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, puo Se qualcuno in quel 4 agosto, giorno in cui ha preso il via ufficialmente la stagione del Sora, avesse anche solo pensato ad un inizio di stagionecosì importante dellacompagine volsca avrebbe rischiato la pubblica derisione. Invece in otto giornate i bianconeri hanno conquistato 15 punti, sono al terzo posto solitario della classifica, hanno la migliore difesa del girone con soli 4 gol subiti e sono la squadrache ha conquistato il maggior numero di punti, 9 in quattro partite, lontano dallo stadio "Claudio Tornei". Eppure qualcuno che ha creduto e scommessosu questo gruppo, che 10ha plasmato a sua immagine e somiglianza, che ha saputo dare nuove motivazioni a chi rischiava di essereappagato dopo una stagione ricca di successied ha saputo far capire I'importanza ed il prestigio della maglia che indossano ai nuovi arrivati, c'è e si chiama Pasquale Luiso. n trainer di Aversa ed il suo impagabile staff, nonostante il gravissimo ritardo con cui sono stati costretti ad iniziare la stagione e le oggettive difficoltà, stanno compiendo I' ennesimo miracolo calcistico della loro trionfale gestione. Ovviamente è prematuro esprimere giudizi lusinghieri e definitivi quando siamo ancora all'ottava giornata e c'è quasi un intero campionato da dover affrontare, ma è giusto ed insindacabile riconoscerne i meriti. La vittoria di Pomezia contro il Monterotondo Lupa ha accertato la crescita costante di una squadra che, giornata dopo giornata, sta acquisendo sempre maggiore consapevolezzadella propria forza e maturi-

tà nella gestione tattica ed emotiva degli incontri. Con nove punti conquistati in quattro trasferte, la banda indiavolata di mister Luiso ha un ritmo da prima della classefuori dalle mura amiche. In spazi larghi e senza l' assillo di dover fare a tutti i costi la partita, Molinaro e compagni possono esprimere al meglio le loro qualità e far male in qualunque momento con la rapidità ed imprevedibilità dei propri attaccanti. Tra le mura amiche, nonostanteil Sora sia ancora imbattuto, la squadrabianconera fa maggiore fatica ed è reduce da tre pareggi consecutivi conquistati in rimonta. Questo dato statistico infastidisce non poco il trainer di Aversa che, già contro l' Arzachena, è intenzionato ad invertire questo trend anche se potrebbe avere grossi problemi nel reparto avanzato. Lo scugnizzo di Frattamaggiore Vincenzo Scarpatocontinua ad avere problemi all'adduttore e questomalanno non gli permette di allenarsi come dovrebbe e raggiungere una condizione fisica quantomeno accettabile. n fantasista bianconero è, senza dubbio, il valore aggiunto della compagine volsca, ma questi continui problemi che lo affliggono ~""~ mento. --~-.Problemi Francesco dovuto

Di Pietro

saltare

l' attaccante terapie possibile.

nettunense

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di Pomezia.

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per recuperarlo

Monterotondo,

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Pica. L'attaccante abbandonare

bian-

la contesa

nel secondotempo per un sospettostiramento che, dopo le ecografie di rito, si spera possa rivelarsi di non grave entità. F abio Tranquilli


Nella nona giornata il Sora troverà sulla sua strada la compagine sarda dell ' Arzachena. I galluresi occupano a quota I1 una tranquilla posizione di metà classifica e, dopo una partenza deficitaria, hanno ripreso a marciare a buon ritmo. Ma è soprattutto tra le mura del "Biagio Pirina" che gli smeraldini hanno costruito il loro fortino. Infatti nove degli attuali undici punti la compagine bianco-verde li ha conquistati nei match casalinghi, mentre sono solo due i punti guadagnatiin trasferta. Lontano dalle mura del "Pirina" di Arzachena gli uomini di mister VIrgilio Perra hanno conquistato due buoni pareggi sui campi del Budoni e del Pomigliano, ma sono reduci da due sconfitte consecutive in trasferta contro il Salerno e contro il Città di Marino. Gli smeraldini del patron Antonio Ragnedda sono partiti con un progetto ambizioso e puntano ad occupare le primissime posizioni della graduatoria. Per tale obiettivo il presidente sardo ha affidato la squadra all ' ex trainer del Selargius Virgilio Perra che ha portato al seguito diversi elementi. La stella indiscussa della compagine gallurese è il fantasista Emiliano Melis. n giocatore classe '79 ha trascorsi importanti nei campionati professionistici ( I1 presenze in serie A e 36 presenzee 6 gol in serie B sempre con la maglia del Cagliari) e può fare la differenza in questa categoria. Per il match del "Claudio Tornei" il trainer Perra deve sciogliere il dubbio legato all ' altro Melis. n giovane Federico Melis, classe '93 di cui si dice un gran bene, si è infortunato nel penultimo match contro il Città di

..,

""Virgilio allenatore

--. Emiliano

PERRA Arzachena.

attaccante

Marino ed è in forte dubbio per domenica, anche se il suo sostituto Samuele Spano, classe '94, ha già dimostrato di non farlo rimpiangere andando a segno contro il Fidene. li trainer sardo,anchecontro il Sora, dovrebbe scegliere il consueto 4-3-3 come modulo di riferimento. Tra i pali conferma sicura per il giovanissimo Filippo Onesti ('93) che ben si sta disimpegnando in questo avvio di stagione.La difesa dovrebbe essere composta dal giovane Marcello Fitta ('91) sull ' out destro, dagli esperti Fierluigi Forcu, arcigno difensore ex Selargius, e Fabio Rossi nella zona centrale, e da11 ' altro under Faride Pinna ('92) sulla sinistra. A centrocampo spicca la presenza del ciociaro doc Danilo Bonacquisti, molto conosciuto nel panorama calcistico laziale per aver militato con il Ferentino, con il Cassino e con il Latina, che sarà coadiuvato dagli esperti compagni di reparto Luca Di Prisco, anche

MELIS Arzachena.

lui ex Selargius e dall ' estroso Marcello Angheleddu. li tridente d' attacco dovrebbe esserecomposto dalla stella Emiliano Melis, che dovrebbe inizialmente partire largo a sinistra per sfruttare la possibilità di rientrare sul destro ed essere pericoloso, dall' ex Vùlacidrese Alessandro Steri al centro dell' attacco e dal giovanissimo SamueleSpano ('94) sulla destra. Tra i possibili panchinari il trainer smeraldino annovera giocatori di grossa caratura tecnica quali Roberto Cappai ed Attilio Figos. li primo è un attaccante ex Villacidrese che viene spesso impiagato dal trainer sardo, ma a cui negli ultimi turni viene preferito il più brillante Steri. Figos, invece, è attaccantedi razza per la categoria ma, dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per un mese, da poco è rientrato in gruppo e non ha ancora ritrovato il ritmo-partita. Fabio Tranquilli

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e Il Sora non è una semplice squadra di calcio. Il Sora è una religione professata ogni domenica sul campo, è la curva che dentro o fuori dal "Tornei" non firma solo la presenza, ma lavora di voce e fiato per far sentire la squadra sempre a casa, è la gente delusa dalle pagine tristi di questa società, eppure ancora disposta ad esserci, è Pasquale Luiso che strilla in panchina e col carattere e la cattiveria agonistica che gli hanno fatto toccare l'Olimpo fa da condottiero ai suoi ragazzi, è una società che si sbraccia e 10 fa con fatica per garantire un domani alla propria fede calcistica nonostante mille difficoltà. Per un sorano il Sora è la sua quotidianità, e allora vestire la divisa bianconera è un po' come cucirsela addosso. Lo sanno bene quei tre che nella città del Liri ci sono cresciuti, quella maglia l'hanno voluta e conquista-

ta, e oggi possono lottare per costruirne il futuro. Giuseppe Bellucci, Stefano Berardi e Marco Simoncelli, le bandiere di questo gruppo, li abbiamo incontrati e abbiamo scambiato con loro qualche parola. Bellucci, il "sindaco" di Sora, è uno dei protagonisti della stagione eccezionale dello scorso anno. Per lui tante offerte a fine campionato, eppure ha voluto continuare ad esserci. Cosa 10 ha convinto a restare a casa? «Credo che tutti vorrebbero giocare a Sora. La situazione a fine campionato era incerta, sappiamo tutti che tipo di difficoltà ci fossero. Potevo andare via ma ho voluto aspettare, come anche altri miei compagni. Certo avremmo potuto abbandonare tutto, e alcuni l'hanno fatto, invece abbiamo preferito restare. lo personalmente l'ho fatto perche sento che questa è casa

GiuseppeBELLUCCI

mia, e poi ovviamente per il mister». Cosa rimane di quel gruppo che ha conquistato la serie D? E cosa invece è cambiato in questa nuova esperienza ancora agli inizi? «Buona parte del gruppo dello scorso anno è rimasta -spiega Bellucci -ed essere ripartiti tutti insieme ci ha aiutati a creare affiatamento anche con i ragazzi appena arrivati. Credo che il carattere sia rimasto lo stesso, soprattutto grazie a Luiso. Per noi ogni sua parola è legge, noi gli diamo il massimo e lui fa lo stesso con noi. Poi ovviamente mi sembra evidente la differenza di categoria. Mi esprimerei sul valore di questa squadra ma è ancora troppo presto, sicuramente però siamo sulla strada giusta». Stefano Berardi quest'estate è stato uno dei primi a sposare la causa sorana, pur in un momento particolare per la società. Tanta era la voglia di entrare a far parte di questa famiglia? «Sono stato felice di firmare perche sono un sorano. Afine campionato si vociferava che le cose sarebbero cambiate e ho 'preso la mia decisione a scatola chiusa. Poi con l'arrivo di Paoloni qualcosa effettivamente si è mosso e siamo partiti tutti insieme. Sto bene qui, siamo un bel gruppo, a parte l'episodio di Piccolo non ci sono mai state particolari divergenze. In questo momento devo soltanto lavorare per migliorare, non sto giocando moltissimo' ma sta solo a me far ricredere il mister, che giustamente ha le sue idee».


Marco SIMONCELLI

StefanoBERARDI

Non ha giocato molto, come lui stesso sottolinea, eppure quando il mister l'ha chiamato in causa si è fatto trovare pronto. E' anche arrivata la gioia del primo goal, e scommettiamo sia stata un'emozione particolare. .«Sono stato contentissimo -spiega Berardi -ero molto emozionato e penso si sia anche visto dalla mia reazione. Se fosse stata la rete dell' 1-0 credo che avrei esultato come un pazzo. Invece si trattava del 3-0, a pochi minuti dalla fine, per cui non è stata la stessacosa, ma ne vado davvero fiero. Dopo la gara da titolare contro il Pomigliano poi il mister non mi riconfermò dal primo minuto, e devo ammettere che un po' mi sono scoraggiato. Ho continuato a lavorare e credo che stia dando tanto per questa maglia. Ho capito che Luiso ha fiducia in me e che questa squadra ha bisogno di tutti. Forse all 'inizio ho accusato I' emozione di giocare al

"Tornei", davanti a questa tifoseria. Pensate soltanto che io al Flaminio ero a torso nudo a tifare come un matto». E poi c'è il piccoletto di casa, il giovanissimo Marco Simoncelli cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Sora. Prima grande esperienza per lui, e per di più accanto ad un uomo di calcio come Pasquale Luiso. «Innanzitutto ci tengo a dire che al Flaminio a urlare c'ero anch'io -ironizza Marco. Scherzi a parte è una grandissima fortuna per me lavorare con Luiso. So di essere ancora molto giovane, ho bisogno di imparare molto. Penso di essere arrivato qui che ero ancora "morbido", prestavo attenzione a muovermi nel modo giusto, saltare l'uomo, ma quello che mi mancava era la giusta cattiveria. Il mister mi sta trasmettendo la grinta, e in quello credo non ci sia nessuno meglio di lui. E' arrivato a fare quello che ha fatto con la fame agoni-

stica, quella vera. Credo di essere quello che d~ve crescere di più e allora per me è un vero esempio da seguire». Marco, alla vigilia forse nessuno si aspettava una partenza tanto positiva del Sora. Il calendario finora non è stato di certo agevole, eppure siete lassù. Stanno cambiando i vostri obiettivi in corsa, oppure il traguardo resta di fatto solo la salvezza? «Mi sono ricreduto un sacco. Una categoria nuova, un campionato importante, pensavo avremmo incontrato qualche difficoltà in più. Invece abbiamo cominciato alla grande, sono arrivate le prime vittorie e il nostro valore è venuto fuori. A questo punto o sono le altre ad essere meno forti di quello che pensavamo, o siamo noi ad esserepiù forti. L'obiettivo è e resta la salvezza, certo che se le cose continuassero così perche non sognare? E magari ci scappa un goal di Simoncelli!».


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Iniziata solo da un mesema già fà registrare ottimi numeri. E' la nuova scuola calcio dell' ASD Ginnastica e Calcio Sora che da quest'anno 'vede come responsabili unici Ennio La Posta e Sergio Maltese, coadiuvati da Rocchino Di Stefano, altra vecchia gloria soranae da sempremaestrodei piccoli calciatori bianconeri. A loro si aggiungonogli istruttori Simone Rocca e Attilio Roccatani. "Bianconeri oggi...campioni domani": è 10slogan che riassume I' obiettivo che la scuola intende perseguire.Inanzitutto far innamorare da subito i ragazzini in tenera età dei magici colori bianconeri. E questo si raggiunge facendogli calpestare fm da subito il prato dello stadio della loro città. L' obiettivo principale che però perseguono gli istruttori è quello di curare la loro crescita dal punto di vista sportivo e anche umano, insegnando loro i principi basilan dello sport che sono innanzitutto il rispetto dei compagni e dell'avversarlo. Con la speranzache un domani più di qualcuno, di chi oggi si accingea tirare i primi calci ad un pallone, possadiventare un calciatore capacedi indossarein futuro la maglia della prima squadra del Soraper poi spiccareil volo verso traguardi più ambiziosi. Se 10 augura la società bianconera e sopratutto se 10 augurano chi quest'anno ha voluto accettarequestanuova sfida per amore della propria città. Non mancherannoinfine durante l'anno le possibilità per i piccoli bianconeri di potersi esibire davanti al pubblico dello stadio Tornei. E' già accaduto nella gara con il Salemo scenderein campo mano nella mano con i calciatori e sicuramentela simpatica iniziativa sarà ripetuta. In programma ci sono inoltre delle manifestazioni di piazza e brevi esibizioni durante gli intervalli delle gare di campionato in modo da permettere ai ragazzi di respirare fin da subito la splendida atmosferadi uno stadio Tornei gremito e festante. Per tutti gli interessati si ricorda che le iscrizioni sono ancora apertee che è possibile rivolgersi per infonnazioni e iscrizioni presso la segreteriadello stadio Tornei. Le lezioni si tengono nelle giornate di lunedì e venerdì alle ore 16:00, al coperto in caso di condizioni climatiche avverse.

Sono l'autentico 12° uomo in campo. Non hanno mai mollato. Neanche nei momenti più difficili. D'altronde uno dei motti più famosi coniato da loro è proprio "soffrire sempre, mollare mai". Stiamo parlando della splendida curva nord Sora, nella foto in un momento della ultima trasferta in quel di Pomezia.Presenzafissa e incitamento costante sempree comunque. Questo il punto di forza di una tifoseria che da 5 anni a questaparte ha permessoal Sora di giocare sempre in casa. Da Strangolagalli a Casalattico, da Torrenova a Zagarolo passandoper tutti i campi della regione che in questi ultimi cinque anni li hanno visti indiscussi protagonisti frno ad arrivare al Flaminio per una gara diventata leggenda. E con il salto in serie D la definitiva consacrazionedi una tifoseria pronta a rispolverare i fasti di un recente passatofatto di presenzedi massa in ogni parte d'ltalia e coreografie memorabili. La rinascita del calcio sorano è merito anche di questi ragazzi che al pari di tutta la tifoseria bianconera ha saputo aspettarecon pazienza e fede che la ruota tornasse a girare nel verso giusto. Domenica prossimala prova del fuoco. Dopo tanti anni per la prima volta il Sora varca i confini regionali (nelle precedenti trasferte infatti si è sempre giocato nel lazio) per recarsi a Cagliari. Siamo sicuri che anchenell'isola i bianconeri non sarannosoli. Così come è semprestato e saràper sempre. FORZA RAGAZZI: SORA SIETE VOI!



Forza Sora