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Autorizzazione Tribunale di Catania n° 43/2007 Proprietario ed editore: Via Toscana 12, 00187 Roma Direttore Responsabile: Filippo Bargelli

Coordinatore Redazionale: Francesco Longhitano

Grafica: Francesco Ameglio Uno stile di vita sano e sicuro

Archivio foto redazionale: Michele Belmondo

Intanto nel Mondo

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Negli occhi degli aquilani

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"Youth on the Run" per la prima volta in Italia

Flavia Pugliese

La redazione:

La risposta dei Giovani della C.R.I. alle problematiche sanitarie: il vasto campo di azione dell'Area Salute

Tra ricordo e speranza, tra passato e futuro, le emozioni di una fiaccolata a tre anni dal sisma.

Nicole Finesso Francesco Ameglio Ilaria Forte Stefano Sauro Pio Artioli Marco Di Bello Federica Sorrentino

Si è tenuta a Rimini il 14 e il 15 aprile la sperimentazione del gioco di ruolo incentrato sulle condizioni delle persone migranti

Veronica Di Biase Marco Bellezza Silvia Colantoni Giacomo Colantuono

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Ilaria Altavilla

I giovani: primi "moltiplicatori" della realtà di Croce Rossa A Grosseto, un torneo di baseball per diffondere i valori ed i Principi Fondamentali

Valentina Forleo Valentina Pilot Luca Tomassoni

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Roberto Carella

Il nostro obiettivo: “raccontare la Croce Rossa!” Conquistare e mantenere la fiducia nel nostro operato, utilizzando al meglio le nuove tecnologie

Luca Corti Stefano Corsini

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Chiuso in redazione il 30 aprile 2012 alle 21.45

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Informazioni in pillole dal Mondo di Croce Rossa Italiana

La Croce Rossa spiegata agli studenti Una giornata nel Liceo Scientifico di Bernalda (MT) per i Giovani della C.R.I.

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Il volontariato nelle feste pasquali La Croce Rossa Italiana continua il proprio lavoro anche durante i giorni di festa della Pasqua. Tante le attività lungo lo Stivale.

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Il mondo della Croce Rossa

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Croce Rossa in musica? Un grande spettacolo!!

Si è svolta a Formello (RM), il 31 marzo, una giornata di piazza per diffondere i Principi e far conoscere i Giovani della C.R.I. alla popolazione giovanissima

Da Milano a Padova grandi eventi artistici per finanziare i progetti locali.

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"Diamo il cuore per i giovani" Anche i Giovani della C.R.I. partecipano all'iniziativa per la prevenzione dalle sindromi aritmiche cardiache.

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Sull'onda della consapevolezza I Giovani della Croce Rossa impegnati nella campagna “60+ Earth Hour” per il risparmio energetico

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La nostra storia…

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Quando dici pregiudizio, dici…

Un corso per formare i Cultori Italiani di Storia della Croce Rossa internazionale, figure che aiuteranno a prendere maggiore coscienza della storia del Movimento

Considerazioni, riflessioni e nuovi insegnamenti che hanno lasciato i partecipanti alla mostra sul pregiudizio del 31 marzo a Cerignola

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Uno stile di vita sano e sicuro La risposta dei Giovani della C.R.I. alle problematiche sanitarie: il vasto campo di azione dell'Area Salute

La Strategia 2020 della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa incita noi Volontari a “fare di più, fare meglio, ottenere un impatto maggiore”. Tra gli obiettivi strategici presenti in questo importante documento c’è quello di “promuovere uno stile di vita sano e sicuro”. Noi Giovani della Croce Rossa Italiana abbiamo compreso già da molti anni l’importanza di un’azione tesa alla prevenzione attraverso l’informazione. Per questo motivo, in accordo con le indicazioni emanate dalle più importanti Organizzazioni specializzate nel tema della sanità, abbiamo concentrato i nostri sforzi su quattro temi fondamentali: prevenzione delle Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) ed educazione alla sessualità, corretta alimentazione e stile di vita sano, promozione alla donazione del sangue ed educazione alla sicurezza stradale. Prevenzione delle MST ed educazione alla sessualità L’attività di prevenzione delle MST è diventata un fiore all’occhiello per la componente giovane: la Campagna ABC (Abstincence, Be faithful, Condom) infatti è stata di esempio sia nella modalità di formazione dei volontari sia per la realizzazione delle attività. Dal 2006 ad oggi si contano un numero elevatissimo di

contatti raggiunti e di volontari formati in campi di I e II livello. Come già previsto la Campagna ABC si è conclusa con un evento, "Educazione alla sessualità, a 5 anni dal lancio della campagna Impara l’ABC", che ha avuto luogo a Roma il 4 dicembre 2011 in occasione della “Settimana della Prevenzione”. In occasione di questo evento,

Mauro Cacciola, Ref. Naz. Prevenzione delle MST ed educazione alla sessualità

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davanti ad una folta platea di Volontari di Croce Rossa sono stati discussi i risultati ottenuti in questa attività e, soprattutto, le prospettive future. Negli ultimi tre anni, infatti, con il modificarsi dello scenario riguardante le MST e quindi delle priorità di intervento si sono resi necessari alcuni c ambiamenti: l’epidemiologia delle MST ha visto un notevole incremento delle infezioni da Papillomavirus (HPV) e Clamidia che interessano, con maggiore frequenza, fasce più estreme della popolazione: ragazzi di 14 anni di età ed adulti oltre i 50 anni di età. Per questi motivi i Giovani della Croce Rossa Italiana si impegneranno a focalizzare la propria attenzione su una fascia più ampia di destinatari promuovendo comportamenti preventivi per un ventaglio più ampio di MST. Tutt’oggi emerge nei giovani una grossa disinformazione circa il tema delle MST e della contraccezione. L’obiettivo di questa attività, dunque, è quello di creare consapevolezza attraverso l’informazione ed educare attraverso la partecipazione. Campagna Igiene, Dieta, Educazione Alimentare La Campagna IDEA ha visto il suo lancio ufficiale nel 2010, nel corso della II Assemblea Nazionale dei Giovani. L’obiettivo che questa Campagna si pone è dei più ambiziosi ma anche dei più attuali ed importanti: prom u o v e r e l’adozione di uno stile di vita sano. Sebbene possa sembrare semplicistico attualmente lo stile di vita sedentario, l’eccesso del cosiddetto junk-food, l’abuso di bevande zuccheFabrizio Raverdino, Ref. Naz. Campagna I.D.E.A.

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rate o l’uso eccessivo di TV e computer stanno conducendo ad un netto incremento della percentuale di popolazione in sovrappeso o obesa. Questo si riflette in un grosso aumento anche nei bambini di patologie un tempo tipiche dell’adulto(diabete tipo II, ipertensione) con un notevole peggioramento dello stato di salute generale. Basta pensare che è stato appositamente coniato il termine “globesity” che rappresenta l’epidemia di obesità che si sta verificando sotto i nostri occhi. I Giovani della Croce Rossa Italiana, dunque, intervengono per informare correttamente sull’importanza dell’attività fisica, di una alimentazione sana e di una igiene personale ed alimentare corretta, per prevenire malattie generando consapevolezza attraverso l’informazione. Ad oggi sono già stati formati circa 250 volontari in campi di I e II livello che hanno già effettuato molteplici attività sensibilizzando circa 9000 persone, particolarmente bambini, su questo problema. Club 25 Il progetto nasce nello Zimbabwe nel 1989 per far fronte al problema delle malattie sessualmente trasmesse. Il nome originale era “Pledge 25” a sottolineare l’impegno ad effettuare 25 donazioni di sangue mante-

Francesca Mara, Ref. Naz. Club 25


nendo, di conseguenza, uno stile di vita sano. In Italia il fabbisogno annuo Italiano è di circa 40 unità di sangue ogni 1000 abitanti/anno ed è coperto a stento dagli attuali donatori. Spesso si verificano situazioni di emergenza in corrispondenza di periodi stagionali (particolarmente in estate) o eventi locali (interventi chirurgici complicati, incidenti etc). Per questo motivo è molto importante in Italia un’azione di promozione alla donazione del sangue. A Giugno 2010, a Solferino, è stato firmato un protocollo d’intesa tra Giovani e Donatori di Sangue della Croce Rossa Italiana. Nella prima fase, di sperimentazione, sono state coinvolte tre regioni per particolare interesse o carenza di sangue (Lazio, Lombardia, Sicilia), successivamente il progetto si è esteso a tutto il territorio nazionale. Dal 2010, dunque, si sta lavorando in Italia con lo scopo di creare nei singoli territori luoghi aggregativi per la condivisione non solo del gesto del dono, ma anche delle esperienze personali vissute al di fuori di questo contesto: passioni, hobbies ed interessi comuni sono il filo conduttore che lega gli appartenenti al club oltre alla condivisone dell’importanza della donazione di sangue. A breve distanza dalla partenza del progetto e con soli due eventi formativi effettuati si contano già più di 1500 contatti raggiunti. Educazione alla sicurezza stradale La sicurezza stradale rappresenta attualmente un enorme problema sanitario: ogni anno, infatti, gli incidenti stradali causano la morte di 1,2 milioni di persone mentre il numero dei feriti ammonterebbe a 20-50 milioni di persone all’anno. In una previsione statistica, inoltre, l’OMS stima che il numero degli incidenti stra-

dali è destinato ad aumentare. I Giovani della Croce Rossa Italiana hanno quindi deciso di agire per aumentare la consapevolezza sul problema a t t r a v e r s o un’informazione corretta e capillare con l’obiettivo di ridimensionare il problema. Sulla scia di diverse esperienze regionali a Dicembre 2011 è stato realizzato il primo campo nazionale che ha visto formarsi 44 volon- Eleonora Salvi, Ref. Naz. Educazione alla tari. Da allora sono Sicurezza Stradale state già realizzate attività in 7 regioni d’Italia con circa 650 persone sensibilizzate sul tema. Recentemente si è concluso il secondo corso, nuovamente realizzato nel contesto di un campo nazionale. I nuovi volontari formati andranno quindi ad aggiungersi ad un gruppo già molto attivo per la progettazione e la realizzazione delle attività sul territorio. Fabio Majo Delegato Tecnico Nazionale dei Giovani della C.R.I.— Area Salute fabio.majo@pio.cri.it

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Il volontariato nelle feste pasquali La Croce Rossa Italiana continua il proprio lavoro anche durante i giorni di festa della Pasqua. Tante le attività lungo lo Stivale.

Anche a ridosso delle festività pasquali non cessa l'impegno della Croce Rossa Italiana a favore dei collettivi vulnerabili. L’operato della Croce Rossa continua all'insegna del rispetto dei principi umanitari e vede i nostri volontari impegnati nei diversi campi e sempre in prima linea nell'aiutare chiunque possa aver bisogno del nostro sostegno, uniti per una causa comune: alleviare le sofferenze umane ed essere vicino a chi ha bisogno di aiuto senza alcuna distinzione e con la percezione di una responsabilità collettiva nei confronti di chi è in difficoltà. Numerose dunque le attività svolte in tutta la nostra penisola, vediamo le più significative. In occasione della Pasqua 2012 i volontari della Croce Rossa Italiana di Capriate San Gervasio (BG) hanno contribuito alla distribuzione di bonsai dell'ANLAIDS in varie piazze della città e dei paesi vicini. Erano presenti sabato 7 aprile presso il parcheggio del "Gigante" di Bottanuco e presso il "Conad" di San Gervasio. La domenica mattina, giorno di Pasqua, le bancarelle piene di bonsai erano nelle piazze davanti alle chiese di San Gervasio, Capriate, Crespi, Bottanuco, Filago, Brembate. Questa iniziativa, con la collaborazione fra ANLAIDS e CRI, sta continuando da numerosi anni, nella speranza che la ricerca scientifica riesca prima o poi a raggiungere risultati importanti capaci di sconfiggere o almeno limitare i danni del'AIDS, che tanta paura e tante vittime fa ancora nel mon7 >

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do. Anche la Croce Rossa di Ferrara (FE) ha aderito all’iniziativa di ANLAIDS nella giornata del 3 aprile per la sensibilizzazione e la raccolta fondi per la lotta contro l’AIDS, e sotto il Volto del Cavallo (zona Duomo) venerdi 6 e sabato 7 aprile. Una raccolta fondi ha avuto luogo anche nel centro storico di Desenzano Del Garda (BS), sabato 31 marzo, e a Ravarino (MO). L’iniziativa si è svolta in oltre 3000 piazze di tutta Italia nei giorni della Pasqua e ha avuto come obiettivo l’informazione dei cittadini sulle problematiche inerenti l’AIDS e nella distribuzione del consueto omaggio del bonsai a tutti coloro che sostenuto l’Associazione aderendo all’iniziativa. Il 5 aprile il Gruppo Pionieri di Medesano (PR) si è recato per un paio di ore alla Casa di Riposo della città per portare dei piccoli pensierini e gli auguri di una serena Pasqua agli anziani. La struttura in questione ospita circa quaranta anziani, di cui la maggior parte infermi. E’ il terzo anno consecutivo che si organizza tale attività, e proprio per questo si è deciso di dare qualcosa di più. In particolare questa volta ha partecipato all’iniziativa un giovane pioniere in grado di suonare la fisarmonica. Gli anziani hanno dunque, grazie a questo, ballato e cantato, e soddisfatti della giornata passata insieme, hanno chiesto ai volontari di far loro visita più spesso. Il gruppo soddisfatto dell'attività svolta ha accettato l’invito


I piccoli del Centro d’Infanzia Baby Kinder Park di Cirò Marina (KR), con la dirigente Lucia Sacco, hanno accolto nella giornata di giovedì Santo, la sorella Paola Lattari, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, per offrire un aiuto e un sostegno a quei tantissimi bambini meno fortunati verso i quali la Croce rossa Italiana ogni anno rivolge attenzione e promuove progetti in ogni angolo del mondo. In questa occasione, con quanto raccolto dalla vendita delle uova di Pasqua, la sezione femminile della C.R.I. di Crotone, acquisterà latte in polvere, omogeneizzati ed altri generi alimentari per i più poveri. Un’occasione per presentare le attività svolte dalla C.R.I. e sensibilizzare i più giovani alla cultura della solidarietà.

e fissato un appuntamento per il prossimo mese. Iniziative benefiche anche per Pasqua da parte del Rotary Club Trieste Nord del presidente Giacomo Sardina. Per la prima volta, quest’anno, il Rotary ha voluto essere a fianco della Sezione femminile della C.R.I. di Trieste a sostegno della sua attività, consegnando delle confezioni di caffè e pinze in occasione della prossima festività pasquale. A questa iniziativa sono stati destinati complessivamente 4000 euro. Domenica pomeriggio a Sassuolo (MO), in piazzale Della Rosa, davanti a palazzo ducale, ha avuto luogo il “Pomeriggio di giochi con la Croce Rossa”. Sono stati allestiti dai Giovani della Cri di Sassuolo e dai clown di corsia vari tavoli per consentire ai bambini di disegnare, sono stati poi distribuiti palloncini colorati e tanti altri giochi. Alle 18,30 vi è stata l’apertura dell’uovo di Pasqua gigante da 10 chilogrammi, e sono state in seguito vendute moltissime uova di Pasqua da un chilo a dodici euro, il cui ricavato è stato destinato a creare un fondo per l’acquisto di un mezzo adibito ai trasporti sociali. Il gruppo dei giovani della Croce Rossa di Rieti ha organizzato per sabato 31 marzo e domenica 1 aprile presso il centro commerciale ‘Perseo’ una raccolta di uova di Pasqua ed altri dolciumi, al fine di poterli donare sia ai bambini ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale San Camillo de Lellis sia agli ospiti della casa famiglia ‘Il Sole Onlus’ di Rieti. “La motivazione del progetto ‘Le uova del sorriso’ – spiegano in una nota - è che tutti, almeno nel giorno della Pasqua, abbiano diritto ad un gesto di solidarietà seppur piccolo, volendo essere vicini alle difficoltà ed in contesti spesso spiacevoli per i bambini, soprattutto nel momento delle Festività, donando loro un sorriso”.

Sabato 31 marzo e domenica 1 aprile il Comitato Locale di Novara è sceso in piazza per festeggiare con i novaresi l’arrivo della Pasqua. Dalle 9.00 alle 19.00 in Piazza della Repubblica una ventina di Volontari si sono alternati sotto il gazebo allestito per l’occasione: clown, palloncini, truccabimbi e tanto cioccolato. Alle 16.30 di sabato c’è stata la rottura del grande uovo di cioccolato che ha suscitato la curiosità di grandi e piccini e poi ancora, ad offerta libera, la distribuzione delle uova della Croce Rossa, il cui ricavato è andato, come sempre, a favore delle numerose attività del Comitato. Due giorni in cui i Volontari si sono fatti conoscere dai cittadini e hanno mostrato loro solo una parte delle attività e dei mezzi quotidianamente impiegati. Tra questi l’Ambulanza del Sorriso, una ambulanza a misura di bambino, allestita con tutto il necessario per rendere meno traumatico il trasporto dei piccoli meno fortunati. Due giorni di festa, la cui buona riuscita è stata resa possibile dall’impegno degli organizzatori, dalla buona volontà dei Volontari e dalla solidarietà dimostrata dalla popolazione. I Volontari della CRI di Susa (TO) hanno collaborato con il Gruppo Giovani CRI di Torino per lo svolgimento dell'attività di Unità di Strada che consiste nel giro di assistenza itinerante per le vie del capoluogo piemontese portando assistenza materiale e psicologica. I volontari nel loro giro notturno hanno consegnato alle persone in difficoltà coperte, vestiti, cibo e bevande calde e

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sopratutto hanno scambiato qualche p a r o l a c o n l o r o . A Rimini è stato organizzato il 15° Golden Fest - ViviRimini con il Patrocinio della Provincia, del Comune di Rimini e valevole per lo speciale Campionato Endas di corsa su strada individuale e di società a favore della Croce Rossa Italiana alla quale è stata donata nell’ ambito dei Golden Events 2012 una barella Scoop. Anche quest'anno l'Unità di Strada del Comitato Locale della Croce Rossa Italiana di Firenze, in stretta collaborazione con il Comune di Firenze, Alisea e Monte Domini, ha organizzato in occasione della Vigilia di Pasqua, sabato 3 aprile, una cena dedicata ai senza fissa dimora che si terrà nel cortile della sede di Monte Domini. I volontari del Comitato Locale CRI di Firenze sono stati impegnati per tutto il giorno ad allestire e poi servire la cena per i circa 200 senza fissa dimora attesi per la serata. Dopo la cena, l'Unità di Strada è andata a distribuire la cena a coloro che per motivi vari non hanno potuto raggiungere il luogo dell'evento. “La ormai consolidata collaborazione tra Croce Rossa Italiana e Comune di Firenze - dice il Commissario del Comitato Locale di Firenze, Federico Rosati - ha fatto sì che la tradizione delle cene per le feste dell'Unità di Strada dedicate ai senza tetto venisse rispettata anche quest'anno. Dopo un evento di solidarietà di così grandi dimensioni come quello che è stato realizzato per la vigilia di Natale sotto le logge del mercato di Sant'Ambrogio è oggi particolarmente

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importante non far mancare la continuità dell'assistenza ai senza fissa dimora della nostra città né la costanza nel rispettare certi appuntamenti ormai consolidati. La Croce Rossa di Firenze proseguirà il suo impegno nel servizio dell'Unità di Strada per l'assistenza dei clochard come sempre, ovvero con la distribuzione di coperte, abiti e generi di conforto e con lo screening sanitario”. Anche nelle giornate di festa legate alla pasqua, i volontari non hanno smesso di credere al nostro movimento, svolgendo con serietà e professionalità il proprio lavoro, continuando così a migliorare la nostra Associazione. Ilaria Forte Redazione PIONews


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Negli occhi degli aquilani Tra ricordo e speranza, tra passato e futuro, le emozioni di una fiaccolata a tre anni dal sisma.

Come ogni anno la fredda notte aquilana tra il 5 e il 6 aprile è riscaldata da centinaia di fiaccole. Sono fiammelle a ricordo di 309 persone che hanno perso la vita sotto le macerie e di altre migliaia che porteranno i segni del terremoto ancora per molto. Tra loro ci sono anche le fiaccole dei volontari aquilani. Molti di loro si trovarono a reggere la responsabilità di essere vittime prima ancora di essere soccorritori. Ognuno ha decine di ricordi, ognuno di loro ha vissuto esperienze diverse. Le storie sono tutte differenti ma, a ben guardare, tutte uguali. Ti svegli con una leggera vibrazione, accompagnata da uno strano rumore, come di un camion in lontananza. Dura un attimo perché subito dopo si amplifica e sembra avvolgerti nel letto, assordante. Il fiato lascia posto alla paura. Da lì è una spirale verso il basso, la normalità non esisterà più per molto tempo. Esci e, se riesci, cerchi di scappare, di aiutare i tuoi familiari che urlano dalle altre stanze. Poi in macchina verso il nulla, lontano però da quella che da casa è divenuta trappola. Per strada molte scene che sono forme di una stessa sensazione: disperazione. Da qui all’arrivo dei soccorsi devi cavartela da solo, aiutando chi puoi, scoprendo in te una solidarietà e una fratellanza che nem-

meno tu credevi possibile possedere. Vedi sempre più tende in grandi agglomerati che qualcuno un giorno, umiliandoti e mancandoti di rispetto, chiamerà campeggi. Qui la vita procede sempre uguale. Non hai più uno spazio tuo, tutto è condiviso, tutto è di tutti. Qualunque cosa tu debba fare, anche i bisogni, devi metterti in fila. Chi l’avrebbe detto che un giorno avresti dato di tutto per cucinarti e lavarti i piatti da solo. Intanto ogni sera guardi in direzione del centro, il punto più alto della città, che ora sembra scomparso senza più una luce a illuminarlo. Non sai poi che è già iniziato in te un processo che ti porterà a dimenticare i nomi delle vie che fino a poco tempo prima frequentavi. Fra tre anni, quando avrai la possibilità di passeggiare in un centro imballato, ti accorgerai di non ricordare strade, vicoli e piazze. Sono passati nel frattempo un po’ di mesi (a cosa serve più contare il tempo?). Alcuni uomini del Dipartimento di Protezione Civile ti pongono un quesito: albergo, autonoma sistemazione, Moduli Abitativi Provvisori (M.A.P.), Progetto C.A.S.E., Guardia di Finanza, caserma Campomizzi. Cosa sono? La tua prossima casa. Devi solo scegliere. A questo punto le storie si diversificano: alcuni andranno ad abitare in nuovi grandi quartieri privi di tutto e lontani dalla città, senza servizi di traapprofondimento < gennaio 2012 <

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sporto. Altri invece si ritroveranno in alberghi nella provincia di L’Aquila. Peccato che quella di L’Aquila sia la provincia più grande d’Italia e quindi dire così può anche significare essere a tre ore dal capoluogo. Alcuni poi vivranno in caserme in cui dovranno rispettare le procedure militari. Solo una certezza comune: a breve tutto cadrà nell’oblio. Come può una simile esperienza non segnare nel profondo una persona? I risultati si vedono. Nell’articolo sul Pionews di Febbraio 2011, avevamo lasciato gli aquilani con gravi problemi nel tessuto sociale. Nel 2011 numerose patologie relative alla psiche sono aumentate anche del 30% e le richieste di visite specialistiche nel reparto di psichiatrica dell’ospedale sono aumentate dell’800%. Ciò è sintomo di gravissimi problemi nell’elaborazione del trauma subito. Rispetto al preterremoto inoltre c’è stato un aumento del 37% di prescrizioni di farmaci antidepressivi e del 129% di quelli antipsicotici. Infine è aumentato esponenzialmente l’uso di alcol tra i giovani. Tutto questo si respira anche nell’aria che c’è in città. Il centro, o almeno quella piccola parte non classificata come “zona rossa”, è popolato o da centinaia di giovani che cercano di svoltare la serata con l’unico passatempo disponibile, bere, oppure in occasioni come la fiaccolata o grandi manifestazioni. I nuovi giovani non le conoscono nemmeno le vecchie strade cittadine, non hanno ricordi in merito, non sanno cosa vuol dire passeggiare il sabato per quelle vie anziché nel centro c o m m e r c i a l e d e l l a c i t t à . Gli unici che si entusiasmano a girare per L’Aquila sono i turisti venuti a vedere quella che alcuni chiamano ri-

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costruzione. Qual è quindi la situazione nella città? Per quanto riguarda le persone, 13 mila cittadini risiedono nelle 19 new town, 21mila (su 72 mila) vengono ancora assistite dallo Stato. Inoltre, dato sconcertante, 314 persone vivono ancora in albergo o nella caserma della Guardia di Finanza. La ricostruzione è più che a rilento: i lavori di ristrutturazione o ricostruzione ci sono solo in alcuni punti della periferia. Del centro non si sa ancora nulla, per ora è solo puntellato e nessun lavoro è iniziato. Ci sono poi da rimuovere il 95% delle macerie (dati S.G.E.: 4milioni di macerie complessive, rimosse 211mila). Un dato però fa ben sperare: è aumentato di molto l’iscrizione nelle associazioni di volontariato. Il Comitato C.R.I. di L’Aquila ha visto con l’ultimo corso ben 70 nuovi volontari. Molti di loro hanno partecipato per la prima volta in divisa alla fiaccolata. Il commissario del Comitato Locale, Carla Lettere, ha deciso inoltre di tenere la sede aperta tutta la notte offrendo cibo e ospitalità a chi li richiedeva. Tutto questo anche per supportare i partecipanti che si sono ritrovati in una notte fredda e umida. Con questi nuovi volontari il comitato potrà finalmente supportare al meglio le attività sociali di cui il territorio necessita. Forse quello che veniva detto un tempo non era solo un modo di dire: “Saremo lì anche quando la terrà avrà smesso di tremare!”. Daniele Aloisi Gruppo Giovani C.R.I. de L’aquila daniele.aloisi@pio.cri.it


"Youth on the Run" per la prima volta in Italia Si è tenuta a Rimini il 14 e il 15 aprile la sperimentazione del gioco di ruolo incentrato sulle condizioni delle persone migranti RIMINI – Dopo la formazione di 11 Giovani della regione dell’Emilia Romagna, avvenuta tra il 23 e il 29 settembre 2011 in Islanda (vedi PIONews di Ottobre 2012), l’ispettorato provinciale dei Giovani di Modena, supportato dall’ispettorato regionale dell’Emilia Romagna e dall’ispettorato nazionale dei Giovani, ha dato il via alla prima sperimentazione in Italia dello Youth oj the Run, destinato a 15 volontari interni della Croce Rossa Italiana il 14 e il 15 aprile 2012. Per riprendere un po’ i concetti, lo Youth on the Run è un gioco di ruolo ideato da un insegnante danese negli anni novanta, che era preoccupato per il sempre più crescente indice di razzismo che dilagava tra i giovani. È stato così creato questo role play per poter far mettere nei panni della persona migrante, che fugge dal proprio paese per richiedere asilo politico o rifugio, i giovani stessi, poiché l'insegnate credeva più funzionale far provare sulla pelle di un giovane cosa prova una persona una volta che abbandona la sua terra, grazie al particolare coinvolgimento empatico che questo tipo di attività provoca. I Giovani della Società Nazionale della Croce Rossa Islandese ha quindi proposto di poter svolgere una sessione internazionale, chiedendo un finanziamento dall’Unione Europea tramite il progetto “Youth in Action”. Si è quindi dato il via alla primo incontro internazionale nell’ultima settimana del settembre scorso, dove i Giovani della Croce Rossa italiana, tedesca, irlandese, belga e islandese per le prime 24 ore si sono calati nelle vesti di una persona migrante di origine somala che arriva in Italia, per poi avere una formazione specifica riguardo la gestione dello "Youth On The Run" per i restanti giorni. Dei Giovani della Croce Rossa Italiana sono tornati formati 2 game leader e 9 istruttori, che hanno fin da subito lavorato per quello che è stato l'evento sperimentale del weekend di aprile.

“Prima di portare il gioco di ruolo al di fuori dell’Associazione, è stato necessario fare una sperimentazione interna – spiega Martina Vertuccio, referente del progetto “Youth on the run” in Italia - questo per poter analizzare le criticità del gioco stesso. Quando siamo tornati in Italia io e i miei colleghi formati ci siamo subito mossi per poter adattare il role-playing alla nostra realtà, cominciando da quello che è l’iter burocratico che deve affrontare il migrante. Dopo una preparazione a riguardo e la presentazione durante la commissione tecnica nazionale dell’area pace del gioco, si è deciso di portare in campo la prima rappresentazione per il mese di aprile. Questa prima sessione è stata effettuata fuori dalla città di Rimini, a Sant’Aquilina, che si prestava bene o male a quelle che erano le nostre necessità, proprio perché abbastanza isolato. La sperimentazione serviva, inoltre, a testarci come game-leader e istruttori, così da poter limare alcune criticità interne che potevano, per una prima volta, venire fuori e per poter essere pronti quando affronteremo la sessione a livello nazionale, che si spera di poter svolgere nel secondo semestre del 2012”. “Nonostante tutte le difficoltà che possono esserci durante una sperimentazione – continua Martina Vertuccio - l’evento è andato aldilà delle mie aspettative, perché siamo stati in grado di poter risolvere problematiche in pochissimo tempo senza interferire nella sessione. La soddisfazione, la passione, il credere fermamente in questo strumento educativo ha ripagato la stanchezza della preparazione e delle ventiquattro ore del gioco stesso, che mi hanno resa felice di non aver mollato dopo cinque anni di lavoro. È uno strumento – chiave per poter far comprendere a quella fascia d’età che va dai 14 ai 25 anni, che molto spesso vede lontana la realtà del migrante e che quindi tende a discriminare, quali siano le difficoltà, anche linguistiche, quanto venga lesa la dignità e quanta sia la frustrazione di una persona che scappa dal proprio paese per richiedere asilo politico e per far comprendere anche quanto la vulnerabilità sia un concetto relativo e dinamico”. Federica Cavallini, partecipante del gruppo di Monterotondo (RM), ci racconta: “Ho partecipato per curiosità e perché comunque come operatore dell’area pace mi riguarda in prima persona. La prima risposta quando Martina mi ha chiamata è stata ‘boh’, mi attraeva il gioco ma non sapevo come sarebbe stato partecipare per 24 ore. Ritrovarsi poi lì, nella condizione del gioco, devo dire che mi ha fatto ri-

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flettere molto e mi ha fatto bene all’animo. Inizialmente è stato difficile immedesimarsi nel ruolo, per una mia difficoltà personale nel farlo e perché conoscevo il gioco, invece poi, tirando le somme, mi sono resa conto di quali difficoltà stavo affrontando e di quanto fosse invece dura. In alcuni momenti devo dire che è stata veramente tragica, e se lo è stato per me che ero partecipante posso solo immaginare le difficoltà degli istruttori, da cui traspariva una grande passione e che l'hanno dimostrata mettendo su un’ottima organizzazione del gioco. Personalmente la difficoltà più grande è stata la mancanza di potere verso se stessi, proprio come lo proverebbe un migrante anche per più di ventiquattro ore. Devo dire che questo gioco mi ha davvero fatto riflettere tanto, non solo per quanto riguarda la questione della persona che scappa dal proprio paese, ma anche nei confronti di me stessa”. “Anch’io ho partecipato per la curiosità del gioco di ruolo – spiega Arianna Merola, un’altra partecipante del gruppo di Ciampino (RM) – e per provare in prima persona la tematica del migrante, per scoprire cose aldilà dei ‘luoghi comuni’. Anche se non è assolutamente paragonabile a quello che effettivamente vive il migrante, proprio perché una persona che scappa dal proprio paese non vive in delle condizioni svantaggiose solo per ventiquattro ore, il gioco dà almeno un’idea dell’iter che deve affrontare una persona migrante quando deve richiedere asilo politico in un paese straniero. La prima d i f f i c o l t à è nell’immedesimazione, perché quando hai i tuoi amici vicino sembra un qualcosa di familiare e comunque ti viene data una nuova personalità lontana dalla tua. Non per questo, però, non ho provato delle difficoltà, anzi: per quanto potesse essere un gioco ho provato dei sentimenti forti, sentendo comunque la difficoltà della situazione. La bravura degli

istruttori è stata anche farci calare nel ruolo seppur difficile all’inizio, ma una volta entrati lo vivi nella sua emotività e nella sua interezza. Ad un certo punto del percorso ti viene da dire ‘basta, non ce la posso fare più’, proprio per le emozioni inevitabili da provare, e quando alla fine del gioco tiri la somma di tutti i sentimenti provati insieme, capisci che non ce la faresti a sopportarlo di nuovo. Noi, poi, potevamo pensare ‘voglio smettere’ e questo mi ha fatto riflettere di come, invece, una persona che migra non possa minimamente pensarlo, proprio perché non vive in un role-playing. È stata, in ogni caso, un’esperienza fantastica: mi ha aiutata a capire e a ricordare che prima di essere un migrante sei una persona con una dignità. Credo che un’attività come questa, che fa provare un’esperienza così forte in prima persona, possa aiutare a portare un cambiamento in positivo nella società”. Essere persona in prima persona significa anche sensibilizzarsi per poter sensibilizzare. Utilizzare un gioco di ruolo nei confronti di giovani può essere uno strumento più efficace per arrivare dritti alla sensibilità altrui, facendoli lavorare di empatia in modo deduttivo, rendendoli così più consapevoli della realtà che li circonda. Come Giovani ci auguriamo di poter arrivare sempre di più tra i giovani di oggi che saranno gli adulti di domani, per poter contribuire alla loro formazione come cittadini consapevoli di saper valorizzare le differenze invece che discriminarle. Veronica Di Biase Redazione PIONews

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I giovani: primi "moltiplicatori" della realtà di Croce Rossa A Grosseto, un torneo di baseball per diffondere i valori ed i Principi Fondamentali GROSSETO - Dal 4 al 7 Aprile 2012 si è tenuto a Grosseto, presso il campo comunale "Scarpelli", un torneo giovanile di Baseball a cui hanno preso parte cinque squadre di ragazzi con età fra i 9 ed i 13 anni, provenienti da diverse regioni d’Italia. L’evento è stato possibile anche grazie al supporto del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Grosseto e dei Giovani C.R.I. della provincia, che hanno infatti allestito con cura un campo composto da circa quindici tende del Comitato Regionale Toscana, con lo scopo di ospitare gli oltre 70 partecipanti intervenuti. Ampio l’impegno profuso, la Croce Rossa è stata infatti impegnata su più fronti, dando attenzione all’aspetto logistico della manifestazione quanto al servizio sanitario: è stata di fatto attiva sia un’ambulanza 24 ore su 24 con la presenza dell'ambulatorio mobile del Comitato Provinciale sia gli esecutori BLSD abilitati all’uso del defibrillatore semiautomatico, pronti ad intervenire in caso di necessità. L’evento ha visto la partecipazione di circa 50 Giovani della C.R.I. provenienti da tutta la provincia, impegnati nella logistica, come nella segreteria, nel servizio sanitario e nelle attività educative durante i quattro giorni del torneo. "Il loro impegno - come sottolinea Emilio Gualtieri, ispettore provinciale dei Giovani di Grosseto - è testimonianza del lavoro di tutto il Comitato Provinciale che quotidianamente mette a disposizione mezzi e volontari per continuare ad essere un importante punto di riferimento per la cittadinanza". L'occasione è stata altresì utile per fornire informazioni

preziose ai “piccoli” giocatori circa la Croce Rossa e ciò che essa rappresenta nelle realtà locali e nel mondo: i Giovani della Croce Rossa di Grosseto hanno infatti pensato di poter contribuire alla loro formazione, insegnando loro alcune tematiche fondamentali legate all'educazione sanitaria ed al contempo donando loro l’esperienza emotiva di rivivere la battaglia di Solferino, attraverso una simulazione che illustrasse la nascita e la storia della nostra associazione in uno scenario del tutto innovativo. I Giovani C.R.I. di Grosseto sono riusciti ancora una volta a fare la differenza grazie alla formazione acquisita negli anni, ma soprattutto grazie all’esperienza maturata in ambito emergenziale e che hanno scelto di mettere al servizio del prossimo in caso di bisogno. È infatti con questo spirito che, nell’intento di diffondere i Principi Fondamentali ed i valori del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, hanno scelto di dare un contributo maggiormente incisivo a quelli che possono essere i primi moltiplicatori della nostra realtà, in grado di recepire al meglio e di saperla riportare all’esterno, ai loro genitori come ai loro coetanei. Sin da piccoli infatti l’EducAzione è finalizzata a motivare i giovani ad essere veri e concreti Agenti di Cambiamento, ciò è possibile attraverso attività ludicoricreative, ma che siano al contempo anche formative come quelle proposte che hanno scelto di proporre loro durante il torneo e delineando la varietà dell’intervento di Croce Rossa sul territorio. Esse hanno dunque anelle regioni < gennaio 2012 <

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vuto a proprio fondamento tematiche utili nel contesto quotidiano come elementi di tipo sanitario o strumenti essenziali per capire meglio la realtà in cui viviamo, cercando di trasmettere ai giovani giocatori l’importanza della loro azione nella società e quanto essi realmente possano agire per renderla migliore. E’ dunque in tal modo che è stata presentata ai partecipanti l’immagine di una associazione attenta alle esigenze della collettività ed in grado di supportarla in ogni tipo di evento, fornendo ulteriori spiragli di quanto questo “gigante umanitario” sia in grado di compiere quotidianamente nei vari settori, ma soprattutto mostrando loro quanto possa essere concreto il passaggio dalle idee alle azioni attraverso l’impegno e l’entusiasmo che contraddistingue i giovani.

In conclusione tutte le squadre che hanno preso parte all’iniziativa hanno già dato adesione per partecipare alla seconda edizione del torneo. Certi che il numero dei partecipanti crescerà, i Giovani della Croce Rossa di Grosseto si preparano sin da ora all’evento, consapevoli di aver indiscutibilmente contributo alla diffusione ed alla promozione del significato più vero e puro del volontariato. Si ringrazia per la collaborazione il service documentale del Gruppo di Grosseto Silvia Colantoni Redazione PIONews

Il nostro obiettivo: “raccontare la Croce Rossa!” Conquistare e mantenere la fiducia nel nostro operato, utilizzando al meglio le nuove tecnologie L'Assemblea Provinciale dei Giovani C.R.I. di Grosseto, con apposita Delibera, ha creato uno staff di Giovani a Servizio di tutti i Comitati della Provincia. L'Ispettore ha nominato Andrea Laganga, un veterano della fotografia, referente del servizio ed un pugno di Giovani che con grande passione per la foto, giornalismo e grafica portano avanti il progetto. Questo pool di Volontari C.R.I. hanno, in poche settimane, documentato circa dieci attività CRI della Provincia di Grosseto ed In poche ore le foto sono consegnate al Commissario Provinciale Dott. Corsi e ai vari organi di Comunicazione della CRI. “Henry dunant nelle sue memorie esprimeva il bisogno di documentare quel che accadeva con tali parole “bisognava che questo souvenir venisse scritto,ciò che avevo visto con i miei occhi doveva essere narrata ad altri" ed è questo il compito che io,come tanti altri

giovani di croce rossa,vorrei ricoprire; diffondere,appunto, e promuovere l'emblema tramite una corretta diffusione delle attività e dell'impegno di ogni singolo volontario per raggiungere un obbiettivo, personale o collettivo che sia. E’ con questo motto che abbiamo deciso di creare il progetto del Service Documentale” - Irene Simoncini Il Service nasce da un’idea dell’Ispettorato provinciale giovani di Grosseto, dopo aver analizzato alcune criticità nella documentazione della realtà Grossetana. Le nostre analisi avevano evidenziato il bisogno di fare di più nella divulgazione dell'informazione e dell'immagine della nostra Associazione e delle sue Attività. Proprio la mancanza di coordinamento a livello provinciale ci ha spinto a ricercare quegli stimoli utili alla raccolta foto -video delle nostre attività. “E’ vero - esclama Andrea Laganga Responsabile del Service - a noi basta un sorriso per essere gratificati per quel gesto, però è anche vero che que l ge st o se n oi lo “imprigioniamo” e lo rendiamo “vivo”, può diventare di tutti” Abbiamo quindi reclutato pionieri con la passione della fotografia, video e arti grafiche e costituito un albo provinciale di operatori, i quali ad ogni attività saranno i responsabili per la documentazione del servizio svolto. In un secondo momento la Staff del Service avrà il compito di rielaborare il materiale raccolto, e l’invio ai mezzi di comunicazione ufficiali per la propaganda di suddetta attività.

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Altro punto importante, è la creazione di un “Archivio Storico” al servizio del comitato, con foto e video, in modo da poter “Raccontare la Croce Rossa” nel presente e nel futuro perché il passato rimanga indelebile. E’ importante far conoscere all’interno dell’associazione e a tutta la popolazione cosa è in grado di fare la C.R.I.. I risultati non hanno tardato ad arrivare; in poco tempo siamo riusciti ad ottenere filo diretto con la stampa

locale, alla quale ogni qual volta mandiamo articoli e foto delle nostre attività, loro rispondono positivamente pubblicandoci tale evento. Sono gocce nel mare che fanno bene alla C.R.I. Andrea Laganga Delegato Tecnico Provinciale di Grosseto dei Giovani della C.R.I.— Area Sviluppo. isp. grosseto@pio.cri.it

La Croce Rossa spiegata agli studenti Una giornata nel Liceo Scientifico di Bernalda (MT) per i Giovani della C.R.I.

BERNALDA (MT) – Il 28 Marzo i Giovani della Croce Rossa Italiana di Bernalda in collaborazione con l’Ispettorato Provinciale di Matera hanno aderito all’invito rivolto da parte degli studenti del Liceo Scientifico “M. Parisi” per partecipare all’assemblea d’istituto per parlare e promuovere le attività della Croce Rossa e delle varie campagne di sensibilizzazione portare avanti. L’assemblea si è svolta alla presenza di oltre duecento studenti dove si sono trattate varie tematiche quali le attività peculiari della Croce Rossa in generale, servizi di assistenza alla popolazione, attività in emergenza e le campagne portate avanti dai Giovani della Croce Rossa Italiana, per cui i volontari presenti si sono soffermati a parlare della attività con le persone vulnerabili. Ma cos'è la "vulnerabilità"? E' stato spiegato agli studenti che non sono solo gli anziani i vulnerabili come spesso si crede, ma questo è un concetto dinamico e relativo, in stretta relazione con la capacità di un individuo o di una comunità di far fronte in un determinato momento a particolari minacce. La vulnerabilità può essere associata a certi elementi specifici della

povertà, ma è anche propria di individui isolati, in situazioni di insicurezza ed indifesi da rischi, da shock e stress. Inoltre la prevenzione e la riduzione della vulnerabilità, ed il potenziamento delle capacità richiedono una profonda conoscenza e comprensione della realtà locale; solo questa conoscenza permette di concepire programmi adeguati e rispondenti in maniera precisa ai problemi. Poi si è parlato delle tematiche che i Giovani C.R.I. portano avanti sul territorio, quali: la sicurezza stradale per la prevenzione degli incidenti, la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, uno stile di vita sano ed equilibrato, per cui si è parlato dell’igiene e di una corretta dieta per mantenere. Infine si è parlato delle manovre salvavita che tutti dovrebbero conoscere ed è stata inscenata una breve simulazione di un malore. Il tutto si è svolto in maniera molto dinamica, non con una semplice lezione frontale da parte dei volontari, ma con una nelle regioni < gennaio 2012 <

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pio che preveda una serie di incontri per affrontare meglio tutti i temi che sono stati trattati. Eliseo Gravina, il responsabile del Gruppo Giovani CRI di Bernalda ha affermato: “questa è stata un'esperienza molto importante per il Gruppo Giovani di Bernalda che, a poco più di un anno dalla sua costituzione, sta cercando di crescere, e sono molto contento quando arrivano questi inviti dalle scuole a cui siamo sempre molto felici di partecipare. Inoltre vorrei ringraziare il Gruppo Giovani di Matera per l’apporto dato affinché tutta l’organizzazione della giornata andasse per il meglio”. continua interazione con gli studenti, a cui è stata data la parola per chiarire e capire meglio alcuni concetti, per fare domande e per partecipare alla discussione. Contenti gli studenti, che hanno apprezzato e chiesto informazioni su come entrare a far parte del mondo della Croce Rossa, è stato chiesto un progetto più am-

Il tutto rientra nella campagna di promozione delle attività che sta portando avanti il Comitato Provinciale di Matera. Marco Bellezza Redazione PIONews

Il mondo della Croce Rossa Si è svolta a Formello (RM), il 31 marzo, una giornata di piazza per diffondere i Principi e far conoscere i Giovani della C.R.I. alla popolazione giovanissima

FORMELLO (RM) – Far avvicinare i giovani al mondo del volontariato non è sempre un’impresa semplice. Molti guardano questo modo di impiegare il tempo come inutile, vedendo con diffidenza anche gli stessi coetanei che sono all’interno delle associazioni giovanili. Così i Giovani della Croce Rossa Italiana del gruppo di Formello, dopo un’analisi del territorio in cui hanno acquisito le necessità per i loro coetanei, hanno deciso di progettare in prima battuta una giornata dedicata ai giovani, affinché conoscessero l’Associazione della Croce Rossa. “Il problema della nostra città è che non ci sono molti centri aggregativi per i giovani – spiega Alessio Bertini, vice ispettore del gruppo di Formello -, così molti dei nostri coetanei passano i loro pomeriggi in giro per la città, senza però svolgere delle azioni con-

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crete. Così con il gruppo abbiamo deciso di stilare un progetto per poter diffondere quelli che sono i Principi di Croce Rossa e far vedere anche l’altra faccia del volontariato, che non è solo sanitario come i più credono. Il progetto è stato presentato al commissario di comitato, che lo ha approvato, e prevedeva diverse attività a seconda del target che ci saremmo trovati davanti. Qualche giorno prima è stato anche svolto un training interno con i volontari che avrebbero partecipato, così da informarli sull’approccio migliore da tenere con i bambini e con gli adolescenti, e preparare le attività stesse. Il giorno dell’attività, sabato 31 marzo, abbiamo accolto tutti i ragazzi presso un parco a Città di Maria (Formello), con un’età compresa tra i 4 e 16 anni, e smistato nei vari gruppi, ognuno nel proprio target di appartenenza. In tutti e tre i gruppi sono state svolte in primis delle attività rompi-ghiaccio, per far conoscere i bambini e gli adolescenti tra di loro. Ogni gruppo aveva, poi, delle attività adattate al proprio target. Dai 3 ai 6 anni i bambini hanno in primis imparato a chiamare il numero 118: con un telefono creato da noi, i bambini dovevano lanciare dei tappi sull’ordine corretto del numero delle emergenze, spiegando loro il suo uso. Dopodiché hanno svolto un gioco sui Sette Principi a mo’ di “1, 2, 3 stella”, passando poi per un’attività su alcune norme dell’educazione alla sicurezza stradale con un “semaforo” (a seconda del colore dovevano camminare, correre o fermarsi). Anche un gioco come la “patata bollente” si è prestato a scopi di diffusione: è stato infatti svolto con la variante di do-


mande semplici inerenti alla Croce Rossa. Dai 7 ai 10 anni le attività cominciavano ad essere un po’ più complesse: la chiamata al 118 è stata insegnata con un tassello in più, insegnando loro cosa dire ad un operatore della centrale operativa in caso di una situazione di necessità, mentre le norme di educazione alla sicurezza stradale sono state insegnate con un piccolo percorso stradale. In questa fascia d’età ci siamo concentrati molto su attività di cooperazione e spirito di squadra, perciò sono stati svolti giochi come “spaghettiamoci” in cui il gruppo, suddiviso a sua volta in due, doveva inserire più spaghetti interi in una bottiglia trasportandoli con la bocca; il gioco dell’oca targato C.R.I., dove i ragazzi avanzavano se rispondevano correttamente a delle domande sulla Croce Rossa; il gioco delle mollette, che dovevano essere attaccate nei posti più strani sul corpo di un volontario; infine “giochiamo a calcio con i Principi”, dove la squadra che segnava acquisiva il punto solamente se diceva un Principio della Croce Rossa. Anche nella fascia di età 11 – 16 sono stati svolte attività finalizzare al gruppo e alla cooperazione con difficoltà superiori: la chiamata al 118 è stata spiegata in maniera più completa, le norme dell’educazione alla sicurezza stradale sono state adattate alla loro utenza sulla strada, il gioco dell’oca è stato ampliato grazie al supporto di un animatore alla sessualità e alle malattie sessualmente trasmissibili, oltre che con domande sui Principi e sulla Croce Rossa in generale. Infine i ragazzi dai 7 ai 16 anni sono stati coinvolti in una caccia al tesoro: sti-

molati ed incuriositi da indovinelli e immagini, dovevano trovare il luogo dove era stato sepolto il tesoro”. “Per molti volontari – continua Alessio Bertini – era la loro prima esperienza sul campo, che li ha lasciati soddisfatti ed emozionati delle attività svolte. Verrà sicuramente riproposto di nuovo al comitato questo progetto, soprattutto ora che ragazzi e genitori hanno cominciato a conoscerci. C’è anche da aggiungere che mentre noi facevamo attività con i giovani, i genitori erano intrattenuti da altri volontari, presso le sale interne della Villa che ci ospitava, con la proiezione di video, manovre di disostruzione pediatriche e attività, con un operatore nelle emergenze, su quali fossero i comportamenti da tenere o meno in caso di calamità naturale. Siamo rimasti pienamente soddisfatti dell’evento: gli stessi bambini e adolescenti hanno richiesto un nuovo intervento come quello avvenuto sabato 31 marzo e alcuni si sono anche interessati su come diventare dei Giovani della Croce Rossa Italiana”. Veronica DI Biase Redazione PIONews nelle regioni < gennaio 2012 <

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Croce Rossa in musica? Un grande spettacolo!! Da Milano a Padova grandi eventi artistici per finanziare i progetti locali. Un fine Marzo all’insegna della musica e dello spettacolo per la Croce Rossa Italiana, con i comitati locali impegnati in progetti di found raising. Il primo appuntamento è stato Venerdì 23 Marzo, nel Centro Congressi “Papa Luciani” di Padova dove è stato organizzato un concerto del Truevoice Gospel Singers, formazione costituitasi nel 2003 a seguito della collaborazione tra artisti proveniente da differenti esperienze musicali quali Soul, R’n’B’ e Pop. Questo spettacolo è stato ideato espressamente con l’intento di ricavare fondi per finanziare un progetto sostenuto dal Comitato Provinciale di Padova della Croce Rossa Italiana. E’ un progetto che coinvolge i Giovani C.R.I. di Padova e i Giovani della Croce Rossa Ungherese di Fejèr, con lo scopo di formare il personale della delegazione ungherese al programma di educazione alla sessualità e sulla prevenzione alle Malattie Sessualmente Trasmissibili. Questa iniziativa permetterà anche di sviluppare un confronto, tra le due società nazionali, sulle metodologie e gli interventi in

merito alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e degli atteggiamenti considerati a rischio. Il progetto avrà il fine di sostenere le attività dei volontari rivolte alla promozione della cooperazione internazionale attraverso lo scambio di esperienze che permetterà di sviluppare una metodologia di intervento comune. Per il momento resta un progetto prettamente teorico che, grazie ai fondi raccolti, diventerà concreto. A questa iniziativa hanno partecipato attivamente tutti i Volontari C.R.I. della provincia di Padova, mostrando alla comunità partecipante, attraverso un supporto audio visivo, che la Croce Rossa non è solamente servizio sanitario, ma anche tante altre attività. Il secondo incontro si è tenuto Domenica 25 Marzo presso l'auditorium Fagnana di Buccinasco, in provincia di Milano, dove la Delegazione C.R.I., con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione della compagnia teatrale “La luna di Kamiko”, ha proposto una rappresentazione finalizzata alla

Seminario Centro di Cooperazione del Mediterraneo Dal 2 al 6 maggio 2012 avrà luogo a Roma un seminario internazionale organizzato dal Centro di Cooperazione del Mediterraneo ed ospitato dalla Croce Rossa Italiana. Il tema del seminario saranno le migrazioni. La documentazione dell'evento è seguita da Michele Belmondo in sincronia con l'organizzazione dell'evento composta da membri della Società Nazionale e del CCM.

Festa della Croce Rossa a Cuneo A Cuneo, piazza Galimberti, sabato 5 maggio 2012 e domenica 6 maggio 2012, i Giovani di Croce Rossa del comitato locale Cuneo, celebreranno in occasione della giornata mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il Crivillage. “Si tratterà di un percorso a stand che coprirà l'intera piazza in cui si cercherà di avvicinare la popolazione a tutte le attività svolte sul nostro territorio nazionale da moltissimi volontari e dipendenti che vanno ben oltre il servizio di assistenza sanitaria attivo 24 ore su 24.” Queste le parole della giovane volontaria Cristina Delfino che racconta l’attività che verrà svolta.

Festa della Croce Rossa a Foggia Il gruppo Giovani di Croce Rossa del comitato locale di Foggia e il gruppo di Apricena (FG), il 6 maggio 2012 in occasione della settimana mondiale di Croce Rossa e Mezzaluna, farà un’attività in centro Foggia zona c.so Vittorio Emanuele e piazza Andrea Costa ad Apricena. Ci saranno attività educative per i bambini sui 7 principi della C.R.I., in più i giovani volontari se nsi bi li z ze ra n no s u l risp e tto dell’a mbiente co n uno sta nd sull’iniziativa del Climate In Action, con una postazione sulla Educazione Sanitaria.

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raccolta fondi per l'acquisto di una nuova ambulanza. “La luna di Kamikos” è una compagnia che si propone di rappresentare lavori teatrali che, in qualche modo, richiamino le tradizioni popolari, mettendo in risalto i costumi e i valori di un passato quasi ormai completamente scomparso. " Un taxi a metà " questo è il titolo della commedia proposta, divisa in due atti, di Ray Cooney con la regia di Renato Infanti. Una commedia esilarante carica di intrecci e di equivoci che racconta, con quale abilità, un tassista milanese conduce per anni due vite assolutamente parallele. Facilitato dai turni della propria attività, gestisce con precisione ed armonia due mogli e due case nella stessa città, fino a quando un banale incidente non interviene a sconvolgere l’esistenza di tutti. Grande partecipazione dei cittadini di Buccinasco e dei comuni limitrofi hanno contribuito a rendere possibile questo progetto di fund raising. La componente Giovani, congiuntamente con il Comitato Femminile, è stata impegnata nell'accoglienza e nell'assistenza degli ospiti con il fine di garantire una buona riuscita dell’evento. Questo momento di collettività cittadina si inserisce in un contesto di sviluppo territoriale volto a garantire un servizio di qualità per tutti. La Croce Rossa non è solo sirene o palloncini ma anche grandi momenti di arte e cultura a disposizione, come sempre, di tutti. Federica Sorrentino Redazione PIONews

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"Diamo il cuore per i giovani" Anche i Giovani della C.R.I. partecipano all'iniziativa per la prevenzione dalle sindromi aritmiche cardiache. COSENZA - Per il terzo anno consecutivo i Giovani del gruppo di Cosenza hanno partecipato al progetto “Diamo il cuore per i Giovani”, avviato dalla Provincia di Cosenza in collaborazione con l’Unità Operativa di Cardiologia dell’azienda ospedaliera di Cosenza, che ne cura la parte clinica. L’obbiettivo del progetto è quello di sottoporre a screening elettrocardiografico-cardiologico l’intera popolazione studentesca delle quarte e quinte classi appartenenti agli istituti superiori della provincia calabrese, al fine di prevenire le sindromi aritmiche giovanili predisponenti alla morte improvvisa. Gli esami vengono svolti previo consenso informato, a bordo di due ambulanze attrezzate una per le ragazze ed una per i ragazzi. L’idea di dedicare un equipaggio femminile alle ragazze e uno maschile per i ragazzi, ha permesso a molti giovani di vincere l’imbarazzo iniziale, potendo così svolgere l’accertamento in tutta tranquillità e serenità. Il progetto ha riscosso un enorme successo e si è evoluto in maniera positiva, qualitativamente e quantitativamente nel corso degli anni anche grazie

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all’entusiasmo mostrato dai rag a z z i c o i n v o l t i . Gli screening cardiologici hanno raggiunto quota 5.000, a dimostrazione della capacità dei giovani di capire l’importanza della prevenzione e di quanto, un piccolo gesto può valere a volte una vita. Il feedback positivo ha coinvolto anche i Giovani della Croce Rossa che hanno preso parte all’iniziativa con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. E’ forse proprio l’interfaccia con i giovani che ha creato un clima di serenità, permettendo ai ragazzi di approcciarsi all’esame elettrocardiografico con più facilità. Gli studenti hanno mostrato infatti da subito, un approccio speciale con i volontari che si sono dedicati al progetto con estrema d i s p o n i b i l i t à . L’idea di educare alla prevenzione ha inoltre avvicinato gli studenti al mondo della Croce Rossa poiché, vedendo ragazzi delle loro età occuparsi di questo progetto, ha svegliato in loro interesse e curiosità. Tantissime sono state infatti le richieste di informazioni su come entrare a far parte della C.R.I., spesso poi è capitato che si siano dovute improvvisare delle mini lezioni di

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Si festeggerà il prossimo 3 di Giugno il decennale del comitato locale Ed è cosi che i giovani della Croce Rossa Italiana si attivano anche quando il motivo per cui partecipare è festeggiare un anniversario; in questo caso il decimo, per il comitato di Castiglione dei Pepoli (BO) La serata sarà animata dai Groovecafè che si esibiranno dal vivo e a seguire i “Non solo ragionieri”, una compagnia teatrale, proporrà uno sketch solidale. Alla manifestazione parteciperà anche il corpo dei vigili del fuoco che animerà l’evento con un’attività educativa, chiamata pompieropoli, rivolta ai più piccoli i quali impareranno a spegnere il fuoco divertendosi e apprendendo nel contempo. Ognuno avrà poi un ruolo determinante durante lo svolgersi della serata: i volontari del soccorso e le infermiere volontarie eseguiranno per tutti i partecipanti una simulazione di primo soccorso su un manichino. Ma i veri protagonisti saranno i Giovani della Croce Rossa Italiana di Castiglione: avranno un ruolo fondamentale durante il decimo anniversario del loro comitato locale, si occuperanno di logistica, dell’organizzazione generale dell’evento e delle attività rivolte alla fascia della popolazione più giovane. Insieme ai giovani della Croce Rossa di Bologna, Imola, Vergato e Gaggio Montano si organizzerà il “trucca-bimbi” e attività volte a sensibilizzare la popolazione circa le tematiche della salvaguardia ambiente, nell’ambito del progetto Climate in Action, e delle malattie sessualmente trasmissibili per quanto riguarda il progetto A.B.C. Verrà inoltre organizzato un gioco, Piomemory, che verterà sui 7 principi della C.R.I. Durante la serata non mancheranno vivande analcoliche e cibo per tutti: pasta fritta, pop corn, crepes e zucchero filato. Per ultimo, ma non di minor importanza, verranno consegnate targhe e premi di riconoscimento per il sostegno e la collaborazione alle attività organizzate nell’ambito di questo evento. Il tutto sarà coordinato dal gruppo pionieri i quali leggeranno i sette principi a sorpresa catalizzando l’attenzione di tutti i presenti. E poi le attività riprenderanno con entusiasmo e spensieratezza, nel segno dell’unione e della solidarietà…


primo soccorso poiché in tanti hanno chiesto consigli su come comportarsi in caso di necessità. Possiamo affermare che questa esperienza, come tutte le esperienze che i giovani della Croce Rossa affrontano, ha permesso un ulteriore crescita personale per tutti i pionieri coinvolti: avvicinarsi ai giovani, ascoltare i lori problemi e le loro paure, ha evidenziato come sia importante l’operato dei Giovani delle Croce Rossa tra i loro coetanei, poiché crea quell’atmosfera ami-

chevole che permette di facilitare il dialogo e l’apertura a volte ostacolati dal timore dei giudizi che possono pervenire dal mondo “adulto”. Francesca Primicerio Gruppo Giovani CRI Cosenza g.cosenza@pio.cri.it

Sull'onda della consapevolezza I Giovani della Croce Rossa impegnati nella campagna “60+ Earth Hour” per il risparmio energetico

GIOIA TAURO (RC) - “Ogni mano, per quanto piccola, lascia un’impronta nel mondo”. Sulla scia di questa significativa frase si è incentrata la giornata dello scorso 31 marzo svoltasi presso il centro commerciale “Il Porto degli Ulivi” di Gioia Tauro. Il Gruppo Giovani della Croce Rossa Italiana ha colto l’iniziativa globale lanciata dal WWF “60+ Earth Hour” per attuare una campagna volta alla sensibilizzazione della popolazione sulle tematiche del risparmio energetico. Il 31 marzo rappresenta infatti l’Ora della Terra: una lunghissima “ola” di buio ha attraversato i fusi orari di tutto il mondo partendo da Sidney e coinvolgendo in 24 ore migliaia di paesi tra cui la cittadina gioiese. I Giovani, capitanati dal commissario di Gruppo Angela Spanti e guidati dagli operatori “Climate in action” Elena Tomaino ed Emanuele Chidichimo, hanno coinvolto i frequentatori del centro commerciale in numerose attività. Oltre all’allestimento di uno stand per accogliere le affluenze, i Giovani C.R.I. sono stati costantemente presenti all’interno dell’edificio spostandosi da un polo all’altro. Sono stati proposti ai passanti numerosi test “dell’impronta ecologica” comunicando tempestivamente i risultati in modo che il singolo potesse, già nell’immediato, riflettere su quanto le proprie abitudini ed i propri comportamenti incidono sull’ambiente.

La distribuzione di lampadine a basso consumo è stata, per la popolazione gioiese, un’ulteriore dimostrazione di come anche piccoli gesti possano fare la differenza! Ampio spazio è stato dedicato anche ai bambini: la formulazione di giochi finalizzati all’apprendimento delle basilari regole di raccolta differenziata è stato un significativo esempio di “educAzione” delle nuove generazioni e quindi dei cittadini del domani, così che l’attuazione di semplici accorgimenti possa difendere nel prossimo futuro la salubrità del nostro pianeta. La realizzazione delle sculture di palloncini è stata, inoltre, fondamentale per attrarre anche i più “timidi”. Sono state poi effettuate delle interviste al pubblico, utili per valutare il grado di informazione e la riuscita della campagna di sensibilizzazione. Nel corso della giornata sono stati somministrati 74 test su un campione di uomini e donne, dai 17 ai 56 anni, ed è emerso che il 61% degli intervistati ha una pessima impronta ecologica (6-10 ettari) e solo il 7% ne ha una buona (sotto i 4 ettari). E’ risultato, altresì, che la maggior parte dei cittadini era già a conoscenza della campagna “60+” ed ha trovato utile l’iniziativa. nelle regioni < gennaio 2012 <

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Per concludere in maniera incisiva la straordinaria esperienza e lasciare un “segno” indelebile, i Giovani hanno riprodotto, con il proprio corpo, il simbolo internazionale della campagna “60+” sorprendendo gli increduli passanti e invitandoli a dare il proprio contributo spegnendo le luci dalle 20,30 alle 21,30 e partecipando così al più grande evento

globale mai realizzato. Il gesto simbolico di spegnere le luci, hanno spiegato i Giovani, ha rappresentato il volersi impegnare, concretamente, ogni giorno, a prevenire ed evitare le disastrose conseguenze dei cambiamenti climatici. L’adesione alla campagna, ha costituito la II fase di un progetto avviato il 4 marzo scorso con la giornata informativa “Climate” ed è un trampolino di lancio per le attività che seguiranno. Serena Ferraro Giovane C.R.I. Gioia Tauro (RC) g.gioiatauro@pio.cri.it

La nostra storia…

30 ore per la vita Sabato 21 aprile, il Gruppo Giovani di Croce Rossa di Medesano, per il secondo anno consecutivo, ha partecipato alla raccolta fondi per "Trenta ore per la vita".E’ allestito uno stand presso "Le Botteghe di Sant'Antonio" a Medesano, un piccolo centro commerciale, al fine di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della presenza di un defibrillatore in caso di arresto cardiaco. Con particolare sensibilizzazione agli abitanti che un defibrillatore presente in punti strategici, come esempio possono essere le scuole, i campi sportivi, i centri commerciali, può essere di fondamentale aiuto per salvare una vita. E’ stato avuto un ottimo riscontro da parte della popolazione in quanto pochi o addirittura nessuno è rimasto indifferente al tema, tutti erano molto interessati all'argomento.

Un corso per formare i Cultori Italiani di Storia della Croce Rossa internazionale, figure che aiuteranno a prendere maggiore coscienza della storia del Movimento

Androlife e Croce Rossa Salvare vite, promuovere uno stile di vita sano, promuovere l'inclusione sociale. Sono questi, a grandi linee, gli obiettivi che la Strategia 2020 ha posto, per rendere il mondo nel quale viviamo un posto migliore. Come sempre, però, guardare al futuro prescindendo dal passato è un operazione rischiosa. Chi vuole lavorare ad un futuro migliore è tenuto a ricordare ciò che siamo stati e quanto abbiamo fatto. D'altra parte è questo il senso di un qualsiasi corso di storia e, a maggior ragione, di un corso di storia della Croce Rossa. Da questo punto di vista, dunque, il 9° Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina ha lo scopo di insegnare ai discenti come affrontare la difficile sfida di raccontare come è nato il Movimento, chi sono stati i precursori che hanno lavorato affinché 148 anni dopo, ancora oggi, si parli di loro e quali sono stati i maggiori contributori al Movimento. Non solo, perché accanto 23 >

alle lezioni di storia classica, vi saranno lezioni di Storia della Medicina e dell'Infermieristica, che consentiranno al discente di comprendere al meglio le dinamiche sanitarie che hanno caratterizzato la storia della Croce Rossa. L'organizzazione dell'evento formativo è un esempio di coesione fra le componenti. Lo staff organizzativo, infatti, si è formato sotto l'egida del Capitano del Corpo Militare, nonché Commissario del Comitato Locale di Salerno, Renato Del Mastro. Egli si è occupato della parte logistica, scegliendo in prima persona la location del corso, scelta ricaduta sul prestigioso Grand Hotel Salerno. Non solo, perché non mancheranno visite ai luoghi simbolo della Città, come il Giardino della Minerva, e della Sala dei Marmi, dove fra le altre cose, i discenti riceveranno la visita delle maggiori autorità cittadine.

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PADOVA - Oramai un maschio su tre è a rischio di infertilità giovanile: questo l'allarme lanciato dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità che promuove Androlife, una Campagna Nazionale per la Prevenzione dell'Infertilità Maschile dei Giovani, che per l'occasione ha offerto visite gratuite per un'intera settimana. Il gruppo Giovani C.R.I. di Padova ha deciso di sostenere questo progetto e così han collaborato con Androlife per il secondo anno consecutivo: successivamente alle giornate informative organizzate per i volontari che avrebbero fatto servizio, dal 17 al 23 marzo si sono svolte delle giornate di piazza nelle quali la Croce Rossa ha messo a disposizione degli stand e un ambulatorio mobile dove i medici di Androlife visitavano gratuitamente. "È stata un'attività molto interessante dice Aldo Milazzo, delegato tecnico dell'area sviluppo della provincia di Padova abbiamo cercato di far conoscere il problema quanto più possibile pubblicizzando i nostri eventi in piazza anche tramite la televisione. Si è riscontrata una curiosità generale da parte di diversi ragazzi e proprio per l'età media delle persone che abbiamo informato la peer education si è rivelata fondamentale".


Ad occuparsi della parte amministrativa, invece, sono due Giovani della Croce Rossa, il vice Ispettore dei Giovani della Croce Rossa di Salerno, Lucia Persico, e il Responsabile delle Comunicazioni del Comitato Locale di Salerno, Marco Di Bello, i quali hanno contribuito a redigere il bando di ammissione e a raccogliere le adesioni al Corso stesso. Il lavoro di super visione è svolto, invece, dal professor Paolo Vanni, Delegato Nazionale alla Storia di Croce Rossa che, grazie all'esperienza maturata nelle precedenti edizioni dell'evento formativo, ha potuto guidare a distanza la squadra di lavoro. In questo senso, prezioso è stato il contributo immagine di repertorio

sottotraccia di Elena Branca, segretaria del Professor Vanni. Passando all'evento, esso prenderà inizio martedì 25 settembre per concludersi domenica 30 settembre. Il primo giorno è prevista l'accoglienza dei Volontari, la loro sistemazione in albergo. Successivamente i corsisti si sposteranno in visita al Giardino della Minerva, antichissimo orto botanico della Scuola Medica Salernitana. Al termine della giornata, i discenti si sposteranno nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, dove riceveranno il saluto delle autorità cittadine. Dal secondo giorno inizieranno le attività vere e proprie, con lezioni frontali tenute dai docenti del corso sulla Storia del Movimento di Croce Rossa. Alla fine della giornata, i Volontari parteciperanno ad una cena di benvenuto. Il terzo giorno le lezioni riguarderanno

l'Assistenza sui campi di battaglia, con riferimenti ai maggiori contributori della storia dell'infermieristica sui campi di battaglia. Si passerà, così, alla storia della vita di Henry Dunant, per finire con le lezioni sabato 29, quando si terranno le lezioni sull'Assistenza sanitaria fino alla prima guerra mondiale. Domenica, quindi, si chiuderà il corso con l'esame finale e la consegna dei diplomi. L'auspicio è quello di dare maggiore consapevolezza ai Volontari della storia del Movimento e della sua forza, traendo così ispirazione par aiutare l'uomo nel rispetto dei principi che il Movimento si è dato. Marco Di Bello Redazione PIONews

QUANDO DICI PREGIUDIZIO, DICI… Considerazioni, riflessioni e nuovi insegnamenti che hanno lasciato i partecipanti alla mostra sul pregiudizio del 31 marzo a Cerignola

CERIGNOLA (FG) - “Quando dici pregiudizio parli di te stesso, e questo non è un male. Un male è quando dici pregiudizio, sai di avercelo e non fai nulla per superarlo.” Sul cartellone che si incontra alla fine della Mostra, quello in cui finalmente, dopo quella mezz’ora di riflessioni e piccole scoperte su sé stessi e sugli altri, si ha la possibilità di mettere nero su bianco tutto quello che di positivo o negativo questa esperienza ci ha lasciato, condividendo con gli altri ma, prima di tutto, facendo un po’ di chiarezza in sé stessi, campeggia ben in vista questa frase, decisa, consapevole, soddisfatta, con tanto di ringraziamento ai Giovani CRI, organizzatori della mostra, per averla convinta a partecipare vincendo le sue resistenze iniziali. Accanto ad essa, tanti altri piccoli foglietti, ritagli di vita vissuta, certezze messe in discussione più o meno faticosamente, buoni propositi, piccole scoperte che rivelano nuovi occhi per guardare il mondo. Una costellazione colora-

ta che nasconde nomi, età, provenienze diversissime di tutti coloro che lo scorso 31 marzo hanno partecipato alla prima “Mostra sul Pregiudizio” organizzata dall’Ispettorato Provinciale dei Giovani CRI di Foggia, a Cerignola, in un’ambientazione surreale, sotto la guida attenta, appassionata e piena di energia di Michele Bruno, promotore nella Capitanata di una delle attività di punta dell’Area Pace, di cui fa parte, ambito proprio dei Giovani di Croce Rossa che mira a sensibilizzare e promuovere una cultura di pace lottando contro ogni discriminazione. Al suo fianco, insieme a Marilina, Maria Giovanna e Alessia, Ilaria, venuta appositamente da Brindisi a “dare una mano”, e tanti Giovani provenienti da tutta la provincia per supportare e respirare insieme quel percorso fatto di tante attività interattive in cui ogni partecipante, gradualmente, si confrontava con situazioni che riproducevano come in un “piccolo laboratorio” ciò che accade nella vita reale, portando a toccare con mano ogni volta in cui scatta in noi il pregiudizio e, di conseguenza, a confrontarsi direttamente nelle regioni < gennaio 2012 <

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con esso, scontrandosi con le proprie contraddizioni, le proprie certezze e le nuove scoperte, non limitandosi ad ascoltare sé stessi ma accogliendo anche l’opinione degli altri, di modo che il viaggio di scoperta non sia in solitaria, ma condiviso con gli altri partecipanti riuniti nel proprio gruppo e guidati sapientemente da capitani d’eccezione come gli operatori dell’Area Pace. Un’esperienza del genere, come è intuibile, è più facile da vivere che da raccontare, tanto più che, con rinnovata sorpresa, ci si rende conto leggendo i commenti finali che diverse non sono solo le attività che sono piaciute di più, che hanno suscitato più riflessioni, più scossoni, ma diversi sono anche gli insegnamenti, le scoperte e le piccole conquiste, tutte legate da un unico filo conduttore e tutte rivelanti l’unicità di ogni persona che partecipa alla mostra, con il proprio bagaglio di esperienze e i propri pregiudizi da superare. “Essere più che sembrare” è la riflessione lapidaria ed essenziale di Maria, che si accompagna ad un altro post-it vicino che rammenta, con nuova consapevolezza, di “Non giudicare senza conoscere (e da adesso in poi per davvero!)”. In alto, un po’ più timida, una lunga lettera che si apre con “Una mostra interessante, perché attraverso un percorso ti fa comprendere più cose… L’apparenza inganna”, sistemata accanto ad un bigliettino che colpisce per la sua spontaneità, in cui si legge che “Questa mostra interattiva mi ha fatto rendere conto che ho pregiudizi!”, a cui segue una scrittura trasognata e desiderosa di raccontarsi che dice “Vivere ogni giorno conoscendo a fondo le persone che ci stanno intorno è un buon metodo 25 >

per non fermarsi ai pregiudizi che noi abbiamo di loro, ma andare oltre per arrivare ad un giudizio che sia certezze. Quello che ci serve è l’apertura mentale”. Non mancano tra le considerazioni le critiche costruttive, consigli, suggerimenti, fonti importantissime di crescita e rinnovamento per gli organizzatori della mostra che, a fine serata, non hanno mancato di leggerli, comprenderli e farli propri per migliorare e migliorarsi. Tra tutti, spiccano i ringraziamenti, gli incoraggiamenti e i complimenti che trasformano un banale commento scritto coi pennarelli nella più grande, insostituibile ed inestimabile ricompensa per tutta la fatica compiuta, fatta di professionalità, disponibilità e messa in gioco durante la mostra, ma anche di mesi di preparazione precedenti, tra cartelloni, riunioni organizzative, formazione e collaborazioni affinché il risultato finale fosse degno e all’altezza di quei sentimenti positivi e quelle soddisfazioni che, effettivamente, sono arrivate: “Bravi, continuate”, “Simpaticissimi ed eccellenti. Complimenti!”, “Insistete e perseverate, mi siete piaciuti perché prima di tutto ho visto amicizia”, “Forza Giovani CRI, l’avvenire è nelle vostre mani”, “Posso solo ringraziarvi e chiedervi di continuare nel vostro lavoro con sempre più passione!”. Ilaria Altavilla Redazione PIONews

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Il progetto del Club25 nel Lazio vola alto: grazie ad un bando proposto da parte del LazioAdisu (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario) I Giovani della Croce Rossa Italiana del Lazio, grazie alla vincita del bando hanno potuto promulgare all’interno dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” il progetto “Cambiare mentalità, salvare vite (niente di più facile)”, finalizzato non solo alla fidelizzazione dei giovani universitari al Club25, ma anche alla sensibilizzazione verso l’atto di donare il sangue. Data la necessità di sensibilizzare verso questo tema, l’ispettorato regionale dei Giovani C.R.I. del Lazio ha partecipato a questo bando, ricevendo un finanziamento di 4.200€ da utilizzare in gazebi, volantini, questionari, brochure, gadget, tessere, ecc. Il Le giornate sono state svolte posizionando un gazebo all’interno del “pratone” della città universitaria, che fungeva da punto di riferimento per i curiosi, dato il posizionamento di due cartelloni con sopra delle gocce di sangue di cartoncino. I volontari si sono suddivisi in due squadre, uno che stazionava nel gazebo e l’altro che girava per i gruppi che sono soliti passare le ore libere tra una lezione e l’altra seduti sul prato. “Siamo soddisfatti dell’evento, – spiega Francesca Rita, referente regionale del progetto - Nelle sei giornate abbiamo effettuato più di 500 contatti, circa 1000 questionari: questo significa che circa 1000 ragazzi sono stati sensibilizzati sulle tematiche della donazione del sangue, su alcune informazioni riguardanti le malattie sessualmente trasmesse, sulle attività dei Giovani della C.R.I. e hanno potuto, con domande e dubbi, sfatare alcuni miti sulla donazione stessa. È un’importante primo step per un lavoro che non si deve fermare, ma deve continuare per diffondere sempre di più una cultura di senso civico e morale perché ‘giovani sani rendono un mondo sano’. Inizieremo a breve le attività a livello regionale per quanto riguarda il Club25 stesso, dopo aver effettuato il tesseramento dei contatti che hanno lasciato una goccia di sangue (di cartoncino!) come promessa di donazione”.



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