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IL POTERE CURATIVO DELLA MUSICA di Luigi Fiorentini L’umanità ha sofferto da sempre, ma forse non abbiamo ancora la consapevolezza di quanto stia soffrendo da molti anni a questa parte. Non è per niente innegabile, ovviamente, che i grandi conflitti del passato, l’antisemitismo e tutte le atrocità commesse dai regimi autoritari hanno trasformato la degna e desiderata felicità di ciascun cittadino nei suoi incubi più terrificanti! Tutte le arti hanno contribuito ad alleviare la sofferenza umana – nei limiti del possibile – ma la musica, in particolar modo, ha assunto un ruolo prioritario! E’ probabile che l’espressione più condivisa sia quella di Arthur Schopenhauer, nell’affermare che “la musica è la regina delle arti perché esalta lo spirito”; magari avranno pure le loro ragioni le considerazioni di Mozart, di Wagner e di tanti altri impareggiabili geni, ma la verità sta nel fatto che, comunque, la musica possiede la grande qualità di aiutare l’essere umano a condurre un’esistenza migliore, specie se l’individuo è in situazione di gravità! La musica è una “medicina” infallibile per combattere ogni sorta di disturbo della personalità, quelli che in campo medico sono definite come “malattie psicosomatiche”, cioè quelle non derivanti da una specifica patologia organica ma da semplici malesseri provocati dalle molteplici difficoltà con cui la società di oggi ci costringe a convivere: la crisi economica, la frenesia e lo stress, il possesso di apparecchiature elettroniche e l’uso improprio che spesso se ne fa. L’uomo contemporaneo è più che mai preda di stati d’animo, visti dall’interno, piuttosto catastrofici: l’ansia, la depressione, l’insonnia, lo sconforto… fino alla temibile paranoia, ahimé! E’stato accertato che 8

in parecchi casi l’ascolto di musiche dei periodi classico e romantico hanno aiutato determinati pazienti; anche l’impiego di certi strumenti, come il flauto di Pan o l’arpa, specie se associato a effetti sonori tratti dalla natura selvaggia, si è rivelato utile, creando situazioni distensive di notevole efficacia. Ho sviluppato simili tematiche in alcuni capitoli del mio libro La musica nell’anima. Al confine tra estro e follia, edito dalle Edizioni Sensoinverso di Ravenna; la musica, infatti, ha valenza sia nel superamento di difficoltà temporanee che nella rieducazione giovanile, conducendo per mano i ragazzi più problematici verso un graduale processo di miglioramento etico, civile e morale. Recentemente, assistendo a una lezione aperta di danza educativa, presso una scuola elementare, ho notato come il movimento corporeo e il suono a esso abbinato possano favorire la possibilità di esternare potenzialità interiori e, nel contempo, consentire ai bambini coinvolti di scaricare le loro tensioni e paure accumulate. Lasciamoci cullare dalla musica, dunque: sì, forse non riuscirà a curarci totalmente, ma ci regalerà sufficiente sollievo necessario per godere dell’essenza terrena che ci resta!

Pegaso 2013  

notiziario

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