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Dicembre 2010

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INDIALOGO Supple m e n t o d i I n d i a l o g o . i t , a u t o r i z z . N . 2 d e l 16.6.2010 del Tribunale di Pinerolo

Nuovi Stili di Vita


Buone News A cura di Massimiliano Granero

La liberazione di San Suu Kyi ha importanza anche tra queste valli Aung San suu Kyi, un nome facile da storpiare, facile da dimenticare. Certamente un nome che alla nostra terra non dice nulla. O almeno così pare. Una donna, capo di un’opposizione, di un partito nazionale, da noi sarebbe fantascienza. Proveniente da un paese che non si sa se chiamare Birmania o Myanmar, repubblica o dittatura. Perché nel nostro paese, certo non privo di pecche, di errori e di misfatti, sarebbe egualmente fantascientifica la vicenda biografica di una donna come San suu Kyi. Leader dell’unico vero partito birmano che lotti per la democrazia, premio Nobel per la pace, si ritrova relegata da più di vent’anni in uno stato di isolazione perenne. Dapprima il carcere, poi la prigione in casa. Una detenzione che la escludeva da qualunque tipo di vita familiare, sia che si trattasse di suo figlio, sia che si trattasse del suo popolo. Ma, parlando di buone notizie com’è il titolo di questa rubrica - la fine del lungo calvario è finalmente giunta. San suu Kyi è libera, dal 13 novembre, per volere dei suoi aguzzini. Il paradosso è finito, proprio quando inizia quello di un altro, più fresco, premio Nobel per la pace, un nuovo motivo d’imbarazzo per Pechino, e per il mondo. Ma questa è un’altra storia, tutti sanno quante vittime ha mietuto e mieterà il politically correct. Ed è importante, quasi impellente, festeggiare questa vittoria, non solo della Birmania, non solo di una donna, ma della libertà e della democrazia. Un evento che non ha bandiere, che non si schiera, che non divide.

Una liberazione che ha importanza, deve averla, anche tra queste valli. E, ispirati da un vago senso di patriottismo decadente eppure così di moda in questo cento cinquantenario, basta chiedersi per cosa lottarono i partigiani durante la Guerra Di Liberazione. I partigiani che così numerosi affollarono, per fortuna nostra e forse anche di chi ci seguirà, Pinerolo e dintorni. Per cos’altro se non quella stessa libertà chiamata democrazia, la “partecipazione” che tanto cara è anche a questa donna? E quando si fa appello ai cari e decaduti (forse addirittura deceduti) princìpi patri, non è forse la libertà in prima linea tra di essi? Una libertà che si esprime in molti modi. Una libertà che è stata espressa in una raccolta di 30 diritti. I diritti dell’uomo, inviolabili ed inalienabili, voluti dal concerto della nazioni che più o meno furono annientate dalla guerra totale. Vincitori e vinti, il mondo intero. Sono i diritti di ogni uomo, di ogni essere umano. Le basi per creare un mondo nuovo da cui partire per eliminare l’odio e la discriminazione che da secoli caratterizzavano l’ecumene. Forse un’utopia, forse. Così come la pretesa di non dimenticare al contempo il passato. Per poter ricavarne insegnamenti che vadano oltre la contingenza storica. Così noi, uomini del ventunesimo secolo, di un tempo di attesa e di speranza, uomini figli dei sopravvissuti a tale guerra, non dobbiamo dimenticare tanto utili insegnamenti. Né dobbiamo pensare di poter dimenticare ciò che è estraneo a noi nello spazio, come la terra di San suu Kyi, perché anche da essa dobbiamo saper imparare. Per non dimenticare di essere uomini. Mai.

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| Editoriale |

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Buone News

“Da che parte state, da quella del cowboy, che razzia nella prateria, o dalla parte dell’astronauta, che non spreca niente perchè sa di essere a corto di tutto?”. Così Francesco Gesualdi introduce il suo libro “Consumattori. Per un nuovo stile di vita“ (La Scuola, 2009). Non è una domanda da quiz estivo, continua ancora, ma il nodo della questione mondiale che stiamo vivendo, dove la crisi economica è solo la punta dell’iceberg di una crisi più profonda che ha nel modello di sviluppo incentrato sul consumismo la causa prima, a cui si sommano le conseguenze come l’impoverimento delle risorse del pianeta, le diseguaglianze sociali, le tensioni globali, l’inquinamento e persino l’infelicità, secondo alcuni, per non aver centrato le ragioni profonde del vivere. Di fronte a questa situazione disastrosa, ha detto Gesualdi nel suo intervento a Pinerolo del 3 dicembre, occorre cambiare mentalità, assumendo nuovi stili di vita più sobri, più giusti, più rispettosi dell’ambiente, per lasciare alle generazioni future una terra più vivibile e ai poveri un’occasione di riscatto. La crisi che il mondo sta attraversando ha anche qualche vantaggio: quello di costringerci a fermarci a riflettere sul nostro vivere quotidiano, con domande che mettono in discussione le abitudini e le certezze che ci hanno sostenuto fino a questo punto. Dopo l’era del cow-boy che ha razziato in questi ultimi decenni nelle praterie del consumismo, forse è giunta l’epoca dell’astronauta che amministra con oculatezza le proprie risorse. Antonio Denanni

La liberazione di san suu Kyi

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Eventi

la ricerca della sostenibilità

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Primo piano

50 anni di cineforum pinerolo

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Essere Cittadini

È stato un grande camminatore

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Nuvole sopra i 20

quant’è bella giovinezza

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Politica in Città

le idee a mollo nell’asfalto pinerolo come la vorrei

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Delibere comunali / Eventi

novembre-dicembre 2010

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Tendenze

identità del “digital society”

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Giovani&Scuola

il blocco delle gite

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Giovani&Lavoro

cosa farò da grande?

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Sociale &Volontariato

Ama - auto mutuo aiuto

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Arte&Architettura

il presepio vigonese

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Teatro

congedando godò

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Serate di Laurea

PINEROLO INDIALOGO

georgia cavalleri e fanny bounous

Direttore Responsabile Antonio Denanni Hanno collaborato a questo numero: Fiammetta Bertotto, Silvio Ferrero, Emanuele Sacchetto, Beatrice Gouthier, Valentina Voglino, Gabriella Bruzzone, Francesca Noardo, Maurizio Allasia, Andrea Obiso, Elisa Garis, Mario Rivoiro, Massimiliano Granero Con la partecipazione di Elvio Fassone

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Sport

cestistica pinerolese

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Musica

SUNSHINE GOSPEL CHOIR

photo Giacomo Denanni

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Lettere al giornale

Pinerolo Indialogo, supplemento di Indialogo.it Autorizzazione del Tribunale di Pinerolo n. 2 del 16/06/2010 redazione Tel. 0121397226 - redazione@pineroloindialogo.it STAMPA: Alzani Tipografia

risponde elvio fassone

http://www.pineroloindialogo.it http://www.facebook.com/indialogo.apinerolo http://www.issuu.com/pineroloindialogo


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EVENTI

Dicembre: un ambiente più sostenibile

A cura di A.D.

Pinerolo - francesco gesualdi sui nuovi stili di vita”

Alla ricerca della sostenibilità

“Con uno sviluppo che pone al centro i bisogni degli uomini”

La crisi che il mondo sta attraversando, nel disagio che procura, ha anche qualche vantaggio: costringerci a fermarci a riflettere su aspetti del nostro vivere quotidiano cui avremmo posto scarsa attenzione in altre circostanze. “Nuovi stili di vita” è lo slogan che gira da un po’ di anni nel mondo dell’ecologia e dell’ambiente e dopo la crisi economica del 2007 se n’è accennato anche nel mondo dell’economia. Di recente se n’è hanno discusso al forum delle famiglie e qualche giorno fa ne ha parlato pure il Papa. A Pinerolo il 3 Dicembre c’è stata un’interessante conferenza proprio su questo tema con un esperto del settore, Francesco Gesualdi, che da anni si occupa di squilibri sociali e ambientali a livello internazionale, con l’obiettivo di indicare delle iniziative concrete che ciascuno di noi può assumere per opporsi ai meccanismi che generano ingiustizia e malsviluppo.. Parlare di nuovi stili di vita - ha afferma Gesualdi nella sua conferenza - vuol dire avere chiaro il concetto di sostenibilità a livello di ambiente e del pianeta, poiché le risorse non sono infinite (tra gli addetti ai lavori c’è già l’allarme per la fine del petrolio e per la pe-

nuria dell’acqua). Questi nuovi atteggiamenti a cui si fa appello sono una serie di azioni pratiche e soprattutto quotidiane da parte di ognuno di noi, che possono contribuire al risparmio delle risorse naturali facendo leva sul loro uso razionale e responsabile. La definizione di sostenibilità attualmente adottata a livello internazionale è quella fornita da Gro Harlem Brundtland: “La sostenibilità è quello sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere quelli del futuro, preservando le condizioni di riproduzione delle risorse naturali e garantendo una partecipazione democratica alla loro utilizzazione.” Su questo tema degli stili di vita abbiamo fatto a Francesco Gesualdi anche una piccola intervista. Lei è considerato il padre del consumismo critico in Italia. Su che cosa si fonda l’idea di questo consumo critico? Si fonda su due presupposti: su un nuovo modo di consumare che significa fondamentalmente osservare comportamenti responsabili, avendo presente che il consumare non riguarda solo noi e il nostro portafoglio, ma ha ricadute di carattere sociale e ambientale (questo è il secondo presupposto). Per quanto riguarda le ricadute ambientali basta considerare il fatto che ogni forma di consumo presuppone un consumo di risorse e lungo il percorso produttivo c’è produzione di inquinanti e poi tutto ciò che si consuma alla fine diventa rifiuto e quindi si pone il problema dello smaltimento dei rifiuti che sta diventando un problema sempre più grave. Esaurimento di risorse e accumulo di rifiuti sono un pochino le due faccie della medaglia ambientalista, che ci devono far riflettere sulla necessità di cominciare a ridurre i nostri consumi. Ma anche di incominciare a selezionarli in base a quella che è il loro “zaino ecologico”. Cioè tenendo conto della quantità di natura che è stata smossa, degli inquinanti che vengono emessi, della distanza che viene percorsa e della quantità di rifiuti che viene prodotta.

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Per quanto riguarda le questioni sociali la consapevolezza, specie oggi che siamo nell’epoca della globalizzazione, che dietro ciò che consumiamo si possono nascondere tante violazioni sia rispetto al diritto dei lavoratori che sono le più frequenti, compreso il rischio di trovare lavoro minorile ma anche violazione dei diritti umani come estromissione di persone dalle loro terre native (sappiamo che dietro molti prodotti ci sono dei processi di espropriazione delle popolazioni locali che vengono semplicemente buttate fuori dal loro habitat perchè le loro terre servono per poter estrarre minerali o per sfruttare i campi per produzioni intensive. Studi nel settore della produzione e del consumo hanno messo in luce che ci sono situazioni drammatiche dal punto di vista umano e sociale e consumare in maniera critica significa fare attenzione a queste situazioni, agli aspetti ambientali e sociali, sapendo che come consumatori con le nostre scelte siamo oltre che responsabili anche potenti. L’appello al consumo responsabile sembra più rivolto alle masse che ai governanti... Noi ci siamo sempre rivolti al grande pubblico, intanto perchè noi apparteniamo al grande pubblico. La nostra proposta non è di dirigenti che stanno nella stanza dei bottoni, noi siamo cittadini comuni che apparteniamo alla grande massa e la domanda che ci siamo posti è “che cosa possiamo fare a parti-

re dalla nostra quotidianità” per opporci a certi meccanismi. Dobbiamo abbandonare l’idea che la responsabilità delle decisioni dipenda solo da chi sta ai vertici. Sappiamo bene che la società da una parte è frutto di regole e comportamenti, quindi i comportamenti dei singoli sono fondamentali, però sappiamo anche che viviamo in un sistema democratico e se davvero crediamo nell’affermazione che la volontà appartiene al popolo bisogna che il popolo esprima la sue indicazioni anche attraverso gesti concreti. Gesti che molto spesso hanno la capacità di orientare l’atteggiamento delle imprese, ma anche della politica, in senso stretto dei luoghi dove si fanno le leggi e le regole: l’atteggiamento è un messaggio concreto di quale direzione di marcia vogliamo venga intrapresa. Che cos’è per lei sviluppo economico, progresso? Nella logica del mercato, che è quella attualmente dominante, il progresso e lo sviluppo economico si misura solo con l’aumento della produzione di merci e con un certo tipo di sviluppo tecnologico che è finalizzato a due esigenze: ridurre il più possibile il costo del lavoro per aumentare la produttività e inventare nuovi prodotti in modo da indurre nuovi bisogni e allargare così il mercato. La mia visione di sviluppo e progresso pone al centro dell’attenzione la persona e i suoi bisogni e il progresso è tutto ciò che permette il pieno sviluppo della dignità umana a tutti i componenti della società nel rispetto del creato. In questa logica la tecnologia ha sempre la sua importanza, ma in un’ottica di bene per l’umanità.


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primo piano

6 A cura di Maurizio Allasia Fotografie Giacomo Denanni.

50 anni di Cineforum Pinerolo

Più di mille pellicole proiettate Il 1964 è l’anno in cui Nelson Mandela venne condannato all’ergastolo per azione armata, sabotaggio e cospirazione contro il proprio Paese e Jean-Paul Sartre rifiutò il Premio Nobel per la letteratura perché “nessuno merita di essere consacrato da vivo”. È l’anno in cui uscirono tre film che hanno scritto la storia del Cinema, Per un pugno di dollari di Sergio Leone, Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick e Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Ma il 1964 è anche l’anno in cui alcune personalità di Pinerolo, riunite in un gruppo di amici, si resero conto che “il raggio di luce proiettato nel buio di una sala ci avrebbe portato a grandi rivelazioni, a un linguaggio, ad una comunicazione emotiva, ad una formazione culturale, come avevano sperimentato i fratelli Lumiere nel 1885, scoprendo la vitalità delle figure, forse la più grande scoperta del secolo”: nacque così il Cineforum Pinerolo, circolo FIC (Federazione Italiana Cineforum) tra i più antichi d’Italia, da queste parole di Renato Storero, classe 1925 e presidente storico dell’associazione. Un manifesto programmatico, una concezione dinamica di immagine e di cinema, in grado di cambiare la visione del mondo, di tradurre le idee e le parole in figure vive, di influenzare le opinioni e di segnare la Storia. “L’immaginazione al potere” verrebbe da dire, e in fondo eravamo in pieno pre-’68, epoca d’oro del cinema intellettuale. Il Cineforum di Pinerolo subì nel corso de-

gli anni molte peregrinazioni tra le sale della città: dagli esordi al Teatro Roma di Via del Pino, locale di proprietà della diocesi, dove il “blasfemo” Viridiana di Bunuel suscitò scandalo e tendenze censorie al Cinema Ritz di oggi, passando per il Cinema Italia, il Cinema Nuovo di Via Buniva, il Cinema Primavera di Via Marro e con una tappa addirittura al Teatro Sociale, nel periodo appena precedente all’incendio che lo ridusse in cenere. Ma se il luogo delle proiezioni è stato spesso una variabile, costanti sono invece sempre state la risposta e la passione del pubblico: dalle seicento persone al Nuovo alle circa duecento degli ultimi anni, la stagione del Cineforum ha quasi sempre significato avere la sala piena di donne e uomini alla ricerca di altro cinema. Un’offerta cinematografica diversa per molti aspetti. Innanzitutto, storicamente, i circoli di cineforum sono riusciti a creare e a consolidare dei circuiti cosiddetti d’essai, che continuano ancora oggi a portare sui grandi schermi di provincia film che vengono accantonati dalla distribuzione commerciale perché poco redditizi in termini d’incassi. Passaggi unici in sala, è vero, ma che hanno permesso la divulgazione di opere fondamentali ad un pubblico molto più vasto e non solamente urbano. L’altro aspetto fondamentale è quello di aver coinvolto e accompagnato diverse generazioni di cinefili, portando avanti negli anni “riti” e abitudini culturali differenti da quelle della fruizione cinematografica tradizionale: la tessera che


77 “abbona” e fidelizza lo spettatore, lo rende membro di un club di appassionati; la discussione alla fine della proiezione, quel leggendario “dibattito” contro cui ironicamente si scagliò l’esordiente (e supercinefilo!) Nanni Moretti nel suo Io sono un autarchico, ma che nei primi anni a Pinerolo si concretizzava in fluviali sedute di analisi e riflessione; la possibilità, soprattutto in anni recenti, di entrare in contatto con il mondo del cinema dalla parte degli addetti ai lavori, incontrando registi, attori, critici cinematografici. In quasi mezzo secolo di attività più di mille pellicole hanno brillato a Pinerolo nel buio delle sale, tra il mormorio di approvazione o di severa critica del pubblico e la coscienza comune di intenti e di partecipazione per “fare cinema” anche noi, nel nostro piccolo. Film da tutto il mondo, cinematografie vicine e lontane, acclamate o poco esplorate, grandi cineasti e talentuosi esordienti, film d’animazione e documentari, cicli e retrospettive. Capolavori e “cagate pazzesche”, per citare un’altra celebre scena. Sopravvivendo caparbiamente all’home video e al video noleggio, all’esplosione delle ricche multisale, alla pirateria e all’aumento dei costi di distribuzione, al fisiologico esaurirsi della spinta propulsiva dei modelli associativi e aggreganti, soppiantati dalla solitudine ai tempi della tecnologia di massa. Proprio nel 1964 Jean-Luc Godard dichiarò in un’intervista: “Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà.” Cinema e realtà. Per continuare a dare una risposta a chi periodicamente torna alla carica decretando la morte imminente della settima arte perché non più adatta a rappresentare il presente e la sua modernità, i “nomadi del cineforum” sono diventati gli stanziali del cinema che continua a lottare.

Programma 2010/11 04/11/2010 - Shine a light di M. Scorsese Proiezione gratuita nell’ambito della manifestazione MY GENERATION promossa da Cineforum di Pinerolo, Pensieri in Piazza, Città di Pinerolo e Arci. 18/11/2010 - La pecora nera di A. Celestini 25/11/2010 - Il profeta di J. Audiard 02/12/2010 - La bocca del lupo di P. Marcello 09/12/2010 - My Son My Son, What Have Ye done? di W. Herzog 16/12/2010 - Panico al villaggio di S. Aubier, V. Patar 13/01/2011 - Bright star di J. Champion 20/01/2011 - Mammuth di B. Delépine, G. de Kervern 27/01/2011 - Departures - Y. Takita 03/02/2011 - Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di A. Weerasethakul 10/02/2011 - Brotherhood di N. Donato 17/02/2011 - Cella 211 di D. Monzon 24/02/2011 - The illusionist di S. Chomet 03/03/2011 - Potiche di F. Ozon 10/03/2011 - Il segreto dei suoi occhi di J. Campanella 17/03/2011 - Film a sorpresa dagli archivi storici della F.I.C. 24/03/2011 - Oltre le regole (The messenger) di O. Moverman 31/03/2011 - L’amore è buio di A. Capuano 07/04/2011 - Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) di X. Beauvois 14/04/2011 - Post Mortem di P. Larrain 21/04/2011 - Fughe e approdi di S. Taviani


società

Essere Cittadini Questa è la rubrica che per tanti anni Alberto Barbero ha curato per “Pinerolo Informa” e che avevamo ripreso per “Pinerolo Indialogo”

i n r i c o r d o d i albe r t o ba r be r o

“È stato un grande camminatore” quotidiane che articolano la vita e le danno continuità. Sono cose innumerevoli che incalzano sempre più velocemente col consumarsi degli anni, dei mesi , dei giorni. Mettere ordine, progettare, distrarre, frequenHa scritto Alberto nella sua lettera di commiato dalla tare persone, luoghi e stagioni, e poi accompagnare vita pubblica :”…un unico filo conduttore mi ha gui- e sorreggere quando le forze sono venute meno e il dato nell’espletamento di funzioni che richiedevano corpo si ripiega su se stesso. Non c’è in una intera responsabilità diverse, nello scorrere degli anni e delle vita cosa più importante da fare che chinarsi perché stagioni politiche: ho sempre concepito e vissuto la un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi”. E’ stato un buon sindaco, competente e impegnato politica e l’insegnamento come servizio per il bene collettivo, a partire dai più deboli; servizio che andava con dedizione disinteressata in una attività nella quale ricercato e perseguito al di là degli stessi schieramenti ha messo “cuore, testa e tempo”. Ha vissuto il suo essere sindaco non come un’onorificenza ma come politici…”. Sono parole sobrie, chiare, definitive. Sono parole una camminata in più, per scoprire facce e situazioni della città inaspettate, per essere in cordata con altri che condensano una vita. e condividere insieme la fatica di gestire i problemi E’ il suo testamento, la sua eredità. E’ infatti sempre rimasto ancorato a quella esortazio- comuni e la bellezza di tentare di risolverli. Si possono fare di quel decennio tanti bilanci da ne di un Anonimo che recita così : “Si può essere pessimisti riguardo ai tempi e alle circostanze, riguar- prospettive diverse ma al di là di ogni considerazione do alle sorti di un paese o di una classe, ma non si può emerge con nettezza un valore, oggi un po’ fuori conio, assunto come guida di condotta: l’onestà. L’oneessere pessimisti riguardo all’Uomo”. So che “ alla morte si addice il raccoglimento, la stà come dirittura morale e rigore etico soprattutto commozione intima di coloro che sono più vicini, il si- per chi svolge mansioni pubbliche nella prospettiva lenzio”. E’ per questo che non voglio fare un discorso del servizio da rendere al bene collettivo, l’onestà commemorativo, per evitare ritualità formali e accenti come caratteristica intellettuale che apre al confronto e ad un dialogo sempre ricercato retorici lontanissimi dalla sensibilità e dalla cultura di Alberto. Quando avrò dalla mia cella perché tutti, uomini e donne, di fedi e provenienze diverse, siano accolti Voglio però dire alcune cose perché se le merita e vanno ricordate salutato gli amici e il sole e possano esprimere paritariamente i loro diritti di cittadinanza. in questa occasione che è anche un e si alzerà la notte, Con questa laica impostazione incontro speciale con i suoi amici e le finalmente impregnata di gratuità nei suoi sue amiche. saldato il conto, mandati amministrativi ha onorato E’ stato un gran camminatore. il lascito ideale di una Repubblica e Ha percorso instancabile strade di campane di una Costituzione nate dalla Recittà e sentieri di montagna, librerie suonate a distesa: sistenza. e biblioteche, aule e corridoi, enti ed la porta è da tempo E’ stato per molti e molte di noi istituzioni. un amico, “fedele alle amicizie”. In questo suo andare da passista segnata dal sangue Con naturale riserbo ci ha fatto ha incontrato persone, ha traversa- pronte le erbe amare compagnia nello scorrere degli anni to molti destini, ambienti e cambia- e il pane azzimo: menti sfidando appartenenze e inallora andremo leggeri nel e “dei nostri giorni in fuga”, coltivando le comuni sintonie di fondo crinando sicurezze di comodo. Nello senza mai arrendersi al cinismo zaino ha portato una tenace voglia di vento. David Maria Turoldo della storia o dare per perduta la conoscenza sostenuta da una intelsperanza delle nostre vite. ligenza aperta alla storia e alle storie. E anche quando affiorava qualche stanchezza o la La meta era sempre la stessa: essere più vicini e più fraterni al mondo inquieto e ferito, disillusione rendeva più affannoso il cammino, la sua costruire una società più giusta perché nel rivendicare sollecitudine , discreta, invitava a ricominciare, a rianla dignità di uomini liberi si arriva a toccare la nuda nodare la trama sfilacciata. Io credo che continueremo in qualche modo e da verità della vita. Ha scritto Luigi Pintor: “Più di tutto contano le cose qualche parte ad incontrarci, a parlarci e a discutere. Pubblichiamo le parole con le quali Mauro Ughetto a nome degli amici ha ricordato durante il suo funerale Alberto Barbero, già sindaco di Pinerolo, insegnante, impegnato nel sociale e nel politico.

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società

Nuvole sopra i 20 A cura di Fiammetta Bertotto

c o sa sta camb i and o ne i g i o van i ?

Quant’è bella giovinezza? Non è mai facile parlare dei giovani; tentare poi di definirli, inquadrarli in uno scompartimento, troppo spesso corrotto da pregiudizi, credo sia sufficientemente sbagliato. Non va infatti dimenticato che ogni generazione, ogni gruppo, ogni individuo, è a sé stante e che, quindi, gli occhi di chi a questi guardano devono essere liberi dalle famigerate fette di prosciutto che ne potrebbero offuscare la vista. Fatta questa premessa, è pur vero che è giusto studiare e analizzare i trend del passato e quelli attuali, nel tentativo di capire quali percorsi e posizioni sia più giusto intraprendere in conformità a come - e verso dove - la massa si muove. Partiamo allora dalle sfere più private: la famiglia e il rapporto che con essa i giovani italiani tendono ad instaurare. Secondo le statistiche, i legami si son fatti man mano più stretti: i giovani sono cioè propensi a rimanere “giovani” più a lungo (quanti trentenni vivono ancora nel nido?) e, perciò, sentono per più tempo il bisogno di trovare sostegno e supporto nei genitori e negli affetti più cari, i quali inevitabilmente garantiscono loro le risorse e gli appoggi richiesti. È una realtà di cui si sente parlare spesso, tanto più in Italia dove, diciamolo pure, le politiche pubbliche rivolte alle fasce più o meno giovani della società sono pressoché inesistenti. La prima conseguenza che se ne trae è proprio una progressiva mancanza di fiducia verso le istituzioni di governo da parte delle nuove generazioni, le quali, consapevoli della precarietà nostrana, aspirano con sempre maggior forza a realizzare i propri sogni rivolgendosi altrove, fuori dal Paese. Del resto, i nostri tempi sono fatti di social network (facebook, myspace) e tecnologie attraverso cui le giovani identità hanno trovato un nuovo modo per svilupparsi ed autodefinirsi e lo fanno guardando al globale, ovvero, avendo la possibilità di porsi a confronto con i giovani di tutto il mondo e di conoscere in presa diretta ciò che esso,

lontano dal singolo contesto locale, può offrire loro. Tuttavia allo stesso tempo, si ha la percezione che i ragazzi e le ragazze d’oggi siano più accorti e prudenti nei confronti del domani rispetto a quanto lo siano stati i loro genitori, eredi degli sconvolgimenti e degli entusiasmi sessantottini. Detto altrimenti: i ventenni e trentenni del 2010 spesso non guardano all’altrove per genuina esterofilia, pieni del coraggio che una passione di questo tipo abbisogna, ma piuttosto soprattutto perché sentono che non possono fare altrimenti, perchè non vedono un futuro felice nel loro amatissimo e dannato Paese. Non è cero una bella presa di coscienza, eppure non è necessariamente tutta negativa. Forse io, ventenne del 2010, sono troppo ottimista, ma voglio sperare che questo desiderio di realizzazione personale che porterà molti dei miei coetanei a lasciare la terra natia si dimostri, nel lungo periodo, l’utile chiave di svolta e d’interpretazione per aprire nuove porte alle prossime generazioni italiane.

Quant’è bella giovinezza. che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza. Lorenzo De’ Medici.

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politica

In Città A cura di Emanuele Sacchetto

A proposito di Monte oliveto e delLA POLITICA Del CEMENTO

Le idee a mollo nell’asfalto

Quest’anno vanno per la maggiore i loft..dunque si deve investire. Anche mia nonna lo fa, senza neanche sapere cosa sia un loft. Lo fa e basta. Perché “lo dice la televisione”, lo dicono i potenti, loro che di cemento, costruzioni e investimenti ne fanno il proprio personale interesse collettivo. Oppure che ne dite di una bella villetta a schiera, come tante, tutte inesorabilmente uguali? E’ tendenza. E’ economia. E in un momento di crisi bisogna farla girare. Non importa se si costruisce in un parco naturale, non importa se quell’autostrada passa proprio in mezzo alla riserva di stambecchi, o se quel palazzo e quelle villette sorgeranno proprio nell’ultima area

con mattoni e attrezzi in mano, pronti a rivendicare la prima pietra posata. C’è chi ha il cemento pronto, bisogna far veloci altrimenti diventa inutilizzabile. Chi ha già iniziato lo scavo, prima ancora del deposito degli atti. Perché in fondo si deve costruire. Sempre, ovunque. Solo un pazzo penserebbe che ci possa essere un’altra via per la felicità comune. Ed ancor più folle sarebbe chi mai tentasse di seguirla. Un fannullone insomma. E noi incantati di fronte alla grande operosità dei nostri politici! Mica come certi idealisti e professori! Gente concreta, che si sporca le mani. Gente che non esiste in quanto pensa. Esiste solo in quanto agisce. Senza pensare.

Com’era una volta la collina di Monte Oliveto

verde e libera dal cemento di un paesino qualunque. Non importa se ai piedi della collina più bella di una cittadina di 35000 abitanti spunteranno ancora alloggi, per persone che neanche esistono in questa città e che nemmeno potranno respirarla, schiacciati dall’asfalto. Non importa se Monte Oliveto manterrà solo il nome con gli olivi, diventando il nuovo quartiere fantasma, vanto della città di Pinerolo. Ciò che conta è costruire. Dare certezza, con calce e mattoni, controllare tutto, con ferro e cemento. Costruire vuol dire agire. Agire vuol dire poter dimostrare di aver sudato per tutti. Sudare vuol dire alla fine conquistare voti. E allora sono tutti

Il pensiero è inutile. Troppo libero per poterlo rinchiudere in quattro mura. E mentre noi siamo incantati di fronte alle azioni, ai progetti di miracolosi ponti, strade, edifici, prima ancora di sbattere gli occhi, il cemento è colato su di noi. Il pensiero libero, i nostri sogni, le nostre passeggiate nel verde, le nostri principi puliti sono finiti a mollo nel cemento. Troppo duro ormai per saltar via. Bloccati nelle idee dalle ‘nostre’ stesse idee. Il tutto in nome del più grande interesse comune. (…) Per fortuna alle volte i pazzi esistono. E arrivano in tempo per destarci dall’ incanto e liberare il pensiero nell’aria, almeno questa, libera dal cemento.

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EL EZ IO NI CO 11 MU Pinerolo come la vorrei /1 NA LI di Carlo Zanzottera 20 11

Una città con una visione condivisa del territorio Nella prospettiva delle elezioni comunali del 2011 abbiamo messo in campo questa rubrica per riportare le aspettative dei cittadini dai futuri amministratori della nostra città. Ascolteremo persone di varia estrazione sociale e professionale. Incomincia Carlo Zanzottera, già Preside dell’Istituto Buniva

Ipotizzare una configurazione di “Pinerolo futura” può essere presuntuoso, ma è anche necessario, per ciascuno di noi, prefigurare un campo di azione, certo con una doverosa carica di realismo ma anche con un’apertura all’immaginazione e all’utopia. Il Pinerolese è un territorio composito, anche ricco di contraddizioni, ma forte di un grosso patrimonio di esperienze e iniziative, sostenute anche da strutture organizzative di lunga storia. Ma il mondo futuro richiede approcci culturali e progettualità nuovi sul concetto stesso di territorio e sulla sua vivibilità: l’esistente va rimodellandosi giorno dopo giorno per l‘incalzare di una “realtà globale” e di uno sviluppo tecnologico e di “conoscenza” che stentiamo a fare nostri e a declinare nella nostra identità individuale e collettiva. In questo contesto globale di sfida, il Pinerolese e ancora più Pinerolo come centro capofila, può diventare territorio di raccordo per forme di vita dove la partecipazione culturale può e sa trovare una sua forza propositiva e attuativa, senza farsi assorbire da facili omologazioni o cadere in una egoistica estraneità. Uno dei centri nevralgici, strategico per sua natura, è certamente la scuola, nelle sue diverse articolazioni, che raccoglie le problematiche dei diritti e dell’educazione alla cittadinanza, nonché della formazione alla vita sociale e lavorativa. La scuola non può più essere autoreferenziale, ma deve essere ascoltata, coinvolta e valorizzata, vissuta cioè come istituzione primaria dove si affrontano e sviluppano i grandissimi problemi dell’accoglienza, della consapevolezza individuale e sociale, dell’orientamento, delle competenze, della prospettiva sociale e lavorativa dei giovani, dell’attenzione alle fasce deboli, della democrazia.... L’Amministrazione pubblica, nel suo insieme, può rafforzare la sua organizzazione per dare rilevanza culturale a questo tema, anche con un ruolo forte di intermediazione con le strutture istituzionali di programmazione regionale e provinciale. Altro elemento, a impatto immediato, è una azione politica, forte e continua, che, raccogliendo gli sforzi che le Amministrazioni e la cosiddetta “società civile” hanno già fatto, consenta una visione unitaria e responsabile del territorio. Bisogna rafforzare o creare un progetto per una cultura partecipativa di raccordo che rispetti le autonomie e le responsabili-

tà: in questo campo la relazione e la comunicazione istituzionali devono trovare un nuovo codice e nuova organizzazione che sappiano gestire la “rivoluzione antropologica” che stiamo vivendo. I due nodi convergono verso una sintesi praticabile che mi pare di poter individuare nella “competenza alla cittadinanza”: sintesi che richiede uno sforzo di unitarietà fra le varie forze (imprese e amministrazioni, associazioni, enti, mondo del volontariato e tutte le energie umane che operano sul territorio) che puntino alla responsabilizzazione sui temi della relazione fra cittadini, del lavoro, dei diritti civili, della solidarietà alta, della vivibilità ambientale/sociale. E su questi temi occorre improntare anche gli interventi operativi sullo sviluppo, sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute, sulla vivibilità, magari provando, a partire dal nostro “particolare”, a non pensare solo al P.I.L. Sicuramente si pone il problema delle risorse, a tutti i livelli, ma perché non approfondirlo facendo intervenire la riflessione sui principi a denominatore comune della sussidiarietà, della solidarietà, del dono a livello comunitario territoriale? I segnali di una “nuova economia” possono essere raccolti, coordinati e trasferiti alle persone, alle intelligenze, e alle sensibilità ben presenti nel nostro territorio e su tutte le fasce sociali e “anagrafiche”. Quanto esposto non dimentica che nel vivere quotidiano sono presenti anche esigenze di qualità tecnica e di efficienza organizzativa per la vita del cittadino e che le Amministrazioni sono sommerse spesso da sollecitazioni e emergenze improvvise: istanze, però, che non escludono, anzi spesso rafforzano, i nodi sopra esposti. E’ possibile, così, provare a cercare nell’esperienza di vita di comunità/territorio, una sintesi fra il pensare, il comunicare e il fare.


zione amministra

Pinerolo A cura di Silvio Ferrero

M ese d i N o vemb r e - d i cemb r e 2 0 1 0

Delibere della Giunta comunale Delibera 423 del 10 novembre 2010 Protocollo d’intesa per la realizzazione della Rete Comunitalia, diverse cultura, una sola identità Delibera 424 del 10 novembre 2010 Concessione patrocinio alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – ONLUS per serata scientifica Delibera 425 del 10 novembre 2010 Tirocinio formativo a scopo terapeutico presso le mense scolastiche comunali anno scolastico 2010 – 2011. Delibera 426 del 10 novembre 2010 Concessione patrocinio per l’utilizzo gratuito centro sociale di Abbadia Alpina Delibera 427 del 10 novembre 2010 Associazione Progresso e Solidarietà nel Mondo – ONLUS – Pinerolo. Spettacolo teatrale presso il Teatro Incontro – Patrocinio Delibera 428 del 10 novembre 2010 Mostra collettiva in piazza Facta a cura della Cooperativa Animazione Valdocco – Patrocinio Delibera 429 del 10 novembre 2010 Atto di indirizzo – determinazioni in merito agli orari degli esercizi commerciali per l’anno 2011 ed eliminazione obbligo chiusura infrasettimanale Delibera 430 Servizio di custodia e manutenzione ordinaria del parco di Villa Prever e parco giochi di Via Diaz, manutenzione del parco di Villa Turati ed apertura e chiusura dei parchi gioco di via Raviolo e Via Juvenal – atto di indirizzo. Delibera 431 del 10 novembre 2010 Lavori di sistemazione e manutenzione del torrente Lemina nei pressi del ponte Sanino – Approvazione progetto definitivo Delibera 432 del 10 novembre 2010 Edilizia residenziale pubblica, legge 23.12.1998 n 448 art. 31 dal comma 45 al comma 50 – Sostituzione della convenzione stipulata per la cessione di diritto di proprietà – Zona CP2 Lotto 16 Delibera 433 del 10 novembre 2010 Edilizia residenziale pubblica, legge 23.12.1998 n 448 art. 31 dal comma 45 al comma 50 – Sostituzione della convenzione stipulata per la cessione di diritto di proprietà – Zona CP2 Lotto L9. Delibera 434 del 10 novembre 2010 Istituzione diritti di segreteria per nuove pratiche

edilizie. Delibera 435 del 10 novembre 2010 Prelievo dal fondo di riserva n. 10 Delibera 436 del 16 novembre 2010 Incarico di patrocinio legale all’Avvocato Alfredo Merlo nel procedimento penale n. 1485/10 R. G. N. R Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pinerolo. Prelievo dal fondo di riserva n.11 Delibera 437 del 17 novembre 2010 Concessione patrocinio all’AIRC per “Le arance della salute”. Delibera 438 del 17 novembre 2010 Concessione patrocinio all’Associazione “Equiliberi” per seminario “Ancor meno rifiuti, sempre più Pinerolo”. Delibera 439 del 17 novembre 2010 BBC Sport Center – organizzazione seminario sul ciclismo e sulla MTB Venerdì 19.11.2010 Concessione patrocinio Delibera 440 del 17 novembre 2010 Circolo Pablo Neruda – XX edizione torneo di pallavolo “Misto è bello” 25.10.10/29.5.11. Concessione patrocinio, n° due coppe e utilizzo gratuito palestre comunali. Delibera 441 del 17 novembre 2010 Integrazioni e modificazioni alla deliberazione di Giunta Comunale n° 431 del 25 novembre 2009 Delibera 442 del 17 novembre 2010 Prelievo dal fondo di riserva n° 12 Delibera 443 del 17 novembre 2010 Concessione locali del centro sociale di Via Podgora all’Associazione Sportiva Judo Club – periodo 1.1.2011 – 31.12.2013 Delibera 444 del 17 novembre 2010 Approvazione bozza di convenzione tra il comune di Pinerolo ed il CPI di Pinerolo per l’inserimento di tirocinio formativo presso settore urbanistica. Delibera 445 del 17 novembre 2010 Approvazione bozza di convenzione tra il Comune di Pinerolo e l’ASL TO 3 – Servizio SERT di Pinerolo per l’inserimento in tirocinio formativo c/o settore LL. PP. – squadra operai. Delibera 446 del 17 novembre 2010 Concessione patrocinio all’Associazione “I Fuori di Teatro” per spettacolo teatrale il 12.12.2010

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ti appuntamen

Pinerolo A cura di Silvio Ferrero

M ese d i d i cemb r e 2 0 1 0

Eventi e manifestazioni 4 dicembre Seminario Terra Mostra mercato di prodotti biologici Agricoli e artigianali v. Buniva angolo V. Chiappero. 4 – 19 Dicembre 2010 “L’airone alto nel nostro cielo” Mostra fotografica dedidata a Fausto Coppi, visibile presso Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti, 7 Pinerolo. 11-12 e dal 18 al 23 dicembre Mercatini di Natale in piazza S. Donato, a cura della Pro Loco – Pinerolo 8 Dicembre 2010 Castagnata contro la legge 30; Piazza Facta ore 15 (in caso di pioggia Piazza Roma) Pinerolo 11 Dicembre 2010 Concerto “In coro verso Natale” ore 21 presso Cattedrale di San Donato - Pinerolo 8-12-19-24-31 Dicembre Mercati in P.zza Vittorio Veneto 8 dicembre 2010 Presentazione ed inaugurazione Mostra fotografica “Visti da Vicino” curata da Guido Calliero, fotografo alle 15,30 presso il cortile interno del negozio Bruno Confezioni, in via Del Pino 17 a Pinerolo. La mostra proseguirà fino a venerdì 24 dicembre, con orario 9-12,30 / 15-19, dal lunedì alla domenica. 12 Dicembre Gara di ciclocross 2° trofeo Pinerolo presso il Parco Olimpico. Mercoledì 15 Dicembre 2010 ore 21,15 Salone delle Feste “Umberto Agnelli”, Circolo Sociale 1806, Via Duomo 1 – Pinerolo Conferenza: La porzione meridionale dell’Everest in territorio nepalese è oggi un parco naturale in cui vivono molte piante ed animali ed è un esempio della biodiversità dell’ambiente himalayano. La componente geologica e litologica, il substrato che tanto condiziona la copertura vegetale, nonché quella geomorfologia, sono l’indispensabile premessa per comprendere come si siano sviluppate quelle particolari forme di vita. La loro descrizione, l’inquadramento nelle fasce climatiche e la comparazione con la flora e la fauna alpina, sono i momenti più significativi della conferenza. 17 Dicembre ore 21 “La via dei Dervishi” con Sheikh Burhanuddin” Incontro Sufi presso Casa Giovanna di Chantal, Monastero della Visitazione via Longo n.5 Pinerolo. 18 e 19 dicembre ore 21 Seminario Sufi presso Casa Giovanna di Chantal, Monastero della Visitazione via Longo n.5 Pinerolo. 18 Dicembre Sem Terra Mostra Mercato di prodotti biologici agricoli e artigianali V. Buniva ang. V. Chiappero 19 Dicembre Auguri di Natale alla cittadinanza - Centro storico Pro Loco Pinerolo Pro Loco Pinerolo 31 Dicembre Capodanno in Piazza

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società

Tendenze A cura di Massimiliano Malvicini

cultura giovanile e nuove tecnologie

Le nuove identità del “digital society” Le tecnologie digitali sono già da tempo i veri strumenti con i quali si esprime la cultura giovanile, sempre più “digital society”. La società digitale ha determinato, nel corso degli ultimi 10 anni una nuova costruzione dell’identità delle nuove generazioni: i giovani, infatti, utilizzano nuovi modi per comunicare, molto più veloci ed immediati rispetto al passato.

Lo stesso concetto di attenzione rispetto a ciò che vive e si compie è mutato: al giorno d’oggi, nei giovani, si manifesta un’attenzione fluttuante, spontanea più che riflessiva, creativa più che industriosa, abile nell’elaborare le immagini più che le parole, emotiva più che analitica. Questo ha portato, da un lato, un miglior adattamento alla tecnologia da parte dei più giovani rispetto anche solo a una decina di anni fa, dall’altro lato, come esprimono diversi studiosi, si è verificata una perdita di tradizioni e di abilità “manuale” negli stessi. Il fatto che siano in costante aumento gli oggetti elettronici tra gli adolescenti porta a pensare che, in effetti, l’era digitale è nel suo pieno sviluppo: ogni anno escono centinaia di nuovi oggetti tecnologicamente complessi, pratici e che, soprattutto, piacciono. Proprio il gusto ed il desiderio di avere un oggetto “cult”, come il celebre “i-Phone” o l’ormai obsoleto “game boy”, sono probabilmente una ricchissima fonte di profitti per le case produttrici della “Silicon Valley”.

Attenzione quindi a non diventare succubi della tecnologia! Piuttosto la digitalizzazione dovrebbe essere utilizzata, in relazione ad un cospicuo investimento da parte dello Stato, nel miglioramento della scuola statale. Appare quasi utopistico parlare di investimento nella scuola quando è proprio in atto un enorme taglio alle risorse scolastiche; la realtà dei fatti evidenzia però come negli ultimi due anni si sia cercato di rinnovare l’istruzione. Si sta parlando, ad esempio, delle “LIM” e delle “classi virtuali” che, poco alla volta, cercano di farsi strada fra un taglio ed un altro. Le prime, lavagne interattive multimediali, stanno approdando oltre che nelle scuole elementari e medie anche in quelle superiori, mentre le “classi virtuali” sono, per ora, una preziosa prerogativa di queste ultime. Quindi anche in Italia qualcosa si muove verso l’innovazione ed è proprio in questa direzione che l’Unione Europea intende procedere aiutando e premiando progetti scolastici, e non, volti alla multidisciplinarietà digitale. Non tutti però sono in sintonia con la tecnologia. Stress, asocialità, malattie e difficoltà fanno molte volte da barriera tra la tecnologia e i più tradizionalisti; un contrasto che, probabilmente, non scomparirà mai.

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società

Giovani@Scuola A cura di Nadia Fenoglio

cosa si è deci so a Pinerolo

Il blocco delle gite scolastiche Non ci resta che “viaggiare” sulla carta geografica (se ancora fosse appesa in classe)

laboratorio del CERN di Ginevra, delle uscite legate al progetto Italia 150 e di quelle già finanziate in parte lo scorso anno, per il liceo Porporato. Al Curie, invece, si sono mantenuti gli scambi culturali di più giorni all’estero, a cui però accede solo l’indirizzo linguistico, e gli stage di matematica, chimica e fisica per gli studenti distintisi per merito a fine anno. In entrambe le scuole sono ripartiti i corsi extrascolastici e gli sportelli di

Questo è l’anno del confronto tra scuola superiore e riforma dell’istruzione firmata Gelmini. Dal 1° settembre 2010 la riorganizzazione degli apparati scolastici è diventata effettiva, realizzando in tal modo un programma di modernizzazione ed efficienza, o di impoverimento ed ingestibilità, a seconda della campana. Certo è che le manifestazioni di piazza dell’anno passato, pur avendo urlato tanto, nel palazzo sono state ascoltate poco. Perciò, all’avvio del nuovo anno scolastico, numerosi istituti in tutta Italia hanno scelto di fare muro contro la riforma, con nuovi provvedimenti: sospesi, dunque, i viaggi di istruzione. A suo modo la “grande” storia si inserisce nella realtà specifica di Pinerolo, favorendo il confronto tra professori, studenti e genitori sulla misura-blocca gite e sulle sue conseguenze. Cosa cambia quest’anno nel Maggio 2008, ragazzie del Liceo Curie in gita ad Amsterdam Pinerolese? Per gli studenti dei licei Porporato e Curie recupero, anche se con riduzione di orario e e degli istituti Prever e Porro niente viaggi modalità diverse. All’istituto Prever si sono di istruzione, mentre altra decisione è quella conservati invece gli stage alberghieri, in presa all’istituto Buniva, dove non si sono quanto incidono nella votazione dell’esame di qualifica degli studenti. In questa cornice bloccate le gite. In ogni caso, l’argomento del blocco del- di fondo a distinguersi è l’istituto Buniva, il le gite ha riscaldato il dibattito interno alla cui corpo docenti non ha aderito all’iniziatiscuola: chi favorevole ad una sospensione va, cosa che permetterà il consueto svolgitotale, chi parziale, chi a un blocco degli mento dei viaggi di istruzione. Non è dunque un fronte compatto quello scrutini, chi dei nuovi libri di testo e chi contrario ad una soluzione che ancora non con- di Pinerolo, che tuttavia tenta ugualmente vince. Tuttavia si può dire che, negli stessi di ottenere attraverso la perdita economica istituti aderenti al blocco, l’eccezione che a danno delle agenzie di turismo scolastico, conferma la regola, un po’ fastidiosa, del una pressione più efficace sul potere politifare le cose “all’italiana” è stata conferma- co. E finalmente di farsi sentire. ta. Bloccate tutte le gite che sforano dall’orario didattico, ad eccezione della visita al

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Giovani&Lavoro

società

A cura di Beatrice Gouthier Fotografie B.G.

c o sa f a r ò da g r ande ?

Ciò che mi piace o ciò che è richiesto dal mercato del lavoro? Almeno una volta nella vita abbiamo sentito o ci siamo posti la domanda “cosa farò da grande?”, la risposta viene sempre veloce e spontanea: “semplice, quello che mi piace”. A sentire gli economisti e gli specialisti del mondo del lavoro questa risposta è incompleta: sarebbe più giusto dire “quello che mi piace e che è richiesto dal mercato del lavoro”. Insomma, prima di scegliere quale strada percorrere per la propria formazione, un giovane dovrebbe avere chiari in mente alcuni punti: quali professionalità scarseggiano e quali sono richieste nel proprio territorio. Obiettivo difficile da raggiungere per un quattordicenne, che deve decidere a quale liceo o scuola professionale iscriversi, ma già più realizzabile per un neodiplomato. Partendo dal presupposto che ognuno è una potenziale risorsa umana, è necessario decidere in quale campo diventarlo. Risorsa umana è il termine che ha rimpiazzato l’espressione forza lavoro, ampliandone il significato. Il cambiamento non è casuale, né dovuto semplicemente a una moda ma esprime una visione molto differente del rapporto lavorativo: con questa espressione si vuole evidenziare il valore o capitale insito nel personale, nella sua professionalità e nelle sue competenze e quindi si allude ad un’estensione della responsabilità. L’espressione vuole sottolineare l’importanza delle risorse umane nell’ambito dell’azienda e nell’intero sistema economico. Il lavoro infatti è inteso non solo come strumento di sussistenza, ma anche come possibilità di affermazione e di realizzazione personale. Concentrandosi su Pinerolo, ci si accorge che propone soprattutto professionalità relative al settore meccanico, dato che sono

numerose le fabbriche presenti sul territorio. Sul mercato del lavoro del Pinerolese sono disponibili anche professionalità specializzate in tutti i settori (meccanico, tessile, terziario, terziario avanzato, elettronica, edilizia, più limitate nel chimico). Per chi si affaccia sul mondo del lavoro locale non dovrà stupirsi di sentire che le professioni più richieste sono in campo tecnico e che sono necessarie diverse specializzazioni: tecnici, progettisti meccanici di attrezzature e processi, progettisti e sviluppatori di prodotto, contabili, controller, addetti paghe e contributi, customer service, addetti alla pianificazione e programmazione di produzione, informatici, programmatori, addetti qualità e addetti alla sicurezza. Per ognuna di queste professioni sono richieste particolari competenze, ma due delle capacità soglia più importanti sono la conoscenza delle lingue straniere (l’inglese, ormai dato per scontato, il francese e il tedesco) e un’ottima padronanza del pacchetto Office. Conoscendo questi dati, è possibile avere un quadro più completo delle opportunità di lavoro del nostro territorio e quindi muoversi di conseguenza, ma si può anche decidere di ignorarli e ipotizzare uno spostamento futuro. I più coraggiosi che decidono di seguire solo i proprio desideri e le proprie preferenze, non tenendo conto delle opportunità di lavoro nel loro territorio di residenza, devono mettere in conto che dovranno spostarsi per praticare la professione per cui hanno studiato, magari in un’altra regione o addirittura all’estero e sarà utile allora ricordare l’esempio dei nostri nonni che hanno lasciato il loro paese per trovare un lavoro o degli extracomunitari che lo fanno ogni giorno. Nel prossimo numero approfondiremo questa tematica.

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società

Sociale&Volontariato A cura di Valentina Voglino

A ma - a u t o m u t u o a i u t o

Aiutati e aiuta condividendo l’esperienza AMA Pinerolo: un invito, ma, soprattutto acronimo di un’associazione molto ben radicata sul territorio, fonte continua di formazione e di sostegno alle persone in difficoltà. Difficoltà diverse, a tratti più notevoli, a tratti più nascoste, ma tutte bisognose di essere superate. Cos’è l’ A.M.A. ? L’Associazione A.M.A. è un’organizzazione di volontariato (conforme alla legge 266/91, iscritta al registro regionale delle organizzazioni di volontariato Sez. A sociosanitaria) che ha come finalità la promozione della cultura dell’automutuoaiuto, cioè una risorsa per il benessere delle comunità nella logica della partecipazione diretta delle persone alla promozione della salute e dell’autoprotezione fisica e mentale. I gruppi attivi sul territorio pinerolese sono molteplici e affrontano tematiche estremamente diverse tra loro: dall’elaborazione del lutto al sostegno alla genitorialità, dalla separazione alla menopausa, dalla dipendenza affettiva ai disturbi alimentari, per passare al sostegno a coloro che assistono persone con il morbo di Alzheimer. Il principio dell’associazione è quello del sostegno reciproco, del confronto tra persone che hanno lo stesso problema, che si impegnano per il proprio cambiamento e quello degli altri, promuovendo le potenzialità positive tramite il coinvolgimento e la condivisione delle esperienze vissute. Ovviamente, la partecipazione è vincolata dal-

la disponibilità delle persone di condividere la propria esperienza, mettendosi in gioco e portando a riflessioni circa la responsabilità personale dei singoli. I componenti di un gruppo A.M.A. portano nella collettività le diverse facce di uno stesso problema: lo scambio di pensieri e il confronto di opinioni favoriscono la possibilità che tutti possano ristrutturare il proprio pensiero, rivedere il proprio modo di porsi nei confronti dell’argomento in questione. Tutte le testimonianze avranno sempre e comunque lo stesso valore, ognuna sarà sempre considerata legittima e degna di essere stata portata all’attenzione di tutti: nel gruppo c’è grande rispetto. È possibile che all’interno del gruppo vi sia un facilitatore che ha il compito di agevolare la comunicazione, lo scambio di vedute e di tutelare le dinamiche che nascono all’interno del gruppo. Il facilitatore è una persona che ha seguito con una formazione specifica, che è semplicemente referente del gruppo, senza esserne mai il conduttore diretto. La partecipazione ad un gruppo a.m.a. è libera e gratuita, l’impegno personale è regolato dal rispetto degli altri e dall’interesse specifico. L’associazione, inoltre, promuove eventi di carattere culturale, quali la mostra “Il manicomio è nelle nostre menti e nei nostri cuori”, che ha ottenuto grande successo nel Novembre 2008. L’associazione AMA di Pinerolo è sempre aperta ad accogliere nuovi membri che vogliano condividere con coloro che già ne fanno parte, le loro difficoltà e i loro problemi.

Contatti:

Associazione Auto Mutuo Aiuto Via Vigone, 6/b - Pinerolo (TO) Tel. 0121.330811 Cell. 339.5432895 333.4624219

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Arte&Architettura

arte

A cura di Francesca Noardo

lodato anche dai napoletani

Il presepio vigonese Dall’8 dicembre è visitabile a Vigone l’opera d’arte della famiglia Audisio, cominciata tredici anni fa per scherzo e lodata oggi anche dagli esperti napoletani del settore. L’immenso presepe, occupante l’intera chiesa di S. Bernardino, ripropone, al centro, Vigone, con i suoi più tipici monumenti, fra cui emerge la rotonda che, memore della sua passata funzione, è affiancata da un carretto per il ghiaccio. Più avanti un ciabòt, tipico del paesaggio circostante, è messo a confronto con una più ricca cascina con, tra le altre cose, la tettoia per gli alambicchi di distillazione della menta, novità di quest’anno. Il presepio si fa così documento del territorio, con le costruzioni tradizionali, che portano con sé anche mestieri e ruoli sociali forse dimenticati. Sulle montagne si aprono la val Pellice e la val Chisone, con le peculiari baite, popolate da personaggi in costumi tradizionali, valdesi compresi, e con l’inserimento (nuovo) delle miniere di talco della val Germanasca. Ogni elemento è tratto dalle cartoline storiche e dal materiale documentario dei musei. Da qui prendono spunto il figlio Egidio, che esegue magistralmente gli edifici in compensato ricoperto di creta, e la Signora Irma, che con somma maestria e passione riproduce nei minimi dettagli (an-

che quelli che poi non si vedono) i costumi delle statue con una moltitudine di stoffe, pizzi, perline e raffinati ricami. Un po’ discosto troviamo infine il realistico paesaggio palestinese, la cui continuazione è la grotta della natività. Anche qui con la popolazione autoctona, per caratteristiche e costumi. Ulteriore raffinatezza di questa parte del presepe è l’imbrunire, poi nel gioco delle luci, leggermente prima, rispettando il “fuso orario” tra i luoghi. I personaggi, eseguiti fin nei dettagli in creta dal capostipite Giovanni, rappresentano gli stessi abitanti di Vigone, attuali e passati, nei medesimi ruoli, riportati tutti nell’ambientazione tra fine Ottocento e inizio Novecento. Il tutto, arredato di muschio e bonsai, si anima con musica, luci variabili secondo i tempi della giornata, stelle, lucciole, candele, acqua e neve che cade dal cielo sulle montagne, per renderlo ancora più vivo. Come è comprensibile, l’opera acquisisce un alto valore didattico; si possono infatti prenotare lezioni davanti al presepio, che offre innumerevoli spunti di approfondimento culturale ed etnologico, in aggiunta al valore artistico e mistico che sempre appartiene ai presepi e che attrae pullman di visitatori anche da lontano.

Piazza Cardinal Boetto, Vigone Dall’8.12.2010 al 9.01.2011 Feriali h.15.00 – 19.00 Festivi h. 9.30 – 19.00 Aperture straordinarie: giovedì h.9.00 – 12.00 e vigilia di Natale h.15.00 – 19.00 e 21.00 – 23.30 Visite extra per gruppi su prenotazione tel.011.9801902 – 011.9801143

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arte& spettacolo

Teatro A cura di Maurizio Allasia Fotografie Giacomo Denanni.

i “fuori di teatro” al loro quarto spettacolo

“Congedando Godò”

“Non c’è niente di più comico dell’infelicità”, ci ricorda Samuel Beckett in Finale di partita. Sembra la battuta più adatta per inquadrare “L’ecole des femmes” di Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, e spiegare il perché, quasi tre secoli e mezzo dopo la sua prima rappresentazione, sia ancora un testo pieno di vita, di energia dissacratoria, di volgarità costruens e in particolare della strisciante infelicità e della rovina del suo protagonista, quell’Arnolphe proclamatosi ridicolmente Signore del Ceppo. Walter Malosti, regista poliedrico e attore sopraffino nel ruolo principale, riesce a mantenere La scuola delle mogli la “lucida e oscura provocazione” di cui parlava Cesare Garboli a proposito dell’opera di Molière: non si limita a tradurre, ma ricrea il testo in italiano, incentrando tutto sulla contaminazione. Un’integrazione di generi musicali (da Non arrossire di Gaber a Giuseppe Verdi, passando per l’hip-hop), di scenografie simboliche e inserite alla perfezione in un meccanismo simile alle lancette di un orologio, ma soprattutto di una lingua a metà fra il grammelot e il francese maccheronico, in un potente flusso di rime che rispetta il verso alessandrino originale e i suoi giochi sonori e consolida la vis comica di una farsa con la quale “se non si fa ridere, si fallisce”, parola del regista. Una banale e scontata storia di corna (ai limiti del kitsch il cervo imbalsamato in scena) riesce così a trasformarsi in complesso archetipo del rapporto uomo-donna e trova il suo momento più emblematico e celebre nella declamazione delle “massime per essere una

buona moglie”, dove la volgarità del pensiero maschile si trasfigura per Malosti in una donna con un libro come copricapo, seminuda e discinta negli atteggiamenti. Una provocazione forse eccessivamente semplicistica nella sua antifrasi (e nemmeno così originale), ma che sicuramente non lascia indifferente gli spettatori. Apparentemente banale e statica è anche la storia del Godot di Beckett, dove due uomini senza tempo né storia, barboni esistenziali, aspettano che arrivi un certo signor Godot. Si aspetta e basta, senza sapere perché. E se invece Godot non solo fosse arrivato, ma addirittura non volesse più andarsene? È la sfida teatrale che i ragazzi della compagnia I Fuori di Teatro intendono portare in scena con il loro nuovo spettacolo: “Congedando Godò”, il 5 dicembre a Bricherasio (Sala Polivalente) e il 12 dicembre a Pinerolo (Sala Concerti Italo Tajo), è un’opera in due parti che unisce letture sceniche di brani scelti da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett alla rappresentazione di un testo inedito, “Congedando Godò” di Amalia Sularizio, che parte dal ribaltamento dell’idea beckettiana, dove Godò in questo caso, invece di essere atteso invano, non vuole andare via dalla scena, cercando a tutti i costi di non essere congedato. Una sfida al senso e alla sua ricerca, in un incrocio ideale ed ideologico tra il capolavoro del Nobel irlandese e il suo carico di tragedia e complessità novecentesca e un atto unico basato sull’assurdo puro, tra la solitudine e il non-luogo, tra l’eterna attesa e l’impossibilità di andarsene.

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sport

Calcio giovanile A cura di Andrea Obiso Fotografie A.O.

una società con tante categorie

La Cestistica Pinerolo 87 La società sportiva “Cestistica Pinerolo ‘87”, come suggerisce il nome, è una squadra pinerolese di pallacanestro fondata nel 1987. Il Presidente della società è Giorgio Merlo, il suo Vice è Claudio Griffa. In una zona geografica in cui il calcio è lo sport più seguito, più praticato e più discusso, è piacevole sapere che il basket è rappresentato in numerose categorie all’interno della sola “Cestistica Pinerolo ‘87”. Sono infatti presenti: l’Under 14, l’Under 15, l’Under 17, l’Under 19, i Senior Maschile UISP e la Serie D, per quanto riguarda i ragazzi sopra i tredici anni. Nelle categorie inferiori invece, considerate “minibasket”, sono rappresentati gli Esordienti, gli Aquilotti 1998, gli Aquilotti 1999, gli Scoiattoli e Progetto Scuola. Quest’ultimo progetto consiste in un interessante programma di “Attività motoria” nella scuola elementare e media.

Iniziative di collaborazione Scuola-Extrascuola in materia di attività sportiva” (breve estratto del documento datato 1 Set 2007 presente nel sito della società http://www.cestisticapinerolo.it/). La “Cestistica Pinerolo ‘87” ha anche una rappresentativa femminile, L’”Open Femminile CSI”. Navigando attraverso il sito della squadra si apprende che diverse sezioni sono in fase di restauro e che la maggior parte dei risultati non sono aggiornati, ciononostante si può apprendere molto sulla “CP’87”. E’ stata allestita una sezione per ciascuna categoria di giocatori, oltre ad esse vi è un link che conduce ad una tabella contenente gli orari di ogni allenamento. Inoltre la società comunica tramite il sito con le famiglie dei giovani cestisti dando anche la possibilità di visionare e scaricare i moduli necessari per entrare a far

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parte della squadra. Il sito dispone infine di una photogallery e di un elenco di sponsor coinvolti nell’iniziativa. Molto interessanti sono inoltre alcune rubriche meno legate alla squadra e più al mondo del basket in generale: la prima si chiama “La Storia Del Basket A Pinerolo” e nonostante non sia ancora terminata contiene la storia di alcune squadre pinerolesi del passato. “L’Angolo della Tecnica” contiene alcuni link utili per imparare le tecniche base, e non, del gioco della pallacanestro. “Una Regola Alla Settimana” contiene le regole fondamentali di questo sport ed infine “NBA by Vince” consiste in una pagina piena di video che mostrano le gesta dei giganti del basket americano. In conclusione la “Cestistica Pinerolo ‘87” offre un’ottima possibilità ai ragazzi di ogni età di avvicinarsi alla pallacanestro, permette a questo sport di farsi conoscere ai bambini con un programma legato alla scuola e consente a chiunque lo desideri di consultare un’interessante numero di dati riguardo se stessa e il basket in generale. Noi ci auguriamo che questa società riesca a mantenere il cospicuo numero di iscritti che tutt’ora può vantare e che nel tempo riesca a raggiungere degli obiettivi importanti all’interno della pallacanestro italiana.

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INCONTRI

Generazioni in Dialogo A cura di Valentina Voglino

Fanny Bounous e Giorgia Cavalleri A “SERATE di LAUREA”

Ostetricia e Sociologia Continua il grande successo di “Serate di Laurea”, evento organizzato dall’Associazione Onda d’Urto, in collaborazione con Alzani Editore, che è anche sede dell’evento, con il patrocinio del Comune di Pinerolo. Nella serata del 26 novembre sono state presentate due tesi di laurea molto diverse tra loro ma estremamente interessanti entrambe. Le autrici sono state introdotte dal Prof. Diego Priolo, già loro insegnante al liceo Porporato dove entrambe hanno ottenuto la formazione superiore, il quale ha sottolineato come abbiano ottenuto grandi risultati grazie alla loro grinta tipicamente femminile, e come questo sia un valore nel mondo odierno che vede il ruolo della donna sempre più svilito. La prima tesi di laurea presentata è quella di Giorgia Cavalleri:“Modelli organizzativi e cultura: adattamento della cultura azienda-

te della cultura tedesca, che ha provocato non pochi cambiamenti, primo tra tutti l’intensificazione di certe attività e la minore indipendenza rispetto ad alcune regole, con un preponderante adattamento alla casa madre. La seconda tesi presentata è di Fanny Bounous: “Posizioni materne al parto e esiti perineali”, tesi di laurea in Ostetricia. Fanny ha condotto un periodo di osservazione all’ospedale Sant’Anna di Torino - sala parto - nel semestre Luglio-Dicembre 2009. Attraverso una serie di slides proiettate durante la discussione, Fanny ha dimostrato come le donne dovrebbero essere supportate e consigliate al momento del parto, per assumere posizioni differenti dalla litotomica; l’assistenza ostetrica one-to-one, l’assistenza “centrata sulla donna” e rispettosa delle sue scelte, deve tenere conto anche della postura, che deve essere percepita confortevole ed efficace per favorire il parto.

le in un processo di integrazione italo-tedesco”, ottenuta in Sociologia. L’idea di base è di analizzare i diversi modelli culturali e organizzativi nelle aziende e come essi possano influire su culture diverse. Giorgia ha preso in analisi una multinazionale tedesca con una filiale nel pinerolese. Ha somministrato ai dipendenti di questa azienda un’intervista semistrutturata, cercando di capire come i dipendenti avessero vissuto la recente fusione della loro azienda (che precedentemente era italiana) e come vivessero il rapporto con le altre culture. Dall’analisi è emerso il rapporto predominan-

Le ostetriche e i professionisti che assistono il parto devono supportare nella sperimentazione ed informare circa rischi/benefici le donne, per dar loro gli strumenti per effettuare scelte informate, Molto ineteressanti alcuni aneddoti raccontati circa il ritorno del parto a domicilio, la sua inaspettata naturalezza e la multiculturalità nelle sale parto. Insomma, due tesi diverse, ma accomunate dalla grande volontà di capire il mondo che ci circonda. Il prossimo incontro il 28 gennaio 2011. Per contatti, informazioni e partecipazione: redazione@in-dialogo.it

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musica

Officine del suono A cura di Mario Rivoiro Blind Luck Records

G r u pp i eme r gent i del P i ne r o lese

Sunshine gospel choir Intervista ad Alex Negro direttore e fondatore di “Sunshine gospel choir” Come e quando nasce il SUNSHINE? Il coro gospel Sunshine è nato circa 14 anni fa... Al tempo era un corso di gospel tenuto da me e dal maestro Claudio Fabro. Il livello vocale è salito e di pari passo l’affiatamento, quindi mi sono staccato dalla scuola e li ho portati con me... Ed insieme abbiamo scelto il nome. Un nome solare come solari siamo noi nei nostri rapporti e con il pubblico. Perchè la scelta del gospel? Io ho vissuto per un breve periodo a SAN DIEGO e la mamma della famiglia che mi ospitava era una cantante gospel, mi sono appassionato ed al mio ritorno in Italia ho incontrato il reverendo americano Lee Brown che è stato il mio papà musicale, mi ha insegnato tutto e con lui ho cantato in tutto il mondo. Io sono quello che sono e di conseguenza il sunshine è quello che è grazie al nostro incontro. Mi parli dell’ultimo disco SMILE AGAIN? SMILE AGAIN è per me un sogno!

È la prima volta che scriviamo brani nostri, originali, che affiancano altri brani famosi. È un pezzo di me stesso, 3 mesi della mia vita, 24 ore al giorno in studio. Poi c’è la mia piccola Gloria (Bianco Vega) che diventa autrice e mi dimostra che la luce che ho visto nei suoi occhi anni fa era giusta...”sono molto orgoglioso di lei!” Avete in programma un tour natalizio? Dove? Sì, il tour natalizio è fitto di appuntamenti: Bologna, Torino, Pisa, Gaeta, Edolo, Alassio e tanti altri! Per avere informazioni sul tour basta andare su: www.sunshinegospel.com e lì troverete tutto. Come e dove possiamo trovare il vostro ultimo lavoro? SMILE AGAIN sarà in vendita nei nostri concerti, tramite il sito e tra poco su tutti i portali on line. Per chi volesse cominciare a cantare Gospel abbiamo diversi corsi organizzati dall’associazione culturale Sunshine e tenuti da me. Attualmente abbiamo un corso principianti e un master.... Le info le trovate sul sito.

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società

Lettere al giornale Risponde Elvio Fassone

Si somigliano, ma si differenziano

La giustizia e la legalità “Sovente si confonde la legalità con la giustizia, considerando i due termini quasi sinonimi e prendendo come giusto ciò che è legale. Cos’è che distingue le due realtà?”. G.D

Una condanna alla pena di morte, in un Paese in cui tale pena è prevista, è certamente legale: è anche giusta? Il diritto al lavoro, assicurato dall’art. 4 della nostra Costituzione, è certamente giusto: è anche legale, cioè giuridicamente esigibile? L’ordine di Creonte, che vieta ad Antigone di seppellire il fratello, è legale: ma ad esso Antigone oppone altre leggi, quelle “non scritte, inalterabili, poste dagli dei”, e quindi superiori a quelle dell’uomo. Ma quali sono queste leggi? dove le troviamo? Se è facile dire che cosa è la legalità, è difficile definire che cosa sia la giustizia. Non è sufficiente dire che è “a ciascuno il suo”, vuoi per la vaghezza di questo “suo”, vuoi perché sentiamo che in certi casi occorre andare oltre la nozione di giustizia distributiva. A ancor meno si può ritenere che la legge sia il vestito della giustizia. Non è così, e lo constatiamo ogni momento. Per cui ci portiamo dentro una sorta di nostalgia per una stagione-mito, nella quale legge e giustizia sono state la stessa cosa, e dopo la quale il connubio si è scisso, per la sete di potere dell’uomo. Il ceppo comune è bene espresso dalla radice “ius” (diritto), che ha generato sia la figlia nobile “iustitia”, sia il figlio autoritario “iussum” (comando). E soffriamo perché nell’esperienza storica il secondo ha sopraffatto la prima, e la legge è diventata sinonimo di forza, volontà, sopraffazione. La stagione-mito non è mai esistita. Ma è esistito, invece, il cammino verso un recupero di quel connubio ideale. Se non si può descrivere che cosa è “giusto”, si può contrastare che cosa è certamente “in-giusto”: è ingiusto che il potere prevarichi sull’uomo. Di fronte alla leggeautorità si è costruito progressivamente un luogo davanti al quale anche la forza deve fermarsi: i diritti della persona umana. Dichiarare che la persona è “inviolabile” è certamente “giusto”. La giustizia abita in questa protezione.

Per poter esigere l’inviolabilità è stato necessario che il pensiero diffuso riconoscesse che quest’area aveva un fondamento più alto della forza, era presidiata da qualcosa davanti alla quale anche l’imperio doveva arrestarsi: il valore ideale, il principio superiore. Antigone invoca le leggi “che non da oggi, non da ieri vivono, ma eterne: quelle che nessuno sa quando comparvero”: e proprio il mistero della loro origine le colloca nel profondo dell’essere umano. La religione le situa nella volontà di Dio. Il giusnaturalismo nella natura. L’illuminismo nella ragione. La modernità nel consenso universale. Ognuno sceglie secondo le sue convinzioni, l’essenziale è che tutti riconoscano la trascendenza di questo principio. La storia dei diritti umani, del loro progressivo ampliamento, della loro difficile tutela in concreto, è la storia della codificazione dell’idea di giustizia. Si è cominciato con il minimo etico, il diritto alla vita, alla libertà personale, alla libertà di espressione, di culto, di riunione. Poi si è allargata la sfera ai diritti di partecipare alle decisioni collettive. Infine si è disegnata l’area dei diritti sociali, dell’attesa di solidarietà nelle situazioni di debolezza. Il costituzionalismo è la disciplina che percorre questo cammino. Con le moderne Costituzioni l’autorità e il principio ideale si ricongiungono, legalità e giustizia vengono a coincidere, la stagione-mito diventa stagione reale. Perché la Costituzione è una legge, ma è una legge fatta di principi e di valori, e tale che tutte le leggi specifiche devono misurarsi su di essa. Ha questa statura morale perché viene composta dagli uomini quando escono da un trauma collettivo, da una tragedia nella quale hanno sperimentato tutto il male della vita, ed hanno deciso che la società deve invece ispirarsi ad un ethos condiviso ed umanitario. Poi può accadere, e accade, che la vita concreta continui ad essere piena di ingiustizie, di sopraffazioni, di violenze e di arbitri. Ma non è colpa della Costituzione. E’ colpa del nostro egoismo e della nostra insensibilità. La Costituzione ci indica in quale direzione dobbiamo andare, sta a noi seguirla.

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Pinerolo Indialogo - dic.2010