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Società

Giovani@Storia di Nadia Fenoglio.

Cenni di storia del Pinerolese poco noti

L’ex Caserma Fenulli nella guerra di resistenza

La ricorrenza, lo scorso 27 gennaio, della Giornata della Memoria offre l’opportunità di interrogarsi su una pagina particolarmente oscura nella storia dell’umanità. Non si tratta di una storia lontana, avvenuta altrove: anche Pinerolo può raccontare quello che fu il contributo che il nostro territorio diede, in particolare nella guerra di resistenza e liberazione tra 1943 e 1945, quando prendere una parte significava mettere in gioco la vita. Osserviamo gli avvenimenti principali da una prospettiva singolare – quella di un edificio. Parliamo dell’attuale Museo della Cavalleria, ex Caserma Fenulli, ex Caserma P r i n c i p e Amedeo, ex Scuola di Cavalleria di Pinerolo. Un edificio storico che forse reca troppi ex e che meriterebbe un’iniezione di vita. Il Pinerolese, nella guerra partigiana, ebbe un’importanza cruciale in quanto crocevia di comunicazione con la vicina Francia. Per questo la città, dopo essere stata occupata nel settembre 1943 da reparti della Luftwaffe e da una divisione delle SS, l’anno successivo divenne sede del comando delle SS italiane per meglio fronteggiare il movimento di resistenza nelle valli. Nella Pinerolo occupata, dell’odierna ex Caserma Fenulli si impossessarono i tedeschi ed essa divenne carcere provvisorio per i partigiani tenuti a disposizione dei reparti tedeschi per scambi e rappresaglie. È nel marzo e nell’agosto 1944 che ebbero luogo

le maggiori operazioni di rastrellamento nelle quali un gran numero di partigiani e civili fu catturata per essere internata nei campi di concentramento e nelle strutture di lavoro coatto. Operazione Sperber, in tedesco “sparviero” era il nome in codice di una di queste rappresaglie, effettuata tra il 21 e il 29 marzo nelle zone di Barge e delle valli Pellice, Chisone e Germanasca. Pochi giorni dopo la fine dello Sperber, il 3 aprile 1944 ebbe luogo la più grande rappresaglia sui civili del Pinerolese; a seguire, l’attacco dell’estate ‘44 nelle v a l l a t e partigiane sotto il nome di Operazione Nachtigall, in tedesco “usignolo”. In un succedersi inenarrabile di violenze, giunse il 28 aprile 1945, giorno in cui Pinerolo fu precipitosamente abbandonata dai nazifascisti e la Caserma, liberata, fu quindi usata dai partigiani per concentrarvi collaborazionisti del regime ed ex repubblichini, termine con cui, dispregiativamente, venivano chiamati i militari della Repubblica di Salò. L’importanza che l’edificio ebbe nel corso della guerra di resistenza rimane ancora oggi. La Caserma fu infatti intitolata nel 1961 a Dardano Fenulli, ufficiale emiliano che combatté contro i nazifascisti e cadde alle Fosse Ardeatine; una targa di marmo sul muro esterno rivolto verso Piazza Fontana ne ricorda il sacrificio. Nel contempo, fu anche prescelta per istituirvi il Museo Storico dell’Arma della Cavalleria, inaugurato nel 1968 e aperto ancora oggi.

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Pineroloindialogo febbraio2014  

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