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2) DISCORSO INTRODUTTIVO DI 15-20 MINUTI SUGLI OBIETTIVI DELLA RIUNIONE CON IL COMMISSARIO Signora presidente, onorevoli membri, è per me un grande onore essere fra voi oggi per la prima volta. Vorrei ringraziarvi di avermi dato l'opportunità di rivolgermi alla vostra commissione perché ... L'applicazione è una chiara priorità e voi siete un forte alleato e un partner che può contribuire a migliorarla. La maggior parte delle petizioni riguarda l'ambiente, un ambito in cui si registra anche il maggior numero di casi d'infrazione. Come dimostra la recente valutazione effettuata nel quadro del Sesto programma d'azione in materia di ambiente, l'acquis ambientale è importante e impegnativo e noi dobbiamo fare molto di più per garantire che sia applicato in modo adeguato. Pertanto, la legislazione europea in materia di ambiente può essere ben elaborata, ma sarà efficace solo qualora i principi, le norme e le procedure sui quali si basa saranno applicati in modo adeguato. L'applicazione è importante perché riguarda la salute e il benessere dei cittadini nonché la qualità dell'ambiente. Per fare solo un esempio: fra il 20% e il 50% della popolazione europea vive in aree la cui qualità dell'aria supera i valori limite europei. Solo per quanto riguarda la qualità dell'aria, ci troviamo dinanzi a una grande sfida e tale è il caso anche per altri aspetti ambientali. Una relazione pubblicata di recente ha valutato che i costi della non conformità alla normativa sono pari a 50 milioni di euro annui. Vi sono vantaggi rilevanti anche per l'economia: è stato calcolato che l'applicazione completa della normativa europea in materia di rifiuti potrebbe creare 600.000 posti di lavoro e dar luogo a una riduzione dei costi pari a 67 miliardi di euro. Noi beneficiamo del vostro lavoro e lo rispettiamo.

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L'applicazione è per tutti noi una priorità e io ritengo che la vostra commissione sia un alleato naturale nella ricerca di nuovi mezzi per migliorare i nostri risultati. Sono particolarmente grato alle onn. Mazzoni e Auken che hanno partecipato attivamente alla Conferenza delle parti interessate sull'applicazione della normativa in materia di ambiente, tenutasi nel giugno scorso. Se la Commissione è di diritto custode del trattato, la commissione per le petizioni fornisce una dimensione politica al monitoraggio dell'applicazione. Tale dimensione politica è dimostrata in molti modi. I membri della vostra commissione provengono da diverse famiglie politiche e da vari Stati membri e insieme voi rappresentate una prospettiva politica europea su temi che stanno a cuore ai cittadini europei. Voi pertanto contribuite a dare un "impulso politico" al nostro lavoro, perché i cittadini hanno fiducia in voi. Sono anche a conoscenza della prassi che avete definito e che consiste nel compiere visite di accertamento negli Stati membri, incontrare i firmatari e coinvolgere i funzionari degli Stati membri, fino al livello regionale e locale, ed elaborare documenti sulla base di tali visite, come la relazione sulla Bulgaria, approvata questa mattina. Queste informazioni sono utili per il nostro lavoro quotidiano. Apprezzo anche l'approccio più strategico che questa commissione ha adottato al momento di esaminare singole petizioni, per ricavarne raccomandazioni politiche più orizzontali. La recente relazione del Vicepresidente Iturgaiz sull'applicazione della normativa sui rifiuti è un buon esempio di ciò. Nella stessa ottica, e anche se non porta ad una relazione ufficiale, è davvero una buona pratica discutere varie petizioni sul medesimo argomento in Stati membri diversi, come avete fatto nel mese di ottobre sul tema dei parchi eolici. Come sapete, è fondamentale trattare in modo equo le petizioni per continuare ad assicurare condizioni di concorrenza eque per gli operatori economici più vulnerabili.

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Sapete, grazie al vostro lavoro, quanto l'ambiente sia importante per i cittadini europei, ma anche quanto siano spesso difficili e complesse le questioni fattuali e legali. Perciò è talvolta molto difficile giungere a decisioni soddisfacenti. La sfida con cui siamo alle prese, e la Conferenza delle parti interessate sull'applicazione, tenutasi nel giugno scorso lo conferma, è di garantire che i cittadini siano convinti che le norme adottate a livello europeo producono effettivamente risultati positivi sul campo. Naturalmente, il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo è di per sé un mezzo importante per assicurarsi la fiducia. Tuttavia, la politica ambientale europea si basa sul principio della prevenzione dei problemi ambientali, ogniqualvolta ciò sia possibile, e non sulla semplice risposta ad essi quando si presentano. Come possiamo utilizzare l'esperienza reciproca che le due istituzioni hanno accumulato esaminando le petizioni per cercare di migliorare ulteriormente la situazione per i cittadini, in futuro? Vorrei ora di concentrarmi su nuove idee per migliorare l'applicazione Credo che i miglioramenti sistemici siano possibili in due vasti ambiti: una migliore base di conoscenze e una maggiore capacità di risposta a livello nazionale. Gli elementi chiave per proteggere l'ambiente sono le buone conoscenze e le buone informazioni. Vorrei che gli Stati membri fossero più aperti per quanto riguarda l'esistenza e la gravità dei problemi ambientali nonché le misure che adottano per porvi rimedio. Ciò che è spesso frustrante per i cittadini è la sensazione che i problemi ambientali siano ignorati o che non si faccia nulla per risolverli. Vorrei illustrare ciò che voglio dire con un esempio. La vostra commissione è a conoscenza della petizione sul sito di rifiuti tossici di una vecchia acciaieria nel porto irlandese di Cork. LT/884871IT.doc

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Di fronte a una possibile minaccia di ammende, l'Irlanda ha alla fine accettato di effettuare una pulizia adeguata del sito. Ma le autorità irlandesi hanno inoltre convenuto che tutte le azioni future saranno regolarmente pubblicate on line in modo che i firmatari delle petizioni, i membri di questa commissione e i cittadini in generale possano seguire quanto sta accadendo sul campo. Mi auguro che tale approccio di "diffusione attiva delle informazioni" diventi un metodo corrente per affrontare le sfide ambientali, in altre parole, per individuare il problema, trovare la soluzione e pubblicare on line il lavoro svolto per applicarla. Ritengo ad esempio che dovrebbero essere disponibili on line ulteriori informazioni sullo stato di evoluzione di talune direttive fondamentali. La direttiva sulle acque di balneazione e le sue relazioni annuali sono un buon esempio del potere di tale strumento per migliorare concretamente la qualità delle acque in Europa, attraverso le pressioni esercitate dai cittadini e dagli operatori economici. A tal riguardo, la fruibilità delle informazioni fornite è importante affinché i cittadini possano trovare risposte rapide a domande quali: nella mia città la qualità dell'aria è buona? La discarica vicina è munita di autorizzazione e viene ispezionata? Dove sono i siti di Natura 2000 nella mia zona? Ho citato anche la capacità di risposta, e con ciò intendo la capacità e la volontà delle autorità nazionali di impegnarsi in modo costruttivo con i cittadini per risolvere i problemi ambientali. Come potete costatare nel vostro lavoro quotidiano, i problemi ambientali sono spesso problemi molto locali e hanno pertanto bisogno di soluzioni locali. L'esame delle petizioni e delle infrazioni che noi eseguiamo è un buon lavoro, ma spesso raggiungiamo i nostri limiti. È a questo punto che, a causa della loro natura, potrebbe essere più appropriato ed efficace affrontare i problemi a livello nazionale, regionale o addirittura locale. Come è possibile sostenere tale approccio? Le iniziative che ho in mente puntano in particolare a

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migliorare i meccanismi di ispezione per contribuire all'applicazione a livello locale, sulla base di prove tangibili;

aiutare gli Stati membri a esaminare le denunce dei cittadini in modo strutturato a livello nazionale e a trovare più velocemente una soluzione;

Migliorare l'accesso alla giustizia, perché alla fin fine è il giudice locale ad essere nella posizione migliore per trovare rimedi adeguati quando la legge viene violata e nessun'altra soluzione è efficace. In tale contesto, auspico che la nostra proposta di direttiva del 2003 sull'attuazione del "Terzo pilastro della Convenzione di Aarhus" possa essere una fonte di ispirazione.

Spero di poter sollevare tutti questi temi in un futuro prossimo con le parti interessate, in modo da giungere a proposte concrete su come aumentare le conoscenze e le capacità di risposta. Vi è un forte consenso sul fatto che l'Unione europea dovrebbe elaborare un Settimo programma d'azione in materia di ambiente. Mi auguro che esso rifletta l'esito di queste discussioni sotto forma di iniziative concrete che possono migliorare l'applicazione che noi tutti, Commissione, Stati membri e altri, dobbiamo essere pronti ad assicurare negli anni a venire. Per tale iniziativa, spero vivamente di poter contare sul pieno sostegno dei membri di questa commissione. Sono certo che le vostre conoscenze in materia di applicazione vi consentiranno di svolgere un ruolo molto importante. Come ultimo punto, vorrei fare riferimento a un atto legislativo specifico, la direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale (VIA). Sono consapevole del fatto che, alla luce della sua esperienza, la commissione ha espresso varie preoccupazioni per ricorsi in cause che comportano una valutazione dell'impatto ambientale. Tale direttiva dimostra concretamente come possiamo continuare a lavorare per monitorare l'applicazione della normativa

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dell'Unione, ma anche per presentare delle raccomandazioni volte a migliorare la normativa stessa. Un gran numero di petizioni riguarda infatti presunte carenze delle VIA effettuate nel quadro di progetti attuati nei 27 Stati membri. La direttiva VIA è di per sé uno strumento di protezione e di integrazione ambientale. La direttiva assicura una maggiore trasparenza del processo ambientale in un gran numero di decisioni in cui vari interessi sono in conflitto, ad esempio, per quanto riguarda la protezione della natura e lo sviluppo economico (sia che si tratti delle turbine eoliche in Danimarca o degli impianti di risalita in Bulgaria). Tuttavia, essa non è uno strumento che dà diritto di veto assoluto alle comunità locali, contrariamente a quanto credono alcuni firmatari. Sono nel complesso soddisfatto dell'applicazione della direttiva VIA, visto l'ampio uso di valutazioni all'interno dell'Unione. Tuttavia, ci sono ancora dei problemi. Una delle nostre preoccupazioni maggiori è legata alla procedura di valutazione preliminare ("screening") dei progetti elencati nell'allegato II della direttiva, un problema sottolineato anche dalla commissione per le petizioni. La direttiva VIA lascia agli Stati membri un ampio margine di manovra per stabilire se sia necessaria una VIA per detti progetti. L'esperienza dimostra che spesso gli Stati membri vanno oltre il loro margine di discrezionalità, ad esempio, esentando in anticipo alcuni progetti da qualsiasi obbligo di procedere alla VIA o utilizzando criteri inadeguati. Noi daremo certamente avvio a procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che abusano del proprio margine di manovra, ma al contempo forniremo consigli alle autorità degli Stati membri per prevenire tali abusi. Parallelamente, la Commissione ha avviato la procedura di revisione della direttiva VIA. L'esperienza acquisita grazie all'applicazione della direttiva VIA, comprese le lezioni tratte dall'esame di petizioni e denunce, costituiranno una preziosa fonte di informazioni. Ritengo che l'esempio della VIA dimostri fino a che punto la commissione per le petizioni possa contribuire a migliorare l'applicazione della normativa dell'Unione: prestiamo ascolto PE 476.099v01.00

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alle preoccupazioni dei cittadini, cerchiamo di trovare soluzioni appropriate nel quadro della normativa vigente e, se del caso, adottiamo misure legislative. Mi auguro infine che il miglioramento dell'applicazione sia una pietra miliare del Settimo programma di azione in materia di ambiente che deve essere presentato nel secondo semestre del prossimo anno. Conto sull'aiuto della prossima Presidenza danese, molto entusiasta, e anche su quello della Presidenza cipriota, che seguirĂ  piĂš tardi. Ma conto anche sulla vostra partecipazione attiva a tale processo. Le conoscenze e le esperienze che avete acquisito nel vostro lavoro sono molto importanti. Vorremmo senz'altro approfittarne, anche tramite il mio impegno personale attivo nei confronti della vostra commissione. Molte grazie.

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IT - Statement before the Committee on Petitions by Commissioner Janez Potocnik (Italian)