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NINO APREA L’ampia scenografia dalla dimensione prospettica ad ampio respiro e dai vivaci colori è in perfetta consonanza con il tema affidato. La Natività è posta, in bella vista, proprio in quello che viene considerato il fulcro del centro storico di Torre del Greco: a metà tra ′mmiez Santa Maria e ′mmiez ′a Parrocchia. Il richiamo ai luoghi simboli della predicazione del Beato Vincenzo Romano è esplicito. Gesù, il Messia davidico, grazie all’opera evangelizzatrice del nostro parroco santo, è arrivato alla gente del quartiere simboleggiato da un lato dal campanile di Santa Croce, dall’altro dalla facciata dell’antico palazzo posto proprio alle spalle della chiesa di S. Maria di Costantinopoli. Il quadro è arricchito da un banco del pesce e da una bellissima carretta ricca di frutta e verdura, elementi che intendono richiamare l’economia dell’epoca e nel contempo porre in risalto l’abbondanza e la bellezza dei frutti del mare e della terra che il Creatore ancora oggi dona alla nostra città.


CIRO FURIOSO Il presepio che è in mostra intende rappresentare la Fede di Torre del Greco nel Mistero della nascita di Gesù, simboleggiata dalla Basilica di S. Croce, e la devozione di tutta la città per il Beato Vincenzo Romano che questo tempio ha ricostruito dopo l’eruzione del Vesuvio del 1794. La comunità torrese è riproposta nel momento in cui accoglie il papa in Basilica ed è chiamata a porsi, assieme al Beato, in adorazione davanti al grande mistero dell’Incarnazione.


VINCENZO SORRENTINO

Titolo dell’opera: “Vieni Gesù”

L’opera rappresentata pone, nella sua centralità, il mistero del Verbo Incarnato fattosi “Bambiniello”. Il contesto presepiale è racchiuso in uno scorcio di rudere settecentesco con profondità e panorami tipici della nostra città. La scena ha il suo centro nella rappresentazione della Natività che ogni credente cristiano dovrebbe custodire nella parte più intima del cuore per maturare successivamente il dovere di testimoniare Gesù che si dona all’intera umanità. Il messaggio forte di quest’opera, e nel contempo l’esortazione, è per ognuno di noi chiamato a custodire e testimoniare il proprio “Presepio interiore”. La figura di Maria, anteposta ad un suggestivo paesaggio marino visibile da una terrazza, delimita un tipico orizzonte nostrano. Intende rappresentare l’orizzonte della Fede, sempre davanti a noi. È la meta da raggiungere, non solo con gli occhi, ma soprattutto col cuore e la testimonianza di vita. La preghiera e la speranza che a Lei affidiamo sono anche l’eredità ed il ricordo dell’esempio del Beato Vincenzo Romano, apostolo della Fede ed esempio di autentico cristiano per tutta Torre del Greco.


MICHELE TUORO: Il caldo tepore di un camino, il rifugio trovato dopo il lungo viaggio, la venuta al mondo del Salvatore. Nel passaggio dal reale al sublime e dal meraviglioso alla realtà, il Presepio fotografa l’attimo dell’incanto nella vita quotidiana, trasmettendo a chi guarda l’opera, la gioia e la commozione cristiana della venuta di Cristo, il Figlio di Dio in carne umana. Nel canto di quell’evento stupendo e irripetibile, in cui si toccano i due mondi, quello del tempo e dell’eternità, si inseriscono momenti di vita quotidiana rappresentati in un mistico borgo marinaro. Sullo sfondo il richiamo alla nostra amata città. Due monumenti simbolo di una città più volte rasa al suolo dalla furia devastatrice del Vesuvio e sempre risorta a vita nuova, grazie anche all’opera zelante del Parroco Santo Vincenzo Romano. A sinistra Cappella Orefice, storica chiesetta del 1749 costruita dal possidente napoletano Giovanni Attanasio, che desiderava costituire nella masseria di sua proprietà a Torre del Greco, località “Le Monticelle”, una cappella per la maggior gloria di Dio, intitolata al santo patrono di Napoli S. Gennaro verso il quale nutriva una speciale devozione. A destra l’antica torre di Bassano, simbolo della città.


Il Presepio Torrese le Opere  
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