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Musica… dei primi cristiani e canto gregoriano Gli argomenti trattati non sostituiscono quelli dei testi usati nelle istituzioni musicali, ma possono essere un valore aggiunto ed un utile coadiuvante per coloro che si preparano per gli esami di storia della musica, di abilitazione in musica e nello strumento musicale o per simpatizzanti della nobile arte.

La musica dei primi cristiani comincia verso il 200 d.C. e prosegue fino al 1300 circa avendo come base il canto monodico. Poiché la religione cristiana, in quel periodo, mise in crisi l’impero romano contribuendo a distruggerlo, tale canto trae le sue origini all’interno delle catacombe, dove i primi cristiani predicavano di nascosto ed intonavano inni religiosi, appunto, per non essere uccisi dai romani. Solo nel 313 d.C., grazie a Costantino (e Licinio) che emanò, a Milano, l’editto di tolleranza, il quale concedeva ai cristiani la libertà di culto e la possibilità di cantare i loro inni in ogni luogo, la monodia si sviluppò in piccole chiese chiamate cappelle, nelle quali i cristiani intonavano le melodie. In queste chiesette prima e in stanze messe a disposizione dai patrizi convertiti alla religione dopo, c’era posto solo per i cantori e non per gli strumentisti, per cui, ancora oggi, il termine di coro a cappella sta ad indicare un coro senza l’accompagnamento strumentale. Il Canto Gregoriano è parte del canto cristiano con la denominazione di canto piano. Le caratteristiche vengono così riassunte: monodico, modale (perché basato sugli otto modi ecclesiastici), senza accompagnamento di strumenti, di ritmo libero, limitato melodicamente a poche note, testo in latino e adopera la notazione neumatica. L’origine del nome si deve a Papa Gregorio I, detto “Magno”, pontefice dal 590 al 604. Egli riorganizzò tutta la liturgia cattolica e fece una selezione dei canti cristiani facendoli trascrivere tutti in un libro. Secondo la leggenda, questo antifonario fu legato con una catenina d’oro all’altare di San Pietro e successivamente fu distrutto dai barbari. Nel tempo, tale manoscritto fu riprodotto in molte copie da abili amanuen2

si ed inviato nei maggiori centri cristiani prima europei e dopo di tutto il mondo. Il cristianesimo, a questo punto, sconvolge i rapporti umani che erano basati sulla violenza e su una concezione di vita a piramide. In pratica, la religione va in favore dei poveri, degli schiavi, dei diseredati e degli umili, ponendo una unica legge, quella che davanti a Dio siamo tutti uguali e Cristo è venuto per redimerci dei peccati. Di seguito espongo una mappa concettuale (fonte: www.miracolidelleondesonore.it) dalla nascita del canto cristiano e del relativo sviluppo del canto gregoriano. Storicamente, dopo l’editto di Co-

stantino, la religione cristiana diviene la prima religione di stato ed i fautori delle antiche mitologie o di altre dottrine vengono relegati in villaggi di campagna (pagus) e soprannominati pagani. Dal 300 d.C., o meglio dire nel 4° secolo, la chiesa però dovette difendersi dalle false interpretazioni della sua dottrina, ovvero dalle eresie. La più pericolosa di queste fu quella di Ario, monaco e teologo cristiano, subito condannata nel Concilio di Nicea (325), la quale sosteneva che la natura divina di Gesù era inferiore a quella di Dio, quindi ci fu un tempo per cui il Verbo di Dio non esisteva e che fosse stato creato dopo. Così affermando, però, contraddiceva l’idea della Trinità maturata con gli scritti di Giustino di Nablus.

Pegaso 2013  

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