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Bollette pazze! Un valzer di cartelle esattoriali relative ai rifiuti che sta facendo infuriare i cittadini di Guidonia e Tivoli. Le hanno trovate come ogni anno nella buca delle lettere ma questa volta contenevano sorprese: un regalo per il nuovo anno in tasse arretrate per i guidoniani e aumenti tariffari per i tiburtini. Nella città dell’aria circa seimila cittadini hanno ricevuto ingiunzioni di pagamento relative alla Tarsu non pagata nel 2004. Tutte sbagliate e molto probabilmente illegittime poiché, secondo la società che gestisce il servizio, chi paga oltre i sessanta giorni deve corrispondere una cifra inferiore a quella di chi si reca subito presso l’ufficio esattore per regolarizzare la propria posizione. Nella città delle acque le fatture della Tia hanno tutte subìto un aumento. In modo particolare quelle relative alle utenze di ristoranti, bar e supermercati sono lievitate di due tre volte. Bollette da sei-settemila euro e oltre. Il motivo scatenante, l’eliminazione del contributo comunale che, dal 2006, attenuava la pesantezza della tariffa per molti esercizi commerciali, il 40% dei quali comynque non paga, mettendo in crisi il bilancio dell’Asa, dal 2006. In entrambi i casi gli uffici comunali vengono assediati dai cittadini inferociti. Gli amministratori delle due città stanno cercando di correre ai ripari, intanto però guidoniani e tiburtini devono trovare il tempo di mettersi in fila per chiedere spiegazioni!

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27 GENNAIO 2011

La valle dell’Aniene e l’Unità d’Italia a pag. 13

OCCUPAZIONE A “Grotta” in 56 senza stipendio a pag. 3

GUIDONIA Arcionia, fa ancora parlare a pag. 7

CARNEVALE A Tivuli vogghio i’! a pag. 11

SPORT Amatori Tivoli rugby ri-vola!

A pagina 4-5

a pag. 14

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TERRITORIO

27 gennaio 2011

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A “Grotta” in 56 in cerca di stipendio TIVOLI - Quattro mesi senza stipendio son tanti ma per i lavoratori del Centro di terapia fisica e ginnastica medica Srl, conosciuto da tutti col suo vecchio nome “Grotta”, sembra aprirsi uno spiraglio tra le nubi. I dipendenti del laboratorio, lunedì 17, sono scesi in strada scioperando contro il mancato pagamento di quattro mensilità e della tredicesima, ma già il giorno dopo la regione Lazio ha comunicato di aver effettuato il pagamento ad un’azienda ospedaliera di Roma, San Giovanni Addolorata, a cui poi compete saldare Grotta. «Lo scorso 12 dicembre è stata effettuata la rimessa mensile. I pagamenti per i servizi offerti dal Centro saranno eseguiti e ultimati a breve». Da agosto, quindi, i 56 dipendenti potrebbero rivedere il

Si apre uno spiraglio per i lavoratori del Centro di Terapia Fisica di Largo Nazioni Unite a Tivoli. Da quattro mesi impiegati e operatori sanitari sono senza stipendio salario a fine gennaio. «È arrivato il pagamento di giugno, stiamo aspettando che i soldi siano a disposizione – ha commentato l’amministratore della società Gianluca Boccomino – un’altra buona notizia è che la regione ci ha dato una tempistica per i prossimi pagamenti. Luglio ed agosto saranno saldati entro febbraio, una data più preci-

Concorso annullato GUIDONIA - Con sentenza definitiva del 19 gennaio scorso, il TAR, il tribunale amministrativo ha annullato la graduatoria del “Concorso Pubblico per titoli ed esami per il conferimento di 6 Posti di Istruttore Tecnico (geometri) cat. C, posizione economica C1” indetto dal comune di Guidonia Montecelio nell’aprile 2008. A ottobre del 2008 uno dei partecipanti, Pier Gabriele Santori, 19° su 22, aveva fatto ricorso. Dopo tre anni è arrivata la sentenza definitiva e la graduatoria, che ha visto l’assunzione di sei geometri presso l’ente, non è valida perché, si legge nella sentenza, “la commissione non predeterminò i criteri di valutazione delle prove”. Ora i “sei” potrebbero perdere il posto di lavoro. Il Comune di Guidonia, rappresentato dall’avvocato Stefano Salerno ha perso e ora ha tre possibilità. Potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato, potrebbe decidere di non farlo oppure, terza soluzione, indire un altro concorso per la medesima categoria ma con altri profili. Si sta ancora decidendo sul da farsi. Intanto il sindaco Rubeis, confermano dai suoi uffici, pensa di dover tutelare il lavoro svolto in questi tre anni dai vincitori del concorso, ma non può neanche violare il principio di uguaglianza e la legge.

Stop alle merendine GUIDONIA - Il sindaco dichiara guerra a merendine e cibi grassi. «Credo che un’istituzione, la più vicina ai cittadini qual è il comune, abbia l’obbligo di indicare le linee su questioni vitali per la salute e l’ambiente - spiega il sindaco Eligio Rubeis -. Le ricerche dicono che in Italia un bambino su tre è in sovrappeso, uno su cinque è obeso; che se compriamo i cibi dal contadino sotto casa non solo essi sono più sani, ma il loro trasporto a chilometri zero permetterà l’abbattimento delle emissioni con grande beneficio per l’ambiente. Se tutti i sindaci dell’area si facessero promotori di uguali iniziative – conclude Rubeis - insieme potremmo fare molto». C’è anche l’intenzione di aderire ad un progetto intercomunale «per comunicare la buona alimentazione e il rispetto per l’ambiente». Eligio Rubeis boccia quindi merendine e spuntini densi di grassi e colesterolo nelle scuole e uffici pubblici. Lo fa con un invito contenuto in una circolare a firma del dirigente capo di gabinetto Augusto Colatei indirizzato ai prèsidi e alle ditte incaricate della refezione scolastica e della distribuzione automatica di prodotti alimentari, ma anche ai direttivi dei centri anziani affinché, vi si legge, «in quegli spazi aggregativi si prediliga l’utilizzo dei distributori automatici di acqua depurata liscia o frizzate donati a suo tempo (determina dirigenziale 330 del 23 dicembre 2009 ndr) dall’assessorato alle Politiche sociali». Un documento di promozione di iniziative di educazione alimentare con il quale il capo dell’amministrazione, nella sua veste di massimo rappresentate istituzionale della salute pubblica sul territorio, sensibilizza “quanti in indirizzo” all’importanza di educare le giovani generazioni alla buona alimentazione, al rispetto dell’ambiente. E allora sì a snack biologici, magari provenienti dalle reti del commercio equo e solidale, anche nella versione senza glutine per i ragazzini celiaci e frutta di stagione, rigorosamente bio, acquistata dai produttori di zona. Una sollecitazione rivolta anche alla Bioristoro, ditta fornitrice dei pasti scolastici, perché “privilegi nella scelta degli alimenti i prodotti agricoli e zootecnici privi di Ogm e di prossimità, realizzando l’adozione della filiera corta”, ossia di quell’insieme di attività che prevedono un rapporto diretto tra produttore e consumatore, accorciando così il chilometraggio del trasporto merci. Stesso invito rivolto alla Super Matic, affinché preveda «nei distributori automatici presenti negli uffici comunali e nelle scuole, in integrazione o in sostituzione della fornitura attuale, la distribuzione di prodotti biologici e del commercio equo e solidale, di prodotti vegetali preferibilmente di stagione e di origine locale, nonché di prodotti privi di glutine».

sa si saprà a breve. Per la mensilità di settembre, invece, c’è da aspettare un po’ di più ma sperano di saldarla il più presto possibile». «Non possiamo finanziare noi la società. Per noi, soprattutto chi ha una famiglia monoreddito, la situazione è davvero critica. La società dovrebbe assumersi il suo rischio d’impresa e garantirci i nostri stipendi» hanno commentato i lavoratori il giorno dello sciopero. «E’ vero che la regione non paga – ha spiegato Fausto Quattrini, segretario generale della Filcams Cgil di Roma Est – ma il rischio di impresa è soltanto dell’azienda e i lavoratori non possono più sopportare questo disagio che li sta mettendo in ginocchio. A dicembre abbiamo avuto un incontro con la società che ci ha esposto la grave situazione economica in cui versa, comunicandoci anche che si erano già esposti economicamente con le

banche per anticipare gli stipendi fino ad agosto e che non sono più in grado di sostenere questa situazione». I mancati pagamenti regionali sono, comunque, anche il tasto su cui ha battuto l’amministratore della struttura per spiegare le difficoltà di questo momento. L’ultima rimessa che ci hanno saldato è quella di maggio – continua Gianluca Boccomino – per i pagamenti mancanti, poi, non c’erano notizie. Prima ci hanno detto che i pagamenti erano bloccati perché c’era il piano di rientro, poi perché si doveva chiudere il bilancio e poi non hanno saputo più cosa inventarsi». «Il nostro rischio di impresa è stato quello di mantenere i livelli occupazionali nonostante la crisi, il tetto alle prestazioni che ci hanno imposto nel 2005 e i tariffari fermi addirittura al 1996 – così l’amministratore risponde ai sindacati –. Riconoscia-

mo tutte le difficoltà che ci sono per gli stipendi in arretrato, non ci nascondiamo dietro ad un dito. Sinora, comunque, siamo sempre riusciti a garantire i servizi perché come sanità abbiamo anche degli obblighi morali e non possiamo far ricadere sull’utenza i nostri problemi». Il giorno dello sciopero, infatti, il reparto dialisi è rimasto aperto. Un plauso ai dipendenti della struttura è arrivato dai pazienti che usufruiscono del servizio dialisi. «Sono davvero bravi, nonostante tutto quello che stanno passando riescono a mantenerlo tra di loro senza creare problemi o disagi a noi utenti. Sopperiscono a tutte le difficoltà con la loro professionalità – ha spiegato uno dei pazienti signori in cura durante la manifestazione –

dopo quattro anni che vengo qui, alcuni di loro sono diventati amici e posso assicurare che hanno problemi reali. Ci è stato assicurato, comunque, che il servizio non cesserà anche perché per molti pazienti sarebbe un problema cambiare struttura». «La protesta dei dipendenti del Centro di terapia fisica e ginnastica medica Srl è la prima che registriamo ma non sarà di certo l’ultima – hanno commentato il vice segretario dell’associazione Malati di reni, Mario Chinca, ed il rappresentate locale Rolando Scopigno – è l’avvisaglia di un problema molto serio. Non si può tagliare in settori essenziali e necessari come la dialisi. Già i posti sono pochi e tanti si spostano fuori regione». Fulvio Ventura

Laboratorio si trasferisce VILLALBA - Lo storico laboratorio analisi Hugh o’Heir di via Catania a Villalba di trasferisce a Guidonia in via E. Pezzi al civico 12. Il motivo del trasferimento è prevalentemente economico. La regione Lazio non paga i rimborsi. È ferma, infatti, a maggio/giugno 2010 e gli operatori del centro ricevono gli stipendi in ritardo. A Villalba il laboratorio paga un affitto mentre a Guidonia le mura sono di proprietà e questo comporterà un risparmio. Con un mese di affitto risparmiati si pagheranno due stipendi. Per far fronte alle esigenze dei cittadini, il laboratorio, in accordo con l’Avvis, metterà a disposizione una navetta due volte a settimana, il mercoledì e il sabato, dalle 8 alle 10. Per i non deambulanti la navetta passerà sotto casa.

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TERRITORIO

n. 2 2011

Guidonia, tasse fuori di senno! GUIDONIA - Uffici Tributi del Comune di Guidonia Montecelio letteralmente in tilt. Colpa della pioggia di “cartelle pazze” cadute come una mannaia tra capo e collo sui poveri cittadini: proprio in questi giorni infatti, molti guidoniani -increduli- stanno ricevendo il conto della Tarsu non pagata nel 2004. Cifre alla mano, sono oltre 6mila le bollette pazze dei rifiuti, 5mila gli avvisi di accertamento e ben 1.200 le notifiche di comparizione recentemente recapitati ai cittadini. Tutti sbagliati, o quasi certamente illegittimi. Dov’è l’inghippo? Semplice: “Chi prima paga, peggio alloggia!” o…”Ride bene chi paga ultimo!” - il concetto non cambia. «Il problema di questi avvisi spiega l’assessore alle Finanze Adriano Mazza - è che la società che gestisce il servizio di accertamento e riscossione, la Tre Esse, ha scritto che chi paga in ritardo paga di meno. Questo renderebbe tutti gli avvisi nulli con conseguente grave danno erariale per il Comune che sta già verificando con la propria avvocatura se e come rivalersi sulla Tre Esse». Una bella svista burocratica, non c’è che dire. In merito al “pasticciaccio brutto della Tre Esse Italia”, giorni fa lo stesso presidente della commissione Finanze, Alberto Morelli, in Consiglio comunale aveva precisato che «tutte le cartelle sono da annullare

perché gli atti sono viziati da indicazioni errate e quindi nulli e non potrebbero neanche essere riemessi perchè nel frattempo caduti in prescrizione essendo trascorsi ormai più di cinque anni». Insomma, chi ha pagato entro i 60 giorni previsti ha versato più del dovuto. Peggio per chi è stato puntuale con il pagamento delle imposte. Ad essere premiati i ritardatari. Uno stato di fatto inaccettabile che ha gettato la città nello scompiglio ed ha indignato gli animi. I due esponenti dell’Udc Michele Pagano, capogruppo, e Maurizio Lotti, consigliere comunale non hanno perso tempo per apostrofare: “un’Amministrazione distante dalla Città e chiusa in se stessa. Ma, soprattutto, sempre più lontana dai bisogni reali dei cittadini. Il sindaco Eligio Rubeis -attaccano- è ormai ostaggio di se stesso in Municipio. Invece di spendere denaro della collettività in discutibili iniziative auto promozionali (opuscoli, cartoline, ecc.) rifletta sui disagi e sulle preoccupazioni che le cosiddette “cartelle pazze” stanno arrecando a tante famiglie. E’ di questi giorni l’attenzione che i mass-media hanno posto all’invio agli utenti residenti nel comune di Guidonia Montecelio di cartelle riguardanti l’Ici e la tassa sui rifiuti. Stando a quanto evidenziato dalla stampa, chi paga il quantum

Tasse fuori di senno, a Guidonia: incomprensibili le modalità di pagamento prospettate ai contribuenti dalla Tre Esse Italia, società che gestisce l’Ici e la tassa sui rifiuti solidi urbani, relativamente al 2004. La beffa? Ride bene chi paga ultimo! Infatti se paghi entro i 60 giorni di tempo previsti ti ritrovi sul groppone una cifra “lievitata”, se lo fai successivamente, sforando i termini utili, allora la somma è notevolmente inferiore dovuto oltre i termini previsti ha un esborso minore. Dubbi sono ipotizzati anche circa gli avvisi di accertamento. E’ una vicenda che si commenta da sola e che solleveremo nuovamente in aula -sottolineano Pagano e Lotti- e sulla quale pretendiamo un’immediata e pubblica presa di posizione da parte dell’Amministrazione di centrodestra. Non si possono ulteriormente penalizzare famiglie che già fanno fatica a tirare avanti. Qualora questo non accadesse in tempi accettabili -preannunciano- attiveremo una serie di iniziative eclatanti per evidenziare all’opinione pubblica, una volta di più, il pressappochismo con il quale continua a operare l’esecutivo guidato da Rubeis». A ben guardare, tutto cominciò lo scorso 1° ottobre, data in cui l’amministrazione comunale affidava il servizio alla società Tre Esse, affascinata dalla futuristi-

ca prospettiva dell’impiego «di nuove procedure per il recupero dell’evasione basate su applicativi informatici di nuova generazione in grado di incrociare banche dati interne ed esterne al Comune». Peccato che, tra cifre totalmente sballate e maldestramente invertite fra loro, la società incaricata abbia finito col dare…i numeri commettendo errori madornali. Sulla pelle dei cittadini, tanto per cambiare. Che, in centinaia, proprio in questi giorni affollano l’ufficio guidoniano Tributi per inoltrare sacrosanta richiesta di annullamento in autotutela degli atti loro recapitati nel periodo di Capodanno, vere e proprie “bollette pazze” da impugnare davanti alla Commissione Tributaria Provinciale. E non si scomodi -per caritàErasmo da Rotterdam per tirare in ballo l’Elogio della Follia! Federica Addari

Servizio idrico: tariffa unica per tutti i Comuni dell’Ato2 CASTEL MADAMA - Il 14.12.2010 la Conferenza dei Sindaci dei Comuni appartenenti all’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Roma (ATO 2), ha introdotto la tariffa unica per tutti gli utenti dei servizi idrici dell’ATO2. Come i cittadini sanno, dal maggio 2004 il Comune di Castel Madama non gestisce più in proprio l’acqua potabile e le acque nere, ma è entrato a far parte dell’ATO2, che comprende Roma e i Comuni della Provincia. Nel 2002 l’ATO2 scelse ACEA ATO2 S.p.A., una società del Gruppo Acea, quale gestore di tutte le fasi del servizio idrico integrato: captazione delle acque dalle sorgenti, acquedotti, rete di distribuzione, raccolta delle acque nere e depurazione. Mentre fino ad oggi i cittadini di ciascun Comune hanno pagato tariffe differenziate, preesistenti al 2002, dal 1.1.2011 tutti gli utenti di ATO2, in qualunque Comune della Provincia essi risiedano, pagheranno la stessa tariffa. La tariffa unica sarà omologata a quella in vigore nel Comune di Roma, come già stabilito nel 2002 all’atto della costituzione dell’ATO2. La nuova tariffa unica è stata calcolata sulla base dei consumi e degli incassi del 2009, tenendo fermo il ricavo per il gestore ACEA ATO 2 S.p.A.. Questo livellamento tariffario per i cittadini di alcuni Comuni si tradurrà in un aumento e per quelli di altri in una diminuzione della tariffa. Nella tabella che segue viene riportata la spesa annua di famiglie che hanno un consumo di 100, 200 o 300 metri cubi di acqua: nella prima riga si leggono gli importi secondo le tariffe in vigore fino al 2010, mentre nella seconda gli importi calcolati sulla base della nuova tariffa unica che entrerà in vigore dal 2011. TARIFFE

100 mc

200 mc

300 mc

Tariffa in vigore fino al 2010 nel Comune di Castel Madama € 154,75 € 214,16 € 341,28 Tariffa in vigore dal 1.1.2011 in tutti i Comuni dell’ATO2 € 105,67 € 231,05 € 416,59

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TERRITORIO

27 gennaio 2011

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Rifiuti: bollette salate TIVOLI - Se qualcuno nemmeno si è accorto dell’aumento di qualche spicciolo, qualcun altro ha strabuzzato gli occhi e pensato immediatamente ad un errore. Precipitatosi immediatamente al piccolo ufficio dell’azienda che gestisce il servizio si è trovato davanti frotte di utenti inferociti. Per i più, conquistato lo sportello a fatica, la risposta è stata identica: «l’Amministrazione comunale, ritenendolo illegale, ha eliminato il contributo destinato ad attenuare, dalla sua istituzione nel 2006, gli aumenti causati dall’applicazione della Tia. Gli aumenti attuali, che colpiscono principalmente i nuclei familiari numerosi e gli esercizi di ristorazione, derivano dall’applicazione senza ammortizzatori del DPR 27/4/99 -158». Nulla da fare quindi, anche se il cittadino utente si chiede: come mai quello che è stato legittimo fino al 2009 ora non lo è più? Eppure basta fare una ricerca su Internet per trovare tantissimi comuni che in un modo o nell’altro, grazie ad un contributo alle utenze, attenuano gli squilibri di una legge nata per spingere gli enti locali ad affrontare il problema rifiuti in modo innovativo attuando la raccolta differenziata spinta ed il riciclaggio. TORINO ABBATTE LE TARIFFE degli esercizi commerciali che si trovano lungo le vie nelle quali sono aperti cantieri stradali. Livorno fa lo sconto a chi applica correttamente la raccolta porta a porta. Verona contribuisce ad alleviare il costo Tia per le botteghe storiche ed alle utenze che documentano l’avvio al recupero dei rifiuti prodotti. Solo per citare alcuni esempi. LE PROTESTE DEI TIBURTINI hanno comunque lasciato il segno e le conseguenti valutazioni degli amministratori comunali, stando alle dichiarazioni del Sindaco Gallotti, fanno ipotizzare una riflessione tesa a ricercare una nuova forma di contributo prima dell’emissione della seconda bolletta annuale unitamente ad una rateizzazione per l’immediato. I PROBLEMI IRRISOLTI comunque sono molti e ricadono direttamente sulle spalle dei tiburtini, infatti (dati 2008) il costo pro capite del servizio si attesta al di sopra della media nazionale, 136 euro circa contro 131. Un costo pro capite che si abbassa notevolmente nei Comuni in cui la raccolta differenziata funziona, infatti la media pro capite del nord Italia scende al 118 euro per abitante con punte inferiori ai 100 euro nei consorzi di Comuni nei quali il porta a porta spinto consente punte di differenziato che superano anche il 70%. PER QUANTO RIGUARDA, INVECE, una famiglia tipo di tre componenti che vive in un abitazione di 100 metri quadri, la tariffa è favorevole ai tiburtini che contribuiscono con 196 euro contro una media nazionale di 233.

Sono arrivate agli utenti le bollette a conguaglio, riferite al 2010, della Tariffa rifiuti. Tutte in aumento: pochi euro per qualcuno, raddoppiate o triplicate per qualcun altro, in modo particolare per gli esercizi di ristorazione. In molti però non pagano da anni provocando una preoccupante situazione di bilancio dell’Asa che il servizio rifiuti gestisce IL PRINCIPALE PROBLEMA è quello dell’evasione, secondo i dati ufficiali oltre il 40% delle utenze non domestiche ed il 10% delle domestiche non paga le bollette, per un totale di circa quindici milioni di euro da recuperare; grandi esercizi commerciali hanno arretrati da decine di migliaia di euro. Le azioni di recupero crediti sono rimaste inapplicate e comunque non hanno dato risultati facendo avvicinare pericolosamente la data di prescrizione. CONSEGUENZA OVVIA LA CRISI di liquidità che obbliga, per pagare gli stipendi del personale, ad un costoso ricorso al credito che aggrava un bilancio già appesantito da un debito di circa sei milioni di euro nei confronti della discarica. Altri oneri che vanno ad aumentare il costo complessivo del servizio rifiuti che i cittadini debbono sostenere per intero a norma di legge. AUMENTO DELLE BOLLETTE, debiti, crediti, evasione, mezzi tecnici obsoleti, scadimento della pulizia della città, assenza di una raccolta differenziata accettabile anche se l’isola ecologica è un fiore all’occhiello, personale demotivato, cittadini inferociti: l’Asa SpA, che dovrebbe essere, secondo la legge, privatizzata entro il 2013, rappresenta un peso insopportabile sulle spalle della cittadinanza, obbligata a ripianarne ogni spesa, ogni clientelismo delle gestioni politiche che si succedono, ogni ritardo nella realizzazione dei progetti di sviluppo. Mentre la città, che vuole essere turistica e punta sulla imminente istituzione del Polo culturale per aumentare i flussi di visitatori, resta sporca e sciatta. LA QUESTIONE RIFIUTI è delicatissima, nelle regioni come il Lazio, dove si tarda ad affrontarla applicando le direttive europee e copiando gli esempi virtuosi di tanti comuni, si rischiano il tracollo ed i fallimenti delle aziende; per l’azienda tiburtina occorre probabilmente una cura radicale somministrata da

mani esperte. Il nuovo Consiglio di amministrazione, l’ennesimo, è chiamato ad un compito pesante a causa della situazione finanziaria ereditata ma trova progetti di sviluppo pronti, sul porta a porta e sulle isole ecologiche; applicarli con convinzione potrebbe essere il segnale di una inversione di rotta, anche se, nel programma elettorale dell’amministrazione che ora governa Tivoli, al problema rifiuti non si faceva cenno. Gianni Innocenti

Chi ha diritto all’esenzione! Il Comune si sostituisce totalmente al pagamento della fattura nei seguenti casi: • Presenza di nucleo familiare costituito unicamente da persone di età superiore ai 65 anni. • Presenza nel nucleo familiare di almeno un componente con riconosciuta invalidità totale e permanente con inabilità lavorativa al 100%. • Presenza nel nucleo familiare di un componente affetto da cecità assoluta, • dichiarando espressamente che la somma dei redditi imponibili IRPEF non superi gli € 11.000 (nucleo da 1 componente) e gli € 15.000 (nuclei da 2 o più componenti). L’esenzione avrà luogo su domanda a condizione che nessuno dei componenti il nucleo sia proprietario o usufruttuario di unità immobiliare (oltre quella di residenza principale) produttiva di reddito IRPEF sul territorio nazionale.

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n. 2 2011

La maggioranza che non comunica TIVOLI – Da più parti si levano critiche nei confronti dell’amministrazione di centro-destra che governa la città tiburtina. A quelle che esprime a voce alta l’opposizione, si aggiungono quelle di corridoio che provengono dall’area che sostiene il Sindaco Gallotti. Assoluta inattività, è il giudizio ricorrente. Per cercare di capire le ragioni della stasi amministrativa apriamo le nostre pagine a chi vuole esporre il proprio punto di vista. Abbiamo intervistato Luciano Conti, consigliere comunale per due volte consecutive con le giunte di centro-sinistra che, eletto nella lista dell’UDC, siede attualmente tra le file della maggioranza. Partiamo subito con l’annoso problema della stabilizzazione lavoratori precari Asa Spa. I lavoratori precari dell’Asa Spa sono stati interessati nel corso degli ultimi anni da diversi rinnovi contrattuali che hanno determinato oramai la condizione per la stabilizzazione, questo anche in considerazione del vizio di forma dei contratti stessi, condizione suffragata anche dal parere legale richiesto dall’azienda Asa all’avvocato. La non stabilizzazione porterà una vertenza che sicuramente condannerà l’azienda con conseguenza della stabilizzazione di tutti i

precari e l’aggravio del danno erariale. Inoltre la stabilizzazione dei suddetti precari e’ stato un cavallo di battaglia del Sindaco in campagna elettorale che formalmente si è impegnato sia con gli stessi interessati che con l’intera città. Non possiamo parlare del capitolo Lavori pubblici… Dopo circa un anno di amministrazione, necessario per capire la macchina amministrativa, credo sia giunto il momento per dare risposte alla cittadinanza, quelle promesse fatte in campagna elettorale devono essere portate a termine, mi riferisco ai quartieri Albuccione-Campolimpido-Bivio e soprattutto Arci (nello specifico la manutenzione stradale di via dei Pioppi disastrata, via Arci, via dei Faggi, via Abeti eccetera) non avvenuta nonostante la promessa di intervento nei primi cento giorni di amministrazione. L’assessore ai Lavori Pubblici sta operando bene ma credo che sia necessaria una maggiore spinta di tutta la maggioranza per definire le priorità. …delle municipalizzate che pensa… anche ovviamente delle Terme Acque Albule. Credo si debba seguire una linea comune sulle aziende municipalizzate stabilendo di comune accordo cosa fare; ad oggi la

TIVOLI - La povertà dilaga, aumentano le richieste d’aiuto ma le casse del comune tiburtino sono in affanno. Il 2010 ha visto schizzare alle stelle le domande di sussidi, crescere i costi per i minori tolti alle famiglie, ma tra tante cose negative qualche nota positiva c’è. Viaggia a gonfie vele lo Sportello Donna che, a due mesi dalla sua inaugurazione, ha già aiutato parecchie donne. Prima di tuffarsi sui progetti ed i programmi per il 2011, l’assessore alle Politiche Sociali ha voluto stilare il suo bilancio per l’anno appena trascorso. Primo capitolo i sussidi per i minori: sempre più domande e sempre meno soldi. «Quando siamo arrivati ad aprile il bilancio del mio settore era stato già programmato dalla vecchia amministrazione e quando siamo arrivati alle ultime mensilità ci siamo trovati con meno fondi del previsto – ha spiegato l’assessore Mondani – e quindi abbiamo dovuto diminuire l’importo dei sussidi».. Nel primo trimestre sono state 325 le famiglie assistite, con una spesa di 84mila euro. Nel secondo trimestre 335 per 98mila euro. Nel terzo trimestre 411 sempre per 98mila euro e, nel quarto trimestre, 410 famiglie per 71mila euro. I buoni pasto, invece, sono aumentati. Per i ticket da 50 euro per la spesa sono stati spesi 67mila euro contro i 20mila del 2009. «Le famiglie che hanno bisogno di sussidi sono sempre di più – spiega la Mondani – chi prima riusciva a vivere con uno stipendio e due figli, magari ora si trova in pensione o in cassa integrazione e non ce la fa più. Dovremo studiare un modo per poter dare aiuto a tutti».

In questo momento della vita politica tiburtina, dove diverse problematiche attanagliano la città: crisi occupazionale, municipalizzate, turismo, abbiamo sentito il consigliere Luciano Conti dell’Udc alla sua terza esperienza a Palazzo San Bernardino procedura di privatizzazione delle terme seguita dalla Ernest & Y. ancora non si è discussa in maggioranza. Quando dico edilizia economico popolare legge 167… cosa le viene in mente? E’ necessario far partire un piano di edilizia convenzionata per il nostro territorio, questo strumento puo’ dare una svolta storica al problema della casa per molti giovani offrendo sicuramente unita’ abitative a costi contenuti. L’assesore all’Urbanistica, pur fra mille difficolta’ anche strutturali del settore, so che sta procedendo in tal senso ma appare opportuno anche qui confrontarsi in maggioranza per gli indirizzi prioritari. La città e gli sportivi si attendono uno scossone per la città dello sport agli Arci. Oggettivamente risolvere la questione Arci dove l’amministrazione attuale ha eredidato una situazione dal passato difficile e contorta non è facile. Lo sport a

Tivoli ha bisogno di scrollarsi di dosso le vecchie logiche, un rilancio attraverso la messa a regime della citta’ dello sport appare irrinunciabile. Inoltre una totale rivisitazione degli impianti sportivi potrebbe far partecipare alla vita sportiva anche soggetti diversi e che vogliono investire sullo sport a Tivoli. In una conferenza di fine anno del sindaco Gallotti si sono sviscerate diverse tematiche, una di queste era il rapporto dell’Amministrazione con la città. Invece tra le forze politiche di maggioranza c’è comunicazione? Nella maggioranza c’e una scarsa comunicazione fra esecutivo ed organo di controllo ed indirizzo che sta portando inevitabilmente a malumori e forti mal di pancia: non appare possibile che le scelte amministrative non siano sufficientemente condivise fra tutti, l’esecutivo ed il consiglio devono cercare, insieme, di portare a termine il programma elettorale presentato agli

La povertà dilaga... ma le casse sono vuote Conferenza stampa dell’assessore ai Servizi Sociali, Federica Mondani, che traccia un bilancio In aumento anche il numero dei minori affidati alle case famiglia: 52 ragazzi che sono costati un milione e 200mila euro, contro i 700mila spesi nel 2009 per 43 ragazzi. «Abbiano registrato un incidenza maggiore nel centro storico e nelle periferie, soprattutto a Tivoli Terme – continua l’assessore – sono dati che teniamo in considerazione anche in funzione di nuovi progetti. Alcuni bambini di quei quartieri, per esempio, durante un incontro ci hanno detto che non avevano mai visto villa d’Este. Evidentemente le loro famiglie non hanno la possibilità di portare i figli, e quindi ci stiamo organizzando per fargliela visitare noi. Nel nuovo anno, poi, vorremmo fare dei corsi per alunni e per insegnanti sul bullismo. Non ci sono state segnalazioni in merito ma vogliamo informare e prevenire». Sempre sui minori, poi, si concentrano gli interventi dei servizi sociali su Stacchini. «Autonomamente l’Amministrazione comunale non può fare più

elettori. Problematiche di alcuni settori non hanno mai attraversato il tavolo della maggioranza. Io credo che le maggioranze si rafforzino nello stesso momento in cui comunicano. Non necessitano commissioni ristrette nè tavoli a tre nè accordi segreti ma solo comunicazione e lavoro di squadra per raggiungere obbiettivi prefissati. Vigili Urbani: la data della selezione pubblica, dopo nove mesi di silenzio, comunicata appena una settimana prima con un unico avviso pubblicato solo sul sito internet del Comune. Così su 1.088 candidati ammessi non hanno partecipato in 826. Appare evidente che la mancata partecipazione di 826 candidati alle prove selettive su 1.080 aventi diritto è la percentuale più alta in assoluto di assenti per un concorso pubblico. Questo deve far riflettere l’intera amministrazione e cercare di capire quali siano state le cause e se tali cause siano da addebitare a procedure concorsuali non lineari. Credo che anche su questo la maggioranza debba fare una riflessione. Il suo rapporto con l’UDC. L’UDC Tiburtino nasce da una vicenda politica nota dove si e’ messo in discussione un metodo

amministrativo, un modo politico di lavorare in nome della condivisione e della collegialità: beh, fatta la festa, gabbatu lu santu oggi coloro, dopo aver allontanato qualche cofondatore del movimento tiburtino, che predicavano bene razzolano peggio di ieri. Pensi che in circa un anno di amministrazione sono stati convocati solo due incontri del gruppo consigliare e nessuno di partito al contrario mi risulta che si fanno pre consigli e pre giunte in modo “carbonaro”. Spero di chiarire quanto prima queste cose anche in presenza del responsabile Provinciale e Regionale con i quali il mio rapporto è sempre stato trasparente. L’intervista è del 22 gennaio

di tanto. Dovrebbero intervenire anche le altre istituzioni come la Regione, la Provincia ed i Comuni limitrofi. Nella baraccopoli facciamo periodicamente dei censimenti e poi abbiamo istituito un pulmino per portarli a scuola. Si tratta, in questo momento, di sette bambini. Li andiamo a prendere e provvediamo a vestirli e lavarli. La metà dei giovani che portiamo a scuola smettono dopo il primo giorno, ma noi vogliamo insistere perché se riusciamo a salvare anche uno solo di loro vuol dire che è valsa la pena di fare questo sforzo». Passando dai giovani agli anziani, il costo diurno è costato all’amministrazione 300mila euro mentre i soggiorni climatici, per 484 persone, 250mila euro. Ben più alti, invece, i costi per le assistenze domiciliari che sono arrivate, nel 2010, a 620mila euro. «In settimana ci saranno le elezioni per il centro anziani di Campolimpido. Un passaggio di consegne con una stretta di mano tra il presidente uscente e quello entrante. Sono contenta quando posso vedere situazioni come questa. In passato c’è stata una politicizzazione dei centri anziani, noi vogliamo evitarlo perché i centri devono essere dei punti di aggregazione e non di campagna elettorale». Risultati buoni, infine, sono stati raccolti dallo Sportello Donna, aperto a novembre scorso, che ha già accolto 22 donne. Di queste: una ha denunciato il coniuge violento, che è stato poi allontanato, una signora extracomunitaria è stata iscritta ad un corso per diventare tutor di integrazione. Ad altre due, infine, è stato trovato un lavoro. (F.V.)

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Arcionia, fa ancora parlare GUIDONIA - Arcionia fa ancora parlare di sé. Nei primi giorni di questo 2011, a seguito di un esposto anonimo, la polizia giudiziaria ha chiesto all’ufficio urbanistica del Comune di Guidonia una relazione sugli iter seguiti per dare il via definitivo alla costruzione della megalottizzazione di Castel Arcione. Oltre a questo si aggiunge un ricorso al Tar presentato dagli imprenditori del Consorzio tiburtino - nato nel 1998 per realizzare l’area artigianale denominata Pip 2, mai venuta alla luce. Pronta la risposta del sindaco Rubeis a questi nuovi fatti. «Certo – si legge in una nota – è strano che un soggetto privato, nemmeno coinvolto nella vicenda per un diretto interesse ad agire, si preoccupi di avviare un procedimento presso il Tribunale amministrativo del Lazio». Il primo cittadino in sintesi non esclude che dietro al ricorso vi siano «anomale, indirette forme di strumentalizzazione animate da certa politica non abituata a metterci la faccia». Dagli imprenditori, così improvvisamente interessati all’edilizia altrui, ritiene di aspettarsi «finalmente un impegno a fare impresa per rispondere alle esigenze occupazionali dei nostri giovani». Sulla questione della legittimità del progetto di lottizzazione approvato nel luglio 2010 dal consiglio comunale il sindaco si dice convinto: «Abbiano ritenuto di agire seguendo un criterio logico e coerente. Quell’area era edificabile e avevamo dunque solo la necessità di rispondere ad un interesse che veniva dai privati che attendevano da 40

anni il riconoscimento di un loro diritto. D’altro canto abbiamo ritenuto di dover adeguare e tenere conto anche delle esigenze derivanti dai nuovi standard urbanistici e delle condizioni sociali del nostro territorio, per questa ragione abbiamo inserito nella convenzione non solo l’adeguamento a tutti gli standard di legge, non solo la realizzazione a carico dei privati di tutte le opere di urbanizzazione primaria, fogne, acqua, luce e gas, ma anche la realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria che mai in questo comune sono state programmate come abbiamo fatto noi, mi riferisco alla costruzione di tutte le scuole, dall’asilo nido alla scuola media, ad una area verde attrezzata di qualità, ad una chiesa. Con Regione e Provincia abbiamo cantierato una nuova viabilità, raddoppio della Tiburtina, nuovo casello, arterie secondarie di collegamento proprio per scongiurare quella situazione di paralisi di cui gli imprenditori parlano nel ricorso». «Comunque, in questa fase – conclude Rubeis – ci sono Provincia di Roma e Regione Lazio, ma anche ogni cittadino

La storia Nel 1966 il Comune di Guidonia aveva previsto una lottizzazione di cinquemila abitanti in località Castel Arcione, ma nel 1976 il piano regolatore di Guidonia non ne tenne conto. Il Consiglio di Stato in seguito al ricorso della curatela fallimentare di Del Fante, ex proprietario dell’area, accolse il ricorso, specificando che il comune doveva esprimersi in merito alla destinazione d’uso dell’area. Cosa mai avvenuta. In ogni caso Arcionia si farà. L’area destinata al nuovo insediamento è in località Castel Arcione, al km 20 della via Tiburtina, sull’intersezione con la via dei fratelli Gualandi, che la attraversa suddividendola in due distinte porzioni. Parliamo di una superficie territoriale di 480.608 metri quadrati. La volumetria complessiva realizzabile sarà di 480.608 metri cubi, l‘ottanta per cento residenziale ed il restante venti non residenziale. Questo l’esito finale di un processo politico fatto di

comune, che possono esercitare tutti i poteri di controllo sia in via amministrativa sia ricorrendo alla magistratura prima che si firmi la convenzione». Anche Filippo Lippiello, ex sindaco di Guidonia capogruppo Api e coordinatore provinciale del partito, è intervenuto sul ricorso presentato dal Consorzio Tiburtino contro la lottizzazione ritenendo necessaria una rivisitazione del progetto approvato dal Comune a luglio. In consiglio comunale è intervenuto sul ricorso al Tar presentato dal Consorzio Industriale Tiburtino contro “Arcionia”: «Vanno ascoltate tutte le esigenze del territorio. Come bisogna garantite le necessità dei proprietari della lottizzazione allo stesso modo il Pip 2, che porterà posti di lavoro e produttività va tutelato – si legge in una nota –. Per questo ritengo sia comunque necessaria una rivisitazione del progetto di lottizzazione originario, anche perché datato, senza per questo penalizzare chi possiede l’area». A luglio del 2010 per l’opposizione la gravità della cosa risiedeva nel fatto che il tutto è stato approvato senza dare vita ad una variante urbanistica. Pd, IDV e Api avevano presentato un ordi-

ne del giorno nel quale veniva sottolineata l’inadeguatezza del Piano di Lottizzazione e chiesta una variante al Prg per modificare la destinazione delle aree in questione. «L’Api era favorevole ad una pianificazione di “Arcionia” adeguata al presente, ma non può esserlo di fronte all’approvazione di un piano vecchio di 40 anni», aveva dichiarato l’ex sindaco di Guidonia. Il Pd, attraverso il suo capogruppo, Simone Guglielmo così si era espresso: «Scelte così importanti dovrebbero passare attraverso una programmazione seria e il Piano Regolatore è l’unico strumento con il quale si può pianificare in modo corretto lo sviluppo del territorio». Ma i più scatenati sembravano essere i rappresentanti dell’Italia Dei Valori con Emanuele Di Silvio in testa: «Realizzare un quartiere di queste dimensioni a ridosso di via Tiburtina significherà contribuire al blocco totale della viabilità». Lo stesso Di Silvio, in sede di commissione urbanistica aveva ribadito l’illegittimità dell’atto e la necessità di «un atto pianificatorio di livello generale, ovvero con una variante urbanistica». È proprio dall’Idv che a settembre è partita la raccolta di firme contro “Arcionia”. Contraria alla nuova lottizzazione anche la lista civica il Faro che così si era pronunciata: «Non può essere interesse dei cittadini di Guidonia, cui sono razionati quotidianamente forniture idriche, fognarie e servizi (assistenza sanitaria, viabilità, scuola eccetera) già carenti da

scontri e di rinvii durato mesi. Non si tratta, infatti, di un progetto pensato, ideato nei giorni nostri, facendo seguito ad esigenze reali del territorio ma di una storia iniziata nel lontano 1966 quando, con delibera n. 81 del 27.5.1966, il Consiglio comunale di allora approvava la convenzione di lottizzazione dell’area Arcionia su richiesta del conte Massimo Del Fante. All’epoca dei fatti, cioè nel 1966, le motivazioni del consiglio comunale erano chiare “… Dato atto che da vario tempo pervengono a questa amministrazione richieste di lottizzazione di terreni in considerazione del fatto che la gente tende al allontanarsi da Roma, per trovare possibilità di sistemazione di una vita più tranquilla, aria meno infetta di gas provenienti da officine, stabilimenti, macchine, cantine di riscaldamento, per cui la necessità di autorizzare la costruzione di abitazioni nel nostro territorio che riesce utile anche per l’incremento della popolazione che nel nostro centro si avvicina ormai ai 30.000 abitanti”.

decenni, costruire un altro quartiere per fare arrivare circa cinquemila nuovi residenti. Con un’apposita meditata variante, peraltro, ben si sarebbe potuto apportare modifiche alla lottizzazione dell’Arcionia, con interventi di utilità pubblica, sorretti da idonea motivazione, come suggerito, tra le righe, dallo stesso Consiglio di Stato nella sentenza 767/84 ed anche nella successiva sentenza n. 570/88 relativa al giudizio di ottemperanza. Ciò, purtroppo per noi, non è stato fatto e l’amara conclusione non può essere che questa: mentre il governo della città si perde tra i mattoni, a perdere realmente

sono tutte le persone residenti nel nostro comune, cui vengono disattesi ancora una volta i reali bisogni quotidiani». Cosa era successo a luglio: L’estate era quasi giunta al termine ma il caldo fuoco della politica estiva ardeva ancora. E’ datata 27 luglio la decisione della maggioranza del Consiglio comunale di Guidonia Montecelio di dare l’ok definitivo alla mega-lottizzazione “Arcionia” della Santarelli Costruzioni S.p.A., ottemperando ad una sentenza del Consiglio di Stato del 1984, che porterà alla nascita di una nuova città nella città. A votare a fianco della maggioranza anche UDC e La Destra. Michela Maggiani

La Rocca come simbolo GUIDONIA - La Rocca di Montecelio sarà il simbolo dei festeggiamenti per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità, sempre che sia ancora in piedi. Dopo anni di incuria e abbandono sembra che in questi ultimi mesi la Rocca sia nuovamente nei cuori degli amministratori. Per salvarla il sindaco Eligio Rubeis metterà a disposizione dei cittadini delle cartoline raffiguranti la Rocca, già affrancate e indirizzate al ministro Bondi da firmare e spedire. All’inizio si parlava di 30mila cartoline ma ora saranno il doppio. L’iniziativa dell’amministrazione sta riscontrando però delle feroci opposizioni. In un comunicato il movimento cittadino il Faro pone un quesito: «Trentamila cartoline da distribuire ai cittadini con l’indirizzo del ministro Bondi per chiedere il restauro della Rocca? Pensavamo che il sindaco di Guidonia fosse in grado di far leva sul suo ruolo istituzionale per ottenere la soluzione del problema, tanto più con la sua stessa parte politica. È il sindaco, basta questo. Anche perché ogni associazione potrebbe ricorrere ad una raccolta di firme». Per il Faro, quindi, si tratterebbe di “una mossa demagogica, oppure è un primo cittadino che si sente ignorato dalle istituzioni di riferimento”. Critiche anche dall’Udc di Michele Pagano: «Un’amministrazione - ha detto Pagano, anche presidente del coordinamento provinciale - ha altre maniere, sicuramente meno onerose, per interloquire con il ministro. Sarebbe bastato pubblicizzarne, ad esempio, la mail del ministro o del ministero per ottenere lo stesso risultato, se non maggiore. Una questione di cui comunque doveva essere investito il consiglio comunale, ma chi governa privilegia più l’apparire che il fare». Rubeis però va avanti per la sua strada: «Trentamila cartoline non bastano, ce ne vorranno almeno il doppio. L’idea è “super” a giudicare dalle reazioni che ha suscitato. Ci sarà un annullo speciale di Poste Italiane celebrativo dei 150 anni dell’Unità d’Italia con costo di poche centinaia di euro. Le critiche? Strumentali». (M.M.)

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Guidonia “abbaia” di felicità GUIDONIA - Per la commissione ambiente e parchi del comune di Guidonia Montecelio, presieduta da Antonio Tortora (PDL), l’iter procedurale si è concluso positivamente ed il provvedimento è stato licenziato lo scorso 11 gennaio. In una nota indirizzata al sindaco Eligio Rubeis, al presidente del Consiglio comunale Stefano Sassano, agli assessori e dirigenti competenti Lavori pubblici e Ambiente -, Tortora ha scritto che «Questa commissione ha definito idoneo il progetto per la realizzazione del canile municipale. Il provvedimento può quindi essere portato all’attenzione del Consiglio comunale per la sua approvazione, evitando così un inutile spreco di soldi pubblici». Il comune di Guidonia, infatti, paga 1.500 euro l’anno per ogni animale accalappiato e trasferito nella struttura convenzionata di Casa Luca a Roma. «I cani di Guidonia ospitati a Casa Luca sono 350 – si legge nella nota - numero che lo scorso anno ha spinto il settore Ambiente a sollecitare, ottenendola, una correzione dei conti per il 2010. I 200mila euro stanziati sono diventati 411mila al 31 dicembre. Una voce di

A Tivoli si sterilizza

Manca solo l’approvazione da parte del consiglio comunale e poi si potrà dare il via definitivo alla costruzione del canile municipale, ma per il sindaco occorre cambiare comunque mentalità e favorire una politica di adozioni bilancio onerosa, che nella previsione di spesa per il 2011 tocca quota 500mila euro». Anche dal consiglio si levano ormai da tempo voci a favore del canile, per il bene delle bestiole e delle casse. Anche il consigliere Ugo Fabri ha recentemente chiesto e sollecitato affinché il provvedimento fosse discusso in aula e approvato al più presto. «Non è più rinviabile – ha dichiarato Fabri - la costruzione di una struttura sanitaria comunale, il progetto è pronto, individuate le aree, speriamo di accelera-

re i tempi per entrare nella fase della cantierizzazione». Il sindaco Rubeis ritiene però necessario cambiare l’approccio culturale con il randagismo, iniziando un percorso che allontani la logica dei canili, seppur indispensabili, favorendo una politica che punti sulle adozioni. Il comune ha di recente stipulato una convenzione per la prima accoglienza dei randagi con un’associazione onlus non a scopo di lucro, “Amici di fido e non solo” che lavora appunto sul solo fronte delle adozioni. (M.M.)

TIVOLI - La lotta al randagismo passa tra nuovi progetti, nuovi canili e la promozione delle adozioni. I piani dell’Amministrazione comunale per il 2011 hanno già incassato l’approvazione dei volontari che si occupano di trovare una nuova casa ai cani che vivono per le strade della città. Sono iniziate, intanto, due campagne di sterilizzazione, uno per gli animali privati ed uno per i randagi. «Il primo – spiega l’Assessore con delega al Randagismo Laura Cerroni – consiste in contributi, per 28mila euro stanziati dalla regione, con cui l’Amministrazione comunale aiuterà chi vuole far sterilizzare il suo cane ma non ha i mezzi per farlo. L’altro progetto, invece, riguarda l’accalappiamento e la sterilizzazione dei randagi e verrà realizzato dalla Asl». Negli ultimi giorni dello scorso anno, poi, è stato raggiunto anche l’accordo con un nuovo canile che, oltre a tariffe minori, darà modo ai volontari dell’associazione Amici di Fido di intervenire con più facilità. «Abbiamo siglato un accordo con un nuovo canile che ci garantisce un minor costo – continua l’assessore Laura Cerroni – ed anche maggiori garanzie su come vengono trattati questi animali. Ogni anno i canili ci costano 250mila euro». «È stata revocata la convenzione per la custodia dei cani catturati sul territorio, stipulata nel aprile 2008 dalla precedente ammi-

nistrazione, con il canile Tecnovett di Rieti – spiegano gli Amici di Fido – l’assessore Laura Cerroni ha saputo ascoltare le nostre richieste e quelle dei cittadini che da anni dicevano basta alla “deportazione” che creava una grossa difficoltà all’opera da parte dei volontari, vista anche la distanza, di occuparsi delle adozioni». «Il giorno 30 dicembre 2010 i cani “ospiti” nella struttura reatina sono stati condotti presso il “Dog Village” di Capena, struttura molto più vicina, e sicuramente di più agevole accesso all’opera del volontariato per poter promuovere gli affidi dei cani presenti – continuano i volontari – questo è un primo e importante passo, che mostra la voglia di voltare pagina e di avviare finalmente, dopo anni di assenza di programmazione, un piano condiviso con chi da decenni opera in silenzio, raccogliendo e affidando cani sia come associazioni animaliste sia come singole persone». «L’adozione, a questo punto, diventa essenziale – conclude l’assessore allo Sport, delegata per il randagismo, Laura Cerroni – ed intendo diffonderla il più possibile. In questo modo miglioriamo le condizioni di vita dei cani randagi ed abbattiamo i costi a carico dell’Amministrazione. Per ora stiamo cercando soluzioni ai problemi più urgenti ma poi ci dedicheremo ai progetti di più ampio respiro come la realizzazione di un canile comunale, che costa un milione di euro e lo si potrebbe ammortizzare in quattro anni. Lo sforzo per ridurre questo fenomeno è massimo, abbiamo preso in mano la situazione ma questo non è un problema che si risolve d’impatto. I miglioramenti si vedono con gli anni. Intanto abbiamo aderito a due progetti per la sterilizzazione». (F.V.)

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Giornata della Polizia Locale TIVOLI - Bilanci e progetti per i vigili urbani di Tivoli che intanto si godono la loro festa: la Giornata della Polizia Locale. Nel giorno di San Sebastiano, patrono dei “pizzardoni”, l’amministrazione comunale ha voluto dedicare una giornata al corpo. Il 20 gennaio scorso si è celebrata la prima edizione e con l’occasione sono state tirate le somme sugli interventi del 2010 ma sono state anche delineate le linee per i programmi futuri. «Il messaggio che l’amministrazione vuole mandare – ha commentato l’assessore alla Mobilità Alessandra Fidanza – è che la sintesi tra la qualità del ser-

Alcuni numeri sui servizi dei vigili di Tivoli nel 2010 Verbali per effrazioni al codice della strada: 25.736 Verbali per effrazioni ai regolamenti comunali e leggi speciali: 222 Interventi su incidenti stradali: 190 Veicoli controllati: 2.826 Veicoli rimossi a Tivoli: 1.753 Veicoli rimossi nelle delegazioni: 365 Veicoli rubati rinvenuti: 11 Controllo attività commerciali e pubblici esercizi: 443 Sequestri amministrativi effettuati: 23 Verbali di accertamento: 101 Verbali di polizia giudiziaria: 38 Notizie di reati per abusi edilizi: 31, di cui: con sequestro 7, con nuovo sequestro ex art. 349 cp 3, senza sequestro 21 Indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria: 117 Interrogatori delegati dall’Autorità Giudiziaria: 7

vizio reso dal Corpo e il senso civico della popolazione è la migliore garanzia, e forse l’unica, per il rispetto delle regole e per la civile convivenza. C’è la necessità da un verso di prendere iniziative che aumentino la professionalità, l’operatività e la complessiva capacità d’intervento; dall’altro di attivare campagne di sensibilizzazione e di educazione civica che contribuiscano ad alimentare, soprattutto nelle giovani generazioni, il rispetto per il bene comune e per l’immagine di una città che non solo accoglie annualmente circa un milione di visitatori da tutto il mondo, ma che ogni giorno è riferimento per migliaia di pendolari da tutta la Valle dell’Aniene». Buone notizie, poi, per le periferie di Tivoli che, da tempo, non hanno più le delegazioni comunali. «Questa Amministrazione ha come primo traguardo quello di riattivare le Delegazioni Comunali di Tivoli Terme, Villa Adriana e Campolimpido-Favale per assicurare ai cittadini la presenza istituzionale su tutto il territorio». Fulvio Ventura

Nazareno Enzo Brizioli torna a guidare l’Asl Roma G TIVOLI - Da commissario straordinario a direttore generale, Nazareno Enzo Brizioli torna a guidare l’Asl Roma G. Dopo che la sua prima nomina era scaduta lo scorso 26 dicembre, il 14 gennaio è stato nominato ufficialmente direttore ed il 20 è arrivata anche la ratifica della commissione regionale Sanità. Nel periodo di vacanza del posto, a guidare l’Azienda sanitaria è stato delegato il direttore amministrativo Daniele Aguzzi. Brizioli, quindi, tornerà ad occupare l’ufficio più importante di Villa Olivia, sede della direzione dell’Asl. Per lui un rientro al lavoro davvero infuocato tra le controproposte da presentare per il piano di rientro, ospedali che devono chiudere e reparti che non riescono ad aprire.

Progetto Crisalide GUIDONIA - Progetto di sostegno all’occupabilità femminile attraverso percorsi di cittadinanza attiva e valorizzazione delle competenze di genere” Il presente avviso propone l’inserimento di 280 donne in attività seminariali per una durata complessiva di 40 ore così articolata : Fare rete: pratiche per lo sviluppo della cittadinanza attiva e dell’occupabilità al femminile- ore 10 Valorizzazione delle competenze di genere e costruzione del C.V. europeo - ore 10 Strumenti per la gestione della comunicazione - ore 10 Mercato del lavoro locale, sbocchi occupazionali e stereotipi di genere - ore 10 Per informazioni sentire l’ente attuatore: Istituto Statale “Eduardo De Filippo” Colleverde di Guidonia, Via Monte Bianco – Tel. 0774572851-0774572611. Termini di presentazione delle domande 31/01/2011 compreso.

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Il libro di Michele Lupo TIVOLI - Michele Lupo, scrittore e insegnante alle scuole medie di Tivoli, già autore del romanzo “L’onda sulla pellicola”, ha pubblicato la raccolta di racconti “I fuoriusciti” - Stilo Editrice (Bari). Alcuni di questi racconti sono già usciti su rivista negli anni scorsi. Altri sono del tutto inediti. Lupo scrive di libri su www.paradisodegliorchi.com; di libri e scuola su http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/ In primavera è previsto il prossimo romanzo, Rosso in Fuga (Cult editore) e un reportage sulla Cambogia per la rivista di letteratura internazionale “Crocevia”. www.michelelupo.blogspot. com

L’arte del bonsai

VILLA ADRIANA - La Libera Università Igino Giordani ha organizzato per venerdì 11 febbraio 2011 alle ore 18,00 presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Pacifici un seminario su “L’arte del Bonsai” tenuto da Antonio Chicca. La pratica del Bonsai è nota in Occidente come frutto della cultura giapponese, ma in realtà trova la sua origine prima in Cina, e in tempi assai remoti. Già nel trecento ai tempi della dinastia Ming, in diverse regioni dell’Impero Cinese venivano creati e allevati bonsai in stili diversi. L’arte del Bonsai, ossia “la coltivazione artistica di alberi in vaso” secondo il significato del termine giapponese, negli ultimi anni va sempre più diffondendosi in Italia. Questi alberi in vaso possono essere paragonati a normali piante che sono state “semplicemente” coltivate in maniera migliore ovvero con cure ed attenzioni di cui generalmente altre piante non necessitano. Essi sono dunque natura viva, piccoli alberi che malgrado le dimensioni contenute esprimono tutta l’energia che è racchiusa in una pianta grande. Lo scopo di quest’arte è quello di ricreare la natura in maniera “ideale”, basandosi su un accurato studio del modo in cui le piante crescono nel loro ambiente, con il fine di ricreare un’appagante visione d’insieme, assecondando il modo in cui la pianta si sviluppa naturalmente. Per informazioni Telefax 0774534204. luig@centrocultvp.com www.centrocultvp.it

100 anni di luce a Guidonia

MONTECELIO - Arriva il “Parolario Monticellese”, l’ultima opera di Filippo Greggi, frutto di un certosino lavoro decennale. Si tratta di un articolato dizionario monticellese/italiano con allegate due appendici relative ai giochi per ragazzi e a centinaia di personaggi caratteristici del paese ricordati dalla memoria popolare. La presentazione del libro si

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XL/CULTURA ed EVENTI

Senza memoria non c’è futuro 27 gennaio “Giorno della Memoria”e 10 febbraio “Giorno del ricordo”. Due date per non dimenticare Senza memoria non c’è futuro. Ricordare le leggi razziali, la persecuzione anche italiana dei cittadini ebrei e il loro sterminio. Ricordare i civili ed i militari che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte. Ricordare le vittime dei nazionalismi e totalitarismi, le foibe, l’esodo di popolazioni dalle loro terre. Ricordare per conservare nel futuro la memoria di un oscuro e tragico periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere. I pensieri espressi sono i principi sui quali sono state organizzate le iniziative promosse con la partecipazione dell’associazione La Rete per la storia e la memoria della Resistenza nella valle dell’Aniene, fondata nel marzo 2008 su iniziativa di Enti Locali ed Associazioni della Valle dell’Aniene, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio, per le prossime giornate della Memoria e del Ricordo. Per il 27 gennaio si inaugurerà una mostra fotografica dal titolo Uno scatto di Pace sul campo di concentramento di Auschwitz. A cura dello Studio fotografico Blow-up presso la Scuola media Castel Madama, via Caduti di Nassiriya, aperta dal 27.01.2011 al 10.02.2011. Negli stessi giorni e nella stessa scuola avrà luogo la Rassegna di libri Racconto l’Impensabile, piccolo catalogo ragionato ed esposizione di libri scritti per bambini e ragazzi sulla Shoah, la II guerra mondiale e la Resistenza; a cura della Rete. Il 30 gennaio alle ore 18.00, presso il Teatro Castel Madama,via Caduti di Nassiriya, si terrà lo spettacolo teatrale Ai Gradoni del ponte sul fiume adattamento teatrale di opere letterarie ispirate alla Shoah della Compagnia Arte e Cultura Abusiva Mandela. Gli scopi principali de La Rete per la storia e la memoria

I dati - civili uccisi per rappresaglia o in azioni di rastrellamento - civili feriti in azioni di guerra o durante rastrellamenti - civili deportati in Germania o nei vari fronti - civili presi come ostaggi - sacerdoti presi come ostaggi o imprigionati - soldati tedeschi uccisi dai partigiani - soldati tedeschi catturati dai partigiani - ufficiali italiani renitenti alle leve nemiche - soldati italiani ed altri giovani renitenti alle leve nemiche - prigionieri alleati nascosti ed assistiti dalle popolazioni - centrali idroelettriche salvate ad opera dei partigiani - ponti fatti saltare dai partigiani - sabotaggi compiuti ai danni di cavi telefonici o telegrafici - sabotaggi compiuti ai danni di autocarri tedeschi - processi subiti dai civili da parte del tribunale tedesco - abitazioni requisite dal comando tedesco - capi di bestiame razziato - rastrellamenti subiti

91 35 78 1.600 12 7 17 85 4.000 1.800 3 1 16 20 6 300 4.000 52

I dati sopra riportati non sono poca cosa per una popolazione di circa 50.000 anime. La resistenza passiva e a volte armata delle popolazioni della nostra Valle ebbe una consistenza non indifferente, anche se va riconosciuto che le azioni dei piccoli gruppi di partigiani operanti quasi mai furono organizzate e ben congegnate per la mancanza d’un comando unitario, il quale, se si fosse avuto, avrebbe indubbiamente portato a risultati maggiori”. (I.M.) della Resistenza nella valle dell’Aniene dell’Associazione i cui soci sono i Comuni di Arsoli, Canterano, Castel Madama, Tivoli, Vicovaro e le Associazioni Martiri di Madonna della Pace, Martiri del-

le Pratarelle di Vicovaro, VOC – Video Officina Creativa di Castel Madama, Alter Ego di Subiaco, Università Popolare di Subiaco, consistono nella volontà di: ricostruire una storia unitaria dell’occupa-

zione tedesca, delle stragi e della Resistenza nella Valle dell’Aniene; superare la dimensione privata e particolaristica della memoria e del dolore dell’oppressione e delle stragi per trasformarla in patrimonio storico collettivo condiviso; coinvolgere i cittadini nel recupero dei documenti che possono completare la conoscenza del periodo; comunicare questo patrimonio, in modo da non disperderlo e consegnarlo alle generazioni future; promuovere iniziative sulle tematiche della memoria storica, della formazione della coscienza critica, dell’educazione alla pace e al rifiuto della guerra; ricollegare la storia della valle dell’Aniene agli eventi della storia coeva regionale, nazionale ed europea, anche attraverso la collaborazione con enti di ricerca e musei, a cominciare dal Museo della Liberazione di Roma. Giuseppe Panimolle, effettuò nei primi anni ‘60 un’inchiesta sulla Resistenza nella valle raccogliendo notizie paese per paese. A conclusione del suo lavoro scrive: (…) La Resistenza nell’Alta Val d’Aniene non poteva svolgersi con azioni in grande stile: la sproporzione delle forze lo impediva in modo assoluto; ma, per gli stessi motivi, essa Resistenza ebbe un notevole valore tattico e forse anche strategico. Ed ebbe una consistenza che nessuno mai immaginerebbe ad un esame superficiale ed affrettato. Ilaria Morini Info: la mostra fotografica e la rassegna di libri avranno i seguenti orari: Classi: su prenotazione dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30 Cittadini: giovedì 27 e domenica 30 gennaio; domenica 6 e giovedì 10 febbraio dalle 17 alle 19 Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla segreteria del Sindaco di Castemadama, sig. Cristina Martinelli 0774 4500217

Un libro per non dimenticare!

La memoria storica non può essere messa in disparte, in modo particolare quando riguarda episodi tragici che hanno segnato un territorio, i suoi abitanti, la loro anima. In questi giorni è possibile acquistare, in cambio del contributo minimo di cinque euro, la ristampa aggiornata del libro: La resistenza nell’Alta Val d’Aniene scritto da Giuseppe Panimolle la cui prima edizione fu pubblicata nel 1966. L’aggiornamento riguarda i fatti che avvennero nel territorio di Tivoli, raccolti e catalogati in un’appendice da Mario Marino. Gli episodi, che la narrazione scarna del libro riporta, sono avvenuti nel lasso di tempo 25 Luglio 1943 – 27 maggio 1944, periodo in cui la presenza dei soldati tedeschi divenne occupazione con connotazioni feroci al momento della ritirata. 91 civili uccisi per rappresaglia o in rastrellamento, 37 feriti, 78 deportati, 1.600 civili presi in ostaggio; 7 i soldati tedeschi uccisi dai partigiani e 17 quelli catturati: è il tragico consuntivo di una presenza militare che raggiunse episodi di particolare crudeltà sconosciuti alle giovani generazioni. Immagini sfocate e nomi che non possono cadere nel dimenticatoio, anche se le lapidi commemorative, a volte malandate, ricevono, ogni 25 Aprile ed in ogni anniversario il giusto e doveroso omaggio.

La nuova edizione del libro è stata curata dall’associazione Rete per la storia e la memoria della Resistenza nella Valle dell’Aniene cui aderiscono i comuni di Arsoli, Canterano, Castel Madama, Cervara di Roma, Tivoli e Vicovaro, insieme ad una serie di associazioni locali. Patrocinato dalla Regione Lazio che aveva garantito i fondi per la stampa, il volumetto di 184 pagine, con il cambio di amministrazione, ha visto revocare il finanziamento che è rimasto a carico di alcuni comuni. La distribuzione in cambio di un piccolo contributo, serve quindi a garantire esclusivamente un minimo recupero delle spese. In cambio si riceve un libro di storia locale i cui episodi, a volte così tragicamente inutili, fanno riflettere sulle guerre, sulle vittime civili che le accompagnano, sulla Pace massima aspirazione. Il libro si può acquistare a Tivoli nelle librerie Villa d’Este di piazza Garibaldi e Fonti Sonore di via Due Giugno e presso l’edicola Ezia che si trova in piazza Plebiscito. E’ disponibile nelle biblioteche dei Comuni aderenti e nella sede dell’associazione presso il Comune di Castel Madama. (G.I.) Per informazioni 0774/4500217

terrà sabato 29 gennaio, alle ore 17.00, presso il Teatro Comunale “Dario Vittori” di Montecelio nel corso di una cerimonia organizzata ad hoc: dopo il saluto del sindaco Eligio Rubeis, all’evento interverranno Andrea Di Palma, assessore alla Cultura, Ugo Vignuzzi, Accademico della Crusca, Vincenzo Luciani, poeta in lingua e in dialetto, Alfonso Masini, studioso di storia locale, Maria Sperandio, Gruppo Archeologico Latino. Ma la vera chicca è che l’importante iniziativa culturale si svolgerà in concomitanza con il centenario dell’inaugurazione della pubblica illuminazione nel Comune di Guidonia Montecelio (29 gennaio 1911): l’occasione giusta per celebrare insieme la Festa Municipale della Luce e per tributare un doveroso ossequio al dialetto locale, che finisce -tanto per restare in temasotto…i riflettori. (F.A.)

Un grande vocabolario tiburtino

TIVOLI - Sono stati necessari anni di lavoro al professor Franco Sciarretta per metter insieme le cinquecento pagine del volume prossimo alla stampa, interamente dedicato al dialetto tiburtino. Preceduto anni fa da una versione molto ristretta, il Vocabolario del dialetto tiburtino unisce alla tradizione storica del dialetto orale, tutto quello che scaturisce dalla lettura delle opere di circa trentacinque autori tiburtini tra i quali Evaristo Petrocchi, Tito Silvani, Lidua Mariotti, Igino Giordani. Le pagine ospiteranno e saranno abbellite dai disegni originali del professor Cairoli Fulvio Giuliani. Sarà un volume imperdibile che documenta il dialetto coniugandolo con le tradizioni storiche, i soprannomi, le tradizioni popolari. Il vocabolario non sarà distribuito nelle librerie ma potrà essere unicamente prenotato direttamente presso l’Associazione culturale Tiburis artistica entro il 31 maggio 2011 mediante sottoscrizione anticipata con pagamento del volume alla consegna che inizierà il giorno 15 settembre 2011 alle 17, giorno della presentazione ufficiale, presso le Scuderie estensi. Il costo del volume sarà di 50 euro. I nomi dei sottoscrittori compariranno in ordine alfabetico nella Tabula gratulatoria all’inizio del volume. Nel prossimo numero di XL i lettori troveranno la scheda di sottoscrizione e prenotazione da compilare che dovrà essere inviata all’associazione o restituita alla redazione del giornale.

Degustazione guidata

VILLA ADRIANA - L’associazione Italiana Sommelier, delegazione di Tivoli organizza presso il ristorante La Tenuta di Rocca Bruna per venerdì 28 gennaio una degustazione guidata con l’azienda laziale Poggio alla Meta. Si potranno assaggiare : Cabernet di Atina, Passerina del Frusinate, Ratfià e Grappa di Passerina. Per partecipare si deve dare un contributo di euro 10. Per info tel. 3382737978


27 gennaio 2011

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XL/CULTURA ed EVENTI

Segreti Concerti, con i Cavalieri di S. Stefano TIVOLI - Il giorno 29 gennaio alle ore 17.30 presso l’ex chiesa di Santo Stefano dei Ferri verrà presentato, a cura dell’Associazione culturale I Cavalieri di Santo Stefano, il romanzo “Segreti Concerti” di Ettore Pacetti. Illustrerà l’opera il Dott. Renato Recchia. Questa la storia. Roma 16081609. Il mondo ecclesiastico ed aristocratico acclama l’arrivo di Girolamo Frescobaldi uno dei massimi compositori e virtuosi della tastiera del sec. XVII, allora all’inizio della sua brillante carriera. Attorno a lui e alla giovane cantatrice Angiola Zanibelli si tessono trame, si ordiscono intrighi, si scambiano favori sullo sfondo della Roma pontificia. Ambientato nel Seicento, nella Roma dei Papi ma anche nella Roma della musica, dell’arte e della scienza, che fa da sfondo alla vicenda, il libro, opera vincitrice del premio NARRERAI Prima Edizione, è stato scritto dal M° Ettore Pacetti il quale si occupa, della documentazione multimediale degli archivi sonori e musicali presso RAI Teche. Per RAI ERI Pacetti ha curato, in collaborazione con Paolo Donati, il volume con CD-rom “C’erano una volta nove oscillatori” pubblicato nel 2002 e dedicato allo studio di fonologia di Milano della RAI. Durante la presentazione Gianni Pasqua leggerà alcuni tra i passi più significativi e al pianoforte l’autore eseguirà al pianoforte brani di G. Frescobaldi. Ingresso libero.

Amazzone con l’associazione Per Lei

TIVOLI - Il 5 febbraio 2011, alle ore 18, la Libreria Fonti Sonore avrà il piacere di ospitare l’Associazione di volontariato “Per Lei” e la giornalista Adriana Reginato per la presentazione del libro “Amazzone”. Adriana Reginato vive a Padova, dove ha lavorato per 30 anni nel quotidiano Il Mattino di Padova, ha pubblicato racconti di fantascienza per l’Editore Nord e ha collaborato con riviste d’arte. Il libro racconta la sua storiadiario durante due anni di lotta ad un cancro che l’ha completamente privata di un seno, costringendola a darsi una nuova “geografia” del corpo, anche da un punto di vista erotico, dato che sulla cicatrice si è fatta tatuare una tigre. Il punto di forza di questo libro, rispetto ad altre pubblicazioni analoghe, è la gioia di vivere che infonde e “l’indice a parte” ovvero “istruzioni per l’uso”: suggerimenti per affrontare al meglio le terapie sia da un punto di vista fisico che psicologico. Ascolteremo brani del libro, l’autrice racconterà la sua esperienza e risponderà alle domande che le verranno poste coadiuvata

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dalle volontarie dell’Associazione Per Lei. Gli incassi del libro, già alla sua seconda edizione in pochi mesi, saranno devoluti all’Airc. Ingresso Libero

a Tivuli vogghio i’! “Carnevale a Tivuli vogghio i !” La vecchia canzone incitava la folla a raggiungere Tivoli, la città del Carnevale laziale nella quale i festeggiamenti iniziavano, tradizionalmente, al ritmo dei tipici tamburelli nostrani e al movimento dei perpetui balli delle ‘Ghiogghiare’, dette anche ‘Livarole’, donne che, assunte come raccoglitrici d’olive nelle terre dei grandi proprietari terrieri, anticamente stazionavano a Tivoli e nei dintorni della città. Il Carnevale aveva ed ha tutt’ora inizio in concomitanza con la festa di Sant’Antonio Abate, dalla chiara origine pagana risalente agli antichi riti delle religioni Celtica e Romana, volti alla purificazione di uomini, animali e campi coltivati, finalizzati, naturalmente, ad ingraziarsi il favore delle divinità che avevano il potere di concedere fruttuosi o mali raccolti. Con l’avvento del Cristianesimo ecco nascere il Santo Protettore degli animali che, ancora oggi , si festeggia il 17 Gennaio con la tipica ‘Benedizione’. È l’entrata del Carnevale che avrà termine il Martedì Grasso, giorno precedente il Mercoledì delle Ceneri che sancisce l’inizio della ‘Quaresima’: periodo durante il quale, secondo la tradizione cristiana, è bene astenersi dal mangiar carne. E’ proprio da quest’ultimo fatto che risale l’etimologia del nome Carnevale: “carnem levare” (togliere la carne). Questo intendeva sottolineare l‘importanza dell‘abbondanza di cibo che caratterizzava (come, d’altronde, ancora oggi) i giorni carnascialeschi, precedenti il fatidico sacrificio… Le origini del Carnevale Tiburtino risalgono, con ogni probabilità, alla fine del Cinquecento, quando il Cardinale Ippolito II d’Este consolidò la propria residenza a Tivoli. Inizialmente la festa veniva passata tra serate di ballo organizzate all’interno delle case della nobiltà tiburtina. Il periodo immediatamente successivo all’Unificazione d’Italia vedrà i primi carri allegorici di cartapesta sfilare per le vie di Tivoli. Prima del 1861 il cuore della vita cittadina e quindi del commercio tiburtino, nonché dei festeggiamenti carnevaleschi, era l’attuale

Ncumincea co lla banda pe lle strate […] Eppo’ esceano li cari de lli riumi E ‘ntorn a issi tutt’ammascarate ‘mprecugghiu de perzone […] Voleanu li confetti comme gnente… Se t’accogghieanu te faceano male. Da fore venea gente a battagghiuni […] Marcello de Santis (1997)

Rione la Rocchetta, 1957

Piazza Domenico Tani. Qui veniva svolta la cerimonia di cremazione del pupazzo di cartapesta rappresentante il Carnevale. Fu nel 1870 che, la cerimonia, si spostò nell’attuale Piazza del Plebiscito. Lo scoppio del primo conflitto mondiale fece decadere la festa che venne dimenticata sino al 1933. Gli Anni dominati dal Regime Fascista videro un totale appoggio alle manifestazioni atletiche e ad ogni sorta di sfilata finalizzata ad evocare la grandiosità e la sfarzo-

sità del regime totalitario. Così, per il Carnevale, fu un periodo d’oro (certamente invidiato dalla situazione quanto mai plumbea vissuta dall’intero Paese in quegli anni) che si perpetuò sino allo scoppio del secondo conflitto Mondiale. Subito dopo la fine del massacro, nel 1950, i festeggiamenti ripresero, spinti dall’angoscioso bisogno d’allegria della popolazione dilaniata dalla guerra. Il poco denaro bastava per confetti da lancio, in seguito aboliti per la pericolosità, coriandoli, stelle filanti, masche-

re e i classici carri allegorici, tra i quali emergevano quelli della ‘Pirelli’ . Alla metà degli anni Settanta venne creato un Comitato Centrale per i Festeggiamenti Tiburtini che coordinò la manifestazione carnevalesca dopo un ennesimo periodo di stasi della festa avvenuto durante gli anni Sessanta. Dal 1997 al 2009 l’organizzazione della festa è stata portata avanti dal C.U.C. (Comitato Unitario per il Carnevale). In seguito al suo scioglimento, quest’anno, l’evento è stato affidato dall’Amministrazione Comunale alla nuova Associazione culturale “Carnevale di Tivoli” guidata dal Presidente Delio Petrini. Quest’ultima dichiara di voler promuovere un rinnovato Carnevale Tiburtino estendendo la manifestazione anche ad eventi comprendenti “teatro e danza, concerti e mostre, eventi e gare sportive, cene e balli in maschera”, oltre alle tradizionali sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati. Punta, così, a rievocare quelle vecchie usanze che ai nostri nonni piace raccontare in qualche serata senza interessanti programmi TV, quando narrano del passato Carnevale durante il quale si recavano a “teatro Giuseppetti” per le serate di ballo, questo ormai antico, romantico, mezzo di socializzazione caduto in disuso. Un ulteriore desiderio, dell’Associazione, è quello di riuscire ad allargare la manifestazione “verso le località minori dell’hinterland tiburtino e della Valle dell’Aniene”. Naturalmente, per mettere in campo un così ampio programma c’è bisogno di cospicue risorse finanziarie, per ora provenienti dai contributi e dal patrocinio dell‘Assessorato al Turismo del Comune di Tivoli in collaborazione con la Cultura e lo Sport. Il presidente Petrini dichiara di avere il reale bisogno della collaborazione “di quanti nel territorio, associativamente o singolarmente, hanno indubbie capacità per sostanziare qualitativamente l’evento Carnevale” invitando enti pubblici e soggetti privati a fornire il loro contributo tanto necessario a rendere la manifestazione sempre più grandiosa. Greta Merletti

L’apertura dei festeggiamenti L’aria di festa inizia a tirare il 22 gennaio con la prima apertura del Mercatino a piazza Garibaldi. Il primo evento, tenutosi il 23 gennaio, ha aperto formalmente il Carnevale. La solita ricorrenza, sopra citata, dei festeggiamenti per il giorno di Sant’Antonio Abate, ha avuto inizio con il raduno e la sfarzosa sfilata di cavalieri in maschera che, snodatasi da piazza Codro Benedetti è giunta sino a piazza Garibaldi, dove si è tenuta la tradizionale ‘Benedizione degli Animali’ . Il programma proseguirà sino all’8 marzo. Ogni week-end Tivoli ospiterà i sorrisi e i colori del Carnevale. Ogni sabato ci sarà l’apertura degli stands e le domeniche accompagneranno ogni sorta di manifestazione: dall’esibizione di Country Line Dance ed animazione a cura della ASD “Go West Line Dance” con Emy Sax Music che si terrà il 30 gennaio nella piazza centrale, all’esibizione di equitazione dei Butteri della Maremma Laziale ospitati per il 6 febbraio presso l’Anfiteatro di Bleso. Un’altra manifestazione di danza si terrà sul palco di piazza Garibaldi il 13 febbraio e vedrà l’esibizione dell’“Accademia Beat Dance” . Le serate dedicate agli incontri teatrali, vedranno la messa in scena, sul palco del “Giuseppetti“, di molteplici spettacoli:

Il 10 febbraio sarà la volta di “Romeo e Giulietta”, di Giacomo Palmarini, ad opera della Compagnia teatrale ‘Mentiazero’; a seguire, la Commedia in dialetto tiburtino “Lu munnu s’arevotatu” di Antonio de Filippis a cura dell’Associazione ’Empolitana 2000’ di Tivoli e del Laboratorio Teatrale ’Il Telone’ (18 febbraio); per il 25 febbraio ad occupare la scena sarà: “Gennaro Belvedere Testimone Cieco”, di Antonio Muliere, presentato dalla Compagnia Teatrale “Instabile” di Napoli . L’Associazione Culturale tiburtina “Le navi dei Folli” presenterà, per giovedì 3 marzo, “Tavolo per due” di E. Luttmann con la regia di Marco Bonamoneta; lunedì 7 marzo, sarà la volta della compagnia “Teatro dell‘Applauso” che presenterà la Rivista “Brodway cafè” di Elisa Fagioni, mentre, a conclusione dei festeggiamenti, martedì grasso (8 marzo), si terrà una serata di beneficenza, nel medesimo teatro, che vedrà in scena il noto comico ‘Nduccio. La prima uscita dei carri allegorici è prevista per domenica 20 febbraio. Questi sfileranno da piazzale Saragat sino alla Panoramica di Piazza Garibaldi attirando, come ogni anno, la curiosità dei numerosi cittadini dei dintorni…

Libreria Fonti Sonore Via Due Giugno 9, Tivoli Tel. 0774319077 www.fontisonore.com

I saggi dell’LXXXIII Volume della Società Tiburtina di Storia e d’Arte TIVOLI - Il 14 gennaio presso le Scuderie Estensi di Tivoli è stato presentato l’83° volume anno 2010 della rivista annuale della Società Tiburtina di Storia e d’Arte. Gli argomenti trattati sono, come di consueto, estremamente interessanti; in ordine di presentazione notevole il saggio di Alessandra Ten, sul Santuario di Ercole Vincitore: la fase precedente al teatro, particolarmente utile alla comunità intellettuale e non per ben valutare gli ultimi interventi nel prestigioso Santuario di epoca repubblicana! Interessante lo studio di Alberto Foresi, Il monaco Equizio: alle origini del monachesimo nella provincia Valeria, che ci inoltre in un processo storico di evangelizzazione della zona, che ha avuto frutti prestigiosi basti ricordare l’opera di San Benedetto. Maria Luisa Angrisani, “et in Arcadia ego...”. Giovan Carlo Crocchiante, vice custode della Colonia Arcadica Sibillina, ci istruisce sulle origini degli Arcadi sibillini che ebbero in Villa d’Este la loro sede. Così come prosegue lo studio approfondito sulla figura del Cardinale Ippolito II d’Este, avviato due anni fa, in occasione della ricorrenza della sua nascita, grazie al saggio di Carmelo Occhipinti, Le immagini sacre e la riforma cattolica: le lettere di Ippolito II d’Este dalla Francia (1561-1563) e la fortuna dei Libri Carolini. Luciano Nasto, Una grande opera. La deviazione del fiume Aniene, ci ricorda di come Tivoli balzò all’attezione della cronache degli anni trenta del XIX secolo grazie all’impresa messa in atto da Clemente Folchi su commissione di papa Gregorio XVI, al secolo Mauro Cappellari. Nell’anno dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia, sicuramente un percorso di studii interessante è recuperare la memoria storica di coloro che nei tempi hanno contribuito alla formulazione delle nostre attuali istituzioni, come lo studio proposto da Giancarlo Savo, L’attività parlamentare di Alfredo Baccelli, deputato del collegio di Tivoli. Anche la sezione delle Notizie è particolarmente ricca: Alessandra Cicogna, La Cattedrale di Tivoli: nuovi dati sulla conoscenza del monumento; (Nota metodologica: il rilievo indiretto strumentale del Duomo di Tivoli, a cura di Luca Lanteri – Corrado Vaccarella) p. Paolino (Erminio) Graziani, Atti delle visite apostoliche e pastorali alla chiesa di S. Maria di Quintiliolo (1574-1878); Mario Marini, La festa di S. Sinforosa a Tivoli nei documenti dell’Archivio Storico Comunale (1554-1700); Sabrina Zizzi, Giuliano Conversi: cronaca di uno scavo archeologico. (I.M.)


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Corso per iphone-ipod touch-ipad GUIDONIA - Offerta formativa: il corso offre gli elementi basilari, anche per chi è digiuno di programmazione, finalizzati allo sviluppo di applicazioni per Ipod - Iphone - Ipad. Prevede 7 lezioni full-immersion. Le prime 2 tratteranno la logica e la programmazione di base. Le altre 5 tratteranno gli argomenti di seguito descritti: # 1 linguaggio objective-c, gestione memoria, protocolli, categorie, e proprietà caratteristiche del linguaggio - accenni all’ambiente di sviluppo; # 2 ambiente e tool di sviluppo xcode - interface builder - tool di debug - iphone simulator - panoramica su sdk iphone - sdk iphone parte a; # 3 sdk iphone parte b; # 4 realizzazione di applicazioni pilota per mettere in pratica quanto appreso; # 5 approfondimenti. Il corso si terrà nei locali del Centro Sociale Comunale C.I.L.O. in Via dell’Unione 58 a Guidonia e avrà la durata di 56 ore circa. Ogni lezione avrà la durata di 8 ore (dalle ore 9 alle ore 18). Le attività didattiche avranno inizio nel mese di Febbraio 2011. I posti disponibili sono 22. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente su modulo disponibile on line in http://www.centrocilo.guidonia.org/attivcinco.html. Il termine ultimo per la loro presentazione è fissato per il giorno 11 febbraio 2011. Qualora il numero di domande eccedesse il numero dei posti disponibili, verrà data la precedenza ai residenti nel Comune di Guidonia Montecelio seguendo l’ordine di presentazione delle domande. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. La quota di partecipazione è stabilita in € 250,00 da versare su c/c postale secondo le indicazioni e nelle modalità indicate in http://www.centrocilo.guidonia.o rg/attivcinco.html

Targa a Dario Vittori nel decennale della scomparsa

MONTECELIO - Mercoledì 19 gennaio, in via Monte Albano l’assessorato alla Pubblica istruzione e Cultura del Comune di Guidonia ha organizzato una manifestazione commemorativa dedicata al decennale della scomparsa dell’attore Melito Spartaco Margozzi, in arte Dario Vittori, al quale è stata dedicata una targa apposta in sua memoria. Nel corso dell’evento, per ricordare l’artista nostrano, originario di Guidonia emigrato in Argentina, dopo il saluto delle autorità, sono intervenuti anche i giovani dell’Istituto com-

XL/CULTURA ed EVENTI prensivo “Montecelio” che si sono esibiti in una performance musicale. Melito Spartaco Margozzi, in arte Dario Vittori, nasce a Montecelio il 14 settembre 1921, ma dopo pochi mesi raggiunge insieme alla madre (Fida Lori), il padre (Attico Margozzi) in Argentina. Successivamente agli studi in Legge, a partire dal 1939 Vittori inizia l’esperienza teatrale nella Compagnia italiana. Attore poliedrico, porta in scena sia la commedia che il dramma popolare ottenendo riconoscimenti e un notevole successo di pubblico, interpretando anche opere di Eduardo De Filippo come “Natale in casa Cupiello” e “Mia famiglia”. Vittori fu un attore di razza che pensò il teatro per avvicinarlo alle gente comune. Sarà riconosciuto anche per il suo apporto determinante negli anni dell’avvento della televisione, dove porta i cicli “Teatro como en el teatro”, Esto es teatro”, Teatro de humor”, “Humor a la italiana” e il “Teatro de Dario Vittori”. Denominato il “Tano de Oro” (“Italianos” = “Tano” dalla lingua lunfardo utilizzata dagli immigrati in Argentina) perché in seguito ai suoi successi televisivi negli anni ’60-’70 i giornali iniziarono a scrivere che tutto ciò che realizzava Vittori si trasformava in oro. Per avvicinare il teatro agli Argentini, montò su un camion le scenografie teatrali ed iniziò a girare per tutti gli angoli dell’immensa Argentina. In questo modo migliaia di persone videro per la prima volta una rappresentazione teatrale. Dario Vittori si affermò come attore, produttore e direttore, guadagnando una grande popolarità che mantenne inalterata per tutta la sua carriera. Più tardi il suo metodo teatrale venne riconosciuto in ogni parte dell’Argentina come “Il teatro di Dario Vittori”, maestro del teatro picaresco. Fu il primo attore che ebbe il coraggio di portare il teatro nel piccolo schermo riscuotendo un enorme successo con quasi 1000 opere teatrali rappresentate in 28 anni di televisione. Nelle sue interviste sempre sottolineava che il teatro è una parte fondamentale della cultura, in quanto svolge una funzione sociale importante per le persoFederica Addari ne.

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L’arte si è ESTesa alla Valle dell’Aniene! Ben 7 dei suoi Comuni: Anticoli Corrado, Arsoli, Cineto Romano, Roviano, Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro Romano hanno ospitato, nel periodo snodatosi da giugno ad Ottobre dell‘anno passato, il progetto ESTensioni/InnESTi 2010, a conclusione del quale, entusiasti di voler illustrare, presentare, raccontare, rendere noto il lavoro svolto, l’associazione culturale Settimo Cielo ha presentato il 21 gennaio, presso la sala conferenze di Palazzo Brancaccio a Roviano, il Convegno: “Il Territorio in scena”. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al contributo dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, in collaborazione con l’Unione dei Comuni del Medaniene, l’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (A.T.C.L.) e l’Associazione Culturale Settimo Cielo

Il castello dei Lincei a San Polo dei Cavalieri

SAN POLO DEI CAVALIERI - L’associazione culturale “Il Castello dei Lincei” nasce nelle stesse sale del castello del borgo medioevale di San Polo dei Cavalieri che nel 1603 videro la costituzione della prima accademia a carattere scientifico italiana da parte di Federico Cesi: L’accademia dei Lincei. L’Associazione ha come finalità la valorizzazione e promozione in ogni sua forma del Castello OrsiniCesi relativamente alla cultura e tradizione sanpolese, in particolare del borgo antico, nonché lo sviluppo di attività artistiche, musicali, culturali,scientifiche, teatrali, sportive ed educative afferenti il Castello Orsini-Cesi ed il territorio circostante mediante iniziative ad ampio spettro di azione che vanno dall’organizzazione di eventi e manifestazioni, nonchè concerti, mostre e corsi di formazione. Per info 0774/415184 www.ilcastellodeilincei.org

Numerosi sono stati i laboratori messi in pratica, ben sette: da quello dedicato alla lettura poetica: “Calici di versi - i poeti della Valle dell’Aniene“, al Laboratorio sulla Maschera e uso del Corpo, fino allo speciale Progetto “Garibaldi 4317” volto ad integrare attori formatisi durante i laboratori ad attori Professionisti ed i due quanto mai importanti Laboratori di Tecnica del Teatro e di elaborazione drammaturgica, tenutisi rispettivamente ad Arsoli e Roviano. Tutti, hanno contato la partecipazione di circa 50 Artisti. Al termine, di 6 mesi di lavoro sul territorio, Il Progetto è stato concluso con la messa in scena di uno spettacolo, nel piccolo Teatrino Comunale di Arsoli, interpretato da 17 Allievi. “Con un cartello di progetti culturali di teatro, musica e arti figurative abbiamo realizzato nella valle dell’Aniene un esempio di politica culturale estesa in una vasta area. Il progetto InnESTi ha sviluppato un’innovativa forma di partecipazione culturale e civile che ha coinvolto cittadini di tutte le generazioni”. Queste le parole dell’Assessore alle politiche Culturali della Provincia di Roma Cecilia d’Elia. “Il convegno è l’occasione di parlare dell’identità culturale propria della Valle dell’Aniene e di quanto la cultura sia leva di sviluppo umano e sociale” e quanto sia vitale Coltivarla e non falciarla. Tra i presenti alla giornata del convegno: Gloria Sapio, presidente dell’ “Associazione Settimo Cielo”, Madre del Progetto Innesti, circa 10 Associazioni del territorio che hanno dato il loro contributo a quest‘ultimo e le varie rappresentanze: dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Roma Cecilia D’Elia, ai Sindaci e Assessori dell’Unione del Medaniene, il Presidente dell’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (A.T.C.L.) Alessandro Berdini e il Direttore della medesima, Luca Fornari. Per quest’anno il progetto InnESTi 2011 riprenderà il cammino con in programma il probabile progetto della realizzazione di due Laboratori, gratuiti ed aperti a tutti: uno a Tivoli riguardante la lettura e l’interpretazione di testi: “Ad Alta Voce!”. L’altro ad Arsoli: “Il Teatro in Movimento” . Sempre ad Arsoli, inoltre, nei mesi di Marzo / Aprile 2011, la Rassegna Teatrale “La Provincia va in Scena!” , iniziativa a cura dell‘OFFicina (Officina Culturale della Regione Lazio), porterà in scena ben 4 spettacoli nel teatro del paese. Un grande successo per un piccolo Comune. Cultura e Creatività hanno il magico potere di valorizzare e trasformare l’immagine di un Territorio e dello stesso animo umano. Espressioni di Naturale Beltà, non possono scomparire sotto il peso feroce di politiche quanto mai errate! Come ci si può non opporre a questa sfrenata corsa ai tagli che vanno inevitabilmente ad incidere sui bilanci Regionali e Provinciali? Uno dei membri dell’”Associazione Settimo cielo” vuole ricordare, a questo proposito, quanto sia importante, oggi più che mai, il contributo di ognuno di noi alla Cultura “Il bambino, il ragazzo, l’adulto distratto, l’anziano meditabondo, ognuno di noi, consciamente o meno, ha bisogno di Bellezza, la Bellezza che è Arte e Conoscenza, senza la quale l’uomo e il suo luogo sono Infelici …” Greta Merletti

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La Valle dell’Aniene e l’Unità d’Italia Il nostro territorio, la Valle dell’Aniene, è segnato in più punti da monumenti e targhe che ricordano una tappa fondamentale del processo dell’unificazione nazionale: l’impresa di Giuseppe Garibaldi. Il giudizio su Garibaldi è tutt’altro che scontato e pacifico: è anzi la questione fino ad oggi più controversa e più aperta nella ricostruzione storica della sua figura. E’ fuori discussione la possibilità stessa di attribuirgli, al di là delle straordinarie doti di capo militare popolare e delle grandi qualità umane, una vera e propria capacità e presenza politica. Nessuno mette in dubbio il fatto che Garibaldi esercitò una grande influenza nella vita politica italiana, non solo negli anni delle imprese decisive per il conseguimento dell’unità nazionale, ma anche nel periodo successivo al 1860. Ma la gravità dei contrasti attraverso i quali si giunse al compimento dell’unità e le difficoltà della situazione italiana all’indomani della proclamazione del Regno spiegano ampiamen-

te il tentativo di separare la figura dell’eroe dall’intervento politico. Il valore supremo della Storia. Non vogliamo entrare nel merito del giudizio storico, anche perché occorrerebbe avere conoscenza profonda e diretta di tutta la documentazione pubblica e privata tutt’ora in fase di revisione, non siamo giudici, ma ci sentiamo cittadini italiani e quello che, con molta modestia, forse varrebbe la pena di cogliere in questo anno di festeggiamenti, ci sembra sia il recupero dell’alto valore dell’insegnamento della storia con un taglio volutamente distaccato dal fatto in sé e che cerca di trarre una morale superiore. Non un giudizio storico, quindi, ma un recupero del valore storico del fatto. Né bianco né nero, ma tante sfumature di grigio. Quindi, se concretamente è vero che per il contadino essere vessato di tasse dallo Stato pontificio ha avuto lo stesso identico risultato della requisizione di bestiame dei Garibaldini in ritira-

Avvalendoci degli scritti di studiosi, storici e intellettuali del territorio, tra cui ricordiamo Amedeo Ciotti, Alcibiade Boratto, Artemio Tacchia, riusciamo a ricostruire, in maniera piuttosto dettagliata le vicende storiche, che giustificano le numerose lapidi intitolate a Giuseppe Garibaldi, come quella che a Tivoli è affissa sulla facciata laterale dell’ex chiesetta di Santa Maria dell’Ulivo in Piazza Garibaldi, appunto, nonché monumenti alla memoria, che culminano nella raccolta di oggetti e cimeli nel Museo delle Culture “Villa Garibaldi” di Riofreddo, dove hanno dimorato i figli e discendenti dell’Eroe dei Due Mondi. Pio IX aveva sconfessato, con una enciclica, la guerra contro l’Austria del 1848 ed era fuggito a Gaeta in seguito ai disordini di Roma; in sua assenza, la Giunta di governo aveva assunto il potere ed aveva indetto l’elezione di un’Assemblea Costituente dello stato pontificio. In quella votazione 21 gennaio 1849 erano risultati eletti, tra gli altri, anche il tiburtino Coccanari, segretario dell’Assemblea. Tra i deputati della Costituente Romana c’era Giuseppe Garibaldi, artefice della Costituzione della repubblica romana, proclamata l’8 febbraio 1849. Lo scontro armato fu inevitabile giacché la Francia inviò delle truppe armate alla guida del generale Oudinot, in difesa del Papa che si unirono a quelle di Ferdinando II, re di Napoli. CRONACA DEI FATTI. “Da Roma ritornai a Rieti, dopo la proclamazione della Repubblica Romana”: scrisse Garibaldi nelle sue “Memorie”, affermando che 1’8 febbraio 1849 alle undici di sera, fu uno dei primi “a proclamare colla quasi unanimità quella Repubblica di sì gloriosa memoria, e che sì presto dovea esser schiacciata dal gesuitismo collegato come sempre all’autocrazia europea”. Verso la fine di marzo, poco prima dello sbarco dei francesi a Civitavecchia, ebbe l’ordine di marciare per Anagni con la Legione al fine di contrastare l’esercito borbonico. INIZIA LA MARCIA ATTRAVERSO LA VALLE DELL’ANIENE. Lasciata Rieti, Garibaldi ed i suoi sostarono ad Orvinio e poi a Vivaro Romano dove si sistemarono nella chiesa parrocchiale. Lì fu innalzato, come di consueto, l’Albero della libertà, anche se il consenso non fu unanime. Giunsero a Vallinfreda, dove era ben nota anche alla polizia pontificia il favore per i Piemontesi da parte di qualche esponente della famiglia Bencivenga e a Riofreddo, già dal 9 marzo un “picchetto garibaldino” era acquartierato nei locali del convento di S. Giorgio, punto strategico di osservazione al confine con lo Stato borbonico. I fatti di Arsoli. Il 16 di aprile, La Legione di Garibaldi raggiunse Arsoli, dove era attivo un gruppo di repubblicani che, tra l’altro, già a marzo, in occasione delle elezioni amministrative, aveva provveduto ad erigere l’Albero della libertà e a demolire gli stemmi simbolo del potere temporale del Papa. Garibaldi “appena arrivato chiese al Comune la somma di 200 scudi d’argento, pane, alloggi e quant’altro necessario per la sosta di tre giorni…Gli ufficiali, tra i quali era il cappellano Ugo Bassi, e Garibaldi alloggiarono nel castello Massimo accontentandosi di due stanzette tra il primo e il secondo piano; il generale minacciò di gravi sanzioni i soldati che avessero saccheggiato il castello” (W. Pulcini). Non mancarono, tuttavia, ritorsioni violente verso il clero, in particolare contro l’arciprete Giovanni Battista Lanciotti. Questi, a seguito dell’editto di Pio IX del gennaio 1849 con il quale si vietava ai cattolici di partecipare alle votazioni per la Costituente, sfidando apertamente i repubblicani di Arsoli, aveva letto dall’altare la sera la scomunica “accompagnandola con tutti quei commenti, che potevano attendersi da un degno allievo di sì degnissimi maestri. Ciò fu causa che qualcuno di quei semplici popolani si astenesse per scrupolo di coscienza di recarsi alle sale del collegio elettorale” (Il Tribuno, 1849). Il parroco venne interrogato da Garibaldi e, mentre tornava a casa, venne malmenato da un giovane garibaldino. Alcune avanguardie garibaldine fecero puntate nei paesi vicini: Anticoli Corrado e Roviano per controllare la situazione, favorire l’erezione dell’Albero della Libertà da parte di comitati locali e sicuramente per convincere queste municipalità a contribuire alla raccolta dei 200 scudi richiesti ad Arsoli, in qualità di capoluogo del Circondario. Nell’Archivio Comunale di Roviano esiste un “Minutario del Anno 1850 1851” contenente una serie di documenti riguardanti la restituzione di un prestito di 20 scudi fatto al comune di Arsoli per soddisfare le richieste di Garibaldi. CONSENSI NELLA TERRA DI SAN BENEDETTO, MA... La mat-

L’alto prezzo che pagò la Valle dell’Aniene per unificare il territorio italiano. Con i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, inizia la revisione storica dei fatti, emerge, sul resto, il valore dello spirito d’appartenenza ta; è pur vero che la strada dell’affermazione dei valori di libertà e giustizia è lastricata di dolore e sacrificio; così come è innegabile che non dovette essere facile per il Generale Garibaldi operare tra contingenze e richieste socio-politiche diver-

genti: dei vari partiti di allora, di Giuseppe Mazzini, di Cavour, di Vittorio Emanuele II, nonché di Urbano Rattazzi. Semplicemente: spirito d’appartenenza. Pertanto, quello che vorremmo trarre dall’evento è che il sacrificio, a volte im-

Il contributo della Valle dell’Aniene

tina del 18 aprile Garibaldi lasciò Arsoli e raggiunse nel pomeriggio Subiaco. Già dal gennaio 1849 erano arrivati 160 granatieri e fucilieri per mantenere l’ordine e il Generale alloggiò proprio in casa di Luigi Moraschi Matricola, un maggiore del Battaglione Civico. Il resto della Legione fu acquartierato principalmente nella caserma della Rocca Abbaziale. Dopo che fu issato l’Albero della Libertà in Piazza S. Andrea, il cappellano della Legione, Ugo Bassi, tenne alla numerosa popolazione accorsa un vigoroso discorso a favore della Repubblica e della Libertà. Accaddero fatti di violenza raccontati in un rapporto segreto al Prefetto di Polizia di Roma, il 20 aprile 1849, il Governatore di Subiaco. Giunto ad Affile, Garibaldi divise la Legione in due Battaglioni di circa 600 uomini ciascuno. Uno si diresse per gli Altipiani di Arcinazzo fino a Fiuggi-Anagni e l’altro, sotto la sua guida, raggiunse Roiate, Olevano, Paliano e Anagni. PRIMA TAPPA TIBURTINA: GLI ANIMI SI ACCENDONO. E’ certo che il 5 maggio 1849, con i suoi 2.000 uomini sia stato a Tivoli e si accampò presso la chiesa di Santa Maria dell’Ulivo, fuori della cinta muraria, che allora si apriva in quel punto nella porta Santa Croce, Luigi Coccanari ricevette ordine di organizzare la guerriglia nel territorio alcuni uomini si unirono alle truppe del Generale. Combatterono e vinsero con Garibaldi a Palestrina e Velletri. L’esercito borbonico venne sconfitto a Frascati, poi a Velletri e costretto alla ritirata. Paolo Bovi e Francesco Sales, di Roiate morirono a Roma nella battaglia di porta S. Pancrazio. Un altro protagonista roiatese fu l’arciprete don Angelo Capponi che, dopo la proclamazione della Repubblica, si portò a Roma e “fu visto a piazza Colonna ad arringare i

menso dei nostri padri, è significato il nostro benessere di oggi; l’appartenenza ad una nazione, ad un popolo così glorioso come l’Italia e gli Italiani, dovrebbe renderci tanto orgogliosi, da spingerci a conservare il patrimonio di questa ap-

partenenza e cercare di completare quello che manca, magari evitando gli stessi errori ed operare ad un “completamento di quell’Unità”, come va tanto di moda dire, ultimamente, nei colti salotti della Capitale, mediante valori di civiltà e legalità, raggiunti con il sacrificio di molti. Tivoli e la Valle dell’Aniene sono uno spaccato rappresentativo dell’Italia di allora, i Monumenti -a Garibaldi-, come dice il nome sono “fatti per ricordare” e mantenere vivo il fatto che quelle vicende fanno parte di un patrimonio morale, che deve nutrire la coscienza dei giusti. Conoscere la storia, a nostro avviso, non equivale ad “un giudizio” della storia bensì ad una consapevolezza di chi siamo nel presente, per migliorare le sorti dei nostri figli nel futuro. Il ricordo dei fatti narrati vuole sottolineare proprio quel sacrificio e l’orgoglio di discendere dai quei valorosi cittadini, che, Italiani si sentivano, già prima del 1871. Ilaria Morini

Romani a fianco di Angelo Brunetti, il grande e popolare oratore romano detto Ciceruacchio”. A tal punto tutte le armate si concentrarono contro l’esercito di Oudinot, ma l’Urbe capitolò il 30 giugno 1849. SECONDA TAPPA TIBURTINA: la fiamma repubblicana in molti si spenge. Il 3 luglio 1849 Garibaldi lasciò Roma per intraprendere, insieme ad Anita, la leggendaria fuga per mezz’Italia, braccato da tre eserciti nemici. Giunse a Tivoli. Il 3 luglio Garibaldi sostò di nuovo a Tivoli sotto un olmo: “In questo luogo l’eroe Garibaldi/ terrore ai nemici/ ammirazione alle genti/sostava co’ suoi prodi/il 3 luglio 1849/quando/ da eserciti numerosi/ sopraffatto non domo/serrava alla patria quel braccio/ che a fianco di re leale pugnando/Italia Unita e libera/fece”. Una curiosità l’olmo venne abbattuto nel 1936 e sostituito da una serie di pini nel di cui resta soltanto il cosiddetto “Alberone”. Richiese dapprima 2.000 scudi per la truppa, ma dovette contentarsene di 725,94, dando in cambio carta moneta maggiorata del 10 per cento. In questa occasione si lamentarono inique requisizioni a danno di contadini, che però vennero risolte dallo stesso Garibaldi. Alle 18.00 la Legione partì verso Terni. La Repubblica Romana, in preda ai Francesi, era finita. 1867 LA VALLE DELL’ANIENE È DI NUOVO IN PRIMA LINEA. Dopo la spedizione dei Mille tutta la Valle visse periodi burrascosi in cui, invano, si tentò di far insorgere la popolazione. A Tivoli e Subiaco fu alto il sacrificio dei repubblicani e liberali che, clandestinamente, cercarono la rivolta popolare. Fin dal 1859, al confine dello Stato Pontificio con quello delle Due Sicilie, tra Arsoli, Riofreddo e Carsoli era stato segnalato un contrabbando di polvere da sparo, l’affissione di manifesti, lo sventolio d’improvvisi tricolori. Nel 1860, durante il passaggio delle truppe piemontesi a Carsoli e Collalto si sperò nella insurrezione popolare per la liberazione anche nella Valle dell’Aniene. Ma invano. A CERVARA, LE CAMICIE DIVENTANO ROSSE DI SANGUE. Nel 1867, mentre Menotti Garibaldi operava nei territori di Montelibretti, Orvinio, Percile e in tutta la Sabina per organizzare volontari provenienti da tutt’Italia, 1’11 ottobre il capitano Blenio staccatosi dalla colonna del maggiore Antinori, stanziato ai confini orientali presso Camerata e Vallepietra, con circa 30 garibaldini cercò un colpo di mano presso Subiaco; ma nei pressi di Cervara, sopraggiunsero i circa 300 zuavi, per Blenio ed i suoi prodi in camicia rossa fu la tragica fine: furono trucidati. Pochi giorni dopo Garibaldi invase lo Stato Pontificio a Passo Corese e, il 28 ottobre, al termine di un lungo assedio e cruenti scontri, Monterotondo fu occupata. Una colonna di 400-500 garibaldini guidati dal conte Pianciani, giunse a Tivoli, il giorno dopo. Altri tre battaglioni comandati dal colonnello Paggi occuparono S. Angelo, Montecelio e Palombara. Mentre alcune avanguardie si spinsero anche nella media Valle dell’Aniene e a Roviano fu issata la bandiera tricolore sulla torre del Palazzo Sciarra Colonna. GARIBALDI È COSTRETTO ALLA RITIRATA. Da Monterotondo, Garibaldi si avvicinò più volte nei pressi di Roma, inutilmente sperando in un’insurrezione popolare. Ma impossibilitato ad attaccare, si ritirò a Monterotondo. E… MAZZINI S’INNERVOSISCE! La cosa non piacque ai mazziniani. Questi cominciarono ad invitare i volontari a tornare a casa e: “il risultato di queste mene mazziniane fu la diserzione di circa tremila giovani” (Garibaldi, Memorie). PRESSO TIVOLI SI BATTE LA RITIRATA. Per questo motivo, il Generale decise di puntare su Tivoli per sciogliere la legione. Ritardo nella partenza sembra dovuto alla “distribuzione delle scarpe”, la cattura da parte delle truppe pontificie dei pochi esploratori a cavallo, il sopraggiungere dei nemici portarono allo scontro del 3 novembre 1867. Garibaldi e i suoi pochi volontari rimasti furono sconfitti e si ritirarono oltrepassando il confine pontificio. Il sogno di liberare il popolo romano s’era ancora una volta infranto, principalmente per colpa “della propaganda dissolvente dei mazziniani”, scrisse amaramente Giuseppe Garibaldi. Il 25 novembre 1877 a Mentana fu inaugurata l’Ara per commemorare la battaglia e conservare i resti di circa 300 garibaldini. L’amara ritirata non significò la sconfitta, nel 1871, dopo la breccia di porta Pia, il sacrificio di quei garibaldini fu premiato: l’Italia finalmente, era unita! Ilaria Morini


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n. 2 2011

Amatori Tivoli Rugby ri-vola! TIVOLI - L’Amatori Tivoli Rugby riassapora la vittoria vincendo con un secco 22-0 l’ultima sfida interna giocata sul terreno di Rocca Bruna. Di fronte c’erano i componenti del Ruota Rugby, ma l’avversario più temibile per i tiburtini era costituito da loro stessi. Gli amaranto blu erano reduci, infatti, da due sconfitte consecutive che rischiavano di minarne la fiducia e il carattere. Dopo dieci turni con altrettante vittorie, chiudendo l’anno solare con due sole sconfitte al passivo, i rugbisti allenati da Claudio Angeli si erano dovuti fermare di fronte alla mala sorte e a un calo fisico. Le feste non avevano portato in dono la fortuna alla compagine tiburtina che si era ritrovata il 10 gennaio a disputare la sfida con il Fiumicino priva della coppia di mediani titolare. Con una formazione completamente rimaneggiata nella cerniera mediana, il quindici in tenuta blu si è dovuto arrendere alla maggiore tenacia degli avversari. Come se non bastasse nel corso del primo tempo in seguito ad una fase di gioco concitata il capitano,

Torna in carreggiata dopo due turni di sbandata l’Amatori Tivoli Rugby di coach Claudio Angeli che domenica 23 gennaio, oltre a centrare l’undicesimo risultato utile, torna a mostrare sprazzi di ottimo gioco come aveva fatto vedere fino all’ultimo match disputato nello scorso anno solare

Il Sei Nazioni da non perdere ROMA - Tra febbraio e marzo sei splendide città europee ospiteranno le partite del più importante torneo internazionale di rugby a 15 dell’emisfero settentrionale. Parliamo, naturalmente, del mitico Sei Nazioni, nato nel 1883 come sfida tra le squadre delle Isole Britanniche e poi progressivamente esteso per accogliere Francia e Italia. Le partite casalinghe del Torneo RBS 6 Nazioni 2011 che si giocheranno allo Stadio Flaminio di Roma saranno: ITALIA vs IRLANDA - sabato 5 Febbraio, ore 15.30 ITALIA vs GALLES - sabato 26 Febbraio, ore 15.30 ITALIA vs FRANCIA - sabato 12 Marzo, ore 15.30 Fabiano Capobianchi, era stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un infortunio che lo tiene ancora lontano dai campi di gioco. Non era andata meglio al turno successivo con-

tro i Corsari a Castel Gandolfo. In vantaggio 18-0 alla fine del primo tempo, l’ATR si è fatta rimontare e superare perdendo in un sol colpo la sfida valida per la prima giornata del girone di ri-

torno e la testa del girone. Domenica scorsa, però, il quindici sceso in campo si è reso protagonista di una prova convincente che ha spazzato via i dubbi e i timori dei numerosi tifosi. I tiburtini hanno giocato un rugby semplice, ma spumeggiante, riuscendo a mettere in pratica tutti gli accorgimenti tattici di coach Angeli. Sia il pacchetto degli avanti che la linea dei trequarti, hanno mostrato notevoli miglioramenti in difesa come in fase offensiva. La mischia chiusa, stabile e vincente, ha funto da fortino per tutte le ripartenze dell’attacco dell’ATR. Da manuale la meta del giovane Simonluca Marraffa che ha finalizzato in mezzo ai pali un’azione corale di entrambi i reparti. In classifica i tiburtini consolidano il secondo posto a poca distanza dalla capolista. Domenica 30 gennaio ospiti al Rocca Bruna i coriacei rugbisti dello Spartaco, sperando che la rotta sia stata invertita sul serio. Pasquale Giordano

Il “Derby del Nord-Est” è del Monterotondo Il “Derby del Nord-Est” è del Monterotondo che al termine di una partita combattuta supera il Guidonia anche nel ritorno, bissando il successo dell’andata. Dopo quattro giornate del girone di ritorno, il Monterotondo è al primo posto della classifica e comincia a sognare la Lega Pro. Sono cinque i punti di vantaggio sulla coppia Aprilia-Bacoli Sibilla Flegrea e sette quelli sulla Viribus Unitis. Al contrario il Guidonia, sedicesimo, deve recuperare sei lunghezze all’Astrea per evitare la giostra dei playout. LA CRONACA – Dopo una prima fase di studio è Di Mauro a tentare il colpo grosso da posizione defilata. Al 27’ Cristiano spreca la grande opportunità per il vantaggio sfiorando il palo e al 31’ Brangrazi calcia alto da buona posizione. Il Monterotondo cresce nel finale di tempo e Passiatore impegna Leacche. Al 3’ della ripresa Cini serve De Lucia, la girata dell’attaccante è deviata da Del Duchetto. La svolta arriva al 12’: Romaggioli atterra Iacona, solo davanti a Leacche e in sospetto fuorigioco. Espulsione per il difensore e penalty per gli ospiti. Dal dischetto Cirillo non sbaglia. Il Guidonia cerca il pari con tanta volontà ma con idee disordinate. Ancora De Lucia ha sui piedi una buona occasione che Del Duchetto neutralizza. Dall’angolo nuove proteste giallorossoblù per l’atterramento di Mereu da parte dell’estremo difensore. I tre punti vanno agli eretini che restano al comando della classifica. IL POST-PARTITA - E’ la classica vittoria da grande squadra quella che il Monterotondo segna sulla propria agenda nella fredda domenica del 23 gennaio 2011. Da anni il club eretino non espugnava il Comunale di

Guidonia Montecelio ed il rigore realizzato da Cirillo rischia di assumere un valore decisivo nella corsa verso la prima posizione del girone G. “Le statistiche non mi interessano – le parole del tecnico gialloblù Fabrizio Ferazzoli, squalificato e quindi in tribuna-. Sono più contento della risposta importante data dalla squadra. Siamo stati molto concentrati, lasciando poche occasioni agli avversari. Venivamo da un periodo difficile e sapevamo di giocare contro una buona squadra. Ora dobbiamo ritrovarci anche in casa perché le avversarie sono molto temibili. Aprilia, Viribus Unitis e Bacoli Sibillaflegrea daranno battaglia fino alla fine”. Scelte importanti nella formazione iniziale, fuori Masciantonio e Delvecchio: “Vista la difficoltà del match ho pensato a schierare una punta di meno rispetto al solito – prosegue Ferazzoli -. Devo rivolgere i complimenti a Passiatore che con il suo dinamismo ha aiutato tutti i compagni. Dopo il successo nella gara d’andata abbiamo infilato la serie di risultati utili consecutivi e siamo saliti al primo posto, speriamo di ripeterci nel ritorno”. Deluso il tecnico del Guidonia Luigi Alvardi: “Nulla da dire ai ragazzi. L’errore di valutazione dell’arbitro sul fuorigioco del rigore e l’espulsione di Romaggioli hanno condizionato il risultato finale”. Guarda al futuro il presidente Giuseppe Bernardini: “Andiamo avanti. Esistono ancora le possibilità per conquistare la salvezza e cercheremo di raggiungere questo obiettivo”. Danilo D’Amico

Under 16: un passo in avanti e uno indietro

VILLA ADRIANA Proprio così, la partita di domenica 23 gennaio a Rocca Bruna contro il Rugby Old Troters ha visto i ragazzi della Under 16 fare un passo indietro, dopo la bella prova in casa della capolista Montevirgilio disputata il 16 gennaio in 13 uomini… persa ma dove i giovani atleti hanno giocato bene. Tralasciamo tutte le polemiche della trasferta del 16 gennaio, dove regolamento alla mano e sentiti diversi pareri illustri sarebbe stata opinabile la decisione dell’arbitro… ma non troviamo scusanti. Contro il Rugby Old Trotter nel primo tempo i nostri non hanno corso e non hanno interpretato la partita come andava fatto. Dopo vari richiami, urla corali e ad personam da parte dei loro allenatori il secondo tempo li ha visti crescere, ragionare e fare meta. Alla fine il risultato è stato un 27 a 22… che lascia molto amaro in bocca per aver buttato al vento una vittoria a porta di mano. A proposito di questo durante il campionato diverse partite sono state a vantaggio degli avversari a causa di un calo di concentrazine dei nostri atleti. Ci vuole pazienza… cresceranno.

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27 gennaio 2011

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Torna il calcio a Cerreto Laziale CERRETO - I risultati sportivi e sociali sono straordinari. La squadra, partita dalla Terza Categoria, lotta subito per il vertice della classifica suscitando l’entusiasmo dei propri tifosi e l’apprezzamento di tutti per la serietà e lo sforzo di una Società esemplare. Gli anni successivi sono ancor più esaltanti… seppur tra mille difficoltà. La squadra sale di Categoria arrivando in Prima e soprattutto riuscendo ad allestire una rosa di alta qualità tecnica e morale. Molti giocatori importanti vesto-

Programma 29 GENNAIO ore 15,30: Incontro presso l’impianto sportivo ore 15,45: Taglio del nastro, verrà scoperta una targa per ricordare l’evento ore 16,00: Benedizione dell’impianto dal parroco don Luca Rocchi ore 16,10: Saluto delle autorità ore 16,30: Al termine rinfresco per tutti

no la maglia bianco-azzurra regalando gioie ai propri sostenitori. Importante il risultato sportivo raggiunto nella stagione 2008-2009 quando la Clc per un solo punto non riesce a vincere il campionato di Prima, poi aggiudicato al Sant’Angelo Romano. La voglia, però, di regalare ancor più soddisfazioni al proprio paese, porta la Società a creare i presupposti per garantire un futuro roseo alla squadra. Grazie all’apporto dell’Amministrazione Comunale si attua il rifacimento dell’impianto sportivo, con il campo da gioco completamente in erba sintetica...lustro per gli occhi soprattutto di quelle vecchie glorie che con il sudore e un amore infinito lo avevano “creato” quasi 50 anni fa togliendo con le proprie mani i sassi esistenti. Le ambizioni, tuttora, sono importanti. La squadra guida attualmente la classifica di Prima mostrando una grande forza complessiva nell’organico sia tecnico che societario. Molti sarebbero i ringraziamenti per tutto ciò… da citare l’attuale presidente onorario Edmondo Tarquini che insieme a Marco Liucci, Giusep-

La Tivoli Basket non molla

Dopo una lunga assenza durata ben 9 anni, nel 1997 torna il calcio a Cerreto… La nuova Società prende il nome di Cerreto Laziale Calcio e l’intento è quello di riproporre una realtà importante per un paese che ha sempre avuto una passione smodata per questo sport pe Vitale e Bruno Di Giovenale ri-fondarono non solo una squadra di calcio… ma un vero slogan fatto di passione, amore e attaccamento per questo sport e

per un paese intero. Di questo Cerreto tutto ne sarà sempre fiero. Inaugurazione sabato 29 gennaio in via Empolitana II al km 1,200.

“Edino sempre nei nostri cuori” GUIDONIA - Un minuto di silenzio prima del grande e sentito applauso. Così l’Acd Guidonia Montecelio ha voluto ricordare Edino Innocenti, indimenticato dirigente della società, nell’incontro casalingo di domenica 9 gennaio contro la Cynthia Genzano. Un tributo doveroso, accompagnato dallo striscione “Edino sempre nei nostri cuori” esposto a centrocampo da tutta la squadra. Il capitano Damiano Mereu si è poi incaricato di portare un mazzo di fiori ai parenti presenti in tribuna insieme al presidente Giuseppe Ber-

nardini. Edino Innocenti, oltre ad essere un grande uomo di sport, è stato un riferimento per la comunità guidoniana nell’arco della sua vita e sicuramente si può annoverare tra i più importanti personaggi nella giovane storia del Comune di Guidonia Montecelio. Dotato di grande senso di aggregazione, Edino ha seguito le sorti del club della Città dell’Aria fino al giorno della sua scomparsa avvenuta all’alba di un doloroso venerdì 17 dicembre 2010 all’età di 85 anni. Un uomo rispettoso ed educato, forte di principi sani che ha sempre cercato di trasmettere a tutti. Se l’Acd Guidonia Montecelio in questi ultimi anni ha avuto una grande crescita agonistica gran parte del merito è da attribuire a persone come lui, in grado di mettere in risalto i valori positivi del gioco più amato dagli italiani. Per la cronaca il match del ricordo di Edino è stato vinto per uno a zero dalla compagine guidoniana che naturalmente ha dedicato il successo all’ex presidente onorario. A decidere le sorti dell’incontro una zampata dell’attaccante Nico De Lucia su assist di Damiano Mereu. Decisive ai fini del risultato le parate dell’estremo difensore Manolo Leacche. Il Guidonia di Luigi Alvardi è alla ricerca di una salvezza nel campionato di Serie D, obiettivo sempre più complicato e che richiede un sostegno importante da parte della tifoseria. I giocatori, però, conoscono i loro compiti e sanno anche che, guardando nel cielo, possono trovare nella memoria di Edino una forza in più nei momenti di difficoltà. Danilo D’Amico

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Il campo sportivo di Castel Madama CASTEL MADAMA - Sono iniziati i lavori di finitura dei nuovi spogliatoi, degli accessi al campo sportivo e al parcheggio, di costruzione del nuovo campo di calcetto in erba sintetica.

La Tivoli Basket non molla, nonostante le numerose difficoltà che una stagione dura e difficile come la Serie D comporta. I tiburtini hanno iniziato il 2011 nel migliore dei modi, battendo nella prima giornata di ritorno il Castelnuovo ai supplementari con il punteggio di 85-79. Mattatori dell’incontro i due Laudoni, Massimiliano Maturilli e Roberto Bernassola ma soprattutto Paolo Margozzi (nella foto), guardia classe 1975, con i suoi 18 punti. La settimana successiva la compagine di Tivoli ha ospitato l’Excelsior 2000, una delle candidate alla vittoria finale. Anche in quel caso la Tivoli ha dimostrato di poter combattere ad alti livelli, ma alla fine ha dovuto cedere 55-67. Uno stop senza particolari conseguenze anche se la vittoria del Monteporzio ha momentaneamente messo fine alle speranze di ottenere il terzo posto. Inoltre i castellani si sono appena rinforzati con l’arrivo di Giulio Ciaralli dalla Tiber, un esterno in grado di far compiere il salto di qualità ai ragazzi del coach Conti. Di fronte quindi a squadre di alto livello e ancora più forti a livello di organico rispetto all’andata, la Tivoli Basket spera di riuscire a fare meglio in questo ritorno guadagnando posizioni importanti in una graduatoria che vede saldamente al comando una Lazio inarrestabile (per la capolista 17 vittorie su 17 uscite, nda). I tiburtini hanno anche il compito di migliorare la differenza canestri, in negativo di venti punti dopo 17 giornate. Sono molti quindi gli obiettivi per un gruppo che nelle ultime settimane ha sperimentato anche il playmaker Mauro Bellini, classe 1983, nel ruolo di allenatore. Una vesta non insolita per il 27enne che ha ricoperto il ruolo di coach nelle giovanili del Guidonia Basket e di vice di Paolo Utzeri nella Serie B Femminile della società della Città dell’Aria. Una carta in più a disposizione per il sodalizio di Tivoli, tuttavia Bellini, tutti ne sono certi, ha ancora molto da dare sul parquet insieme ai suoi compagni di avventura. (Da.Da.)

Il giorno 21-1-2011 presso l’Università “La Sapienza”di Roma si è laureata con 110 e lode la Dottoressa

Jlenia Bennati ” A “Pizzicottina un futuro Tanti auguri per radioso e sereno.

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via Pietro Nenni, 5 - 00019 TIVOLI Tel. 0774336714 - Fax 0774315378 www.xlgiornale.it info@xlgiornale.it Diffusione: 13.000 copie distribuzione gratuita nei principali punti di ritrovo di Tivoli, Guidonia, Castel Madama, Marcellina, Vicovaro, Empolitana, Valle dell’Aniene

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