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www.medi.60019.it Seconda Edizione Maggio 2008

Cari lettori e lettrici, finalmente è uscito il secondo numero del giornalino “La Mela”! Purtoppo questo sarà l’ultimo numero che faremo per quest’anno scolastico, non perchè ci manchino le forze, ma sono venuti a meno i fondi e il tempo; allora ci raccomandiamo come al solito che non saltiate nessuna frase, perchè dietro ad ogni parola ci sono le idee, i pensieri e i sogni di ognuno di noi! Buona Lettura!

Come sopravvivere nel liceo E. Medi

Martina Manieri Oggi mi sento buona, dunque, in quanto ormai esperta del nostro liceo avendo qui trascorso ben 3 anni della mia vita, mi offro come guida per farvi conoscere le caratteristiche (inquietanti, divertenti, inconfessabili) della nostra scuola. Tutti pronti? “Primini” ed “anziani” sui posti di partenza, si parte per un full-immersion nei corridoi e nelle aule del nostro istituto! di

LA REDAZIONE Margherita Mainero Mattia Pierpaoli Alessandro Terenzi Alessandro Regni Martina Manieri Roberta Beretta Mattia Morsucci Lucia Marinelli Federico Chiappa Francesco Sbrollini Si ringrazia per il contributo che “60019.it”, il primo quotidiano on-line di Senigallia, ci ha dato per realizzare la testata web del nostro giornale. Le immagini utilizzate non sono di nostra proprietà. Chiunque ne richiedesse i diritti potrà contattarci e trovare la nostra disponibilità.

Stile 2009

Margherita Mainero Care ragazze, vi propongo un’anteprima della moda dell’inverno che verrà, visto che il prossimo anno non ci sarò più... ( continua pagina 5) di

(continua pagina 3)

Naturale o frizzante? No grazie, preferisco spirituale Roberta Beretta Volete sapere la nuova trovata di due uomini d’affari di Sunrise in Florida? Ebbene questi due “geni” hanno introdotto sul mercato l’acqua spirituale. (continua pagina 5) di

Cibo: il nuovo lusso

Mattia Pierpaoli Per quanto possiamo ricordare, il prezzo degli alimenti è stato sempre tendente ad abbassarsi. Solo in questi periodi abbiamo assistito ad un drastico aumento del 75% (paragonato al 2005), e la causa è da ricercasi in più motivazioni.. (continua pagina 2) di


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L’universo e noi Kultura culturae

Pagine 01-02 www.medi.60019.it Seconda Edizione Maggio 2008

La pesca in apnea arriva a Roma

Di Federico Chiappa Dal 29 Febbraio al 3 Marzo 2008 si è svolta, presso la Nuova Fiera di Roma, la sedicesima edizione del salone europeo delle attività subacquee. Esso ha dato la possibilità di elencare i numerosi successi conseguiti dagli italiani amanti di questo sport in questi ultimi 5 anni, e ha offerto l’opportunità di discussione riguardo alle odierne problematiche: gran risalto è stato dato alla richiesta da parte della F.I.P.S.A.S.(Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) di ampliare il numero di spazi dove poter attuare sport subacquei, con la proposta di avviare, con il Ministero dell’Ambiente, un processo di creazione di leggi che tutelino queste attività. Il Ministero, infatti, si è dichiarato pronto ad intraprendere degli studi sul reale impatto ambientale di questo sport, al fine di poter finalmente rilasciare dei certificati che ufficializzino e attestino la sua neutralità nei confronti dell’ecosistema marino. Grande attenzione da parte della F.I.P.S.A.S. anche nei confronti dei giovani “idrofili”, manifestatasi nel proporre nuovi sport e nuove attività subacquee. Sono state proposte come new entry, infatti, l’hockey, il rugby subacqueo, ma ciò che ha scatenato maggiormente la curiosità dei presenti alla fiera è stato il tiro al bersaglio subacqueo: il tiro al bersaglio viene praticato in apnea con l’aiuto di maschera, pinne, cintura di piombi e, facoltativamente, di muta e guanti. E’ già stato dato inizio alla stagione agonistica 2008 che ha visto disputarsi le due prove selettive a Varedo e a Modena. Ed è proprio in quest’ultima che si svolgerà il campionato italiano 2008, accolto a braccia aperte dalla Società Ocean Sub Modena, che si è vista offrire questa opportunità dalla stessa FIPSAS. In definitiva, ci auguriamo che il settore delle attività subacquee trovi in un futuro, quanto più prossimo, un maggiore spazio di affermazione e che provochi, da parte delle autorità competenti, un interesse nell’incentivare queste attività che stimolano soprattutto i giovani ad una sensibilizzazione riguardo alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente.

Possibile soluzione per il problema energetico?

Di Francesco Sbrollini Come tutti sapranno, ultimamente si è parlato molto di problemi riguardanti consumi e fonti di energia alternative. Sapendo che il petrolio non sarà disponibile ancora a lungo, si sono cercate nuove fonti che siano tanto utili quanto poco dannose per l’ambiente. Pensate che ormai siamo arrivati ad un costo pazzesco del petrolio: oltre 110 dollari al barile. A mio avviso un’alternativa al petrolio è l’etanolo, essenzialmente alcol ricavato da sostanze vegetali in particolare mais; esistono attualmente tre tipi di miscele utilizzabili: E85 ( con una percentuale di etanolo che va dall’80 all’85%), E75 ( dal 75 al 79%), E70 (dal 70 al 74%), il resto della miscela è benzina. Molte case automobilistiche hanno già prodotto macchine alimentate ad etanolo, perfino una macchina con livelli di consumo che potremmo definire esagerati (circa 5 km con un litro di benzina), cioè l’Hummer, che ha introdotto una vettura alimen-


tata a E85, con l’intenzione di ridurre i consumi. E allora, perché non ”abbandoniamo” la benzina? Vediamo i vantaggi e gli svantaggi che riscontreremo utilizzando una macchina ad etanolo: innanzitutto l’emissione di anidride carbonica è decisamente ridotta (oltre che di monossido di carbonio e anidride solforosa), inoltre si è dimostrato che migliora le prestazioni del veicolo. Detto questo troviamo svantaggi alquanto problematici: è risaputo che il motore trova difficoltà per l’accensione a temperature inferiori a 14°C, il costo di produzione dell’etanolo è addirittura maggiore rispetto a quello della benzina (ricordiamo che già è elevato), oltre al fatto che occorre la disponibilità di enormi coltivazioni di mais e cereali, dunque se la domanda di etanolo dovesse aumentare ci si troverebbe di fronte a un nuovo problema (Brasile, USA, Cina, Svezia, Argentina e Colombia sono i paesi che attualmente ne fanno uso). Dunque cosa dovremmo scegliere, preservare l’ambiente in cui viviamo o non considerare neanche l’idea per via dei costi elevati e rimanere così con i nostri motori a benzina? In ogni caso, per non dipendere dai paesi produttori di petrolio, dovremo trovare alla svelta fonti di energia alternative. 

Cibo: il nuovo lusso

Di Mattia Pierpaoli Per quanto possiamo ricordare, il prezzo degli alimenti è stato sempre tendente ad abbassarsi. Solo in questi periodi abbiamo assistito ad un drastico aumento del 75% (paragonato al 2005), e la causa è da ricercasi in più motivazioni. La più comune è il fatto che la popolazione mondiale è in continuo aumento, così che la domanda accresce di seguito. La Cina, ha accresciuto la richiesta di cibo, da 20kg di carne a 50kg per consumatore; se per produrre un chilo di carne ne occorrono 8kg di frumento, allora significa che la domanda ne risente positivamente. Un’altro motivo indiretto è la diffusione degli eco-carburanti, delle spregiudicate coltivazioni in america latina di mais per ottenere tali pseudo-soluzioni alla crisi energetica. Con l’equivalente del prodotto di bio-carburante per riempire un serbatoio di un SUV, si potrebbe sfamare un uomo per un anno. Naturalmente non è da dare la colpa solo al prezzo delle materie prime, ma anche ad un non giustificato aumento. Secondo la Commissione Europea, da febbraio 2007 al 2008, il prezzo del pane è aumentato del 10%, ma sarebbe solo il 3% quello effettivo causato dall’aumento del costo grano. Lo stesso per il prezzo dell’olio da cucina, che è aumentato del 12%, quando in realtà ne era plausibile il 5%. Non è esclusivamente colpa dell’economia dettata dalle lobby e dalle multinazionali, ma anche dalla sovrappopolazione del nostro globo. L’imminente fine del petrolio non segnerà solamente un periodo di crisi energetica, in quanto, bocciando l’ipotesi dei biocombustibili, sarà possibile surrogarla con altre fonte rinnovabili, quali il celeberrimo fotovoltaico, ma segnerà la fine della plastica e dell’energia a basso costo. I prezzi dei prodotti non potranno che continuare ad aumentare in maniera esponenziale, e sarà l’inizio anche di una crisi demografica. E’ difficile parlare di soluzioni futuribili ad un simile scenario apocalittico; è invece utopico pensare che i grandi interessi economici finiscano di manovrare il mondo.


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Cronaca Attualita‘

Pagine 03-04 www.medi.60019.it Seconda Edizione Maggio 2008

Manuale di istruzioni: Come sopravvivere nel Liceo E. Medi

Di Martina Manieri Inizio dell’avventura: 7.50 del mattino. La prima campanella annuncia l’inizio ormai imminente delle lezioni. All’ingresso una massa informe fatta di gambe, zaini e teste (la presenza di neuroni alle 8.00 della mattina non è scontata) si avvicina barcollando da una parte all’altra: nel giro di pochi secondi si ingrandisce sempre di più, travolgendo tutto ed inglobando i malcapitati che incontra sul suo cammino. Finisce la sua corsa schiantandosi contro la porta del corridoio di vetro (solo pochi allungano il tragitto dal parcheggio all’ingresso passando per altre entrate) e, poiché purtroppo non c’è ancora la possibilità di attraversare le pareti solide, è costretta a trovare una specie di ordine per penetrare nel liceo. Dopodiché si ramifica e si distribuisce nei vari piani e lati, posizionandosi all’interno delle aule. 7.55. La maggior parte degli alunni si trovano ora all’interno dell’edificio, per di più seduti di fronte a professori già nervosi di prima mattina. Sagome nere intanto si intravedono all’orizzonte: i ben noti ritardatari. Questa razza si divide in due tipi: ci sono quelli che, sapendo di essere in ritardo, corrono a perdifiato saltando cespugli, macchine e ogni sorta di ostacolo che si para loro davanti, nella speranza che l’insegnante della prima ora non abbia già segnato l’assenza e ci sono quelli che, nonostante la seconda campanella abbia già suonato, passeggiano tranquilli per il cortile, alcuni gustandosi una bella sigaretta, e addirittura passano a salutare le bariste e a prendere un bel caffè con brioche (tanto ormai sono in ritardo...minuto più minuto meno che differenza fa per loro?). Tuttavia c’è un altra caratteristica che accomuna gran parte dei ritardatari: indovinate da dove vengono? Se pensate a sperdute regioni montane, abitate da poveri diavoli che devono farsi tre ore di autobus per raggiungere l’odiata meta vi sbagliate di grosso. Sono di Senigallia! E i più ovviamente vivono nelle immediate vicinanze del liceo. Questi infatti credono che, proprio perché hanno bisogno di poco tempo per arrivare a scuola, svegliarsi alle 7.50 è più che sufficiente a vestirsi con calma, guardarsi un po’ di televisione, leggersi un libro e dare un’occhiata veloce (solo in questo fanno presto!) alle materie della giornata. Peccato che invece c’è qualcuno che non ammette neanche uno sgarro da parte degli studenti: il preside. Questa è una di quelle persone che ti fanno capire quanto è giusto il proverbio “mai lasciarsi ingannare dalle apparenze”. Infatti, anche se ad una prima occhiata sembrerebbe un affabile omino sereno, in realtà dentro di lui si nasconde una belva che attacca e sbrana in caso di disobbedienza alle regole della sua scuola. Evitarlo quando commetti un errore è impossibile: si trova in pratica ovunque. Fiuta l’odore di un trasgressore a chilometri di distanza e in un battibaleno (alcuni gli attribuiscono per questo poteri paranormali o origini extraterrestri) gli si presenta di fronte con quel sorriso ironico che preannuncia aria di soggiorni giornalieri in presidenza e provvedimenti disciplinari. Siamo solo ad inizio giornata e già siamo messi così male? Non vi preoccupate. Il peggio deve ancora arrivare. A parte le ore lunghissime e noiosissime che vi aspettano per tutta la mattinata (sempre che non vi siano interrogazioni o compiti in classe snervanti), alle 10.50 finalmente la campanella annuncia l’inizio del salvifico quarto d’ora di ricreazione. Dovete però sapere che, a meno che non restiate in classe anche durante questi pochi minuti di libertà, il vostro break durerà all’incirca 2 minuti: uscite in corridoio e vi dirigete al bar o ad una delle macchinette per prendere la merenda, sperate strada facendo di non trovare fila, vedete i centinaia di ra-


gazzi in coda, maledite il compagno di classe addetto alle cibarie che si è scordato proprio il vostro spuntino, aspettate 7-8 minuti, afferrate il pasto spiaccicato o sbriciolato, andate in bagno, aspettate altri 5 minuti che uno dei due si liberi (anche se ce ne sono 5 gli altri sono sempre inchiavati per cause ignote), maledite chi ha usufruito del servizio prima di voi e ha finito la carta igienica, vi indirizzate verso l’uscita per respirare un po’ di sano smog senigalliese, suona la campanella delle 11.05, vi lasciate trasportare per le scale dalla folla fino in classe, ingoiate la merenda e rientrate in classe. Avevo detto che avevate a disposizione 2 minuti? Scusate, mi sono sbagliata. La ricreazione è solo illusione (un po’ filosofeggiando). Ora non vi resta altro da fare che attendere che le ultime ore passino (possibilmente togliendo i tappi dalle orecchie) e tornare a casa. Sempre che non vi aspetti un’altra mezza giornata sull’autobus.

Naturale o frizzante? No grazie preferisco spirituale!

Di Roberta Beretta Volete sapere la nuova trovata di due uomini d’affari di Sunrise in Florida? Ebbene questi due “geni” hanno introdotto sul mercato l’acqua spirituale. Avete capito bene, proprio acqua spirituale contenuta in bottigliette disponibili in undici varianti con impresse altrettante immagini di Gesù, della Madonna e di San Michele, ognuna corredata da un’apposita preghiera. Il motto dei due signori sopra citati è: “Leggi la preghiera, bevi l’acqua, credi in Dio, credi in te stesso”. Lo scopo della “collezione miracolosa” è quello di allacciare un contatto con i poteri superiori e si prefigge di trasferire in chi la berrà pensieri positivi; tutto ciò è reso possibile grazie al pagamento anticipato di due dollari per bottiglia. Per far si che l’opera sia ancora più credibile troviamo scritto sull’etichetta: no grassi, no proteine e no carboidrati. Ora si che possiamo stare tranquilli!

Ohm...

Di Mattia Morsucci Dagli Usa arriva un allarme: le varianti “power” yoga creano rischi per le articolazioni. La pratica classica invece, secondo gli studi più recenti, può alleviare i sintomi di malattie serie, come ernia, emicrania e artrosi. Tranquillità, rilassamento, calma interiore e un generale stato di benessere psicofisico ottenuto con poco sforzo muscolare e tanta concentrazione. Questa è la promessa dello yoga e la ragione per cui un numero sempre maggiore di inscritti affollano i corsi. Ma ecco che, a sorpresa, il settimanale Time svela un lato “oscuro” della disciplina orientale, che mette in crisi la sua immagine di ginnastica “dolce”e immune da rischi. Il giornale racconta infatti di come, negli Stati Uniti, la diffusione dello yoga (praticato ormai da ben quattordici milioni di persone) abbia fatto registrare un impennata dei traumi di tipo ortopedico: secondo le stime dell’American Accademy of Orthopaedic Surgeons, negli ultimi sei anni i cittadini Usa finiti al pronto soccorso per treumi legati alla pratica indiana sarebbero tredicimila, con un aumento del 136 per cento dal 2000 al 2006. Anche da noi gli appassionati di yoga continuano a crescere: secondo una ricerca commissionata dall’edizione italiana dello Yoga Journal sono oltre un milione e 200 mila gli italiani che seguono regolarmente un corso, cioè il sette per cento in più degli ultimi anni. Tuttavia la situazione non è paragonabile ha quella italiana, perché lo yoga praticato da noi è per lo più quello classico, mentre i traumi e incidenti si devono al “nuovo” yoga orientato al fitness, cioè quello che va sotto il nome di power-yoga, gym-yoga o hip-hop-yoga (e chi più ne ha più ne metta). Sono queste le attività che possono risultare traumatiche, specie per adulti privi di allenamento. Quindi non preoccupatevi amanti dello yoga, e soprattutto consigliate agli scettici che lo yoga è realmente in grado di ridurre il senso di fatica e di depressione.


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Vanity school Lifestyle

Pagine 05-06 www.medi.60019.it Seconda Edizione Maggio 2008

Stile 2009

Di Margherita Mainero Care ragazze, vi propongo un’anteprima della moda dell’inverno che verrà, visto che il prossimo anno non ci sarò più per darvi dei consigli sulla moda! Il prossimo autunnoinverno saremo: -austere e sensuali, con il pizzo Made in Swiss, che ci farà ritornare agli anni ‘20 -grintose e cacciatrici, con il maculato e il tigrato(Blumarine) -luminose, grazie all’oro che ancora fa da padrone, nei tessuti o con macro paillettes -preziose, con inserti in pelliccia e ricami artigianali, o ammaliatrici, con le spalle scoperte e forme a sirena -hollywoodiana e seducente, con tacchi altissimi dalle forme più particolari, che sostengono abiti di tessuti impalpabili, come raso o tulle di seta (che dona meravigliosi riflessi), che avvolgono ed evidenziano le parti migliori del nostro corpo (Versace).

Neopatentati alla guida di un macchinone? Ora si può!

Di Alessandro Regni Grazie alla normativa che andrà in vigore dal 1 Luglio 2008, i neopatentati sono obbligati a guidare il cosiddetto macchinone, ma gli è vietato guidare la classica utilitaria di mamma o la vecchia cinquecento di nonna. La legge permetterà infatti di condurre macchine che abbiano una potenza inferiore ai 50kw per tonnellata di peso. La normativa è stata elaborata sulla base di un analisi di potenza delle varie macchine ed è risultato che i SUV, la monovolume e i fuoristrada hanno una potenza relativa inferiore rispetto ad una Cinquecento o una Smart. Infatti, sebbene le macchinone abbiano un motore più potente, esse sono più pesanti e, calcolando il rapporto potenza-peso, risultano di potenza relativa minore in confronto ad una utilitaria. Inoltre, analizzando le due tipologie di macchine al crash test, scopriamo come le mini-auto possano essere definite come delle “bare volanti”! Ovviamente sto ironizzando, ma questa iniziativa potrebbe essere vista come un paradosso nei confronti della sicurezza, quando invece è una concreta soluzione per incrementare la sicurezza nelle strade. Rimangono in ogni caso le restrizioni sulle velocità, che limitano i neopatentati a guidare al di sotto dei 100km/h in autostrada e dei 90km/h in strade extraurbane. L’unico problema che questa normativa può comportare riguarda i controlli da parte delle forze dell’ordine, in quanto nelle macchine immatricolate dal ’97 al 2007 la specifica del rapporto suddetto non è resa nota e quindi toccherà alla polizia e carabinieri munirsi di calcolatrice se vorranno controllarvi l’effettiva regolarità della vostra auto; almeno forse impareranno qualcosa di matematica!


Mangiamo al “cinese” stasera?

Di Lucia Marinelli la cucina cinese: affascinante, ma..? Il boom dei ristoranti cinesi esplose in Italia negli anni ‘80. Se i primi ristoranti cinesi si avvalevano di veri cuochi, quelli successivi preferirono, per ragioni economiche, modificare le vere ricette cinesi per avvicinarle al gusto degli occidentali, ma ottennero un miscuglio di poca qualità. I ristoranti si approfittarono (e lo fanno ancora) della scarsa conoscenza della vera cucina cinese da parte degli italiani e della loro voglia di novità e magari di utilizzare le famose bacchette. Essi, infatti, ancora oggi presentano un invitante arredamento orientale, gentilezza del personale, nomi suggestivi e incomprensibili, delle portate che creano quel fascino che illude il cliente di essere in un ristorante di classe, per di più neanche costoso. Distraggono, cioè, l’attenzione dalla qualità dei piatti. Un’altra caratteristica è la ristrettezza delle portate, che elude la reale appetibilità del cibo. Abbondanti quantità rischierebbero infatti di stancare il cliente, che, passata la novità, non troverebbe più il gusto molto piacevole. Le modalità di preparazione dei cibi non sono certo poi tra le più salutari: prevedendo un grande impiego della frittura e del cuocere ad elevate temperature; le verdure perdono, così, i loro benefici principi nutritivi. Inoltre un diffuso ingrediente usato per insaporire il cibo è il glutammato monosodico, che, assunto in grandi quantità, può provocare la malattia della “sindrome cinese”. Infine, quello che disorienta di più, è la non chiarezza sulla natura degli alimenti, dei quali possiamo solo immaginare gli ingredienti, e ci rimane solo di sperare che siano buoni.

iPod Generation

Di Alessandro Terenzi In questi anni si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione nel campo musicale: nel giro di poco tempo si è passati dagli ingombranti lettori cd a minuscoli oggetti in grado di contenere centinaia di brani. Emblema di questa rivoluzione è un piccolo oggetto nato dalle mente di un certo Steve Jobs, ispirato da Star Trek, chiamato i-Pod, il lettore mp3 forse più famoso nel mondo. Ormai tutti ne hanno almeno uno dentro casa ed è diventato un’oggetto indispensabile quasi come il cellulare: guai ad uscire di casa senza. Questi piccoli apparecchi ci permettono di ascoltare la musica ovunque e quando lo vogliamo, basta premere un bottone. Questo semplice gesto comporta una domanda: questi oggetti non tenderanno a isolarci? Le conversazioni vengono spesso rimpiazzate dalla nostra musica preferita. Se non vogliamo parlare basta mettere le cuffiette e via, ma così non rischiamo

di perderci qualcosa? Anziché parlare, sempre più spesso ci chiudiamo nel nostro mondo, ed alcuni arrivano a far venire il nervoso perchè bisogna urlare per farsi capire. D’altro canto essi ci possono veramente permettere di prendere un momento per noi, in cui isolarsi dal mondo che ci circonda. Questo piccolo miracolo dell’elettronica basato su un’idea di un ragazzo del Wisconsin e su un complicatissimo algoritmo inventato da un certo scienziato tedesco, ha portato nel nostro mondo un a vera e propria rivoluzione, che finora era stata solo iniziata da tecnologie quali i CD o le vecchie musicassette. Per accorgersene basta guardare i ragazzi che entrano nella nostra scuola la mattina. Uno su due ha le cuffiette, sottoscritto compreso. Chissà se questo sia un bene o un male; sappiamo solo che ormai molti di noi difficilmente riuscirebbero a farne a meno. Se si parlava fino a qualche tempo fa di bit-generation, oggi si potrebbe parlare di i-Pod generation. L’mp3 è forse insieme al cellulare e al PC uno dei simboli della civiltà occidentale del ventunesimo secolo.


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Svago

LE TRE REGOLE BASE DEL KAKURO 1- Bisogna inserire un numero compreso tra 1 e 9 in ogni casella vuota 2 - La somma di ogni serie verticale e orizzontale di numeri deve essere uguale alla cifra indicata in alto o a sinistra della serie stessa 3 - Ogni numero (da 1 a 9) può essere usato una volta in ogni serie.

LA REDAZIONE

coordinamento caporedattrice/scrittrice impaginazione/scrittore scrittore scrittore scrittrice scrittrice scrittrice immagini/scrittore scrittore scrittore

5B 4AT 3AS 3AS 3BL 3BL 3AT 3AT 4AT 3B

Orizzontali 2. La stirpe più numerosa del liceo. - 5. Don Mario - 6. Quello che ti beccherai questa estate - 8. Il corso più bello che c’è anche perché state perdendo tempo con il suo frutto! - 11. La prof nell’astuccio - 15. Il suo stile è inimitabile - 16. Non vorresti mai entrare nel suo ufficio - 17. Adepto di Bucci - 18. Dopo tanti anni di servizio ci sta per abbandonare - 19. L’ex sindaco di Barbara - 21. Alcuni la ritengono il capo del giornalino ma in realtà è solo una pazza scatenata come il resto della redazione - 22. L’ex difensore dell’ambiente ormai in pensione. - 23. Nessuno capisce cosa si studi in questo indirizzo nonostante gli studenti che lo frequentano rimangano a scuola quasi quanto i bidelli - 25. La lingua defunta che continua a vivere dentro il nostro liceo - 26. Santo protettore del giornalino - 28. E’ difficile incontrarlo per il liceo visto che la sua velocità tende a quella della luce - 29. Il vero prof calabrese. Verticali 1. Quella che di sicuro non trovi in bagno quando ti serve. - 2. Per entrare in un laboratorio informatico devi passare sul suo cadavere. - 3. Il prof dei sudoku e della robotica. - 4. Preferisce le variabili significative - 7. L’indirizzo che si sceglie per il numero di ore - 9. L’indirizzo che si sceglie per i viaggi di istruzione - 10. Le sue barzellette sono tra le più famose.. - 12. L’indirizzo che è in via di estinzione - 13. Il prof di Roma con le battute più squallide - 14. …Ha i capelli rossi - 20. Il rappresentante d’istituto più svogliato nella storia del liceo - 24. Il tuttofare della scuola. - 27. La soluzione al problema della fame nel liceo

prof. Alfio Albani Margherita Mainero Mattia Pierpaoli Alessandro Terenzi Alessandro Regni Martina Manieri Lucia Marinelli Roberta Beretta Mattia Morsucci Federico Chiappa Francesco Sbrollini


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