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come in un paese Le iniziative e le battaglie di Borgo Sant’Antonio

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renta, trentacinque anni fa, se si percorreva il dedalo di vie e scalini che da Piazza Matteotti scendono giù fino a via Alessi e via Pinturicchio, superano Porta Sant’Antonio e risalgono a Porta Pesa, non si sarebbe potuto fare a meno di notare lo spirito di comunità che animava il quartiere. Ci si conosceva tutti, come in un paese, e ogni faccia nuova destava curiosità e attenzione. Poi, col tempo, una società sempre più atomizzata ha finito per disgregare le relazioni sociali. Il concetto di bene comune, prima naturalmente intrinseco, è andato lentamente svanendo. Recuperare l’antica socialità perduta è diventato così l’obiettivo dell’Associazione del Borgo Sant’Antonio, nata nel 2010 per ricostruire il senso di appartenenza a questo storico quartiere perugino. La data scelta per la fondazione, il 14 settembre, non è casuale. Esattamente 150 anni prima, nel 1860, proprio qui arrivarono i bersaglieri del regno di Sardegna, che sconfissero le truppe papaline e liberarono la città dopo più di 500 anni di dominio dello Stato pontificio. La via, che un tempo collegava le due porte di ingresso alle mura cittadine sotto il nome di Sant’Antonio, diventò corso Bersaglieri. «All’inizio eravamo 14 soci fondatori, da subito abbiamo riscontrato il bisogno delle

persone di incontrarsi, di stare assieme», racconta Francesco Pinelli, presidente dell’associazione e straordinaria memoria storica del borgo. «Abbiamo intercettato il desiderio di comunità, avendo poi la fortuna di trovare fra noi persone dalle competenze sparse, che hanno costituito un gruppo molto qualificato». L’associazione, riconosciu-

ta dalla regione Umbria come di promozione sociale, segue un processo partecipativo dal basso: chiunque abbia una buona idea è bene accetto. Così la metà circa dei soci non risiede direttamente nel quartiere, ma sono poeti, scrittori, teatranti, fotografi, studenti che hanno trovato nell’associazione il modo di esprimersi. Ci sono anche persone con un passato VEDUTA DEL BORGO Corso Bersaglieri addobbato a festa per la processione di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio foto di Cristiana Mastronicola

di

Pietro adami

@pietroadami1

Quattrocolonne

8

28 febbraio 2017


BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI Durante le celebrazioni della festa del patrono, nella chiesa di Sant’Antonio, gli animali del quartiere ricevono la benedizione foto di Cristiana Mastronicola

problematico, che ora collaborano attivamente con il borgo e prendono parte alle diverse arrività. Inclusione sociale, ma anche riscoperta e riqualificazione del territorio e delle sue bellezze artistiche e culturali. Attraverso campagne di autofinanziamento e con l’aiuto di fondi privati, l’associazione ha ridato vita all’oratorio di San Benedetto, recuperato dopo anni di chiusura, e la chiesa di Sant’Antonio Abate, dove ogni anno, il 17 gennaio, in occasione della festa del patrono, gli abitanti portano a benedire i propri animali domestici. «Sarà il miracolo di Sant’Antonio, ma ogni anno ci sono un sacco di cani e gatti in chiesa, che rimangono in reli-

gioso silenzio durante la cerimonia», scherza Pinelli. Il borgo è anche ricco di scuole, con cui l’associazione ha instaurato una proficua collaborazione che si è da poco concretizzata in un

comunali, le istituzioni si son fatte carico del problema. Al momento, Comune e Regione stanno ricercando una soluzione che impedisca che il progetto vada in porto. Se si legge lo statuto dell’associazione, salta al­ l’occhio una frase: «Considera il pezzo di strada davanti a casa tua, come un pezzo di casa tua». Proprio partendo da questa logica, Pinelli e gli altri soci hanno deciso di riprendere possesso degli spazi del borgo, tornando ad abitarli come un tempo, quando, scendendo da piazza Matteotti, non si poteva fare a meno di notare lo spirito di comunità che animava il quartiere. Q

“considera il pezzo di strada davanti a casa tua come un pezzo di casa tua”

Quattrocolonne

concorso di presepi. Proprio la presenza di luoghi di istruzione ha segnato una delle ultime battaglie che il quartiere sta portando avanti contro l’apertura di una sala slot. Dovrebbe sorgere proprio a pochi passi dall’ingresso delle scuole, scatenando la rabbia di genitori e soci del borgo. Dopo diverse manifestazioni e interrogazioni 9

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