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IL MAGAZINE DEI GIOVANI DELLA CROCE ROSSA ITALIANA Anno IV - n°11 - novembre 2011

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SOMMARIO

L’APPRONFONDIMENTO...

Emergenza alluvione: I Giovani C.R.I. a sostegno delle popolazioni Tante le attività svolte in questo mese nelle varie regioni colpite dalle alluvioni Alla pagina 4

La CRI del futuro Dopo 31 anni, uno schema di decreto legislativo riapre la strada alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana. Tante le novità, dallo Statuto al superamento dello schema attuale delle componenti. “Passo storico” secondo Rocca. Alla pagina 5

Novembre 2010 – novembre 2011: dove siamo arrivati ad un anno dall’assemblea nazionale Intervista a Rosario Valastro, ispettore nazionale dei Giovani CRI, per valutare il lavoro svolto Alla pagina 6

Paolo Picciafoco, commissario regionale dei Giovani CRI, racconta la sua esperienza “giocata in casa” L’incontro con il consiglio nazionale e con gli ispettori provinciali Alla pagina 8

Torna l'influenza, segui i consigli della Croce Rossa PIONews ripropone la campagna del 2010 lanciata dalla FICR Alla pagina 9


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SOMMARIO

DALLE REGIONI...

Sardegna: I Giovani CRI sardi, nuovamente insieme! La prima giornata informativa dell’area Servizio nella Comunità

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DALLE REGIONI...

Piemonte: L’allergia a scuola A Torino i Giovani della Croce Rossa affrontano la tematica delle allergie alimentari nelle scuole. Alla pagina 10

Alla pagina 9

Lombardia: Ad Halloween la Prevenzione va in Disco Nella Notte di Zucche e Streghe i Giovani della C.R.I diffondono il verbo della Prevenzione sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili e dell' EducAzione alla Sessualità

Marche: Campagna LSD: “Impara e Sobrio Decidi” Nelle Marche una nuova sfida da affrontare Alla pagina 13

Alla pagina 11

Lombardia: Gli amici del “Rosso Rubino”

Lazio: Raid Cross : “Esserci per cambiare il domani”

Stipulata la convenzione tra Policlinico S. Matteo di Pavia e Club 25

A Piglio una giornata per divenire cittadini del mondo

Alla pagina 14

Lazio: Club 25 at school Il successo di Club 25 in un liceo romano Alla pagina 16

Calabria: Crisi senza età Pesa sulle spalle dei giovani la crisi italiana. Dai più grandi hai più piccoli. Alla pagina 17

Alla pagina 15

Piemonte e Lazio: Halloween e la Croce Rossa Dolcetto o scherzetto? Alla pagina 17

Puglia: Due giornate informative sulle campagne nazionali Obbiettivo: fornire nuove conoscenze ai Giovani CRI e prepararli in vista del prossimo campo di Dicembre Alla pagina 18

Piemonte: L’altruismo viene premiato Premio l’Orso d’Oro di Biella Alla pagina 19


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Emergenza alluvione: I Giovani C.R.I. a sostegno delle popolazioni Tante le attività di soccorso svolte in questo mese nelle varie regioni colpite dalle alluvioni Nel mese di Novembre una serie di alluvioni hanno colpito l‟Italia da nord a sud, lasciando dietro a se una scia di distruzione e di fango, vittime e tanto dolore. Le popolazioni colpite non si sono arrese, anzi si sono rimboccate subito le maniche per ripartite dalle macerie e ricostruire un nuovo futuro dove queste cose non devono più accadere, infatti l‟Italia da sempre è un popolo solidale in queste situazioni e appena sono uscite le prime notizie di queste catastrofi si sono avviate le catene di solidarietà per far giungere il proprio aiuto ai territori in difficoltà, con l‟Abruzzo in testa - in cui è ancora vivo il ricordo del terremoto- le regioni hanno partecipato alla “gara di solidarietà” . Come sempre la Croce Rossa è sempre in prima linea nell‟emergenza in sostegno alla popolazione, infatti tanti sono stati gli interventi svolti e che tuttora sono attivi su tutti territori colpiti dalle alluvioni. La Croce rossa ha dispiegato tutti i mezzi, le squadre speciali di SMTS (Soccorsi con Mezzi e Tecniche Speciali) e OPSA (Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua) e tutti i volontari a disposizione. I territori maggiormente colpiti sono stati quelli della Liguria con la provincia di La

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spezia e Genova che sono state messe in ginocchio; altre significative emergenze si sono avute in Piemonte, in Toscana e nei scorsi giorni in Calabria e Sicilia dove nel messinese l‟allerta è ancora alta a causa dell‟elevato rischio frane e smottamenti. Uno sforzo immane quello della Croce Rossa dove in questi territori, soprattutto nei paesi più colpiti, ogni giorno si alternano decine di volontari nelle tendopoli allestite; specie in Liguria dove vengono distribuiti ogni giorno oltre 400 pasti e nei momenti più critici si è arrivato sino a quota mille, per non parlare della diffusione di coperte e tutto il materiale necessario per gli sfollati. L'emergenza però non è gestita solo all'esterno e nelle zone colpite, ma viene svolto un immenso lavoro anche nelle Sale Operative, a partire da quella nazionale sino alle provinciali dove viene svolto un lavoro di monitoraggio della situazione 24 ore al giorno. Importante è stata anche la partecipazione dei ragazzi osannati dalle tv e dalla stampa per la voglia con cui si sono prodigati nel ripulire le strade e per l‟impegno che hanno svolto spontaneamente con la voglia di ripartire, ragazzi tra cui ci sono anche i “Giovani della Croce Rossa” che come sempre si sono dimostrati attivi in tutte le zone colpite nel gestire l‟emergenza e nel portare sostegno alle popolazione e ai soggetti vulnerabili sia durante che dopo l‟emergenza; in alcune zone hanno istituito il servizio di doposcuola ricreativo per i bambini delle zone colpite dall‟emergenza. A Brugnato (La Spezia) è in fase realizzazione un progetto dal nome "Costruiamo la magia del domani" rivolto ai bambini di Brugnato e delle aree limitrofe. Alcuni Psicologi CRI e i Giovani della Croce Rossa, intratterranno per alcune ore pomeridiane i piccoli nel ten-

tativo di ricostruire in loro punti di riferimento e far riavvicinare i margini della ferita traumatica subita affinché la cicatrice non rappresenti un ostacolo significativo alla loro crescita. Il progetto, oltre ad essere finalizzato ai bambini tende a far si che anche i genitori siano facilitati nella ricostruzione della serenità familiare anche se in un nuovo contesto. Gli psicologi della CRI sono presenti sul territorio con molte squadre a supporto delle persone colpite dal disastro e dei familiari di alcuni delle vittime e dei dispersi. La Croce Rossa Italiana ha avviato una campagna di raccolta fondi per la Liguria e la Toscana. È fondamentale contribuire subito alla ricostruzione di queste regioni martoriate per dare la speranza di rinascita a tutti gli abitanti. Oltre le donazioni che si possono effettuare on-line sul sito

www.cri.it sono avvenute specifiche iniziative, come quella del 19 Novembre, per la quale in accordo con la Fiorentina, durante la partita Fiorentina – Milan, i volontari hanno raccolto le donazioni destinate all'acquisto di beni primari per la popolazione e per la sistemazione - almeno provvisoria - dei ragazzi degli asili e delle scuole elementari e medie. Croce Rossa e Giovani C.R.I. sempre in prima linea durante le emergenze: “I primi ad arrivare, e gli ultimi ad andare via”. Marco Bellezza Redazione PIONews marco.bellezza@cripionieri.it


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L’APPRONFONDIMENTO...

La CRI del futuro Dopo 31 anni, uno schema di decreto legislativo riapre la strada alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana. Tante le novità, dallo Statuto al superamento dello schema attuale delle componenti. “Passo storico” secondo Rocca. Statuto definitivo e termine del commissariamento, formazione e gioventù, indipendenza dallo Stato, superamento dello schema delle componenti civili non ausiliarie delle forze armate, comitati locali e provinciali come associazioni di volontariato. Questi i punti salienti dello schema di decreto legislativo per la riorganizzazione della Croce Rossa Italiana, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 11 novembre e definito un “passo storico” dal commissario straordinario Francesco Rocca. “Il nostro auspicio era quello di una Croce Rossa più moderna: finalmente dopo 31 anni (la legge di riordino della CRI risale al 1980) siamo davanti ad un punto di svolta. Si tratta di riforme assolutamente importanti, ma per questo bisogna viverle e metterle alla prova”, ha commentato Rosario Valastro, ispettore nazionale dei Giovani della CRI. Nell‟attesa che lo schema di decreto legislativo continui il suo iter burocratico per l‟approvazione, si è già espressa anche la Federazione Internazionale di Croce Rossa, con il suo segretario generale, Bekele Geleta, che si è congratulato per il passo avanti compiuto nel modificare la base giuridica della Società nazionale italiana. Comitati locali e provinciali come associazioni di volontariato. Davvero importanti sono le novità che riguarderanno i comitati locali e provinciali, che diventeranno “organismi associativi autonomi dotati di propria personalità giuridica di diritto privato”. Una modifica giuridica del genere, dovrebbe permettere un‟azione ed una burocrazia più snelle da parte della CRI sul territorio, con i comitati locali e provinciali

che saranno identificati come associazioni di volontariato e non più come parte di un ente pubblico. A vigilare sull‟operato sul territorio, a coordinare e permettere il rispetto del principio di unità, rimarranno i comitati regionali ed il Comitato Centrale, che saranno ancora identificati come ente pubblico. Indipendenza dallo Stato. Un‟altra grande novità, che pone la CRI al pari delle altre società internazionali, è il riconoscimento dei Principi fondamentali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa da parte delle Autorità Italiane, che presuppone il rispetto del principio di indipendenza da parte dei pubblici poteri, “così come prescritto dalla risoluzione 55 (I) dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1946”. La Croce Rossa Italiana, così, rimane “ausiliaria dei pubblici poteri” pur difendendo la propria osservanza dei 7 Principi internazionali. Per la prima volta la legge utilizza la formula richiesta dal Comitato Internazionale di Croce Rossa. Gioventù. “Svolgere attività con i più giovani ed in favore dei più giovani, anche attraverso attività formative presso le scuole di ogni ordine e grado”. Nel comma che elenca i compiti istituzionali e di interesse pubblico della CRI, è questa la frase che balza subito agli occhi e che sembra essere il riconoscimento formale dell‟operato dei Giovani della Croce Rossa Italiana, indicando la formazione della gioventù tra le funzioni esercitate dall‟Associazione, al pari di azioni “storiche” come l‟assistenza sociale, il soccorso sanitario ed i servizi in favore delle vittime dei conflitti armati. Statuto e termine commissariamento. Con il nuovo decreto, il commissariamento della CRI viene prorogato fino al 31 dicembre 2012, termine entro il quale il commissario straordinario ha il compito di p r o c e d e r e all‟approvazione dei bilanci del 2010 e 2011, riorganizzare le componenti non ausiliarie delle forze

immagine di repertorio

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immagine di repertorio armate e approvare uno statuto provvisorio, con lo scopo di consentire ai volontari di eleggere i propri vertici e deliberare, per la prima volta in assoluto da quando esiste la CRI, lo Statuto definitivo. Superamento del sistema delle componenti volontaristiche. “Il commissario straordinario provvede alla riduzione del numero delle attuali componenti volontaristiche civili della CRI, ispirandosi a criteri di efficacia, efficienza ed economicità”. Queste le parole dell‟articolo 7 dello schema di decreto, che sproneranno la CRI ad attuare una riorganizzazione del sistema attuale delle componenti civili non ausiliarie, composto oggi da 4 corpi: il Comitato Nazionale Femminile, i Volontari del Soccorso, i Giovani della CRI, e i Donatori di Sangue. Si tratta di uno dei grandi temi che sta già coinvolgendo la Croce Rossa Italiana da decenni e che adesso trova una possibile soluzione, anche alla luce delle prospettive di riforma del workshop tenutosi a Jesolo nel 2009, nel corso del quale tutti i vertici presenti hanno convenuto sul sistema organizzativo del volontariato adottato dalla Società Nazionale Finlandese. Valastro, che con un articolo sul PIONews dello scorso maggio aveva esortato i volontari ad “agire con un confronto leale” nel processo di rinnovamento della CRI, condividendo i punti chiave scelti dai Giovani per un‟Associazione “proiettata verso il futuro”, adesso sottolinea la propria soddisfazione per le possibilità che questo decreto apre di fronte ai volontari: “la previsione che lo Statuto sia approvato dai Soci e che le strutture siano spogliate dalla burocrazia è, senza dubbio, la parte più importante del testo. Tra l‟altro, non posso non essere contento del fatto che sono state recepite molte delle indicazioni della delibera n.1 della Prima Assemblea Nazionale dei Giovani, nonché del documento finale della Seconda”. Luca Tomassoni Redazione PIONews luca.tomassoni@cripionieri.it


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L’APPRONFONDIMENTO...

Novembre 2010 – novembre 2011: dove siamo arrivati ad un anno dall’assemblea nazionale Intervista a Rosario Valastro, ispettore nazionale dei Giovani CRI, per valutare il lavoro svolto “Ciao Rosario! Ti chiamo per intervistarti riguardo l’incontro avuto nel napoletano alla fine di ottobre…”. Inizio così la mia chiacchierata con Rosario, per intervistarlo su quanto è stato detto durante l‟ultimo incontro avuto dal 30 ottobre al 1° novembre a Casalnuovo di Napoli, dove circa 150 vertici si sono riuniti per fare il punto della situazione ad un anno dall‟Assemblea Nazionale dei Giovani. “Si è ritenuto necessario questo incontro dopo un paio di mesi dall’assemblea nazionale per fare una verifica, un punto della situazione, una sintesi del lavoro svolto dagli ispettorati a tutti i livelli da un anno a questa parte – spiega Rosario Valastro –, in modo da poter creare un confronto tra gli obiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere e come raggiungerli. Si è infatti creato un clima rilassato, un gruppo di lavoro coeso che ha sviluppato un senso di familiarità ed ha quindi stimolato il dibattito. Alcuni ispettorati, magari, che non riuscivano a trovare una strategia d’azione per il raggiungimento di un qualche obiettivo hanno avuto modo di esprimersi in libertà chiedendo consigli ad altri ispettorati, così da poter avere un supporto attraverso esperienze già vissute. Lo svolgere un incontro di verifica è un’azione svolta dalle società estere, dove a metà di ogni piano nazionale viene fatta una verifica, per poi ripartire con nuovi spunti”.

Entrando più nello specifico, com’è stato organizzato a livello contenutistico quest’incontro? “La preparazione è stata svolta in due-tre mesi di lavoro, iniziata con il consiglio nazionale svoltosi in Umbria e continuata con varie riunioni via Skype con gli ispettori regionali, i delegati tecnici nazionali e i vice ispettori nazionali, in maniera da poter decidere come dividere il lavoro nei giorni e quali argomenti affrontare. La prima sera abbiamo svolto cinque tavoli sulla formazione, uno per ogni area d’intervento della durata di mezz’ora l’uno, dove gli ispettori sono stati divisi in gruppi per poi ruotare e dare, quindi, ognuno il proprio contributo su come mi-

gliorare la formazione interna. Il secondo giorno invece sono stati fatti dei workshop sui regolamenti e il miglioramento di questi, sulle attività rispetto al documento nazionale, in relazione alle necessità del territorio e sulla partecipAzione”. Possiamo trovare una parola chiave per questo incontro? “Partecipazione. La preoccupazione maggiore è stata infatti quella di far partecipare e far sentire partecipanti tutti gli organi presenti, che molto spesso hanno difficoltà a sentirsi parte di un solo movimento. Di certo non c’è stato disagio perché, come ho detto in precedenza, il clima era familiare ed è quindi stato facile sentirsi ascoltati. Anche l’intervento del commissario straordinario Francesco Rocca – continua Rosario Valastro – è degno di nota. Porre delle domande riguardo al nostro futuro come associazione con chiarezza e senza filtri è stato un segno di partecipazione, perché ci sono state delle risposte date in maniera trasparente e senza ulteriori intermediari, che molto spesso creano dubbi che non vengono sciolti.” Qual è il bilancio a un anno dall’assemblea nazionale? “Sicuramente positivo. Sono soddisfatto degli obiettivi raggiunti e ancor di più sono soddisfatto della squadra di lavoro unita che ho trovato all’incontro a Casalnuovo di Napoli”. Veronica di Biase Redazione PIONews veronica.dibiase@cripionieri.it


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Paolo Picciafoco, commissario regionale dei Giovani CRI, racconta la sua esperienza “giocata in casa” L‟incontro con il consiglio nazionale e con gli ispettori provinciali Come previsto dall'ultima Assemblea Nazionale dei Giovani della Croce Rossa, il Consiglio Nazionale e gli Ispettori Provinciali si è incontrato, come da programma, a Casalnuovo di Napoli per tirare le somme a distanza di un anno. Paolo Picciafoco, ex Ispettore di Casavatore e attuale Commissario regionale dei Giovani della Croce Rossa Italiana della Campania dal gennaio 2011 ci aiuta a comprendere le dinamiche dell'evento. «Con il Consiglio Nazionale, svoltosi dall'8 all'11 ottobre a Perugia, sono stati decisi i punti da trattare durante la riunione di Casalnuovo e a noi della Campania è rimasta da organizzare solo la parte logistica dell'evento». Un'organizzazione che pare aver funzionato bene e del quale lo stesso Picciafoco si sente soddisfatto «L'evento è andato bene e io personalmente mi ritengo soddisfatto». Per l'appunto, ma cosa è successo durante questo incontro? «La riunione è stata divisa in due parti – ci dice Paolo – la prima dopo i saluti miei, dell'Ispettore Nazionale dei Pionieri, Rosario Valastro e del Commissario Nazionale Francesco Rocca, ha visto un momento di dibattito sulla proposta di privatizzazione della Croce Rossa Italiana che ha messo in luce nuovamente

l'intenzione dei vertici di giungere al voto democratico dei rappresentanti». Dopo questo momento di confronto, lo stesso Commissario Regionale, come a ribadire la vicinanza fra i vertici e qualunque altro volontario, si è calato nella parte del semplice partecipante e ha preso parte a tutte le attività della riunione. «Nei giorni a seguire, quindi, abbiamo fatto il punto della situazione su tutte le aree previste dal progetto associativo, cercando di mettere in evidenza le eventuali criticità e proponendo le soluzioni del caso». Tutto questo, infatti, da un lato affinerà gli strumenti di intervento e, dall'altro, permette di preparare il lavoro della prossima Assemblea Nazionale.

«L'ultima parte della tre giorni ha visto tavoli di lavoro sui regolamenti, e sulla partecipazione dei giovani alle attività svolte da Croce Rossa». In definitiva cosa si può dire di questo evento? «Da Commissario regionale, mi auguro che, quanto deciso durante questa riunione possa essere una serie e concreta opportunità per il Movimento e per tutti i Volontari». Marco di Bello Redazione PIONews marco.dibello@cripionieri.it


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Torna l'influenza, segui i consigli della Croce Rossa PIONews ripropone la campagna del 2010 lanciata dalla FICR Puntuale come non mai il virus dell'influenza è arrivato in Italia anche quest'anno; a metà novembre è stato isolato a Genova su un paziente 40enne dopo essere stato colpito da una polmonite. Il virus di quest'anno si chiama H3N2, quello della cosiddetta "australiana". Anche quest‟anno, come fu per il 2010, si prevede però la circolazione di tre virus: l‟H3N2, l‟H1N1 (quello che provoca la cosiddetta influenza A) ed il B/Brisbane, tutti e tre coperti comunque dal vaccino trivalente. L'Istituto Superiore della Sanità ha comunicato che i contagi aumenteranno nel periodo natalizio fino ad arrivare al picco tra gennaio e febbraio. L'andamento previsto è simile a quello dello scorso anno, ad eccezione di piccole mutazioni che interessano questi virus, con una stima che va dai 2 ai 4 milioni di casi complessivi al termine della stagione influenzale. La Redazione di PIONews invita quindi i pazienti a rischio di vaccinarsi, si è ancora in tempo, ed in ogni caso a seguire 5 semplici consigli di come prevenire l'influenza. La campagna era stata lanciata nel 2010 dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) per prevenire l'influenza A e la riproponiamo per evitare spiacevoli convenienti. Lavarsi sempre le mani, coprirsi la bocca, separare i malati, mantenere le distanza e gettare sempre i rifiuti. Non fatevi trovare impreparati! Francesco Ameglio Redazione PIONews francesco.ameglio@pio.cri.it

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I Giovani CRI sardi, nuovamente insieme! La prima giornata informativa dell‟area Servizio nella Comunità Era arrivato il momento di tirare le somme, ad un anno circa dal Primo Campo Regionale, e di metter nuova carne al fuoco. Ecco che nasce la prima giornata informativa dell‟aria Servizio Nella Comunità, organizzata e gestita dalla Delegata Tecnica Regionale Simona Serrau e dalla Delegata Tecnica Locale di Cagliari Giovanna Carboni. La giornata, tenutasi presso la sede di Bosa lo scorso 13 novembre ha visto la partecipazione di tutti i gruppi giovanili dell‟isola. Le danze si aprono con il video di presentazione della giornata, immagini del precedete campo che si concludono con una frase che esprime tutto lo spirito dei giovani sardi “Concludiamo quello che abbiamo iniziato”! Nelle facce dei volontari che hanno vissuto sulla propria pelle il campo regionale, sguardi fieri, un pizzico di commozione e tanta voglia di continuare a lavorare sodo per cambiare le cose e migliorare la società. Un breve giro di presentazioni per i nuovi e si inizia con il Progetto Associativo… Un intenso brainstorming ed una prima attività in gruppi che prevedeva la lettura, l‟analisi ed il riassunto del Progetto. Via poi con i tre splendidi video ed immagini emozionanti di Solforino e dei diversi giovani di Croce Rossa nel mondo… il punto d‟arrivo sono le idee, le vulnerabilità e le attività che, nonostante le diversità e le distanze geografiche, restano praticamente immutate. Il tutto porta alla Dichiarazione della gioventù, anch‟essa letta, analizzata e riassunta - sempre come attività in gruppi. A concludere la mattinata una interessante video chiamata con il commissario regionale Santi Cavallaro il

quale, con molta calma e chiarezza, ha spiegato ai presenti l‟attuale situazione della società nazionale e ha dato gli ultimi aggiornamenti in campo regionale. Arriva poi il momento della pausa pranzo, ed il gruppo locale di Bosa (Giovani CRI e Volotnari del Soccorso) offrono ai colleghi un ottimo banchetto, all‟aperto e sotto i raggi del sole. Un pranzo in compagnia che più che a riposare e staccare dalle attività, serve a discutere e confrontare le idee dei singoli. Subito dopo si torno in sala per un breve e divertente rompighiaccio “il terremoto” e via con le slide sull‟area Servizio nella Comunità che spiegano in modo semplice e non troppo pesante l‟area di intervento e le diverse attività ad essa legata. Per concludere al meglio la giornata, altra divisione in gruppi e breve programmazione ed esposizione di un‟attività basata naturalmente sull‟analisi del territorio, i saluti e l‟arrivederci al prossimo incontro. “Le sensazioni alla fine di questa intera giornata di lavoro assieme sono più che positive” riferisce la Delegata Tecnica Locale Giovanna Carboni, “Non sapevamo

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come ci avrebbero accolte ma sono stati tutti gentilissimi e super attenti. E‟ stato emozionante rivedere tutti dopo quasi un anno”. Marco Palluca, responsabile del gruppo ospitante, spiega: “Abbiamo alcuni progetti in cantiere, specie per il periodo natalizio. Questa giornata ci è servita per capire bene cosa fare, come farlo e soprattutto come sfruttare al massimo le risorse di cui disponiamo”. In conclusione di tutto la Delegata Tecnica Regionale Simona Serrau dichiara: “Sarò sempre disponibile a delucidazioni ed aiuti vari. Mi aspetto che i Giovani CRI sardi mettano in pratica tutto quello che hanno appreso sull‟area Servizio Nella Ccomunità e non solo. Sono stata informata di alcuni progetti in via di sviluppo e sono certa che presto i ragazzi riusciranno nei loro intenti. Posso solo dire loro che hanno la mia piena fiducia ed augurargli buon lavoro”. Valentina Boscu Redazione PIONews valentina.boscu@cripionieri.it


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L’allergia a scuola A Torino i Giovani della Croce Rossa affrontano la tematica delle allergie alimentari nelle scuole. I Giovani della Croce Rossa Italiana della Provincia di Torino sono impegnati dal 2007 nella realizzazione della “Campagna Provinciale sulle Allergie Alimentari”, denominata “L'Allergia...a scuola”, un progetto educativo rivolto ai compagni di classe del bambino con pregressa anafilassi da allergia alimentare, unico nel suo genere e il primo in Italia. Tale progetto prevede l'intervento della componente nelle Scuole dell‟infanzia, primarie e secondarie di primo grado ove siano presenti casi segnalati di bambini con A.A. (Allergia Alimentare), attraverso la realizzazione di incontri della durata di 2 ore in occasione dei quali i compagni di classe vengono sensibilizzati ed informati in merito al tema ed ai rischi ad esso connessi, con l‟utilizzo di materiale didattico quale giochi e favole creati da pedagogisti dell‟A.N.G.E.A. (Associazione Nazionale Genitori Eczema atopico e Allergie alimentari), diversificati a seconda delle fasce di età, e finanziati, nella stampa, grazie al contributo economico del Rotary. Tale campagna si colloca nell‟ambito di un progetto-pilota sviluppato nelle scuole della Città di Torino, la cui idea nasce dalla raccolta delle esigenze dei genitori e degli insegnanti di bambini con gravi allergie alimentari. Esso si propone di formare gli educatori a conoscere, prevenire, riconoscere e saper trattare le reazioni conseguenti all‟assunzione accidentale di alimenti allergenici. In Italia non esiste un approccio uniforme e

condiviso per l‟inserimento a scuola, dell‟obbligo e del pre-obbligo, di bambini con gravi allergie alimentari e le idonee strategie di educazione, di prevenzione e di intervento, che dovrebbero includere tutte le figure coinvolte nell‟ambiente scolastico, sono spesso non previste o insufficienti. Infatti, per quanto riguarda educatori e insegnanti, non è prevista alcuna formazione né informazione in merito alla conoscenza e alla prevenzione delle reazioni conseguenti ad assunzioni accidentali di alimenti allergenici a scuola, né in merito ad un primo intervento in attesa dell‟arrivo dei mezzi di soccorso. In base a quanto sopra esposto, nel 2002 l‟ A.N.G.E.A. e l‟Ambulatorio Allergie Alimentari dell‟Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, hanno avviato il progetto che si propone di formare gli educatori e gli insegnanti a conoscere, prevenire, riconoscere e saper trattare le reazioni conseguenti all‟assunzione accidentale di alimenti allergici. Tale progetto ha determinato la creazione di un protocollo d‟intesa inerente la tutela dei bambini con gravi allergie alimentari nelle scuole, sottoscritto nel 2004 dalla Città di Torino, dalle ASSL, dall‟A.N.G.E.A., dall‟Ospedale Infantile Regina Margherita, dalla Federazione Italiana Medici Pediatri e dalla Federazione Italiana Medici Generalisti; nel progetto è inoltre coinvolta la Centrale Operativa 118 di Torino e provincia. Fatta salva l‟autonomia decisionale in merito all‟adesione al protocollo delle singole istituzioni scolastiche e alla partecipazione al progetto di formazione del singolo operatore della scuola, docente e non docente, gli insegnanti della classe frequentata

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dal bambino con pregressa anafilassi da A.A. hanno avuto accesso alla formazione. Nel triennio 2005-2008, grazie al contributo erogato dalla Compagnia di S. Paolo e all‟adesione al Protocollo d‟intesa dell‟Ufficio Scolastico Provinciale di Torino, è stato possibile iniziare ad estendere il progetto formativo alle scuole dell‟obbligo e del pre-obbligo, Statali e Private paritarie, di Torino. Tutte e 133 le scuole comunali hanno aderito fin dal 2004 al progetto; nel triennio 2005-2008, sulle 278 scuole statali/private paritarie contattate, 191 hanno aderito. Contestualmente al lavoro svolto con gli insegnanti, nel 2007 è stato avviato un progetto parallelo attuato dall‟A.N.G.E.A. in collaborazione con i Giovani della Croce Rossa del Comitato provinciale di Torino, destinato ai bambini di età compresa tra i 3 e i 14 anni. Lo scopo è quello di far comprendere ai compagni di classe dei bambini con pregressa anafilassi da alimenti il significato dell‟allergia alimentare e del rischio ad essa correlato, senza mai peraltro drammatizzare la situazione, nonché di sensibilizzarli e di stimolarne il senso di solidarietà e responsabilità. Durante l‟incontro, della durata di 2 ore, si utilizza il kit didattico fornito dall‟associazione A.N.G.E.A (favole, giochi e attività varie) specifico per ogni fascia d‟età. Il materiale è stato messo a punto grazie all‟attiva collaborazione di medici, pedagogisti, educatori, genitori e bambini dell‟A.N.G.E.A. . Grazie al contributo economico del Rotary il kit è stato rivisitato e ristampato con una grafica bella e accattivante. L‟intervento dei Giovani all‟interno delle Scuole viene presentato agli insegnanti nel corso della giornata di formazione del personale scolastico. Tale intervento è coordinato dall‟Ispettorato Provinciale dei Giovani di Torino, nella figura di Manuela Debernardi Referente Provinciale per la Campagna sulle Allergie Alimentari, alla quale vengono inoltrate tutte le richieste di intervento. Spetta all‟Ispettorato Provinciale contattare le Scuole richiedenti per concordare orari e date degli incontri rispondenti alle necessità delle stesse e dei Volontari. Alla data di Novembre 2011 sono circa 60 gli incontri svolti, nei vari gradi di scuola, con oltre 1.400 bambini “formati”. La formazione dei Giovani della Croce Rossa è gestita dall‟Associazione A.N.G.E.A.


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che provvede alla formazione medica e psico-pedagogica dei Giovani, tramite medici, psico-pedagogisti ed educatori A.N.G.E.A., che da anni operano in supporto di genitori, insegnanti e bambini con allergia alimentare, organizzando una giornata di formazione della durata di 8 ore (4 ore teoriche e 4 ore pratiche). Ai Giovani della CRI viene spiegata cos‟è l‟allergia alimentare, come si manifesta e soprattutto quali sono i sintomi di maggiore urgenza per i quali è necessario un intervento immediato; quali sono e come agiscono i farmaci che si utilizzano in caso di reazioni allergiche ad alimenti; quali sono gli alimenti più frequentemente implicati nelle reazioni allergiche e in quali cibi semplici e composti essi sono contenuti, anche in forma “nascosta”; come leggere ed interpretare le etichette degli alimenti confezionati; in quali circostanze può verificarsi a scuola una assunzione accidentale di alimento allergenico e come prevenirla, ponendo particolarmente l‟accento sul ruolo dei compagni di classe del bambino allergico. Nella parte pratica vengono presentati i giochi e il materiale didattico A.N.G.E.A.CRI, il cui utilizzo viene spiegato nel dettaglio e sperimentato.

Ad Halloween la Prevenzione va in Disco Nella Notte di Zucche e Streghe i Giovani della C.R.I diffondono il verbo della Prevenzione sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili e dell'EducAzione alla Sessualità I Giovani della Croce Rossa della Provincia di Pavia, nella festosa serata del 31 ottobre 2011, preludio alla notte di Halloween, hanno realizzato una fantastica iniziativa, volta a promuovere la prevenzione delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) ed informare i giovani su temi quali sessualità, stigma e pregiudizio. Location dell‟evento è stata la Discoteca “Club House” di Salice Terme, in provincia

DALLE REGIONI...

Dal 2007 ad oggi sono state svolte n. 3 giornate di formazione per un totale di n. 55 Giovani CRI formati, e una prossima è prevista nel 2012 aperta a tutti i pionieri della regione Piemonte. Visto lo straordinario successo del progetto

e i risultati conseguiti, nel corso degli anni 2009 e 2010, quest’anno il progetto-pilota della Città di Torino è stato rielaborato da parte di tutte le parti coinvolte, per permettere di estendere il progetto ad altre province. Nel giorno di lunedì 21 Novembre 2011, presso la Sala-Teatro del Cottolengo, l‟Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte ha organizzato il Seminario “Accoglienza e inserimento a scuola dei bambini con gravi allergie alimentari: l‟esperienza pilota del-

di Pavia. I Giovani CRI coinvolti nell‟evento tra animatori e staff, sono stati approssimativamente 30 e proprio grazie a questa notevole presenza è stato possibile che quest‟ambiziosissima attività potesse andare nel migliore dei modi! I Giovani hanno pianificato la serata lavorando in team, curando tutti gli aspetti, e ciascuno ha operato secondo le proprie competenze, sostenendo lo sforzo collettivo: le persone-risorsa, ovvero gli animatori MST -cuore dell'attività- hanno curato anzitutto l'informazione e la formazione dello staff, affinché i Giovani CRI si muovessero in quel contesto all'unisono, con un unico obiettivo, perseguibile, chiaro e condiviso: attraverso una comunicazione efficace in grado di raggiungere il target identificato,

la Città di Torino” aperto a tutti i dirigenti scolastici, o loro delegati, della Regione Piemonte. Manuela Debernardi Referente Provinciale per la Campagna sulle allergie alimentari, spiega: “L‟attività ha dato riscontri molto positivi, sia genitori che insegnanti e bambini sono molto soddisfatti. Il fatto di avere un kit preparato e studiato da pedagogisti, medici, genitori e “testato” sugli stessi bambini lo rende strumento efficacissimo. I bambini sono sempre carinissimi, molto partecipativi, riescono a divertirsi e allo stesso tempo a riflettere sui cibi, su cosa può o non può far male e capiscono che certi alimenti non possono darli ai compagni altrimenti gli causerebbero dei malori. Informarli sul tema delle Allergie Alimentari li rende molto solidali l‟uno con l‟altro. Come per qualsiasi argomento se non c‟è informazione/formazione si affronta tutto con paura e diffidenza, dai genitori del bimbo allergico agli insegnanti e agli stessi compagni di classe. Questo progetto di formazione/ informazione permette a tutti i soggetti di affrontare la tematica in modo più tranquillo e sereno.” Federica Sorrentino Redazione PIONews federica.sorrentino@cripionieri.it

ottenere da questo un feedback positivo, comunicando e suscitando consapevolezza in merito alle MST. Si è proceduto identificando una location in cui tenere l'attività, e presi i contatti del caso, ci si è assicurati autorizzazioni e permessi. Si è poi passati a curare la logistica, l'organizzazione della postazione, la segreteria, la modulistica, le attività, i materiali, ecc ecc... Il risultato ottenuto è stato più che soddisfacente, risultato maturato grazie ad una attenta analisi dei bisogni effettuata sul territorio della provincia, che come risultato ha messo in luce quanto gli adolescenti avessero poche conoscenze sulle MST ed all‟EducAzione alla Sessualità.


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re a ciascun partecipante, di autovalutare la propria "cultura" in ambito di educazione sessuale.

Marco Cerri,Commissario Provinciale dei Giovani della C.R.I di Pavia, orgoglioso del lavoro svolto dal suo Gruppo ha sostenuto che: “I Giovani in questi territori spesso vivono la sessualità tra paure ed incertezze, perché privi di un’adeguata informazione e supporto reale da parte delle istituzioni: l'attività posta in essere dal Gruppo ha creato una breccia nel muro dell'inconsapevolezza in materia, suscitando quantomeno, nei giovani contattati, la consapevolezza di non saperne abbastanza”. I Giovani della C.R.I., appositamente formati, hanno somministrato i test, per verificare statisticamente la conoscenza in materia di MST dei giovani Clubber che si sono prestati all'attività. Hanno inoltre posto in essere e curato attività studiate appositamente per l‟evento cui i Clubber hanno partecipato con entusiasmo! Si è raggiunta la considerevole soglia di 750 contatti in pochissime ore, un risultato non solo inatteso ma davvero esaltante! Lo strumento fondamentale per approcciare i giovani clubber è stata la Peer Education: utilizzando questo modus operandi su cui si basa l'azione dei Giovani della Croce Rossa, si è riusciti ad abbattere le barriere della diffidenza, del sospetto, dell'indifferenza, dell'imbarazzo o del malanimo e l'ottimo risultato raggiunto ne è la prova. Puntando sull'approccio informale e la condivisione attraverso le attività ed i test, si è riusciti a consenti-

Abbiamo chiesto ad Alessandro Agrifoglio, Animatore delle Malattie Sessualmente Trasmissibili ed Educazione alla Sessualità, cosa ne pensa dell‟idea che i Giovani C.R.I della Provincia di Pavia hanno trasformato in azione: la sua risposta è stata che "l’attività è andata ben oltre i risultati previsti ed attesi e la risposta da parte dei giovani clubber è stata più che positiva". Alessandro ha inoltre sottolineato che attività di questo genere possono essere ripetute e realizzate praticamente dappertutto, così come si è fatto al Club House. Si è detto entusiasta per lo sforzo che i Giovani CRI hanno profuso nel realizzare questa attività, e per il risultato raggiunto, e che la serata al Club House, è stata solo il battesimo per la Provincia di una serie di attività simili che verranno esportate su tutto il territorio. Per sperare nel cambiamento, i giovani

vanno informati e per far si che ciò avvenga, c‟è bisogno che questo tipo „azione venga ripetuta più spesso ed a tappeto! Lo spirito dei Giovani CRI, quali agenti di cambiamento può davvero esprimersi in ogni modo ed in ogni luogo! La prevenzione è alla base dello stato di salute di ciascuno per cui occorre raccogliere con entusiasmo le nuove sfide programmatiche lanciate che la Federazione ci suggerisce d‟intraprendere, avendo sempre chiaro a mente che noi Giovani siamo il vero motore del cambiamento,e che solo attraverso l'educAzione, la partecipazione, e l‟azione, concatenate e conseguenti tra loro, possiamo migliorare il nostro domani. Giacomo Colantuono Redazione PIONews giacomo.colantuono@cripionieri.it


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Campagna LSD. : “Impara e Sobrio Decidi” Nelle Marche una nuova sfida da affrontare Lo scorso 28 Agosto i Giovani C.R.I. delle Marche si sono incontrati ad Ancona per dare il via ad una nuova sfida: la Campagna L.S.D. - Learn and Soberly Decide (Impara e Sobrio Decidi). La prima giornata di lavoro regionale, coordinata dal pioniere Stefano De Julis di San Benedetto del Tronto, si è svolta nel capoluogo marchigiano e ha visto la partecipazione di oltre 50 Giovani di Croce Rossa, ognuno dei quali ha potuto dare il proprio contributo all'interno dei gruppi di lavoro che hanno elaborato le basi del progetto. La Campagna, che riguarda le tossicodipendenze in genere, ha lo scopo di sensibilizzare circa la conoscenza dei rischi correlati all‟abuso delle sostanze (droghe, alcool, tabagismo) e di trovare la giusta metodologia di approccio nei confronti di queste tematiche. La scelta e l'approccio verso tali sostanze deve avvenire quando le capacità decisionali non siano alterate dalle sostanze in questione. L‟impianto legislativo in merito lascia poco

Gli amici del “Rosso Rubino” Stipulata la convenzione tra Policlinico S. Matteo di Pavia e Club 25 VI Campo nazionale dei giovani della Croce Rossa Italiana, Dicembre 2010: vengono formati i primi 43 animatori della campagna “Club25”. Un progetto nuovo per i giovani C.R.I., un progetto da plasmare da cima a fondo; un progetto senza dubbio intraprendente, perché a sensibilizzare alla donazione di sangue non siamo i primi e non saremo certo gli ultimi, per fortuna; un progetto “lontano”, un progetto nato nello Zimbawe una venti di anni fa e volto a monitorare, proprio grazie alla donazione di sangue, le gravi infezioni provocate dal virus dell‟HIV e a sopperire alle mancanze di emocomponenti sul territorio. Ad oggi,

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s p a z i o all‟interpretazione personale e si focalizza maggiormente sull‟aspetto punitivo. La sfida che i Giovani delle Marche hanno fatto propria è di continuare a perseguire la strategia di riduzione del danno, informando correttamente la popolazione, con particolare attenzione ai giovani, sui rischi relativi all‟uso e abuso di sostanze; focalizzare l‟attenzione sulla libertà di scelta all'approccio alle droghe, rientra pienamente nel principio di Umanità della Croce Rossa. Dopo il primo incontro a livello regionale, il 18 settembre è iniziato, nel Comitato Locale di Porto Potenza Picena, il primo corso di formazione al quale hanno partecipato 26 giovani CRI provenienti da diversi gruppi della regione Marche. Durante le cinque giornate di formazione sono stati approfonditi aspetti medici, psicologici e giuridici grazie alla collaborazione di esperti delle varie discipline. Quanto appreso sarà utilizzato poi per creare attività di sensibilizzazione mirate soprattutto verso i giovani, senza dimenticare che le dipendenze non riguardano solo

che ne è del Club25? Club25 oggi è una iniziativa “giovane”, in tutti i sensi, con un potenziale enorme, che si pone l‟obiettivo di sensibilizzare alla donazione ragazzi compresi fra i 18 e i 25, tramite la creazione di un Club. Il progetto è stato ormai ampiamente abbracciato dalla Federazione internazionale di Croce Rossa e di Mezza Luna Rossa ed inserito all‟interno della Strategia 2020, piano di intervento umanitario promulgato dalla Federazione Internazionale volto a fronteggiare al meglio le sfide che l‟umanità si troverà ad affrontare nel prossimo decennio. L‟idea innovativa, nascosta nel cuore di questa campagna, sta nel creare non solo un gruppo di donatori, ma prima di tutto un gruppo di amici. “E allora Club25 non può essere solo la sponsorizzazione del

le sostanze stupefacenti ma anche molte altre azioni della vita quotidiana. Articolo originale pervenuto da Anna Gentili Silvia Colantoni Redazione PIONews silvia.colantoni@cripionieri.it

gesto del dono: perchè non è il primo fine a cui i ragazzi aspirano. Almeno non tutti… c'è l'amicizia in mezzo, lo stare insieme: il sentirsi parte di un gruppo, sentirsi importanti, quasi fondamentali…”, così mi racconta Giuseppe Marino, pioniere di Stradella, animatore Club25 per la provincia di Pavia. Lui è uno dei “43”, promotore attivissimo della campagna Club25; appena rientrato da Livorno, sede del VI Campo Nazionale dei Giovani della Croce Rossa Italiana, si mette al lavoro con Bruno Brunelli e Marco Cerri…senza macchine il sangue non si dona! E così il primo grande passo: dopo nove mesi dal primo incontro tra il Comitato provinciale di Pavia e i vertici del Policlinico S. Matteo, la convenzione firmata dalle due parti rappresenta più di un documento ufficiale: è il potenziale di


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un progetto che trova così le sue fondamenta, è lo slancio positivo per un‟idea ancora tutta da delineare “Il progetto lasciava spazio alla fantasia, alla creatività, alla voglia di mettersi in gioco! Non era solo gonfiare il palloncino, trovarsi fuori da una discoteca a promuovere una determinata attività: Club25 poteva essere tutto questo, e molto di più!” continua Giuseppe. “Devo essere sincero: non è stato facile. Sono un ragazzo di lettere, ne sapevo veramente poco di amministrazione e gestione dei rapporti con un organo così di spessore quale il Policlinico. La convenzione non è stata un gioco” così Giuseppe Marino commenta la firma della convenzione. Questa convenzione è una accordo di base, fondamentale per ottenere il permesso alla donazione al Centro Transfusionale del Policlinico di Pavia. Sarà quindi Pavia la “stazione di comando”. Naturalmente, per poter donare senza complicazioni, occorre avere nella norma di tutti i parametri base (pressione arteriosa, emoglobina e peso). Lo scopo ultimo sarebbe quello di raggiungere il numero 25 donazioni al compiere dei 25 anni; ma Giuseppe Marino è convinto che saranno davvero pochi i ragazzi che decideranno di fermarsi a 25 anni… La realtà di Club25 a Pavia pone al primo posto l‟idea dello stare insieme, uniti per un fine comune; con questo non accantona la donazione ma, anzi, le conferisce un significato “vivo”: uno strumento attraverso il quale poter condividere un progetto caro a tutti e che fa sì che ci possa ritrovare amici, scossi dalla medesima emozione. Quindi si dona, ma poi c‟è la band, il gruppo di recitazione e la squadra di calcio del Club. Un modo diverso di vivere la donazione di sangue, condividendola e non solo pubblicizzandola. Un'altra sfaccettatura di come si può vivere e intendere Club25, ci è offerta dal Comitato Provinciale di Milano. Emanuele Alagna, responsabile delle campagne per le attività sanitarie/area salute del Comitato

locale di Milano, mi racconta che la convenzione temporanea stipulata con il Policlinico milanese non è sufficiente, a breve sperano di portare a termine convenzioni con altri ospedali milanesi, sul modello di Pavia. “Attualmente in tutta la provincia vi è solamente un animatore della campagna Club25, Giuseppe La Porta, un giovane C.R.I. del gruppo di Milano. Siamo riusciti a organizzare due eventi importanti: una giornata informativa all‟interno dell‟Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed una serata

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sono l‟organizzazione di incontri formativi nelle scuole superiori da Gennaio 2012, oltre ai consueti appuntamenti in piazza. “C’è ancora molto lavoro da fare, ma nonostante i problemi iniziali legati soprattutto alla mancanza di materiale divulgativo e di supporto, stiamo ripartendo alla grande!” conclude Emanuele Alagna. Per quanto riguarda le prospettive di questa campagna su tutto il territorio italiano, oltre al gesto volontaristico della donazione, tutto dipende dalla gestione interna di ogni comitato, di ogni provincia…”Al corso c‟era stata lasciata totalmente carta bianca: basi solide, ma nessun libretto d‟istruzioni per l‟uso!”, mi ricorda Giuseppe Marino. Oltre alle due realtà sopra raccontate, le prime regioni ad aderire al progetto Club25 sono state, insieme alla Lombardia, Lazio e Sicilia. Si spera che il fenomeno si allarghi letteralmente a macchia d‟olio: un “contagio” giovane, fresco, dinamico e propositivo. “Club25 vuole crescere assieme ai ragazzi, come quando il sabato verso le 17.00 partono le telefonate per organizzare una serata con gli amici: non sai cosa si deciderà, ma sei sicuro che ci si diverte. E‟ bello lasciare che Club25 sia padrone di se stesso, i ragazzi si sceglieranno, proporranno attività, decideranno insieme. Questo è la mia idea di Club25: qualcosa di non troppo formale, ma di sicuro. Perché uniti nel gesto del dono, non ci sono un gruppo di volontari…ma un gruppo di amici.” Così mi lascia “Stradella”, alias Giuseppe Marino, che ha ricevuto questo soprannome dai suoi affettuosi compagni di campo. E mi strappa un sorriso.

immagine di repertorio all‟Arco della Pace in concomitanza con una serata sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Il 2 dicembre 2011, inoltre, si svolgerà all’Arco della Pace (nota zona della m o v i d a milanese) una serata divulgativa in occasione della settimana per la prevenzione dell‟AIDS”, continua Emanuele. Le prospettive future, oltre alla firma di convenzioni definitive,

Nicole Finesso Redazione PIONews nicole.finesso@cripionieri.it


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Raid Cross : “Esserci per cambiare il domani” A Piglio una giornata per divenire cittadini del mondo PIGLIO (FR) - Domenica 20 Novembre il gruppo Giovani C.R.I. di Piglio con il supporto dell‟ispettorato provinciale dei Giovani C.R.I. di Frosinone ha ospitato una sessione di Raid Cross: un gioco di ruolo sul Diritto Internazionale Umanitario. I ragazzi provenienti dai vari gruppi del territorio provinciale sono stati impegnati in una giornata ricca di spunti preziosi e di confronto riguardo i principi fondamentali del D.I.U., attraverso l‟organizzazione prima e la partecipazione poi al gioco di ruolo. Il Raid Cross permette infatti attraverso 7 postazioni di calarsi in prima persona nelle varie realtà che possono presentarsi durante il conflitto armato, incentivando la riflessione personale sulla necessità di re-

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golamentare tali conflitti, ponendovi dei limiti. I partecipanti alla sessione hanno mostrato interesse e spirito critico, ma soprattutto hanno trovato risposta ai loro molteplici interrogativi, comprendendo l‟importanza della diffusione e quale possa essere il loro ruolo dinamico nella società in questo frangente, facendosene moltiplicatori. E‟ stata una giornata alla riscoperta del Diritto Internazionale Umanitario, della sua applicazione, del sogno stesso di Dunant, ancor più però rivolta a dare ai giovani strumenti concreti di discussione per poter

interagire con la realtà che vivono e che vedono spesso mostrata dai media in maniera distorta o senza filtri per poter interpretare eventi, notizie ed atti di violenza; credendo in tal modo ed erroneamente, tutto lecito. Raid Cross si conferma così uno strumento di diffusione del D.I.U. efficace ed a tutti i livelli, sul territorio come all‟interno dei gruppi; per chi vi prende parte attivamente, calandosi nel ruolo di prigioniero, civile, combattente ed operatore umanitario, quanto per chi partecipa

all‟organizzazione o da figurante. Ben riesce infatti ad enfatizzare l‟importanza delle regole nella vita quotidiana, fornendo informazioni sugli aspetti umanitari in situazioni belliche e favorendo dialogo in modo più ampio sul comportamento umano stesso, dove la dignità umana e la prevenzione da inutili sofferenze diventano baricentro, ma soprattutto ove l‟apprendimento attivo ed il lavoro di gruppo sono il fulcro di una comprensione facilitata che rende il D.I.U. “a misura d‟adolescente” tramite un‟interazione continua che lo vede coinvolto e partecipe a tutto campo. Sta ora ai giovani che hanno partecipato proseguire lungo questo cammino, memori di aver scelto di "esserci per cambiare il domani", decisi a dare il loro contributo ed al contempo continuando a sviluppare una coscienza da cittadini del mondo. Silvia Colantoni Redazione PIONews silvia.colantoni@cripionieri.it


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Club 25 at school Il successo di Club 25 in un liceo romano Giovedì 3 novembre 2011 presso il liceo scientifico linguistico “Ettore Majorana” di Roma si è tenuta la prima grande giornata informativa firmata Club25. L‟evento è stato promosso da una professoressa e volontaria del soccorso del gruppo di Roma Centro Rosaria Domenella. La nostra collega promuove da tempo, nel suo liceo, la donazione di sangue tra i giovani ragazzi delle classi quarte e quinte. Puntualmente, prima della giornata di donazione, ricorda loro di fare attenzione ad alcuni requisiti necessari per procedere alla donazione come ad esempio stare a digiuno da almeno 8 ore, pesare più di 50 Kg e non assumere latte e derivati la colazione precedente la donazione. Per il carattere comunque cattedratico che ha Rosaria, i giovani donatori erano ben pochi. Informandosi e chiedendo suggerimenti alla componente dei donatori del sangue, entra a conoscenza del fatto che i Giovani promuovono, con il supporto della componente dei donatori, un programma di sensibilizzazione alla donazione del sangue soprattutto tra i giovani compresi nell‟età che va dai 18 ai 25 anni: CLUB 25. Club 25 è una campagna inizialmente sperimentale in tre regioni d‟Italia: Lazio, Lom-

Halloween e la Croce Rossa Dolcetto o scherzetto? Halloween, la famosa festa in cui si confondono ai vivi gli spiriti dei defunti, mostri di ogni sorta, personaggi fantastici o protagonisti di film horror al fine di esorcizzare un po' la paura della morte e dell'aldilà, a quanto sembra è oramai diffusissima anche da noi in Italia, per quanto inizialmente essendo d'importazione d'oltreoceano facesse storcere il naso ai di più. E così all'interno della Croce Rossa Italiana,

bardia e Sicilia; ha come scopo quello di invitare i giovani a donare il sangue 25 volte nell‟arco della vita, mantenendo così uno stile di vita sano e sicuro. Una volta conosciuto Club25, non ci si pensa sopra due volte per iniziare ad interagire con i Giovani per i giovani. L‟evento è stato dunque pianificato con la metodologia della “peer-education”, educazione alla pari. La peer-education è, infatti, il metodo con cui i Giovani della Croce Rossa si interfacciano con altri giovani sensibilizzandoli a tematiche che illustrate da altre persone, magari più grandi d‟età, non avrebbero avuto lo stesso impatto. In qualità di collaboratore tecnico regionale Club25, Stefano Di Giovenale, ha conosciuto in prima persona la realtà di illustrare la campagna ai giovani studenti che, spinti dal nome accattivante di Club25, si sono dimostrati molto interessati alle tematiche trattate. A dare il benvenuto nella scuola al referente regionale è stata Rosaria che aspettava quell‟incontro da un po‟ di tempo. Forte è stato lo stupore e la meraviglia degli studenti nel vedere che a parlare di donazione del sangue, questa volta, non sarebbe stato un adulto ma un loro coetaneo. Sentendosi sin da subito a loro agio con un giovane, i ragazzi hanno abbandonato la timidezza e hanno iniziato a interfacciarsi e a raccontarsi. L‟aula preposta per discutere della tematica era la biblioteca scolastica messa a disposizione appositamente per l‟occasione, in modo tale da poter sfruttare un ampio spazio per far udire le nozioni a tutti quanti e usufruire del videoproiettore, mezzo indispensabile per lezioni di questo genere. Ottima è stata la scelta della sala per la vicinanza con i locali adibiti per la donazione. Un ricco buffet di crostate, succhi di frutta, merendine aspettavano i neo-donatori quando a-

sempre attenta ai cambiamenti degli usi e costumi del proprio paese, i Gruppi di Giovani interessati a questa festività hanno organizzato a livello locale in tutta Italia delle feste pomeridiane per bambini in piazza o nelle proprie sedi; queste feste, fatte principalmente per intrattenere i più piccoli, si sono rivelate anche un momento divertente e di svago per i più grandi, un momento in cui comunque i Giovani della Croce Rossa hanno fatto sentire la propria presenza sul territorio anche solo per far passare un pomeriggio in maniera diversa e giocosa a chiunque volesse partecipare.

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vrebbero finito di donare. Parlando del sangue, illustrandone le sue funzioni e la sua importanza, ben 59 ragazzi su 88 uditori della lezione hanno voluto donare il sangue. I giovani studenti sono rimasti molto colpiti dal video di Club25 della Federazione Internazionale Croce Rossa; i dati statistici della diminuzione del virus dell‟HIV nello Zimbabwe li ha resi tanto sensibili tanto da poter registrare ben 8 tesseramenti e quindi 8 nuovi giovani che hanno iniziato la “maratona” per donare sangue 25 volte nell’arco della propria vita. A fine attività si poteva leggere chiaramente negli occhi di Rosaria una gioia inesauribile e incontentabile; durante i saluti, inoltre, ci ha chiesto il bis della giornata per giovedì 10 maggio 2012. Veronica Di Biase Redazione PIONews veronica.dibiase@cripionieri.it

Vediamone alcune, allora: i Giovani del Gruppo di Senigallia (AN) hanno predisposto il 31 ottobre in Piazza del Duca molteplici postazioni con altrettante attività ludiche, come delle vere e proprie cacce al tesoro dove i bambini mascherati potevano essere “cacciatori di zucche o acchiappa fantasmi o magari vampiri piuttosto che mummie, o Indiana Jones alla ricerca di… qualcosa” come scritto sul loro volantino; mentre i Giovani di Montegrosso d'Asti (AT) hanno utilizzato la loro sede il giorno 30 ottobre per invitare i bambini e i loro genitori a festeggiare con loro Halloween con


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tanti giochi e tanto divertimento. Alla festa hanno partecipato tanti bambini accompagnati dai genitori, si sono divertiti molto ballando e giocando insieme ai Giovani, questo è il risultato dell'evento organizzato dai Giovani del Gruppo di Canino

Crisi senza età Pesa sulle spalle dei giovani la crisi italiana. Dai più grandi hai più piccoli. A rivelarlo sono i dati pubblicati da Save the Children, nota associazione umanitaria. I dati evidenziano come su 10 milioni e 229mila minori, almeno 1.876.000 vivono in povertà. Numeri sconcertanti per la società, 2 minori su tre vivono al sud del paese che famosa per la sua immigrazione verso il nord. Ora tocca a noi giovani mettersi in gioco. Al 7° campo nazionale che si terrà a Capanello di Staletti, dove 17 di giovani

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(VT) il 31 ottobre nei locali dell‟Arancera, messi a disposizione dall‟amministrazione comunale. Il ricavato della giornata è andato poi a finanziare le varie attività sul territorio degli stessi Giovani di Canino; analogamente è successo per l'attività, durata tutto il giorno, dei Giovani di Cagliari che il 30 e 31 ottobre in Piazza del Carmine hanno collocato uno stand per vendere dolcetti e caramelle a tema Halloween, regalare palloncini e truccare da creature della notte i bambini presenti. Con questa attività i Giovani di Cagliari hanno ottenuto un totale sufficiente all'acquisto di vestiario invernale per i senza tetto che vengono assistiti nella loro città dalla Croce Rossa. Questi erano solo alcuni esempi di come i Giovani dei vari Gruppi locali di Croce Rossa, chi mascherato da creatura mostruosa e chi no, abbiano festeggiato Halloween organizzando piccoli eventi che hanno riscosso un buon successo sia tra i bambini che tra gli adulti, regalando così un pomeriggio dal clima disteso e giocoso. Contemporaneamente, in alcuni casi, l'attività realizzata è stata così positivamente accolta da aver comportato una vera e propria raccolta fondi, soldi che

della croce rossa si impegneranno alla formazione di operato specializzato in disagio giovanile e devianza e 36 di giovani della croce rossa si impegneranno altrettanto nella formazione di animatore specializzato in Migration. Tuttavia, se non è la guerra o le malattie a uccidere, i nostri minori fanno conto della povertà, la scarsità di servizi per l‟infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che conducono all‟obesità. Riponiamo la fiducia nei giovani volontari che opereranno nella situazione. Roberto Carella Redazione PIONews roberto.carella@cripionieri.it

verranno utilizzati per le attività volontaristiche o per procurare, come abbiamo visto, materiali di prima necessità alle persone bisognose. Non bisogna dimenticare, aldilà di tutto, che questo genere di azioni hanno il compito, da non dare mai per scontato, di farsi vedere presenti nella propria realtà e attivi, cosa che potrebbe, proprio come un'attività di reclutamento, far avvicinare qualcuno alla grande realtà di Croce Rossa. Valentina Forleo Redazione PIONews valentina.forleo@cripionieri.it


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Due giornate informative sulle campagne nazionali Obbiettivo: fornire nuove conoscenze ai Giovani CRI e prepararli in vista del prossimo campo di Dicembre Domenica 20 novembre è stata una data importante per i Giovani di Croce Rossa della Puglia: un momento “di novità” come l‟hanno definito entusiasti i ragazzi a fine giornata, un momento di incontro, di crescita, di partecipazione, ma soprattutto di conoscenza. La regione infatti si è trovata, per la prima volta, ad affrontare e discutere su temi “nuovi” per il suo territorio, approdati per la prima volta attraverso le due giornate informative, una sul “Club 25”, ossia la campagna di sensibilizzazione lanciata dai Giovani CRI per la donazione del sangue e l‟altra sul “Climate in action”, che mira invece a prevenire e sensibilizzare i giovani sui cambiamenti climatici. La scelta delle due giornate, tenutesi in contemporanea a Bari e aperte a tutti i Giovani CRI interessati, non è stata casuale: il Climate infatti sarà uno dei corsi previsti per il campo regionale di Dicembre, e quindi la giornata è propedeutica e informativa per chiunque intenda parteciparvi, mentre il Club 25, fino allo scorso anno ancora diffuso in poche regioni in via esclusivamente sperimentale, comincia a farsi spazio nell‟intera nazione e trova subito fervore e accoglienza in Puglia. Se questi sono gli obiettivi e le aspettative con cui le due giornate sono state concepite e fortemente volute dalla regione, in una sinergia di forze e di impegno da parte dei delegati tecnici Magda Casoli ed Eugenio Milano, organizzatori delle due giornate, insieme alla prezio-

sissima presenza e competenza delle due docenti, Francesca Rita, del gruppo di Rieti, per il Club 25 ed Elena Tomaino, del gruppo di Vibo Valentia, per il Climate in action, i risultati concreti e i resoconti di fine giornata hanno non solo dato esito positivo, ma addirittura, forse, superato le aspettative, come sottolinea più volte Francesca Rita, che parla della giornata come di

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immagini di repertorio

“un momento in cui i ragazzi mi hanno trasmesso tanto calore e tranquillità”, elementi importantissimi per lavorare al meglio in quel clima di novità, dialogo, unione, impegno, cuore che hanno caratterizzato tutto il gruppo del Club 25 e che, non a caso, sono le parole chiave della campagna. Le ore di lezione del Club sono volate via tra attività di conoscenza, presentazione

della campagna, lezione sul sangue e sull‟iter di donazione, con tanto di nuova attività sperimentale sulla conoscenza dei gruppi sanguigni, fino alla conclusione piena di idee, scambi e passione nell‟attività di pianificazione di nuove iniziative di diffusione nel Club in piazza e nelle scuole. Non meno ricca ed interessante è stata la giornata del Climate in action, iniziata parlando dei problemi causati dai cambiamenti climatici nella vita quotidiana della popolazione mondiale, specie per coloro che vivono nei Paesi in via di sviluppo. Il proseguimento si è basato su un'attività: divisi in gruppi i Pionieri pugliesi hanno cercato di indovinare le percentuali di rischio idrogeologico dell'Italia, dell'uso di petrolio come fonte per produrre energia, di inquinamento dei 20 Paesi più colpiti da disastri ambientali, ecc. Desertificazione, innalzamento delle acque dovuto allo scioglimento dei ghiacciai ed altri fenomeni, infatti, comportano disagi per chi è sottoposto ai cambiamenti climatici che possono sfociare anche in fenomeni migratori. E' per questo che, fondamentalmente, la CR si interessa di questi problemi: mitigando gli effetti sulla popolazione, infatti, è possibile migliorare le condizioni di vita del vulnerabile. Gli interventi dei ragazzi sono stati numerosi, come evidenziano le due docenti, e spesso hanno dato vita ad interessanti spunti di riflessione, che hanno fatto sentire i ragazzi coinvolti e presi dall‟argomento e dalle problematiche trattate tanto da regalare agli organizzatori a fine giornata convinti ed entusiastici “sì” alla domanda “e voi partecipereste mai in prima persona alle campagne a partire da un campo di formazione?”. Nuove prospettive di formazione e di aspiranti animatori Club 25 e Climate in action si aprono in Puglia. Ilaria Altavilla Redazione PIONews ilaria.altavilla@cripionieri.it

immagine di repertorio


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L’altruismo viene premiato Premio l‟Orso d‟Oro di Biella Cos‟è l‟altruismo? Un atteggiamento irrazionale, una strategia vincente o amore per il prossimo? Il 7 Novembre scorso, a Biella, è stato assegnato un riconoscimento nell‟ambito della seconda edizione del premio Orso d‟Oro, evento che mira a valorizzare ed esaltare la generosità e l‟altruismo di alcuni cittadini in particolare. L‟iniziativa di istituire il premio Orso d‟oro ha origini recenti ma trae spunto da una vecchia chiacchiera sull‟indole un po‟ chiusa e poco disponibile degli abitanti della città di Biella. Nel lontano 1344 d.C. Biella scelse l‟orso come emblema della città, l‟orso quale animale feroce ma audace e battagliero, abitante dei boschi limitrofi. Detti e leggende popolari hanno fatto sì che l‟indole scontrosa, rude e riservata, tipica dell‟animale, fosse trasferita alla popolazione che, non sentendosi in questo modo degnamente rappresentata, ha risposto istituendo da due anni, un premio che riconosce proprio quei cittadini che si sono distinti per altruismo e generosità verso il prossimo. L‟evento ha visto premiate sei persone. Il primo premio è stato assegnato a Davide, un ragazzino di 12 anni colpito da atrofia muscolare spinale e costretto sulla sedia a rotelle e al suo amico del cuore, Matteo. Matteo è per Davide le braccia, le mani e le gambe. Insieme affrontano, giorno dopo giorno le grandi sfide del mondo. Il secondo premio é andato a Simona Tempia, Presidente della fondazione “Fondo Edo Tempia”. L‟associazione privata, senza scopo di lucro, volontaria, autonoma, indipendente e apolitica, è stata creata nel 1981 da Elvo

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Tempia per esaudire la volontà del figlio Edo mancato prematuramente, all‟età di trentacinque anni, perché affetto da melanoma. Il terzo premio è stato riconosciuto a Fratel Enzo Bianchi padre spirituale e priore della comunità di Bose. E‟ una persona che gode di grande stima. La sua comunità conta un‟ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità presenti anche a Gerusalemme, ad Assisi e ad Ostuni. Il quarto premio é stato destinato al Dott. Pasquale Manzo, ex Prefetto di Biella, quale esempio di ottima integrazione sul territorio. Fin dal suo arrivo ha suscitato grande umanità, simpatia e affetto sia con le forze dell‟ordine con le quali lavora assiduamente sia con la cittadinanza e i suoi rappresentanti politici. Altro riconoscimento speciale è andato al grande Ezio Greggio, originario di Cossato (Biella), giornalista pubblicista, iscritto all‟Ordine Nazionale dei Giornalisti da oltre trent‟anni, storico conduttore di “Striscia la notizia”. Il premio è stato assegnato dai suoi concittadini per aver costituito l‟Associazione Ezio Greggio per l‟aiuto ai bambini nati prematuri. In quattordici anni di attività l‟Associazione ha donato apparecchiature mediche ai centri neonatali di oltre sessanta strutture ospedaliere presenti in tutta Italia. Queste apparecchiature hanno contribuito a salvare oltre seimila neonati prematuri. E‟ stato, infine, premiato il Presidente del Comitato Provinciale CRI di Biella, Piero Massara e Giovanna Mosca, Commissario del Comitato Femminile della Croce Rossa Italiana di Biella. Ricevendo il premio il

Presidente ha voluto sottolineare che lo stesso veniva accettato a nome di tutti i volontari di Croce Rossa che con il loro prezioso lavoro erano stati di aiuto alla popolazione. E‟ stata l‟occasione perché l‟Ispettore Provinciale dei Giovani CRI di Biella spiegasse le loro particolari aree di intervento: L‟impegno dei giovani è ampio e specifico in particolar modo sui temi della prevenzione con campagne mirate alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili quali HIV e AIDS, alla sicurezza stradale e all‟educazione alimentare . Completamente innovativa la prossima campagna sui cambiamenti climatici per spiegare quali saranno gli effetti sull‟uomo. L‟Ispettore Regionale dei Giovani di Croce Rossa si è mostrato orgoglioso e soddisfatto ed ha affermato: - Questo riconoscimento è la prova che la presenza sul territorio e le attività realizzate costantemente, danno riscontri importanti nella comunità. La solidarietà e l‟impegno non finisce qui, si presenta in forma addirittura trasversale alle Associazioni. Il Commissario di Comitato CRI Piero Massara infatti ringrazia sentitamente la Signora Simona Tempia per aver donato, attraverso la raccolta fondi della Fondazione che presiede, un‟autoambulanza pediatrica unica in Italia, affinché si possa essere sempre più presenti e sempre maggiormente dotati di strumenti utili laddove ci sarà necessità. - Grazie Simona per ciò che hai fatto per Croce Rossa! - è il saluto affettuoso di Piero Massara. Si è concluso in questo modo un evento che ha visto protagonista di esempi di solidarietà ed altruismo proprio la città di Biella, proprio quella città che la leggenda raccontava chiusa e poco disponibile. Valentina Pilot Redazione PIONews valentina.pilot@cripionieri.it


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Anno IV - n째11 - novembre 2011

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