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OGM: I dominatori del mondo ... pronta l’invasione dell’Europa e dell’Italia. La scorsa primavera è partita in Italia e più precisamente in Friuli Venezia Giulia, la prima coltivazione dichiarata e ufficiale di mais transgenico MON810, un OGM capace di resistere all’attacco della piralide, un lepidottero parassita del mais. Il mais transgenico MON810 è prodotto dalla multinazionale MONSANTO, che lo ha brevettato e ne detiene il diritto d’autore ovvero il copyright. Tra le altre più famose aziende produttrici di OGM troviamo Bayer, Syngenta, Pioneer e Basf.

Ma cosa dice la legge? Pur a fronte di una legislazione europea oggettivamente favorevole agli OGM e alle multinazionali che li producono e commerciano, in Italia è attualmente vietata in modo specifico la coltivazione del mais MON810. Il decreto interministeriale del 12 luglio 2013, in vigore dall'11 agosto 2013, reca misure d'urgenza ai sensi dell'art. 54 del Regolamento (CE) n.178/2002 e concerne proprio la coltivazione di mais geneticamente modificato MON810. Che cosa sono gli OGM, gli Organismi Geneticamente Modificati? Un OGM è «un organismo il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale». La modifica avviene tramite tecniche di ingegneria genetica, ben più complesse della semplice aggiunta di un gene estraneo, ma ritenuto utile per un determinato scopo. Tra le piante OGM ormai storiche attualmente in commercio, troviamo il mais, la soia, la colza. Nel caso specifico del MAIS - MON810, la manipolazione genetica effettuata consiste nell’aver introdotto artificialmente il gene che crea una tossina che funziona da pesticida. La tossina viene chiamata Bt dalle iniziali del micro organismo da cui è stata prelevata, il Bacillus Turingensis. Tale pesticida inserito quindi nel DNA della pianta, dovrebbe prevenire le infestazioni della piralide (un lepidottero parassita del mais). A febbraio 2012, la Commissione europea ha dato il via libera all'importazione e all'uso per scopi alimentari e mangimistici di 4 varietà di soia geneticamente modificata, resistenti agli erbicidi o all'attacco da parte di alcuni insetti. Nonostante le approvazioni dell'Unione Europea, i sondaggi dicono che la maggioranza dei suoi cittadini sono contrari agli OGM. Diversi Paesi UE come la Germania, la Francia, l’Austria, la Polonia e l’Ungheria hanno scelto di vietarne la coltivazione, andando contro la normativa europea così come hanno fatto altre Nazioni extra UE, come la Russia. Come interagiscono gli OGM con la nostra salute? Cosa dice la scienza? Molti ricercatori indipendenti hanno, già da tempo, denunciato la pericolosità delle tossine Bt presenti nelle piante modificate geneticamente con il gene del Bacillus Turingensis, che possono provocare allergie e alterare il sistema immunitario. Alcuni ricercatori cubani, nel corso dei loro esperimenti, hanno osservato che la tossina Bt produce nei topi una risposta immunologica simile a quella provocata dalla tossina del colera. Inoltre il mais Bt, come molte altre piante transgeniche, contiene un gene del virus del mosaico del cavolfiore (usato per attivare il gene estraneo inserito nel DNA della pianta) che è altamente cancerogeno, come è stato più volte denunciato pubblicamente dalla Dr. Mae Wan Ho e da altri scienziati.


Un altro tipo di OGM largamente diffuso oggi, è quello contenente il gene per la resistenza all’erbicida glifosate Roundup della Monsanto e inserito sia nella soia che in altre varietà vegetali, tra cui alcuni tipi di mais. L’allergia alla soia è una delle allergie alimentari più comuni oggi e le proteine di nuova produzione potrebbero acuire queste reazioni allergiche. Inoltre, ci potrebbero essere alcune interazioni tra i residui di pesticida spruzzato sulla pianta e le proteine insetticide, spesso associate in un’unica combinazione transgenica. Un'altra ricerca condotta in Germania evidenzia che l'erbicida contenuto nel Roundup, può scatenare notevoli mutamenti ormonali negli animali che se ne nutrono e negli esseri umani, causando fra l’altro gravi disturbi all’apparato riproduttivo. I rischi per la nostra salute sono molto seri, come dimostra anche una ricerca condotta in Svezia dagli oncologi Lennart Hardell e Mikael Eriksson. I risultati di questa ricerca, pubblicata sul Journal of American Cancer Society, evidenziano chiare connessioni fra l’erbicida Roundup ed una forma di cancro che colpisce le ghiandole linfatiche, il linfoma non-Hodgkin’s. Il grande rischio della contaminazione Gli OGM alterano il DNA e il codice genetico naturale, delle piante, dei batteri del suolo, degli animali e dell’uomo. Purtroppo oggi gli OGM sono presenti nell’intera catena alimentare. Utilizzati per la mangimistica, gli OGM sono contenuti nel cibo degli animali da allevamento con conseguente tossicità della carne, del latte e di tutti i suoi derivati. Il pericolo più grande a livello ambientale è quello causato da un uso indiscriminato e incontrollato degli OGM tra i vegetali, il cosiddetto inquinamento genetico, già avvenuto in altre parti del mondo. Infatti, è ormai certo, che i geni si ricombinano tra di loro in modo imprevedibile, dando vita a nuovi complessi genici mai sperimentati dalla natura, che si riproducono e si diffondono nell’ambiente, inquinandolo in modo irreversibile. Le biotecnologie, è ormai un dato appurato, causano una forte riduzione delle biodiversità e della variabilità genetica di piante e animali, ossia la diminuzione o addirittura la scomparsa di insetti impollinatori, come le api, e di varietà vegetali importanti sul piano agro alimentare e naturale. Le piante geneticamente modificate, resistenti a insetti ed erbicidi, rischiano di diffondersi incontrollatamente, sostituendosi alla vegetazione naturale, con effetti su tutta la catena alimentare, che è invece il risultato di un lento processo evolutivo avvenuto in milioni di anni. Inoltre la resistenza delle piante agli erbicidi e pesticidi fa si che l’agricoltore ne utilizzi una quantità sempre maggiore, al fine di contrastare la crescita di insetti e piante infestanti divenuti a loro volta sempre più resistenti. La velenosità e la tossicità di questi prodotti chimici è altissima. Dove pensate che finiscano questi prodotti con l’arrivo delle piogge? Stiamo parlando della possibile distruzione dell’ecosistema, dell’avvelenamento del suolo, delle falde acquifere, dei laghi e dei fiumi. Interventi urgenti È necessario che il nostro Governo si schieri con urgenza e coerenza, in linea con i Decreti lasciati inattuati contro la coltivazione degli OGM, in difesa della nostra salute e dei nostri territori. È necessario attivare un coordinamento tra Stato e Regioni, che applichi le leggi e le sanzioni utili a impedire la coltivazione di piante geneticamente modificate. Le lacune normative e l’assenza di controlli si sono, da sempre, tradotte in conseguenze drammatiche e danni irreversibili per la salute dell’uomo, così come avvenuto a Napoli, con l’avvelenamento del terreno, dell’aria, dell’acqua e quindi di tutta la catena alimentare. È altrettanto importante prendere atto della necessità di una riconversione degli approvvigionamenti di mangimi per animali da allevamento da parte delle nostre aziende zootecniche, oggi totalmente dipendenti dalle importazioni di mais e soia OGM.


Perché la Regione Friuli Venezia Giulia ha permesso l’introduzione degli OGM? Secondo quanto affermato dallo stesso Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Serracchiani, il problema è dato da un vuoto normativo in materia di tutela della salute pubblica e di salvaguardia delle risorse naturali, che rimanda le responsabilità e le competenze dalle Regioni allo Stato e viceversa. La Serracchiani, attribuisce la responsabilità del non blocco delle coltivazioni di OGM, oramai giunte alla trebbiatura, all’assenza di norme sanzionatorie nel Decreto Interministeriale, dimenticando sia le possibilità di intervento previste dal Codice Penale, dal Testo unico delle Leggi ambientali, sia quelle previste dalle responsabilità dirette delle stesse Regioni in tema di tutela della salute. Di fatto le coltivazioni OGM sono state illegalmente coltivate e raccolte in Italia, contro la legge che ne impedisce la semina, sotto gli occhi impotenti dei cittadini. Al di là di ciò che è stato o non è stato fatto in materia di OGM, è allarmante la notizia, di pochi giorni fa, sulle dichiarazioni che annunciano massicce semine di MAIS OGM su tutto il territorio nazionale, previste per la prossima primavera.

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