__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

QUELLI CHE… DIETRO LE QUINTE Oltre 250 collaboratori ogni anno compongono lo spartito del festival. Tra curiosità, gossip e passione

di

PIETRO ADAMI

@pietroadami1

GIULIA BIANCONI

@bianconi_giulia

«Q

uando Prince mi ha ringraziato personalmente per avergli portato la chitarra, non ci potevo credere» ricorda ancora emozionato Alessandro. Il suo primo compito, nello staff di Umbria Jazz, era portare documenti in giro per la Fondazione. Poi è passato al merchandising e, negli ultimi anni, è stato arruolato nella squadra concerti all’Arena Santa Giuliana, dove tiene i rapporti con le produzioni degli artisti. Così, tra gli altri, ha coQuattrocolonne

15

15 maggio 2017

nosciuto Prince. «Sting ha dormito sullo stesso divanetto su cui riposavamo noi dello staff – racconta – mentre Lady Gaga era quasi irraggiungibile, direi off limits». Per far funzionare la complessa macchina di Umbria Jazz ci sono tanti e diversi ingranaggi che, da dietro le quinte, si attivano contemporaneamente. Dalla vendita dei gadget, alla distribuzione dei biglietti fino alla spillatura delle birre, ognuno nel suo piccolo è essenziale per realizzare


Un cameraman segue le prove del concerto del trombettista Enrico Rava foto di Umbria Jazz

la manifestazione. Sono oltre 250 i collaboratori e i professionisti che ogni anno si alternano. «Per questo progetto servono spirito di squadra e tanta, tanta passione», le parole di Stefano Lazzari, direttore di produzione di UJ. Nel team di Umbria Jazz si entra grazie ai contatti personali oppure inviando la candidatura online. Il curriculum è sempre richiesto, ma se hai lavorato a un’edizione precedente e sei piaciuto, hai ottime chance di essere richiamato. Il ricambio di personale avviene quando chi ha partecipato alle edizioni passate non è più disponibile. Dei collaboratori, nessuno è volontario. A seconda della mansione, il compenso cambia: da un minimo per le maschere, ai baristi, a tutti è garantito un seppur esiguo rimborso. «Siamo uno dei pochi festival che non prevede lavoro gratuito» commenta Lazzari. La modalità di pagamento ordinaria è stata, per lo meno fino ad oggi, quella dei voucher. Aboliti, si si pensa ad altre soluzioni. In più ci sono i pasti pagati durante le ore di lavoro.

La maggior parte dei lavoratori è giovane, alcuni non sono neanche maggiorenni. Non è impossibile però imbattersi in qualcuno che, nonostante l’età, continua con passione a dare una mano.

«è UNO DEI POCHI FESTIVAL CHE NON PREVEDE LAVORO GRATUITO» Per tutti Umbria Jazz è un’esperienza positiva: «Il clima è molto piacevole, siamo come una famiglia: stiamo insieme a pranzo e a cena e manteniamo i contatti nel tempo» spiega Caterina, che ha lavorato come hostess all’Arena. Non tutti sono appassionati di musica jazz. Ma, anche per chi non va matto per assoli, improvvisazioni e ritmi sincopati, partecipare è diQuattrocolonne

16

15 maggio 2017


ventato un obbligo. Beatrice aspetta intrepida la nuova edizione: «Ho l’opportunità di rinfrescare il mio inglese e non solo». Tra ospiti e visitatori internazionali, la Babele di lingue che anima Perugia nei dieci giorni di manifestazione è per lo staff un’occasione di confronto e arricchimento. «Una famiglia di australiani era capitata qui per caso. Poi li ho riconosciuti anche l’anno dopo. Mi hanno detto: “Stavolta siamo tornati apposta”». Marija è ormai un tutt’uno con lo stand merchandising di Piazza della Repubblica. Da cinque anni vende magliette, poster, borse. «Ormai siamo un punto di riferimento per il pubblico. Ci chiedono consigli sui ristoranti e i posti da visitare». Lo stand è in una posizione strategica di passaggio. Ha così la possibilità di intercettare rumors, pettegolezzi e umori collettivi: «Qualcu-

Una ragazza impegnata allo stand del merchandising foto di Umbria Jazz

Quattrocolonne

17

15 maggio 2017

no avrebbe preferito che restasse tutto legato alla tradizione, altri hanno apprezzato i tentativi di stare al passo coi tempi, invitando qualche dj e aprendo a generi musicali più vicini ai giovani». Orecchie e occhi sempre vigili, per non perdersi curiosità e retroscena. Valeria è stata all’ufficio stampa dove si occupava di accoglienza dei giornalisti, pass e posti riservati ai concerti. Negli anni ne ha viste di tutti i colori: «Un giornalista giapponese, ogni volta che torna, porta un dono diverso. L’anno scorso ci ha regalato un ventaglio tradizionale». Col tempo la manifestazione è cresciuta, così come la mole di lavoro. La Fondazione Umbria Jazz ha allora deciso di esternalizzare alcuni servizi: design e grafica del merchandising sono ora compito della Dinamo di Città di Castello, mentre la C.r.a.m.s.t. Srl provvede alla ristorazione nell’Arena. Chi da sempre si occupa gratuitamente della salute è la Croce Rossa. Quaranta volontari ogni sera, provenienti da tutti i comitati umbri, assicurano il primo soccorso, in costante collegamento con il 118. «Colpi di calore, cadute accidentali e le immancabili sbronze: gli interventi sono sempre gli stessi» è il giudizio di Paolo Scura, presidente regionale della Croce Rossa. Appena chiusa un’edizione, si inizia subito a pensare alla successiva. Impegno e serietà vengono premiati: «Se te lo meriti vieni richiamato per una posizione di maggior responsabilità» assicura Alessandro. Un lavoretto estivo per arrotondare, un’occasione per conoscere nuove persone o semplicemente un appuntamento immancabile per musicofili. C’è anche chi, tra gli stand di Umbria Jazz, ha trovato l’amore: «Ho conosciuto il mio attuale ragazzo qui – racconta Caterina – era il responsabile del personale, il mio capo. È stato un colpo di fulmine». Caterina, probabilmente, non si è fidata delle parole di Duke Ellington: «Il jazz è sempre stato simile al tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia». Q

Profile for Pietro_Adami

Quelli che... dietro le quinte  

Quelli che... dietro le quinte  

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded