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meri ............................................................................................................... ha votato massicciamente per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, poiché spaventata da una serie di notizie relative a una probabile invasione di immigrati. Dopodiché, il suo stesso Consiglio regionale ha chiesto che non le venissero tagliati i finanziamenti di provenienza Ue (circa 60 milioni di euro l’anno), inviando ufficialmente una ‘richiesta-appello’ di ‘protezione’ a Bruxelles. Ecco un classico esempio di confusione generata attraverso la diffusione incontrollata di notizie false: bastano soltanto due minuti per creare un profilo Facebook e postare ciò che si vuole. E i lettori si ritrovano manipolati da notizie che non esistono, oppure costruite ad arte per diffondere paure e disordine. Nel calderone delle ‘fake news’ s’incrociano diversi livelli: da quello politico a quello economico. Esse si presentano, innanzitutto, come articoli formalmente corretti, con titolo e sommario, nonché corredati da fotografie e video. In secondo lugo, oltre alle ‘bufale’, ci sono i tentativi di ‘clickbait’: si tratta di servizi diffusi sui social network creati appositamente per attirare l’attenzione, senza che poi all’interno dell’articolo si possa leggere quanto annunciato nella titolazione. In pratica, si stimola un’emozione per poi veicolare altro. Non si tratta di vere e proprie ‘fake news’, ma siamo comunque in un terreno adiacente, o quantomeno confinante. Tutto ciò incrementa un business editoriale di notizie ‘dopate’, per portare traffico a pagine web dove sono presenti dei ‘banner’ pubblicitari: più persone visitano il sito, più quegli annunci saranno visti, generando un numero di ‘click’ che giustificheranno le successive entrate economiche. Come si può ben notare, tutto questo appiattisce a un livello meramente quantitativo l’informazione ‘on line’, replicando per l’ennesima volta la nota distinzione di Pier Paolo Pasolini tra uno sviluppo ‘piatto’, falso e caricaturale, rispetto a quel vero progresso, basato sulla cultura e sulla qualità delle informazioni, che dovrebbe affiancare e completare il processo di avanzamento collettivo del popolo, distanziandosi dai rischi di una “rivoluzione reazionaria”. Ma attenzione: non sono solo i privati a utilizzare tali metodi di disinformazione. Alcuni Stati hanno costruito delle vere e proprie strutture redazionali, per generare e diffondere ‘fake news’ e fare propaganda politica, al fine di destabilizzare l’Europa. Il caso della Russia di Putin è clamoroso: grazie a una ‘gola profonda’ è stata scoperta un’organizzazione, la ‘Internet Research Agency’, la quale aveva

messo in piedi una vera e propria redazione atta a redigere notizie false, dall’annessione della Crimea alle elezioni americane del 2016, sino al già citato referendum sulla Brexit. Decine di ragazzi, pagati peraltro più dei nostri giornalisti di fascia ‘media’, hanno prodotto una montagna di contenuti verosimili, cioè non totalmente falsi, ma nemmeno rispondenti a fatti concreti, veicolando tali articoli sulla rete web. In pratica, la Russia è riuscita a manipolare le coscienze di molti ‘indecisi’ in merito a questioni delicatissime, come il pericolo di un conflitto con l’Ucraina, ma anche d’interesse diretto, come il voto negli Stati Uniti e il referendum in Gran Bretagna. Infine, il caso più eclatante: quello di ‘Canbridge Analytica’, una compagnia fondata da Robert Mercer, un gestore di fondi finanziari americano, che da sempre sostiene molte cause politiche conservatrici. Questa società era riuscita a ottenere i dati di moltissimi utenti Facebook, per poi utilizzarli, attraverso una miriade di informazioni mirate, sia nella campagna elettorale dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sia in favore della Brexit. Tutto ciò ha dimostrato un fatto a lungo sottovalutato: per fare propaganda politica,

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Periodico italiano magazine luglio-agosto 2019  

Mensile di informazione e approfondimento. In copertina: Effetto wow. Le fake news create per attirare i lettori. La rivoluzione digitale h...

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