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Euro 0,80 - Mensile indipendente a cura del centro iniziative culturali - anno XXVII - nº 8 - 20 Settembre 2009

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Per Sindaco e Consiglio comunale si vota il 21 e 22 marzo 2010

Nuovo progetto per l’area ex Mcm con 4 blocchi di palazzine di tre piani, con verde ed attrezzature

CLASSE DIRIGENTE CERCASI

Angri

­­­I DORIA

sempre più

E LA TERRA D’ANGRI

città

dormitorio! Progetti edilizi sono previsti in altre aree produttive dismesse: ex Elvea, Raiola, Benincasa. Servizi alle pagine 2 e 4

Ilaria Sodano si è laureata con una tesi su i Doria d’Angri, facoltosa famiglia genovese entrata nelle fila della nobiltà napoletana

Gli Angresi saranno chiamati a scegliere il nuovo Sindaco e il nuovo Consiglio comunale nelle giornate del 21 e 22 marzo 2010. Ad annunciare la data delle

Spazio di incontro e di dialogo al servizio della cultura e della promozione dell’uomo

Il Centro Iniziative Culturali compie 30 anni Dal ‘79 ha promosso concerti, convegni, seminari, mostre d’arte, corsi di dizione e recitazione, di fotografia ed inglese, di pittura, visite culturali guidate, un’attività editoriale (38 libri pubblicati finora); nel settembre del 1983 ha dato vita al periodico ANGRI ‘80 e nel 1989 a L’Osservatore dell’Agro, e recentemente l’impegno nel campo teatrale si è concretizzato con la costituzione della compagnia amatoriale “Anziteatro”.

prossime consultazioni amministrative regionali è stato il Ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha definito il 21 e 22 marzo come “l’unica data possibile”.

1 vittoria, 2 pareggi e una sconfitta

Un inizio in salita per i

Grigiorossi

Il nuovo libro di Maria Rossi

La prima vittoria dell’Angri arriva fuori casa, 2 a 1 sul PIsticci. Un risultato che spazza via ogni timore per il prosieguo del campionato dopo i punti sciupati nelle precedenti gare. La vittoria ha fatto tirare un sospiro di sollievo a calciatori e dirigenti dell’Angri che adesso potranno lavorare con più serenità.

Intervista con Bartolo Mainardi di Carmenmariagloria Chirico a pagina 6

Conseguentemente, nella stessa data, verranno svolte le elezioni per il rinnovo dei consigli comunali arrivati alla scadenza naturale o, come nel caso di Angri, sciolti anticipatamente.

Grazie ad essi, Angri uscì dall’anonimato di un semplice possedimento feudale, per essere insignita del titolo e dell’onore di Principato A pagina 15

Intervista con Valentina Coppola, giovane scenografa angrese

«Mi piacerebbe lavorare per una produzione

cinematografica

americana»

Servizi a pag. 17

Intervista di Vincenzo Ruggiero Perrino a pagina 12

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Attualità

Settembre 2009

A colloquio con l’architetto Vincenzo Russo sui possibili e prossimi sviluppi urbani

L

’architetto Vincenzo Russo, in qualità di tecnico, ha risposto alle nostre domande riguardo il progetto edilizio che vedrà la costruzione di immobili sul suolo dell’ex MCM. I 64 mila mq di quest’area, grazie ad una legge regionale, dovrebbero essere riqualificati con la costruzione di edifici. Una nota regionale recita che saranno ammessi interventi edilizi in aree urbane degradate, con relativi cambiamenti di destinazione d’uso, per trasformarli in edilizia abitativa e una percentuale, tra il 20-30%, del valore creato sarà pubblico. «A memoria di questo iter regionale, quale situazione si registrerà nella tanto decantata questione ex MCM?» «Dagli anni ‘90 nessun amministratore è riuscito a prendere una decisione finale e risolutiva sulla problematica ex MCM.. Non discuto di chi ha gestito quell’area, ma è sotto gli occhi di tutti che è stato un male che un privato si sia impossessato dell’area che tranquillamente poteva essere acquisita come

«Il Piano Casa regionale può favorire il rinnovo del parco edilizio urbano» Il nostro parco edilizio è vecchio di 30-50 anni ed è ad alto rischio qualora si verifichi un evento sismico di notevole magnitudo

patrimonio comunale, perché allora c’erano le risorse per farlo. Ma dal momento che questo privato ha acquisito quell’area ed ha una capacità di spesa notevole, quale è quella del gruppo AR, bisogna creare condizioni favorevoli in modo che si realizzi un incontro di esigenze tra pubblico e privato. Quindi c’è stata una evidente incapacità di mediazione delle amministrazioni comunali passate con il privato. Citando un bando di concorso regionale del luglio dello scorso anno, valido per tutti i comuni della Regione, che invitava a presentare dei progetti di edilizia residenziale sociale, chi possiede uno spazio vuoto a livello del centro urbano o un’area da dismettere o dismessa ha facoltà di fare richiesta alla Regione, che deroga dalla destinazione urbanistica esistente a condizione che, parte di ciò che si realizza, venga acquisito a patrimonio comunale ed un’altra parte venga messo a disposizione del comune per edilizia a canone sociale. Il gruppo AR ha fatto richiesta per l’ex MCM e per ex ELVEA. Altri privati, tra cui la ditte Raiola, Benin-

Sembra ormai disegnato il futuro dell’area ex MCM di proprietà del gruppo conserviero AR. I 64 mila mq posti al centro della città furono venduti da Giovanni Lettieri (Confindustria Napoli) all’allora Conserviera Sud srl dell’imprenditore Antonino Russo casa, Russo, De Cola, Falcone, Caiazzo e Longobardi hanno anch’essi fatto richiesta. La regione Campania ha fatto una cernita fra circa 1000 domande e ne ha approvato circa 440 di esse, tra cui le 2 del gruppo

AR, quella della Benincasa, di Raiola e ed altre per un totale di circa 6 progetti. Anche il comune ha fatto delle richieste, ma non si sa l’esito della risposta regionale. La Regione approverà questi piani, una volta

Nuovo progetto per l’area ex Mcm con 4 blocchi di palazzine di tre piani, con verde ed attrezzature

Angri sempre più città dormitorio! Altri progetti edilizi sono previsti in altre aree produttive dismesse: ex Elvea, Raiola, Benincasa. giunte avessero tentato di affrontare la questione ex MCM. Si legge in una nota della Regione che “la legge regionale dovrebbe quindi riattivare il ciclo dell’edilizia e dare una risposta al disagio abitativo in termini di sostenibilità ambientale, di qualità e sicurezza delle costruzioni”. Ed ancora a conferma della possibilità di edificare sui suoli degli ex opifici : “Sono ammessi interventi edilizi in aree urbane degradate, ad esempio aree industriali dismesse, con cambiamenti di destinazione d’uso, senza aumenti delle volumetrie, per trasformarli in edilizia abitativa. In questo caso il concessionario deve destinare almeno il 20% del valore creato all’housing sociale”. L’aumento delle volumetrie è permesso in casi ben precisi : “il 20% per gli edifici non superiori a 1000 metri cubi (villette mono e bifamiliari), il 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo le norme più avanzate”. Stessa sorte dell’ex MCM toccherà ai suoli ex Elvea, ai suoli dell’industria conserviera Benincasa ed a quelli delle Officine Meccaniche Raiola. Pippo Della Corte

La regione Campania ha già approvato 6 progetti angresi, tra cui i 2 del gruppo AR, quello dell’industria conserviera Benincasa (nella foto) e quello delle Officine Meccaniche Raiola Un’ampia area residenziale composta da quattro blocchi di palazzine di tre piani, con verde ed attrezzature. Sembra ormai disegnato il futuro dell’area ex MCM da più di dieci anni di proprietà del gruppo conserviero AR. I 64 mila mq. posti al centro della città furono venduti da Giovanni Lettieri (Confindustria Napoli) all’allora Conserviera Sud srl dell’imprenditore Antonino Russo. Un investimento miliardario che ora potrebbe produrre i frutti attesi per lunghi anni. Attualmente l’area è destinata a deposito industriale. Il tutto risale al 1997 quando Lettieri avviò una serie di consultazioni per vendere i “suoli d’oro”. Ora, grazie ad una legge regionale specifica si è sbloccato l’iter in deroga al piano regolatore generale, per cui nessun impedimento dovrebbe ostacolare la possibilità di costruire case. Ovvero, la legge regionale varata dalla Giunta di centrosinistra guidata dal governatore Antonio Bassolino consente attraverso interventi residenziali e sociali di riqualificare “ambiti urbani degradati e dismessi”. In sostanza ed a seguito di una manifestazione di interesse del 2008 i proprietari di fabbriche dismesse oppure in via di dismissione hanno ottenuto la possibilità di riconvertire quei suoli realizzando interventi edilizi, parte dei quali a costi più contenuti. Una decisione che in un colpo solo ha evitato ulteriori lungaggini burocratiche e decisioni da parte del Comune che per anni ha lasciato che la questione rimanesse sostanzialmente ferma. La soluzione al problema è giunta da Napoli, nonostante tre diverse

che i richiedenti attraverso i comuni avranno ottemperato ai loro compiti, presentando i documenti necessari e conformi allo spirito delle richieste del bando. Se le passate amministrazioni di questi ultimi 15-20 anni avessero avuto la capacità di programmare nell’ambito di una cornice concordata, tutte queste discussioni non sarebbero mai sorte. Adesso il nostro paese avrebbe avuto un grande pregio, perché queste aree quanto meno troveranno degli standard urbanistici inderogabili, anche se minimi, ovvero non sarà permesso che siano privi di servizi e di verde attrezzato, dedicato, per esempio, allo sport. I decreti ministeriali del ‘68, che sono l’A B C della progettazione urbanistica, prevedono un minimo

inderogabile di verde per ogni abitante che si va ad insediare in una determinata area. Purtroppo pur avendo avuto la soluzione sotto gli occhi, abbiamo perso una grande occasione». Distaccandoci di poco dal discorso, come vede il decreto sul Piano Casa Regionale, che dovrà essere approvato? Il Piano Casa Regionale potrà soddisfare le molteplici attese, tra cui il rinnovo del parco edilizio urbano, che con l’incentivo di aumentare la cubatura, permetterà di abbattere e ricostruire con criteri antisismici molti edifici inadeguati. Infatti sul nostro territorio è presente un parco edilizio urbano vecchio di 30-50 anni, che è ad alto rischio qualora si verifichi un evento sismico di notevole magnitudo». D.V.

Pasquale Marrazzo, Pdl “Il Centrosinistra non ha approvato finora il Piano Casa per divisioni interne!” Nel corso della seduta pre vacanze estive del consiglio regionale, incentrata sulla discussione della legge sul “Piano Casa”, il consigliere regionale del P.d.L. Pasquale Marrazzo, ha attaccato la maggioranza, rea “di mettere in campo un forte ostruzionismo, per evidenti ragioni di scontro politico interno”, dicendosi disposto anche a ritirare gli emendamenti presentati qualora in aula fosse emersa la volontà di superare l’impasse ed approvare la legge in oggetto. “Anche in questa occasione, il Consiglio regionale rischia di essere giudicato inadempiente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con la conseguenza di essere anche in questo campo commissariato, dopo che ciò è già avvenuto in campo sanitario. Sono stanco, e come me i colleghi della minoranza, che questo consiglio continui ad essere bollato come incapace e incompetente, e ciò mentre tante altre regioni hanno già approvato il proprio Piano Casa. La maggioranza abbia il coraggio di ammettere che non vuole approvare il piano, ed allo stesso tempo se ne assuma pubblicamente la paternità, le responsabilità e le conseguenze del caso, non scaricando le colpe sull’intera assemblea. La nostra proposta è di andare avanti con i lavori ed eventualmente concluderli, in una seduta nella quale attendiamo dalla maggioranza forti segnali di volontà a legiferare in materia. Ma temo che ciò non si voglia fare: registro posizioni di singoli che divergono progressivamente, con l’amara considerazione che parte degli interventi che si susseguono siano mirati esclusivamente a rallentare i lavori per non giungere a conclusione…”.

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gregio direttore, l’immagine di Angri è talmente deteriorata, che ormai i cittadini non si interessano più di problemi a loro strettamente connessi, non chiedono, non si lamentano, assuefatti alla invivibilità per la totale assenza di interventi delle istituzioni locali. La classe politica locale è fallita, come l’impegno preso con gli elettori con programmi faraonici e irrealizzabili, invece di risanare i conti pubblici. Analizzando nel merito alcuni dei problemi che hanno causato questo degrado della città nel suo tessuto sociale ed economico, non posso esimermi dall’esporre quelli che più mi segnalano i cittadini: 1. Il quadro avvilente e penoso a cui assistiamo tutti i primi giorni del mese, quando centinaia di anziani, anche disabili, fanno la fila davanti alla Posta Centrale e alla filiale, dalle sei di mattina per riscuotere la pensione, con il caldo, il freddo e la pioggia, e nessuno interviene. Stesso quadro alle ore nove davanti all’ufficio della Gori nei locali comunali di piazza Doria. Sono gli stessi anziani (circa 80), non autosufficienti che fino a due anni fa venivano assistiti a casa dai servizi sociali e che si sono visti sospendere l’aiuto e tutt’ora non si sa perché sia stato fatto. 2. Lo spaventoso impatto sulle strade del centro di centinaia di autocarri che transitano giorno e notte, producendo inquinamento ambientale, acustico, danni alle abitazioni, senza alcuna limitazione da parte del Comune, nonostante le recenti promesse. A cui si aggiunge il terrificante serpentone di auto ed autocarri che tutti giorni scorre in entrambi i sensi a monte da via Adriana fino all’autostrada, senza strisce pedonali per permettere l’attraversamento o almeno vigili che ne regolino il flusso agli incroci. 3. Lo stato di abbandono di piazza Annunziata è una pugnalata al cuore: panchine divelte o inutilizzabili, verde e piante incolte, viali pericolosi da percorrere per

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Attualità

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Antonio D’Ambrosio passa in rassegna i tanti problemi cittadini

Povera Angri, come ti hanno ridotta! Purtroppo il progressivo disinteresse da parte dei cittadini nei confronti dei problemi del paese ha innescato un processo di degrado sociale e culturale che sembra al momento senza ritorno le radici sporgenti. 4. La potatura nel periodo estivo degli alberi di Corso Vittorio Emanuele è stata una ferita mortale per le piante e un danno per i cittadini privati della frescura delle stesse. 5. La chiusura dell‘unico asilo nido in corso Italia, è stata una iniziativa assurda, in considerazione che negli anni passati era un fiore all’occhiello per Angri, costringendo tanti a ricorrere a strutture private, con costi maggiori per le famiglie. 6. Lo scandaloso spettacolo dello scalo merci ferroviario è sotto gli occhi di tutti: pagato dal Comune con centinaia di milioni e poi ridotto a parcheggio di autocarri e di auto di una società privata. 7. L’orripilante visione della scuola elementare distrutta a Fondo Caiazzo, dove vivono, anch’esse abbandonate, famiglie senzatetto da 29 anni, come pure a fondo Badia, a fondo Messina (zona pedemontana) e a fondo Rosa Rosa. In attesa delle case finalmente in costruzione. 8. I lavori di sistemazione di piazza Doria, o meglio della sua scomparsa, sono un pugno nello stomaco. Decine di panchine in cemento armato e grosse aiuole, un fiumiciattolo dove scorrerà acqua, l’abbattimento degli alberi ad alto fusto, stanno creando sgomento in tanti cittadini, che già sperano che si faccia al più presto una nuova gara per risistemarla e renderla fruibile per le passeggiate alle famiglie e ai disabili. 9. Il commercio langue e vive alla giornata, senza programmi di sviluppo, mentre ogni mese si assiste a tante cessazioni di attività e rilevazione di gestioni senza un preciso piano organico. è evidente un mancato ricambio generazionale nel settore dell’artigianato locale, mentre aumenta la disoccupazione giovanile. 10. Per i nuovi insediamenti urbani nella zona pedemontana, assistiamo ancora una volta alla nascita di un quartiere senza i servizi essenziali, in un’area ad alto rischio idrogeologico, da cui la Regione capta e fornisce alla Gori milioni di metri cubi di acqua annui per rifornire molti comuni della provincia di Napoli e di Salerno tra cui Angri, che nono-

stante la presenza dei pozzi sul suo territorio paga l’acqua pari o in misura maggiore di altri paesi vicini!

11. Tantissime lamentele specialmente nelle zone periferiche per la raccolta dei rifiuti. L’azienda specia-

“Nuovo Mausoleo” piazza Doria

Al Sindaco del Comune di Angri Spett.le redazione del MATTINO Spett.le redazione ANGRI ‘80 Spett.le redazione de La CITTÀ Spett.le Legambiente Campania Spett.le B.A.A.A.S. Salerno Lo scempio di p.zza Doria è ormai in fase di ultimazione. Per chiudere in “bellezza” suggeriamo di apporre sulle pseudo panchine -loculi, affiché anche i posteri siano in grado di ricordare, i nomi dei tecnici progettisti, amministratori e politici vari che hanno permesso questa orrenda e disgustosa realtà che offende i cittadini e che nulla ha a che vedere con i canoni di bellezza architettonica e territoriale. Il tutto trascurando le vigenti leggi che regolano gli standards di sicurezza, agibilità ecc. ecc. Non bastava, forse, quella bruttura recente della nuova casa comunale, molto più simile ad un carcere che ad un comune? Comitato cittadino Angri 1 e, p.c.

Pubblichiamo questa lettera «anonima» in quanto essa esprime un sentimento diffuso e condiviso. Ma ricordiamo che finché non debelliamo la cultura omertosa, di cui la stessa lettera è espressione, sarà sempre difficile combattere la cattiva amministrazione e le scelte urbanistiche sbagliate come questa che ci ha privato di fatto di piazza Doria.

le AES con il personale in dotazione opera molto, ma i cittadini non sono serviti allo stesso modo. Ma per la Tarsu il Comune fa pagare a tutti la stessa tariffa a mq, mentre la raccolta differenziata non fa progressi significativi. 12. Scaduta la convenzione con una società privata, la gestione delle aree di sosta e dei parcheggi è stata affidata alla stessa Azienda speciale del Comune dal luglio scorso. Ci si domanda come farà l’Azienda speciale ad utilizzare i propri dipendenti, già insufficienti per la raccolta e lo spazzamento, a destinarli anche al controllo degli scontrini sulle auto. La mediocrità della classe politica angrese non ha saputo garantire un minimo di buona amministrazione, non ha saputo rinnovarsi e quando lo ha fatto sono stati forse premiati i peggiori. C’è da augurarsi che nessuno dei vecchi consiglieri, assessori o sindaci si presenti alla prossima competizione elettorale, ed invitiamo chi non ha mai voluto candidarsi a farlo, appunto per non far ritornare i fantasmi politici del passato. Un passato amministrativo che, in particolare per il periodo 2003-2004, fa scrivere ai magistrati della Corte dei Conti della Campania, a seguito di “Un’indagine sulla gestione del Comune di Angri”, che: “La piena attuazione dell‘art. 1, comma 5 del Dlgs n.168/04 trova nel Comune di Angri ancora difficoltà concreta di applicazione sulla funzione del controllo interno di gestione, e sulla lentezza con il quale l’Ente provvede ad adeguarsi alla normativa, oltre ad uno scarso utilizzo della Carta dei servizi”. Concludendo che “l’amministrazione comunale di Angri - a seguito di ordinanza di convocazione n. 8/2008 - non ha fornito. alla Corte dei Conti, nelle precisazioni inviate con nota del 6.5.2008. controdeduzioni in tema dei controlli interni”. Da notare che dal settembre 2007 a marzo 2008 il dottor Bonino Giuseppe, attuale responsabile finanziario contabile del Comune, come consulente esterno era incaricato del servizio di Controllo di Gestione del Comune di Angri. Ancora la Corte dei Conti ritiene

che “la principale criticità della Gestione dei Servizi Comunali è data dalla sostanziale assenza di controlli. La quale causa enormi sprechi, perdite e deficienze ed agevola le illegalità”. Alla luce di queste osservazioni della Corte dei Conti (e ce ne sono altre interessanti e sempre negative per l’Ente Comune di Angri), chi mai ci farà sapere realmente come sono i conti del Comune, quanti residui attivi, quanti passivi, quanto contenzioso in atto, quanti debiti, quanti debiti fuori bilancio, quanti residui inesigibili o eliminabili, o tenuti in bilancio, e perché non vengono cancellati. Purtroppo il progressivo disinteresse da parte dei cittadini nei confronti dei problemi cittadini ha innescato un processo di degrado sociale e culturale: nonostante le numerose opere di rilevanza storica di numerosi artisti di fama anche nazionale, non si è riusciti a creare un’attrazione turistica rilevante; la città è congestionata, con una forte carenza di attrezzature di interesse locale, un degrado fisico di gran parte del tessuto urbano, un processo di spopolamento del centro storico, connesso anche alla mancanza di partecipazione alla vita pubblica. In termini di rischi di vari livelli si è verificata una perdita di controllo e di funzioni pubbliche nel centro antico, con un’attuazione di interventi di recupero edilizio senza un’adeguata programmazione e pianificazione. Si aggiunge un progressivo degrado delle componenti paesaggistiche ed ambientali dell’area comunale, un depauperamento del patrimonio florofaunistico e della biodiversità locale, un aumento del rischio idrogeologico legato al fenomeno di abbandono dei suoli della zona montana. Caro direttore, tale analisi può essere condivisa o meno, ma è l’amaro specchio della nostra amataodiata “Repubblica di Angri”, in provincia di Salerno, nella nazione Italia. Antonio D’Ambrosio

&G

Angri@ttiva, dopo aver promossoelateria asticceria una petizione avente per oggetto: 1) Riapertura Asilo Nido Comunale;

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Attualità

Settembre 2009

Il punto sul Piano Urbano Comunale con l’architetto Vincenzo Russo

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er capire dove si è fermata la gestazione del PUC, abbiamo intervistato l’architetto Vincenzo Russo, presso il suo studio in Corso Italia. L’architetto Russo è stato membro attivo della Consulta, istituita per coinvolgere nella definizione e conseguente approvazione del nuovo Piano Urbano Comunale, le espressioni sociali ed imprenditoriali cittadine, così come stabilito dalla legge urbanistica regionale. Abbiamo cercato con l’aiuto dell’architetto di rimettere a fuoco i passaggi fondamentali già compiuti per la redazione del PUC e i punti da cui dovrà ripartire la futura amministrazione comunale. «è importante considerare innanzitutto – ha esordito Russo - le tappe che hanno portato alla formazione della consulta, un organismo che riunisce e mette a confronto tutte le categorie sociali del territorio comunale. Sono stato indicato, nella Consulta, insieme al collega Michele Russo, come porta voce di tutte le categorie sociali da coinvolgere, la cui scarsa partecipazione però ha fatto evidenziare una grave debolezza della stessa Consulta. è stata infatti sottovalutata la prima fase della gestazione del PUC, volta ad analizzare ed evidenziare la situazione urbana esistente e le reali esigenze della città da soddisfare. E successivamente poi tutto si è fermato. Spero che le categorie sociali e produttive in futuro facciano sentire di più i loro bisogni, perché la democrazia, per poterla esercitare, esige la partecipazione di tutti, così come nel momento in cui si vanno a definire le linee guida della pianificazione urbanistica e territoriale è necessario essere presenti per rappresentare le proprie esigenze. Entrando nello specifico c’è da sottolineare un aspetto importantissimo. Il 13 Ottobre 2009 ricorrerà l’anniversario dell’appro-

«Occorre un piano che abbia un respiro comprensoriale» Gli amministratori locali devono avere la capacità di proporre progetti di livello comprensoriale vazione del Piano Territoriale Regionale, che rappresenta il Primo Livello di Pianificazione. Con questo piano la Regione ha suddiviso tutto il territorio in Sistemi Territoriali di Sviluppo (S.T.S.) ed ha stabilito le linee guida che devono essere seguite da ogni provincia e comune nella stesura dei Puc. Il Piano Territoriale Regionale Campano è suddiviso in 45 sistemi territoriali. Angri entra nell’ambito dell’Agro sarnese nocerino, tecnicamente definito C5, un comprensorio di 13 comuni, individuato come area di bisogni omogenei la cui soddisfazione richiede l’attivazione di una serie di iniziative concordate. A questo punto la capacità di fare corpo unico è solo nelle capacità degli amministratori comuali dell’Agro. Si è fatta l’Europa, non si capisce perché non si possa fare l’Agro sarnese nocerino, un bacino di appena 300.000 abitanti, che ormai costituisce un continuum urbanistico. In tale contesto, pertanto, c’è bisogno di attivare altre iniziative, oltre a quella della redazione del Piano Comunale; e considerando che i comuni non hanno attualmente una forte liquidità finanziaria, è anche

necessario fare ricorso all’imposizione di tasse aggiuntive e dirette. C’è inoltre la possibilità per gli amministratori comunali virtuosi di attingere ai fondi strutturali europei fino al 2013 (2006-2013). Questo vuol dire che gli amministratori locali devono avere la ca-

pacità di proporre progetti di livello comprensoriale, ad esempio, interventi sull’intera linea ferroviaria, sulla creazione di infrastrutture e di un piano di viabilità che interessi tutto l’Agro sarnese nocerino. Sfruttando questa progettualità sovracomunale avremo la possibili-

formalizzata. Ora la parola passa, dapprima, al tavolo politico, e, successivamente, a quello tecnico, che determineranno i tempi e modi di attuazione del piano definitivo di recupero e/o rifacimento del viadotto.

Da troppo tempo gli Angresi aspettano la soluzione dei disagi e dei problemi creati alla viabilità e alla mobilità da questa obsoleta infrastruttura. Gli interventi tampone – come ha fatto presente Mauri – finora effettuati si sono rivelati inefficaci e dispendiosi per la comunità, pertanto lavoreremo in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte affinché si creino le condizioni per la nascita di una nuova struttura agevole, efficiente e funzionale alle esigenze della città.

Viadotto di Via Delle Fontane Prospettata una soluzione dall’UDC

A pochi mesi dalla chiusura della campagna elettorale uno dei primi impegni assunti dal neo consigliere eletto dell’UDC Pasquale Mauri è stato inserito nell’agenda delle priorità della Provincia e si avvia ad una concreta soluzione. Infatti, lo scorso 1° settembre 2009 è stata convocata dal Presidente della Provincia Cirielli la riunione preliminare per la definizione di un apposito Accordo di Programma finalizzato alla soluzione dell’annosa vicenda del “ponte del tram”. La proposta del consigliere Mauri, sostenuta dal Commissario Straordinario Pezzuto, con l’interessamento dell’assessore provinciale Squillante, è stata

tà di sistemare in maniera ottimale, dal punto di vista urbanistico, buona parte degli attuali mali cittadini o almeno di avviarli a soluzione. Oggi avviare un singolo PUC è una prospettiva insufficiente e controproducente per la nuova pianificazione comunale, considerando le tante esigenze urbanistiche e le gravi difficoltà economiche che i comuni devono affrontare. Finora però non c’è stato nessun amministratore dei comuni dell’Agro che si sia attivato per l’istituzione di un laboratorio sovracomunale di pianificazione partecipata, in cui dovrebbero confluire i dati numerici relativi alle problematiche di ogni singolo comune, per consentire una conoscenza integrale di tutti i problemi del sistema C5. è drammatica la ristrettezza di vedute degli amministratori locali, e questa situazione va biasimata, perché quando nel 2013 scadrà la possibilità di attingere ai fondi europei (oltre due miliardi di euro), a quale risorsa finanziaria di uguale entità potremo attingere? Per cui stiamo rischiando di perdere fondi già stanziati, perché non vi sono amministratori capaci di mettersi attorno ad un tavolo ed avviare un discorso di co-pianificazione. Non c’è più spazio per le opere pubbliche, perché non si può attingere a fondi comunali. Spero perciò che la nuova classe dirigente, che verrà eletta con le elezioni della prossima primavera, abbia l’ambizione e la capacità di avviare a soluzione almeno la metà dei problemi esistenti. Nel PUC ci dovranno essere indicazioni puntuali, come, ad esempio, quella di colmare il deficit di servizi e verde attrezzato, per raggiungere gli standard urbanistici previsti dalla normativa urbanistica del 1968;

in base ad essa infatti per ogni abitante 18 mq quadri di territorio devono essere destinati a servizi e verde attrezzato. Ad Angri, per soddisfare gli standard urbanistici previsti, occorrerebbe destinare a tali finalità circa 540.000 mq; mentre in base al vecchio Piano regolatore c’è una disponibilità minore di 200.000 mq, per cui c’è bisogno di reperire ed epropriare una quantità enorme di aree. Per la programmazione puntuale del nostro Comune, c’è da mettere a fuoco l’individuazione degli obiettivi strategici che dovranno poi guidare la formulazione del PUC. Credo poi che sia necessario prevedere la creazione di un insieme di “vuoti urbani” all’interno del nostro paese. Un’idea del genere potrebbe essere attuata per l’edificio ex INAM e per quello anomalo sotto ogni punto di vista della Scuola Media P. Opromolla; l’abbattimento senza ricostruzione di questi due edifici creerebbe delle “pause urbane”, con il fine di decongestionare e contemporaneamente migliorare la qualità dell’impianto urbanistico. Gli obiettivi futuri, da perseguire con la formulazione del PUC, dovranno essere volti a riarmonizzare lo squilibrio dei pieni con i vuoti all’interno del tessuto del nostro territorio, causati dall’incapacità delle passate amministrazioni di cogliere questi problemi ed avviarli a soluzione. Da qui, inoltre, si dovrà partire per intavolare, con gli altri comuni dell’Agro, le strategie da attuare nel nostro ambito comprensoriale». Davide Vitiello

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L’organo di controllo statale sulla spesa pubblica ha sollevato rilievi anche in merito ad alcune operazioni finanziarie relative ai derivati swap

I bilanci del Comune bocciati dalla Corte dei Conti Il controllo eseguito ha evidenziato la presenza di errori che inficiano l’affidabilità dei conti e le risultanze di bilancio

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bilanci del Comune di Angri sono inaffidabili e la situazione resta preoccupantee. è questa la conclusione a cui sono giunti i magistrati della Corte dei Conti. Nel voluminoso documento censorio dell’organo di controllo si sottolinea anche un’omissione dell’amministrazione comunale pro tempore a seguito di un preciso sollecito della Corte: “L’Amministrazione comunale non ha fornito, nelle precisazioni inviate con nota del 06.05.2008, controdeduzioni in tema di controlli interni”. Con riguardo alla regolarità dei conti è scritto: “In ordine alla tenuta della contabilità comunale, il controllo eseguito ha evidenziato la presenza di errori che inficiano l’affidabilità dei conti e le risultanze di bilancio. Altre irregolarità minano gravemente l’equilibrio complessivo del bilancio e richiedono una immediata revisione delle poste attive e passive del conto del patrimonio. In ordine alle evidenziate incongruenze, si auspica una attenta e complessiva revisione delle risultanze contabili e l’avvio di un serio e puntuale controllo di gestione, necessario ad assicurare l’attendibilità dei dati di bilancio anche in funzione dei futuri programmi di spesa”. Ed ancora : “Il Comune non ha provveduto ad adeguare il proprio regolamento di contabilità alle nuove norme; risulta, infatti, non operativa la “contabilità economica” ovvero quel sistema di rilevazioni contabili in grado di individuare, effettivamente, l’utilizzo e l’impiego delle risorse in un dato arco di tempo. Né ha, per ora, adottato la “contabilità analitica” diretta alla verifica ed all’analisi dei costi e dei ricavi di gestione e pertanto funzionale alle esigenze di chi dirige e governa un Ente”. Un richiamo poi al Consiglio comunale ed al collegio dei revisori dei conti: “In ordine al riconoscimento dei debiti fuori bilancio ed alla loro copertura a mezzo di indebitamento, si auspica che l’organo consiliare si faccia sempre carico di ottenere adeguata dimostrazione dell’utilità delle spese. La Sezione sottolinea, altresì, la necessità di dare maggiore effettività ai controlli di revisione contabile, soprattutto affinché il risultato attivo dei saldi di amministrazione rispetti fedelmente la reale situazione della finanza dell’Ente”. Infine, l’ombra del pos-

sibile dissesto: “La corretta ed economica utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili è, pertanto, elemento cardine per la costante prevenzione di situazioni patologiche di dissesto finanziario”. “La situazione finanziaria del Comune è squilibrata”, così ha sostanzialmente evidenziato la Corte dei Conti. Altra fonte di preoccupazione, poi, nasce dal fatto che il Comune di Angri ha sottoscritto anche operazioni finanziarie a rischio, i cosiddetti derivati swap, che espongono l’Ente a oneri progressivamente insostenibili. è scritto nel documento della magistratura contabile: “La ricostruzione degli esiti gestionali ha evidenziato notevoli difficoltà di cassa che generano disavanzi correnti di preoccupanti proporzioni, generalmente, imputabili ai più marcati ritmi di crescita delle spese correnti rispetto alle correlate entrate. Il quadro finanziario che emerge dall’esame dei dati di cassa, dalla situazione dell’indebitamento e dall’analisi dei dati di competenza, mostra la diffusa presenza di squilibri che gravano sulla capacità dell’Ente di svolgere adeguatamente il proprio ruolo istituzionale ed innescano pericolose dinamiche sul fronte dell’indebitamento”. Ed ancora in merito alla scarsezza di liquidità nelle casse: “La crisi di liquidità ha spinto l’Ente ad un recupero finanziario affidato ad un più consistente ricorso al debito, anche se il ricorso ad una sua gestione attiva ha contribuito, inizialmente, ad una flessione del suo costo”. Poi viene affrontata la questione delle operazioni in borsa: “L’Ente ha avvertito l’esigenza di assestare i propri bilanci, posti in tensione a causa della flessione dei finanziamenti, facendo ricorso ad operazioni finanziarie derivate,

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Attualità

allo scopo di realizzare quei risparmi di spesa che lo ponesse in linea con i vincoli del Patto di Stabilità e che, al tempo stesso, gli consentisse di ampliare la propria capacità di finanziamento da utilizzare essenzialmente per finalità di cassa. In tale prospettiva, il contratto di swap stipulato con la contestuale previsione di un premio di liquidità (up-front), hanno rappresentato una soluzione comoda per controbilanciare i recenti tagli dei finanziamenti ed evitare di ridurre i servizi indispensabili alla collettività”. Infine, la preoccupazione e l’allarme. “Tale operazione ha, tuttavia, accresciuto il rischio di un ulteriore aggravio finanziario ed esposto l’Ente al rischio inconsapevole di oneri finanziari destinati a divenire progressivamente insostenibili. In tale ottica, sarebbero da evitare, le autocertificazioni di “operatore qualificato”, che espongono l’Ente anche ai rischi derivanti da eventi normalmente imprevedibili”. Situazione, quindi, grave e da tenere costantemente sotto controllo contenendo al massimo i flussi di denaro in uscita. Un atteggiamento di prudenza che, tuttavia, non sembra essere stato rispettato sino ad ora dalle diverse amministrazioni comunali, sia politiche che commissariali Pippo Della Corte

Bilancio positivo per il 1º City Camps

Iniziativa proposta e realizzata lo scorso anno scolastico dal Trinity Point di Castel San Giorgio

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i è conclusa con successo la prima vacanza-studio con madrelingua inglese ad Angri: CITY CAMPS 2009, il cui obiettivo è stato quello di avvicinare i ragazzi al loro futuro di cittadini europei, centrando, nel contempo, i contenuti del documento elaborato dalla Commissione dei saggi, Contenuti essenziali per la formazione di base, in cui emerge con forza l’idea che l’offerta della lingua straniera deve essere generalizzata e metodologicamente adeguata ai bisogni comunicativi, alle esigenze sia di orientamento che di utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e multimediali, in vista della costruzione di una cittadinanza europea.

“Detta costruzione passa attraverso la comprensione della varietà dei modi di vita, valori e tradizioni culturali, atteggiamenti che connotano i paesi dell’Unione europea; dunque l’approccio alle culture che compongono il quadro dell’Europa dei popoli è uno dei contributi più produttivi che un territorio può e deve dare per la formazione dei futuri cittadini europei; la via privilegiata sul piano formativo è la conoscenza della lingua straniera in quanto essa è il veicolo più diretto per l’accesso alla cultura di un altro popolo e il ruolo della lingua inglese come lingua di comunicazione transnazionale e come alfabeto delle nuove tecnologie indica alla scuola una scelta prioritaria”. In tale prospettiva si è concretizzato il CITY CAMPS, la vacanzastudio con madrelingua Inglese, svoltasi presso il II Circolo Didattico di Angri nelle prime due settimane di Luglio, grazie alla disponibilità attenta del Dirigente scolastico prof. Alfonso Longobardo che, intuendone l’alta valenza formativa, ha accolto con entusiasmo i promotori dell’ iniziativa: il Trinity Point di Castel San Giorgio, nella persona del Prof. Raffaele Nasti, South West Italy (Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia) Area Manager del Trinity College of London e partner dell’A.C.L.E di Sanremo, Ente di formazione Linguistica fondata dal prof. Arrigo Speziali, che riassume nell’acronimo R.E.A.L. (Rational Emotional Affective Learning) l’impianto teorico che colora tutte le sue attività “è’ il coinvolgimento affettivo, emotivo e razionale che crea la volontà di apprendere e fissa i concetti nella memoria a lungo termine. Questo approccio olistico ha il grande vantaggio di creare sinergie tra le parti e di motivare fortemente il discente, questa è la nostra filosofia militante”. “L’ACLE ha ottenuto il 21 giugno 2006 dal Ministero Della Pubblica Istruzione MPI l’accreditamento (D.M. n°177/2000) ed opera su tutto il territorio nazionale da oltre 25 anni con i summer camps e i city camps, con tutors madrelingua anglofoni formati secondo il proprio fondamento pedagogico, che guidano le attività ricreative e didattiche in inglese, come in un vero college!” L’organizzazione e la direzione del City Camp di Angri sono state affidate allo Studiocomenius della dott.ssa Giovanna Aprea Pescino, che fin dal 2003 in collaborazione con la prof.ssa Alessandra Di Masi, docente di Lingua inglese ed esperta di cultura anglofona, ha fatto cono-

scere questa realtà nei paesi limitrofi, riscuotendo un crescente consenso e successo. “ il senso del City Camp nel mio paese consiste nell’aver dato ai ragazzi di Angri l’opportunità di aprire la propria mente su un orizzonte formativo innovativo, entusiasmante e gratificante e mi soddisfa riscontrare che le loro famiglie abbiano compreso il valore aggiunto di una vacanza-studio con madrelingua inglese nella propria città”. Due settimane dunque di “full immersion” in cui si sono saggiamente alternati i momenti di studio dell’English book, didactics games, rhymes and songs del mattino ad attività didattiche e ludiche “in English” di pittura, teatro, football, walking e varie Surprises del pomeriggio, stimolando e potenziando le competenze comunicative dei partecipanti., Rossana,Valentina, Michele, Gianfranco, Roberto e Riccardo per aver contribuito con impegno al successo del primo City Camp di Angri! Al termine del City Camps, durante il Final Show si è svolta la cerimonia di consegna del Portfolio, i partecipanti hanno conseguito l’English Certificate (M.P.I.) basato sul framework europeo da allegare al loro portfolio scolastico; “le competenze acquisite vengono così capitalizzate e possono essere perfezionate in qualsiasi altro momento dell’iter scolastico e professionale.” L’esperienza del City Camp si è conclusa con il Good Bye Party, un momento di incontro e scambio tra le famiglie, gli english tutors, gli organizzatori e tutti i partecipanti, concretizzando il motto del team “per diventare insegnante basta un titolo, per educare bisogna essere, per insegnare bisogna appassionare” condividendo la nuova visione dell’insegnamento/ apprendimento: energia, entusiasmo e passione per accendere i cuori dei ragazzi e dei loro genitori… ”arrivando al cuore della persona, non a caso il cuore è il simbolo della nostra Associazione”. Congratulations ai partecipanti del Primo City Camp di Angri: Canuso Alessandra, Coppola Alessia, Della Mura Michele, De Martino Claudio, Canuso Giuseppe Michele, De Martino Alessandro, Minelli Claudia, Della Mura Maria, Galasso Gaspare, Postiglione Leyla, Galasso Francesco, D’Antuono Daniele, Galasso Luca, Aprea Martina, Cordone Francesco, De Martino Davide. A Special Thanks alle English Tutors: Marisa (Utah) e Lauren (New Hampshire) ed ai Volunteers: Jennifer, Mandy, Federica.


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Cultura

Settembre 2009

Spazio di incontro e di dialogo al servizio della cultura e della promozione dell’uomo

a ben 30 anni il Centro Iniziative Culturali opera ad Angri, realizzando attività finalizzate allo sviluppo culturale ed alla crescita civile della cittadinanza. Si costituì nel settembre del 1979 ad opera di Raffaella Del Pezzo, Vincenzo La Mura, Bartolo Mainardi, Gianni Rossi, Antonio Varone e Giovanni Vitolo. All’unanimità fu eletto primo presidente Bartolo Mainardi, che è restato in carica sino al 1987, quando gli subentrò Luigi D’Antuono. Con Mainardi abbiamo ripercorso questi trent’anni di attività. Con quali finalità fu fondata questa Associazione? Il nostro intento era di aprire ad Angri uno spazio di incontro e di dialogo, al servizio della cultura e della promozione integrale dell’uomo. La nostra sede è sempre stata, tra l’altro, utilizzata da diverse associazioni che ne sono prive. Quali furono le principali attività nella fase iniziale? Abbiamo organizzato un concerto in chiesa, un incontro sulla salute nell’Agro appena si istituirono le Asl, la prima rassegna di concerti di pianoforte, l’aggiornamento degli insegnanti dopo la riforma della scuola Media, nonché mostre d’arte, a cura di Gianni Rossi, con giovani che oggi sono affermati artisti in campo nazionale e internazionale. Nel 1986 la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le attività realizzate, assegnò al Centro il Premio Cultura. Quali altre iniziative furono realizzate nei primi anni? Seminari di archeologia, incontri di orientamento scolastico, concerti di poesia e musica, concerti di flauto, chitarra, viola e clavicembalo nell’Oratorio di Santa Margherita, corsi di fotografia e di inglese, un corso di dizione e recitazione diretto da Raffaele Piscopo della Rai di Napoli, un corso di pittura per i ragazzi, che si teneva nella palestra del I Circolo diretto da Gianni Rossi, Elio Alfano e Maria Teresa Abate e che vide la partecipazione di oltre cento ragazzi. Inoltre ci furono incontri con l’arte, visite ai siti archeologici guidate da Antonio Varone e il seminario di studio sul Mezzogiorno diretto da Giovanni Vitolo, con relazioni di

Il Centro Iniziative Culturali compie 30 anni Dal ‘79 ha promosso concerti, convegni, seminari, mostre d’arte, corsi di dizione e recitazione, di fotografia ed inglese, di pittura, visite culturali guidate, un’attività editoriale (38 libri pubblicati finora); nel settembre del 1983 ha dato vita al periodico ANGRI ‘80 e nel 1989 a L’Osservatore dell’Agro, e recentemente l’impegno nel campo teatrale si è concretizzato con la costituzione della compagnia amatoriale Anziteatro. docenti dell’Università di Napoli e Salerno. Poi arrivò il terremoto. Cosa successe dopo? Si riuscì a organizzare anche ad Angri il seminario “Conoscere per ricostruire”, che era stato realizzato a Napoli a Villa Pignatelli, per contribuire alla ricostruzione sociale, e un seminario di educazione alla pace con lezioni tenute da docenti universitari, (l’economista Mariano D’Antonio, il professore di etica Giuseppe Acocella attuale vicepresidente del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro, i filosofi Antonio Giordano e Giuseppe Di Marco). Alle attività degli anni precedenti, si aggiunsero quattro rassegne cinematografiche presso il Cinema Minerva che videro la partecipazione di tantissimi giovani, e incontri sulla riforma sanitaria, su viabilità, cultura, sport e sulla protezione civile. Nel 1984 si realizzò anche un seminario di studio sulla programmazione per gli insegnanti di scuola Media “Come operare a livello interdisciplinare in un consiglio di classe” e la proiezione del film della Proloco di Sarno “Morte di un fiume” sull’inquinamento del fiume Sarno. Per diffondere quanto veniva dibattuto nei seminari, si provvide a raccogliere in volumetti i testi delle relazioni, dando così vita a una lunga attività editoriale ancora in corso e che ha visto la pubblicazione di 38 libri (testi per la storia di Angri, romanzi, poesie, atti dei convegni realizzati,

di fotografie, ecc.). Chi finanziava le vostre attività? Gli iscritti, all’inizio, pagavano una piccola quota, molte attività erano frutto dell’impegno gratuito degli aderenti e amici, molti manifesti erano scritti a mano e affissi da noi stessi, Gerardo Palumbo con la sua “Tipografia Contieri” ci aiutava stampando volantini e manifesti quasi gratuitamente. Quali scelte avete operato sul piano religioso e politico? Gli aderenti al Centro, al di là dei propri orientamenti religiosi o politici, hanno sempre operato concordemente decidendo le attività da svolgere. Pur non essendo tutti cattolici, abbiamo prestato costantemente attenzione alla dimensione religiosa, presentando, ad esempio, il documento dei vescovi campani contro la camorra “Per amor del mio popolo non

tacerò” del 1982 e organizzando dibattiti su alcune encicliche sociali. Attenzione costante è stata rivolta anche alle realtà e alle personalità del nostro territorio; basti citare Alfonso Maria Fusco e

Don Enrico Smaldone. Sull’altro versante, avendo scelto di operare non sul piano politico, ma su quello culturale, abbiamo incontrato parecchie difficoltà sia a destra che a sinistra. L’obiettivo delle nostre iniziative è tendere a far crescere la coscienza civile dei cittadini e stimolare l’impegno attivo e concreto sui problemi, senza adesione incondizionata alle posizioni di questo o quel partito. Posso affermare che le attività del Centro Iniziative Culturali nel corso di trent’anni hanno cercato di promuovere dei cittadini, cre-

denti o non credenti, che sappiano vivere secondo una coscienza non addormentata dalla consuetudine e capaci di relazionarsi con gli altri con rispetto, senza egoismi e senza pensare alla ricerca del potere o all’affermazione della propria parte politica o religiosa. Quando la vostra associazione si è trasformata in Cooperativa? Nel settembre del 1983 insieme ad altri amici si diede vita al mensile “Angri ’80” per stabilire un dialogo con una cerchia più ampia di interlocutori, per fare uscire il dibattito politico dal chiuso del Consiglio Comunale e delle sedi dei partiti, per coinvolgervi tutti i cittadini e per renderne partecipi strati sempre più larghi della popolazione. Nel 1989 nacque “L’Osservatore dell’Agro” per stimolare il dibattito su temi sociali, culturali e religiosi, con particolare riguardo alla realtà dell’Agro nocerino-sarnese. Nel 1986 l’associazione diventò Cooperativa avente come oggetto la produzione editoriale, la commercializzazione dei prodotti dell’editoria, l’attività teatrale e l’attività di ricerca e di studio. Alla Cooperativa aderirono, oltre ad alcuni soci fondatori, Luigi D’Antuono, Antonio Lombardi, Antonio D’Andretta, Pasquale Smaldone, Mimì Cesarano, Mario Avosso e Gianni Panella. Qual è l’obiettivo principale dell’attività editoriale? I trentotto libri aiutano soprattutto

In libreria il 38° libro del Centro Iniziative Culturali

Come il pane nero Il romanzo scritto da Maria Rossi e ambientato durante la seconda guerra mondiale, racconta la storia di una giovane vedova, alle prese con le difficoltà di allevare ed educare i figli, nel tentativo di far diventare i maschi “veri uomini” e preparare la femmina a sottomettersi all’uomo. La guerra e la prigionia in un campo di concentramento di uno dei suoi figli spinge la donna a ispessire con lui un legame d’amore già forte e particolare. Un legame che gli anni renderanno tormentato fino all’esasperazione, soprattutto quando la madre diventerà anche suocera e il figlio anche marito. Il Romanzo “Come il pane nero” è già disponibile presso la redazione di ANGRI ‘80 in piazza Doria e nelle seguenti librerie: - Libreria Scriba, via Vicerino, Angri - Libreria Sel.co.mat,Corso Italia, Angri - Libreria Fotocopiamo di Luciana Guida,viale Europa. Angri - Libreria “da Silvana” via Orazio, Sant’Egidio Monte Albino - Libreria Internazionale, Salerno.

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a capire il nostro territorio, facendo conoscere e valorizzando il patrimonio culturale dell’Agro nocerino sarnese, nei suoi vari aspetti: economico, storico, religioso e artistico. Molti di essi vogliono contribuire a far crescere la nostra comunità anche nella consapevolezza delle proprie radici. Con i libri pubblicati dal Centro e da altre Case Editrici sono stati realizzati innumerevoli incontri con gli Autori sia nelle scuole sia nelle sale pubbliche. Il teatro è stato sin dall’inizio un’attività del Centro? Già nei primi anni di vita si iniziò con corsi di dizione e recitazione. Grazie all’impegno appassionato di Antonio D’Andretta, oltre a continuare ad organizzare corsi di dizione e recitazione, si è costituita la compagnia “Anziteatro”, la cui attività teatrale si è affermata non solo ad Angri ma anche nei paesi dell’Agro e oltre. Qual è il motivo che ha permesso una vita così lunga al Centro? Crediamo tutti nel valore dell’essere umano, nella dignità dell’uomo, nel confronto delle idee senza settarismi o integralismi. Tutti abbiamo a cuore la sorte del nostro paese e ci impegniamo, in modo disinteressato, per far crescere, qui e ora, una società migliore. È inutile, anzi dannoso, lamentarsi di quello che non va, mentre è utile rimboccarsi le maniche e collaborare responsabilmente a migliorare il contesto in cui si vive. C’è un futuro per il Centro? La nostra attività, essendo culturale, è dinamica e ci sono sempre giovani e anziani che, in modo volontario e gratuito, intendono mettere a disposizione della cittadinanza angrese il proprio tempo per contribuire a migliorare la qualità della vita. Infatti, tra l’altro, da alcuni mesi alcuni giovani che si stanno riunendo nella nostra sede hanno dato vita al gruppo “Angri Futura” per stimolare, al di là degli orientamenti politici, un atteggiamento di impegno e di studio, per capire la società in cui viviamo e affrontare in modo adeguato il futuro. Carmenmariagloria Chirico


Settembre 2009

Dalla tragica sera del 23 novembre 1980, i tentativi di rimetterlo in funzione sono stati diversi ma tutti, finora, con esito negativo

L’OBLò di i ppo Della Corte

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“Venghino, signori venghino”: ritorna il Circo Barnum Egregio direttore, la bella stagione con i suoi tramonti rosa e le notti luccicanti di stelle sembra già un lontano ricordo. Anche l’odore del mare misto a quello un po’ acre della macchia mediterranea paiono ormai svaniti del tutto. All’orizzonte due stagioni, autunno ed inverno, contraddistinte da pioggia ed umidità e caratterizzate da serate un po’ monotone e lunghe a passare. Un po’ di tristezza già affiora al sol pensiero di doversi munire di ombrello, cappello di lana e sciarpa. Una cosa però ci può rallegrare e cioè l’eco lontano di una voce un po’ nasale che recita a squarciagola “venghino, signori venghino!”, ovviamente con la necessaria storpiatura del congiuntivo. É l’annuncio che ci ricorda che tra non molto sarà nuovamente di scena il Circo Barnum, ovvero la macchina elettorale con i suoi protagonisti: candidati a sindaco (chissà quanti!!), candidati consiglieri (almeno quattrocento per rispetto alla tradizione), partiti, movimenti e numerose liste civiche create all’occorrenza. Anche questa volta, pertanto, è prevedibile la presenza di centinaia di aspiranti “politici”. Quasi che fare il sindaco, il consigliere comunale o l’assessore dia un titolo di merito o rappresenti un valore aggiunto. Purtroppo i ripetuti gravi fallimenti di questi anni, con la conseguente caduta a picco della nostra città, dimostrano esattamente il contrario. Ma si sa che da un lato la vanità personale, dall’altro la necessità di sopravvivere a sé stessi spingono molti a lanciarsi come spericolati trapezisti nel nostrano Circo Barnum. Sì, proprio così. Infatti, anche Phineas Taylor Barnum, noto circense americano del diciannovesimo secolo e tra i più famosi al mondo, nella struttura da lui fondata ospitava un po’ di tutto. Nel suo celebre circo ognuno poteva trovare qualcosa di divertente: i numeri e le attrazioni erano talmente vari che ce n’era davvero per tutti i gusti. Nel lontano 1880 creò un’enorme struttura dove trovarono lavoro oltre mille persone, compresi gli artisti, oltre a 30 elefanti e un grande numero di cavalli, leoni ed orsi. Insomma, un po’ come il nostro Palazzo Municipale dove in questi anni hanno trovato impiego stabile e non solo numerosi apprendisti circensi grazie ai “titolari” del circo che, di anno in anno, sono stati capaci di dare vita a rappresentazioni sempre più tragicomiche ed esilaranti. Il grande circo con tanto di clowns, mangiafuoco, donne cannone, contorsioniste, nani e ballerine è quasi pronto ad aprire nuovamente i battenti ed a far entrare tutti nel grande tendone colorato Speriamo almeno ci venga offerto un po’ di zucchero filato, pop-corn e patatine. Un consiglio: le bevande è meglio portarle da casa, è capace che in cambio di un bicchiere ci venga poi chiesta un’intera fonte. Cari lettori, facciamo attenzione ai malconci circensi ed ai subdoli prestigiatori di casa nostra… “venghino, signori venghino!”.

Qui trovi dolcezza e... cortesia

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Attualità

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è ora di riavviare l’orologio pubblico di piazza S. Giovanni

er tanti anni, forse una decina, se non di più, è stato fermo alle ore 19,37. Poi, con maldestra iniziativa da parte di qualche buontempone si tentò di riattivarlo. Poiché rimetterlo in sesto non fu di facile soluzione, si limitarono a rifare una delle due colonne portanti 1’apparato campanario, la cui parte superiore era stata spezzata di netto. Tuttavia i tentativi di rimettere in funzione 1’orologio pubblico di piazza San Giovanni non mancarono; si susseguirono a distanza ravvicinata, ma sempre con esiti negativi. Ne scaturì che ogni qualvolta se ne tentava il ripristino, le lancette subivano delle variazioni, sino a stabilirsi alla posizione attuale che quasi certamente, per i prossimi secoli, le due frecce sovrapposte sul quadrante alle ore 6 e 30 resteranno immutate. La domanda che sorge spontanea, che chi sa quanti nostri concittadini si sono posti, è: non era meglio lasciarlo alle ore 19,37? Se non altro, stava li a ricordarci la tremenda sera del 23 ottobre del 1980. In quella precisa ora, quattordici nostri concittadini, a seguito del tremendo sisma della durata di 39 secondi, restarono sepolti sotto le macerie. Riprendere il discorso sull’orologio di piazza San Giovanni, non è peregrino. Va semplicemente ricordato che fino ai cosiddetti anni del boom economico, e cioè dalla fine degli anni ‘60 agli anni ‘70 e oltre, i lavoratori delle “Cotoniere”, e non solo loro, alle quattro del mattino, venivano svegliati dai rintocchi (ogni quindici minuti) degli orologi di piazza San Giovanni, piazza Santa Caterina e quello della Madonna della Pace. Quanti ricordi. Solo a pensare che proprio nello spiazzo sottostante la torre campanaria di piazza San Giovanni, tutti i santi giorni, dal lunedì al sabato, dalle ore 4 (d’inverno) e dalle 3 (d’estate), si radunavano i braccianti agricoli di Angri e dei paesi vicini in attesa di “trovare la giornata”. Alcuni, che venivano da fuori, durante l’estate, passavano 1’intera nottata all’addiaccio, usando per giaciglio i gradoni della chiesa. Essi aspettavano anche per un paio d’ore 1’arrivo del colono di turno che li assumesse per la giornata lavorativa, per fare arare il moggio o i due moggi di terreno con la fami-

gerata zappa il cui peso totale a volte superava i cinque chilogrammi. Debbo aggiungere in proposito che per il mancato restauro dell’oro-

logio di piazza San Giovanni, ci sono state senz’altro anche delle mie leggerezze. Però a mia discolpa va detto che le pressioni per la messa in sesto dell’orologio pubblico, da parte dell’ufficio di cui ero responsabile, non mancarono. Evidentemente non furono sufficienti. Purtroppo, negli ultimi dieci anni del mio servizio gli impegni da affrontare erano rivolti altrove, visto i catastrofici danni che subì il nostro paese a seguito del sisma. Ciò nondimeno non sono mancate altre sollecitazioni, ma mai prese nella dovuta considerazione. Ora, fatta questa neAppartamenti, cessaria premessa, sorge box, la seconda domanda, garage, anch’essa spontanea a chi cave,“Non alberdi dovere: vi sembra opportuno e doveroterreni e so,ghi, dopo circa trent’anni, dalla famigerata sera del ville: è questo 23 novembre ‘80, che sia giunta l’ora di rimettere il patrimonio in funzione l’orologio pubblico? della camorra Se mi è consentito orapureaffidato vorrei fornire il mio contributo per chiarire a alla Prefettura chi mi rivolgo con il “a chi di dovere”. diCon Salerno e, in una delibera della parte, giunta comunale gestitodel 1876, sindaco di Angri il signor Luigi D’Amelia, da Comuni ed veniva affidato 1’incaricoassociazioni della manutenzione “.....dell’Orologio Pubblico all’orologiaio Stanislao Vaccaro, abitante alla via del Campanile di questo Comune”. Va ricordato in merito che il Vaccaro aveva tre figli, il

primogenito Giuseppe era destinato a diventare sacerdote e successivamente Abate della Collegiata di San Giovanni Battista, missione tenuta sino al 1961, anno della sua morte. Mentre gli altri due, Ernesto e Luigi, il primo divenne messo comunale e Luigi notificatore delle bollette della società elettrica esercente ad Angri fino al 1950. Se la memoria non mi inganna, tutte le volte che l’orologio pubblico subiva dei guasti, che non erano assolutamente frequenti, era l’Amministrazione comunale a provvedere per la riparazione del danno. Ebbene, la speranza è sempre dura a morire. E questa volta con qualche chance in più. Con l’attuale situazione amministrativa, diretta dal Prefetto Bruno Pezzuto, sono proprio convinto che Angri finalmente rivedrà il ripristino del funzionamento dell’orologio pubblico. Lo scandire dell’orario ogni 15 o 30 minuti, non credo proprio sia una questione irrisolvibile. Costantino Scudieri

Pagea Arte

Contemporanea

Antonio Izzo Gianni Rossi Inaugurazione domenica 27 settembre ore 10,30 Via Concilio, cortile D’Antonio, 50


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attualità

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Il comandante Costantino Scudieri interviene sull’importanza della ricorrenza del 4 novembre, alla luce degli umori antitaliani che soffiano dalla Padania

Panariello e Fienga pongono l’attenzione sull’organizzazione

“Bisogna ancora combattere per difendere l’unità nazionale”

Il PD si prepara al congresso

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a festa del IV Novembre, quest’anno deve rappresentare per la nostra associazione Nazionale Combattenti e Reduci, carattere particolarmente impegnativo. Difendere il culto della Patria, la glorificazione dei Caduti in guerra, la difesa dell’unita e dei valori della Nazione e della Costituzione Repubblicana, etc. etc., e per noi che rappresentiamo tale Istituzione, motivo di assoluta consapevolezza specialmente in momenti come questi, non proprio favorevoli nei riguardi della nostra Patria. Ed e con questo spirito che anche quest’anno, la Sezione di Angri Combattenti e Reduci si accinge a commemorare la data del IV novembre. Questa volta, pero, deve assumere un significato particolarmente forte per porre 1’accento sull’importanza storica della DATA. Data che ricorda solennemente la vittoria della 1ª guerra mondiale, contro 1’impero austro-ungarico, ponendo fine all’epopea risorgimentale, riportando alla Madre Patria le città irredenti di Trieste e Trento. Con quella vittoria fu posto il definitivo suggello all’unificazione della nostra Patria. A dispetto del Metternich, ministro degli esteri dell’Austria, che nel 1815 considerava “1’Italietta, solo un’espressione geografica”, si era composto un’altra Nazione amata e rispettata dalle Potenze Alleate del tempo. Nulla ci fu regalato. Quel-

la vittoria, potremmo dire anche mutilata, fu pagata a caro prezzo, con un ampio tributo di sangue: seicentomila morti e un milione di mutilati, con oltre cinquecentomila prigionieri. Erano italiani che avevano lasciato le loro madri, le loro spose dal Trentino all’estremo lembo della Sicilia; dal Cuneese al Veneto. Nel partire, quei giovani non avevano chiesto nulla in cambio, se non con lo spirito di completare 1’opera risorgimentale iniziata dai loro avi di unire la nostra Patria. E potremmo anche aggiungere che quando combattemmo nelle steppe nevose del Don o nell’infuocato deserto di El Alamein, pur consapevoli che i motivi della guerra in corso non avevano nulla a che vedere con quelli risorgimentali, ci siamo fatti onore su tutti i campi di battaglia; non ci siamo fatti indietro, fin quando le forze fisiche lo hanno consentito, consapevoli che alle spalle vi era 1’Italia che ci guardava. Potremmo continuare per rammentare agli immemori, o finti tali, che di fronte a questa rinnovata campagna antitaliana, che lo spiri-

to risorgimentale di Vittorio Veneto che infiammò la coscienza unitaria e nazionale, e solo sopito; esso può nuovamente risvegliarsi e sappiamo benissimo dove una tale reazione può sfociare. Queste abominevoli dichiarazioni relative alla secessione e al tricolore nel cesso, oppure alle più recenti proposte di inserire nei programmi scolastici 1’istruzione obbligatoria dei dialetti; 1’istituzione delle bandiere regionali; con quell’altro che dichiara che i napoletani puzzano e per finire all’attacco decisivo all’inno di Mameli. Quest’ultima aggressione denota anche una voluta ignoranza storica: Giuseppe Verdi e 1’italiano per antonomasia; il Viva V. E. R. D. I. sta lì a testimoniare 1’italianità del maestro e il suo amore verso 1’unità nazionale. II Nabucco rappresenta la tipica ribellione di un popolo di schiavi affamati che non ha niente a che vedere con 1’opulenza e la libertà che godono le nostre popolazioni dell’Italia settentrionale, e che il maestro Verdi lo prese a simbolo per 1’unità d’ltalia. Quanto sono ridicoli con quell’at-

VIA NAZIONALE

teggiamento che assumono durante il suono del “Va’ pensiero.....”, con quello scimmiottare gli americani, quando si portano la mano sul petto. La nostra Associazione Nazionale Combattenti e

Reduci, ha il dovere di ritenere che il momento non deve essere assolutamente sottovalutato: questi signori mirano apertamente e non da ora, alla scissione del nostro Paese. E la preoccupazione è che viene esposta e propagandata da personaggi che fanno parte del Governo Nazionale. Noi non sappiamo fino al prossimo 4 novembre cosa succederà con altre dichiarazioni più o meno gravi; qualcuno li ha già considerati “messaggi d’amore” per i propri elettori; saranno pure tali, ma per 1’Italia sono messaggi di morte. L’unica cosa certa è che la storia della scissione sta durando da oltre un quindicennio. Sarebbe ora che le nostre Associazioni patriottiche ne prendessero atto ufficialmente. Ecco perché la commemorazione del IV Novembre del 2009, anche per 1’avvicinarsi del 18 febbraio del 2011 che ricorda il 150esimo anniversario dell’Unità d’ltalia, deve essere forte e sentita. Tutte le organizzazioni combattentistiche e d’arma, devono essere mobilitate per tenere alto lo spirito patriottico e combattivo del popolo italiano; tutte le Istituzioni locali e nazionali devono partecipare con convinzione - soprattutto gli organismi scolastici non possono mancare alla rievocazione e valorizzazione delle date più significative che portarono all’Unità d’ltalia -. Informare il popolo italiano del pericolo che corre con questi continui richiami alla scissione, resta un doveroso obbligo per la stampa e per le televisioni. Aderire alla proposta di riconoscere il 18 febbraio festa dell’Unita Nazionale. Quel giorno del 1861 fu la prima volta che si riunì a Torino il Parlamento dell’Italia unita. Devono essere questi i presupposti che ci devono animare prima, durante e dopo la commemorazione della giornata del 4 novembre del 2009. Solo così saremo degni eredi di quei milioni di giovani che s’immolarono nelle tante guerre di indipendenze per raggiungere la nostra unità nazionale. Viva l’unità nazionale! Viva l’ltalia! Costantino Scudieri

Egregio Direttore, con la chiusura del tesseramento del Partito Democratico, si apre la fase che porterà al secondo congresso. Una tappa non del tutto scontata fino a poco tempo fa, dal momento che non pochi davano il Partito per morto. La presente nota vuole rappresentare un primo spunto per una proficua riflessione in sede congressuale. Ci sono, infatti, punti ai quali bisogna dare risposta: non si tratta di temi di governo nazionale (Pensioni, Riforma P.A., Fisco, Giustizia), regionale (sanità, fondi europei, rifiuti, trasporti) o locale (servizi pubblici locali, politiche sociali, ambiente e territorio) conosciuti e dibattuti nei caratteri generali ma aspetti che, nondimeno, sono importanti. Il primo attiene al rapporto tra il Partito, gli iscritti e la Società: il problema se è meglio un Partito di soli militanti o un Partito senza apparati è falso. Il Partito deve avere forti radici (riformismo, laburismo, cattolicesimo democratico) ed essere aperto a nuove energie, perché uno dei princìpi fondativi del PD è l’apertura ad idee, progetti e militanti che guardino al rinnovamento. Il PD deve, quindi, trovare un equilibrio tra la spinta innovatrice e la necessaria capacità di rappresentare un grande patrimonio di storia e di valori. Non meno importante è il tema dell’organizzazione interna. La questione verte sulla necessità di avere un partito “liquido” (senza iscritti e con un’organizzazione leggera) o “solido” (con iscritti e con forti strutture), con un centralismo nazionale o a carattere federale. Serve, comunque, un Partito meglio organizzato, con un coordinamento nazionale ma aperto alle diverse esperienze territoriali, con forti strutture sul territorio ed un’articolazione federale. Dobbiamo, inoltre, confrontarci sul rapporto tra Partito ed Istituzioni. Sembra alquanto evidente che è il Partito a dover elaborare e programmare le politiche da attuare. Lo stesso deve scegliere le alleanze e definire il Programma da affidare ai Governatori e Sindaci. Bisogna, quindi, tornare al Partito come luogo di confronto, dibattito e scelta e non cadere nella tentazione del c.d. Partito dei Governatori e dei Sindaci. Vi è poi da sciogliere il dilemma tra Partito a vocazione maggioritaria e Partito che si allea con altre forze del Centrosinistra. Le attuali leggi elettorali (dal Porcellum al Tatarellum) e la storia politica italiana ci inducono a pensare che senza alleanze il PD è destinato ad essere elettoralmente sconfitto nel breve/medio periodo. Un Partito non definisce, però, la sua identità dall’elenco degli alleati; su questo punto il PD deve essere una calamita in grado di attirare alleati e non una limatura degli altri partiti di opposizione al centrodestra. L’ultimo profilo concerne il metodo per la scelta del Segretario e dei candidati a Presidente del Consiglio, Governatore e Sindaco. Le Primarie (ben regolamentate) sono buone per scegliere i candidati a Presidente del Consiglio, Governatore e Sindaco, mentre per l’elezione del Segretario del PD sembrerebbe più utile il voto dei soli iscritti al Partito. Le Primarie tra tutti i partiti del centro-sinistra possono rappresentare, quindi, un’opportunità per scegliere i prossimi candidati a Governatore della Campania, Sindaco di Angri e, si spera, a breve anche a Presidente del Consiglio. Oltre che su tanti altri temi, anche su questi aspetti dobbiamo discutere, dibattere e scegliere, andando oltre la mera conta dei voti riportati dalle mozioni. Emiddio Fienga e Alfonso Panariello, iscritti al PD

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Settembre 2009

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o scorso 7 settembre, in piazza Annunziata, nell’ambito degli eventi estivi promossi dal Commissario prefettizio Bruno Pezzuto in collaborazione con la Pro Loco, la compagnia teatrale ANZITEATRO del Centro Iniziative Culturali ha riproposto la divertente commedia «‘A penzione d’‘o viecchio», già rappresentata con grande plauso in diverse città dell’Agro. La serata, nonostante fosse piuttosto ventilata e fresca, ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, rimasto in gran parte fino alla fine dello spettacolo. Questa circostanza fa nuovamente riflettere sul fatto che ad Angri c’è grande voglia di teatro e che è indispensabile creare delle strutture pubbliche e luoghi di aggregazione, dove poter allestire anche spettacoli teatrali. Gli attori amatoriali di Anziteatro hanno mostrato di essere un gruppo ben affiatato e la recitazione, complessiva e dei singoli attori (alcuni dei quali con qualche lieve problema di salute), è stata ancora una volta coinvolgente e capace di tenere incollati sulle sedie gli spettatori. Un risultato dovuto anche al fatto che la commedia - adattamento in lingua napoletana di una commedia scritta in dialetto milanese dal nostro concittadino Roberto Santalucia e dallo scrittore Piergiuseppe Vitali – è calata nella nostra attualità sociale e politica, con divertenti spunti ironici e satirici che di volta in volta si ispirano alla cronaca recente, come alle discusse vicende legate al caso di Noemi Letizia e di Silvio Berlusconi. Al termine dello spettacolo, abbiamo intervistato Antonio D’Andretta, regista della compagnia. Nonostante la serata piuttosto fresca, il pubblico è accorso numeroso ed è rimasto fino alla fine della rappresentazione. Le 120 sedie predisposte dal signor Patella si sono rivelate subito insufficienti per accogliere il pubblico presente, tant’è che il pro-

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Teatro Amatoriale

Intervista con il regista Antonio D’Andretta sul bilancio stagionale e sui prossimi impegni della compagnia teatrale angrese Anziteatro del Centro Iniziative Culturali

«Il successo di pubblico è il riconoscimento della qualità del nostro lavoro » La compagnia ha quasi ultimato un lavoro comico, ambientato nel medioevo, e a breve inizierà la preparazione di una pièce sulla camorra. In prospettiva ci sono altre opere di autori locali.

fessore Giuseppe Abate (responsabile della Pro Loco e delegato del Commissario prefettizio) ha provveduto affinché si reperissero altre sedie nella sede della stessa Pro Loco. Tuttavia, non poca gente è rimasta in piedi, altri hanno trovato posto sulle panchine della piazza e persino sui bordi dei marciapiedi. Ci sono state persone che hanno seguito lo spettacolo (terminato oltre le ore 23,00) standosene nelle macchine parcheggiate in prossimità del palco, altre hanno preferito assistere dai balconi dei palazzi adiacenti (grazie anche all’efficiente service audio). L’attenzione critica con la quale il pubblico segue l’attività di Anziteatro è la più bella gratificazione per il nostro lavoro: c’è stato, infatti, chi ha notato con piacere le modifiche apportate rispetto alla “prima” tenutasi lo scorso anno a Scafati. E, come spesso accade al termine dei nostri spettacoli (quest’ultimo era alla sua ottava replica), riceviamo proposte per esibizioni in altri comuni. E così è stato anche in questa occasione. Per l’ennesima volta, pertanto, abbiamo ricevuto dal pubblico attestati di stima che sono il migliore riconoscimento alla qualità del nostro impegno. L’unico rammarico della serata è stata l’assenza del signor Giuseppe Tortora (autore delle due poesie recitate nella commedia) che per motivi di salute non ha potuto essere tra noi. Lo saluto da queste pagine e … chissà che il Centro Iniziative Culturali (qualora riesca a trovare le necessarie risorse economiche) non possa realizzare il suo sogno: pubblicare finalmente un libro di sue poesie. Ad ogni replica il testo della commedia si arricchisce di nuovi spunti e nuove riflessioni legati all’attualità politica e sociale. Come nasce questo “aggiornamento in fieri” della commedia? Il profilo dei personaggi proposti (nient’affatto surreali) e la tematica affrontata (la precarietà del lavoro), messa comicamente a fuoco dai bravi autori, ci consentono senza difficoltà continui ed esilaranti agganci all’attualità, segnata ormai pesantemente dalle vicende che vedono protagonista il nostro premier che sempre più sembra essere “sceso in campo”

non tanto per risolvere i problemi del Paese ma per diletto o, per meglio dire, per “di letto” (tanto per parafrasare l’appariscente Federica, uno dei personaggi della commedia). Alcune battute, in verità, nascono (com’è avvenuto per quest’ultima replica) addirittura qualche ora prima di andare in scena. È un meccanismo ben collaudato, che riusciamo a mettere a punto in breve tempo grazie al grande affiatamento raggiunto dalla compagnia Anziteatro che, oltre a curare l’aspetto tecnico della drammatizzazione, mostra una crescente sensibilità verso il sociale, che le consente di trovare facilmente la sintonia necessaria per rappresentare adeguatamente il testo prescelto. Quali saranno i prossimi lavori

che porterete in scena? Nel corso di questi mesi, mentre si replicava «‘A penzione d’ ‘o viecchio», abbiamo quasi ultimato un altro lavoro, anch’esso comico, ambientato però nel Medio Evo: si tratta di un testo che pensiamo di portare in scena nell’ambito di una manifestazione caratterizzata da un contesto storico e culturale adeguato. Nei prossimi giorni, invece, cominceremo le prove di una rappresentazione che affronta il problema della camorra, utilizzando testi di autori noti e meno noti, ma anche materiale che riguarda la nostra specifica realtà, rifacendoci a trasmissioni televisive di denuncia e ad articoli pubblicati in questi anni anche da ANGRI ’80 e da L’Osservatore dell’Agro. Subito

D’Acunzo

dopo valuteremo la possibilità di portare in scena qualche altro testo di autori angresi. A marzo si ritorna alle urne per eleggere nuovamente il Sindaco e il Consiglio comunale. Cosa si augura che si faccia in campo culturale e sociale? Questa estate ho trascorso alcuni giorni in Emilia Romagna: un altro pianeta. Ho avuto modo di saggiare la qualità della vita di città come Bologna e Reggio Emilia, ma anche di piccoli centri come Crevalcore, Scandiano, San Pietro in Casale e altri. Non facevo altro che stupirmi continuamente nel vedere le distese di verde che caratterizzano il paesaggio, nell’apprezzare la tipologia delle costruzioni civili (per lo più a tre piani), nel constatare la quantità e l’efficienza delle strutture pubbliche riservate ai bambini, ai giovani, agli anziani: campi sportivi di varie dimensioni (per calcio, calcetto, basket, pallavolo, piscine), parchi immensi con laghetti, piste ciclabili, percorsi riservati agli amanti del footing, siti dotati di attrezzi per gli esercizi fisici (autentiche palestre gratuite all’aperto), biblioteche collegate in rete, teatri e locations naturali in grado di ospitare eventi artistici d’ogni tipo, e persino “sale prove” per i gruppi musicali. Mi ha stupito anche l’enorme numero di persone, giovani e anziani, che circolano in bicicletta (anche se piove). Il traffico e gli ingorghi ai quali siamo abituati sono inimmaginabili, i mezzi pubblici sono puntualissimi, i contenitori per la raccolta differenziata (puliti e variamente colorati) sembrano avere anche una funzione ornamentale nelle strade, i commercianti sono cordialissimi. Le scuole operano in continua sinergia con le famiglie, con l’obiettivo di formare dei veri cittadini, rispettosi degli altri e dell’ambiente. Gli anziani se la godono alla grande. Una sera sono stato in un parco pubblico frequentato (e gestito) per lo più da anziani: alcuni guardavano la partita alla tivù, altri giocavano a bocce, molti altri (uomini e donne) giocavano a carte intorno a decine di tavoli (lo stesso spazio, all’occorrenza, diventa una balera), altri ancora chiacchieravano comodamente seduti

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sulle panchine dislocate nei prati, alcuni nonni rincorrevano i palloni insieme ai nipotini nel campo di calcio illuminato e con l’erbetta perfettamente curata. Quando sono andato via, dopo mezzanotte, tutte quelle persone erano ancora lì, a vivere con gioia la loro età. E poi non ho mai visto un solo campo da gioco o un parco con recinti o cancelli. I custodi, se c’erano, non si notavano. Gli stessi addetti alla manutenzione, evidentemente molto efficienti, erano poco visibili. Ero stupito di ciò che in quelle zone è ritenuto normale. Forse tutto questo è frutto di un corretto rapporto tra amministrati e amministratori. Da quelle parti la gente è abituata a chiedere (e a ottenere) servizi efficienti e vivibilità. La partecipazione della gente viene addirittura stimolata con la convocazione di incontri pubblici periodici, nel corso dei quali gli amministratori raccolgono proposte direttamente dagli amministrati. Da noi, invece, molto spesso il politico viene sollecitato a risolvere problemi personali o quelli di qualche lobby. Anzi, si ha addirittura l’impressione che la considerazione del politico cresca proporzionalmente alla sua scaltrezza (nel fare i suoi interessi, dei familiari e degli amici). Poco importa se la città muore. Ciò che mi auguro, pertanto, è che i prossimi amministratori (magari dopo un proficuo stage nell’«altro pianeta»), sappiano restituire al Comune il ruolo istituzionale di promotore culturale che gli è proprio. Le cose da fare (o almeno parte di esse) sono nell’elenco che ho appena fatto dei servizi, delle strutture e delle opportunità che caratterizzano la normalità di una regione risultata stupefacente. Ma per ottenere determinate cose, bisogna avvertirne l’esigenza e chiederle con dignità e senso civico. Cosa vogliono gli Angresi dai futuri amministratori? Davide Vitiello

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Scuola

Settembre 2009 Perplessi anche alcuni genitori

Daniele Santonicola in qualità di esperto espone il suo punto di vista

«Così si uccidono i sogni dei ragazzi» La vicenda raccontata è quella vissuta dagli studenti del laboratorio di cinema del Liceo Scientifico Classico “Don Carlo La Mura”

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ome si comporterebbe un dirigente scolastico se un lavoro realizzato dai propri studenti vincesse due importanti premi in un concorso internazionale di spot audiovisivi, glorificando il buon nome dell’Istituto Scolastico non solo sulla stampa nazionale, ma anche in numerose trasmissioni Rai e Mediaset? Certamente si congratulerebbe con loro, li incentiverebbe a fare meglio per il prossimo anno e, magari, organizzerebbe anche una piccola manifestazione per celebrare l’importante vittoria dell’Istituto. E come si comporterebbe lo stesso dirigente scolastico se gli stessi alunni, l’anno dopo, partecipassero ancora al concorso, realizzando uno spot potenzialmente ammissibile di nuovo in finale? Certamente ne rimarrebbe contento e non vedrebbe l’ora di attendere il verdetto della giuria… Sfortunatamente siamo in Italia (in questo caso, ad Angri) e le risposte alle due casistiche da me rappresentate sarebbero valse, con una certa ovvietà, in qualsiasi altro paese dalla mentalità ancora giovane e anti-gerontocratica. Si fa un gran parlare, oggi, in Italia, del dovere, da parte delle istituzioni, di aiutare i giovani, di incentivarli, di spronarli. Ancora una volta, tutte chiacchiere. La vicenda a cui alludo, e sulla quale mi permetto di redigere questa lettera su ANGRI ’80 - pur essendone collaboratore - è quella capitata agli studenti del laboratorio di cinema del Liceo Scientifico Classico “Don Carlo La Mura” sito in via Monte Taccaro. I ragazzi, lo scorso anno, parteciparono a un laboratorio di cinema diretto dalla professoressa Cristina Ferrigno, in qualità di docente referente, da me, in qualità di operatore esterno di cinema

Manifestazione di fine anno scolastico 2008.2009 al Liceo “La Mura” e dal prof. Pasquale Pannone, operaun altro spot da inviare al Food4U tore interno. All’interno di esso fu 2009. Giorni e giorni di incontri e realizzato, oltre a un cortometraggio riunioni per decidere il tema, scri(di cui riferirò in seguito), uno spot vere la sceneggiatura, realizzare sull’alimentazione per il concorso gli storyboard, reperire – con non internazionale “Food4U”, riservato poche difficoltà – i materiali di scena, alle scuole. Lo spot, da me diretto un’intera giornata per girare lo spot e dal titolo “In linea – In shape”, con la grande disponibilità del prof. con grandissima nostra sorpresa non Elio Alfano, numerosi giorni da me solo venne selezionato tra i finalisti, trascorsi all’editing per il montaggio permettendoci, così, di vivere, tutti dello spot, del backstage e per la assieme, una splendida settimana a realizzazione del dvd finale. Marina di Camerota, con altre decine Insomma, tutto era pronto, mancadi gruppi scolastici provenienti da va soltanto la firma della preside sui tutta Europa, ma venne addirittura moduli d’iscrizione, necessaria al fine premiato con ben due riconoscimenti, di rendere valida la partecipazione una coppa e una menzione speciale, dello spot al concorso. Tutto vano: durante una indimenticabile cerimola preside decide, con motivazioni nia di premiazione all’Auditorium fittizie e poco chiare - nelle quali, Conciliazione, a Roma, in diretta su però, argomenta esplicitamente il suo Rai.Net e alla presenza del Ministro totale disinteresse per questo genere Zaia e di prestigiose personalità del di attività - di non porre la firma sul campo pubblicitario. Unica scuola in modulo (una firma, una semplice Italia ad essere premiata. firma!). A nulla sono servite le imLa prima mortificazione, al ritorno, plorazioni da parte degli studenti o le fu nell’apprendere che, nell’Istituto, richieste di chiarimenti da parte della la preside Maria Olmina D’Arienzo professoressa Ferrigno: la preside non aveva praticamente fatto nulla non firma e lo spot è automaticamente per pubblicizzare l’evento, né all’inescluso dal concorso. Tanto lavoro terno né all’esterno – tant’è vero completamente inutile. Caso vergoche la professoressa Ferrigno, io e gnoso, che mette in risalto la capacità i ragazzi ci coalizzammo “pacifidi certe persone che, con la propria camente” per andare in giro per le bieca ignoranza, uccidono i sogni e le classi, con i trofei vinti, ad informare ambizioni dei ragazzi (nella cui catei vari componenti del liceo in merito goria, oltre agli studenti, mi permetto a una vittoria di cui quasi nessuno era di inserire anche me stesso, visto che a conoscenza (ma, all’improvviso, ho 21 anni e che la mia ambizione è fummo arrestati dalla preside, che ci proprio la regia cinematografica). obbligò a stoppare il tutto perché si Disinteresse simile è stato mocreava “baccano”). strato per il sopracitato cortometragQuest’anno, lo stesso gruppo gio, “La migliore amica”, realizzato “vincente” si era radunato di nuovo, sempre all’interno del laboratorio sotto la guida della professoressa dello scorso anno. L’opera, di cui Ferrigno e la mia regia, per realizzare sono il regista, ha vinto, in un anno,

più di venti premi a livello nazionale e internazionale – ultimo dei quali, una menzione speciale all’Adana Golden Ball Film Fest, in Turchia - , di fronte ai quali la preside Maria Olmina D’Arienzo non ha quasi mai mostrato una vera e propria soddisfazione, preoccupandosi solo di riempire la presidenza con le numerose targhe, coppe, attestati e altri premi vinti ai concorsi, noncurante delle richieste di rimborso spese talvolta avanzate o dal sottoscritto o dagli studenti, che più di una volta si sono sobbarcati l’onere di andare a ritirare, a proprie spese, i premi ai festival, senza ricevere un minimo di gratitudine da parte della Dirigente; per non parlare dei clamorosi rifiuti a prestigiosi inviti a proiettare il corto in manifestazioni pubbliche semplicemente perché “troppo indaffarata”, senza avvisare né me né la docente referente e creando, in più di un’occasione, non pochi problemi con gli organizzatori di alcuni festival (ma la presente lettera diventerebbe un trattato se spiegassi con più precisione le varie vicissitudini). Ciò che ho reso esplicito non vuole essere un banale “chiacchiericcio da balcone” , quanto, piuttosto, la volontà di denunciare un fatto a mio parere piuttosto grave e da evitare assolutamente nella condotta di un dirigente scolastico. Soprattutto in un paese in cui non si fa che piangersi addosso perché tutto è vecchio e perché i giovani sono bollati come fannulloni. In questo caso, sono i vecchi che tarpano le ali ai giovani volenterosi. E così, nell’arretratezza bigotta di sempre, andiamo avanti. Daniele Santonicola

Non si poteva sostituire il docente referente? “Site ‘o core ‘e chistu core. Vi voglio bene ragazzi”. Queste le parole che la D.S. del Liceo “La Mura”, prof.ssa M. Olmina D’Arienzo, ha rivolto, a conclusione della manifestazione fine anno del progetto Musica, ai ragazzi del gruppo. Io, padre di uno dei componenti, ho gongolato di orgoglio e di gioia per le parole di commiato. Mio figlio, insieme agli altri partecipanti, aveva lavorato duramente sotto la guida e la mano esperta del maestro Saturno, per imparare, per migliorare e manifestare in pubblico le sue doti nonché le sue performances musicali chitarristiche. Mi era “compagno il figlio giovinetto” che, con aria dimessa e rammaricata, mi ha sussurrato all’orecchio : “Papà, anch’io ho partecipato ad un progetto POF insieme ad altri 80 alunni, ma non ci è stata concessa alcuna visibilità”. Non era il luogo più adatto per la discussione per cui ho tacitato il secondogenito, prima che dalla platea si alzasse un qualche fastidioso “Ssssss...”, ripromettendomi di approfondire l’argomento una volta giunti tra le pareti domestiche. Quest’anno il progetto “Scrivere di cinema” – ho appreso – ha avuto vita breve per ragioni di “sostenuta burocrazia”che ne ha interrotto il percorso a dicembre del 2008. Gli alunni iscritti – un centinaio – assetati di nuove esperienze, motivati dai successi degli anni passati, spinti dall’entusiasmo e dall’esperienza del referente che li ha guidati alla conquista di un nuovo sapere, fatto non solo di parole (recensioni), ma anche di immagini (produzione di video), di apprendimento di tecniche di montaggio, di sceneggiatura, di riprese, hanno voluto continuare nella costruzione di nuovi processi formativi. Hanno assistito alle proiezioni di film di prima visione – nel qual caso il numero levitava fino a trecento! E l’appuntamento a cinema il pomeriggio del sabato era atteso con impazienza da tutti, alunni e docenti – e ne hanno scritto le critiche; hanno seguito le lezioni pomeridiane con passione e sacrificio e hanno prodotto uno spot per il FOOD4U – entro la data di cessazione dell’attività, che non è stato autorizzato a partecipare ad alcun concorso. Eppure, venuto meno il coordinatore-referente, poteva subentrare un’altra figura professionale, come previsto dal progetto stesso. Lasciatemi dire: un abbandono non tanto giustificato. A mio modesto parere, e non ne ho visti i motivi, s’è voluto “consumare” un patrimonio di esperienze e di valori acquisiti tacitando il coro di consensi pervenuti a sostegno di siffatta iniziativa. Un amore di poca durata, laddove bisognava coltivarne le peculiarità “sentimentali”, non solo, e la tenacità dei ragazzi presi e proiettati in un indefinito spazio creativo a loro ben gradito. Luciano De Prisco Francesca Mauri

Dove prima erano bianche dall’ 8 settembre sono state fatte blu Alla cortese attenzione del dott. Michele Grimaldi e, p.c. agli Organi di stampa Anche in piazza Annunziata, dove c’è una chiesa, una scuola e stabili costruiti negli anni 60, privi di parco auto, e mi chiedo: perché altre tasse ai cittadini di questa zona. Ora dove si può parcheggiare l’auto senza essere tassati? Tale decisione comporterà un gravissimo disagio per i residenti di piazza Annunziata e quelli delle traverse adiacenti, nel senso che devono spostare continuamente le proprie auto, in quanto non c’è una diversa alternativa. Grazie della cortese attenzione. Salvatore Caramico

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Attualità

Settembre 2009

Quest’anno la tregiorni del festival si è svolta in villa comunale

Miglior cortometraggio sezione Spazio Scuola

Cort’O Globo, portata in porto la 6ª edizione, pensa al futuro

L’Itc “Fortunato” vince con “Video out”

Una coda polemica si è sviluppata sulle cifre della reale partecipazione del pubblico Il Festival CORTO ’O GLOBO ha festeggiato la sua quinta edizione nei giorni 29, 30, 31 luglio nella villa comunale. L’evento dedica da ormai 6 anni ampio spazio al cortometraggio, forma cinematografica che condensa la sua forza espressiva in un tempo molto ridotto, al fine di trasmettere un messaggio immediato e preciso. “Parlo poco, ascolto molto, vedo corto”, questo lo slogan che ha caratterizzato l’edizione 2009 del festival. Nato nel 2004 come evento per sottolineare l’assenza di strutture teatrali e cinematografiche valide ad Angri, negli anni ha assunto sempre maggiore forza nella valorizzazione di un’importante forma artistica e comunicativa come appunto i corti cinematografici. Il presidente dell’Associazione Corto ‘O Globo, Andrea Recussi ha presentato quest’anno la manifestazione in villa comunale. La manifestazione si è articolata in tre serate, in cui lo spazio maggiore è stato riservato ai cortometraggi divisi in due sezioni, “Sguardi d’Autore” e “Nuovi Percorsi”, ed hanno visto la partecipazione di giovani attori e registi. Nella prima serata è intervenuto il commissario prefettizio Bruno Pezzuto che ha evidenziato l’importanza che tali

eventi culturali rivestono nella società locale, in primis per sopperire all’assenza di strutture mediatiche ma anche per stimolare le amministrazioni ad ovviare a questo problema. L’introduzione artistica è stata affidata all’attore di teatro Alfonso Sessa, che ha introdotto al tema dello stato dell’arte e l’arte di stato, dimostrando, con una satira sferzante, come l’arte viene trascurata in ogni particolare dallo Stato, se non addirittura punita con continue revoche di fondi essenziali per la sua sopravvivenza. A questi interventi è seguita la proiezione di una parte dei corti in concorso relativi alle due sezioni. La seconda serata ha ospitato il regista Andrea Fasciani e l’editore Francesco Coscioni e lo scrittore Matteo Forte, che, intervenendo nello spazio Corto ‘O Libro, hanno affrontato la tematica della “sceneggiatura come ponte tra cinema e letteratura“. Allo scorcio Scrittura ed immagine è succeduto il momento della visione delle altre rappresentazioni cinematografiche in concorso. Infine, nell’ultima serata, è stato dedicato un primo spazio alla visione degli ultimi tre corto finalisti delle due sezioni e successivamente alla proclamazione dei vincitori. Il corto risultato vincitore della Quinta Edizione di Corto ‘O Globo Film Festival è “L’Amore non esiste” di Mas-

similiano Camaiti, mentre per la categoria Nuovi Percorsi è stato premiato il corto “Lasagna so good” di Riccardo Banfi e Marco Castelli. La giuria popolare ha premiato il corto “l’Altra storia” di Aldo Rapè e Nicola Vero. La giuria tecnica ha invece premiato Matteo Tondini, fresco vincitore del Giffoni Film Festival, per il lavoro “Il mio ultimo giorno di guerra”. Invece Giovanni Mazzitelli ha ottenuto il premio per il corto “J”, come idea più originale. A fine serata sono stati pro-

Angri. Nei giorni immediatamente successivi alla conclusione del festival, si è sviluppata sui siti locali una discussione polemica tra gli organizzatori di Corto ‘O Globo ed ex collaboratori in merito alle cifre vere della partecipazione del pubblico e al livello di reale sviluppo della manifestazione Polemica che ci impegniamo ad affrontare sul prossimo numero sentendo direttamente i protagonisti. D.V.

Premiazione del vincitore Massimiliano Caimati autore del corto “L’amore non esiste”

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iettati “A chi è già morto a chi sta per morire”, film fuori concorso, che ha vinto il concorso del Torino Film Festival 2008, e il corto “Capoeira, la danza della libertà” di Gianfranco De Biasi . Infine è stato assegnato un premio speciale per Spazio Scuola a “Video out” di Pasquale Pannone dell’Itc di

Ispirato a fatti di cronaca, racconta di ragazzi che, per puro esibizionismo, effettuano “bravate” riprese dai videotelefonini Il lavoro, dal titolo “VIDEO OUT”, che già ha avuto riconoscimenti nell’ambito del Corto in Stabia 2009 e del Laura film festival 6ª Edizione di Levanto, questa volta, nel proprio paese, nei Giardini di Villa Doria, nella serata del 31 Luglio, ha ricevuto una significativa riconoscenza, nell’ambito del “Cort’O Globo Film Festival 2009”, gratificando i ragazzi protagonisti e valorizzando questa forma espressiva di comunicazione che affascina e può diventare uno straordinario strumento didattico. Il merito di tale iniziativa va al professore Pasquale Pannone, che da anni si occupa di videodidattica: “Ho inteso realizzare questo lavoro per testimoniare l’impegno di molti docenti che, come me, si prodigano per promuovere la produzione video nella scuola. Un’attività che rende i ragazzi “costruttori” di immagini e non solo fruitori passivi dei mass media”. “Il lavoro, si è realizzato nell’anno scolastico 2008/2009, all’interno dell’attività curriculare e inserito nella programmazione delle classi che accolgono allievi diversamente abili. L’esperienza è stata per loro molto stimolante e socializzante, così come per tutti i ragazzi coinvolti, la maggior parte di loro demotivati allo studio e a rischio dispersione. Per alcuni in particolare è stata l’occasione per esprimere particolari attitudini in campo artistico espressivo. Il soggetto del video è stato ispirato a veri fatti di cronaca che raccontano di ragazzi che, per puro esibizionismo, effettuano “bravate” riprese dai videotelefonini e mandate su You Tube, per sentirsi protagonisti. Il percorso che intraprendono i protagonisti della storia, attraverso l’esperienza di un laboratorio video, rappresenta uno dei modi di come la scuola può intervenire nei confronti dei ragazzi a rischio, canalizzando le loro abilità in senso positivo”. «Un grazie lo rivolgo - conclude il prof. Pannone - al Preside prof. Francesco Fusaro, allo Staff dirigenziale, ai do-

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centi ed a tutti i collaboratori dell’I.T.C. di Angri, perché hanno creduto in questa attività e l’hanno incoraggiata, mentre in molte scuole non si comprende la sua validità educativa e spesso la si ostacola. Le possibili realizzazioni video nelle scuole sono, oggi, facilitate dalle semplici attrezzature necessarie: una videocamera amatoriale e un computer con un

programma di montaggio digitale. Naturalmente quel che conta è un’idea originale, sviluppata in un entusiasmante lavoro di gruppo, capace di trasformare un sogno in una realtà, anche se virtuale. E’questa la straordinaria magia del cinema.

Siamo nati per l’eternità

Il tempo passa inesorabile, ma come ogni cosa naturale è preciso. E come vi avevo promesso, il 1º agosto scorso è arrivato nella nostra cittadina, e per la prima volta, il marchio PIERO GUIDI, il marchio degli Angeli. Colori e particolari conferiscono ad esso una fantasia, un’innocenza che solo i bambini hanno e come i bambini dobbiamo essere, perché chi non sorride, chi non perdona, non può andare tra gli Angeli. Siamo nati per l’eternità ed è vero. Il marchio PIERO GUIDI, “Angeli del nostro tempo”, forse non cambierà niente, non cambierà la nostra vita, ma almeno per un attimo, ne sono sicuro, ci inebrierà, ci darà quel soffio vitale che ci farà ancora una volta sperare e continuare a credere in giorni migliori; sarà solo un po’ di luce, ma sarò io per prima a crederci. Perché sono convinto che saremo giudicati non su quello che abbiamo fatto, ma su quello che faremo. E si può rimediare a tutto. E se vogliamo essere esauditi, dobbiamo esaudire le richieste di chi si rivolge a noi. E solo così un Angelo sorriderà. Siamo nati per l’eternità.


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Attualità Intervista con Valentina Coppola, giovane scenografa angrese

Settembre 2009 Associazione Culturale e Musicale Euterpe

«Mi piacerebbe lavorare per una Chiusa con grande produzione cinematografica americana» plauso la stagione concertistica Nonostante la giovane età ha già realizzato una serie di significativi (ed apprezzati) lavori sia in campo teatrale che in campo cinematografico, collaborando alle scenografie di spettacoli e film. Insieme a Teresa Francese ha vinto lo scorso aprile il premio per la migliore scenografia per le scene della commedia «‘A penzione d’’o viecchio» rappresentata dalla compagnia angrese Anziteatro nell’ambito della I rassegna di teatro amatoriale “Città di Pagani”

Valentina Coppola è una giovane nostra concittadina. Ha venticinque anni e ha completato da poco gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti, diplomandosi in scenografia. Nonostante la giovane età ha già realizzato una serie di significativi (ed apprezzati) lavori sia in campo teatrale che in campo cinematografico, collaborando alle scenografie di spettacoli e film. Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con lei, facendoci raccontare le sue esperienze e i suoi progetti futuri. Quando hai scoperto la tua passione per l’arte? L’interesse per l’arte è maturato fin da piccola, alle scuole elementari. All’inizio, però, rivolgevo le mie attenzioni soprattutto al mondo della moda e dell’architettura. Infatti, ho frequentato la Scuola d’Arte a Sorrento, seguendo i corsi di tessuto, moda e costume. Come mai poi la scelta di seguire i corsi di scenografia all’Accademia? Mi sono resa conto che sia la moda che l’architettura non offrivano particolari prospettive lavorative. Così, dovendo scegliere, iscrivendomi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ho preferito il corso di scenografia, che è un settore dell’arte che, nella pratica, si avvale delle conoscenze di diverse discipline, non solo artistiche, ma anche artigianali. Infatti, è necessario avere competenze di disegno, di pittura, ma anche di falegnameria, di illuminotecnica, e di costumi. Com’è stato il tuo percorso di studi a Napoli? Naturalmente è stato uno studio molto ricco, non solo dal punto di vista teorico, ma anche pratico. Uno dei miei professori è stato il regista napoletano Antonio Capuano, che ha dato a me e ad altri miei colleghi la possibilità di collaborare fattivamente con lui, partecipando all’ideazione e alla realizzazione delle scenografie per due cortometraggi, e per la messinscena teatrale di Prove d’autore di Harold Pinter. Quando hai terminato l’Accademia? Nel 2008 ho conseguito il diploma di laurea in scenografia. La mia tesi di laurea doveva essere la scenografia per un lungometraggio intitolato Giallo?, scritto e diretto da Antonio Capuano, e presentato al Film Festival di Taormina a giugno di quest’anno. Partito come lavoro finale del percorso di studi accademici mio e di altri sette colleghi, poi il film è diventato un vero e proprio lungometraggio che molto probabilmente uscirà sul grande schermo nel periodo natalizio. Qual è il ruolo dello scenografo, nella preparazione di un film o di uno spettacolo teatrale? Io sono uno scenografo costruttore, cioè il mio lavoro si svolge sia al tavolo da disegno, ideando il progetto e i bozzetti delle scene, sia realizzando materialmente le scenografie da utilizzare per un film o per uno spettacolo. Quali altre esperienze hai fatto, dopo la conclusione degli studi? Sempre con Antonio Capuano, ho partecipato alla realizzazione di un altro film, L’amore buio, le cui riprese sono iniziate lo scorso maggio e sono attualmente in fase di ultima-

Valentina con Anziteatro zione. La particolarità di questo film è che, essendo a budget ridotto, è girato soprattutto in ambienti esterni. Come si svolge il lavoro dello scenografo quando il film è girato in ambienti esterni? Non sempre una piazza, un angolo di quartiere, una strada corrispondono esattamente alle esigenze della scena che bisogna girare. In questi casi, il lavoro dello scenografo è quello di sistemare l’ambiente naturale secondo le necessità, in particolare curando quella che in gergo è chiamata “attrezzeria”, ossia gli oggetti di scena. Per esempio, in esterni, si può sistemare una panchina laddove non c’è, oppure un lampione… Immagino che oltre a creare scenografie per film o scene teatrali, uno scenografo possa fare anche altri lavori. Sì, anche se per una ragazza le scelte si riducono notevolmente. È possibile lavorare come decoratore o come attrezzista. Oppure, si può scegliere la strada dell’insegnamento. C’è da dire che il nostro è un lavoro tecnico. Mentre gli attori, per esempio, si possono rivolgere ad agenzie specializzate che procacciano loro ruoli e comparsate, il personale tecnico che sta dietro un film o uno spettacolo viene reclutato più in base all’esperienza e al “curriculum”. Perciò, più si lavora, più il nome gira, e più c’è la possibilità di essere chiamati da questo o quel regista. In quale settore ti piacerebbe lavorare? Il mio sogno è quello di lavorare per una produzione cinematografica americana. Quando si gira un film in Italia generalmente le scene sono costituite o da esterni, per cui il lavoro si svolge come ho detto prima, oppure da interni, che però sono in pratica case private che vengono affittate. E naturalmente in questo caso, il lavoro dello scenografo è molto limitato, poiché si tratta di ritoccare stanze già arredate, secondo le esigenze di

una determinata ripresa. Gli americani invece commissionano le scenografie per intero, non accontentandosi di location già esistenti. Questo, dal mio punto di vista, permette allo scenografo una maggiore libertà creativa e la possibilità di lavorare in modo più completo e professionale, progettando e realizzando una scenografia dall’inizio alla fine. E, invece, sul versante teatrale, qual è la scenografia che ti piacerebbe realizzare? Vorrei poter lavorare alle scenografie di un allestimento di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Ho immaginato una scenografia che prevede una fusione tra la platea con il pubblico e il palco, che vengono differenziati in base ai colori e ai materiali usati. Il palco, e cioè il luogo dove si svolge il sogno, avrebbe colori oro e rame, mentre la platea, ovvero il luogo della realtà con gli spettatori che guardano il sogno, i colori del ferro, dell’acciaio e della ruggine. Una soluzione molto particolare… Sì. Penso che una scenografia debba sorprendere gli spettatori e non dare loro soluzioni scontate. Ad Angri, hai collaborato e tuttora collabori con la compagnia teatrale “Anziteatro”. Quale pensi sia la situazione culturale del nostro paese e quali prospettive future immagini? Credo che il teatro possa essere un ottimo strumento per rilanciare la cultura ad Angri. Ma c’è bisogno necessariamente di un coinvolgimento anche delle istituzioni pubbliche, che dovrebbero sostenere economicamente una struttura teatrale. Esperienze simili di teatri pubblici anche in altre città hanno dato ottimi risultati. Ringraziamenti da fare? Il mio grazie va ad Antonio Capuano, sia per gli insegnamenti all’Accademia, sia per le esperienze sul campo che mi ha permesso di fare. Vincenzo Ruggiero Perrino

Si è chiusa brillantemente la stagione concertistica dell’Associazione Culturale e Musicale Euterpe. In occasione dell’Estate ad Angri 2009, promossa dal Comune retto dal Commissario prefettizio Bruno Pezzuto in collaborazione con la Pro Loco, Euterpe ha presentato una serie di incontri musicali all’interno della Chiesa SS. Annunziata, in piazza Annunziata ad Angri, un luogo in perfetta sintonia con la sacralità e la coralità della musica classica e del repertorio operistico. Protagonisti dell’appuntamento del 26 luglio, dal titolo “Reminiscenze Sonore”, sono stati Maria Teresa Roncone al clavicembalo e Fabio di Lella al flauto, che hanno fatto rivivere ai presenti l’atmosfera musicale dell’epoca medioevale, con melodie tipiche della tradizione antica. I due musicisti hanno eseguito brani di Cimarosa, Handel, Bach, Scarlatti, Pergolesi e Andreozzi, anche se da anni collaborano insieme sul repertorio cimarosiano con flauto, clavicembalo, piano e organo. La precisione e l’eleganza della loro esecuzione ha tenuto incantati i presenti che hanno applaudito con convinzione alla performance. Gli altri appuntamenti di Euterpe hanno avuto luogo il 22 e il 23 agosto, sempre in piazza Annunziata. Ogni serata è stata divisa in tre parti, la prima parte dedicata ad Arie e Duetti famosi del repertorio operistico, una seconda parte dedicata al Musical e alle canzoni famose dei films di W. Disney e, in chiusura, alcune delle più belle canzoni napoletane interpretate dalle soprano Elena Mormile e Laura Maddaluno, accompagnate al pianoforte dal M° Salvatore Coto. Roberta Smaldone


Intervista alla giovane Laura Coppola, presentatrice al Giffoni film festival

Poco shopping e poca gente, lamentano i commercianti

Bilancio negativo per la stagione estiva dei saldi

C’è poi mancanza di coordinamento tra i commercianti, per scarsa partecipazione sindacale. Durante la settimana ognuno apre e chiude quando vuole. Di certo anche la crisi ha giocato un ruolo determinante nel calo dei consumi, che in quest’ultimo periodo ha raggiunto picchi elevati. «Dal periodo di Pasqua ad oggi si avverte davvero tanto la crisi economica, soprattutto a livello locale ha esordito la signora Rita Sorvillo, titolare del negozio di abbigliamento “Adarì” in via Zurlo. Quest’anno per la prima volta in cinque anni di attività ho messo i saldi sulla mia merce. Mi accorgo giorno per giorno che il paese manca di una reale organizzazione tra gli esercenti, nonostante sia presente sul territorio l’associazione dei commercianti “Ascom”, di cui sono anche socia e ne faccio parte, ognuno agisce sempre a suo modo, dal momento che mancano regole ben precise. Il Comune non ha soldi per riqualificare il commercio, l’architettura, il paese tutto, e noi esercenti siamo sempre più penalizzati. D’altro canto i cittadini, motore del commercio angrese, ci sono un giorno si e un giorno no. Preferiscono andare altrove a fare compere». «L’assenza costante di un’isola pedonale, ampi parcheggi - ha continuato la signora Rita - non permette alle persone di “vivere” tranquillamente lo shopping. Auspico in un prossimo futuro che le istituzioni siano più propense ad ascoltare e a risollevare le sorti di “casa nostra”, altrimenti il nostro paese rischia di morire lentamente». «Quest’anno la stagione dei saldi si è conclusa con un fell out del 35% - ha esordito Salvatore Acanfora, titolare del negozio di abbigliamento “Acanfora” in via Zurlo e del negozio “Artigli” in via Giudici.

Una perdita considerevole per il settore dell’abbigliamento, influenzata

anche dalla crisi economica globale. A ciò si aggiunge la mancanza di coordinamento tra gli esercenti per carenza di attività sindacale. Durante la settimana ognuno apre e chiude quando ritiene opportuno». «C’è chi apre il giovedì pomeriggio - ha lamentato Acanfora - e resta chiuso il lunedì e viceversa. Se ci fosse la cultura della cooperazione tra i commercianti, sarebbe meglio per tutti noi. L’isola pedonale, nota dolente, non viene organizzata con cadenza periodica in modo da far vivere il paese, bensì una tantum in vista di qualche festa di calendario. Troppa, troppa disorganizzazione e con la ristrutturazione della piazza, l’unico spazio verde è stato chiuso per troppo tempo. La gente è sempre di meno. Spesso accade che la gente, ormai abituata a fare shopping altrove, non si sofferma nemmeno più ad ammirare la qualità dei nostri capi. Trattiamo capi singolari nel loro genere; la Sartoria Napoletana, Borrelli, Tramontano, Alviero Martini. Ormai la nostra clientela viene per la maggior parte dai paesi limitrofi ed accorre solo per l’esclusivivtà dei nostri capi e poi va via». Carmen Mariagloria Chirico

LEGGI ANGRI ‘80! la voce di Angri

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Attualità

Settembre 2009

«Giffoni mi ha insegnato che si deve credere in quello che si fa»

L

Laura Coppola, a destra nella foto, con Bisio

a nostra concittadina Laura Coppola ha ventitre anni. Studia lingue e culture comparate all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, ed è prossima alla laurea. Quest’anno ha avuto la possibilità di fare un’esperienza molto interessante. Infatti, dal 12 al 25 luglio, ha presentato una delle sezioni del “Giffoni Film Festival”. Abbiamo incontrato Laura, che ha accettato di raccontarci la sua esperienza al festival. Come sei arrivata al “Giffoni Film Festival”? Conoscevo già il Festival, perché facevo parte della giuria nel 2002 e nel 2003. Quest’inverno, per strada, avevo visto una locandina sulla quale si pubblicizzava una ricerca di personale, del tipo “Giffoni assume”. Quindi, ho pensato di inviare il mio curriculum e, dopo qualche tempo, sono stata chiamata per un colloquio. Con chi hai fatto il colloquio? Con il direttore del festival Gubitosi, il vicedirettore Castagna e il direttore dell’“Area Produzione” Apolito. A fare il colloquio eravamo circa un’ottantina di persone. In seguito mi hanno selezionata, insieme ad altre venti persone, per un corso di due settimane. Qual era l’età media dei partecipanti a questi colloqui? Eravamo più o meno tutti coetanei e la maggior parte erano studenti. Tutti, ovviamente, erano appassionati

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di cinema, e molti di noi erano già stati lì in veste di giurati negli anni passati. In cosa è consistito il corso? C’è stata una prima parte teorica e una parte più pratica, nella quale ci hanno spiegato cosa fare una volta sul palcoscenico. Al termine del corso sei stata selezionata come presentatrice, giusto? In realtà, di presentatori ce n’erano quattro. Io ho presentato la sezione non ufficiale della fascia di età “Più 10”, ossia i film dedicati ai ragazzi di età dai dieci ai dodici anni. “Non ufficiale” vuol dire che alle proiezioni assiste una sorta di giuria popolare, composta da ragazzi provenienti dai comuni che aderiscono al festival. I film che vengono presentati sono gli stessi del concorso ufficiale e anche alle votazioni si procede nello stesso modo. L’unica differenza è che i ragazzi della giuria popolare non incontrano gli attori o i registi, così come accade ai ragazzi della giuria ufficiale. Quanti film hai dovuto presentare? I film della sezione “Più dieci” erano una decina tra lungometraggi e cortometraggi. Quasi tutti erano di produzione straniera; infatti il cortometraggio che ha vinto il primo premio era iraniano. Mi hai detto di aver fatto parte della giuria negli anni scorsi. Ma passare dalla giuria al ruolo di presentatrice ti ha dato delle soddisfazioni? I primi giorni è stato molto strano stare “dall’altra parte”. Vivere “Giffoni Film Festival” da giurato è come stare in una sorta di isola felice. È un’esperienza fantastica. Svolgere il ruolo di presentatrice significa perdere un po’ di quella magia, perché si iniziano a capire i meccanismi produttivi di un festival e si acquisisce una consapevolezza che da giurato sicuramente non si ha. In ogni caso, fare la presentatrice è stata veramente un’esperienza interessante e completa; far parte della giuria è un’esperienza divertente e strabiliante! In che cosa è consistito il tuo lavoro lì? Durante la prima settimana ho lavorato come facilitator, ossia come

semplice presentatrice. Durante la seconda settimana sono stata a disposizione del Festival, dando una mano a seconda di quello che c’era da fare. In particolare ho seguito i ragazzi della giuria “Masterclass” (ottanta ragazzi selezionati tra i giurati degli anni scorsi) durante gli incontri che sono stati organizzati con attori come Lo Cascio o scrittori come Cerami. Un’altra fase del mio lavoro è stata seguire la realizzazione di un breve cortometraggio, dedicato al tema del festival di quest’anno – il tabù –, fatto proprio da alcuni ragazzi della “Masterclass”. Un particolare tipo di tabù o in generale? In generale. Per esempio, la sezione del festival che ho presentato io, “Più dieci”, è stata vinta da Un tempo per amare, un film iraniano, che raccontava la storia di una famiglia nella quale c’era un figlio disabile, che viene tenuto chiuso in casa, proprio perché la sua condizione fisica veniva vista come un tabù. Alla luce della tua esperienza, pensi che ad Angri ci siano le basi culturali per costruire una kermesse come quella ideata da Gubitosi a Giffoni? L’anno prossimo il Festival compie quarant’anni e fu ideato da un Gubitosi diciottenne. All’inizio era un piccolo festival. Poi, con il passare degli anni, e con la passione e la voglia di lavorare degli organizzatori, il Giffoni Film Festival è diventato un evento internazionale. Oggi, lo staff che organizza e gestisce l’evento è composto da giovani di età compresa tra i trenta e i quaranta anni, il che significa che si lavora con prospettive nuove e al passo con i tempi. La sensazione che attualmente ho di Angri è quella di un ambiente chiuso, non disposto ad aprirsi alle novità. Nulla vieta che anche ad Angri possa nascere in futuro qualcosa di originale. Ma ci vogliono le idee, e soprattutto tanta buona volontà di dedicarsi a far crescere quelle idee e metterle in pratica. Ecco se c’è un insegnamento che Giffoni mi ha dato è che bisogna avere il coraggio di credere in quello che si fa e avere tanta voglia di realizzarlo. Davide Vitiello

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Premio Città

B

uongiorno Mister Giuseppe, innanzitutto saluto affettuosamente tutti i lettori, poi voglio ricordare che io sono nativa di Tramonti ma da 12 anni sono una cittadina angrese a tutti gli effetti. Dico questa cosa a te perché anche tu – che fai tanto per Angri – hai nel cuore anche Tramonti… Certo, per motivi – diciamo - familiari…ma parliamo della pasticceria Di Dato... Volentieri! La pasticceria “Di Dato” è nata il 7 marzo 1991, da un ragazzo pasticciere – mio marito Gerardo Di Dato - con tanta voglia di creare qualcosa di particolare, trascinando anche me in questa splendida avventura. Oggi abbiamo parecchie leccornie ideate direttamente da noi, ma nonostante questo non tralasciamo mai lo studio e gli aggiornamenti della materia. Oltre che per i dolci, tu sei molto famosa – anche a livello nazionale e mondiale - per la preparazione di particolari cocktail: com’è nata questa passione? Inaugurando il nuovo bar nel 2002, venivano diversi ragazzi avvalorandosi baristi che supponevano di conoscere la materia ma all’atto pratico non conoscevano neppure la differenza fra distillato e liquore. Cosi Gerardo mi spronò a frequentare un corso AIBES, durante il quale mi sentivo molto coinvolta, sebbene fossi cosciente che sarebbe stato faticosissimo “andare avanti” avendo tre bambini piccoli ed un locale. Nonostante ciò, superai brillantemente gli esami diventando “Barlady Aibes”. Poi continuando a studiare e frequentando appositi master è scoppiata in me la passione e ho iniziato a creare ricette tutte mie con abbinamenti particolari impegnandomi totalmente alle gare. E da allora hai ottenuto ottimi risultati… Sì. Tra i tanti mi piace ricordare il titolo per me più importante: è arrivato a novembre del 2007 al centro congressi “Le Conchiglie” di Riccione. Si teneva il 58° Convegno Nazionale

di

Angri

Continua l’ospitalità di “Angri ‘80” nei confronti dell’Associazione A.N.G.R.I., il cui responsabile, Giuseppe Novi, intervista gli “Ambasciatori Angresi”, vale a dire tutti quei personaggi che dal 2003 ad oggi hanno ricevuto il “Premio Città di Angri” per meriti artistici, professionali, politici, sportivi e altro. Questo mese approfondisce la conoscenza di Rita Russo, maggiormente conosciuta in città come Rita Russo Di Dato dell’omonima pasticceria…

Rita Russo, campionessa di cocktail, sogna una drinkeria tutta sua. Aibes, eravamo 170 concorrenti in competizione, tutti vincitori selezionati ai congressi regionali; in quel mercoledì 7 novembre diventai Campione Nazionale per la 4ª volta, ma questa volta con 3 titoli, 1° posto “Miglior Cocktail dell’Anno”, 1° posto “Migliore Decorazione” e 1° posto categoria di appartenenza, con l’after dinner di nome “Di Dato e Di Fatto”. Mi sembravo una star, avevo ottenuto il maggior punteggio su cinque categorie. Ero pronta per rappresentare l’Italia alla competizione mondiale dei barman, svoltosi poi a Puertorico ad ottobre del 2008. E per il futuro invece? Il mio obiettivo è sicuramente quello di viaggiare e studiare, conoscendo colleghi in tutte le parti del mondo, così facendo, confronto i miei pensieri con i loro. E poi sogno di aprire una “drinkeria” unica al mondo - magari proprio ad Angri ma non farmi dire di più adesso… Ok, manteniamo il riserbo. A proposito di viaggi, però, non puoi non raccontarci lo spiacevole episodio capitatoti in Thailandia… Lo sai che evito di parlarne per non ricordare le paure vissute? Ma con te faccio un’eccezione e ti dico che in parole povere da un “semplice” disordine politico stava scoppiando una vera e propria guerra civile. Praticamente dopo un master ed una competizione bellissima dove tutti mi elogiavano quasi da farmi sentire una reginetta dell’alchimia, con un risultato eccellente, 2° posto alla “Competition International Bar Festival 2008”, mi ritrovai - dopo qualche giorno - a pensare a come fare per rientrare in Italia, visto che gli aeroporti di Bangkok erano bloccati; dopo centinaia di telefonate alla Farnesina e all’Ambasciata Italiana, e fallito anche il tentativo del Sole 24 Ore che voleva mandarci a prendere con un suo aereo privato all’aeroporto militare, non potevo fare altro che pregare di rivedere al più presto la mia famiglia, non ci facevano uscire dall’albergo! Eravamo 700 italiani bloccati a Bangkok. Siamo riusciti faticosamente ad arrivare in Italia con un ritardo di sei giorni. È stato terribile! Oggi, dopo sei mesi ho

Rita Russo tra Novi e Pascal Persiano cercato di dimenticare, cercando di considerare quel viaggio solo come un’esperienza in più del mio bagaglio culturale e professionale. E fai bene! Ma parliamo di cose belle, come ad esempio i numerosi elogi e le tante attestazioni di stima che costantemente ricevi dalle più autorevoli personalità… Gli elogi fanno sempre piacere, tra i tanti mi piace ricordare i complimenti ricevuti dopo le gare dalle

personalità più importanti e rinomati del “beverage” a livello mondiale, come il Maestro Salvatore Calabrese, che per me è un mito ed è stato tre volte nel mio locale, dedicandomi 2 dei suoi numerosi libri pubblicati; poi ricordo con affetto Marisa Laurito, che, fermandosi al bar aveva trovato eccellenti le nostre apolline ed il nostro “Red Tanqueray”, spedendomi poi un pacco di attrezzi da lavoro per “bar-tending” in segno di ringrazia-

Nonostante il vivo interesse del Commissario, Bruno Pezzuto, alla causa delle associazioni sportive, ancora una volta si è consumato in questa città l’ennesimo teatrino per l’utilizzo della palestra “Galvani”. Nei giorni passati Sua eccellenza il Commissario aveva dato mandato al responsabile dell’Ufficio Sport, Pasquale Pisanti, di stilare il calendario per l’uso dell’impianto di via Dante Alighieri tenendo presente il regolamento e cercando di trovare una soluzione condivisa dalle cinque associazioni sportive rimaste sul territorio angrese. Il calendario che doveva consentire l’apertura della palestra entro lo scorso 7 settembre. Termine non rispettato! Nei giorni successivi, con la collaborazione fattiva di tutte le associazioni presenti, si conveniva alla preparazione del calendario alla presenza dei signori: Giuseppe Guarracino, Rino Vitolo, Gino Falcione e Mario Postiglione delegato anche dall’Asd Angri. Nei giorni successivi, invece, il Pisanti ha

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mento; ed ancora ricordo Meg Ryan - nota attrice di Hollywood - che trovò “wonderful” il nostro babà ed il nostro caffè, ed infine voglio citare l’attrice giapponese Naomi Kawashima che ha simpaticamente definito la nostra pasticceria “unica al mondo, come non se ne vedono in oriente”. Dal “Sol Levante” ad Angri: se la nostra città fosse un tuo cocktail quale sarebbe? Paragonerei Angri al mio “Zepito”, un drink sbarazzino ricco di profumi semplici e mediterranei con un carattere forte, creato con l’intento di farsi conoscere sempre di più, e di non indietreggiare mai. Proprio come Angri sta cercando di fare negli ultimi tempi, grazie anche al tuo lavoro – Giuseppe – che, come me, diffondi costantemente il nome e l’immagine di Angri in Italia e nel mondo, e come fanno tanti nostri concittadini che spesso lavorano “nell’ombra” e meriterebbero un particolare encomio per questo. Ne conosco davvero tanti. Sono d’accordo con te. Angri piano piano sta rinascendo e sta tornando ai fasti del passato. Ma per “pubblicizzare” ancor più la nostra

“Per l’utilizzo della palestra “Galvani” si è consumato l’ennesimo teatrino”

Frutteria

Con

Settembre 2009

paradossalmente approvato e ufficializzato un calendario ritenuto d’ufficio che, guarda caso, corrisponde fedelmente alla proposta dell’associazione “Alfonso Negro” del signor Mario Postiglione. Una soluzione arrivata sulla scrivania del dottor Previdera nei giorni passati e sottoposta alla nostra visione. Com’è possibile che funzionari dell’Ente, profumatamente pagati con denaro dei contribuenti, invece, di esercitare e applicare le leggi e i vari regolamenti comunali possano soffrire la sudditanza psicologica di personaggi che da anni agiscono in maniera discutibile. A conferma di quanto affermato, abbiamo denunciato, e continueremo a farlo in futuro, gli abusi che alcune associazioni hanno compiuto nei giorni passati utilizzando la palestra “Galvani” nonostante il divieto imposto dalle autorità competenti. Ci auguriamo che il Commissario Pezzuto, possa ristabilire un po’ di ordine in un settore che da anni si trascina tra mille difficoltà e soprusi. Gino Falcione, presidente del G.S. Doria

città a livello nazionale ed internazionale non hai mai pensato di organizzare qui un’importante gara di cocktail ? Veramente ci penso da tanto tempo, è qualcosa di strepitoso che, se voluto veramente, necessita innanzitutto del supporto da parte degli amministratori locali e poi di tanto lavoro, di gioco di squadra e di professionisti dell’organizzazione… a proposito tu mi daresti una mano? Molto volentieri! Lo sai che sei la prima donna angrese che intervisto per questa rubrica? Veramente? Sono davvero lusingata Mister Novi, eppure ad Angri ci sono tante donne che raggiungono le eccellenze nei campi in cui operano. Però sono sempre di più gli uomini che raggiungono gli onori della cronaca… Credo che la donna in alcuni casi sia molto più efficace dell’uomo nell’operare eccellentemente nel proprio campo, solo che a differenza dell’uomo oltre al lavoro, si occupa anche di tutto ciò che concerne la famiglia e la casa e quindi preferisce restare nell’ombra Diamo però un consiglio non solo alle donne angresi ma a tutti i cittadini che desiderano realizzarsi nel proprio lavoro… proprio come hai fatto tu? “Se sentite dentro di voi che qualcosa vi appartiene e vi piace tanto, credeteci veramente e fatelo con molta passione, dopodiché tutto arriva gradualmente”. Cosa pensi dell’ordinanza del Comune di Milano di vietare la vendita di alcolici agli under 16? Non voglio entrare nel merito della questione, in linea di massima dico che non bisogna mai esagerare con l’alcool. Cosa beve il cliente medio che viene nel tuo locale? Oggi vanno molto i predinner È quasi ora di cena, me ne prepari uno? Certo, ne faccio 2 cosi facciamo un brindisi ad “ANGRI ‘80” e che continui sempre così… Giuseppe Novi

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’obiettivo del mio lavoro è presentare il progressivo inserimento di una delle più illustri famiglie genovesi, I Doria d’Angri, tra le fila della nobiltà napoletana e di soffermarmi, contemporaneamente, sulla storia della Terra d’Angri, diventata feudo dei Doria nel 1612 e rimasta in loro possesso fino all’eversione della feudalità, nel 1806. Grazie ad essi, Angri uscì dall’anonimato di un semplice possedimento feudale, per essere insignita del titolo e dell’onore di Principato. Per seguire tale percorso ed avere una conoscenza completa di questa famiglia è fondamentale analizzarne i diversi e molteplici aspetti: dai numerosi titoli ed onorificenze ottenute nel corso dei secoli, alla politica matrimoniale, grazie alla quale hanno aumentato i propri domini e consolidato la propria posizione nel Regno di Napoli; dalle attività commerciali e finanziarie, all’importanza data alla cultura e all’arte, al diverso tipo di conduzione seguito all’interno dei loro feudi, ed in particolare in quello di Angri. Il parallelo Angri – Doria permette, inoltre, di soffermare l’attenzione sul tipo di rapporto che, nei due secoli del loro dominio, i principi d’Angri instaurarono con i loro vassalli, sul modo in cui le loro scelte politiche influenzarono quelle degli abitanti e sull’incidenza che ebbero sul territorio. Ricca fonte di notizie è il loro archivio gentilizio, conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, il cui materiale documentario è il punto di partenza della mia ricerca. Angri cominciò a svilupparsi nel VII secolo d.C. come Casale della Contea di Nocera. Per trovare traccia nelle fonti del toponimo Angri bisogna risalire al IX secolo, quando soprattutto documenti notarili del “Codex Diplomaticus Cavensis”, conservato nella Badia di Cava de’ Tirreni, fanno riferimento ad esso come sito geografico e non come entità già urbana, anche se essi menzionano esplicitamente persone abitanti nella zona. L’etimolo-

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La Nostra Storia

Ilaria Sodano si è recentemente laureata con una tesi su I Doria d’Angri, facoltosa famiglia genovese entrata nelle fila della nobiltà napoletana

­­­I DORIA E LA TERRA D’ANGRI Grazie ad essi, Angri uscì dall’anonimato di un semplice possedimento feudale, per essere insignita del titolo e dell’onore di Principato.

gia di Angri appare controversa, infatti secondo alcuni studiosi deriva da Anger, Ancra e Angara che indicavano fasce di terra coltivate lungo i fiumi, o da Angaria che indica una stazione di posta dove i viaggiatori si ristoravano ed effettuavano il cambio dei cavalli; secondo altri, invece, dalla voce latina Angra, connessa al concetto di acqua impantanata, e proprio tali caratteristiche morfologiche del territorio possono non aver favorito la nascita di un vero e proprio centro urbano in età antica. Nonostante ciò, non si può escludere che prima dell’età medievale non fossero esistiti insediamenti abitativi su tale territorio. In tempi recenti, importanti ritrovamenti archeologici, hanno mostrato il contrario e, almeno per l’età romana, è lecito parlare di insediamento di tipo paganico, cioè costituito da un addensarsi di vari appezzamenti poderali. Nei primi anni dell’esistenza di Angri la sua campagna, oggi molto redditizia, ricca di vigneti, frutteti ed agrumi a sud, cultura e ortaggi a nord, era costituita anche da una boscaglia che rendeva impraticabile le strade che l’attraversavano, specialmente in prossimità del fiume Sarno. Nel corso degli anni gli Angresi riuscirono a disboscarla, ma i frequenti straripamenti del fiume la resero tutta una palude e per molto tempo a stento si riuscì a seminarla. Fu tra la seconda metà del 1700 e l’inizio del 1800 che la Regia Bonifica eseguì nella zona angrese del fiume Sarno importanti lavori, raddrizzando il corso del fiume e canalizzando tutta la zona, trasformando questa campagna nella

principale fonte di ricchezza del paese. Non sono ancora chiari i tempi e i modi attraverso i quali i quattro casali ubicati al di fuori delle mura cittadine (Ardinghi, Giudici, Risi, Concili) in cui Angri era divisa, si aggregarono al centro della Terra, ma è possibile che siano nati dopo il 1462 o probabilmente, dopo questa data, la gente iniziò a radunarsi intorno ad un nucleo fortificato (le attuali vie di Mezzo e quelle ad esse adiacenti) che si saldava al castello, dando questi nomi a quelle che prima erano chiamate solo “contrade”. Nel 1294 il re Carlo II d’Angiò scinde il feudo di Angri da quello di Nocera, assegnandolo al milite regio Pietro Braherio, e per la prima volta in documenti notarili è menzionato come “Universitas Terrae Angriae”, ciò lascia ipotizzare che nel XIII secolo Angri si sia resa indipendente dall’Università di Nocera, diventando un comune del tutto autonomo nelle scelte amministrative e nella gestione delle risorse. Questo avvenimento spinse tutto

il feudo verso un grande progresso: crebbe il numero delle famiglie nobili che, rafforzando sempre più i diritti e le competenze dell’Università, iniziarono ad osteggiare i feudatari, opponendosi ai loro abusi. Con Pietro Braherio il casale assume l’aspetto di roccaforte, la cui grande importanza nell’ambito del sistema difensivo territoriale è documentata dalla difficoltà che incontrerà Alfonso d’Aragona quando, nel 1438, non riuscirà ad impossessarsi del castello di Angri, dopo aver preso quello di Nocera e di Scafati. Nel XIII secolo la società angrese era già abbastanza articolata: nel 1294 si ha notizia che ad Angri esercitavano tre notai e due giudici. La configurazione dell’intero territorio di Angri con i suoi casali, rispecchiava la differenziazione presente sul piano sociale mostrando, anche da un punto di vista urbanistico, la netta separazione tra gli abitanti dei casali, contadini e braccianti, e coloro che risiedevano nel cuore del feudo, a stretto contatto con il potere baronale.

Il castello svolgeva il ruolo di separazione delle classi sociali e dei rapporti feudali, quindi fu quasi naturale che la residenza principesca diventasse, in seguito, sede comunale e luogo simbolico del potere unitario. Un importante momento storico per il feudo di Angri fu quando, nel 1442, il Regno di Napoli entrò a far parte dei domini della Corona d’Aragona, ed ebbe così inizio un nuovo ciclo espansivo dell’economia meridionale, destinato a protrarsi per tutto il Quattrocento. Questo cambiamento ad Angri è misurabile attraverso due indicatori: l’incremento demografico e la disponibilità di risorse destinate all’abbellimento di edifici pubblici e privati, legati al gusto catalano degli architetti chiamati a Napoli dal sovrano aragonese, le cui tracce sono ancora oggi visibili. Lo storico settecentesco Lorenzo Giustiniani ci fa notare quanto numerose siano state le famiglie patrizie a cui è legata la storia e lo sviluppo di Angri, ed alcune di esse sono, ancora oggi, ricordate dai nomi delle più antiche strade. Tali famiglie ebbero dimore nei vari punti del feudo, dove in seguito sorsero agglomerati di altre case, formando così dei rioni separati gli uni dagli altri che, con l’aggiunta di ulteriori caseggiati confluirono tra loro formando le antiche strade di Angri. Tra le più antiche famiglie angresi vanno menzionati i Risi, litigiosi e sempre in cerca di autonomia, i Concili di origine amalfitana, gli Ardinghi di origine normanna, stabilitisi sul confine orientale del paese, gelosi delle loro tradizioni e costumi conservati fino ai tempi più recenti, i

Rodi, i Lanario, i Caiazza, i Graziano, i De Angelis, i Coronato mercanti genovesi e i Pallavicino, anch’essi di Genova, che poi vendettero il feudo ai Doria. Per quanto riguarda la vita religiosa del feudo, si può affermare che gli angresi sono sempre stati fortemente cattolici. Il loro fervore religioso è attestato anche dal gran numero di chiese e di istituzioni ecclesiastiche che qui sono sorte nel corso dei secoli. Molto probabilmente l’elezione di S. Giovanni Battista, molto venerato anche dai Doria, a patrono di Angri risale al 1300, ma è nel 1600 che la sua statua lignea, di origine ignota, di stile bizantino, cominciò ad essere portata in processione durante la festa del 24 giugno, per celebrare la natività del Santo, e durante le giornate di paura collettiva in occasione di calamità naturali, terremoti, pestilenze e alluvioni, che nel XVII secolo si susseguirono ripetutamente. Ad esempio, in merito al terremoto dell’agosto del 1621 il notaio di Angri, Domenico Antonio Graziano scrisse che si videro le case “chieare da un lato all’altro, come se fossero state di cera”. (Archivio di Stato di Napoli, A.D.A., p. I, 14/1). Tutto ciò portò ad un nuovo fervore religioso gli animi delle popolazioni che invocavano continuamente l’aiuto dei Santi. Infatti, come ricorda lo Strazzullo «il sentimento religioso di un popolo si manifesta più notevolmente quando la sventura lo colpisce, anzi assume allora aspetti impressionanti, forme straordinarie». Testi consultati: AA. VV., Angri: Territorio di transiti, a cura di M. BIGNARDI, Electa, Napoli, 1997. P. PANNONE, Breve cenno storico su Angri, Centro I.C. Angri, 1991. V. PASTORE, Angri: dalla preistoria ai nostri giorni, Angri, 1980. G. MARRA, Terra d’Angri: tradizioni, leggende e storia, Centro I.C. Angri, 2004. Ilaria Sodano

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Attualità

Settembre 2009

Intervista ad Antonella Foresta dell’Associazione “Art & Balletto”

«Per noi la danza è un impegno artistico e culturale» Promosso il “Progetto borsa di studio”, con il contributo del Comune, per dare la possibilità ai ragazzi delle famiglie meno abbienti di approcciarsi alla danza.

Antonella Foresta e Carmen Foresta insegnanti di danza classica, diplomate entrambe presso il National Dance Council of America, dal 2004 hanno scelto di fare della danza un impegno artistico e culturale, avviando ad Angri l’associazione “Art & Balletto” Centro Studi Danza. Nell’ambito delle molteplici attività svolte dalla scuola - quali il “Progetto danza alla sezione primavera del comune di Angri”, svoltosi dal 1º marzo al 30 maggio scorsi presso il II Circolo Didattico, promosso dall’assessore Fasolino e finanziato dalla Regione Campania - anche quest’anno il Centro Studi Danza ha svolto lo spettacolo di fine anno accademico “Danzare è…”, III edizione, presso il teatro di Costanzo Mattiello, di Pompei e il 2 luglio scorso si sono svolti gli esami di fine anno accademico. Come negli anni passati sono stati presenti nella commissione personaggi di grande rilievo del mondo della danza quali Stefanella Testa, docente dell’Accademia Nazionale Danza di Roma e Anthony Basile maestro stabile presso il centro di danza “Mimma Testa”, primo ballerino presso il Connecticut Ballet, presso il Santiago 87 e presso il Ballet di Nancy. Anche quest’anno l’attività della scuola si è avvalsa di figure di altissimo livello e notorietà quali Amalia Salzano, docente presso l’associazione italiana Danzatori a Roma per i corsi di Avviamento Professionale e Luigi Martelletta primo ballerino e coreografo del teatro dell’opera di Roma, coreografo per la compagnia Nazionale di R. Paganini e per il balletto di Roma; ed i suoi partners sono di spessore internazionale, quali N.

Mokanova, C. Fracci, M. Plisseskaja, A. Ferri, attualmente docente nella trasmissione “Academy”. Inoltre, durante il mese di luglio la scuola ha organizzato, per la prima volta ad Angri, “Luglio in Danza”, un’intera settimana di stage presso la propria sede, con docenti di fama internazionale (Massimiliano Calandro - Scala di Milano e Ministero di Beni Culturali per la danza classica, Amalia Salzano, Vinicio Mainini, insegnante e coreografo dell’Associazione Italiana Danzatori e co-direttore e coreografo della compagnia Nazionale del Balletto di Roma,Veronica Pepe campionessa mondiale hip hop e break dance, Marcella Romano ex ginnasta della nazionale italiana alle olimpiadi, Naike Orilio ballerina professionista, Rai Ahmed ballerino professionista presso Rai e Mediaset). Durante gli stage è stata assegnata una borsa di studio per la frequenza dell’anno accademico 2009/2010 all’allieva Clarissa Fattoruso. Anche quest’anno, inoltre, il Centro ha assegnato una sua borsa di studio ad allievi più meritevoli (Anna Fontanella e Anna Pia Tafuri frequenteranno gratuitamente il corso di studi di danza classica l’anno accademico 2009/2010). Recentemente, poi, Antonella Foresta ha presentato al Comune di Angri, retto dal Commissario Bruno Pezzuto, il “Progetto borsa di studio con il comune di Angri”, per dare la possibilità anche ai ragazzi appar-

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tenenti a famiglie meno abbienti di approcciarsi alla danza. Alla signora Foresta abbiamo chiesto in cosa consiste il “Progetto borsa di studio” fatto in collaborazione con il comune di Angri. «È volto a dare la possibilità ai ragazzi delle famiglie con reddito ISEE non troppo elevato di frequentare un anno accademico di dieci mesi presso la nostra scuola con ogni sussidio artistico e tecnico,con tutti gli insegnanti presenti». Quando è stato presentato? Ho presentato il progetto circa sei mesi fa ed esso è stato preso in considerazione dal viceprefetto, dott.ssa

Buccino. In realtà inizialmente avevo chiesto solo un patrocinio morale. Ma il mio progetto è piaciuto a tal punto da ottenere un contributo sottoforma di borsa di studio. Pertanto sono infondate le voci circa un favoritismo politico, in quanto il mio progetto è stato seguito appunto dalla dott.ssa Buccino ed avallato dal commissario prefettizio Pezzuto, i quali ben sappiamo non sono di Angri e non credo abbiamo interessi nella politica locale. Qual è l’importo delle borse di studio? Il Comune ha finanziato 4 borse di studio, ognuna di euro 600,00, per un totale di 2.400,00, mentre le restanti 4 borse le finanzia la nostra scuola con il medesimo importo, per un totale di 8 borse. Per accedervi è possibile presentare la domanda di partecipazione entro e non oltre il 30 settembre reperibile sul sito del nostro comune. Il criterio selettivo sarà sulla falsa riga dei talent show televisivi come “Amici” e simili? Assolutamente no. Ci tengo a precisare che la commissione artistica sarà composta da maestri della danza classica che frequentano la nostre scuola, mentre la commissione tecnica per la valutazione dei modelli ISEE sarà composta da esperti funzionari comunali. Carmen Mariagloria Chirico

Lo scorso 24 luglio, Arturo Sorrentino, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si è brillantemente laureato, con 110 e lode, in Ingegneria Meccanica, con una tesi “Studio di modelli analitici e di tool per la progettazione di preforme di rinforzo intrecciate biassiali”. Ad Arturo gli auguri di un eccellente futuro professionale dal papà Amedeo, dalla mamma Adriana Giordano, dalla sorella Emilia, dai parenti tutti e dalla redazione di ANGRI ‘80

laurea

Luisa Cataldo è stata investita da una moto mentre attraversava

«Via Nazionale è una strada a rischio»

Riportiamo la testimonianza di una nostra concittadina, la signora Luisa Cataldo, dipendente dell’azienda conserviera “La Doria” la quale, lo scorso 12 agosto, è stata investita da una moto che sfrecciava lungo via Nazionale, mentre era in procinto di attraversare la strada. «Vorrei rendere pubblica - ha esordito Luisa Cataldo - la mia spiacevole esperienza perché desidero sensibilizzare l’attenzione verso una zona di Angri che sta diventando sempre più critica. Sto parlando di via Nazionale che, lavorando da 20 anni per la Doria, frequento quotidianamente. Non si tratta più di una zona periferica, come era fino a qualche anno fa, ma le numerose licenze edilizie che hanno portato alla nascita di numerosi complessi abitativi, strutture commerciali, l’hanno reso centro della vita di molti angresi. Purtroppo, l’incidente di cui sono stata vittima non è certamente il primo verificatosi in quella zona né, temo, l’ultimo». «Ero sul bordo della strada in attesa di attraversare – ci ha raccontato la signora Cataldo – ed un furgoncino di passaggio si era fermato per lasciarmi attraversare. Il tempo di guardare di lato per verificare se l’altra corsia fosse libera e portarmi sul lato opposto della strada, quando ho visto una moto sorpassare il furgone, incurante della mia presenza al centro della via. Così mi ha preso in pieno fianco con il manubrio ed il faro del lato sinistro, e con la ruota alla gamba destra, tanto che mi sono di colpo ritrovata per terra sul lato della strada. Per fortuna non ho riportato alcuna frattura, anche se, per come è avvenuto l’incidente, avrei potuto battere la testa con conseguenze gravi per la mia salute, come mi ha confermato un fisiatra nell’ultima visita a cui mi sono sottoposta. Comunque ho riportato serie contusioni, sopratutto a livello intercostale, tanto che ho a distanza di un mese ancora difficoltà nel respirare, avverto dolori dal ginocchio al piede e attualmente ho un profondo ematoma al polpaccio, tanto che per molto tempo sono stata impossibilitata a poggiare il piede per terra. A questo, si aggiungono continui fastidi all’orecchio che mi accompagnano da quando è avvenuto l’incidente, oltre ad una riduzione della sensibilità». «Tutto questo per dire che la sicurezza di via Nazionale è decisamente bassa, per cui è necessario che il nostro Comune proceda con interventi seri di messa in sicurezza. Infatti, trattandosi di una strada che si estende a lungo in maniera perfettamente rettilinea, tale da renderla simile ad un’autostrada, vede mezzi viaggiare sempre su velocità elevate. Non esistono le strisce tratteggiate o continue, che impediscano il sorpasso, né quelle per l’attraversamento dei pedoni, anche se non credo servano a risolvere il problema. Sarebbe il caso di istallare dei semafori che obblighino le auto a rallentare o, se ciò non è possibile perché si creerebbero difficoltà al traffico, quanto meno funzionino a richiesta, lì dove ci sono persone che devono attraversare. Ripeto, il mio non è un caso isolato. Infatti, mi è stato riferito che la settimana prima del 12 agosto, ci sono stati altri due casi del genere ed un altro la settimana successiva. Un mio stesso collega, pur non dovendo attraversare ma camminando lungo il ciglio della strada, è stato colpito da una ribalta di ferro staccatasi da un camion che transitava. Capisco i problemi che il nostro Comune si trova ad affrontare da qualche tempo, con la crisi politica e l’avvento del commissario, ma credo che ci siano questioni che hanno la priorità e, a mio avviso, la tutela della sicurezza pubblica deve essere al primo posto. Anche perché, voglio ricordare, in via Nazionale è presente la Chiesa della Madonna della Pace e non sono pochi i bambini ed i ragazzi che la frequentano soprattutto la domenica, per cui il rischio di vederli coinvolti in situazioni spiacevoli non può essere trascurato né può lasciare indifferenti». Davide Vitiello

Siti Internet Locali www.comune.angri.sa.it www.angri.info www.angrifutura.it www.infoagro www.anziteatro.it www.angrinews.it www.angrigas.it www.piazzadoria.info www.inagro.it www.ideavision.it www.grigiorossi.it

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Sport

Settembre 2009

Intervista a Nicola Varone, neopresidente dell’Angri calcio

Incoraggiante vittoria in trasferta, dopo 2 pareggi e 1 sconfitta

I Intervista tifosi sognano il passaggio presidente Varone Un inizio in salita in Seconda Divisione per i Grigiorossi Purtroppo lo stadio Novi, in pessime condizioni, non sarà agibile per le prime partite di campionato

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a messo in piedi un organico capace di rigenerare l’ambiente grigiorosso e ora si prepara a vivere la sua prima stagione da massimo dirigente dell’Angri. Nicola Varone, un passato da calciatore nella juniores del cavallino rampante, ha portato in dote un entusiasmo che sta contagiando ogni lembo della cittadina angrese coinvolgendo anche quei sostenitori che da tempo avevano voltato le spalle alla compagine doriana. Il patron lavora instancabilmente e con diligenza ha programmato nei dettagli l’imminente stagione sportiva cullando il sogno di accompagnare il cavallino rampante nel calcio professionistico. «Insieme ai miei collaboratori – esordisce Varone – abbiamo profuso il massimo impegno per cercare di fare il meglio, anche se le difficoltà nella fase iniziale non sono mancate». Con un certo affanno è stata trovata anche la soluzione per superare le problematiche concernenti il manto erboso dello stadio comunale “P. Novi”. Dal Comune con le dovute sollecitazioni sono stati attivati in tempo gli interventi per consentire alla squadra di poter disputare le gare casalinghe sin dalla

Portieri Carotenuto (1991) – dal Sorrento; Cortese (1989) – confermato; Inserra (1989) – dalla Cavese; Difensori Cacace (1987) – confermato; Cascella (1992) – dall’Atl. Puteolana; D’Auria (1991) – confermato; Formisano (1990) – confermato; Grillo (1978) – dal Campobasso; Lambiase (1990) – confermato; Liguori (1990) – confermato Centrocampisti Amarante (1978) – confermato; Barone (1991) – dal Savoia; Cirillo (1991) – confermato; della Femina (1990) – confermato; Fabbricatore (1990) – confermato; Galdi (1986) – confermato; Vitagliano (1984) – dal Neapolis; Attaccanti Carcinelli (1991) – dalla J. Stabia; Falcone (1987) – dall’Andria; Ferrajoli (1982) – dal Casoli; ncoronato (1981) – dal Neapolis; Marrocco (1991) – confermato. prima giornata di campionato. «Abbiamo fatto grossi sforzi economici per allestire una squadra competitiva in grado di lottare per il vertice della classifica e ho fortemente voluto, sin dal primo momento, iniziare la prima partita di campionato in casa, con la speranza di rivedere il Novi come una volta, pieno di famiglie, bambini e tifosi». Superata la paura dell’indisponibilità del campo, il presidente angrese

ha focalizzato l’attenzione sulla squadra che continua a sudare nel ritiro di Gualdo Cattaneo. «Volendo tracciare un primo bilancio non posso che essere soddisfatto del lavoro che il tecnico Criscuolo e il suo staff stanno portando avanti; l’organico messo a disposizione è di ottimo livello e in attesa di ufficializzare anche l’arrivo di Falcone credo che ci siano tutti i crismi per inserire l’Angri in prima fascia».

La società ha operato sul mercato in maniera oculata approntando un gruppo che vanta calciatori in grado di fare la differenza sul rettangolo di gioco, ma anche di prendere per mano gli elementi meno maturi. «Abbiamo acquistato calciatori che possono dare garanzie sul campo e fuori perché ritengo che a volte la compattezza del gruppo possa sopperire anche a lacune tecniche che ci affretteremo a colmare nei prossimi giorni con l’acquisto di di Falcone”. Sta nascendo un Angri ambizioso, fondato sulle colonne della squadra che nella passata stagione ha conquistato la salvezza. «Nel momento in cui abbiamo individuato Criscuolo come allenatore – ha argomentato Varone - ho chiesto al nostro tecnico di tenere almeno sei o sette ragazzi dell’anno scorso, e ci siamo riusciti. Il gruppo sta crescendo in maniera costante e le premesse per regalare soddisfazioni alla nostra gente ci sono tutte e reciteremo un torneo da protagonisti insieme alle altre compagini blasonate che figurano nel girone”. Varone ha le idee molto chiare e un sogno nel cassetto che desidera tirare fuori nella prossima primavera. «Spero di poter condurre il cavallino rampante verso una meta che i tifosi attendono da anni e magari cominciare a programmare il futuro in una categoria superiore». Angri sogna il passaggio in Seconda Divisione, al rettangolo di gioco l’ardua sentenza, ma i tifosi hanno già intonato il coro tormentone dell’estate doriana: “Varone ci porta in C…”.  Luigi D’Antuono j

Una partenza affannosa quella dei Grigiorossi, che con un pareggio in casa (Angri - Virtus Casarano 0 a 0), una sconfitta a Caserta (2 a 0 a favore della Casertana) ed un altro pareggio (0 a 0 con il Pomigliano) sul campo di Castellammare, per inagibilità del Novi, si sono posizionati con due punti nella bassa classifica del girone di appartenenza. Nella prima partita casalinga, un Angri privo di idee e troppo timoroso non è riescito a bagnare con il successo l’esordio al “Novi” contro un Casarano che nella ripresa è rimasto anche in dieci uomini. La compagine grigiorossa è partita con motivazioni per vincere, pigiando forte il piede sull’acceleratore, ma il forcing si è esaurito dopo appena quindici minuti di gioco con i salentini che hanno ingabbiato il angrese. L’Angri ha pagato, forse, l’emozione di dover giocare dinanzi al pubblico delle grandi occasioni con migliaia di sostenitori che hanno provato a spingere il cavallino verso la vittoria. La nota positiva, oltre al ritorno allo stadio dei tifosi, è rappresentata comunque dalla tenuta del pacchetto difensivo. La voglia di rifarsi subito, dopo la partenza deludente, è stata gelata dal secco 2 a 0 Casertana allo Stadio Pinto di Caserta. Nella terza giornata di campionato per il “Novi” chiuso, l’Angri è emigrato a Castellammare ed ha dovuto porta a casa un nuovo pareggio, La sconfitta maturata al “Pinto” di Caserta è stata sentita, ma in casa grigiorossa non si è drammatizzato in vista della ravvicinata sfida con il Pomgiliano. Il match, disputato al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia ancora per l’indisponibilità dello stadio “Novi”, per la compagine del cavallino rampante si è presentato subito come l’occasione per poter riscattare l’opaca prestazione in Terra di Lavoro e allo stesso tempo cercare di incamerare i primi tre punti della stagione. Ma lontano dal “Novi” e sotto i riflettori del “Menti”, l’Angri non è riiscita a mantenere il doppio vantaggio subendo il ritorno di fiamma di un Pomigliano mai domo. Per cui alla terza giornata di campionato è già venuto il tempo delle verifiche in casa grigiorossa. POI SONO ARRIVATI MARUGGI E DE SENA L’Angri ha ingaggiato i calciatori Rosario MARUGGI e Carmine DE SENA. Rosario MARUGGI (classe ‘86) è un centrocampista centrale che ha iniziato la stagione con il Sant’Antonio Abate (D) con una buona esperienza nei campionati di serie D. Negli ultimi tre anni ha vinto il campionato di serie D con il Neapolis (26 presenze), con la cui casacca ha giocato in serie C2 (25 presenze) e l’anno scorso in D (15 gare, 1 gol). In precedenza ha giocato due anni con il Crevalcore (D) e con il Conegliano Veneto (D). Maruggi è stato titolare per tre anni nella Nazionale Dilettanti Under 18, allenata dal ct Polverelli...

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Sport

Settembre 2009 Torneo di calcetto in memoria di un giovane ultras organizzato dal Csi Angri Tricolore

Giuseppe Scarpato e suo figlio Alessandro sono due appassionati di tale sport

Parapendio anche sul nostro Cerreto

Una festa tra sport e goliardia

É uno strumento ecologico e silenziosissimo che consente un’esperienza spirituale unica: rompere il collegamento con la sicurezza del decollo per buttarsi verso l’ignoto. Avete mai sentito parlare di parapendio ad Angri? Probabilmente no, eppure c’è un piccolo gruppo di nostri concittadini che da diversi anni pratica questo sport. Potremmo dire che le passioni sono come i frutti: attecchiscono e crescono dove la natura offre le condizioni più favorevoli. Di conseguenza, trattandosi di una disciplina di volo, il parapendio è maggiormente praticato nelle zone montuose, caratterizzate da un’alta presenza di pendii. Pur non essendo una località tipicamente montana, il territorio angrese ospita vette, come il Monte Cerreto (1316m) e il Cauraruso (1015m), dalle quali è possibile spiccare il volo in parapendio. Ci hanno provato con successo Giuseppe Scarpato e suo figlio Alessandro, parapendiisti angresi. Li abbiamo incontrati per farci raccontare la loro esperienza. Grazie a voi sappiamo che su Angri si può volare… Sì. Certo, qui ad Angri non c’è una grande tradizione parapendiistica: io e mio figlio facciamo parte dell’Aero Club “I Picchi” di Campobasso, e per volare ci appoggiamo al Club di Cassino. Abbiamo volato su diverse vette nazionali, in Molise, Liguria, Lombardia, Trentino, ma un giorno siamo saliti sul Monte Cauraruso (pendio poco più in basso del Cerreto, ndr), ed abbiamo provato a spiccare il volo, con buoni risultati. Quali percorsi è possibile intraprendere dal Cauraruso? Ci si può lanciare verso il Monte Faito, effettuando un volo di circa un’ora, oppure volare nella direzione opposta, arrivando al vicino Valico di Chiunzi o alle alture nei pressi di Sarno, restando in aria per circa un’ora e mezza. Ovviamen-

te, la durata del volo dipende anche dalle condizioni meteorologiche, soprattutto dalla velocità del vento e dalle correnti ascensionali, unica forza motrice del parapendio. Voi avete all’attivo più di 400 voli in due: cosa si prova a stare lassù? E’ un’esperienza spirituale unica: rompere il collegamento con la sicurezza del decollo per buttarsi verso l’ignoto è la più grossa motivazione del volo. Quando voli, ti proietti in una dimensione che supera la realtà, e dalla quale riesci ad osservare il mondo da un’angolazione diversa. Il parapendio, poi, è uno strumento ecologico e silenziosissimo che può introdurti nel regno di creature che da terra, spesso, vengono completamente ignorate, come i falchi gheppio, che durante un volo sulle Alpi mi è capitato di ammirare da vicino. Insomma, è un’esperienza straordinaria che consiglio a tutti di provare almeno una volta. Come ogni disciplina di volo,

però, implica una certa percentuale di rischio. Quanto può essere pericoloso praticare il parapendio? Il parapendio figura tra gli sport estremi, e come tale, ha un certo tasso di pericolosità. Tuttavia, va sottolineato che la maggior parte degli incidenti è causata dall’incoscienza e dalla cattiva preparazione degli atleti; quindi, volando con prudenza e utilizzando l’attrezzatura adeguata e proporzionata alle proprie capacità, dopo aver preso le dovute precauzioni, i rischi si riducono notevolmente. Come si diventa parapendiisti? Più o meno come si diventa automobilisti: ci sono appositi corsi da seguire e due esa-

mi da sostenere, di cui uno teorico e l’altro pratico, al termine dei quali si riceve un brevetto di parapendiista, rilasciato esclusivamente dall’ Aero Club Italia. Una volta ottenuto il brevetto, ci si iscrive alla Fivl (Federazione Italiana volo libero) e, pagata l’assicurazione sui danni verso terzi, si vola. Ovviamente, questo iter vale soltanto per chi ha intenzione di praticare la disciplina con una certa continuità… Chi, invece, ha soltanto intenzione di provare, può recarsi presso un Aero Club e volare con un parapendio biposto in compagnia di un istruttore qualificato. Pensa che questa disciplina possa diffondersi qui ad Angri? Me lo auguro: in passato, nei comuni limitrofi, alcuni appassionati hanno provato invano a chiedere il sostegno delle amministrazioni per la costruzione di una struttura parapendiistica. Al momento, qui ad Angri si contano meno di 10 parapendiisti: abbiamo un obiettivo ed un sogno. Il primo è quello di creare un punto di ritrovo nella nostra città; il secondo è allestire un’area di decollo sui Monti Lattari. Vedremo… In bocca al lupo, allora… Crepi. Vorrei, infine, ringraziare l’Aero Club “I Picchi”, il Club Volo libero di Cassino, gli amici Jimmy Pacher, Gianni Morini, Remo Merucci, il nostro sponsor, Fratelli Amato De Serpis di Napoli e, naturalmente, la redazione di Angri 80’ per la disponibilità. Chiunque sia interessato al volo in parapendio o, semplicemente, voglia sapere di più su questa disciplina, può contattarmi al 3772061453 Francesco Somma

Una festa fra sport e goliardia quella a cui hanno preso parte i ragazzi di Casarano Tricolore, Angri Tricolore e gli amici di Nocera. Il Torneo, organizzato dal CSI Angri Tricolore, si è svolto presso la struttura di via Del Monte in Angri, per l’occasione tappezzato dai drappi consueti vale a dire quelli tricolore di Angri, Casarano e Nocera oltre ad una gigantografia raffigurante Vincenzo, giovane ultras della Nocerina prematuramente scomparso, al quale è stata dedicata la giornata di sano divertimento. Nel primo incontro Angri ha battuto Casarano 4-2, mentre il successivo match ha visto ancora una volta i salentini soccombere ai più quotati (anagraficamente) molossi di Nocera con il risultato rotondo di 7-1. La finale, combattuta come si conviene ad un torneo commemorativo, ha visto infine i ragazzi di Angri prevalere con il punteggio di 5-4 sui nocerini.

Lutto mauri - pepe

Il Centro Iniziative Culturali e la redazione di ANGRI ‘80 esprimono le proprie sentite condoglianze alle famiglie Mauri e Pepe per la perdita della cara professoressa Adriana

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Comunale 1 - D’Antonio - Polini/Fasolino Polini/Fasolino

ottobre Sabato Domenica Sabato Domenica Sabato Domenica

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Notizie Utili e Liete

Settembre 2009

03 Nazionale - Comunale 1- Polini/Fasolino 04 Nazionale 10 Nazionale - Conte - Comunale 1 11 Conte 17 Conte - Sparano - Comunale 1 18 Sparano

In viaggio verso Ravello, l’attore si è fermato e ha fatto spese nella pasticceria-gelateria Di Dato

Pierce Brosnan, famoso agente 007, in missione ad Angri

Comunale 1 è aperta tutti i sabato - Conte è aperta tutte le domeniche Conte, via Dei Goti, 10 - Tel. 081.946188 D’Antonio, p.zza Sorrento Tel. 081.948570 Gallucci, via Roma, 15 -Tel. 081948513 Polini p.zza S.Giovanni - Tel. 081.946131

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LEGGI ANGRI ‘80

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11 15 13

2009 2009 2009

LUTTO

Lo scorso 25 giugno ci ha lasciato l’amico e collaboratore Mario Carpinelli. Titolare dell’omonimo negozio di tessuti in Corso Italia, Mario è stato per molti anni impegnato attivamente nell’Ascom di Angri, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità, compreso quello di presidente. Tutti lo ricorderanno per il carattere affabile e la grande disponibilità soprattutto verso le iniziative sociali e culturali. Un pensiero particolare glielo rivolge l’amico Raffaele Biosa (Fiera della borsa). Il Centro Iniziative Culturali e la redazione di ANGRI ‘80 ricordano con affetto Mario ed esprimono le proprie sentite condoglianze alla sua consorte e alla famiglia tutta.

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Davvero emozionante - ha esordito la signora Rita Russo, che insieme al marito Gerardo Di Dato gestisce l’omonima pasticceria/gelateria Di Dato - veder entrare nel nostro locale, in un caldo pomeriggio d’agosto, l’attore irlandese Pierce Brosnan, a tutti noto come uno degli interpreti del famoso Agente 007 della consacrata saga cinematografica, accompagnato da moglie e i figli. Diretto a Ravello per una breve vacanza, lo 007 ha fatto una “dolce” sosta al bar Di Dato. «“It’s beautiful” - ha raccontato la signora Di Dato – ha detto Brosnan varcando la soglia del nostro locale». L’attore ha mangiato un gelato al pistacchio e alla nocciola, i suoi gusti preferiti, e un babà e ha gustato il cocktail “Angri Express” ( a base di lychee lime, ginger, lemon grass, syrup e vodka). La signora Brosnan ha bevuto il drink “Red Tanqueray” (a base di tanqueray teen, chambord, succo lime, purce lampon, ginger ale) con cui la signora Rita ha vinto a Bangkok nel novembre 2008. Prima di lasciare la pasticceria, la famiglia Brosnan ha acquistato il plumcake “Beautiful Sorrento” con cui il signor Gerardo ha vinto il “gran Prix” dei dolci a Madrid, e lo champagne LaurentPerrier. Soddisfatto ed entusiasta si è mostrato l’attore, gentile e cordiale nel farsi fotografare insieme alla famiglia Di Dato. Al rientro in hotel i Brosnan hanno inviato ai coniugi Di Dato una lettera di ringraziamento per l’ospitalità e la cortesia. Prima di lasciare la costiera, Brosnan avrebbe voluto di nuovo far visita alla pasticceria Di Dato, ma non è stato possibile a causa di un incendio sul Valico di Chiunzi. Carmen Mariagloria Chirico L’altro giorno era maltempo, per La cuibici niente bicifa ma perbene forza l’auto. Al passaggio a livello in via Palalmentello, cuore e mezzora: ... fermo per circa transito di ben 4 treni locali. Poi di nuovo il sole e con la bici all’ambiente 10 minuti per arrivare a scuola.

Casella postale n. 82 Redazione: v. Don Minzoni, 1 ANGRI - Tel. 081.8509939-Fax 081.949499 E-mail: lombardi.antonio@virgilio.it Reg. del Tribunale di Salerno n. 591 del 17.11.1983 Abbonamento annuo ordinario ... € 8,00 sostenitore, minimo ... € 16,00

Versare l’importo sul C/C/P n. 10928844 intestato a: Coop. Centro Iniziative Culturali 84012 ANGRI (SA) Ed.: Cooperativa Centro Iniziative Culturali s.r.l.

Direttore responsabile Antonio Lombardi

Responsabile trattamento dati personali (L.n.196/2003): Luigi D’Antuono Foto di archivio C.I.C. GRAFICHE MERCURIO s.r.l.

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Momenti Lieti

Compleanno

Battesimo Il piccolo Francesco Spinelli, ha ricevuto il sacrammento del battesimo. Auguri al papà Cosimo, alla mamma Filomena e alla sorellina Raffaella dalla redazione di ANGRI ‘80

foto Lello Mosca

Auguri al giovane Davide Giordano che ha festeggiato il suo 18° compleanno, dai genitori, dai parenti, dagli amici e dalla redazione di ANGRI ‘80

Settembre 2009

laurea Lo scorso 24 Luglio, presso l’Università degli Studi di Salerno, Daniele D’Acunzo ha brillantemente conseguito la laurea specialistica in Filologia Moderna, con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi di Letteratura latina sull’Analisi Metrica dell’ “Aulularia” di Plauto. Relatore il chiarissimo professore Paolo Esposito. Al neodottore, gli auguri del papà Gerardo, della mamma Pierina Palumbo e di tutta la famiglia, nonché della redazione di ANGRI ‘80.

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Auguri

NOZZE D’ARGENTO

Auguri ad Alessia Coppola ammessa a pieni voti al I anno del corso di danza del prestigioso Teatro San Carlo di Napoli E se “la danza è l’eterno risorgere del Sole”  (I. Duncan) sia il tuo cammino sempre illuminato da questo eterno raggio!  Zia Giovanna A. Pescino. Auguri anche dalla redazione

Vuoi salvare la Terra? Vai in bicicletta!

Lo scorso 19 luglio, nella Chiesa di Sant’Antonio di Padova, in località Orta Loreto frazione di S. Egidio M.A., i coniugi Giuseppe Giordano e Rosa Susino hanno rinnovato la loro promessa di matrimonio, alla presenza delle figlie Katia, Valeria e Raffaella. Tanti auguri da Salvatore Caramico e famiglia, nonché dalla redazione di ANGRI ’80.

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