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winter


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editorial Eccoci al secondo appuntamento con la nostra idea di “vivere Cortina” e questa volta vestita di neve. L’inverno è il periodo più magico dell’anno e la valle è in fermento. Gli eventi mondani convivono con le feste private, le manifestazioni sportive e culturali, e noi vogliamo segnalare solo il meglio delle cose da fare e da ammirare: una libera scelta, squisitamente redazionale, dettata dall’esperienza di vita vissuta e dai “consigli degli esperti” che vivono a Cortina. Ci sono ristoranti e luoghi d’incontro, concerti e gare, e sport, tantissimi sport bianchi: dalle discese in pista e in fuoripista alle passeggiate nei boschi su una slitta trainata dai cavalli. Sono cose che ci piace fare, da sempre, e vogliamo condividere con chi ci legge.

Here we are again, back for a second take on “living Cortina” – the snow-clad version this time. Winter is the most magical time of the year and the valley positively buzzes with life and activity. Society events play out alongside private parties. There is a huge focus on both sport and culture too. Needless to say, we have combed the calendar for a list of the top things for our readers to do and see this season. The editorial staff made the decisions about what to include on the basis of their own experience and with a little expert advice from local Cortina residents. We’ve included restaurants and meeting spots, concerts and competitions, and lots and lots of winter sports and activities: from downhill skiing on our magnificent pistes to trips through snowy woods on horse-drawn sleds. These are the things we have always loved doing and so we’re delighted to have the opportunity to share them with you, our readers.

Barbara Del Duca


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contents

WINTER 2015

rubriche

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11 Editorial 17 Opinion 18 Events 26 Trend 30 Beauty 44

Trend sport

events 40

Audi Fis World Cup

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Cortina abbraccia Il Polo

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Freeride Puntanera

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112 Cortinametraggio

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contents 116

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68

servizi 32 Portfolio 46

Interiors: Ancient Wood

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Sport: Deep White

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Food: Perle di cucina

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10 best to do in Cortina winter

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Interview: Rinaldo Menardi

104

Sport: Ciaspes

116

Sport: Skiing Silent

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opinion Roberto Cardazzi, vicepresidente dell’Associazione Albergatori di Cortina

La mia Cortina...

“C

ome si fa a non amare Cortina?” Ci confessa Roberto Cardazzi, vicepresidente dell’Associazione Albergatori di Cortina. “La magia è nella vallata che l’accoglie, nella natura che la circonda, intatta, non deturpata da mostri di cemento, ed è nelle sue montagne. Imponenti quel tanto che basta, e al contempo rassicuranti. Abbracciano Cortina, quasi a proteggerla, e sono il nostro tesoro più grande. D’estate verdi come smeraldi e tutte da scoprire, sentiero dopo sentiero; in autunno camaleontiche creature di colore bronzo e oro da contemplare, giorno dopo giorno, per assistere allo straordinario foliage dei boschi, e d’inverno algide e soffici di neve, un paradiso per sciatori ma anche per i puristi della natura. La magia di Cortina è anche fama e mondanità, ruolo che interpreta alla perfezione grazie al cinema, che ha cristallizzato un’epoca felice. Cast internazionali hanno vissuto e girato qui dagli anni ’50 e subito il fascino misterioso del luogo, tornandoci ancora e ancora. Amanti, La Pantera Rosa, Il conte Max ma forse anche le vicende surreali del più contemporaneo Vacanze di Natale, hanno fatto a Cortina ritratti dalle mille sfumature. Paladini di tanta bellezza sono ancora i nostri monti, e forse proprio quel senso di intima esclusività, ha attratto personaggi più o meno famosi, che hanno eletto Cortina a buen retiro e hanno permeato l’aria frizzante di un’allure internazionale che si respira soprattutto sul Corso, passerella di intere generazioni. Là, dove le vetrine delle moda si alternano a quelle delle botteghe tradizionali e dei wine bar, va in scena ogni giorno, il rito dello struscio: una indolente passeggiata dove si incontrano habitué e bella gente. La notte è giovane a Cortina e mi piace ricevere gli amici al Vip, il locale che appartiene alla mia famiglia, dove si mangia (bene n.d.r.), si balla, e si canta”.

My wonderful Cortina...

“H

ow could anyone not love Cortina?” asks Roberto Cardazzi, vice-president of the Association of Cortina Hoteliers. “Its magic is there in the valley it nestles in, the unspoilt nature that surrounds it, completely undefaced by cement monstrosities, and, of course, its mountains. They hold Cortina is an almost-protective embrace and they are our greatest treasure. In summer, they are as green as emeralds and a pleasure to explore, trail by trail. Then in autumn, they have a wonderful bronze and gold chameleon-like beauty thanks to the extraordinary foliage in the woods. In winter they are cold and soft with snow, a paradise for both skiers and hard-line nature lovers. Cortina’s magic is also about fame and haute monde. A role it plays to perfection thanks to film which captured it in a very happy period. International casts lived and shot here from the 1950s onwards and were seduced by the mysterious allure of the place. They came back again and again. A Place for Lovers, the Pink Panther, Il Conte Max and even the surreal antics in the more recent Vacanze di Natale have painted a rich and varied portrait of Cortina. Our beautiful mountains and perhaps our sense of exclusive intimacy have attracted some very famous people, others less so, who have chosen Cortina as their refuge and brought an international allure to its fresh, crisp air. You can feel it most strongly on the Corso, which has been a catwalk for entire generations and on which designer store windows alternate with traditional workshops and wine bars. This is where the ritual of the “struscio” plays out each day: a slow, leisurely stroll that brings together regulars and the beau monde. The night is young in Cortina too. I like meeting friends at the Vip, which my family owns and where you can eat (well, ed.’s note), dance and sing”.


Dal 5 dicembre al 5 gennaio

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events Appuntamenti, news, eventi a Cortina nella stagione invernale

Mercatini di Natale Luci, colori e atmosfera di festa invadono per un mese intero Corso Italia, che ospita le caratteristiche casette in legno dove i produttori locali espongono i loro articoli enogastronomici e di artigianato. Lights, colors and festive atmosphere invade for a month Corso Italy, home to the features wooden houses where local producers showcase their gastronomic and handicraft items.

Il Gusto del benessere

Un evento enogastronomico, organizzato dallla Casa delle Regole, per conoscere e degustare il meglio dei prodotti regionali. In calendario le migliori cantine e aziende del food Made in Abruzzo e l’appuntamento con il “Cortina Wine Club Venissa & Vigna 1350” che proporrà una degustazione guidata di vini estremi.

27 dicembre

A food and wine event, organized Casa delle Regole, to know and taste the best of local produce. In calendar the best wineries and food companies Made in Abruzzo and the appointment with the “Cortina Wine Club - Venissa & Vineyard 1350” which will offer a guided tasting of wines extremes.

Hockey su ghiaccio Il campionato italiano di serie A avrà luogo allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina. Per sapere tutto sui prossimi appuntamenti: www.hockeycortina.it The Italian Serie A will take place at the Olympic Ice Stadium in Cortina. To know everything about upcoming events: www.hockeycortina.it

Da settembre a marzo


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30 dicembre

events Lo Schiaccianoci All’Alexander Girardi Hall, un classico natalizio della danza proposto dalla Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini con le étoiles del Balletto di Cuba, Arianne Lafita Gonzalvez e Vittorio Galloro. Up at the Alexander Girardi Hall, a Christmas classic dance proposed by the National Company of Raffaele Paganini, with étoiles Ballet of Cuba Arianne Lafita Gonzalvez and Vittorio Galloro.

Fino ad aprile Una Montagna do libri Giunta alla 5° edizione, quest’inverno l’evento ospiterà Emmanuel Carrère, il narratore francese che, dopo i successi di Limonov e Vite che non sono la mia, presenterà il suo nuovo libro, Il Regno, di prossima pubblicazione in Italia. Now in its 5th edition, the event will host this winter Emmanuel Carrère, the narrator French - after the success of Limonov and Vite che non sono la mia - will present his new book, Il Regno, to be published in Italy.

Fis Tour De Sky La coppa del mondo di sci nordico, giunta alla nona edizione, fa tappa per il quinto anno a Cortina d’Ampezzo. Da qui si parte per Dobbiaco, lungo la vecchia ferrovia. The World Cup Nordic skiing, the ninth time, makes a stop for the fifth year in Cortina d’Ampezzo. From there it’s off to Dobbiaco, along the old railway.

7 e 8 gennaio


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events Dal 5 al 7 marzo Winter Race 2015 Terza edizione della gara invernale Grande Evento CSAI di regolarità classica per auto storiche, aperta a un numero massimo di 80 vetture, costruite prima del 1976. Third edition of the race winter Great Event CSAI classic regularity for historic cars, open to 80 cars maximum built before 1976.

Dal 12 al 17 febbraio Il Carnevale Tra musica, sport, cabaret, maschere, costume e specialità gastronomiche, un ricco programma per vivere intensamente la festa più colorata dell’anno. Imperdibile la storica Corsa dei Sestieri: una staffetta su sci da fondo vede sfidarsi, in costume tradizionale, le sei Contrade in cui è suddiviso il territorio di Cortina. Music, sports, comedy, masks, costumes and cuisine, is an extensive program to live the most colorful festival of the year. Don’t miss the historic Corsa Dei Sestieri: a relay race on nordic ski, in traditional costume, the six Contradas that comprise Cortina’ s territory.

Fino al 30 novembre Planet’'s Energy Dalla terra all’uomo, dall’America all’Europa, una serie di 11 tele dipinte ad olio da Liliana Mantione Lanaro. Fil rouge: i nobili frutti del cacao. In a series of 11 oil-on-canvas we found a short History of the noble Cocoa fruits. From Earth to man, from America to Europe, we receive this magnificence “Planet’s Energy”.

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portfolio

s a n s p la d c e Assolo A CORTINA. In musica un solo, o assolo, è un brano musicale eseguito da un unico suonatore o cantante. Qui, l’assolo, è all’ombra del Faloria e il suono, purissimo, è di un paio di sci che “tagliano” la neve.

A SOLO AT CORTINA. In music a solo is a piece performed by a musician or a singer. Here the solo is in the shadow of the Monte Faloria (Faloria mountain) and the pure sound is that of a pair of skis “cutting” the snow.


GRUPPO di camosci in un esTERNO Il contraltare del celebre film di Visconti trasforma la famiglia in un gruppo di meravigliosi camosci ampezzani e l’interno in un esterno spettacolare, fatto di montagne candide di neve soffice

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portfolio


35 A GROUP OF CHAMOIS OUTSIDE The counterpart of the famous Visconti film, Conversation Piece – in Italian, Gruppo di famiglia in un interno (literally, “Family group inside”) – is a group of marvellous chamois outside in the pure white soft mountain snow of the Ampezzo Valley


CRISTALLI DI GHIACCIO “La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri. Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio. Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.” Maxence Fermine

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portfolio


ICE CRYSTALS “Snow is a poem. A poem that falls from the clouds in white and light flakes. This poem comes from the lips of the sky, from the hand of God. He has a name. A name of a dazzling whiteness. Snow” Maxence Fermine.

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portfolio

CERVUS ELAPHUS. Nobile e fiero, con il manto invernale color corteccia e il trofeo, simbolo di forza, coperto di neve. Il signore dei boschi, d’inverno è muto e solitario, in attesa di una nuova stagione degli amori, quando il suo canto tornerà ad animare la vallata RED DEER. He is noble and proud, with a shell-coloured winter coat, while his antlers, a symbol of strength, are covered in snow. The lord of the woods is silent and solitary, as he awaits another mating season, when his song will once again bring life to the valleys


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events

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Lady Dolomiti L’Audi Fis Ski World Cup, la Coppa del Mondo di Sci Femminile che si terrà a Cortina il 17 e 18 gennaio 2015, tinge di rosa le magnifche cime della vallata n appuntamento importante per le atlete e un grande evento per il pubblico che le applaudirà nella Discesa Libera e nel SuperG. Kristian Ghedina, ampezzano pluricampione di discesa libera, ci svela i segreti di questa pista mozzafiato alla quale è legato da “un rapporto molto speciale”, fatto di tanti elementi. Forse perché è una pista che alterna tratti molto veloci e ripidi a quelli un po’ più pianeggianti, forse perchè è quella dove è cresciuto e, nel febbraio ’90, ottenuto la prima vittoria in Coppa del Mondo ma senz’altro perché è la pista dove ancora, “quando i miei acciacchi me lo permettono, faccio un po’ di curve”. Nonostante i suoi 44 anni, i tecnici della Coppa del Mondo lo coinvolgono spesso per avere qualche consiglio da campione e, nei giorni precedenti alle gare, Cristian è il primo a provare i salti e qualche curva. «In caso di bisogno sono anche sceso come apripista ma non è mancata occasione che abbia provato anche le reti di protezione a causa di cadute involontarie, fortunatamente sempre senza grosse conseguenze. Una pista dove ogni curva è diversa dall’altra mentre il sole è una costante, eccetto pochissimi tratti d’ombra, e questa è una caratteristica molto apprezzata dagli atleti, perché mentre scendono riescono ad analizzare e interpretare il terreno al meglio». Per entrare nel vivo della competizione mondiale vogliamo citare, passo passo, la descrizione della pista, vista con gli occhi del campione. «La partenza è situata in un luogo incantevole proprio ai piedi delle Tofane dove si gode di un panorama eccezionale. Le prime curve sono molto veloci e bisogna stare molto attenti perché ci sono dei punti dove si può perdere molto tempo, come la curva sotto il Rifugio Pomedes che è cieca ed in salita. Dopo circa 20 secondi di gara si affronta un secco curvone a sinistra che immette, forse, nel tratto più spettacolare e suggestivo della pista: il famoso Schultz delle Tofane. Una picchiata dove si sfreccia a 130 km all’ora e subito

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In apertura lo Schulz di Tofana. In questa pagina alcune immagini della scorsa edizione della Coppa del Mondo Left: the Tofana Schultz. On these pages: some pictures from the most recent edition of the Ski World Cup

The Audi FIS-SKI World Cup, a key event in women’s skiing, will be held in Cortina on January 17th and 18th. The valley’s magnificent peaks will acquire a feminine touch his is an important date for the female skiers and for the fans who will cheer them on in the downhill race and the Super-G. Local hero Kristian Ghedina, who has won the men’s downhill title on numerous occasions, lets us into some of the secrets of this breathtaking slope with which he has “a very special relationship.” Perhaps it’s because it’s a slope that alternates between steep rapid stretches and flatter sections; perhaps it’s because it’s the one he grew up on and where, in February 1990, he won his first World Cup title. And it’s certainly the slope where, “aches and pains permitting, I still do a few bends.” Even though he’s now 44, the World Cup trainers often turn to him for advice and in the days leading up to races “I’m the first to try out the jumps and bends; when necessary, I’ve also been the forerunner, but there have also been times when I’ve tested the protective netting after unintentional falls, fortunately without serious consequences.” It’s a slope where every bend is different, while the sun is a constant factor, except for some very few stretches of shadow. This is much appreciated by the skiers as it enables them to analyse the terrain as they go downhill. In order to get the feel of a world contest let’s follow the step-by- step description of the slope, as seen through the eyes of the champion. “The starting point is located in an enchanting place at the

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Un’immagine che esprime lo spirito della gara: tecnica perfetta, potenza e velocità per arrivare prime al traguardo

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opo il salto del Duca d’Aosta, un passaggio altrettanto spettacolare, dove l’ingresso è cieco e si vola per circa 40 metri. Dopo il salto si entra nella Stratofana e si comincia una serie di curve destra sinistra molto impegnative per la loro diversità, sia come ampiezza sia come pendenza. In fondo alla diagonale quando si va a incrociare la pista Labirinti, c’è un altro punto chiave e molto tecnico chiamato dai tedeschi Grande Curva. Questa curva è molto difficile perché scarica tantissimo verso l’esterno e

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oot of the Tofane mountains which offers an amazing view. The first bends are very simple, but you have to be careful because there are spots where you can waste a lot of time, like the one at Rifiugo Pomedes, which is blind and uphill. After about 20 seconds of racing you come to a large dry bend to the left which leads into arguably the most spectacular and evocative section of the slope: the Tofane Schluss. It’s a nosedive where you fly by at about 130 km per hour. Immediately after that you have the Duca d’Aosta jump, which is equally spectacular; the entrance is a blind spot and you

This image expresses the spirit of the race: perfect technique, power and speed in order to be the first to the finishing line

il tempismo nell’attacco è fondamentale. Non si può sbagliare perché se si arriva bassi bisogna risalire e si perde il ritmo per la esse dello Scarpadon che immette nella zona più pianeggiante di Rumerlo. L’ultimo tratto, quello apparentemente più facile, presenta ancora molte insidie. Una su tutte, il lungo curvone di destra dove, a mio avviso, si può ancora vincere o perdere la gara per la difficoltà che c’è nell’interpretarlo. Non bisogna aver fretta di chiuderlo altrimenti si deve ricorreggere la linea

fly for about 40 metres. After the jump, you enter the Stratofana slope where you will start to see a series of left and right-handed bends that are difficult on account of both their width and their incline. At the end of the diagonal, where you come to the “Labyrinths” slope, there’s another key point that requires a lot of technical skill: the Germans call this the “Great Bend.” It’s very difficult because it slopes out to the exterior. Timing is therefore fundamental as you begin the bend. You can’t get this wrong because, if you are too low, then you will have to lift your body and you will lose your rhythm

a metà curva perdendo velocità, ma non si può nemmeno aspettare troppo perché altrimenti si va veramente troppo bassi, e sul finire bisogna risalire per riprendere la traiettoria perdendo tempo prezioso nell’affrontare la diagonale di Rumerlo, che passa sotto la seggiovia a 6 posti, e ti immette nel tratto finale. Un tratto ostico per gli sciatori tecnici e molto più congeniale agli scivolatori come me, che prediligono lo scorrimento puro nel quale possono esprimere tutta la loro potenzialità. In molte edizioni la gara si è proprio decisa in questo punto della pista, dove il terreno è molto mosso e ondulato, e bisogna tirar fuori l’ultima energia che si ha in corpo per far lavorare le gambe e ammortizzare al meglio le sconnessioni.»

for the Scarpadon’s S bend, which leads into the flatter area of the Rumerlo. The last section seems to be the easiest, but it has plenty of traps. The worst is the long right-hand bend which, I believe, can decide the race. This is because you can’t go too fast as otherwise you’ll have to alter your position half-way through, thereby losing speed. But at the same time you can’t wait too long as you’ll be too low and you’ll need to raise your body position in order to recover your trajectory. This will mean that you will waste valuable time as you come to the Rumerlo diagonal, which passes under the six-seater ski lift. You then enter the final section, which has always been rather stodgy for technical skiers but more suited to “sliders” like me. We tend to prefer pure “slippery slopes” where we can show our potential. The race has often been decided here, an area where the terrain is rough and undulating. You need to use your body’s remaining energy and work your legs to cushion the effects of the slope’s disjointed nature.”


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trend Shopping e stili d’inverno Winter shopping and styles

Togliersi i guanti e tirare fuori il telefono? Mai più con il casco Julbo, grazie al tasto per rispondere al telefono e ascoltare musica. Take off your gloves to answer your mobile? Not necessary with the Julbo helmet - just press the button to answer the phone or listen to music!

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45 Powertrack di Dynastar, mix di potenza e polivalenza, combina i migliori elementi da pista e da freeride per creare lo sci universale per eccellenza. Powertrack by Dynastar, a blend of power and versatility that combines the best elements of piste and freeride to create the ideal universal ski. Snowstrike Variotronic di Uvex, è l’ultimo ritrovato hi-tech nel campo delle maschere, in serie limitata: basta un pulsante per l’adattamento della lente al cambiamento delle condizioni meteo. L’eleganza scende in pista con la giacca di Mountain Force, il brand svizzero che unisce arte sartoriale a materiali hi-tech creando capi su misura. Elegance comes to the piste with this jacket by Mountain Force, a Swiss brand that creates bespoke garments with a fusion of sartorial skills and hi-tech materials.

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ANCIENT WOOD Il legno antico, recuperato dai vecchi tabià ampezzani, è il main actor di questa casa primi Novecento in località Cadelverzo


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interiors by Antonella Euli - immagini Stefano Scatà

Wonderfully aged wood, reclaimed from an old Ampezzo tabià, is the star of this early 20th century chalet located in the Cadelverzo area

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una prerogativa del legno. Soprattutto quello vecchio e non invecchiato. Recuperato e portato a nuova vita. Trasmettere solidità, e calore. E intimità. Accade in una casa degli inizi del Novecento sita a Cadelverzo, località defilata rispetto alla elitaria Cortina, e forse proprio per questo ancora più naturale e preziosa. L’idea dell’architetto Enrico Franzolini, una nota firma del design internazionale dal tratto immediatamente riconoscibile, è quella di preservare la struttura portante originale dell’edificio, composta da muri perimetrali e divisori di grosso spessore. Il vano scale che collega i tre livelli su cui si articola la casa, è caratterizzato da un elemento

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t’s a prerogative of wood. Particularly old rather than distressed wood. Wood that’s been reclaimed and lovingly restored. It exudes a special sense of solidity and warmth. And intimacy. Nowhere is this truer than in an early 20th century home in Cadelverzo, an area a little removed from exclusive Cortina and probably even more precious and unspoilt for that. Architect Enrico Franzolini, a leading name on the international design scene, wanted to preserve the very thick outer and dividing walls which make up the weight-bearing structure of the house. The stairwell that runs to all three floors is characterised by an intriguing divider made of rough reclaimed wooden boards affixed to a wood frame. This is, of course,


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In apertura, un particolare del grande salone. In primo piano il camino e le due poltrone ‘800, rivestite in cavallino. In queste pagine, la bella convivenza di una cassapanca in legno scolpito e un grande quadro di scuola fiamminga. E una veduta più ampia del salone, con la collezione di scatole in legno e oggetti curiosi di diversa provenienza

divisorio composto da tavole in legno di recupero fissate in modo irregolare a un telaio portante in legno. L’obiettivo è quello di reinterpretare la composizione dei fienili dei vecchi tabià, le tradizionali costruzioni in legno e pietra caratteristiche del Cadore e dell’Ampezzano, adibiti principalmente a stalla al piano terra e a fienile ai piani rialzati. L’effetto, ulteriormente accentuato da un sistema di illuminazione che mette in rilievo pieni e vuoti lasciati dall’alternarsi delle assi, è immediatamente visibile dall’ampio ingresso, “abitato” da un grande tavoloscultura in ferro e rame disegnato da Franzolini. I pavimenti in legno di larice

Opening shot, a close-up of the main living room. In the foreground: the fireplace and two 19th century pony skin-upholstered armchairs. These pages: a beautifully carved wooden settle and a large Flemish school painting. A broader view of the living room with a collection of wooden boxes and other objets of different kinds

a nod to the style of the haylofts of the old traditional wood and stone “tabià” of Cadore and Ampezzano in which the ground floors were normally used to house animals with hay stored on the upper levels. This effect is further underscored by a lighting system that picks out the solids and voids created by the crisscrossing of the wood. The result is instantly visible to anyone arriving into the vestibule dominated also by a large, very sculptural iron and copper table designed by Franzolini himself. The chalet’s floors are mostly made from reclaimed, untreated larch


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La stube, cuore di tutte le case alpine e un tempo l’unico ambiente riscaldato grazie alla stufa da cui prende il nome la stanza, qui è ambiente adatto per un mobile carnico del ‘600. Sopra il massiccio tavolo rettangolare, una lampada di Foscarini in metacrilato bianco

sono ricavati da vecchie tavole di recupero e non trattati, mentre solo per i bagni e la cucina è stata usata pietra porfiroide posata a grandi lastre irregolari. L’uso dell’acciaio inox misto al legno vecchio caratterizza la cucina. Il contrasto forte tra metalli grezzi e legni consumati dal tempo, pietre naturali e il gesso bianco con cui sono trattate tutte le pareti, costituisce l’elemento principale di composizione di questi spazi connotati da un’atmosfera di raffinata semplicità. Gli elementi di ricchezza della casa sono nei pezzi d’arredo accostati con grande gusto: nel grande salone, proprio di fronte al camino scoppiettante, un tavolino candido separa le due poltroncine

The pretty wood-panelled “stube” is the heart of every Alpine home and was once the only heated room in the house. It takes its name, in fact, from the word for stove. The perfect setting for a 17th century Carnico sideboard. A spectacular white methacrylate light by Foscarini hangs over the solid rectangular table

planks. The exception to this is the kitchen and the bathrooms where large irregular porphyritic stone flags have been used. The kitchen is a clever mix of stainless steel and old wood. In fact, the contrast between rough metal and aged wood, natural stone and whitewashed walls is the main compositional feature of the chalet’s spaces which exude a sophisticated simplicity. A touch of richness is added, however, by very tastefully selected individual pieces of furniture. In the main living room, for example, a slender pristine white occasional table separates two 19th century pony skin-upholstered armchairs in front of the crackling fire. To one side is a collection of

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Per la cucina, che si affaccia sulla stube, è stato usato l’acciaio inox misto al legno vecchio e, per il pavimento, lastre irregolari di pietra porfiroide. Nell’ingresso invece, legno e solo legno, per pareti, pavimento e scala. Unica concessione: la scultura in rame su cui poggia il tavolo-consolle

The kitchen, which opens into the stube, is a clever mix of stainless steel and old wood with a flagged porphyritic stone floor. The entrance hall, however, is a symphony of wood which is used for the walls, floors and stairs, the only exception being the copper sculpture that acts as a trestle for the table top

Il contrasto forte tra metalli grezzi e legni consumati dal tempo., Pietre naturali e gesso bianco alle pareti. Sono gli elementi principali di composizione di questi spazi


800 rivestite di cavallino e, proprio accanto, un piano ospita una collezione di belle scatole in legno lavorato e una raccolta di curiosi oggetti. La stube, cuore della casa, ospita un imponente mobile carnico del 600 e una Big Bang di Foscarini, una lampada a sospensione, composizione dinamica di piani in metacrilato bianco. Mentre su una parete, proprio sopra a una cassapanca dal profumo d’antan, si staglia magnifico un quadro di scuola fiamminga che rappresenta un paesaggio invernale, molto simile a quello che si può osservare dalle grandi finestre che abbracciano la vallata.

beautifully carved wooden boxes and other charming knick-knacks. The wood-panelled “stube” is the very heart of the chalet and features an imposing 17th century Carnico sideboard and a Foscarini Big Bang pendant light, a stunningly dynamic composition of intersecting white methacrylate panels. Hung over an oldfashioned settle set against one wall is painting from the Flemish school depicting a winter scene very similar to the views of the valley through seen through the chalet’s windows.


laverasartorianapoletana.it

Showroom: Via della Spiga, 34 - Milano - only by appointment - Tel. 02 870 30 631


DEEP

WHITE Sci, telemark e snowbord in neve fresca per sportivi veri, in cerca di emozioni forti fuori dalle solite piste battute by Antonella Euli


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osì come deep blue indica le profondità degli abissi, deep white evoca il candore intatto delle piste dello scialpinismo. È una disciplina antica che affonda le sue radici nella necessità di spostarsi dei popoli nordici che avevano gli sci come unico mezzo di locomozione. L’utilizzo dei primi sci da parte di popolazioni scandinave, prevedeva la risalita con gli sci, con o senza pelli di foca, o, in alternativa, la risalita a piedi. L’utilizzo delle pelli di foca (inizialmente naturali, poi per fortuna sostituite da prodotti sintetici) sotto le solette degli sci per permettere l’avanzamento e la tenuta in salita, è stato ripreso dagli esploratori delle aree polari, pionieri dello scialpinismo. Questa “tecnica” dell’escursione in salita con le pelli di foca e discesa lungo pendii

Skiing, telemark and snowboarding in fresh snow for dedicated thrill-seekers in search of off-piste excitement

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ust as deep blue describes the ocean depths, deep white evokes the pristine snows of ski mountaineering trails. We owe this long-established sport to the Nordic peoples, who developed it when skiing was the only way they could travel from place to place. The first journeys undertaken by the Scandinavian folk involved climbing with skis, with or without skins, or ascending on foot. The use of skins originally sealskins, later replaced by synthetic products - attached to the bottom of the ski to enable


A lato, l’immagine di uno sciatore sulla Forcella Giau. Sotto, un freerider alle prese con un’ardita discesa per attraversare il Bus di Tofana, fuoripista che si può anche raggiunge a piedi da Ra Valles. A sinistra, un elicottero che atterra in Sorapiss

Giuseppe Ghedina © a

Left, a skier on the Forcella Giau. Below, a freerider grappling with a difficult descent traversing the Bus di Tofana, an off-piste trail that can also be reached on foot from Ra Valles. Left, below, a helicopter landing in the Sorapiss

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inviolati, è una delle più magiche tra gli sport bianchi. Ma pur essendo potenzialmente alla portata di tutti, è comunque indispensabile affrontare lo scialpinismo solo con la giusta preparazione atletica e possibilmente insieme a professionisti della montagna. Le Guide Alpine di Cortina sono quanto di meglio si possa trovare nell’arco alpino e vi guideranno lungo itinerari da spettacolo, più o meno impegnativi e a seconda dell’esperienza di ognuno. Fare scialpinismo resta il modo migliore di coniugare il piacere di un’escursione a piedi con la passione per lo sci. E una sciata così è davvero indimenticabile perché mette in presa diretta con la natura, una sorta di fusione, alla conquista di paesaggi incontaminati, altrimenti irraggiungibili tramite impianti. Cortina offre una varietà infinita di questi percorsi selvaggi e lasciando le piste battute si entra in un mondo

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orward movement and provide grip when climbing was copied by polar explorers, the ski mountaineering pioneers. This technique of ascents assisted by skins and long descents down the slopes of virgin snow is one of the most magical experiences the ski sport world has to offer. Potentially it is within reach of all of us, but ski mountaineering should only be undertaken after suitable physical preparation, and possibly in the company of mountain professionals. The Alpine Guides of Cortina are the finest available in the Alpine arc, and they will guide you along spectacular routes whose difficulty is chosen to reflect the experience of those taking part. Ski mountaineering is the best way to combine the pleasure of a walking excursion with a passion for skiing. An experience like this is truly unforgettable, because it involves a direct contact with the natural world, a sort of fusion, discovering unspoilt landscapes far from


Le piÚ belle sciate fuoripista si fanno alla Croda da Lago, nell’attraversata del Passo del Cristallo, alla Croda Rossa, al Bus di Tofana, nella traversata delle Creste Bianche, alla Costabella e alla Sci 18

The most beautiful off-piste runs are at the Croda da Lago, the Passo del Cristallo traverse, the Croda Rossa, the Bus di Tofana, the Creste Bianche traverse, Costabella and the Sci 18

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affascinante, ma anche estremamente pericoloso per la sua continua variabilità. A voi la scelta anche se i giri più gettonati restano la Croda da Lago, l’attraversata del Passo del Cristallo, la Croda Rossa, il Bus di Tofana e la traversata delle Creste Bianche. Chi si avvicina a questo sport per la prima volta, si munisca di sci da scialpinismo con attacchi, (che permettono di liberare il tallone, agevolando così i movimenti in salita, e di bloccarlo poi per sciare in discesa), pelli di foca in materiale sintetico, da applicare in salita alla soletta dello sci, scarponi da scialpinismo con suola in gomma per agevolare la camminata e bastoncini da sci. info@guidecortina.com - tel (+39) 0436 868505

t

he crowded pistes. Cortina offers an endless variety of these off-piste trails, introducing you to a world of fascination - but there is danger, too, in its everchanging shape. The choice is yours, of course, but the most popular tours are the Croda del Lago, the Passo del Cristallo traverse, the Croda Rossa, the Bus di Tofana and the Creste Bianche traverse. Those new to the sport should buy, rent or borrow climbing skis with touring bindings that allow the heel to move, making it easier to climb, but can also lock the boot down for downhill skiing, synthetic skins to attach the bottom of your skis during ascents, ski mountaineering boots with rubber soles to make walking easier, and ski poles.


Cortina abbraccia il Polo


events e il polo su erba è uno spettacolo affascinante, quello su neve è ancora più emozionante. Se poi, invece di una gara, la manifestazione diventa Open allora l’emozione raddoppia. Nel 2015 Cortina rinnova il sodalizio con il polo ospitando l’Open Championship Italia 2015, il più importante torneo internazionale per club a cui partecipano i migliori giocatori e squadre del mondo. Le tappe? La prima nella perla delle Dolomiti, dal 16 al 21 febbraio; poi a Milano, la città dell’Expo, dal 15 al 20 giugno e in Costa Smeralda, patria dei vip, dal 27 luglio al 1° agosto. Vige l’embargo per sponsor e partner, ma un dato è certo: sarà, come sempre, un grande evento, applaudito da pubblico e addetti ai lavori che assisteranno alla sfida sul lago di Misurina dei più abili cavalieri del mondo. Che la neve scenda a fiocchi o il sole splenda alto nel cielo, poco importa: cavalli e cavalieri sono allenati a sfidarsi sulla coltre candida di un lago ghiacciato e non c’è avversità meteo che tenga. E intanto, intorno a loro, un pubblico intirizzito ammira l’abilità dei giocatori e l’imponente profilo dei monti candidi. L’atmosfera che si respira assistendo a un torneo di polo è di per sé elettrizzante e molto glamour. Sarà per le antichissime origini di questo sport che gli inglesi hanno importato in Europa dall’India, sarà per l’eleganza con cui si muovono in simbiosi cavalli e cavalieri, o forse sarà perché da sempre il polo è sinonimo di esclusività. E, non a caso viene definito: “Lo sport dei re e il re degli sport”. Non resta quindi che prepararsi a questa magnifica kermesse che terminerà come di consueto, con premiazioni e un gran gala party per celebrare i vincitori. Anche per questo, embargo strettissimo sulla location della festa. Comunque vada, ovunque sia, sarà certamente una festa esclusiva. Proprio come il polo.

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Prima tappa dell’Open Championship Italia 2015: Cortina, che continua così il sodalizio con uno degli sport invernali più esclusivi e spettacolari

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Cavalli e cavalieri in armonia perfetta, pronti a sfidarsi sulla coltre candida del lago ghacciato di Misurina Ponies and players in perfect harmony, ready to do battle on the snowy surface of frozen Lake Misurina most exclusive and exhilarating winter sports

Cortina embraces polo W hile polo on grass is a fascinating sport, snow polo is truly spectacular. But then if the event turns into an Open, the thrill doubles. In 2015, Cortina renews its partnership with polo when it hosts the Open Championship Italia 2015, the leading international tournament for the world’s leading clubs and players. The first round takes place in the pearl of the Dolomites between February 16th and 21st and is followed a second clash in Expo City, Milan, between June 15th and 20th, before moving on to VIP central, the Costa Smeralda, between July 27th and August 2st. The organisers are still tight-lipped about sponsors and partners, but rest assured this will be, as always, a great event. The sight of the world’s most talented polo players doing battle on the snow-clad surface of Lake Misurina is sure to win applause from both fans and those in the game alike. Regardless of whether snowflakes are fluttering down from the heavens or the sun is shining high in the sky, both ponies and riders will be champing at the bit to take each other on the frozen lake. Weather will not be an issue. Needless to say, spectators will flock to admire the skills of the players and the imposing

profiles of the snowy peaks rising behind them.The atmosphere at any polo match is electric and very, very glamorous. This may have something to do with the ancient origins of a sport imported to Europe from India by the English or the wonderfully elegant symbiosis between man and horse. Or perhaps it is simply because polo has always been synonymous with exclusivity: it is, after all, known as ‘the sport of kings and the king of sports’. So all that remains now is for us to prepare for this magnificent event which will conclude, as always, with a prize-giving ceremony and gala party in honour of the winners. Once again, the organisers refuse to be drawn on the venue for the party. But however it plays out, wherever it is, it will most certainly be sublimely exclusive. Just like polo itself.

The first round of the Open Championship Italia 2015 is at Cortina, which continues its partnership with one of the most exclusive and exhilarating winter sports


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by Antonella Euli

food

Profumi

e sapori della tradizione

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he incanto Cortina vestita di neve! Adagiata nella sua conca, protetta da una corona di montagne che d’inverno sono così candide e immacolate e belle da togliere il fiato. Tra una sciata e l’altra, all’ora dell’aperitivo sul Corso, si programma la cena tra amici. Abbiamo scelto per voi tre ristoranti, proseguendo il nostro percorso di ricerca nei sapori della tradizione culinaria ampezzana. Rifugi caldi e accoglienti, di legni profumati, di tavole ricche di calore e di cose buone.

Partiamo dal Ristorante Lago Ghedina, uno dei locali più suggestivi immerso nella natura, sulla strada che porta dal Col Druscè a Fiames, ora gestito dai proprietari della Baita Piè Tofana, Eddy e Wolly. Poi passiamo al Villa Oretta della famiglia Bocus, che “apparecchia” le sue origini veneziane e, in alta quota, fa sognare la laguna della Serenissima. Infine andiamo Al Camin, sulla strada che porta al Passo Tre Croci e Misurina, ospiti di Lorena e Fabio Pompanin, per gustare la vera tradizione montanara.

A Taste of tradition Cortina in the snow is an enchanting sight, nestling in its broad valley and sheltered by a ring of mountains that in winter create a snow-covered scene of breathtaking beauty. Between one ski descent and another, aperitif time on the Corso is an opportunity to plan dinner with friends. We have selected three restaurants for you, continuing our gastronomic adventure as we discover the culinary traditions of the Ampezzo region. Cosy, welcoming refuges built of aromatic wood, tables full of good things. We start with the Ristorante Lago Ghedina, one of the most picturesque venues, immersed in the natural landscape on the road from Col Druscè to Fiames. It is now managed by Eddy and Wolly, the owners of the Baita Piè Tofana. Then we move to the Villa Oretta - it’s owned by the Bocus family, whose Venetian origins are clearly reflected by wonderful food they serve. Even up here it’s enough to make guests dream of the lagoon city. Finally, we visit the Al Camin, on the road to Passo Tre Croci and Misurina, to enjoy the real mountain tradition and allow ourselves to be pampered by hosts Lorena and Fabio Pompanin.


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La cucina per i Bocus, è un affaire di famiglia. Prima il padre Francesco, chef veneziano trapiantato fra i monti, poi Piero e le figlie Alessandra e Francesca, con il loro ristorante dedicato agli amanti della buona cucina. Il plus? D’inverno, quando splende il sole, si mangia nella bella terrazza di fronte alle montagne

For the Bocus, food is a family affair. First the father, Francesco, a Venetian chef transplanted to this mountain eyrie, then Piero and daughters Alessandra and Francesca, with their restaurant dedicated to lovers of fine cooking. As an extra, when the winter sun is shining, guests can eat on the terrace with a mountain view

Villa Oretta Un ristorante dedicato a chi ama il cibo veneziano e la cucina creativa che parla di passione. Quella per i sapori veri, di tradizione, che i Bocus mettono in tavola, di padre in figlio, da una trentina d’anni. Un percorso del gusto che rivela le origini della famiglia e conquista anche l’ospite più preparato


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food A restaurant dedicated to lovers of Venetian food and creative cooking inspired by passion. Here it’s possible to experience the authentic flavours of tradition with the dishes the Bocus family has been serving, from generation to generation, for about thirty years. It’s a culinary journey that reveals the families Venetian roots, and will win over even the most knowledgeable guests

A pochi minuti dal centro, il rinomato ristorante stile chalet (con qualche camera, precisamente otto, per chi vuole unire il buon cibo a un piacevole soggiorno) è un luogo no-stop per chi ha voglia di un pizzico di sorridente venezianità. Le due eleganti sale hanno grandi finestre che si affacciano sulla vallata della conca ampezzana e sono location ideale per cene a lume di candela. La cucina offre soprattutto piatti tipici nazionali, ma strizza l’occhio alla cucina veneziana e propone i “cicchetti” misti (quei deliziosi stuzzichini caldi che si gustano nei più veraci bacari di Venezia) come antipasto, si continua con una varietà infinita di risotti o i tagliolini gratinati allo speck, il famoso baccalà mantecato con polenta alla griglia (ottimo!) e l’altrettanto fegato alla veneziana che i Bocus consigliano ai palati più esigenti. Il pesce è una costante del menu, da provare gli scampi al curry con il riso pilaf. Si termina con i dolci di gran livello.

A few minutes from the centre, the famous chalet-style restaurant (with a few rooms - eight, to be exact - for those wishing to combine good food with a pleasant stay) is the ideal destination for anyone hankering after a little Venetian good cheer. The two elegant rooms have large windows looking out onto the Ampezzo valley, and are wonderful locations for candlelit dinners. The kitchen specialises in typical Italian dishes with a nod to Venetian cuisine, offering as a starter mixed “cicchetti”, those delicious warm snacks that are served in the most authentic Venetian wine bars, an infinite variety of risottos and pasta dishes like tagliolini gratinati allo speck, the famous creamed salt cod with grilled polenta (excellent!) and the equally illustrious fegato alla veneziana, a dish the Bocus recommend for the most demanding connoisseurs. Fish is a constant presence on the menu - try the curried scampi with pilau rice. All rounded off by wonderful desserts.


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food

raviolo fatto in casa ripie n o

di

car n e

di vitello alla

carbo n ara

rivisitata

Cuocere il vitello a vapore insaporito con spezie ed erbe aromatiche per circa 3 ore; tritarlo finemente e unirlo al grana padano, sale e pepe, fino a ottenere un impasto omogeneo. Stesa la pasta, si procede alla composizione del raviolo. Mentre il raviolo viene portato a cottura in acqua salata, prestando attenzione perché rimanga al dente, in una padella sciogliere e rosolare dell’ottimo speck (nostrano) tagliato a fiammifero, con parte del suo grasso e foglie di alloro. Scolare i ravioli e saltarli in padella amalgamandoli con del rosso d’uovo, pepe e grana padano, facendo in modo che la salsa ottenuta resti cremosa.

HOME-MADE RAVIOLI. SHOULDER OF VEAL RAVIOLI ALLA CARBONARA (REVISITED) Steam the veal with herbs and spices for around three hours. Chop it finely and add the grana padano, salt and pepper until you have an even dough. Spread the pasta out and fill the individual ravioli. Cook them in salted water, making sure it remains al dente. Cut some good quality, locally sourced speck julienne-style, then melt and brown the matchsticks in a frying pan with some of its fat and a bay leaves. Drain the ravioli and sauté in a pan, mixing in egg yolk, pepper and grana padano, ensuring the sauce retains its creamy consistency.

INGREDIENTS < PASTA ALL’UOVO fatta in casa di farina di frumento 00 e farro tipo 0

SHOULDER OF VEAL RAVIOLI ALLA CARBONARA (REVISITED)

< Spalla di vitello Shoulder of veal

< grana padano stagionato 36 mesi

grana padano cheese, matured for 36 months

< spezie e erbe aromatiche herbs and spices

< speck, alloro, uovo speck, bay leaves, egg

< sale e pepe q.b.

salt and pepper to taste


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Eddy e Wolly, “ quelli” della Baita Piè Tofana, dopo vent’anni doppiano il successo del loro storico ristorante prendendo in gestione il Ristorante del Lago Ghedina. Suggestioni a tutto tondo, d’ambiente e di cucina: ottima carta e vini eccellenti da tutto il mondo. Le 5 camere. tutte in legno con vista sul lago, completano questo quadro di surreale bellezza

After twenty years at the Baita Piè Tofana, Eddy and Wolly created a two-fold success by taking over management of the Lago Ghedina restaurant, offering a wide range of dishes, interiors and cuisines. There’s also an outstanding list of wines from all over the world. The five rooms, all in wood with a view of the lake, complete this setting of almost surreal beauty

Lago Ghedina In questo luogo che sembra uscito da una tela l’artista, la natura è protagonista. È a soli tre chilometri dal centro eppure sembra di essere fuori dal mondo. Si va a fare merenda in compagnia, magari dopo una bella sciata, per un aperitivo sulla nuova terrazza riscaldata, per fare colazione o per pranzo, in un’atmosfera davvero unica


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food Here, in a setting worthy of a classic landscape painting, nature is the artist. Although only three kilometres from the centre, it feels totally removed from the everyday world. Guests come here for a snack, perhaps after an invigorating skiing session, or an aperitif on the new heated terrace - and, of course, breakfast and lunch in truly unique surroundings

Uno dei locali più caratteristici di Cortina che propone piatti tradizionali, realizzati con materie prime eccellenti e le più avanzate tecniche di cottura. Dagli antipasti ai dolci, ogni “pezzo” dell’esclusivo menu è un inno alla fantasia. E ovunque una calorosa accoglienza che profuma di casa. In lista specialità come il “Toc in Braide” (una polentina con crema di formaggi e tartufo nero), i ravioli con brasato di coda di bue e cipolla di Tropea stufata, la passatina di ceci con polpo al rosmarino, la quaglia disossata con polentina morbida, spinacetti e tartufo nero, il baccalà mantecato. E per finire la crème brulée alla lavanda, un gratin di pesche alla crema o una fonduta di cioccolato con frutta fresca e secca. Ad accompagnare tutte queste delizie, uno dei vini proposti dalla cantina fornita di circa trecento etichette provenienti da tutto il mondo. Lo chalet mette a disposizione cinque camere con vista sul lago.

One of Cortina’s most typical eating places, offering traditional dishes made from prime ingredients and using the most cutting edge cooking methods. From starters to desserts, every “piece” on the exclusive menu is a homage to the imagination, wrapped in a warmth and hospitality that reminds us of home. The menu features specialities like “Toc in Braide” (a polenta with cheese cream and black truffle), ravioli with braised oxtail and stewed Tropea onions, chickpea passatina with octopus and rosemary, boned quail with soft spinach and black truffle polentina and baccalà mantecato (creamed salt cod). To finish off, crème brulée alla lavanda, a peach gratin à la crème or a chocolate fonduta with fresh and dried fruit. All these delicacies are accompanied by a wine chosen from the three hundred internationallysourced labels in the restaurant cellars. The chalet offers five wood-furnished rooms with all modern comforts and a lake view.


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food

Scaloppa di Foie Gras d’Oca co n ara n ce e a n a n as caramellato

Caramellare con un cucchiaio di zucchero la fetta di ananas fresco, fermare la cottura con il succo d’arancia e tenere da parte. Pulire la fetta di fegato, scottarla in un tegame ben caldo fino a che sia ben rosolata da entrambi i lati , passarla in forno moderatamente caldo (fino a raggiungere 58° gradi al centro) e posizionarla su un foglio di carta assorbente per eliminare il grasso in eccesso. Preparare una salsa con l’emulsione ottenuta dal succo d’arancia usato per cuocere l’ananas e un po’ del grasso rilasciato dalla cottura del fegato. Impiattare l’ananas caramellato, appoggiare sopra la scaloppa di fegato e versare la salsa. Guarnire con una fetta di arancia e una di ananas disidratato, qualche chicco di pepe di Setchuan, del sale di Maldon (la scaloppa non è salata) e servire possibilmente con del pan brioche.

ESCALOPE OF FOIE GRAS OF GOOSE WITH CARAMELISED ORANGE AND PINEAPPLE Caramelise a slice of fresh pineapple with a spoonful of sugar, bring the cooking to a stop with orange juice and put to one side. Clean the slice of liver, sear it in a hot pan until brown on both sides and place in a moderate oven until it reaches 58° degrees in the middle. Lay it on a sheet of kitchen paper to get rid of excess fat. Prepare a sauce with the emulsion obtained from the orange juice used to cook the pineapple and a little of the fat released by the liver as it cooked. Plate up the caramelised pineapple, lay the escalope of liver on it and pour over the sauce. Garnish with a slice of orange and a slice of dried pineapple, a few Szechuan, Maldon salt (the liver isn’t salty) and serve, possibly with some pain brioche.

INGREDIENTS < fegato grasso d’oca gr.90 90g fatty goose liver

< succo d’arancia 1 cl 1 cl. orange juice

< fetta d’ananas alta 1 cm 1 cm. high slice of pineapple

< zucchero 1 cucchiaio 1 spoon sugar

< sale di Maldon q.b. Maldon salt to taste

< pepe di Setchuan q.b. Szechuan pepper to taste


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Fabio Pompanin e la moglie Lorena accolgono gli ospiti con una cordiale stretta di mano. Un bel biglietto da visita per una cucina internazionale con la carta dei vini, soprattutto del territorio, ben articolata. È un ristorante dove la tradizione casalinga viene rivisitata con qualche piccolo segreto dello chef

Fabio Pompanin and his wife Lorena welcome guests with a friendly handshake. It’s a pleasant introduction to an international cuisine and a well thought-out wine list with an emphasis on local products. Here, the home-cooking tradition is reinterpreted with the addition of a few secret touches from the chef

Al Camin D’impronta rustico-chic, accogliente e un poco defilato dal centro, Al Camin è stato recentemente rinnovato e ora accoglie gli ospiti nella sua veste migliore. L’atmosfera è familiare e l’ambiente, dai caldi arredi in legno, è molto caratteristico. E in più la terrazza, con vista panoramica sulle Tofane


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food A welcoming rustic-chic locale a little outside the town, Al Camin recently underwent a renovation, and now welcomes guests in its best outfit. It has a family atmosphere, and the warm wood furnishings create a wonderfully characteristic setting. Not forgetting the terrace, with its scenic views of Cortina and the Tofana mountains

Le segnalazioni per gourmet partono dalla tartare di carne salada con caprino e spinacini, dal carpaccio di cervo con vinaigrette di lamponi per arrivare allo strudel di verdure con formaggio di malga e al timballo di riso nero con gamberi e curry. Pasta e ravioli sono fatti in casa (tipo i casunziei di rape rosse all’ampezzana e i ravioli di patate ripieni al verde di spinaci e ortiche); le zuppe di stagione fanno pensare a quelle della nonna, le carni sono di ottima qualità e il baccalà alla veneta con polenta è solo per veri intenditori. Notevoli anche la selezione di formaggi accompagnati da mostarde e miele, i dolci maison, i distillati o, se amate il genere, una grappa preparata secondo tradizione.

The gourmet dishes range from tartare di carne salada con caprino e spinacini to deer carpaccio with raspberry vinaigrette, strudel di verdure with malga cheese and black rice timbales with prawns and curry. The pasta and ravioli are homemade - try, for example, the casunziei di rape rosse all’ampezzana and the potato ravioli stuffed with spinach and nettles. The seasonal soups are just like grandma used to make, the meat is excellent and the baccalà alla veneta with polenta is for true connoisseurs only. There is also a mouthwatering collection of cheeses accompanied by mostarda and honey, house pastries and sweets, liqueurs and, if it’s to your taste, a grappa distilled using traditional methods.


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food

Cannoli croccanti alla

spuma

di

ricotta

Fare dei coni con la pasta fillo precedentemente imburrata e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 5 - 6 minuti. Spremere 3 - 4 arance, far ridurre il succo a fuoco lento della metà e lasciare raffreddare. Nel frattempo lavorare 500 gr di ricotta fresca con un bicchierino di Grand Marnier e 100 gr di zucchero a velo, aggiungere 100 gr di panna montata e mescolare dal basso verso l’alto. Riempire una sac à poche e farcire un cannolo. Infine disporre su di un piatto la salsa all’arancio e il cannolo, spolverare con zucchero a velo e servire.

CRISPY CANNOLI WITH RICOTTA FOAM Make cones with previously-buttered filo pastry. Bake in a heated oven at 180 degrees for 5 - 6 minutes. Squeeze 3-4 oranges, reduce the sauce by half over a low flame and allow to cool. Meanwhile blend a small glass of Grand Marnier into 500g of fresh ricotta and 100g of icing sugar. Add 100g of whipped cream and mix from the bottom upwards. Transfer to an icing bag and fill a cannolo. Place the orange juice and cannolo on a plate, sprinkle with icing sugar and serve.

INGREDIENTS < pasta fillo filo pastry

< ricotta 500 gr 500g ricotta

< arance 3-4 3-4 oranges

< zucchero a velo icing sugar

< grand marnier Grand Marnier

< panna 100 gr 100g cream


The

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BEST to do

Winter, è la stagione degli sport bianchi e c’è solo l’imbarazzo della scelta: sci (anche di notte con le piste illuminate), slittino e slitta trainata da cani o cavalli. Pattinaggio e go kart su ghiaccio e ...


info: www.hotels-cortina.com - tel (+39) 0436 860750

in

CORTINA

In the winter sports season visitors are spoilt for choice: skiing (even at night on floodlit slopes), tobogganing, dog and horse sledding, ice skating, gokarting on ice andâ&#x20AC;Ś


LO SCI IN PISTA KIING ON THE SLOPES

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Fuoripista, fondo, eliski, scialpinismo, snow kite… A Cortina l’elenco degli sport bianchi è infinito e va da quelli estremi a quelli so slow. Ma la discesa resta la sciata per eccellenza. Adagiata nell’ampia Valle d’Ampezzo, “abbracciata” dalle Dolomiti, offre splendide piste in diversi comprensori: Tofane, Faloria Cristallo - Mietres e Lagazuoi - 5 Torri. Con lo skipass di valle si può sciare su tutte le piste del comprensorio Auronzo-Misurina, San Vito di Cadore e Cortina: un totale di 140 km inseriti nel circuito Dolomiti Superski suddiviso in percorsi facili, medi e difficili. Le 37 piste - 6 nere (tra cui la Vertigine Bianca, solo per sciatori esperti, che proveranno l’ebbrezza di una discesa in neve fresca, su una pista ecologica a impatto zero) 12 rosse, 13 blu e 6 verdi - per un totale di 47 Km, sono servite da 51 impianti a fune dei quali 6 funivie, 29 seggiovie e 16 skilift.

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Off-piste, cross-country, heliskiing, ski mountaineering, snow kite ... At Cortina the list of winter sports is endless and it ranges from the extreme to the “so slow.” Yet downhill skiing remains the activity of choice. It’s made easier by the large and sunny Ampezzo Valley, which is “hugged” by the Dolomites, and it offers splendid slopes in three districts: Tofane, Faloria - Cristallo (Crystal) - Mietres and Lagazuoi - 5 Torri (5 Towers). With the Valley skipass you can ski on all the slopes in the AuronzoMisurina, San Vito di Cadore and Cortina district: a total of 140 kilometres of slopes that form part of the Dolomite Superski circuit, which is divided into easy, medium and difficult slopes. The 37 slopes (6 of which are black, including Vertigine Bianca, “White Vertigo”, which is only for expert skiiers, who can enjoy the exhilaration of going downhill in fresh snow, on an ecological slope with zero carbon imprint) have a combined total 47 kilometres. They are served by 51 cable installations including 6 cable cars, 29 chair lifts and 16 skilifts.


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SLITTATE SLEDDING

2 Volete tornare bambini, anche solo per qualche ora? Bene, allora noleggiate uno slittino, trovate la vostra discesa, più o meno spericolata, e lanciatevi veloci come il vento, sferzati dalla neve farinosa. Le piste sono tante e tutte diverse per difficoltà e lunghezza: da quella battuta di Guargné con1 km di discese e risalite in seggiovia con l’impianto di Mietres, a quella dal Rifugio Ra Stua; mentre è più impegnativa quella dal Rifugio Croda da Lago che si raggiunge a piedi da Campo: 3 ore di salita ma la discesa è interminabile! Al Rifugio Scoiattoli si sale invece in seggiovia e si scende in velocità mentre decisamente più “tranquilla” è la pista dal Rifugio Dibona. Per i bambini la più adatta è la pista di Mietres, lunga 1km e servita dalla seggiovia. Il top della gamma resta la discesa in notturna al chiaro di luna. Si cena in rifugio (si sale in motoslitta) e si torna a valle con slittino e pila frontale. Do you want to be kids again, even if it’s only for a few hours? Good, well, then buy (or hire) a toboggan. Find a slope that is sufficiently daredevil for you, and go like the wind, over the crisp snow. You can do all this more at Cortina and if you combine this with an excursion in snowshoes, then it will be all the more fun. The slopes vary in both difficulty and length: from the well-trodden Guargné with its kilometre of downhill and uphill, with the chair lift at Mietres and then Rifugio Ra Stua; harder ones like that at Rifugio Croda daLago can be reached on foot from Campo: it takes three hours going uphill but the downhill section goes on forever! At the Rifugio Scoiattoli (“Squirrel Refuge”) you go up in a chair lift but come down at full speed, while the slope from Rifugio Dibona is decidedly more laid back. For kids the best track is at Mietres. It’s about a kilometre long and is served by a chair lift. Yet pride of place goes to racing downhill by moonlight. You can have dinner in the mountain hut (at Mietres; you get there by snowboard) and you return to the valley by toboggan: wearing a headlamp is essential.


HORSE SLEDDING

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La passeggiata più romantica? Quella su una slitta trainata da cavalli, avvolti in calde coperte, tra i boschi bianchi di neve. E come colonna sonora, il suono degli zoccoli dei cavalli e delle campanelle sulle slitte. È slow snow, l’ultima tendenza per chi, alla velocità dello sci da discesa, preferisce il contatto con la natura e sport più contemplativi. A Cortina è un’esperienza da provare per passaggiate baciate dal sole o sotto un manto di stelle, avvolti in paesaggi da favola, nel più totale silenzio, lungo un percorso che riporta indietro nel tempo, a quando le slitte trainate dai cavalli erano l’unico mezzo di trasporto nei rigidi inverni. I percorsi sono diversi e ben organizzati: li propone la Fattoria Meneguto, agriturismo immerso nella natura con Maneggio assistito da Istruttore Federale di II livello, lo stesso che in estate organizza corsi ed escursioni coi cavalli.

The most romantic ride? On a sledge drawn by horses, while wrapped in warm blankets, through snow-covered woods. The sound of the horse shoes and the bells on the sledge provide the soundtrack. This is “slow snow,” the latest trend for skiers who prefer contact with nature and more contemplative sports to downhill racing. At Cortina horse sledding is proving to be a big hit, and it’s a must if you want to immerse yourself in the enchanting scenery of the Dolomites, which have been declared a World Heritage site by UNESCO, and which many people consider to be the most beautiful mountain range in the world. Whether you’re “kissed” by the sun or covered by a cloak of stars, you will ride in total silence along a path that takes you back in time, to when horse-drawn sleds were the only form of transport in the tough winters. The tracks are varied and well organized: we have chosen the ones suggested by the Meneguto Farm, great horse lovers who last year arranged splendid gallops through emerald woods.


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Skiing with a helicopter transfer is without doubt the ultimate in free ride skiing. You get straight back to the top and although this may not be in everyone’s reach, both financially and in terms of ability to go downhill on fresh snow, it’s great in terms of sensations for lovers of crisp snow. The helicopter will enable you to move easily and to reach places where the snow is better, both in terms of skiing and safety. On the other hand heliskiing – which was invented in Canada – requires good visibility for flying and so it is largely dependent on weather conditions. Flying in a helicopter above Cortina is an exciting experience. From Fiames you fly over the Ampezzano basin and as you ski downhill through nature you will feel goose bumps. It’s a unique combination, and an adrenaline rush is guaranteed. Heliskiing can only be practised in the company of qualified guides and only experienced skiers can ski on the off-piste. It can, however, be done in groups of up to 6 or 10 people. And you have to set off early in the morning in order to be sure that the snow cover doesn’t disappear. You look for the right slopes and off you go.

HELISKIING

L’eliski è uno sport contestato dagli ecologisti, che lo considerano non rispettoso e svilente nei confronti della montagna. Forse per questo non ha ancora preso piede in Italia. Rimane comunque il non plus ultra dello sci freeride. Una risalita rapidissima, certo non proprio alla portata di tutti, e per i costi e per l’abilità nello scendere su neve fresca, ma certamente generosa di sensazioni uniche per gli appassionati di neve farinosa. L’elicottero permette di spostarsi facilmente e di andare in luoghi dove l’innevamento è migliore sia per la sciata che per la sicurezza. Per contro l’eliski, disciplina di matrice canadese, ha bisogno di buone condizioni di visibilità per volare e quindi questo servizio dipende fortemente dalle condizioni meteorologiche. L’emozionante sensazione del volo in elicottero sopra Cortina, che da Fiames porta a sorvolare la conca ampezzana e i brividi della discesa tra la natura, creano un connubio unico, procurando pochi minuti di pura adrenalina. L’eliski è una disciplina che si può praticare solo se accompagnati da una guida alpina e possono fare il fuoripista solo sciatori di livello medio o alto. Si parte di buon mattino per essere certi che il manto nevoso non possa cedere, si cercano pendii adatti e poi si scende.


STADIO OLIMPICO AN OLYMPIC STADIUM

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Volteggi, piroette, giravolte: acrobazie a tempo di musica… Forse è solo materia per atleti, ma resta il fatto che pattinare sul ghiaccio è uno degli sport più “leggiadri” da praticare e un’ottima alternativa alla neve. Piace a grandi e piccini che si divertono a scivolare, a volte anche in senso figurato, su un grande specchio di ghiaccio. Sarà perché la scenografia evoca le fiabe nordiche dell’infanzia e atmosfere di festa con un pizzico di magia. A Cortina si pattina allo Stadio Olimpico, casa delle Olimpiadi Invernali del ’56, da soli o in compagnia di istruttori qualificati. La moderna copertura in acciaio e vetro che consente l’utilizzo in ogni periodo dell’anno: sia durante l’estate sia in condizioni di maltempo. In inverno si può assistere agli incontri del campionato Italiano di Hockey di Serie A, alle serate Ice Disco, alle gare di pattinaggio artistico e a numerosi eventi e esibizioni di tutti i generi, dal Gran Galà di Pattinaggio ai concerti.

Twirls, pirouettes and turns: acrobatics to the rhythm of music… Maybe it’s just for athletes, but the fact of the matter is that ice skating is one of the most fascinating and elegant sports around and it offers a great alternative to the snow. It appeals to both adults and children whom enjoy sliding on a large ice rink. Maybe it’s because the scenery evokes the Nordic fairy tales of our childhood and the party atmosphere with a touch of magic. At Cortina you can skate at the Olympic Stadium, which hosted the 1956 Winter Olympics, either alone or in the company of qualified instructors. The modern steel and glass roof ensures that it can be used all year round; both in summer and in the case of bad weather you can dance and pirouette on the ice. And in winter you can watch the local ice hockey team, which is in Italy’s top division (Serie A), as well as artistic ice skating competitions and performances of every kind, from the great ice skating gala to concerts.


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6 Both your adrenaline and your competitive spirit will kick in just by looking at the long go-kart ice-snow track, not far from Cortina. In order to feel the exhilaration of racing downhill there are a few quick rules: you need to wear thick clothing, preferably the type used for skiiing, including gloves, sunglasses and above all a helmet (this is compulsory, otherwise you will be disqualified!) The ice race sets off and it’s an amusing alternative to more classical winter sports. The track is a couple of kilometres in length and it ofers bends and counterbends, skids and inclines, acceleration and skids. Chums fly by and challenge each other (with stopwatches but in total security) on little carts. At the Snow-ice you can take driving lessons in order learn how to drive safely, as well mastering the techniques for handling the vehicle when traction is poor. There are ability tests at the end.

GO-KARTING ON ICE

Adrenalina alle stelle e voglia di competizione, scattano solo dando uno sguardo della lunga pista neve-ghiaccio, poco fuori Cortina, dove saettano i go-kart. Per provare l’ebbrezza della corsa poche semplici regole: indossare indumenti pesanti, possibilmente da neve, guanti inclusi, occhiali da sole, dopo sci, e soprattutto caschetto in testa (obbligatorio, pena l’addio alla gara!). La sfida su ghiaccio ha inizio e si tratta di una divertente alternativa ai classici sport bianchi. La pista è lunga un paio di chilometri e tra curve e controcurve, sbandate e pendoli, accelerate e derapate controllate, sfrecciando a bordo di piccoli kart si sfidano gli amici (a cronometro ma in totale sicurezza) e si arriva al traguardo. Allo Snow-ice organizzano anche corsi di guida sicura per apprendere le tecniche e imparare a gestire la macchina in caso di scarsa aderenza, con prove di abilità finali.


CANI DA SLITTA DOG SLEDDING

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I cani dallo sguardo di ghiaccio. Potrebbe essere il titolo di un film, invece è la caratteristica dei Siberian Husky, i cani da slitta del grande artico. Per vivere l’emozione di guidare una muta di husky, non occorre andare al Polo Nord, basta cercare tra le nostre Alpi. A Cortina si fanno meravigliose escursioni, e per condurre personalmente una slitta, basta seguire una breve lezione teorica e poi si parte, accompagnati da un istruttore. Imprescindibile, per la scelta di questo sport, un amore forte sia per la neve che per i cani. Il centro più attrezzato è a San Vito di Cadore, (8 km da Cortina) nella piana in località “La Graes”. Anche i bambini (non sotto i sette anni) potranno cimentarsi con un baby tour e guidare personalmente la loro muta su una pista tracciata apposta per loro. La novità però è la slitta tandem con due postazioni di guida e una muta di cani molto veloce, così da poter vestire i panni di coopilota dell’istruttore durante il percorso.

Dogs with an icy stare. It could be the name of a movie, but in actual fact it’s chief characteristic of the Siberian Husky, the Great Arctic sled dog. But in order to drive a pack of Huskies you don’t need to go all the way to the North Pole: you can experience that here in the Alps. At Cortina there are some great excursions and in order to drive the sled yourself you just need to take a quick lesson on the theory and then you’ll set off in the company of an instructor. A strong love of dogs and the snow is, however, essential. The best equipped centre is at San Vito di Cadore (8 kilometres from Cortina), on the plain in the “La Graes” area. Kids over the age of seven can have a go with a baby tour and drive a pack of dogs on a special track. The novelty is the tandem sled with two driving seats and a pack of fast dogs. In this way you act as the instructor’s co-pilot.


Immerso nello scenario naturalistico delle Dolomiti tinte di rosa all’alba e al tramonto, L’Hotel Bellevue Suites & SPA, storico 4 stelle a pochi passi da Corso Italia, pur mantenendo camere, suite e arredi ispirati alla tradizione ampezzana, si rifà il look partendo da ristorante e spa. Uno è l’Altro Vissani Cortina, con la cucina del noto chef che combina al meglio gusto e semplicità e fa della materia prima e dell’accoglienza i suoi punti forti; l’altra, un’oasi di benessere ritemprante per stimolare i sensi e ritrovare l’armonia tra corpo e mente. La nuova spa (una meraviglia da provare, soprattutto dopo una giornata trascorsa sulle piste!) è dotata di sauna finlandese, bagno di vapore, bagno mediterraneo, bagno turco/ hammam, doccia emozionale alle essenze, aromaterapia, tisaneria e una zona relax con pareti di Sale del Tibet che ionizzano l’ambiente. Nelle tre cabine per trattamenti, anche di coppia, abili mani effettuano una serie di massaggi sportivi, thailandesi e viso davvero “miracolosi”.

Nestled in the natural scenery of the Dolomites shades of pink at dawn and dusk, The Bellevue Hotel Suites & SPA, historical 4 stars just a few steps from Corso Italia, while keeping rooms, suites and furniture inspired by Ampezzo tradition, changes its look starting from restaurant and spa. One is the L’Altro Vissani Cortina, with the kitchen of the famous chef who combines the best taste and simplicity and makes the raw material and the welcome its strengths; the other, an oasis of well-being refreshing to stimulate the senses and find harmony between body and mind. The new spa (a marvel to experience, especially after a day on the slopes!) has a Finnish sauna, steam bath, Mediterranean bath, turkish bath / hammam, emotional shower with essences, aromaterpia, herbal tea and a relaxation area with walls Salt of Tibet that ionize the environment. In the three treatment rooms, including torque, capable hands performing a series of sports massages, Thai and facial truly “miraculous”.

CENTRO BENESSERE SPA

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LA MERENDA SNACKS

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Ci sono locali che diventano mito e a creare la leggenda sono 3 L: location, luogo e leccornie. Ce ne sono in tutto il mondo e spesso passano alla storia anche per gli habituè. A Cortina le L sono, 4 perché stiamo parlando di Lovat, il bar pasticceria sul Corso che è una vera e propria istituzione. Ci si va per consumare riti, dall’aperitivo a quello della cioccolata calda dopo una giornata passata sulle piste. È sempre molto affollato ovviamente, frequentato sia dagli ampezzani che dai turisti, e a volte si fatica a trovare un tavolo, ma vale la pena attendere. Le specialità sono sia dolci sia salate e non è difficile intravvedere sotto un paio di occhiali scuri un “vip in vacanza” seduto in attesa di pastina e caffè. La cioccolata calda con panna resta un must di Lovat, e diventa sublime se accompagnata da qualche dolcetto appena sfornato. L’aperitivo invece si prende in veranda (coperta) meno affollata rispetto al locale.

They say that there key to success for a bar lies in the three Ls: location, location and loveliness. In this way they become legends for their regular customers but at Cortina we can add a fourth L. This is because we’re talking about Lovat, the bar and pastry shop that has become the stuff of legend. People go there for its rituals, from the aperitif to hot chocolate after a day on the slopes. It’s always busy and and sometimes it’s hard to find a table but it’s well worth the wait. The specialities are both sweet and salted and if you look closely you might see a celebrity on vacation hiding behind a pair of sunglassas as he or she waits for his or her pastry or coffee. Pride of place goes to the hot chocolate with whipped cream, especially if it’s accompanied by an oven-fresh dessert. Aperitifs are served on the (covered) veranda, which tends to be less crowded.


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Ormai quella che era una novità è diventata moda e sono sempre più numerosi i tracciati illuminati per le discese notturne, molto gettonate soprattutto durante il fine settimana. Cortina, capitale di tendenze, si adegua e illumina a giorno le sue piste incantate. È un’atmosfera inebriante che riempie tutti i sensi. Scivolare sotto un cielo stellato e sentire l’aria frizzante frusciare nelle orecchie mentre la neve scricchiola sotto gli sci, circondati dal silenzio assoluto è davvero un’emozione profonda. Nel carosello Dolomiti Superski si può vivere questa magia, i rifugi sono aperti fino a tardi e può anche capitare di assistere a gare di sci by night. Sempre in notturna, si possono fare passeggiate nei boschi con le ciaspe oppure salire ai rifugi, cenare e poi scendere a valle in slittino.

SCI NOTTURNO NIGHT SKIING

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What was once a novelty has become a fashion and you will notice an increasing number of floodlit slopes. These are particularly popular at the weekend. Cortina, which is something of a trend-setter, has adapted to this and illuminates its enchanting slopes by day. Skiing at night under the stars is an exhilarating experience as the crisp air rustles in your ears and the snow squeaks under your skis. These are the only sounds you will hear for the rest is total silence. You can live this magic on the Dolomite Superski circuit as the mountain huts are open until late and you can even watch night races. You can also go for walks (in ski shoes), or head up to the huts, have dinner and return to the valley on a sled.


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events

Sport estremi Aspettando l’edizione 2015 del Freeride Challenge Punta

in alta quota

Nera, ci piace ripercorrere le tappe della quinta edizione, “giocata” nella zona del Faloria

a conca ampezzana è il palcoscenico perfetto per una manifestazione che coinvolge sport e amore per la montagna, aperta a tutti gli sportivi. Atleti e appassionati di tutte le età si sfideranno nelle discipline dello sci alpinismo, dell’arrampicata sportiva e del freeride nella zona sciistica del Faloria, e sul percorso della Punta Nera, zona tecnica e spettacolare ma soprattutto ben visibile a tutti. Quella del 2014 è stata una tre giorni intensa, che ha preso il via il 3 aprile con il Safe Day, il giorno dedicato alla sicurezza, all’arrivo della funivia Faloria, con stand del Soccorso Alpino, della GDF e dei CC dedicati alle nuove tecniche di soccorso

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e di recupero in montagna in inverno. La competizione vera e propria sulle piste è iniziata invece la sera con lo Skialp Scoiattoli, una gara di sci alpinismo in notturna con partenza da Rio Gere, per professionisti e non. Chiusura in bellezza al rifugio con pasta-party, musica e premiazioni. Il mattino seguente, sempre in Faloria, la parola è passata ai teenager con la Junior Freeride Puntanera, unica gara italiana di freeski aperta ai minorenni con tre categorie: Baby, Kids e Junior dove i ragazzi si sfidano, in un ambiente controllato, in una delle tre discipline; sci, snowboard o telemark. Al termine: nutella party per tutti. In concomitanza, in piazza Angelo Dibona a


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96 Cortina d’Ampezzo, si svolgeva la prima

tappa del Vertical Combined Marco Da Pozzo in ricordo all’indimenticabile alpinista, guida nonché Scoiattolo di Cortina. Si tratta di una gara di boulder (arrampicata sportiva su una struttura artificiale) a prove libere e tentativi illimitati entro un limite di tempo di 90 minuti aperta a tutti. Il clou dell’evento è stato sabato 5 aprile con il Freeride Challenge Punta Nera con i riders saliti in elicottero sulla cima della Punta Nera e scesi sugli sci con evoluzioni e salti nel vuoto, tra rocce, neve e cliff, per contendersi l’ambito trofeo. Il tutto su un manto di soffice powder, la neve fresca. Al termine, pranzo, concerto e premiazioni al Rifugio Faloria. Non resta che aspettare il prossimo appuntamento e, perché no, magari iscriversi alla gara!

www.freeridepuntanera.com


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High altitude extreme sports As we count down the days to the 2015 edition, we take a look back at the various stages of the fifth Freeride Challenge Punta Nera in Faloria he Ampezzo Valley is the perfect setting for an event that combines sport and love of the mountains. An event in which athletes and enthusiasts of all ages and levels did battle in the disciplines of bouldering, alpine skiing and freeriding in the skiing area of Faloria, and along the Punta Nera route which is not only technically challenging and spectacularly but, more importantly, visible to all. Three extremely intense, action-packed days which began on April 3rd 2014 with the Safe Day which featured Alpine Rescue, GDF and CC stands illustrating new mountain winter search and rescue techniques at the arrival point of the Faloria cable car. The competition proper began that evening with the “Skialp Scoiattoli”, a night-time alpine skiing competition for professionals and amateurs that started from Rio Gere. It finished in style with a pasta party, music and prize-giving ceremony at the refuge. The following morning, once again in Faloria, the baton passed to the youngsters for the Junior Freeride Puntanera, the only Italian free-ski competition open to this age group. It was divided into three classes – Baby, Kids and Juniors - with the youngsters competing in any one of three disciplines - skiing, snowboarding or telemark - in a controlled environment. A Nutella party for everyone topped the fun off just as the first leg of the Vertical Combined Marco Da Pozzo was getting underway in the Piazza Angelo Dibona in Cortina d’Ampezzo. Staged in memory of the unforgettable mountaineer, guide and Cortina Scoiattolo, this open-to-all bouldering competition featured free climbing on an artificial wall with free practice and unlimited attempts in a 9o-minute timespan. The highlight of the

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action, however, came on Saturday, April 5th, with the Freeride Challenge Punta Nera. The riders were whisked up to the top of Punta Nera by helicopter and then skied their way down through a spectacularly tough terrain dusted in a fresh covering of powdery snow, negotiating rocks and cliffs amongst other things, as they competed for the coveted trophy. Once all the competitors had arrived, there was lunch, a concert and the prizegiving ceremony at the Faloria refuge. So all that’s left now is to wait until next time and maybe sign up to compete too!


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interview

Quando e come è nato il turismo nella Vallata Ampezzana? Ce lo racconta Rinaldo Menardi - erede della dinastia di albergatori dello storico Hotel Cristallo che ne ripercorre la storia, da quando divenne meta di villeggiatura della nobiltĂ austro-tedesca e dellâ&#x20AC;&#x2122;alta borghesia inglese, francese e americana by Antonella Euli


99 avanti a una tazza di cioccolata fumante, in una Cortina ancora sopita in attesa dell’opening invernale, Rinaldo Menardi (erede della dinastia di albergatori che hanno costruito lo storico Cristallo) apre per noi il suo libro firme. E cita ricordi vissuti, o sentiti raccontare da nonni e genitori, che hanno ospitato nel corso degli anni il gotha dell’aristocrazia internazionale. Con tono pacato ci riporta al bel mondo cortinese e pare proprio di essere lì, spettatore stupito, e vedere sfilare quella moltitudine di ospiti illustri. «Mi piace parlare di Cortina facendo un salto indietro nel tempo. Il turismo vero da noi ha inizio alla fine dell’800, con la costruzione della linea ferroviaria Villaco-Brennero (1871) successivamente collegata a Dobbiaco (1878). In verità prima c’erano stati due viaggiatori inglesi, Gilbert e Churchill, uno scienziato e l’altro artista, che restarono abbagliati dalla bellezza dei nostri monti e pubblicarono il resoconto dei loro viaggi nel volume “The Dolomite Mountains”, scrivendo per la prima volta il nome che oggi è patrimonio Unesco. Lo stesso incantesimo accadde alla viaggiatrice inglese Amelia Edwards che ne cantò la maestosità nel suo “Untrodden Peaks and Unfrequented Valleys”, uscito nel 1873. Ma la svolta vera per Cortina, dal punto di vista turistico, avvenne intorno al 1880, quando divenne meta di villeggiatura estiva e invernale della nobiltà austro-tedesca e dall’alta borghesia inglese, francese e americana, attratta dall’amore per la caccia, dalla possibile conquista di cime inviolate e dal desiderio di vacanza in uno scenario naturale senza pari. Cortina divenne una tappa obbligata del Gran Tour dei nobili rampolli di tutta Europa perché incarnava l’atmosfera romantica di quel periodo storico. E qui entrano in campo i miei nonni, o meglio “anche” i miei nonni. Per ospitare il bel mondo internazionale occorrevano alberghi maestosi, molto simili ai loro palazzi. Con questo spirito di grandeur venne costruito l’Hotel Cristallo, che aprì le sue porte nel 1901. Già i primi registri dell’hotel, che la mia famiglia ha conservato come tesori, portano firme di grandi personaggi.». Il racconto di Rinaldo è affascinante: un’analisi precisa e senza echi nostalgici, di un tempo meraviglioso ma non traducibile con l’oggi. Semplicemente di un periodo che “è stato”. «Dal Cristallo è davvero passato il mondo intero: Leone Tolstoj e le sue figlie per esemprio e molti americani eccellenti, in albergo dal 1902 al 1910, che alloggiavano da noi e venivano a Cortina per le battute di caccia di due nobildonne inglesi, Emily Howard Bury e Anna Power Potts, che qui avevano la loro maison de chasse.». Questo turnover di ospiti illustri contribuì a creare il mito di Cortina che passò, quasi indenne, anche attraverso le due guerre. Nasceva la passione per lo sci, il pattinaggio e l’hockey e nascevano le prime strutture per gli sport invernali: la prima funivia, le slittovie e la scuola di sci. Intanto il Cristallo si adeguava ai nuovi gusti sportivi costruendo campi da tennis che d’inverno si trasformavano in pista da pattinaggio e una piscina scoperta. «I registri del Cristallo testimoniano che questo era uno dei luoghi favoriti dall’alta nobiltà italiana e internazionale: poi venne la Seconda Guerra, lo stop, e per fortuna la rinascita. La Dolce Vita cortinese riprese a fluire e con questa il Corso tornò ad animarsi del bel mondo. Arrivarono insieme agli ospiti anche gli sport d’elite: l’hockey e il curling e la Coppa D’oro delle Dolomiti e, con le Olimpiadi invernali del ‘56, Cortina si consacrò come una delle mete più mondane e frequentate degli anni ’60 e ’70». Proprio in quegli anni Leo e Ofelia Menardi passano il testimone al figlio Rinaldo, che apre al Cristallo il Monkey, un locale cult che accoglie la gioventù dorata del tempo.

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“La vera svolta per Cortina avvenne nel 1871, dopo la costruzione della linea ferroviaria Villaco-Brennero, successivamente collegata a Dobbiaco (1878)”


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Metamorphose Cortina

The story behind the tourist transformation of Cortina’s Vallata, as told by Rinaldo Menardi, scion of the dynasty that owned the Hotel Cristallo. He describes how the area became a holiday destination for the Austrian and German aristocracy and a prosperous upper middle class clientele from France, Britain and America

ver a steaming cup of chocolate in Cortina, basking in the calm before the start of the winter season, Rinaldo Menardi, a member of the dynasty of hoteliers that built the illustrious Cristallo hotel, treats us to a look at a time gone by. He relates his own memories, or events related by his grandparents and parents, people who over the years have hosted a who’s who of the international aristocracy. His quiet voice draws us back to the Cortina of the belle epoque, and he seems to be there in person, a dazzled spectator, watching the parade of glittering guests file past. “I love talking about Cortina, and taking a leap back in time. Tourism really started here in the late 19th century, with the completion of the Villach-Brenner railway (1871), which was then linked to Dobbiaco (1878). In fact, first of all there were two British travellers, Gilbert and Churchill, one a scientist and the other an artist. They were amazed by the beauty of our mountain landscape and published an account of their journey called “The Dolomite Mountains”, using for the first time the name of the area that is now a UNESCO World Heritage Site. Another British traveller, Amelia Edwards, was equally impressed, and wrote of their majesty in her “Untrodden Peaks and Unfrequented Valleys”, published in 1873. But the real turning point for tourism in Cortina occurred in around 1880, when it became a summer and winter holiday destination for the Austrian and German aristocracy and a prosperous upper middle class French, British and American clientele. These visitors were attracted by the hunting, the opportunity to conquer untouched peaks and a desire to spend a holiday amid unrivalled natural scenery. Cortina became an obligatory stop on the Grand Tour for rich young people from across Europe, as it embodied all the romantic charm of that period. That was when my grandparents come into the picture, or rather, they joined the trend. In order to welcome the international beau monde, it was necessary to build majestic hotels that resembled the guests’ own opulent homes. It was in this spirit of grandeur that the Hotel Cristallo was built, opening its doors in 1901. My family has preserved the early hotel registers with care, regarding them as great treasures, as they contain the signatures of many great figures.” Rinaldo’s story is fascinating, a precise, unsentimental account of a wonderful period that is hard to view through modern eyes. It’s just a time that “used to be”. “The whole world passed through the Cristallo - Leo Tolstoy, and his daughters, for example, and many upper crust Americans stayed at the hotel between 1902 and 1910. They came to Cortina to attend the hunts held by two English aristocrats, Emily Howard Bury and Anna Power Potts, who had a hunting

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“Da noi sono passati i Savoia, D’Annunzio, i Baroni Rothschild e dagli anni ‘60 i Fürstenberg e i Niarkos, la Bardot, Marcello Mastroianni, Luca Cordero di Montezemolo e molti altri” «Ho visto compilare personalmente il libro firme degli anni ‘60-’70 e questi sono i miei ricordi. Erano gli autografi dei protagonisti della vita notturna, della moda trasgressiva, dei party indimenticabili, nobili, industriali, artisti e attori, e il Cristallo divenne anche il set di numerosi film. Ma i tempi cambiano, le mode anche e, pur restando un punto d’incontro, le grandi famiglie acquistarono casa a Cortina per trascorrere le loro vacanze dorate in totale privacy. A questo punto non aveva più senso continuare e la mia famiglia ha ceduto la proprietà a un grande gruppo alberghiero. Senza rimpianti, con meravigliosi ricordi e la consapevolezza di un mondo passato, congelato nelle foto in bianco e nero e fissato per sempre sulle pagine un po’ ingiallite dei nostri registri.». Termina così la nostra chiacchierata, sul fiume di bellissimi ricordi. Le mode passano, i gusti cambiano: tutto muta. Una sola certezza rimane, salda come le montagne che l’abbracciano: Cortina, bella da togliere il fiato. Patrimonio anche per le generazioni che verranno.


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lodge here”. This roll call of distinguished guests helped create the Cortina legend, which survived almost intact even through two world wars. The passion for skiing, skating and ice hockey was born, and the first winter sports facilities were created - a cable car, sledge lifts and ski schools. Meanwhile the Cristallo adapted to the new enthusiasm for sports by building tennis courts that in winter were transformed into an ice skating rink and covered swimming pool. «The Cristallo’s registers show that this was a favourite destination for the Italian and international aristocracy. This all stopped

“The members of the Savoy family, D’Annunzio and the Rothschild barons all passed through the doors of the Cristallo. Then the 1960s saw the arrival of the Fürstenberg and Niarkos families, as well as Bardot and Luca Cordero di Montezemolo”

during the Second World War, but fortunately, after the war things took off again. Cortina’s dolce vita came roaring back to life and once again the world’s high society flocked back to the town. The sports favoured by the “elite” also arrived - hockey, curling and the Coppa D’oro delle Dolomiti. Then after the 1956 Winter Olympics Cortina became one of the most popular jetset destinations in the 1960s and 1970s”. It was at this time that Leo and Ofelia Menardi handed the baton over to their son Rinaldo, who opened a cult nightclub called the Monkey at the Cristallo, bringing in the gilded youth of the time. They had no regrets they were left with wonderful memories and the fact they had known a world that has now disappeared, fixed in black and white photos and captured for ever on the gently yellowing pages of our registers”. Our chat drew to an end, carried along by the flow of these spellbinding recollections. Fashions come and go, tastes change, nothing stays the same. Only one certainty remains, solid as the mountains that surround it - Cortina’s breathtaking beauty, a heritage to be handed down to the generations to come.


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Con le racchette da neve non si cammina ma si â&#x20AC;&#x153;galleggiaâ&#x20AC;? senza sprofondare. E soprattutto si arriva proprio dappertutto, anche in luoghi apparentemente inaccessibili


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Sulla neve soffice come panna montata, le impronte delle ciaspe sono l’unica traccia dell’uomo. In apertura, Malga Casera Giau. In queste pagine, le imponenti Tofane On soft snow as whipped cream, fingerprints of snowshoes are the only sign of the man. At the opening, Malga Casera Giau. In these pages, the imposing Tofane

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ra è una moda, un tempo invece era pura necessità. Le racchette (le ampezzane “ciaspes”) sono attrezzi antichi legati alla tradizione rurale della gente di montagna che le calzava per raggiungere anche in pieno inverno luoghi altrimenti inaccessibili. Quelle contemporanee hanno una struttura molto leggera in alluminio. Sotto il piede, un’efficace rampone garantisce la presa anche sui terreni più difficili. Questa disciplina rappresenta il naturale proseguimento dell’escursionismo estivo. Un’ attività rillassante anche se faticosa che apre all’esplorazione dell’inverno innevato. Non sono richieste né caratteristiche tecniche né doti fisiche particolari: è uno sport adatto a qualsiasi età e non è necessario un grande allenamento. Per scoprire la quantità di passeggiate che si possono percorrere con le ciaspole a Cortina ci si può fare accompagnare dalle Guide Alpine che ogni anno organizzano escursioni nelle zone più

Strap

on your

Snowshoes!


With snowshoes you don’t walk on the snow - you glide over it without sinking in... so even the most seemingly inaccessible spots are within your reach!

T

hey may be a fashion now, but at one time they were a vital aid to surviving winter. Snowshoes - known as “ciaspes” in the local dialect of Cortina - are ancient objects linked to the rural tradition of mountain people, who wore them in the depths of winter to reach places that the deep snow would otherwise make inaccessible places. Modern examples have a very light aluminium structure, and an effective crampon underneath provides grip even on

the most difficult terrain. This discipline is the natural sequel to summertime hiking as a relaxing, if tiring, activity that opens up the snow-covered winter landscape to exploration. It does not demand special techniques or physical attributes - this sport is suitable for people of all ages and intense training is not necessary. To find out how many trails can be walked wearing snowshoes around Cortina, join the groups led by the member of the


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suggestive della vallata. Gli itinerari sono di varietà notevole per durata e difficoltà. Alcuni sono molto semplici e adatti ai principianti, altri sono più impegnativi e in alcuni passaggi richiedono l’utilizzo di attrezzature tecniche. Per queste passeggiate le condizioni meteorologiche non sono mai un problema, si esce con il bel tempo ma anche sotto una fitta nevicata. Non resta che scegliere la meta e imboccare il sentiero. Uno dei percorsi più suggestivi da fare con le racchette da neve ai piedi rimane quello della Grande Guerra, sulle crode sottostanti l’Averau e sul versante opposto al Faloria, che si snoda verso l’area Lagazuoi-5 Torri, tra i boschi e le trincee del conflitto italo-austriaco del 1915-18. Raggiunta la sella sull’Averau, una puntata è d’obbligo all’omonimo rifugio, diventato famoso per la cucina di

Guide Alpine - every year they organise excursions through the most breathtakingly scenic parts of the broad valley. The itineraries vary widely in length and difficulty. Some are easy, and suitable for beginners, while others are more strenuous, and in some sections technical equipment must be used. Weather conditions are never a problem on walks like this, you can go out in sunshine or thick snow -just choose your destination and take to the trail! One of the most attractive snowshoe routes dates back to the First World War, on the rock walls below the Averau and the slope opposite Faloria. It snakes towards the Lagazuoi-Cinque Torri among the woods and trenches of the Austro-Italian conflict of 1915-18. When you reach the pass on the Averau, a quick visit to the refuge of the same name - which owes its fame to the wonderful food prepared by Sandro and Paola Siorpaes


A sinistra, lo scenario incantato di Fanes. A destra saliscendi sulla forcella Giau. In chiusura, in solitaria a Mondeval

On the left, the enchanting scenery of the Fanes While to the right and down on the fork Giau. In closing, in solitary Mondeval

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Sandro e Paola Siorpaes. Altri itinerari molto apprezzati anche d’inverno sono quelli che portano a Malga Ra Stua, dalla strada per Passo Falzarego al Rifugio Dibona, da Cianzopé al Rifugio Scoiattoli, da Campo a Malga Federa e al Rifugio Croda da Lago. Da Guargnè/Col Tondo al Rifugio Mietres, da località Campo al Lago d’Ajal. Ma la magia vera è quella di abbianare la gita al pernottamento in rifugio, bivacco o in malga, che aggiungerà all’esperienza un particolare brivido di avventura…

- is an absolute must. Other highly-rated summer and winter routes are those leading to Malga Ra Stua, from the road for Passo Falzarego to the Rifugio Dibona, from Cian Zopé to the Rifugio Scoiattoli, from Campo to the refuge at Croda da Lago, from Guargné/Col Tondo to the Rifugio Mietres and from Campo to the Rifugio Lago d’Ajal. But the real magic comes when you stay the night in a refuge, bivouac or Alpine hut, adding a touch of adventure to what is already a spellbinding experience.


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15 20 o, zo ggi n ar m etra a i 22 am em ta, a al in in uo im 8 ort l c q ec l 1 C de lta a d Da rna sta d a all to a fe to a ai one l r rm i co ta o ediz un gi

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addalena Mayneri, presidente di Cortinametraggio per la prossima edizione ha in mente molte novità. La prima? Il concorso, che anche per quest’anno conferma la sua collaborazione con Rai, sarà aperto non solo alla commedia, ma anche ad altri generi: dall’horror alla fantascienza, fino al poliziesco. Con un unico fil rouge: lo sguardo ironico su realtà i personaggi rappresentati. Quattro le sezioni: Corti Comedy e Dintorni, Booktrailers, Webseries e Instagram e per iscriversi basta consultare il sito www.cortinametraggio.it. Ecco alcune anticipazioni per registi di corti e booktrailes. Per i Corti Comedy e Dintorni sono ammessi fiction di nazionalità italiana, di genere commedia nella più ampia accezione del termine, sia opere di altri generi (horror, thriller, fantascienza, poliziesco, drammatico) di durata non superiore ai 20 minuti, realizzati nel corso del 2013/2014. Per le altre sezioni, invece, si potranno inviare prodotti realizzati tra il 2014 e il 2015 e di durata non superiore ai 10 minuti. Le diverse categorie potranno iscrivere i loro lavori fino il 3 febbraio 2015 e quelli selezionati dalla direzione del festival verranno poi visionati da una giuria specializzata. Il miglior cortometraggio avrà un premio in denaro, oltre che altri riconoscimenti come quello alla migliore sceneggiatura, al migliore attore e alla

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migliore attrice. A questi si aggiungerà anche il premio del pubblico presente in sala. Stesso dicasi per il miglior booktrailer, con premi da giuria e pubblico. Per le webseries, genere in costante crescita, vale il criterio di partecipazione applicato ai cortometraggi (presentazione sempre entro il 3 febbraio) con clausola che abbiano almeno tre episodi messi on-line dal 1 gennaio 2014 al 1 febbraio 2015, della durata massima di 10 minuti l’uno. Il comitato di selezione del festival, presa visione delle webseries ricevute e di quelle autonomamente reperite sul web, annuncerà cinque candidature in ciascuna delle seguenti categorie: migliore webseries, miglior regia, miglior attore, migliore attrice e migliore sceneggiatura. Per la sezione Instagram, si intende replicare il successo della precedente edizione. Il cinema si coniuga in chiave “social” e apre a tutti i video realizzati con account Instagram. I requisiti? Devono essere video a tema “Food & Cinema” della durata massima di 15 secondi, caricati a partire dal 1 novembre fino al 3 febbraio 2015, con tema. E ovviamente non si deve dimenticare l’identificazione con l’hashtag #Cortocortina15. La selezione dei video Instagram avviene a cura e a giudizio insindacabile della Direzione Artistica del Festival, che poi nominerà una Giuria composta da esperti nel settore. Grande riserbo invece sui nomi della giuria che sarà come sempre composta da professionisti del mondo del cinema, leggi registi, attori, giornalisti, critici cinematografici, produttori. www.cortinametraggio.it


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ortinametraggio president Maddalena Mayneri has a whole slew of surprises up her sleeve for the next edition of the film festival . The first of these is that its competition, once again staged in collaboration with the Italian TV network Rai, will be open not just to comedy but to other genres including horror, science fiction and crime. The leitmotif, however, in all entries will be an ironic take on reality and the characters depicted. There are four sections: Corti Comedy e Dintorni (Comedy Shorts and Such Like), Booktrailers, Webseries and Instagram. Entering is simple: just go to www.cortinametraggio.it for further details. However, we have a few pointers for directors of shorts and booktrailers. The Corti Comedy section is reserved for Italian fictional shorts that are comedic in the broadest sense of the word: this can mean anything from classic comedy to other genres (horror, thriller, sci-fi, crime, drama) that takes an ironic look at reality and its characters. Films should be no longer than 20 minutes in length and must have been made in 2013/2014. Others can submit entries made between 2014 and 2015 and not more than 10 minutes in length. Entries for both categories close on February 3rd 2015. The films selected by the festival committee will then be shown to a specialist jury. There is a money prize for the best short but there will also be other awards for best screenplay, best actor and best actress. Last but not least, is an audience prize awarded by the viewers at the screening. The same applies to the best booktrailer for which there is a jury and a public prize. For the increasingly popular webseries, the rules are similar to those for the shorts (closing date February 3rd) but the series must include at least three episodes posted online between January 1st 2014 and February 1st 2015, each one not more than 10 minutes in length. Having watched the webseries received or on the web, the selection committee will announce five nominees in each of the following categories: best webseries, best director, best actor, best actress and best screenplay. The organisers are hoping also to repeat the success of last year’s Instagram section. This social media section is open to all videos on the theme of “Food & Cinema” made using an Instagram account. Maximum length is 15 seconds, and videos must have been uploaded between November 1st 2014 and February 3rd 2015. Don’t forget the #Cortocortina15 hashtag either. The Instagram videos will be selected by the Festival’s Artistic Direction, the decision of which is final. It will then appoint a jury of experts from the sector. There is great secrecy about the names of the jury which will, as always, be made up of professionals from the world of cinema: directors, actors, journalists, film critics, producers.


Il modo migliore per entrare in presa diretta con la natura?

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Fare sci nordico, alias fondo, in candide piste nel bosco:

sport by Antonella Euli - immagini Dino Colli

un dolce saliscendi che attraversa ruscelli lucidi di ghiaccio


What’s the best way to enter into direct contact with nature? Try cross-country skiing on pure white tracks in the woods: it’s a sweet “up and down” journey past streams covered in shining ice

S

KIING ILENT

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La magia del silenzio in un bosco carico di neve. Come sottofondo la voce ovattata degli sci che sfiorano la pista. Il fondo è la comunione perfetta tra uomo e natura, un modo per ritrovare se stessi, circondati da panorami spettacolari

The magic of silence in a wood full of snow, against the background of the padded sound of the skis as they brush against the track. Cross-country skiing is a form of perfect communion between man and nature, a way to rediscover ourselves, while surrounded by spectacular scenery


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o sci di fondo non è una semplice passeggiata nel bosco: è uno degli sport più tecnici e, a livello motorio, uno dei più completi. Che sia tecnica libera o tecnica classica poco importa, a Cortina ogni appassionato di sci nordico troverà la “sua” pista. Il comprensorio ampezzano fa parte del Dolomiti Nordic Ski, il carosello di sci di fondo più grande d’Europa, con 1.300 chilometri di piste raggiungibili con un unico skipass. I principianti (adulti e bambini) che volessero avvicinarsi a questo sport affascinante, ma anche chi sa già sciare e vuole perfezionare la tecnica, può rivolgersi a diverse scuole. Noi questa volta abbiamo testato la Morotto. Le lezioni si fanno al campo scuola del Fiames Sport Nordic Center, una struttura attrezzata dalla quale si dirama una fitta rete di sentieri per un totale di 78 km. I tracciati vanno dai facili e

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ross-country skiing isn’t a simple walk in the woods: it is one of the most technical sports there is and, from a “motoric” point of view, one of the most complete. It doesn’t matter whether the technique is classic or skate skiing, devotees will find “their” track at Cortina. The ski area in the Ampezzo Valley forms part of Dolomite Nordic Ski, the largest cross-country circuit in Europe, with 1,300 kilometres of tracks that can be accessed with just one ski pass. Beginners (both adults and children) wishing to try out this fascinating sport, as well as those who have already done so but who would like to perfect their technique, have a selection of schools to choose from. This time we decided to go for the Morotto School. Lessons are held at the Fiames Sport Center, a well-equipped facility with a network of tracks covering 78 kilometres. They range from the completely flat and easy rings at the “school camp” and the “former airport,”


completamente piatti anelli del “campo scuola” o della pista “ex aereoporto” adatti per i principianti, ai vari saliscendi nei boschi del Parco d’Ampezzo delle piste di Pian de Ra Spines e Pian de Loa, percorsi suggestivi immersi nel bosco dove si scia in gran relax a diretto contatto con la natura. Curve, salite e discese tecniche dei 4 anelli (Km.2 - 3 - 5 - 7,5) compresi nel tracciato della pista agonistica “3 G” assicurano al fondista provetto e all’agonista, un terreno ottimo per misurare capacità fisica e tecnica o la possibilità di allenarsi in uno stupendo scenario ai piedi del Monte Pomagagnon. E una volta diplomati fondisti, si parte per il Passo Tre Croci, per cimentarsi su diverse piste (fra le più tecniche della zona) che si snodano a lato della statale che porta al Lago Misurina, e dentro i boschi che ospitano i vecchi forti della Prima Guerra Mondiale. Scuola Sci Fondo Morotto - Località Fiames, 5 tel 0436 862201

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ll of which are appropriate for beginners, to the assorted “ups and downs” in the woods in the Ampezzo Valley Park. These are the Pian de Ra Spines and Pian de Loa tracks, which are surrounded by beautiful woods where skiing is both relaxing and in direct contact with nature. They features bends, ups and down in the four rings (2, 3, 5 and 7.5 kilometres, respectively) including the competitive 3G track. This combination will ensure that both beginners and the more experienced cross-country skiers will find the right terrain for testing their physical and technical capabilities in a spectacular setting at the foot of the Monte Pomagagnon (mountain). And as soon as the beginners have completed their training, they can head to the Passo Tre Croci (the Three Cross Pass), to try out other tracks (the most technical in the area), which twist and turn alongside the road that leads to Lake Misurina, and the woods that are home to some old First World War fortresses. This area is also known as “La Scala del Meneghel” (Meneghel’s Stair).


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