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supplemento al numero 12 - Anno II - dicembre 2010 di Piazza del Grano - www.piazzadelgrano.org

I Comunisti nelle amministr azioni de g li Enti locali Non è a caso che dal nuovo grande partito del popolo, dal Partito comunista nella sua compiuta visione democratica e progressiva, parte l'iniziativa per una più profonda democratizzazione della vita pubblica anche locale. Ma sarebbe il più funesto degli errori ritenere che la funzione dei comunisti sia semplicemente di lottare sul terreno propagandistico o su quello legislativo per l'autonomia amministrativa degli enti locali, e che in attesa di conquistare tale obbiettivo altro non sia possibile fare che dell'ordinaria amministrazione. Le difficoltà, lo sappiamo bene per esperienza, sono grandissime, ma non bisogna lasciarsi arrestare da esse. Funzione del Partito comunista è precisamente di aiutare le masse popolari a superare le difficoltà che esse incontrano nella loro dura vita di ogni giorno. Bisogna sforzarsi di tradurre in atto una pubblica amministrazione costruttiva nell'interesse del popolo. E se per questa strada incontreremo, come certamente incontreremo, degli ostacoli, ciò renderà più concreta agli occhi delle popolazioni che cosa è quell'auspicata autonomia amministrativa che, presentata in termini generici, riesce spesso poco comprensibile alle masse popolari; ciò che non potrà non aiutare l'azione che sarà necessario svolgere per raggiungere quegli obbiettivi per i

quali l'unità di tutto il popolo è già fatta. Funzione essenziale che noi riconosciamo alle amministrazioni comunali popolari dirette da comunisti è di agire nel senso di avviare alla più rapida soluzione possibile alcuni problemi essenziali. Un buon sindaco può aumentare il prestigio del Partito comunista: un sindaco che si allontani dall’animo del popolo può gravemente comprometterlo. Il legame e l'accordo fra gli organi dirigenti locali del Partito ed i compagni amministratori dev'essere stretto e permanente. Gli amministratori sono tenuti a rendere conto al Partito del loro operato, mentre debbono avere massimo rispetto per gli organi che li hanno eletti, per gli organismi rappresentativi dei lavoratori. Rendere conto del proprio operato, chiedere l’ausilio e il consiglio degli elettori è una delle caratteristiche dell’amministratore comunista che è popolo in mezzo al popolo. E per questa via esso farà appello alle immense energie che sono latenti nel popolo e bisogna saper sprigionare, organizzando in forme molteplici la collaborazione degli operai e dei tecnici, degli intellettuali e dei contadini con coloro che in questo momento hanno la grande responsabilità e il non indifferente peso di reggere le pubbliche amministrazioni. Giuseppe Dozza

Le Autonomie locali nella convenzione europea Le Autonomie locali nella Costituzione della Repubbica Italiana Dalla Relazione al “Progetto della Costituzione della Repubblica Italiana” 1947 L’innovazione più profonda introdotta dalla Costituzione è nell’ordinamento strutturale dello Stato su basi di autonomia che può aver portata decisiva per la storia del paese. «Il Comune: unità primordiale». Non si tratta

soltanto, come si diceva allora, di «portare il governo alla porta degli amministrati», con un decentramento burocratico e amministrativo sulle cui necessità tutti oggi concordano; si tratta di «porre gli amministrati nel governo di se medesimi». La tendenza si collega alle rivendicazioni di libertà, che sono la grande nota di questo mo-

mento storico: di tutte le libertà, anche degli enti locali come «società naturali». Riecheggia più viva, in questa atmosfera, l’affermazione di Stuart-Mill che nelle autonomie locali si ha un «ingrandimento della persona umana», e che «senza istituzioni locali una nazione può darsi un governo libero, ma non lo spirito della libertà».

Preambolo della “Carta europea della Autonomie locali” 1985 Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della presente Carta, considerando che il fine del Consiglio d’Europa è di realizzare un’unione più stretta tra i suoi membri, per salvaguardare e promuovere gli ideali ed i principi che sono il loro patrimonio comune; considerando che la stipulazione di accordi nel settore amministrativo è uno dei mezzi atti a realizzare detto fine; considerando che le collettività locali costitui-

scono uno dei principali fondamenti di ogni regime democratico; considerando che il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione degli affari pubblici fa parte dei principi democratici comuni a tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa; convinti che è a livello locale che il predetto diritto può essere esercitato il più direttamente possibile; convinti che l’esistenza di collettività locali investite di responsabilità effettive consente un’amministrazione efficace e vicina al cittadino; consapevoli del fatto che

la difesa ed il rafforzamento dell’autonomia locale nei vari Paesi europei rappresenti un importante contributo all’edificazione di un’Europa fondata sui principi della democrazia e del decentramento del potere; affermando che ciò presuppone l’esistenza di collettività locali dotate di organi decisionali democraticamente costituiti, che beneficino di una vasta autonomia per quanto riguarda le loro competenze, le modalità d’esercizio delle stesse, ed i mezzi necessari all’espletamento dei loro compiti istituzionali;

I


I primi 6 anni di amministrazione democratica a Foligno 1946 - 1952

ne che presto prima o poi dovranno essere veramente trasformate. La maggior parte delle nuove strade sono di collegamento dei paesi della montagna con il centro offrendo la possibilità di isti¬tuire nuovi servizi automobilistici anche in montagna, (come nella via Casenove-Volperino-Popola-FraiaSerravalle) dove prima non esistevano che vie mulattiere come la strada Annifo-Cassignano, quella Pisenti-Pian di Ricciano: l'altra Verchiano-Civitella ecc. (confine del Comune di Serravalle per collegare S. Martino di Cupana.) sostenendo una spesa di L. 30.454.222, oltre a utilizzare mol¬te migliaia di opere stradali obbligatorie e volontarie per circa lire 4.000.000.

Gli amministratori rendono conto ai cittadini L'Amministrazione Comunale che gli elettori scelsero nei comizi del marzo 1946 ha da tempo compiuto il suo ciclo normale di vita - quattro anni - e continuato non senza difficoltà il suo duro lavoro per altri due anni, in attesa che il Governo si decidesse ad indire le elezioni per la sua rinnovazione.

E' naturale e doveroso che, al termine del mandato, gli amministratori presentino, a coloro che li elessero e alla popolazione tutta, il consuntivo della loro opera, affinché questi possano giudicare se essi hanno mantenuto fede al programma col quale si presentarono ai loro suffragi, considerate le difficoltà incontrate e gli impedimenti che sono stati opposti alla attuazione delle loro determinazioni. La relazione sarebbe incompleta se non venisse integrata dalla enunciazione del piano di attività per il nuovo ciclo di amministrazione qualora, come si confida, il corpo elettorale confermi la sua fiducia agli amministratori popolari.

II

Questo lavoro quindi verrà diviso in tre capitoli: 1) Resoconto delle realizzazioni nelle varie branche della attività amministrativa. 2) Elenco dei progetti non attuati e cause che lo hanno impedito. 3) Programma da eseguire nel prossimo ciclo di amministrazione. Foligno, vitale città di provincia, con 45.000 abitanti, il cui agglomerate urbano ne conta circa 20.000, era, prima della guerra, prospera per la sua attività industriale e commerciale. Ben 5.000 operai lavoravano in modo continuativo e perma¬nente negli stabilimenti cittadini. Infatti 2.500 operai erano occupati presso la fabbrica di aeroplani Società Aeronautica Umbra (A.U.S.A.); 500 circa presso il Carnificio di Scanzano, altri 500 presso le Officine Ferroviarie, e circa

altrettanti, una parte per tutto l'anno e il resto per il solo periodo di lavorazione stagionale, presso il locale Zuccherificio. Un altro migliaio trovavano lavoro, e quindi il sicuro sostentamento per le loro famiglie, presso varie piccole e medie industrie, meccaniche e tipografiche, cartiere, molini, pastifici, ecc. Numeroso e fiorente l’artigianato. Davano vita e apportavano benefici economici alla città il 1o Reggimento d'Artiglieria, il Campo di Aviazione con annessa Scuola allievi Ufficiali di aeronautica. La guerra maledetta spazzò la maggior parte dei ricordati complessi industriali e molti impianti civili e militari, oltre a far vittime molteplici fra la popolazione. Circa il 50% delle abitazioni furono distrutte o gravemente danneggiate. La vita cittadina rimase paralizzata per oltre due anni a causa dei forzati sfollamenti durante la guerra e degli impediti ritorni per deficienza di alloggi, al termine del conflitto.

La situazione alimentare gravemente preoccupante, la disoccupazione, la miseria, il disfunzionamento dei servizi pubblici, specie dei mezzi di comunicazione, che hanno sempre costituito l'incremento più efficiente per lo sviluppo della nostra città, le forzate restrizioni allo svolgimento della istruzione elementare e media; questo il quadro che tuttora perdurava quando gli amministratori eletti dai suffragi del marzo 1946 assunsero la direzione del Comune. Che cosa era stato promesso da essi alla popolazione? La ricostruzione della città; ogni sforzo per fronteggiare la crisi dell'alimentazione; il riordinamento delle scuole; il

miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie; l'estensione della assistenza ai malati, ai vecchi, ai bimbi bisognosi; ogni appoggio, nella lotta dei lavoratori della città e delle campagne; la fine dello stato di abbandono in cui erano sempre state tenute le popolazioni. delle frazioni, specialmente montane; una

politica fiscale onesta e giusta; la municipalizzazione dei servizi pubblici. Prima di esporre l'attività amministrativa esplicata va rilevato che il Comune di Foligno è forse il più povero, certamente uno dei Comuni più poveri della Provincia. Esso è privo di qualsiasi azienda industriale o agricola; il patrimonio immobiliare è costituito esclusivamente da fabbricati, in parte notevole distrutti o danneggiati dalla guerra; tali stabili non sono certo fonte di entrata,. ma anzi rappresentano un onere per il bilancio comunale a causa delle continue indispensabili spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e per il fatto che sono per lo più utilizzati per il ricovero di sfrattati e famiglie di indigenti. Gli Enti o istituti di Ricovero e beneficenza hanno patrimoni, modestissimi, di modo che il peso della assistenza sanitaria, del ricovero e della beneficenza, grava in misura rilevante - per non dire esclusiva - sulle finanze del Comune, che deve destinare a tale scopo circa il 25% delle sue entrate ordinarie senza riuscire a disimpegnare, come la necessità richiederebbe, il proprio compito sociale di soccorrere i miseri ed i malati poveri. Nonostante questa deficienza di mezzi e la triste situazione del Comune più danneggiato dalla guerra della nostra Provincia, la Amministrazione ha potuto svolgere un apprezzabile programma sociale e di lavori pubblici nell'interesse della popolazione amministrata. Esponiamo ora quello che è stato fatto nelle varie branche di attività municipale. CASE L'abitazione è uno degli elementi essenziali per una esistenza civile. Foligno e alcune sue frazioni, come Valtopina, Pontecentesimo, Casenove, Sterpete ebbero il 47% delle abitazioni distrutte o danneggiate dalla guerra. L'Amministrazione si interessò per far includere la nostra città nell'elenco di quelle danneggiate, e potè ottenere la costruzione di case per senza tetto per un importo di 106 milioni. Sollecitò l'Istituto Autonomo delle Case Popolari per la ricostruzione di quelle distrutte e la edificazione di nuovi quartieri; ciò che l'Istituto ha fatto per circa 150 milioni di spesa. Sempre per l'incessante interessamento del Comune, che fu scelto quale Ente gestore, sono state costruite o sono in corso di costruzione case per lavoratori per un ammontare di 288 milioni. In

complesso dagli Enti predetti sono stati costruiti 283 alloggi e sono in costruzione altri quartieri. FOGNATURE E IMPIANTI IGIENICI Foligno città era per quasi il 90% delle sue strade priva di fognature, pur esistendo un progetto redatto dall'ing. Cornero per incarico del Comune sin dal 1918.

Palmiro Togliatti parla nella Sala del Consiglio Comunale di Foligno

L'Amministrazione, parte con fondi ordinari di bilancio, parte con mutui, ha quasi completato la rete di fognature in città, inoltrandosi nei più piccoli vicoli ed ha eseguito tratti di fogne anche; in alcune frazioni (Belfiore, Colfiorito, Cave, S. Eraclio, ecc.) per una lunghezza complessiva di dieci chilometri ed una spesa di Lire 66.725.320. Ha costruito o sistemato in città (via Bolletta, presso Porta Todi, Cipischi) nei sobborghi e frazioni 28 lavatoi, per lo più coperti e dotati di acqua igienica e 8 impianti igienici pubblici, in alcuni luoghi anche con docce, per una spesa di oltre 7 milioni. Ha restaurato o costruito ex novo forni pubblici nelle frazioni di Corvia e Budino per circa 500.000 lire. STRADE II territorio del Comune di Foligno, assai estesa e comprendente oltre 40 frazioni, è deficiente di vie di comunicazione sia fra frazioni e capoluogo come fra frazione e frazione e dove queste strade esistono non sono agevolmente praticabili. Era necessarie migliorare la viabilità nel territorio comunale come quella entro la città.

L'Amministrazione ha aperto al traffico o sistemato km. 37,640 di strade. Ha creato o sistemato in città il Viale Marconi, viale delle Grazie, via S. Giovanni dell'Acqua, il viale XVI giugno. Ha iniziato la costruzione del nuovo Corso, l'arteria che darà respiro al transito entro Foligno. Ha provveduto alla sistemazione delle vie cittadi-

I comunisti alla guida del Comune di Foligno Per le amministrazioni degli Enti locali l’immediato dopoguerra è stato un periodo tragico, ma anche eroico. Tragico perché i nuovi amministratori dell’Italia libera si sono trovati davanti un paese che, già povero e arretrato, aveva subito immani devastazioni dalla guerra e questo sia dagli eserciti tedeschi in ritirata che distruggevano ogni residuata struttura produttiva e infrastruttura, sia per la violenza degli eserciti liberatori che a volte hanno ampiamente superato le necessità belliche con azioni vendicative e di vero terrorismo ai danni della popolazione civile, come il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma (3.000 morti in due incursioni aeree) o il tentativo di incendiare Milano (sorte toccata alla città tedesca non militarizzata di Dresda). Dopo il passaggio del fronte il 50% quasi delle abitazioni e degli edifici pubblici risultava distrutto e quasi il 100% delle insediamenti industriali. Questa è la situazione che si trovarono a dover affrontare le prime amministrazioni democratiche, in un paese ancora occupato

e giustamente (questa era la pena dei vinti) emarginato dal sistema politico ed economico dei paesi vincitori. Ma tra i vincitori c’erano anche alcuni italiani, quelli che non si erano sottomessi, accodati o collusi con la dittatura fascista e l’avevano combattuta nelle carceri come sulle montagne: erano i comunisti. A loro per primi toccava il compito, l’onore e l’onere, di ricostruire il paese. E questo avvenne anche a Foligno con la prima amministrazione democratica post fascista guidata dal partito comunista. Da allora, da quegli anni in cui non c’erano sufficienti beni alimentari, case, fogne, strade e soprattutto posti di lavoro, la nostra città ha fatto una lunga, lunghissima strada. Per comprendere come ciò è stato possibile, come è stato possibile risalire dalla devastazione e dalla povertà quasi assoluta al livello di benessere di cui oggi godiamo (anche se lo vediamo ogni giorno diminuire e a rischio di precipitare) bisogna ricordare quei primi anni, bisogna ricordare l’impegno, il coraggio, l’intelligenza degli amministratori di quegli anni.

Dal 1946 al 1966 Foligno è stata amministrata da una giunta guidata dai comunisti che è stata in grado, per le sue qualità, per il rapporto di intelligenza e di fiducia stabilito con i cittadini tutti, di resistere ai ricatti e alle pressioni dei così detti “poteri forti” dall’ostilità del governo nazionale, a prepotenza del sitema bancario e del padronato industriale, sino alla sorda ma incessante ostilità della chiesa. Nel 1966 il tradimento dei socialisti (già nel 1921 Gramsci affermava che in Italia c’era il peggior partito socialista d’Europa) consegnò la città a una amministrazione di così detto (allora) centrosinistra partecipato dalla democrazia cristiana. Fu comunque un periodo breve, alle successive elezioni i comunisti tornarono al governo della città e vi rimasero ancora a lungo, ancora almeno finché continuarono a chiamarsi comunisti. In questo inserto vogliamo ricordare quel periodo, tragico ed eroico, del primo governo comunista della città di Foligno, perché per costruire il futuro bisogna anzitutto ricordare il passato (quando lo merita!).

SCUOLE A causa degli eventi bellici erano quasi inservibili tutti gli edifici scolastici della città occupati per lungo tempo dalle truppe. Il materiale di arredamento era andato quasi completamente distrutto, o asportato, o resoinservibile. Le scuole delle frazioni erano state quasi tutte occupate da famiglie sfollate dalla città. Durante l’attuale Amministrazione si è provveduto a ripristinare tutti gli edifici scolastici della città e furono riaperte tutte le scuole delle frazioni. Si è provvedutp a costruire i seguenti nuovi edifici scolastici:casenove, Maceratola, S. Eraclio, Annifo. Volperino, Vescia. Si è provveduto alla ripresa dei lavori di costruzioe della nuova sede dell’Istituto Tecnico. Sono in programma di costruzione i seguenti edifici scolastici: Fiammenga, Colle S. Lorenzo, Popola, Uppello, Scopoli, Pale e presso le Case operaie in cui non esistono ambienti idonei per l’istruzione elementare e i cui abitati

reclamano, giustamente, decenti e igienci locali scolastici. Attaulemnet tutt ele scuole sono funzionanti, ma oc-

corre modernizzare l’arredamento di fortuna. SERVIZI AUTOMOBILISTICI Foligno è capolinea di varie corse automobilistiche che lo collegano col capoluogo e con i centri principali della Provincia nonché con le frazioni ed il suburbio. Per facilitare l'attesa dei viaggiatori, le operazioni di partenza e di arrivo, l'Amministrazione Comunale ha iniziato la costruzione di una nuova stazione di autobus mediante sistemazione del piazzale in località allo scopo, prossimo alla stazione ferroviaria e nel luogo di maggior traffico stradale, costruendo pensiline e sostenendo una spesa di Lire 5 milioni.

RICOSTRUZIONE DI OPERE PUBBLICHE DISTRUTTE O DANNEGGIATE DALLA GUERRA Anche per interessamento della Amministrazione Comunale fu sollecitamente ricostruita 1a nostra Stazione Ferroviaria. E' stato ripristinato, nella maggior parte, lo storico Palazzo Trinci, ove ha ritrovato sede la Biblioteca e la Pinacoteca e ove verranno sistemati

l'archivio notarile, il museo archeologico ecc. Lo Stato ha speso a Foligno circa 1 miliardo: circa 700 milioni per opere pubbliche danneggiate, circa 300 milioni per le case dei senza tetto, reduci, ecc. e lavori a sollievo della disoccupazione. Sono stati ripristinati molti dei capannoni e palazzine dell'ex carnificio di Scanzano acquistato dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, che ne ha iniziato la utilizzazione per vari usi, che indubbiamente andranno aumentando e concentreranno in quella zona un rivelante numero di impiegati, operai ecc. della Amministrazione: postale. E' imminente la ricostruzione della Pescheria in piazza del Campanile per un importo di L. 16.000.000, in attesa della integrazione con il mercato coperto. Furono sollecitamente riparati i gravi danni che la guerra produsse al nostro Mattatoio, uno dei più attrezzati della Provincia, ma che ha bisogno di essere al più presto migliorato. E' in via di ricostruzione la Caserma di Artiglieria. Sono finora stati appaltati lavori per 150 milioni che consentiranno il prossimo ritorno a Foligno di una importante unità militare. Furono pure eseguite notevoli opere di riparazione alle sorgenti di Capodacqua e Acquabianca e altri lavori sono già stati appaltati e avranno prossimo inizio. E' stata completata la ricostruzione del Carce-

Dignità del lavoro, democrazia e partecipazione nel 1946!

Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, con il Sindaco di Foligno Italo Fittaioli

Solo dando una dignità al lavoratore, a qualsiasi grado e categoria egli appartenga, si può ottenere che dia la sua collaborazione e si può esigere correttezza e miglioramento delle sue capacità. Questo è un aspetto di fondamentale importanza nel caso particolare di una Amministrazione comunale, giacché a ciò che è il diritto di chi lavora, fa riscontro il diritto della cittadinanza tutta, al servizio della quale sta appunto il personale comunale. Mentre si è chiesto e ottenuto che questo usasse un comportamento educato verso il pubblico, specie quello meno colto, e in particolare nei confronti degli abitanti della campagna e della montagna, cui è stato riconosciuto titolo di precedenza nella esplicazione delle loro pratiche, si è cercato di migliorare la con-

dizione giuridica ed economica dei dipendenti comunali. Fra le prime cure dell'Amministrazione va annoverata quella della modifica del regolamento organico, ispirato a questi principi. Equiparazione del trattamento economico del personale maschile e femminile, in quanto a parità di funzioni, secondo lo spirito della Costituzione repubblicana, deve corrispondere parità di retribuzione. Miglioramento nello sviluppo della carriera e delle retribuzioni. Riconoscimento giuridico del Sindacato e delle Commissioni interne. Democratizzazione dell'apparato burocratico, immettendo in ogni commissione che interessi il personale, uno o più rappresentanti sindacali. Per quanto riguarda il trattamento economico va segnalato che oltre a con-

cedere al personale tutti i miglioramenti, che gli Enti locali avevano facoltà di accordare, l'amministrazione ha esteso a tutto il personale impiegatizio e salariato, qualunque sia la anzianità di servizio, trenta giorni di ferie retribuite all’anno, e ha preso fin dal 1948 l’iniziativa consacrata nel regolamento organico, primo fra i Comuni d'Italia, di corrispondere al personale di ruolo che va in pensione, oltre al normale trattamento di quiescenza, la indennità di buonuscita, pari a un anno di emolumenti. Il nostro è stato fra i primi Comuni della Provincia a deliberare la concessione dell'indennità accessoria e, se finora ha potuto corrispondere solo un modestissimo acconto, ciò è conseguenza delle capziose disposizioni governative, che hanno impedito la esecuzione

re Mandamentale adiacente alla Pretura. E molte altre distruzioni sono state riparate, ma c'è ancora da insistere presso le Autorità Statali affinché le ferite prodotte dalla guerra ai nostri edifici pubblici - Teatro Lazzaretto, ecc. siano completamente eliminate. POLIZIA: Al cittadino non occorre certo un grande sforzo di memoria per ricordarsi non solo del cumulo di macerie che ovunque testimoniavano le atroci distruzioni arrecate dalla guerra bestiale alla nostra città, ma quale era l'aspetto delle vie e delle piazze cittadine anche allorché nel 1946 l'Amministrazione prese la direzione del Comune. Unici cartelli indicatori, quelli in lingua inglese.

Ogni marciapiede, ogni angolo di piazza sede di mercato nero o peggio. Pochissimi veicoli targati; le norme di circolazione totalmente ignorate. I vigili urbani oltre a trovarsi di fronte a compiti assai gravi, erano senza mezzi per circolare, senza divise, e per lo più impreparati al disimpegno del loro delicato ufficio. L'Amministrazione democratica dovette affrontare tale problema e lo ha risolto in maniera soddisfacente tanto che ora il corpo dei vigili del Comune di Foligno, per il suo comportamento esteriore e per il tatto con il pubblico, è oggetto di quasi unanime elogio.

dei provvedimenti adottati. L'Amministrazione ha provveduto, nei limiti delle modeste disponibilità di bilancio, alla migliore sistemazione degli uffici e dei servizi. Infine nello spirito del principio : « il Comune al popolo e il popolo al Comune » e inteso a creare una sana e giusta collaborazione fra Amministratori, apparato burocratico e popolazione, ha attuato quei mezzi, istituti e organi, che, se pur non previsti dalla legislazione vigente, rispondono alle esigenze del nuovo regime democratico, sinceramente concepito e attuato. Assemblee popolari al centro e nelle frazioni, istituzione dei delegati del Sindaco nelle frazioni, da integrare con commissioni di villaggio; costituzione di commissioni rionali per l'assistenza; Consiglio Tributario; Comitati cittadini; consulte popolari. Tutti questi organismi e queste forme di maggiore contatto con gli amministrati dovranno essere potenziate, intensificate ed estese.

III


I primi 6 anni di amministrazione democratica a Foligno 1946 - 1952

ne che presto prima o poi dovranno essere veramente trasformate. La maggior parte delle nuove strade sono di collegamento dei paesi della montagna con il centro offrendo la possibilità di isti¬tuire nuovi servizi automobilistici anche in montagna, (come nella via Casenove-Volperino-Popola-FraiaSerravalle) dove prima non esistevano che vie mulattiere come la strada Annifo-Cassignano, quella Pisenti-Pian di Ricciano: l'altra Verchiano-Civitella ecc. (confine del Comune di Serravalle per collegare S. Martino di Cupana.) sostenendo una spesa di L. 30.454.222, oltre a utilizzare mol¬te migliaia di opere stradali obbligatorie e volontarie per circa lire 4.000.000.

Gli amministratori rendono conto ai cittadini L'Amministrazione Comunale che gli elettori scelsero nei comizi del marzo 1946 ha da tempo compiuto il suo ciclo normale di vita - quattro anni - e continuato non senza difficoltà il suo duro lavoro per altri due anni, in attesa che il Governo si decidesse ad indire le elezioni per la sua rinnovazione.

E' naturale e doveroso che, al termine del mandato, gli amministratori presentino, a coloro che li elessero e alla popolazione tutta, il consuntivo della loro opera, affinché questi possano giudicare se essi hanno mantenuto fede al programma col quale si presentarono ai loro suffragi, considerate le difficoltà incontrate e gli impedimenti che sono stati opposti alla attuazione delle loro determinazioni. La relazione sarebbe incompleta se non venisse integrata dalla enunciazione del piano di attività per il nuovo ciclo di amministrazione qualora, come si confida, il corpo elettorale confermi la sua fiducia agli amministratori popolari.

II

Questo lavoro quindi verrà diviso in tre capitoli: 1) Resoconto delle realizzazioni nelle varie branche della attività amministrativa. 2) Elenco dei progetti non attuati e cause che lo hanno impedito. 3) Programma da eseguire nel prossimo ciclo di amministrazione. Foligno, vitale città di provincia, con 45.000 abitanti, il cui agglomerate urbano ne conta circa 20.000, era, prima della guerra, prospera per la sua attività industriale e commerciale. Ben 5.000 operai lavoravano in modo continuativo e perma¬nente negli stabilimenti cittadini. Infatti 2.500 operai erano occupati presso la fabbrica di aeroplani Società Aeronautica Umbra (A.U.S.A.); 500 circa presso il Carnificio di Scanzano, altri 500 presso le Officine Ferroviarie, e circa

altrettanti, una parte per tutto l'anno e il resto per il solo periodo di lavorazione stagionale, presso il locale Zuccherificio. Un altro migliaio trovavano lavoro, e quindi il sicuro sostentamento per le loro famiglie, presso varie piccole e medie industrie, meccaniche e tipografiche, cartiere, molini, pastifici, ecc. Numeroso e fiorente l’artigianato. Davano vita e apportavano benefici economici alla città il 1o Reggimento d'Artiglieria, il Campo di Aviazione con annessa Scuola allievi Ufficiali di aeronautica. La guerra maledetta spazzò la maggior parte dei ricordati complessi industriali e molti impianti civili e militari, oltre a far vittime molteplici fra la popolazione. Circa il 50% delle abitazioni furono distrutte o gravemente danneggiate. La vita cittadina rimase paralizzata per oltre due anni a causa dei forzati sfollamenti durante la guerra e degli impediti ritorni per deficienza di alloggi, al termine del conflitto.

La situazione alimentare gravemente preoccupante, la disoccupazione, la miseria, il disfunzionamento dei servizi pubblici, specie dei mezzi di comunicazione, che hanno sempre costituito l'incremento più efficiente per lo sviluppo della nostra città, le forzate restrizioni allo svolgimento della istruzione elementare e media; questo il quadro che tuttora perdurava quando gli amministratori eletti dai suffragi del marzo 1946 assunsero la direzione del Comune. Che cosa era stato promesso da essi alla popolazione? La ricostruzione della città; ogni sforzo per fronteggiare la crisi dell'alimentazione; il riordinamento delle scuole; il

miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie; l'estensione della assistenza ai malati, ai vecchi, ai bimbi bisognosi; ogni appoggio, nella lotta dei lavoratori della città e delle campagne; la fine dello stato di abbandono in cui erano sempre state tenute le popolazioni. delle frazioni, specialmente montane; una

politica fiscale onesta e giusta; la municipalizzazione dei servizi pubblici. Prima di esporre l'attività amministrativa esplicata va rilevato che il Comune di Foligno è forse il più povero, certamente uno dei Comuni più poveri della Provincia. Esso è privo di qualsiasi azienda industriale o agricola; il patrimonio immobiliare è costituito esclusivamente da fabbricati, in parte notevole distrutti o danneggiati dalla guerra; tali stabili non sono certo fonte di entrata,. ma anzi rappresentano un onere per il bilancio comunale a causa delle continue indispensabili spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e per il fatto che sono per lo più utilizzati per il ricovero di sfrattati e famiglie di indigenti. Gli Enti o istituti di Ricovero e beneficenza hanno patrimoni, modestissimi, di modo che il peso della assistenza sanitaria, del ricovero e della beneficenza, grava in misura rilevante - per non dire esclusiva - sulle finanze del Comune, che deve destinare a tale scopo circa il 25% delle sue entrate ordinarie senza riuscire a disimpegnare, come la necessità richiederebbe, il proprio compito sociale di soccorrere i miseri ed i malati poveri. Nonostante questa deficienza di mezzi e la triste situazione del Comune più danneggiato dalla guerra della nostra Provincia, la Amministrazione ha potuto svolgere un apprezzabile programma sociale e di lavori pubblici nell'interesse della popolazione amministrata. Esponiamo ora quello che è stato fatto nelle varie branche di attività municipale. CASE L'abitazione è uno degli elementi essenziali per una esistenza civile. Foligno e alcune sue frazioni, come Valtopina, Pontecentesimo, Casenove, Sterpete ebbero il 47% delle abitazioni distrutte o danneggiate dalla guerra. L'Amministrazione si interessò per far includere la nostra città nell'elenco di quelle danneggiate, e potè ottenere la costruzione di case per senza tetto per un importo di 106 milioni. Sollecitò l'Istituto Autonomo delle Case Popolari per la ricostruzione di quelle distrutte e la edificazione di nuovi quartieri; ciò che l'Istituto ha fatto per circa 150 milioni di spesa. Sempre per l'incessante interessamento del Comune, che fu scelto quale Ente gestore, sono state costruite o sono in corso di costruzione case per lavoratori per un ammontare di 288 milioni. In

complesso dagli Enti predetti sono stati costruiti 283 alloggi e sono in costruzione altri quartieri. FOGNATURE E IMPIANTI IGIENICI Foligno città era per quasi il 90% delle sue strade priva di fognature, pur esistendo un progetto redatto dall'ing. Cornero per incarico del Comune sin dal 1918.

Palmiro Togliatti parla nella Sala del Consiglio Comunale di Foligno

L'Amministrazione, parte con fondi ordinari di bilancio, parte con mutui, ha quasi completato la rete di fognature in città, inoltrandosi nei più piccoli vicoli ed ha eseguito tratti di fogne anche; in alcune frazioni (Belfiore, Colfiorito, Cave, S. Eraclio, ecc.) per una lunghezza complessiva di dieci chilometri ed una spesa di Lire 66.725.320. Ha costruito o sistemato in città (via Bolletta, presso Porta Todi, Cipischi) nei sobborghi e frazioni 28 lavatoi, per lo più coperti e dotati di acqua igienica e 8 impianti igienici pubblici, in alcuni luoghi anche con docce, per una spesa di oltre 7 milioni. Ha restaurato o costruito ex novo forni pubblici nelle frazioni di Corvia e Budino per circa 500.000 lire. STRADE II territorio del Comune di Foligno, assai estesa e comprendente oltre 40 frazioni, è deficiente di vie di comunicazione sia fra frazioni e capoluogo come fra frazione e frazione e dove queste strade esistono non sono agevolmente praticabili. Era necessarie migliorare la viabilità nel territorio comunale come quella entro la città.

L'Amministrazione ha aperto al traffico o sistemato km. 37,640 di strade. Ha creato o sistemato in città il Viale Marconi, viale delle Grazie, via S. Giovanni dell'Acqua, il viale XVI giugno. Ha iniziato la costruzione del nuovo Corso, l'arteria che darà respiro al transito entro Foligno. Ha provveduto alla sistemazione delle vie cittadi-

I comunisti alla guida del Comune di Foligno Per le amministrazioni degli Enti locali l’immediato dopoguerra è stato un periodo tragico, ma anche eroico. Tragico perché i nuovi amministratori dell’Italia libera si sono trovati davanti un paese che, già povero e arretrato, aveva subito immani devastazioni dalla guerra e questo sia dagli eserciti tedeschi in ritirata che distruggevano ogni residuata struttura produttiva e infrastruttura, sia per la violenza degli eserciti liberatori che a volte hanno ampiamente superato le necessità belliche con azioni vendicative e di vero terrorismo ai danni della popolazione civile, come il bombardamento del quartiere di San Lorenzo a Roma (3.000 morti in due incursioni aeree) o il tentativo di incendiare Milano (sorte toccata alla città tedesca non militarizzata di Dresda). Dopo il passaggio del fronte il 50% quasi delle abitazioni e degli edifici pubblici risultava distrutto e quasi il 100% delle insediamenti industriali. Questa è la situazione che si trovarono a dover affrontare le prime amministrazioni democratiche, in un paese ancora occupato

e giustamente (questa era la pena dei vinti) emarginato dal sistema politico ed economico dei paesi vincitori. Ma tra i vincitori c’erano anche alcuni italiani, quelli che non si erano sottomessi, accodati o collusi con la dittatura fascista e l’avevano combattuta nelle carceri come sulle montagne: erano i comunisti. A loro per primi toccava il compito, l’onore e l’onere, di ricostruire il paese. E questo avvenne anche a Foligno con la prima amministrazione democratica post fascista guidata dal partito comunista. Da allora, da quegli anni in cui non c’erano sufficienti beni alimentari, case, fogne, strade e soprattutto posti di lavoro, la nostra città ha fatto una lunga, lunghissima strada. Per comprendere come ciò è stato possibile, come è stato possibile risalire dalla devastazione e dalla povertà quasi assoluta al livello di benessere di cui oggi godiamo (anche se lo vediamo ogni giorno diminuire e a rischio di precipitare) bisogna ricordare quei primi anni, bisogna ricordare l’impegno, il coraggio, l’intelligenza degli amministratori di quegli anni.

Dal 1946 al 1966 Foligno è stata amministrata da una giunta guidata dai comunisti che è stata in grado, per le sue qualità, per il rapporto di intelligenza e di fiducia stabilito con i cittadini tutti, di resistere ai ricatti e alle pressioni dei così detti “poteri forti” dall’ostilità del governo nazionale, a prepotenza del sitema bancario e del padronato industriale, sino alla sorda ma incessante ostilità della chiesa. Nel 1966 il tradimento dei socialisti (già nel 1921 Gramsci affermava che in Italia c’era il peggior partito socialista d’Europa) consegnò la città a una amministrazione di così detto (allora) centrosinistra partecipato dalla democrazia cristiana. Fu comunque un periodo breve, alle successive elezioni i comunisti tornarono al governo della città e vi rimasero ancora a lungo, ancora almeno finché continuarono a chiamarsi comunisti. In questo inserto vogliamo ricordare quel periodo, tragico ed eroico, del primo governo comunista della città di Foligno, perché per costruire il futuro bisogna anzitutto ricordare il passato (quando lo merita!).

SCUOLE A causa degli eventi bellici erano quasi inservibili tutti gli edifici scolastici della città occupati per lungo tempo dalle truppe. Il materiale di arredamento era andato quasi completamente distrutto, o asportato, o resoinservibile. Le scuole delle frazioni erano state quasi tutte occupate da famiglie sfollate dalla città. Durante l’attuale Amministrazione si è provveduto a ripristinare tutti gli edifici scolastici della città e furono riaperte tutte le scuole delle frazioni. Si è provvedutp a costruire i seguenti nuovi edifici scolastici:casenove, Maceratola, S. Eraclio, Annifo. Volperino, Vescia. Si è provveduto alla ripresa dei lavori di costruzioe della nuova sede dell’Istituto Tecnico. Sono in programma di costruzione i seguenti edifici scolastici: Fiammenga, Colle S. Lorenzo, Popola, Uppello, Scopoli, Pale e presso le Case operaie in cui non esistono ambienti idonei per l’istruzione elementare e i cui abitati

reclamano, giustamente, decenti e igienci locali scolastici. Attaulemnet tutt ele scuole sono funzionanti, ma oc-

corre modernizzare l’arredamento di fortuna. SERVIZI AUTOMOBILISTICI Foligno è capolinea di varie corse automobilistiche che lo collegano col capoluogo e con i centri principali della Provincia nonché con le frazioni ed il suburbio. Per facilitare l'attesa dei viaggiatori, le operazioni di partenza e di arrivo, l'Amministrazione Comunale ha iniziato la costruzione di una nuova stazione di autobus mediante sistemazione del piazzale in località allo scopo, prossimo alla stazione ferroviaria e nel luogo di maggior traffico stradale, costruendo pensiline e sostenendo una spesa di Lire 5 milioni.

RICOSTRUZIONE DI OPERE PUBBLICHE DISTRUTTE O DANNEGGIATE DALLA GUERRA Anche per interessamento della Amministrazione Comunale fu sollecitamente ricostruita 1a nostra Stazione Ferroviaria. E' stato ripristinato, nella maggior parte, lo storico Palazzo Trinci, ove ha ritrovato sede la Biblioteca e la Pinacoteca e ove verranno sistemati

l'archivio notarile, il museo archeologico ecc. Lo Stato ha speso a Foligno circa 1 miliardo: circa 700 milioni per opere pubbliche danneggiate, circa 300 milioni per le case dei senza tetto, reduci, ecc. e lavori a sollievo della disoccupazione. Sono stati ripristinati molti dei capannoni e palazzine dell'ex carnificio di Scanzano acquistato dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, che ne ha iniziato la utilizzazione per vari usi, che indubbiamente andranno aumentando e concentreranno in quella zona un rivelante numero di impiegati, operai ecc. della Amministrazione: postale. E' imminente la ricostruzione della Pescheria in piazza del Campanile per un importo di L. 16.000.000, in attesa della integrazione con il mercato coperto. Furono sollecitamente riparati i gravi danni che la guerra produsse al nostro Mattatoio, uno dei più attrezzati della Provincia, ma che ha bisogno di essere al più presto migliorato. E' in via di ricostruzione la Caserma di Artiglieria. Sono finora stati appaltati lavori per 150 milioni che consentiranno il prossimo ritorno a Foligno di una importante unità militare. Furono pure eseguite notevoli opere di riparazione alle sorgenti di Capodacqua e Acquabianca e altri lavori sono già stati appaltati e avranno prossimo inizio. E' stata completata la ricostruzione del Carce-

Dignità del lavoro, democrazia e partecipazione nel 1946!

Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, con il Sindaco di Foligno Italo Fittaioli

Solo dando una dignità al lavoratore, a qualsiasi grado e categoria egli appartenga, si può ottenere che dia la sua collaborazione e si può esigere correttezza e miglioramento delle sue capacità. Questo è un aspetto di fondamentale importanza nel caso particolare di una Amministrazione comunale, giacché a ciò che è il diritto di chi lavora, fa riscontro il diritto della cittadinanza tutta, al servizio della quale sta appunto il personale comunale. Mentre si è chiesto e ottenuto che questo usasse un comportamento educato verso il pubblico, specie quello meno colto, e in particolare nei confronti degli abitanti della campagna e della montagna, cui è stato riconosciuto titolo di precedenza nella esplicazione delle loro pratiche, si è cercato di migliorare la con-

dizione giuridica ed economica dei dipendenti comunali. Fra le prime cure dell'Amministrazione va annoverata quella della modifica del regolamento organico, ispirato a questi principi. Equiparazione del trattamento economico del personale maschile e femminile, in quanto a parità di funzioni, secondo lo spirito della Costituzione repubblicana, deve corrispondere parità di retribuzione. Miglioramento nello sviluppo della carriera e delle retribuzioni. Riconoscimento giuridico del Sindacato e delle Commissioni interne. Democratizzazione dell'apparato burocratico, immettendo in ogni commissione che interessi il personale, uno o più rappresentanti sindacali. Per quanto riguarda il trattamento economico va segnalato che oltre a con-

cedere al personale tutti i miglioramenti, che gli Enti locali avevano facoltà di accordare, l'amministrazione ha esteso a tutto il personale impiegatizio e salariato, qualunque sia la anzianità di servizio, trenta giorni di ferie retribuite all’anno, e ha preso fin dal 1948 l’iniziativa consacrata nel regolamento organico, primo fra i Comuni d'Italia, di corrispondere al personale di ruolo che va in pensione, oltre al normale trattamento di quiescenza, la indennità di buonuscita, pari a un anno di emolumenti. Il nostro è stato fra i primi Comuni della Provincia a deliberare la concessione dell'indennità accessoria e, se finora ha potuto corrispondere solo un modestissimo acconto, ciò è conseguenza delle capziose disposizioni governative, che hanno impedito la esecuzione

re Mandamentale adiacente alla Pretura. E molte altre distruzioni sono state riparate, ma c'è ancora da insistere presso le Autorità Statali affinché le ferite prodotte dalla guerra ai nostri edifici pubblici - Teatro Lazzaretto, ecc. siano completamente eliminate. POLIZIA: Al cittadino non occorre certo un grande sforzo di memoria per ricordarsi non solo del cumulo di macerie che ovunque testimoniavano le atroci distruzioni arrecate dalla guerra bestiale alla nostra città, ma quale era l'aspetto delle vie e delle piazze cittadine anche allorché nel 1946 l'Amministrazione prese la direzione del Comune. Unici cartelli indicatori, quelli in lingua inglese.

Ogni marciapiede, ogni angolo di piazza sede di mercato nero o peggio. Pochissimi veicoli targati; le norme di circolazione totalmente ignorate. I vigili urbani oltre a trovarsi di fronte a compiti assai gravi, erano senza mezzi per circolare, senza divise, e per lo più impreparati al disimpegno del loro delicato ufficio. L'Amministrazione democratica dovette affrontare tale problema e lo ha risolto in maniera soddisfacente tanto che ora il corpo dei vigili del Comune di Foligno, per il suo comportamento esteriore e per il tatto con il pubblico, è oggetto di quasi unanime elogio.

dei provvedimenti adottati. L'Amministrazione ha provveduto, nei limiti delle modeste disponibilità di bilancio, alla migliore sistemazione degli uffici e dei servizi. Infine nello spirito del principio : « il Comune al popolo e il popolo al Comune » e inteso a creare una sana e giusta collaborazione fra Amministratori, apparato burocratico e popolazione, ha attuato quei mezzi, istituti e organi, che, se pur non previsti dalla legislazione vigente, rispondono alle esigenze del nuovo regime democratico, sinceramente concepito e attuato. Assemblee popolari al centro e nelle frazioni, istituzione dei delegati del Sindaco nelle frazioni, da integrare con commissioni di villaggio; costituzione di commissioni rionali per l'assistenza; Consiglio Tributario; Comitati cittadini; consulte popolari. Tutti questi organismi e queste forme di maggiore contatto con gli amministrati dovranno essere potenziate, intensificate ed estese.

III


Giuseppe Dozza, il “Sindaco” Ispiratore e guida di tutte le amministrazioni locali guidate dal Partito Comunista... e non solo Giuseppe Dozza nasce a Bologna il 29 novembre 1901. Fra i fondatori del Partito comunista d'Italia, perseguitato dal fascismo espatrierà in Francia e poi in Unione Sovietica da dove tornerà per partecipare alla resistenza nel 1943. Subito dopo la liberazione di Bologna, per volontà del Comitato di Liberazione Nazionale, ne diviene Sindaco, carica che manterrà sino alle dimissioni per motivi di salute nel 1966. Sin dalla Costituente è stato il referente del Partito Comunista in materia di enti locali e la sua esperienza alla guida del Comune di Bologna è stata la guida indiscussa di tutte le amministrazioni progressiste e non solo comuniste, tanto

da farlo considerare universalmente il “Sindaco” per antonomasia. La principale caratteristica della sua linea amministrativa è stata quella della partecipazione dei cittadini con la creazione di organismi di democrazia diretta: i Consigli tributari e le Consulte popolari cittadine. I Consigli tributari, primo esperimento in Italia, coniugavano il bisogno di autogoverno con il principio di "tassazione progressiva" e con quello di controllo dei cittadini nel reperimento delle risorse. Erano composti da eletti dal consiglio comunale in rappresentanza di tutte le categorie economiche e sociali. Il loro compito era quello di

gestire l'applicazione dell'imposta di famiglia; quell'imposta che colpiva il superfluo, cioè la parte di reddito complessivo eccedente il fabbisogno fondamentale di vita del nucleo famigliare. I consiglieri tributari disponevano poi di un corpo di agenti tributari che avevano il compito di indagare sulla massa dei contribuenti per scoprire gli evasori totali o parziali. La gestione dei tributi voleva essere un "casa di vetro" non solo in senso metaforico, gli uffici della ripartizione tributi, compresa la stanza dell'assessore, vennero separati dagli altri e racchiusi fra pareti trasparenti, attraverso le quali i cittadini potevano "vedere" come si

lavorava sui loro redditi. Le Consulte popolari cittadine volevano offrire ai bolognesi un surplus di democrazia sul principio che la partecipazione non si doveva esaurire nel solo diritto di voto, ma doveva disporre di uno strumento di controllo, continuo e costante sull'operato degli eletti. Le Consulte nascono nel 1947, non sulla base di un provvedimento istituzionale, ma attraverso atti informali ispirati dalla giunta e dai partiti, comunista e socialista, che la componevano. Erano composte dai cittadini più rappresentativi di ciascuna categoria sociale nei rispettivi quartieri e discutevano su tutti gli argomenti

Giuseppe Dozza, Sindaco di Bologna Italo Fittaioli, Sindaco di Foligno

dell’amministrazione cittadina, dalla illuminazione o dalla pulizia delle strade del quartiere al piano regolatore. I loro deliberati venivano recepiti dalla giunta comunale

della quale faceva parte un apposito assessore alle Consulte Popolari, in pochi anni divennero dei propri municipi decentrati degli uffici comunali.

La lega dei Comuni democratici Due grandi Sindaci comunisti Dalla resistenza, sotto la guida del PCI, rinasce l’autonomia degli Enti locali

IV

La nascita della Lega avvenne in occasione del congresso degli amministratori locali comunisti svoltosi a Firenze il 27 dicembre 1947. La scelta del luogo rispondeva a precise ragioni politicoistituzionali legate alla Resistenza: “Se mai c’è stata nella storia unitaria una congiuntura nella quale la prospettiva della rifondazione dello Stato su basi autonomistiche, cioè della restituzione del potere dal centro alla periferia, si sia delineata, essa si chiama Resistenza. Se mai c’è stata una fase di questa nella quale la prospettiva abbia acquistato nei fatti precisione di contorni istituzionali, essa va vista nella seconda metà del1944. Se mai c’è stato un luogo nel quale allora si siano poste le premesse del mutamento, esso deve essere individuato in Firenze, città e capoluogo riconosciuto dell’intera Toscana. Se mai c’è stato in quel contesto un soggetto politico, che come tale abbia apprezzato, assunto e propugnato la causa del capovolgimento della struttura dello Stato accentrato e della sua ricostruzione dal basso, esso non si può che identificarlo nel Comitato toscano di liberazione nazionale” Nella Toscana del secondo dopoguerra, fucina di progetti di riforma istituzionale, a essere al centro dell’attenzione dei partiti della sinistra, e soprattutto dei comunisti, non furono progetti propagandistici, puramente antagonisti rispetto alla politica del governo ma, soprattutto, i concreti problemi del governo locale e quelli della formazione degli amministratori. In questo contesto fu di particolare importanza l’attività della Lega. Specie dopo il 1948, infatti: “la Lega diventa sempre più il centro promotore e coordinatore dell’iniziativa delle amministrazioni di sinistra,

non tanto in opposizione alla politica governativa […] quanto in funzione di una politica alternativa dei poteri locali, volta a soddisfare i bisogni primari della popolazione, ad attivare e potenziare i servizi pubblici essenziali, ad affermare l’effettiva autonomia della vita amministrativa contro le pesanti ingerenze dell’autorità statale”. Nella seconda tornata delle elezioni amministrative, svoltesi il 10 novembre 1946, le sinistre ottennero un notevole successo conquistando le amministrazioni comunali di Torino, Genova e Firenze, e poiché nella tornata primaverile avevano già conquistato quelle di Milano, Bologna e Venezia si veniva a delineare un quadro nel quale comunisti dirigevano tutte le maggiori città dell’Italia centrosettentrionale; su 7.319 comuni esistenti più di 3.000 erano quelli amministrati dal partito comunista. Nell’Italia del Nord su 57 comuni con più di 30.000 abitanti 40 erano retti dalla sinistra, nel Centro erano 23 su 27. L’esclusione dei partiti della sinistra dal IV Governo De Gasperi, consumatasi a Roma alla fine di maggio del 1947, segnò la fine dell’unità dei partiti del Cln a livello nazionale ed ebbe ripercussioni pressoché immediate nella vita dei comuni democratici. “La forza democratica dei Comuni sta nella loro unione. Anche per i Comuni il Governo di parte che è stato costituito può rappresentare più di un pericolo: troppe leve sono nelle mani dell’alta burocrazia perché non si debba temere che esse potranno essere adoperate a scopi elettoralistici o di oppressione, con l’assoluta violazione dei veri interessi delle popolazioni. Ebbene, se questo si verificherà, i Comuni facciano sentire la loro voce e gridino forte che è finito

il tempo di Giolitti o di Mussolini e che la libertà non è stata riconquistata, con il sangue di tanti italiani, perché di essa venisse fatto scempio”. E il partito si mosse. Nell’aprile del 1947, nelle settimane che precedettero l’esclusione della sinistra dal Governo nazionale, mentre la lotta politica diveniva via via sempre più aspra, la direzione del Partito comunista avvertì la necessità di dotarsi di una rivista per i propri amministratori locali. Le ragioni che portarono a questa pubblicazione erano, ufficialmente, di carattere tecnico: “un numero elevato di autentici lavoratori” era stato eletto nelle assemblee locali e “L’Amministratore democratico. Bollettino mensile di orientamento e d’informazione. Edito a cura del centro di consulenza per gli enti locali del P.C.I.” intendeva aiutarli “efficacemente”. La nuova rivista rivolgeva la propria attenzione più decisamente verso questioni di carattere generale. Ospitava articoli di informazione sugli avvenimenti di politica nazionale, sui lavori della Costituente in materia di enti locali, sulla finanza locale, sulle riunioni di sindaci ed amministratori di partito a livello locale e nazionale, ma non mancavano articoli su specifiche questioni di amministrazione locale e, più in generale, su problemi di governo. Erano molto numerose le notizie sulla finanza locale, in particolare sul risanamento della finanza di comuni e province e sulla gestione dell’imposta di famiglia. Erano molti poi gli articoli in difesa degli amministratori della sinistra contro i soprusi del Ministero dell’Interno e sugli specifici organi di consultazione dei cittadini istituiti dalle amministrazioni di sinistra.

nella città di Marchionne Celeste Negarville

Nato ad Avigliana (Torino) il 17 giugno 1905, deceduto a Roma il 18 luglio 1959, operaio, dirigente e parlamentare comunista. A Torino, dove è stato il primo sindaco eletto dopo la Liberazione, anche molti suoi compagni (stando attenti a non farsi sentire da lui), lo chiamavano - per la distinzione e la finezza del tratto - "il marchese". In realtà Ne-

Diego Novelli

Sindaco di Torino per dieci anni, dal 1975 al 1985, comunista non pentito descrive il suo autoritratto con poche righe nell’incipit del suo libro: “Come era bello il mio Pci” : “Non sono un apostata come Giuliano Ferrara. Non mi sono iscritto al Pci per combattere il comunismo, come ha dichiarato Piero Fassino. Il partito di Berlinguer e il Pci per me erano la stessa cosa, contrariamente a quanto vorrebbe far credere Walter Veltroni. Non è vero che non sono mai stato comunista, come ora dice di sé Claudio Petruccioli. Sono stato comunista non solo

garville (che qualcuno abbreviava familiarmente in "il Nega"), così come il fratello minore Osvaldo, aveva lavorato in fabbrica, da operaio, sin da ragazzo. Durante la Prima guerra mondiale, interrotti gli studi secondari, era entrato alla Diatto e poi alla Spa e alla Giacchero e aveva partecipato alle prime lotte operaie. Nel 1920, durante l'occupazione delle fabbriche, fu "guardia rossa" e nel 1922 divenne segretario della Sezione comunista torinese di Borgo San Paolo. Nel 1928, viene condannato dal Tribunale speciale a 12 anni di reclusione per ricostituzione del Partito comunista; è scarcerato nel 1934 e ripara in Francia e poi a Mosca, come membro del "presidium" dell'Internazionale giovanile comunista. Dopo la caduta del fascismo torna in Italia e rappresenta i comunisti nella giunta militare del

Comitato di Liberazione Nazionale. Primo direttore de l'Unità legale, Negarville è nominato membro dell'Alta Corte di Giustizia. Sottosegretario agli Esteri nel Governo Parri e poi nel primo Gabinetto De Gasperi, è eletto tra i costituenti. "Il Nega" - come ricorda Diego Novelli nel suo libro Com'era bello il mio Pci (Melampo editore, 2006) - nelle patrie galere aveva fatto una 'università speciale'. "Conosceva a memoria tutti i canti dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso... Ci esortava a studiare dicendoci: «Ricordatevi, l'istruzione è obbligatoria, mentre l'ignoranza è facoltativa»". Non a caso, quindi, il nome di Celeste Negarville compare, nel 1945, tra quelli degli sceneggiatori di quel capolavoro del realismo che è “Roma città aperta” di Roberto Rossellini.

perché avevo in tasca una tessera di partito. E oggi non sono un ex comunista solo perché non ho in tasca una tessera di partito”. Raccontando la storia del comunismo torinese afferma “allora il grande vivaio dei leader del Pci era la fabbrica, soprattutto a Torino. Dalle fabbriche arrivavano non solo operai, ma anche impiegati e tecnici. Diversi dirigenti della Federazione torinese furono paradossalmente eletti da Vittorio Valletta, visto che erano stati licenziati dalla Fiat a causa della loro attività politica. C’era il culto degli operai nelle istituzioni, oggi non se ne vede più neanche uno. Non ci sono operai in parlamento, ma neppure nel Consiglio comunale di Torino. Quei fantastici metalmeccamici torinesi, capaci di rifare i ‘baffi alle mosche’, quegli strenui resistenti comunisti di Mirafiori, quei mitici compagni della Officina 32, il reparto “confino”, la famigerata Osr (officina sussidiaria residui), subito ribattezzata Officina stella rossa”.

Negli ultimi anni del suo secondo mandato di Sindaco scoprì che alcuni componenti della propria Giunta, in combutta con alcuni dirigenti comunali, avevano dato vita a una serie di illeciti e veri e propri reati nella gestione dei loro mandati e incarichi. Approfondì, accertò e denunciò i fatti all’Autorità Giudiziaria provocando un vero e proprio terremoto politico dal qual non restò indenne neppure la credibilità della sua amministrazione e dei partiti che lo avevano sostento. Alle successive elezioni il partito comunista perse il Comune. Alcuni anni più tardi, tuttavia, entrato in vigore il nuovo sistema di elezione diretta dei Sindaci, si candidò di nuovo alla carica di Sindaco sostenuto da una piccola coalizione di sinistra ottenendo oltre il 46% dei voti al primo turno; al secondo, tuttavia, fu sconfitto da una coalizione guidata dal PDS alla quale si erano “compattati” tutti i partiti del centro e della destra terrorizzati dal ritorno alla guida del Comune di un comunista onesto.

Inserto "I comunisti nelle amministrazioni degli enti locali" - Dicembre 2010  

Mensile d'informazione politica e cultura dell'Associazione comunista "Luciana Fittaioli", via del Grano 11-13 Foligno (PG) Italia

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