine, dettagli del disco delle fasi di luna e, da sinistra, le versioni con cassa in oro bianco con quadrante rodiato, in platino con quadrante nero e in oro rosa con quadrante argentato del Lange 1 Fase Lunare, il diametro è di 38,5 millimetri e il movimento meccanico a carica manuale


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Little Lange 1 Fase Lunare

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Complicato

A. Lange & SÖhne

nteressante e molto particolare la scelta fatta dalla manifattura A. Lange & Söhne di declinare un proprio classico maschile in una raffinata versione femminile. Soprattutto per il fatto che sono molto rare le maison che adottano i criteri dell’orologeria da uomo, normalmente di gusto classico e meccanico, ai modelli da donna, di solito caratterizzati da risvolti decorativi o da lavorazioni di gioielleria. In questo

caso, prevale la parte meccanica, praticamente rilevata dal modello maschile, comprese le 72 ore di riserva di carica, ma applicate su un orologio con cassa più piccola, con toni chiari e quadrante in oro massiccio argentato e ornato da una raffinatissima lavorazione guilloché. La versione, nel caso dei modelli da donna, è una sola, con cassa in oro rosa e cinturino in pelle di coccodrillo.

A sinistra, Little Lange 1 Fase Lunare, movimento meccanico a carica manuale con grande data, fasi lunari e 72 ore di riserva di carica, cassa in oro rosa dal diametro di 36,8 millimetri, quadrante in oro argentato e lavorato guilloché. Sopra, il meccanismo del Lange 1, con il dispositivo della grande data


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Audemars Piguet Uno dei modelli più significativi del design orologiero degli anni Settanta, è stato oggi rivisitato in una versione extrapiatta, per quanto riguarda gli spessori, ma molto di sostanza per via della sua realizzazione in oro massiccio

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orreva l’anno 1972 è dalla matita di Gérald Genta, considerato uno dei massimi stilisti d’orologeria della nostra epoca, nasceva la sagoma spigolosa e massiccia del Royal Oak, destinato a diventare icona di un tipo di strumento del tempo all’epoca inedito. Incrociava infatti la sportività dell’acciaio, con il lusso estetico e il prestigio manifatturiero della marca di provenienza, con una fisionomia mai vista prima, caratterizzata soprattutto dal bracciale integrato e dalla lunetta ottagonale fissata con otto viti a vista. Il quadrante poi, con la sua profonda lavorazione guilloché battezzata Tapisserie, completava questo capolavoro d’inventiva. A cinque anni dal lancio della prima versione in acciaio e prettamente maschile, Audemars Piguet aumentò la posta in gioco con un Royal Oak identico all’originale, ma tutto d’oro. Sono passati 40 anni da quel fecondo anno 1977 per l’orologeria e la maison festeggia questo anniversario con una versione, sempre in oro, ma dotata di movimento automatico ultrapiatto. Un traguardo oggi possibile – e che ne cambia completamente la fisionomia, rendendolo ancora più attuale e contemporaneo - grazie ai progressi tecnologici del settore.

Royal Oak Extrapiatto, cassa con lunetta ottagonale e bracciale in oro giallo con chiusura pieghevole, movimento meccanico a carica automatica con 40 ore di riserva di marcia, due diverse versioni di quadrante con decorazione guilloché “Petite Tapisserie”.


Il primo modello di Royal Oak, in una pubblicitĂ su carta stampata, in esposizione dal vero e nei disegni originali di GĂŠrald Genta. Lanciato nella versione in acciaio nel 1972, fu un modello rivoluzionario e molto innovativo per la sua epoca

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Audemars Piguet

Royal Oak Frosted Gold, cassa e bracciale in oro rosa oppure in oro bianco, movimento meccanico a carica automatica con secondi centrali e datario, diametro di 37 millimetri. Esiste anche una versione con solo datario e cassa dal diametro di 33 millimetri

Royal Oak Frosted Gold

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Oro martellato

i tratta di un’incantevole rivisitazione del Royal Oak, in chiave femminile e con il bell’appellativo di Frosted Gold, originale e attualissima interpretazione di un modello ideato nel 1976 da Jacqueline Dimier la quale, a sua volta, aveva attinto dalla famosa creazione originaria firmata Gérald Genta e datata 1972. Oggi, la nuova collezione Royal Oak Frosted Gold è stata

invece affidata, nel suo rinnovato pregio, alla nota disegnatrice di gioielli (con residenza a Londra, ma d’origine fiorentina) Carolina Bucci, che ha proposto due modelli dal diametro di 37 e 33 millimetri, in oro rosa o in oro bianco ed entrambi con il prezioso metallo trattato applicando l’originalità della lavorazione “martellata”. Un’antica tecnica d’oreficeria, applicata da Audemars Piguet per la prima volta in orologeria.


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Breguet Classicismo e capacità di sviluppare modelli dotati di elaborate meccaniche, sono le qualità della maison che ha ereditato nome e tradizione dall’orologiaio considerato il piÚ geniale di tutti i tempi

Classique Referenza 7147, cassa in oro bianco con quadrante in smalto Grand Feu, movimento automatico con 45 ore di riserva di marcia e piccoli secondi decentrati, cinturino in alligatore


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ggi Breguet è il marchio di punta di Swatch Group, ma tra la fine del 1700 e i primi decenni del secolo successivo, quel nome indicava il costruttore d’origine svizzera, ma francese d’adozione, considerato il più geniale orologiaio di tutti i tempi. A lui si devono invenzioni tecniche e stilistiche, come il regolatore di marcia tourbillon e le lancetta “pomme”, che hanno fatto progredire l’industria del tempo come mai era avvenuto nei secoli precedenti. Abraham-Louis Breguet era all’epoca uno dei personaggi più famosi delle corti europee, con aristocratici, nobildonne, militari d’alto grado e perfino teste coronate, come Napoleone Bonaparte e Carolina Murat, ambivano poter avere una delle sue creazioni. Quella era un’epoca particolare per l’industria del tempo, ancora un territorio misterioso e riservato a pochi e facoltosi estimatori, ma solo meriti alla maestria di Breguet. Buona scelta, dunque, quella della maison che si onora di quel nome, d’intraprendere una produzione d’alta qualità e molto distintiva, rispetto al panorama dell’orologeria da polso contemporanea.

Tradition Referenza 7057, versioni con cassa in oro bianco oppure in rosa con fondo in vetro zaffiro a vista sul meccanismo, movimento a carica manuale con ore e minuti al 12 e indicazione della riserva di marcia

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Reine de Naples Mini

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Nobili origini

n modello davvero originale ed altrettanto femminile, che deriva da uno dei molti strumenti del tempo da persona realizzati, verso il 1800, da Abraham-Louis Breguet in persona per Carolina Murat, sorella di Napoleone e Regina di Napoli, da cui prende appunto il nome. La più recente interpretazione ha varie versioni, ma mantiene dalle precedenti il quadrante in madreperla, il contatore delle ore decentrato

a ore 6 ed il giro delle ore, che si distingue per la grafica allungata dei numeri, in modo da seguire la fisionomia della cassa. Particolari, le dimensioni molto ridotte (di soli 33 x 24,95 millimetri), l’attacco “boule” a ore 6 con pavé di diamanti e la corona di carica a ore 4 e decorata con diamante “briolette”. Sono stati incastonati diamanti taglio brillante per un totale di circa 1,255 carati.

Breguet

Reine de Naples Mini, cassa ovale in oro bianco oppure rosa con 139 diamanti e quadrante in madreperla, movimento automatico, cinturino in raso nero oppure in pelle rosa, secondo le versioni


Breguet, creatore.

Tradition Chronographe IndĂŠpendant 7077

Il modello Tradition Chronographe IndÊpendant 7077 conserva e attualizza lo spirito creativo di Breguet interpretandolo con gusto contemporaneo e innovatore. Possiede due movimenti totalmente indipendenti. Il primo, riservato al cronografo, ha la frequenza di 5Hz che garantisce una maggior precisione delle misurazioni, mentre il secondo, dalla frequenza di 3 Hz, è dedicato alle ore e ai minuti. La storia continua ...


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Bulgari Stupisce molto positivamente appassionati e addetti ai lavori, il modernismo di un nuovo maschile, che riprende una classica forma ottagonale adattandola alla ricerca di spessori ultrasottili

Octo Finissimo, cassa in titanio sabbiato e cinturino in alligatore con perno in titanio, quadrante in titanio, movimento meccanico a carica automatica con 60 ore di riserva di carica


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F

inissimo - di nome e di fatto - quella che molto considerano la più sorprendente novità maschile dell’orologeria firmata Bulgari per il 2017. Un record, visto che attualmente è l’orologio a carica automatica più sottile al mondo. Molto audace è certamente il suo design, cui ha però dovuto corrispondere un progetto tecnologico e di fattibilità altrettanto efficace. E se l’estetica gioca la sua parte, grazie alla ripresa della forma ottagonale (da molto tempo ormai adottata anche da Bulgari per differenziare nettamente alcune collezioni dalle altre) e all’utilizzo a tutto campo di modernissimo titanio, molto della partita è giocato dalla costruzione del movimento. La cassa è alta infatti soltanto 5,15 millimetri (uno spessore con effetto ottico ancora più ridotto dal diametro che invece è ampio, raggiungendo i 40 millimetri) e questo lo si deve ad un meccanismo ancora più fine (circa la metà, ovvero 2,23 millimetri). E che deve funzionare alla perfezione, in vista dal fondo in vetro zaffiro, ben sapendo che, in orologeria, più si riducono le dimensioni, meno è garantita l’affidabilità.

Sopra, ancora un’immagine di Octo Finissimo, dove si evidenziano gli spessori ultrasottili. Sotto, un esploso del suo meccanismo, con micro-rotore in platino e le ridottissime dimensioni (2,23 millimetri di spessore e 36,30 di diametro)


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New Serpenti e Serpenti Tubogas Avvolgenti seduzioni

I

Bulgari

l gioielliere romano è, tra le altre cose, famoso e apprezzato nel mondo per un tipo di produzione dove forme, colori e simbologie hanno stretti riferimenti con la cultura della nostra civiltà mediterranea. Il serpente è una delle rappresentazioni più forti e che in gioielleria tra spire, teste triangolari, occhi lucenti e squame – offre una grande libertà creativa. Geniale l’idea di applicare le svariate fisionomie di questo rettile anche all’orologeria, che nella più recente collezione utilizza per i cinturini pelle Karung. Altrettanto geniali, ma anche condite con un pizzico d’ironica irriverenza, le spire di tutt’altro genere dei modelli che s’ispirano semplicemente ai vecchi allacciamenti dei tubi del gas, una fisionomia diventata orologio dopo essere stata anch’essa lungamente sperimentata in gioielleria.

In alto, un modello della collezione New Serpenti con cassa curva con o senza diamanti, quadranti colorati e cinturini in pelle a giro singolo o doppio, la collezione è disponibile in circa 300 varianti. Sopra, due modelli della collezione Serpenti Tubogas


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Cartier

Compie 100 anni il modello che ha portato una ventata di glamour e modernità nell’orologeria da polso, un universo che - all’epoca - stava muovendo i primi passi. È stato anche uno dei segnatempo più amati dal jet-set internazionale


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A

nno di nascita 1917, segno inconfondibile, lo stile. Di gusto molto francese, com’era giustamente nelle corde di Louis Cartier e della maison fondata dal nonno (e suo omonimo) a Parigi verso la metà del 1800. Quando appare sul mercato, si presenta come un modello maschile caratterizzato dalle piccole dimensioni e dagli spessori sottili, che se oggi lo renderebbero esclusività del pubblico femminile, all’epoca corrispondevano perfettamente ai canoni della più classica eleganza da uomo. Una connotazione che, pur adattandosi alle varie evoluzioni del gusto durante questo suo primo secolo di vita, è arrivata fino ai giorni nostri. Colpisce, in un’epoca in cui l’avventura dell’orologeria da polso era appena iniziata, la scommessa di Louis Cartier, difficile, ma che in seguito si è dimostrata un ottimo azzardo: una cassa rettangolare, fortemente sagomata (da cui il nome, che vuole richiamare i cingolati militari di quel periodo, anch’essi una novità nelle caserme come sui campi di battaglia) e che spezzava di netto con tutta la tradizione precedente dei modelli da tasca, orologi tondi per eccellenza.

A sinistra e sotto, due versioni del Tank Louis Cartier, a carica manuale, in oro rosa e di misure differenti (in basso la taglia più grande). A fianco l’attore Gary Cooper, che indossava abitualmente il Tank. In apertura, un omaggio all’orologio di Cartier disegnato dallo stilista francese JeanCharles de Castelbajac


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Tank Louis Cartier e Tank Française I molti volti dell’eleganza femminile

Cartier

L

ouis Cartier lancia il suo Tank nel 1917, un orologio che rimane a lungo modello maschile, che però molte donne non disdegnavano di indossare. Fu solo negli anni successivi, che la maison iniziò a diversificare la produzione, mantenendo sostanzialmente uguali le proporzioni, ma offrendo connotazioni più marcate in base al pubblico di riferimento. Ecco allora, tra gli esempi più eclatanti che si potrebbero fare, il Tank Louis Cartier el 1992, con cassa in oro decorata da diamanti e cinturini in pelle, spesso colorati, disponibile in svariate taglie e animato da movimento meccanico. È invece alimentato da un moderno modulo al quarzo il Tank Française, lanciato nel 1996 con cassa e bracciale in acciaio. Immutabili, come inconfondibile segno di stile, la bella caratteristica del quadrante con cifre romane e minuteria chemin de fer, che accompagna il Tank fin dall’inizio.

Sopra, versioni espressamente femminili del Tank: a sinistra e a destra, il modello Louis Cartier piccolo in oro bianco e grande in oro rosa, al centro il modello Tank Française in acciaio, In alto, una giovanissima Catherine Deneuve, a lungo ambasciatrice dell’eleganza Cartier


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Hublot

Da parte del marchio che sponsorizza in Formula 1 la Scuderia Ferrari, un omaggio ai progetti motoristici delle piÚ famose e ambite automobili del mondo e che ha rivoluzionato tutti i canoni estetici e meccanici dell’alta orologeria


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C

oncettualmente, questa straordinaria creazione di Hublot vuole onorare tutte le avventure ingegneristiche del Cavallino Rampante. In particolare, la Concept Car denominata FXXK, parte di un programma di ricerca e sviluppo di un motore ibrido ad alte prestazioni, non legato a omologazioni stradali o a vincoli normativi. Conseguentemente, anche l’orologio che ne è derivato, si svincola dal panorama dell’alta orologeria, anche quella più avveniristica, con un progetto che – tra le altre soluzioni – visualizza ore, minuti e riserva di carica su serie di cilindri e dispone il regolatore di marcia tourbillon in verticale. Il tutto animato da un movimento meccanico a carica manuale, con 50 ore di autonomia e formato da ben 637 elementi. Tutti a vista grazie al vetro zaffiro e che nel loro insieme assumono la forma compatta e oblunga di un motore alloggiato dentro un cofano, non di certo quella tonda o rettangolare di movimenti dell’orologeria classica. La corona di carica e regolazione sembra poi scomparsa, è invece alloggiata in maniera ergonomica sotto la carrure, in modo da non disturbare né funzionalmente né esteticamente.

In apertura e a sinistra, MP-05 “La Ferrari” Sapphire, cassa e fondo in vetro zaffiro lucido con trattamento antiriflesso, meccanismo con indicazione a cilindro di ore, minuti e riserva di carica, tourbillon verticale. Sotto, un disegno tecnico, con lo sviluppo ergonomico del sistema di regolazione dell’ora


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Sopra, un disegno tecnico dell’orologio MP-05 “La Ferrari” e la sua versione con cassa in titanio trattato PVD nero. Sotto, Spirit of Big Bang Moonphase, movimento automatico scheletrato con datario e fasi di luna, cassa King Gold e titanio trattato rosa, lunetta con zaffiri arancio, cinturino in caucciù e alligatore

Spirit of Big Bang Moonphase Arcobaleno

Hublot

A

rancio, rosa, porpora o blu è la tavolozza scelta da Hublot per un modello femminile che mischia gioielleria, moda e meccanica. Il movimento visualizza infatti le fasi di luna e la data, è scheletrato ed a vista dal quadrante e può assumere diverse tinte, grazie alla sua realizzazione con un particolare tipo di quarzo che assorbe i colori. Lo stesso principio cromatico vale per le parti in titanio della cassa, rifinite con elementi in oro King Gold 18 carati. Il tutto è poi incastonato in una lunetta di forma tonneau come la cassa e tempestata – secondo le versioni – da zaffiri rosa, arancio, blu o da ametiste. La gamma cromatica è stata scelta tra i colori attualmente più in voga tra le grandi firme della moda ed è riproposta anche sui cinturini, realizzati in alligatore cucito su caucciù nero.


Classic Fusion Moonphase. Case in 18K King Gold. Dial in sapphire revealingthe movement, displaying moon phases, calendar, day and month.


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Omega Riedizione in veste sportiva e motoristica di un storico cronografo nato nel 1957, da allora utilizzato a largo raggio nei più disparati ambienti, dall’astronautica al mondo del cinema e declinato in innumerevoli versioni estetiche e funzionali

George Clooney è l’attore che da più tempo collabora in veste di testimonial ufficiale con Omega. Al centro, il primo modello di Speedmaster, realizzato nel 1957 e chiamato Broad Arrow per via della particolare forma delle lancette


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È

stato al polso degli astronauti della Nasa, in importanti missioni spaziali e si fa spesso vedere in pubblicità, accanto a noti personaggi del cinema, testimonial Omega come George Clooney, Daniel Craig e Eddie Redmayne. Ma è molto amato anche sui circuiti automobilistici. Il cronografo Speedmaster, nato nel 1957 con la denominazione di “Broad Arrow”, si ripropone infatti - a 60 anni dal suo lancio - nella nuova versione Racing. L’essenza del design automobilistico si nota soprattutto osservando i marcatori dei minuti e le lancette arancioni, elementi introdotti appunto da Omega per facilitare ai piloti la lettura del cronografo. Caratteristiche tipiche dello Speedmaster Racing Master Chronometer, il cui standard di precisione, prestazioni e resistenza ai campi magnetici sono ufficialmente certificati dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia.

Speedmaster Racing Master Chronometer, cassa in acciaio con scala tachimetrica su lunetta in ceramica nera, movimento automatico con cronografo e certificazione di cronometria rilasciata dall’Istituto Federale Svizzero di Metrologia


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Speedmaster 38 millimetri Una bella famiglia

Omega

L

Sopra, Speedmaster 38 millimetri, cassa in acciaio e oro Sedna con diamanti, movimento automatico con cronografo e certificazione Master Chronometer. Sotto, una foto di Peter Lindbergh per Omega, con la modella Cindy Crawford al centro della sua famiglia

a più recente versione femminile del celebre cronografo realizzato per la prima volta da Omega nel 1957, come chiaramente indicato dalla sua denominazione, ha la cassa dal diametro di 38 millimetri. È realizzata in acciaio ed oro Sedna, con l’originale doppia lunetta, una per l’incastonatura dei diamanti, l’altra per poter conservare la scala tachimetrica, segno qualificante di questo cronografo. Inedito il quadrante bicolore sulle tonalità crema e beige. Omega ha sempre potuto contare su testimoniale di grande carisma, anche per la loro fama e bellezza e di certo non fa eccezione la modella Cindy Crawford, che ha recentemente passato il testimone ai figli Kaia e Presley, in occasione di un evento tenuto lo scorso mese di settembre a Parigi, in coincidenza della settimana della moda. Con tanto di foto di famiglia, immortalata dal grande Peter Lindbergh.


DISPONIBILE PRESSO:

EDDIE R E DM AY N E ’ S CHOICE SEAMASTER AQUA TERRA MASTER CHRONOMETER


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Patek Philippe

La più recente novità dell’anno è un orologio complicato, classica rivisitazione di un modello d’epoca, ancora una prova dell’eccellenza estetica e stilistica della storica manifattura


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A

nno particolarmente importante per Patek Philippe, quello che sta per concludersi, in particolare per due motivi. È l’anniversario dell’Aquanaut, nato esattamente 20 anni fa e realizzato per l’occasione in serie speciale con cassa in oro bianco e cinturino in materiale tecnico blu, un orologio che fin dal suo lancio si era dimostrato un modello lontano dai consueti standard stilistici della maison, ma che proprio per questo ha avuto grande successo. Ma soprattutto è l’anno in cui Patek Philippe ha rinnovato una delle proprie specialità, il calendario perpetuo, con una versione particolarmente avvincente. Colpisce l’estetica Vintage, ottenuta grazie alle dimensioni contenute della cassa (il diametro è di 40 millimetri), realizzata in oro bianco e con vetro zaffiro bombato, da cui spicca il quadrante laccato color crema su una base d’ottone. Dal fondo in vetro zaffiro si può ammirare il movimento automatico, con una riserva di marcia minima di 35 ore e grande rotore centrale in oro 21 carati a carica unidirezionale.

Patek Philippe Referenza 5320G, movimento meccanico a carica automatica con calendario perpetuo e fasi di luna, cassa in oro bianco con fondo a vista sulla meccanica dotata di rotore centrale di carica in oro 21 carati, fondo intercambiabile in cristallo zaffiro oppure in oro bianco, cinturino in alligatore


Ladies First Perpetual Calendar

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Ultrapiatto

A sinistra, Patek Philippe Referenza 7140G-001, movimento meccanico a carica automatica con calendario perpetuo e fasi di luna, cassa in oro bianco con lunetta tempestata di diamanti, cinturino in alligatore. Sotto, un calendario perpetuo Patek Philippe del 1925, con cassa in oro giallo e movimento 12 linee

Patek Philippe

U

n calendario perpetuo anche nelle collezioni femminili di Patek Philippe, quest’anno, quasi per sottolineare la titolarità della maison per quanto riguarda questa importante complicazione meccanica, diventata nel corso del tempo una sorta di marchio di fabbrica Patek Philippe. Il movimento è il tradizionale calibro 240, a carica automatica ed ultrapiatto, realizzato per la prima volta 40 anni fa e con la tipica disposizione delle indicazioni (giorno, mese, data, anno compreso il bisestili, 24 ore e fasi di luna) all’interno di tre quadranti. La nuova versione adotta l’oro bianco per la cassa, che così si aggiunge a quella precedente”argenté soleil” con cifre e minuteria applicate in oro. I cinturini sono in alligatore a squama quadrata e cuciti a mano.


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Panerai

Forme derivate direttamente dal movimento culturale del Razionalismo Italiano, hanno fatto di una produzione d’origini fiorentine uno dei massimi oggetti di culto della nostra epoca


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S

toricamente, la proposizione di questo modello da parte di Panerai rappresenta l’attualizzazione del passaggio, avvenuto tra gli anni ’40 e i ’50, dalla cassa Radiomir (più arrotondata e senza proteggi-corona) a quella Luminor (più spigolosa e con proteggi-corona brevettato). Un cambiamento estetico che corrispondeva anche a una miglioria funzionale, visto che la seconda generazione di orologi Panerai era molto più resistente e a tenuta stagna di quella precedente. Una produzione nata da un’officina meccanica di Firenze, specializzata in strumentazione subacquea (dalle pile alle bussole, passando per i profondimetri), cui verso gli anni ’30 venne chiesto dall’ammiragliato italiano lo studio di un orologio d’utilizzo militare, per gli incursori di marina, nello specifico. Era l’epoca del Razionalismo Italiano in architettura (a Firenze ne è esempio la stazione di Santa Maria Novella, mentre a Milano lo è il Palazzo della Triennale), che influenzò tutte le produzioni dell’epoca con la regola secondo la quale “è la funzione a stabilire la forma di un oggetto”. Orologi compresi, a tutto vantaggio di Panerai.

In apertura e in questa pagina, Luminor 1950 3 Days, cassa subacquea in acciaio dal diametro di 47 millimetri e con dispositivo brevettato a leva di protezione della corona, movimento di manifattura a carica manuale visibile dal fondo trasparente e con 3 giorni di riserva di carica


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Radiomir California

R

Precursore

icercatissimo dai collezionisti – e quasi introvabile – nella sua versione originale, l’orologio prodotto dalle officine meccaniche Panerai nel 1936 rappresenta uno dei primi esemplari di quell’orologeria specializzata per gli incursori subacquei di marina che, all’epoca, aveva reso famosa l’azienda fiorentina. Oggi acquisita da Richemont Group, la marca ha rieditato, in versione tecnologicamente aggiornata, quello storico modello, mantenendone le grandi dimensioni (sono ben 47 i millimetri del diametro, visto che durante le operazioni militari spesso era indossato sopra il braccio o la gamba della muta subacquea) e la caratteristica fisionomia del quadrante. Il quale, in un’epoca in cui la luminescenza era ancora un problema, aiutava l’individuazione delle cifre distinguendole nettamente in romane e arabe e tenendole ben divise da grandi indici geometrici.

Panerai

Radiomir California, cassa subacquea in acciaio dal diametro di 47 millimetri, movimento meccanico a carica manuale con 72 ore di riserva di carica, quadrante nero con indici luminescenti alternati a numeri arabi e romani


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Roger Dubuis Una nuova produzione di forte impatto e tutta giocata su una della carte vincenti della maison, la lavorazione scheletrata, in questo caso portata ai limiti delle possibilitĂ funzionali

Sopra, Excalibur Spider Scheletrato, cassa in titanio e oro rosa con cinturino in pelle e caucciĂš, movimento automatico con 60 ore di riserva di carica. A destra, altre prospettive di questo modello e il suo meccanismo, con scheletratura anche sul rotore


L

La così detta scheletratura di quadrante e movimento è diventata nel corso del tempo una sorta di marchio di fabbrica per Roger Dubuis. Particolarmente ben riuscita e di grande suggestione, è quella effettuata sul nuovo modello Spider. Si tratta in buona sostanza di alleggerire le parti estetiche e funzionali dalla maggior quantità di materia possibile, fino a limiti che arrivano molto vicini all’ultimo allarme di tolleranza funzionale. In questo caso, è stata scheletrata anche la massa oscillante, il dispositivo addetto alla ricarica automatica, che di norma più è pesante e più riesce a ben caricare e che in questo caso assicurare comunque l’invidiabile quota delle 60 ore di riserva di marcia. L’originale cinturino multi-materiale ha poi base in caucciù nero con inserto in pelle di vitello grigio. Molto interessanti ed accattivanti i contrasti cromatici, ottenuti non solo con la scelta dei materiali, ma anche con l’alternanza di superfici lucidate a specchio e altre spazzolate. La serie è limitata a 88 esemplari.


48

Excalibur Essential 36

È

Roger Dubuis

Excalibur Essential 36, cassa in titanio con rivestimento in DLC e lunetta tempestata di zaffiri, quadrante guilloché soleil e rivestito in PVD, movimento automatico. Sopra, il meccanismo di questo modello, con massa oscillante centrale in oro

Inediti accostamenti

la prima volta, soprattutto trattandosi di orologeria femminile, che si cerca una sorta di trasgressione stilistica, operazione che è comunque nelle corde del marchio Roger Dubuis. Ecco allora la cassa che abbina titanio e zaffiri a rivestimento DLC, mentre il quadrante ricopre la tradizionale lavorazione soleil con PVD. Il tutto nei toni del blu più profondo, cinturino in alligatore compre-

viene in qualche modo enfatizzata dagli indici, vistosamente disposti a raggiera. Trattamento invece assolutamente tradizionale per la meccanica, un calibro automatico con funzione di piccoli secondi e datario, con massa oscillante centrale e relativamente pesante (è in oro massiccio), che assicura 48 ore di riserva di carica. Come tutta la produzione Roger Dubuis, anche questa serie è limitata, in

so. Una forte provocazione estetica, che

questo caso a 28 esemplari.


Scheletrato automatico con microrotore


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Vhernier È una concezione veramente innovativa quella messa in scena da Vhernier con il proprio orologio One, la stessa che si ritrova con bella soluzione di continuità sui bracciali dell’iconica collezione di gioielleria Sorpresa

M

archio italiano, che nasce nel 1984 a Valenza come laboratorio orafo e che, nel volgere di breve tempo, ha saputo conquistarsi l’attenzione del mercato internazionale, Vhernier ha concezioni innovative in gioielleria. Le stesse che si ritrovano, giustamente e con bella soluzione di continuità, anche sulla collezione segnatempo One. Modelli che incrociano ricercatezza formale e scelta di materiali

preziosi, unita all’esattezza nella misurazione del tempo dovuta all’adozione di un movimento elettronico al quarzo di produzione svizzera. Le anse e lo sblocco del bracciale dalla cassa mettono in mostra pietre e materiali preziosi, mentre le ore e i minuti sono regolabili – in modo da nascondere la corona, che spesso può disturbare la linearità del disegno della cassa – agendo su un sottile e speciale dispositivo posizionato sul fondello.


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Una serie di disegni per la creativitĂ degli orologi battezzati One, firmati Vhernier, ispirati alla collezioni di gioielleria e caratterizzati anche dai raffinati accostamenti di materiali preziosi. In apertura, oro rosa e full pavĂŠ di diamanti. Sopra, da sinistra, corallo e oro rosa. Sotto da sinistra, oro bianco, onice, diamanti e corallo e oro rosa


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VHERNIER

Ogni gioiello Vhernier è un pezzo unico e lavorato a mano. A destra, in senso orario, il ciondolo Calla, in oro rosa e ebano; la catena Mon Jeu, in oro bianco e oro rosa; un disegno preparatorio con in vista l’anello Camuration, in oro e ispirato alla natura; una serie di bracciali della collezione Sorpresa, icona del marchio, con un sistema che svela le pietra nascoste solo indossando i gioielli


Edizione 2016

di Wonder Corti

na winter 2011

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Una panoramica dell’evento Comunicare il Tempo dello scorso anno, che ha portato a Cortina d’Ampezzo il pregiato tema dell’orologeria femminile. In particolare, le sale dell’Hotel de la Poste e il Corso Italia, la copertina della pubblicazione dedicata all’evento e, al centro da sinistra, tra i rappresentanti dei marchi d’orologeria, Carlo Bartorelli, Matteo Galbiati e Paolo De Vecchi.

Suplemento

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particolare propensione italiana verso la bellezza. Per chi ama l’Italian lifestyle nel design, nell’arte, nel food, nei gioielli, nei viaggi e nel benessere. THE ONE Yacht & Design: è il trimestrale sempre in lingua inglese che racconta il mondo dei grandi yacht interpretato in chiave emozionale attraverso il percorso d’ideazione, progettazione e realizzazione di un ‘gigayacht’. WONDER CORTINA: è il magazine semestrale interamente dedicato alla Perla delle Dolomiti che esplora la molteplicità dell’offerta sportiva, mondana e culinaria del territorio Ampezzano, che vanta certamente il più bel comprensorio sciistico al mondo. WONDER WATCHES: è il supplemento annuale di WONDER CORTINA Winter, che nasce, per il terzo anno consecutivo, a sigillare la mostra-evento Comunicare il Tempo che raccoglie il meglio dell’Alta Orologeria maschile e femminile. COMUNICARE IL TEMPO: mostra-evento sul meglio dell’Alta Orologeria, Cortina d’Ampezzo dicembre 2015-2016-2017

Suplemento di Wonder Cortina winter 2018

Dai coffee table magazine, testate preziose nei contenuti, nelle immagini, nella carta e nel packaging, con un’ attenzione particolare al dettaglio in puro Italian Style, alla proposta di vere esperienze emozionali che vanno oltre al prodotto editoriale: questo è Platinum Media Lab. Questo è il sogno realizzato da Matteo Galbiati, ispiratore e CEO di Platinum, che dopo un’esperienza maturata nei settori dell’editoria e della comunicazione, ha permesso di dare vita a un vero e proprio laboratorio in cui creare non solo prodotti editoriali luxury, ma anche eventi e rassegne di grande impatto emozionale, rivolti a un ristretto e selezionato numeri di invitati in luoghi assolutamente esclusivi e con lo scopo di creare un’occasione d’incontro tra persone che condividono stesse passioni, piaceri o ‘doveri’. WONDER WORLD Seasonal: è il trimestrale in lingua inglese portavoce nel mondo di quel particolare gusto e di quella

winter

MounTIME

legends

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SUMMER 2017 ISSUE no.19

DESIGN Focus on outdoor collection

SUMMER TIME Six highly exclusive seaside resorts

FASHION The Italian Touch ETRO

FOOD Italian Chefs parade PASTA lovers

MIDDLE EASTERN EXTRAVAGANZA: mostra-evento di oggetti di design a bordo del Motor Yacht di 41 mt Ocean Pearl, nella splendida cornice della baia di Portofino. PLATINUM EX PERIENCE: struttura in grado di ideare, sviluppare e organizzare eventi di grandissimo impatto emozionale e rivolti a un ristretto numero di selezionatissimi invitati.


Alta Gioielleria Bartorelli Maison

Profile for Platinum Media Lab

Wonder Watches #3  

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