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Lucania confronti

PERIODO DI CULTURA, POLITICA, ATTUALITÀ, INFORMAZIONE DELLA LUCANIA

Renzi

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ressi e non si pensa al contesto generale, all'obiettivo reale che è (o dovrebbe essere) quello di governare al meglio la città. Per riuscire, evidentemente, sarebbe necessario essere uniti in coalizioni e dialogare per proporre davvero il meglio. Certo, apprezzabili sono gli sforzi di chi si impegna “a far ragionare le tante teste”, ma perchè aspettare gli ultimi giorni?

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a possibilità di ripartire esiste ma c’è una unica strada: prestare grandissima attenzione alle famiglie. Soltanto ripartendo dal nucleo centrale della nostra società si potrebbe avere una nuova prospettiva. Ogni politica credo debba avere delle priorità. L’obiettivo dovrebbe essere quello di mettere al centro di queste priorità le persone e le famiglie, vere forze essenziali per una crescita e uno sviluppo generale. Ciò significherebbe prima di tutto rispondere ai bisogni reali delle famiglie e creare le condizioni perchè possano tornare ad essere il motore di una crescita sociale, valoriale e culturale. di Giovanni Salvia

Sommario a Dirigenti

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a Estrazioni

petrolifere, il dossier scandalo ...segue a pagina 4

a Potenza

di problemi

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voto cattolico di Michele Prestera

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a politica che non piace alla gente è la politica fatta di troppe discussioni e di poca chiarezza. Arrivare ad aprile, a poco più di un mese dalle elezioni amministrative, e non aver ancora deciso i candidati a sindaco della città di Potenza è il solito errore macroscopico. Ognuno pensa di far valere la propria bandiera o i propri inte-

l seduttore Matteo Renzi continua il suo soave canto che come quello delle sirene attrae fortemente gli italiani. Convincente e molto berlusconiano il premier fiorentino continua a promettere grandi cose. Si sta prendendo dei rischi, non c’è che dire. Se non manterrà finirà nell’oblio con i forconi di Letta e Fascina ad attenderlo. La dimostrazione plastica di questa comunione di promesse è nella presentazione del Def (documento di economia e finanza) che ci prospetta una piccola crescita.

Futuro?

Candidati Sindaci cercasi


Lucania confronti

Libera Tribuna

Futuro?

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I servizi dovrebbero essere alla portata di tutti in un ventaglio di alta qualità legato ad una competitività aperta e paritaria senza favoritismi clientelari. E qui il passaggio diventa più ostico perché dovrebbe essere l’amministrazione, in una gestione oculata (che, ad esempio, mai c’è stata nel capoluogo lucano) a decidere con raziocinio e gare corrette e trasparenti ciò che sarebbe meglio per la comunità, controllando poi il reale beneficio o meno di quel servizio Questo passaggio, inoltre, lo si dovrebbe fare con una concertazione allargata con i reali fruitori dei servizi: la gente. Tra l’altro la famiglia non sarebbe una realtà da assistere in sé ma è, nei fatti, il primo produttore di welfare e proprio per questo merita di essere sostenuta da maggiori strumenti finanziari e fiscali. Dare le giuste opportunità alle famiglie significherebbe infatti rispondere ai bisogni di tutti e costruire quella rete di solidarietà che non lascia indietro nessuno. E allora

bisognerebbe incoraggiare quei progetti che guardano alle nuove generazioni, alla nascita e alla crescita dei bambini con una attenzione particolare alle famiglie fragili a rischio povertà, alle giovani coppie che vogliono creare un nucleo familiare, alle imprese che hanno le idee per incoraggiare un lavoro che si concili maggiormente con le esigenze familiari. Sarebbe bello non costringere più nessuno a scegliere tra lavoro e famiglia. Aiutiamo allora le donne a superare gli ostacoli che le costringono a decidere tra il tempo del lavoro e il tempo per la famiglia. E' un processo complicato che andrebbe intrapreso con il concerto di tutti perché, tra le altre cose, sarebbe necessario cambiare i tempi della città e aumentare le possibilità di orari di lavoro parziali o di telelavoro. Questo significherebbe far crescere e migliorare una società e guardare finalmente con ottimismo al futuro.

Sia a sinistra che a destra la solfa è la stessa. Il Pd appare spaccato, non ha fatto le primarie e Falotico promette battaglia, lui (che si sentiva candidato in pectore) non accetta la candidatura di Petrone. Dall’altra parte si è al muro contro muro con Forza Italia su Cannizzaro e Fratelli d’Italia su De Luca. Nessuno accetta il nome fatto dagli altri e non per dirimenti di qualità personali ma prettamente per gelosie di partito. Eppure chi non se lo potrebbe permettere è proprio il centrodestra, ma tant’è. Intanto il governatore Pittella depaupera il capoluogo spostando l’Atp a Matera senza colpo ferire e continua a non risolvere le annose questioni legate ai malfunzionamenti dell’Arpab e degli enti legati alla gestione delle acque. Intanto dal consiglio regionale arriva finalmente la decisione di chiudere l’Arbea, bene troppi i danni fatti. Speriamo che ora la gestione dei contributi agricoli, in seno alla stessa Regione, sia fatta con maggiore trasparenza. Dubbi comunque. Ma, bontà sua Pittella continua a confonderci, attraverso la stampa, sulle

di Giovanni Salvia

sue posizioni in merito a temi di fondamentale importanza quali l’energia, il petrolio e l'autonomia delle regioni. Pittella va a Roma e firma una bozza di documento, quello sottoscritto dalla conferenza delle Regioni proposto da Renzi che riguarda la riforma del titolo V della Costituzione. In uno specifico passaggio tale

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Candidati Sindaci cercasi

documento prevede il trasferimento delle competenze in materia di energia esclusivamente in capo allo Stato. Un furto per la nostra Basilicata. Poi però, lo stesso Pittella pare aver dimenticato di aver firmato quel documento, il governatore lucano sui giornali nega, eppure la sua firma c’è.

Forse era distratto? Il presidentissimo, sempre a mezzo stampa, ci fa anche sapere di essere d'accordo su un altro tema, quello cioè delle macro regioni. Ma come, ci vuole inglobati in altre realtà? Energia e macro regioni sono due elementi in cui Pittella sta sbarellando ai danni di tutti noi. Che si venda a Renzi? Probabile. Il Marcello però non si rende conto che la Basilicata può avere uno sviluppo solo se punta sulle sue risorse, mettendole a frutto con lo Stato che riconosca realmente il contributo che i lucani stanno dando all'Italia.


Libera Tribuna

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Renzi

Conte Ugolino

Le previsioni contenute dal Def sono ben lontane anche da quel 1,1% preventivato da Saccomanni durante il governo Letta. Renzi non ha mancato di sottolineare questa dicotomia, precisando che il governo stima “la crescita allo 0,8% nel 2014, diversa dall’1,1% stimato prima”. Le riforme, “che non sono solo un punto di orgoglio di questo governo o un elemento fondamentale, ma sono una precondizione della ripresa economica. Poi, dice Renzi: “Anche la Pubblica amministrazione deve stringere la cinghia”. Un messaggio chiaro alla pubblica amministrazione, verso cui si è concentrato la lente d’ingrandimento anti-sprechi. È lo stesso Renzi a confermarlo: “È in corso una rivoluzione sistematica, non solo riformare un ente. Confermo anche l’impegno dello ‘Sforbicia-Italia‘ e sulle municipalizzate”. Il premier, poi, ha snocciolato una serie di dati e spiegato obbiettivi, misure e relative coperture del Def. “2,2 miliardi arriveranno dall’aumento del gettito Iva e dall’aumento della tassazione sulla rivalutazione delle quote Bankitalia”, illustrando le coperture al termine del consiglio dei ministri per

ottenere il calo dell’Irpef, che nel complesso ammonteranno a 6,7 miliardi. Il taglio del cuneo fiscale, invece, è di “10 miliardi e per il 2014 servono 6,7 miliardi, di cui 4,5 miliardi arriveranno dalla spendine review“. Altre conferme, inoltre, sono arrivate sui famosi 80 euro in busta paga per quegli italiani che guadagnano meno di 1500 euro al mese. “È giustizia sociale – ha detto Renzi – in questi anni alcuni hanno preso tanto. Troppo. Ad esempio i manager pubblici. Che ora non potranno prendere più di quanto prende il Presidente della repubblica”. Un passaggio, quest’ultimo, che apre il campo al tetto stabilito per i dirigenti di Stato, che da oggi in poi avranno un limite al proprio stipendio: 238mila euro per chi lavora nel pubblico. Tagli confermati, quindi, come confermato è la parte di stipendio a ‘rendimento’. Il 10 per cento della retribuzione la si prenderà solo se il Paese va bene come le stock options nelle aziende. “Non è possibile che un manager prenda un premio massimo se il paese va a rotoli. Da adesso inizia a pagare chi non ha mai pagato, è un’operazione di giustizia sociale”.

Bene, bravo Renzi, solo che lo dovrai ricordare anche alla Basilicata dove avviene esattamente il contrario. Il premier, sempre in stile perfetto berlusconiano parla di ottimismo e di fiducia degli italiani.

i sub enti regionali cosa hanno combinato in questi anni eppure i dirigenti sono stati premiati. Un balocco? No la verità. Le norme in materia di valutazione della performance dirigenziale prevedono che questa debba essere utilizzata sulla base dei rendimenti e dei

risultati conseguiti attraverso l’attività svolta dai dirigenti, in relazione a programmi e obiettivi predeterminati da perseguire. Ma per i dirigenti degli enti pubblici lucani non esistono obiettivi o programmi da perseguire. Quindi i dirigenti prendono premi per un lavoro che non hanno svolto o hanno svolto male, e la cosa che fa tanto specie è che soggetti preposti a controllare e valutare rendimenti e obiettivi considerino dissesti e disavanzi come ottimi risultati tanto da premiare chi ha contribuito a generarli. Ma quando avverrà un vero cambiamento? Aspettiamo ancora.

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i raccontano che in Basilicata se pur in periodo di spending review si continui a sperperare. Pare che ben trentuno, tra dirigenti di enti pubblici e liberi professionisti, abbiano ricevuto, in cambio di una gestione sconsiderata, i premi di risultato, che, come la stessa parola dice, andrebbero invece erogati solo quando il risultato viene davvero raggiunto. Lo scandalo dei ‘premi’ ai dirigenti di enti pubblici conferma, ancora una volta, l’uso strumentale e clientelare degli incarichi e del denaro pubblico. Tali premialità economiche sono state assegnate senza alcuna previa fissazione degli obiettivi e valutazione del loro raggiungimento. Sono inoltre nella misura massima consentita, o di poco inferiore, nonostante la presenza di gestioni frammentarie ed ordinarie, ingenti disavanzi economici (pari a decine di milioni di euro), commissariamenti di lungo corso, situazioni di incompletezza documentale, nonché inosservanza di regolamenti comunitari. Conosciamo bene

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Lucania confronti

Territorio

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a sfida della cultura si perde per strada. Matera 2019 rimarrà un sogno? Il presidente della Provincia Franco Stella all'indomani della firma dell'Accordo di Programma quadro, siglato alla presenza tra gli altri del presidente della Regione Basilicata Pittella, per l'attuazione del Piano Nazionale per il Sud ha dichiarato: "L'accordo che prevede la realizzazione di infrastrutture stradali, ha completamente ignorato la provincia di Matera per la quale sono previste esclusivamente progettazioni che, se tutto va bene, saranno appaltabili non prima di 3 anni. Continuiamo a sentirci presi in giro dalle continue rassicurazioni che non si traducono nei fatti necessari a rilanciare il territorio della provincia. Come possiamo credere al traguardo Matera 2019 senza operazioni politiche chiare che si traducono in risultati tangibili?”

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l 12 Aprile è stato presentato al pubblico il circolo e lo sportello Cad a Potenza. Il Cad (Centro Ascolto per il Disagio) "Potenza Capoluogo" costituitosi già due mesi fa si propone l'ambizioso compito di creare un micro-cosmo sociale, economico e culturale autosufficiente, alimentato solo dalla passione dei valori dei propri associati, senza fini di lucro e senza condizionamenti politici. Il centro è un gruppo aperto che nasce spontaneamente da un'aggregazione di professionisti, im-

Quello che la Regione non ci ha mai raccontato

engono fuori delle notizie gravissime: un dossier sul petrolio mai visto e di cui si ignorava l’esistenza. La Total Italia richiese all’incirca 4 anni fa al laboratorio toscano “pH s.r.l. – Analisi e consulenze” di redigere uno studio di valutazione d’incidenza ambientale per le sole prospezioni sismiche in Valle del Sauro. L’esito? Un no chiaro e preciso, scritto in grassetto a pag. 347, dove si legge: “si ritiene di dover applicare il principio comunitario di precauzione e dichiarare in ragione di tale principio, una potenziale incidenza negativa sulle componenti biotiche dell’area”. Ma tutto questo nessuno lo sapeva. Parrebbe anzi che la Regione Basilicata avrebbe stretto, negli anni passati, accordi con Total ed Eni, affinché i pareri scientifici esterni richiesti dalle compagnie petrolifere a studi di analisi e consulenze ambientali rimanessero chiusi nei cassetti. Merito alla stampa di aver reso pubblico lo studio “secretato”. Giudizio chiaro ed inequivocabile: le sole attività di ricerca del petrolio e figuriamoci l’estrazione, sono giudicate pregiudizievoli per il mantenimento di flora e fauna nella zona della Valle del Sauro. E quindi nel resto della Basili-

cata? Il paragrafo conclusivo apre dando conferma ad una paura diffusa, ossia che la Basilicata sia un vero e proprio esperimento pioneristico volto a dimostrare la possibile convivenza tra attività estrattive e uomo. Lo studio in questione è datato ottobre 2010. E vengono in mente le pubblicazioni sanitarie internazionali, come quella uscita sul numero 58 della “Occupational & Enviromental Medicine”, che ha pubblicato nel 2001 uno studio svolto in Ecuador da un’equipe medica, che ha analizzato gli effetti sanitari delle estrazioni petrolifere della Texaco sugli abitanti del vil-

Nasce il CAD Potenza Capoluogo piegati, imprenditori e, in generale, di persone che intendono creare tra loro una rete, mettendo a disposizione del territorio, segnato da gravi forme di disagio economico, occupazionale, sociale, culturale ed ambientale, le competenze e le capacità di ogni singolo professionista. Ciò con un forte spirito di con-

divisione per essere costruttori di un nuovo benessere sociale. Il Cad "Potenza Capoluogo", come il Cad nazionale, intende tutelare, assistere e difendere tutti coloro che sono calpestati nei loro primari diritti civili e di uguaglianza, che sperimentano l'emarginazione e la solitudine, offrendo prestazioni diversificate

laggio di San Carlos: un luogo di pescatori ed agricoltori, nessuna industria pre-esistente, lontani da stress e città; hanno iniziato a conoscere massicciamente il cancro in diverse forme e con basse possibilità di guarigione. La paura reale anche da noi è che si voglia continuare a nascondere la realtà e la grande beffa, che davvero fa male anzi malissimo, è che intanto i lucani non riescono neanche ad avere i benefici materiali di tutto questo inquinamento. La popolazione non ne esce più ricca, anzi. Un crimine assoluto.

e composite a condizioni agevolate e di favore. Quindi combattere tutte le forme di discriminazione (sessuale, razziale e religiosa ) e prevenire il disagio sociale è il vero obiettivo, ciò attraverso una partecipazione diretta dell’associato alla vita sociale, creando le condizioni affinché i suoi progetti e i suoi sogni possano essere realizzati, mettendo a disposizione della comunità uno sportello in cui incontrare dei professionisti, a seconda delle diverse necessità, anche solo per un consiglio.


Quello che i potentini vogliono davvero

onostante il ‘default finanziario’ il Comune di Potenza negli ultimi 2 mesi ha indetto bandi, aggiustato strade e promesso di consegnare infrastrutture mai realizzate in 10 anni di amministrazione Santarsiero. Guarda caso a maggio ci sono le elezioni amministrative. E’ il 24 gennaio e si legge sul sito del Comune di Potenza: “Approvato il progetto preliminare per il completamento della rete idrica della città e zone rurali”. Cifra impegnata: 200mila euro. Che solerzia, non c’è che dire. Il 17 febbraio, sullo stesso sito, si legge: “Costituito il gruppo di lavoro per la progettazione ed esecuzione dei lavori di riqualificazione dei vicoli del centro storico”. Impegno finanziario pari a “700.000 euro” e finanziamenti riconducibili al Fondo di sviluppo e coesione 2007/2013. Che doppia solerzia. Il 18 febbraio, poi, proprio mentre la spazzatura inizia a tracimare dai cassonetti in vari quartieri della città, l’assessore all’Ambiente (Lovallo), “dopo anni di concertazione”, parla di una imminente “pubblicazione del bando sulla differenziata, redatto da uffici tecnici, Acta e Conai per servire Potenza e i Comuni vicini”. Parla anche del progetto di un nuova “stazione di trasferenza” dei rifiuti da realizzare a “Vallone Calabrese”. Tripla solerzia. Il 19 febbraio, invece, l’annuncio, sempre con “fondi regionali”, di lavori stradali “nelle contrade Torretta e Avigliano Scalo”. L’annuncio è dell’assessore alla Viabilità Pesarini. Bene, bravo bis. La compravendita di voti continua. Impegno metropolitano. Il 3 marzo il piatto forte. Sono stati aggiudicati “i lavori dell’appalto relativo al primo lotto del servizio metropolitano ferroviario

dell’hinterland potentino”. L’importo complessivo? Quasi 10 milioni di euro. Ditta aggiudicatrice: Valbasento Lavori srl. Un cantiere ricco e promettente. Tutto per avere “un servizio urbano con linea urbana completamente autonoma e rinnovata”, assicura il sindaco Santarsiero. “50 mila euro”, sempre il 3 marzo, sono stati invece spalmati sulle strade rurali. Ad usufruirne, sono “case Romaniello di contrada Bosco Grande e contrada Cugno della Rossa”. Il tutto con “fondi della Regione”. Ma non è finita qui. Il 5 marzo, infatti, “un importante provvedimento della Giunta concede, gratuitamente, 5500

tutto. Sono solo gli effetti speciali che il Comune di Potenza sta proiettando sui media locali negli ultimi mesi. Peccato che si tratti sostanzialmente di fondi regionali, statali, europei. E si tratta di impegni futuri. Non un euro proviene dalle casse comunali, prosciugate, oltre che dal patto di stabilità, anche da una certa gestione ‘allegra’. Quindi è una campagna elettorale con meriti altrui. Si vocifera inoltre di debiti contratti dal Comune, solo con i creditori, per 50 milioni di euro, tra il 2012 e 2013. Per la realizzazione di lavori pubblici e illuminazioni. Si vocifera di debiti ‘fuori bilancio’. Si narra di im-

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La gente chiede una riqualificazione reale delle aree verdi della città: dal parco montereale alla villa del prefetto, dalla villa santa Maria alla passeggiata del parco fiume Basento. Servono più spazi per la gente e per i bambini per far diventare la città più accogliente. La gente poi si lamenta della manutenzione delle strade che oramai sembrano essere strade di un Paese uscito dai bombardamenti. Ciò spesso avviene a causa dei lavori eseguiti dalle imprese che si aggiudicano gli appalti edili, costruiscono, rompono le strade e poi le lasciano rotte o incomplete e sconnesse. Servirebbe fare le manutenzioni a regola d’arte ed addebitarle alle imprese che le hanno causate. Senza considerare che nessuno controlla come le stesse imprese mandate dal Comune riparano le strade, pare evidente che mirino a riparare male in modo tale da tornare presto sullo stesso luogo.

Potenza di problemi ...segue da pagina 1

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Territorio

5 metri quadrati di suolo comunale per la realizzazione della Casa dello studente”. A Macchia Romana. E tutto per “accrescere l'attrattività dell'Università di Basilicata e favorire una migliore integrazione della stessa con il tessuto cittadino”. Mettiamoci però anche l’opera magna: il nodo complesso del Gallitello, maxiarteria da oltre 30 milioni di euro. L’annuncio è di qualche giorno fa. L’imponente snodo viario sarà pronto “entro 6 mesi”, cioè a fine estate. Dopo 6 anni di odissee (non solo giudiziarie). Sarà tutto vero? Certamente non

prenditori, creditori del Comune, che sarebbero alla canna del gas e sull’orlo del ‘suicidio’. Eppure la macchina amministrativa dell’ottimismo e del consenso riesce ancora a nutrire di speranze e ‘bandi pubblici’ cittadini e imprese. Si è promesso, solo negli ultimi due mesi, ciò che non si è sognato di realizzare in 10 anni e due mandati amministrativi. Effetti speciali e spot che in realtà promettono di portare voti e consenso al ‘successore’. Aprite gli occhi gente e abbiate il coraggio di cambiare. E. B.


Lucania confronti

Azioni e riflessioni

Esprimendo il parere di qualcuno

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come un fiume carsico. Ogni tanto riappare. Per destabilizzare o per provarci. O tutti e due i modi. Da quando la Fondazione Agnelli da un lato e Gianfranco Miglio dall'altro hanno prospettato l'ipotesi di ridurre le regioni italiane, sia pure con motivazioni diverse (la Fondazione per motivi puramente ed aridamente economici, e il Miglio con la sua utopia della Regione Padana) non passa molto tempo che altri ci riprovano. Questa volta a causa dell'eccessivo debito pubblico, per risparmiare sulla spesa (per cortesia finiamola di chiamarla spending review, che cosa centra il termine inglese per spiegare che non avendo molti soldi bisogna stringere la cinghia) ma solamente per il popolo, non certamente per i boiardi di stato. Noi non ci stiamo. Siamo stati contro le regioni (intesa come istituzione politica) nel 1970, con Giorgio Almirante, e lo saremo sempre. Fino alla fine. Perché è da quando esse sono nate che sono cominciati, parallelamente, i guai per la nostra nazione con il debito pubblico che cresceva in modo esponenziale ogni anno. Per clientelismo, per incapacità, per disonestà, per intrallazzi vari, per aver moltiplicato i centri di spesa. Insomma, la spesa non è stata mai funzionale ai servizi da rendere ai cittadini/sudditi ma solo per alimentare la casta: questa volta non centrale.

Ed oggi, dopo che il nostro debito pubblico, con la concausa della scellerata adesione alla moneta unica e dunque alla perdita della sovranità politica e monetaria, è cresciuto sino a 2.080 miliardi di euro, si ritenta la carta delle macro-regioni, ovvero accorpare più regioni, pensando di sborsare di meno. Se proprio vogliamo ridurre i

costi pubblici, perché non le aboliamo, facendo funzionare al meglio le tanto vituperate Province? Il miglior ente amministrativo e territoriale che il nostro Paese ha lo stanno eliminando. Evidentemente è cosi, ancora una volta, che vanno le cose nella nostra benedetta Italia. Non si azzardano a sopprimere comunità montane e marine, aree di programma, consorzi in-

dustriali, enti sulle acque, altre migliaia di enti pubblici, incontrollati ed incontrollabili. Vanno, invece, da eliminare le Province. A questo punto mi viene forte il sospetto, e penso: vuoi vedere che, con un meccanismo freudiano, avendole create il fascismo danno fastidio per questo? Perché, se vediamo bene, le cifre che si andrebbero a risparmiare, con la loro soppressione, sono veramente una inezia: circa 100 milioni annui di euro. Ma poi, tutte le competenze che ancora oggi svolgono qualcuno al loro posto le dovrà pure realizzare, o no? In ultimo, la cenerentola italiana ovvero la Lucania, fa gola a tanti. Governatori vicini e centrali, che non vedono l'ora di mettere le mani sulle ricchezze del suo suolo, petrolio ed acqua in primis. Ma si sbagliano di grosso. Sarà pur vero che il lucano è di indole eccessivamente pacifica, ma quando viene toccato nei suoi interessi più intimi sa reagire da leone. Sia pure con una classe politica dirigente, quasi mai all'altezza del proprio ruolo, il popolo lucano gli è superiore e saprà battersi con tutte le proprie forze. Leonardo Rocco Tauro

Kaput KAPUTT alla Meloni e C. (detti i neri per caso) che flirta con Angelino detto Alfano. KAPUTT al governo italiano che fra i tanti problemi, parlano di quote rosa. Molte donne sono in parlamento per la loro bellezza più che per merito. KAPUTT a Grillo che parla di macro regioni. KAPUTT a tutti quei bruti che si macchiano di femminicidio. KAPUTT a chi vive nella menzogna... e poi porta marito e figli in chiesa al cospetto di Dio o tiene sul petto Padre Pio. KAPUTT a quelle donne che lasciano marito e figli a casa mentre loro vanno a... ballare alla ricerca del vedovo o del pensionato (che puzza di aglio) a cui spillare un pò di euro. KAPUTT a chi del sesso ne ha fatto un mestiere e non un piacere. KAPUTT a chi è bruna e vuole apparire bionda; sembrare sincera ed essere falsa; dichiararsi americana ed essere italiana; dichiararsi separata e non esserlo. KAPUTT al Baccalà innamorato che credeva ancora nelle menzogne della bugiardona. KAPUTT ai voltagabbana della politica.


Voto cattolico

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i risiamo!!! Ad ogni campagna elettorale si “riparte” alla conquista del voto “cattolico”, e naturalmente la creatività dei linguaggi e della propaganda non ha limiti. Papa Giovanni Paolo II in un intervento presso l’Unesco affermava: “La cultura si situa in relazione essenziale e necessaria a ciò che è l’uomo ..occorre sempre, nella cultura, consi-

Scelta di senso

derare l’uomo integrale, per come è, tutto intero in tutta la sua soggettività spirituale e corporale”. Da qui possiamo affermare che la Politica potrebbe essere l’espressione più alta della cultura e per noi credenti è un’espressione importante della Carità. Se è vero questo ...allora la cultura della responsabilità ci appartiene ed appartiene agli uomini liberi e di buona volontà. È su questi presupposti che nasce una esigenza di mettersi insieme liberamente, non per un tornaconto, ma per costruire opere ed una società che rispetti l’uomo nella sua interezza, in una dimensione di realismo e di prudenza, in un “alveo” che si chiama sussidiarietà. Ora ...un partito, un movimento, una lobby, un gruppo di persone ..o l’insieme di tutto questo che soffocasse, che non favorisse questa “creatività sociale”, di fatto finisce per sostenere uno stato o un potere sulla società “prepotente”.

Chi collabora in qualunque modo alla rivista, non instaura il alcun caso un rapporto di lavoro e il suo apporto è sempre da inL’esperienza ci ha insegnato e ci insegna che lo Stato non è mai tendersi a titolo di volontariato. “neutro” nella sua operatività. Al contrario la politica vera è favorire integralmente la creatività sociale in tutti i suoi aspetti, cioè al servizio della vita, dell’uomo, della LUCANIA CONFRONTI società ...insomma del “bene coPeriodico di cultura, mune”. Quindi si rimane giustamente perpolitica, attualità, plessi di fronte alla “presunta laiinformazione cità” di scelte politiche che tendono ad eliminare ogni riferimento religioso nello spazio pubblico (vedi le Registarto al Tribunale discussioni politiche sulla famiglia, Regionale Numero X sulla scuola, sull’eutanasia, etc.). Giacché è veramente pubblico, e perdel 2011 ciò sanamente laico, solo quello spazio che scommette sulla libertà dei cittadini, credenti e non credenti, di DIRETTORE EDITORIALE mettersi in gioco attraverso una teGiovanni Salvia stimonianza reciproca con il comune denominatore di costruire una società più giusta ed umana, che sia DIRETTORE RESPONSABILE rispettosa della persona nel suo diGiovanni Salvia ritto naturale. Queste sono solo “alcune personali” considerazioni per tentare di aprire EDITORE un ragionamento ed un dibattito in primis con i credenti ed anche con i Valentina Porfidio non credenti di buona volontà. Cav. Michele Prestera

STAMPA Waltergrafkart

Via Roma 117/A La coscienza è la strada maestra, quindi educhiamo le coscienze, così mi raccontava un amico ecclesiaMoliterno - Pz stico, santo, santo dentro perché dava tutto al tel. e fax 0975 67712 prossimo. E allora: “Continuano a risuonare vigorose e.mail: wgk@tiscali.it le parole di Maria nel Magnificat: "Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili". Qualunque scelta, qualunque pensiero politico, dovrebbe sempre tenere ben presente questo: che la Per l’acquisto dello spazio logica del potere prima o poi rovescia tutti quelli pubblicitario su questo peche la vivono, mentre la logica dell'umiltà prima o riodico contattare l’Editore poi offre i suoi frutti alla vita di chi la vive. al 0975 64883 E dovremmo ricordarcelo tutti”. G.S.

TRASFORMARE L’ INFORMAZIONE IN CONOSCENZA E LA CONOSCENZA IN COSCIENZA ...

Elie Wiesel (Nobel per la Pace 1986)

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Lucania confronti aprile