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7 avere un lavoro stabile e di imparare anche questo mestiere. Le suore della Visitazione sono diventate praticamente la mia seconda famiglia, mi vogliono molto bene e io ne voglio loro altrettanto. Da loro sono stato per cinque anni, poi per via del reddito da lavoro ho potuto prendere in affitto una casa mia. Cosa ti manca del Marocco? Naturalmente la famiglia, i parenti e gli amici. In Marocco sono già tornato quattro volte. Però per ora per via del lavoro la famiglia voglio crearla qua, anche se il futuro è aperto a tutte le possibilità. Ci racconti un po’ più nel dettaglio il tuo viaggio di arrivo in barcone? E’ stata un’avventura dove ho rischiato più volte di morire. E’ incominciato tutto tre mesi prima dell’imbarco con la partenza in aereo con un altro mio amico fino in Libia. Per due mesi siamo rimasti chiusi in un edificio al buio, di nascosto, con poco cibo, poca acqua. Era il punto di raccolta dove arrivavano altre persone da tutta l’Africa. Quando si è raggiunto il numero sufficiente di persone che volevano emigrare siamo stati portati in camion su una barca di notte e siamo partiti per l’Italia: il viaggio è durato circa 30 ore. Vi lascio immaginare le condizioni igieniche di 170 persone ammassate in una barca neanche tanto grande, che ha rischiato più volte di rovesciarsi. Siamo arrivati a Lampedusa, qui siamo stati alcuni giorni e poi ci hanno spostati in un centro di accoglienza di Crotone. Da qui in diverse persone siamo scappati e qui di nuovo ho rischiato di morire perché con il mio amico di fuga ci siamo persi sui monti della Sila. Però come puoi vedere siamo riusciti a sopravvivere. Quando vedi in televisione l’arrivo via mare di tanti connazionali che cosa pensi? Vedo in loro quello che ho passato io e capisco la loro sofferenza. A parte le suore come sei stato accolto dagli italiani? Sono razzisti? No, non lo sono. Se uno si comporta bene è accolto bene. Ho fatto amicizia con tanti italiani, soprattutto per merito delle suore della Visitazione che hanno creduto in me e mi hanno aperto molte porte, facendomi conoscere anche persone importanti. Qual è la differenza maggiore tra l’Italia e il

Marocco? Prima di tutto il clima. Io provengo da una zona di mare dove fa caldo. Poi la cultura, quella araba è più espansiva rispetto a quella italiana, soprattutto piemontese, qui si è più riservati. Però quando ti conoscono ti invitano anche in casa. Come ti trovi a Pinerolo? Una cosa che ti piace e una invece che non ti piace. Di Pinerolo mi piace soprattutto la sua storia. Qui mi trovo bene perche c’è un ampio movimento di persone, come nella mia città. ciò che non mi piace sono le strade rovinate. Come ti mantieni per vivere? Hai una professione? Innanzitutto ci tengo a dire che sono in regola con tutti i documenti. Faccio il muratore dipendente e poi faccio dei lavoretti in giro per persone che conosco, anche qui in regola in quanto sono titolare di partita iva.

Pineroloindialogo febbraio2014  

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