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Anno 3, Marzo 2012

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INDIALOGO

Supple m e n t o d i I n d i a l o g o . i t , a u t o r i z z . N . 2 d e l 16.6.2010 del Tribunale di Pinerolo

A pag. 4 intervista al Senatore Elvio Fassone

20 anni fa iniziava “Mani pulite� Oggi come stiamo?


Buone News

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A cura di Gabriella Bruzzone

nell’epoca del riciclaggio

Il cartone? È materiale d’arredo Nell’epoca del riciclaggio e, per contro, anche dei grandi sprechi, c’è chi si ingegna per trasformare e sfruttare ogni tipo di materiale e renderlo qualcos’altro. Così un vecchio tubo del gas diventa una lampada, i pallet si trasformano in librerie e i cassetti, con qualche leggera modifica, prendono la forma di vassoi. A questo proposito, la nuova frontiera del design ha portato piccoli e medi imprenditori a realizzare mobili con un materiale comunissimo e all’apparenza neanche tanto resistente: il cartone. Uno di questi, Tiziano Remor, dopo aver visto in Austria “un macchinario che lavorava al laser fogli di cartone di notevoli dimensioni al pari di una normale fotocopiatrice” ha proposto ad un amico, industriale nel settore della carta, di provare a fare lo stesso in Italia. E da un semplice suggerimento è nata la P-ONE s.r.l., azienda veneta che si è posta come obbiettivo primario l’ecosostenibilità di tutti i suoi prodotti a partire dai materiali, tra cui appunto spicca il cartone. Tra i primi componenti d’arredo ad uscire dalla linea produttiva, oltre ai classici espositori, ci sono state comunissime sedie che hanno poi lasciato spazio a scrivanie, soprammobili, tavoli, poltrone. L’idea è stata accolta calorosamente in primis da alcuni grandi marchi che hanno sfruttato questo nuovo modo di vivere l’arredamento per uffici, show room e convegni. Tra i noti spiccano la Feltrinelli, la quale ha scelto per la sua catena di librerie poltrone rigorosamente fatte di cartone pressato. Ho avuto modo di “testare” quelle che si trovano nel punto vendita di Porta Nuova e vi assicuro che, oltre ogni aspettativa, sono leggere, comode ma soprattutto stabili. L’esempio è stato dato anche dalla Pelikan durante la fiera “Big Buyer” svoltasi a Bologna, e

dall’ateneo veneziano di Ca’ Foscari che ha ospitato il cantautore Vinicio Capossela facendolo accomodare su poltrone di cartone. Oltre all’ecosostenibilià, la P-ONE tiene conto anche dei costi e dei tempi frenetici delle nostre vite: una sedia costa infatti circa nove euro e viene realizzata nel giro di pochi minuti. Questa è solo una delle tante aziende che si sono buttate in un nuovo ambito del commercio, ma navigando in Internet si trovano molteplici siti che propongono non solo la vendita ma anche la realizzazione fai-da-te di mobili e oggettistica con materiali riciclati o destinati alla discarica. Perché non sempre è necessario buttare via: talvolta basta semplicemente guardare da un’altra prospettiva ciò che abbiamo! _________________________ Segue da pag.3

è ricco di giovani di talento, diversi li abbiamo ascoltati anche noi a “Serate di Laurea”. Questi giovani ormai ragionano e progettano in termini globali. Per molti di loro il Pinerolese appare un territorio ristretto per trovare uno sbocco lavorativo: devono puntare sulla grande città, Torino, e da qui verso Milano, Parigi, Bruxelles, Londra... Per tenerli agganciati al territorio c’è bisogno di un collegamento ferroviario rapido con Torino. A questi giovani bisogna anche dar voce, non solo ascoltandoli, ma dando loro potere decisionale e progettuale, soprattutto di ideazione, memori che tre delle principali iniziative economico/imprenditoriali del XX secolo (Microsoft, Apple e Facebook) sono state realizzate proprio da giovani ventenni. Questi hanno saputo ideare delle cose che altri non hanno saputo fare e soprattutto inventarle quando nessuno pensava fossero necessarie; loro hanno saputo immaginare che lo sarebbero diventate. È anche su questa capacità di ideazione che bisogna scommettere per rilanciare il territorio. Antonio Denanni


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| Editoriale | Il 2 marzo si è svolta la “1a Conferenza per lo sviluppo del Pinerolese” organizzata dal sindaco di Pinerolo Buttiero. La partecipazione è stata ampia. Il taglio, soprattutto politico, è stato incentrato sulla volontà di fare più che sull’ideare. Lanciamo anche noi di Pinerolo Indialogo qualche idea e suggerimento, un po’ diversi da quelli della conferenza. 1. Innanzitutto vogliamo richiamare la dimensione storica, risalendo nel tempo fino agli Acaja: solo allora Pinerolo, in quanto centro politico del territorio, è stato anche punto di riferimento economico, culturale e commerciale. Dopo vi è stata una progressiva decadenza e marginalizzazione, pure nella seconda metà dell’800 con la forte industrializzazione e la scuola di cavalleria. Non è quindi il modello della “città della cavalleria” che potrà rilanciare il Pinerolese, ma quello degli Acaja. 2. Vogliamo ricordare anche che l’industrializzazione del territorio è avvenuta lungo i percorsi d’acqua, che erano la fonte di energia di queste fabbriche. Forse per incentivare degli insediamenti industriali è necessario innanzitutto pensare a delle fonti di energia rinnovabile a basso costo (eolico, fotovoltaico, idrico, ecc.), considerando che in futuro l’energia sarà sempre più cara per via dell’esaurimento delle riserve di petrolio. La decisione della Danimarca di essere completamente autosufficiente dal punto di vista energetico affrancandosi dal petrolio entro il 2050 potrebbe essere un esempio e un monito! 3. Terzo suggerimento la ricchezza umana del territorio. Sovente si sottolineano le ricchezze paesaggistiche, storiche, culturali, ecc. dimenticando quella umana, soprattutto quella giovanile. Il nostro territorio (segue a pag.2) Antonio Denanni

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Buone News

il cartone, materiale d’arredo

4 Primo Piano - 1

20 anni di mani pulite

6 Eventi

14°concorsointernazionaledipianoforte

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Visibili & Invisibili

le notizie di amnesty e di libera

9 Lettera a...

lettera a walter benjamin

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Politica in città

conferenza per lo sviluppo del pinerolese

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Serate di Laurea

micol long ed elisa gosso

13 Giovani@Scuola

il porporato in visita al cern

14 Delibere comunali

gennaio-febbraio

15 Andare al cinema

the artist

16 Giovani&Lavoro

competitivi nel mercato globalizzato

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Sociale&Volontariato

la propria competenza per gli altri

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Teatro

blackbird

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Musica emergente

PINEROLO INDIALOGO

gli efrem

Direttore Responsabile Antonio Denanni Hanno collaborato a questo numero: Silvio Ferrero, Emanuele Sacchetto, Valentina Voglino, Gabriella Bruzzone, Francesca Noardo, Maurizio Allasia, Andrea Obiso, Mario Rivoiro, Andrea Bruno, Cristiano Roasio, Nadia Fenoglio, Giulia Pussetto, Francesca Costarelli, Michele F.Barale, Chiara Perrone, Marianna Bertolino Con la partecipazione di Elvio Fassone

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Sport

pallamano

photo Giacomo Denanni, Nino Di Pomponio

Pinerolo Indialogo, supplemento di Indialogo.it Autorizzazione del Tribunale di Pinerolo n. 2 del 16/06/2010 redazione Tel. 0121397226 - Fax 1782285085 E-mail: redazione@pineroloindialogo.it

22 Cose di casa e dell’altro mondo

notizie ed eventi

24 Amici di Pinerolo Indialogo

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primo piano

Vivere il territorio di Maurizio Allasia

20 anni di mani pulite Intervista ad Elvio Fassone erogazione di servizi o simili; un imprenditore, o spesso un gruppo di imprenditori; un partito, o spesso una consorteria di partiti; il pagamento di una forte somma di danaro, a beneficio prevalente di questi ultimi. La sera del 17 febbraio 1992 tutta Il sistema reggeva per l’incrol’Italia venne a conoscenza dell’arresto cio delle convenienze reciproin flagranza di Mario Chiesa, presidenche. La politica, diventata ricca te socialista del Pio Albergo Trivulzio e arrogante, rendeva i partiti a Milano, l’inizio della valanga “Mani affamati e voraci: ricordiamo i pulite”. Qual è il ricordo di quei giorni convegni faraonici, la moltitudidell’Elvio Fassone magistrato? ne di giornali e periodici, la corNel 1992 ero componente del Conte di reggicoda, i banchetti e la siglio Superiore della Magistratura, e dispendiosità sprecona di tutti quindi ho vissuto quei mesi da un osgli atteggiamenti della politica di Elvio Fassone servatorio particolare: quello cui perveallora. I soldi servivano per la niva l’esultanza dei cittadini, che scendevano scalata interna dei partiti, premessa di ulteriore poin piazza indossando le magliette con su stampato tere per assegnare appalti e quant’altro, a loro volta “Di Pietro facci sognare”, ma anche le esternazioni premessa per altri quattrini, e così via. violente di Cossiga, gli attacchi di quella parte poSull’altro fronte, il sistema andava bene anche per litica che temeva di finire stritolata dalle inchieste, le imprese. Il prezzo della tangente veniva riversato e le denunce contro i pretesi abusi dei magistrati. sul costo finale dell’opera, che nessuno chiamava a Erano i mesi dell’omicidio Lima, prodromo della rendiconto; ed era ampiamente compensato dal vancaduta di Andreotti e del famigerato CAF, Craxi, taggio di non dover competere con la concorrenza. Andreotti, Forlani, nessuno dei quali, infatti, otten- Le rivalità con i pari livello erano composte attraverso ne la presidenza della Repubblica; dell’assassinio di la rotazione: oggi questo appalto a me, domani quello Falcone e poi di Borsellino; del tracollo della lira e a te. I fastidi che potevano derivare dai livelli inferiori della cura terrificante imposta al Paese da Amato; in erano sistemati con i subappalti e le briciole. una parola, della scomparsa della prima Repubblica. I guasti erano giganteschi. L’opera pubblica non La magistratura era la punta di lancia di una forte solo veniva a costare molto di più, ma spesso era insofferenza collettiva, un po’ come lo è stato il bi- inutile, cioè ordinata solo per procurarsi il vantagnomio Napolitano-Monti nei confronti della seconda gio della tangente; spesso era fatta male, con costi Repubblica. Per questo ero preoccupato dell’ecces- di manutenzione e di rifacimento; spesso restava so di entusiasmo e di aspettative verso i magistrati, a metà, dando vita a quel paesaggio di incompiue temevo il riflusso, che puntualmente avvenne. te che è stato tante volte documentato. Inoltre la In questi vent’anni è stato fatto abbastanza contro competizione fra i partiti veniva falsata dallo sbila corruzione in Italia? E come è cambiato il fenome- lancio delle risorse; le imprese, non stimolate dalla no rispetto al 1992? concorrenza, perdevano professionalità, specie nelle Il modello operativo, se così posso dire, della cor- competizioni internazionali; e il debito pubblico si ruzione degli anni ‘80 e primi ‘90 era quello classico. impennava drammaticamente, passando da circa Un funzionario pubblico, titolare di un ampio pote- il 72% sul PIL ai primi anni ‘80 al 124% alla fine re discrezionale; un atto pubblico lucrativo, come dell’epoca craxiana, che è ancora oggi il macigno un contratto di appalto, di fornitura, di acquisto, di che ci stava per stritolare. In occasione dei vent’anni di Mani pulite si sono fatte delle conferenze e dei bilanci anche a Pinerolo. Il nostro redattore Maurizio Allasia ha intervistato il Sen. Fassone, allora magistrato presso la Corte d’Appello di Torino. Pubblichiamo un estratto dell’intervista che è leggibile completa nella versione online del giornale.

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5 5 Quanto alla domanda sull’efficacia del contrasto alla corruzione, la risposta viene dalla constatazione di quello che è accaduto negli ultimi anni. Si è sterilizzata grandemente l’azione della magistratura penale, dimezzando i tempi della corruzione, e depenalizzando i reati-spia, quelli che spesso servono da base di partenza per le indagini: il falso in bilancio e i reati tributari. In più si è legalizzata di fatto una vasta quota di illeciti, ad esempio trasferendo sotto le competenze della Protezione civile i grandi eventi (in pratica: tutto quello che si vuole) e poi sottraendo queste competenze al controllo della Corte dei Conti. Il risultato sono i comitati di affari e la “corruzione avvolgente”: le relazioni intrecciate attraverso i faccendieri che moltiplicano le “liaisons”; i favori sontuosi, le vacanze pagate, l’auto di lusso in comodato perpetuo, le escort nel resort, l’alloggio di pregio a prezzo irrisorio, l’affitto gratuito, l’assunzione dell’amante, l’incarico lucroso alla moglie e altre piacevolezze. Questo fa sì che l’atto pubblico che seguirà non è neppure più percepito come un illecito, ma come un modo di sdebitarsi e di ricambiare il favore. L’entrare nel comitato diventa così appetibile che nasce la corsa ad ingraziarsene i membri, e in questo modo si giunge anche a collocare i “nostri uomini” nei gangli che contano, rendendo invincibile e mimetizzata l’organizzazione. Vent’anni fa gli scandali giudiziari furono accompagnati da quella che Montanelli chiamò “la rivoluzione pacifica della società civile” contro il potere della Prima Repubblica. Oggi il governo Monti fa presagire la nascita di una Terza Repubblica. I partiti attuali saranno ancora in grado di intercettare le richieste degli elettori dopo la “parentesi tecnica”? Anche per me è forte la suggestione di vedere analogie tra il ‘92 e l’oggi. C’è sempre una soglia oltre la quale la corruzione, il malcostume, l’arroganza impunita e il degrado dei costumi produce una ribellione diffusa, che cerca un’occasione per esplodere. Ma mi rattrista pensare che questa insofferenza civile è come subalterna, nella nostra storia, alla necessità di una “potenza straniera” che intervenga a darle manforte, a fare da detonatore. Penso, per esempio, alle guerre di indipendenza del Risorgimento, che fruttarono Lombardia e Veneto solo grazie all’aiuto di Francesi e Prussiani. Penso ancora alla lotta di liberazione del 1943-’45, che l’eroica Resistenza Conferenza al Teatro del Lavoro su Mani Pulite. Il segretario del PD Pinchiaroglio e il Sen.Fassone

non avrebbe vinto da sola senza gli Alleati. E qualcosa di simile vedo nella fine della prima Repubblica, crollata grazie alla magistratura, e nella (sperabile) fine della seconda, mandata in soffitta dai cosiddetti tecnici. È come se sulla nostra democrazia pesasse una sorta di minore età permanente, un’incapacità a dire “basta” da soli, senza dover attendere un intervento al di fuori delle linee fisiologiche del ricambio democratico. Riusciremo a diventare maggiorenni? Anche sull’onda di Mani Pulite, nel 1993 gli Italiani abolirono per via referendaria il finanziamento pubblico ai partiti. Oggi il meccanismo dei rimborsi elettorali concede grandi somme di denaro ai partiti, molto superiori alle reali spese sostenute in campagna elettorale. Crede questa modalità sia una via surrettizia di finanziare i partiti o pensa sia una forma necessaria per la sopravvivenza degli stessi? Il problema del finanziamento ai partiti è teoricamente insolubile. Se non lo si ammette, il gioco politico è squilibrato a favore dei partiti che hanno una base elettorale più ricca e più propensa a sostenerli economicamente. Se lo si ammette, diventa una mangiatoia indecente. I pro e i contro sono così bilanciati che un primo referendum abrogativo, nel 1978, ottenne risposta negativa dai cittadini, e solo gli scandali di “Mani pulite” indussero gli Italiani al “sì” clamoroso nel referendum del 1993, subito sterilizzato dalla legge che lo tramutava in un rimborso elettorale. Personalmente ritengo che il sostegno pubblico sia opportuno, ma con dei correttivi rispetto ad oggi. Per intanto i partiti devono assumere per legge lo statuto di soggetti di diritto pubblico, e perciò obbligati ad una disciplina e trasparenza rigorosa. Poi vedrei bene che il finanziamento fosse commisurato non solo ai voti conseguiti, ma più ancora agli iscritti (come avviene, ad esempio, in Germania), cioè al grado di affezione reale che il partito gode nel Paese. Questo li spingerebbe a cercare un legame effettivo con gli elettori, e non a ridursi a circoli auto-referenziali.


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EVENTI

6 Pinerolo e la musica

L’Accademia di Musica al

14° Concorso Internazionale d L’Accademia di Musica di Pinerolo è certamente una delle eccellenze culturali della città, che ha saputo diventare anche un punto di riferimento di alto livello nel panorama musicale nazionale ed europeo. Fiore all’occhiello delle sue iniziative è il prestigioso “Concorso Internazionale”, che porta sul palco artisti di talento del panorama musicale mondiale. “Il Concorso dell’Accademia è un’occasione davvero importante per molti musicisti di confrontarsi e di crescere, oltre che di avere una concreta opportunità per proseguire il proprio percorso di ar-

ricchimento musicale. Crediamo molto nel sostegno al Concorso perché siamo convinti che sia necessario sostenere, diffondere e far crescere una cultura musicale di grande livello”, così si legge nella brochure di presentazione del XIV Concorso Internazionale di Pianoforte. L’Accademia di Musica di Pinerolo, forse un po’ ignorata da molti in città, si è affermata negli anni con l’attività didattica, con i concerti e con questi concorsi internazionali, arricchendo sicuramente i pinerolesi amanti della musica classica di ulteriore passione ed entusiasmo, al punto di vantarsi - forse non a torto - di portare il nome di Pinerolo nel mondo, al pari dei concorsi ippici. Il concorso annuale è dedicato alternativamente al pianoforte e alla musica da camera. Quest’anno, siamo alla 14a edizione, è dedicato al pianoforte. Per una settimana, a partire dal 28 febbraio nelle sale dell’Accademia di via Giolitti 7, provenienti da tutto il mondo si esibiscono una settantina di pianisti, di età non superiore ai 34 anni, con gran finale e premiazione il 4 marzo presso il Teatro Sociale. Il Concorso si articola in tre prove: una eliminatoria a programma libero da parte di tutti i concorrenti iscritti, una semifinale con una serie di brani a scelta tra una selezione imposta a cui accedono 12 concorrenti e una finale, anch’essa con una serie di pezzi a scelta, a cui vengono ammessi 5 concorrenti. Ai 5 finalisti sono assegnati premi in denaro per un totale di € 23.000 (Primo Premio di 10.000 euro; Secondo Premio


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internazionale

suo appuntamento annuale

di Pianoforte “Città di Pinerolo”

6.000 euro; Terzo Premio 3.000 euro; quarto premio 2.000 euro, quinto premio 1.000 euro). Ci sarà inoltre un premio speciale “Patrizia Cerutti Bresso” per la migliore Sonata di Beethoven e, dal 2010, un “premio del pubblico”, assegnato con votazione al Teatro Sociale, durante l’esibizione dei finalisti.

Vincitori della XIV Edizione (2012) I premio ILYA RASHKOVSKIY (Russia) II premio SARAH SOYEON KIM (Corea) III premio JAKUB CIŽMAROVIC (Slovacchia) IV premio ex-aequo TOMOYO UMEMURA (Giappone) e YEVGENY YONTOV (Israele) Premio speciale Patrizia Cerutti Bresso YEVGENY YONTOV (Israele) Premio del pubblico JAKUB IŽMAROVIC (Slovacchia) A lato la pianista Ilona Timchenko


diritti umani

Visibili & Invisibili A cura i Federica Cantarella

gruppo giovani amnesty international

Non ci basta metà primavera!

Si avvicina l’8 marzo, il giorno che più di tutti è dedicato alla donna, e noi del Gruppo Giovani di Amnesty International vogliamo dedicare un articolo al suo coraggio e alla sua sfortuna. Dedichiamo questo 8 marzo alla tenacia delle donne del Nord Africa che, durante la Primavera Araba, hanno giocato un ruolo di primaria importanza, manifestando fianco a fianco con gli uomini e portando in piazza le loro richieste di emancipazione e giustizia. Ma se esse (e noi con loro!) avevano sperato in più libertà e meno fondamentalismo nei nuovi governi rispetto alle dittature precedenti, sono state deluse. Come è successo quasi sempre nella Storia, perfino nei momenti positivi la situazione della donna permane critica ed arretrata. Con la caduta dei regimi, infatti, le donne soprattutto in Egitto sono state invitate a tornare a casa e a lasciare la politica nelle mani degli uomini; coloro che sono state arrestate nelle successive manifestazioni sono state, tra le altre cose, vittime di un controllo forzato della verginità. Noi vogliamo impegnarci affinchè venga rispet-

tata ovunque nel mondo la dignità della donna, e partiremo proprio da qui, da queste promesse mancate: porteremo avanti azioni in Siria, per chiedere che i diritti delle donne siano rispettati; in Arabia Saudita, dove lanceremo una foto-petizione per mostrare la nostra solidarietà alle attiviste saudite e per chiedere di porre fine al divieto di guida per le donne; in Iran, dove chiederemo il rilascio di Nasrin Satoudeh, in prigione a causa del suo lavoro di avvocato. A noi non basta metà primavera! Approfittiamo di questo spazio anche per farvi sapere che il 25 marzo si terrà a San Secondo l’Assemblea Circoscrizionale di Amnesty, ovvero si incontreranno tutti gli esponenti dei gruppi Amnesty del Piemonte e della Valle d’Aosta per partecipare a workshops e riunioni, per confrontarsi e decidere le varie iniziative di azione sul territorio.

A cura di Chiara Perrone

Giornata della memoria delle vittime delle mafie A partire dal 1996,ogni anno,il 21 marzo, si celebra la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata dall’associazione Libera-nomi e numeri contro le mafie e da Avviso pubblico, regioni enti locali per la formazione contro le mafie. Pertanto anche quest’anno ci si sta preparando a questo evento con il progetto “Cento passi verso il 21 marzo”. Nonostante le polemiche che erano state sollevate due anni fa riguardo al fatto che il 21 marzo non era la data adatta, in quanto primo giorno di primavera, Libera continua a ricordare le oltre 900 vittime proprio in quella data, sia perchè è un giorno “neutro” sia per il fatto che essendo il primo giorno di primavera sottolinea la speranza di una rinascita di un mondo libero dalle mafie. Quest’anno la giornata si terrà a Genova il 17 marzo e sarà particolarmente sentita in quanto ricorre il ventennale della strage di Capaci. Per quanto riguarda la nostra provincia, il 21 marzo in Piazza Castello, a Torino,

a partire dalle 18.30 verranno letti i nomi delle oltre 900 vittime e probabilmente, nella stessa data, a Pinerolo vi sarà un concerto del gruppo combat-folk “Radio Rebelde”. Se dovesse mancare la speranza in un futuro migliore e libero dall’oscurità ricordiamo la frase che era solito pronunciare Giovanni Falcone a chi gli diceva che il suo lavoro era inutile, in quanto lottava contro un fenomeno troppo grande: “ La mafia è un fenomeno umano, e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio e avrà una fine”.

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Lettera a...

dal tempo

di Cristiano Roasio

Walter Benjamin

“...in Tv ho visto la Grecia bruciare” Caro Walter Benjamin, c'è chi dice che è impossibile scappare dai nazisti e nello stesso tempo rispondere alle bibliche lettere di Adorno; da quel che mi risulta tu ci riesci, quindi non ti costerà troppa fatica prestare attenzione a questa missiva fuori dal tempo. Quando scrivi: “Le donne che corteggiamo non hanno delle sorelle da loro non più conosciute? Se è così, allora esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra”, mi viene da pensare che, forse, questa lettera riceverà una risposta. E non importa se mi verrà recapitata in un'altra era. Oggi ho acceso la Tv. E' una scatola che deve al cinema quanto quest'ultimo deve alla fotografia: in essa l'opera d'arte, che tu annunci essere diventata tecnicamente riproducibile, è quasi assente. Ho visto la Grecia bruciare. Lo annunciavano non con le lacrime agli occhi, ma con cauto razionalismo storicista. I narratori. Le pagine dei (tele)giornali risplendono di già detto, come tu avevi, per l'appunto, già detto. No, tranquillo, le macerie del passato da cartolina svettano ancora sull'acropoli. I loro volti bianchi di pietra testimoniano quello che è stato, proprio come quell'angelo che hai reso memorabile, quando lui, il progresso, avrebbe voluto solo rallentare e dimenticare se stesso. Sai, l'immagine del quadro di Klee (a proposito, sei riuscito a venderlo per comprarti la Carta Verde?) è diventata parecchio famosa: c'è pure una canzone di Laurie Anderson dal titolo Progress (The Dream Before). Non ti piacerà, ma

solo per ascoltarla potresti scaricarla. Se avrai tempo, ho intenzione di sottoporre alla tua attenzione alcune considerazioni sul collezionismo nell'era digitale: secondo te, lo streaming sottrae l'opera d'arte alla sua fruizione completa? Mi sembra quasi di trovare tracce dell'intérieur nei magazzini cibernetici del file sharing. Li chiudono e loro riaprono in tempo zero. Internet pare proprio la tua Parigi del Diciannovesimo Secolo, morbosamente caotica, labirintica e piena di passages: è facile sentirsi flâneur attraverso le vie affollate della rete. Ma questi rimangono i miei pensieri. E mentre tutti abbiamo un indumento di felpa, nonostante tu catalogassi quel tessuto come ricettacolo di polvere e noia, dimenticavo la Grecia. E' bello divagare, mi è sempre mancato il tuo tipico e saldo controllo della materia trattata. La produzione di massa è la prima causa economica del declino dell'aura, citandoti testualmente. Avevi ragione. Dal Parnaso sono scese le muse, tacchi a spillo e seni rifatti, e si sono smarrite nelle nostre città, tra i fumogeni e le cariche della polizia. Ormai dalle nostre parti nemmeno si produce poi così tanto. Lo chiamano outsourcing, ma quello che resta tra le mani levigate, le scrivanie multimediali e i garages puzzolenti sono le fantasmagorie di un mondo che non c'è più: sotto cumuli di cifre e pacchetti azionari la bellezza svanisce. Mi chiedo perché gli appelli di un così accorto Segnalatore d'incendio non siano ancora stati ascoltati. P.s. Magari cerca di essere un po' più accessibile, così eviti di sfinire i lettori dopo due pagine.

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Politica

In Città

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A cura di Emanuele Sacchetto

il 2 marzo 2012 all’

1° Conferenza per lo svilupp

Intervento di apertura del sindaco di Pinerolo Buttiero davanti Mancano poco più di venti minuti alle 9, orario di inizio della conferenza, e davanti all’Auditorium Baralis di via Marro c’è già uno spiegamento di forze da far concorrenza ai cantieri della Tav. Certo qui non si aspettano lacrimogeni o ordigni artigianali, bensì qualcosa di molto più potente: sono in arrivo fiotte di amministratori, sindaci, consiglieri ed imprenditori del pinerolese. E a far gli onori di casa il sindaco Buttiero, che in alta uniforme accoglie i convitati spiegando l’importanza della presenza delle forze dell’ordine a quest’evento per rappresentarne la loro capillare tutela del territorio. Certo un inizio che piace all’età media degli invitati, che dà quel tocco di rigore che sembrerebbe esser mancato agli amministratori nel dar l’avvio alla mattinata. Ma a far tardare l’inizio della conferenza vi è stato un fastoso banchetto all’accoglienza, dove gli invitati si gingillavano complimentandosi per il ricevimento, per gli ufficiali in alta uniforme e per il fastoso banchetto, come partecipassero ad una allegra scampagnata domenicale. E a stridere un po’, come spesso accade per la politica, è lo sfarzo inadeguato alle circostanze. Da lì a poco si sarebbe parlato infatti di crisi, disoccupazione e rilancio... ma con la pancia piena. E così che dopo 35 modesti minuti di ritardo (in fondo come ha detto Trossero ad inizio conferenza, questa era in ritardo di qualche decennio: doveva essere fatta nel secolo scorso, dunque minuto più o minuto meno…!) Buttiero apre le danze con un monologo molto ben interpretato sulla necessità di trovare un nuovo modo di crescere economicamente, idee nuove,

puntando sul rilancio turistico, sul volontariato. Un gran bel valzer insomma, per dare inizio ad una scatenata mattinata di ballo, con un crescendo sempre più incalzante, a tratti il ritmo militaresco di una marcia, “Bisogna fare presto!!”, con grinta sempre nuova e fervore maggiore, un-duetre, un-due-tre, “Cose concrete per carità!”, ma poi ecco, lo scivolone. E’ bastato un passo sbagliato, un pestone e la danza si è inesorabilmente arrestata. “E’ necessario ascoltare i giovani…”. Una frase buttata lì, da programma elettorale. Certo di tutti i ballerini di quella mattinata in pochi se ne saranno resi conto, così presi dal loro valzer di complimenti e cenni compiaciuti del capo. Ma a noi giovani il piede duole ancora adesso per quello sgarbato pestone. Perché a noi giovani, così necessari a detta del sindaco per il rilancio del pinerolese, il sindaco Buttiero ha preferito le forze dell’ordine e i consiglieri di ogni sorta. Ma per fortuna a ridare ritmo alle danze è arrivata Claudia Porchietto, Assessore regionale. Lei imprenditrice sì che se ne intende di rilancio! “Bisogna fare sistema! Bisogna dire alle imprese che da sole non vanno da nessuna parte!”. Un treno in corsa, inarrestabile, il suo discorso. E non si risparmia nemmeno una nota di razzismo degna della sua coalizione “Il nord deve riuscire a ottenere il riconoscimento di aree di crisi ora monopolizzate dalle lobby del meridione!”. Ma d’altra parte le stesse parole le abbiamo sentite ripetere da tutti i relatori successivi. Per l’Assessore provinciale Vana “L’individualismo imprenditoriale va su-


“ r i f l e ss i o n i ” p o l i t i c h e y o u n g

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auditorium “baralis”

po del territorio del Pinerolese

i a una platea di sindaci, imprenditori... Mancavano i giovani perato, la competizione non deve più essere locale ma regionale!”. E qui un altro affondo ai giovani “La politica non deve più mortificare l’iniziativa d’impresa dei giovani!”. E poi ecco che per fortuna a rendere ancora più allegro il convivio è arrivato il nostro rappresentante della politica degli sprechi di Roma, l’On. Giorgio Merlo. Esordendo con una simpatica battuta sulla nuova maggioranza parlamentare ha detto che si sarebbe espresso anche a nome del Sen. Malan, ormai suo “alleato”. Insomma se qualcuno aveva ancora dei dubbi sull’ambiguità delle posizioni del noto partito di maggioranza nazionale di CENTRO-sinistra, questo dovrebbe certamente dissiparglieli. E poi è stata la volta dell’Ass. al lavoro del Comune di Pinerolo Agliodo, il quale ha ribadito quanto già dichiaratoci nell’intervista dello scorso numero “Tirocinio formativo all’estero per i giovani! Necessità di

allevare i giovani all’idea di imprenditoria fin dai tempi della scuola! Valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti tipici! Offerta di un pacchetto turistico-eno-gastronomico per chi vuole passare una giornata nel pinerolese del benessere sociale!”. Insomma parole stupende, grandi oratori che dall’alto di un palco ma con l’umiltà tipica dei grandi politici, dipendenti al servizio della nostra santa nazione, sono giunti alla conclusione che il Pinerolese è in crisi. Hanno scoperto che il Pinerolese è il territorio dei Forti delle guerre, dell’ippica, delle montagne olimpiche e di prodotti eno-gastronomici tipici. Hanno capito che questi sono punti su cui bisogna puntare. Ma le “idee nuove”, le “idee concrete” a cui ha accennato il Sindaco Buttiero non sono arrivate. Si è rimandato tutto alla prossima conferenza. Per ora rimangono solo parole, fiori, signori imbellettati e pasticcini. Questa è politica!


società

Serate di Laurea

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A cura di Maria Anna Bertolino

Micol Long ed Elisa Gosso

Storia Medievale e Antropologia Culturale Serate di Laurea di Febbraio, ripensando le pratiche della scrittura e di comunità. Hanno presentato le loro tesi in Storia Medievale e Antropologia Culturale Micol Long ed Elisa Gosso. Micol Long, la cui tesi si intitola “Bernardo di Chiaravalle epistolografo: pratiche e concezioni della scrittura”, ha presentato il suo lavoro trasportandolo nella contemporaneità e rendendolo di agevole lettura per la platea, analizzando inizialmente le pratiche della lettura attraverso le grandi rivoluzioni del libro, sottolineando che ai giorni nostri se ne sta verificando una riguardante il testo digitale, che implica la rottura del vincolo con il supporto materiale. Successivamente, entrando nel vivo della tesi, la studiosa si è posta la questione di capire quali fossero nel Medioevo le concezioni e il ruolo della scrittura e quindi le pratiche ad essa legate. In particolare si sono evidenziati due punti: scrivere non era Elisa Gosso affatto semplice dati i supporti e i materiali - dalla penna d’animale alla pergamena - per cui vi erano segretari preposti alla scrittura e la lettera era il rimedio all’impossibilità di comunicare oralmente tanto da essere stata definita “colloquium absentis”. Tutto ciò si lega all’analisi condotta sull’epistolario del monaco cistercense Bernardo di Chiaravalle, composto di cinquecento lettere scritte in quarant’anni. Ricostruendo la genesi del documento si possono trarre delle informazioni implicite che riguardano la scrittura; inoltre si può trarre un profilo dello scrivente dal quale far emergere il carattere e la personalità: veniamo così a scoprire che si trattava di un uomo colto ma rude e poco incline alla transigenza, senza remore nel mentire riguardo ai propri sentimenti. La tesi di Elisa Gosso, dal titolo “valdesi e le loro Valli: luoghi e “confini nascosti” di una comunità protestante del Piemonte” ha ricostruito quel bagaglio

culturale alpino della comunità valdese attraverso una ricerca condotta sul campo mediante interviste in profondità e osservazione partecipante, seguendo la metodologia della ricerca propria dell’antropologia culturale. Dallo studio condotto si evince che il concetto di confine socio-culturale è particolarmente pregnante nelle Valli Valdesi, idealizzate come il centro della comunità. Le pratiche e i meccanismi per segnare simbolicamente un confine sono state individuate nella patrimonializzazione di alcuni luoghi storici, come la Ghieisa d’la tana di Angrogna o il Coulège del barba di Prà del Torno ma anche nell’endogamia e nella nascita di alcuni stereotipi. Attualmente i confini non si rintracciano più nelle pratiche bensì nella mentalità e nel pensiero delle persone: spirito critico, scolarizzazione e individualismo “positivo” sono alcuni dei demarcatori sociali utilizzati oggi. Il concetto di traMicol Long dizione, poi, è visto nella sua dinamicità come qualcosa da ricomporre in momenti particolari quali i falò del 16 febbraio e la festa del giorno seguente, commemorazione delle Lettere Patenti emanate da Carlo Alberto nel 1848, o la Confermazione, con la quale i giovani tra i 16 e i 17 anni diventano membri effettivi della comunità, mentre le componenti identitarie sono riconfermate durante le rappresentazioni teatrali e il canto, come nel caso della complainte - che rievoca eventi epici della chiesa protestante in genere - la fede, la storia, i simboli quali il costume e la scrittura. Efficace l’immagine che l’antropologa dà dell’identità valdese: una tela multicolore, rappresentazione della sua sfaccettatura, ancora collocata sul telaio in attesa che la generazione successiva continui ad intessere i fili. Appuntamento per il 30 Marzo alle ore 18 presso Alzani Editore in via Grandi 7 a Pinerolo.


società

Giovani@Scuola A cura di Nadia Fenoglio

Due chiacchiere col Prof. Franco Vaio

Il Porporato in visita al CERN Ogni anno il liceo Porporato offre un’opportunità “eversiva” per gli studenti delle terze del classico, avvezzi a traduzioni e dissertazioni umanistiche: quella di addentrarsi per un giorno nel laboratorio di fisica nucleare più prestigioso d’Europa, il Cern di Ginevra. Anche quest’anno la visita, l’11 febbraio scorso, è stata un successo. Ne parliamo col professor Franco Vaio, a lungo insegnante di fisica del Porporato e, oggi, autorevole guida degli studenti pinerolesi in visita al Cern. Professore, come si è articolata negli anni la sua collaborazione con il Cern? Iniziai la mia attività presso il Cern a metà degli anni Settanta, elaborando lì la mia tesi di laurea sulle interazioni degli antineutrini in camera a bolle, cioè in un rilevatore di particelle subnucleari utilizzato all’epoca. Nel tempo la mia collaborazione è proseguita in vari modi. Di recente mi sto occupando della realizzazione di seminari e stages. La scoperta che un fascio di neutrini, lanciato dal Cern verso il Gran Sasso, ha superato la velocità della luce potrebbe cambiare le leggi della fisica. Come? Per ora il risultato dell’esperimento è solo una misurazione, e non un dato scientifico, ma comunque sorprendente: un neutrino con 60 nanosecondi di anticipo rispetto a un fotone in un percorso di 732 km. Alcune settimane fa, tuttavia, è trapelata la notizia di un malfunzionamento in una connessione tra fibre ottiche che ha falsato i tempi di sincronizzazione dei segnali durante l’esperimento. La comunità scientifica è sempre posta di fronte al rischio di errori come questo: spesso piccoli errori di sistema, che non siamo mai sicuri di non aver commesso. Solo se, in seguito a ulteriori esperimenti, tale misurazione divenisse dato, si tratterebbe di una scoperta rivoluzionaria: cent’anni di teoria della relatività sarebbero da ridiscu-

tere. Una rivoluzione, non una novità: esperimenti che confermano le conclusioni fornite dalle teorie non impediscono che ulteriori esperimenti, un giorno, non contraddicano la stessa teoria, già provvisoriamente confermata. Quanto conta il contributo italiano al Cern? Enormemente. Nel passato alcuni dei più importanti fisici italiani furono direttori generali del Cern, ad esempio Edoardo Amaldi e Carlo Rubbia. Colgo questa occasione per ricordare con grande affetto e stima il professor Carlo Franzinetti, mio relatore di tesi: fu uno dei più importanti fisici italiani, noto al Cern e in ambiente internazionale. Anche oggi fisici italiani occupano numerosi posti chiave nella struttura del Cern, così come la presenza delle nostre università negli esperimenti condotti dall’istituto è molto ampia. Le università italiane, infatti, sfornano ottimi ricercatori. È il sistema-paese che spegne gli entusiasmi e dirotta altrove - all’estero - i talenti: perché le nostre università sono poco attraenti per gli studenti stranieri? Perché molti perdono la motivazione verso gli studi scientifici? Tali domande segnano la sconfitta di una classe politica miope ed egoista: non si può lasciar morire di inedia i soldati e poi sperare di vincere la guerra! Per approfondimenti su questi e altri spunti: www.cern.ch

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Pinerolo

documenti

A cura di Silvio Ferrero

Mese di difebbraio 2012

Delibere della Giunta comunale Delibera 24 del 01.02.2012 Approvazione Piano Esecutivo di gestione anno 2012. Delibera 25 del 01.02.2012 Progetto definitivo/esecutivo variante n. 1, per la modifica della copertura dei corridoi vetrati. Approvazione. Delibera 26 del 01.02.2012 Approvazione bozza di convenzione con la Provincia di Torino e la Società ACEA Pi-nerolese Industriale per la realizzazione della viabilità comunale in uscita dalla discarica di rifiuti solidi urbani in loca-lità Torrione. Delibera 27 del 01.02.2012 Concessione utilizzo salone polivalente di Via Bignone 40 - Pinerolo all’Associa zio-ne Bridge Pinerolo. Periodo 1.1.2012 - 31/12.2014. Delibera 28 del 08.02.2012 Edilizia residenziale pubblica legge 448/98, art. 31 dal comma 45 al comma 50. Ces-sione in proprietà di aree concesse in diritto di superficie. CP2 lotto L3. Delibera 29 del 08.02.2012 Linee di indirizzo per la costituzione del fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato del personale dirigenziale anno 2012 Delibera 30 del 08.02.2012 Linee di indirizzo per la costituzione del fondo per il finanziamento del trattamento accessorio dei dipendenti anno 2012. Delibera 31 del 08.02.2012 Autorizzazione al sindaco a stare in giudizio ed a proporre ricorso presso la Commis-sione Tributaria Provinciale ai fini della richiesta di rimborso degli importi versati a titolo di Tassa sulle Concessioni Governative per l’impiego di telefoni cellulari. Riforma della Deliberazione della Giunta Comunale, n. 354 del 14.12.2011 Delibera 32 del 08.02.2012 Lavori di rifacimento tetto manutenzione interna Civico Istituto Musicale. Approva-zione progetto preliminare. Delibera 33 del 08.02.2012 Concessione patrocinio per organizzazione soggiorni marini per anziani. Delibera 34 del 08.02.2012 Concessione patrocinio all’Associazione O.P.S. per utilizzo gratuito centro sociale di S. Lazzaro via Podgora. Delibera 35 del 15.02.2012 Approvazione bozza atto di impegno unilaterale per asservimento a pubblico uso area destinata a parcheggio in strada Orbassano.

Delibera 36 del 15.02.2012 Adesione all’iniziativa “M’illumino di meno” in data 17 febbraio 2012 Delibera 37 del 15.02.2012 Organizzazione in collaborazione con l’Associazione LIDA Onlus della manifestazione “Gattinfesta Delibera 38 del 15.02.2012 UNITRE’ - Organizzazione corsi di educazione fisica finalizzati al mantenimento delle abilità motorie nella terza età. Concessione utilizzo palestre comunali. Delibera 39 del 15.02.2012 Circolo Pablo Neruda - organizzazione XXI^ edizione del torneo misto e bello 2011-2012. Autorizzazione all’uso del logo della città di Pinerolo, utilizzo palestre comunali e formazione montepremi. Delibera 40 del 15.02.2012 Circolo Tennis Pinerolo - organizzazione 2° edizione del torneo di tennis in carrozzina dal 1 al 4 marzo 2012. Concessione patrocinio. Delibera 41 del 15.02.2012 Concessione patrocinio alla Croce Rossa per utilizzo gratuito centro sociale Via Po-dgora e San Lazzaro. Delibera 42 del 15.02.2012 Dotazione organica: modificazioni Delibera 43 del 15.02.2012 Concessione patrocinio all’Associazione Pensieri in piazza per organizzazione di inizia-tive per la giornata contro l’omofobia. Delibera 44 del 15.02.2012 Adesione alla convenzione aperta agli enti locali consorziati del CSI Piemonte deno-minata: “Piemonte facile: i servizi a portata di click”. Delibera 45 del 15.02.2012 Adesione alle “Linee guida relative all’utilizzo e all’interscambio del patrimonio infor-mativo regionale” approvate da Regione Piemonte con D.G.R. 36-1109 del 30 novembre 2010. (Progetto Open Data). Delibera 46 del 15.02.2012 Lavori di rimozione tetto in eternit scuola infanzia Pollicino. Approvazione progetto definitivo. Delibera 47 del 15.02.2012 Realizzazione corso sull’insegnamento del linguaggio musicale ai bambini da 0 a 48 mesi a cura dell’Associazione Culturale “Solmireso”. Concessione utilizzo locale asilo nido “Tabona”. Delibera 48 del 15.02.2012 Servizio di manutenzione delle aree verdi scolastiche: triennio 2012-2014. Atto di in-dirizzo.

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società

Andare al cinema di Andrea Obiso

al cinema con l’84 edizione degli oscar

Il muto di “The Artist” Prima della sfavillante notte riservata al più ambito premio cinematografico pochi credevano che il gesto di coraggio di Michel Hazanavicius, quasi incoscienza vista la frenesia tecnologica che circonda il mondo del cinema ultimamente, sarebbe stato riconosciuto anche dall’Academy Hollywoodiana. Un mondo popolato da Dolby Surround, alta definizione e 3d sarebbe dovuto apparire come minimo restio ad un salto così indietro nel passato. Invece il capolavoro francese, dopo aver fatto incetta di premi in tutta Europa (Premio Goya, Cèsare e Lumière fra gli altri) si presenta al Kodak Centre di Los Angeles per vivere la notte più glamour del cinema da assoluto protagonista: Oscar come “Miglior Film”, “Miglior Regia” (Michel Hazanavicius), “Miglior Attore Protagonista” ( Jean Dujardin), “Miglior Colonna Sonora” (Ludovic Bource), “Migliori Costumi” ( Marc Bridges). Gli altri film in lizza portavano nomi di autori affermati, alcuni addirittura già eletti a mostri sacri del cinema moderno, ciononostante con la sua delicatezza “The Artist” ha conquistato tutto il mondo del cinema. Certo non si può dire che i grandi presenti in gara siano rimasti a bocca asciutta. “Hugo Cabret” di Martin Scorsese si aggiudica anch’esso cinque statuette, fra cui “Miglior Fotografia”, “Migliori Effetti Speciali” e “Migliore Scenografia”, premio riconosciuto ai nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (unici italiani premiati). Meryl Streep dal canto suo stravince la sua seconda statuetta come “Miglior Attrice Protagonista” grazie alla magnifica interpretazione di Margaret Thatcher in “Iron Lady”,il quale si aggiudica anche il premio per il “Miglior Trucco”. Woody Allen si deve accontentare, si fa per dire, dell’Oscar come “Miglior sceneggiatura originale” per “Midnight In Paris”, discusso film il quale ha recentemente diviso pubblico e critica, che da Allen sembra aspettarsi sempre e solo capolavori. “Paradiso Amaro” di Alexander Payne, invece, era partito con i favori del pronostico, ma si è visto

premiare solo la “Miglior Sceneggiatura Non Originale”; giusta a nostro avviso la decisione in quanto il film è bello ma non abbastanza da premiare la regia di Payne o l’interpretazione di Clooney. Da sottolineare inoltre il “Miglior Film Straniero”: quinta opera di Asghar Farhadi e primo film iraniano a conseguire tale premio, “Una Separazione” ha incantato la giuria dell’Academy.

Si chiude così l’84a edizione della cerimonia degli Oscar e come ogni anno sono stati molti i protagonisti mancati, uno su tutti Ryan Gosling, stella nascente di Hollywood, che ha saputo stupire con un’interpretazione incredibile in “Drive”, del danese Nicolas Winding Refn. Manca all’appello anche “J. Edgar” di Clint Eastwood, ottimo film sulla vita del controverso creatore dell’F.B.I. magistralmente interpretato da un Leonardo Dicaprio sempre più maturo e meritevole di riconoscimenti. Ma si sa, l’occasione mancata arricchisce di esperienza e consapevolezza nei propri mezzi, e la corsa agli Oscar 2013 è già iniziata.

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societ à

Giovani&Lavoro A cura di Giulia Pussetto

giovani e lavoro secondo l’assessore agliodo

“Competitivi nel mercato globalizzato” Quale vocazione il pinerolese dovrebbe seguire affinché sia garantito un futuro lavorativo ai giovani? La vocazione è plurima e comprende tutti i settori: turismo, industria, agricoltura, servizi… A seconda dei periodi cambia il mix, con un certo declino numerico del settore manifatturiero che comunque manterrà la sua importanza anche per la prossima generazione. Si tratta però di migliorare la qualità complessiva del nostro sistema e, in questa funzione, ritengo sia necessaria una rilettura del fabbisogno scolastico/formativo in funzione del mercato del lavoro locale, intendendo per locale il pinerolese e la provincia di Torino. Altro punto di non poca rilevanza è il rafforzamento di progetti specifici sulle idee imprenditoriali, attivati attraverso il piano locale giovani (premiando i progetti migliori) ed il rafforzamento delle competenze individuali promosso dallo sportello delle opportunità. Come si può realizzare a livello operativo? Mi piace segnalare un’ idea progettuale volta a promuovere il subentro generazionale nel settore dell’ imprenditoria artigiana; la metà degli artigiani è costituita da persone in fascia d’età avanzata, senza figli che possano o vogliano subentrare e portare avanti l’ attività. Al fine di non disperdere saperi e posti di lavoro è necessario attivare un percorso di valorizzazione e implementazione di competenze affiancando al saper lavorare anche il saper gestire finanziariamente un’ impresa. Quali strategie mettere in atto? Per dare un impulso alla situazione lavorativa del pinerolese è necessario rivedere il vecchio modello di sviluppo, basato su poche grandi industrie manifatturiere tessili e meccaniche, per renderlo competitivo in un mercato sempre più globalizzato. Bisogna coltivare i saperi, partendo dal periodo scolastico; sono importanti gli istituti aperti alle sperimentazioni per l’acquisizione di nuove qualifiche, ma è fondamentale la buona conoscenza delle lingue straniere, a partire dall’ inglese. Quest’ ultima lingua dovrebbe essere conosciuta non solo dai professori e dai professionisti ma anche dagli imprenditori e dagli operai che possono svolgere all’estero lavori di manutenzione o leggere manuali di istruzioni direttamente in inglese, non parliamo poi di tutti coloro che possono essere coinvolti nella gestione dei flussi turistici.

Elenco concorsi Aggiornato al 21 Febbraio 2012 a cura dell’Ufficio Lavoro del Comune di Pinerolo. Consultabile sul sito www.comune.pinerolo. to.it/concorsi

Comune di Collegno TO Tel. 011 4015513/4 www.comune.collegno.to.it n. 1 Analista programmatore CED riservato iscritti L.68/99 cat. D1 Requisiti richiesti: Diploma di laurea come da bando Scadenza 08/03/2012 Bando c/o Ufficio Lavoro Comune di Manta CN Tel. 0175 85205 www.comunemanta.it n. 1 Geometra cat. C1 Requisiti richiesti: Diploma di geometra o laurea in architettura o ingegneria o equipollenti Scadenza 06/03//2012 Bando c/o Ufficio Lavoro Comune di Manta CN Tel. 0175 85205 www.comunemanta.it n. 1 Operaio cantoniere Cat. B1 Requisiti richiesti: Licenza media Scadenza 06/03//2012 Bando c/o Ufficio Lavoro

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società

Sociale&Volontariato A cura di Valentina Voglino

La banca del tempo

La propria competenza per gli altri Nell’epoca in cui tutto è veloce, frenetico, depersonalizzato e talvolta privo di contatto umano, si può provare l’esperienza di donare qualcosa che non è acquistabile ma che ha un valore immenso. Attraverso le Banche del tempo si può mettere a disposizione di qualcun altro, qualche ora e le proprie competenze. Ogni socio, iscritto ad un gruppo locale appartenente alla più vasta associazione nazionale, addebita dunque, o accredita le ore donate o ricevute alla Banca. La Banca del Tempo è dunque un istituto di credito particolare, in cui non viene depositato denaro, ma tempo da scambiare. Come una vera e propria banca, funziona sulla base dei movimenti in entrata ed in uscita (crediti e prestiti di tempo), effettuati da soci, registrati su libretti di assegni e conti correnti personali, periodicamente contabilizzati e verificati in modo da assicurare condizioni di sostanziale pareggio tra entrate ed uscite di ogni associato. Ma dei soldi non c’è traccia. A ogni nuovo socio viene intestato un conto corrente-tempo (nel quale si conteranno i movimenti dare-avere), e consegnato un libretto degli assegni-tempo (che verrà usato quando si richiederà una prestazione ad un altro socio). Ogni scambio è a titolo gratuito: è previsto solo un rimborso spese (per esempio, per i mezzi di trasporto o eventuali materiali utilizzati nel lavoro svolto) e una quota associativa annuale, variabile da Banca a Banca. Ogni ora viene valutata per un’ora, indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta.“In

linea di massima le finalità per cui si organizzano le BdT possono essere così sintetizzate: promuovere scambi di prestazioni finalizzati alla soddisfazione sia di esigenze pratiche, sia di bisogni di arricchimento culturale e di allargamento delle relazioni sociali; facilitare la conciliazione dei tempi del lavoro retribuito con quelli del lavoro di cura familiare, valorizzare competenze e vocazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere inespresse sostenendo così percorsi di rafforzamento dell’autostima personale; organizzare momenti e spazi di incontro, di comunicazione, di scambio intergenerazionale e interculturale; contribuire al superamento di condizioni di isolamento, solitudine, emarginazione culturale e sociale.” Succede così che si scambino lezioni di cucina, manutenzioni casalinghe, accompagnamenti e ospitalità, babysitteraggio, cura di piante e animali, scambio, prestito o baratto di attrezzature varie, ripetizioni scolastiche e italiano per stranieri. Le Banche del tempo sono nate in Emilia Romagna sulla fine degli anni ottanta, ma nei primi anni duemila hanno conosciuto un notevole sviluppo, entrando di diritto in molte tesi di laurea , articoli e pubblicazioni varie. È singolare e decisamente importante la caratteristica che hanno le Banche del Tempo di riunire e veder collaborare persone appartenenti a fasce di età diverse tra loro. A Pinerolo, La Banca del Tempo è presente in viale Rimembranza 65/A Tel. 0121 396373

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arte& spettacolo

Teatro A cura di Federico Gennaro

“Blackbird” Di david harrower

Ray e Una sbriciolano le certezze

Nella periferia di una città, all’interno di uno dei tanti capannoni, Ray e Una si ritrovano, 15 anni dopo la fine del loro tormentato rapporto. La scena è essenziale: una scala, un lampadario industriale, alcuni mobili per ufficio e un bidone della spazzatura. Si presenta così “Blackbird”, andato in scena al Teatro Carignano di Torino dal 14 al 26 febbraio scorsi. Le battute rispecchiano immediatamente la scenografia, sono nette, taglienti, ambigue e indefinibili come i due personaggi sul palcoscenico. Il tema trattato e portato in scena dal regista spagnolo Luìs Pasqual è di quelli scottanti, difficili da affrontare in quanto universalmente ben definiti, manichei nella loro possibilità di valutazione: l’abuso sessuale di un uomo su una ragazzina di 12 anni. Eppure David Harrower, drammaturgo scozzese classe 1966, non si ferma alla semplice scrittura di un testo contro la pedofilia, vuole andare oltre la superficie. La sua grandezza si può infatti apprezzare dalla profondità di analisi che offre, dalla possibilità di non fermarsi a una semplice condanna ma dal riuscire a indagare le vite dei due personaggi, mettere a nudo le fragilità di entrambi, senza mai dare risposte univoche ma rivolgendo interrogativi allo spettatore, che si ritrova così proiettato in quel girone infernale che prende vita sul palco, man mano che la vicenda si dipana. Il senso di ambiguità che permea profondamente il testo e gli attori crea un senso di spiazzamento continuo, i colpi di scena, i cambi di registro repentini di Ray e Una sbriciolano le certezze a cui lo spettatore può aggrapparsi, magnetizzando l’attenzione per un’ora e mezza di grande teatro.

Massimo Popolizio, attore di grande esperienza e trascorsi ronconiani e di sicuro appeal teatrale, porta in scena, insieme alla brava Anna Della Rosa (Una), un Ray davvero convincente perché lontano dal comune immaginario del pedofilo-orco, più sottile e indecifrabile e per questo più oscuro e attraente. La scelta stessa dell’età di Una all’epoca degli abusi, 12 anni, è in sintonia con quanto rappresentato, perché 12 anni per una ragazzina sono un’età di confine, di passaggio, e perché difficile è la definizione stessa dell’età adulta. Una afferma più volte di aver amato davvero Ray, di averlo desiderato e provocato, rendendo così ogni certezza meno nitida, e il tutto più confuso. “Blackbird”, racconta Harrower, è ispirato ad una vicenda realmente accaduta, il cosiddetto “caso Studebacker”, che nel 2003 scosse profondamente gli Stati Uniti: Toby Studebacker è un ex-marine dell’esercito americano, accusato e successivamente condannato per il rapimento di SheuvanPennington, ragazzina inglese di 11 anni conosciuta via internet, dove finse di avere 17 anni e con cui organizzò una fuga terminata poi a Francoforte. Il titolo dell’opera (tradotto letteralmente, “il merlo”) rimanda ad un secondo significato nello slang britannico, “una ragazza”, e come confermato dallo stesso autore vuole anche essere un omaggio all’omonima canzone di Paul McCartney. Al termine del dramma, resta nello spettatore il senso di stordimento e di piacere che si provano solo dopo aver assistito a una grande prova di teatro, ma rimane il dispiacere per un Carignano, seppur in orario preserale, semi-vuoto.

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musica

Officine del suono

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A cura di Demis Pascal e Mario Rivoiro

m u s i c a emergente

Efram: “Il silenzio è d’argento”

Scendo le scale del locale mentre già mi arrivano alle orecchie le note di “Il silenzio è d’argento”, splendida suite strumentale dal vago sapore psichedelico e dall’incalzante groove rock. Mi lascio coinvolgere dalle note e godo della splendida esecuzione. Mio malgrado il concerto termina permettendomi di sedermi ad un tavolo coi ragazzi appena scesi dal palco. Loro sono gli Efram, una giovane band emergente con base ad Airasca. Con loro ho condiviso numerosi concerti e l’amicizia e una birra fresca supportano una conversazione che prende vita da sola. Bene ragazzi, ci siamo! Sta per vedere la luce il vostro terzo lavoro in studio, per chi vi segue una bella evoluzione. Voi come l’avete vissuta? Bene, diciamo che il lavoro è venuto da sé. Non ci siamo mai imposti come suonare, non abbiamo mai deciso di appartenere ad un genere; quello che ne scaturisce è quello che spontaneamente suoniamo . La nostra scelta è evidente soprattutto in quest’ultimo lavoro, che a differenza dei precedenti due è stato completamente realizzato in maniera strumentale. Ditemi qualcosa di più, com’è strutturato il disco? “Il silenzio è d’argento” è un concept, aperto e chiuso da due tracce singole (“L’inizio, se vuoi”, e “La fine, alluvione”) con al centro un corpo che è stato suddiviso in cinque capitoli, ognuno dei quali descritto da un brano. La peculiarità di questo lavoro come già detto è l’essere totalmente strumentale. Abbiamo cercato di far immedesimare l’ascoltatore all’interno della nostra musica. “Il silenzio è d’argento” è un percorso nella propria interiorità, non è solo un viaggio nell’ascolto di ciò che vogliono dire tre ragazzi di periferia, ma è un approccio

all’interiorità di ognuno di noi! Tanto che noi stessi consigliamo l’ascolto di questo cd con calma e tranquillità. In passato avete avuto contatti con il mondo della musica indipendente a livello nazionale, ed avete avuto occasione di suonare al MEI. Come vedete la situazione della musica indipendente? Sì, siamo andati nel 2010 e nel 2011 ed è stata una bella esperienza che consigliamo a tutti i gruppi indipendenti, si stringono molti contatti con editori e produttori, è un’occasione per trovarli tutti riuniti in un posto! Cosa dire della musica indipendente...è dura, perchè essere indipendenti significa essere da soli. Da soli a farsi pubblicità, da soli a cercare concerti, da soli a registrarsi i brani. L’indipendenza ha i suoi pregi e i suoi difetti. Hai carta bianca su tutto, ma sopra, ci devi scrivere tu! Quindi attenzione, si può essere dei musicisti grandiosi, ma se non si è capaci di promuoversi bene e di prodursi finisce che si è un ottimo gruppo, ma sconosciuto. A livello nazionale, la musica indipendente gira sempre troppo poco, In fondo siamo in una società fondata sul capitalismo, quindi tu vali tanto quanto fai guadagnare. Un gruppo vale in base al numero di fan che ha! Finchè non cambieremo questo modo di vivere e pensare non potremo mai pretendere di valorizzare la musica. La nostra conversazione si conclude, ai ragazzi tocca ora l’arduo compito di smontare tutta la strumentazione, e poi via verso il prossimo concerto. Gli Efram sono una band da tenere d’occhio, l’imminente uscita del loro album ci permetterà di ascoltarli in numerose occasioni. In bocca al lupo ragazzi!


sport

Pallamano A cura di Andrea Obiso

il “3 s luserna”

La Pallamano L’Italia è competitiva a livello internazionale in molte discipline sportive. Tra queste, purtroppo, non è presente la Pallamano. Nato in Germania all’inizio del secolo scorso l”handball”, questo il vero nome della disciplina, si pratica solitamente nelle palestre o nei palazzetti dello sport. Il campo da gioco regolamentare è di quaranta metri in lunghezza e venti in larghezza, le due aree sono semicerchi a sei metri di distanza dalla porta e quest’ultima è costituita da pali quadrati (a differenza del calcio a 5 dove invece sono cilindrici) e misura due metri di altezza e tre in larghezza. Le regole generali della Pallamano sono molto semplici: la palla deve essere gestita con le mani, si possono effettuare fino a tre passi con il pallone in mano mentre palleggiando i passi sono illimitati. Calpestare l’area di rigore è vietato a tutti i giocatori eccetto ovviamente il portiere. L’obiettivo unico è semplicemente segnare più gol della squadra avversaria. Negli anni la Pallamano, pur essendo stata definitivamente regolamentata a

metà del ‘900, ha acquistato sempre più popolarità arrivando ad essere uno degli sport più diffusi al mondo. In Paesi come Germania, Croazia, Francia, Svezia e molti altri, la pallamano è uno degli sport principali e questo si riflette soprattutto nella massima manifestazione di questo sport, la “Coppa del Mondo di Pallamano”, attualmente detenuta dalla Francia per quanto riguarda gli uomini e dalla Russia per quanto concerne le donne. Nella nostra zona diverse sono le squadre che sono venute a crearsi col passare degli anni, l’unica sopravvissuta a livello agonistico è quella del “3s Luserna”, che attualmente milita nel campionato di Serie B. Siamo andati ad intervistare l’allenatore Nazario Dell’Aquila nel campo di casa, la palestra di Bibiana. Quest’anno la classifica vi vede protagonisti, ci sono speranze per un buon piazzamento?

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21 Sì, ci troviamo nelle prime posizioni quindi il nostro obiettivo è senza dubbio il passaggio nella categoria superiore, quella di A2, ma abbiamo di fronte ancore moltissime partite e fare un pronostico sarebbe azzardato. Da due anni ormai la federazione ha deciso di fondere la serie C con la serie B a causa della scarsa presenza di squadre; quando questo è successo voi eravate in serie C. Il campionato è diventato più difficile o le squadre già in Serie B non sono così diverse da quelle di C? Noi non abbiamo subito questo cambiamento, anzi, lo abbiamo fatto diventare una motivazione ulteriore per far bene e dare il massimo. Il campionato del resto non è mutato di molto: il nostro girone, quello di Piemonte e Liguria, prevede squadre che conosciamo e che abbiamo già incontrato in diverse occasioni. Ddetto questo il campionato è molto combattuto data la posta in palio. Quanto è cambiata la Pallamano in Italia da quando Lei ha iniziato? Molto. Anni fa potevamo giocarcela con Paesi come la Francia, ovvero il top della pallamano mondiale; oggi l’Italia non ha nessuna speranza di confrontarsi con le più forti formazioni in circolazione Occorre inoltre sottolineare che la politica attuale della Federazione (la FIGH, Federazione Italiana Giuoco Handball) non incentiva lo sport che è chiamato a rappresentare e questo ci penalizza molto. Ciononostante la sua formazione è molto

giovane, questo ci fa ben sperare... Siamo i più giovani del campionato e questo ci fa molto piacere, negli anni abbiamo prestato molta attenzione al settore giovanile e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quando ci ha rilasciato questa intervista coach “Nazza”, così amano chiamarlo i suoi ragazzi, era felice in quanto il Luserna aveva appena battuto nettamente il “La Spezia”, diretto avversario per la vetta del campionato. Quello che purtroppo non sapeva è che la schiacciante vittoria ottenuta sul campo dalla sua squadra è stata recentemente vanificata da una decisione della Federazione che ha accettato il ricorso del “La Spezia” secondo cui la palestra di Bibiana sarebbe troppo piccola per gli standard della FIGH. Per una questione di centimetri la partita è stata archiviata con uno 0-5 a tavolino per gli ospiti. Questo ci dispiace molto vista la manifesta superiorità della giovane squadra di casa, ma non ci stupisce dato il comportamento degli ospiti, sia in campo che fuori, durante tutto l’arco della partita.


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cosedicasanostra

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«Essere superstiziosi porta male» Su iniziativa del CSI il comune di Pinerolo ha aderito ai servizi on line di “Piemonte Facile” PINEROLO. Su in’iniziativa realizzata da CSI Piemonte (Consorzio per il Sistema Informatico) il Comune ha attivato i servizi online che permettono ai cittadini e alle imprese di accedere ai servizi comunali senza bisogno di fare la fila agli sportelli. Attualmente i moduli disponibili del Comune di Pinerolo sono 11, afferenti l’Anagrafe, la Polizia Municipale, i Tributi e l’URP. Sono reperibili al seguente indirizzo: www.comune.pinerolo.to.it/ servizi/PiemonteFacile/index.htm. Dal portale si può accedere anche ai servizi forniti da altri enti della Regione Piemonte.

Evasore totale a Fenestrelle PINEROLO. Oltre ai falsi ciechi Pinerolo è arrivata alla ribalta della cronaca anche per gli evasori totali. Martedì 7 febbraio la Guardia di finanza di Pinerolo, a seguito delle indagini coordinate dal pm Ciro Santoriello, ha eseguito un ulteriore sequestro preventivo di beni all’imprenditore di Fenestrelle Paolo Cottura, dopo quello disposto nell’autunno scorso. Questa volta a finire nelle maglie della giustizia è stata l’attività di edicola e tabacchi di via Giustetto 35 ad Abbadia Alpina, intestata alla moglie. La vicenda era venuta a galla nell’ottobre 2011 quando, da una verifica finanziaria della Gdf, sarebbero emerse ripetute irregolarità che avrebbero consentito a Cottura, specializzato in raccolta e trasporto rifiuti, un’evasione di almeno un milione e 200mila euro in sette anni.

Dizionario inglese-piemontese BOOK: buco, insulto, caprone BROAD: brodo BUS: piccolo di statura CALL: collo (fig. MAN-A-CALL: aggressione fisica/ COME-PALM-MAN-A-CALL: lett.: “egli si comporta in modo manesco”) CAN-A-GOT: cane e gatto (fig. SOON-CAN-AGOT:antipatia profonda e reciproca)

Venerdì 17 febbraio è stata la giornata contro la superstizione organizzata dal Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale). Pare che sia andato tutto bene, pur essendo questo un anno bisestile. Il motto del Cicap è ironico: «Essere superstiziosi porta male». Ma a dire il vero la verità è più profonda, come spiega Massimo Polidori, già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca: «Quando qualcuno crede che un oggetto, una persona o un comportamento abbiano il potere di portare sfortuna non fa che condizionarsi in modo negativo. Ritenendosi sfortunato, altera inconsapevolmente il suo comportamento e finisce proprio per provocare gli eventi sfortunati che tanto lo spaventano». Altro non sono che le ben note «profezie che si auto-avverano». Quanto a superstizione, pare che noi in Italia siamo degli esperti; siamo al terzo posto in Europa dietro a lettoni e cechi. Il Cicap conduce la sua lotta contro la superstizione da 20 anni.

8 Marzo


cosedell’altromondo 2323

All’asta l’urlo di Munch

NEW YORK. L’unica versione dell’Urlo di Edvard Munch in mano a un privato sarà battuta all’asta il 2 maggio da Sotheby’s a New York. Si prevede un prezzo di aggiudicazione di oltre 80 milioni di dollari. Della famosissima tela realizzata nel 1895 esistono quattro versioni. Tre appartengono a musei norvegesi, la quarta è di proprietà dell’uomo d’affari Petter Olsen, il cui padre era amico e mecenate di Munch. Quella che andrà all’asta è ritenuta la versione «più vivace e vibrante», l’unica in cui una delle figure sullo sfondo si gira a guardare il panorama della città (presumibilmente Oslo vista dalle colline che la circondano). Il lavoro è inoltre caratterizzato da un’iscrizione a mano nella quale Munch spiega il significato dell’opera: «I miei amici erano andati avanti - io rimasi indietro pervaso dall’Ansia -, sentii il grande Urlo nella Natura». Il proprietario ha detto che con i proventi della vendita costruirà un nuovo museo, un centro d’arte e un hotel nella sua tenuta in Norvegia.

A Parigi guerra ai fumatori che buttano i mozziconi di sigarette per terra PARIGI. Parigi, stanca di raccogliere 315 tonnellate l’anno di mozziconi di sigarette (anche agli Champs Elysées!) ha deciso di passare alle maniere forti. E allora il Comune ai trasgressori delle regole ambientali che verranno pescati a buttare un mozzicone per strada affibbierà una multa di 35 euro. Al contempo i cittadini potranno usufruire di 15 mila portacenere che il Comune dislocherà per la città. La capitale francese, così, prende il buon esempio dal comportamento di altre città. A Rotterdam la multa per i trasgressori è di 100 euro, a Singapore, città modello, i cittadini potrebbero essere costretti a pagare l’equivalente di 1000 euro per un mozzicone gettato a terra. Le regole esistono anche in Italia. Ma non vengono rispettate. Il codice della strada, in realtà, punisce solo chi getta i mozziconi dal finestrino della propria auto. I mozziconi rischiano di rimanere per terra anche per 10 anni. Sì, perchè la biodegradazione è molto lunga.

L’Iran bandisce dal paese i Simpson IRAN. In Iran i Simpson non hanno vita facile: il governo ha deciso di bandirli dal paese! È lo stesso provvedimento che aveva colpito Barbie e Ken qualche mese fa; ora è stato destinato anche alla famigliola americana con la pelle gialla. I pupazzi che riproducono i protagonisti della popolare sit-com americana sono stati vietati nell’ambito di una campagna contro i valori e i simboli della cultura occidentale.

Svelato il mistero di Stoneange

INGHILTERRA. Da dove arrivano le gigantesche (e misteriose) pietre che costituiscono il sito di Stonehenge? Per migliaia di anni la risposta è stata avvolta nel mistero, diventando oggetto di dibattiti interminabili. Ora, però, un gruppo di geologi inglesi ha scoperto che il primo circolo di pietre di Stonhenge fu realizzato 5.000 anni fa con massi che provenivano dal sud ovest del Galles, nei pressi di Pont Season, a centinaia di chilometri di distanza. Secondo Robert Ixer dell’università di Leicester e Richard Bevins del National Museum of Wales gli enormi megaliti furono trasportati per 250 chilometri, molto probabilmente con imbarcazioni. E questa tesi conferma le ipotesi secondo cui il tempio megalitico era qualcosa di più di un osservatorio astronomico. Era il ritrovo per occasioni solenni e magiche: riti propiziatori, offerte alle divinità, solstizi ed equinozi.


società

Appunti di viaggio di Angelica Pons

in brasile

Chega de saudade Dalla Rotovia, all’hostello e via, a vivere la città: la bossa-jazz avvolge la notte di Arpuador. Il vecchio lupo Mr. Brown ci aspetta alzato. All’alba, sul Corcovado (710 m), sostiamo ai piedi del Redentor (38 m): una targa per il 100º di G. Marconi ricorda il 1º collegamento elettrico, da Genova via radio il 12/10/1931. Rio de Janeiro significa “fiume in gennaio”, di energia e movimento. Per gli abitanti è la Ciudad Maravillosa: tante lo sono per le nostre opere, Rio lo è da sé. Alle nostre spalle la foresta de Tijuca. Dal mare, nella foschia, il ponte Nimeroi; a fuoco a sinistra il Sambodromo e il Maracanà, lo stadio da 200mila posti; la collina S. Teresina con la casa di Eleonora Duncan e il rione di Arcos de Lapa, le volte bianche dell’acquedotto in stile romano, convertito in viadotto per il tram giallo, il Bondiño; gli aerei come giocattoli su praya Gloria e baia Flamenco; ai nostri piedi, il quartiere Botafogo; di fronte il morro di Urca e la funivia fino al Paõ de Açucar, sul blu marino; all’interno la lagoa Rodrigo Feita, specchio del cielo nel verde dell’orto botanico, l’eliporto, il Jokey Club e l’ippodromo; a destra la spiaggia in fermento di Copacabana, gli scogli di Arpuador e spumeggiante Ipanema verso ovest con Leblon, all’ombra dei Dos Irmaõs, le montagnole gemelle… promontori ed isolette tuffate nell’azzurro. Lungo le pendici le colline puntinate di favelas. La Rociña, 10 km all’interno di Ipanema, è immensa, colorata, inquietante. Arrampicata sulla roccia, è una della 700 favelas della città di Rio, la maggiore del Sud America, oltre 150mila abitanti ufficiali. In vista delle elezioni la prima fila di case è intonacata di fresco, manifesti sono appesi ovunque. L’hanno bonificata, ma c’è appena stato un tafferuglio

tra bande. Come capita ai quartieri poveri, è preda di lotte tra gang, Amigos dos Amigos o Comando Vermelho. Con le moto si va in cima al colle. Un panadero mostra la sua produzione, e per poche monete offre un’ottima colazione e discute con Mauro, fornaio di Pinerolo, sulle rispettive specialità. Scendiamo nel labirinto di viuzze e cunicoli, con bici e carriole e poi solo pedoni, su scale che salgono e scendono, vie numerate, senza nome. Cavi aerei ovunque, cui ci si collega per il telefono o la radio. In pochi mq si vive in 4-5, con l’immancabile tv e si guarda la novela. Un acquedotto corre sul pendio, da cui centinaia di tubi si dipartono verso bacinelle azzurre in cima alle casupole, una sull’altra in lamiera e mattoni, con pilastri e ferri aerei sulla parte alta per permettere di rialzare. Per l’alluvione recente, interi quartieri sono crollati come carte da gioco. Circolano polli e cagnolini, nella spazzatura: non c’è modo di portarla via. La nostra guida parla con la gente: è stimato, perché porta lavoro e rispetto, e ne ottiene. Siamo da un artista contemporaneo, i muri dipinti sprizzano energia. Su improbabili terrazze senza sponde fanno capolino ragazzine che improvvisano una samba, e un gruppetto di giovani suona le latte facendo baruglio (baccano). Il progetto “Union de mulheres pro melhoramento da roupa sucia” è un’oasi lucida e pulita, dove bimbi con famiglia disagiata trovano accoglienza. Tra i fili di bucato steso tutto intorno, c’è dignità, operosità e allegria. Rincasiamo e ci congediamo dai giovani dell’ostello. Un abbraccio al nostro amico lupo Mr. Brown: forse torneremo ma lui non ci sarà, sta aspettando che si faccia silenzio tutto intorno.

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Sono a m i c i d i P i n e r o l o I n D i a l o g o

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Pinerolo Indialogo Marzo 2012  

N.3 Magazine d'informazione e di cultura locale per il dialogo tra generazioni