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01 LUG / AGO 2013

Pet-ologY LA RIVISTA CHE STA DALLA PARTE DEI PET, SEMPRE!

Magazine

ANIMALI IN VACANZA

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em pre!

COLPI DI CALORE

ia gratuita, s

LEGGERE L’ETICHETTA 1


L’editoriale La nascita di una nuova rivista è già di per sé una scommessa. Ma lo è ancora di più in un periodo come questo, segnato da una parte dalla fine di un’epoca d’oro dei magazine dedicati ai pet (qualcuno non c’è più, altri proseguono tra mille difficoltà) e una ben nota crisi economica che ancora morde. Pet-OLOGY Magazine potrebbe allora sembrare finanche un azzardo. Eppure non lo è. Si tratta infatti di una “naturale estensione” del nostro concetto di Pet-Ology (scienza pet) che ha come obiettivo quello di “colmare il vuoto informativo che affligge i proprietari che si spingono oltre al semplice buon senso”. È dunque una rivista che vuole parlare al proprietario di animali domestici in modo chiaro, semplice (ma non certo banale) e soprattutto utile, cercando di dare consigli e nozioni su come deve vivere ciascun pet, ognuno in modo diverso dall’altro. Proprio perché ci troviamo di fronte a specie con esigenze particolari che ne possono determinare un buon stato di salute psicofisica, cosa che nessun proprietario responsabile deve ignorare. Quale strumento è dunque meglio di un magazine on line, del tutto gratuito, e raggiungibile con diversi mezzi high-tech ma ugualmente diffusi, per far passare il nostro messaggio? Certo, sta poi al lettore fare tesoro di quanto legge, comprendere il perché di certe scelte - ad esempio nella selezione dei prodotti che sono disponibili nel nostro Store (www.pet-ology.it) – dettate in primo luogo da valori come qualità, sicurezza e affinità con le esigenze etologiche dei nostri animali. Al lettore chiediamo allora questo piccolo sforzo per aiutarlo, là dove necessario, a diventare un padrone (o tutore che dir si voglia) responsabile e cosciente del suo difficile ruolo di depositario di una vita altrui. Conscio, lui stesso, che ci troverà sempre schierati dalla parte del welfare animale, nell’ottica di un animalismo maturo e degno dei nostri principi di umani. Stefano Nicelli

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SOMMARIO 01 - luglio / agosto 2013

NOTIZIE DAL MONDO L’eco dalla nostra pagina Facebook COVER STORY Animali in vacanza PET FOR DUMMIES Scegliere un cane obiettivo tecnico Leggere l’etichetta V.I.P. - VERY IMPORTANT PET Balto I CONSIGLI DI... Educare un cane CONSIGLI DEL VETERINARIO Colpi di calore INTERVISTA A... Ermanno Giudici ETOLOGY Padrone o tutore? AGENDA PET Gli eventi top I LIBRI DA LEGGERE Dimmi che cane hai

Pet-OLOGY

Magazine

Editore Gruppo Editoriale Castel Negrino 20886 Aicurzio (MB) www.pet-ology.it redazione: magazine@pet-ology.it Pubblicazione on-line Rivista periodica d’informazione a diffusione gratuita Iscritta nel registro operatori comunicazione AGCOM n. ROC 38567 Direttore responsabile Stefano Nicelli Coordinamento editoriale e supervisione scientifica LOGOGEST di Stefano Nicelli stefano.nicelli@gmail.com Tel. 347-6692528 Impaginazione Virtuosa-Mente www.virtuosa-mente.com Foto: Fotolia Hanno collaborato Ermanno Giudici, Laura Fregonese Autori citati Nadia Ghibaudo, Stefano Tansella, Stefano Nicelli

Pet-ology® è un marchio registrato La riproduzione anche parziale di testo, foto e illustrazioni, anche parziale, è vietata. L’editore non si assume alcuna responsabilità per l’uso di marchi, immagini e slogan da parte degli inserzionisti. L’editore ringazia tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno contribuito alla realizzazione di questa rivista. Inoltre l’editore resta a disposizione di tutti gli eventuali proprietari dei diritti sulle immagini riprodotte nel caso non si fosse riusciti a reperirli per chiedere detta autorizzazione. In caso di cortese segnalazione si, provvederà tempestivamente a porre rimedio a eventuali omissioni e/o errori di riferimenti relativi e, in caso di conclamata violazione dei diritti si provvederà alla pronta rimozione di suddette immagini.

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Notizie dal mondo l’eco dalla nostra pagina Facebook concorso World’s Ugliest Dog. La manifestazione che si tiene a Petaluma (PETALUMA, CA, USA) NUOVO CANE (California) ed è giunta alla 25a ediPIU’ BRUTTO AL MONDO - “Un’ana- zione, è divenuta un appuntamento tra con le zampe di un beagle che immancabile per i proprietari di picriporta anche i tratti di un bassotto coli mostriciattoli a quattro zampe incrociato con un boxer”. Così la CBS (quasi sempre cani nudi cinesi o altri descrive Walle (WAHL-ee - vedi foto), cani quasi senza pelo) ma pur semil meticcio di 4 anni eletto pochi gior- pre carini non solo agli occhi dei loro ni fa “Cane più brutto al mondo” al padroni. “È iniziato come una specie

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News dal mondo

di concorso tra amici, molto piccolo e bizzarro”, ha detto l’organizzatore Vicki DeArmon. “Ma il tutto ha avuto un successo esponenziale che è andato oltre ogni nostra più rosea previsione”. “Il nostro successo - conclude DeArmon - testimonia quanto gli americani amino un perdente: quando si va in un canile e si vede un cane che probabilmente non verrà adottato, il tuo cuore è rapito dal quel cane”. (Fonte: Il Journal).

Potrebbe far sorridere l’idea di creare un evento apposta per celebrare la conclamata bruttezza del proprio animale. Una sorta di rito comune e consolatorio, dove “mal comune è mezzo gaudio” e impera lo slogan universale Ogni scarrafon’è (b)bello a mammà soja. Eppure se a Petaluma da ben 25 anni si tiene questa manifestazione, vuol dire che c’è qualcosa di diverso e ben più profondo. Un qualcosa di simile al nostro famoso Club dei brutti di Trino (Vercelli ), dove l’handicap - prettamente umano ed

estetico in questo caso - diventa motivo di orgoglio e di differenziazione in un mondo che tende all’appiattimento accomodante. Sorridere della non-bellezza ufficiale del proprio cane e condividere questo limite con altri “bruttarelli conclamati”, è un atto d’amore prima che di ironia. È il voler confermare che il cuore non ha occhi, e che c’è una speranza per tutti, umani o canini che siano, di trovare rifugio nel cuore di qualcuno anche se non si hanno qualità evidenti, come la bellezza, da mostrare e mettere in gioco. I vincitori di questo concorso statunitense sono perlopiù cani nudi cinesi, spesso deformati da bocche enognate o altre patologie visibilmente invalidanti. Ma quest’anno ha davvero vinto la fantasia: un incrocio beagle-bassotto-boxer o forse più semplicemente un minestrone genetico che ha prodotto Walle: un cane che, a dire il vero, a molti piacerebbe comunque. Alla faccia di tanti belloni dal pedigree altisonante e un prezzo di vendita tale da richiedere un prestito in banca!

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Animali in vacanza nel rispetto delle loro esigenze

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Cover story empo di vacanze, finalmente, ma anche di inesorabili domande: cosa faccio col mio animale domestico? Ovviamente, là dove possibile, il nostro consiglio è quello di organizzarsi per poterlo portare con sé. Se tuttavia ciò non fosse proprio possibile, occorre attrezzarsi a dovere per gestire un pur breve periodo di separazione al meglio. Vediamo allora i due casi.

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Insieme per una vacanza indimenticabile

ANIMALE AL SEGUITO – È la soluzione ideale, a patto che la scelta della nostra vacanza sia compatibile con le attitudini, la fisiologia e le abitudini del nostro pet. Evitiamo dunque di portare il nostro serpente a Cortina d’Ampezzo, oppure un siberian husky a Sharm El Sheikh. Essendo rispettivamente animali a sangue freddo e che soffre il caldo, questa sarebbe una scelta sconsiderevole. I vantaggi dell’avere il proprio animale al seguito sono diversi. In primo luogo non si spezza quella relazione quotidiana che è durata per tutto l’anno e che all’improvviso si 7


interromperebbe, provocando – chi più chi meno – una reazione negativa nell’animale stesso: stress, solitudine, ansia da separazione ecc. I giorni di vacanza possono poi favorire un rafforzamento di questo legame, senza tuttavia esagerare al contrario. Ovvero: se per tutto l’anno ci siamo limitati ad una passeggiatina di 3 minuti per far fare la pipì al cane, non pretendiamo (da loro ma anche da noi stessi) di fare all’improvviso marce forzate da 3 ore per godere fino all’ultimo della bella stagione e del paesaggio. Allo stesso modo se il nostro animale è di per sé tendenzialmente indipendente (es. gatto), non è proprio il caso di assillarlo con continue richieste di attenzioni, solo

per il fatto che in casa (o albergo, tenda ecc.) ora ci siamo molto di più. Come noi umani, poi, anche i nostri animali hanno bisogno di un periodo di adattamento al nuovo ambiente. Se liberi (es. cane o gatto), lasciate che vivano serenamente i primi approcci con la nuova casa. Saranno loro stessi a ricrearsi una nuova mappa mentale dove trovare un posto per il riposo o anche un rifugio dove far passare l’ansia del nuovo ambiente. Forzare la mano, in questo caso avrebbe un effetto opposto al voluto. ANIMALE A CASA – Le soluzioni possono essere diverse. Nel caso di acquari e terrari, si può decide-

Il Regolamento comunitario europeo 998/2003 prevede che cani, gatti e furetti siano muniti di un libretto di accompagnamento o “passaporto”, rilasciato dai Servizi Veterinari di Sanità Animale delle Zone Territoriali dell’ASUR, per poter viaggiare insieme ai loro proprietari nei paesi UE. Il documento contiene i dati identificativi dell’animale 8


e del proprietario, e una parte sanitaria, con le vaccinazioni eseguite (obbligatorie e facoltative), i trattamenti antiparassitari e gli esami clinici. Per poterlo ottenere è indispensabile che l’animale sia iscritto all’anagrafe regionale ed identificato con apposito microchip o con tatuaggio leggibile, per gli animali registrati all’anagrafe regionale prima del 2001. Attenzione però: i tatuaggi non sono accettati da Irlanda, Malta e Regno Unito, che richiedono esclusivamente il microchip. Tempi: è opportuno che chi prevede di partire per un viaggio portando con sé il proprio animale d’affezione, si organizzi almeno 2 mesi prima della partenza, contattando i Servizi di Sanità Animale della propria Zona Territoriale – Asur e/o il proprio medico veterinario di fiducia. 9


re di affidare la cura degli animali a persone di fiducia (e in grado di svolgere le mansioni richieste) che quotidianamente si occupino della loro alimentazione e cura. In caso di uccelli e pappagalli, questi possono eventualmente essere consegnati, se disponibili, al proprio medico veterinario o altra persona di fiducia che li ospiti in casa. Nel caso infine di cani e gatti, una buona soluzione potrebbe essere la pensione. In questo caso occorre però non solo verificare la qualità, l’efficienza e la professionalità del

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servizio offerto, ma anche abituare gradatamente l’animale al distacco, tramite brevi soste nella struttura e successivo ritorno a casa. Diffidate di strutture che: non permettano una visita preventiva; non chiedano preventivamente il libretto sanitario dell’animale; non garantiscano un servizio veterinario costante; non offrano almeno 2 uscite dal box al giorno. Se potete, cercate infine una vostra persona di fiducia che periodicamente possa verificare lo stato di salute dell’animale.


Finita l’epoca della quarantena prevista non solo in Gran Bretagna ma anche in Irlanda, Islanda, Gibilterra, Cipro e Malta, dallo scorso febbraio 2000 le norme sono cambiate con l’entrata in vigore del passaporto per animali ed il programma PETS (PEts Travel Scheme). La procedura è però complicata, costosa e lunga: è necessario iniziare a preparare ciò che serve oltre sei mesi prima dell’entrata nel Paese (la cosiddetta “six months rule”: in pratica la “quarantena” si fa a domicilio). Se i documenti non saranno in regola o lo scanner non riuscirà a leggere il microchip, gli animali dovranno comunque fare la quarantena sul posto. In pratica: occorre procedere innanzitutto con l’identificazione del cane o del gatto tramite l’apposizione di un microchip nel sottocute del collo. Subito dopo l’animale va sottoposto a vaccinazione antirabbica. Dopo trenta giorni, il veterinario esegue un prelievo di sangue e lo invia all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (appartenente al DEFRA, che raggruppa i laboratori certificati nella UE) e l’Istituto certifica che la reazione anticorpale c’è stata. Il periodo di preparazione si conclude con sei mesi di attesa e due tratta-

menti parassitari per la tenia e la zecca della volpe, eseguiti 24/48 ore prima della partenza e certificati dal veterinario. Oltre i tre certificati, il proprietario deve portare con sé il libretto sanitario dell’animale. Info: https://www.gov.uk/take-petabroad, Consolati dei Paesi di destinazione, oppure Istituto Zooprofilattico delle Venezie: tel. 049.808426 e fax 049.8830046, http://www.izsvenezie.it/.

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Scegliere un cane ...le cose da fare e da evitare

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pet for dummies

La scelta consapevole per non pentirsi mai

ai deciso di prendere un cane? Fantastico! Per essere un padrone responsabile, però, occorre che tu abbia valutato attentamente questi fattori. Ecco allora un veloce vademecum per fare una scelta adeguata.

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QUALE RAZZA/TIPOLOGIA? Più che la razza o la taglia del cane, è bene per prima cosa valutarne l’indole e le attitudini. Se sei una persona fondamentalmente pigra, evita razze che hanno bisogno di molto movimento, quali border collie, levrieri, cani da caccia in genere, e preferisci razze di tipo molossoide, dai più grandi (boxer, american staffordshire terrier, bullmastiff, fino ai piccoli come il bulldog o il bouledogue français). La taglia poi conta relativamente: non è infatti vero che un cane grande abbia bisogno di grandi spazi. Conta di più il tempo che puoi dedicare a lui. Così come non è vero che un cane di piccola taglia sia più gestibile. Spesso hanno un carattere acceso, tendono d abbaiare di più e quindi possono creare qualche problema. 13


CANILE O ALLEVAMENTO? Liberare un cane dal canile è un atto di generosità e di amore, sempre consigliato. Se però ti sei innamorato di una particolare razza, scegli un allevamento serio, magari cercando commenti di più proprietari che hanno già acquistato da loro. Evita sempre l’acquisto in un negozio per animali: il basso costo del cucciolo è fonte di guai sanitari a non finire. CON PEDIGREE O SENZA? Il pedigree è la carta d’identità del cane che indica il suo albero genealogico.

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È fondamentale se vuoi partecipare alle esposizioni e vuoi fare cucciolate. Diversamente non influisce sull’avere un ottimo cane da compagnia o da lavoro. QUANTO VIVE UN CANE? I cani di grossa taglia tendono a vivere di meno rispetto i piccoli. In media 9-10 anni, rispetto ai 12-15 anni. Dipende però molto dal soggetto iniziale, dall’alimentazione e da una sterilizzazione fatta nei tempi giusti per evitare, ad esempio nelle femmine, l’insorgenza di tumori mammari.


QUANTO COSTA UN CANE?: Dipende. Acquistandolo in allevamento devi essere pronto a spendere dai 1.500 euro in su. Sulla gestione quotidiana incide poi l’acquisto di un’alimentazione corretta ma soprattutto le spese veterinarie da affrontare. Una buona alimentazione, però, evita molti problemi sanitari e allunga la vita. HO UN BAMBINO PICCOLO. VA BENE UN CANE? Certo. Occorre però che il cane impari fin dal primo istante a rispettare il bambino e che, almeno fino all’adolescenza, i due non vengano mai lasciati soli senza controllo di un adulto responsabile. I CANI PORTANO MALATTIE? No, se curati, vaccinati e gestiti bene. Anzi, favoriscono l’attivazione del sistema immunitario. QUANDO PRENDERE UN CANE? Il periodo migliore per un cucciolo è tra la 7ª e la 10ª settimana di vita (quindi tra il secondo e terzo mese). Preso troppo precocemente, il cane avrà facilmente dei problemi di interpretazione del linguaggio dei suoi simili e creerà un rapporto morboso col padrone. Preso troppo tardi, ne andrà di mezzo la capacità del cane di creare un legame stabile e forte con l’uomo. REGALO DI NATALE? No, evita. L’adozione di un cane è una scelta che va ponderata con cura. Scegli piuttosto

un periodo in cui sai che sarai molto tempo a casa (es. ferie) per curare un corretto inserimento in famiglia. FACCIO UN REGALO A MIO FIGLIO? Sì, però se l’intera famiglia è d’accordo nel prenderlo. Basta infatti che la mamma, il padre o il fratello siano assolutamente contrari, per generare conflitti che spesso portano all’abbandono del cane stesso. DEVO ADDESTRARLO? Occorre distinguere tra educazione e addestramento. Educare significa insegnare al cane quell’insieme di cose che può fare e non può fare e che dovranno restare valide ogni giorno fino alla sua morte. Si può anche educare il cane a svolgere qualche semplice esercizio di obbedienza: Seduto! Terra! Resta! Andare correttamente al guinzaglio senza tirare, ecc. Addestrare significa invece insegnargli compiti più difficili da svolgere se ritenuti necessari. Educare, in questo senso, è fondamentale; addestrare no. PERCHÈ UN CANE? Perché è un ottimo compagno di vita, vero toccasana per persone introverse, sole o desiderose di prendersi cura di qualcuno. Non è mai però da considerarsi un giocattolo o l’alter ego di qualcun altro. Tantomeno la panacea per sofferenze psicologiche che devono trovare prima una soluzione diversa. 15


Leggere l’etichetta ...e capirci qualcosa

Come diventare consumatori informati 16


Obiettivo tecnico omodi, completi e veloci da preparare, i mangimi industriali per i nostri pet hanno da anni rivoluzionato il mercato. E non sembrano proprio conoscere crisi (vedi box a pagina 18). Ma sappiamo leggere l’etichetta riportata sulla confezione?

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DEFINIZIONE – Secondo la Circolare del Ministero della Salute del 27.9.2012, viene definito mangime “qualsiasi sostanza o prodotto, compresi gli additivi, trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato alla nutrizione per via orale degli animali”. Tali prodotti si possono definire solo come alimento se destinati a cani e gatti; composto se destinati agli altri animali. I mangimi possono poi essere: completi, se, per composizione, “sono sufficienti per una razione giornaliera”; complementari se “composti con contenuto elevato di talune sostanze, ma che, per la loro composizione, sono sufficienti per una razione giornaliera soltanto se utilizzati in associazione con altri mangimi”; die17


Il mercato italiano degli alimenti per cane e gatto ha sviluppato, nel 2011, un fatturato totale di 1.604 milioni di euro ed una crescita del +2,1%. Di questi 870 milioni sono di alimenti per gatti e 650 milioni di euro per cani, a cui vanno ad aggiungersi 80 milioni di snack e fuoripasto. Tali valori corrispondono a 536.900 tonnellate vendute, con una crescita rispetto 2010 pari al +0,5%. Il cibo umido copre il 58,2% di questo volume, il secco il 42%, e gli snack il 5,2% (Fonte: Rapporto Assalco - Zoomark 2012) tetici: se sono “mangimi in grado di soddisfare un particolare fine nutrizionale in virtù della loro composizione o del particolare metodo di fabbricazione che li differenzia chiaramen-

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te dai normali mangimi. Esistono poi mangimi definiti secchi (presentano tasso di umidità inferiore o uguale al 14%) , semiumidi (tasso di umidità compreso tra 14% e 34%) o umidi (tasso di umidità superiore al 34%). TENORI ANALITICI – Troviamo indicazioni relative a: Proteina greggia: indica la quantità di proteina presente nell’alimento, basata sul contenuto di azoto; valore ideale: tra il 20 e il 28%. Grassi greggi: percentuale di grassi presente nell’alimento. Cellulosa greggia: quantità di materiale indigeribile (fibra); valore ideale: tra l’1,8 e il 2,5%. Ceneri gregge: contenuto di sostanze inorganiche (minerali); valore ideale: sotto il 7%. Una quantità elevata di ceneri può indicare un elevato apporto di sottoprodotti della macellazione (ossa, tessuto connettivo, piume ecc.) materiale decisamente scadente che tuttavia dà un elevato apporto in termini di residuo inorganico.


Tutti i documenti qui indicati sono disponibili in pdf dal sito della Federazione Nazionale Commercianti Prodotti per l’Agricoltura (http://compag.org/ normative/sicurezza-alimentare/mangimi).

Decreto Legislativo 13/4/1999 N° 123 Decreto del Presidente della Repubblica 2/11/2001 N° 433 Regolamento di attuazione delle direttive 96/51/CE, 98/51/CE e 1999/20/CE Circolare del Ministero della Salute 4/7/2002 N° 2 Circolare esplicativa del decreto del Presidente della Repubblica 2/11/2001, n° 433, recante regolamento di attuazione delle direttive 96/51/CE, 98/51/CE e 1999/20/ CE in materia di additivi nell’alimentazione degli animali. Regolamento (CE) della Commissione 9/12/2002 N°2188 Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 22/9/2003 N°1830 Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 22/9/2003 N°1831 Regolamento (Ce) Del Parlamento europeo e del Consiglio 22/9/2003 N° 1829 Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 12/1/2005 N° 183 Raccomandazione della Commissione 17/8/2006 Regolamento (CE) del Parlamento europeo e della Commissione 13/7/2009 N°767 Relativo all’immissione sul mercato e all’uso dei mangimi, che modifica il regolamento (CE) n° 1831/2003 e che abroga le direttive 79/373/CEE del consiglio, 80/511/ CEE della Commissione, 82/471/CEE del Consiglio, 83/228/CEE del Consiglio, 93/74/ CEE del Consiglio, 93/113/CE del Consiglio e 96/25/CE del consiglio e la decisione 2004/217/CE della Commissione. Decreto Legislativo 14/9/2009 N° 142 Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (CE) n° 183/2005 che stabilisce i requisiti per l’igiene dei mangimi Regolamento (UE) della Commissione 19/3/2010 N° 242

Regolamento (UE) della Commissione 26/5/2010 N° 454 Regolamento (UE) della Commissione 20/10/2010 N° 939 Modifica dell’allegato IV del regolamento (CE) 767/2009 per quanto concerne le tolleranze ammesse per l’etichettatura riguardante la composizione delle materie prime per mangimi o dei mangimi composti di cui all’articolo 11, paragrafo 5. 19


V.I.P.

Balto l’eroe dei ghiacci

iberian husky del norvegese Leonhard Seppala (1867-1967), campione di corse su slitta con i cani, Balto (19191933) è diventato celebre per un episodio avvenuto tra gennaio e febbraio del 1925 a Nome (Alaska). Qui scoppiò una grave epidemia di difterite, e il siero per combatterla, prodotto nel 1918, era finito l’estate precedente. Occorreva allora recuperarlo alla sta-

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zione ferroviaria di Nenana, paese a circa 600 miglia da Nome, ultimo avamposto della linea per Anchorage, dove il siero era stipato. Il maltempo impediva infatti il trasporto sia via aerea che per nave. Si decise così di allestire una staffetta delle 20 migliori mute di cani da slitta. Tra questi è da ricordare Togo, il cane leader di Seppala, che percorse da solo 91 miglia a meno 40° di temperatura. Balto (considerato dallo stesso padrone un cane non resistente e in seguito criticato nei suoi diari) completò le ultime 25, entrando a Nome il 2 febbraio con il siero congelato per il freddo. Nonostante il contributo parziale dato all’impresa, Balto è comunque diventato l’eroe del giorno, celebrato con una statua al Central Park di New York, un cortometraggio nel 1925 e tre film d’animazione (Balto, Balto 2 e Balto 3) prodotti rispettivamente nel 1995, 2002 e 2004.


di Stefano Tansella efficace sgridare un cane dopo un’ora che ha combinato un guaio? No, come suggerisce Stefano Tansella, istruttore cinofilo professionista e autore del volume Voglio un cane educato (Gruppo Editoriale Castel Negrino, pp. 128, 2008) da cui abbiamo tratto questo brano: “Ricordatevi una cosa: i cani hanno una mente magnificamente semplice, e altrettanto semplice è comprendere i meccanismi di base. Può sembrare che abbiano qualche difficoltà a trattenere i pensieri su cose accadute anche solo pochi secondi prima, come se la loro attenzione fosse strettamente ancorata al presente. Invece sono animali dotati di buona memoria, tuttavia i loro ricordi sono di tipo associativo, cioè ricordano l’associazione fatta verso una determinata situazione, mentre non riescono a ripensare a quando è avvenuta l’esperienza

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o a rammentarne i particolari. Per esempio, se un cane viene portato in un parco dove è libero di correre e giocare, sviluppa un’associazione estremamente positiva legata a quel luogo, e la volta successiva non vedrà l’ora di entrare nel parco, anche se non tenterà di ricordare cosa aveva fatto o come aveva giocato la volta precedente. Ecco perché è inutile, oltre che controproducente, sgridare il nostro animale se torna a casa spontaneamente dopo essere stato a zonzo in campagna per oltre due ore: mentre valica il cancello, l’unica cosa che sa è che sta entrando in casa, e alla fuga messa in atto precedentemente proprio non può pensare. (…) Fondamentale è sapere che un comportamento va rinforzato [cioè punito o premiato, ndr] mentre sta avvenendo, e non dopo che è avvenuto”. “Voglio un cane educato” - Gr. Ed. Castel Negrino - 18,90

I consigli di...

Educare un cane

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Il vet. dice che...

Colpi di calore killer insidiosi dell’estate olo un minuto. Ti lascio i finestrini un po’ abbassati”. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase, d’estate, con il cane in macchina, magari per prendere il giornale o berci un caffè? Solo

“S

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un minuto, che poi, per distrazione, diventano 10 o 15, mentre intanto la temperatura nell’abitacolo diventa torrida. E letale. Il cosiddetto colpo di calore (o, meglio, ipertermia) è uno dei pericoli mag-


giori nella stagione calda, soprattutto per il cane ma per qualsiasi animale domestico che venga trasportato in auto oppure venga lasciato immobile al sole. Spesso pochi minuti creano già un danno grave, che dev’essere affrontato con attenzione e prontezza. CONSIDERAZIONI GENERALI – Il cane ha una temperatura media compresa tra i 38-39 gradi. Diventa patologica sopra i 40. Nei casi peggiori arriva sopra i 41-42. I cani, poi, soffrono il caldo più dell’uomo perché non hanno ghiandole sudoripare come lui. Per loro l’unico modo per disperdere il calore è l’iperventilazione. Di conseguenza è difficile capire quando il problema diventa serio: in macchina un uomo apre il finestrino e sta meglio, ma ad un cane non basta. COSA EVITARE – Lasciare il cane in macchina, anche se con i finestrini aperti. Passeggiare poi nelle ore più calde del giorno, soprattutto se si tratta di razze brachicefale come bulldog, carlini e boxer, che hanno già problemi respiratori per la caratteristica di avere il muso corto ma i tessuti molli propri di un cane con le ossa lunghe. Per costoro non va neanche bene l’aria condizionata troppo forte in casa, in quanto li espone a patologie gravi come la paralisi della laringe o il collasso della trachea. Meglio un buon ventilatore non “sparato” verso l’animale. A rischio

sono infine i cani tenuti a catena, e quelli dei cacciatori. I SINTOMI – Spesso un cane con un principio di colpo di calore presenta un forte ansimo; al tatto scotta; le mucose della bocca diventano color rosso ciliegia e c’è uno stato di agitazione fuori dalla norma; in alcuni casi possono sopraggiungere vomito, diarrea e convulsioni. PRIMO SOCCORSO – Bisogna tranquillizzare l’animale, portarlo immediatamente in una zona d’ombra e raffreddarlo con acqua fredda (non ghiacciata!) e, là dove possibile, accendere un ventilatore (è ancora più efficace dell’aria condizionata). L’importante è che il corpo dell’animale non si raffreddi troppo rapidamente, in quanto si corre il rischio di uno shock cardiocircolatorio. Occorre infine portarlo il più in fretta possibile dal medico veterinario, che farà una sedazione, bagni di acqua fredda e fluidoterapia (possono essere necessari liquidi freddi per abbassare la temperatura). “Nei casi più gravi – spiega all’Ansa Marco Bertoli, medico veterinario membro della Società Europea di Medicina d’Urgenza - l’animale va addormentato con l’anestesia’’. Gli antipiretici, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non servono. “Anzi,” conclude il medico, “un’aspirina potrebbe fare peggio”. 23


3 domande a...

Ermanno Giudici presidente ENPA Milano e nostre 3 domande questo mese le abbiamo rivolte a Ermanno Giudici, presidente dell’ENPA di Milano, co-autore, del volume Il grido degli innocenti (Gruppo Editoriale Castel Negrino, 2011) scritto con Nadia Ghibaudo.

sofferenze. Occorre quindi mutare l’angolo di visione, che deve ruotare di 180 gradi: non prendo l’animale per soddisfare un mio piacere ma convivo con lui per un reciproco e paritetico rispettoso rapporto, diversamente preferisco guardarlo in libertà. Gli uccelli nelle gabbie, i rettili nei terrari e tutti i piccoli mamIn questo numero di Pet-Ology Ma- miferi che riempiono i nostri appargazine auspichiamo la nascita di un tamenti appartengono a una visione vera e concreta coscienza animali- da “collezionisti”, da “padroni”, che sta comune a tutti, tale da rappre- non ha più ragion di esistere». sentare “una svolta copernicana nel nostro essere umani”. Ma a suo Estate e abbandono di animali. parere ci stiamo proprio illudendo? Qualche successo negli anni lo si è «Ci vorrà ancora molto tempo per- ottenuto, ma perché è un guerra che ché il rispetto verso gli animali coin- non riusciamo ancora a vincere? volga tutta la società, ancora troppo «L’abbandono estivo lo hanno invenlegata a un rapporto utilitaristico e tato i media e molti hanno lasciadi “possesso” piuttosto che alla re- to che diventasse un tormentone. ale attenzione verso le loro esigen- L’abbandono degli animali è un feze. Questo è dimostrato anche dal nomeno che dura tutto l’anno, non mercato dei pets, dove gli animali siamo un popolo che è dolcissimo vengono acquistati senza pensare al con i propri animali per tutto l’anno loro benessere, senza rendersi con- e d’estate, per il caldo, impazzisce e to che sono davvero poche le specie li abbandona. Le guerre per vincerche possono convivere con gli uma- le è necessario che siano affrontani, senza subire condizionamenti o te con un minimo di strategia che

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purtroppo pare mancare: in questo caso bisogna combattere l’acquisto di impulso degli animali, porre dei vincoli diversi e più stringenti al commercio, calcolare i costi sociali che un comportamento irresponsabile crea e comportarsi di conseguenza. Per gli episodi più gravi occorre che le sanzioni siano certe e costituiscano un deterrente: oggi chi massacra un cane rischia una pena che, con buona probabilità, non sconterà mai e quel che è peggio è che già 1 minuto dopo il fatto potrebbe prendere un altro animale, senza che glielo si possa legalmente impedire. Un tipico assurdo italiano: tante norme, scarsa applicazione e poca strategia complessiva».

fendere. Per contro ci deve essere anche un’evoluzione positiva della cultura che produca effetti concreti anche nella produzione legislativa. Personalmente detesto gli eccessi di chi tiene i cani nella borsetta o li tratta come dei bambini, privandoli del loro diritto di essere cani ma ancor più giudico intollerabile che nel terzo millennio si tengano ancora animali in gabbia per puro diletto, si allevino gli animali da reddito in condizioni atroci e disumane, si facciano trasporti di animali vivi che ricordano le deportazioni. Abbiamo troppe conoscenze scientifiche per poter ancora tollerare che in nome del profitto si continui a somministrare sofferenza inutile, Diciamocelo: tra gli stessi animalisti senza alcun rispetto per i diritti degli ci sono persone con atteggiamenti animali. Proprio questa cecità verso estremizzati. In questi casi non tro- la sofferenza animale è la culla degli viamo forse un’intolleranza verso i estremismi che talvolta si accompanon-animalisti simile a quella che gnano anche a una grande emotispesso subisce chi invece li adora? vità, non sempre accompagnata da «Gli estremismi sono sempre da identica dose di conoscenza: su quecondannare perché non sono utili sto il movimento animalista deve alle cause che ci si propone di di- ancora crescere molto». 25


Etology

Padroni o tutori? un dibattito oltre le parole

I

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l lessico imbarazza. Soprattutto su temi sensibili come la gestione del nostro animale domestico. Lo dimostra la polemica scatenata negli Usa qualche anno fa, dove era emerso un dibattito sul termine padrone, giudicato fin

troppo burbero se non proprio dal sapore schiavista, e a sostituzione del quale era stato proposto un pi첫 morbido tutore. A dire il vero la questione statunitense si ripropone, magari pi첫 soffusa, ogni giorno anche in Italia. Quel


padrone, insomma, proprio non va giù a molti animalisti. Qualcuno sceglie allora di usare dei più neutri compagno, oppure amico. Altri cedono alla pigrizia, restando su quel termine tanto odiato. Ma… diciamoci la verità: si tratta di una questione di “lana caprina”, là dove dietro le parole non c’è una predisposizione d’animo tale per cui, lessico o meno, noi umani abbiamo coscienza del fatto che a tutti gli effetti siamo i depositari della vita di un essere altrui. Diventa allora inutile sottilizzare sulle parole, là dove manca ancora una coscienza animalista matura (e quindi scevra anche da estremismi) in grado di ridurre al minimo fenomeni vergognosi come l’abbandono di animali (non solo cani), o anche la gestione orrifica che certe specie sono costrette a subire per i vezzi di qualche scellerato. Lasciamo allora l’accapigliarsi sulle parole a chi guarda solo la forma e non la sostanza. Se un padrone è un uomo o una donna capace di conoscere chi ha tra le mani, qual è la sua natura, di cosa ha bisogno, come vivrebbe allo stato libero e quindi quali sono le conseguenze della sua cattività forzata, ben venga chiamarlo così. Meglio un padrone saggio che un tutore stupido. Nell’uso del termine tutore, tuttavia, c’è già un richiamo a questo

concetto. È come se il lessico stesso indicasse la via maestra per questa rivoluzione culturale-animalista che davvero sarebbe una svolta copernicana nel nostro essere umani. Sono un tutore, cioè devo tutelare l’animale che accolgo. Devo rispettarlo dall’alto della mia presunta superiorità di uomo. Ma per fare questo occorre conoscerlo, informarsi, studiare, analizzare. Insomma faticare. Chi ha detto infatti che l’avere un animale prevede quasi solo gioie? No, prevede anche fatica che non consiste solo nel farlo passeggiare, nel nutrirlo, nel curarlo ecc. Sta tutto nel comprenderlo. E scusate se è poco.

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Agenda pet

Gli eventi top dove e quando Esposizioni canine 1 settembre 2013 Expo Nazionale, Piana Crixia - Dego (Sv) Tel. 019-881139 Dal 07-09-2013 al 08-09-2013 Esposizione Internazionale, Trieste Tel. 040-2450256 Expo Nazionale, Treviso Tel. 0437-940553 2° tel. 340-6478862 fax 0437-940553 8 settembre 2013 Expo Nazionale, Castellammare di Stabia (Na) Tel. 081-8714122 Expo Nazionale, Salice Terme (Pv) Tel. 0382-26123 Dal 14 al 15 settembre 2013 Expo Internazionale, Ivrea (To) Tel. 0125-650066 -714330 15 settembre 2013 Expo Nazionale, Campobasso Tel. 0874-311373 22 settembre 2013 Expo Internazionale, Matera Tel. 333-4937489 Expo Nazionale,Monza Tel. 039-360321

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Expo Nazionale, Venezia Tel. 041-5411083 Dal 28 al 29 settembre 2013 Expo Nazionale, Montichiari (Bs) Tel. 035-4175207 29 settembre 2013 Expo Nazionale, Macerata Tel. 0733-493020 -492294 Esposizioni feline Dal 7 all’8 settembre 2013 Cuorgnè (TO), expofelina@gmail.com Dal 21 al 22 settembre 2013 Milano, expofelinamilano@gmail.com Dal 28 al 29 settembre 2013 Novi Ligure expofelina@gmail.com Altri appuntamenti Dal 7 all’8 settembre 2013 Piacenza (PC), Petsfestival - fiera nazionale animali da compagnia - http://www.petsfestival.it/


di Stefano Nicelli I cinofili sono tutti uguali? No, e per capirlo basta leggere Dimmi che cane hai e ti dirò chi sei (Gruppo Editoriale Castel Negrino, pp.112, 2012) il libro che Stefano Nicelli ha dedicato all’analisi disincantata (e divertita) sul rapporto tra la scelta del cane e la nostra personalità, come si legge nel sottotitolo. Giornalista specializzato in cinofilia e autore di altri volumi dedicati al cane, Nicelli parte da un concetto semplice: a parità di disponibilità economica e spazio a disposizione, la scelta di una o l’altra razza fa da specchio alla nostra personalità. Ne emerge allora un quadro di 18 figure - dal Neutro, all’Esteta, fino alla Mamma forever o il Sergente – nelle quali la maggior parte dei cinofili possono riconoscersi non senza

È

I libri da leggere

Dimmi che cane hai un buona dose di autoironia (e di sincerità con se stessi). Merito di una scrittura talvolta graffiante, a tratti dissacrante, sempre divertita e dalla quale traspare la voglia dello stesso autore di non prendersi troppo seriamente. “Perché avere un cane”, spiega, “è sì una scelta che dev’essere responsabile, seria e maturata con calma, ma è soprattutto un atto d’amore che genera gioia. E la gioia comporta con sé anche una sana dose di divertimento, anche verso noi stessi”. Il libro di Stefano Nicelli è disponibile nelle migliori librerie o sul sito www. gruppoeditorialecastelnegrino.com “Dimmi che cane hai” - Gr. Ed. Castel Negrino - 15,90

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La vetrina

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mabile fino a 8 accensioni/spegnimenti. Intervallo di controllo della temperatura da 0 °C a 50 °C; intervallo di controllo dell’umidità da 20 a 90%, con funzione sia di riscaldamento che di raffreddamento. Può essere collegato ad apparecchi fino ad un max. di 3 × 400 W. Lo trovi sul sito di Pet-Ology Store (www.pet-ology.it) all’incredibile prezzo di 76,78 euro. Acquario Tetra AquaArt Discover Line 20L – Acquario ideale per chi incomincia con dei pesci rossi o dei gamberetti. Il vetro è di alta qualità (39,5 x 28 x 33 cm), la capacità di 20 litri, il design moderno la tecnologia avanzata. Il filtro di comprovata qualità garantisce un efficace filtraggio e apporto di ossigeno. È dotato di un aeratore potente per un’emissione d’aria costante. Il filtro può essere posizionato ovunque nell’acquario e alghe e microrganismi possono crescere sulla spugna di filtraggio e servire come ulteriore base alimentare. Lo trovi sul sito di Pet-Ology Store (www.pet-ology.it) all’incredibile prezzo di 63,00 euro. Sala parto in rete – Realizzato in poliestere e munito di 2 ganci in alluminio, è adatto per la riproduzione o l’allevamento di giovani pesci di piccola taglia. La rete permette un’ottima circolazione dell’acqua. Le misure sono: 16 × 13 × 12 cm. Lo trovi sul sito di Pet-Ology Store (www.pet-ology.it) all’incredibile prezzo di 2,14 euro. Amaca tunnel per furetto (2 usi) – Amaca per furetti che si trasforma con un semplice gesto in tunnel realizzata con materiali di qualità, lavabili, sicuri e adatta a tutte le gabbie. Lunghezza 36 cm; diametro del tunnel: 14 cm. Lo trovi sul sito di Pet-Ology Store (www.pet-ology.it) all’incredibile prezzo di 6,68 euro. 32


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