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COMUNE DI SORISOLE Provincia di Bergamo

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

Documento di Piano

VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

Febbraio 2009

DOCUMENTO DI SCOPING VERSIONE PRELIMINARE •

studio_architettura_paesaggio info@studioarchitetturapaesaggio.it www.studioarchitetturapaesaggio.it dott. architetto dott. paesaggista Luigino Pirola iscritto all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo Sezione A settore A - Architettura e settore C - Paesaggistica con il n. 1006 iscritto all'AIAPP Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio con il n. 510 via Piave, 1 24040 - Bonate Sopra (BG) tel 035.992674 fax 035.995421

dott. geologo Daria Dovera daria.dovera@tiscali.it iscritta all’Ordine dei Geologi della Lombardia al n.334 via Campo dei Fiori, 36 - 21034 Cocquio Trevisago (VA)

dott. agronomo Mario Carminati carminatiagronomo@libero.it via Martinella, 65 24020 – Torre Boldone (BG) tel 035.345.768


Comune di Sorisole (BG) Piano di Governo del Territorio

INDICE 1 2 3 4

INTRODUZIONE ....................................................................................................... 3 FINALITÀ DELLA VAS E RIFERIMENTI NORMATIVI ...................................... 4 IL PERCORSO DI VAS-PGT PER IL COMUNE DI SORISOLE .......................... 10 DEFINIZIONE DEL QUADRO DI RIFERIMENTO............................................... 11

4.1

Normativa Ambientale ........................................................................ 11

4.2

Pianificazione e Programmazione........................................................ 15

5

ANALISI PRELIMINARE DELLO STATO DI FATTO AMBIENTALE.............. 16

5.1

Uso del suolo....................................................................................... 18

5.2

Dinamiche demografiche..................................................................... 19

5.3

Struttura Territoriale e paesaggio ....................................................... 19

5.4

Clima.................................................................................................. 25

5.5

Aria .................................................................................................... 26

5.6

Suolo e sottosuolo................................................................................ 27

5.7

Ambiente idrico .................................................................................. 30 5.7.1 Acque superficiali............................................................................... 30

5.8

Natura e Biodiversità .......................................................................... 31 5.8.1 Parchi e aree protette .......................................................................... 31 5.8.2 Fauna .................................................................................................. 32 5.8.3 Aspetti vegetazionali e floristici ......................................................... 33

5.9

Beni ambientali, archeologici, storici e culturali................................... 34

5.10

Rumore .............................................................................................. 36

5.11

Viabilità e traffico ............................................................................... 37

5.12

Rifiuti ................................................................................................. 38

5.13

Inquinamento elettromagnetico........................................................... 38

5.14

Considerazioni sintetiche..................................................................... 39

6

IL DOCUMENTO DI PIANO................................................................................... 42

6.1

Linee di orientamento del PGT ........................................................... 42

6.2

Obiettivi preliminari di sostenibilità ambientale del PGT..................... 43

6.3

Indicatori preliminari di riferimento ................................................... 54

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1

INTRODUZIONE

Il presente elaborato rappresenta il Documento di scoping relativo alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Sorisole (BG). Ai sensi della Legge per il governo del territorio della Regione Lombardia (L.R. 11 marzo 2005 n. 12) e dei relativi adempimenti, la fase di scoping ha l’obiettivo di definire il quadro di riferimento per la VAS. In particolare, durante questa fase viene proposto il percorso metodologico procedurale, vengono identificate le autorità con competenze ambientali, viene definito l’ambito di influenza del piano e la portata e il livello di dettaglio delle informazioni da considerare durante la valutazione. Il Documento di scoping sintetizza le informazioni e le rendere disponibili durante la Prima Conferenza di valutazione. La prima Conferenza di valutazione, come previsto dal percorso procedurale di PGT/VAS, ha lo scopo di contribuire a individuare l’ambito di influenza del PGT e la portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale con il coinvolgimento ed il contributo attivo (attraverso l’espressione di osservazioni, suggerimenti, proposte di integrazione, eventuali correzioni e modifiche) delle autorità con competenze ambientali.

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2

FINALITÀ DELLA VAS E RIFERIMENTI NORMATIVI

La Direttiva Comunitaria 2001/42/CE ha introdotto la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per quei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente. Questi includono i PGT comunali in quanto regolamentano la “destinazione dei suoli” (art. 3 della Direttiva). L’obiettivo della procedura di VAS è di “garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente” contribuendo “all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile” (art. 1). La Direttiva stabilisce che la Vas deve essere effettuata durante la fase preparatoria del Piano o del Programma ed anteriormente alla sua adozione o all'avvio della relativa procedura legislativa. Deve essere redatto un Rapporto ambientale che comprenda le informazioni che possono essere ragionevolmente richieste, tenuto conto del livello delle conoscenze e dei metodi di valutazione attuali, dei contenuti e del livello di dettaglio del Piano o del Programma. I contenuti degli studi di Vas sono illustrati nell’Allegato I alla Direttiva. La proposta di Piano ed il Rapporto ambientale devono essere messi a disposizione delle Autorità, che gli Stati membri devono designare in base alle loro specifiche competenze ambientali e del pubblico. Le Autorità devono esprimere il proprio parere sulla proposta di Piano e sul Rapporto ambientale che la accompagna, prima dell'adozione del Piano o dell'avvio della relativa procedura legislativa. Una nuova relazione di valutazione dovrà essere elaborata ogni sette anni. A livello Nazionale, la Parte Seconda-Titolo II del Dlgs n. 152/2006 (cd. "Codice dell'ambiente") ed il correttivo Dlgs n. 4/2008 recante "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale", pubblicato sul S.O. n. 24 alla GURI del 29 gennaio 2008, è dedicata alle "Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione integrata ambientale (IPPC). A livello Regionale, il riferimento è costituito dalla L.R. 11 marzo 2005, n. 12 “Legge per il governo del territorio”, in particolare l’Articolo 4 – Valutazione ambientale dei piani. In coerenza con la normativa soprariportata, sono stati predisposti dapprima (marzo 2007) gli “Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi. (comma 1, articolo 4 della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 recante “Legge per il governo del territorio”) e, poi, nella seduta del 27 dicembre 2007 con DGR n. VIII/6420 e del 18 aprile 2008 con DGR n. VIII/7110, ulteriori adempimenti in attuazione della L.R. n. 12/05 e degli indirizzi sopracitati (BURL 2° Supplemento Straordinario n. 4 del 24 gennaio 2008). In particolare sono stati predisposti i modelli metodologici procedurali e organizzativi della VAS sia a livello generale che per i diversi Piani e Programmi per i quali è prevista la stessa VAS. Dal punto di vista procedurale, i procedimenti già avviati alla data di pubblicazione sul BURL della DGR in oggetto si concludono in conformità con le disposizioni in vigore al momento dell’avvio del procedimento stesso. I riferimenti normativi definiscono i diversi soggetti interessati al procedimento di VAS: ƒ il Proponente: la pubblica amministrazione o il soggetto privato, secondo le competenze previste dalle vigenti disposizioni, che elabora il Piano od il Programma da sottoporre alla valutazione ambientale ƒ l’Autorità procedente: la pubblica amministrazione che attiva le procedure di redazione e di valutazione del piano/programma; nel caso in cui il Proponente sia una pubblica amministrazione, l’autorità procedente coincide con il Proponente; nel caso in cui il proponente sia un soggetto privato, l’autorità procedente è la pubblica amministrazione che recepisce il piano o il programma, lo adotta e lo approva; ƒ l’Autorità competente per la Vas: autorità con compiti di tutela e valorizzazione ambientale, individuata dalla pubblica amministrazione, che collabora con l’autorità Valutazione Ambientale Strategica Documento di Scoping

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ƒ

ƒ

procedente/Proponente nonché con i soggetti competenti in materia ambientale, al fine di curare l’applicazione della direttiva e dei presenti indirizzi; i Soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati: le strutture pubbliche competenti in materia ambientale e della salute per livello istituzionale, o con specifiche competenze nei vari settori, che possono essere interessati dagli effetti dovuti all’applicazione del piano o programma sull’ambiente il Pubblico: una o più persone fisiche o giuridiche, secondo la normativa vigente, e le loro associazioni, organizzazioni o gruppi.

Il percorso metodologico procedurale per PGT/VAS delineato dagli Indirizzi generali è rappresentato nella Figura 2-1 e dettagliato nella Tabella 2-1. Risulta evidente come l’integrazione della dimensione ambientale nei piani deve svilupparsi durante tutte le quattro fasi principali del ciclo di vita del piano: 1. Fase di orientamento e impostazione: in questa fase l’Autorità competente per la VAS, d’intesa con l’Autorità procedente, effettua l'analisi preliminare di sostenibilità degli orientamenti del Piano e la verifica della procedura corretta. 2. Fase di elaborazione e redazione: si procede all’individuazione del percorso metodologico e procedurale; alla definizione dell'ambito di influenza del piano (scoping); la definizione degli obiettivi specifici del piano e l'individuazione delle azioni e delle misure necessarie a raggiungerli, all’articolazione degli obiettivi generali; alla costruzione dello scenario di riferimento; all’analisi di coerenza cioè alla verifica della rispondenza degli obiettivi generali del piano con gli obiettivi derivanti dagli altri piani e programmi che interessano il territorio comunale e alla rispondenza tra gli obiettivi del piano e le azioni che li perseguono; all’individuazione delle alternative di piano attraverso l'analisi ambientale di dettaglio; alla stima degli effetti ambientali delle alternative di piano, con confronto tra queste e con lo scenario di riferimento al fine di selezionare l'alternativa più adeguata; all’elaborazione del rapporto ambientale; alla costruzione/progettazione del sistema di monitoraggio. 3. Fase di consultazione, adozione ed approvazione: con il supporto dell’Autorità competente per la VAS. 4. Fase di attuazione, gestione e monitoraggio: attraverso gli indicatori, verrà verificato se le azioni messe in campo dal piano sono effettivamente in grado di conseguire i traguardi di qualità ambientale che il piano si è posto, per individuare tempestivamente le misure correttive che eventualmente dovessero rendersi necessarie.

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Figura 2-1 Processo integrato PGT/VAS (Fonte Regione Lombardia)

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Tabella 2-1 Fase del piano

Fase 0 Preparazione

Processo di DdP

Valutazione Ambientale VAS

P0. 1 - Pubblicazione avviso di avvio del procedimento

A0. 1 - Pubblicazione avviso di avvio del procedimento

P0. 2 - Incarico per la stesura del DdP (PGT)

A0. 2 - Incarico per la redazione del Rapporto Ambientale

P0. 3 - Esame proposte pervenute ed elaborazione del documento programmatico P1. 1 - Orientamenti iniziali del DdP (PGT) P1. 2 - Definizione schema operativo DdP (PGT)

Fase 1 orientamento

P1. 3 - Identificazione dei dati e delle informazioni a disposizione dell’ente su territorio e ambiente

A0. 3 - Individuazione Autorità competente per la VAS A1. 1 - Integrazione della dimensione ambientale nel DdP (PGT) A1. 2 - Definizione dello schema operativo per la VAS, e mappatura dei soggetti competenti in materia ambientale e del pubblico coinvolto A1. 3 - Verifica delle presenza di Siti Rete Natura 2000 (SIC/ZPS)

A1. 4 Definizione dell’ambito di influenza (Scoping), definizione della portata delle informazioni da includere nel Rapporto Ambientale Inizio Conferenza di verifica/valutazione

Avvio del confronto P2.1 Determinazione obiettivi generali

Fase 2 Elaborazione e redazione

P2.2 Costruzione dello scenario di riferimento e di DdP

A2.1 Analisi di coerenza esterna

P2.3 Definizione degli obiettivi specifici, costruzione di alternative/scenari di sviluppo e definizione della azioni da mettere in campo per attuarli

A2.2 Stima degli effetti ambientali attesi A2.3 Valutazione delle alternative di piano A2.4 Analisi di coerenza interna A2.5 Progettazione del sistema di monitoraggio

P2.4 Proposta di DdP (PGT)

A2.6 Proposta di Rapporto Ambientale e sintesi non tecnica

Deposito della proposta di DdP (PGT) e del Rapporto Ambientale Chiusura Conferenza di valutazione

Decisione

Valutazione della proposta di DdP e del rapporto ambientale

Parere Motivato predisposto dall’Autorità Competente per la VAS d’intesa con l’Autorità Procedente

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Fase del piano

Processo di DdP

Valutazione Ambientale VAS

3.1 Adozione Il Consiglio Comunale adotta:

Fase 3 Adozione e approvazione (Ia Parte)

ƒ

PGT (DdP, Piano dei Servizi e Piano delle Regole)

ƒ

Rapporto Ambientale

ƒ Dichiarazione di sintesi 3.2 Deposito/Pubblicazione/Invio alla Provincia ƒ

deposito degli atti del PGT (DdP, Rapporto Ambientale, Dichiarazione di sintesi, Piano dei Servizi e Piano delle Regole) nella segreteria comunale (ai sensi del comma 4, art. 13, L.R. 12/2005)

ƒ

trasmissione in Provincia (ai sensi del comma 5, art. 13, L.R. 12/2005)

ƒ trasmissione ad ASL e ARPA (ai sensi del comma 6, art. 13, L.R. 12/2005) 3.3 Raccolta osservazioni (ai sensi comma 4, art. 13, L.R. 12/2005) 3.4 Controdeduzioni alle osservazioni presentate a seguito di analisi di sostenibilità

Verifica di compatibilità della Provincia

Fase 3 Adozione e approvazione (IIa Parte)

La Provincia, garantendo il confronto con il comune interessato, valuta esclusivamente la compatibilità del DdP con il proprio Piano Territoriale di Coordinamento entro centoventi giorni dal ricevimento della relativa documentazione, decorsi inutilmente i quali la valutazione si intende espressa favorevolmente (ai sensi comma 5, art. 13, L.R. 12/2005) Parere Motivato finale Nel caso in cui siano state presentate osservazioni P3.5 Approvazione (ai sensi del comma 7, art. 13, L.R. 12/2005) Il Consiglio Comunale:

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A4.2 Analisi di sostenibilità delle osservazioni pervenute

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Fase del piano

Fase 4 Attuazione e gestione

Processo di DdP ƒ

decide sulle osservazioni apportando agli atti del PGT le modifiche conseguenti all’eventuale accoglimento delle osservazioni, predisponendo ed approvando la dichiarazione di sintesi finale

ƒ

provvede all’adeguamento del DdP adottato, nel caso in cui la Provincia abbia ravvisato elementi di incompatibilità con le previsioni prevalenti del proprio Piano Territoriale di Coordinamento, o con i limiti di cui all’art. 15, comma 5, ovvero ad assumere le definitive determinazioni qualora le osservazioni provinciali riguardino previsioni di carattere orientativo

ƒ

deposito nella segreteria comunale ed invio alla Provincia e alla Regione (ai sensi del comma 10, art. 13, L.R. 12/2005)

ƒ

pubblicazione su web

ƒ

pubblicazione dell’avviso dell’approvazione definitiva all’Albo pretorio e sul BURL (ai sensi del comma 11, art. 13, L.R. 12/2005) P4.2 Pubblicazione e raccolta osservazioni, risposta alle osservazioni

P4.1 Monitoraggio dell’attuazione del DdP P4.2 Monitoraggio dell’andamento degli indicatori previsti P4.3 Azioni di eventuali interventi correttivi

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Valutazione Ambientale VAS

A4.1 Rapporti di monitoraggio e valutazione periodica

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3

IL PERCORSO DI VAS-PGT PER IL COMUNE DI SORISOLE

L’Amministrazione Comunale di Sorisole ha dato formalmente avvio al procedimento di Valutazione ambientale strategica del Documento di piano del PGT mediante comunicazione alla Regione Lombardia del responsabile del Procedimento, in data 22 marzo 2007 (Prot. 4109). Con atto successivo (delibera G.C. n.12 del 05/02/2009) sono stati individuati: ƒ l’Autorità Procedente nella figura del responsabile del Settore Gestione Territorio geom. Pierangelo Previtali ƒ l’Autorità Competente responsabile della valutazione ambientale nella figura responsabile del Settore Gestione Territorio geom. Pierangelo Previtali ƒ gli Enti territorialmente interessati e le autorità con specifiche competenze in materia ambientale da chiamare alla Conferenza di valutazione: a) soggetti competenti in materia ambientale: • ARPA Lombardia Sede di Bergamo • ASL della Provincia di Bergamo • Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia Palazzo Litta C.so Magenta n.24 – 20123 Milano b) Enti territorialmente interessati: • Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Milano • Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia di Milano • Regione Lombardia DG territorio e urbanistica • Regione Lombardia DG Qualità ed Ambiente • Regione Lombardia DG Infrastrutture e Mobilità • Ster di Bergamo • Provincia di Bergamo Settore Ambiente Ufficio VAS Bergamo • Provincia di Bergamo Settore Pianificazione • Consorzio Parco dei Colli della Provincia di Bergamo • Comuni confinanti Bergamo, Almè, Ponteranica, Villa d’Almè, Paladina, Sedrina, Zogno; • Enti/Autorità con specifiche competenze d) partecipazione degli altri Enti/soggetto pubblici e privati e del pubblico: • Associazioni ambientaliste riconosciute a livello nazionale (Legambiente; Italia Nostra); • Associazioni di categoria degli agricoltori, dei commercianti, degli esercenti, dei costruttori edili; • Associazioni varie di cittadini ed altre autorità che possano avere interesse ai sensi dell'art. 9, comma 5, del D.Lgs. n.152/2006 (Pro Loco); Le attività di partecipazione costituiscono un elemento importante del Piano di Governo del Territorio e della relativa valutazione ambientale. Come indicato dalla Legge 12/2005 il coinvolgimento della cittadinanza, delle realtà associative di varia natura e degli Enti fornitori di servizi rivolti alla collettività deve essere parte del metodo di rilevamento della condizione contestuale del territorio interessato. Le attività di partecipazione si concretizzano con la convocazione della prima conferenza di valutazione entro il mese di febbraio 2009.

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DEFINIZIONE DEL QUADRO DI RIFERIMENTO

4.1

Normativa Ambientale

Il quadro di riferimento qui adottato è costituito dall’insieme di convenzioni e normative internazionali, nazionali e regionali che hanno come obiettivo la sostenibilità ambientale. Il presente capitolo contiene pertanto una sintesi di tali riferimenti normativi. Il quadro è articolato nelle componenti ambientali (Aria, Acqua, Suolo, Flora, Fauna E Biodiversità, Paesaggio e Beni Culturali, Popolazione e Salute Umana) oltre i settori Energia e Rifiuti. Tabella 4-1 quadro di riferimento Componente/Settore

Livello Internazionale Europeo

Nazionale

Aria e climatici

fattori

Regionale

Acqua

Europeo

Nazionale

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Riferimento -Protocollo di Kyoto (1997) -Direttiva 1996/62/CE – direttiva quadro sulla qualità dell’aria ambiente -Direttiva 1999/30/CE sui limiti di qualità dell’aria ambiente -Direttiva 2002/3/CE, relativa all'ozono nell'aria (definisce il parametro AOT40) -L. 1 giugno 2002, n. 120 – ratifica del Protocollo di Kyoto Delibera CIPE 123/2002 - Piano nazionale per la riduzione dei gas serra -D.lgs. 21 maggio 2004, n. 183 - Attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all'ozono nell'aria (introduce il parametro AOT40) -D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” -D.g.r. n. VII/35196 del 20 marzo 1998 “Criteri, risorse e procedure per la predisposizione del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria” – PRQA (2000) -D.g.r. n. VII/6501 del 19 ottobre 2001 “Nuova zonizzazione del territorio regionale per il conseguimento degli obiettivi di qualità dell’aria ambiente, ottimizzazione e razionalizzazione della rete di monitoraggio, relativamente al controllo dell’inquinamento da PM10, fissazione dei limiti di emissione degli impianti di produzione di energia e piano d’azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico” e s.m.i. -D.g.r. n. VIII/580 del 4 agosto 2005 “Misure Strutturali per la Qualità dell’Aria 2005-2010” -D.g.r n. VIII/3024 del 27 luglio 2006 “Piano di azione per il contenimento e la prevenzione degli episodi acuti di inquinamento atmosferico per l’autunnoinverno 2006/2007” -L.r. 11 dicembre 2006, n.24 “Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell’ambiente” -Direttiva 91/676/CEE sulla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole -Direttiva 2001/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane -Direttiva Comunitaria 60/2000/CE (“Direttiva Quadro sulle acque”) -L. 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche” (legge Galli) -D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento” e s.m.i. -D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”

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Componente/Settore

Livello

Regionale

Europeo

Nazionale

Suolo

Regionale

Flora, biodiversità

fauna,

Europeo

Nazionale

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Riferimento -L.r. 20 ottobre 1998, n. 21 Organizzazione del servizio idrico integrato e individuazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5/01/1994 n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche” -L.r. 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche” -D.g.r. n. 2244 del 29 marzo 2006 - Piano di Tutela e Uso delle Acque (PTUA) -Comunicazione della Commissione Europea “verso una strategia tematica per la protezione del suolo” -Direttiva 86/278/CEE sull’utilizzazione dei fanghi di depurazione -D.lgs. 27 gennaio 1992, n. 99 “Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura” -D.lgs. 22/1997 "Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio" (legge Ronchi) -D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento” e s.m.i. -D.M. 25 ottobre 1999, n. 471 (regolamento applicativo del d.lgs. 152/1999) -D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” -Legge 183/1989 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” -L.r. 86/1983 “Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale” -L.r. 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche” -D.g.r. n. 958 del 17 febbraio 2004 “Piano regionale stralcio di bonifica delle aree inquinate” (ai sensi del d.Lgs. 22/1997) -Regolamento regionale n. 2/2005 “Disciplina degli interventi di bonifica e ripristino ambientale che non richiedono autorizzazione ai sensi dell’art. 13 del D.M. 471/1999, in attuazione dell’art. 17 comma 1 lettera (h) della l.r.26/2003” -Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici -Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche -L. 21 novembre 2000, n. 353 “Legge quadro in materia di incendi boschivi” -D.M. 3 settembre 2002 "Linee guida per la gestione dei siti Rete Natura 2000" -D.M. 25 marzo 2004 “Elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografia alpina in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE” -D.M. 25 marzo 2005 “Elenco delle Zone di protezione speciale (ZPS), classificate ai sensi della direttiva 79/409/CEE”

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Componente/Settore

Livello

Regionale

Europeo

Paesaggio culturali

e

beni

Nazionale

Regionale

Popolazione, salute umana, qualità urbana

Europeo

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Riferimento -L.r. 86/1983 “Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale” -D.g.r. n. 4345 del 20 Aprile 2001 per la gestione della fauna nelle aree protette -D.g.r. 20 Aprile 2001, n. 4345 per la gestione della fauna nelle aree protette -Programma Regionale per gli interventi di Conservazione e Gestione della Fauna -D.g.r. 12 dicembre 2003, n. VII/15534 - Piano Regionale Antincendio Boschivo D.g.r. 8 agosto 2003, n. VII/14106 “Elenco dei proposti Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della direttiva 92/43/CEE per la Lombardia, individuazione dei soggetti gestori e modalità procedurali per l’applicazione della valutazione d’incidenza. P.R.S. 9.5.7 – Obiettivo 9.5.7.2” e s.m.i. -D.g.r. 30 luglio 2004, n. VII/18453 “individuazione degli enti gestori dei proposti Siti di Importanza -Deliberazione Giunta regionale 27 dicembre 2007 - n. 8/6415. Criteri per l’interconnessione della Rete Ecologica Regionale con gli strumenti di programmazione territoriale degli Enti locali. -Schema di sviluppo dello spazio europeo (1999) -Convenzione europea del Paesaggio (2000) -Qualità architettonica dell’ambiente urbano e rurale. Risoluzione U.E. (2000) -D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” -D.lgs. 24 marzo 2006, n. 157 “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio” -D.c.r. 6 marzo 2001, n. VII/197 - Piano Territoriale Paesistico Regionale -L.r. 11 marzo 2005, n. 12 di governo del territorio D.g.r. 15 marzo 2006, n. VIII/2121 “Criteri e procedure per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici in attuazione della l.r.12/05” -Direttiva 96/61/CEE del Consiglio del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC) Direttiva 2002/49/CE sull’inquinamento acustico Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa ad una “Strategia tematica sull'ambiente urbano”, COM/2005/0718 def. -Carta delle città europee per un modello urbano sostenibile (“Carta di Aalborg”) -Principi stabiliti dal Consiglio europeo degli urbanisti per la pianificazione della città (Nuova Carta di Atene), 1998

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Componente/Settore

Livello

Nazionale

Regionale

Europeo

Energia Nazionale

Regionale Europeo

Nazionale Rifiuti

Regionale

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Riferimento -D.lgs. 17 agosto 1999, n. 334 "Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose" -L. 26 ottobre 1995, n. 447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142 “Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447” -D.lgs.15 luglio 2005, n. 194- recepimento della Direttiva 2002/49/CE -L. 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" -D.P.C.M. 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione -dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz” -D.P.C.M. 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” -L.r. 23 novembre 2001, n. 19 “Norme in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti” -L.r. 29 settembre 2003, n. 17 “Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto” -L.r. 10 agosto 2001, n. 13 “Norme in materia di inquinamento acustico” -Libro verde della Commissione Europea, dell'8 marzo 2006, "Una strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura" -Direttiva Comunitaria 2001/77/EC “Promozione dell’elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili per il mercato elettrico interno” -Legge 120/2002 dell’1/6/02 “Ratifica ed esecuzione del Protocollo di Kyoto”; -Decreto legislativo 29 Dicembre 2003, n. 387 “Attuazione della Direttiva 77/2001/CE relativa alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili -Delibera CIPE del 19.12.02 “Revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra” Decreto Ministeriale Min. Industria 24 Aprile 2001 “individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incremento dell’efficienza energetica” -Programma Energetico Regionale (2003) -Lr. n. 39 21 dicembre 2004 Norme per il risparmio energetico negli edifici e per la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti -Direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio -D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio” (Decreto Ronchi) e s.m.i. -L.R. 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche” -L.R. 12 luglio 2007 , n. 12 “Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche) ed altre disposizioni in materia di gestione dei rifiuti.”

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4.2

Pianificazione e Programmazione

Il presente capitolo contiene la rassegna dei principali strumenti di pianificazione e programmazione di livello regionale, provinciale e sovracomunale il cui contenuto è di interesse per indirizzare la VAS del PGT di Sorisole. Tabella 4-2 Tipo Pianificazione territoriale

Livello Regionale

Provinciale

Ente Parco Pianificazione settore Ambiente Acque

di Provinciale Regionale Provinciale

Aria Energia/Efficienza energetica Rumore Rifiuti Caccia

Mobilità Rischio Attività estrattiva Commercio

Regionale Regionale Provinciale Provinciale Provinciale Provinciale

Agenda 21 - Piano d’Azione Ambientale della Provincia di Bergamo 2008 Piano di Gestione del Bacino Idrografico Programma Regionale per la Tutela delle Risorse Idriche Piano di Settore delle risorse idriche Piano d’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Bergamo Misure strutturali per la qualità dell’aria Programma Energetico Regionale Linee Guida per l’applicazione di criteri di miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici bergamaschi Piano direttore per il Risanamento Acustico della Rete Stradale Provinciale Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Piano Faunistico-Venatorio Piano Miglioramento Ambientale

Provinciale Piano provinciale della rete ciclabile Regionale Provinciale Regionale Provinciale

Agricoltura Provinciale Turismo

Denominazione Piano Territoriale Regionale Piano Territoriale di Coordinamento Provincia di Bergamo Linee Guida per il dimensionamento e l'individuazione degli sviluppi insediativi, per la verifica dell'impatto ambientale e della qualificazione architettonica ed urbanistica degli interventi di trasformazione territoriale ed edilizia (Luglio 2008 Piani Territoriali Provinciali d’Area Piano Territoriale di Coordinamento Parco dei Colli di Bergamo

Provinciale

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Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei Rischi 20072010 Piano Cave Provinciale di Bergamo Programma Regionale Triennale per lo Sviluppo del Settore Commerciale (PTSSC) Piano di settore per lo sviluppo e l'adeguamento della rete di vendita delle strutture commerciali al dettaglio della media e grande distribuzione (PdSC) Piano Agricolo Provinciale della Provincia di Bergamo 20072009 Programma di Sviluppo Turistico (PST) “Bergamo, Isola e Pianura”

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5

ANALISI PRELIMINARE AMBIENTALE

DELLO

STATO

DI

FATTO

Le principali fonti di informazione considerate sono: ƒ il Sistema Informativo Territoriale (SIT) della Regione Lombardia (www.cartografia.regione.lombardia.it), che comprende: ƒ cartografie e basi informative geografiche di interesse generale, derivanti dalla trasposizione in formato digitale della cartografia tecnica regionale; ƒ cartografie e basi informative tematiche riguardanti aspetti specifici del territorio; ƒ fotografie aeree e riprese aerofotogrammetriche; ƒ banche dati o sistemi informativi relativi ad attività particolari e realizzati attraverso specifici progetti di settore. ƒ banche dati a scala regionale (http://www.ambiente.regione.lombardia.it, http://www.arpalombardia.it); ƒ il Sistema Informativo Territoriale della provincia di Bergamo (Siter@) ƒ la Relazione sullo Stato dell’Ambiente e aspetti sanitari correlati nella Provincia di Bergamo (2003) e successivo aggiornamento (2008), redatte all’interno del processo di Agenda 21 provinciale; ƒ Studi e Cartografia Tematica Comunale Il territorio di Sorisole è costituito dalle seguenti località: ƒ Sorisole capoluogo, ƒ frazione di Petosino, ƒ frazione di Azzonica ƒ nuclei edificati storicamente riconosciuti dalla comunità − Premerlino, − Comunelli, − Botta Alta, − Serit (Grom), − Sant'Ana, − Grumel mez, − Boscalgisi, − Madonna dei Campi, − Rigla, − Botta Bassa, − Laxolo, − Castel dè Pilis − Canvarola-Valli. Il territorio del Comune di Sorisole si estende per chilometri quadrati 12,82 e confina con i comuni di ƒ Zogno, ƒ Ponteranica, ƒ Bergamo, ƒ Paladina, ƒ Almè, ƒ Villa d'Almè ƒ Sedrina.

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Figura 5-1 Inquadramento territoriale

Fisicamente il territorio di Sorisole comprende il ƒ Canto Alto (m. 1.140) e le sue pendici, ƒ le colline, ƒ le vallate dei torrenti Quisa, Morla, Rigoss, Porcarizza, Bondaglio, per i tratti compresi nei confini comunali ƒ la piana detta dei Dross a Petosino. Gli aspetti ambientali rilevanti Dinamiche demografiche Struttura Territoriale e paesaggio Aria Suolo e sottosuolo Ambiente idrico Natura e biodiversità Parchi e aree protette Fauna Uso del suolo Vegetazione Beni ambientali, archeologici, storici e culturali Clima acustico Rifiuti Energia ed effetto serra Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti Rischi antropici

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5.1

Uso del suolo

Il comune di Sorisole si espande su una superficie pari a 1239,80 Ha, tutti ricadenti nel territorio del Parco Regionale dei Colli di Bergamo. Il territorio comunale è classificato prevalentemente come aree omogenea agroforestale di pianura (1212,1 Ha) e la restante parte come zona montana (27,7 Km). I dati a disposizione1, in merito all’uso del suolo, sono relativi a due soglie temporali di analisi (anni 2000 e 2003); sono stati qui utilizzati i dati del Censimento Nazionale Agricoltura anno 2000 ISTAT e il DUSAF anno 2000. Tabella 5-1 Uso del suolo riferito alla superficie comunale (Fonte: DUSAF 2000) Uso suolo Boschi di latifoglie Aree urbanizzate Seminativo semplice Prati e pascoli Vigneti Seminativo arborato Vegetazione arbustiva-cespuglieti Aree estrattive Vegetazione rupestre e dei detriti Ambiti degradati soggetti a usi diversi Orti familiari non in ambito urbano Laghi e specchi d’acqua Totale

Superficie in Ha 720, 20 186,11 146,69 124,04 18,30 15,44 11,49 10,78 3,50 1,57 1,19 0,49 1239,80

% su Sup. comunale 58,09 15,01 11,83 10,00 1,47 1,24 0,92 0,86 0,28 0,12 0,09 0,03

Tabella 5-2 Uso del suolo riferito alla superficie agraria. Censimento Nazionale Agricoltura 2000. ISTAT Uso suolo Boschi cedui Prati permanenti Cereali per la produzione di granella Pascoli Vite Altra sup. Aziendale Fiori e piante ornamentali Vivai Orti Familiari Altra superficie agraria non utilizzata Totale

Superfice in Ha 200,38 169,09 85,70 46,25 21,60 10,19 0,91 0,63 0,22 0,02 534,99

% su sup. agricola 37,45 31,60 16,01 8,64 4,03 1,90 0,17 0,11 0,04 0,003

% su comunale 16,16 13,63 6,91 3,73 1,74 0,82 0,07 0,05 0,01 0.001

sup.

Si segnala inoltre che nel periodo intercorso tra gli anni 1997 e 2004 la superficie bruciata a causa di incendio boschivo è risultata essere pari ha 1 Ha del quale 0,90 Ha erano costituiti da superfici non boscate e 0,10 Ha erano bosco.

1

banca dati regionale del sistema rurale (www.sistema.rurale.lombardia.it), provengono da diverse fonti : Censimento Nazionale Agricoltura anno

2000 ISTAT Uso suolo fonte DUSAF - Destinazione d’uso dei suoli agricoli e forestali anno 2000, SIARL anno 2003.

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5.2

Dinamiche demografiche

Alla data dell’1 gennaio 2008, la popolazione residente nel comune di Sorisole era pari a 8849 persone, di cui 4420 maschi e 4429 femmine. Alla stessa data la popolazione straniera residente era pari a 369 persone, di cui 203 maschi e 166 femmine. L’andamento demografico a partire dal 1861 è stato il seguente:

Figura 5-2 Abitanti censiti dal 1861 al 2001 (Fonte: ISTAT)

5.3

Struttura Territoriale e paesaggio

Il territorio comunale di Sorisole ricade per intero all’interno dell’unità di paesaggio dei COLLI DI BERGAMO (n.16), secondo l’inquadramento riportato nella relazione del PTCP vigente.

Figura 5-3-1 PTCP Provincia di Bergamo – Relazione generale – Appendice I: unità di paesaggio

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Il territorio rientra per la parte settentrionale (Valle del Giongo) nella fascia prealpina dei paesaggi delle dorsali e delle valli prealpine; la parte centrale del territorio si trova a cavallo tra la fascia prealpina dei paesaggi della valli prealpine e la fascia collinare dei paesaggi delle colline caratterizzati da presenze naturalistiche ed agrarie di valore congiunto; la parte meridionale si trova all’interno della sola fascia pedecollinare appena citata. La variegata molteplicità dei paesaggi che interessano il territorio comunale è leggibile dal seguente estratto dagli elaborati di PTCP che illustrano gli ambiti ed elementi di rilevanza paesistica.

Figura 5-3-2 PTCP Provincia di Bergamo – Tavv. E5-e,f,i,l: ambiti ed elementi di rilevanza paesistica

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Indubbiamente, l’aspetto che più immediatamente rivela la complessità del territorio è quello MORFOLOGICO, legato com’è alla presenza dei rilievi e conseguentemente ad un ramificato reticolo idrografico. La lettura della morfologia avviene attraverso il disegno di immagini, come quelle che seguono, atte a porre in evidenza: - le cime e i crinali - il reticolo idrografico - l’individuazione dei toponimi che contrassegnano gli elementi salienti.

Reticolo idrografico

Cime e crinali

Figura 5-3-3 Il territorio comunale di Sorisole: morfologia

Approfondendo la lettura dei luoghi, possiamo dire che il paesaggio del territorio di Sorisole (si veda l’immagine sottostante) è caratterizzato da tre unità locali di paesaggio: la valle del Giongo con giacitura geomorfolgica est - ovest, le valli meridionali con andamento nord-sud e la piana del Petòs. La prima è Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e la seconda rientra per buona parte all’interno del Parco Regionale dei Colli di Bergamo.

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Figura 5-3-4 Il territorio comunale di Sorisole: individuazione delle tre unità locali di paesaggio Da nord a sud: - AMBITO 1 – La valle del Giongo - AMBITO 2 – Le valli meridionali - AMBITO 3 – La piana di Petòs

La Valle del Giongo appartiene al bacino di affluenza del fiume Brembo e si rapporta con la parte meridionale della Valle omonima (località Botta e Sedrina). Da un punto di vista della copertura vegetazionale abbiamo in questa unità di paesaggio la dominanza di boschi di latifoglie. La Valle del Giongo inoltre è interclusa e si apre solo verso ovest, verso la Valle del Brembo, rimanendo di fatto ‘nascosta’ rispetto al resto del territorio di Sorisole. L’unità di paesaggio dei versanti meridionali e delle vallecole è solcata dai torrenti affluenti del Quisa e del Morla ed è aperta verso la Piana del Petòs. Qui si trovano i nuclei abitati di antica formazione (riportati sulla figura seguente) costruiti sui poggi, sui terrazzi e lungo i percorsi di crinale.

Figura 5-3-5 Il territorio comunale di Sorisole: centri storici e nuclei abitati

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Qui abbiamo anche la migliore esposizione solare (anfiteatro naturale a sud) che ha determinato la costruzione di terrazzamenti a vigneti e a frutteti. Questi si alternano a tessere del paesaggio a prati, pascoli, boschi e seminativi. L’unità di paesaggio della Piana del Petòs è caratterizzata da tessere di tipo abitativo denso, sopratutto produttivo, e di tipo seminativo con fasce arborate lungo le rive e i fossi. L’INTERVISIBILTÀ MAGGIORE spetta all’unità di paesaggio del versante meridionale e delle vallecole a causa delle presenza della strada di fondovalle che congiunge Bergamo con Almè e per il sistema dei Colli di Bergamo che si staglia frontalmente ad essa. Riguardo gli aspetti vedutistici, il territorio di Sorisole si trova esposto nel suo insieme ad una notevole intervisibilità, essenzialmente a causa di due elementi: - la presenza della strada di fondovalle che congiunge Bergamo con Almè, dalla quale il territorio del comune risulta ben visibile nel complesso – anche se in modo differenziato a seconda dei diversi punti della strada stessa; - la presenza del sistema dei Colli di Bergamo che, stagliandosi proprio di fronte al territorio comunale, presenta diversi punti di osservazione panoramica su di esso. La tavola che segue mostra alcuni di questi ultimi, collocati in corrispondenza delle località di S. Sebastiano, S. Vigilio e Pianone. La tavola riporta anche i punti panoramici a quote più elevate che ricadono sul territorio del comune - ovviamente situati in corrispondenza delle cime – oltre ad altri punti, posti a quota più bassa, che il Parco dei Colli di Bergamo ha individuato come meritevoli di salvaguardia.

Figura 5-3-6 Il territorio comunale di Sorisole: aspetti vedutistici

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IL DISEGNO DELLE TESSERE PAESAGGISTICHE è diverso nelle tre unità di paesaggio (una sintesi viene offerta dall’immagine che segue e che riproduce schematicamente l’ecomosaico).

Figura 5-3-7 Il territorio comunale di Sorisole: l’ecomosaico

La Valle del Giongo di fatto è una sola grande tessera boscata con affioramenti rocciosi. Il versante meridionale con le vallecole è costituito da tessere sempre di grandi dimensioni poste secondo la giacitura degli impluvi (parti abitate e coltivate) e una grande tessera a monte del tutto boscata con alcuni affioramenti rocciosi. La piana del Petòs vede tessere più piccole con alternanza di coltivi e costruzioni, anche di grandi dimensioni (Società del Grès). I margini tra le tessere sono per lo più di tipo poroso ad eccezione del bordo tra costruito e non. In ultima analisi, riportiamo due immagini utili all’individuazione dei principali elementi relativi al tema dei MARGINI degli ambiti individuati e delle CONNESSIONI . Riguardo i primi, è interessante osservare che il margine situato tra l’ambito della valle del Giongo e l’ambito delle valli meridionali può senz’altro essere considerato come positivo: si tratta infatti di un margine che, essendo discrimine tra diversi assetti geomorfologici e vegetazionali, è del tutto permeabile alle dinamiche della naturalità (ci troviamo sempre in una zona boscata). Per contro, il margine che separa l’ambito 2 da quello della piana del Petòs è da considerarsi negativo, poiché rigido rispetto alle dinamiche naturalistiche, dal momento che coincide con un’arteria stradale di grande traffico e costeggiata da edificato. Rispetto alle connessioni, l’immagine riportata evidenzia: - i principali corridoi, situati lungo i torrenti e i grandi versanti boscati - le aree significative anche in ragione della loro potenzialità - la criticità costituita dalla S.P. 470, con l’effetto barriera da essa rappresentato.

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Figura 5-3-8 Il territorio comunale di Sorisole: i margini

Figura 5-3-9 Il territorio comunale di Sorisole: le connessioni

5.4

Clima

La zona del territorio comunale è caratterizzata da un clima continentale mitigato dalla buona esposizione dei versanti. Nel corso dell'anno le temperature più elevate caratterizzano il bimestre Luglio - Agosto con una media prossima ai 22° C ed un valore massimo assoluto che si avvicina ai 40° C, mentre i minimi si localizzano nel trimestre invernale con valori medi mai inferiori allo 0° C ma con punte estreme anche inferiori a -10°C e con possibilità di gelo nel semestre Novembre - Aprile (dati rilevati a Bergamo 1921-1970).

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La piovosità media è pari a 1250 mm con punte massime primaverili ed autunnali e punte minime estive ed invernali (la seconda più accentuata). L'evapotraspirazione potenziale risulta inferiore alle precipitazioni medie durante tutti i mesi dell'anno ad eccezione del bimestre Luglio - Agosto durante il quale si ha un deficit di umidità con conseguente diminuzione delle riserve idriche del suolo.

5.5

Aria

Il territorio comunale di Sorisole ricade in Zona A2, ai sensi della suddivisione del territorio regionale ai sensi del Decreto Legislativo n. 351/99 e della Legge Regionale n. 24/06 per l'attuazione delle misure finalizzate al conseguimento degli obiettivi di qualità dell'aria ambiente, corrispondente cioè ad un’area urbanizzata, seppur con minore densità abitativa, di attività industriali e di traffico ed emissiva rispetto alla zona A1; si situa ai margini della Zona A1 in cui è compreso il comune di Bergamo e la prima cintura urbana. La fonte di informazione sulla quantità di inquinanti emessi è costituita dalla banca dati regionale INEMAR, i cui dati sono aggiornati al 2005 2 (ARPA Lombardia - Regione Lombardia. INEMAR, Inventario emissioni in atmosfera. Emissioni in Lombardia nel 2005 dati finali settembre 2007). INEMAR fornisce i valori stimati delle emissioni a scala comunale disaggregati per macrosettori delle attività antropiche in accordo con il modello CORINAIR. Gli inquinanti considerati sono: SO2, NOx, COV, CH4, CO, CO2, N2O, NH3, PM2.5, PM10, PTS, CO2 equivalenti, precursori O3, sostanze acidificanti.

'P REC_OZ' 'SOST_A C' 'CO2_EQ' 'P M 2.5' 'P TS' 'P M 10' 'NH3' 'N2O' 'CO2' 'CO' 'CH4' 'COV' 'NOx' 'SO2' 0%

20%

40%

Co mbustio ne no n industriale P ro cessi pro duttivi Uso di so lventi A ltre so rgenti mo bili e macchinari

60%

80%

100%

Co mbustio ne nell'industria Estrazio ne e distribuzio ne co mbustibili Traspo rto su strada A grico ltura

Figura 5-3 Comune di Sorisole: Contributo percentuale per macrosettore e inquinante emesso (Fonte: elaborazione su dati INEMAR, 2007) 2

ARPA LOMBARDIA - REGIONE LOMBARDIA (2007), INEMAR, Inventario Emissioni in Atmosfera: emissioni in regione Lombardia nell'anno

2005. Dati in revisione pubblica, ARPA Lombardia Settore Aria e Agenti Fisici, Regione Lombardia DG Qualità dell'Ambiente, settembre 2007 http://www.ambiente.regione.lombardia.it/inemar/inemarhome.htm

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Per il comune di Sorisole i principali inquinanti o fattori climalteranti sono rappresentati da CO2 e CO2eq che rappresentano oltre l’88% delle emissioni; le polveri (PM10, PM2.5, PTS) sono molto limitate (<0,1 %) sul totale delle emissioni. Per il comune di Sorisole i principali settori di emissione sono: ƒ la combustione nell'industria che contribuisce per il 67,4% delle emissioni complessive in atmosfera, il 62,5% all’emissione di PM10, il 63% all’emissione di PTS, il 71,3% all’emissione di CO2, per il 74,7% all’emissione di NOx, il 99,6% all’emissione di SO2. ƒ la combustione non industriale, in particolare derivante dai sistemi di riscaldamento residenziali e di servizio, che contribuisce per il 23,4% delle emissioni complessive in atmosfera, il 24,6% all’emissione di PM10, il 23,4% all’emissione di PTS, il 28,7% all’emissione di CO2 e il 6,3% all’emissione di NOx. ƒ il trasporto su strada che contribuisce per il 7,3% delle emissioni complessive in atmosfera, il 9,8% all’emissione di PM10, il 10,67% all’emissione di PTS, il 15,6% all’emissione di NOx.

5.6

Suolo e sottosuolo 3

Il sistema pedemontano e collinare della provincia di Bergamo costituisce l’avamposto alpino verso l’alta pianura, è connotato da un aspetto morfologico apparentemente omogeneo, che presenta però significative differenze dovute alla presenza di fiumi e solchi vallivi che ne interrompono la continuità fisica. La fascia collinare si sviluppa per diversi chilometri ed è compresa, da ovest verso est, tra i fiumi Adda e Serio, i cui corsi, unitamente a quelli dei fiumi Brembo e Cherio, determinano le disomogeneità sopra accennate. Lungo l’asse O-E del sistema collinare, nel tratto compreso tra i fiumi Brembo e Serio, in corrispondenza della città di Bergamo si incontra l’area dei Colli di Bergamo. L’imbocco di quest’ultima valle separa fisicamente, a nord, l’area a Parco comprendente i Comuni di Sorisole, Ponteranica e Ranica, dalla città e così generando una sorta di isola posta a baluardo tra l’alta pianura e le propaggini del sistema prealpino al quale il Comune di Sorisole appartiene. L’area dei Colli appartiene alla porzione più meridionale delle Prealpi Lombarde ed è caratterizzata da rocce cretaciche fagliate e piegate. L’area di pianura e la fascia pedemontana è invece costituita da ampie falde di depositi quaternari originati dallo smantellamento sinorogenetico e post-orogenetico delle rocce del substrato roccioso. Dal punto di vista strutturale, il territorio di Sorisole è situato nella provincia tettonica delle Alpi e Prealpi Orobiche, a loro volta comprese nelle Alpi Meridionali. L’evoluzione paleogeografia del territorio di indagine è legata inizialmente alla presenza di ambiente marino che, durante il Giurassico, si approfondisce progressivamente e costantemente instaurando condizioni di tipo pelagico. La transizione dal Giurassico superiore al Cretaceo è caratterizzata dal passaggio da litologie prevalentemente carbonatiche a rocce di tipo flyschoide (“Sass de la Luna”, “Flysch di Pontida”) dovute all’instaurarsi della fase orogenetica (fase eoalpina), allo smantellamento della catena in emersione ed alla deposizione di sedimenti al fondo del bacino mediante correnti di torbida. Alla fine del Cretaceo si instaura un ambiente marino costiero e peritidale con formazione di una successione sedimentaria prevalentemente carbonatica. In epoca più recente, circa 18.000 anni fa (Pleistocene) si producono condizioni decisamente continentali, durante le quali l’evoluzione del territorio ed i processi morfogenetici sono legati all’attività glaciale e fluvioglaciale. Le unità litostratigrafiche che costituiscono il substrato roccioso risalgono al Cretaceo mediosuperiore, sono, come già anticipato, prevalentemente di origine torbiditica, ossia generate 3

Fonte: www.comune.bergamo.it PGT Bergamo – Documento di Piano, 2007

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dall’azione di correnti sottomarine ad elevata velocità e ad alta densità, in grado di rimuovere ingenti quantità di sedimenti di acque basse e litoranee e di ridepositarli in zone più profonde. L’affioramento del substrato, è generalmente concentrata nel settore nord del comune di Sorisole; l’estesa copertura detritica quaternaria costituita dai depositi superficiali incoerenti di origine fluvioglaciale. Gli studi di carattere geologico eseguiti a supporto della pianificazione urbanistica forniscono il quadro del dissesto e delle criticità del territorio comunale; forniscono inoltre le condizioni di fattibilità dal punto di visto geologico, geotecnico e idraulico per la realizzazione degli interventi previsti dalla pianificazione stessa. Il quadro del dissesto idrogeologico presente sul territorio comunale è confermato dalla figura seguente; come si può notare i fenomeni più rilevanti (frane attive e quiescenti) sono localizzati nella parte settentrionale del territorio comunale ed in particolare alla testata della Valle del Giongo, al di fuori delle aree abitate delle varie frazioni. Alcuni fenomeni di dissesti superficiali e aree morfologicamente attive sono legate alla rete idrica superficiale e sono localizzate alle testate delle incisioni vallive sempre nella parte rilevata del territorio. Alcuni di essi sono rilevabili anche a quote più basse lungo l’asta del T. Quisa.

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Settori coincidenti o prospicienti a pendii con inclinazione mediamente superiore a 19° Settori coincidenti o prospicienti a pendii con inclinazione mediamente superiore a 35° Settori interessati dalla presenza di dissesti attivi e/o stabilizzati legati ad accentuata instabilità del pendio (frane, scivolamenti, decorticamenti) Settori interessati dalla presenza di dissesti attivi e/o stabilizzati legati ad accentuata instabilità di massi rocciose (crollo di masse, strati intensamente fratturati) Settori interessati da potenziale rotolamento di massi Settori con substrato roccioso disposto in condizioni di prevalente franapoggio

Settori interessati dalla presenza di terreni di riporto in pendio Settori interessati da escavazione e successivo riempimento, su aree pianeggianti Settori con possibile presenza di acque sotterranee a debole profondità Settori interessati da ristagno delle acque Corsi d'acqua con presenza d'acqua estesa alla maggior parte dell'anno ed aree di pertinenza torrentizia Corsi d'acqua a carattere temporaneo e relative aree di pertinenza Linee di impluvio principali

Sorgenti temporanee Sorgenti perenni non captate Zona di tutela assoluta di sorgenti (D.LGS. 258/2000) Zona di rispetto di sorgenti (D.LGS. 258/2000) delimitate secondo il criterio geometrico

Figura 5-4 La carta di sintesi della componente geologica del Comune di Sorisole (Fonte: Comune di Sorisole – Studio Geoconsult, 2002)

Il territorio comunale di Sorisole, in base all’O.P.C.M. n. 3274 del 20 marzo 2003 è classificato in zona di pericolosità sismica 3.

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5.7

Ambiente idrico

5.7.1 Acque superficiali 4 Il comune di Sorisole è situato tra i bacini montani dei fiumi Brembo e Serio ed appartiene ai due sottobacini dei torrenti Giongo, Morla Quisa e Rigozzo (Rigos). Il territorio comunale è caratterizzato da un reticolo idrografico ben sviluppato che interessa l’intero territorio del Comune con la presenza di corsi d’acqua a carattere sia temporaneo sia permanente. Secondo la recente identificazione del Reticolo Idrico Minore5 i corsi d’acqua appartenenti al Reticolo Idrico Principale ricadenti nel comune di Ponteranica, sono quattro: ƒ il Torrente Quisa (Num. Progr.: BG086; N° iscr. EI. A.A.P.P.: 221) ƒ il Torrente Morla (Num. Progr.: BG0194; N° iscr. EI. A.A.P.P.: NE) ƒ il Torrente Rigozzo (tratto compreso tra lo sbocco nel Torrente Quisa e la località Cà Brughiera) (Num. Progr.: BG087; N° iscr. EI. A.A.P.P.: 222) ƒ il Torrente Giongo (Num. Progr.:BG085; N° iscr. EI. A.A.P.P.: 220). Nel territorio di Sorisole sono state censite 160 aste appartenenti al reticolo idrico minore; di cui alcune presentano acqua in maniera perenne, altre sono incisioni vallive a prevalente carattere torrentizio. Il Comune di Sorisole è dotato di una fitta e diffusa rete di collettamento; in Figura 5-5 sono segnalati i tracciati dei collettori e della rete fognaria comunale con recapito nell'impianto di depurazione, localizzato in località Ghiaie di Valbrembo. In particolare si evidenzia la presenza di alcuni punti di scarico in corso d’acqua superficiale sia nel Torrente Quisa, nel Torrente Morla, nel Torrente Bondaglio, nel Torrente Rigos) e di 4 punti si scarico nella rete fognaria del Comune di Ponteranica.

4

Fonte: Comune di sorisole - Relazione tecnica RIM EUROGEO snc, 2005; Comune di Ponteranica - Relazione tecnica RIM Dott. Geol. C.

Reguzzi, 2004 5

EUROGEO snc (gennaio 2005) - Individuazione del reticolo idrico minore ed esercizio delle attività di polizia idraulica (ai sensi della D.G.R.

7868/2002 e successiva modifica con D.G.R. 13950/2003) - Relazione tecnica e normativa

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Figura 5-5 Tracciati dei collettori e della rete fognaria (Fonte: SIT Comune di Sorisole)

L’approvvigionamento idrico avviene mediante prelievo da 3 sorgenti poste in quota rispettivamente, sul versante occidentale del Monte Luvrida e sul versante sopra all’abitato di Foresto al limite comunale con Villa d’Almè. Numerose sono le sorgenti perenni non captate e temporanee segnalate nella porzione settentrionale e centrale del territorio comunale.

5.8

Natura e Biodiversità

5.8.1 Parchi e aree protette Il territorio comunale di Sorisole ricade all’interno del perimetro del Parco regionale dei Colli di Bergamo. Il Parco dei Colli di Bergamo è stato istituito il 18 agosto 1977 (L.R. n. 36/77 modificata con L.R. 5 dicembre 1979 n. 71); l’Ente Gestore è il Consorzio Parco Regionale dei Colli di Bergamo fra la Provincia di Bergamo, la Comunità Montana della Valle Brembana e i Comuni di Almè, Bergamo, Mozzo, Paladina, Ponteranica, Ranica, Sorisole, Torre Boldone, Valbrembo, Villa d’Almè. Il Parco occupa una superficie di 4.700 ha; è inserito in un contesto territoriale e paesaggistico di straordinario valore: il Canto Alto con le sue propaggini collinari (Maresana) ne definisce il lato nord; i fiumi Serio e Brembo ne definiscono limiti ideali rispettivamente a est e ovest, mentre il sistema delle colline di Bergamo e l’insieme storico-monumentale di Città Alta rappresentano il confine meridionale dell’area protetta. Tra gli ambiti di maggiore naturalità risultano di interesse i boschi di Astino e dell'Allegrezza, 91 ettari composti, in parte, da querce, e i versanti del Canto Alto e della Valle del Giongo, 550 ettari ricoperti da fustaie di latifoglie, coincidenti con la zona B1 del Parco ed entrambi siti della Valutazione Ambientale Strategica Documento di Scoping

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Rete europea Natura 2000 in cui sono presenti gli habitat “Querceti di Rovere del GalioCarpinetum”,” Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion”,” Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo”, “Praterie magre da fieno a bassa altitudine”, “Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica”, “Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi” e “Sorgenti petrificanti con formazione di travertino”. 5.8.2 Fauna Nel bosco di latifoglie, tra le specie ornitiche si segnalano il picchio rosso maggiore (Picoides major), il rampichino (Certhia brachydactyla), il picchio muratore (Sitta europaea), la ghiandaia (Garrulus glandarius), la capinera (Sylvia atricapilla), il fringuello (Fringilla coelebs) il lui piccolo (Phylloscopus collybita), il lui verde (Phylloscopus sibilatrix), la cinciarella (Parus caeruleus), il regolo (Regulus regulus) e la cincia mora (Parus ater), in aumento il tordo bottaccio (Turduns philomelos), il colombaccio (Columba palumbus) e la tortora (Streptopelia turtur). Alle quote più elevate, nei pascoli cespugliati o scarsamente alberati, intorno ai mille metri, si trovano lo zigolo giallo (Eberiza citrinella), lo zigolo nero (Emberiza cirlus) e l'ortolano (Emberiza hortulana), e dove il terreno si fa più roccioso lo zigolo muciatto (Emberiza cia) e il codirossone (Monticola saxatilis). Sulle pareti rocciose verticali nidificano rapaci come il gheppio (Falco tinnunculus), il nibbio bruno (Milvus migrnas) e il corvo imperiale (Corvus corax). Nelle stesse zone, è possibile avvistare anche l’albanella reale (Circus cyaneus) e talvolta anche l’aquila reale (Aquila chrysaetos) proveniente dalle montagne più a nord. Nelle zone rocciose vive la vipera (Vipera aspis). Alle quote inferiori, infine, è possibile avvistare l'occhiocotto (Sylvia melanocephala) e la bigia padovana (Sylvia nisoria). Tra i rapaci è possibile avvistare l'allocco (Strix aluco), la poiana (Buteo buteo), lo sparviero (Accipiter nisus). I torrenti e le aree umide ospitano invece una diversificata biocenosi sia acquatica (gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), ditisco(Ditiscus marginalis),, scorpione d'acqua, (Nepa nierea) ecc.) che terrestre (salamandra giallo-nera (Salamandra salamandra), il rospo comune (Bufo bufo), la rana agile (Rana dalmatina), la rana di Lataste (Rana latasei), la raganella (Hyla arborea), la rana verde (Rana escluenta), il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), il tritone crestato (Triturus carnifex)ecc.). In alcuni tratttratti montani e collinari è possibile imbattersi in piccoli pesci come la sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e lo scazzone (Coitus gobio). Fra gli invertebrati, meritano di essere ricordati il cervo volante (Lucanus vervus) e il cerambice della quercia (Cerambix cerdo), coleotteri sempre meno numerosi, mentre tra i principali roditori: il topo selvatico (Apodemus sylvaticus), l’arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), il ghiro (Glis glis) e lo scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris). E infine tra i mammiferi superiori: la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis), il tasso (Meles meles) e il capriolo (Capreolus capreolus). Gli ambiti dediti all’agricoltura tradizionale ospitano infatti specie caratteristiche che rischiano di scomparire a causa dell’abbandono delle pratiche colturali ecologicamente compatibili. Le siepi naturali, i muretti a secco dei terrazzamenti, i grandi alberi sparsi o in filari ospitano rettili come la lucertola dei muri (Podarcis muralis). il ramarro (Lacerta viridis) e il biacco (Coluber viridiflavus) e il riccio (Erinaceus europeus). ;vi trovano rifugio anche l’upupa (Upupa epops), il torcicollo (Jinx torquilla) il codirosso (Phoenicurus phoenicurus), l’averla piccola (Lanius collurio), il rigogolo (Oriolus oriolus), l’usignolo (Luscinia megarynchos). Le vecchie cascine ospitano la rondine (Hirundo rustica), sempre più rara a causa dell’abbandono delle stalle, mentre nei fienili e nei solai nidificano la civetta (Athene noctua) e il barbagianni (Tyto alba).

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5.8.3 Aspetti vegetazionali e floristici Le indicazioni di seguito riportate si riferiscono ad un conteso d’analisi più vasto del territorio comunale di Sorisole ed esteso ai territori contermini. Per questo contributo ci si è avvalsi di documentazione relativa al Parco regionale dei Colli di Bergamo e di dati pubblicati dalla Provincia di Bergamo 6. Comparando le informazioni raccolte negli studi svolti nell'Ottocento, grazie alla salvaguardia del perseguita dai piani regolatori e in seguito all'istituzione del Parco Regionale dei Colli di Bergamo, circa il 90% della flora nemorale registrata nelle flore dell'Ottocento è giunta fino ai nostri giorni. La conservazione dei boschi sia dei versanti meridionali che settentrionali del Parco dei Colli di Bergamo, oltre a rappresentare un primario serbatoio naturalistico, offre la possibilità di incontrare ecosistemi di qualità in cui è ancora possibile osservare specie interessanti e preziose del nostro patrimonio naturale. I versanti collinari e prealpini che si attestano oltre la sella di Petosino e superano i 1.000 m con la vetta del Canto Alto, dove il substrato è calcareo e lo spettro altimetrico più ampio, mostrano una maggiore articolazione della copertura vegetale in passato, costituita da querceti a roverella nei pendii più soleggiati, da acero-frassineti nelle vallecole e negli impluvi più serrati, e dalle faggete alle quote più elevate o nelle situazioni microtermiche, in parte sostituita dai vigneti e castagneti, mentre nei pendii più dolci sia a bassa che ad elevata quota, la copertura forestale è stata sostituita dagli spazi aperti dei prati e dei prati-pascoli. La risultante è un mosaico articolato di coperture vegetali le cui espressioni di maggior interesse naturalistico (rupi, cratoneureti, boschi maturi, praterie termo-xerofìle) si attestano nella Valle del Giongo, nell'alta Val Baderen e sulla Maresana. I versanti pedemontani, ricchi di numerosi nuclei rurali, costituiscono invece una significativa rassegna del paesaggio agrario collinare. I livelli di eccellenza, raggiunti dalla dorsale dei Colli e dalle pendici prealpine che si articolano intorno al Canto Alto, cadono repentinamente nelle sezioni planiziali dell'area, una delle zone a maggior densità abitativa della nostra provincia. Nella conurbazione periurbana che salda i centri di prima corona al capoluogo, gli spazi aperti sono costituiti da coltivi e aree verdi relitti di una campagna oggi in via di scomparsa, circondati da un paesaggio ibrido in cui si alternano in modo a volte assai disordinato attività produttive, zone residenziali, infrastrutture e reliquati industriali. In questo contesto, le emergenze naturalistiche e paesaggistiche si attestano in alcuni elementi territoriali che meritano la massima attenzione nelle scelte di pianificazione: le scarpate morfologiche che segnano l’avvicinarsi al Brembo e i cambiamenti di quota del piano di campagna, le cortine arboree che accompagnano il Brembo ed il reticolo idrografico minore, sia naturale, sia artificiale. Secondo la bibliografia consultata l’età media dei boschi risulta compresa tra 35-38 anni. Per quanto riguarda la forma di governo, la quasi totalità è data dai boschi cedui, semplici, matricinati e composti, alcuni dei quali in via di conversione ad alto fusto. I cedui posti nei territori dei comuni posti all’imbocco delle valli, tra i quali Sorisole, posseggono caratteristiche delle formazioni forestali collinari di mezza costa; differenziandosi quindi da quelle di pianura e dei fondovalle. Rare le fustaie, costituite da limitati gruppi quercini in Val d’Astino, rimboschimenti sul monte Lumbrich (eseguiti in passato spesso con specie estranee all’ambiente), e nuclei di Pino silvestre e Pino nero in Val Marina.

6

Moris Lorenzi, a cura di – Caratteri del paesaggio in Provincia di Bergamo – Provincia di Bergamo – Servizio Aree Protette – 2004 ; Lelio Pagani,

– Il Parco dei Colli di Bergamo – Provincia di Bergamo – Servizio Aree Protette – 2004.

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Nel corso dei secoli l’attività umana ha modificato sostanzialmente la primitiva copertura vegetale costituita da Querceti ad alto fusto e pinete, sostituite da boschi con Carpino nero sui terreni profondi e freschi e Castagno su quelli superficiali ed asciutti. In termini propriamente forestali siamo nella fascia fitoclimatica del Castanetum, sottozone calda e fredda dove predominano le querce, nella prima, Castagno e Carpino nero nella seconda; in prossimità del monte Lumbrich siamo nel Fagetum occupato da Acero, Frassino e poco Faggio. Le associazioni forestali presenti sono: Tabella 5-3 Associazioni forestali Associazione Termo xerofila: Meso-calcifuga:

Specie Carpino nero (Ostrya carpinifolia), Orniello (Fraxinus ornus), Roverella (Quercus pubescens) Castagno (Castanea sativa) ed altre minori

Mesosciafila

Rovere (Quercus petraea), Carpino bianco (Carpinus betulus), Acero (Acer sp.), Faggio (Fagus sylvatica)

Igrofile

Farnia (Quercus peduncolata), Platano (Platanus sp.), Robinia (Robinia pseudoacacia), Pioppo (Populus sp.) Ontano (Alnus sp.), Platano (Platanus sp.), Robinia (Robinia pseudoacacia) , Pioppo (Populus sp.)

Riparie

Localizzazione fasce collinari versanti termofili, colonizzazione di versanti altrimenti nudi perché magri. alle medesime quote dell’associazione precedente predilige i versanti esposti a Nord ed a Ovest che risultano più freschi e fertili Occupa quote più alte o simili a quelle del Castagno (Castanea sativa) in ambienti ancora più freschi ed ombrosi. tipica dei versanti Nord e degli avvallamenti. Boschi di fascia alluvionale posti su terreni alluvionali umidi, fertili e produttivi. Boschi di fascia alluvionale posti su terreni alluvionali umidi, fertili e produttivi posti a protezione dei compluvi, e dei fossi.

Il SIC “Canto Alto e Valle del Giongo”, benché ubicato in prossimità di un'area ad alta densità di urbanizzazione, è caratterizzato da elevati livelli di diversità ambientale ed ha mantenuto un cospicuo grado di naturalità. L'area boschiva è caratterizzata da popolamenti vegetali che presentano pochi segni di alterazione, invecchiati e poco degradati, con ottime potenzialità per l'evoluzione a fustaia climax. Da sottolineare la gamma di habitat boschivi, dalle facies più mesofile a quelle più termofile, in relazione alle variazioni di esposizione dei versanti e di umidità. Le pareti calcaree ospitano una ricca flora casmofitica afferente al Potentillion caulescentis. Di notevole importanza anche le praterie aride in cui si osserva la presenza di numerose specie erbacee di interesse naturalistico fra le quali diverse specie di Orchidacee e Campanulacee. Le praterie aride rischiano di scomparire a causa della naturale tendenza al rimboschimento dopo l'abbandono dell'attività agro-silvo-pastorale tradizionale ed in particolare del pascolamento e del taglio annuale con progressivo ingresso di specie arbustive e arboree pioniere e conseguente chiusura degli spazi aperti. Le praterie aridofile sono diffuse soprattutto alle quote più elevate della valle del Giongo e Baderem.

5.9

Beni ambientali, archeologici, storici e culturali

L’assetto circoscrizionale attuale del comune di Sorisole risale al XVI secolo: “Nel 1596, come si apprende dalla relazione del Da Lezze, sono ricomprese nel suo ambito oltre ad Azzonica anche le contrade di Castello de Pili (Castello dei Peli nella cartografia I.G.M.) e Petosino (il cui territorio di pertinenza doveva estendersi sull’area occupata in precedenza da Prato de la Valutazione Ambientale Strategica Documento di Scoping

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Rovere e, più ad Ovest, da Droxio), localizzate nell’estremità meridionale dell’attuale circoscrizione amministrativa. Come comune autonomo è elencato in seguito in tutte le fonti consultate fino al 1809 quando viene unito a Bergamo con altri 27 comuni” 7 . Nel 1815 Sorisole torna ad essere un comune autonomo, in seguito all’accoglimento di domanda di separazione da parte del Comune di Bergamo 8 : e tale si è mantenuto sino ad oggi. Il Piano di Settore dei Nuclei Abitati del Parco dei Colli individua i nuclei ricadenti all’interno del territorio di Sorisole: ƒ Serit- Premerlino ƒ Comunelli ƒ Botta Alta ƒ Sant’Anna ƒ Barbino – Sabiunér ƒ Boscalgisi ƒ Valli (diviso tra il comune di Sorisole e il comune di Villa d’Almé). Il perimetro dei Nuclei Abitati, insieme con gli altri elementi salienti in ordine agli aspetti storici, è riportato alla tavola che segue.

Figura 5-9 Il territorio comunale di Sorisole: centri storici e nuclei abitati

E’ riscontrabile inoltre la presenza di alcuni nuclei storici, precisamente identificati dal Piano Territoriale di Coordinamento del Parco dei Colli: Azzonica E’ l’abitato maggiore, in comune di Sorisole, dopo quello centrale. Nel medioevo comune autonomo, sorge in felice posizione, su uno dei dossi più ampi e dolcemente protesi verso il fondovalle. L’impianto tradizionale rivela un borgo lineare in pendenza, 7

P. Oscar, O. Belotti, Atlante storico del territorio bergamasco. Geografia delle circoscrizioni comunale e sovracomunali dalla fine del XIV secolo

ad oggi, Bergamo 2000, p. 278. 8

P. Oscar, O. Belotti, Atlante storico …op.cit., p. 279.

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imperniato sulla via che lo attraversa tutto e lo collega in basso con la strada principale, in alto con Sorisole. Sorisole Sorisole ha un vecchio nucleo (m 413 s.l.m.) di notevole importanza urbanistica e architettonica articolato alle pendici del monte, con vie strette e tortuose, talvolta in forte pendenza. La qualità degli edifici e l’arredo interno della chiesa sono prova della relativa ricchezza di un centro che il Da Lezze (1596) indicava come abitato da “marangoni e tagliapietre” e che manteneva rapporti di commercio con la città e di lavoro con Venezia. S. Anna Piccolo gruppo di case (m 370 s.l.m.), per lo più pesantemente trasformate, disposte a squadra rispetto alla chiesa, con definizione di una piazzola, sulla sommità di un dosso modellato a ripe erbose. Castello dei Pelis Il nucleo (m 336 s.l.m.) sorge su un’emergenza naturale affacciata sulla zona del Petosino. Il gruppo di costruzioni, probabile fortificazione documentata da testimonianze medioevali, si distende sopra la superficie piana del dosso, su cui si attesta la via di accesso. Petosino Il centro (m 303 s.l.m.) sorge al piede del pendio discendente dal Canto Alto, lungo il vecchio tracciato della strada che da porta S. Lorenzo conduceva ad Almenno e alla valle Brembana, nel punto dove si innesta la via in salita per il Castello dei Pelis (ora la strada per la valle è deviata). La struttura tradizionale dell’abitato consta della chiesa lungo la via principale. In località Petosino si estende una vasta area, quasi per intero ricadente in comune di Sorisole, che riveste importanza dal punto di vista archeologico e paleontologico. All’interno del territorio comunale esistono alcuni edifici soggetti a vincolo monumentale. Si tratta dei seguenti: ƒ Parrocchiale di Sorisole (San Pietro Apostolo), del sec. XVIII, monumento definibile come museo di arte barocca e bergamasca per architettura e decorazioni (Caniana e Fantoni) ƒ Vecchia parrocchiale di Sorisole (S. Pietro in Vincoli) sec. XIII-XVII ƒ Parrocchiale di Azzonica (San Giuseppe), sec. XVI, con successive integrazioni ƒ Chiesa di S. Anna, sec. XVII - XVIII ƒ Parrocchiale di Petosino (B.V. del Buon Consiglio), se. XVIII – XX 9 Inoltre, sono da segnalare come edifici di carattere storico i seguenti: ƒ Chiesa di S. Mauro – Bruntino, sec. XV con rifacimenti ƒ Casa ex Calvi nel nucleo storico di Sorisole, sec. XVI - XVII ƒ Palazzo – Azzonica, nel nucleo, sec. XVII 10 .

5.10 Rumore 11 E’ stato predisposto il piano di zonizzazione acustica ai sensi di quanto previsto dalla legge quadro sull'inquinamento acustico 26.11.1995 n. 447, dal D.P.C.M. 1 Marzo 1991, "Limiti 9

Piano territoriale di coordinamento del parco dei colli…, op. cit., p. 108.

10

Piano territoriale di coordinamento del parco dei colli…, op. cit., p. 109.

11

Fonte: Zonizzazione acustica del territorio comunale ai sensi del D.P.C.M. 1 marzo 1991 (art. 2), della L. n. 447/95 (art. 6) e della L.R.

n.13/2001 Relazione Tecnica - Integrazione alle osservazioni pervenute in data 17.10.2006 (Eurogeo s.n.c, maggio 2007)

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massimi d’esposizione al rumore negli ambienti abitativi e negli ambienti esterni", dalla Delibera di Giunta Regionale n. 5/37724 del 25 giugno 1993 e dalla L.R. Regione Lombardia del 10 agosto 2001 n. 13. I recettori sensibili dal punto di vista acustico (inseriti in classe I), sono gli edifici scolastici e i luoghi di culto;tra cui le scuole di Petosino, la scuola materna di Azzonica, l’edificio scolastico di Via Roccoli a Sorisole, il centro anziani di Via Piave, il santuario in località Pisgiu e l’intero territorio settentrionale di Sorisole (zone boschive). Il traffico è la principale fonte di rumore; i mezzi transitano ad una velocità elevata, creando anche immissioni sonore rilevanti. Le misure effettuate evidenziano la criticità della situazione del comune di Sorisole, dato che molte misure hanno rilevato che il limite massimo consentito dalle classi acustiche di appartenenza viene superato. Esistono comunque zone in cui la rumorosità realmente misurata è inferiore a quella potenzialmente consentita dalla classe acustica di appartenenza. Le aree produttive monitorate (Via Volta, Via Don Zenoni) presentano invece livelli sonori equivalenti ampiamente conformi ai limiti di legge. Il clima acustico di Sorisole è di criticità medio-alta nelle aree residenziali e presso i recettori sensibili, a causa della presenza di traffico nel centro abitato.

5.11 Viabilità e traffico La situazione delle infrastrutture che interessano il comune di Sorisole è sinteticamente rappresentata dall’immagine che segue. Essa, tratta dal PTCP, riporta le infrastrutture esistenti e quelle previste. Figura 5-11 Viabilità e infrastrutture esistenti e in previsione PTCP Provincia di Bergamo – Infrastrutture per la mobilità – Tavv. E3.i,l – Quadro integrato delle reti e dei sistemi.

Sopra: individuazione planimetria dell’intero comune Sotto: estratto dell’area meridionale

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La principale infrastruttura che interessa il territorio del comune di Sorisole è la Strada Provinciale 470, che collega il capoluogo con la Valle Brembana. Essa transita nella parte meridionale del territorio e presenta grossi problemi di traffico, soprattutto di attraversamento. Esiste una proposta progettuale per la realizzazione di un tracciato parallelo – alternativo – più a valle, destinato a raccordarsi alla nuova Villa d’Almè – Dalmine; tuttavia questa proposta allo stato attuale è alle prime battute. Questo tracciato dovrebbe raccordarsi con la variante alla Villa d’Almè – Dalmine, che secondo le previsioni transiterà per un suo tratto proprio nel territorio di Sorisole. Un’altra infrastruttura in progetto è la Tramvia Bergamo – Villa d’Almè, che il PTCP prevede debba passare sul sedime già occupato dalla vecchia ferrovia della Valle Brembana. Il Piano Provinciale della Rete Ciclabile prevede la realizzazione di un tratto della rete provinciale in stretta connessione proprio con il tracciato della tramvia, come si evince da un estratto dalla relazione di progetto che è anche riassunto sintetico dell’assetto infrastrutturale complessivo: “(…) L’infrastruttura del tram veloce in corso di progettazione favorirà il decongestionamento delle strade più trafficate nei tratti della cintura urbana, permettendo rapidi collegamenti a servizio di quest’area e verso il centro città, le principali stazioni individuate sono: a Bergamo, stazione Marconi, in direzione val Brembana, Ponteranica, Almè, Villa D’Almè e in direzione val Seriana, Torre Boldone, Ranica, Alzano Lombardo, Nembro, Albino. Stazioni e fermate della tramvia saranno tutte servite dalla rete ciclabile, attrezzature e nuovi parcheggi. Per quanto riguarda la viabilità principale in progetto si ricorda il tratto di Variante alla S.S. 470 che da Valtesse baipassando i comuni di Ponteranica e Sorisole si congiunge in Almè con la superstrada Dalmine - Villa d’Almè per la val Brembana. La rete ciclabile La Variante della S.S. 470 e la tramvia consentiranno quindi un alleggerimento dal traffico di transito di tutta l’area interessata e in special modo della vecchia statale, che con un’opportuna riorganizzazione del traffico veicolare sarà percorribile anche in bicicletta fino a Villa d’Almè. Le rete di percorsi proposti in area suburbana Bergamo Nord tiene in debito conto le possibili conseguenze determinate dal passaggio delle nuove infrastrutture in progetto.”

5.12 Rifiuti La fonte è rappresentata dal Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (2007); il territorio comunale appartiene alla zona omogenea “Area di Bassa Valle”. Per tale area si è registrato (nel periodo 2001-2005) un aumento della produzione rifiuti pari al 7,5% pur avendo i valori assoluti più bassi di tutta la provincia di Bergamo. Rispetto alle percentuali di raccolta differenziata l’area di Bassa Valle presenta i valori più alti, insieme alle aree di pianura, con un andamento crescente dal 2001 in poi. Il valore di produzione pro capite di rifiuti, nel Comune di Sorisole, è inferiore a 350 kg/ab*anno mentre la percentuale di RD è compresa tra il 50 e il 60%. I valori a livello provinciale, rispettivamente di produzione pro-capite e di RD, sono: 448,9350 kg/ab*anno e 48,96%.

5.13 Inquinamento elettromagnetico Nel territorio comunale di Sorisole è ubicata una sottostazione elettrica, nella piana del T. Quisa; il territorio è attraversato da alcuni elettrodotti possibili fonti di rischio da inquinamento elettromagnetico. A partire dalla Sottostazione si diparte una linea (linea n. 635, tensione presunta 132 kV) a direzione NE-SO che all’altezza dei primi rilievi collinari nella valle del Rigos devia verso ovest in territorio di Villa di Almè. Procedendo da ovest verso est, parallelamente al confine con i comuni di Almè e Villa di Almè, il territorio comunale è interamente attraversato da un’altra linea (linea n. 275/1, tensione Valutazione Ambientale Strategica Documento di Scoping

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presunta 220 KV) a direzione NE-SO che prosegue, a nord ,in territorio di Zogno e, a sud, in territorio di Paladina. Trasversalmente alle linee suddette, passano i tracciati di altre due linee, rispettivamente, procedendo la prima da nord verso sud, con direzione NNE-SSO (XX kV) a monte dell’abitato di Sorisole e la seconda, con direzione dapprima NE-SO e poi NNO-SSO a monte dell’abitato di Petosino (tensione presunta 132 KV).

5.14 Considerazioni sintetiche Di seguito si riporta la sintesi degli elementi di forza e delle criticità evidenziate dall’analisi ambientale fatta.

Tabella 5-4 Sintesi Componente Ambientale Aria

Punti di forza

Criticità

Buona qualità dell’aria

Prossimità a Zona A1

Problematiche geologico-tecniche Suolo e sottosuolo Saturazione edilizia di parte delle pendici collinari

Qualità delle acque superficiali

Risorse idriche

Presenza di estese aree boscate Natura e biodiversità

Parchi e aree protette

Percezione degli ambiti naturali, fruibile da tutto il territorio

Artificializzazione del territorio Decremento della biodiversità

Presenza del Parco dei Colli nel territorio comunale e nell’intorno Presenza del SIC Valle del Giongo e Canto Alto nel territorio comunale

Ricchezza di habitat Fauna

Banalizzazione del territorio dovuta all’attività antropica.

Rarefazione di molte specie dovuta alla utilizzo di aree per usi antropici

Ricchezza di specie in particolare nell’ambito del Parco dei colli

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Componente Ambientale

Punti di forza

Criticità Presenza di ambienti naturali fortemente frammentati e privi di elementi vegetazionali che consentano uno scambio intraspecifico.

Vegetazione

Possibilità di potenziare la rete ecologica utilizzando i nuclei di naturalità all’interno del territorio del Parco, il reticolo idrografico e le aree a verde pubblico Presenza di un reticolo idrografico molto ricco Presenza di un assetto morfologico movimentato e caratterizzato da numerose scarpate

Tendenza all’occupazione di suolo ai fini edilizi, con relativo rischio di banalizzazione

Rumore

Presenza della zonizzazione acustica comunale.

Il clima acustico è di criticità medioalta nelle aree residenziali e presso i recettori sensibili, a causa della presenza di traffico nel centro abitato. Sono emersi punti di alta e media criticità, in corrispondenza di ƒ zone residenziali (classi II e III con limiti restrittivi) interessate da un traffico di tipo locale ma comunque rilevante dal punto di vista acustico (Via Martiri della Libertà, Via Madonna dei Campi, Piazza Alpini, Via Zambelli). ƒ recettori acustici sensibili monitorati (edifici scolastici) sono caratterizzati da livelli sonori superiori ai limiti (tranne la scuola materna di Azzonica e la scuola media di Sorisole), a causa delle emissioni sonore dovute al traffico presente all’interno del centro abitato. Le aree produttive monitorate (Via Volta, Via Don Zenoni) presentano invece livelli sonori equivalenti ampiamente conformi ai limiti di legge.

Rifiuti

Produzione pro capite di rifiuti inferiore alla media provinciale Alta percentuale di raccolta differenziate (superiore alla media provinciale).

Paesaggio e Beni storico-artistici

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Possibilità di incrementare il valore percentuale di RD

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Componente Ambientale

Punti di forza

CriticitĂ 

ViabilitĂ  e traffico

Traffico intenso, sia di tipo pesante che leggero, lungo la ex SS 470 e traffico locale comunque non trascurabile in alcune aree residenziali

Progetto di tramvia leggera come elemento chiave per la riduzione del traffico lungo le direttrici critiche

Energia ed effetto serra

Mancanza dati.

Inquinamento elettromagnetico

Presenza di una sottostazione elettrica e di alcune linee elettriche allâ&#x20AC;&#x2122;interno degli abitati e nel territorio comunale.

Rischi Antropici

Assenza di aziende a rischio di incidente rilevante

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6 6.1

IL DOCUMENTO DI PIANO Linee di orientamento del PGT

A. Il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune, anche sulla base delle proposte dei cittadini singoli o associati deve tenere conto in particolare dei seguenti aspetti: ƒ atti e programmi emanati dagli Enti sovracomunali vigenti ƒ l’indagine sul sistema socio-economico locale (specificità del sistema demografico, produttivo, culturale ecc.) ƒ il sistema dei vincoli vigenti ƒ le istanze dei cittadini B. Il quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle trasformazioni avvenute, deve mettere in luce: ƒ il sistema delle infrastrutture e della mobilità ƒ i sistemi insediativi (produttivo e residenziale) ƒ l’assetto e le dinamiche dei sistemi insediativi ƒ il sistema dei caratteri rilevanti sotto il profilo storico-monumentale ƒ il sistema agricolo ƒ il sistema naturalistico e paesaggistico ƒ l’assetto geologico, idrogeologico e sismico comunale ƒ le vulnerabilità territoriali (paesaggio geologia e idrogeologia). Sulla base degli elementi sopra citati, il documento di piano: ƒ individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che abbiano valore strategico per la politica territoriale, indicando i limiti e le condizioni in ragione dei quali siano ambientalmente sostenibili e coerenti con le previsioni ad efficacia prevalente di livello sovracomunale; ƒ determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il documento di piano tiene conto della riqualificazione del territorio, della minimizzazione del consumo del suolo in coerenza con l’utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, della definizione dell’assetto viabilistico e della mobilità, nonché della possibilità di utilizzazione e miglioramento dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche a livello sovracomunale; ƒ determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza ivi comprese le eventuali politiche per l’edilizia residenziale pubblica, le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, ivi comprese quelle della distribuzione commerciale, evidenziando le scelte di rilevanza sovracomunale; ƒ dimostra la compatibilità delle predette politiche di intervento e della mobilità con le risorse economiche attivabili dalla pubblica amministrazione, anche in relazione agli effetti indotti sul territorio contiguo ƒ individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli ambiti di trasformazione, definendo i relativi criteri di intervento, preordinati alla tutela ambientale, paesaggistica e storico–monumentale, ecologica, geologica, idrogeologica e sismica, laddove in tali ambiti siano comprese aree qualificate a tali fini nella documentazione conoscitiva ƒ determina le modalità di recepimento delle previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale e la eventuale proposizione, a tali livelli, di obiettivi di interesse comunale Valutazione Ambientale Strategica Documento di Scoping

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ƒ

definisce gli eventuali criteri di compensazione, di perequazione e di incentivazione.

Il documento di piano non potrà contenere previsioni che producono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli; ha validità quinquennale ed è sempre modificabile.

6.2

Obiettivi preliminari di sostenibilità ambientale del PGT

Le linee guida di sviluppo per il territorio comunale, alle quali si uniformano le scelte strategiche del nuovo Documento di Piano, secondo gli indirizzi ricevuti dall’Amministrazione Comunale, sono così enunciabili: a). Salvaguardia ambientale e riqualificazione del territorio naturale Perseguire obiettivi di tutela e qualità paesaggistica, coerentemente con gli indirizzi progettuali derivati dallo studio paesistico di dettaglio, redatto ai sensi dell’art. 50 del PTCP, mediante: ƒ un’adeguata gestione della rete di percorsi e in ambito naturalistico, al fine di favorire l’escursionismo, anche con operazioni di tipo valorizzativo, quali l’installazione di un’opportuna segnaletica e cartellonistica con finalità didattico-esplicative ƒ la gestione della componente forestale presente secondo indirizzi di carattere paesaggistico e selvicolturale ƒ la tutela dell’assetto idrogeologico del territorio ƒ l’individuazione del sistema agrario e la tutela e valorizzazione delle connotazioni ecologiche ambientali e paesistiche presenti ƒ la definizione della rete ecologica locale, e contestuale incremento della biodiversità, l’arricchimento del paesaggio con la creazione di siepi, filari, macchie boscate con essenze autoctone, la realizzazione di fasce verdi di appoggio alle principali infrastrutture e lungo il reticolo idrografico minore artificiale e naturale ƒ la previsione di opportune aree verdi di mitigazione degli impatti prodotti dall’inquinamento atmosferico acustico e microclimatico, negli ambiti urbanizzati, sia residenziali che produttivi. b). Ambiti urbani – Prospettive per gli insediamenti Il quadro degli indirizzi del Documento di Piano, in ordine agli sviluppi insediativi ed alle linee di organizzazione e riqualificazione dell’esistente, si muoverà sulla base dei seguenti obbiettivi: ƒ ridurre il consumo del territorio indirizzando l’espansione residenziale al recupero di aree dismesse o comparti attualmente adibiti ad attività estranee (produttive) ƒ agevolare le dinamiche di recupero del patrimonio edificato di antica formazione; ƒ prevedere adeguata politica della casa, con l’intento di rispondere alla domanda di alloggi da parte delle varie fasce sociali e di calmierare i costi del mercato immobiliare ƒ valorizzare le aree già di proprietà comunale limitrofe a zone già urbanizzate ƒ individuazione di nuove aree di trasformazione con le priorità di attuare criteri comparativi tali da poter dare fattivo compimento al Piano dei Servizi per colmare le carenze esistenti. Relativamente allo sviluppo degli insediamenti produttivi gli obiettivi che si pone il Documento di Piano sono i seguenti: ƒ governare le trasformazioni in atto sulla “Piana del Petos” in particolare a riguardo delle previsioni di sviluppo sovracomunali legate alla realizzazione della stazione di interscambio “gomma – ferro” al confine con il comune di Almé ƒ riconvertire parte delle aree attualmente adibite a piazzale per il deposito delle tubazioni dello stabilimento del “Gres” per la creazione di fabbricati a carattere artigianale, in maniera tale da promuovere il ricollocamento di alcune attività insediate all’interno di zone urbanizzate che hanno la necessità di ampliamento, o che hanno esigenze diverse legate alla mobilità delle merci.

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Il Documento di Piano dovrà inoltre prevedere una corretta gestione degli ambiti urbani in coerenza con gli obiettivi e le azioni enunciati dal Piano di Azione Ambientale della Provincia, attraverso: ƒ il rispetto dei valori limite di emissione sonora da strade attraverso l’attuazione del “Piano direttore di risanamento acustico della rete stradale provinciale”, anche a mezzo di monitoraggi specifici su obiettivi critici ƒ la raccolta selettiva dei rifiuti urbani ƒ il soddisfacimento del fabbisogno energetico nel quadro della più generale pianificazione regionale attraverso l’incentivazione di impianti alimentati da energie rinnovabili (impianti solari in situazioni specifiche: illuminazione stradale, moduli fotovoltaici solari negli edifici pubblici) ƒ l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici, attraverso l’introduzione di criteri per migliorare l’efficienza energetica nei nuovi edifici e nella ristrutturazione di quelli esistenti. c). Conservazione e riqualificazione degli immobili e degli ambiti di valore storico ambientale Obiettivo prioritario del Documento di Piano sarà l’attenta valutazione dei immobili del centro storico, degli edifici isolati di valore storico culturale e dei relativi contesti di pertinenza presenti sul territorio comunale, anche attraverso una mappatura degli stessi e puntuali indicazioni che consentano di operare anche con singola concessione, senza far ricorso necessariamente allo strumento del piano attuativo. d). Servizi di uso pubblico La vita di una comunità impone un governo del territorio, al fine di strutturare diverse funzioni quali la residenza, le attività lavorative e i servizi primari oltre quelli legati alla trasformazione dei modi di vivere delle nostre comunità, secondo standard sempre più qualitativi. I servizi d’interesse pubblico sono sicuramente un valore aggiunto ed ancor più aspetti connessi alla vivibilità delle persone su un territorio. Il Documento di Piano dovrà fissare i “criteri di compensazione” per poter programmare le opere previste nel Piano dei Servizi; in via preliminare gli obiettivi sono i seguenti: ƒ ristrutturazione del fabbricato di via Piave di proprietà comunale, da adibire a centro anziani o a sedi di associazioni ƒ riconversione dell’edificio ex Municipio e riqualificazione “Piazza degli Alpini” ƒ riqualificazione delle strade e delle piazze dei Centri Storici ƒ introduzione di Asili Nido ƒ riservare aree su cui prevedere future espansioni a scopo sportivo (via Roccoli), e definire il ruolo dell’area a nord del plesso scolastico di via Aldo Moro, con finalità pubbliche: per attività sportive ed area feste (acquisizione già avviata dal Comune) ƒ creazione di un parco sovracomunale pubblico e/o di uso pubblico per il “tempo libero” nella “Piana del Petos” ƒ creazione di un parco attrezzato in località “S. Anna” legato al PII di Azzonica. e). Le scelte per il sistema infrastrutturale e la mobilità Il Documento di Piano si pone i seguenti obiettivi: ƒ creazione di una stazione di interscambio “gomma – ferro” e nuova viabilità sovracomunale connessa all’intervento ƒ nuova viabilità a servizio del comparto produttivo rivolta verso l’immissione sulla futura SS.490 dir ƒ collegamento fra la via Rigla in prossimità della stazione ecologica e la via Colombo in Azzonica; ƒ adeguamento della rete viaria esistente con la creazione di percorsi pedonali protetti e zone “trenta”. f). Quadro normativo

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Il Documento di Piano dovrà prefiggersi di individuare nuove norme ed indirizzi che contribuiscano al raggiungimento di una più elevata qualità urbana in tutti i suoi aspetti, omogeneità di tipologie edilizie per zone, politiche di riduzione dei consumi e sviluppo di un’edilizia ecocompatibile, anche mediante la revisione del Regolamento Edilizio. Nel corso delle attività si svilupperanno, in modo dettagliato e specifico in relazione alla situazione territoriale del Comune di Sorisole, gli obiettivi con riferimento agli obiettivi contenuti dell’aggiornamento del precedente Piano d’Azione Ambientale, predisposto nel febbraio 2008 nell’ambito del processo di Agenda 21 della Provincia di Bergamo e riportati in Tabella. In grigio sono evidenziate le azioni di competenza dei Comuni. Sono indicate le priorità di intervento (A=Alta; M=media; B=bassa) Tabella 6-1 Criticità

Priorità di intervento

Obiettivi

Azioni

1. ARIA

Inquinamento atmosferico di (PM10) fondo riferito alla concentrazione di biossido di azoto (NO2) e di articolato fine (PM10)

1.1.Riduzione del valore della media nnua di particolato fine (PM10)

A

1.2 Riduzione del valore della media annua di biossido di azoto

Inquinamento atmosferico di punta riferito al biossido di azoto (NO2), al particolato fine (PM10) e all'ozono (O3)

2. ACQUA Sfruttamento della risorsa idrica con

1.3.Riduzione del numero di superamenti delle soglie di breve periodo per PM10 A

A

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1.4.Miglioramento della conoscenza dell’inquinamento di punta da O3 1.5. Riduzione del numero di superamenti delle soglie di breve periodo per O3 2.1.Miglioramento conoscenza del

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della sistema

1.1.a/1.2.a Incremento e razionalizzazione dei controlli su impianti termici 1.1.b/1.2.b Definizione di incentivi per il miglioramento tecnologico degli impianti termici e la loro manutenzione 1.1.c./1.2.c Promozione dell’utilizzo di veicoli a ridotte emissioni 1.1.d./1.2.d Definizione di incentivi per il rinnovo del parco veicoli circolanti 1.1.e./1.2.e Definizione di incentivi per la manutenzione dei veicoli e dei dispositivi di abbattimento 1.1.f./1.2.f Promozione della riduzione delle emissioni da sorgenti fisse (centrali termiche, centrali termoelettriche, cementerie, inceneritori, etc) 1.3.a Valorizzazione del ruolo della Provincia come Ente sovracomunale di coordinamento con i Comuni dell’area critica, nell’ambito di quanto previsto dal PRQA 1.4.a Potenziamento della rete di monitoraggio dell'ozono (O3) 1.5.a come azione 1.4.a 2.1.a Costruzione del bilancio idrologico della Provincia

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Criticità

Priorità di intervento

deficit di risorsa

Obiettivi

Azioni

ideologico della Provincia

2.1.b Potenziamento della rete di monitoraggio dei deflussi superficiali 2.1.c Unificazione, aggiornamento del catasto delle derivazioni 2.1.d Individuazione puntuale delle competenze dei vari Enti in materia di risorse idriche al fine di semplificare, ove possibile, le diverse procedure autorizzative 2.2.a Realizzazione di azioni di promozione del risparmio idrico in ambito agricolo, civile e industriale 2.3.a Realizzazione di attività di tutela dei corsi d’acqua attraverso azioni di controllo dei prelievi abusivi, dei prelievi superiori alle concessioni, del mancato rilascio del deflusso minimo vitale 2.3.a Revisione delle concessioni di derivazione al fine della garanzia del deflusso minimo vitale 2.4.a. incremento dei volumi d’acqua raccolta e depurata mediante i sistemi pubblici di fognatura e depurazione 2.4.b Incremento dei controlli sugli scarichi inquinanti diretti nelle acque superficiali, nel suolo e nel sottosuolo 2.4.c monitoraggio dello stato di attuazione della L.R. n. 37/93 relativamente ai Piani di Utilizzazione Agronomica dei reflui 2.4.d Miglioramento dell’efficienza di depurazione 2.4.e Realizzazione di azioni di tutela e gestione dell’ecosistema ripario e acquatico 2.4.f promozione della realizzazione di reti fognarie separate 2.4.g Promozione e sostegno di progetti e iniziative in forma coordinata tra i diversi enti (progetti Life, protocolli d’intesa, ecc.) 2.4.h Implementazione dl nuovo catasto degli scarichi 2.4.i Sensibilizzazione sulla valenza turistico-culturalericreativa dei corsi d’acqua

2.2 Razionalizzazione dei consumi agricoli, civili e industriali

Presenza di derivazioni che condizionano il deflusso minimo vitale e gli usi a valle

Grado di qualità di alcuni corsi d’acqua e dell’indice di funzionalità fluviale nell’area di pianura

A

2.3 Garanzia del deflusso minimo vitale dei corsi d'acqua

A

2.4 Miglioramento della qualità delle acque superficiali e raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale in tutti i tratti monitorati

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Priorità di intervento

Criticità Grado di qualità dell’acqua del Laghi d’Endine e di Iseo Qualità delle acque sotterranee in relazione alla presenza di fitofarmaci, solventi clorurati, metalli tossici (Cr VI), principi attivi e intermedi farmaceutici (Carbamapezina, Metronidazolo, Dimetrazolo, etc.)

Qualità della rete fognaria ed utilizzo improprio del reticolo idrico minore

Edificabilità presenza di superficiale

in falda

Impatto ambientale sulle acque superficiali e sotterranee generato dai cantieri edili e dalla realizzazione di grande opere pubbliche Qualità e quantità della risorsa idrica

Obiettivi

Azioni

A

2.5 Miglioramento della qualità dei laghi e raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale

A

2.6 Miglioramento della qualità delle acque sotterranee e rispetto dei limiti previsti dal DM 4171/1999 (vedere anche Obiettivo 3)

2.5.a come azione 2.4.a 2.5.b come azione 2.4.b 2.5.c attuazione di interventi di protezione e risanamento dei laghi 2.5.d Realizzazione dei Contratti di Lago 2.6.a Realizzazione di azioni di monitoraggio delle acque sotterranee 2.6.b Attuazione di interventi di protezione e risanamento della acque sotterranee

2.6.c come azione 2.4.c

2.7.a Realizzazione di interventi migliorativi sulle condutture: impermeabilizzazione e sostituzione delle condotte inadeguate 2.7.b Separazione delle reti fognarie dai fossi irrigui 2.7.c Realizzazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta a soggetti pubblici e privati 2.8.a Stesura di un documento contenente le diverse problematiche legate alla presenza di falde superficiali da considerare nella progettazione di opere ed edifici

A

2.7 Miglioramento della rete fognaria

M

2.8 Considerazione delle varie problematiche legate alla presenza di falde superficiali nella progettazione di opere ed edifici

M

2.9 Considerazione dell’impatto ambientale sul comparto acqua generato dai cantieri edili e dalla realizzazione di grande opere pubbliche

2.9.a Stesura di un documento contenente tutti gli aspetti da valutare in merito agli impatti ambientali generati da opere e interventi sul reticolo idrico superficiale

A

2.10 Garanzia dell’idoneità qualitativa, della disponibilità quantitativa e della tutela dall’inquinamento

2.10.a Stesura del Piano di Settore del Servizio Risorse Idriche inerente la pianificazione e la gestione dell’uso delle acque in Provincia di Bergamo

3.1 Riduzione del consumo del suolo

3.1.a Promozione del recupero prioritario dell’edificato esistente 3.1.b Promozione delle azioni individuate nelle Linee Guida, art. 16 delle Norme di Attuazione del PTCP

3. SUOLO E SOTTOSUOLO Occupazione di suolo in pianura e in collina

M

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Priorità di intervento

Criticità Presenza di attività industriali (anche a rischio di incidente rilevante) ed estrattive Presenza di contaminati

siti

Obiettivi

Azioni

M

3.2. Miglioramento dell’integrazione fra attività produttive e ambiente

3.2.a Promozione di strumenti volontari (accordi volontari, Sistemi di Gestione Ambientale) 3.3.a Attuazione del piano di bonifica

A

3.3. Individuazione, bonifica e/o messa in sicurezza dei siti contaminati, nel rispetto dei limiti previsti dal D, Lgs. 152/2006 (vedere anche Obiettivo 2.6)

A

3.4. Riduzione e ottimizzazione dell’uso dei prodotti fitosanitari in agricoltura

Presenza di rischio idrogeologico

M/A

3.5 Miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio e sua progressiva messa in sicurezza

Degrado di aree marginali, di aree prive di destinazione funzionale e di aree abbandonate

M

3.6 Miglioramento qualità del territorio

M

3.7 Tutela e valorizzazione delle risorse idriche sotterranee

Utilizzo di prodotti fitosanitari

Tutela e valorizzazione delle risorse idriche sotterranee 4. RIFIUTI

Aumento produzione capite di urbani

della prorifiuti

Incremento della produzione di rifiuti speciali

della

A

4.1.Stabilizzazione e progressiva riduzione della produzione procapite dei rifiuti urbani

M

4.2 Corretta individuazione dei trend nella produzione dei rifiuti speciali

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3.3.b Promozione di mappature del territorio in relazione a contaminazioni specifiche 3.4.a Promozione della dell’agricoltura riconversione tradizionale verso forme di produzione integrata 3.4.b Promozione di azioni di utilizzo razionale delle attrezzature 3.5.a Valutazione della fattibilità di interventi di riduzione dell’esposizione della popolazione 3.5.b Valutazione della fattibilità di interventi di consolidamento dei versanti e delle aree instabili 3.5.c Promozione di azioni volte a incentivare la permanenza nelle aree montane e il loro utilizzo agricolo 3.6.a Promozione di azioni di sensibilizzazione per accrescere la cultura del paesaggio 3.6.b Promozione del recupero delle aree abbandonate 3.6.c Stesura di indirizzi per il recupero funzionale delle aree 3.7.a Tutela e valorizzazione delle risorse idriche sotterranee 4.1.a Promozione di iniziative per la riduzione all’origine dei rifiuti urbani 4.1.b Promozione dell’uso di articoli ambientalmente preferibili e/o prodotti con materiali recuperati da rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni (Green Public Procurement) 4.2.a Realizzazione di un’analisi specifica dei dati sulla produzione dei rifiuti speciali e sul numero di dichiarazioni MUD presentate

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Criticità

Priorità di intervento

Obiettivi

Azioni

4.3 Stabilizzazione e progressiva riduzione della produzione dei rifiuti special Non completa realizzazione delle raccolte selettive dei rifiuti urbani Utilizzo della discarica come principale modalità di smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi

Deficit di produzione di energia elettrica della Provincia

M

M

4.4 Completa attivazione delle raccolte selettive dei rifiuti urbani 4.5 Riduzione dell’utilizzo della discarica che dovrà essere limitato allo smaltimento dei soli rifiuti non altrimenti recuperabili sia in forma di materia che di energia 5. ENERGIA

M

5.1 Perseguimento del soddisfacimento del fabbisogno di energia nel quadro della più generale pianificazione energetica regionale, avendo cura di garantire la sostenibilità ambientale di eventuali nuovi impianti, con una adeguata e razionale ripartizione nel territorio in accordo con le più complesse politiche di programmazione territoriale

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4.3.a Realizzazione di azioni di prevenzione volte al contenimento della produzione di rifiuti speciali 4.4.a Sensibilizzazione e incentivazione rivolta ai comuni per l’attivazione delle raccolte selettive dei rifiuti urbani 4.5.a Programmazione di interventi finalizzati al recupero di materia e di energia per rifiuti speciali 4.5.b Promozione della produzione e dell’utilizzo dei combustibili derivati dai rifiuti 5.1.a Programmazione degli interventi volti la soddisfacimento del fabbisogno di energia nel quadro della pianificazione energetica regionale, dando spazio anche allo sviluppo delle fonti rinnovabili e alla valorizzazione del contributo degli autoproduttori (in particolare quando questi utilizzano fonti rinnovabili, energie di recupero e cogenerazione) 5.1.b Realizzazione di azioni dimostrative da parte della Provincia o azioni di promozione nei confronti dei Comuni per la realizzazione di impianti solari in alcune situazioni specifiche (illuminazione stradale con moduli fotovoltaico, installazione di moduli fotovoltaico e/o solari termici negli edifici pubblici nuovi o in occasione di interventi di rimozione di coperture in cemento amianto collettori solari termici in impianti sportivi e piscine) 5.1.c Realizzazione di azioni di informazione e sensibilizzazione sugli impianti solari termici, fotovoltaico, eolici, miniidroelettrici e per lo sfruttamento delle biomasse (teleriscaldamento a biomasse di ambiti residenzaili rurali)

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Priorità di intervento

Criticità

Obiettivi

Azioni

5.2 Riduzione dei consumi energetici delle attività presenti sul territorio

5.3 Aumento dell’efficienza energetica degli edifici, dei veicoli e degli elettrodomestici

Emissioni serra

di

gas

M

5.4 Riduzione delle emissioni di gas serra

5.2.a Attuazione di incentivi per l’uso razionale dell’energia, per l’incremento dell’efficienza energetica e per la riduzione dei consumi energetici delle attività presenti sul territorio 5.2.b Promozione di iniziative di informazione e sensibilizzazione per l’uso razionale dell’energia e per la riduzione dei consumi energetici delle attività presenti sul territorio 5.2.c Promozione delle attività di analisi dei fabbisogni energetici (“audit energetico”) di attività produttive e degli interventi economicamente sostenibili 5.3.a Erogazione di contributi e incentivi per l’incremento dell’efficienza energetica 5.3.b Incentivazione dell’applicazione dei protocolli volontari per l’incremento dell’efficienza energetica 5.3.c Introduzione nei regolamenti edilizi di criteri per migliorare l’efficienza energetica dei nuovi edifici e nella ristrutturazione di quelli esistenti 5.3.d Applicazione sperimentale dello schema per la certificazione energetica degli edifici 5.4.a Attuazione e promozione di iniziative di riduzione di gas serra

6. NATURA E BIODIVERSITÀ

Carenza di aree naturali nella fascia di pianura

M

6.1. Incremento biodiversità

Sfruttamento territorio

A

6.2.Riduzione dello sfruttamento del territorio

del

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della

6.1.a Promozione della realizzazione di aree protette di livello sovracomunale con particolare attenzione a fontanili (bassa pianura) e magredi (alta pianura) 6.1.b Individuazione delle potenziali reti ecologiche di pianura e loro sviluppo 6.1.c Sostegno di azioni per l’arricchimento del paesaggio con creazione di siepi, filari, macchie boscate e foreste con essenze autoctone 6.2.a Promozione del riutilizzo delle aree dismesse intervenendo sulla pianificazione urbanistica attraverso il PTC

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Criticità

Priorità di intervento

Obiettivi

Azioni

Impatto ambientale delle maggiori infrastrutture

A

6.3 Riduzione al minimo dell’impatto ambientale lungo il corridoio infrastrutturale

Impatto delle pratiche agricole e zootecniche

M

6.4 Riduzione degli impatti ambientali in agricoltura

Grado di estensione delle aree naturali in città

M

6.5 Incremento biodiversità nello urbano

Gradoni connessione tra le aree protette

A

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della spazio

6.6 Rafforzamento e ricostruzione delle relazioni ecologiche e paesistiche tra le aree protette, e tra queste e il contesto circostante

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6.2.b Promozione della rifunzionalizzazione dei centri storici intervenendo sulla pianificazione urbanistica attraverso il PTC 6.2.c Promozione della rivitalizzazione delle cascine intervenendo sulla pianificazione urbanistica attraverso il PTC 6.2.d Promozione di interventi finalizzati a disincentivare l’edilizia diffusa e dispersa intervenendo sulla pianificazione urbanistica attraverso il PTCP 6.3.a Promozione dell’impianto di vegetazione arborea e della realizzazione di ecodotti lungo le principali arterie provinciali 6.3.b Promozione di interventi volti a preservare le aree verdi tra centri abitati 6.3.c Stesura di linee guida per il corretto inserimento paesistico delle opere infrastrutturali 6.3.d Promozione di interventi di mitigazione e compensazione degli impatti ambientali nelle aree esterne ed adiacenti alle infrastrutture 6.3.e Diffusione di tecniche di ingegneria naturalistica 6.4.a Aumento degli incentivi al passaggio a metodi di agricoltura integrata ed ecologica 6.4.b Promozione di interventi volti al contenimento della crescita delle colture in serra 6.4.c Ottimizzazione della gestione dei reflui 6.5.aCreazione di aree verdi a finalità ludico-ricreativa nelle aree periferiche a raccordo con spazi naturali 6.6.a Creazione di PLIS di raccordo tra le aree protette tenendo conto dei serbatoi di biodiversità 6.6.b Realizzazione di fasce verdi d’appoggio alle principali infrastrutture 6.6.c Realizzazione e consolidamento di fasce verdi lungo il reticolo idrografico minore sia artificiale che naturale

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Criticità

Priorità di intervento

Obiettivi

Azioni

6.7 Costruzione della rete ecologica come indicato dal PTCP

Grado di conoscenza degli aspetti naturalistici del territorio e grado di consapevolezza ed educazione in materia ambientale

Grado di consapevolezza ed educazione in materia ambientale

Inquinamento acustico da traffico stradale

M

6.8 Ricognizione ed integrazione delle conoscenze e degli studi esistenti

M

6.9 Incremento della sensibilità ecologica e della visione sistemica dell’ambiente, intervenendo a tutti i livelli

A

7. RUMORE 7.1 Rispetto dei valori limite di emissione sonora da strade e controllo emissione acustiche dei veicoli

Inquinamento acustico da traffico aeroportuale

M

7.2 Rispetto dei valori limite di emissione sonora da aeroporti

Inquinamento acustico in ambito urbano

M

7.3 Limitazione dell’inquinamento acustico nelle aree residenziali

M

7.4 Attuazione di interventi locali finalizzati alla conoscenza in merito all’esposizione della popolazione al rumore da

Grado di conoscenza in merito all’esposizione della popolazione al rumore da traffico

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6.6.d Recupero e mantenimento dei paesaggi tradizionali e delle siepi interpoderali 6.7.a Predisposizione del Piano di settore della Rete ecologica provinciale del PTCP 6.7.b Promozione della realizzazione delle azioni contenute nel Piano di settore della Rete ecologica provinciale del PTCP 6.8.a Promozione di azioni conoscitive un linea anche con le indicazioni UE (ad es. Global Strategy afor Plant Conservation) 6.8.b Mappatura dei dati a carattere naturalistico contenuti in studi e progetti depositati agli atti della Provincia 6.9.a Introduzione del tema della biodiversità nella comunicazione, nei programmi educativi e di pubblica consapevolezza 6.9.b Sostegno, anche attraverso risorse umane e finanziarie dedicate, a programmi di educazione ambientale e conservazione 7.1.a Attuazione del “Piano direttore di risanamento acustico della rete stradale provinciale” 7.2.aPromozione del potenziamento del sistema di monitoraggio di competenza della società di gestione (Commissione Procedure antirumore) 7.2.a Valutazione dell’idoneità delle misure di mitigazione previste ovvero della necessità di ulteriori interventi (Commissione Paritetica di controllo-VIA Orio al Serio) 7.3.a Applicazione degli standard acustici degli edifici 7.3.b Promozione dell’adozione dei Piani di zonizzazione acustica comunali e loro coordinamento 7.4.a Realizzazione di monitoraggi specifici al fine di integrare le scelte operate nel “Piano direttore di risanamento acustico della rete stradale

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Criticità

Grado di conoscenza del rumore generato da traffico ferroviario e da attività produttive

Priorità di intervento

M

Obiettivi

Azioni

traffico

provinciale” 7.5.a Valutazione della fattibilità della realizzazione di campagne di monitoraggio a lungo-medio termine con strumentazione ricollocabile per il rumore ferroviario 7.5.b Individuazione delle aree produttive generatrici di inquinamento acustico

7.5 Creazione di una rete di monitoraggio del rumore ferroviario e da attività produttive

8. CAMPI ELETTROMAGNETICI Grado di conoscenza in merito all’esposizione della popolazione ai c ampi elettromagnetici

B

8.1. Incremento della conoscenza dell’esposizione della popolazione ai campi ELF nelle situazioni maggiormente critiche

8.1.a Realizzazione di interventi di monitoraggio sistematico dei livelli di campo elettromagnetico sul territorio e correlazione con i dati sulla distribuzione della popolazione sul territorio ed eventuali patologie

9. RADIAZIONI IONIZZANTI 9.1 Approfondimento della 9.1.a Realizzazione di interventi conoscenza dell’esposizione di monitoraggio dei livelli di al radon radon sul territorio Livello di 9.2 Incremento della 9.2.a Realizzazione di una M esposizione a radon consapevolezza della campagna di informazione e di popolazione in merito ai rischi sensibilizzazione connessi con l’esposizione a sull’esposizione al radon e sui radon rischi connessi con l’esposizione 10. MOBILITÀ SOSTENIBILE (si vedano anche le tematiche n. 1 Aria e n. 7 Rumore) Congestione stradale 10.1.a Modificazione dei percorsi A casa-scuola e problemi legati alla sicurezza 10.1.b Promozione di interventi finalizzati alla moderazione del traffico stradale 10.1.c Diffusione della realizzazione di isole pedonalizone 30 in ambito urbano e 10.1 Attuazione di interventi extraurbano finalizzati alla promozione di 10.1.d Realizzazione di interventi una mobilità urbana per favorire la mobilità sostenibile ciclopedonale in ambito urbano 10.1.e Realizzazione parcheggi di interscambio e di prossimità 10.1.f Promozione del Mobility Manager d’area e aziendale 10.1.g Sostegno alle iniziative intercomunali per la definizione di piani dei tempi e degli orari 10.2.a Aggiornamento del Piano 10.2 promozione dell’uso provinciale delle piste ciclabili della bicicletta come mezzo di 10.1.b Realizzazione di accordi trasporto alternativo con i Comuni per finanziare la realizzazione di piste ciclabili Integrazione e 10.3 Promozione dell’uso del 10.3.a agevolazione tariffaria Trasporto Pubblico Locale

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Criticità

Priorità di intervento

Obiettivi

Azioni

10.4 Riduzione e prevenzione della domanda di mobilità

10.5 Riduzione dei fattori di rischio nell’uso delle strutture viarie

6.3

10.3.b Ottimizzazione dei percorsi, dlele coincidenze e degli orari 10.3.c Realizzazione di aree di interscambio e integrazione con il trasporto ferroviario 10.3.d Promozione del trasporto ferroviario di persone e merci (in particolare le merci pericolose) 10.3.e Miglioramento della qualitàd el servizio e dell’informazione all’utenza 10.3.f Costituzione dell’Agenzia per la mobilità 10.3.g Programmazione di interventi infrastrutturali per il potenziamento del TPL 10.3.h Promozione di nuove forme di trasporto collettivo (car sharing, taxi collettivo, bus a chiamata) 10.4.a Incentivazione all’attivazione di programmi di telelavoro 10.4.b Definizione di criteri per la localizzazione dei poli generatori di traffico e la concentrazione dei servizi lungo le direttrici del trasporto pubblico 10.4.c Valutazione preventiva degli strumenti di pianificazione del territorio 10.5.a Estensione della comunicazione-informazione alle diverse fasce di popolazione sui comportamenti corretti 10.5.b Attuazione degli indirizzi esistenti sulle forme di vigilanza 10.5.c Sostegno alla programmazione di iniziative di coinvolgimento, partecipazione e animazione della comunità locale 10.5.d Definizione di percorsi protetti per le merci pericolose

Indicatori preliminari di riferimento

Analogamente, di seguito si riporta l’indicazione preliminare degli indicatori di riferimento, elaborata a partire dal documento “Indicatori per la VAS dei PGT” redatto dall’ARPA Lombardia; nel corso delle attività verranno selezionati e sviluppati gli indicatori più appropriati per l’analisi del contesto ambientale e la successiva valutazione degli effetti ambientali rilevanti determinati dal PGT.

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Tabella 6-2 Componente Ambientale

Aria e fattori climatici

Acqua

Consumo

Inquinamento superficiali:

acque

Inquinamento sotterranee:

acque

Suolo

Conservazione della biodiversità

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Indicatore 01) qualità dell'aria 02) emissioni in atmosfera, comprensive dati gas climalteranti 03) sup. Pannelli solari installati 04) potenza installata celle fotovoltaiche 05) potenza installata impianti eolici 06) potenza installata impianti idroelettrici 07) potenza installata impianti geotermici 08) potenza installata impianti a biomasse 09) potenza installata impianti di cogenerazione e trigenerazione 10) calore prodotto da co-tri generazione 11) n. Alberi piantumati 12) superfici nuove aree boscate 13) % sul totale aree boscate 01) totale 02) per settore 03) ab. Allacciati rete acquedotto 04) % sul totale abitanti 05) attività allacciate alla rete 06) % sul totale attività 07) n. Pozzi pubblici e privati 01) qualità dell'acqua dei corsi d’acqua sul territorio comunale mista 02) estensione della rete fognaria 03) estensione della rete fognaria separata 04) sup. urbanizzata servita da fognatura 05) % sul totale sup. urbaniz. 06) abitanti allacciati rete fognaria 07) % sul totale abitanti 08) attività allacciate alla rete 09) % sul totale attività 10) abitanti equivalenti serviti dagli impianti di depurazione 11) % sul totale degli abitanti equivalenti 12) n. depuratori presenti sul territorio comunale 13) qualità delle acque sotterranee 01)copertura reale del suolo 02)copertura del suolo prevista 03) aree urbanizzate 04) % aree urbanizzate sul totale sup. comunale 05)Indice di consumo di suolo 06)Indice di urbanizzazione reale 07) Indice di urbanizzazione tendenziale 08)Intensità di urbanizzazione pro capite 09) sup. drenante totale 10) % sul totale sup. comunale 11) sup. drenante in aree urban izzate 12) % sul totale area urb. 13)indice di verde urbano 14)qualità delle aree verdi urbane 01) indice di naturalità 02) specie animali esistenti 03) specie vegetali esistenti 04) aree a parco e/o riserva naturale

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Componente Ambientale

Paesaggio e beni culturali

Popolazione e salute Rumore

Radiazioni:

Rischio naturale idrogeologico)

(geologico

Energia

Rifiuti

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e

Indicatore 05)incidenza aree parco su intera superficie comunale 06) aree boscate 07)incidenza aree boscate su intera superficie comunale 08) rete ecologica (indici di qualitĂ ) 09) % sul totale dei corridoi ecologici previsti 10) aree a verde urbano fruibile (parchi e giardini) 11) aree a verde attrezzato e di arredo (impianti sportivi, ecc.) 12) aree verdi fruibili per abitante 13) % aree verdi su intera superficie comunale 01)aree sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico da PRG 02) % su intera superficie comunale 03) aree sottoposte a vincolo ambientale e paesaggistico da PTCP 04) % su intera superficie comunale 05) n. edifici storici 06) n. siti di interesse artistico e storico vincolati : 01) n. situazioni di superamento dei limiti evidenziati dalla zonizzazione acustica 02) popolazione esposta 03) n. edifici interessati da elettrodotti 04) n. edifici interessati da impianti di telecomunicazione 05) n. edifici interessati da radar 06) n. persone esposte a elettrodotti 07) n. persone esposte a impianti di telecomunicazione: 08) n. edifici ubicati in situazioni di rischio 09) n. infrastrutture ubicate in situazioni di rischio 10) n. persone esposte al rischio 01) cons. en. elettrica per settore 02) consumo gas per settore 03) consumo gasolio per settore 04) sup. pannelli solari installati 05) potenza installata celle fotovoltaiche 06) potenza installata impianti idroelettrici 07) potenza installata impianti a biomasse 08) potenza installata impianti di cogenerazione 01) rifiuti urbani prodotti 02) rifiuti speciali prodotti 03) rifiuti differenziati 04) materia seconda recuperata (carta, vetro, plastica, concime, ecc.)

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P.G.T. Comune Sorisole