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PISTOIA.RIVISTA SCRITTI, ATTIVITA’ E PROGETTI DELLA PROVINCIA 2016 02 Anno Due

. Giugno


Sommario Renato Ferretti

Enrico Bartoli Ilaria Bonanno Maria Giuseppina Capecchi Riccardo Castagnoli Laura Rai Valerio Sichi Valter Tosi Massimo Zini

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Provincia di Pistoia Piazza S. Leone 1 - Pistoia Rivista della Provincia di Pistoia Anno due - n. 02 Dicembre 2016


Renato Ferretti

EDITORIALE

Vestire il Paesaggio è un meeting internazionale a cadenza triennale per coniugare la capacità produttive con la capacità progettuali del verde che affondano le proprie radici nelle tradizioni culturali della Toscana e nella storia Granducale. Ecco allora il facile abbinamento di considerare le piante per il paesaggio come le stoffe per i vestiti ed immaginare Pistoia come il centro della produzione della cultura del paesaggio. Nasce così “Vestire il paesaggio” evento culturale, scientifico, promozionale ed anche commerciale per presentare al meglio le capacità produttive del territorio ma anche per far crescere la cultura del verde e del paesaggio. Nonostante le numerose difficoltà siamo riusciti ad organizzare (tutto in casa e senza risorse finanziarie dedicate) in questo mese di giugno l'anteprima della quarta edizione di Vestire il Paesaggio dedicata al vivaismo ornamentale ed alla biodiversità per la progettazione del verde e del paesaggio., che invece sarà uno dei principali eventi di "Pistoia, Capitale Italiana della Cultura", con un programma di appuntamenti ed attività distribuiti nella terza settimana del mese di giugno del 2017. Quest'anno sono stati comunque organizzati alcuni eventi tecnici, propedeutici all'edizione 2017, denominati "Anteprima Vestire il Paesaggio". Nello specifico, il Seminario Tecnico di stamattina "Per un vivaismo di qualità sostenibile ed ecocompatibile" ed il Seminario Tecnico di domani "La Biodiversità strumento d'innovazione e di qualificazione del vivaismo ornamentale pi-

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stoiese", che invece si terrà presso il Polo Universitario UNISER, ed infine una novità: la Lezione in foresta "Dall'Orto Botanico le potenzialità ornamentali della Flora spontanea con particolare riferimento a quella Appenninica" che si terrà domenica 10 luglio, presso l'Orto Botanico Forestale di Abetone e che ha l’ambizione di stimolare la ricerca di valore ornamentale in specie tipiche della flora locale. Tutte queste attività sono state organizzate dallo staff di Vestire il Paesaggio che opera nell’ambito della Provincia di Pistoia e, come di consueto, sotto l’egida della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e con il contributo della Camera di Commercio di Pistoia che da sempre collabora con noi per tutti gli eventi di Vestire il Paesaggio.

Direttore Responsabile


Grazie Alessandro!

Vestire il Paesaggio

Lo STAFF

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Comunicato stampa presentazione, 8 Marzo 2016

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "VESTIRE IL PAESAGGIO - I PROGETTI" Il giorno 18 Marzo p.v. presso la Sala Nardi della Provincia di Pistoia alle ore 11,00 sarà presentato il secondo libro "Vestire il Paesaggio i Progetti" realizzato con il finanziamento su bando della Regione Toscana. Nell'occasione sarà illustrato il programma delle iniziative di "Vestire il Paesaggio 2016" propedeutiche a "Vestire il Paesaggio 2017" che si collocherà fra gli eventi di "Pistoia capitale italiana della cultura 2017". "Vestire il Paesaggio" è la manifestazione nata nel 2007 su iniziativa della Provincia di Pistoia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, per coniugare le capacità produttive del verde con quelle progettuali che affondano le proprie radici culturali nella nostra tradizione. "Vestire il Paesaggio è nato con la finalità di proporre da Pistoia idee innovative per la progettazione e la produzione a riconoscimento di un settore che incide fortemente nella qualità della vita e incrocia tematiche quali ambiente, turismo, pianificazione territoriale e cultura. Ecco allora il facile abbinamento di considerare le piante per il paesaggio come le stoffe per i vestiti ed immaginare Pistoia come il centro della produzione della cultura del paesaggio. "Vestire il Paesaggio" diventa un evento culturale, scientifico, promozionale e anche commerciale per presentare al meglio le capacità produttive del territorio e far crescere la cultura del verde e del paesaggio. E' da questi intenti ha inizio nel 2007 la prima edizione di "Vestire il Paesaggio", che si svolge all'interno e all'esterno del Palazzo Comunale di Pistoia, un palcoscenico ideale. Il successo della manifestazione è stato rilevante e quindi siamo arrivati alla seconda edizione, quella del 2010 presso Villa La Magia a Quarrata. Il tema centrale è stato: "Il verde come qualità della vita". Da qui l'idea di introdurre

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all'interno dell'evento elementi legati alla vita, esaltando gli aspetti culturali. "Vestire il Paesaggio 2010" ha avuto ancora più successo, ed ecco che è nato il volume "Vestire il Paesaggio - il Libro" che è la raccolta delle attività svolte fino ad allora. Da qui in poi "Vestire il Paesaggio" è diventato uno degli appuntamenti internazionali più importanti in Europa nel settore del verde e del paesaggio e quindi è stato naturale dare una cadenza triennale all'evento preparandosi al 2013. Il 2013 ha portato la manifestazione nella splendida cornice del Convento di Giaccherino. Sede che ha avuto un ruolo determinante per la scelta delle tematiche. Infatti fin dai primi sopralluoghi, è emerso il punto di vista privilegiato sulla natura e sul paesaggio, che si può godere dalla finestre del convento, che si aprono a 360° sulla pianura. E da qui lo sviluppo del tema centrale: "Il verde sostenibile". Anche quell'evento ha visto giornate ricche di appuntamenti, confronti, mostre tematiche, visite ai vivai e alle eccellenze paesaggistiche del territorio, rivolto sia agli addetti ai lavori (paesaggisti, progettisti, produttori del verde, esperti e stampa di settore), ma è stato anche strumento di divulgazione culturale, proponendo un nuovo modo di pensare gli spazi e la qualità della vita, a partire dalla presenza del verde. In questa occasione è stato presentato e distribuito ai partecipanti il primo volume denominato "Vestire il Paesaggio - Il Libro". La quarta edizione di Vestire il Paesaggio si collocherà nel 2017 fra gli eventi di "Pistoia capitale italiana della cultura", ma nel 2016 è previsto un calendario di eventi che saranno presentati nella conferenza stampa, uno dei


quali è l'uscita del volume "Vestire il Paesaggio I Progetti". Il volume è stato realizzato, per la parte grafica ed editoriale, dal personale della Provincia di Pistoia e stampato con un finanziamento ottenuto vincendo un bando della Regione Toscana del 2013 e rappresenta un percorso sulla promozione e valorizzazione della produzione vivaistica e dei prodotti tipici della Provincia di Pistoia. Tale volume contribuisce a consolidare l'immagine verde del nostro territorio, articolato in 22 progetti diversi e raccolto in 5 capitoli: 1) La progettazione di aree verdi permanenti; 2) Giardini Temporanei; 3) Spazi Verdi Promozionali; 4) Progettare Il Verde; 5) Progetti‌... Eventi del Paesaggio.

Nel libro si comprende l'evoluzione delle tecniche e degli strumenti a disposizione, passando dai progetti acquerellati a quelli interamente realizzati al computer. E' importante sottolineare che tutti questi lavori sono il frutto di una stretta relazione fra il personale che vi ha lavorato, gli amministratori che hanno guidato questo percorso ed i vivaisti dei distretti pistoiesi, che hanno assecondato le diverse scelte progettuali. Se c'era bisogno, questa è la conferma che per fare le cose occorre sempre una buona squadra.

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Progetto e storia di Vestire il Paesaggio dal 2007 ad oggi

VESTIRE IL PAESAGGIO, UN SOGNO REALIZZATO

L’iniziativa Vestire il Paesaggio, meeting internazionale a cadenza triennale, nasce da un’idea di Gianfranco Venturi, Presidente della Provincia di Pistoia dal 1999 al 2009, il quale intuì, dopo la partecipazione nel 2002, della Provincia alla Floriade di Haarlemmermeer in Olanda, che una manifestazione di questo tipo poteva contribuire in modo rilevante allo sviluppo economico del territorio pistoiese e, nello specifico, dell’importante settore vivaistico oltre ad essere un efficace mezzo per promuovere la stessa Provincia di Pistoia. Era evidente il crescente peso delle produzioni di grande effetto nel vivaismo pistoiese e quindi occorreva coniugare la capacità produttive con la capacità progettuali del verde che affondano le proprie radici nelle tradizioni culturali della Toscana e nella storia Granducale. Ecco allora il facile abbinamento di considerare le piante per il paesaggio come le stoffe per i

vestiti ed immaginare Pistoia come il centro della produzione della cultura del paesaggio. Nasce così “Vestire il paesaggio” evento culturale, scientifico, promozionale ed anche commerciale per presentare al meglio le capacità produttive del territorio ma anche per far crescere la cultura del verde e del paesaggio. E’ opportuno, innanzitutto, sottolineare che Pistoia rappresenta la provincia leader a livello non solo nazionale, ma anche europeo, nelle produzioni di piante ornamentali. Gli operatori del verde del distretto pistoiese hanno da tempo stabilito in questo campo un vasto sistema di relazioni con i mercati internazionali nei quali vengono apprezzate la qualità e l'ampia varietà delle loro produzioni e Vestire il Paesaggio, fin dalla prima edizione, ha senz’altro contribuito a rafforzare questi contatti ed a costruire una solida rete di comunicazioni a livello europeo.

2007 - “LA PRODUZIONE DEL DISTRETTO VIVAISTICO ORNAMENTALE DI PISTOIA INCONTRA I PAESAGGISTI, I PROGETTISTI ED I COSTRUTTORI DEL VERDE PER I PAESAGGI DEL TERZO MILLENNIO” Il meeting sulle tematiche proposte si è svolto a Pistoia alla Fattoria di Celle, spazio di rilevanza internazionale per l’Arte Ambientale, presso la sala consiliare del Palazzo Comunale , al Teatro Bolognini e all’interno della splendida cornice di Villa Garzoni a Pescia. La prima edizione di “Vestire il Paesaggio” ha avuto inizio il 28 giugno e si è conclusa il 1° luglio del 2007, oltre alle argomentazioni trattate ha proposto, il confronto tra i produttori del verde ornamentale e i progettisti internazionali esperti di paesaggistica. La manifestazione, organizzata dalla Provincia di Pistoia e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia con

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la collaborazione del Comune di Pistoia, e di molti altri partners, ha trovato fondamento nel ruolo di Pistoia quale provincia leader nel florovivaismo europeo. Tutto ciò ha posto per gli organizzatori le premesse per dare attuazione ad un progetto ambizioso individuato con il nome di Vestire il Paesaggio, che realizzasse una integrazione ed una stretta collaborazione della nostra produzione di piante con le realtà nazionali ed internazionali di ricerca e dell’arte di progettare del paesaggio e di costruzione del verde. Vestire il Paesaggio è nato con la finalità di proporre da Pistoia idee innovative per la


progettazione e la produzione, a riconoscimento di un settore che incide fortemente nella qualità della vita e incrocia tematiche quali ambiente, turismo, pianificazione territoriale e cultura. Pistoia ha potuto e potrà dare un contributo importante alla qualificazione di questo comparto nel segno dell’innovazione, potendo contare sia su un patrimonio di esperienze maturate dagli operatori pistoiesi, in termini di produzioni estremamente qualificate, competitive, conosciute, apprezzate in ogni parte del mondo sia su un territorio che con i suoi multiformi paesaggi è espressione di una natura rigogliosa e benevola, arricchita dall’intelligente laboriosità delle sue genti nel progredire nel tempo. Ci siamo potuti confrontare perciò con un paesaggio ideale tale da essere preso a modello e studiato anche con il fini di realizzare interventi umani ispirati ad un’adeguata cultura del paesaggio. Questo insieme di elementi e caratteristiche ha reso Pistoia in tutta la sua espansione territoriale, dalla piana alla montagna, dalla Valle dell’Ombrone alla Val di Nievole, “La Capitale Europea del Verde”. Pistoia quindi come luogo di elezione ove si possano esporre e confrontare le diverse posizioni scientifiche e professionali sull’architettura del paesaggio e del verde, consapevoli che esistono su questo territorio le condizioni per andare anche oltre, coniugando gli alti livelli di produzione raggiunti con quanto di meglio esiste sul piano internazionale nella progettazione del paesaggio migliorando l’uso che viene fatto a livello mondiale delle nostre produzioni, favorendo la ricerca e l’innovazione. Vestire il Paesaggio quindi come punto d’incontro della cultura del paesaggio, che ha nel verde la sua componente fondamentale per la qualità della vita delle comunità, ha saputo intuire ed anticipare l’importanza che la cultura del verde avrebbe assunto nel corso degli anni; l’importanza di una progettazione ambientale capace di valorizzare le città e favorire, in maniera efficace, il contatto del cittadino con la natura, la bellezza e la salubrità del verde. Da qui si è sviluppata l’idea di centrare la seconda edizione di Vestire il Paesaggio proprio su un tema che potesse rafforzare il ruolo di Pistoia come “Capitale del Verde” e “Provincia Verde”.

Fra le iniziative collaterali della manifestazione, un'attenzione particolare merita dedicarla alle mostre tematiche, che sono state localizzate nei punti più caratteristici della città di Pistoia e lasciate a disposizione dei visitatori fino alla fine del mese di luglio. Nello specifico: Fino all’8 luglio, nel Chiostro del Convento di S. Domenico, Mostra di lavori realizzati da donne paesaggiste "Donne di Fiori" - Paesaggi al Femminile", a cura di Ines Romiti e Renato Ferretti con la collaborazione di Ilaria Bonanno ed Enrico Bartoli. Gli organizzatori hanno voluto inserire questa mostra come riconoscimento alla creatività e alla innovazione di qualificate professioniste. La mostra intende sottolineare così un ruolo ormai imprescindibile, quello femminile, nella progettazione a livello internazionale. La loro opera è il migliore messaggio per il riconoscimento del valore culturale e ambientale del paesaggio per lo sviluppo delle città. Per l’occasione la Provincia di Pistoia ha anche promosso la ristampa del volume, relativo ai lavori della mostra, “Donne di fiori, paesaggi al femminile” di Marta Isnenghi - Flaminia Palminteri - Ines Romitti (edito da Electa). Mostra degli "Alberi Monumentali e delle Strade del Verde della Provincia di Pistoia".Sono state esposte due ricerche della Provincia: il materiale relativo al censimento degli alberi monumentali esistenti sul territorio provinciale (103 alberi di 43 specie diverse) e il lavoro in corso per “costruire una strada del verde” che tracci un percorso attraverso vivai, parchi storici, giardini, da promuovere con cartellonistica, guide e specifiche iniziative. Fino al 21 luglio, nella “Sala T. Poggi” del Ce.Spe.Vi (Centro Sperimentale per il Vivaismo), Mostra sulla "Storia del Vivaismo Pistoiese" a cura di Eugenio Ciuti già capo dell’Ispettorato Agrario di Pistoia e cultore di storia dell’agricoltura. Una mostra iconografica che ripercorre l’evoluzione del settore che ha toccato sviluppo economico, culturale, ambientale. Immagini, fotografie, cataloghi, listini, fatture, e molto altro per capire l’impatto del vivaismo sulla società. Dal 28 giugno al 21 luglio, nell'Atrio e nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale, Mostra

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itinerante “4^ Biennale Europea del Paisaje di Barcellona”, realizzata in collaborazione con Paysage, la rivista di Architettura del Paesaggio rappresentante per l’Italia della Biennale. Dalla quarta biennale Europea del Paesaggio svoltasi a Barcellona nel marzo 2006 la mostra riassuntiva dei progetti e dell’attività svolta a Barcellona. Fino al 21 luglio 2007, nell'Ingresso Storico Accademia Medica dell'Ospedale del Ceppo, gentilmente concesso da A.S.L. 3 Pistoia, Mostra “Giardini in Toscana” a cura dell'Assessorato alla Cultura della Regione Toscana. Un percorso illustrativo, con fotografie

e documentazioni, attraverso gli splendidi giardini storici della Toscana, una ulteriore dimostrazione di come attraverso il verde si unisca storia, cultura, tutela ambientale e promozione del territorio. Fino al 21 luglio, alla Biblioteca San Giorgio, Mostra “PIETRO PORCINAI (1910-1986) il lavoro di un paesaggista italiano” a cura di Luigi Latini, Tessa Matteini e Marco Cei. Una mostra documentaria dedicata al più grande paesaggista italiano del ‘900, che ne ripercorre la vita e lo spirito innovativo trasmesso nelle sue opere.

2010 - COME SI PENSA E SI PRODUCE IL PAESAGGIO: “IL VERDE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA” Con questo slogan, si è svolta in Provincia di Pistoia dal 1° al 3 luglio 2010 la seconda edizione della manifestazione internazionale, a cadenza triennale, Vestire il Paesaggio. L'incontro del 2010 e divenuto un'occasione d'eccellenza per fare emergere nuovi indirizzi di ricerca per la produzione di alberi ed arbusti, sempre più rispondenti alle nuove tendenze della paesaggistica ed alle diverse istanze della attuale realtà internazionale. Vivaismo e paesaggio: le piante materia prima per la costruzione del paesaggio. Le piante con il loro ampio assortimento di specie, varietà, forme e colori costituiscono la materia prima per la costruzione e la realizzazione dei paesaggi. Il vivaismo ornamentale svolge una funzione fondamentale per ampliare continuamente la gamma dei prodotti utilizzabili e rispondenti al fabbisogno d'innovazione che le modificazioni ambientali e socio economiche richiedono, grazie alle capacità di adattamento ed alla duttilità di molte specie vegetali. Ma anche riuscendo a valorizzare le funzioni ornamentali delle foglie , dei fiori, dei frutti e dello stesso legno sempre ispirandosi a criteri qualitativi certi. La qualità delle piante è in funzione sia del processo che del prodotto. La qualità del processo produttivo è legata all'ambiente

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pedoclimatico in cui si opera, nonché all'applicazione di adeguate e diversificate tecnologie a seconda delle produzioni e dell'uso successivo al quale sono destinati i prodotti vegetali ornamentali. I produttori attuano infatti diverse tecniche produttive che vanno dalla coltura in pieno campo, alla coltura in contenitore, in airplant, ecc. Ogni processo è comunque ispirato a criteri tecnici omogenei e standardizzati che consentono di garantire la migliore qualità delle piante prodotte. La qualità del prodotto si estrinseca oltreché nella armonica architettura dell'albero, componente determinante per la costruzione di aree verdi di pronto effetto, anche nella particolare cura destinata alla sana e robusta crescita dell'apparato radicale in modo tale da consentire alle piante di attecchire e crescere anche negli ambienti più difficili come quelli urbanizzati. In questa direzione sono in corso numerose ricerche finalizzate alla migliore conoscenza delle modalità di crescita dell'apparato radicale. Altro elemento importante è la garanzia di uno standard qualitativo elevato, permanente nel tempo e facilmente misurabile e confrontabile. I nostri produttori sono quotidianamente impegnati nella definizione per le diverse produzioni di standard che vadano oltre l'altezza, la circonferenza del tronco, la


dimensione del vaso, ecc. per meglio definire parametri oggettivi in grado di esprimere concetti di alta qualità. La qualità totale delle piante ornamentali è quindi la risultante dei fattori precedentemente esposti e supportata dall'organizzazione delle singole aziende, del sistema produttivo e territoriale, da una continua attività di selezione varietale e di conservazione del germoplasma, per poter disporre delle risorse genetiche necessarie al miglioramento dei caratteri utili alla migliore utilizzazione delle nostre piante per il verde urbano. Insomma i vivaisti sono alla ricerca continua della qualità dei prodotti idonei ai diversi usi del verde ed ai differenti ambienti in cui si costruisce il verde che è una componente fondamentale della qualità della vita. Il paesaggio è quindi visto come insieme fruibile del territorio che si costruisce per svolgere funzioni estetiche, ricreative e produttive sia dirette che indirette. Il paesaggio è di qualità quando si conserva nella belle, nella funzionalità e nella piena fruibilità in relazione alle modificazioni sociali ed economiche. Insomma un paesaggio non effimero e non imbalsamato ma che si trasforma e si evolve insieme alla società ed all'economia del territorio rispondendo alle nuove esigenze delle comunità. Una novità dell'edizione di Vestire il Paesaggio 2010 è stato "Mi vesto… di verde! Alla scoperta della mia città: produttrice di piante e paesaggio". La proposta realizzato da Vestire il Paesaggio e Confcooperative Pistoia ha coinvolto direttamente le nuove generazioni e le ha rese protagoniste, nel confronto diretto con chi il paesaggio lo progetta e lo produce. Vestire il Paesaggio ha saputo intuire ed anticipare l'importanza che la cultura del verde avrebbe assunto nel corso degli anni; l'importanza di una progettazione ambientale capace di valorizzare le città e favorire, in maniera efficace, il contatto del cittadino con la natura, la bellezza e la salubrità del verde. Obiettivo del programma didattico è stato quello di coinvolgere le classi delle Scuole elementari di alcune Direzioni Didattiche della Provincia

in un lavoro "Mi vesto… di verde!" che sensibilizzasse i bambini alle tematiche del verde e del paesaggio "prodotto" dalle aziende vivaistiche della propria città. Il progetto è stato articolato nelle due sezioni: "Vestire con le piante" per prime, seconde e terze elementari e "L'albero che vorrei" per gli alunni delle quarte e quinte classi. Dopo il confronto e l'approvazione del Progetto da parte di alcune Direzioni Didattiche di Pistoia e Quarrata, è stato deciso il calendario delle attività, che si è svolto in un arco temporale di circa sei mesi a partire da gennaio 2010. Tutto l'itinerario di "conoscenza" si è sviluppato attraverso percorsi tematici, coordinati da esperti ed animatori delle cooperative sociali di Confcooperative, anche attraverso l'utilizzo di materiale didattico specifico fornito direttamente dagli operatori. Gli alunni hanno avuto a loro disposizione, un accompagnatore speciale: "Vivaio", la simpatica mascotte di Vestire il Paesaggio. Sono state numerose le iniziative, gli eventi e le mostre che hanno fatto da cornice a "Vestire il Paesaggio2010" e che hanno riscontrato un buon esito di visitatori e pubblico. Attraverso le 12 mostre sono stati illustrati in modo trasversale, i principali temi relativi al verde ed al paesaggio, come progetti di architettura del paesaggio di nuove "leve" come gli studenti del master in paesaggistica delle Università di Genovae Firenze, giardini storici ad opera di grandi maestri come Porcinai, design di oggetti di arredo degli studenti della scuola d'Arte Petrocchi di Pistoia, fino ad arrivare alle illustrazioni dei giovanissimi studenti delle scuole elementari di Pistoia e Quarrata, che con le loro colorate tavole hanno dato vita ad un articolato progetto. Per l'occasione è stata realizzata una pianta del centro storico di Pistoia con le localizzazioni sia di tutte le mostre di Vestire il paesaggio, sia dei principali punti di interesse della città che ogni visitatore dovrebbe vedere per conoscere Pistoia. Dalla Biblioteca San Giorgio, punto di partenza e di arrivo dell'itinerario, vista anche la favorevole posizione vicino alla stazione ferroviaria, nonché ai principali parcheggi della città, è stato possibile percorrere i principali

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edifici storici come quelli presenti nella Piazza del Duomo, che hanno accolto nelle sale affrescate del Palazzo Comunale, tre mostre delle 12 in elenco, così che il visitatore potesse ammirare la bellezza della piazza con i suoi monumenti prima di entrare a coprire le mostre stesse. In una piccola ripa che scende lungo i fianco del Palazzo Comunale si trova il Palazzo Rospigliosi, che ospita il Museo del Ricamo, con una esposizione a tema floreale dei migliori manufatti realizzati nei secoli a Pistoia. Procedendo con il percorso si arriva all'Ospedale del Ceppo, dove, i locali antistanti l'Accademia Medica, hanno accolto le due mostre sul paesaggio e sul territorio pistoiese. Attraversando la piazza dell'ospedale si poteva arrivare al Funaro, centro culturale dove sono stati esposti i lavori dei bambini delle scuole, per poi ritornare verso il centro storico, con la visita

al Palazzo Balì che ha ospitato la mostra multimediale sulla V Biennale europea del paesaggio ed al Palazzo Puccini, sede della mostra "Promenade" con le idee dei giovani artisti della scuola d'Arte. Ultima tappa del percorso espositivo è stato il Cespevi, dove si è potuto toccare con mano una parte della storia del vivaismo pistoiese ricordato attraverso le cartoline e documenti dei primi del '900. La pianta nella figura è stata prodotta per una facile individuazione delle varie mostre all'interno del centro storico della città, al fine di agevolare la visita all'interno anche di un percorso che attraversa i principali luoghi di interesse storico di Pistoia.

2013 - "IL VERDE SOSTENIBILE" Il verde sostenibile è stata il tema della terza edizione dell'evento, 26, 27 e 28 giugno 2013 al Convento di Giaccherino a Pistoia. Bisogna investire nel verde e nel paesaggio alfine di contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Infatti il vivaismo producendo piante stocca CO2 e contribuisce a mitigare gli effetti negativi dell'emissione di gas serra. L'utilizzazione di piante ornamentali rende "sostenibili" i nuovi insediamenti urbani migliorando la qualità paesaggistica del territorio e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. Il vivaismo contribuisce così sia nella fase produttiva che in quella di utilizzazione del proprio prodotto allo sviluppo dell'economia verde. Per questo il vivaismo riesce al contempo a fare impresa ed a fare paesaggio, cioè a produrre materia prima per fare i paesaggi facendo direttamente paesaggio. E' questa una consapevolezza che i vivaisti debbono acquisire pienamente per soddisfare una domanda che sarà sempre di più diversificata, particolare e,

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sopratutto, di nuovi prodotti ornamentali di semi-pronto effetto idonei per l'impiego nei diversi ambienti e per le diverse funzioni del verde e del paesaggio, valorizzando al massimo la biodiversità delle proprie produzioni. Nel progetto generale dell'edizione 2013 che ha coinvolto l'intero Convento di Giaccherino, è stato studiato l'allestimento delle tredici mostre tematiche ideate appositamente per Vestire il Paesaggio 2013, all'interno dei locali del Convento stesso. Otto mostre sono state di nuova ideazione, quattro sono state riproposte dalle precedenti edizioni e una è stata concessa da AIAAP - Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio. Alla preparazione delle esposizioni hanno lavorato, oltre ai dipendenti della Provincia di Pistoia, due tirocinanti dell'Università di Firenze, due neolaureate in Architettura, un collezionista di materiali storici del vivaismo e molte persone che hanno contribuito fornendo materiale documentale e fotografico in loro possesso. I pannelli espositivi sono stati stampati appositamente su PVC con strutture autoportanti, in quanto per ovvie ragioni


Il verde sostenibile è stata il tema della terza edizione dell'evento, 26, 27 e 28 giugno 2013 al Convento di Giaccherino a Pistoia. Bisogna investire nel verde e nel paesaggio alfine di contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Infatti il vivaismo producendo piante stocca CO2 e contribuisce a mitigare gli effetti negativi dell'emissione di gas serra. L'utilizzazione di piante ornamentali rende "sostenibili" i nuovi insediamenti urbani migliorando la qualità paesaggistica del territorio e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. Il vivaismo contribuisce così sia nella fase produttiva che in quella di utilizzazione del proprio prodotto allo sviluppo dell'economia verde. Per questo il vivaismo riesce al contempo a fare impresa ed a fare paesaggio, cioè a produrre materia prima per fare i paesaggi facendo direttamente paesaggio. E' questa una consapevolezza che i vivaisti debbono acquisire pienamente per soddisfare una domanda che sarà sempre di più diversificata, particolare e, sopratutto, di nuovi prodotti ornamentali di semi-pronto effetto idonei per l'impiego nei diversi ambienti e per le diverse funzioni del verde e del paesaggio, valorizzando al massimo la biodiversità delle proprie produzioni. Nel progetto generale dell'edizione 2013 che ha coinvolto l'intero Convento di Giaccherino, è stato studiato l'allestimento delle tredici mostre tematiche ideate appositamente per Vestire il Paesaggio 2013, all'interno dei locali del Convento stesso. Otto mostre sono state di nuova ideazione, quattro sono state riproposte dalle precedenti edizioni e una è stata concessa da AIAAP - Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio. Alla preparazione delle esposizioni hanno lavorato, oltre ai dipendenti della Provincia di Pistoia, due tirocinanti dell'Università di Firenze, due neolaureate in Architettura, un collezionista di materiali storici del vivaismo e molte persone che hanno contribuito fornendo materiale documentale e fotografico in loro possesso. I pannelli espositivi sono stati stampati appositamente su PVC con strutture autoportanti, in quanto per ovvie ragioni

conservative non è stato possibile utilizzare le murature del complesso. Il percorso espositivo si è snodato partendo dal piano terra, scegliendo l'interessante sala del Refettorio quale sede della mostra "Paesaggi e Archeologie" curata da AIAPP, utilizzando gli antichi tavoli in legno per posizionarvi sopra i pannelli. Su due lati del chiostro minore sono state collocate le mostre "Il paesaggio e il turismo per la valorizzazione del territorio" e "Le stagioni del Paesaggio: andar per Monferrato". Altri pannelli informativi sul convegno e sulle mostre sono stati distribuiti lungo il percorso. Al piano superiore sono state sistemate le esposizioni rimanenti. Il percorso espositivo è iniziato uscendo dalla sala del convegno, dove sono stati presentati dei pannelli di "Linneo ambasciatore del verde". Nello spazio del chiostro maggiore, si è potuto ammirare una grande tela pittorica di Francesco Cuomo, prima di raggiungere la Sala Duomo, un grande salone allestito con due mostre: "Piante, sementi e approcci d'arte: i cataloghi di un vivaismo d'altri tempi" e "Viaggio nella storia del vivaismo: memorie per non dimenticare". Il progetto di allestimento ha previsto in pianta la divisione del grande ambiente in due spazi, attraverso una forma curvilinea, costituita dai pannelli stessi. Esemplari di piante verdi in vaso hanno arricchito l'ambiente. Tornando indietro lungo l'itinerario, è stata riproposta l'interessante mostra "Paesaggi al femminile" della precedente edizione. Intorno ai corridoi del chiostro minore sono state poste le nuove esposizioni "C'era una volta… il paesaggio si racconta: esperienze storico-fotografiche sul territorio pistoiese" e "La produzione in cornice… Fatti non foste che per essere rimirati". In una saletta che si affaccia sul chiostro minore sono stati posti i pannelli della Sessione Poster, mentre quelli relativi agli "Alberi monumentali" della provincia pistoiese hanno occupato un'altra piccola sala nel lato attiguo al chiostro. Nella Saletta denominata Convivio sono state collocate le rimanenti due mostre: "L'Ombrone Pistoiese: spina dorsale per il recupero del rapporto con il paesaggio" e "Da uno spazio verde per i soggetti svantaggiati a un giardino del benessere per tutti. Progetto polifunzionale di un giardino".

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Il Logo di VP Interessante è stato il percorso per determinare il marchio-logo dell'evento internazionale "Vestire il Paesaggio" nota di curiosità anche il logo di Vestire il Paesaggio, infatti la sigla "VP", che può anche essere Verde Pistoia, è stata inserita all'interno di un ottagono ispirato alla base del Battistero di Pistoia, così come i contorni bianco e verde dell'ottagono che si riferiscono ai marmi policromi che caratterizzano le così note facciate di molte chiese di Pistoia e del Battistero stesso. La "O" centrale di Pistoia è stata inserita con le stelle dorate della Unione Europea su fondo azzurro così come segno di Pistoia capitale Europea del Verde e per segnare l'internazionalità del Convegno. I colori della sigla VP sono stati ripresi dai colori dello stemma della Provincia di Pistoia. Sul fondo a sinistra è stato inserita una vista di Pistoia con la sagoma del Campanile della Cattedrale di San Zeno, a destra la Fattoria di Celle con in evidenza l'ingresso della stessa identificato ormai da tutti con la scultura "Il Grande Ferro" di Burri, mentre nella sezione inferiore è stata inserita una foto della produzione vivaistica Pistoiese. Il logo comunque è stato studiato per essere in seguito definito con diversi fondi e colori, a secondo delle necessità ed occasioni in cui è e sarà utilizzato. Il marchio ed il nome di "Vestire il Paesaggio" è stato depositato presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pistoia.

Sito Internet ed i social network Fin dalla prima edizione c'è stata una particolare attenzione a semplicità ed essenzialità nella comunicazione elementi che possiamo ritrovare nella "vetrina virtuale" di Vestire il Paesaggio. La struttura grafica del sito è stata progettata secondo una filosofia che divide lo schermo in due parti: quella superiore, sempre fissa, con il menù di scelta ed uno strumento che riproduce casualmente delle immagini tematiche scelte ad hoc; la parte inferiore che visualizza i contenuti delle pagine scelte da menù e la sezione stampa (Press Area) a sinistra sempre visibile per ovvie ragioni comunicative. Nella Press Area i contenuti sono contrassegnati con tre colori diversi (rosso, blu e verde) per identificare

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rispettivamente news, comunicati ed eventi. L'architettura del sito è stata progettata utilizzando un CMS Open Source, l'acronimo significa Content Management System (sistema di gestione dei contenuti), è uno strumento software, installato su un server web, il cui compito è facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando lo staff di comunicazione da conoscenze tecniche di programmazione web. Lo staff ha così facoltà di inserire e gestire dinamicamente i contenuti delle varie sezioni presenti nel menù da una sezione specifica di backoffice. Il menù prevede di gestire Programma, Mostre e Sedi Evento diversificato per edizione con l'ausilio delle mappe di Google per raggiungere facilmente le sedi del Convegno e delle mostre. L'AreaDownload è una sezione ove è previsto lo scambio di materiale (dati ed immagini) tra lo staff, i relatori, i giornalisti ed i partecipanti al meeting. Nella sezione era prevista una sezione di Upload abbastanza difficoltosa nella gestione ma utile soprattutto per l'invio del materiale dei relatori (da migliorare per le prossime edizioni). Vista la portata dell'evento corposa è la sezione dei Partner (oltre 35 nell'edizione 2010) che contiene oltre all'indicazione dell'Ente o Azienda il logo e il link al sito web. La sezione Organizzazione fornisce all'utente il quadro organizzativo interno agli Enti della manifestazione comprendendo: collaborazioni e partecipazioni esterne, patrocini, comitato d'onore e comitato scientifico. Il form Contatti è attualmente una strumento ove raccogliere le impressioni, i suggerimenti degli utenti, per il futuro l'idea di creare un'Area Riservata per relatori e Giornalisti e di una Newsletter per veicolare le informazioni... Contestualmente alla seconda edizione di Vestire il Paesaggio è stato creato un Canale YouTube specifico ove lo staff e/o utenti accreditati posso pubblicare video inerenti l'evento o comunque legati ad esso. Dal 2010 è attivo uno spazio sul social network più diffuso al mondo: Facebook. Ad oggi la pagina FB conta oltre 4000 "like" ed un'attività di discussione molto attiva sui temi trattati nell'ambito delle passate edizioni di Vestire il Paesaggio. Dal 2012 è attivo anche un account Twitter che conta oltre 200 Followers.


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Vestire il Paesaggio oggi

2016, UN ANTEPRIMA “TECNICA”… ASPETTANDO LA IV EDIZIONE DI VESTIRE IL PAESAGGIO CON ‘PISTOIA CAPITALE DELLA CULTURA 2017’

Un gioello della capitale della cultura 2017. Chiesa di S. Francesco

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Anteprima Vestire il Paesaggio - Il seminario

ABSTRACT DEGLI ARGOMENTI TRATTATI DAL SEMINARIO

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Francesca Giurrana

LA PRODUZIONE VIVIAISTICO-ORNAMENTALE, PATRIMONIO DI BIODIVERSITA’ “Fare impresa per fare paesaggio”, “produrre biodiversità”, vuol dire riuscire a soddisfare una domanda diversificata particolare, ma sopratutto nuova, di prodotti che devono essere idonei per l’impiego nei diversi ambienti e per differenti funzioni, valorizzando al massimo la biodiversità. Per l’attività vivaistica l’attenzione alla biodiversità è fondamentale per poter rispondere ai bisogno del futuro. La produzione vivaistica dovrebbe riuscire ad essere sempre più in grado di soddisfare le diverse funzioni del verde, offrendo una vasta gamma di scelte a livello estetico ed in relazione con le esigenze climatiche. Oggi più che mai sono richieste piante sicuramente di valore ornamentale ma anche ecologicamente compatibili con i nuovi scenari come il ridotto

consumo di acqua, la rusticità, l’adattabilità all’ambiente in cui saranno poste a dimora e la capacità di assorbire anidride carbonica e polveri sottili. Questo avrebbe una sicura ricaduta da un punto di vista commerciale, oltre che ambientale e sociale. La strada da percorrere, affinché domanda e offerta si possano incontrare con sempre maggiore frequenza ed efficacia, è quella della ricerca, della sperimentazione e dello sviluppo di una rete di rapporti all’interno della filiera, ma Francesca Giurrana anche al di fuori di essa, attraverso il dialogo, la comunicazione delle reciproche necessità e in talune situazione la valorizzazione del prezioso patrimonio vegetale di un ecosistema.

NURSERY-ORNAMENTAL PRODUCTION, HERITAGE OF BIODIVERSITY "Doing business to make landscape", "produce biodiversity", it means being able to satisfy a particular diversified demand, but mostly new, the products must be suitable for use in different environments and for different functions, making the most of biodiversity . For the activity nursery attention to biodiversity it is crucial to meet the needs of the future. The nursery production should be able to always be more able to meet the different functions of the green, offering a wide range of choices in terms of aesthetics and in relation with the climatic requirements. Today more than ever are required plants definitely ornamental value but also ecologically compatible with the new scenarios such as reduced water consumption, hardiness,

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adaptability to the environment in which they will be planted and the ability to absorb carbon dioxide and fine dusts. This would secure fallout from a commercial point of view, as well as environmental and social. The way to go, so that supply and demand can meet with increasing frequency and effectiveness, is to research, testing and development of a network of relationships within the supply chain, but also outside of it, through the dialogue, communication of each other's needs and in certain situation the exploitation of precious floral heritage of an ecosystem.


Angelo Lippi già Curatore dell’Orto Botanico di Lucca e Direttore responsabile pubblicazioni A.Di.P.A.

L’ERBA DEL VICINO NON SEMPRE È PIÙ VERDE…

Da qualche tempo nell’ambito del giardinaggio che propone spesso specie esotiche, l’interesse degli appassionati del “mondo verde” si è rivolto sempre più alla ricerca di piante facenti parte della nostra vegetazione spontanea; l’Italia, che possiede la flora più ricca d’Europa, ha numerose specie di grande interesse ornamentale, certamente non inferiore rispetto ad altre provenienti dall’estero. Inoltre queste entità hanno spesso una maggiore adattabilità alle nostre condizioni ambientali e una maggior resistenza ai parassiti che spesso creano problemi non indifferenti ai giardinieri e agli appassionati del settore. Queste specie non sempre però sono facilmente rintracciabili nei vivai, anche se ultimamente qualche cosa si sta muovendo, visto appunto l’interesse che si sta manifestando negli appassionati di giardinaggio. Si sono generalmente però ricercate e proposte specie presenti nell’area mediterranea, mentre poco è stato fatto a proposito delle aree pedemontane e montane, spesso con il pregiudizio che queste entità non siano facilmente coltivabili fuori dell’ambiente originario, cosa del tutto inesatta: molte specie montane sono facilmente coltivabili anche in pianura (in alcune ville, sulle Mura Urbane e nell’Orto Botanico di Lucca sono presenti faggi secolari). A questo proposito, per quanto riguarda il vivaismo, è stata fatta una breve ricerca al fine di trovare alcune specie interessanti, in particolare alberi e arbusti, presenti in ambienti montani, con particolare riferimento all’areale appenninico. Queste specie potrebbero essere propagate e inserite nel

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mercato vivaistico, sicuri di destare un notevole interesse per le loro caratteristiche di ornamentalità ed adattabilità in tutti gli ambiti del giardinaggio.

Esemplare secolare di faggio rosso (Fagus sylvatica L. var. purpurea) all’Orto Bot. di Lucca


Francesco Mati Presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale Pistoiese

"IL DISTRETTO VIVAISTICO DI PISTOIA VERSO UN VIVAISMO DI QUALITÀ SOSTENIBILE" L’Europa, il nostro pianeta, ci chiedono una maggior attenzione in tutto ciò che facciamo e che può influenzare l’ambiente. Sappiamo che l’aumento delle attività produttive sulla Terra ha di fatto aumentato le criticità, per questo motivo sono prima partiti molti segnali di allarme, poi la politica internazionale ha iniziato a correre ai ripari. In Europa nel 2020 l’Agricoltura dovrà essere sostenibile, ogni attività produttiva dovrà essere a basso impatto ambientale. Il vivaismo non è impreparato a questo e già da alcuni anni si sta avvicinando all’obiettivo. Tutta l’attività vivaistica è coinvolta, dalle piccole aziende che con poche risorse riescono ad aumentare le attenzioni verso l’ambiente alle grandi aziende che vengono certificate come ambientalmente efficienti. In cosa consiste in sintesi questo tipo di attenzioni: acqua: recupero delle acque irrigue eccedenti - razionalizzazione delle irrigazioni terra: uso di concimi organici e di derivazione organica, biostimolanti terricci: uso di materie rinnovabili, compost, fibra di cocco contenitori di coltivazione: realizzati con materiali riciclabili parassiti: lotta integrata, lotta biologica erbe infestanti: sistemi alternativi al diserbante chimico Questo tipo di attenzioni però dovranno essere sopportante molto dalla politica internazionale per evitare che si trasformino da un’opportunità ad una criticità. Una pianta ornamentale prodotta con attenzione all’ambiente avrà sicuramente un costo maggiore rispetto alla stessa coltivata senza scrupoli, magari in paesi dove l’attenzione è ancora limitata. Il mercato, per quanto più o meno colto, fatica a riconoscere il valore aggiunto che ne deriva. Ad oggi il mercato orientato a prodotti sostenibili è in crescita ma più relativamente a prodotti agroalimentari che al resto, dove riveste più facilmente una posizione di nicchia. L’impegno del distretto è doppio, da una parte dialoga con università,

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centri di ricerca, aziende private che hanno sviluppato sistemi e prodotti utili per coltivazioni sostenibili, dall’altra deve dialogare a livello locale, regionale, nazionale ed europeo per tutelare il mercato dei prodotti vivaistici sostenibili rispetto a quelli che a basso costo arrivano da paesi extra comunitari. Specialmente per questa ultima parte occorre una grande sinergia con la Regione Toscana e con il MIPAAF per la creazione di comunicati specifici, la partecipazione a convegni e fiere internazionali, finalizzati a mostrare un nuovo tipo di prodotto e crearne una immagine che giustifichi il valore di mercato ma soprattutto che mostri al consumatore il valore aggiunto di un prodotto sostenibile proveniente da una delle regioni in assoluto più famose al mondo, la Toscana.


Giulio Lazzerini

“VIVAISMO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DELL’ATTIVITÀ VIVAISTICA” Nell’ambito del settore primario, il florovivaismo è una delle attività nelle quali l’integrazione tra le politiche ambientali e quelle economico-produttive risulta essere problematico e contraddittorio. E’ indubbio che rappresenta una realtà produttiva molto rilevante sul piano economico e sociale per il territorio Pistoiese, sia per il numero di addetti, sia per l’impegno di capitali, che per l’effetto diretto ed indiretto sull’ambiente (riqualificazione del paesaggio, assorbimento di CO2). D’altra parte è altrettanto riconosciuto che il vivaismo presenta una intensità di coltivazione spesso elevata che richiedere un sfruttamento e un uso spesso non sempre razionale delle risorse ambientali (ad es. l’uso dell’acqua, la produzione di rifiuti, l’uso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari) (PRAA, 2004-2006, ARPAT, 2001). Allo stato attuale il quadro conoscitivo relativo sia allo stato delle risorse sia all’entità delle pressioni che su di esse sono esercitate dall’attività vivaistica, così come le possibili azioni e pratiche di miglioramento della gestione aziendale ambientale, risultano più definito che in passato. Numerose ricerche e attività formative e divulgative (progetto Vis – Vivaismo sostenibile; progetto PIF LCA e Certificazione Ambientale, Vivaismo e Certificazione Partecipata) hanno permesso di chiarire gli impatti e i livelli di sostenibilità dell’attività vivaistica. Sulla base di queste considerazioni la relazione su “Vivaismo e sostenibilità ambientale dell’attività vivaistica” affronterà le seguenti tematiche:

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● Definizione di indicatori, metodi di valutazione per la gestione ambientale aziendale (bilancio ambientale) ● Sarà posta particolare attenzione sulla applicazione della metodologia l’LCA per il calcolo delle emissioni di CO2. In questo ambito saranno riportati risultati sul calcolo delle emissioni di CO2 in progetti di ricerca sul vivaismo ornamentale pistoiese. Saranno inoltre proposti scenari di miglioramento economico ed ambientali per la riduzione delle emissioni di CO2. ● Inoltre si farà riferimento ad altri metodi di valutazione del comportamento ambientale a livello aziendale con un esempio di bilancio ambientale e la definizione di buone pratiche di sostenibilità applicate al vivaismo olivicolo biologico e convenzionale. Sarà messo l’accento sulle possibili strategie di miglioramento del comportamento ambientale della gestione biologica del vivaio olivicolo in relazione all’uso di input chimici (prodotti fitosanitari, fertilizzanti di origine chimica, ecc.)


Paolo Marzialetti Ce.Spòe.Vi.

"IL CONTRIBUTO DELLA BANCA DEL GERMOPLASMA PER LA BIODIVERSITÀ" Il Centro Sperimentale per il Vivaismo di Pistoia ha realizzato e gestisce da molti anni una vasta collezione di alberi ed arbusti ornamentali chiamata “Banca del Germoplasma”. Questa comprende collezioni di conifere, alberature per il verde urbano, arbusti ornamentali e altre collezioni tematiche di particolari generi di piante. Nel corso del tempo sono state arricchite ed aggiornate con impianti legati ad eventi particolari come l’Esposizione delle Piante Mediterranee oppure specifiche manifestazioni, come le varie edizioni di “Vestire il Paesaggio”. Attualmente copre una superficie intorno ai 12 ettari con oltre 3.000 esemplari appartenenti a circa 600 specie e varietà diverse. Di recente si è aggiunta una nuova grande collezione di piante medicinali, costituita da oltre 4.000 piante in vaso, appartenenti a circa 700 specie e varietà diverse, che ci è stata affidata dall’IPMT (Institute for the Preservation of Medical Traditions), che ha sede presso lo Smithsonian Istitution di Washington. A distanza di tutti questi anni l’iniziativa della Banca del Germoplasma si dimostra sempre valida ed al suo scopo primario di conservazione, se ne sono aggiunti molti altri. In particolare, per quanto riguarda i moderni obiettivi di conservazione della biodiversità, la Banca è sicuramente in grado di dare un notevole contributo per arricchire la gamma di piante ornamentali da utilizzare negli impianti a verde, dove molto spesso, sia per abitudine o sull’onda di qualche moda, vengono impiegate sempre le stesse piante. Nella realizzazione di aree verdi (pubbliche o private) la concezione di biodiversità dovrebbe essere interpretata in modo più ampio e poter derogare dall’impiego esclusivo di piante autoctone. Le piante ornamentali nella maggior parte dei casi sono selezioni o cultivar di specie alloctone o naturalizzate e sono per questo in grado di dare

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colore, stagionalità, riconoscibilità e anche biodiversità. Non solo biodiversità vegetale, ma anche del regno animale, perché sono dei patrimoni naturali che si promuovono a vicenda. Questo succede nei vivai stessi e ci sono studi scientifici che lo dimostrano. Pertanto, tra le innumerevoli possibilità offerte dalla Banca del Germoplasma, vogliamo indicare alcune proposte di specie e varietà di piante ornamentali che possono arricchire la gamma di quelle da utilizzare nei nuovi impianti a verde. Vedremo le vecchie varietà di Prunus laurocerasus che è sempre un ‘evergreen’. Le numerose varietà di glicine (Wisteria) che ci lasciano solo l’imbarazzo della scelta. Le particolari specie e varietà di Liquidambar che ci offrono molte soluzioni diverse, ma che sono così poco conosciute, nonostante siano state insignite anche di prestigiosi riconoscimenti. Infine altri spunti possono venire dalla collezione delle Piante Medicinali, molte delle quali si trovano spontanee nelle nostre zone e si coltivano senza problemi. Anche semplicemente le salvie ed i rosmarini, con alcune selezioni che possiedono qualità ornamentali molto particolari. Ma anche molte altre, in relazione alle ridotte esigenze di acqua, fertilità e cure colturali, trattandosi di piante che spesso vivono in natura su terreni poveri e incolti e che si accontentano delle scarse piogge del clima mediterraneo, sono perfette per giardini a ridotta irrigazione e manutenzione, contribuendo inoltre ad arricchire la loro biodiversità.


Giuseppe Sarracino

IL VERDE URBANO ED IL FABBISOGNO DI SPECIE IDONEE ALLE DIVERSE FUNZIONI Da anni assistiamo a un continuo flusso migratorio di persone verso le aree urbane, ciò comporta una grande concentrazione di cibo, acqua, energia e allo stesso tempo produce rifiuti, liquami, inquinamento, consumo di suolo e di biodiversità. Tutto ciò ha provocato il peggioramento della qualità di vita nelle aree urbane. Il “ verde “ nella sua componente verticale e orizzontale, può svolgere un ruolo importante nel fornire una serie di “servizi ecosistemici “, come la regolazione delle attività climatiche e degli inquinanti, il miglioramento delle condizioni sanitarie, estetiche, ludiche e culturali. Contemporaneamente occorre tener presente che le stesse condizioni ambientali delle aree urbane producono non pochi danni allo sviluppo del verde e in modo particolare degli alberi. Un’area urbana è, di fatto, un ambiente artificiale per il mondo vegetale. La possibilità che in tali ambienti, alberi e arbusti possono trovare una loro occasione di successo dipende da una serie di fattori, come la disponibilità economica, le modalità di manutenzione ma soprattutto la capacità di “adattamento” delle specie al particolare sito in cui sono destinate. Dunque bisogna che le piante, in modo particolare quelle “ornamentali”, vengono conosciute e studiate in relazione ai principali fattori di stress che caratterizzano la città, sia abiotici come temperatura, risorse idriche, suolo, inquinamento, che quelli biotici come, funghi, batteri e insetti Quindi la scelta della qualità del materiale vegetale rappresenta uno dei momenti fondamentali per la riuscita di qualsiasi impianto a verde. L’impossibilità di poter programmare l’acquisto di materiale vegetale da parte degli Enti, rende ai vivaisti difficile poter rivolgere la propria attenzione verso cultivar, varietà, cloni

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che possono dare pieno successo in situazioni artificiali come l’ambiente urbano. Allo stesso tempo deve essere chiaro che non è sufficiente avere materiale di “qualità “ se non si migliorano le condizioni dei siti che dovranno ospitare tale materiale, come il suolo o adeguate aree di pertinenza, giusti sesti d’impianto, equi volumi di adacquamento. I comuni hanno un ruolo importante nella gestione del verde, ribadito dalla nuova Legge 10/13 “ Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. I dati Istat del 2011 riguardante il verde urbano di oltre 100 città capoluogo, certificano che il verde fruibile dai cittadini occupa 550 milioni di mq. e la disponibilità di verde urbano è pari 30,3 mq. per abitante. I comuni gestiscono il più grande e importante patrimonio arboreo che caratterizza il paesaggio urbano italiano (milioni di alberi). Nonostante ciò essi sono inadeguati rispetto ai compiti che dovrebbero e potrebbero svolgere per una città ecosostenibile. La maggior parte dei municipi è privo del regolamento del verde, l’attività di gestione è relegata a figure professionali non adeguate, gli strumenti di pianificazione come il piano del verde, il censimento del patrimonio arboreo non rappresentano una risorsa strategica per l’Ente. Bisogna superare questo forte limite culturale presente tra la maggior parte degli amministratori locali e tra gli stessi pianificatori, urbanisti e progettisti. Le città possono e devono essere riprogettate secondo nuovi indicatori di qualità urbana, superando il vecchio concetto secondo il quale il verde nelle aree urbane ha una funzione unicamente di arredo ed estetico. In questo nuovo scenario la qualità del materiale vegetale rappresenta un momento strategico per un nuovo inizio.

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