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Quando la tecnologia diventa accessibile a un pubblico se ...................................................................

Quando il video è deepfake

Intelligenza artificiale e persone con pochi scrupoli stanno definitivamente compromettendo il rapporto di fiducia tra immagini e mondo reale Con il ‘deepfake’, le ‘bufale’ fanno un salto di qualità: grazie all’intelligenza artificiale, anche le immagini possono mentire. Con gli algoritmi di apprendimento automatico - una prerogativa dei sistemi di intelligenza artificiale - è possibile sovrapporre immagini e suoni di un video esistente e quelle di un nuovo video. Con software sempre più sofisticati sarà possibile distorcere la realtà in un modo sempre più difficile da smentire attraverso un classico lavoro d’inchiesta giornalistica e un’accurata ricerca delle fonti. Nel 2017, fu l’utente del social news ‘Reddit’ a dare il nome al fenomeno. Con il suo nickname, ‘deepfakes’, costui è stato il primo utente a pubblicare finti video porno di persone famose: il volto di un’attrice o di un attore porno veniva sostituito con quello di un attore cinematografico di Hollywood, attraverso l’utilizzo di una rete Gan (Generative adversarial networks, rete generativa avversaria). Da allora, tutti i video realizzati in questa maniera sono stati definiti ‘deepfakes’. Il termine ‘deepfake’ fa riferimento al ‘deep learning’, ovvero la possibilità

di apprendimento delle intelligenze artificiali e al falso (‘fakes’ vuol dire semplicemente ‘falsi’). Quello che inizialmente sembrava un gioco, ha iniziato a generare ben presto molte proteste a causa dei contenuti: sul canale r/deepfakes, aperto su ‘Reddit’ e dedicato, per l’appunto, ai video ‘deepfake’, chiunque poteva pubblicare i filmati prodotti con questa tecnica. Naturalmente, il canale è stato chiuso dopo pochi mesi. Dal punto di vista accademico, la prima applicazione che ha usato le tecniche del ‘machine learning’ per creare connessioni tra i suoni prodotti dal soggetto di un video e la forma della sua faccia fu il progetto

‘Video Rewrite: Driving Visual Speech with Audio’ (riscrittura video: guidare il labiale con l’audio, ndr), pubblicato nel 1997 da Christoph Bregler, Michele Covell e Malcolm Slaney per la ‘Interval Research Corporation’. Il progetto prevedeva la modifica di un video esistente di una persona che parla, raffigurando quella medesima persona in modo che sembrasse che stesse pronunciando le parole appartenenti a una traccia audio differente da quella originale. Era il primo sistema che riuscì completamente ad automatizzare questo tipo di animazione facciale. A partire dal gennaio 2018, furono lanciate varie ap-

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Periodico italiano magazine luglio-agosto 2019  

Mensile di informazione e approfondimento. In copertina: Effetto wow. Le fake news create per attirare i lettori. La rivoluzione digitale h...

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