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Dove C’è Donna Non C’è Solo Più Rosa, Ma Tutto Un Arcobaleno Di Colori (8 Marzo: la primavera politica delle donne) di Cinzia Spadola Oggi il ruolo della la vita della donna, oberata da organizzazioni donna è diventato quotidiane che farebbero desistere anche il più di gran lunga più grintoso manager e che all’interno delle pubcomplesso e artico- bliche amministrazioni la fanno diventare un lato. Alla donna si animale in via d’estinzione. Qualche sentimenchiede di essere in- talista ingeneroso per la verità pensa di trattartelligente, ma anche la come un koala e riprodurre in “cattività” il bella; competente e tempo, la voglia e l’energia colorando di competitiva sul lavoro, ma anche l’angelo del “quote rosa” il grigiume della vita politica itafocolare domestico. Il fatto è uno: la donna per liana. Ma la risposta è ben altra; donna è anche competere con gli uomini, deve fare il doppio impegno per la società, praticità nella risolue meglio e anche a queste condizioni, è solo la zione dei problemi, coraggio di assumersi ulmetà del suo ruolo che viene considerato, per- teriori responsabilità senza delegare le altre. ché per la parte riguardante la vita familiare Dove c’è donna non c’è dunque solo più rosa, deve competere col retaggio tradizionalista ma tutto un arcobaleno di colori. Donna non è che rinchiude la donna nel ruolo del custode meglio a prescindere ma a seconda di quanto della particella base della società. Una giungla la persona sappia dimostrare.

QUEL MISTERIOSO MONDO … di Vera Accolla Nell’anno 2003 ho avuto la splendida fortuna di partecipare a un corso di formazione per non vedenti e ipovedenti. Le lezioni si svolgevano trattando tematiche differenti relative però alla stessa tematica: la cecità. Avevamo ottimi professori e professionisti che ci illustravano argomenti vari come oculistica e le patologie oculari, pedagogia, assistenza sociale, tiflologia, informatica, ma l’argomento su cui si incentrava l’intero corso era l’ apprendimento del metodo braille. Il “braille” non è altro che il linguaggio universale per non vedenti ed esso è caratterizzato da sei punti e dalla loro combinazione ne scaturiscono lettere, numeri, punteggiatura, note musicali insomma tutto. Quello che mi colpì maggiormente era il fatto che da sei semplici puntini si poteva creare la 28

qualunque forma comunicativa possibile. Ho fatto tale premessa perché grazie alla conoscenza del “BRAILLE” che ho potuto lavorare con soggetti non vedenti e scoprire, così, questo mondo che a me, fino ad alcuni anni fa, era misterioso. Lo stare a contatto con bambini e adulti non vedenti e ipovedenti mi ha arricchita sia culturalmente sia umanamente e oggi posso sostenere che quel mondo che per me era sconosciuto è esattamente il mondo che tutti condividiamo la sola differenza è che se noi guardiamo ed esploriamo la realtà che ci circonda con gli occhi loro la guardano e la esplorano esattamente come noi ma usufruendo più di noi di due canali sensoriali: tatto e udito. Dopo circa dieci anni, oggi continuo a lavorare nel sociale e posso finalmente e apertamente affermare che ne sono davvero fiera, fiera di essere partecipe di uno scambio in quanto io imparo ogni giorno dai miei ragazzi e spero che loro usufruiscano dei miei consigli.

Pegaso 2013  

notiziario

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