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APPUNTI DI VIAGGIO

presentazione: Oggi, spesso e volentieri, si parla di una società caratterizzata da una profonda crisi di valori, di ideali, se ne parla molto, ma spesso tutto ciò rischia di rimanere teoria, una astrazione dissociata dalla realtà di tutti i giorni. “ Appunti di viaggio “ vogliono essere un nostro contributo per ritornare alla realtà dei valori di tutti i giorni, non solo sul piano di una riflessione, ma soprattutto sul piano del “ che cosa fare ? “. Così abbiamo pensato di riportare, senza alcuna pretesa, “appunti ” di nostre esperienze quotidiane a fianco dei nostri ragazzi/e nello stile educativo delle PGS, nella nostra veste di allenatori, dirigenti, genitori, uno stile che ci impegna innanzi tutto come testimoni concreti e credibili. Si ringrazia Martina per la collaborazione grafica

A cura del Comitato Provinciale PGS di Varese

il saluto, il biglietto da visita PGS genitori in palestra la Santa Messa degli sportivi cinque minuti caramelle e merende la via crucis dei ragazzi ci sono parole e parole Camilla, il nuovo arrivo Un gara di ……. solidarietà

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IL SALUTO, IL BIGLIETTO DA VISITA PGS Don Gino scriveva: “nello sport è necessario apprendere i fondamentali dell’educare …” e tra questi fondamentali dell’educare noi delle PGS cerchiamo da sempre di dare un posto speciale al nostro “ saluto PGS “. Il saluto, che sia un gesto o una espressione, oggi è certamente un valore trascurato, forse perché è così scontato che ce ne siamo dimenticati nell’ a,b,c, dell’educazione quotidiana della nostra società moderna. Ciao, buongiorno, buona serata, arrivederci ….. non sono solo sinonimi di cortesia o di un commiato, ma anche di rispetto, di accoglienza, di cordialità, e per questo meritano certamente la nostra attenzione. Possiamo dire che per noi delle PGS il saluto rappresenta il nostro speciale “biglietto da visita”, quello del primo incontro in palestra, che come tale ci presenta e ci qualifica, non solo quando si parla di squadre, e quindi di sport, ma nello stesso tempo come persone. Per questo motivo ci teniamo molto che i nostri ragazzi/e imparino a salutarsi tra di loro, quando le squadre si incontrano, che si vinca o che si perda, in campionato o in amichevole, a fine partita, quando ci incrociamo nei corridoi o nelle scale delle nostre palestre.

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GENITORI IN PALESTRA Domenica non avevamo partite in calendario, così abbiamo organizzato una amichevole tra ragazze e genitori. Alle 15.00 appuntamento in palestra, ci sono tutti, qualcuno ha portato il fratello o la sorella, Camilla la cugina ! Si formano le squadre e si incomincia a giocare, come previsto le ragazze, ormai navigate, inizialmente mettono sotto genitori & c. ma poi i grandi si organizzano, se ne vedono delle belle, è puro divertimento, alla fine vincono le ragazze, ma non è stata una passeggiata! Per chiudere in bellezza ci ritroviamo tutti in pasticceria, gelato per le ragazze, ai tavolini si parla di calcio, tanto per cambiare, ma anche della partita. Angela, una mamma osserva ad un certo punto con vigore: “ cavolo, ma avete visto come è difficile stare in campo, ricevere, muoversi in tempo, che fatica, capisco la differenza tra stare in campo e fuori ….” Intervengono gli altri, tra consensi e commenti, e ognuno naturalmente dice la sua. Alla fine ? Beh, oggi forse non solo ci siamo divertiti ma abbiamo anche imparato due cose, la prima è come sia facile criticare da fuori, e difficile stare in campo, ergo chi è in campo merita assoluto rispetto, la seconda è che nel gioco è bello stare insieme tutti, ragazzi/e e genitori, provare per credere !

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LA SANTA MESSA DEGLI SPORTIVI Qualche sera prima aveva telefonato Matteo il dirigente del basket per un memo: “ ciao, era solo per ricordarti che giovedì sera alle 20.30 nella palestra delle medie c’è la tradizionale S.Messa degli sportivi, vi aspettiamo ….” Era il nostro primo anno come società sportiva di pallavolo e anche se sapevo della cosa si trattava comunque per noi di una novità. Avvisi vari fatti girare, ci ritroviamo in palestra, c’è un bel gruppo dei ragazzi del calcio, quelli del basket che sono i più numerosi, e poi ecco che arrivano le nostre ragazze, tutte in divisa, sono tante e anche con qualche mamma e papa al seguito. Il Don ha fatto una bella omelia e ha parlato dei valori dello sport richiamando anche le parole del Papa in occasione della celebrazione della giornata dello sport, qualcuno del coro è venuto a dare una mano per i canti, letture e preghiere dei fedeli sono state curate dai ragazzi e dagli allenatori. Così questa sera particolare di maggio la palestra è diventata chiesa e oratorio, quasi quel “ cortile” che don Bosco voleva che si vivesse come esperienza di fede vissuta e di comunione !

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CINQUE MINUTI Prima dell’inizio dell’allenamento abbiamo preso l’abitudine di ritagliarci qualche minuto, non di più, per parlare tra di noi. Domanda, ma è proprio necessario ? E poi di che cosa parlare ? Qualche allenatore ritiene che sia tempo sprecato, magari tolto al già poco tempo per la parte tecnica, niente di più sbagliato ! Necessario direi proprio di si, ci aiuta a confrontarci e quindi a crescere come squadra. Gli argomenti di natura più tecnica non mancano: come è andata l’ultima partita o come affrontare la prossima, cosa faremo quest’anno, etc ….. A proposito di “cinque minuti” e non solo, abbiamo detto, ne abbiamo parlato: Questa sera il nostro coach ci ha detto che quando si parla in gruppo ognuno va ascoltato e non interrotto, perché certe volte facciamo un gran casino e ognuno va per conto suo, e non si capisce niente ! Sarah era arrabbiata, ci ha ricordato che Valentina manca da tre allenamenti e nessuno gli ha telefonato o mandato un messaggio, che bella figura abbiamo fatto, qualcuna di noi ha detto che dovremmo essere più attente alle nostre compagne ! E’ vero e non dovremmo cercare scuse ! Nell’ultima partita abbiamo perso, anche in campo ma soprattutto alla fine è volata qualche parola di troppo tra di noi : “….. non hai chiamato la palla, ma va è colpa tua, non dovevi far cadere la palla, perché hai giocato la seconda …. “ Andrea nei “ cinque minuti” dell’allenamento di martedì ci ha rimproverate tutte perché quando eravamo in difficoltà invece di darci una mano ci siamo attaccate sotto, ci ha ricordato che è proprio quando si è in difficoltà che ci dobbiamo aiutare per sostenerci, è in questi momenti che si vede se siamo una vera squadra !

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CARAMELLE E MERENDE Quella domenica pomeriggio giocavamo in trasferta, dopo cinque set molto tirati eravamo tutti stanchi ma anche soddisfatti per una vittoria strappata in extremis con una prova di carattere. Fatti i saluti “PGS” di fine partita stavamo facendo “ armi e bagagli “ per tornare a casa quando il capitano dell’altra squadra , con al seguito le compagne, ci hanno avvicinati e con queste parole quasi sussurrate: “ queste sono per voi …” ci hanno offerto un cestino pieno di caramelle. Le ragazze, ma anche io, siamo rimasti, per qualche istante, sospesi tra la sorpresa e l’imbarazzo, ma poi dopo un collettivo e grande “ grazie” le caramelle sono sparite in pochi secondi ! In macchina tornando ho ripensato a quel semplice gesto di amicizia e che in occasione di un’altra partita della scorsa stagione sportiva, le mamme della squadra di casa avevano addirittura organizzato a fine partita una bella merenda per tutti. Perché non riproporre la cosa ? Così abbiamo condiviso questa cosa con le ragazze e alla prima partita in casa abbiamo offerto noi le caramelle all’altra squadra. A dire il vero non è stato molto semplice, le ragazze facevano un po’ le timidone ……. ma poi Chiara gli ha dato una mossa e se le è tirate tutte dietro ! L’importante è aver capito che anche se siamo sempre di corsa, qualche volta vale la pena fermarsi per qualche piccolo gesto di amicizia e di incontro!

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LA VIA CRUCIS DEI RAGAZZI Quest’anno il nostro parroco ha voluto organizzare, per la prima volta, una via Crucis per i ragazzi delle medie. L’idea è subito piaciuta e ha voluto coinvolgere le diverse realtà della comunità, catechisti, educatori, quelli del calcio e noi della sportiva della pallavolo. Così abbiamo pensato ed organizzato la nostra presenza con le ragazze della squadra U14, qualcuna di loro ha letto alcuni dei testi delle meditazioni delle 14 stazioni, e tutti insieme abbiamo deciso di partecipare indossando la divisa della società. Complice la bella giornata di sole, abbiamo organizzato la via Crucis all’aperto, nel breve corteo spiccavano i colori blu e giallo delle nostre divise, portati con orgoglio dalle nostre ragazze, tutto è andato bene, ma soprattutto è stata una occasione per coinvolgere i ragazzi nel percorso di preparazione alla prossima Pasqua, l’appuntamento è per il prossimo anno !

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CI SONO PAROLE E PAROLE Ieri pomeriggio stavo passando nel corridoio della palestra davanti alla porta dello spogliatoio dove si stavano cambiando le ragazze, tanto per cambiare nel solito fragoroso cicaleccio ….. delle adolescenti, quando ho sentito un scambio verbale con un “ affondo “ di due belle (o meglio brutte) e rotonde parolacce. Era la prima volta che capitava, lasciar correre ? Con quello che si sente in giro, nei film e sui media !? No, non mi sembrava il caso. Dopo qualche minuto le ragazze erano sedute tutte in cerchio davanti a me, qualche secondo di silenzio strategico e poi: “ mah, prima sono passato davanti alla vostra porta e ho sentito due belle parolacce …. “ ma a quel punto non sono riuscito a finire la frase, apriti cielo ! sentile: “ … no, non è vero, si, ma non sono stata io, dai dite la verità ….. “ Le blocco con un “ calma” ! “ Primo non sto puntando il dito su nessuna di voi, non mi interessa chi è stato, ognuno di noi è innanzi tutto responsabile di se stesso. Secondo dalla nostra squadra non mi aspetto queste espressioni, abbiamo già detto altre volte che siamo una squadra di persone responsabili e quindi civili, e anche nel linguaggio dobbiamo dimostrarlo …. ” “ si, ma se senti quello che dicono certi nostri compagni e compagne in classe, anche in presenza dei prof ….” “ e no ragazze, non prendiamo esempi di chi vuole fare della volgarità un mezzo per mettersi in mostra, non abbiamo mai pensato che magari il bullismo incomincia anche da qui ! “ I cinque minuti sono passati, messaggio passato ? penso di si, l’allenamento è incominciato ….

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CAMILLA, IL NUOVO ARRIVO Martedì all’allenamento si è presentata una nuova ragazza accompagnata dalla mamma, si chiama Camilla, ha detto che la pallavolo gli è sempre piaciuta anche se la sua esperienza è solo scolastica, mi sembra un tipo di poche parole ma deciso. Ho spiegato alla mamma e a lei tutto il solito ambaradan della società…. orari, iscrizioni, quote etc …. soprattutto che la nostra è una U14 e che siamo a gennaio, e a breve inizierà il campionato primaverile, infine gli ho detto che poteva provare anche subito. Non si è fatta ripetere la frase: “ si, si per me va bene, ho dietro il cambio …” Intanto che si cambiava sono sceso dalle ragazze per avvisarle del nuovo arrivo e che era inutile dire come ci dovevamo comportare ! Quando è entrata in palestra tutte e dodici per prima cosa l’hanno “squadrata “ da cima a piedi ( e quando mai !) mai poi le porte si sono aperte subito: “ come ti chiami, dove stai facendo le scuole …. “ Le ragazze sono state veramente accoglienti e anche durante l’allenamento l’anno messa a suo agio, aiutandola negli esercizi, brave ragazze !

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UNA GARA DI ….. SOLIDARIETA’

Con la stagione sportiva di quest’anno ci siamo dati un impegno in più rispetto ai nostri normali obiettivi sportivi, fare qualcosa di concreto che ci coinvolgesse in un gesto di solidarietà a favore del prossimo, in particolare quel prossimo che è più lontano e bisognoso. Da qui è nata l’idea di farci carico di una “adozione a distanza”, e così siamo approdati alla associazione …. una associazione che sostiene, da tempo, le missioni religiose delle suore in Etiopia, un paese molto povero, arretrato e flagellato dalle carestie, queste suore con tanti amici laici della nostra provincia che li aiutano, lavorano in particolare per le bimbe più povere ed ai margini della società. Abbiamo fatto un volantino proponendo questo progetto, ma soprattutto qualcuno di noi ne ha parlato direttamente con le ragazze di tutte le squadre. Così la nostra società, una volta definiti i contatti, ha adottato Tzehay. Tzehay è una bimba di 4 anni, poverissima, i genitori vivono di lavori saltuari e non riescono a sopperire ai bisogni della famiglia, la suora che l’ha trovata e se ne è presa cura ed è riuscita ad inserirla nella scuola materna del paese. Ci siamo impegnati, con questa adozione, a provvedere, ai bisogni materiali più impellenti, quali i vestiti, medicine, vitto ed alloggio alla scuola materna. Questo aiuto si è concretizzato, per tre anni di seguito come previsto dal progetto, con un nostro contributo economico, ma le due cose più importanti che abbiamo capito e valorizzato con questa esperienza sono, primo, che non importa quanto dare, ma che questo “dare” deve essere il frutto di un nostro gesto, una scelta, una piccola rinuncia, e non della mancia di genitori o parenti, secondo è che ci sentiamo coinvolti, partecipi di questo progetto di solidarietà, anche con la preghiera. Con la bimba, per il tramite delle suore, si è instaurato un bellissimo rapporto, sono arrivate foto e aggiornamenti sui suoi progressi, e a Natale Tzehay ha fatto un disegno con gli auguri per le ragazze che sono rimaste commosse …. Così questa volta siamo scesi in campo per una gara di …… solidarietà !

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