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PHARM PACKAGING

Nyvold, azienda del futuro


PHARM PACKAGING

Nyvold, azienda del futuro

Elaborato di Laurea Studente: Cominardi Mara, 778829 Relatore: Francesco Ermanno Guida Politecnico di Milano Dipartimento di Design Corso di Laurea in Design della Comunicazione a.a. 2013/2014


Stampata e rilegata presso Grafiche Mainardi. Carta: Sowool Merinos 120 g/mq, della Fredigoni. Font: Houscka Pro, di Nick Cooke.


“Ogni confezione ha la sua identità, che segna la sua visibilità, la sua apparenza e la sua riconoscibilità. Il packaging trasmette messaggi “subliminali” che raggiungono la psiche dell’utente e lo convincono ad acquistare”.


Indice Introduzione

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Cos’è il packaging? Cenni storici Evoluzione grafica Utilizzo dei materiali Utilizzo dei colori Il foglietto illustrativo Case-history Almus Help Union Pangea Nooka

11 13 19 29 33 37 39 40 42 44 46 48

Nyvold Logotipo Farmaci Armband Healt avatar Applicazione Sito web

51 53 54 56 57 60 66

Progetto Concept Classiche Tascabile Armband

71 73 74 84 92

Conclusioni Ringraziamenti

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Decreti Indice immagini Bibliografia Sitografia

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Introduzione Tre anni fa ho iniziato questo percorso non certa di sapere cosa avrei trovato, eppure ora sono qui. Dopo aver frequentato diversi corsi al terzo anno ci si trova a dover affrontare il più impegnativo: il Laboratorio di Sintesi. Questo ti prepara per lo sviluppo del progetto per l’elaborato di laurea e richiede di mettere insieme tutte le conoscenze apprese durante gli anni precedenti, di fare appunto una sintesi. Molti dei corsi richiedono la collaborazione di più studenti per lo sviluppo di un progetto, e questo non fa differenza; si impara a lavorare con altre persone, cercando di ascoltarsi, migliorarsi a vicenda e, tavolta, di trovare dei compromessi. Non sempre è facile ma spesso si trovano soluzioni a cui da soli non saremmo mai potuti arrivare. Durante il Laboratorio di Sintesi i docenti ci hanno chiesto di creare dei gruppi di lavoro ai quali sarebbero stati poi assegnate diverse tematiche. Costituito il gruppo con altri tre colleghi ci siamo trovati ad affrontare una sfida: creare un’azienda. Il compito era quello di creare un’identità dinamica di un’azienda farmaceutica ideata da noi: così nasce Nyvold. Nel corso del semestre è nata nel nostro immaginario una nuova azienda, ideale, creata su valori e specificità che ci sembravano abbastanza particolari da poterla caratterizzare. Non è infatti un brand come tanti poiché possiede delle peculiarità ricercate, che la distaccano dal classico mondo della farmaceutica. Questa scelta ha fatto sì che ci trovassimo di fronte ad un mondo antico e poco, se non per nulla, legato al mondo del brand e della comunicazione: l’alchimia e l’esoterismo. Dopo una ricerca, non solo grafica, riguardante le simbologie, i colori e gli usi in questo ambito abbiamo cercato di trasformare le informazioni raccolte in qualcosa di più moderno e facilmente comunicabile alle persone di un’era decisamente futuristica rispetto a quella di origine. Ciò ha permesso di realizzare un brand moderno ma al tempo stesso che rimandasse, tramite l’uso di simbologie e nomenclature, ai tempi antichi.

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L’azienda è stata sviluppata sotto diversi aspetti, facendo particolare attenzione alla particolarità dei farmaci sul quale si fonda la sua intera essenza. I farmaci non sono, infatti, semplici e tradizionali medicinali per la salute dell’uomo; bensì aiutano a potenziare i sensi umani donando, a chi li assume, capacità superiori alla norma. Un’ulteriore, fondamentale, caratteristica è il metodo di assunzione: per osmosi. I medicinali si assumono mediante l’impiego di un braccialetto, progettato appositamente, che permette l’acquisizione tramite il contatto con la pelle. Il bracciale (altresì detto armband) è provvisto di sensori per la rilevazioni dei valori biometrici quali: battito cardiaco, pressione (massima e minima), livello di idratazione e temperatura corporea. Questi dati vengono rilevati per permette all’utente di tenere sotto controllo la situazione dei propri valori biometrici grazie all’impiego di un’app, consultabile da smartphone o altri apparecchi elettronici. Nonostante l’interesse per le svariate tematiche forniteci dal progetto personalmente mi sono soffermata sulla questione inerente al packaging, e quindi il discorso riguardante l’aspetto comunicativo del prodotto nei confronti del cliente. Per poter avere un quadro più generale, e specifico, del tema da affrontare ho svolto una ricerca sul packaging e sul packaging farmaceutico, sulle varie componenti (materiali e grafiche) presenti e su eventuali leggi inerenti. Pur volendo affrontare la ricerca in modo approfondito mi sono trovata a dover scegliere le tematiche più importanti, poiché l’ambito farmaceutico è veramente ampio. Inoltre non esiste un caso farmaceutico simile e, dovendo occuparmi della grafica, ho fatto riferimento ad altri mondi che, a mio parere, potessero essere utili per lo sviluppo del progetto. Ho dato uno sguardo al packaging del mondo farmaceutico, in cui mi sono pochi i che si possono considerare di design, per poi rivolgermi al packaging di gioielli e a quelli ecosostenibili. Quest’ultimo ha catturato in modo particolare la mia attenzione, essendo che tra i valori dell’azienda vi era l’ecosostenibilità. Durante la ricerca sono arrivata a scoprire molti materiali, spesso poco usati o poco conosciuti, che ho voluto integrare nel mio progetto.

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Spero di poter dimostrare, con questo progetto, di aver messo in pratica quello che in questi anni ho appreso e che mi è stato offerto.

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Cos’è il packaging Packaging:

s.m. [vc. ingl., da to package ‘impaccare’ 1985] 1. Insieme degli elementi e materiali usati per confezionare il prodotto (struttura, etichetta e imballaggio), al fine di renderlo più attraente, più riconoscibile o per facilitarne il trasporto e l’utilizzazione. 2. Nel marketing, modalità di imballaggio e confezione di un prodotto, studiata per razionalizzare il trasporto e per attirare i consumatori. La confezione stessa.


Cenni storici È molto diffuso l’uso di riferirsi all’imballaggio con il termine inglese packaging, che ha però un’accezione più ampia, in quanto oltre all’imballaggio (package) comprende il processo di progettazione e industrializzazione. Il termine imballaggio si riferisce al contenitore o involucro che contiene uno o più prodotti, è una condizione estrinseca per l’esistenza delle merci. Esso ha le funzioni fondamentali di proteggere il prodotto da eventuali danni durante il trasporto e di promuovere il prodotto al consumatore finale. È come prendere un prodotto e mettergli addosso un abito. Quando si è davanti all’armadio e si decide cosa indossare, si dà per scontato che ci si veste perché ci si vuole coprire, ripararsi dal freddo, evitare di bagnarsi se piove; certo gli abiti sono nati con questo scopo, ma oggi si sceglie in base ad altro. Scarpe da tennis e tuta, se ci importa di stare comodi, un abito elegante, ma sobrio se si ha un incontro di lavoro, qualcosa di più carino ed eccentrico se si esce a cena con gli amici. Ovviamente non tutti i prodotti sono uguali e per alcuni il contenitore è più importante che per altri. In alcuni settori il contenitore conserva più che altro la funzione di proteggere la merce, mentre in altri può rendere più attraente un prodotto (è il caso dei profumi e degli alimentari). L’involucro, dunque, è un biglietto da visita che rappresenta il prodotto. Come dire: “La sostanza è importante, ma il primo impatto è l’apparenza”. Ecco allora che forme, colori, dimensioni, materiali e tipografia diventano oggetto di un attento studio per attirare il consumatore, per farsi preferire agli altri e per farsi acquistare. Un miglioramento significativo della confezione può anche creare un prodotto “nuovo” espandendo i modi in cui esso può essere utilizzato, e quindi il suo potenziale mercato.

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Un prodotto “packaging mix” è il risultato di diversi requisiti che determinano come un pacchetto compie queste due funzioni fondamentali. Il dr. Robert D. Hisrich, professore e presidente di una società di consulenza di marketing e gestione da lui fondata, identifica otto requisiti principali dei pacchi che determinano il mix. Un packaging deve: - proteggere il prodotto, - adattarsi alla produzione veloce, - promuovere o vendere il prodotto, - aumentare la densità del prodotto, - facilitare l’uso da parte del consumatore, - soddisfare i requisiti di legge, - mantere un costo contenuto. Esistono due classi di criteri di progettazione dei pacchetti: i requisiti funzionali, che devono soddisfare cinque gruppi di criteri funzionali: in casa, in negozio, la produzione, la distribuzione e la sicurezza, le leggi e la legislazione, e i requisiti di vendita. In ambito domestico il packaging deve essere comodo da usare e conservare, deve rafforzare le aspettative dei consumatori nel prodotto, e dire loro come utilizzarlo in modo sicuro ed efficace. Inoltre, un numero crescente di consumatori si aspetta un imballaggio riciclabile e ecosostenibile. In negozio i criteri richiedono che l’imballaggio possieda capacità di emersione rispetto al contesto, garantendo al prodotto di essere riconosciuto come unità, come soggetto all’interno di una moltitudine, infonda fiducia nel compratore, comunicando i benefici e gli usi, e invogliando i clienti ad acquistare effettivamente il prodotto. Inoltre deve essere comodo affinché il rivenditore lo conservi e lo renda disponibile sugli scaffali o sul pavimento. Per esempio, un confezionamento dalla forma strana che occupa una grande quantità di spazio può attirare l’attenzione, ma può anche essere evitato dai venditori per le preoccupazioni delle spese di spedizione o dello spazio in negozio. Nel processo produttivo i criteri funzionali che influenzano il packaging si basano principalmente sui costi. Un designer può creare una confezione fantastica che avrebbe seguito sul mercato, ma se la società non riesce a trovare un modo per produrre la confezione in modo conveniente, il design è

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inutile. Tra le considerazioni più importanti in questo campo c’è da considerare la velocità di produzione. Se un contenitore è troppo lungo, largo, o corto, potrebbe rallentare significativamente la velocità delle macchine di produzione. Le considerazioni di imballaggio connesse alla distribuzione e alla sicurezza sono importanti e numerose. Se durante lo stoccaggio, il trasporto o la distribuzione parte del prodotto o dell’imballaggio viene danneggiato, il packaging non è riuscito. Allo stesso modo, se la confezione reca un danno all’utente, le vendite future potrebbero essere perse o la società essere ritenuta responsabile per danni. I designer dovranno pertanto affrontare numerose considerazioni tecniche che avranno un impatto sul look finale e sulla sensazione del pacchetto. Ad esempio, i pacchetti devono essere in grado di resistere alla pressione di diverse altre casse poste sopra. Devono inoltre essere in grado di resistere all’umidità, adattarsi ai cambiamenti di temperatura, e del trasporto. Dal punto di vista dei costi, i pacchetti devono essere progettati per soddisfare esigenze di trasporto standard relativi al peso, dimensioni e durata. Il codice a barre sulla confezione deve essere facilmente rintracciabile e scansionabile. Inoltre, i pacchetti devono essere progettati per gestire il normale utilizzo da parte dei consumatori.

Forme semplici e squadrate facilitano lo stoccaggio.

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Il quinto gruppo di esigenze del confezionamento funzionali riguardano le leggi e la legislazione. Diverse norme legislative sono state approvate per proteggere i consumatori da prodotti non sicuri e false dichiarazioni. Alcune leggi richiedono che le merci potenzialmente pericolose, come la benzina o farmaci, debbano essere conservate in contenitori appositamente costruiti. Altre leggi vietano ai produttori di fornire informazioni errate sulla qualità o quantità di un prodotto attraverso un packaging ingannevole. La segnalazione del contenuto è prevista dal Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219 - “Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e s.m.i.) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché dalla direttiva 2003/94/CE”, Art. 73. In aggiunta alle esigenze funzionali, le confezioni dei prodotti devono essere progettate in modo da coinvolgere gli acquirenti. Le quattro principali aree del merchandising, ovvero dei requisiti di vendita, sono: le dimensioni apparenti, il potere di attirare attenzione, l’impressione di qualità e la leggibilità della marca. La dimensione apparente comporta la progettazione di imballaggi che sembrino il più grande possibile, senza travisare il contenuto effettivo. Questo obiettivo può essere raggiunto presentando alla vista del consumatore i lati più grandi della confezione, su cui il nome della marca o del prodotto sono riportati, nelle zone più visibili, in caratteri di grandi dimensioni. Inoltre il pacchetto può essere fatto per sembrare più grande utilizzando colori solidi e semplici, senza l’impiego di disegni troppo elaborati. La pretesa di grandezza è particolarmente importante per gli articoli di materie prime, come il riso, il sale da strada, e conserve di frutta o verdura. Il potere dell’attenzione al disegno si riferisce all’estetica e all’invadenza del modello in quanto, per gerarchia dei sensi, il maggior impatto l’assume la vista. A seconda del prodotto e degli obiettivi del marketing, il pacchetto può essere fatto per apparire attraente, eccitante, puro, biologico/naturale, dolce, sexy, pauroso, intrigante, o per evocare altre emozioni. Nella maggior parte dei casi il prodotto viene visualizzato sulla parte anteriore del pacchetto nella forma di un’immagine o tramite una finestra trasparente; inoltre colori brillanti, fogli patinati,

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espositori in cartone, ingombranti e altri elementi possono raccogliere l’attenzione positiva, se usati in modo prudente. L’impressione di qualità è un importante requisito di vendita per il packaging, in quanto elementi che sono percepiti come di bassa qualità si presume siano di scarso valore, indipendentemente dal prezzo. Esempi di errori di confezionamento che trasmettono bassa qualità e scarso valore sono: lettere o caratteri strani, disegni di cattivo gusto o colori sbiaditi, disegni o modelli obsoleti. La leggibilità è il quarto requisito di base per la progettazione di vendita di un packaging di successo. Questo elemento è di fondamentale importanza per i prodotti per la colazione che sono disposti accanto a diverse marche concorrenti. Se il pacchetto tenta di trasmettere troppi messaggi, è probabile che non riescono a connettersi con il consumatore. A causa della grande varietà di possibili scelte gli acquirenti tipicamente non perdono tempo per assorbire i messaggi sulla confezione, a meno che non si tratti di costosi elementi di specialità. Il requisito di leggibilità contribuisce alla difficoltà nel confezionamento di prodotti completamente nuovi.

L’esperienza, basandosi sulle apparenze, ci suggerisce il contenuto di una confezione.

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Evoluzione grafica La storia che ha visto il superamento della merce ‘sfusa’ a favore di quella confezionata, mediante un passaggio lento e graduale che vide le prime confezioni integrarsi con le ceste, ossia con i ‘vuoti a rendere’ più diffusi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La prima confezione che si va ad affiancare a queste è un imballaggio di impianto artigianale, senza specifiche forme di meccanizzazione. Già dal 1916 si trovano una varietà di confezioni, all’interno delle quali però, è azzardato tracciare precise relazioni tra contenuto, tipologia e soluzione grafica. Questi imballaggi, già nelle loro prime soluzioni, hanno costituito il corpo centrale di dati e contenuti informativi, sui quali ancora oggi il packaging si articola. Ma anche il valore delle informazioni è determinato dal loro stesso contenuto, dal loro significato, come cioè sono ancora espressione di una strategia comunicativa complessa, che determinerà cinquant’anni più tardi l’identità dei prodotti e che in questo caso risponderà ancora prioritariamente a regole di piacevolezza estetica e armonia compositiva. Nessun cambiamento di concezione o di impostazione, ma piuttosto piccole anticipazioni di ciò che nel tempo diventeranno modalità reiterate del progetto grafico. Dal graduale incremento di effetti di contrasto cromatico e dimensionale tra figura e sfondo, tra etichetta e superficie, all’introduzione di cartigli che, di volta in volta, contengono il nome del prodotto, ma anche la marca e altre informazioni di carattere prescrittivi, come nel caso delle istruzioni per l’uso. Che la confezione stia iniziando ad acquistare maggiore importanza lo si evince anche da altre manifestazioni: il packaging conquista il diritto di presenza, la confezione inizia dunque ad essere un elemento distintivo capace di funzionare da cassa di risonanza per il prodotto. Ciò accade intorno agli anni Venti. Tra la metà degli anni Trenta e la fine degli anni Quaranta si continuerà ad assistere ad un avvicendarsi di soluzioni grafiche in cui gli elementi compositivi e comunicativi vengono ripresi da quelli precedenti e ricombinati.

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Bisognerà aspettare fino alle soglie degli anni Cinquanta affinché si diffonda una concezione progettuale specificamente riferita al design dell’imballaggio. La confezione passa così da mezzo considerato indispensabile per commercializzare il prodotto a strumento ideato per il consumatore. Alla coerenza e alla declinazione del segno si accosta un elemento di straordinaria importanza, ovvero la visualizzazione del prodotto attraverso l’uso dell’immagine fotografica. Verso gli anni Ottanta però trovano spazio i contenuti informativi del prodotto, portando alla nascita di nuove forme espressive; con questa versione si ha la perdita dell’immagine fotografica e di ogni altro elemento seduttivo. Gli elementi compositivi si riducono all’essenziale e anche i pesi percettivi variano. Accanto a questo cambio d’immagine troviamo anche un cambiamento nella struttura del packaging: sempre in una prospettiva di eliminazione del superfluo e raggiungimento del minimalismo, per un impiego di materiale minore, la confezione viene riprogettata strutturalmente.

Il packaging abbandona i fronzoli per avere una linea più pulita sia nelle forme che nella grafica.

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Il packaging di farmaci per uso umano è uno dei campi rilevanti del design e della ricerca. Ed è bene tenere a mente che, sotto questo aspetto, vi sono evidenti differenze tra Europa e Stati Uniti. Mentre la salute negli Stati Uniti è un tema di questioni economiche private e assicurazioni, nella maggior parte dei Paesi europei è materia governativa. Questa differenza condiziona il modo in cui i farmaci sono visti dal pubblico. Così, le farmacie americane offrono una vasta gamma di farmaci con una veste grafica che in Europa è caratteristica degli integratori alimentari più o meno tali. Al contrario, in Europa, dove la pubblicità dei medicinali è molto più rigorosa, anche il package ha un aspetto più sobrio, privo di disegni ammiccanti e suggestioni. La ragione di questa differenza nei messaggi di marketing è semplice: la destinazione del package in Europa è rivolta ai medici, mentre nella maggior parte degli Stati Uniti il bersaglio del package è il paziente. In questo testo verrà tenuto conto degli standard e gusti europei. La situazione espositiva può essere definita secondo diversi parametri, tra i quali la size-impression, ovvero l’impatto fornito dalla faccia che la confezione mostra al destinatario al punto vendita, e i criteri di aggregazione e cumulazione di confezioni identiche, al fine di ottenere effetti di contrasto rispetto al contesto. Se l’acquirente non trova facilmente ciò che sta cercando, tra le informazioni presenti sul packaging, è più disposto a cambiare marca. Entrambi questi paramentri sono fondamentali per l’aggancio visivo, che è il meccanismo per cui la confezione attrae il destinatario; più l’aggancio visivo è efficiente più il compratore è disposto ad avvicinarsi al prodotto. Il packaging è quindi sottoposto all’attenzione e alla lettura del destinatario, ovvero il cliente, e deve quindi svolgere la funzione comunicativa (segnaletica e informativa) dell’oggetto in modo efficiente, aumentando così la probabilità della decisione di acquisto. Dopo l’acquisizione il packaging cambia il proprio statuto: da funzione di veicolo a strumento, come precedentemente descritto.

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Il prodotto ed il packaging, come elementi portatori di un indicatore grafico, mantengono un collegamento con l’intero sistema comunicativo dell’emittente. L’immagine coordinata prende massina espansione con la strategia dell’immagine e il controllo delle apparenze, che danno uniformità grafica. Il brand può essere definito secondo due differenti linee: la marca generica o ad ombrello. La prima linea fa riferimento ad un marchio emittente presente come informazione di grado superiore, sotto il quale si raggruppano i prodotti - spesso privi di nome (es. Moulinex, Knorr). Può essere definita anche corporate image, poiché si presenta come un corpo dalle molteplici membra. L’altra linea, la marca ad ombrello (marque mère) fa riferimento a prodotti, o linee di prodotti, che diventano veri e propri marchi dando vita a marchi individuali. La relazione che hanno con la marca madre può essere espressa, in modo più o meno evidente (es. Danone - Bio, Dan’up, etc.), o omessa (es. Procter & Gamble - Dash, Ariel, etc.). Esistendo diverse strade bisogna quindi tener conto che il processo comunicativo, che si basa su un contratto formulato nel corso del tempo tra destinatore e destinatario, ha bisogno che venga definito il filtro comunicativo che si vuole intraprendere per comunicare la propria immagine di marca.

Perché un prodotto sia riconoscibile, all’interno di una linea di prodotti, c’è bisogno di mantenere una continuità grafica.

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Per mantenere una coerenza con l’identità della marca è necessario costituire un filtro, composto dai valori fondatori, attraverso cui verranno effettuate scelte coerenti e pertinenti tra loro. La messa in scena del prodotto, per quanto riguarda il packaging, assume visibilità attraverso modalità retoriche dei materiali, le forme e espressioni verbo-iconiche, poiché nel settore dei farmaci si deve abbinare a una sostanza chimica un’immagine inequivocabile dell’azienda e un nome per risultare riconoscibili. Prima di scegliere quali modalità adoperare per far emergere il contenuto bisogna fermarsi un attimo e determinare quale relazione comunicativa si intende porre tra il prodotto e il destinatario: cosa si vuole mostrare? Cosa si vuole fare emergere? Quali tratti si vogliono comunicare? Quali interventi manipolatori bisogna effettuare? Sono tutte domande a cui bisogna trovare una risposta, poiché far emergere non vuol dire solo mostrare, ma mettere in scena il contenuto, progettare un racconto. Una volta definito cosa e come mostrare il prodotto si può enfatizzarlo facendo leva su alcuni elementi pregnanti, sulle funzioni referenziali (colore, forma, consistenza, etc.) o sul componente di servizioofferta (es. Ketchup che, con il packaging rovesciato, ha un costante invito all’uso).

Nel settore farmaceutico si usa abbinare ad una sostanza chimica un segno dell’azienda, per facilitarne il riconoscimento.

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Il destinatario dei messaggi presenti sulla confezione è sottoposto ad un processo (indexing) che lo aiuta, mediante strumenti, a decidere dove vuole concentrare la sua attenzione. Questo processo può essere controllato mediante lo studio degli elementi e della loro organizzazione, in modo da creare lo stimolo (index), o complesso di stimoli, che può predisporre il lettore ad una particolare interpretazione dello schema totale. L’organizzazione della superficie prevede innanzitutto una scomposizione in tre aree: - l’area primaria, che corrisponde al fronte della confezione, è forma dell’ostensione. Utile a mostrare le informazioni inerenti (nome prodotto, marca, visione o rappresentazione del contenuto o segno che rimanda ad esso). La funzione principale risulta essere suasiva e richiede una forte immediatezza interpretativa. - l’area secondaria, corrispondente al retro o ad una facciata secondaria, è occupata da immagini utili al riconoscimento e all’identificazione. Le informazioni presenti riguardano la descrizione, conoscenza, prescrizione, componenti e funzionamento. La funzione di quest’area risulta quella di dare conoscenza “oggettiva” delle informazioni, poiché si forniscono dati e non più suggestioni. Si cerca di persuadere attraverso un registro linguistico di tipo tecnico-informativo, presentando attraverso le istruzioni la concretizzazione del servizio. - l’ultima area, nominata cerniera, è l’area di supporto che tende a mettere in comunicazione le prime due, è un tessuto osmotico tra l’area primaria e la secondaria. Questo spazio è occupato dall’estensione di immagini e segni presenti nell’area primaria e dalla collocazione di alcuni segni informativi dell’area secondaria. area secondaria area primaria cerniera

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Lo studio del posizionamento degli elementi deve tenere in considerazione della loro gerarchizzazione, organizzandoli attraverso le regole della topogerarchia: a. marca (appartenenza) b. nome di linea (differenziazione) c. nome del prodotto d. specifica del nome / definizione di prodotto e. testo enfatico - persuasivo f. raffigurazione del prodotto. Questi elementi grammaticali si possono essere strutturati con la: - compresenza dei sei elementi - coincidenza di a. e c. - assenza di e. e/o f. - assenza di a. (prodotto un-branded). Le informazioni importanti vanno evidenziate in modo chiaro mediante l’uso della grafica. Le informazioni che dovrebbero essere poste in primo piano, in modo da essere immediatamente visibili, sono: il nome del prodotto, il principio attivo, il dosaggio e la forma farmaceutica. Sarebbe buona norma indicarle su tutte e sei le facce della confezione esterna (packaging secondario) per renderle facilmente riconoscibili una volta che il farmaco viene immagazzinato.

banda colorata per distinguere nettamente il dosaggio immagine esatta del medicinale per una facile identificazione ampia visibilitĂ del nome del principio attivo unitĂ  posologica spazio su cui riportare la posologia prescritta dal medico

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A seconda della raffigurazione del prodotto adoperata può cambiare la relazione presente tra il contenuto e il referente: a. coincidenza tra referente e immagine, con l’impiego di un packaging trasparente o parzialmente trasparente; b. rappresentazione del contenuto mediante: 1. segno iconico complesso 2. segno ideogrammatico (simbolico), che può diventare marchio del prodotto; c. marcatura verbale del contenuto (tutto ciò che si articola attorno al nome del prodotto). Le tre tipologie sopraelencate hanno delle sottocategorie corrispondenti ai loro incroci (a, b e c / a e b / b2 e c). Ogni categoria può avere un aspetto funzionale con diverso effetto; di trasparenza e garanzia, con l’esplicitazione delle qualità formali del contenuto, con un racconto e una rassicurazione, con la possibilità di esplicitarne le prestazioni, con distacco dall’oggetto e informando, dando affidamento della comunicazione prioritariamente alla marca. Il packaging è quindi parte integrante dello scenario comunicativo dell’azienda, in quanto oltre che come oggetto reale, che si interfaccia con l’utente nei punti di vendita e nei luoghi di utilizzo, è anche un oggetto rappresentato, un attore massmediale che serve nella comunicazione pubblicitaria. Deve quindi rispecchiare l’azienda, rendendosi riconoscibile e unico.

Uno stesso messaggio può essere comunicato in modi differenti.

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Non dimentichiamo che all’elemento grafico si affianca la tipografia. La cosa migliore, e molto importante, è cercare di mantenere il numero di font per packaging di 2-3 totali. A volte ci sono delle eccezioni, ma bisogna usare il proprio intuito. Il kerning è obbligatorio. Nessun tipo di carattere, non importa quanto sia costoso o buono, è immune a crenatura irregolare. Si deve sempre controllare due volte la spaziatura tra le lettere per assicurarsi che siano pari. Questo farà la differenza tra design dilettantistico e lavoro professionale. Le font non sono infallibili. Se una lettera specifica sembra strana o in qualche modo è strana, bisogna utilizzare il proprio giudizio per riparare o sostituire. Alcuni tipi di carattere (soprattutto i calligrafici o i font gratuiti) hanno caratteri dall’aspetto strano. È necessario utilizzare un occhio critico e sostituire o modificare un carattere finché non risulti giusto. La leggibilità è la chiave. Se il font non è leggibile a prima vista, apparirà avulso dalla confezione. Non importa quanto sia ‘cool’ un tipo di carattere: se non lo riesci a leggere, il packaging viene ostacolato nel trasmettere il suo messaggio. Anche in questo caso, ci sono eccezioni a riguardo, ma è raro.

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Utilizzo dei materiali “Il problema centrale del XXI sec. è di natura ecologica: la sopravvivenza della specie umana in un ambiente umano, per un tempo il più lungo possibile” (Maciko, 1970) L’imballaggio, per la normativa giuridica italiana, è il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e a proteggere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo. [art. 35, lett. a), ex decreto legislativo 22/97, ora art. 218 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in materia ambientale] Gli imballaggi per i farmaci sono costituiti principalmente da due parti; l’imballaggio primario, a diretto contatto con il prodotto, e l’imballaggio secondario, che contiene il primario e lo protegge durante il trasporto, l’immagazzinamento, l’uso e permette il confezionamento delle singole unità. Nel complesso è formato dalla scatola, dall’etichetta esterna e dal foglio illustrativo, assumendo così il compito di proteggere il primario da eventuali contaminazioni indirette, comunicare chiaramente il contenuto e non danneggiare l’ambiente durante lo smaltimento. Nonostante la presenza di tutti questi compiti il packaging deve mantenere una facile maneggiabilità, una riconosciblità chiara, dev’essere user friendliness. A seconda del farmaco, delle sue caratteristiche fisiche (peso, flessibilità, trasparenza) e delle caratteristiche meccaniche (resistenza agli urti, alla trazione, temperatura, etc.), dovrà essere progettato il confezionamento e scelto il materiale più adeguato. Per quanto riguarda l’imballaggio primario vengono solitamente utilizzati materiali quali vetro, gomma, carta, alluminio e fogli di plastica termoforati; l’imballaggio secondario, generalmente più semplice, impiega materiali quali cartone ondulato e cartoncino (Kraft, per astucci, Folding Box Board, White Line Chipboard).

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Dal punto di vista ecologico è importante che per gli imballaggi vengano usati materiali facilmente riciclabili e nella minor quantità possibile, evitando così di imbattersi nel fenomeno di overpackaging (quando il volume del package è troppo grande rispetto al contenuto). Il materiale scelto per l’imballaggio deve adattarsi al prodotto nonché informare il consumatore circa il contenuto e la marca. Ogni tipo di materiale ha le sue qualità, come il colore, la texture, il peso, la resistenza, la durabilità e molte altre. Come in ogni altro processo di progettazione, selezionare il giusto materiale può avvantaggiare o compromettere il progetto. La carta è uno dei supporti fondamentali per il packaging. Vicina al packaging sino dalle sue origini la carta fu protagonista anche nel periodo che precedette l’era del prodotto preimpacchettamento; essa diveniva così in molti casi un supporto capace di connotare una particolare merceologia e, più tardi, un emblema dei prodotti sfusi. L’imballaggio in cartoncino, già impiegato nell’Ottocento, inizia ad avere una diffusione allargata verso il 1870, quando le scoperte di nuove sostanze per la produzione di questo supporto e l’individuazione e il perfezionamento della tecnica per fustella diedero luogo alle prime scatole pieghevoli. L’innovazione fu determinante in quanto le nuove confezioni, a confronto con quelle allora maggiormente diffuse, realizzate in legno o in latta, evidenziarono subito alcuni vantaggi: un elemento di interesse scaturì dalla struttura dell’imballaggio la quale diveniva anche supporto per la stampa, non richiedendo quindi la presenza di etichette aggiuntive. Un secondo aspetto, che fu ritenuto decisivo per il suo successo, fu rappresentato invece dalla possibilità di ridurre l’imballaggio alla bidimensione, e quindi all’ottenimento di un contenitore privo di volume, nella fase precedente al riempimento.

La nascita delle fustelle aiuta ad ottimizzare spazio, tempo e materiali.

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Queste valenze, unitamente alle libertà creative e alle evoluzioni di tipo tecnologico che ne hanno sviluppato le potenzialità, hanno portato il supporto ad essere ancora oggi tra i materiali privilegiati. Flessibilità rispetto ai processi di stampa, versatilità e adattabilità dimensionale e formale hanno fatto di carta e cartone un supporto che ha saputo accompagnare il processo evolutivo del packaging, affermandosi tra i supporti ideali che hanno fatto dell’imballaggio un identificatore di prodotto. Contenitore e contenuto hanno, in questo caso, rafforzato reciprocamente la propria immagine sino a creare un codice formale. La confezione in cartone, più di ogni altra, proprio per la sua natura di supporto ideale per la stampa, si presenta come una superficie pronta ad essere rinnovata di continuo. Ma al di là delle variazioni grafiche caratteristiche di ciascun periodo, due sono le linee di sviluppo nella progettazione della forma che si sono consolidate. La prima, più circoscritta per quanto concerne i settori di impiego, e dunque limitata sul piano quantitativo, vede la confezione valorizzare, attraverso la progettazione della fustella, le proprie potenzialità. L’imballaggio nasce in questo caso, non scevro dell’influenza della cultura orientale e delle raffinate arti dell’origami, dallo studio di pieghe e contro pieghe che danno luogo a strutture in grado di farsi portatrici dell’identità del prodotto e a divenire, unitamente al contenuto, veri oggetti di dono. La seconda, a cui è possibile ricondurre, pressoché la totalità degli imballaggi in cartone, nasce dallo sviluppo tecnologico e dal processo di standardizzazione il quale ha permesso di raggiungere un alto grado di automazione nelle fasi di lavorazione e di confezionamento, assecondando la legge della massima produttività sino a definire precisi standard strutturali ai quali ricondurre le diverse confezioni.

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Utilizzo dei colori La scelta del colore di un packaging è un compito non sempre semplice e immediato ma spesso molto influente per la funzione finale. L’uso di determinati colori permette di identificare velocemente un marchio, di dare informazioni relative al prodotto contenuto nella confezione, richiamare emozioni istintive o associare significati culturali. Quindi è chiara l’importanza del colore che concorre insieme a diversi altri fattori, alla realizzazione finale dell’obbiettivo del packaging. Ogni prodotto grafico si avvale di una serie di regole cromatiche molto rigide, per il packaging si tratta di nozioni innate, stereotipi cromatici visivi che portano a considerare attraente o sgradevole l’abbinarsi di colori a certi prodotti; difatti una delle funzioni del colore è proprio l’identificazione della categoria del prodotto. Per cercare di utilizzare al meglio queste regole è innanzitutto bene comprendere la personalità del colore e vedere come si comporta sulla forma, e che significati assume accanto ad altri colori nel look dell’involucro. Il colore gioca un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo, ma nel contempo il suo abuso può generare una visione distorta del prodotto. Contesti diversi da quello di riferimento forniscono spunti interessanti: nel campo della sicurezza stradale si fa uso di colori fluorescenti per mettere in allerta gli autisti distratti, mentre colori accesi quali il rosso vengono usati dai fast-food per attirare i clienti. Si potrebbe ipotizzare un utilizzo sistematico dei colori in modo da creare un codice internazionale di classificazione delle diverse tipologie di farmaci. In alcuni ospedali, nelle sale operatorie viene già usato un codice colore per distinguere i farmaci. Un altro aspetto non secondario del cromatismo riguarda il contrasto testo-sfondo che non deve pregiudicare la leggibilità. Il bianco è la tinta principale che caratterizza i package farmaceutici: è sinonimo di igiene, di purezza e di assenza di imperfezioni. I punti di colore si ritrovano in genere nei testi, nei loghi e negli eventuali elementi decorativi presenti sulla confezione.

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Le tonalità vengono scelte in base ad un preciso intento comunicativo, ad esempio: - il blu, per il suo fisiologico potere rilassante, viene spesso impiegato per calmanti, sonniferi e farmaci contro i disturbi dell’ansia; - il giallo e l’arancione sono tonalità solari, calde, che suggeriscono attività e movimento, e caratterizzano le confezioni di vitamine, complessi ricostituenti e tutta la gamma di prodotti per il miglioramento delle prestazioni sportive; - il verde è sinonimo di medicina naturale per la sua comunanza con il mondo vegetale; lo si ritrova in molte confezioni di tonici a base d’erbe, di capsule con estratti di piante ed in generale per tutti i medicinali legati all’ambito naturale; - il rosso è il colore sanguigno per eccellenza; quando si unisce al bianco suggerisce potere e forza, per questo diventa il veicolo cromatico per suggerire l’idea di efficacia di un medicinale. Lo si può trovare impiegato nel settore degli antibiotici, dei colluttori, degli sciroppi per la tosse, ma anche negli integratori di ferro e nei farmaci legati ai problemi al sangue. Nelle tonalità più tenui e rosate, diventa sinonimo di dolcezza ed appetibilità (ricorda il sapore di frutti come il lampone e la fragola, utilizzati spesso come aromi per sciroppi e pastiglie per bambini).

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L’associazione di un colore ad un prodotto, all’interno di una linea di prodotti, può servire anche a differenziare per dosaggio, tipologia o sostanza.

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Il foglietto illustrativo: Accuratamente ripiegati all’interno di ogni confezione farmaceutica, i fogli illustrativi sono documenti ufficiali a tutti gli effetti, che devono contenere ciò che al paziente occorre sapere sul medicinale, al fine di consentirne un uso corretto. Tralasciando le norme regolatrici, in continuo aggiornamento per cercare di migliorare la leggibilità e facilitare la chiarezza dei contenuti, andiamo a vedere gli elementi presenti e le loro caratteristiche. Per il carattere tipografico non vi sono indicazioni specifiche, si ha libera scelta nell’applicazione purché il corpo non sia inferiore a 7 o 8 pt. Didot. Il supporto di stampa suggerito è corrisponde ad una carta con peso ≥ 40gr/mq e di un formato A4/A5, seppur non viene indicato il tipo né il colore. Riguardo l’editing si consiglia di usare il neretto, per evidenziazioni, o colori come il rosso, per avvertenze importanti solo sul package esterno (dove è raccomandato l’uso dei caratteri Braille). Inoltre è bene usare frasi brevi, con un massimo di 70 caratteri per riga, così da facilitarne la comprensione. Questo serve poiché le informazioni contenute nel foglietto illustrativo sono destinate all’utente, e non ai specialisti. Tra le proposte risolutive per migliorare il servizio gli scopi prefissati sono quelli di raggiungere un’elevata semplicità di utilizzo e di velocità di interpretazione, un’altra comprensibilità del linguaggio (scritto e visuale) anche per livelli di istruzione inferiori alla media nazionale, un’impostazione tipografica sia orientata alla lettura e non al riduttivo “contenimento” delle informazioni. Inoltre sarebbe utile l’espressione diretta e immediata delle informazioni fondamentali (scadenza, posologia, etc.) e l’introduzione di standard visuali (leggibilità, adozione di simboli ed elementi iconici, etc.) che consentano di incrementare il livello d’uso e di comprensione. Per qualsiasi foglietto illustrativo potrebbe essere utile uno standard tipografico per cui viene utilizzato un solo tipo di lettering, L’alfabeto Univers, disegnato da Adrian Frutiger, è un carattere universalmente apprezzato per l’alta leggibilità in ogni condizione di stampa e corpo tipografico. Il sistema potrebbe avvalersi esclusivamente di due versioni del

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carattere: 45 light per il testo e 75 black per i titoli degli argomenti; l’interlinea garantisce ampia facilità di lettura anche a copri ridotti. La segnalazione del contenuto è prevista dal Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219 - “Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonche’ della direttiva 2003/94/CE”, Art. 77. Le principali informazioni contenute in un foglietto illustrativo sono: - Il nome commerciale del medicinale, la composizione (principio attivo, eccipienti), il dosaggio e la forma farmaceutica; servono a identificare univocamente il prodotto e ridurre il rischio di assumere un farmaco diverso dal prescritto o a un dosaggio errato. Inoltre l’elenco degli eccipienti consente di evitare il rischio di reazione allergica a uno di loro. - La categoria farmacoterapeutica o il tipo di attività e le indicazioni terapeutiche: indicano le diverse malattie (o i gruppi di malattie) per cui il farmaco è indicato. - Le controindicazioni: indicano le condizioni per le quali il farmaco non deve essere assunto. - Le precauzioni d’uso: indicano in quali casi il farmaco può essere assunto ma con attenzione. - Le interazioni con altri medicinali e sostanze: iIndicano quali medicinali o alimenti possono modificare l’effetto del medicinale. - Le avvertenze speciali: informazioni sull’utilizzo in casi particolari. - La posologia, il modo e il tempo di somministrazione: iIndicano il dosaggio, la frequenza e la durata della somministrazione. Talvolta, se necessario, è espresso anche il momento appropriato in cui il medicinale può o deve essere somministrato (es. prima o dopo i pasti). - Sovradosaggio: vengono descritti i sintomi per riconoscere gli effetti dell’assunzione di una dose eccessiva di farmaco e le misure di primo soccorso. - Effetti indesiderati: indicano i possibili effetti negativi che si possono verificare anche con il normale uso del medicinale e le misure da adottare.

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Case-history Nell’ambito del packaging farmaceutico sono molteplici gli esempi di uno studio progettuale intenzionato a migliorare il servizio.


Almus Almus, nata nel 2003 nel Regno Unito, trova in Europa una rapida espansione commercializzando i propri farmaci I risultati ottenuti da Almus nella promozione di un packaging rivolto alla sicurezza del paziente e nel miglioramento dell'efficienza operativa in farmacia, sono stati riconosciuti con numerosi premi di alto profilo. Il sistema del packaging di Almus è stato creato appositamente per aiutare i farmacisti e i pazienti a differenziare i farmaci equivalenti. Il design comunica in modo chiaro le informazioni essenziali e riduce i potenziali errori di dispensazione.

- Ogni prodotto è caratterizzato da un colore vivace di sfondo, in caso di prescrizione simultanea questo ne consente un facile riconoscimento tra gli altri prodotti presenti sullo stesso scaffale. - Le bande laterali in contrasto con il colore di fondo identificano il dosaggio del medicinale consentendo di distinguere facilmente i diversi dosaggi dello stesso prodotto.

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- Le informazioni importanti per il paziente si trovano sul retro della confezione e sono chiaramente e interamente riportate sulla scatola: uno apposito spazio è riservato all‘operatore sanitario per scrivere o applicare un’etichetta. - Semplici icone suggeriscono al paziente il corretto utilizzo ed eventuali avvertimenti. - Il layout delle confezioni Almus prevede bande di colore che identificano il dosaggio su più lati della scatola, pertanto, se visualizzato lateralmente, il dosaggio del prodotto può essere chiaramente identificato. - Nella maggioranza dei mercati, su ogni confezione è presente un’immagine a dimensioni reali a colori del contenuto del farmaco. La figura è sia sulla parte anteriore che posteriore della confezione per facilitare l’identificazione e il corretto utilizzo del farmaco stesso.

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Help Help®, fondata a New York da Richard Fine e Nathan Frank nel 2008, è un nuovo tipo di compagnia farmaceutica, una compagnia farmaceutica che promette meno. I prodotti Help® hanno nomi chiari. Formulati semplicemente, e con un codice colore per rendere la scelta del farmaco un processo meno complicato. Ciò non è quello che la maggior parte delle aziende farmaceutiche fanno quando realizzano i loro prodotti. La parola che meglio rappresenta l’ideologia dell’azienda è less (meno). Meno farmaci: per ogni soluzione è impiegato un unico principio attivo. Meno coloranti: i farmaci sono realizzati con il minor numero di rivestimenti e coloranti per evitare che le persone ingeriscano una cosa superflua come la decorazione. Meno confusione: ogni prodotto è titolato sotto il sintomo specifico che vuole risolvere, così da far capire chiaramente ad una persona cosa sta prendendo. Meno rifiuti: ogni confezione è fatta con pasta di carta e plastica a base di amido di mais. Meno avidità: poiché donano il 5% dei loro profitti ad organizzazioni che aiutano bambini senza assistenza medica, rispecchiando la loro identità aziendale. “We’d have no business calling ourselves “Help®”, if we didn’t do some good.”

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Pasta di carta La pasta di carta che utilizzano proviene al 100% da rifiuti industriali (estremità dei rotoli enormi di carta, ritagli di stampanti, che risultano essere danneggiati). Bio Plastica La plastica è composta dagli amidi derivati ​​dal mais. Si chiama materiale Plastastarch (PSM), stabile nell’atmosfera ma biodegrada in un ambiente di compostaggio.

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Union Union si è rivolta al locale studio Red Design di Brighton per creare un’identità di marca che avesse un aspetto contemporaneo ma con uno stile classico, elegante e sofisticato, ma anche divertente. Con anche un desiderio di creare un linguaggio visivo che si distinguesse dagli altri negozi di gioielli, cercando di attirare clienti attenti alla moda, e soprattutto donne benestanti.

La forma e la grafica pulite ed essenziali del packaging fanno risaltare lo stile semplice ed elegante ricercato dall’azienda, e mantiene un senso di divertimento grazie ad una vasta gamma di colori audaci, compensati da alcuni accenti di colore più tenui.

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Un ulteriore package viene dispensato all’acquisto del prodotto, un sacchetto dalla forma semplice e lineare, che rispecchia pienamente l’identità del packaging integrandosi senza problemi con il package primario. Nonostante sia un confezionamento provvisorio, non dimentica di essere elegante, grazie alle forme, sofisticato, grazie al nastro di raso, e per un centro senso divertente, grazie ai colori accesi e brillanti.

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Pangea Pangea, con sede a Boulder in Colorado, è stata fondata sulla convinzione che si possa creare un futuro più sostenibile. Packaging

La semplicità degli elementi grafici permette una facile adattabilità ad ogni tipo di packaging.

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Il sostegno che Pangea dà all’agricoltura sostenibile e alla cultura si può riscontrare nella scelta degli ingredienti dei suoi prodotti e nella scelta dei materiale e del design del loro packaging. Il progetto utilizza ogni piccolo spazio disponibile, così niente va sprecato. Il pacchetto non utilizza alcun collante per ridurre un’altra risorsa utilizzata, ed evitare ulteriori inquinamenti.

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Nooka Nooka, fondata nel 2004 a New York, è una compagnia di design ideata da Matthew Waldman che crede nel futuro e che ha voluto creare uno strumento di comunicazione per tutta l’umanità , promuovendo lo scambio di idee in tutto il mondo attraverso un grande design.

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L’imballaggio per Nooka è stato progettato per essere il più verde possibile in 2 modi: con il minor peso possibile, poiché la spedizione è il fattore che maggiormente contribuisce alle emissioni di gas serra, e con il minimo utilizzo di materiali. Nooka infatti ha progettato un package che non necessita l’inserimento di libretti di istruzioni ed evita l’utilizzo di colle.

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Nyvold Nyvold è il risultato del Laboratorio di Sintesi: un’azienda farmaceutica di diffusione internazionale, attiva nei campi della farmacia, bioingegneria e ricerca medica. L’azienda si ispira a origine alchemiche e crede nell’arcana pratica dell’alchimia, ritenendo che sia possibile plasmarla e piegarla a proprio volere, allo scopo di potenziare la natura dell’uomo per fornirgli le capacità di un essere superiore. Per questo il nome, Nyvold, deriva dai termini ný e völd, e significa “nuovi poteri”; poteri racchiusi nei farmaci.


Logotipo Il logotipo Nyvold nasce dalla font Futura Std, utilizzata nel suo peso medium. Seguendo la linea d’ispirazione dell’azienda, è stata modificata ogni lettera facendo riferimento alla simbologia alchemico esoterica. Dopo aver creato il logotipo si è agito sul kerning allo scopo di migliorarne la leggibilità anche in piccole dimensioni.

Futura Std, Medium.

Logotipo Nyvold.

Simbologia alchemica.

Ispirazione.isoterica..

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Farmaci I prodotti ideati e realizzati dall’azienda sono una serie straordinaria di farmaci che permette di potenziare i cinque sensi dell’essere umano, acquisendo capacità fuori dal comune. I farmaci non sono, infatti, semplici medicinali per la salute dell’uomo; bensì aiutano a potenziare i sensi umani donando, a chi li assume, capacità superiori alla norma. Per semplificare il riconoscimento dei farmaci, soprattutto per quanto riguarda la distinzione tra i sensi coinvolti, s’è deciso di adottare una distinzione cromatica. Per ogni senso è stata creata una palette composta da dieci toni monocromi, che permettesse maggior variabilità. Il logo dell’azienda è infatti un decagono; perché “dieci” indica la fine di un ciclo e il rinizio di un secondo.

Confezione aperta di Gorgoroth, medicinale riguardare il gusto.

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tatto vista udito gusto Palette colori.

olfatto

Le texture adoperate per gli involucri esterni dei package sono state create utilizzando le palette colori applicate ad un decagono studiato come logo dell’azienda.

Packaging dei farmaci. La grandezza della confezione varia in base alla quantitĂ del contenuto, pur mantenendo invariata la grafica..

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Armband Gli scienziati della divisione di Bioingegneria hanno ideato un dispositivo altamente tecnologico, denominato ARMBAND, che permette ad ogni individuo di poter assumere gli straordinari farmaci e di monitorare il proprio organismo, creando un’esperienza ed un coinvolgimento mai visti prima. I 3 sensori presenti all’interno dell’armband Nyvold permettono la rilevazione dei parametri biometrici di pressione sistolica e diasistolica, temperatura coorporea, idratazione della pelle e frequenza cardiaca. Tutti i dati vengono inviati ai server Nyvold, dove ogni anomalia viene subito segnalata all’utente e sottoposta ai medici e ricercatori dell’azienda. I dati vengono inoltre memorizzati, creando così uno storico dell’intera esperienza dell’utente con i prodotti dell’azienda. Infine l’armband è collegato ad ogni smartphone che abbia installata l’applicazione ufficiale, per permettere all’utente di visualizzare le rilevazioni del dispositivo da polso e permettergli di tenere sotto controllo ogni cambiamento dei suoi valori biometrici.

Render dell’armband. Lo sportello, dentro il quale viene posizionato il farmaco, si apre con un pulsante presente lato.

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Healt avatar Tramite il software vvvv è stato generato un avatar che rappresenta lo stato fisico degli utenti. È stato scelto di assegnare ad ogni variazione di dati biometrici una variazione grafica, in modo tale da potersi rendere conto delle proprie condizioni semplicemente guardando l’avatar. L’avatar è costituito dalla sovrapposizione di tre piramidi a base decagonale, ognuna delle quali rappresenta un dato biometrico dell’utente. Tali piramidi sono state realizzate con i nodi “Vertex Buffer”, “Mesh” e “Draw Fixed”, inserendo le coordinate xyz di ogni vertice, ottenute da un modello realizzato in precedenza con un software di grafica 3d. Ogni piramide, in opacità 50%, presenta le dieci facce in gradazione, secondo la palette Nyvold. I colori sono assegnati alle piramidi collegando il nodo “HSV” a “Vertex Buffer”. La piramide in gradazioni di rosso rappresenta il battito cardiaco, quella di blu l’idratazione della pelle e quella di viola la temperatura corporea.

Le tre piramidi che compongono il logo adottano le palette colore precedentemente mostrate.

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Per la rappresentazione di questi tre parametri è stata creata una griglia composta da tre decagoni concentrici a quello di base delle piramidi. Questa griglia determinerà i punti sui quali si posizioneranno i vertici superiori delle piramidi al variare dei valori biometrici. Le coordinate di tali punti sono state ottenute dal software di modellazione 3d, e i valori xyz sono stati collegati al nodo “GetSlice”. Esso a sua volta è collegato al nodo “SetSlice”, che non fa altro che sostituire le coordinate del vertice superiore della piramide con quelle della griglia fornite ogni volta dal “GetSlice”.

Griglia

Il decagono più esterno della griglia è assegnato al battito cardiaco, e prevede 160 punti lungo il suo perimetro. All’idratazione è assegnato il decagono intermedio della griglia, che prevede 30 punti lungo il suo perimetro. Per la temperatura si considera il decagono più interno della griglia, che ha 20 punti lungo il suo perimetro. Se i valori biometrici sono bassi i vertici si posizioneranno sul primo punto di ogni decagono della griglia, in basso a sinistra. Mano a mano che i valori aumentano, i vertici si spostano lungo i punti dei perimetri in senso orario, fino ad arrivare all’ultimo punto di ogni decagono, in basso a destra, che è uguale ai valori biometrici più elevati.

Temperatura, battito, idratazione

Griglia. Il vertice di ogni piramide si può spostare su un numero predefinito di punti.

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Pressione

La pressione minima determina il cambiamento della coordinata “z” delle tre piramidi, quindi si noterà un cambiamento del colore dell’avatar: tendente all’azzurro se bassa, tendente al viola se media, e al rosso se alta. La pressione massima determina il vertice del decagono dal quale partirà la gradazione. Tale cambiamento si ottiene collegando il nodo “Shift” ai valori HSV dei colori delle facce delle piramidi. Se si ha pressione massima bassa il vertice in questione sarà quello di base sinistro; all’aumentare della pressione il vertice ruota in senso orario fino al valore massimo che viene tradotto da software come l’inizio della rotazione dal vertice di base destro.

I valori della pressione (minima e massima) definiscono l’ordine dei livelli e il vertice di partenza per l’applicazione della palette colore.

Il logo finale è dinamico, poiché varia al variare delle piramidi e del loro ordine di sovrapposizione.

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Applicazione Un’ulteriore, fondamentale, caratteristica è il metodo di assunzione: per osmosi. I medicinali si assumono mediante l’impiego di un braccialetto, progettato appositamente, che permette l’acquisizione tramite il contatto con la pelle. Il bracciale (altresì detto armband) è provvisto di sensori per la rilevazioni dei valori biometrici quali: battito cardiaco, pressione (massima e minima), livello di idratazione. Questi dati vengono rilevati per permette all’utente di tenere sotto controllo la situazione dei propri valori biometrici grazie all’impiego di un’app, consultabile da smartphone o altri apparecchi elettronici. Per fornire ai clienti uno strumento in grado di fornire feedback continui, precisi ed affidabili, delle rilevazioni effettuate dall’Armband, è stata ideata un’innovativa applicazione per smartphone, scaricabile da ogni App store e completamente gratuita. Essa prende il nome di Nyvold Health Monitor e permette di tenere sotto controllo le proprie funzioni vitali in maniera rapida ed efficace. Per relazionarsi con l’interfaccia dell’applicazione non è richiesta nessuna conoscenza medica e/o scientifica da parte dell’utente. Tutti i dati vengono mostrati con chiarezza e, per migliorare costantemente l’esperienza dell’utente in Nyvold, vengono inviati ai server dell’azienda dove verranno memorizzati, creando uno storico di tutto il percorso di ogni consumatore dei farmaci. Nyvold Health Monitor per smartphone presenta inoltre altre importanti funzioni, come la possibilità di acquistare i prodotti direttamente dall’applicazione e di riceverli a casa.

La ‘home’ dell’app presenta il logo personale , rappresentante la propria situazione, e il menù per iniziare a navigare.

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Me

Avviando l’applicazione da smartphone, l’utente si troverà di fronte al decagono Nyvold identificativo della propria situazione biometrica. Si nota subito la barra inferiore, che presenta quattro pulsanti identificati da icone specifiche. Con un tap sulla prima di esse, si accede alla sezione “ME”. Nel caso in cui l’utente non abbia ancora assunto nessun farmaco della Nyvold, o l’effetto dell’ultimo si sia esaurito, verrà mostrata la prima delle due possibili interfacce. Nella parte superiore di essa si troverà lo spettro dell’ultimo grafico relativo alla distribuzione della potenza dell’effetto del farmaco nelle 24 ore di durata; immediatamente sotto troviamo il pulsante che rimanda alla home dell’applicazione. Successivamente vengono mostrati data e orario riguardanti l’ultima assunzione e gli indicatori grafici con i relativi valori della pressione sanguigna minima e massima. Nella parte inferiore dell’interfaccia troviamo le 3 facce che, sovrapposte, compongono il proprio decagono, mostrato per intero nella home dell’applicazione. La prima di esse, distinta da una gradazione di colore viola, identifica il parametro della temperatura corporea; la seconda, che mostra una gradazione rossa, identifica il parametro della frequenza cardiaca; mentre l’ultima di esse, caratterizzata da una gradazione blu, si riferisce al parametro dell’idratazione della pelle. Con un tap sugli indicatori della pressione, l’utente può visualizzare due pagine dedicate dell’applicazione; la prima mostra nel dettaglio le fasce di valori della pressione minima che identificano l’ordine di sovrapposizione delle 3 facce del decagono;

Nel caso in cui non si stia assumendo alcun farmaco l’interfaccia della app risulta essere lineare ed uguale per tutti gli utenti.

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mentre la seconda, utilizzando un’interfaccia simile ad un tachimetro, mostra il punto di inizio e di fine della gradazione di colore delle 3 facce decagonali, relativamente al proprio valore del parametro di pressione massima. Inoltre ogni indicatore grafico dei restanti parametri, permette, sempre tramite tap, di accedere alla relativa pagina personale, nella quale viene mostrata all’utente la precisa posizione del vertice interno di ogni faccia decagonale (al quale è collegato ognuno dei 10 vertici esterni di essa), relativamente al proprio valore di temperatura, frequenza cardiaca ed idratazione, utilizzando ancora una volta un’interfaccia in stile tachimetro. Tramite uno slide, sarà possibile passare da una pagina informativa all’altra, senza dover chiudere la finestra dedicata per ritornare alla schermata principale della sezione “ME”. Nel caso in cui l’utente abbia invece assunto un farmaco della Nyvold, o l’effetto dell’ultimo sia ancora attivo, verrà mostrata la seconda delle due possibili interfacce, alla quale sarà anche possibile accedere tramite slide, verso destra, dalla prima. Tale interfaccia differisce dalla prima in quanto l’utente potrà trovare informazioni relative a nome, tipo e dosaggio del farmaco attivo, e vedrà delinearsi, nella parte superiore della pagina, un grafico che mostrerà la distribuzione della potenza dell’effetto del farmaco nelle 24 ore di durata massima. Ogni meccanismo e funzionalità dell’interfaccia precedente è, ovviamente, attivo e funzionante anche in questa.

Nel caso in cui si sia sotto l’effetto di un farmaco l’interfaccia della app mostrerà, nella parte superiore, l’effetto del farmaco durante l’arco della durata del farmaco assunto.

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Products

Con un tap al relativo pulsante della barra inferiore, l’utente potrà accedere alla sezione “PRODUCTS”, che costituisce lo store di Nyvold. Subito si notanto i due banner “In primo piano”, che mostra i prodotti più rilevanti del momento o gli ultimi immessi in commercio, e “Consigliati per te”, che, dopo aver effettuato l’accesso, informa l’utente dei possibili farmaci che potrebbero interessargli, in base ai dati e alle rilevazioni dell’Armband o agli ultimi acquisti effettuati. Rimanendo sempre nella schermata principale dello store, sarà possibile filtrare i farmaci per senso potenziato, tramite tap sugli appositi bottoni, oppure cercare direttamente lo specifico prodotto utilizzando la voce “Cerca”, situata nella parte superiore della pagina. Una volta trovato il prodotto desiderato, con un tap su di esso, si accederà alla pagina dedicata al farmaco, nella quale, oltre ad avere tutte le informazione necessarie su di esso, sarà possibile acquistarlo in tutti i suoi dosaggi in commercio. L’acquisto sarà possibile solo dopo aver effettuato l’accesso all’area riservata. I dati necessari al login verranno comunicati all’utente tramite email, dopo che avrà caricato sul nostro sito web i documenti necessari ad attestare lo stato di salute richiesto per poter assumere i nostri farmaci. Dopo aver effettuato il pagamento, l’utente potrà inserire l’indirizzo al quale verranno recapitati i prodotti.

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Premendo invece sul bottone “WORLD” della barra inferiore si potrà accedere a questa suggestiva, ed informativa al tempo stesso, sezione dell’applicazione. Ci si troverà di fronte ad un planisfero, con uno zoom sugli stati geografici circostanti alla sua posizione, che mostrerà i decagoni Nyvold riferiti alle rilevazioni parametriche ,effettuate tramite Armband, di ogni zona. L’utente avrà la possibilità, tramite tap sulla zona interessata, di aprire una finestra in sovraimpressione, che mostrerà le rilevazioni medie dei parametri di tutti gli utilizzatori dei farmaci Nyvold presenti in tale zona. Più precisamente saranno visualizzati il numero preciso degli utilizzatori, i valori medi dei parametri di pressione, temperatura corporea, frequenza cardiaca e idratazione della pelle, con i relativi indicatori decagonali. Questa sezione fornirà un primo feedback all’utente sulla sua situazione biometrica, indicando i valori medi dai quali non ci si dovrebbe distaccare per rientrare in uno stato di salute.

World

In questa sezione l’utente può visualizzare le rilevazioni medie, di tutti gli utilizzatori dei farmaci, e la loro distribuzione geografica,

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Nyvold

Infine si accede all’ultima sezione dell’app, che permette all’utente di leggere e meditare il credo dell’azienda:

Siamo i depositari del Sapere Siamo i fabbricanti del Potere Siamo i distruttori dell’Impossibile umano Noi crediamo nel potere dei Sensi nell’armonia che li unisce Noi crediamo nell’arte della Tecnologia nel suo inarrestabile progresso Noi crediamo nella distruzione dei propri limiti per raggiungere il Volere Noi crediamo nella potenza dell’anima immortale Noi crediamo in questo Noi crediamo nell’incredibile. Come gli alchimisti dei tempi antichi, lavoriamo alla ricerca di qualcosa di puro, irraggiungibile, tanto prezioso da non riuscire ad essere nemmeno pronunciato.

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Sito web Il sito di Nyvold si struttura su di una pagina a scorrimento verticale, contenente le sezioni principali relative al brand: “NYVOLD“, al cui interno troviamo le notizie; “NOI“, una sezione dedicata alle informazioni dell’azienda; “FARMACIA“, dove vengono illustrati in prodotti ed i centri Nyvold, “BIOINGEGNERIA“, in cui vengono presentati l’armband e le attività di monitoraggio e riabilitazione svolte dalla società; “RICERCA“, la parte volta a mostrare la filosofia e l’organizzazione della ricerca e sviluppo che stanno alla base del successo di Nyvold. Nella restante parte dell’header, che, essendo fisso rispetto allo scorrimento della pagina grazie ad un effetto di parallasse, funge anche da barra di navigazione, troviamo le sezioni rivolte ad un pubblico più consumer: “HEALTH MONITOR“, “STORE” e “RACCONTI”, una sezione interamente dedicata agli utenti, che possono condividere le loro esperienze dell’uso dei farmaci Nyvold. La ‘home’ del sito mostra l’anteprima di immagini, a scorrimento, che rispecchiano l’identità dell’azienda.

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La sezione ‘NOI’ è dedicata all’informazione dell’azienda, alla sua organizzazione, missione, storia.

In ‘NEWS’ è possibile leggere e documentarsi sulle novità legate al campo della farmaceutica o legate all’azienda.

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La sezione ‘RACCONTI’ permette agli utenti di condividere le proprie storie e di poterne leggere delle altre, in maniera simile ad un forum.

Nella sezione di ‘RICERCA’ si può trovare materiale riguardante la filosofia e il metodo di ricerca che sta alle basi dell’azienda.

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Healt Monitor

Nyvold Health Monitor è utilizzabile dagli utenti, in una pagina specifica del sito web dell’azienda, dove possono visualizzare il decagono identificativo relativamente ai parametri biometrici di tutti gli utilizzatori dei prodotti Nyvold. Tramite appositi pulsanti è possibile filtrare i dati visualizzati per senso potenziato dal farmaco o per specifico prodotto. L’interfaccia mostra i valori dei parametri di temperatura corporea, frequenza cardiaca, idratazione della pelle e pressione sanguigna, inoltre ognuno di essi è affiancato da un indicatore, che aiuterà l’utente nella comprensione delle rilevazioni, e da un grafico che contestualizza ogni parametro nelle 24 ore di durata dell’effetto del farmaco. Tutti i dati e i valori riportati sul sito web di Nyvold, vengono rilevati tramite gli Armband in possesso dagli utenti. Nyvold Health Monitor Web non permette però la visualizzazione del proprio decagono identificativo, per la quale è necessaria l’applicazione ufficiale per smartphone.

L’Healt Monitor, visualizzabile da sito, funziona come l’app ma non permette di vedere le condizioni personali.

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Progetto Durante lo sviluppo dell’elaborato di tesi mi sono occupata di riprogettare il packaging per i prodotti dell’azienda Nyvold.


Concept La progettazione di un nuovo packaging farmaceutico è alla base del mio Elaborato di Laurea. Sulla base della ricerca precedentemente mostrata sono arrivata a sviluppare diverse tipologie di package, per diverse esigenze. Ho pensato di sviluppare due confezioni per i farmaci e una per l’armband, che necessita allo stesso modo di essere venduto ed è fondamentale per la fruizione del prodotto. Nel progetto ho cercato di mantenere una linea grafica coerente, in modo da dare riconoscibilità all’azienda, nonostante la diversità data dalla forma, dal contenuto e dal contesto d’uso delle confezioni. La scelta dei materiali, come già citato, ha cercato di essere il più ecosostenibile possibile perché, nonostante sia una grande multinazionale, Nyvold rispetta l’ambiente. Per facilitare il riconoscimento tra le tre tipologie di package sviluppato assegno un nome esplicativo ad ognuna di loro. La confezione classica, per la vendita di farmaci in numerose quantità, fruibile a casa. La confezione tascabile, capace di contenere un numero ridotto di fiale, ma comodo da portare sempre con sé. La confezione dell’armband che, dice da sé, ha lo scopo di contenere l’armband per la vendita.

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Classica La prima tipologia di package al quale mi sono dedicata è quella classica. Con questo termine voglio indicare una confezione in grado di contenere dieci fiale e fruibile in casa.

Concept

In primo luogo mi sono concentrata sulla forma che la confezione dovesse avere. Dopo un’attenta ricerca mi sono limitata ad una struttura semplice, come quella del parallelepipedo; sembrerà banale ma una forma semplice riduce molti problemi, tra cui quelli di stoccaggio. Una volta definito il volume della confezione, comunque non troppo grande per evitare di imbattermi in una situazione di overpackaging, è stato necessario decidere come questo dovesse articolarsi. Volendo evitare di progettare una confezione che si aprisse ai lati, quasi banale, come la maggior parte dei farmaci esistenti ho pensato di creare un’apertura sul lato più grande della confezione, e non su quello più piccolo e laterale; in questo modo la grafica principale risulta essere stampata su quello che risulterà poi il coperchio.

La struttura

La struttura, orizzontale e con l’apertura sul lato lungo, si distacca dal classico package dei farmaci. Formato: 11,5x6x2 cm

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I materiali

Visto l’interesse che ha suscitato l’ecososteniblità nei miei confronti, ed essendo uno dei valori dell’azienda, ho cercato di rendere il package il più sostenibile possibile, dalla produzione allo smaltimento. Per la confezione classica ho scelto di usare della carta, creando l’effetto desiderato con un multistrato composto da cartoncino microonda, rivestito con del cartoncino Kraft bianco. Per il coperchio è necessario un materiale trasparente, per cui uno strato è di PLA. La grafica è resa con la tecnica di stampa offset.

Kraft bianco Acido polilattico Cartoncino microonda Kraft bianco

L’acido polilattico (PLA) é il risultato della polimerizzazione dell’acido lattico ottenuto dalla fermentazione dello zucchero estratto dal mais; attento verso l’ambiente è completamente compostabile I colori

Essendo un’azienda con una forte identità visiva ho mantenuto la riconoscibilità usando la grafica. Ogni confezione ha un colore dominante che corrisponde al senso sul quale il farmaco fa effetto. Per l’intera linea, tralasciando i colori comuni, sono usati quindi cinque colori: cinque come i sensi dell’uomo: rosso (vista), verde (olfatto), giallo (tatto), viola (udito) e blu (gusto). Il bianco, non a caso la principale tinta usata nei package farmaceutici, è sinonimo di igiene e purezza; una purezza che influisce sul cliente dando maggior fiducia nel prodotto. Il bianco è l’unica tinta, oltre il nero per i testi minori, a comparire in tutte le confezioni classiche. La sua presenza risulta minore poiché è usato solo sulla parte inferiore della confezione, che rimane per lo più nascosta a scatola chiusa.

Elementi bianchi che risaltano a scatola chiusa.

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La confezione, interamente colorata, si distacca dal classico packaging farmaceutico. Il coperchio della scatola riporta come decorazione l’healt avatar, caratterizzante l’azienda, come una texture. Un altro dato importante è la durata del prodotto, poiché uno stesso midicinale può avere un effetto di diverse ore; per facilitare la lettura di quest’informazione è stata posizionata su più lati della confezione. Il retro e la parte inferiore del package sono spazi dedicati agli ingredienti e ulteriori informazioni del medicinale.

La grafica

Codice a barre Informazioni medicinale

Ingredienti

10 FIALE

A: F: X:

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Apertura che fa intravedere il prodotto, mettendolo in mostra. L’apertura, a base decagonale, contiene il simbolo raffigurante il senso in questione. Fessura a forma di semidecagono, per facilitare la presa durante l’apertura. Ore di durata del prodotto.


I simboli

I simboli che indicano i cinque sensi sono stati progettati su una griglia derivante dal logo dell’azienda: un decagono.

La griglia, decagonale, creata dall’unione di tutti i vertici mediante delle linee.

gusto

olfatto

udito

vista

tatto

Il simbolo risalta perché è inciso nel cartoncino, la parte rappresentata in nero è forata e lascia intravedere l’interno della scatola.

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L’apertura frontale della scatola non permette l’inserimento del foglietto illustrativo come negli altri medicinali, poiché il medicinale non viene infilato e sfilato dall’apertura laterale. In questo modo non risulta possibile posizionare il foglietto illustrativo attorno alle fiale. Per ridurre la scomodità, normalmente riscontrata, nel prendere e rimettere a posto il foglio, ho pensato di creare un contenitore in grado di sollevarsi che mantenesse il foglietto illustrativo nascosto ma al tempo stesso risultasse facile da prendere.

Foglietto illustrativo

Il formato del foglietto illustrativo è di 10x15 cm ed è piegato in quattro parti. La parte superiore, che rimane visibile, contiene le informazioni fondamentali: nome, durata del farmaco e il simbolo del senso.

La griglia, decagonale, creata dall’unione di tutti i vertici mediante delle linee.

La griglia, decagonale, creata dall’unione di tutti i vertici mediante delle linee.

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Foglietto illustrativo Formato: 10x15 cm

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Foglietto illustrativo del farmaco HallbjÜrn, riguardando il senso dell’olfatto; lato frontale.

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Foglietto illustrativo del farmaco HallbjÜrn, riguardando il senso dell’olfatto; lato posteriore.

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Terminata la parte progettuale sono passata alla pratica realizzando fisicamente i package.

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Mock-up


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Tascabile Vista la tipologia di farmaco mi sembrava interessante creare una confezione tascabile, in modo che l’utente possa avere sempre con sé delle ricariche per il proprio armband.

Concept

Riducendo le dimensioni della confezione si è ovviamente ridotto il numero di fiale che potessero essere contenute. Ho scelto di progettare il package in modo tale che vi stessero cinque fiale, una per senso; in questo modo l’unica scelta che l’utente deve compiere è di che durata vuole avere i farmaci.

La struttura

Essendo le fiale delle ricariche per armband ho pensato di creare una confezione che si potesse aprire con una sola mano, in modo da avere l’altra libera per prendere la fiala e posizionarla nel bracciale.

L’aletta frontale è facile da aprire e chiudere, basta un dito. Formato: 4,5x5x0,7 cm

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I materiali

I colori

Dato lo scopo della confezione, ovvero quello di essere tascabile, ho optato per un materiale resistente seppure sottile: cartoncino. Un cartoncino usato solitamente per le confezioni tascabili delle gomme da masticare. Le fiale contenute nella confezione tascabile sono una per senso, non è quindi possibile creare una linea di confezioni distinte per colore come per quelle classiche. Per ovviare a questo problema ho utilizzato l’healt avatar con le tre palette colore originali; l’ordine di livelli che ho scelto è (da quello superiore) blu-viola-rosso.

L’impiego dell’healt avatar rende possibile la creazione di più confezioni tascabili poiché, mantenendo fissi gli elementi testuali, è possibile variare il gioco di trasparenze creato dai decagoni; mantenendo riconoscibilità nonostante si vengano a creare diversi giochi di colore.

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Le piccole dimensioni della confezione, unito alla comodità di utilizzo che di cui deve disporre, non rende semplice il posizionamento del foglietto illustrativo. Per evitare di perderlo o che risulti un impedimento l’ho collocato dietro le fiale, in modo che risulti semplice da prendere ma che non ingombri più del dovuto.

Foglietto illustrativo

Il formato del foglietto illustrativo è di 7x8 cm ed è piegato in quattro parti. La parte che rimane visibile riporta le informazioni fondamentali: nome dell’azienda e durata del farmaco.

Il foglietto illustrativo trova posto tra le fiale e il retro della confezione.

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Foglietto illustrativo Formato: 7x8 cm

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L’utilizzo dell’healt avatar come elemento grafico permette di mantenere una continuità grafica tra le diverse confezioni. La texture copre l’intera confezione tranne l’aletta frontale; in questo modo, nel momento in cui è chiusa, si crea una figura regolare che ricorda la forma del decagono. Sul fronte sono indicati solamente il nome dell’azienda e la durata del prodotto, mentre sul retro sono poste le informazioni essenziali.

La grafica

L’aletta frontale, nel momento in cui è chiusa, assume la forma di un quarto di decagono.

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Ogni senso è indicato sul lato interno della confezione per evitare, che chi non ricorda la giusta associazione senso-colore, sbagli ad assumere il farmaco.

Il bianco dell’incastro fa risaltare la forma nel momento in cui la scatola è chiusa.

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Terminata la parte progettuale sono passata alla pratica realizzando fisicamente i package.

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Mock-up


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Armband Il metodo di assunzione dei medicinali suppone la presenza di un bracciale apposito. Vista la stretta dipendenza tra i farmaci e l’armband ho progettato anche il package per la sua vendita.

Concept

Non essendo questa una confezione per farmaci ho utilizzato un approccio diverso. Volevo trovare un modo per far vedere il prodotto, elegante ma non troppo sofisticato. La confezione è composta da una semplice striscia, che si piega su se stessa a formare un anello, dotata di una chiusura ad incastro. Per i due lati che rimangono aperti ho scelto un materiale trasparente in modo da chiudere la confezione ma lasciare il prodotto in mostra.

La struttura

Il fronte e il retro della confezione sono trasparenti, permettono cosĂŹ di vedere il prodotto. Formato: 9x7x3 cm

La fustella aperta.

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I materiali

Come per il package classico, ho cercato di rendere il package il più sostenibile possibile, dalla produzione allo smaltimento. Per la confezione dell’armband ho scelto di usare sempre della carta, ma di maggiore spessore. L’effetto desiderato l’ho ottenuto con un multistrato, composto da uno strato di cartone ondulato rivestito con del cartoncino Kraft bianco. La grafica è resa con la tecnica di stampa offset.

Kraft bianco Cartone ondulato Kraft bianco

Acido polilattico

I colori

Vista la presenza del decagono sulla confezione sono partita dalla sua colorazione applicandogli l’healt avatar; il resto della confezione, per la parte esterna, riporta la stessa grafica in una scala maggiore, in modo da far confondere la figura al suo interno. L’aletta, che risulta essere la parte superiore della scatola, è l’unica componente che si stacca dal resto; ho voluto dargli il bianco, come negli altri package, per far risaltare il decagono che, con la chiusura ad incastro, si stacca dal resto della grafica. L’interno della confezione presenta una texture simile, ma con l’ordine dei livelli dell’healt avatar diversi; ho voluto rendere il colore più omogeneo e con cambi di tono meno repentini per facilitare la lettura delle scritte poste nella parte inerna della confezione. Per l’esterno l’ordine dei livelli (dal superiore) è blurosso-viola, mentre per l’interno viola-blu-rosso.

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Ho voluto evitare l’inserimento di un libretto d’istruzioni; l’utilizzo è semplice e non servono grandi spiegazioni. Nonostante le informazioni siano ridotte non si può però ignorare l’esigenza di dare all’utente un minimo di indicazioni necessarie, per cui ho posto le informazioni all’interno della confezione con l’utilizzo di una grafica semplice ed immediata.

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Istruzioni


La grafica

Esternamente è presente solo sulla parte superiore della confezione, dove sono visibili il nome dell’azienda ed il nome del prodotto. All’interno è più presente, utilizzata per mostrare le istruzioni d’utilizzo del bracciale.

La ripetizione della texture fa perdere la figura sullo sfondo nel momento in cui la scatola è aperta.

Il bianco della parte superiore fa risaltare il decagono nel momento in cui la scatola è chiusa.

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ATHUGIÐ: Opinber app er í boði

:

Armband: Prodotto in Islanda

ATHUGIÐ: Opinber app er í boði á Android, IOS, Windows verslun.

:

Android, IOS, Windows.

Armband: Prodotto in Islanda

dows.

Parte esterna della confezione.

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Parte interna della confezione.

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Terminata la parte progettuale sono passata alla pratica realizzando fisicamente i package.

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Mock-up


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Conclusioni Il percorso affrontato durante la fase di ricerca e lo sviluppo del progetto ha fatto emergere diverse problematiche legate al packaging, soprattutto farmaceutico. Le informazioni da sottoporre all’utente sono molteplici e devono essere disposte in modo chiaro ed efficace in modo da rendere la lettura univoca. Non essendo molte le case farmaceutiche che si distinguono per il proprio packaging è risultato difficile farsi un’idea completa di quel che dovrebbe essere il linguaggio grafico in questo campo; questa problematica è riconosciuta, tanto da trovare molti studi e proposte grafiche per delle case farmaceutiche. Il packaging di cui mi sono occupata, non rientrando completamente in quest’ottica, mi ha permesso di aprire altre strade, senza però distaccarmi troppo. La creazione di più package diversi mi ha posto di fronte alla difficoltà di creare una linea di prodotti con un’identità riconoscibile; soprattutto l’ulteriore distizione tra le confezioni classiche che si devono diversificare a loro volta tra loro. L’utilizzo dell’healt avatar, caratterizzante l’azienda, come texture mi ha aiutata ad unificare i diversi prodotti, e l’impiego di diversi colori di diversificare tra loro quelli appartenenti alla stessa linea. Non è sufficiente studiare la grafica per attrarre l’utente, poiché i medicinali hanno informazioni precise da mettere in risalto che non si possono escludere. Basandomi sulla ricerca svolta spero di aver seguito le regole fondamentali del packaging farmaceutico, facendo risaltare le informazioni più importanti; spero di aver espresso l’identità dell’azienda senza aver tralasciato l’attrattività che un package deve avere nei confronti del cliente.

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Ringraziamenti Innanzitutto volevo ringraziare la mia famiglia, che mi ha permesso di seguire i miei interessi e mi ha sempre sostenuta durante questo corso di studi; a mamma che, con la sua esperienza non si è mai tirata indietro dal darmi consigli e suggerimenti, a papà che, con la sua precisione, mi ha sempre fatto migliorare ogni cosa, e a Luca che, in quanto esperto di famiglia, mi ha sempre sistemato tutti i casini in cui mi sono scontrata con il mio pc. Un grazie ai compagni che ho incontrato e con i quali ho condiviso diversi momenti, specialmente a Chiara e Sergio con cui ho passato la maggior parte del tempo, condividendo ore di studio, lavori di gruppo e momenti di divertimento; a Giulia, che mi spiace aver conosciuto cosÏ tardi perchÊ nonostante sia stato un solo semestre con lei ho passato dei bei momenti. Un grazie ai professori che dimostrano la loro passione e te la trasmettono, e ai piÚ severi che ti spronano a fare di meglio.

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Decreti L’etichettatura dei farmaci per uso umano è normato in Italia dal Decreto Legislativo 24 aprile 2006 n. 219 - Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e s.m.i.) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2006 - Supplemento Ordinario n. 153) Art. 73 Etichettatura

1. L’imballaggio esterno o, in mancanza dello stesso, il confezionamento primario dei medicinali reca le indicazioni seguenti: a) la denominazione del medicinale, seguita dal dosaggio e dalla forma farmaceutica, aggiungendo se appropriato il termine «prima infanzia», «bambini» o «adulti»; quando il medicinale contiene fino a tre sostanze attive, e solo quando la denominazione è un nome di fantasia, esso è seguito dalla denominazione comune; b) la composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive per unità posologica o, in relazione alla forma farmaceutica, per un dato volume o peso, riportata utilizzando le denominazioni comuni; c) la forma farmaceutica e il contenuto della confezione espresso in peso, volume o unità posologiche; d) un elenco degli eccipienti, con azione o effetto noti, inclusi nelle linee guida pubblicate a norma dell’articolo 65 della direttiva 2001/83/CE; tuttavia, se si tratta di un prodotto iniettabile o di una preparazione topica o per uso oculare, tutti gli eccipienti devono essere riportati; e) la modalità di somministrazione e, se necessario, la via di somministrazione; in corrispondenza di tale indicazione deve essere riservato uno spazio su cui riportare la posologia prescritta dal medico; f) l’avvertenza: «Tenere il medicinale fuori dalla portata e dalla vista dei bambini»; g) le avvertenze speciali eventualmente necessarie per il medicinale in questione con particolare riferimento alle controindicazioni provocate dalla interazione del medicinale con bevande alcoliche e superalcoliche, nonché l’eventuale pericolosità per la guida derivante dall’assunzione dello stesso

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medicinale; h) il mese e l’anno di scadenza, indicati con parole o numeri; i) le speciali precauzioni di conservazione, se previste; l) se necessarie, le precauzioni particolari da prendere per lo smaltimento del medicinale non utilizzato o dei rifiuti derivati dallo stesso, nonché un riferimento agli appositi sistemi di raccolta esistenti; m) il nome e l’indirizzo del titolare dell’AIC, preceduti dall’espressione «Titolare AIC»; n) il numero dell’AIC (Autorizzazione Immissione Commercio); o) il numero del lotto di produzione; p) per i medicinali non soggetti a prescrizione, le indicazioni terapeutiche e le principali istruzioni per l’uso del medicinale; q) il regime di fornitura secondo le disposizioni del titolo VI del presente decreto; r) il prezzo al pubblico del medicinale, che, limitatamente ai medicinali di cui all’articolo 96, deve essere indicato in conformità a quanto stabilito dall’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 149; s) l’indicazione delle condizioni di rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale. 2. In aggiunta alle indicazioni previste dal comma 1, sono riportati, previa autorizzazione dell’AIFA, il nome e l’indirizzo di chi, in base a uno specifico accordo con il titolare dell’AIC, provvede all’effettiva commercializzazione del medicinale su tutto il territorio nazionale. Tali indicazioni, nonché eventuali simboli ed emblemi relativi allo stesso distributore, non devono impedire la chiara lettura delle indicazioni, dei simboli e degli emblemi concernenti il titolare AIC. 3. Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicate le disposizioni vigenti concernenti l’adozione di sistemi atti a garantire l’autenticità e la tracciabilità dei medicinali di cui al decreto del Ministro della sanità in data ministeriali 2 agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 novembre 2001, n. 270 e al decreto del Ministro della salute in data 15 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 gennaio 2005, n.

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2, nonché quelle riguardanti l’etichettatura dei medicinali dispensati a carico del Servizio sanitario nazionale. Il Ministro della salute adotta opportune iniziative dirette ad evitare che l’applicazione delle norme concernenti la bollinatura e la tracciabilità dei medicinali comporti oneri eccessivi per i medicinali a basso costo. 4. L’AIFA assicura il rispetto delle indicazioni dettagliate previste dall’articolo 65 della direttiva 2001/83/CE, anche per i medicinali autorizzati secondo le disposizioni del regolamento (CE) n. 726/2004. Art. 77 Contenuto del foglio illustrativo

1. Il foglio illustrativo è redatto in conformità al riassunto delle caratteristiche del prodotto; esso contiene, nell’ordine seguente: a) per l’identificazione del medicinale: 1) la denominazione del medicinale, seguita dal dosaggio e dalla forma farmaceutica, ed eventualmente se esso è indicato per prima infanzia, bambini o adulti; quando il medicinale contiene un’unica sostanza attiva e porta un nome di fantasia, deve figurare la denominazione comune; 2) la categoria farmacoterapeutica o il tipo di attività, redatte in termini facilmente comprensibili per il paziente; b) le indicazioni terapeutiche; c) una lista delle informazioni da conoscere prima di assumere il medicinale: 1) controindicazioni; 2) appropriate precauzioni d’uso; 3) interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione (ad esempio con alcool, tabacco, alimenti), che possono influire sull’azione del medicinale; 4) avvertenze speciali; d) le istruzioni necessarie e consuete per un uso corretto e, in particolare: 1) posologia; 2) modo e, se necessario, via di somministrazione; 3) frequenza della somministrazione, precisando, se necessario, il momento appropriato in cui il medicinale può o deve essere somministrato, e all’occorrenza, in relazione alla natura del prodotto; 4) durata del trattamento, se deve essere limitata;

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5) azioni da compiere in caso di dose eccessiva (ad esempio: descrizione dei sintomi di riconoscimento e dell’intervento di primo soccorso); 6) condotta da seguire nel caso in cui sia stata omessa l’assunzione di una o più dosi; 7) indicazione, se necessario, del rischio di effetti conseguenti alla sospensione del medicinale; 8) specifica raccomandazione a rivolgersi al medico o al farmacista per ottenere opportuni chiarimenti sull’uso del medicinale; e) una descrizione degli effetti indesiderati che si possono verificare con il normale uso del medicinale e, se necessario, delle misure da adottare; il paziente dovrebbe essere espressamente invitato a comunicare al proprio medico o farmacista qualsiasi effetto indesiderato non descritto nel foglio illustrativo; f) un riferimento alla data di scadenza che figura sull’etichetta, seguito dagli elementi sottospecificati: 1) un’avvertenza contro l’uso del medicinale successivamente a tale data; 2) all’occorrenza, le precauzioni speciali da prendere per la conservazione del medicinale; 3) all’occorrenza, un’avvertenza relativa a particolari segni visibili di deterioramento; 4) la composizione qualitativa completa, in termini di sostanze attive ed eccipienti, nonché la composizione quantitativa in termini di sostanze attive, fornite impiegando le denominazioni comuni, per ogni presentazione del medicinale; 5) la forma farmaceutica e il contenuto in peso, in volume o in unità posologiche, per ogni presentazione del medicinale; 6) il nome e l’indirizzo del titolare dell’AIC; 7) il nome e l’indirizzo del produttore; g) quando il medicinale è autorizzato ai sensi del capo V del titolo III con nomi diversi negli Stati membri della Comunità europea interessati, un elenco con il nome autorizzato in ciascuno degli Stati membri; h) la data in cui il foglio illustrativo è stato revisionato l’ultima volta. 2. In aggiunta alle indicazioni previste dal comma 1, è lecito riportare, previa autorizzazione dell’AIFA, il nome e l’indirizzo di chi, in base a uno specifico accordo con il titolare dell’AIC, provvede all’effettiva commercializzazione del medicinale su tutto il territorio nazionale. Tali indicazioni, nonché eventuali

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simboli ed emblemi relativi allo stesso distributore, devono avere dimensioni inferiori alle indicazioni, simboli ed emblemi concernenti il titolare AIC. 3. La lista prevista al comma 1, lettera c): a) tiene conto della situazione particolare di determinate categorie di utilizzatori (bambini, donne in stato di gravidanza o che allattano, anziani, pazienti con determinate condizioni patologiche); b) menziona all’occorrenza i possibili effetti sulla capacità di guidare un veicolo o di azionare macchinari; c) contiene l’elenco di almeno tutti gli eccipienti che è importante conoscere per un uso efficace e sicuro del medicinale e che sono previsti nelle linee guida pubblicate a norma dell’articolo 65 della direttiva 2001/83/CE. 4. Il foglio illustrativo riflette il risultato di indagini compiute su gruppi mirati di pazienti, al fine di assicurare che esso è leggibile, chiaro e di facile impiego. 5. L’AIFA verifica il rispetto della disposizione recata dal comma 4 in occasione del rilascio dell’AIC, nonché in occasione delle successive variazioni che comportano una significativa modifica del foglio illustrativo.

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Indice immagini Xiaomi, packaging design

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Astor Chocolate, packaging per Waldorf Astoria hotel

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Sivaris, packaging design

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Aura Health & Wellbeing, packaging design

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D贸ra Novotny, progetto universitario di package farmaceutico

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Almus, struttura package design

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Luca Patkos, simbolo per progetto di package farmaceutico Stamatis Tsirdimos, simbolo per progetto di package farmaceutico

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Jason Sand, package template

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Luca Patkos, progetto di package farmaceutico

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Robert Ferrell, progetto di package per vitamine Teva Pharmaceutical Industries and Perrigo Company, Temozolomide Capsules

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Almus, package design

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Help, package design

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Union, package design

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Pangea, package design

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Nooka, package design

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