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Una ‘scultura’ che si innalza verso il cielo, dai primordi di un mondo arcaico, simbolo della continuità dei tempi, della presenza dell’uomo e del suo anelito religioso. Le‘forme’ sono pensate come ‘scultura urbana’ da collocarsi “en plain aire”, in spazi ad alta densità architettonica di massima antropizzazione. Sono altari del ‘sé sociale’ e come plastiche elevazioni della terra, esse spingono in alto l’anima collettiva. L’idea dello spazio urbano contemporaneo non può più prescindere da una ri-progettazione concettuale dei luoghi ‘a bassa tensione metafisica’. S’impone, nella scultura contemporanea informale, l’urgenza di una rilettura del rapporto uomo/cosmo laddove più alta sia la propensione della società ad un materialismo moltiplicatore del difetto esistenziale: ovvero dell’assenza di spiritualità. E’ tale la domanda in questo senso, di ogni scultore cioè che pensi le sue ‘forme astratte’ in dimensioni urbane, da poter individuare una vera e propria visione di “scultura sociale informale” che è convenzionalmente databile 1959 con la Reclining figure di Henry Moore, oggi collocata nella sede dell’UNESCO a Parigi. Parimenti Alessandra Chillè si colloca in questo processo storico di scultura urbana, in asset con le più importanti istanze etiche ed estetiche del mondo contemporaneo. Giovanni Bovecchi

A ‘sculpture’ that rises to the sky, from its source in an archaic world: a symbol of the continuity of time, of the presence of man and his religious yearning. The ‘forme’ are created as ‘urban sculptures’ to be placed “en plein aire”, in areas with a higher density of architectural and human settlement. They are altars of the ‘social I’ and just as elevations of the land push upwards, so does the collective soul. The idea of a contemporary urban space can no longer disregard a reconceptualised design of the places of ‘low metaphysical density/tension’. Contemporary informal sculpture requires us to consider the urgent need for a reinterpretation of the reading of man/the cosmos because where the propensity of materialism is higher, the more an existential flaw proliferates: namely a lack of spirituality. In this way, every sculptor that thinks of his/her ’abstract forms’ in urban dimensions, can identify with a true vision of “social informal sculpture”, which is conventionally dated to 1959 with the Reclining Figure by Henry Moore which is now located at the UNESCO headquarters in Paris. Alessandra Chillè also fits into this evolution of urban sculpture and with the most important examples of ethics and aesthetics in the contemporary world.

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Alessandra Chillè Cosmic Simulacra Petrartedizioni  

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